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 Oggetto del messaggio: Re: ITALIAN BANKSTER
MessaggioInviato: 06/12/2017, 16:18 
Banche, non solo Ghizzoni: il timore dei Boschi è per l’audizione in commissione dell’ex ad di Veneto Banca Consoli


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Il nome del manager è nella lista di persone che potrebbero essere audite in commissione d’inchiesta. Nel 2015 parlò delle verifiche Bankitalia al padre della ministra. E questi rispose: "Ne parlo con mia figlia e con il presidente"
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Più di Ghizzoni il pericolo per Maria Elena Boschi (e per il Pd) si chiama Vincenzo Consoli. Se, come sembra, la presidenza della Commissione d’inchiesta deciderà di convocare l’ex amministratore delegato di Veneto Banca, la sua audizione confermerebbe ripetuti interventi da parte di Pierluigi Boschi e figlia sulle vicende relative agli istituti di credito. E le parole di Consoli non potrebbero essere messe in dubbio perché le conferme arrivano da atti giudiziari: esistono infatti delle intercettazioni tra l’ex ad e Boschi senior. Telefonate in parte divulgate dal Fatto Quotidiano lo scorso 18 giugno e risalenti al 3 febbraio 2015, subito dopo il decreto legge varato dal governo Renzi per la trasformazione delle banche popolari in Spa, Etruria compresa; e una settimana prima il commissariamento della banca di Arezzo.

Boschi era vicepresidente dell’istituto di credito e cercava un salvatore. Per questo si rivolge a Consoli, impegnato a sua volta nel tentativo di alleggerire l’attenzione di Bankitalia su Veneto Banca e in cerca di sostegni politici a Palazzo Chigi. E Boschi lo rassicura. Con queste parole: “Domani in serata se ne parla, io ne parlo con mia figlia, col presidente domani e ci si sente in serata”. La figlia è Maria Elena Boschi, ministro delle Riforme. Il presidente è Matteo Renzi. Del resto, l’aveva annunciato in una telefonata precedente avuta con Vincenzo Umbrella, capo della sede fiorentina di Bankitalia. Dice Consoli: “Io chiamo Pier Luigi e vedo se mi fa, mi fissa un incontro, anziché con la figlia, direttamente col premier”.

Con la famiglia di Laterina l’ad ha familiarità. Si erano già incontrati nel marzo 2014, quando papà Boschi non era ancora vicepresidente di Etruria ma consigliere del cda e la figlia era appena stata nominata ministro delle Riforme. Come pubblicato dal Fatto lo scorso maggio, Consoli parte da Vicenza insieme al presidente di Veneto Banca, Flavio Trinca, per raggiungere casa Boschi e discutere dei problemi delle rispettive banche. Al desco ormai ministeriale trovano ad attenderli il presidente di Etruria, Giuseppe Fornasari e i due Boschi. Padre e figlia.

Difficilmente dunque Maria Elena Boschi potrà sostenere di essersi disinteressata delle vicende di Etruria. E oltre a Consoli c’è Ghizzoni. Secondo quanto riportato nel libro Poteri forti (o quasi) di Ferruccio De Bortoli, nel novembre 2014, l’allora ex numero uno di Unicredit e oggi presidente di Rothschild Italia, avrebbe ricevuto direttamente dal ministro la richiesta di individuare una soluzione per la popolare di cui vicepresidente era il padre.

Stasera alle 18 una nuova riunione della presidenza di Commissione scioglierà il nodo sull’audizione o meno di Ghizzoni e Consoli. L’intento di Pierferdinando Casini è quello di arrivare a una decisione condivisa sui nomi, evitando di dover ricorrere al voto a maggioranza dei membri. Per questo sono stati stilati due “pacchetti” di soggetti da audire, solo in uno figurano i nomi dei banchieri. Anche in caso di voto, comunque, non è detto che il Pd esprima compatto un parere contrario. Tre membri dem, infatti, hanno chiesto di convocare Consoli. E un secco no da parte del partito di Renzi equivarrebbe all’ammissione di evitare problemi a Maria Elena Boschi. È altrettanto vero però che all’interno del partito l’oggi sottosegretario non gode di simpatie. Tutt’altro. E l’audizione di Ghizzoni e Consoli potrebbe smentire in maniera netta e inequivocabile le parole che l’ex ministro va ripetendo da anni: non mi sono mai interessata di Etruria.
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 Oggetto del messaggio: Re: ITALIAN BANKSTER
MessaggioInviato: 07/12/2017, 15:14 
giovedì 7 dicembre 2017

Terremoto sulla Boschi. De Bortoli l'ha incastrata di nuovo. Guardate cosa ha scoperto..


