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 Oggetto del messaggio: Rivolte e rivoluzioni infiammano il mondo
MessaggioInviato: 02/02/2011, 12:42 
“Per dirlo senza mezzi termini: anni fa era più semplice controllare un milione di persone rispetto ad ucciderne fisicamente un milione; oggi, è infinitamente più facile uccidere un milione di persone invece di controllarne un milione”.

Immagine


(Zbigniew Brzezinski, Ex Consulente della Sicurezza Nazionale US, Co-Fondatore della Commissione Trilaterale, Membro del Consiglio di Amministrazione del Centro per gli Studi Strategici e Internazionali).





Rivolte e rivoluzioni infiammano il mondo:
in occidente... ci renderemo conto che "siamo tutti tunisini"?


Continua>>
http://www.ecplanet.com/node/2274



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"…stanno uscendo allo scoperto ora, amano annunciare cosa stanno per fare, adorano la paura che esso può creare. E’ come la bassa modulazione nel ruggito di una tigre che paralizza la vittima prima del colpo. Inoltre, la paura nei cuori delle masse risuona come un dolce inno per il loro signore". (Capire la propaganda, R. Winfield)

"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

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MessaggioInviato: 02/02/2011, 14:42 
Sono contento TTe dell'apertura di questo topic. Purtroppo in Italia,come la penso io,non succedera' una rivolta generale come sta succedendo appunto in questi paesi Nord Africani. Stamattina stavo vedendo un servizio in tv dove intervistavano delle persone e tutti dicono le stesse caxxx:_Berlusconi deve andare via,Berlusconi deve rimanere.Berlusconi va via ok ma poi chi ci va al governo?Bersani?Bersani e' un mago che trovera' posti di lavoro e risanera' l'Italia?Oggi in Radio ha detto bene Maurizio Costanzo:_Qui pensiamo alle case a Montecarlo,a notizie di poco conto e intanto ci sta crollando tutto sotto i piedi.
L'italiano e' fatto cosi'.Fino a quando avra' ancora il piatto di minestra calda due volte al giorno tutto andra' bene.



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MessaggioInviato: 02/02/2011, 17:16 
Qua stiamo troppo bene...


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MessaggioInviato: 02/02/2011, 17:18 
Scontri tra manifestanti. Morti in piazza Tahrir
Farnesina: riforme urgenti, preoccupano scontri
Usa allarmati per evolversi situazione

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02 febbraio, 17:09

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche ... 06833.html



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MessaggioInviato: 02/02/2011, 18:43 
In aggiunta a tutti questi episodi - che poi tanto episodici non mi sembrano - di rivolta... vi ricordate tutte quelle migliaia di bare in blastica fotografate dai satelliti in USA? ... mi domando: crisi economica globale, disastro petrolifero nel golfo del messico ( e nel mediterraneo, non ce ne scordiamo ) ; crisi delle due coree ( l'ennesima ) .. non è che è tutto un piano architettato da qualcuno di molto potente ( non riesco a immaginare chi ... il NWO ? ) per puntare ad una sistematica decimazione programmata del genere umano? ( vi ricordo che st'anno secondo le stime supereremo i 7 miliardi !!! e le risorse sono sempre meno!! )


Ultima modifica di Sirius il 02/02/2011, 18:44, modificato 1 volta in totale.

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MessaggioInviato: 02/02/2011, 19:07 
Riguardo alla situazione a Il Cairo mi ritorna in mente questo episodio di dicembre di 2 anni fa: http://www.ufoforum.it/topic.asp?TOPIC_ID=4806
Magari non c'entra niente ma ve la butto la...

edit: aggiornato link con quello del nostro forum



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MessaggioInviato: 02/02/2011, 20:36 
Cita:
soleado3083 ha scritto:
[br]...... Purtroppo in Italia,come la penso io,non succedera' una rivolta generale come sta succedendo appunto in questi paesi Nord Africani............


scusa ma non capisco...quel purtroppo cosa vorrebbe dire....

