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 Oggetto del messaggio: ITALIAN BANKSTER
MessaggioInviato: 26/12/2013, 11:49 
Italian Bankster

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http://www.macrolibrarsi.it/libri/__ita ... nkster.php

I banchieri non sono solo quelli che gestiscono conti correnti e prestano soldi. Schivi, discreti e riservati, spesso lontano dai riflettori, i banchieri d’affari sono le eminenze grigie che dall’inizio degli anni Novanta a oggi hanno contribuito a tessere la trama delle più grandi operazioni finanziarie in Italia: dal collocamento in Borsa di enel alla scalata di Olivetti su Telecom, dal crack Parmalat alle fusioni bancarie. Sono i consulenti silenziosi dei capi d’azienda, del governo e dei capitani di impresa che suggeriscono come trovare i fondi, anche a chi non ne ha. O come vendere obbligazioni e titoli a risparmiatori spesso inconsapevoli dei rischi che si assumono.

La figura del banchiere d’affari conosce una prima stagione di gloria una quindicina d’anni fa, quando il governo, soffocato dal debito pubblico, decise di vendere i gioielli di famiglia: ebbero così inizio le privatizzazioni, attraverso le quali lo Stato ha incassato oltre 100 miliardi di euro e le banche commissioni per più di 2,5 miliardi. Ed è tornato alla ribalta all’indomani della crisi finanziaria, dopo che – come ha scritto il sociologo Ulrich Beck – «la sua immagine pubblica» ha cominciato «ad assumere le fattezze del bankster». Ma chi sono i personaggi che rappresentano in Italia le grandi banche come Lehman Brothers, Goldman Sachs, Jp Morgan, Mediobanca, Schroders? Quali sono i loro vezzi, i loro vizi, le loro virtù? La passione per le auto d’epoca e la Mille Miglia, le tenute vinicole, le ville in Sardegna, a Londra e persino in Sudafrica, i matrimoni nobili e il bel mondo. Nascono con la camicia, questi banchieri: quasi nessuno viene dal nulla. E la spinta a guadagnare sempre di più li accomuna tutti. Non tanto per avidità, piuttosto per una concezione della meritocrazia made in usa: la misura della capacità personale sta nella quantità di soldi che si riesce a fare. Due, quattro, cinque milioni di euro: un banchiere d’affari in carriera, alla vigilia della crisi, poteva mettersi in tasca ogni anno cifre simili. Il loro futuro, però, si presenta incerto: l’unica sicurezza è che sarà difficile guadagnare come prima.



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"…stanno uscendo allo scoperto ora, amano annunciare cosa stanno per fare, adorano la paura che esso può creare. E’ come la bassa modulazione nel ruggito di una tigre che paralizza la vittima prima del colpo. Inoltre, la paura nei cuori delle masse risuona come un dolce inno per il loro signore". (Capire la propaganda, R. Winfield)

"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

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MessaggioInviato: 26/12/2013, 11:52 
24 Dicembre 2013

Bankitalia: assemblea a porte chiuse per spartirsi il bottino

A Palazzo Koch regalo di Natale da 7,5 miliardi alle banche.
Soprusi e conflitti di interesse. E l'Italia annaspa.


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http://www.wallstreetitalia.com/article ... ttino.aspx

ROMA (WSI) - L’assemblea dei partecipanti di Bankitalia, convocata due giorni fa (durante il fine settimana) con metodi carbonari ed al riparo della stampa, forse per potersi spartire meglio il bottino di 7,5 miliardi di euro del Babbo Natale Letta, ricorda la "storia segreta, dove si trovano le vere cause degli avvenimenti, una storia vergognosa" descritta nel 1843 da Honoré de Balzac, un vero intenditore iscritto all’ordine dei Martinisti, una società iniziatica di tipo mistico-esoterico.

Il colpo di mano che cancella il trasferimento delle quote di Bankitalia allo Stato ed altri enti pubblici, per fare ritornare Banca d’Italia in mano pubblica, come previsto negli ordinamenti di tutte le principali Banche Centrali Europee (Bundesbank, Banca di Spagna, d'Inghilterra e di Francia, ecc.) di proprietà dello Stato, non poteva che svolgersi nelle segrete stanze di quel sepolcro imbiancato di Palazzo Koch, per evitare ammissioni e domande imbarazzanti dei giornalisti, a cominciare dagli innumerevoli conflitti di interessi.

