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 Oggetto del messaggio: Re: ITALIAN BANKSTER
MessaggioInviato: 20/12/2017, 11:44 
mik.300 ha scritto:
si parano il ku.lo a vicenda..
omertà mafiosa..
altro che verità..
ma visco non era
quello che il bomba voleva silurare??


http://www.corriere.it/politica/17_dice ... 0c1d.shtml

Commissione Banche, Visco: «Renzi mi chiese di Etruria, io non risposi»
Il governatore di Bankitalia e gli incontri con l’allora premier: «Mi domandò perché la Popolare di Vicenza volesse prendersi quelli di Arezzo. Da Boschi nessuna pressione»

il bomba chiede,
visco sta muto..
ma chi ci crede..
anche su tutto il resto..
una sceneggiata..
per prima di parlare a questa ridicola commissione
gli oratori debbono recitare una qualche formula tipo:
"giuro di dire tutta la verità, ecc."

o attaccano a sparar putt.anate e basta??


http://www.corriere.it/politica/17_dice ... 0c1d.shtml

Banche, così Renzi ha cercato la tregua con Visco (all’ultimo minuto)
L’ex premier è fra coloro che con più decisione avevano indicato la Banca d’Italia fra i responsabili della crisi del credito di questi anni



_________________
https://roma.corriere.it/notizie/politi ... 0b7e.shtml

Conte ripercorre le tappe della crisi: «Vorrei ricordare che con la parlamentarizzazione della crisi la Lega ha poi formalmente ritirato la mozione di sfiducia, ha dimostrato di voler proseguire, sono stato io che ho detto “assolutamente no” perché per me quell’esperienza politica era chiusa».


http://www.lefigaro.fr/international/mi ... e-20190923
il stipule que les États membres qui souscrivent à ce dispositif de relocalisation des personnes débarquées en Italie et à Malte s’engagent pour une durée limitée à six mois - éventuellement renouvelable.
Le mécanisme de répartition serait ainsi révocable à tout moment au cas où l’afflux de migrants vers les ports d’Italie et de Malte devait s’emballer.
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 Oggetto del messaggio: Re: ITALIAN BANKSTER
MessaggioInviato: 20/12/2017, 17:22 
Oggi Etruria, ieri Mps: le banche sono il vizietto del Pd


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di Luigi Di Maio
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Maria Elena Boschi ha mentito a tutti gli italiani e lo ha fatto davanti a tutto il Parlamento. Il 18 dicembre 2015 alla Camera disse: "Io, come Ministro, sono sempre stata dalla parte delle istituzioni, non ho mai favorito la mia famiglia, non ho mai favorito i miei amici. Non c’è dunque conflitto d’interessi, non c’è dunque alcun favoritismo, non c’è alcuna corsia preferenziale".

Oggi, le parole dell’ex amministratore delegato di Unicredit Federico Ghizzoni la smentiscono platealmente, confermando quanto emerso nei giorni scorsi dalle audizioni di Vegas e Visco. La corsia preferenziale e il favoritismo ci sono stati eccome, visto che non risulta che la Boschi si sia spesa in egual modo per altre banche. Il suo chiodo fisso è sempre stata la Banca di cui il padre era amministratore.

Tre indizi di questo livello fanno ben più di una prova. Sta emergendo un vero e proprio sistema di pressioni indebite e arroganti da parte del “giglio magico” renziano per proteggere i vertici dell’Etruria, la banca di famiglia di Maria Elena Boschi della quale il padre Pier Luigi era amministratore.
Quando un ministro, braccio destro del Presidente del consiglio, ti chiede di valutare l’acquisto di una banca, quella in atto o è una forma di pressione, più o meno esplicita, o è uno scambio di favori.

Addirittura, come emerge dalle affermazioni di Ghizzoni, si utilizzavano persone esterne alle istituzioni per risolvere "il dossier Etruria”: fu Marco Carrai, faccendiere che Renzi voleva piazzare a capo della cyber security, ad inviare per conto terzi una mail (ecco la foto) a Ghizzoni al fine di sollecitarlo sull’acquisizione di Etruria da parte di Unicredit. Mentre si consumava questa violenza istituzionale, quattro banche popolari, Etruria inclusa, stavano per collassare trascinandosi dietro decine di migliaia di piccoli azionisti e obbligazionisti subordinati. Molti di loro hanno perso tutti i risparmi di una vita.

Ciò che sta emergendo con forza è l’uso familistico delle istituzioni repubblicane, in totale spregio dell’interesse collettivo e nazionale. Qui ci sono responsabilità personali, ma soprattutto politiche. Dopo Mps, distrutta dal vecchio corso del Pd, ora Banca Etruria. Le banche sono il vizietto del Pd. Ed è impossibile che nessun altro del partito sapesse nulla di quello che è andato avanti per anni, ma tutti sono stati zitti, omertosi, complici.

