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 Oggetto del messaggio: Re: Vittime del Sistema
MessaggioInviato: 23/07/2015, 10:10 
Testimonianza di uno sfratto... il "Sistema" è il vero Anticristo, il demonio da combattere con tutte le forze che abbiamo...

“Se Dio fosse qui vi manderebbe tutti all’inferno.“ Bambina salva la sua famiglia dallo sfratto

Il dramma di uno sfratto visto dal di dentro: ecco la testimonianza “umana” di un ufficiale giudiziario chiamato a eseguire gli sfratti. Angelo, senza la pretesa di dare ricette di carattere generale, racconta una sua recente esperienza avvenuta nella nostra città.

L’emergenza abitativa con la crisi continua a restare uno dei problemi principali, stretto tra il diritto fondamentale di ognuno di avere un tetto sulla testa, la scarsità di case popolari e di contributi per l’affitto e il diritto dei proprietari di immobili spesso a loro volta oberati da tasse e mutui di veder riconosciuto il loro diritto di rientrare in possesso della loro proprietà.

Immagine

Ecco il racconto di Angelo:

Non ci si abitua mai, a chi fa un lavoro “di giustizia” come il mio, di fronte a situazioni particolari di essere lucido e freddo nell’applicare le leggi, ed evitare che certe storie ti penetrino fin dentro la tua anima e nello stesso tempo provare tanta gioia per non aver fatto il tuo dovere fino in fondo.

Quel giorno, insieme all’Avvocatessa ed al suo cliente, ci siamo recati a casa del signor Luigi (nome di fantasia per tutelare la riservatezza, ndr), marito e padre di una figlia di otto anni.

Quando siamo entrati, marito e moglie ci attendevano in casa seduti intono ad una tavolo da cucina, ed avevano lasciato la porta aperta per consentirci di entrare. “Signor Luigi , lo sa vero, che purtroppo oggi devo eseguire lo sfratto e non possiamo più rimandare”. “Si lo so, ma non ho ancora trovato dove andare. Concedetemi un altro mese e vi consegnerò le chiavi anche se sarò nelle stesse condizioni”.

A questo punto irrompe il proprietario: “Cosa? È da oltre un anno che non mi paghi e d io ho un mutuo da pagare, quindi alza i tacchi ed esci fuori da casa mia! Ufficiale, per favore chiami la forza pubblica perché oggi voglio le chiavi”. Interviene l’avvocatessa: “Lei ha fatto mille promesse mai mantenute. Capisce che non possiamo fidarci delle sue parole. Mi dispiace, ma il tempo delle proroghe è finito. Inizi a raccogliere le sue cose personali e per i mobili li ritirerà in un secondo tempo”.

Il Signor Luigi a questo punto scoppia a piangere, con una voce strozzata dal suo dolore implora: “Ho perso il lavoro e con esso la dignità. Ha ragione a mandarmi via perché è giusto che lei debba essere pagato, ma cercate di capire la mia situazione. Ho problemi a dar da mangiare alla mia famiglia, e non sono senza speranza: un lavoro lo troverò a qualunque costo e vi pagherò fino all’ultimo centesimo. Non la faccio finita solo perché non voglio che mia figlia viva senza un padre”. “Poche storie. Esca e basta”, ribatte il proprietario.

“Ufficiale per favore …. un solo mese… lo giuro un solo mese e non mi vedrete più”. A questo punto intervengo cercando di mediare al fine di concordare un rinvio più breve, anche per consentire al signor Luigi di organizzarsi per trasportare altrove l’arredamento, ed evitare tutta una procedura ancor più lunga che non consentirebbe neanche al proprietario la libertà di poter godere liberamente della casa”. “Non me ne frega dei suoi mobili… voglio le chiavi ufficiale!”.

Inaspettatamente alle mie spalle spunta fuori la bambina. “Mamma che succede? Perché dobbiamo andare via dalla nostra casa? Papà fai qualcosa!”. “Vattene nella tua stanza”. Le urla suo padre. La bambina non si muove. Ci guarda uno per uno e dice: “Siete dei mostri! Vergognatevi. Per voi contano solo i soldi. Chi non ha denaro è un cattivo mentre i buoni sono solo coloro che si possono permettere di comprarsi tutto anche la dignità delle persone. Vi odio – urla – vi odio, vi odio, vi odio”, lo ripete infinite volte. “Vattene in camera, ho detto!”, le replica il padre.