Vorresti che succedesse una cosa cosi anche da noi?
Vorresti violenze e morti per le strade?
Distruzione e saccheggi?

non capisco, questo modo di vedere le cose, sinceramente quando leggo ...frasi tipo .....speriamo in una rivoluzione...guerra civile etc......mi chiedo se chi lo scrive sappia di cosa sta parlando.

Io personalemente ho visto con i miei occhi, cosa puo' fare una rivolta civile, e sinceramente spero non capiti mai da noi...
Anche perche' nessuno e dico nessuno di noi sarebbe piu' al sicuro....da nulla.[:(]



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« Innanzi a quella foce stretta che si chiama colonne d'Ercole, c'era un'isola. E quest'isola era più grande della Libia e dell'Asia insieme, e da essa si poteva passare ad altre isole e da queste alla terraferma di fronte. In tempi posteriori,essendo succeduti terremoti e cataclismi straordinari, nel volgere di un giorno e di una brutta notte tutto in massa si sprofondò sotto terra, e l'isola Atlantide similmente ingoiata dal mare scomparve. »


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MessaggioInviato: 02/02/2011, 23:47 
Scusate forse è una coincidenza ma se non sbaglio Jhon Titor predisse che si verificherà una guerra nucleare tra le potenze del Medio oriente, apparentemente tra Israele e le potenze islamiche. Sarà una esitazione nel supporto occidentale ad Israele che farà precipitare la situazione.Queste rivolte in Egitto se non si placheranno porteranno propio a questo visto che sarà l'integralismo islamico a fare da padrone.A mio avviso Titor potrebbe essere un agente del governo che ha delle informazioni esplosive e ha deciso di divulgarle in questo modo.Mi auguro che lo scenario da lui predetto non si verifichi.


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MessaggioInviato: 03/02/2011, 02:09 
Una raffica di colpi di stato prendono forma
in pochissimo tempo nel Mediterraneo


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Fonte: http://www.ecplanet.com/node/2278

By Edoardo Capuano - Posted on 02 febbraio 2011

La comunità dei servizi segreti americani è in preda ad un autentico delirio di esaltazione in seguito al riuscito colpo di stato che ha rovesciato questa settimana il governo tunisino del presidente Ben Ali. Il Dipartimento di Stato e la CIA, attraverso i media ad essi fedeli, stanno impietosamente proponendo il colpo di stato in Tunisia dei giorni scorsi come prototipo di una seconda generazione di rivoluzioni colorate, colpi di stato postmoderni e azioni destabilizzanti gestite dagli Stati Uniti attraverso le masse popolari. A Foggy Bottom e a Langley, piani febbrili vengono elaborati per scatenare uno tsunami mediterraneo, con l’obiettivo di rovesciare buona parte degli attuali governi del mondo arabo e non solo. I pianificatori dell’imperialismo sono convinti di poter adesso rovesciare o indebolire i governi di Libia, Egitto, Siria, Giordania, Algeria, Yemen e forse anche altri, mentre gli sforzi incessanti della CIA per rimuovere il primo ministro italiano Silvio Berlusconi (a causa della sua amicizia con Putin e del suo sostegno al gasdotto Southstream) evidenziano che quest’orgia di destabilizzazione non riguarda solo il mondo arabo, ma ha un carattere pan-mediterraneo.

