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MessaggioInviato: 05/01/2015, 13:31 
Ti faccio umilmente notare che i profeti erano chiamati così in quanto "portatori della Parola di Dio", non perché facevano previsioni .... [;)]
E comunque Isaia ne parlò: "uomo
(Infatti: Persona per bocca della quale parla la divinità, comunicando agli uomini il proprio volere e i propri disegni: i p. dell'Antico Testamento http://dizionari.corriere.it/dizionario ... feta.shtml
Estensivo ma non esatto: Chi, per intuizione, acutezza di mente ecc., anticipa ciò che accadrà in futuro: essere, rivelarsi un buon p.)


Comunque, cara Sbrina : [;)]


Esistono molte profezie dell’Antico Testamento su Gesù Cristo. Alcuni interpreti hanno contato centinaia di queste profezie messianiche. Ecco alcune di quelle che sono considerate le più chiare e importanti.

Profezie riguardanti la nascita di Gesù – Isaia 7:14: “Perciò il Signore stesso vi darà un segno: Ecco, la giovane concepirà, partorirà un figlio, e lo chiamerà Emmanuele.” Isaia 9:6: “Poiché un bambino ci è nato, un figlio ci è stato dato, e il dominio riposerà sulle sue spalle; sarà chiamato Consigliere ammirabile, Dio potente, Padre eterno, Principe della pace”. Michea 5:2 "Ma da te, o Betlemme, Efrata, piccola per essere tra le migliaia di Giuda, da te mi uscirà colui che sarà dominatore in Israele, le cui origini risalgono ai tempi antichi, ai giorni eterni”.

Profezie concernenti il ministero e la morte di Gesù – Zaccaria 9:9: “Esulta grandemente, o figlia di Sion, manda grida di gioia, o figlia di Gerusalemme; ecco, il tuo re viene a te; egli è giusto e vittorioso, umile, in groppa a un asino, sopra un puledro, il piccolo dell'asina. Salmo 22:16-18: “Poiché cani mi hanno circondato; una folla di malfattori m'ha attorniato; m'hanno forato le mani e i piedi. Posso contare tutte le mie ossa. Essi mi guardano e mi osservano: spartiscono fra loro le mie vesti e tirano a sorte la mia tunica”.

Probabilmente la profezia più chiara su Gesù è il capitolo 53 di Isaia. Isaia 53:3-7 è particolarmente inequivocabile: “Disprezzato e abbandonato dagli uomini, uomo di dolore, familiare con la sofferenza, pari a colui davanti al quale ciascuno si nasconde la faccia, era spregiato, e noi non ne facemmo stima alcuna. Tuttavia erano le nostre malattie che egli portava, erano i nostri dolori quelli di cui si era caricato; ma noi lo ritenevamo colpito, percosso da Dio e umiliato! Egli è stato trafitto a causa delle nostre trasgressioni, stroncato a causa delle nostre iniquità; il castigo, per cui abbiamo pace, è caduto su di lui e mediante le sue lividure noi siamo stati guariti. Noi tutti eravamo smarriti come pecore, ognuno di noi seguiva la propria via; ma il SIGNORE ha fatto ricadere su di lui l'iniquità di noi tutti. Maltrattato, si lasciò umiliare e non aprì la bocca. Come l'agnello condotto al mattatoio, come la pecora muta davanti a chi la tosa, egli non aprì la bocca”.

La profezia di Daniele 9 riguardante i “settanta sette” predice la data esatta in cui Gesù, il Messia, sarebbe stato “reciso”. Isaia 50:6 descrive accuratamente i maltrattamenti che Gesù ha subito. Zaccaria 12:10 predice “l’essere trafitto” del Messia che si verificò quando Gesù morì sulla croce. Molti altri esempi sono disponibili, ma questi sono sufficienti. Non c’è dubbio che l’Antico Testamento profetizza la venuta di Gesù come Messia.

Per saperne di più: http://www.gotquestions.org/Italiano/An ... z3NwwARA5y

PS: Inutile fare a me queste domande, che non sono nessuno; sul Catechismo della Chiesa Cattolica si trova ogni risposta!