Andando più a fondo: nessun partito può tirarsi fuori da Bancopoli. Quando Boschi mentiva in aula, Forza Italia si rifiutava di votare favorevolmente alla mozione di sfiducia presentata dal MoVimento 5 Stelle e usciva dall’aula. Oggi tutti questi signori dovrebbero dirci una cosa: cosa prevedeva davvero il Patto del Nazareno e se tra i punti della "profonda sintonia" ci fosse anche la questione banche. All’epoca Salvini, che tanto si agitava contro il ministro, dichiarava “se Forza Italia non vota sfiducia rivediamo la coalizione” e oggi invece è ancora una volta alleato di Berlusconi e la sua Lega ha collezionato nella principale Regione che governa due crac bancari terribili come quelli di Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza. Il sistema si sta sfaldando ma cercherà di sopravvivere fino all’ultimo.

Una cosa immediata che pretendiamo - prima di tutto come cittadini e poi come MoVimento 5 Stelle - è che Maria Elena Boschi venga allontanata dalle sue cariche di governo e il presidente Gentiloni, a questo punto a fronte di queste prove, o lo fa o ci dice perché non lo vuole fare. È intollerabile che chi ha usato le istituzioni per i suoi interessi non venga cacciato.

A marzo abbiamo la possibilità di rifondare questo Stato e renderlo uno Stato al servizio dei cittadini, non delle famiglie dei ministri. Si sceglierà tra il cambiamento con il MoVimento 5 Stelle e il mantenimento di questo sistema marcio con tutti gli altri. È un'occasione imperdibile. Non sprechiamola!
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 Oggetto del messaggio: Re: ITALIAN BANKSTER
MessaggioInviato: 21/12/2017, 10:58 
mik.300 ha scritto:
lei si augura di essere candidata alla camera in toscana..



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 Oggetto del messaggio: Re: ITALIAN BANKSTER
MessaggioInviato: 21/12/2017, 15:57 
Etruria, Renzi: “Boschi? Caccia alla donna. No al passo indietro, decideranno elettori”. Lei inaugura la difesa semantica


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Il segretario del Pd difende a spada tratta l’ex ministra. Ma omette che basta un posto nel listino per evitare guai. La sottosegretaria tenta con le preposizioni: "Non sono stata io a chiedere a Ghizzoni di acquisire. Io mi sono informata sul se, non ho chiesto di. É una informazione, non una pressione". Ma i sondaggi fanno crescere i malumori tra le varie correnti dem
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La vicenda legata a Banca Etruria? “È priva di conseguenze penali“. La commissione parlamentare d’inchiesta sulle banche? “Sembra una commissione d’inchiesta solo su una singola banca“. L’eventuale non ricandidatura di Maria Elena Boschi? “Questa discussione per noi non esiste”. È una difesa totale quella che Matteo Renzi fornisce al suo ex ministro delle Riforme. Una difesa che arriva addirittura rilanciare l’intervista della sottosegretaria al quotidiano La Stampa. “Questa è una caccia alla donna“, ha detto Boschi al giornale torinese. “Condivido le parole che il ministro Boschi ha detto oggi sulla Stampa, non ho niente altro da aggiungere. Pensiamo davvero che tutta la questione bancaria italiana sia risolta sulla base di incontri del tutto legittimi e privi di alcuna pressione?”, dice qualche ora dopo il segretario del Pd a TgCom24.

Un intervento quasi dovuto nel day after dell’audizione davanti alla commissione banche di Federico Ghizzoni. “Il ministro Boschi mi chiese se era pensabile per Unicredit valutare un’acquisizione o un intervento su Etruria: risposi che non ero in grado di dare nessuna risposta”, ha detto l’ex ad di Unicredit, confermando totalmente il racconto di Ferruccio de Bortoli, denunciato dall’ex ministra della Riforme che non intende ritirare la causa contro l’ex direttore del Corriere della Sera. E che è ormai arrivata all’estrema autodifesa: quella semantica. ‘”Non sono stata io a chiedere di acquisire. Io mi sono informata sul se, non ho chiesto di. É una informazione, non una pressione. C’è una differenza abissale“, è la linea della Boschi.

Una linea rilanciata appunto dallo stesso Renzi. “Io non guardo alla polemicuccia ma alle straordinarie potenzialità di questo Paese. Io andando in giro non incontro nessuno che mi domanda di me, la gente mi dice ‘lavoro, lavoro, lavorò, poi vanno sulle tasse e sulla sanità. Parliamo di questioni di merito, non pensiamo: ah, c’è l’editoriale”, dice il numero uno del Pd, che cita non a caso articoli di giornale nei giorni infuocati delle audizioni davanti alla commissione banche. Prima il presidente della Consob, Giuseppe Vegas, poi il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, quindi l’ex ad di Unicredit, Federico Ghizzoni: tre deposizioni in cui alla fine emergeva sempre il ruolo tenuto da Boschi nei mesi neri della crisi di Etruria, la banca in cui suo padre era vicepresidente. “Ogni dieci ore di audizione si parlava dieci minuti dell’agenda del ministro. Si è cercato di guardare il dito quando noi indicavamo la luna. È legittimo ma sembra una commissione d’inchiesta solo su una singola banca. È giusto fare chiarezza, perché chi ha sbagliato sulle banche paghi davvero e mi sembra surreale che la colpa sia solo di una piccola banca di provincia. Le banche non sono il problema principale del Paese”, si lamenta Renzi, che sottolinea più volte come “quella di Banca Etruria è una vicenda priva di conseguenze penali“.

