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MessaggioInviato: 29/10/2019, 19:44 
Il latte: il nuovo simbolo del razzismo nell’America di Donald Trump

Questa settimana, nel giornaletto universitario Daily49er, Samantha Diaz, della California State University, ha descritto come il latte sia diventato il nuovo simbolo dell’odio.

“Tutti voi, insieme al resto della nazione, siete talmente abituati a sentire decantare i benefici del latte che, probabilmente, non vi sarete nemmeno resi conto del sottile razzismo nascosto nelle nostre abitudini salutistiche,” asserisce la signora Diaz.

Continua poi: “Potrebbe non sorprendervi che gli Stati Uniti sono stati fondati sul razzismo e che ogni istituzione che noi patrociniamo ha radici razziste, che a volte sono difficili da comprendere e ancora più difficili da combattere. Questo fenomeno influisce sulle leggi per l’identificazione degli elettori, sugli esami di stato e, sì, anche sulle linee guida dietetiche federali. Ma come possono le linee guida sulla salute, un sistema basato esclusivamente su fatti scientifici, contenere messaggi razzisti? Dove c’è una tradizione consolidata per sopprimere l’esistenza di un’intera razza, il modo c’è.”

E sì, tutto si riduce al latte.

“Il sostegno del governo federale al latte nelle diete americane contribuisce al problema, spingendo in modo acritico la gente a bere latte, nonostante i potenziali effetti avversi che ha sulla salute della gente di colore,” ha scritto la Diaz. “Le attuali normative dietetiche federali esortano le persone a bere tre bicchieri di latte al giorno, come riportato nelle ‘Linee Guida Dietetiche 2015-2020 per gli Americani.‘ Il principale beneficio per la salute derivante dal latte è la protezione dall’osteoporosi, una malattia che indebolisce le ossa, da qui la retorica delle ‘ossa più forti.’ Anche se questo è un evidente effetto positivo sulla salute, l’osteoporosi colpisce gli Africani in una percentuale significativamente inferiore rispetto alla maggior parte degli Americani [non di colore].”

Pertanto, il latte può essere utile all’organismo di una persona bianca, ma meno a quello di un nero, quindi è razzista.

Se pensaste che l’analisi della signora Diaz sia di sinistra, vi sbagliereste. Il mese scorso, sulla rivista online Mic.com era apparso un articolo intitolato: “Il latte è il nuovo, cremoso simbolo della purezza della razza bianca nell’America di Donald Trump.”

Perché, potreste chiedervi?

Beh, perché durante una rappresentazione anti-Trump tenutasi al Museum of the Moving Image di New York City c’era stata una ripresa televisiva in diretta di alcuni neonazisti che trangugiavano litri di latte.

“Tra i vari tatuaggi dell’iconografia del Terzo Reich che ballavano qua e là, una cosa spiccava: tutti i neonazisti bevevano latte,” aveva scritto Mic. “Mentre ballavano lo sputavano, lasciandoselo gocciolare giù per il mento.”

Aveva poi continuato: “Alcuni suprematisti bianchi pensano che l’identità etnica bianca abbia una correlazione storica e geografica con la tolleranza biologica al latte, in particolare con la produzione dell’enzima lattasi, che consente all’organismo di degradare il lattosio. Su 4chan, la fabbrica N°1 dell’hate speech su Internet, un anonimo partecipante aveva esposto questa tesi usando questa grafico tratto da uno studio su Nature, che mostra le località in cui le popolazioni hanno tolleranze al latte più elevate,” ha riferito la rivista online.

Oh caspita.

Ma la stampa di sinistra ha sposato questa argomentazione.

L’anno scorso, la rivista Mother Jones si era posta la domanda se le linee guida dietetiche statunitensi sul latte fossero razziste, concludendo che: “La comunità medica deve ancora iniziare a chiedersi se gli alimenti che sono stati etichettati culturalmente come ‘di libero consumo’ abbiano conseguenze dannose per le minoranze.”

Questo mese, in un’intervista al Los Angeles Times, il regista di “Get Out,” [Scappa] Jordan Peele, ha spiegato il legame tra latte e odio e come lo aveva descritto nel suo film sul pregiudizio razziale nell’età moderna.