Guarda su facebook.com




De Bortoli torna sulla vicenda Etruria e le sue parole aggravano la posizione della Boschi, ascoltatelo...



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 Oggetto del messaggio: Re: ITALIAN BANKSTER
MessaggioInviato: 14/12/2017, 17:29 
Banche, Vegas sconfessa Boschi: “Ho parlato di Etruria con la ministra. Era preoccupata per le nozze con Vicenza”


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Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, in Aula nel 2015 al voto per la sua mozione di sfiducia, disse di non essere mai intervenuta per la banca di cui il padre era vicepresidente. Ora viene sconfessata da Giuseppe Vegas (ex parlamentare di Forza Italia e presidente uscente di Consob), durante l'audizione in commissione banche: "Mi anticipò anche la nomina di suo padre". Ecco la cronologia, da questo caso alla rivelazione di Ferruccio De Bortoli sulle richieste a Unicredit sempre su Etruria
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Maria Elena Boschi si è occupata eccome dei problemi di Banca Etruria. Contrariamente a quanto affermò in Parlamento il 18 dicembre 2015. A sconfessare il sottosegretario alla presidenza del Consiglio è stato niente meno che Giuseppe Vegas. L’ex parlamentare di Forza Italia, oggi presidente (uscente) della Consob da un paio d’anni in rotta di collisione con il renzismo, nella sua deposizione gioca sui coni d’ombra temporali e lo dice senza mezzi termini: su Banca Etruria “ho avuto modo di parlare della questione con l’allora ministro Boschi”, che espresse “un quadro di preoccupazione perché a suo avviso c’era la possibilità che Etruria venisse incorporata dalla Popolare di Vicenza e questo era di nocumento per la principale industria di Arezzo che è l’oro”. La risposta? Non possumus: “Io le risposi che Consob non era competente sulle scelte di aggregazione delle banche. Lei mi ha illustrato la situazione, io le ho detto che non potevano fare nulla. Fu un incontro generico”, ha aggiunto in audizione in Commissione banche. In quell’occasione, ha precisato Vegas, fu la ministra “che chiese di vedermi e venne a Milano”. A chi gli chiedeva se avesse affrontato il tema di Etruria in altri momenti, Vegas ha detto che in un secondo incontro “Boschi mi disse in un’altra occasione che suo padre sarebbe diventato vicepresidente” dell’istituto aretino.


Formato file: mp4


video di Manolo Lanaro

Nella sua precisione Vegas, forse perché non gli è stato chiesto, dimentica di collocare temporalmente gli incontri. Ma considerato che Pier Luigi Boschi è diventato vicepresidente di Banca Etruria il 4 maggio del 2014, l’anticipazione della nomina deve essere avvenuta almeno ad aprile. Quindi il primo incontro è addirittura precedente. Chissà se prima o dopo la nomina della Boschi a ministro delle Riforme, avvenuta il 21 febbraio 2014. Quello che è certo è che tra l’incarico della figlia e quello del padre, nel marzo 2014, a Laterina in casa Boschi, si svolge una riunione alla presenza del neo ministro, con la partecipazione del padre, allora consigliere di Etruria, Pier Luigi Boschi, del presidente della stessa banca aretina, Giuseppe Fornasari, del presidente e dell’amministratore delegato di Veneto Banca Flavio Trinca e Vincenzo Consoli. In quelle settimane sia Etruria sia Veneto Banca erano nel mirino della Vigilanza di Bankitalia che aveva ispezionato gli istituti nel corso del 2013 traendone a fine anno conclusioni piuttosto dure: le due banche erano messe talmente male da aver bisogno di un matrimonio d’onore e l’unica sposa rimasta sul campo era la Popolare di Vicenza di Gianni Zonin. I vertici dei due istituti però non ne vogliono proprio sapere. L’incontro è stato reso noto dal Fatto Quotidiano l’11 maggio scorso e l’ex ministro non ha mai voluto commentarlo. Ma stando a quanto dice Vegas si deve essere fatta seriamente carico delle pene dei quattro banchieri se è arrivata a chiedere aiuto al presidente della Consob che pure all’epoca non era molto distante dal Pd, visto il sostegno fornito alla Unipol nelle nozze con FondiariaSai. E chissà quanti viaggi ha fatto prima di arrivare all’amministratore delegato di Unicredit, Federico Ghizzoni, come rivelato da Ferruccio De Bortoli nel suo ultimo libro (e Ghizzoni non ha mai smentito): in questo caso l’allora ministra delle Riforme avrebbe chiesto a Unicredit di comprare Etruria.
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 Oggetto del messaggio: Re: ITALIAN BANKSTER
MessaggioInviato: 15/12/2017, 16:56 
Etruria, Consoli (ex Veneto Banca): “Incontro anche con Boschi ma non proferì parola”


