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Sé, sé ... (Buona politica ..) [;)]



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ubatuba ha scritto:





Quoto tutto ciò che dice, anche la "erre moscia" di Barbard !!


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MessaggioInviato: 21/02/2014, 11:18 
Draghi si aumenta lo stipendio alla Bce
Ma resta lontano dai tempi di Bankitalia


Il compenso del presidente della Banca centrale europea, aumentato dell'1% nel 2013, equivale a oltre due volte quello del neo governatore della Federal Reserve, Janet Yellen, che incasserà 201.700 dollari

Lo stipendio di Mario Draghi sale a 378.240 euro nel 2013, in rialzo di circa l’1% dai 374.124 euro dell’anno precedente. Ma il presidente della Banca centrale europea guadagnava oltre il doppio quando era alla guida della Banca d’Italia, ovvero 757.714 euro (mentre l’attuale governatore di via Nazionale, Ignazio Visco, a causa delle norme sul blocco e taglio degli stipendi, ha visto scendere il compenso lordo annuo a 495mila euro).

La somma, pari a oltre 518mila dollari, è però pari a oltre il doppio dei 201.700 dollari che percepirà la neo presidente della Federal Reserve, ovvero la Banca centrale americana, Janet Yellen. Il numero uno della Fed dovrebbe infatti mantenere lo stipendio del suo predecessore, Ben Bernanke.

L’aumento del compenso di Draghi è stato comunicato dalla Bce nel suo bilancio annuale, che mostra un utile netto di 1,44 miliardi di euro nel 2013, contro i 995 milioni del 2012, a seguito di un accantonamento al fondo rischi sceso a soli 400mila euro contro gli 1,16 miliardi del 2012. Il fondo rischi sale così a 7,53 miliardi. L’Eurotower precisa infine che dell’utile netto, 1,43 miliardi sono stati distribuiti fra le banche centrali nazionali.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/02 ... io/888747/


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MessaggioInviato: 21/02/2014, 12:14 
Crisi: Cgia Mestre, Nel Nordest 'boom' Delle Sofferenze Bancarie
di: Asca Pubblicato il 21 febbraio 2014| Ora 11:27
)
(ASCA) - Roma, 21 feb 2014 - Dall'inizio della crisi al 30 novembre scorso (ultimo dato disponibile), le sofferenze bancarie delle imprese nordestine sono letteralmente esplose: +420,6 % a Trieste, +362 % a Venezia, +337,8% a Verona e +303,6% a Padova. Piu' contenuti, ma lo stesso particolarmente significativi, gli incrementi registrati a Pordenone (+248%), a Rovigo (+236,7%), a Udine (+ 216,6%), a Vicenza (+201,6%) e a Belluno (+198,2%). In termini assoluti, segnala l'Ufficio studi della Cgia di Mestre, nel Triveneto l'aumento e' stato esponenziale. Se al 31 dicembre del 2008 le sofferenze ammontavano a 4,2 miliardi di euro, al 30 novembre scorso sono salite a 15,2 miliardi (+ 263,1 %). ''La crescita delle sofferenze bancarie - dichiara Giuseppe Bortolussi segretario della Cgia di Mestre - e' la manifestazione piu' evidente dello stato di crisi in cui versano le nostre imprese. La cronica mancanza di liquidita' e la prolungata fase di crisi economica che ha fatto crollare i consumi interni sono tra le cause che hanno fatto esplodere l'insolvibilita'. Inoltre - prosegue Bortolussi - in questi ultimi cinque anni di difficolta' economica si sono ulteriormente allungati i tempi di pagamento nei rapporti commerciali tra le imprese, mentre tra le imprese e la pubblica amministrazione sono rimasti pressoche' gli stessi. Pertanto, dobbiamo mettere fine a questo malcostume tutto italiano che sta gettando sul lastrico tantissimi piccoli imprenditori che si trovano a corto di liquidita', anche perche' non riescono a recuperare i propri crediti''.

http://www.wallstreetitalia.com/article ... carie.aspx


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MessaggioInviato: 22/02/2014, 14:18 
Dopo la tragica alluvione che nel novembre scorso ha colpito la Sardegna, la generosità di tantissime persone si è manifestata non solo attraverso i tanti aiuti che sono stati portati nelle zone colpite, ma anche attraverso le numerose donazioni versate a favore di tutte quelle persone colpite da quel tragico avvenimento di fine 2013. Ma che fine hanno fatto tutte queste donazioni?