Invece di applicare una norma sacrosanta, disattesa per otto anni dai Governi che si sono succeduti, il ministro Saccomanni già direttore generale di Bankitalia (quindi in palese conflitto di interesse), dopo aver insediato una commissione di tre ‘saggi’, ha regalato alle banche socie, in particolare a Banca Intesa con il 30,3% delle quote ed Unicredit con il 22,1%, valori gonfiati della rivalutazione, che passerà da 156.000 euro a 7,5 miliardi di euro, con un tasso stratosferico semplice del 4.807,5%, in modo da impattare sui bilanci, con la speranza di poter superare gli stress test, aggirando così la normativa europea sugli aiuti di Stato.

Un provvedimento iniquo, dopo il parere formulato da tre esperti arruolati dalla Banca d'Italia, tra i quali figurava Lucas Papademos, banchiere Goldman Sachs ed ex vicepresidente della Bce che prevede la redistribuzione delle quote Banca d’Italia entro due anni, in modo che nessuno ne possa detenere più del 5% e che i dividendi annuali non possano superare il 6%, ma anche pericoloso che potrebbe nascondere una ulteriore svendita di Stato alla cricca dei banchieri esteri.

Adusbef e Federconsumatori protestano ancora una volta contro l’ennesima regalia del governo ai banchieri, stimato in 27 miliardi di euro tra rivalutazione delle quote (7,5 mld e 19,5 miliardi per le detrazioni fiscali sulle perdite), mentre famiglie e paese reale, strangolati dalle banche, sopportano i costi di una crisi sistemica che continua ogni giorno ad aggravarsi, lasciando sul suo cammino macerie e crescente disperazione.




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MessaggioInviato: 26/12/2013, 14:50 
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Io sono pronto ...[:(!]


Ultima modifica di Ufologo 555 il 26/12/2013, 14:50, modificato 1 volta in totale.

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MessaggioInviato: 29/12/2013, 13:05 
CAPOLINEA MPS / SOLO TRE POSSIBILITA':
SUPER AUMENTO DI CAPITALE, NAZIONALIZZAZIONE,
FALLIMENTO (LA PRIMA SCARTATELA)


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http://www.ilnord.it/c-2174_CAPOLINEA_M ... SCARTATELA

sabato 28 dicembre 2013

Siena - Il dado è tratto, le fondazione Monte dei Paschi ha votato contro l’aumento di capitale da 3 miliardi di cui Banca Monte Paschi ha disperato bisogno per mantenere adeguati livelli di capitalizzazione, ovvero per continuare a fare banca.

Ora davanti a Banca MPS ci sono 3 strade:

1) Fare un aumento di capitale ancora più grande tra qualche mese, per ripagare altri interessi sui Monti Bond

2) Essere nazionalizzato

3) Il Fallimento e lo smembramento.

Nella mia personale opinione è evidente che la Fondazione Monte dei Paschi, ormai anch’essa con un patrimonio quasi azzerato, punta alla seconda ipotesi nella speranza di essere lei protagonista della nazionalizzazione del Monte dei Paschi attraverso l’iniezione di soldi pubblici.

La cosa logica da fare, questo punto, sarebbe stato l’aumento di capitale a cui la Fondazione Monte dei Paschi non avrebbe poptuto partecipare per mancanza di fondi. Dunque sarebbe stata una autentica privatizzazione definitiva del Monte dei Paschi. Invece, no.

Ora o i soldi ce li metterà “lo Stato” oppure, salvo una riedizione forzata dell’aumento di capitale, sarà fallimento. La vera partita che si apre ora, è come eventualmente verrà portata avanti la “nazionalizzazione” del Monte dei Paschi. Logica vorrebbe che anche in questo caso la Fondazione venga buttata fuori (e a calci nel culo) vista la corresponsabilità dell’ente senese a nomina politica nel dissesto della banca.

Potrebbe anche darsi il caso che “prima” di usare soldi pubblici si utilizzi convenientemente il metodo Cipro del Bail-in, approvato giusto due settimae fa in sede europea ma non ancora operativo. In altre parole come minimo azzerare il valore delle obbligazioni subordinate o trasformale in azioni, come misura supplementare andare a toccare obbligazioni senior e grandi conti correnti.

Poi - eventualmente - intervenire con soldi pubblici.

La partita che si apre ora è intricata e complessa e molto dipende dagli equilibri politici a Roma, i credo che molto probabilmente il governo Letta (in Renzi del PD) intervenga molto rapidamente per “preservare” il privlegio pubblico della Fondazione Monte dei Paschi (a nomina politica tradizionalmente del PD)

Dubito che la fondazione MPS abbia preso la decisone di portare la banca sull’orlo del crac senza preventive consultazioni. Certo che, se cadesse il governo, sarebbe un bel guaio. E comunque: mi raccomando tutto in banca al Monte dei Paschi, magari anche un bell’investimento in obbligazioni subordinate.