Parole che somigliano da vicino a quelle utilizzate quando nell’occhio del ciclone era finita un’altra ministra, Federica Guidi, citata nell’inchiesta della procura di Potenza su Tempa Rossa. In quel caso, però, l’allora presidente del consiglio chiese e ottenne le dimissioni di Guidi. “Non puoi reggere. È una posizione complicata da difendere, perché le opposizioni ci sono già saltate addosso”, le diceva chiedendole di farsi da parte e blindare così la stessa Boschi, citata nelle intercettazioni. E adesso, che invece, le opposizioni sono “saltate addosso” alla sottosegretaria del governo Gentiloni? Ora che la stessa Boschi – inaugurando la “difesa semantica” – si trova in una “posizione complicata da difendere”, cosa fa Renzi? Spinge per le dimissioni per tutelare il partito? Tutt’altro. “Un politico si fa giudicare dai cittadini, saranno gli elettori a giudicare non solo Maria Elena Boschi ma tutti noi. Questa discussione per noi non esiste. Saranno gli elettori a decidere se Boschi debba essere riportata in Parlamento oppure no”, è la blindatura del segretario: basterà inserire Boschi tra i capilista dei listini bloccati per garantirne la sicura rielezione.

Un’opzione che non viene vista di buon occhio, però, nel resto del partito. Come racconta il Corriere della Sera, infatti, nel Pd “serpeggia un certo scoramento“. I renziani, ovviamente, provano a tenere botta, ma tra le altre correnti c’è addirittura chi sottolinea che la storia di Banta Etruria stia facendo perdere al partito un punto percentuale al mese. Una stima che Repubblica accredita direttamenta a Matteo Renzi. “Siamo all’apice del casino. E noi rischiamo di perdere un punto a settimana“, dice il segretario del Pd, inseguito al telefono dai vari big del partito mentre i sondaggi toccano la pericolosa quota del venti percento. È per questo motivo che la ricandidatura della Boschi è in bilico.

“Se chiedono a me, io darò la disponibilità a correre in qualsiasi collegio con l’entusiasmo e la forza di chi non ha niente da temere. La decisione però spetta al Pd e ai cittadini: io nel frattempo lavoro e vado avanti”, dice invece la diretta interessata, consapevole di essere finita sotto processo all’interno del partito. Il ministro Andrea Orlando chiede una direzione straordinaria, mentre renziani come Graziano Delrio e Luca Lotti – secondo Repubblica, iniziano a sostenere la tesi del passo indietro. Le dimissioni della Boschi trovano fan anche tra i ministri tecnici come Pier Carlo Padoan, ma anche politici come Anna Finocchiaro e Dario Franceschini. “Noi dobbiamo difendere i nostri dirigenti”, dice Matteo Orfini. “Vogliono macchiare l’ onorabilità di Maria Elena Boschi”, si lamenta il tesoriere Francesco Bonifazi. Uno dei più grandi sponsor dell’ex ministro. Secondo soltanto allo stesso Renzi.
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 Oggetto del messaggio: Re: ITALIAN BANKSTER
MessaggioInviato: 22/12/2017, 17:32 
Etruria, Orfini: “Boschi non ha fatto pressioni. È amata da elettori e verrà ricandidata”


Formato file: mp4


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Matteo Orfini, presidente e deputato dem, oltreché capogruppo Pd in Commissione banche non si sottrae, al termine dell’audizione di Federico Ghizzoni alle tante domande dei cronisti, nella sala stampa della Commissione d’inchiesta parlamentare sul sistema bancario e finanziario di Palazzo San Macuto. Orfini prima sulla email di Marco Carrai a Ghizzoni afferma: “Non agiva nè a nome del Pd, nè di Renzi, nè di Boschi. Chiedete a lui a nome di chi intervenne” e poi difende a spada tratta il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Maria Elena Boschi, che durante il governo Renzi, quand’era ministro delle Riforme, effettuò una serie di incontri con Vegas (Presidente Consob), Panetta (d.g. Banckitalia) e Federico Ghizzoni, al tempo a.d. Unicredit. L’oggetto degli incontri è sempre lo stesso: Banca Etruria. “Nessuna pressione, nessun intervento improprio – afferma Orfini – Boschi era preoccupata della ricaduta sul territorio di una possibile crisi di banca Etruria e di Mps. Boschi non aveva informazioni privilegiate – sostiene Orfini, che prima afferma – il conflitto d’interesse se c’è è una richiesta d’intervento sfruttando una posizione di potere – e poi – non c’è conflitto d’interesse perché gli atti del governo Renzi hanno penalizzato la famiglia Boschi”. Il Presidente Pd ‘assolve’ il sottosegretario: “Non abbiamo nessun addebito da fare a Boschi, penso che sia una grande personalità del Pd e che debba essere ricandidata, perché è una leader amata dai nostri elettori. Ripeto – conclude Orfini – era preoccupata del suo territorio” e quindi verrà ricandidata nel collegio che include Laterina o in un listino per una rielezione sicura? “Lo deciderà il partito”.
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Cita:
Il Presidente Pd ‘assolve’ il sottosegretario: “Non abbiamo nessun addebito da fare a Boschi, penso che sia una grande personalità del Pd e che debba essere ricandidata, perché è una leader amata dai nostri elettori.