Rivoluzione della fame, non dei Gelsomini

I pianificatori imperialisti di Washington sono convinti di essere riusciti a perfezionare con successo il vecchio modello di rivoluzioni colorate e colpi di stato postmoderni targati CIA. Questo sistema di destituzione dei governi aveva perso parte del suo prestigio dopo il fallimento della tentata rivoluzione plutocratica dei Cedri in Libano, il capovolgimento dell’odiosa Rivoluzione Arancione in Ucraina targata FMI-NATO, l’ignominioso disastro della “Twitter Revolution” Iraniana del giugno 2009 e l’ampio discredito che aveva colpito la Rivoluzione delle Rose in Georgia, sostenuta dagli USA, a causa della politica oppressiva e guerrafondaia del folle fascista Saakashvili. Il programma imperialista è che gli eventi tunisini possano ora fungere da apristrada per un nuovo modello di colpi di stato “popolari”, specificamente studiati per adeguarsi alla realtà odierna, che è quella della depressione economica globale, della crisi strutturale e della disintegrazione dell’economia-casinò globalizzata. I tumulti tunisini vengono definiti “Rivoluzione dei Gelsomini” dalla stampa USA, ma sarebbe molto più corretto considerarli una variante della classica rivoluzione per fame. Il fermento tunisino non è partito dal desiderio della classe media di potersi liberamente esprimere, di poter votare e di tenere blog. E’ partito dall’impeto predatorio di Wall Street, che sta devastando l’intero pianeta: costi spaventosamente alti per il cibo e per il carburante provocati dalle speculazioni sui derivati, alti livelli di disoccupazione e di sotto-occupazione e disperazione economica generalizzata. Il detonatore della rivolta è stato il tragico suicidio di un venditore di ortaggi di Sidi Bouzid che era stato diffidato dalla polizia. Nel tentativo di conservare il potere, Ben Ali ha ben compreso quale fosse stata la causa della rivolta, come dimostra il suo ordine di abbassare i prezzi dei generi alimentari. Da parte sua, il governo giordano ha già abbassato i prezzi degli alimentari di circa il 5%.

Assange e Wikileaks, strumenti chiave della CIA per imbrogliare le folle giovanili

Il carattere economico delle agitazioni in corso rappresenta un vero problema per gli imperialisti di Washington, poiché le linee guida del Dipartimento di Stato tendono a definire i diritti umani esclusivamente in termini politici e religiosi, mai come un problema di diritti economici o sociali. Controllo sui prezzi, politiche salariali, assegni per la disoccupazione, strumenti del welfare, diritto alla salute, politiche abitative, diritti sindacali, controllo sulle banche, tariffe doganali protezionistiche e altri strumenti di autodifesa nazionale non trovano alcuno spazio nei mantra ripetuti da Washington. In questa situazione, che cosa si può fare per ingannare le folle di giovani sotto i 30 anni che rappresentano ormai la realtà demografica fondante di gran parte del mondo arabo?

In questa contingenza, Julian Assange, l’androide predatore del cyberspazio creato dalla CIA, e la sua Wikileaks stanno garantendo un servizio indispensabile alla causa imperialista. In Islanda, nell’autunno 2009, Assange venne impiegato dai suoi sostenitori finanziari per deviare e distruggere un movimento che puntava a garantire la sopravvivenza della nazione alla moratoria del debito, il rifiuto delle interferenze del Fondo Monetario Internazionale e il rilancio dell’economia produttiva attraverso un ambizioso programma di sviluppo delle infrastrutture nazionali ed esportazione di beni ad alta tecnologia, particolarmente nel settore dell’energia geotermica. Assange riuscì a convincere molti islandesi che queste cause non erano abbastanza radicali e che dovevano impiegare le loro energie nella pubblicazione di una serie di documenti, accuratamente preselezionati, provenienti dal governo USA e da altre fonti; tutti questi documenti, in un modo o nell’altro, prendevano di mira figure politiche e governative che Londra e Washington avevano interesse ad indebolire e mettere in imbarazzo. In altre parole, Assange riuscì a imbrogliare gli ingenui attivisti, spingendoli a lavorare per Washington e per i finanziatori dell’imperialismo. Assange non aveva alcun programma, eccetto quello della “trasparenza”, che è un costante ritornello della mafia dei diritti umani targata USA e UK ogni volta che essa cerca di rovesciare i governi presi di mira, soprattutto se impegnati nel settore dello sviluppo.

“Yes we can!” o “I prezzi del cibo sono troppo alti!”