“No! voglio che mi prendano con la forza, io da qui non mi muovo. Per strada non si abbandona neanche un cane ed io non sono peggio di un animale”.

La bambina è un fiume in piena. Ero sbalordito non solo per la tenacia e la tenerezza di quella piccola creaturina, ma tali discorsi non erano di una bambina così piccina. La bambina continuava a urlare parole sensate: “Se Dio fosse qui vi manderebbe tutti all’inferno. Se mio padre avesse un lavoro, io non piangerei tutte le notti perché mi vergogno di andare a scuola senza libri, e non vedrei mia madre elemosinare presso le altre mamme per farsi regalare dei vestiti”.

Ed a questo punto che sia il padre che la madre si alzano e inginocchiandosi abbracciano la bimba per farla smettere sia di parlare che di piangere. Neanche loro erano consapevoli del dolore che la bambina nutriva da chissà quanto tempo. A quel punto prendo la mia decisione. Mi avvicino alla piccola e la prendo in braccio, non riesco a non piangere insieme a lei… assomiglia tanto a mia figlia quando aveva la sua età.

La tranquillizzo, Le dico che stanotte continuerà a dormire in questa casa, e rivolgendomi ai genitori prometto che mi impegnerò personalmente a trovare una soluzione presso i servizi sociali.

“Va bene Signor Luigi, lo sfratto è rinviato di un mese”, dico.

L’uomo sorride, e mi ringrazia. “E prometto ufficiale che tra un mese non dovrà tornare”. Alle mie spalle sento la voce del proprietario: “Si può rinviare di sei mesi?”. Noto l’espressione dell’Avvocato, sorride: “Forse anche lei è una mamma ed ha convinto il suo cliente”. Il Signor Luigi si avvicina al proprietario e l’abbraccia, prima in un abbraccio non corrisposto, poi la commozione di entrambi prende il sopravvento e i due si stringono forte.

Una storia vera a lieto fine, ma … non sempre è così!

http://www.cesenatoday.it/cronaca/sfrat ... -2015.html


Sia maledetto il denaro e chi lo controlla...

[B)] [B)] [B)]



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 Oggetto del messaggio: Re: Vittime del Sistema
MessaggioInviato: 23/07/2015, 13:18 
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 Oggetto del messaggio: Re: Vittime del Sistema
MessaggioInviato: 28/07/2015, 23:23 
Popolo di dementi...

Massa, tutti in coda nella notte della spesa

Primo giorno di apertura continua all’ipermercato Carrefour di Massa. Il cavatore, le amiche, l’insonne: centinaia di clienti, fino alle 2 e oltre

http://corrierefiorentino.corriere.it/f ... d8fb.shtml

Tutti in coda alla cassa. E fuori le stelle. Al Carrefour di Massa la spesa si fa a mezzanotte, all’una e anche alle due; poi alle cinque e alle sei di mattina. C’è chi è uscito da un turno di notte, chi ha l’insonnia, chi vuole stare al fresco, chi non ha avuto tempo durante la giornata.

Il risultato è che la prima apertura ventiquattrore su ventiquattro dell’ipermercato di via Massa Avenza, che farà orario continuato fino al 31 di agosto, ha visto centinaia e centinaia di persone a fare compere, soddisfatte del servizio. Certamente avrà giocato anche il fattore novità, ma chi si aspettava un flop, da questo primo giorno di apertura no stop, dovrà ricredersi, anche considerato il ricavato dalla spesa notturna (si parla di decine di migliaia di euro) che Carrefour, più o meno, ha calcolato nell’arco di tempo in cui di solito l’ipermercato restava chiuso, cioè dalle 21 alle 8 della mattina successiva.

