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 Oggetto del messaggio: Re: La corsa all'oro
MessaggioInviato: 21/03/2016, 13:29 
Gli servirà non appena deutch bank andrà a testa in giù ^_^



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 Oggetto del messaggio: Re: La corsa all'oro
MessaggioInviato: 21/03/2016, 13:47 
MaxpoweR ha scritto:
Beh se ci pensi è lo stesso discorso dell'oro. L'oro vale perchè si è deciso che vale. In se l'oro avrebbe solo valore dal punto di vista prettamente tecnologico viste le sue proprietà fisiche e dal punto di vista medico; altri valori intrinsechi non ne ha (e qui un altro esempio di reminiscenza antica di cui si è perso il vero significato).

Dal mio punto di vista un bene che ha valore intrinseco è l'acqua, il cibo,il bestiame, la terra beni deperibili di cui si ha necessità primaria. L'oro ha valore nel momento in cui lo si accetta come UNITA' MISURA del valore di un bene ed è quindi in tutto e per tutto equiparabile al ruolo che dovrebbe avere la moneta. Nel momento in cui la moneta cessa di essere unità di misura e diventa essa stessa UN BENE ecco la necessità di MISURARNE il valore e non potendolo fare con altra moneta di utilizza l'oro. E' un cane che si morde la coda ma di fatto MONETA ed ORO sono la stessa cosa sotto diversa forma.

Dal '21 di è fato un ulteriore passo avanti nell'idiozia ideologica slegando la moneta dal riferimento aurifero (cioè togliendo la possibilità di confrontare il valore IDEALE con un riferimento quanto meno REALE e concreto) e quindi di fatto ad oggi la moneta E' CARTA alla quale si è tutti d'accordo di assegnare valore ha quindi perso qualunque contatto con la realtà ed è l'origine della finanza e dei mali dell'economia.


no bè l'oro
è un valore in sè..
è un metallo durevole non corrodibile,
non si ossida, ecc.
ottimo conduttore elettrico e termico,
svariati usi in elettronica, ecc.

https://it.wikipedia.org/wiki/Oro

L'oro è l'elemento chimico di numero atomico 79. Il suo simbolo è Au (dal latino "aurum"). È un metallo di transizione tenero, pesante, duttile, malleabile di colore giallo, dovuto all'assorbimento delle lunghezze d'onda del blu dalla luce incidente.

Inattaccabile dalla maggior parte dei composti chimici, reagisce in pratica solo con l'acqua regia e con lo ione cianuro.

Viene usato per coniare monete ed è o è stato uno standard monetario per molte nazioni[senza fonte]. Si usa inoltre in gioielleria, odontoiatria e nell'industria elettronica.

L'oro non viene intaccato né dall'aria né dalla maggior parte dei reagenti chimici. Da sempre la sua elevata inerzia chimica ne ha fatto un materiale ideale per il conio di monete e per la produzione di ornamenti e gioielli. Non si altera con l'ossigeno, l'umidità, il calore, gli acidi e gli alcali caustici,


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 Oggetto del messaggio: Re: La corsa all'oro
MessaggioInviato: 21/03/2016, 13:59 
Cita:
no bè l'oro
è un valore in sè..
è un metallo durevole non corrodibile,
non si ossida, ecc.
ottimo conduttore elettrico e termico,
svariati usi in elettronica, ecc.


Beh in teorie il 99% di queste caratteristiche dovrebbero essere del tutto inutili e sconosciute a chi migliaia di anni fa lo ha eletto a materiale depositario del valore non trovi?

Magari invece si è scelto l'oro proprio perchè QUESTO era importante per qualcuno e quindi lo abbiamo scimmiottato? Chissà...



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 Oggetto del messaggio: Re: La corsa all'oro
MessaggioInviato: 21/03/2016, 14:04 
MaxpoweR ha scritto:
Cita:
no bè l'oro
è un valore in sè..
è un metallo durevole non corrodibile,
non si ossida, ecc.
ottimo conduttore elettrico e termico,
svariati usi in elettronica, ecc.


Beh in teorie il 99% di queste caratteristiche dovrebbero essere del tutto inutili e sconosciute a chi migliaia di anni fa lo ha eletto a materiale depositario del valore non trovi?