Articolo scritto da RischioCalcolato.it



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MessaggioInviato: 06/01/2014, 11:16 
L’oro della Banca d’Italia

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DI MASSIMO MORIGI E ANTONIO DE MARTINI
corrieredellacollera.com

http://www.altrainformazione.it/wp/2014 ... profumo-e/

L’oro depositato presso la Banca D’Italia (oltre 2500 tonnellate) valutato a 30 euro al grammo,
vale oltre 75 miliardi di euro che vogliono regalare ad Abramo Bazoli, Alessandro Profumo e a Unicredit.


Per spiegare la oscena realtà che si cela dietro il proposito di rivalutazione della quote della Banca d’Italia, che è stato bocciato dalla BCE, solo poche righe. Tramite questo provvedimento squinternato verrebbe rivalutato il capitale sociale di Bankitalia finora gestito fiduciariamente al 95% dalle banche italiane ex pubbliche (valore attualmente segnato nei bilanci al prezzo di 156.000 euro). Il decreto mira a tramutarlo da quota di partecipazione con valore simbolico a quota proprietaria ( da segnarsi a patrimonio) rapportata al valore reale della Banca d’Italia, valore reale rappresentato dai diritti di signoraggio e dalle sue riserve auree raccolte da sei generazioni di Italiani.

Questo significa, in pratica, che il popolo italiano ( NOI) non sarebbe più il possessore delle riserve auree della Banca d’Italia ma lo diverrebbero gli istituti di credito che “partecipano” al suddetto “aumento” di capitale : detto in altre parole, si tratta di un furto ai danni del popolo italiano per sostenere con una semplice scrittura contabile la tradizionale sottocapitalizzazione delle banche italiane.

Ma non siamo di fronte al solito esempio di malcostume della nostra vita pubblica. Questo tentativo di furto dell’oro della banca d’Italia non è l’ennesimo scandalo politico ma, molto più semplicemente, il più grande crimine contro il nostro paese e il nostro popolo compiuto da quando ha raggiunto la sua unità; un crimine che per la sua gravità suona come il preannuncio della dissoluzione di ogni parvenza di legittimità democratica per l’attuale sistema politico oligarchico ed instaura, de facto, uno stato di eccezione (o meglio, lo conferma, perché la decisione della Consulta in merito all’incostituzionalità dell’attuale legge elettorale già delegittimava tutto il sistema politico uscito dalle ultime elezioni) e richiama l’esigenza di istituire un tribunale speciale tipo Norimberga per giudicare questi disegni criminosi.


In attesa che la magistratura si muova con il suo riconosciuto senso dello Stato e leggendaria tempestività e che il dibattito politico riesca a produrre una decisione in merito alle coppie di fatto (o che scelga, à la carte, quale sia il migliore sistema elettorale) rimaniamo attivi e fiduciosi nella reazione degli italiani.


Massimo Morigi e Antonio De Martini
Tratto da: http://corrieredellacollera.com

Link: http://corrieredellacollera.com/2014/01 ... -unicredi/



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MessaggioInviato: 06/01/2014, 12:43 
Cita:
Ufologo 555 ha scritto:

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Io sono pronto ...[:(!]

Questi signori non ci credono se no si guarderebbero bene a farlo,come non lo credevano i gerarchi nazisti e Mussolini.[^]


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MessaggioInviato: 10/01/2014, 14:37 
Prestiti a privati ancora in calo a novembre
Codacons, incredibile banche si tengano i soldi

10 gennaio, 13:26

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http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche ... 75774.html

Codacons, incredibile banche si tengano i soldi - "E' incredibile che imprese e famiglie stiano fallendo ma le banche si tengano i soldi" Lo afferma il Codacons commentando i dati Bankitalia su prestiti a imprese e famiglie. "Se proprio quando gli italiani necessitano di prestiti e di liquidità, le banche smettono di fare il loro mestiere di far circolare la moneta e prestare soldi, è evidente - aggiunge il Codacons - che il sistema economico si inceppa. Le banche, insomma, continuano imperterrite nel loro vecchio vizio di dare i soldi solo a chi ce li ha già o è troppo grande per fallire. "Ecco perché - prosegue il Codacons - il Governo dovrebbe intervenire seriamente per riformarle, aumentando la concorrenza nel settore, eliminando, ad esempio, balzelli anacronistici come le commissioni di istruttoria veloce e riducendo privilegi assurdi, come i compensi d'oro ed i super bonus dei banchieri, che dovrebbero essere decisi dagli azionisti e non dai consigli di amministrazione. Inoltre vanno vietati bonus in caso di acquisizioni e vendite, onde evitare conflitti di interessi. Infine, se quelle poche volte che le banche prestano i soldi lo fanno con tassi usurari, è evidente che si cade dalla padella alla brace". Per questo - conclude il Codacons - "si invita chi è strozzato dalle rate del mutuo o di un prestito a partecipare all'azione legale del Codacons, verificando se ha superato i tassi soglia previsti dalla legge




BANCA… C’HAI ROTTO ER C……ONTRATTO!