Il punto vendita Carrefour di Massa è il capofila della sperimentazione nel panorama toscano, l’unico che nei mesi di luglio e agosto resterà aperto 24 ore su 24, mentre i negozi di Lucca e di San Giuliano Terme, ad esempio, fino al 30 settembre rimarranno sì aperti tutti i giorni, ma con chiusura a mezzanotte. Per coprire i notturni, l’azienda era disposta anche ad assumere personale esterno, ma ha incassato l’ok dell’80% dei suoi dipendenti attuali, che riceveranno in busta paga 8 euro netti di indennità aggiuntiva. Con qualche mugugno: «Abbiamo bisogno di lavorare — dice qualche cassiere in forma anonima — non possiamo permetterci di dire di no».

Per attirare clientela, la prima notte h 24 è stata accompagnata da numerosi eventi in galleria, intrattenimento per bambini e buffet gratis per tutti. Allo scoccare della mezzanotte, però, i negozi hanno abbassato le saracinesche e i riflettori sono stati tutti per l’ipermercato. E qui la sorpresa. La prima spesa notturna è di due amiche, Sabrina Cusumano e Rebecca Altiero: «In santa pace — dicono — finalmente una spesa tranquille. Abbiamo lasciato a casa figli e mariti. La mattina lavoriamo, durante il pomeriggio, con i ragazzi dietro, è tutta una corsa e un tormento per fare presto. Ora non ci corre dietro nessuno, chi vuol dormire è già a letto. Noi facciamo la spesa».

A mezzanotte e mezzo entra al Carrefour un giovane di 28 anni, impiegato nel settore lapideo: «Ho turni estenuanti — racconta Michael Ceragioli — a volte finisco di lavorare alle dieci, o alle undici di sera e la mattina devo comunque alzarmi presto; per me venire a fare la spesa a mezzanotte è l’ideale. La farò anche alle sei di mattina. Sono questi gli orari in cui posso permettermi di fare compere».

All’una di notte nell’ipermercato entra Enrico Gavarini, accompagnato dalla moglie. Lui, tenore in pensione, non ha dubbi, l’idea è buona: «Un po’ per insonnia, un po’ per il caldo, o per gli impegni che tutti abbiamo durante il giorno, credo che avere un supermercato sempre aperto non sia cosa disdicevole.

Torneremo, sperando di trovare sempre questa calma e gli scaffali pieni». Chiediamo un commento anche ad una signora che all’una di notte è ancora in fila alla cassa con un carrello carico di spesa: «Preferirei non farmi riconoscere — dice — io lavoro per un supermercato della concorrenza, eppure sono stata costretta stasera a venire qui, perché ho smontato alle nove e domani mattina sono in partenza all’alba. Sono certa che tutti i supermercati locali finiranno per aprire ventiquattrore su ventiquattro; non possiamo permetterci di rimanere indietro».

All’interno del Carrefour si percepisce sicurezza: due agenti di polizia privata hanno fatto la spola trai due ingressi, per tutta la notte, mentre l’esterno è stato controllato dai metronotte; alle 24 in punto sono stati messi i sigilli al reparto degli alcolici e anche chi aveva comprato precedentemente birre o vino, dopo la mezzanotte ha dovuto lasciarli alle casse.

Il direttore di Carrefour Massa Carrara, Catello Di Capua, gongola soddisfatto: «Abbiamo avuto clienti ininterrottamente, con un piccolo calo soltanto dalle due di notte alle cinque, e poi di nuovo affluenza. Va da sé che speriamo di poter continuare anche in inverno, sempre con l’adesione su base volontaria dei nostri dipendenti».

http://corrierefiorentino.corriere.it/f ... resh_ce-cp


Immagino la base volontaria dei dipendenti... saranno tutti precari o chissà cos'altro che hanno aderito nella speranza del rinnovo del contratto...

[:(!]



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 Oggetto del messaggio: Re: Vittime del Sistema
MessaggioInviato: 29/07/2015, 01:09 
Atlanticus81 ha scritto:
Popolo di dementi...


Immagino la base volontaria dei dipendenti... saranno tutti precari o chissà cos'altro che hanno aderito nella speranza del rinnovo del contratto...

[:(!]


A livello mondiale succede qualcosa di simile per i prodotti apple, delle file con tende da campeggio!


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 Oggetto del messaggio: Re: Vittime del Sistema
MessaggioInviato: 29/07/2015, 04:30 
chi è causa del suo male...