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 Oggetto del messaggio: Re: ITALIAN BANKSTER
MessaggioInviato: 22/12/2017, 20:34 
La faccia come il culo proprio bah



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 Oggetto del messaggio: Re: ITALIAN BANKSTER
MessaggioInviato: 11/01/2018, 07:18 
Pd, telefono banche


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di MoVimento 5 Stelle
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Vi ricordate il celebre film E.T. di Steven Spielberg , con il simpatico extraterrestre che dichiara, "ET telefono casa"? Per Renzi, De Benedetti e tutto il Pd invece vale il messaggio tutto terrestre e in pieno conflitto d'interessi: "Pd telefono banche..".

Il Pd è un partito senza valori, ma con un prezzo: quello delle azioni bancarie.
Una storia quella delle telefonate bancarie del partito oggi guidato da Renzi (per quanto ancora?) che va avanti dai tempi di D’Alema e Fassino con lo scandalo Unipol ("abbiamo una banca"), prosegue con MPS, Banca Etruria e continua con le informazioni e telefonate della tessera numero 1 del Pd, De Benedetti che al suo broker dichiara: “compra titoli, la legge passa me l’ha detto Renzi”.

Oggi la notizia sulle telefonate bancarie di De Benedetti, come per magia è totalmente censurata nell’edizione cartacea de La Repubblica, quotidiano casualmente di proprietà dell’editore tessera numero uno del Pd e diretto da Mario Calabresi.

Va invece riconosciuta l’integrità professionale del direttore de La Stampa Maurizio Molinari, che ha pubblicato in prima pagina la notizia delle telefonate del suo editore.
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 Oggetto del messaggio: Re: ITALIAN BANKSTER
MessaggioInviato: 12/01/2018, 08:54 
Cosa ha detto Renzi a De Benedetti? #VogliamoSapere


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di Luigi Di Maio
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L’intercettazione tra Carlo De Benedetti e il suo intermediario finanziario è il capolinea di Matteo Renzi e del Pd. Siamo di fronte al collasso di un sistema di potere familistico e amorale, costruito su scambi di favori, informazioni privilegiate e speculazione finanziaria.

Mentre decine di migliaia di piccoli azionisti e risparmiatori perdevano i risparmi di una vita nel crollo delle quattro banche popolari, De Benedetti, tessera numero 1 del Pd, investiva 5 milioni di euro nelle azioni delle popolari per ricavarne pochi giorni dopo un guadagno di 600 mila euro perché il Presidente del Consiglio gli aveva appena spifferato notizie riservate sull'approvazione del decreto Salva-Popolari. Ma cosa gli ha detto esattamente? Noi #VogliamoSapere. Il 15 gennaio 2015 si svolgeva l’incontro tra Renzi-De Benedetti, il 16 mattina la telefonata con cui De Benedetti incaricava il suo broker dell’investimento, il 16 sera l'annuncio pubblico, il 20 l'approvazione del decreto che spingeva in alto le azioni delle popolari consentendo all’imprenditore una plusvalenza privilegiata.

Renzi nega, sostenendo che De Benedetti fu informato del decreto da un’agenzia di stampa. Bene: dov’è questa agenzia? Renzi ce la presenti o taccia. Il suo è insider trading politico a favore dell’editore di Repubblica, giornale che ovviamente ha censurato tutto. L’intercettazione non lascia spazio a dubbi. Si capisce perfettamente che Renzi ha annunciato a De Benedetti un provvedimento a favore delle popolari e che questo provvedimento sarebbe stato un decreto:

"De Benedetti: Quindi volevo capire una cosa (incomprensibile) salgono le Popolari?
Bolengo: Sì su questo se passa un decreto fatto bene salgono.
De Benedetti: Passa, ho parlato con Renzi ieri, passa."

Ma c’è un’altra domanda a cui Renzi deve rispondere: nell’incontro del 15 gennaio ha comunicato a De Benedetti anche il giorno esatto in cui sarebbe stato approvato il decreto? Noi #VogliamoSapere perchè se è così, il reato di insider trading sarebbe configurabile. I cittadini devono saperlo. La risposta per noi è già chiarissima: se De Benedetti ha deciso di investire una cifra enorme, 5 milioni di euro, sulle banche popolari, è perché sapeva esattamente il giorno in cui il decreto sarebbe stato approvato.