Ultima modifica di Ufologo 555 il 05/01/2015, 13:33, modificato 1 volta in totale.


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 Oggetto del messaggio: Re: Vesuvio:
MessaggioInviato: 23/03/2015, 18:04 
Cita:
Attività vulcanica subacquea al largo del porto di Napoli: gas affiora in superficie
Un gruppo di sub ha filmato una sospetta attività vulcanica sottomarina al largo del porto di Napoli, le immagini mostrano gas affiorare sulla superficie.

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[Centro Meteo italiano] Attività vulcanica subacquea al largo del porto di Napoli, gas affiora in superficie – Cosa sta accadendo al largo del porto di Napoli?

Un video amatoriale realizzato da un gruppo di subacquei mostra quello che a prima vista sembrerebbe essere l’effetto di attività vulcanica sottomarina.

Cerchi nell’acqua, probabilmente originati dal gas che affiora in superficie, del diametro di circa 30 metri, avvistati poco prima dell’ingresso dell’antemurale del porto commerciale di Napoli.

I sub hanno filmato lo strano fenomeno avvisando la Guardia Costiera e comunicando le coordinate esatte del luogo dell’avvistamento, zona nella quale verranno effettuati accurati controlli per verificare cosa stia effettivamente accadendo.

Ovviamente il pensiero va al vicino Vesuvio. Al momento però non ci sono conferme, anche se già in passato ci sono stati avvistamenti simili. Infatti, secondo quanto comunicato dai sub nel video, non si tratta della prima volta che ciò accade e sembra vi abbiano assistito anche in precedenza.


http://www.ilnavigatorecurioso.it/2015/ ... uperficie/


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 Oggetto del messaggio: Re: Vesuvio:
MessaggioInviato: 28/03/2015, 19:12 
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Gli incubi del capo della protezione civile: «Il Vesuvio e il terremoto in Calabria»

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ROMA - "Ho due incubi notturni, il Vesuvio e il terremoto in Calabria. Sono queste le aree con maggiore criticità dal punto di vista della protezione civile". Lo ha detto il prefetto Franco Gabrielli, a margine di un incontro in Campidoglio sul terremoto dell'Aquila. "Il Vesuvio e la zona dei Campi Flegrei - ha osservato il capo della protezione civile - sono l'area più rischiosa al mondo, non tanto per la pericolosità del vulcano in sé, ma per la concentrazione delle popolazione". Gabrielli ha spiegato che "il piano di evacuazione è stato aggiornato nel 2001 e lo stiamo riaggiornando in questi giorni. Dovrebbe prevedere l'evacuazione di quasi un milione di persone in 72 ore, con una parte anche via mare. E potrebbe essere pronto quest'anno".

«Stiamo lavorando intensamente ed in perfetto accordo con il prefetto Gabrielli e la dirigenza della Protezione civile nazionale per aggiornare l'intera pianificazione di emergenza per il Vesuvio e i Campi flegrei». Così l' assessore alla Protezione civile della Campania, Edoardo Cosenza, replica alle preoccupazioni espresse dal responsabile nazionale della Protezione Civile Franco Gabrielli su Vesuvio e Campi Flegrei.

«Per il Vesuvio - aggiunge Cosenza - siamo in attesa della pubblicazione in Gazzetta ufficiale delle Linee guida per tutte le pianificazioni, comunali, regionali e nazionali, varate a fine 2014 per l'emergenza Vesuvio».