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 Oggetto del messaggio: Re: Vittime del Sistema
MessaggioInviato: 31/07/2015, 16:58 
Vivono da 5 anni in una capanna a Udine dopo aver perso il lavoro

La storia di Loris e Giorgio, un carrozziere e un cameriere che si aiutano a vicenda. Vivono in una struttura in mezzo ai campi ai Rizzi. Ieri l’incontro con l’assessore

Stoviglie rabberciate spuntate fra i rifiuti, vecchi mobili recuperati dalla discarica e fogli di cellophane infilati fra gli interstizi delle assi di legno per fermare le raffiche di vento e la pioggia. Il mondo di Loris e di Giorgio è tutto lì. In una capanna, ammobiliata con pezzi di scarto, in mezzo ai campi di mais, che si affaccia sullo stadio Friuli ai Rizzi.

Va così da cinque anni, cioè da quando quella capanna che si regge in piedi a malapena è diventata l’alternativa alla panchina del parco o alla strada. Un posto dove nemmeno ai gatti è possibile vivere, tant’è che quelli che ci vivevano sono stati prelevati dal personale dell’Azienda sanitaria, perché si trovavano in un ambiente insalubre e non avrebbero potuto vivere in quelle condizioni igieniche.

Loris e Giorgio, però sì assieme ai topi. E così ieri si sono presentati in Comune davanti all’assessore ai diritti e all’inclusione sociale Antonella Nonino, per avere una casa degna di questo nome e un lavoro. «Uno qualunque» hanno scandito all’unisono con il tono di chi non pone alcuna condizione.

Perché oltre alle storie dei profughi, anime in fuga dalla disperazione che arrivano da lontano, di persone allo stremo ce ne sono tante, anche fra gli udinesi.

Come Giorgio Gabai, 48 anni. «Facevo il carrozziere a Tavagnacco – racconta – poi il titolare della ditta in cui lavoravo è morto e ho perso il lavoro. Da allora sono passati cinque anni e le cose sono precipitate – sono rimasto indietro con le mensilità dell’affitto e ho subito le sfratto, poi ho trovato un lavoretto per le Poste, trasportavo materiale con il loro furgone per 350 euro al mese. Sono finito per strada, e siccome non avevo un posto in cui trascorrere la notte, ho cominciato a dormire nel furgone».

In quel periodo Giorgio ha conosciuto Loris Bez, 45 anni udinese con una lunga esperienza come cameriere. «Ho lavorato all’Executive, poi ho perso il lavoro e anche la casa, così mi sono ritrovato a dormire sulle panchine al parco del Cormor – ripercorre Loris –. Ci sono rimasto per un anno e mezzo, quando faceva tanto freddo mi avvolgevo nei teli di nylon e cercavo di tirare avanti».

È così che Loris e Giorgio sono diventati amici e hanno cercato di sorreggersi a vicenda, dormendo in quel furgone per un anno. Fino a quando sono stati scoperti e, assieme al furgone, è sparita anche l’unica fonte di sostentamento di Giorgio: il lavoro alle poste.

Senza casa, lavoro e reddito, si sono ritrovati di nuovo per strada. Finchè è spuntata quella catapecchia, sorretta da assi di legno sghembe in mezzo ai campi. Niente acqua. Niente elettricità. Niente di niente.

Ma finalmente avevano un tetto. La proprietaria, un’anziana udinese, ha capito la situazione e ha chiuso un occhio.

«Ci siamo arrangiati ad arredarlo con quello che trovavamo in discarica – raccontano – la gente butta via di tutto, anche roba seminuova, basta arrangiarsi un po’ e si sistema». Così sono spuntate sedie, tavoli, scaffali, anfore e pitali.

A loro si sono aggregati due gattini, che per qualche tempo hanno vissuto nella capanna. «Un giorno, mentre non c’eravamo, ce li hanno portati via perché la sistemazione non aveva i requisiti igienici necessari per gli animali domestici» commenta amaro Giorgio.