La Tunisia è forse il primo caso in cui Wikileaks e Assange possano vantarsi a ragion veduta di essere stati il detonatore del colpo di stato. Molti resoconti giornalistici concordano sul fatto che alcuni dispacci del Dipartimento di Stato, i quali facevano parte delle recenti rivelazioni di Wikileaks e si concentravano sugli eccessi sibaritici e sullo smodato tenore di vita del clan Ben Ali, abbiano giocato un ruolo chiave nel portare in piazza la piccola borghesia tunisina. Grazie anche ad Assange, le TV occidentali hanno così potuto mostrare immagini delle folle tunisine mentre agitano striscioni che recitano “Yes We Can!”, anziché un più realistico e populista “I prezzi del cibo sono troppo alti!”.

Ben Ali era rimasto al potere per 23 anni. In Egitto, il presidente Mubarak è al potere da quasi 30 anni. Anche il clan Assad in Siria è sulla breccia da circa tre decenni. In Libia, il colonnello Gheddafi è al potere da quasi 40 anni. Hafez Assad era riuscito a programmare la successione monarchica di suo figlio prima di morire 10 anni fa e Mubarak e Gheddafi stanno cercando di fare la stessa cosa. Poiché gli USA non gradiscono queste dinastie, l’ovvia tattica della CIA è quella di mettere in campo strumenti come Twitter, Google, Facebook, Wikileaks, ecc., per trasformare gli elementi di punta delle realtà giovanili in folle sciamanti, pronte ad abbattere questi regimi gerontocratici.

La CIA ha bisogno di nuovi burattini aggressivi per giocare contro Iran, Cina e Russia

Tutti questi paesi hanno certamente bisogno di serie riforme sociali e politiche, ma ciò che la CIA sta facendo con l’attuale infornata di destabilizzazioni non ha nulla a che fare con un cambiamento in positivo dei paesi coinvolti. Coloro che ne dubitassero, farebbero bene a rammentarsi gli orridi risultati politici ed economici dei burattini posti al potere dalle recenti rivoluzioni colorate; personaggi come gli ucraini Yushchenko e Timoshenko, cleptocrati targati FMI-NATO, oppure Saakashvili, il dittatore guerrafondaio mentalmente instabile andato al potere in Georgia, e così via. Le forze politiche così sciocche da accettare le idee di speranza e cambiamento proposte dal Dipartimento di Stato, si ritroveranno ben presto sotto il giogo di nuovi oppressori di questo tipo. Il pericolo è particolarmente grave in Tunisia, dove le forze che hanno eliminato Ben Ali non hanno né un leader visibile né una visibile struttura organizzativa di massa che possa aiutarli a sbarazzarsi delle interferenze esterne, come fece Hezbollah quando riuscì a dare scacco matto al tentato putsch dei Cedri in Libano. In Tunisia, la CIA ha campo libero per instaurare al potere un candidato di sua scelta, preferibilmente sotto la copertura delle solite “libere elezioni”. Sfortunatamente, ventitrè anni di Ben Ali hanno lasciato la Tunisia in condizioni di profonda atomizzazione.

Perché Washington è così ossessionata dall’idea di rovesciare questi governi? La risposta ha molto a che fare con Iran, Cina e Russia. Per quanto riguarda l’Iran, è noto che il Dipartimento di Stato sta tentando di mettere insieme un fronte unitario dei paesi arabi occupati e dei regimi sunniti contro l’Iran sciita e i suoi vari alleati nella regione. Questa strategia non sta funzionando bene, come dimostra l’incapacità degli USA di instaurare il loro fantoccio preferito, Allawi, al potere in Iraq, dove sembra che il filoiraniano Maliki riuscirà a mantenere le redini del governo nel prevedibile futuro. Gli USA sono alla disperata ricerca di una nuova generazione di traballanti demagoghi “democratici”, più disponibili a guidare i propri paesi contro l’Iran di quanto abbia dimostrato di voler fare l’immobilismo dei regimi attuali. C’è poi la questione dell’espansione dell’economia cinese. Possiamo star certi che tutti i nuovi leader instaurati dagli USA includeranno nei propri programmi la rottura delle relazioni economiche con la Cina, a partire dalla riduzione delle esportazioni di petrolio e materie prime, sulla falsariga di ciò che il boss della “Twitter Revolution”, Mir-Hossein Mousavi, stava preparando per l’Iran nel caso in cui avesse conquistato il potere nell’estate 2009, all’apice delle sommosse in affitto che avevano come slogan “Morte alla Russia, morte alla Cina”. Inoltre, l’ostilità degli USA verso la Russia non è affatto diminuita, nonostante l’effetto cosmetico della recente ratifica dello START II. Ad esempio, se una rivoluzione colorata dovesse colpire la Siria, potremmo star certi che la presenza navale russa nel porto di Tartus, che infastidisce molto i progettisti NATO, verrebbe rapidamente eliminata. Se i nuovi regimi mostreranno ostilità verso Iran, Cina e Russia, vedremo ben presto scomparire le questioni interne dei diritti umani dalle priorità degli Stati Uniti.