Magari invece si è scelto l'oro proprio perchè QUESTO era importante per qualcuno e quindi lo abbiamo scimmiottato? Chissà...



ma un metallo che dura
non si ossida,
non viene attaccato dagli acidi
APPARENTEMENTE ETERNO..
cosa non ti è chiaro di questi concetti?
Non t pare abbastanza?
(infatti abbiamo a tuttoggi
manufatti in oro risalenti
a tutankamon, ecc.
perfettaente conservati..)
gli antichi erano ignoranti
mica RINKOGLIONITI.................


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 Oggetto del messaggio: Re: La corsa all'oro
MessaggioInviato: 21/03/2016, 14:05 
mik.300 ha scritto:
gli antichi erano ignoranti
mica RINKOGLIONITI.................


Secondo me erano tutto fuorché ignoranti... anzi...



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 Oggetto del messaggio: Re: La corsa all'oro
MessaggioInviato: 21/03/2016, 14:12 
mik.300 ha scritto:


ma un metallo che dura
non si ossida,
non viene attaccato dagli acidi
APPARENTEMENTE ETERNO..
cosa non ti è chiaro di questi concetti?


Anche le conchiglie possono essere usate ed hanno grossomodo le stesse proprietà che hai descritto. Di certo per loro non erano importati il restante 99% delle proprietà che fanno dell'oro un metallo importante.

Considerare rincoglioniti popoli che hanno costruito opere come le piramidi o i sistemi economici e culturali che usiamo ancora oggi mi sembra un pò presuntuoso soprattutto se detto dal rappresentante di una specie che non sa manco costruire un ponte che duri 100 anni.



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 Oggetto del messaggio: Re: La corsa all'oro
MessaggioInviato: 19/05/2016, 12:37 
Cita:
Oro: banca cinese ha comprato uno dei più grandi caveau d’Europa

La banca cinese Icbc Standard Bank ha siglato un accordo con Barclays per l’acquisto di uno dei più grandi caveau del Regno Unito e di tutta Europa, in grado di contenere 2mila tonnellate di metalli preziosi, come oro, platino, argento e palladio. E’ il primo fra i depositi aurei londinesi (altri restano saldamente nelle mani di Hsbc, JpMorgan e altri ancora) ad essere venduto ai cinesi.
Resta ignoto l’importo pagato dalla Icbc Standard per aggiudicarsi il caveau, che si trova in un punto non precisato di Londra; l’affare, comunque, dovrebbe essere completato entro luglio. Barclays aveva aperto il caveau nel 2012 dopo un più di un anno di lavori necessari alla sua costruzione.
Il nuovo acquisto consentirà a Icbc “di perseguire meglio la strategia di diventare una delle maggiori banche cinesi sul mercato dei metalli preziosi; l’acquisizione di un caveau di metalli ci consente di espandere i nostri servizi”, dichiara il responsabile per le commodity della banca, Mark Bucombe. La stessa Icbc la scorsa settimana era entrata fra i partecipanti del clearing londinese, non si vedeva un nuovo ingresso da dieci anni; da aprile, invece ,è divenuta market maker per l’Lbma Gold Price, l’erede del fixing dell’oro. Parallelamente Barclays si sta allontanando dal giro dei metalli preziosi in seguito all’inchiesta giudiziaria per presunte manipolazioni dei prezzi.
E’ l’ennesimo capitolo che testimonia il massiccio interessamento da parte della Cina per l’oro, di cui allo stesso tempo è maggiore produttore e importatore mondiale. Al fine di acquisire maggiore importanza nel pricing dell’oro, nel quale Londra resta ancora centrale, il Dragone ha da poco lanciato il suo benchmark quotato in yuan. Londra è tuttora il punto di riferimento per l’oro e gli altri preziosi, con scambi per oltre 5mila miliardi di dollari l’anno, anche se la sua centralità è sempre più insidiata dall’ascesa della Cina: i future sull’oro a Shanghai generano volumi di scambio crescenti e Pechino ha appena varato un suo benchmark quotato in yuan.


http://www.wallstreetitalia.com/oro-ban ... u-deuropa/


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 Oggetto del messaggio: Re: La corsa all'oro
MessaggioInviato: 19/05/2016, 14:30 
Ma il caveau diventa "territorio cinese" come l'ambasciata??
In ogni caso la vedo male una eventuale "diatriba" anglo-cinese.
[:246] [:246] [:246] [:246]
p.s. Ma gli USA che ne pensano???