Ebbene, a quanto pare quei soldi non sono mai arrivati a coloro a cui erano destinati. Una clamoros& denuncia del Codacons, indirizzata a tre Procure, ha messo infatti in luce che“La generosità degli italiani, pari ad almeno 718.323,40 euro, è rimasta nelle tasche dei promotori delle raccolte fondi per la Sardegna”. La denuncia è nei confronti di tutte le associazioni volontarie, comprese quelle dei giornali e dei telegiornali nazionali, che subito dopo l’alluvione della notte fra il 18 e il 19 novembre 2013, che ha causato nell’Isola morti e danni gravissimi, avevano subito lanciato numerose iniziative benefiche per aiutare le popolazioni colpite.

La clamorosa denuncia del Codacons riguarda l’ipotesi di truffa, falso e appropriazione indebita, e invita le procure di Roma, Tempio Pausania e Nuoro a fare chiarezza, attraverso 16 pagine nelle quali sono elencati sia i Comuni sardi più Colpiti (Olbia, Onani, Torpé, Arzachena, Uras, Bitti), sia i promotori delle varie raccolte fondi: il quotidianoUnione Sarda, Sardegna Solidale, Anci Sardegna, Caritas Diocesana di Cagliari, Confcommercio, Associazione Italiana Calciatori (AIC), Mediafriends Onlus, Rcs Mediagroup onlus, Adria Italia, Croce Rossa Italiana. A tutti questi Comuni e associazioni il Codacons ha inviato copia di una diffida, a norma di legge (art. 140/ dlgs 206/2005), per avere informazioni circa i progetti concreti da finanziare. A quanto pare, non tutte le associazioni hanno risposto, mentre quelle che lo hanno fatto avrebbero solo manifestato un impegno generico, mai progetti concreti. In poche poi hanno indicato il vero ammontare delle somme raccolte. Insomma, molte promesse ma pochi riscontri concreti e nessuna chiarezza.

Insomma, sembra proprio che come accade spesso in occasione di calamità e eventi tragici le associazioni volontarie e gli enti che raccolgono fondi tardano il più possibile nei loro interventi, in modo da tenere i soldi in banca e incrementare il loro patrimonio. Questa però non è altro che appropriazione indebita, quindi una vera e propria truffa verso gli italiani e soprattutto verso tutti coloro che sono colpiti da queste tragedie. Noi ci limitiamo a dire che è una vera e propria vergogna!

Fonte: Sardegnaremix

http://www.informarexresistere.fr/2014/ ... -sardegna/


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MessaggioInviato: 22/02/2014, 16:06 
Il pizzino della Ue a Padoan: "Sa cosa deve essere fatto"

Il neoministro dell'Economia di ritorno dal G20: all'interno del governo curerà gli interessi di Bce e Bankitalia. E già avverte: "Farò una verifica dei conti pubblici"



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"Il nuovo ministro dell’Economia italiano sa cosa deve essere fatto". Il pizzino a Pier Carlo Padoan, in volo a dodicimila metri d'altezza per rientrare dall'Australia, arriva proprio dal G20 di Sydney.

Non dice altro il commissario agli Affari economici Olli Rehn ai microfoni di Bloomberg: si limita a una fredda dichiarazione che suona sinistra perché indirizzata al neo ministro che per conto del governo Renzi dovrà far quadrare i conti del Paese, decidere se e dove tagliare e, soprattutto, valutare come andare a racimolare nuovi introiti per le malconce casse pubbliche.

Dal canto suo il titolare dell'Economia ha già messo in chiaro che farà subito una verifica sui conti pubblici.

Il nuovo numero uno del Tesoro si trovava in Australia come responsabile economico dell’Ocse. Pur avendo preso il primo aereo disponibile per affiancare Matteo Renzi nella nuova squadra di governo, non ha comunque fatto in tempo a partecipare al giuramento con gli altri ministri. La sua strada è tutta in salita. Di fatto Padoan assicura la necessaria "copertura" a livello internazionale alla politica economica di Renzi. La garanzia di una continuità in questo senso, chiesta e ottenuta da Bankitalia, Bce e Quirinale, è scritta nel suo curriculum. A partire dall’ultima esperienza, quella appena lasciata, di vice segretario generale e capo economista dell’Ocse. Al G20 era fianco a fianco a quello stesso Rehn che, appena spiccato il volo per Roma, gli ha intimato perentorio: "Padoan sa cosa deve essere fatto". Proprio ai tecnocrati di Bruxelles Padoan dovrà esporre la nuova fase di politica economica che, secondo indiscrezioni di palazzo, potrebbe annoverare anche una patrimoniale.