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L'ex numero uno dell'istituto di credito veneto davanti alla commissione d'inchiesta sulle banche conferma lo scoop del Fatto Quotidiano: il summit di Arezzo ci fu. E l'ex ministra era presente anche se non disse nulla. Nelle stesse settimane aveva interessato della questione anche il numero uno di Consob, Vegas
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L’incontro a casa Boschi tra i vertici di Etruria e Veneto Banca ci fu. E tra i presenti c’era anche Maria Elena Boschi, in quel momento ministra delle Riforme del governo di Matteo Renzi. A confermare lo scoop del Fatto Quotidiano è uno dei protagonisti di quel summit: Vincenzo Consoli. “Il ministro Maria Elena Boschi partecipò a un incontrò con i vertici di Banca Etruria e di Veneto Banca nella casa di famiglia ad Arezzo nella pasqua del 2014, per un quarto d’ora, nel quale non proferì parola, dopo di che si alzò e andò via”, ha detto l’ex amministratore delegato di Veneto Banca in audizione davanti alla Commissione parlamentare d’inchiesta sulle banche. La riunione – ha aggiunto Consoli – avvenne “perchè sapemmo che Etruria aveva ricevuto da Bankitalia una lettera simile alla nostra” nella quale chiedeva l’aggregazione con un partner di “elevato standing” e indicandolo poi in Popolare Vicenza. Perché un ministro delle Riforme doveva partecipare ad un vertice del genere, organizzato peraltro nella sua casa di famiglai, anche senza proferire parola? Questo Consoli – che è imputato per ostacolo alle autorità di vigilanza – non lo dice.

Le sue parole, però, preannuciano una giornata pesante per la sottosegretaria del governo Gentiloni. La seconda di fila, visto che ieri le dichiarazioni del presidente della Consob, Giuseppe Vegas, hanno fatto riesplodere le polemiche sulla politica di Laterina. “Su Banca Etruria ho avuto modo di parlare della questione con l’allora ministro Boschi, che espresse un quadro di preoccupazione perché a suo avviso c’era la possibilità che Etruria venisse incorporata dalla Popolare di Vicenza e questo era di nocumento per la principale industria di Arezzo che è l’oro”, ha detto il presidente della Consob. Che incontrò Boschi più volte tra l’aprile e il maggio del 2014. Boschi era diventata ministro a febbraio. Tra marzo e aprile, dunque, partecipa agli incontri tra i vertici di Veneto Banca e Banca Etruria e interessa della questione il numero uno della Consob.

In quelle settimane sia Etruria sia Veneto Banca erano nel mirino della Vigilanza di Bankitalia che aveva ispezionato gli istituti nel corso del 2013 traendone a fine anno conclusioni piuttosto dure: le due banche erano messe talmente male da aver bisogno di un matrimonio d’onore e l’unica sposa rimasta sul campo era la Popolare di Vicenza di Gianni Zonin. I vertici dei due istituti però non ne vogliono proprio sapere. Poi a maggio Pier Luigi Boschi diventa vicepresidente di Etruria: una nomina che la ministra annuncia a Vegas in uno degli incontri.

“Io non ho mai fatto pressioni”, ha ripetuto per tutta la giornata di ieri la sottosegretaria. Accusata dalle opposizioni di avere mentito in Parlamento per difendersi dalla mozione di sfiducia del dicembre 2015 sul caso Banca Etruria e invitata alle dimissioni, la posizione dell’ex ministro è stata blindata dal premier Paolo Gentioloni. “Non sono il giudice del valore aggiunto o non aggiunto. Penso che Maria Elena abbia chiarito tutto quello che c’è da chiarire, quindi sarà candidata dal Pd e mi auguro che abbia successo”. Pochi minuti dopo e Consoli avrebbe cominciato la sua deposizione a Montecitorio.