«Per quanto riguarda i Campi flegrei - ha aggiunto l' assessore Cosenza - la Regione ha già approvato la nuova zona rossa e siamo in attesa dell'approvazione governativa. Tutti i Comuni della Campania ed a maggior ragione quelli a rischio vulcanico hanno avuto un finanziamento regionale per la redazione di piani di emergenza moderni». «Grandissimo impulso è stato dato alla realizzazione delle infrastrutture per le vie di fuga - conclude l'assessore alla Protezione civile della Campania: la terza corsia della A3 appena completata, i lavori sulla SS 268 del Vesuvio, i collegamenti del porto di Pozzuoli con la Tangenziale. L'assessore regionale ricorda che «il Vesuvio e i Campi Flegrei sono i due vulcani più monitorati al mondo, mediante l'Osservatorio Vesuviano dell'Ingv». «Attualmente - afferma Cosenza - il Vesuvio è nello stato 'Base' detto anche 'verde' cioè non vi é nessunissimo segnale di attività anomale. Da un paio di anni invece i Campi Flegrei sono nello stato 'Attenzione' o 'giallo' per piccole anomalie dei parametri misurati; lontani, comunque, dallo stato arancione (preallarme)».

«Non ci sono segnali di un pericolo imminente di eruzione». Cosi' Giuseppe De Natale, direttore dell'Osservatorio vesuviano, commenta quanto detto dal Capo della Protezione civile, Franco Gabrielli, che oggi nel corso di un incontro al Campidoglio ha detto di avere «due incubi notturni, il Vesuvio e il terremoto in Calabria». De Natale ha ricordato che «il Vesuvio da 70 anni è in stato di quiescenza». Ovviamente, fa notare il direttore dell'Osservatorio vesuviano, non bisogna dimenticare che si tratta di un vulcano attivo e che in quella zona vivono più di 800 mila persone.


http://www.ilmattino.it/NAPOLI/CRONACA/ ... 1530.shtml


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 Oggetto del messaggio: Re: Vesuvio:
MessaggioInviato: 20/04/2015, 00:44 
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Campi Flegrei: movimenti superficiali e deformazioni, il suolo si sta sollevando

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Col passare del tempo i progressi relativi all’utilizzo dei dati satellitari diventano sempre maggiori: un esempio riguarda la missione Sentinel-1 che monitora i cambiamenti della superficie terrestre.

I Campi Flegrei in Italia sono composti da un’immensa area vulcanica attiva vicino alla città di Napoli ed al Vesuvio, caratterizzati da continue deformazioni geologiche a causa della natura vulcanica.

“Nel 2012, il tasso di deformazione era di 3 cm al mese e ciò ha portato la Protezione Civile ad elevare il livello di allerta relativo al Piano d’Emergenza dei Campi Flegrei da verde a giallo (livello di attenzione),” dichiara Sven Borgstrom dell’INGV. “Il sollevamento continua anche oggi: le immagini radar catturate dal satellite Sentinel-1A tra ottobre 2014 e marzo 2015 mostrano che il suolo si sta sollevando di circa 0,5 cm al mese.”


http://www.meteoweb.eu/2015/03/campi-fl ... do/417534/

Cita:
Supevulcano dei Campi Flegrei, scoperte nuove fumarole finora sconosciute

Importante scoperta nella zona del supervulcano dei Campi Flegrei, le ultime mappe del fondale nella baia di Pozzuoli hanno permesso di rilevare nuove fumarole

Supevulcano dei Campi Flegrei, scoperte nuove fumarole finora sconosciute - Una serie di fumarole ad oggi sconosciute, sono state individuate nell’area del supervulcano dei Campi Flegrei. La scoperta di zone dalle quali vengono emessi gas vulcanici è stata resa possibile grazie alle mappe del fondale della baia di Pozzuoli, analizzando le quali sono state osservate le aree di emissione che ad oggi non erano ancora state scoperte, nei pressi di quella che è considerata la struttura vulcanica più pericolosa d’Europa. La mappa della baia è stata messa a punto dall’Osservatorio Vesuviano (Ov) dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) in collaborazione con l’Istituto per l’ambiente marino costiero (Iamc) del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) di Napoli e la conferma del ritrovamento arriva da Renato Somma, ricercatore dell’Ov-Ingv. Alcune straordinarie immagine dai Campi Flegrei