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 Oggetto del messaggio: Re: La corsa all'oro
MessaggioInviato: 02/09/2016, 12:43 
Cita:
DEUTSCHE BANK: IL SILENZIO E’ D’ORO!

Il silenzio è d’oro ma quando si tratta di Deutsche Bank, far passare sotto silenzio certe notizie può non essere affatto un buon affare.

Le due notizie sono queste … ..
Veritaseum Knowledge Exposes Frightening Counterparty Risk At Deutsche Bank for “Gold Investors”
Deutsche Bank Refuses Delivery Of Physical Gold Upon Demand

Qui sotto la potete trovare tradotta sul sito di Wall Street Italia…

Controllo capitali, va da Deutsche Bank e chiede l’oro che gli spetta. Risposta è no

(…) Un episodio inquietante, riportato qualche ora fa da un sito tedesco di analisi sull’oro, che chiama in causa il colosso bancario Deutsche Bank e alimenta dubbi sul rischio di operazioni di “sequestro” di oro.Stando al sito, Deutsche Bank non è stata capace infatti di effettuare una consegna di oro, alla richiesta presentata da un cliente sottoscrittore dell’ETC Xetra-Gold.

Cosa è successo?

Xetra-Gold è un ETC*, ovvero un Exchange-Traded Commodity, che si differenzia, almeno stando al modo in cui si presenta, in quanto assicura che “ogni grammo di oro acquistato in via elettronica sia garantito da uno stesso ammontare di oro fisico“.

Nel sito di Deutsche Borse è scritto chiaramente che Xetra-Gold è un ETC garantito da oro al 100%: l’ETC viene emesso da Deutsche Borse Commodities Gmbh e rappresenta il diritto alla consegna di oro fisico. Il fatto che “Xetra-Gold abbia la forma di uno strumento finanziario rende semplici gli scambi”. Ancora, continuando a leggere, “Xetra-Gold può essere venduto al pubblico in Germania, Austria, Lussemburgo, Regno Unito e Olanda”. In definitiva, si parla di uno strumento che deriva da una operazione di cartolarizzazione dell’oro fisico. Gli asset gestiti da Xetra-Gold ammontano al momento a 3,5 miliardi di euro.

Ma cosa c’entra Deutsche Bank?

C’entra eccome, dal momento che chi emette Xetra-Gold è appunto Deutsche Borse Commodities Gmbh, che a sua volta è una joint venture tra Deutsche Borse AG e i soci bancari Commerzbank, Deutsche Bank, e altri tra cui appare anche la svizzera Vontobel. E Deutsche Bank è la principal bank, in questo schema, nel senso che anche se il cliente ha un conto presso un’altra banca, Xetra-Gold deve assicurare che la consegna avvenga tramite Deutsche Bank.

Un cliente di Xetra-Gold ha avuto tuttavia una pessima sorpresa, nel momento in cui si è attivato per chiedere la consegna dell’oro fisico che gli spettava. La sua richiesta è stata infatti accolta da un funzionario di Deustche Bank che lo ha informato del fatto che “il servizio” non è più disponibile, per “motivi di business” e che dunque il modulo di presentazione della richiesta – fornito da Clearstrema Banking AG – non è più valido.

Stando a quanto riporta un sito tedesco, Detsche Borse Commodities avrebbe consigliato a quel punto al cliente di trasferire il bond Xetra-Gold di cui è in possesso nella cooperativa Raiffeisenbank, dal momento che sembra che lì la consegna di oro fisico sia ancora possibile.

Dal canto suo Deutsche Borse ha annunciato di star lavorando sulla “possibilità di effettuare le consegne a prescindere dagli sportelli delle banche”. Ma rimane il mistero del no di Deutsche Bank. E sicuramente crescono nuovi dubbi sulla trasparenza delle banche.