Nella scena, un’attrice è seduta nella sua camera da letto, con le cuffie e ascolta tema di “Dirty Dancing,” mentre mangia Fruit Loops e beve latte con una cannuccia.

Come spiega il Los Angeles Times: “Il latte, nelle discussioni più recenti, sarebbe il nuovo simbolo della supremazia bianca in America, per il colore e per l’idea che l’intolleranza al lattosio in alcune etnie implichi una superiorità genetica della razza caucasica, dovuta alla sua migliore capacità di metabolizzazione del latte.”

“C’è qualcosa di orribile nel latte“, ha dichiarato Peele al Los Angeles Times. “Pensateci! Pensate a cosa stiamo facendo. Il latte è una cosa disgustosa.”

Così il gioco è fatto. Avete del latte in casa? Allora probabilmente siete dei nazisti. LOL.

Kelly Riddell



https://comedonchisciotte.org/il-latte- ... ald-trump/


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MessaggioInviato: 29/10/2019, 19:46 
Sono matti da legare! :D



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uhsdhsdsduhsduhsdhdusdhsusdhusuhsuhuhsduh



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MessaggioInviato: 12/11/2019, 14:20 
Gli americani se non ci fossero bisognerebbe inventarli!!! ........

https://www.ilprimatonazionale.it/ester ... ta-136477/



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MessaggioInviato: 12/11/2019, 14:21 
Clint ha le palle quadre, ce ne fossero come lui...



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 Oggetto del messaggio: Re: Re:
MessaggioInviato: 12/11/2019, 14:52 
TheApologist ha scritto:
Clint ha le palle quadre, ce ne fossero come lui...


[:264] [:264] [:264] [:264]

Nb: giusto per ricordarlo, Clint Eastwood è nato nel lontano 1930, ergo ha 89 anni.

... mi sia concesso:

Guarda su youtube.com



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 Oggetto del messaggio: Re:
MessaggioInviato: 13/11/2019, 01:15 
CLINT E' UNO, come lui non c'è quasi più nessuno... Speriamo bene nelle nuove generazioni, sono largamente traviate ma

almeno questo vuol dire che hanno una carica ideale, morale, e non solo desideri materiali...


Però tornando a bomba devi ammettere che il consumismo, globalismo (capitalismo terminale) è partito da LI'.


Trump sta applicando ricette che funzionano, partendo dall' economia reale, creando e proteggendo i posti di lavoro produttivi, non speculativi

ossia industrie...anche coi DAZI... e facendo solo gli interessi del Paese senza fare disastri inutili in giro anche in politica estera,


e infatti il Protezionismo e l' "Isolazionismo" sono stati i primi due nemici abbattuti dal Sistema Capitalista,


quelli che "Il mercato ci salverà, il mercato aperto, Libbero" di fare ciò che gli pare, il mondo come un mercato, senza confini,

"aperto come i ns quli" Cit. Loro... E si è visto! Il mercato regna, la gente muore! O vive di m... però col suicidio legalizzato.
E pure dell' omicidio, dell' infanticidio legalizzato, perchè sì, soffre troppo... perchè curarlo? "La cura non c'è" giurano gli ultracentenari che letteralmente fottono il mondo intero...

Nemmeno l' umanità così credulona merita questo... ma un' apocalisse sì, quindi o la va o la spacca. [:298]



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Per quanto possa essere buia la notte sulla Terra, il sole sorgerà quando è l' ora, e c' è sempre la luce delle stelle per illuminarci nel cammino.

Non spaventiamoci per quando le tenebre caleranno, perchè il momento più buio è sempre prima dell' alba.