Tra le riforme annunciate ce ne sono due "nodali". Il Jobs act non riguarda direttamente Padoan. Ma l’altra, la riforma fiscale, è sicuramente materia del suo dicastero. Nel corso della carriera da economista Padoan si è più volte espresso sui temi più caldi. Sostenendo, ad esempio, che "le tasse che danneggiano di meno la crescita sono quelle sulla proprietà, come l’Imu, mentre le tasse che, se abbassate, favoriscono di più la ripresa e l’occupazione sono quelle sul lavoro". Un’indicazione importante mentre si continua a parlare di taglio del cuneo fiscale, ma dai toni drammatici perché non nasconde la fregola di andare a raschiare sempre nei resparmi degli italiani. Nella prefazione al rapporto dell’Ocse presentato al G20 finanziario di Sydney, ha infatti individuato quattro priorità per il Tesoro. Tra questi anche gli aggiustamenti salariali per ridurre il costo del lavoro, inclusa la riduzione del cuneo fiscale e lo spostamento della tassazione sui consumi, sulla proprietà immobiliare e sulle successioni. Appunto.

http://www.ilgiornale.it/news/interni/p ... 95005.html



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MessaggioInviato: 22/02/2014, 17:33 
..siamo a posto,oltretutto la corte dei conti ha affermato che x il prox triennio,c'e' uno scoperto di 13 miliardi di euro,questo ci fara' andare alla questua.....[:(!]


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MessaggioInviato: 22/02/2014, 18:15 
Ma non era nel 2014 che l'inps doveva finire le sue riserve pensionistiche, lasciando a secco i milioni di pensionati italiani?
Ricordo male?.. Se ne è saputo qualcosa? [8]



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MessaggioInviato: 22/02/2014, 18:20 
Cita:
Ufologo 555 ha scritto:

Il pizzino della Ue a Padoan: "Sa cosa deve essere fatto"

Il neoministro dell'Economia di ritorno dal G20: all'interno del governo curerà gli interessi di Bce e Bankitalia. E già avverte: "Farò una verifica dei conti pubblici"



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"Il nuovo ministro dell’Economia italiano sa cosa deve essere fatto". Il pizzino a Pier Carlo Padoan, in volo a dodicimila metri d'altezza per rientrare dall'Australia, arriva proprio dal G20 di Sydney.

Non dice altro il commissario agli Affari economici Olli Rehn ai microfoni di Bloomberg: si limita a una fredda dichiarazione che suona sinistra perché indirizzata al neo ministro che per conto del governo Renzi dovrà far quadrare i conti del Paese, decidere se e dove tagliare e, soprattutto, valutare come andare a racimolare nuovi introiti per le malconce casse pubbliche.

Dal canto suo il titolare dell'Economia ha già messo in chiaro che farà subito una verifica sui conti pubblici.

Il nuovo numero uno del Tesoro si trovava in Australia come responsabile economico dell’Ocse. Pur avendo preso il primo aereo disponibile per affiancare Matteo Renzi nella nuova squadra di governo, non ha comunque fatto in tempo a partecipare al giuramento con gli altri ministri. La sua strada è tutta in salita. Di fatto Padoan assicura la necessaria "copertura" a livello internazionale alla politica economica di Renzi. La garanzia di una continuità in questo senso, chiesta e ottenuta da Bankitalia, Bce e Quirinale, è scritta nel suo curriculum. A partire dall’ultima esperienza, quella appena lasciata, di vice segretario generale e capo economista dell’Ocse. Al G20 era fianco a fianco a quello stesso Rehn che, appena spiccato il volo per Roma, gli ha intimato perentorio: "Padoan sa cosa deve essere fatto". Proprio ai tecnocrati di Bruxelles Padoan dovrà esporre la nuova fase di politica economica che, secondo indiscrezioni di palazzo, potrebbe annoverare anche una patrimoniale.