Lo avevamo detto qualche settimana fa, quando Maria Elena Boschi venne smascherata dalle rivelazioni di Vegas, Visco e Ghizzoni: “la Boschi è solo la punta dell’iceberg di un sistema molto più ramificato” e tutto il Pd è coinvolto a partire da Tessera numero uno. Dopo la Boschi è venuto Renzi, a dimostrazione che il “giglio magico” non è solo una trovata giornalistica, ma un metodo di potere che ha violentato per anni le istituzioni repubblicane alla faccia dell’interesse popolare.

Come può un partito che si fa chiamare ‘democratico’ accettare in silenzio questa continua umiliazione da parte del suo segretario e degli yesman di cui si è circondato? Nel M5S un personaggio come Renzi non sarebbe nemmeno candidabile, nel Pd può spadroneggiare liberamente piegando il partito ai suoi capricci.

Il 4 marzo si decide se iniziare a fare gli interessi degli italiani o continuare a fare quelli di chi governa e dei loro amici.
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 Oggetto del messaggio: Re: ITALIAN BANKSTER
MessaggioInviato: 12/01/2018, 11:40 
Ti rispondo come ho risposto a Di Maio stesso su Twitter:

dormi sereno ^_^

[:246]



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 Oggetto del messaggio: Re: ITALIAN BANKSTER
MessaggioInviato: 13/01/2018, 09:25 
Il caso Renzi-De Benedetti e la corretta informazione in Italia


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di Emilio Carelli
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Cari amici, sono rimasto sorpreso che una notizia a mio parere politicamente importante sia stata sottaciuta o quasi ignorata da molti giornali e perfino dall’informazione del servizio pubblico. Parlo del caso Renzi - De Benedetti.

Tutto parte da una telefonata agli atti della commissione d’inchiesta sul sistema bancario, resa pubblica da alcuni bravi cronisti. Sia ben chiaro, per la Procura non si tratta di un reato ma, se andiamo a verificare i contenuti, è evidente la gravità dell’episodio dal punto di vista politico.

Nel corso della telefonata l’editore de La Repubblica parla col suo broker. “Il governo farà un provvedimento sulle popolari” – dice De Benedetti al telefono. Poco dopo aggiunge: “Passa, ho parlato con Renzi ieri, passa”. La telefonata rivela che Renzi ha parlato con De Benedetti dando un’informazione fondamentale che ha consentito all’editore de la Repubblica, La Stampa e l’Espresso di lucrare plusvalenze di 600 mila euro in tre giorni, mentre andavano in fumo i risparmi di migliaia di piccoli risparmiatori.

Un legame che i cittadini elettori devono conoscere e che riporta in primo piano il dovere di fare una corretta informazione.
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Bankitalia spieghi a MPS che il loro imprenditore modello è Carlo De Benedetti


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di Franco Bechis
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Domani mattina fondo una società, la indebito fino all’osso, poi allargo le braccia e spiego che quei soldi non li posso restituire e la società la metto in vendita. Non la compra nessuno? E allora se la prendano le banche che avevano prestato quei soldi. Certo, mi spiace che una di quelle rischi di andare gambe all’aria con quei debiti. Ma non è più affare mio. Adesso non ho tempo di discuterne, perché sono atteso in Banca di Italia dai suoi vertici che mi riceveranno come un eroePiaciuta la storia? Beh, non è fiction. Ma realtà. Solo che io non sono io, che non verrei mai ricevuto dalla Banca di Italia a piacimento. Perché non mi chiamo Carlo De Benedetti. E la società fondata non è immaginaria, ma il gruppo Sorgenia, per cui è finita più o meno così (anche se oggi con un nuovo management sembra avere trovato una nuova vita). E anche la banca costretta a leccarsi ferite profondissime per i soldi prestati a Sorgenia non è fiction: è il Monte dei Paschi di Siena, che poi per non traballare ha dovuto acciuffare al volo i bond-aiuto dello Stato e dei contribuenti italiani.

Ecco, avendo presente quel che è accaduto a Mps grazie alla Sorgenia allora di De Benedetti, si fa davvero fatica a comprendere le ragioni di quel che l’ingegnere stesso ha raccontato alla Consob che lo interrogava su quello strano acquisto di banche popolari con relativo buon guadagno nel gennaio 2015, a poche ore dal varo del decreto di Matteo Renzi che trasformava in spa 10 popolari italiane. L’ingegnere che aveva regalato a Mps quel bel problema ha dovuto spiegare che della riforma delle popolari aveva parlato il 14 gennaio 2015 con il vicedirettore generale della Banca di Italia Fabio Panetta, che lo aveva ricevuto in pompa magna come era abitudine.

“Ero tornato dalle vacanze”, ha spiegato De Benedetti ai funzionari dello Consob che lo interrogavano come teste secondo il verbale svelato da Il Sole 24 Ore, “ed ero andato a trovare Panetta in Banca di Italia, come faccio abbastanza abitualmente con lui o con Ignazio Visco, una volta al mese – una volta ogni due mesi, non c’è una scadenza precisa, ma, diciamo, una consuetudine precisa”. In quell’incontro Panetta svela a De Benedetti che “l’unica cosa positiva che mi pare che finalmente il governo si sia deciso ad implementare quella roba che noi chiediamo da anni e cioè la trasforma…, ,la riforma delle, delle popolari”.