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E’ stata realizzata utilizzando strumenti molto simili a sonar e laser e ha permesso di mettere in evidenza le strutture portuali della baia, oltre a complessi residenziali e termali di età romana. Proprio tra muri romani e altri reperti sommersi risalenti a duemila anni fa, sono state individuate le fumarole sconosciute, nella zona che costituisce la parte centrale della caldera dei Campi Flegrei. La scoperta è parte del progetto Monitoraggio innovativo delle coste e dell’ambiente marino ed è stata pubblicata sulla rivista Journal of Maps: Somma ha sottolineato che “il rilievo ha dato un’immagine senza precedenti del fondale marino della baia di Pozzuoli e rappresenta un contributo alla comprensione dell’evoluzione della caldera dei Campi Flegrei, un’area vulcanica attiva ad alto rischio, abitata da quasi un milione di persone”.


http://www.centrometeoitaliano.it/terre ... 015-26464/


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 Oggetto del messaggio: Re: Vesuvio:
MessaggioInviato: 07/05/2015, 19:19 
Cita:
Zona rossa del Vesuvio: oggi la riunione operativa della protezione civile con i sindaci

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Si e’ svolta oggi la riunione operativa sul rischio Vesuvio con i sindaci della zona rossa per fare il punto sui piani territoriali e i piani di emergenza comunali. All’incontro, coordinato dall’Assessorato alla Protezione civile, hanno partecipato 18 sindaci (sui 25 che fanno parte della zona rossa), rappresentanti del Dipartimento nazionale di Protezione civile, i vertici dell’Acam (l’Agenzia campana per la mobilita’) e della Protezione civile regionale. In particolare, sono stati affrontati i temi relativi ai gemellaggi con le altre Regioni, alle aree di incontro dove le regioni ospitanti si faranno carico dei cittadini da evacuare, alle aree di attesa comunali, alle problematiche dei trasporti. Si e’ stabilito di dare priorita’ assoluta alla scelta delle aree di attesa comunali, quelle in cui i cittadini, che non utilizzano mezzi propri in caso di evacuazione, verrebbero prelevati da veicoli regionali. La competenza e’ dei Comuni, coordinati dalla Regione al fine di assicurare compatibilita’ fra i Comuni adiacenti e con il piano regionale dei trasporti. A breve sara’ convocata una ulteriore riunione specifica con il Comune di Napoli, stretto fra due vulcani.


http://www.meteoweb.eu/2015/05/zona-ros ... ci/441720/


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 Oggetto del messaggio: Re: Vesuvio:
MessaggioInviato: 07/05/2015, 19:21 
Come per i terremoti, quando accade, accade! [8]



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 Oggetto del messaggio: Re: Vesuvio:
MessaggioInviato: 24/08/2015, 01:23 
Cita:
Campi Flegrei, un lago di magma ha fatto sollevare il suolo di dieci centimetri

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Satelliti e gps per studiare l'area vulcanica. Lo studio fornisce nuovi sistemi di monitoraggio per future crisi vulcaniche. L'esempio di Napoli anche per Yellowstone negli Usa e Rabaul in Papua Nuova Guinea

Il magma è risalito fino alla profondità di tre chilometri e ha generato un piccolo lago sotterraneo del raggio di 2-3 chilometri che a sua volta ha fatto sollevare il suolo di circa 10 centimetri (tra il 2012 e il 2013). I satelliti studiano i Campi Flegrei e scoprono che il sollevamento è dovuto a una ripresa dell'attività del magma vulcanico.

In dieci anni, il terreno si è sollevato di 30 centimetri, un cambiamento tale che nel dicembre 2012, sulla base delle indicazioni della Commissione grandi rischi, la Protezione civile ha innalzato dal verde (quiescenza) al giallo (attenzione) il livello di allerta dei Campi Flegrei.