Ma non solo. Perché a legare Consoli alla famiglia di Laterina ci sono anche alcune chiamate più recenti: risalgono al 3 febbraio 2015, subito dopo il decreto legge varato dal governo Renzi per la trasformazione delle banche popolari in Spa, Etruria compresa; e una settimana prima il commissariamento della banca di Arezzo. Boschi era già vicepresidente dell’istituto di credito e cercava un salvatore. Per questo si rivolge a Consoli, impegnato a sua volta nel tentativo di alleggerire l’attenzione di Bankitalia su Veneto Banca e in cerca di sostegni politici a Palazzo Chigi. E Boschi lo rassicura. Con queste parole: “Domani in serata se ne parla, io ne parlo con mia figlia, col presidente domani e ci si sente in serata”. Il presidente ovviamente è Matteo Renzi. Del resto, l’aveva annunciato in una telefonata precedente avuta con Vincenzo Umbrella, capo della sede fiorentina di Bankitalia. Dice Consoli: “Io chiamo Pier Luigi e vedo se mi fa, mi fissa un incontro, anziché con la figlia, direttamente col premier”.
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 Oggetto del messaggio: Re: ITALIAN BANKSTER
MessaggioInviato: 15/12/2017, 17:27 
"la boschi non proferì parola.."
maddai chi ci crede?
una ciarlona come quella..

trattasi di classico cerchiobottismo da manuale,
si lancia "mezzo" sasso,
così la mano rischia di meno..

la boschi c'era, ma..
c'era e non c'era,
così ma anche, ecc. ecc.
una botta di qua, una botta di là..
sia al cerchio che alla botte..

"non posso sputta.nare la mia reputazione,
quindi la boschi c'era,
ma non ha proferito parola,
quindi è come se non c'era,
neh!!"

tipo consiglio dei ministri..
che quando riguarda interesse in conflitto..
il ministro coinvolto si alza e se ne va..
questa roba è farina del sacco
di qualche avvocato azzeccagarbugli..
ghedini o giù di lì..


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 Oggetto del messaggio: Re: ITALIAN BANKSTER
MessaggioInviato: 16/12/2017, 10:35 
Boschi su Vegas: “Mi chiese incontro a casa sua”. E ribatte a Travaglio che le ricorda cosa disse su Cancellieri


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Dimettermi? No. Le opposizioni sono due anni che chiedono le mie dimissioni, ma io non ho mai mentito. Non c’è stato alcun favoritismo per mio padre, né per Banca Etruria”.

Così a Otto e Mezzo (La7) l’ex ministro Maria Elena Boschi risponde sulla vicenda Banca Etruria. “Credo che ci sia un attacco” – continua – “cioè non si cerca la verità, ma ci si nasconde dietro l’alibi ‘Maria Elena Boschi’.

Il presidente della Consob Vegas? Sì, l’ho incontrato più volte, abbiamo parlato di tutto il sistema pubblico, non di Banca Etruria nello specifico. Però, durante l’audizione alla Commissione d’inchiesta sulle banche, Vegas si è dimenticato di citare un altro episodio, confermato da tutti i messaggini che ho conservato: il 29 maggio 2014 mi chiese di incontrarci, in modo abbastanza inusuale, a casa sua alle 8 di mattina. Io gli risposi che ci dovevamo vedere o alla Consob o al Ministero e non a casa sua da soli“. E aggiunge: “Ghizzoni? Sì, ho incontrato anche lui in diverse occasioni, anche pubbliche, ma non ho mai chiesto niente che potesse favorire Banca Etruria, né ho fatto pressioni”. Boschi poi risponde sulla sua ricandidatura in Parlamento: “Sceglierà il Pd se e dove candidarmi, io mi auguro in Toscana alla Camera.

Il M5s chiede le mie dimissioni? Credo che abbia un garantismo a targhe alterne. Io non sono mai stata raggiunta da un avviso di garanzia mi dovrei dimettere e addirittura non mi dovrei mai più candidare, e invece la sindaca di Roma, che è rinviata a giudizio, può andare avanti. Io sono d’accordo che lei, la sindaca di Torino, indagata per omicidio colposo, e altri del M5S continuino il loro mandato. Credo, però, che se uno è garantista, lo debba essere sempre”. “Raggi non è rinviata a giudizio, è indagata“, replica il direttore de Il Fatto Quotidiano, Marco Travaglio. “A gennaio ci sarà il processo, ma se la vuole difendere, ci dica pure tecnicamente qual è il procedimento in corso”, ribatte Boschi. E Travaglio le spiega che il 2 gennaio ci sarà l’udienza preliminare in cui si decide se Virginia Raggi sarà rinviata a giudizio oppure no.