Tra le riforme annunciate ce ne sono due "nodali". Il Jobs act non riguarda direttamente Padoan. Ma l’altra, la riforma fiscale, è sicuramente materia del suo dicastero. Nel corso della carriera da economista Padoan si è più volte espresso sui temi più caldi. Sostenendo, ad esempio, che "le tasse che danneggiano di meno la crescita sono quelle sulla proprietà, come l’Imu, mentre le tasse che, se abbassate, favoriscono di più la ripresa e l’occupazione sono quelle sul lavoro". Un’indicazione importante mentre si continua a parlare di taglio del cuneo fiscale, ma dai toni drammatici perché non nasconde la fregola di andare a raschiare sempre nei resparmi degli italiani. Nella prefazione al rapporto dell’Ocse presentato al G20 finanziario di Sydney, ha infatti individuato quattro priorità per il Tesoro. Tra questi anche gli aggiustamenti salariali per ridurre il costo del lavoro, inclusa la riduzione del cuneo fiscale e lo spostamento della tassazione sui consumi, sulla proprietà immobiliare e sulle successioni. Appunto.

http://www.ilgiornale.it/news/interni/p ... 95005.html


Ufologo.. con tutto il rispetto.. ma non sarà il M5S Lunedì a dare la fiducia al governo di Renzi cui quest'uomo fa parte...

Saranno Berlusconi e Alfano (oltre ovviamente al PD)... per cui di che stiamo parlando?!!?



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MessaggioInviato: 22/02/2014, 19:54 
Ah, sinceramente non lo so ...[8)]



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MessaggioInviato: 22/02/2014, 20:45 
ITALIA: UN ALTRO GOVERNO INCOSTITUZIONALE. MANDIAMOLI TUTTI A CASA!



di Gianni Lannes

Record mondiale: tre primi ministri extraparlamentari, uno dietro l'altro. Perché? In ossequio a chi? Grazie ai giochetti dell'onnipervadente massoneria italidiota e non, la farsa continua in barba alla democrazia. Sul sito internet del governo tricolore si legge ora la seguente frase:

«La Carta costituzionale disciplina la formazione del Governo con una formula semplice e concisa: "Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei ministri e, su proposta di questo, i ministri"».

Certo, non c’è dubbio. Ma la stessa Costituzione repubblicana afferma prima di tutto e sopra a tutti che «il popolo è sovrano».

Infatti, il popolo non ha eletto un Parlamento per fare le ammucchiate nel retrobottega di Palazzo Chigi e del Quirinale, dettate dai potentati economici stranieri, dopo la chiusura delle urne. Gli elettori hanno votato schieramenti diversi, ed apparentemente contrapposti in campagna elettorale. Prima Monti nominato senatore a vita senza avere i requisiti e con un numero enorme di conflitti di interesse (alla voce Trilateral+Bilderberg), poi Letta, adesso Renzi che spunta dal nulla. Ma chi pretendono di prendere in giro questi parassiti che occupato i gangli vitali del nostro Paese?

La Corte costituzionale ha dichiarato incostituzionale la legge elettorale 270/2005, quella con cui è stato rieletto da onorevoli illegittimi tale Giorgio Napolitano. Grazie alla debolezza intrinseca dell’inesistente opinione pubblica, e ad un giornalismo indipendente con funzione di controllo del potere, non è stata ancora fatta valere la decadenza di tutti gli onorevoli e del capo pro tempore dello Stato. Sono tutti abusivi. Vogliamo far rispettare le conseguenze giuridiche effettive di una sentenza della più alta magistratura in Italia?

L’articolo 90 della Costituzione parla chiaro: «Il Presidente della Repubblica non è responsabile degli atti compiuti nell’esercizio delle sue funzioni, tranne che per alto tradimento o per attentato alla Costituzione».

Senza giri di parole. Giorgio Napolitano, appunto, deve rispondere dinanzi al popolo italiano di alto tradimento della Patria e attentato alla Costituzione. Giorgio Napolitano ha imposto prima il governo Monti senza alcuna consultazione elettorale, poi Letta ed infine Renzi. Giorgio Napolitano non è un monarca ma un cittadino al di sotto della legge. Altrimenti siamo sotto dittatura e questo non è più uno Stato di diritto.

L’articolo 94 della Costituzione parla chiaro: «Il Governo deve avere la fiducia delle due Camere…». Bene, anzi male: allora perché Letta non è passato in Parlamento ma è stato sfiduciato da una semplice riunione del PD?

E’ sotto gli occhi del mondo: il popolo italiano è stato calpestato da Giorgio Napolitano che ha stracciato quel residuo di di legalità del Belpaese. Napolitano ha tradito la Costituzione repubblicana, in buona compagnia di una banda di politicanti che prendono ordini dal sistema di potere sionista-anglo-americano.