Funzionari della destabilizzazione nel regime di Obama

Per coloro che tengono il conto, sarà utile fare il nome di alcuni dei principali agenti della destabilizzazione operanti all’interno dell’attuale regime statunitense. E’ ovviamente scontato che l’attuale ondata di colpi di stato contro i paesi arabi sia stata scatenata dal Segretario di Stato Hillary Clinton, con l’ acclamato discorso tenuto la scorsa settimana a Doha, in Qatar, in cui la Clinton avvisava i leader arabi di riformare le loro economie (secondo le regole del FMI) ed eliminare la corruzione o affrontare la destituzione politica.

Visto il ruolo chiave svolto da Assange e da Wikileaks nell’attuale fase, lo zar degli affari regolatori della Casa Bianca, Cass Sunstein, deve essere incluso nel novero dei principali progettisti dei colpi di stato. Ricordiamo che il 24 febbraio 2007 Sunstein pubblicò sul Washington Post un articolo intitolato “Brave New Wikiworld”, in cui annunciava: “Wikileaks.org, fondata da dissidenti con base in Cina e in altre nazioni, sta progettando di pubblicare documenti governativi segreti e di proteggerli dalla censura con software criptati”. Fu questo l’inizio del grande successo pubblicitario di Assange, nonché il debutto di Wikileaks sulla stampa americana a larga diffusione; tutto grazie a Sunstein, attuale funzionario della Casa Bianca. Non si può forse ipotizzare che Sunstein sia l’uomo incaricato dalla Casa Bianca di tenere i contatti con Wikileaks e di gestire l’intera operazione?

Ogni albero della foresta araba rischia di cadere

Un’altra figura degna di menzione è Robert Malley, noto agente USA, attualmente a capo del Gruppo Internazionale di Crisi (ICG) per il Medio Oriente e il Nord Africa, un’organizzazione che si ritiene viva sui finanziamenti erogati da George Soros e su strategie immaginate Zbigniew Brzezinski. Malley fu al centro di una controversia durante la campagna per le elezioni presidenziali del 2008 a causa delle sue posizioni anti-israeliane, ideali per imbrogliare i leader arabi che costituiscono il suo bersaglio. Sul Washington Post del 16 gennaio 2011, Malley ha dichiarato che ogni albero della foresta araba potrebbe essere in procinto di cadere. “Potremmo scorrere la lista dei leader arabi che in questo momento si guardano allo specchio e scoprire che ben pochi di loro non sono su quella lista”. I governi arabi siano avvertiti di tenere d’occhio i funzionari della ICG all’interno dei loro paesi.

Lo zar Cass Sunstein è attualmente sposato con Samantha Power, la quale lavora presso il Consiglio di Sicurezza Nazionale della Casa Bianca come Senior Director (capo) dell’Ufficio Affari Multilaterali e Diritti Umani, cioè nell’epicentro burocratico delle operazioni di destabilizzazione come quella attuata in Tunisia. La Power, proprio come Malley, è una veterana dell’intelligence statunitense nel settore “diritti umani”, che è maestro nello sfruttare legittime denunce contro la repressione governativa per rimpiazzare i vecchi amici degli Stati Uniti con nuovi burattini, in un processo senza fine di sovversione politica. Sia Malley che la Power furono costretti a rassegnare formali dimissioni durante la campagna presidenziale di Obama del 2008, Malley per aver parlato con Hamas e la Power per un’oscena reprimenda contro Hillary Clinton, che è ora la sua rivale burocratica.