Noi siamo al tramonto, la notte è ancora tutta davanti, ma alla fine il sole sorgerà anche stavolta. Quello che cambia, è quello che i suoi raggi illumineranno. Facciamo che domani sotto il Sole ci sia un mondo migliore.
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MessaggioInviato: 27/11/2019, 18:46 
Storie americane

Los Angeles, la patria dei senzatetto


La fila fa il giro dell’isolato. La percorro a ritroso guardano le facce delle persone che la compongono. Anziani, giovani, afroamericani, bianchi, ispanici, alcuni sorridono al mio saluto, altri abbassano la testa. Smetto di contare, i numeri non raccontano storie anche quando sono impressionanti come quelli dei senzatetto a Los Angeles. Vivo in questa città dal 2005 e gli homeless fanno parte della quotidianità, del vivere in questa metropoli. Sono una delle prime realtà con le quali sono venuta a contatto. Ancora prima di conoscere la “comunità” italiana in città, ho conosciuto molti di loro. Sono come le stelle sulla Walk of Fame.


Puntellano i marciapiedi, gli angoli delle strade. C’è Bam Bam che mi ha raccontato e continua a raccontare della sua avventura nel mondo del cinema (aveva avuto una piccola parte in un famoso film), finita però quando il procurarsi la cocaina è diventato più importante del presentarsi alle audizioni. “E’ il mio vizio – dice sempre onestamente – e non riesco a smettere. O meglio vado in Chiesa, smetto, mi pulisco e poi ci ricado. Solo colpa mia.”

Poi c’è Bruce, lunga barba bianca sul viso scuro, sosta sempre vicino a una banca, di notte si ripara sotto la tettoia della fermata dell’autobus. E’ un veterano del Vietnam con trascorsi di alcolista. Parla poco, sorride molto. L’opposto di James, che racconta a tutti di avere la moglie malata e di chiedere l’elemosina solo per prendere un taxi e tornare a casa ad assisterla. Purtroppo lo fa da almeno dieci anni. Ripete sempre la stessa storia. Fa vedere le cicatrici di un’operazione al cuore e ti stringe il braccio con affetto quando lo “aiuti” a prendere quel famoso taxi.

Tante facce che, per anni ho visto e rivisto, storie che ho sentito al punto da diventare familiari.

Ultimamente però qualcosa è cambiato ed è purtroppo riassunto in un numero, una percentuale: +12 per cento ossia quanto la popolazione dei senzatetto è aumentata solo nell’ultimo anno. E il loro repentino aumento preoccupa il 95 per cento degli Angelinos, gli abitanti della città che si trovano ad affrontare una situazione che sta precipitando perché accompagnata da un peggioramento della situazione igienica nelle strade, ora infestate anche da ratti. Un cambiamento che non si limita solo a downtown, dove la zona di San Pedro da sempre è una città nella città, con decine di migliaia di “residenti” homeless. Ora il problema bussa alle porte delle case. Le tende, infatti, sono montate in zone residenziali, vicino alle abitazioni, davanti ai negozi, sotto i ponti delle autostrade, lungo le colline. Piccoli accampamenti che sorgono nello spazio di qualche giorno e sembrano destinati a restare a lungo.

“Una volta facevamo gruppo ora invece sono sola contro tutti, siamo troppi”. Me lo dice Bam Bam che non riesce a spiegarsi da dove siano arrivate migliaia di “nuovi” senzatetto. L’aumento del costo degli affitti, in una città dove per vivere bene bisogna avere un reddito di almeno 200mila euro l’anno, è sicuramente una delle cause principali, ma non è la sola. Il numero delle persone morte sulle strade di Los Angeles a causa di overdose o per alcolismo è in crescita, e questo è un altro fattore. Ma se si chiede all’amministrazione della città una causa, una ragione, si capisce che brancola nel buio.


Così eccomi qui, alla vigilia del Ringraziamento mentre percorro la fila davanti ad uno degli shelter, dei rifugi, che servono il classico pranzo di quella che è la ricorrenza più amata in America. Tacchino, purè, torta di zucca. Gli altri anni la fila non c’era. In molti volontari, infatti, si mobilitano in questa giornata, mentre associazioni e chiese si aggiungono agli shelter per riuscire ad accomodare tutti quelli che si presentavano per un pasto caldo. Quest’anno non è così. Conto 342 persone che attendono. I numeri forse contano perché nella contea di Los Angeles oggi ci sono circa 59mila senzatetto e l’anno prossimo potrebbero essere molti di più.



http://www.rainews.it/dl/rainews/artico ... a5f9d.html


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