Nel finale, lo stesso direttore del Fatto cita testualmente le parole pronunciate da Maria Elena Boschi il 16 novembre 2013 a Ballarò, a proposito del caso Cancellieri: “‘Il problema è che è in gioco la fiducia verso le istituzioni. Io al suo posto mi sarei dimessa, il punto grave è che ancora una volta si è data l’immagine di un Paese in cui sono delle corsie preferenziali per gli amici degli amici e per chi ha Santi in Paradiso‘”. Travaglio aggiunge: “Quando si tratta degli altri, parla di corsie preferenziali. Quando si tratta di lei, cambia la morale. Questa è la ragione per cui perdete voti, perché avevate suscitato speranze e non siete stati coerenti”. Boschi si difende: “Direttore Travaglio, la invito semplicemente a riflettere sul fatto che, proprio per non darla vinta a persone che fanno attacchi e dicono bugie e falsità, è giusto difendere la verità dei fatti”
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 Oggetto del messaggio: Re: ITALIAN BANKSTER
MessaggioInviato: 16/12/2017, 17:59 
Boschi, Sibilia vs Casini. Le domande del M5s a Vegas spazientiscono il presidente della commissione: “Fumo”


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La temperatura nella Commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema bancario e finanziario si innalza quando prende la parola il deputato M5s Carlo Sibilia, che incalza ulteriormente il presidente di Consob Giuseppe Vegas sugli incontri con l’allora ministra Maria Elena Boschi (guarda il video), e viene più volte ripreso dal Presidente della Commissione Pierferdinando Casini
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 Oggetto del messaggio: Re: ITALIAN BANKSTER
MessaggioInviato: 18/12/2017, 16:43 
Quell'insopportabile ghigno che deride e umilia la dignità di tanti risparmiatori truffati.
"non ricordo sono vecchio e smemorato" dice Zonin all'audizione in commissione banche.
In questo video il film visto e rivisto di chi sa che se la passerà liscia dopo aver messo in ginocchio migliaia di cittadini. INSOPPORTABILE.

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"…stanno uscendo allo scoperto ora, amano annunciare cosa stanno per fare, adorano la paura che esso può creare. E’ come la bassa modulazione nel ruggito di una tigre che paralizza la vittima prima del colpo. Inoltre, la paura nei cuori delle masse risuona come un dolce inno per il loro signore". (Capire la propaganda, R. Winfield)

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 Oggetto del messaggio: Re: ITALIAN BANKSTER
MessaggioInviato: 18/12/2017, 17:13 
ArTisAll ha scritto:
Boschi su Vegas: “Mi chiese incontro a casa sua”. E ribatte a Travaglio che le ricorda cosa disse su Cancellieri


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Dimettermi? No. Le opposizioni sono due anni che chiedono le mie dimissioni, ma io non ho mai mentito. Non c’è stato alcun favoritismo per mio padre, né per Banca Etruria”.

Così a Otto e Mezzo (La7) l’ex ministro Maria Elena Boschi risponde sulla vicenda Banca Etruria. “Credo che ci sia un attacco” – continua – “cioè non si cerca la verità, ma ci si nasconde dietro l’alibi ‘Maria Elena Boschi’.

Il presidente della Consob Vegas? Sì, l’ho incontrato più volte, abbiamo parlato di tutto il sistema pubblico, non di Banca Etruria nello specifico. Però, durante l’audizione alla Commissione d’inchiesta sulle banche, Vegas si è dimenticato di citare un altro episodio, confermato da tutti i messaggini che ho conservato: il 29 maggio 2014 mi chiese di incontrarci, in modo abbastanza inusuale, a casa sua alle 8 di mattina. Io gli risposi che ci dovevamo vedere o alla Consob o al Ministero e non a casa sua da soli“. E aggiunge: “Ghizzoni? Sì, ho incontrato anche lui in diverse occasioni, anche pubbliche, ma non ho mai chiesto niente che potesse favorire Banca Etruria, né ho fatto pressioni”. Boschi poi risponde sulla sua ricandidatura in Parlamento: “Sceglierà il Pd se e dove candidarmi, io mi auguro in Toscana alla Camera.



