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 Oggetto del messaggio: Re:
MessaggioInviato: 16/06/2020, 13:57 
L'ospedale: Ragazzi, vostro nonno è guarito!!!

I parenti: nonno? Quale nonno?????

[:246]



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 Oggetto del messaggio: Re:
MessaggioInviato: 16/06/2020, 16:09 
Ricoverato per Covid, riceve una parcella da 1.2 milioni: "Colpevole di essere sopravvissuto"

si, ma è il solito titolo"sensazionale" per chi non legge il resto [;)]
non sono a favore della "democrazia americana" [xx(] tuttavia leggendo:

Cita:
Una cifra atronomica per l'uomo, che fortunatamente gode di un'assicurazione sanitaria grazie alla quale dovrà pagare solo una parte del conto, o forse nulla grazie a una speciale norma specifica per i pazienti Covid.

per cui è come in Italia, dove paga la mutua, e si è magari esenti del ticket aggiuntivo.
La differenza è che non ti presentano la parcella, (pagata direttamente) che potrebbe essere più salata di quella americana [;)]

ciao
mauro



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 Oggetto del messaggio: Re:
MessaggioInviato: 17/06/2020, 13:04 
Beh l'assicurazione però te la devi pagare da te; e se non sei assicurato?



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 Oggetto del messaggio: Re:
MessaggioInviato: 17/06/2020, 14:59 
Cita:
Beh l'assicurazione però te la devi pagare da te; e se non sei assicurato?


è qui no?
la detraggono dalla busta o la paghi coi bollettini [;)]
poi se vuoi qualcosa di particolare, devi pagare o.. farti una assicurazione [;)]

ciao
mauro



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 Oggetto del messaggio: Re:
MessaggioInviato: 11/07/2020, 17:28 
L’Oklahoma diventa una riserva indiana: la decisione della Corte suprema americana



Un decisione storica della Corte Suprema americana ha stabilito che quasi metà dello stato dell’Oklahoma (la sua parte orientale, inclusa la città di Tulsa) appartiene al territorio di una riserva indiana e, dunque, alla sua giurisdizione. La sentenza non solo è un forte riconoscimento dei nativi americani, ma potrebbe anche rimodellare il sistema di giustizia penale impedendo alle autorità statali di perseguire i reati che coinvolgono gli stessi indiani. Scrive il New York Times: “La decisione mette in dubbio centinaia di condanne statali nei confronti di nativi americani e potrebbe cambiare la gestione delle azioni penali in una vasta fascia dello stato. Gli avvocati stanno anche esaminando se avesse implicazioni più ampie per la tassazione, la suddivisione in zone e altre funzioni del governo. Ma molti degli impatti specifici saranno determinati dai negoziati tra le autorità statali e federali e cinque tribù di nativi americani in Oklahoma”. Per la decisione (5-4) è stato fondamentale il voto di Neil M. Gorsuch, un giudice molto conservatore che però si è schierato con i colleghi liberal sostenendo che il Congresso aveva concesso una riserva ai Creek e che dunque gli Stati Uniti dovevano rispettarne le sue promesse.



https://it.businessinsider.com/loklahom ... americana/


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 Oggetto del messaggio: Re:
MessaggioInviato: 13/07/2020, 14:01 
Ogni tanto una decisione giusta... Almeno in apparenza. ed' però un altro segno del processo di disgregazione degli USA.



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 Oggetto del messaggio: Re:
MessaggioInviato: 13/07/2020, 19:07 
Ottimo, anche se questi risarcimenti a scoppio ritardato suonano come una beffa. Chissà cosa direbbe il fu presidente Jackson, o, per stare in tempi ben più vicini a noi, John Wayne, che a quanto si dice sognava di accoppare i pellerossa anche dal vivo, oltre che nei suoi film.


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 Oggetto del messaggio: Re:
MessaggioInviato: 14/07/2020, 01:39 
Texas

Usa, 30enne muore un dopo covid party. Le ultime parole: "Pensavo fosse tutto falso"

Lo scopo dei covid party è testare se il virus esiste realmente o esporre intenzionalmente i partecipanti al coronavirus per ottenere l'immunità

Coronavirus, nuovo record di contagi negli Usa: 65mila in un giorno Coronavirus, Trump torna ad accusare la Cina e annuncia: "Vaccino entro l'anno" 13 luglio 2020 Un uomo di 30 anni che aveva frequentato un party covid-19, convinto che il coronavirus fosse una bufala, è morto dopo essere rimasto contagiato dal virus. Lo ha riferito ai media Jane Appleby, responsabile medico del Methodist Hospital a San Antonio, Texas, dove il paziente è morto.

"Penso di aver fatto un errore. Credevo fosse una bufala, ma non lo era", ha detto l'uomo ad una infermiera il giorno prima di morire, secondo quanto riferito dalla Appleby.