STROZZATO DALLE RATE DEL MUTUO?

SE LA BANCA HA APPLICATO AL TUO CONTRATTO DI MUTUO INTERESSI USURARI, PUOI RIPRENDERTI TUTTI GLI INTERESSI…CON GLI INTERESSI!

AGISCI ADESSO CON IL CODACONS PER RECUPERARE GLI INTERESSI “ILLEGALI” VERSATI E PER NON PAGARE NEMMENO QUELLI FUTURI!

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Ad esempio: se hai pagato finora alla banca un totale di 300.000 euro, di cui 180.000 a titolo di capitale e 120.000 a titolo di interessi, ad un tasso che comprensivo di mora, come stabilito dalla corte di Cassazione, supera la soglia dell’usura, puoi richiedere indietro tutti i 120.000 euro di interessi pagati finora e pagare le prossime rate solo di capitale, senza alcun interesse.

Le banche e gli istituti di credito concedono finanziamenti applicando diversi tipi di tasso d’interesse, ma troppo spesso anche tassi usurari. E’ molto importante stabilire se i tassi che la banca ha applicato al tuo mutuo (o finanziamento, o prestito) superano il tasso soglia dell’usura previsto dalla legge.

Agisci con il Codacons e recupera gli interessi non dovuti!

CONTINUA>>>>http://www.codacons.it/articoli/mutuo_con_interessi_usurari_agisci_adesso_con_il_codacons_per_recuperare_gli_interessi_illegali_versati_e_per_non_pagare_nemmeno_quelli_futuri__263601.html



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MessaggioInviato: 11/01/2014, 11:00 
UN SENATO DELEGITTIMATO APPROVA CON MODIFICHE
DI FACCIATA IL DECRETO DI PRIVATIZZAZIONE DELL’ORO
DELLA BANCA D’ITALIA. BISOGNA FERMARLI PRIMA CHE
COMPLETINO IL COLPO. di Antonio de Martini


http://www.rischiocalcolato.it/2014/01/ ... de-ma.html

In attesa di organizzarci per presentare organicamente la situazione dello scandalo della Banca d’Italia e del tentativo di rapinarne la riserva aurea, non posso esimermi dal commentare subito l’approvazione che il Senato di questa Repubblica ha votato al “decreto Saccomanni” del 30 Novembre N 133 ossia del servizietto che stanno cercando di fare a Banca Intesa, Unicredit e Monte dei Paschi ( e non a tutto il sistema bancario italiano come qualche azzeccagarbugli va raccontando).

1) Per convalidare il dal 30 nove decreto, il Senato aveva a disposizione 60 giorni, ma il suo Presidente Grasso ha deciso che non c’era più tempo ed ha tolto la parola a una senatrice del movimento 5 stelle che voleva illustrare un emendamento ( o un odg di non passaggio agli articoli).

2) Nei programmi di riforma costituzionale del PD e di altre forze politiche che stanno giurando di voler approvare in tempi brevi, è prevista l’abolizione di Senato, vissuto come doppione. Intuibile quindi il valore politico e giuridico di una assemblea ricattata e minacciata di scioglimento. Intuibile anche il servilismo del Presidente Grasso che vuole sopravvivere. Ricordiamo tutti la sua proposta di erigere un monumento a Silvio Berlusconi . Non accadeva dai tempi di Nerone di voler erigere un monumento a un vivente e tanto basta a definire il soggetto.

3) Gli emendamenti presentati e approvati dimostrano che tra i signori futuri proprietari della Banca d’Italia, serpeggia la paura: il tetto massimo di proprietà delle quote è passato dal 5% al 3% ( mentre prima potevano accordarsi in cinque, adesso ne servono otto o nove, intendono allargare il numero dei complici per farsi più forti) ed è stato abolito l’articolo che approvava espressamente l’acquisto delle quote da parte di stranieri ( tanto acquirenti della UE possono farlo in virtù dei trattati di Roma – art 106- , di Maastricht ecc)

4) Non si accenna minimamente alla sorte della riserva aurea: nei bilanci Bankitalia degli ultimi quaranta anni, la riserva aurea è stata sempre iscritta all’attivo, mentre in realtà è in deposito fiduciario ( è proprietà dello Stato, come i gioielli di Casa Savoia che furono correttamente depositati in Bankitalia da re Umberto prima di partire per l’esilio nel 1946 e che gli eredi hanno invano cercato di recuperare tramite l’avvocato Carlo D’Amelio che si fece poi cooptare nel Consiglio di sorveglianza provinciale della Banca d’Italia…

Come sappiamo, le leggi che si fanno in Italia sono più importanti per quel che non viene scritto che per il testo che si rende pubblico.