Avvertimento ai governi arabi, alle forze politiche, ai sindacati

Il mondo arabo ha bisogno di imparare alcune fondamentali lezioni riguardo i meccanismi delle rivoluzioni colorate della CIA, se non vuole ripetere le tragiche esperienze dell’Ucraina, della Georgia e di tante altre nazioni. In un mondo impoverito dalla depressione economica, un programma di riforme in grado di proteggere gli interessi nazionali contro le forze rapaci della globalizzazione finanziaria costituisce l’imperativo numero uno.

Di conseguenza, i governi arabi devono immediatamente espellere tutti i funzionari del Fondo Monetario Internazionale, della Banca Mondiale e di tutto il sottobosco delle istituzioni di credito. I paesi arabi che si trovano in questo momento sotto il giogo delle condizioni imposte dal FMI (in particolare l’Egitto e la Giordania tra i paesi arabi e il Pakistan tra i paesi musulmani) devono cacciarli immediatamente e unilateralmente, ripristinando la propria sovranità nazionale. Ogni stato arabo dovrebbe proclamare unilateralmente e immediatamente una moratoria del debito sotto forma di congelamento illimitato di tutti i pagamenti di debiti e interessi alle istituzioni internazionali, seguendo il modello argentino, a partire dalle somme dovute alla Banca Mondiale e al FMI. Le aziende multinazionali estere che operano in regime di monopolio, soprattutto le compagnie petrolifere, dovrebbero essere confiscate come la situazione richiede.

I generi alimentari di base e i carburanti dovrebbero essere assoggettati al controllo dei prezzi, con pene draconiane contro la speculazione, inclusa quella attuata tramite derivati. Misure dirigiste come dazi protezionistici e sussidi alimentari dovrebbero essere introdotte al più presto. La produzione di generi alimentari deve essere implementata attraverso incentivi alla produzione e all’importazione, nonché attraverso accordi di scambio internazionali. Occorre costituire rapidamente scorte di cereali per il fabbisogno nazionale. Saranno necessari controlli sul capitale e sugli scambi per impedire manovre speculative sulle valute nazionali da parte di hedge fund stranieri che agiscano con il fine aggiuntivo di rovesciare governi nazionali. Cosa più importante, la banche centrali devono essere nazionalizzate e riconvertite ad una politica di credito al tasso dello 0% per la realizzazione di infrastrutture interne, per il sostegno all’agricoltura, per la costruzione di abitazioni e per la produzione di beni materiali, con particolare riguardo al potenziamento delle esportazioni. Una volta avviate queste riforme, verrà anche il momento di prendere in considerazione l’idea di un’integrazione economica del mondo arabo, come comunità di sviluppo in cui i profitti ricavati dagli stati produttori di petrolio nel commercio con l’estero potranno essere sfruttati per generare reciproci vantaggi in termini di infrastrutture e di investimenti nella produzione di beni materiali, nell’ambito di tutto il mondo arabo.


L’alternativa è una serie infinita di destabilizzazioni progettate da nazioni straniere e, con ogni probabilità, il caos terminale.

Autore: Webster G. Tarpley / Fonte originale: tarpley.net / Traduzione a cura di: Gianluca Freda / Fonte: vivamafarka.com



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MessaggioInviato: 03/02/2011, 08:47 
interessante articolo, non è da escludersi la veridicità o comunque una parte di veridicità
certo che se il numero delle persone aumenta, il prezzo del petrolio aumenta, la disoccupazione è ai massimi storici, il cibo costa chissà quanto (per via delle materie prime che scarseggiano? Casomai per via di AVIDI senza scrupoli)...

il futuro non pare per niente roseo [:(]



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MessaggioInviato: 03/02/2011, 11:13 
Altra manifestazione nelle zone limitrofe.....
20.000 in piazza nello Yemen,sulla scia di Tunisia ed Egitto...