Loro due però sono rimasti e quel posto è diventato una casa. Certo, gli inverni sono rigidi nella capanna, specie se per lavarsi bisogna usare l’acqua di un catino e per scaldarsi bisogna bruciare bancali. Racimolare qualcosa per mangiare poi è ancora più difficile. Va avanti ormai da un quinquennio, ma non può continuare per sempre.

http://messaggeroveneto.gelocal.it/udin ... 1.11854069



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 Oggetto del messaggio: Re: Vittime del Sistema
MessaggioInviato: 31/07/2015, 16:59 
... [:303]


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 Oggetto del messaggio: Re: Vittime del Sistema
MessaggioInviato: 04/08/2015, 11:23 
Il problema di oggi è che sappiamo di essere schiavi, ma a differenza di ieri ci hanno resi contenti di esserlo... come se fosse normale...

Senza bere, mangiare e sedersi: così si lavora a EXPO

Bergamo. Sembra uno scherzo. Non lo è. Carlo (il nome è di fantasia) lavora in Expo con il ruolo di addetto all’accoglienza. E’ il primo volto che vede il visitatore quando entra nei padiglioni nazionali della grande esposizione universale.

Curati, di bell’aspetto e sempre sorridenti, queste le richieste di EXPO SpA e Manpower ai propri dipendenti. Al lavoratore viene imposto un regolamento, come ogni azienda che si rispetti. Quello di Manpower è a dir poco restrittivo: Vietato bere, mangiare, sedersi e senza pause. Tutto per iscritto.

I sacrifici si sa vanno di pari passo con il valore della propria prestazione, capita quindi nei normali luoghi di lavoro che alle energie spese per un lavoro salariato corrisponda una paga adeguata. Nulla da fare in EXPO, Carlo non mangia non beve, non si può sedere per 8 ore di fila per 5 giorni alla settimana per una retribuzione di 797 € lordi equaivalenti a circa 560 € al mese.

Expo, da alcuni decantata come la soluzione alla fame nel mondo affama i propri lavoratori con stipendi da fame. Con lo zampino di Manpower (agenzia interinale) e di IVRI che di fatto gestisce l’appalto dell’accoglienza agli stand. Sarebbe curioso sapere quanto vale questo appalto e quanto ci guadagnano EXPO, Manpower, e IVRI. Qeusta cifra non ci è dato saperla e resta nelle oscure stanze di EXPO Spa.

Nel frattempo il Carlo di ogni stand continuerà a sorridere ai visitatori, per 3.2 € l’ora. In alcuni stand della grande esposizione universale non ci si compra nemmeno una bottiglietta d’acqua.

http://contropiano.org/lavoro-conflitto ... ora-a-expo



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 Oggetto del messaggio: Re: Vittime del Sistema
MessaggioInviato: 04/08/2015, 12:31 
Atlanticus81 ha scritto:
Il problema di oggi è che sappiamo di essere schiavi, ma a differenza di ieri ci hanno resi contenti di esserlo... come se fosse normale...

Senza bere, mangiare e sedersi: così si lavora a EXPO

Bergamo. Sembra uno scherzo. Non lo è. Carlo (il nome è di fantasia) lavora in Expo con il ruolo di addetto all’accoglienza. E’ il primo volto che vede il visitatore quando entra nei padiglioni nazionali della grande esposizione universale.

Curati, di bell’aspetto e sempre sorridenti, queste le richieste di EXPO SpA e Manpower ai propri dipendenti. Al lavoratore viene imposto un regolamento, come ogni azienda che si rispetti. Quello di Manpower è a dir poco restrittivo: Vietato bere, mangiare, sedersi e senza pause. Tutto per iscritto.

I sacrifici si sa vanno di pari passo con il valore della propria prestazione, capita quindi nei normali luoghi di lavoro che alle energie spese per un lavoro salariato corrisponda una paga adeguata. Nulla da fare in EXPO, Carlo non mangia non beve, non si può sedere per 8 ore di fila per 5 giorni alla settimana per una retribuzione di 797 € lordi equaivalenti a circa 560 € al mese.

Expo, da alcuni decantata come la soluzione alla fame nel mondo affama i propri lavoratori con stipendi da fame. Con lo zampino di Manpower (agenzia interinale) e di IVRI che di fatto gestisce l’appalto dell’accoglienza agli stand. Sarebbe curioso sapere quanto vale questo appalto e quanto ci guadagnano EXPO, Manpower, e IVRI. Qeusta cifra non ci è dato saperla e resta nelle oscure stanze di EXPO Spa.