5) lo scopo evidente di Saccomanni è di creare una public company privata che a governo caduto avrà bisogno di un presidente e un amministratore delegato e chi meglio di lui che ha fatto la legge ed è un ex dirigente generale e gode della fiducia delle maggiori forze politiche che lo designarono al governo?

6) l’esempio TELECOM ( che gli Agnelli scalarono acquistando solo lo 0,61% del capitale) è indicativo della possibilità di impossessarsi di una grande società definita – a chiacchiere – public company. Gli Agnelli perseropoi il controllo della società perché affidarono la gestione a tale Rossignolo ( il very powerful president, ricordate?) che più che un uccello si dimostrò un ********. A riprova è finito in galera – trascinando il figlio – in una vicenda di fondi destinati alla formazione come un qualsiasi sindacalista di provincia.

Una volta trasferita la proprietà della Banca d’Italia a privati, uscirà fuori, come per la Telecom, chi si occuperà di depredarla – come hanno fatto per TELECOM – magari ricevendo dal presidente del Consiglio in carica la patente di capitano coraggioso.

7) Ora. la palla per l’approvazione definitiva del decreto passerà alla Camera dei Deputati, i cui membri TUTTI come sappiamo, hanno avuto l’elezione non convalidata dalla Giunta e la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittime e anticostituzionali le modalità di elezione.

Entrambi i rami del Parlamento stanno compiendo – sotto minaccia – un atto scellerato, aggravato dal fatto di essere l’uno politicamente in coma e l’altro giuridicamente illegale.

aspettiamo serenamente la reazione degli italiani.



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MessaggioInviato: 20/01/2014, 09:25 
Banca Intesa, scandalo derivati: "clienti ingannati".
Indagati Bazoli e Passera


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Corrado Passera e Giovanni Bazoli tra i 15 banchieri e manager
accusati di truffa aggravata nell'ambito dell'inchiesta della Procura
di Trani.


http://www.wallstreetitalia.com/article ... ssera.aspx

Bufera nel mondo delle banche: verso il rinvio a giudizio a Trani di 15 tra banchieri e manager. Accusa: truffa aggravata.

MILANO (WSI) - Michele Ruggiero, combattivo pubblico ministero della Procura di Trani, ha colpito ancora. Dopo aver messo sotto inchiesta le principali agenzie di rating mondiali e aver indagato per abuso d’ufficio Silvio Berlusconi (poi archiviato) per le presunte pressioni sull’Agcom, questa volta ha iscritto sul registro degli indagati 15 tra banchieri e manager.

Sono tutti accusati di truffa aggravata continuata e (solo alcuni funzionari minori) di concorso in abusivismo finanziario continuato. Gli inquisiti hanno ricevuto nei giorni scorsi l’avviso di chiusura indagini.

I nomi eccellenti di questa nuova inchiesta sono soprattutto dirigenti ed ex dirigenti di Banca Intesa e della controllata banca Caboto. Tra questi: Giovanni Bazoli, presidente del consiglio di sorveglianza ed ex presidente del cda, Corrado Passera, amministratore delegato sino al 2011 e poi ministro (l’altroieri ha annunciato la fondazione del suo nuovo partito), Enrico Salza, ex presidente del Consiglio di gestione, Giampio Bracchi, ex vicepresidente e Giovanni Gorno Tempini, ex amministratore delegato di Caboto, oggi ad della Cassa depositi e prestiti.

L’accusa è quella di aver venduto derivati a Ruggiero Di Vece, titolare della Euroalluminio, società pugliese specializzata nella vendita di materiali per l’edilizia. Tutto ha inizio nel 2004 con la sottoscrizione da parte dell’imprenditore di un finanziamento a tasso variabile dell’importo di 700 mila euro da estinguere in quindici anni in rate trimestrali. Contemporaneamente Di Vece viene indotto (per il pm il «consenso sarebbe stato carpito con l’inganno») a firmare con Banca Intesa «contratti aventi a oggetto strumenti finanziari derivati Irs». Una truffa aggravata dal fatto di aver fatto sottoscrivere a Di Vece prodotti «via via più gravosi, chiedendo periodicamente la rinegoziazione previa risoluzione dei precedenti contratti; prospettando al cliente una minore esposizione e invece aggravando la sua posizione e aumentando contestualmente il proprio margine di guadagno».