Nell’interrogatorio De Benedetti poi spiega di avere parlato delle popolari alle 7 del mattino a colazione con Matteo Renzi, di essere stato suo consulente informale, di avere inventato lui il job act e di avere rapporti di amicizia con Maria Elena Boschi e Pier Carlo Padoan che spesso vanno a cena a casa dell’ingegnere. Praticamente De Benedetti era il padrone di casa del governo, che in fondo per lui non era una istituzione, ma una combriccola di amici: “perché poi sa, quello lì si chiama Governo, ma non è un Governo, sono quattro persone, ecco…”. Poi l’ingegnere torna sui suoi rapporti con il Governatore della Banca di Italia: “ho un buon rapporto con Visco da quando lui era all’Ocse per cui ci vediamo così per fare quattro chiacchiere… Visco non parla tanto volentieri dell’Italia, gli piace di più parlare del mondo, ecco…”.

Ecco. Carlo De Benedetti non ha più cariche imprenditoriali nè ruolo pubblico di alcun genere. Per l’istituzione Banca di Italia non dovrebbe essere nemmeno un idolo, visti i problemi che ha lasciato con Sorgenia sul groppone di una delle principali banche italiane, Mps. Difficile immaginarsi che l’istituzione che deve sempre astrarre dai rapporti personali stenda come viene qui descritto, tappeti rossi a un privato cittadino che non si capisce come mai venga ricevuto in Banca di Italia. Non solo: parla con lui anche di notizie riservate (come quella dell’intervento sulle popolari) che ai vertici di Bankitalia sono arrivate per via istituzionale grazie a un incontro con il governo dell’8 gennaio 2015. Dobbiamo dedurre che per Banca d’Italia il signor De Benedetti sia un modello di riferimento. Chissà se Mps lo sapeva. Ottima cosa però che l’informazione oggi sia nota a tutti. Quinditi prendete a calci la vostra banca e non onorate i debiti contratti: Visco & c vi faranno i complimenti, e vi soffieranno pure qualcosa di molto utile all’orecchio…
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 Oggetto del messaggio: Re: ITALIAN BANKSTER
MessaggioInviato: 13/01/2018, 14:31 
Il caso De Benedetti-Renzi denunciato al Parlamento europeo


Immagine


Guarda su facebook.com



di Ignazio Corrao, Efdd - MoVimento 5 Stelle Europa
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"Avete per caso sentito i tg italiani a reti unificati raccontare il fatto che Renzi informò l'amico De Benedetti (ex editore di Repubblica) favorendo così una speculazione in Borsa? In Italia c'è un grave problema di disinformazione. I grossi media fabbricano fake news per screditare le opposizioni o come in questo caso per coprire le banche. Ho denunciato l'accaduto in Commissione Libertà Civili, Giustizia e Affari Interni al Parlamento Europeo durante la discussione di un rapporto sull'indipendenza dei media.

Abbiamo chiesto al Parlamento europeo più coraggio nell'affrontare il tema dell'indipendenza dei media e di riflettere su quello che sta accadendo in Italia, a meno di due mesi dalle elezioni politiche. Una recente riforma, voluta dall'ex premier Matteo Renzi, ha assegnato al governo il potere di nomina dei vertici della Tv pubblica. Alla maggioranza, spesso una sola forza politica, spetteranno le decisioni più importanti sulla tv di Stato: dagli organi dirigenziali alle regole di bilancio. Anche in Polonia la riforma della Tv pubblica prevede che i vertici siano nominati dal governo ma in quel caso i direttori dei canali si sono licenziati in massa ed è scoppiato un caso europeo. I due pesi e le due misure nel trattamento riservato al governo polacco e a quello italiano sono una grande ipocrisia europea. In entrambi i Paesi c'è un evidente restringimento del diritto a informare e ad essere informati.

Se in Italia la tv pubblica è in mano ai partiti...o meglio al partito di maggioranza, quella privata tuttavia non bilancia. I tre principali canali televisivi sono sempre in mano a un solo uomo: Silvio Berlusconi, che guarda caso in questi anni ha governato assieme al partito che controlla i canali pubblici.

Prova evidente di questo clima è che in Italia le notizie scomode vengono sistematicamente censurate. Vi faccio due esempi.

1) Lo scorso 25 gennaio 2016 I telegiornali della RAI ieri non hanno dedicato neanche un secondo alle vicende emiliane con protagonisti la 'ndrangheta e il Pd. Due notizie rilevanti a livello nazionale sono state completamente censurate dal servizio pubblico pagato con i soldi di tutti i contribuenti che, volenti o nolenti, si trovano anche il canone in bolletta.
2) Il 6 maggio 2017, il principale giornale italiano il Corriere della Sera e il Tg5 diffondevano la notizia falsa di topi che assediavano Roma, la capitale amministrata dal Movimento 5 Stelle. Ebbene, come si vedeva dall'etichetta della foto trasmessa il topo mangiava una baguette francese. La foto non era stata scattata a Roma, ma pur di andare contro il nemico politico, giornali e telegiornali si inventano la qualunque.