"Riguardo l'origine del bradisisma flegreo - afferma il ricercatore responsabile della Sala di monitoraggio dell'Osservatorio vesuviano dell’Ingv, Luca D'Auria - la comunità scientifica concorda sul fatto che tra il 1985 ed il 2012 il sollevamento era legato all'immissione di fluidi idrotermali (acqua e gas) all'interno delle rocce della caldera e al progressivo riscaldamento di queste ultime". Sul più recente episodio, tra il 2012 ed il 2013, "il fenomeno sarebbe invece da attribuire alla risalita di magma a bassa profondità (circa 3 km) che si inietta nelle rocce del sottosuolo formando uno strato sottile, noto come sill, un piccolo 'lago sotterraneo', con un raggio di 2-3 chilometri. Il sill era già presente nel sottosuolo e probabilmente è stato attivo durante le crisi bradisismiche degli scorsi decenni quando quantità di magma, anche dieci volte superiori, sono arrivate in questa piccola camera magmatica superficiale".

Il magma all'interno del sill però, può raffreddarsi rapidamente, rendendolo quindi meno capace di produrre eruzioni esplosive. Questo meccanismo, osservato ai Campi Flegrei, è probabilmente comune ad altre caldere (ad esempio Yellowstone negli Usa e Rabaul in Papua Nuova Guinea) e potrebbe spiegare alcuni comportamenti apparentemente 'bizzarrì osservati in questi vulcani. "La previsione delle eruzioni vulcaniche nelle caldere presenta spesso difficoltà maggiore rispetto ad altri vulcani", aggiunge D'Auria dell'Ingv. "La risalita e l'intrusione del magma all'interno del sill potrebbe, infatti, essere il normale ciclo di vita delle caldere".

I risultati dello studio sono di grande importanza per l'interpretazione dei dati acquisiti dalle nuove generazioni di satelliti (come quelli della costellazione Sentinel del Programma europeo Copernicus, operata dall'Agenzia Spaziale Europea) e dalle innovative tecnologie di monitoraggio geofisico ai Campi Flegrei. "Questi nuovi sistemi di monitoraggio, integrati con le nuove metodologie di analisi, possono fornire uno strumento utile ad affrontare eventuali, future, crisi vulcaniche ai Campi Flegrei", conclude Susi Pepe del Cnr.

La nuova tecnica è in grado di calcolare le modalità con cui il magma profondo risale all'interno del sottosuolo, creando deformazioni anche millimetriche della superficie terrestre.

Lo studio, pubblicato su Scientific Reports, fornisce anche nuovi sistemi di monitoraggio utili ad affrontare eventuali future crisi vulcaniche. Tutto parte dai campi Flegrei, ma il meccanismo probabilmente è comune ad altre caldere, come Yellowstone negli Usa e Rabaul in Papua Nuova Guinea.

I dati acquisiti dai satelliti e dai ricevitori Gps della rete di sensori presenti nell'area dei Campi Flegrei servono per monitorare le deformazioni della superficie terrestre e conoscere, in tempo reale, l'andamento del sollevamento del suolo all'interno della caldera.

La nuova tecnica di monitoraggio è stata messa a punto da un team di ricercatori dell'Istituto per il rilevamento elettromagnetico dell'ambiente del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Irea) e dell'Osservatorio vesuviano dell'Istituto Nazionale di geofisica a vulcanologia (Ingv-Ov), per comprendere meglio i fenomeni di sollevamento avvenuti in questi ultimi anni ai Campi Flegrei. Lo studio, che rientra tra le attività di monitoraggio promosse dal Dipartimento nazionale di protezione civile (Dpc) e di quelle svolte nell'ambito del progetto europeo Med-Suv (MEDiterraneanSUpersite Volcanoes), è stato pubblicato su Scientific Reports.

"Grazie ai dati acquisiti dai satelliti Cosmo-SkyMed (messi in orbita dall'Agenzia spaziale italiana a partire dal 2007), dotati di sistemi radar, e dai ricevitori Gps della rete di sorveglianza geodetica Ingv-Ov, composta da ben 14 sensori sparsi nell'area dei Campi Flegrei", spiega Susi Pepe, ricercatrice del Cnr-Irea, "è stato possibile studiare le deformazioni, anche millimetriche, della superficie terrestre e conoscere l'andamento del sollevamento del suolo all'interno della caldera in corrispondenza dei ricevitori".