Due cosuccie mi sento di condividere!

Primo, alla prossima crisi, gli ETF potrebbero essere il centro di gravità permanente dove all’improvviso sèarire tutta la liquidità dei mercati. Soprattutto quando si dimentica il rischio emittente.

Secondo, attenzione perchè in questo mondo di carta straccia non c’è oro fisico che tenga, soprattutto quando la carta che circola è superiore decine di volte alla realtà sottostante.

Quindi attenzione perchè si fa presto a fare un frittata, anche se le galline fanno le uova d’oro!



http://icebergfinanza.finanza.com/2016/ ... io-e-doro/


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 Oggetto del messaggio: Re: La corsa all'oro
MessaggioInviato: 02/09/2016, 12:51 
L'oro a differenza dei soldi non cresce sugli alberi :>



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 Oggetto del messaggio: Re: La corsa all'oro
MessaggioInviato: 24/01/2018, 15:22 
Cita:

Stern: i tedeschi hanno più oro dei russi, la metà di esso però è in USA


Negli ultimi anni la Russia ha accresciuto le proprie riserve auree. La Germania è al secondo posto al mondo per riserve aueree, tuttavia metà di esse sono conservate nel caveau della Federal Reserve Bank a Manhattan, riporta la testat tedesca Stern.

No, non è Fort Knox. L'oro mostrato nel video è della Federazione Russa. Più di 1800 tonnellate di oro si trovano nelle casseforti della Banca Centrale di Russia. Ulteriori fotografie e video sono stati pubblicati su Russia Insider.

Negli ultimi anni la Russia, così come la Cina, poco a poco ha incrementato le proprie riserve auree. 10 anni fa la Russia possedeva solo il 3% delle riserve mondiali di oro. Tuttavia, oggi ne possiede già circa il 17%.

Nel caso di crisi monetaria il governo non solo può impegnare e vendere le proprie riserve auree, ma anche creare una nuova valuta.

A proposito, la Germania ha la seconda riserva d'oro più grande del mondo: circa 3378 tonnellate. Solo gli Stati Uniti hanno più oro.

È vero però che solo la metà dell'oro tedesco è in Germania: 1.236 tonnellate sono conservate nel seminterrato della Federal Reserve Bank statunitense a Manhattan il più grande deposito d'oro al mondo.


https://it.sputniknews.com/mondo/201801 ... -usa-oro-/


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 Oggetto del messaggio: Re: La corsa all'oro
MessaggioInviato: 30/11/2018, 22:15 
Cita:

Oro, il «giallo» delle riserve auree che le banche centrali non riescono a recuperare



Con la presente, il Banco Central de Venezuela, per conto del Governo della Repubblica del Venezuela, chiede la restituzione di 1,4 tonnellate di lingotti d'oro custoditi presso la vostra pregiata istituzione. La richiesta ha carattere d'urgenza». Era fine agosto 2018. A tre mesi di distanza, un'eternità sul mercato dell'oro, né la banca centrale di Caracas, né il dittatore venezuelano Nicolas Maduro, hanno riportato in patria un solo grammo delle 1,4 tonnellate di cui chiedevano «la riconsegna urgente». Ben sigillati nelle loro casse di legno, i 112 lingotti da 12,4 chili ciascuno resteranno a Londra finché la Bank of England non deciderà altrimenti.

In pratica, il 10% delle riserve auree venezuelane è sotto sequestro inglese senza alcuna ragione apparente. E senza alcuna base legale. Salvo una, davvero sorprendente: sul contratto di custodia dell’oro, la Banca d’Inghilterra ha scritto in piccoli caratteri una clausola che parla da sé: «La Bank of England si riserva il diritto di non restituire l’oro sovrano in custodia e di impedirne anche la visione».