In Italia editori e politici sono pappa e ciccia e chi ne fa le spese sono i cittadini, quelli che noi oggi dobbiamo e vogliamo difendere dalle manipolazioni dei media e dal potere precostituito, che evidentemente a meno di due mesi dalle elezioni politiche ha paura di sparire!
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 Oggetto del messaggio: Re: ITALIAN BANKSTER
MessaggioInviato: 15/01/2018, 15:09 
domenica 14 gennaio 2018


La Boschi? "Ci prende per scemi". Ci voleva questo video esclusivo su La7 per smascherla. Ecco chi è l'amichetta di Renzi


Guarda su youtube.com



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La procura è convinta di aver individuato una cabina di regia che induceva la rete bancaria a vendere alla clientela, anche quella senza i requisti corretti, i titoli subordinati, diventati carta straccia con il bail in

AREZZO - Scoperta dagli inquirenti una cabina di regia all'interno di Banca Etruria per collocare presso la clientela i bond subordinati, obbligazioni diventate carta traccia con le nuove regole per il salvataggio delle banche (bail in). Grazie anche alle dichiarazioni contenute nelle oltre 400 denunce raccolte dalla Procura di Arezzo, i magistrati del pool che indagano sul dissesto del vecchio istituto di credito ritengono con "ragionevole certezza" di aver individuato una "cabina di regia" a livello manageriale, che ha prescritto il collocamento delle obbligazioni subordinate in modo 'granulare', andando ad individuare anche soggetti con un profilo di investitore a 'rischio basso' e non più solo a 'rischio medio-elevato' in linea con la tipologia di investimento finanziario.

Una convinzione che ha spinto i magistrati a ordinare nuove perquisizioni al nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Arezzo e Firenze anche nella sede centrale di Banca Etruria: il fine è la ricerca e il sequestro della documentazione riguardante il collocamento sul mercato finanziario delle obbligazioni subordinate, emesse dalla Banca Popolare dell'Etruria e del Lazio Società Cooperativa (ora in liquidazione coatta amministrativa).

L'attività investigativa, che ipotizza il reato di truffa aggravata in concorso, è indirizzata alla ricerca della documentazione e della corrispondenza dei vari responsabili di area della Banca Etruria, che hanno imposto - tramite circolari interne e altre condotte al vaglio degli inquirenti - la sottoscrizione di obbligazioni subordinate a una clientela retail, priva di un profilo finanziario adeguato all'investimento, proposto di norma ai clienti 'professionali', che possiedono le competenze necessarie per prendere consapevolmente le proprie decisioni e per valutare correttamente i rischi che assumono. In particolare, le indagini della Gdf, coordinate dal procuratore capo Roberto Rossi, hanno evidenziato che gli investimenti in obbligazioni subordinate - su proposta dei responsabili d'area e degli uffici territoriali della Banca Etruria - sono stati prospettati ai vari clienti come investimento sicuro ed analogo a quelli in obbligazioni ordinarie e titoli di Stato.

Talvolta, addirittura il cliente è stato spinto, spiegano gli investigatori,
ad effettuare il disinvestimento di operazioni a capitale garantito per favorire l'acquisto delle obbligazioni subordinate, che gli era stato proposto come "una promozione" della Banca Etruria rivolta ai propri clienti migliori, ma che doveva essere sottoscritta in tempi brevissimi.
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 Oggetto del messaggio: Re: ITALIAN BANKSTER
MessaggioInviato: 10/10/2018, 12:18 
Alessandro Di Battista su Facebook:

¯
"Ero preoccupatissimo, non ci dormivo la notte, mi chiedevo: «Possibile che Bankitalia non sia ancora intervenuta pubblicamente per criticare il DEF, quindi il reddito di cittadinanza, quindi la modifica della Fornero, quindi il Governo?».

D'altronde erano già intervenuti tutti: Moscovici, Junker, Mario Monti, Cottarelli da Fazio, poi Cottarelli da Fazio, e poi Cottarelli da Fazio, e ancora Cottarelli da Fazio, e poi la Fornero, quel che resta del PD, quel che resta di Forza Italia, quel che resta di Renzi, quel che resta dei resti di Berlusconi, svariati burocrati senza volto, quegli strozzini legalizzati del Fondo Monetario Internazionale...mancavano solo il Trio Drombo, Skeletorn, gli Exogini e, per l'appunto, Bankitalia. Ora si che sto tranquillo.

La verità è che oggi, Bankitalia, è di fatto controllata dalle banche private che dovrebbe controllare e le banche private sono inca##ate nere, non perché ci sarà deficit al 2,4%, ma perché, per la prima volta, si distribuiscono risorse alla povera gente e non a loro. Questo è un precedente pericoloso per tutto il capitalismo finanziario (nemico dell'economia reale!).