I derivati erano stati proposti a Di Vece come «copertura dal rischio di variazione del tasso d’interesse» del suo finanziamento, ma per Ruggiero questi «erano strutturalmente inefficaci e inadeguati a tale funzione per la loro peculiare natura speculativa (cioè vere e proprie scommesse sui tassi), sempre sbilanciata in favore della banca». L’imprenditore avrebbe stipulato, «secondo lo schema adottato notoriamente dalle banche della proposta-accettazione», tre contratti destinati a «operatori qualificati» quale non era, dopo aver firmato un modulo in cui invece si dichiarava tale, pur «senza avere ricevuto alcuna informazione sul tipo di derivati, sulla nozione di "operatore qualificato" e sulle conseguenze» di quella dichiarazione. Quei contratti per Ruggiero avrebbero procurato a Intesa un «ingiusto profitto patrimoniale» di 41.410 euro, «profitto rimasto occulto al cliente». In più l’imprenditore avrebbe avuto un ulteriore danno.

Infatti nel 2008 avrebbe pattuito l’estinzione anticipata del terzo contratto, «viste le ingenti perdite subite» e per farlo avrebbe versato all’istituto 78.600 euro, «somma unilateralmente determinata» da Intesa. Ma se sono comprensibili le accuse nei confronti dei funzionari che hanno direttamente interagito con Di Vece, Ruggiero che cosa contesta esattamente a chi guidava Banca Intesa all’epoca, da Bazoli a Passera? Per il pm, amministratori e manager erano tutti «consapevoli che contratti swap di quel tipo» erano favorevoli sono alla banca e quindi «coscientemente e volontariamente (e quanto meno con dolo eventuale), predeterminavano le condizioni per la negoziazione di contratti derivati di natura truffaldina».

A questo punto il magistrato stila l’elenco delle accuse rivolte ai vertici: aver consentito il collocamento di questi derivati presso la clientela; non averla informata sui possibili rischi (qui Ruggiero cita diversi articoli del Testo unico di intermediazione finanziaria del 1998, il Tuif); non essere corsi ai ripari di fronte ai rischi evidenziati dall’auditing interna e dall’ispezione della Banca d’Italia. Insomma i vertici «predeterminavano, inducevano consentivano e/o comunque non impedivano» che «"l’evento truffa" accadesse (così assumendosene le relative responsabilità)».

Ma quali sono le segnalazioni che avrebbero ignorato? La direzione dell’auditing interno in un report del marzo del 2004 «in ordine al processo di vendita di prodotti derivati su tassi alla clientela delle piccole e medie imprese» avrebbe segnalato «anomalie e criticità inerenti la documentazione sottoscritta dalla clientela, inadeguatezza della qualità del processo di consulenza e vendita al cliente, mancanza di supervisione e indirizzo da parte della Divisione Rete». Anche gli ispettori di Bankitalia avrebbero avuto da ridire sulla vendita dei prodotti finanziari incriminati.

Il magistrato cita i risultati di due ispezioni: quella del settembre 2005 e quella del maggio 2006. Gli esperti di via Nazionale avrebbero contestato l’«inefficacia dei controlli circa l’operato della Rete commerciale» che proponeva i derivati; la mancata corresponsione dei premi ai clienti; la ricerca di meri ritorni senza prestare attenzione ai «rischi legali e reputazionali» della banca. Contestazioni di cui, secondo l’accusa, i vertici della banca non potevano non essere stati informati. Ma non ne avrebbero tenuto conto.



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"…stanno uscendo allo scoperto ora, amano annunciare cosa stanno per fare, adorano la paura che esso può creare. E’ come la bassa modulazione nel ruggito di una tigre che paralizza la vittima prima del colpo. Inoltre, la paura nei cuori delle masse risuona come un dolce inno per il loro signore". (Capire la propaganda, R. Winfield)

"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

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MessaggioInviato: 25/01/2014, 09:14 
SPARITO L’ORO ITALIANO: LA RISERVA AURIFERA
DELLA NOSTRA PATRIA NON E’ PIU’ IN ITALIA?


- di Gianni Lannes -

Apriamo il dibattito pubblico, allarghiamo il respiro collettivo. Questa volta parliamo di cose serie, non più di signoraggio e strozzinaggio delle banche, della Bce, del Fondo monetario internazionale. Per carità, quisquilie! D’accordo? Però, certi esperti, certi economisti, certi tuttologi fanno pena quando deviano l’attenzione collettiva delle minoranze attive del Belpaese (tipo Mosler) e manipolano il discorso verso temi fuorvianti ed insignificanti!