Negli scorsi millenni la caldera dei Campi Flegrei ha prodotto eruzioni di dimensioni ciclopiche: quarantamila anni fa quella dell'Ignimbrite Campana e quindicimila anni fa quella del Tufo Giallo Napoletano, che hanno fatto crollare la parte superficiale del vulcano per centinaia di metri, formando l'attuale struttura.

"Dopo l'ultima eruzione del 1538, che ha prodotto il cratere di Monte Nuovo", afferma Luca D'Auria, "il suolo dei Campi Flegrei ha iniziato a sprofondare lentamente per secoli, interrompendosi intorno al 1950, quando l'area ha ripreso a sollevarsi. Questo fenomeno, noto come bradisisma, ha manifestato tutta la sua violenza tra il 1982 e il 1985, periodo in cui il suolo si è sollevato di quasi 2 metri, con accompagnamento di terremoti, provocando l'evacuazione di migliaia di abitanti della città di Pozzuoli. Nel 2005 il suolo ha ripreso a sollevarsi lentamente e i terremoti, di bassa magnitudo, sono ricomparsi".




* Nell'immagine: La zona viola, in corrispondenza della città di Pozzuoli, è quella con il maggiore sollevamento (circa 10 cm tra il 2012 ed il 2013). Le zone verdi sono quelli in cui la deformazione è molto piccola


http://napoli.repubblica.it/cronaca/201 ... 121124830/


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 Oggetto del messaggio: Re: Vesuvio:
MessaggioInviato: 24/08/2015, 03:36 
vimana131 ha scritto:
Si e’ svolta oggi la riunione operativa sul rischio Vesuvio con i sindaci
della zona rossa per fare il punto sui piani territoriali e i piani di emergenza comunali.

Non oso neanche immaginare in cosa possano consistere questi "piani"...... [8]



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 Oggetto del messaggio: Re: Vesuvio:
MessaggioInviato: 09/05/2016, 22:03 
Cita:
Campi Flegrei, geologi: "Non escluse nuove eruzioni"

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La caldera dei Campi Flegrei, tra Napoli e Pozzuoli, è un grande cratere costantemente sotto controllo. L'attenzione dei geologi è massima perché in questa area, formata da ben 40 crateri, con il Vesuvio a pochi chilometri, vivono oltre 1 milione di persone e le case sono state costruite, nei decenni passati, a ridosso di questa suggestiva ma assai pericolosa zona.

L'occazione di accendere i riflettori sui Campi Flegrei è giunta in occasione del Congresso Nazionale dei Geologi di Napoli. "I Campi Flegrei sono un'area che 'respira' come testimonia il fenomeno del bradisismo che, puntualmente, si è manifestato a più riprese, determinando il sollevamento del suolo fino a due metri di altezza", ha spiegato Francesco Peduto, presidente del Consiglio nazionale dei Geologi.

"I Campi Flegrei, in passato hanno avuto fenomeni esplosivi eclatanti, importantissimi -ha continuato Peduto- tanto che durante un'esplosione di 39 mila anni fa, la più grande che si ricordi, le ceneri sono arrivate fino in Siberia". L'ultima eruzione risale al 1538, ma "non possiamo escludere che se ne verifichino altre di quella entità", ha detto Peduto paragonando un eventuale fenomeno eruttivo ai possibili effetti che potrebbe provocare all'intera Europa, un po' come avvenne nel 2010 con il vulcano islandese Eyjafjallajokull.

L'area dei Campi Flegrei è monitorata da un pool di eccellenza come l'Osservatorio Vesuviano, sezione di Napoli di Ingv, predisposto piani di emergenza per la popolazione distinguendo le zone rosse più pericolose e le zone gialle meno pericolose (l'ultimo aggiornamento di un anno fa ha allargato sia la zona rossa che quella gialla).

Questi piani, in caso di emergenza e di evacuazione, dovrebbero essere eseguiti in maniera pedissequa ma più di un geologo nutre dubbi che la popolazione sia adeguatamente preparata e sollecita le istituzioni a lavorare in tal senso, per sensibilizzare la cittadinanza a comportamenti virtuosi, un lavoro che va fatto dai comuni che dovrebbero informare e che dovrebbero coinvolgere i geologi soprattutto con una operazione di educazione nelle scuole.