Che dire? O forse, che cosa non dire: perché se anche il Governo italiano ha davvero fretta di riportare in patria le sue 300 tonnellate d’oro prese in consegna nel dopoguerra dal governo inglese (altre 300 tonnellate sono in custodia alla Federal Reserve di New York), farebbe bene a non spedire a Londra raccomandate con «carattere d’urgenza». Questo, come ha capito il Venezuela (e non solo) non è certamente il periodo migliore per mettere pressione agli inglesi, soprattutto sui depositi di oro sovrano: tra le ansie per la Brexit, la paura di un crollo dei bond e delle Borse e la miriade di incertezze valutarie e geopolitiche globali, l’oro sovrano è tornato ad occupare un ruolo chiave per Stati e mercati. Sia come riserva di valore in caso di crisi valutaria o sistemica, sia come garanzia collaterale per gli investimenti speculativi o per il bilanciamento dei rischi di portafoglio.

Ma su questo punto, è bene fare attenzione: la segretezza che circonda la gestione delle riserve auree straniere è talmente alta e protetta da aver creato forti sospetti su un loro utilizzo improprio per operazioni di mercato tra le due grandi banche centrali e i loro interlocutori del sistema finanziario: in sintesi, lingotti di altre nazioni verrebbero dati in prestito (a loro insaputa) a banche ed hedge fund, o cartolarizzati in Gold Certificates, dietro l’impegno delle parti a non reclamare mai la proprietà dei lingotti alla scadenza dell’operazione. Tutto deve chiudersi in dollari o sterline. Una pratica chiaramente vietata, ma resa possibile proprio dal controllo esclusivo e insindacabile esercitato dai due grandi «Goldbusters» dell’oro sovrano degli altri Paesi. Sempre che qualcosa non vada storto sul mercato, o che a mandare il gioco in crisi sia un’ondata imprevista di richieste di rimpatrio di oro straniero.

È forse questa la ragione dello stop inglese al rimpatrio dell’oro venezuelano? O dietro il blocco delle riserve di Caracas c’è un’operazione di carattere politico contro un altro stato sovrano, un fatto senza precedenti per una banca centrale europea? Oppure, come molti sospettano, dietro la “stangata” ai venezuelani c’è un messaggio in codice per le altre 70 nazioni che potrebbero chiedere indietro agli inglesi il proprio tesoro nazionale? Per ora ci sono solo ipotesi, ma la paura di una sovranità limitata sull’oro sovrano è una spinta potente e pericolosa all’aumento delle richieste di rimpatrio di centinaia di tonnellate di riserve auree. Per il Venezuela e per una decina di altri Paesi che non riescono a riprendersi il proprio oro da Londra (e da New York), la sensazione è proprio quella. Ed è una brutta sensazione, non solo per loro.

Perché oltre al tesoro di Caracas e a quello della Banca d’Italia, la Bank of England tiene sotto chiave altri 200mila lingotti d’oro sovrano di proprietà dei governi di oltre 70 nazioni: sono 1.500 quintali di metallo giallo purissimo su uno stock totale di 3.210 quintali d’oro “sepolti” ufficialmente sotto il letto del Tamigi. Per quasi un secolo, nessuno ha messo in dubbio la sicurezza delle riserve auree europee recuperate dagli alleati dopo la guerra e prese in custodia dalla Bank of England e dalla Federal Reserve. Gli stock hanno avuto negli anni fluttuazioni marcate, registrando un fortissimo esodo soprattutto nel decennio post-Lehman e della grande crisi finanziaria mondiale, ma secondo i dati della Banca dei Regolamenti Internazionali di Ginevra, quasi la metà dei 1.360 miliardi di dollari delle riserve auree mondiali è ancora nelle mani dei due grandi guardiani della finanza internazionale. Ma riprendersele non è più tanto facile.



Poco prima del blitz inglese sull’oro del Venezuela, era stata infatti la Fed di New York a bloccare inspiegabilmente il rimpatrio a Francoforte di 130 tonnellate d’oro sovrano appartenenti alla Repubblica federale tedesca: solo nel 2017, dopo oltre un anno di trattative infruttuose con i vertici della Fed, Berlino minacciò l’apertura di una crisi diplomatica e riuscì così a riprendersi l’oro. Ma la Germania non è il Venezuela, e Maduro non è di certo la Merkel: per Caracas, la speranza di rientrare in possesso di quei 600 milioni di dollari in lingotti d’oro purissimo appare molto remota. Londra è irremovibile. E Maduro è isolato: nessun Paese europeo - Unione Europea compresa - ha chiesto pubblicamente spiegazioni a Londra sul merito finanziario o politico di questa vicenda. Quando c’è di mezzo la sicurezza dell’oro della “patria”, litigare con il cassiere non conviene a nessuno.