Dopo la fregatura europea dell’euro c’è di peggio. Dove sono effettivamente le 2451,1 tonnellate di oro italiano? In via Nazionale a Roma, oppure in Gran Bretagna e negli Stati Uniti d’America? Chi ha controllato? In che percentuale le nostre risetrve sono conservate all’estero? Esiste un registro? I lingotti sono segnati da numeri seriali?

http://www.bancaditalia.it/sispaga/rise ... laitpd.pdf

http://www.bancaditalia.it/sispaga/riserve/nazionali

http://www.bancaditalia.it/pubblicazion ... l_2012.pdf

Parliamo chiaro, come sempre. Altro che privatizzazione della banca d’Italia, già di fatto acquisita e controllata da banche private ormai da anni. Il nodo cruciale è un altro.
Gli Stati Uniti d’America hanno sottratto all’Italia l’oro, ossia la nostra riserva aurifera.
Esatto, le domande senza prezzo al primo ministro pro tempore Enrico Letta (affiliato alle organizzazioni terroristiche Bilderberg e Trilateral) sono le seguenti: il tesoro italiano è stato trafugato, pardon, trasferito all’estero? Perché l’oro d’Italia non ha più fatto ritorno in patria? A quale titolo gli Stati Uniti d’America se ne sono appropriati? Chi lo ha ceduto?
Mi auguro di essere in errore: ma allora il governo Letta faccia vedere in diretta al popolo sovrano usando le telecamere della Rai (servizio una volta tanto pubblico) il tesoro tricolore, alla presenza di giornalisti realmente indipendenti.

Cos’altro ha celato nel 1992 l’operazione Britannia, a parte la svendita del patrimonio tricolore e il coinvolgimento dei boiardi italiodioti che hanno fatto fulminea carriera, oltre all’eliminazione degli insostituibili magistrati (scogli insormontabili se non con l’uccisione) Falcone e Borsellino?
Allora, mister Giorgio Napolitano, adesso come la mettiamo?
All’Italia occorre un Governo libero e indipendente designato da un vero mandato popolare, non un governicchio allestito con un golpe; soprattutto ci vorrebbero autentici governanti non figuranti dell’ultim’ora.

http://sulatestagiannilannes.blogspot.i ... IGNORAGGIO
http://sulatestagiannilannes.blogspot.i ... BILDERBERG
http://sulatestagiannilannes.blogspot.i ... TRILATERAL
http://sulatestagiannilannes.blogspot.i ... NAPOLITANO

http://www.informarexresistere.fr/2014/ ... in-italia/



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MessaggioInviato: 27/01/2014, 15:27 
Cita:
Thethirdeye ha scritto:


24 Dicembre 2013

Bankitalia: assemblea a porte chiuse per spartirsi il bottino

A Palazzo Koch regalo di Natale da 7,5 miliardi alle banche.
Soprusi e conflitti di interesse. E l'Italia annaspa.




E mentre il Mainstream tace e gli italiani vedono le partite di calcio........... [xx(]

Alessandro Di Battista (M5S): Svendita Bankitalia

[BBvideo]http://www.youtube.com/watch?v=NFKZWmm1i_A[/BBvideo]



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MessaggioInviato: 29/01/2014, 23:25 
Il saccheggio della Banca d'Italia nel silenzio totale dei media
http://snipurl.com/28iicb6



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MessaggioInviato: 30/01/2014, 11:26 
Dl Imu-Bankitalia, ecco perché il decreto
del governo è un regalo alle banche


Grazie al provvedimento sponsorizzato da Saccomanni,
rivalutazione contabile più moneta sonante in arrivo per
Unicredit e Intesa, che si presenteranno così agli esami
della Bce dotati di un comodo cuscinetto


Immagine

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/01 ... he/856309/

Tanto tuonò che piovve. Il governo Letta ha ottenuto con l’estrema ratio della fiducia il via libera della Camera alla discussa rivalutazione del capitale di Bankitalia: 335 i sì, 144 i no, nonostante l’interruzione senza precedenti causata dal sit-in dei 5 Stelle che hanno cercato invano di impedire il voto. Ora manca l’ultimo via libera che dovrà arrivare entro martedì 28, visto che il decreto scade il 29. Nel primo passaggio, intanto, sono però valsi a poco emendamenti, petizioni e iniziative di protesta tutt’ora in corso. Del resto il regalo alle banche azioniste dell’istituto – Intesa e Unicredit in testa, che dal provvedimento incasseranno un guadagno compreso fra i 2,7 e i 4 miliardi – s’aveva da fare a tutti i costi e prima possibile. Lo dimostra tutto l’iter della normativa varata in fretta e furia dal consiglio dei ministri il 27 novembre scorso, proprio mentre le forze politiche erano intente a votare la decadenza del senatore Silvio Berlusconi.