"Dobbiamo fare sempre di più per migliorare la capacità di previsione e di monitoraggio e quindi capire la distribuzione delle masse magmatiche nel sottosuolo -ha spiegato Mauro Di Vito, vulcanologo, direttore dell'Osservatorio Vesuviano- ma per fare ancora meglio dovremmo essere di più. Attualmente siamo 120 persone in tutto ma abbiamo bisogno di forze nuove, di giovani. Negli ultimi anni abbiamo avuto molti fondi per i laboratori e le strumentazioni ma servono risorse per stabilizzare i precari e quindi ampliare l'organico attraverso anche un ricambio generazionale".

I geologi nella due giorni di Congresso sono arrivati ad un primo concreto risultato una serie di proposte che hanno intitolato la 'Carta per l'Italia, geo-rischi e geo-risorse, un piano per il territorio del Paese', in cui sono stati messi insieme argomenti e temi che vanno dal georischio vulcanico, sismico, idrogeologico, alle problematiche legate alle risorse naturali e a quelle legate alle terre e rocce da scavo, ed inoltre alla risorsa acqua che, secondo gli stessi geologi, sarà la vera emergenza del domani.

La 'Carta per l'Italia', una sorta di documento-manifesto dei geologi, è stata presentata al congresso ai politici e alle istituzioni che vi hanno partecipato ma sarà presentata prossimamente in maniera ancora più capillare alle istituzioni affinchè "i geologi vengano coinvolti prima che succedano certe cose e non a disgrazie avvenute", ha concluso il presidente Francesco Peduto.


http://www.adnkronos.com/fatti/cronaca/ ... 7lv3K.html


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 Oggetto del messaggio: Re: Vesuvio:
MessaggioInviato: 10/05/2016, 18:13 
Thethirdeye ha scritto:
vimana131 ha scritto:
Si e’ svolta oggi la riunione operativa sul rischio Vesuvio con i sindaci
della zona rossa per fare il punto sui piani territoriali e i piani di emergenza comunali.

Non oso neanche immaginare in cosa possano consistere questi "piani"...... [8]



immagino già il risultato della riunione:
"i terremoti non possono essere previsti,
andate a dormire tranquilli.."

ho indovinato?


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 Oggetto del messaggio: Re: Vesuvio:
MessaggioInviato: 10/05/2016, 23:25 
i terremoti no ma le eruzioni si :)



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 Oggetto del messaggio: Re: Vesuvio:
MessaggioInviato: 11/05/2016, 17:13 
qualcuno avvertirà che il vesuvio
sta eruttando,
ma verrà denunciato per procurato allarme..
c scommetto..
finchè non sentono il botto,
tutto ok..

lì se erutta veramente
non si salva nessuno..
RENDIAMOCI CONTO..

altro che piani di evacuazione..
ora che si mettono in macchina
sono tutti schiattati..


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 Oggetto del messaggio: Re: Vesuvio:
MessaggioInviato: 22/07/2016, 18:55 
l'ora x ?

http://www.corriere.it/foto-gallery/cro ... 3f65.shtml


Brucia il Vesuvio: fiamme e gigantesche colonne di fumo visibili da lontano

Brucia il Vesuvio a poche centinaia di metri dalle case. Fiamme e lunghe colonne di fumo visibili da lontano. I focolai, di probabile origine dolosa, si sono sviluppati sulle pendici del vulcano, tra Terzigno e San Giuseppe Vesuviano. Per spegnere i focolai dell’incendio sono entrati in azione anche i Canadair


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 Oggetto del messaggio: Re: Vesuvio:
MessaggioInviato: 22/07/2016, 19:26 
mik.300 ha scritto:
l'ora x ?


...veramente dice "incendio doloso".....

Niente eruzione.



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 Oggetto del messaggio: Re: Vesuvio:
MessaggioInviato: 22/07/2016, 19:57 
già..
niente eruzione
..solo malavita locale..


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