fermi fermi fermi..
questa mafiosetta vendicativa conserva i messaggini..!!
io devo avere un sesto senso..
capito il messaggio minaccioso a vegas?
ha insinuato che voleva provarci??
che merd.a di donna..
veramente..
tra un pò tira fuori weinnstein..
questa è pericolosissima..
prima tira fuori tette e cosce..
poi colpisce implacabile..

se l'attaccano,
tira in ballo l'essere femmina
(vedi travaglio)
con vegas insinua che c voleva provare..
a tutta prova conserva i messaggini..!!
il bomba è spacciato..
è lei che comanda..
se sgarra, lo rovina..
scommetto che c'ha anche lei nel freezer tipo lewinski
la camicetta con il suo sperma..

altro che santa madonna..
è un cobra fatto e finito..


lei si augura di essere candidata alla camera in toscana..
non fatevi ingannare..
non è un auspicio, è un ordine..



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 Oggetto del messaggio: Re: ITALIAN BANKSTER
MessaggioInviato: 18/12/2017, 17:48 
Boschi, Padoan in Commissione la scarica: “Mai autorizzato altri ministri a occuparsi del sistema bancario”


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Con un inatteso colpo di coda il ministro dell'Economia ha misconosciuto l'operato della collega di governo, di partito e di renzismo: "Ho appreso di questi specifici incontri dalla stampa"
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“Io non ho autorizzato nessuno e nessuno mi ha chiesto un’autorizzazione, la responsabilità (del settore bancario, ndr) è in capo al ministro delle Finanze che d’abitudine ne parla con il Presidente del Consiglio“. Il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, in audizione alla Commissione d’inchiesta sulle banche, ha così sparigliato le carte sul caso Etruria e sugli interessamenti dell’allora ministro delle Riforme per la popolare aretina di cui era azionista mentre il padre ne era consigliere di amministrazione prima e vicepresidente poi.

“Non ho mai autorizzato nessuno perché nessuno mi ha mai chiesto autorizzazioni”, ha aggiunto Padoan rispondendo alla domanda del senatore Andrea Augello (Idea) relativa agli incontri, definiti dallo stesso senatore “ricognizioni” che alcuni ministri hanno avuto con i vertici degli organi di vigilanza e delle banche, per avere informazioni o dare suggerimenti sugli istituti in crisi. Chiaro il riferimento a Maria Elena Boschi che in un primo momento, due anni fa, aveva garantito all’Aula di non essersi mai occupata della banca di famiglia. Quando poi, negli ultimi sei mesi, è emerso come al contrario se ne sia attivamente interessata nel corso di colloqui con esponenti del sistema bancario, della vigilanza di Borsa e della stessa Bankitalia, la ministra ha ricondotto la sua intensa attività all’alveo delle proprie prerogative.


Formato file: mp4



Peccato che il titolare del dicastero a cui fanno capo le banche non abbia avallato la sua linea. Anzi. Con un inatteso colpo di coda Padoan ha rincarato la dose misconoscendo l’operato della collega di governo, di partito e di renzismo. Io “ho appreso di questi specifici incontri dalla stampa”, ha detto. “Non ho mai autorizzato nessuno a parlare con altri di questioni bancarie né ho richiesto che persone o membri del governo che avessero contatti con esponenti del mondo bancario, venissero a riferire a me”, ha aggiunto precisando di non aver mai incontrato né Pier Luigi Boschi, né l’ex dominus patron di Veneto banca, Vincenzo Consoli.

Non solo. Il ministro ha anche ridimensionato una volta per tutte lo sventolato ruolo governativo nel commissariamento di Etruria tanto accarezzato sia da Renzi che dalla Boschi. “La proposta di commissariamento – ha sottolineato Padoan – è arrivata a Bankitalia. Il contributo (del ministero dell’Economia, ndr) è stato quello di recepire questa cosa”. In questi casi “il governo concorda con l’idea di commissariare e quindi approva”. Un ruolo ben diverso, quindi, da quello di protagonisti rivendicato dall’ex premier e dalla ministra aretina.

Nessun contatto specifico, poi, con l’amministratore delegato di Unicredit, Federico Ghizzoni, per una possibile integrazione tra la banca milanese ed Etruria. “In questi anni – ha ricordato il ministro – la gestione delle crisi è stata resa più difficile dal fatto che gli strumenti tradizionali non erano più disponibili. Una strategia è stata quella di risolvere i problemi di banche in difficoltà anche attraverso l’intervento di istituti che non lo erano ed erano molto più efficienti. Nel caso delle Venete per esempio c’è stato l’intervento di Intesa SanPaolo. In un contesto del genere – ha confermato – il ministro dell’Economia ha continue opportunità di interazione con manager bancari”, ma non c’è stato alcun contatto diretto con Ghizzoni su Banca Etruria.
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 Oggetto del messaggio: Re: ITALIAN BANKSTER
MessaggioInviato: 18/12/2017, 23:22 
Cominciano ad aprirsi le prime crepe...