Nel frattempo il Carlo di ogni stand continuerà a sorridere ai visitatori, per 3.2 € l’ora. In alcuni stand della grande esposizione universale non ci si compra nemmeno una bottiglietta d’acqua.

http://contropiano.org/lavoro-conflitto ... ora-a-expo


ma non mi pare neanche sia possibile
per legge 8 ore senza pausa..


forse è una direttiva interna alla manpower..
(caporalato legalizzato)
"se sgarri, ti lasciamo a casa.."
a quel punto sindacati, avvocato, ecc.
non tutti hanno la tempra di ricorrere..



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https://roma.corriere.it/notizie/politi ... 0b7e.shtml

Conte ripercorre le tappe della crisi: «Vorrei ricordare che con la parlamentarizzazione della crisi la Lega ha poi formalmente ritirato la mozione di sfiducia, ha dimostrato di voler proseguire, sono stato io che ho detto “assolutamente no” perché per me quell’esperienza politica era chiusa».


http://www.lefigaro.fr/international/mi ... e-20190923
il stipule que les États membres qui souscrivent à ce dispositif de relocalisation des personnes débarquées en Italie et à Malte s’engagent pour une durée limitée à six mois - éventuellement renouvelable.
Le mécanisme de répartition serait ainsi révocable à tout moment au cas où l’afflux de migrants vers les ports d’Italie et de Malte devait s’emballer.
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 Oggetto del messaggio: Re: Vittime del Sistema
MessaggioInviato: 04/08/2015, 13:19 
Nel frattempo il Carlo di ogni stand continuerà a sorridere ai visitatori, per 3.2 € l’ora.


Se i vari Carlo hanno accettato queste condizioni di lavoro. Cavoli loro.
Magari non sono i Carlo che si lamentano ma c'è chi si indigna al loro posto.
Pensassero ai cavoli suoi...



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 Oggetto del messaggio: Re: Vittime del Sistema
MessaggioInviato: 04/08/2015, 13:28 
Wolframio ha scritto:
Nel frattempo il Carlo di ogni stand continuerà a sorridere ai visitatori, per 3.2 € l’ora.


Se i vari Carlo hanno accettato queste condizioni di lavoro. Cavoli loro.
Magari non sono i Carlo che si lamentano ma c'è chi si indigna al loro posto.
Pensassero ai cavoli suoi...


premesso che tutti debbono
poter bere e avere una pausa sul posto di lavoro,
andare in bagno,
ecc.
c'è anche da dire che
non stiamo parlando di estrazione del carbone
o fonderia,

prendere 800 eu al mese x sorridere e accogliere,
fare il simpatico ed educato,
non è malaccio..



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Conte ripercorre le tappe della crisi: «Vorrei ricordare che con la parlamentarizzazione della crisi la Lega ha poi formalmente ritirato la mozione di sfiducia, ha dimostrato di voler proseguire, sono stato io che ho detto “assolutamente no” perché per me quell’esperienza politica era chiusa».


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il stipule que les États membres qui souscrivent à ce dispositif de relocalisation des personnes débarquées en Italie et à Malte s’engagent pour une durée limitée à six mois - éventuellement renouvelable.
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 Oggetto del messaggio: Re: Vittime del Sistema
MessaggioInviato: 04/08/2015, 14:07 
Wolframio ha scritto:
Nel frattempo il Carlo di ogni stand continuerà a sorridere ai visitatori, per 3.2 € l’ora.


Se i vari Carlo hanno accettato queste condizioni di lavoro. Cavoli loro.
Magari non sono i Carlo che si lamentano ma c'è chi si indigna al loro posto.
Pensassero ai cavoli suoi...


No, Wolf non sono cavoli loro, sono cavoli di tutti.. la svalutazione del lavoro impera, il caporalato ormai è una realtà "legale"..
Purtroppo il più delle volte l'alternativa è la capanna in mezzo al campo di mais..
(Non tutti hanno genitori che, seppur con estremo sacrificio, possono dare una mano.)