Un provvedimento al quale era seguita un’assemblea straordinaria della banca centrale convocata alla velocità della luce e a porte chiuse l’antivigilia di Natale, per adeguare lo statuto di via Nazionale alla normativa non ancora vagliata dal Parlamento. Poco dopo Capodanno, poi, gli emendamenti di affinamento, come quello governativo annunciato dai relatori Andrea Fornaro e Andrea Oliviero, entrambi in quota Partito Democratico, per rendere l’operazione retroattiva e, quindi, permettere agli azionisti di Bankitalia di mettere in bilancio il guadagno sulla rivalutazione fin dal 2013 e non dal 2014, anno di entrata in vigore del decreto.

“La proposta di modifica, che sarà presentata nell’aula di palazzo Madama, si rende necessaria perché il provvedimento è stato pubblicato nella gazzetta ufficiale del 31 dicembre e quindi, entrando in vigore il giorno successivo, si correva il rischio di poter applicare la misura solo a partire da quest’anno”, avevano spiegato i due senatori. Ammettendo quindi che le banche alle prese con un’enorme mole di crediti di difficile riscossione, la crisi del mattone e gli esami comunitari, non si potevano permettere un tale rischio. Poco prima della fiducia, poi, lo stesso ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, cioè secondo il governatore di Bankitalia il vero motore della riforma, aveva dichiarato che “una modifica al provvedimento ora genererebbe incertezze” pur sostenendo che il governo non stava facendo alcun regalo alle banche.

Che sia voluto o meno dall’esecutivo e, in particolare dall’ex direttore generale della Banca Centrale, è tuttavia un dato di fatto che il provvedimento – che ha irritato perfino la Bce di Mario Draghi - darà ottimi motivi per festeggiare agli azionisti dell’istituto. Prima di tutto, appunto, per la generosa rivalutazione del capitale che hanno in mano: con un colpo di penna, infatti, si passa da una valutazione complessiva di 156mila euro a quella nuova di 7,5 miliardi di euro, cioè il valore massimo della forchetta stabilita dal collegio di esperti nomitati per questo scopo dopo l’estate. L’operazione verrà concretizzata tramite una ricapitalizzazione di Bankitalia a carico delle riserve dell’istituto che sono composte prevalentemente d’oro, metallo prezioso le cui quotazioni sono ultimamente in netta discesa.

Ma non finisce qui. Il governo ha stabilito che nessun azionista potrà possedere più del 3% della Banca Centrale (5% il tetto inizialmente previsto). E così Intesa e Unicredit, che insieme hanno in mano più del 64% del capitale, oltre a rivalutare contabilmente le loro quote, che erano iscritte in bilancio a un valore inferiore di quattro-cinque volte, dovranno metterle sul mercato. E se nessuno si farà avanti per comprarle, non c’è problema. Il governo Letta ha infatti dato facoltà alla stessa Banca d’Italia di ricomprarle e tenerle temporaneamente in mano fino all’arrivo di nuovi e adeguati compratori. Dunque rivalutazione contabile più moneta sonante in arrivo per i due istituti, che si presenteranno così agli esami della Bce dotati di un comodo cuscinetto. Sconto, poi, sulle uscite che dovranno sostenere: le tasse sulla pluvalenza a carico degli azionisti sono state fissate al 12%, contro il tradizionale 20% e il 16% inizialmente previsto, che significa un gettito inferiore di circa 370 milioni.

Infine il tema dei dividendi. Con le nuove regole gli azionisti di Bankitalia, a parità di utili, incasseranno un dividendo potenziale pari a sei volte quanto ricevuto negli anni passati: 450 milioni di euro contro i circa 70 degli anni scorsi secondo calcoli del M5S che stima una perdita per lo Stato di quasi 400 milioni. In cambio però a tutte le banche italiane, non solo a quelle azioniste di via Nazionale, è stato imposto di farsi tassare per coprire parte del buco creato con l’abolizione dell’Imu sulla prima casa. Sarà forse per questo che la rivalutazione di Bankitalia è stata inserita nel decreto d’urgenza sull’imposta immobiliare. Per ironia della sorte, approvato dalla Camera nello stesso giorno della scadenza della mini Imu.



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MessaggioInviato: 31/01/2014, 10:00 
Per chi fosse interessato a comprendere realmente il motivo del caos creato
alla Camera dei Deputati dal M5S, consiglio vivamente la visione di questo breve video.....

Decreto Bankitalia è regalo alle banche?
http://www.wallstreetitalia.com/article ... anche.aspx



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MessaggioInviato: 31/01/2014, 10:45 
Cita:
Thethirdeye ha scritto:


Per chi fosse interessato a comprendere realmente il motivo del caos creato
alla Camera dei Deputati dal M5S, consiglio vivamente la visione di questo breve video.....

Decreto Bankitalia è regalo alle banche?
http://www.wallstreetitalia.com/article ... anche.aspx



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Cita:
Molto illuminante! Grazie


Quindi... GRAZIE TTE!

[:D]



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