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 Oggetto del messaggio: Re: ITALIAN BANKSTER
MessaggioInviato: 19/12/2017, 12:41 
ArTisAll ha scritto:
Boschi, Padoan in Commissione la scarica: “Mai autorizzato altri ministri a occuparsi del sistema bancario”



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MaxpoweR ha scritto:
Cominciano ad aprirsi le prime crepe...



Partiti, Banche, Istituzioni: il triangolo mortale di #Bancopoli


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di MoVimento 5 Stelle
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Bancopoli sta portando a galla un malsano intreccio di potere tra partiti, banche e istituzioni. Tutti noi ne sospettavamo da tempo l’esistenza. Ora però ci sono le prove e la Seconda Repubblica non potrà reggere l’urto.

Dopo 7 gravi crac bancari, 400 mila risparmiatori truffati e una serie di suicidi, l’intero sistema del credito continua ad essere ostaggio di una gestione scellerata, familistica e profondamente amorale. Le banche in crisi sono state salvate ma nell’unico modo in cui non dovevano esserlo, cioè scaricando i costi su piccoli azionisti, obbligazionisti subordinati e contribuenti, senza cambiare le regole del gioco. Qualche banchiere è stato rimosso, ma con tutta probabilità verrà salvato dalla prescrizione. I vertici politici e finanziari, invece, rimangono al loro posto.

Se il sistema riesce a resistere, nonostante i fallimenti, gli indagati e il disastro sociale che ha prodotto, è perché coinvolge tutti i partiti principali, dal Pd a Forza Italia, passando per il mediatore Verdini e la stessa Lega, che è stata colpevolmente incapace di arginare il tracollo di Veneto Banca e di Banca Popolare di Vicenza.

Siamo di fronte ad un “patto bancario” che arriva fino ai vertici dello Stato. Il caso Boschi, con l’imbarazzante conflitto di interessi che ha reso manifesto a tutti gli italiani, è solo la prima anticipazione di qualcosa di molto più profondo e ramificato. Non ce lo dicono solo le carte processuali, ma anche il modo in cui il ceto partitico ha reagito alle parole del numero uno di Consob Giuseppe Vegas. Gentiloni e Renzi hanno difeso a spada tratta un ex ministro, oggi sottosegretario, beccato in flagrante.

Perché? Come si spiega una difesa così impopolare se non col fatto che dietro l’affare Boschi si nasconde molto altro? Se cade un mattone rischia di venir giù tutto l’edificio e i partiti sono terrorizzati. Lo stesso Berlusconi, che potrebbe guadagnare consensi dallo scandalo Boschi, ha scelto un profilo bassissimo, anche perché dalla commissione parlamentare d’inchiesta sulle banche è emerso il suo coinvolgimento diretto come garante nel finanziamento da 7,6 milioni di euro che Veneto Banca ha erogato a beneficio di Denis Verdini. Quest’ultimo sembra l’uomo politico chiave, capace di proteggere alternativamente gli interessi del Pd e di Forza Italia. Proprio quel Verdini che era a capo di una banca con più di 100 anni di storia, il Credito cooperativo fiorentino, e l’ha portata al collasso.

Il sistema è trasversale, esattamente come lo era nella Prima Repubblica con il finanziamento occulto ai partiti e il giro miliardario di mazzette.

La politica, naturalmente, è solo la prima gamba. La seconda è rappresentata dalle banche, spesso infarcite di uomini vicini ai partiti o addirittura dei partiti. Banche che tartassano le famiglie e le piccole medie imprese chiedendo loro garanzie solidissime, ma poi finanziano allegramente pochi grandi amici dei partiti, come dimostra il prestito da 600 milioni di euro di Mps alla Sorgenia di Carlo De Benedetti, tessera numero 1 del Pd.

La terza gamba riguarda le istituzioni, in particolare quelle che dovrebbero vigilare sul sistema creditizio e finanziario come Consob e Banca d’Italia, ma non solo. La vicenda dei conti correnti della presidenza del Consiglio e dei servizi segreti custoditi presso la filiale romana della Banca Nuova di Gianni Zonin è la dimostrazione che Bancopoli si estende anche oltre, ai piani altissimi.

