La crisi non finirà mai
Inviato: 13/10/2012, 22:06
Questo è il secolo nel quale tutti i falsi miti stanno cadendo, uno ad uno. La "crescita", come la abbiamo vista negli ultimi 50 anni, non è possibile per il semplice motivo che siamo già cresciuti.
In natura, un albero cresciuto può solamente sopravvivere fino alla sua fine, mai riprendere a crescere.
Proviamo ad immaginare una nuova crescita UGUALE a quella degli ultimi 50 anni, senza prima DISTRUGGERE nulla:
- Il nostro ambiente (terra, aria e acqua) non avrebbe più la capacità per contenere tutto.
- Mancherebbero le materie prime necessarie.
- L'ambiente diventerebbe invivibile per l'inquinamento
- Mancherebbe lo spazio fisico per collocare tutte le infrastrutture, le fabbriche, gli edifici, i rifiuti.
- Le nostre case non avrebbero più lo spazio per contenere tutti gli oggetti prodotti dall'industria.
- Strade ed autostrade perennemente bloccate dal traffico.
Siamo ad un bivio:
Dare la priorità all'uomo, ai suoi bisogni primari (ambiente pulito, casa, cibo, cultura, tempo libero ..) = decrescita programmata.
oppure
mantenere la priorità del profitto = DISTRUGGERE il benessere delle popolazioni, impoverimento selvaggio della popolazione e tentativo di indurre nuovamente i falsi bisogni da soddisfare con il consumismo, distruzione dell'ambiente ecc.
Monti, e gran parte del nostro ceto politico "illuminato", stanno lavorando per il secondo obiettivo.
Ma questa crisi è risolvibile?
Si continua a parlare di SVILUPPO, di CRESCITA, come se fossero la panacea di tutti i mali. E invece, Sviluppo e Crescita, come previste nel sistema neo-capitalistico, sono esse la causa di tutti i mali.
Un sistema che, per stare in piedi, richiede un infinito incremento dei consumi di materie prime e di energia, di fronte alla loro limitatezza, è MATEMATICAMENTE folle e non può far altro che collassare.
La soluzione sarebbe organizzare, a livello mondiale, una DECRESCITA INTELLIGENTE, ma, per attuarla, ci vorrebbero tre condizioni imprescindibili :
1) Comprensione, a livello globale, dei termini del problema
2) Capacità di attuare politiche coordinate per guidare la decrescita
3) Superamento del sistema politico/finanziario neo-capitalistico
Tutte queste condizioni sono chiaramente utopistiche, e la conseguenza sarà che avremo una DECRESCITA CAOTICA (che è già in atto) e un lungo periodo di sofferenza.
La crisi sarà perenne proprio perché indotta. La crisi non esiste per quel 1% della popolazione che diventa sempre più ricco e che guarda caso siede nella stanza dei bottoni e che ci sta ricattando, costringendoci ad accettare ogni tipo di rinuncia alle conquiste costate tanti sacrifici ai nostri padri e nonni. Ci fanno vivere in un perenne stato di ansia e ci tengono buoni con la speranza, tattica vecchia quanto il mondo.
Ha ragione chi dice che la speranza è una brutta parola.
In natura, un albero cresciuto può solamente sopravvivere fino alla sua fine, mai riprendere a crescere.
Proviamo ad immaginare una nuova crescita UGUALE a quella degli ultimi 50 anni, senza prima DISTRUGGERE nulla:
- Il nostro ambiente (terra, aria e acqua) non avrebbe più la capacità per contenere tutto.
- Mancherebbero le materie prime necessarie.
- L'ambiente diventerebbe invivibile per l'inquinamento
- Mancherebbe lo spazio fisico per collocare tutte le infrastrutture, le fabbriche, gli edifici, i rifiuti.
- Le nostre case non avrebbero più lo spazio per contenere tutti gli oggetti prodotti dall'industria.
- Strade ed autostrade perennemente bloccate dal traffico.
Siamo ad un bivio:
Dare la priorità all'uomo, ai suoi bisogni primari (ambiente pulito, casa, cibo, cultura, tempo libero ..) = decrescita programmata.
oppure
mantenere la priorità del profitto = DISTRUGGERE il benessere delle popolazioni, impoverimento selvaggio della popolazione e tentativo di indurre nuovamente i falsi bisogni da soddisfare con il consumismo, distruzione dell'ambiente ecc.
Monti, e gran parte del nostro ceto politico "illuminato", stanno lavorando per il secondo obiettivo.
Ma questa crisi è risolvibile?
Si continua a parlare di SVILUPPO, di CRESCITA, come se fossero la panacea di tutti i mali. E invece, Sviluppo e Crescita, come previste nel sistema neo-capitalistico, sono esse la causa di tutti i mali.
Un sistema che, per stare in piedi, richiede un infinito incremento dei consumi di materie prime e di energia, di fronte alla loro limitatezza, è MATEMATICAMENTE folle e non può far altro che collassare.
La soluzione sarebbe organizzare, a livello mondiale, una DECRESCITA INTELLIGENTE, ma, per attuarla, ci vorrebbero tre condizioni imprescindibili :
1) Comprensione, a livello globale, dei termini del problema
2) Capacità di attuare politiche coordinate per guidare la decrescita
3) Superamento del sistema politico/finanziario neo-capitalistico
Tutte queste condizioni sono chiaramente utopistiche, e la conseguenza sarà che avremo una DECRESCITA CAOTICA (che è già in atto) e un lungo periodo di sofferenza.
La crisi sarà perenne proprio perché indotta. La crisi non esiste per quel 1% della popolazione che diventa sempre più ricco e che guarda caso siede nella stanza dei bottoni e che ci sta ricattando, costringendoci ad accettare ogni tipo di rinuncia alle conquiste costate tanti sacrifici ai nostri padri e nonni. Ci fanno vivere in un perenne stato di ansia e ci tengono buoni con la speranza, tattica vecchia quanto il mondo.
Ha ragione chi dice che la speranza è una brutta parola.