Non abbiamo che da perdere le catene. Italia: fuori dall’Europa dei banchieri e dei burocrati che dettano legge sulle nostre vite, e fuori dall’euro. Bisogna ribellarsi concretamente: inizialmente con una paralisi pacifica di tutta l’Italia, ed uno sciopero fiscale ad oltranza.

Giuseppe Dossetti, un padre della Patria, membro della Costituente, a suo tempo si è espresso così:

«Quando i poteri pubblici violano le libertà fondamentali e i diritti garantiti dalla Costituzione, la resistenza all'oppressione è un diritto e un dovere del cittadino».

Come è ormai evidente anche alle pietre, i lacché del potere sono divisi in partiti che, apparentemente si scambiano accuse reciproche sulle cause del pessimo funzionamento del sistema. In questo modo questi privilegiati evitano la dispersione del voto e si garantiscono la sopravvivenza nel palazzo, alimentando ogni giorno il rimpallo di responsabilità in televisione, al fine di dividere gli elettori in due o tre grandi fazioni.

I telespettatori - purtroppo non i cittadini e le cittadine - si contrappongono in tifoserie. In base a questo sistema elementare il voto popolare non è mai contro il sistema, ma è sempre organico, utile ad esso. Per ottenere questo risultato, quotidianamente queste sanguisughe mettono in scena una finta rissa, affinché gli elettori si confondano e perdano di vista il quadro di insieme. Il gruppo dominante - per conto straniero - ha blindato l'accesso al sistema impedendo la nascita di qualsiasi movimento politico che provenga realmente dal basso, ovvero dal popolo. Se sollevate questa cortina fumogena che comprende anche Grillo e Casaleggio utile a cooptare la nascente opposizione sociale, la realtà oscena è sotto gli occhi anche dei ciechi. In sostanza, tutti i politicanti in poltrona, che ci costano annualmente circa 25 miliardi di euro all'anno, sono i veri responsabili del declino morale, politico, economico e sociale dell’Italia.
Mai a nessuno però viene in mente di cacciare via e per sempre tutta la casta.

Che fare, invece di lamentarsi continuamente? Per cominciare basta chiudere subito i rubinetti con uno sciopero fiscale ad oltranza alimentato da milioni di persone concretamente unite e motivate. Senza protagonismi, capetti o divetti dell'ultim'ora.

L’unica soluzione è cacciare via tutta la casta di potere e mutare le regole con una nuova Costituente creata dal basso, non dall’alto. Ma per poter raggiungere questo risultato, gli elettori non dovrebbero farsi più ingannare dalle liti orchestrate da finte fazioni in lotta tra loro e, dovrebbero invece voltare le spalle per sempre ai telecomandati dall'estero. La prima rivoluzione è interiore. Che l'Italia sia finalmente un Paese libero.

[align=right]Source: Su La Testa!: ITALIA: UN ALTRO...NALE. MANDIAMOLI TUTTI A CASA! [/align]



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MessaggioInviato: 23/02/2014, 09:18 
Comunque, ragazzi, con le sole leggi democratiche, non si è mai ottenuto nulla; se non si va direttamente in strada ad oltranza, come hanno fatto in Ucraina (sotto gico da 70 anni) ... niente da fare! [;)] E, a quanto pare ...ci sono riusciti! [:264]



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MessaggioInviato: 23/02/2014, 10:36 
Governo, martedì viceministri e sottosegretari
I Popolari minacciano di non votare la fiducia, il Pd è agitato: arrivano le "poltroncine" per guarire i maldipancia

http://www.liberoquotidiano.it/news/pol ... etari.html

...questa e' prima repubblica,con le mancie delle poltrone x avere la fiducia,in effetti al senato i sicuri di votare renzi attualmente sono 160 quindi sara' necessario,presumibilmente,cercare qualke transfuga magari promettendo uno scranno.........................di bello c'e' che attualmente l'effetto renzi sta annientando il p....dc..........................nei sondaggi.......[;)]


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MessaggioInviato: 23/02/2014, 10:56 
Cita:
shighella ha scritto:

Ma non era nel 2014 che l'inps doveva finire le sue riserve pensionistiche, lasciando a secco i milioni di pensionati italiani?
Ricordo male?.. Se ne è saputo qualcosa? [8]

Quando ci fu l'allarme di Mastrolindo sulle riserve INPS ... in poco tempo per coprire il buco INPDAP lo stato ha trasferito una manciata di miliardi di euri pertanto al momento l'allarme è rientrato.


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