Sullo sfondo, infine, ci sono le folli regole di un’Europa sbilanciata sulle banche e la finanza. La pietra dello scandalo è quella direttiva criminale, il bail-in, votato da Pd e Forza Italia, e la cui applicazione anche solo parziale ha condannato decine di migliaia di risparmiatori a perdere tutto.

Bancopoli è la fine della Seconda repubblica come Tangentopoli fu la fine della prima. La Terza può iniziare solo quando questo sistema incestuoso sarà azzerato completamente. Sulle sue macerie costruiremo un’Italia di cui andare orgogliosi, in cui il risparmio è tutelato rigorosamente secondo il dettato costituzionale.
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 Oggetto del messaggio: Re: ITALIAN BANKSTER
MessaggioInviato: 19/12/2017, 12:58 
ArTisAll ha scritto:
ArTisAll ha scritto:
[b][size=150]

Se il sistema riesce a resistere, nonostante i fallimenti, gli indagati e il disastro sociale che ha prodotto, è perché coinvolge tutti i partiti principali, dal Pd a Forza Italia, passando per il mediatore Verdini e la stessa Lega, che è stata colpevolmente incapace di arginare il tracollo di Veneto Banca e di Banca Popolare di Vicenza.

""""PASSANDO PER IL MEDIATORE VERDINI E LA STESSA LEGA,CHE E' STATA COLPEVOLMENTE INCAPACE DI ARGINARE IL TRACOLLO DI VENETO BANCA E DI BANCA POPOLRE DI VICENZA"""""
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 Oggetto del messaggio: Re: ITALIAN BANKSTER
MessaggioInviato: 19/12/2017, 13:31 
si parano il ku.lo a vicenda..
omertà mafiosa..
altro che verità..
ma visco non era
quello che il bomba voleva silurare??


http://www.corriere.it/politica/17_dice ... 0c1d.shtml

Commissione Banche, Visco: «Renzi mi chiese di Etruria, io non risposi»
Il governatore di Bankitalia e gli incontri con l’allora premier: «Mi domandò perché la Popolare di Vicenza volesse prendersi quelli di Arezzo. Da Boschi nessuna pressione»

il bomba chiede,
visco sta muto..
ma chi ci crede..
anche su tutto il resto..
una sceneggiata..
per prima di parlare a questa ridicola commissione
gli oratori debbono recitare una qualche formula tipo:
"giuro di dire tutta la verità, ecc."

o attaccano a sparar putt.anate e basta??


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 Oggetto del messaggio: Re: ITALIAN BANKSTER
MessaggioInviato: 19/12/2017, 17:16 
Chi sta zitto è complice #Bancopoli


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di Luigi Di Maio
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Pochi giorni fa scrivevo che la Boschi è solo la punta dell’iceberg di un sistema politico-bancario molto più profondo. Mi sono rivolto con un appello a tutto il Pd affinché qualcuno di loro parlasse per spiegare a tutti gli italiani gli intrecci di questo scandalo, che non sappiamo ancora oggi a che livello arrivino. Nessuno ha fiatato. Chi sta zitto è complice. Oggi arriva la conferma che anche l’ex presidente del Consiglio Matteo Renzi usò la sua posizione per interferire nella vicenda Banca Etruria. Ignazio Visco ricorda che in un incontro dell’aprile 2014 Renzi gli chiese espressamente perché Banca Popolare di Vicenza volesse prendersi l’Etruria.

La stessa domanda che Maria Elena Boschi rivolse a più riprese al presidente di Consob Giuseppe Vegas, terrorizzata dalla possibilità che la banca di famiglia finisse in mani sconosciute. Si fa sempre più chiaro un quadro di indebite pressioni sulla vigilanza bancaria da parte di quel giglio magico che controlla tuttora il Partito Democratico. La principale preoccupazione del duo Renzi-Boschi non era risolvere i tanti e gravi problemi del Paese, ma proteggere Arezzo e la banca amministrata da Pier Luigi Boschi.

"Fino a quando, dunque, abuserete della nostra pazienza?". E fino a quando un Partito che si fa chiamare Democratico sopporterà questa vera e propria violenza istituzionale da parte del suo segretario? Il Pd dimostri un minimo di orgoglio, prima che Renzi e i suoi fedelissimi ne distruggano definitivamente la credibilità.
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