Impoverire la gente serve a renderci ancora più succubi e arrendevoli verso qualsiasi proposta di lavoro a condizioni che sappiamo, anche a 3 euro l'ora.
Non penso che abbiamo i mezzi per combattere questo popò di contingenza.. [8]
bho non vedo sbocchi [V]



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 Oggetto del messaggio: Re: Vittime del Sistema
MessaggioInviato: 04/08/2015, 22:29 
Basterebbe che si rifiutassero tutti.



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 Oggetto del messaggio: Re: Vittime del Sistema
MessaggioInviato: 04/08/2015, 22:39 
[:264] Infatti

Ma la gente non capisce che se si gioca al ribasso buona parte di colpa è la loro che accettano salari miseri.



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 Oggetto del messaggio: Re: Vittime del Sistema
MessaggioInviato: 05/09/2015, 15:45 
“Levatela, dobbiamo passare“

Morta su asfalto, insulti ai vigili: levatela, dobbiamo passare

SALO’ – “Levatela, dobbiamo passare“. Il corpo senza vita di una ragazza è ancora sull’asfalto, ma gli automobilisti non hanno avuto riguardi. Insulti, bestemmie e parolacce ai vigili urbani perché rimuovessero al più presto il corpo di Angelica Caironi, 20 anni, ancora coperto da un lenzuolo bianco dopo l’incidente avvenuto la sera di domenica 30 agosto a Barbarano.

Maria Paola Pasini sul Corriere della Sera nell’edizione di Brescia riporta le dichiarazioni di Marco Bergognini, 45 anni, agente della Polizia locale di Salò, intervenuto insieme ai colleghi sul luogo dell’incidente:

“«Ho assistito a scene incredibili. Gente che urlava, automobilisti in coda che volevano passare assolutamente. Insulti, bestemmie, parolacce. Incuranti del corpo senza vita della ragazza. A terra a pochi metri di distanza».

In tanti si erano messi in auto domenica per raggiungere Salò per assistere allo spettacolo pirotecnico di fine estate. Poco prima delle 23 lo schianto tra una moto e un’auto. Ad avere la peggio la ventenne che rimane sull’asfalto priva di vita, nonostante i tentativi di rianimarla. La gardesana viene chiusa. Il traffico deviato, ma all’inizio è il caos”.

I vigili intervengono per i rilievi dell’incidente mortale, ma gli automobilisti sono inferociti e vogliono passare ad ogni costo, scrive la Pasini:

“«Uno – racconta ancora Bergognini che ha ‘postato’ il suo sfogo su facebook – è schizzato via con una gimkana tra il corpo, la vettura incidentata, i soccorsi. Mi ha urlato: ‘Io devo andare a casa’. Un altro ha strappato il nastro che usiamo per delimitare la zona dell’incidente. Alcuni ciclisti gridavano come pazzi. Ne ho portato uno davanti al corpo della ragazza e gli ho detto ‘Vuoi urlare ancora, non pensi a questa famiglia?’ Assurdo».

Marco Bergognini è di Toscolano, ha due figlie, una di 14 e una di 11 anni. Quella sera è sempre nella sua mente. Da allora fa fatica a prendere sonno. «Penso sempre a quella povera ragazza. Come si fa ad essere così insensibili, così disumani? Come polizia locale abbiamo fatto il possibile, abbiamo deviato il traffico da San Michele. La collega di Gardone Riviera spiegava che si trattava di un incidente mortale. È stata aggredita fisicamente da un automobilista».

Gli insulti lanciati all’indirizzo dei vigili purtroppo non sono infrequenti… «In tanti se la prendono con noi – sottolinea Stefano Traverso, comandante a Salò – dall’inizio dell’anno abbiamo rilevato 60 incidenti stradali. Facciamo tutto il possibile, ma la gente ci copre di insulti. Questa volta però siamo andati davvero oltre»”.

http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-i ... e-2265696/


Se questo è il risultato della nostra cosiddetta cultura, quando arriverà il meteorite o il virus a spazzarci via dall'esistenza sarà sempre troppo tardi.



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Nessuno è così schiavo come chi crede falsamente di essere libero. (Goethe)
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