Yemen, oltre 20.000 in piazza nel "giorno della rabbia"
giovedì 3 febbraio 2011 09:12 Stampa quest’articolo [-] Testo [+]

1 / 1Schermo intero
SANAA (Reuters) - Oltre 20.000 yemeniti sono scesi oggi per le strade di Sanaa per una "giornata della rabbia", chiedendo un cambio nel governo e sostenendo che l'offerta del presidente Ali Abdullah Saleh di dimettersi nel 2013 non è sufficiente.

Ulteriori manifestazioni anti-governative sono attese in tutto lo Yemen, che Saleh governa da oltre 30 anni, mentre sostenitori del presidente girano per la capitale invitando gli yemeniti ad unirsi a controdimostrazioni a favore del governo.

Stamani, i manifestanti contro il governo hanno già riunito la più grande folla nel paese da quando è iniziata due settimane fa un'ondata di proteste nella penisola araba, ispirata dai dimostranti che hanno deposto il governo tunisino e minacciano il presidente egiziano.

"La gente vuole un cambiamento nel regime", urlano i manifestanti riuniti fuori dall'università di Sanaa. "No alla corruzione, no alla dittatura".

Saleh, viste le rivolte nel mondo arabo, ieri ha detto che lascerà l'incarico alla fine del suo mandato nel 2013 e ha promesso che suo figlio non si candiderà, tra una serie di concessioni politiche.

Si tratta della sua mossa più audace finora per cercare di evitare la rivolta in Yemen, alleato chiave degli Stati Uniti contro Qaeda.

Wael Mansour, un organizzatore delle manifestazioni di oggi, ha detto che gli yemeniti non sono soddisfatti delle concessioni di Saleh.

"Oggi faremo ulteriore pressione sul presidente Saleh, che dovrà presentare ulteriori concessioni all'opposizione", ha detto senza specificare quali possano essere.

Il rischio è alto per lo Yemen, che è sull'orlo del fallimento economico, mentre tenta di combattere l'ala di al Qaeda, gestire il separatismo meridionale e cementare la pace con i ribelli sciiti del nord. Senza contare la crescente povertà, con oltre un terzo degli abitanti che soffrono cronicamente la fame.

Il presidente Usa Barack Obama ha telefonato a Saleh per esprimergli sostegno per la sua iniziativa, secondo quanto riferito dall'agenzia di stampa statale Saba. "Ha gestito bene la situazione, non vedo l'ora di lavorare con voi in una buona partnership tra i due paesi", ha detto Obama secondo l'agenzia.

-- Sul sito http://www.reuters.it le altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su http://www.twitter.com/reuters_italia

© Thomson Reuters 2011 Tutti i diritti assegna a Reuters.

http://it.reuters.com/article/topNews/i ... 1J20110203



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Diego ha scritto:

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soleado3083 ha scritto:
[br]...... Purtroppo in Italia,come la penso io,non succedera' una rivolta generale come sta succedendo appunto in questi paesi Nord Africani............


scusa ma non capisco...quel purtroppo cosa vorrebbe dire....

Vorresti che succedesse una cosa cosi anche da noi?
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non capisco, questo modo di vedere le cose, sinceramente quando leggo ...frasi tipo .....speriamo in una rivoluzione...guerra civile etc......mi chiedo se chi lo scrive sappia di cosa sta parlando.

Io personalemente ho visto con i miei occhi, cosa puo' fare una rivolta civile, e sinceramente spero non capiti mai da noi...
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Non commento proprio quello che hai detto perche' non hai capito proprio il senso di quello che volevo dire.



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Il risveglio delle coscienze???Chissa' quando questo succedere anche qua in occidente!!


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Cita:
robs79 ha scritto:

Il risveglio delle coscienze???Chissa' quando questo succedere anche qua in occidente!!


Infatti e' proprio quello che volevo dire io con il mio post all'inizio ma qui ci sono certi utenti che capiscono fischi per fiaschi ovviamente.Magari a loro non interessa il risveglio delle coscienze perche' stanno bene.



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