Dove stavano questi signori quando il debito pubblico italiano aumentava di 60 miliardi di euro sotto il governo Letta, di 122 sotto Renzi e di 53 nei 170 giorni a Palazzo Chigi di Gentiloni? Tutti zitti, d'altronde le banche d'affari erano soddisfatte, dettavano i decreti al governo, facevano pressione affinché la Boldrini zittisse i deputati del Movimento 5 Stelle che stavano combattendo come leoni contro il decreto Bankitalia - un ignobile regalo di denari pubblici alle banche private - contavano i soldi che Gentiloni riuscì a trovare per loro in un consiglio dei ministri durato 28 minuti!"
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 Oggetto del messaggio: Re: ITALIAN BANKSTER
MessaggioInviato: 16/10/2018, 08:28 
voglio fare un giochino tipo settimana enigmistica
"trova la differenza"..
avete notato?


Biglietto_di_Stato_5lire_15.jpg




Lire_500_(Mercurio).JPG





Lire_10000_(Alessandro_Volta).JPG



secondo voi,
cosa cambia??
o sono uguali??



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https://roma.corriere.it/notizie/politi ... 0b7e.shtml

Conte ripercorre le tappe della crisi: «Vorrei ricordare che con la parlamentarizzazione della crisi la Lega ha poi formalmente ritirato la mozione di sfiducia, ha dimostrato di voler proseguire, sono stato io che ho detto “assolutamente no” perché per me quell’esperienza politica era chiusa».


http://www.lefigaro.fr/international/mi ... e-20190923
il stipule que les États membres qui souscrivent à ce dispositif de relocalisation des personnes débarquées en Italie et à Malte s’engagent pour une durée limitée à six mois - éventuellement renouvelable.
Le mécanisme de répartition serait ainsi révocable à tout moment au cas où l’afflux de migrants vers les ports d’Italie et de Malte devait s’emballer.
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 Oggetto del messaggio: Re: ITALIAN BANKSTER
MessaggioInviato: 16/10/2018, 08:50 
a proposito di banche italiane..
invece che difendere le finanze publiche
cedono vigliacche alla speculazione..


https://www.corriere.it/politica/18_ott ... 5235.shtml

Manovra, ritocchi sui titoli di Stato. Le banche studiano un paracadute contro l’effetto spread
Anziché comprare titoli di Stato mentre gli altri investitori vendevano, gli istituti si sono alleggeriti di debito pubblico dell’Italia



In agosto le banche italiane hanno iniziato mostrare un comportamento senza precedenti per le fasi di tensione finanziaria sul Paese. Anziché comprare titoli di Stato mentre gli altri investitori vendevano, in modo da contrastarne la tendenza, gli istituti si sono uniti alla corrente. Si sono alleggerite di debito pubblico dell’Italia, anche a costo di contribuire all’aumento degli interessi a carico del Tesoro: in agosto l’esposizione del sistema creditizio nazionale, pur restando elevata, è scesa di quasi nove miliardi (in base all’ultimo bollettino «Moneta e banche» di Banca d’Italia). In altri termini, nel momento di bisogno da parte del governo, per la prima volta le banche hanno iniziato a praticare un’implicita forma di graduale separazione dai suoi destini. Di rado era successo in precedenza. Nel 2011 o nel 2012 e di nuovo nei primi mesi della fase di instabilità apertasi a maggio con la prima bozza del «contratto» M5S-Lega, gli istituti si erano mossi in direzione opposta. Avevano cercato di collaborare con le autorità. La loro esposizione sul debito pubblico era salita di 11 miliardi in maggio e di altri 17 in giugno, proprio mentre i titoli del Tesoro erano colpiti da un’ondata di vendite dall’estero con crolli dei prezzi che portarono i rendimenti a dieci anni a esplodere.

invece di contribuire a tirare la carretta,
acquistando titoli e riducendo lo spread,
si mettono a rimorchio..
anzi remano contro..
li vendono aggravando la dfferenza di rendimento
cogli altri titoli..
come se non c'entrassero niente con lo stato italiano..

ma si può??

ma se lo stato affonda,
forse che loro si salvano?


bisognerebbe chiamare i dirigenti di codesti istituti
e ragionarci uno ad uno..


il governo accelera..
loro tirano il freno a mano..

strategia autolesionista e perdente.
e loro sarebbero i coraggiosi capitani di industria..

ma forse è tutto voluto..
non vogliono che lo spread si abbassi troppo.......??.
sarà quello??
scommetto che il nuovo corso delle banche
è iniziato dopo la visita di draghi a mattarella..



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https://roma.corriere.it/notizie/politi ... 0b7e.shtml

Conte ripercorre le tappe della crisi: «Vorrei ricordare che con la parlamentarizzazione della crisi la Lega ha poi formalmente ritirato la mozione di sfiducia, ha dimostrato di voler proseguire, sono stato io che ho detto “assolutamente no” perché per me quell’esperienza politica era chiusa».


http://www.lefigaro.fr/international/mi ... e-20190923
il stipule que les États membres qui souscrivent à ce dispositif de relocalisation des personnes débarquées en Italie et à Malte s’engagent pour une durée limitée à six mois - éventuellement renouvelable.
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