Lo sa bene il Venezuela, e lo aveva già capito prima la Germania: nel nuovo disordine globale, non è più la fiducia tra banche centrali a garantire la certezza sull’oro delle riserve nazionali. Non è un caso, del resto, se nell’arco di tre anni la corsa mondiale ai rimpatri di riserve auree abbia tolto dal controllo della Bank of England oltre 400 tonnellate d’oro massiccio: dai forzieri della Fed di New York, sono uscite addirittura quasi 7mila tonnellate di lingotti d’oro sovrano tra il 2009 e il 2017, un record di rimpatri senza precedenti nella storia. A New York, dove la Fed aveva 10 anni fa in custodia fiduciaria oltre 12.500 tonnellate d’oro straniere, ne sono rimaste ora solo 5mila tonnellate. Troppe per le esigenze strategiche inglesi a americane? L’ipotesi è sul tavolo, visto che lo stop al rimpatrio dell’oro venezuelano è arrivato dopo mesi e mesi di analoghe richiesta provenienti dall’Europa centrale e dall’Asia.




https://www.ilsole24ore.com/art/finanza ... d=AEdbI6oG


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 Oggetto del messaggio: Re: La corsa all'oro
MessaggioInviato: 01/12/2018, 00:31 
Borghi: una legge per mettere sotto il controllo del governo l’oro di Bankitalia

“A chi l’oro di Bankitalia? A noi”. Claudio Borghi, presidente della commissione bilancio alla Camera, che ha depositato una legge ad hoc tre mesi fa, vuole in sostanza portare sotto il controllo del governo le riserve auree della Banca d’Italia e ridarle ai cittadini.

La legge, sottolinea il Giornale, intende dare “un’interpretazione autentica” della normativa sulle riserve auree nazionali. Recita l’unico articolo della proposta: “Il secondo comma dell’ articolo 4 del testo unico delle norme di legge in materia valutaria, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 31 marzo 1988, n. 148, si interpreta nel senso che la Banca d’Italia gestisce e detiene, ad esclusivo titolo di deposito, le riserve auree, rimanendo impregiudicato il diritto di proprietà dello Stato italiano su dette riserve, comprese quelle detenute all’estero”.

Insomma, per il leghista quel tesoro appartiene agli italiani ma non c’è una legge che lo dica chiaramente. Esiste “un vulnus normativo, se non addirittura una vera e propria errata interpretazione” dello status quo, ragione per cui Borghi vuole “riportare l’esegesi della normativa nazionale in una situazione di certezza e chiarezza“. liberoquotidiano.it
https://www.imolaoggi.it/2018/11/28/bor ... ankitalia/



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 Oggetto del messaggio: Re: La corsa all'oro
MessaggioInviato: 01/03/2019, 17:52 
Cita:

USA hanno portato via dalla Siria 50 tonnellate d’oro


L'esercito americano ha portato via dalla Siria circa 50 tonnellate di oro, riferisce l'agenzia nazionale SANA, citando fonti locali.

Si fa notare che l'esercito lo ha ricevuto dai militanti, promettendo di garantire la loro sicurezza.

Secondo l'agenzia, i terroristi hanno nascosto il bottino nelle vicinanze del villaggio di Al-Baghuz. Si trova nella provincia siriana di Deir ez-Zor, una delle ultime roccaforti dei militanti, circondata dalle truppe statunitensi.

Secondo SANA, i militanti hanno trasferito circa quaranta tonnellate di metallo prezioso. Inoltre, in precedenza l'esercito americano ha trovato circa dieci tonnellate in altri depositi di terroristi.

Si specifica che l'esercito americano ha preso l'oro di notte con un elicottero.





https://it.sputniknews.com/mondo/201903 ... siria-oro/


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 Oggetto del messaggio: Re: La corsa all'oro
MessaggioInviato: 02/03/2019, 13:08 
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