Lo scopo dei covid party è testare se il virus esiste realmente o esporre intenzionalmente i partecipanti al coronavirus per ottenere l'immunità.


https://www.rainews.it/dl/rainews/artic ... ee5a2.html


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 Oggetto del messaggio: Re: Re:
MessaggioInviato: 14/07/2020, 05:21 
vimana131 ha scritto:
Texas

Usa, 30enne muore un dopo covid party. Le ultime parole: "Pensavo fosse tutto falso"

Lo scopo dei covid party è testare se il virus esiste realmente o esporre intenzionalmente i partecipanti al coronavirus per ottenere l'immunità

Coronavirus, nuovo record di contagi negli Usa: 65mila in un giorno Coronavirus, Trump torna ad accusare la Cina e annuncia: "Vaccino entro l'anno" 13 luglio 2020 Un uomo di 30 anni che aveva frequentato un party covid-19, convinto che il coronavirus fosse una bufala, è morto dopo essere rimasto contagiato dal virus. Lo ha riferito ai media Jane Appleby, responsabile medico del Methodist Hospital a San Antonio, Texas, dove il paziente è morto.

"Penso di aver fatto un errore. Credevo fosse una bufala, ma non lo era", ha detto l'uomo ad una infermiera il giorno prima di morire, secondo quanto riferito dalla Appleby.

Lo scopo dei covid party è testare se il virus esiste realmente o esporre intenzionalmente i partecipanti al coronavirus per ottenere l'immunità.


https://www.rainews.it/dl/rainews/artic ... ee5a2.html


POVERO DEFICENTE PATENTATO USA...

comunque aveva 38 anni
https://www.ilmattino.it/primopiano/est ... 44434.html

ma vi sembra uno di 38 anni?

Immagine

somiglia di più a un 50enne...
da quello che ha fatto e guadagnato, con la sua esposizione al covid party,
è chiaro che è il genere di persona USA che non ha freni per la salute,
SOPRATTUTTO NELL'ALIMENTAZIONE,
si vede dall'aspetto: gente che sfida la salute, e muore

QUANTI POVERI LIBERI DEFICENTI...
DEFICENTI MA LIBERI
LIBERI MA DEFICENTI

E PURE MORTI...



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Gli abortiti non sono figli della "libertà" di chi li ha uccisi.
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 Oggetto del messaggio: Re:
MessaggioInviato: 14/08/2020, 16:21 
I professori hanno paura: sempre più testamenti per il rientro a scuola

I timori dei professori sono dovuti al fatto che, in delle scuole appena riaperte, sono emersi focolai di Covid, a causa dell’indisciplina degli alunni


Negli Stati Uniti, con il graduale ritorno dei professori al lavoro nelle scuole, sempre più operatori dell’educazione stanno decidendo, per paura di contagi letali all’interno delle aule, di fare testamento. Con la riapertura degli edifici scolastici nella fase post-confinamento, si sta infatti registrando un vero e proprio boom di richieste di redazione di testamenti da parte di migliaia di insegnanti, timorosi che il loro rientro sul luogo di lavoro possa coincidere con il venire colpiti dal letale coronavirus e con il cadere vittime del servizio. Il tema della riapertura delle scuole americane ha finora infiammato il dibattito politico, con il presidente Trump schieratosi apertamente a favore del ritorno degli studenti sui banchi. A detta del tycoon e di molti altri politici, se non si torna a scuola, i genitori non possono tornare a lavorare perché non hanno le disponibilità finanziarie per prendere una baby sitter. E se non si torna a lavorare, l’economia non si rimette in moto. Gli esperti sanitari, al contrario, consigliano di posticipare di almeno due mesi il riavvio delle lezioni frontali in classe, così da evitare per un po’ la comparsa di focolai di Covid nelle strutture didattiche.

Sul nodo-riaperture spetta comunque decidere ai governatori dei singoli Stati, ma migliaia di docenti si sono nel frattempo già premuniti contro eventuali loro decessi sul lavoro facendo redigere anticipatamente le proprie ultime volontà.

Insegnanti su insegnanti di tutto il Paese, temendo di ammalarsi e di morire di coronavirus una volta tornati a fare lezione in classi affollate e piene di studenti poco avvezzi al rispetto delle regole igieniche, si stanno di conseguenza rivolgendo a studi legali e sindacati per fare testamento.

L’avvocato Teddy Rivera, attivo in Florida proprio in un sindacato impegnato a fornire il macabro servizio, ha calcolato che l’aumento di richieste di redazione dei documenti citati avanzate da professori sarebbe pari al 1000%. Egli ha a tale proposito rimarcato: “Sono avvocato del sindacato da sei anni, in genere facciamo di tutto, ma da varie settimane non facciamo altro che testamenti, testamenti, testamenti. Direi che c’è stato un aumento del mille per cento!”.

In altri Stati, la percentuale di incremento sarebbe addirittura maggiore. A rivelarlo è stata Alicia Priest, sindacalista dell’Oklahoma: “La richiesta di testamenti è cresciuta del 3 mila per cento. E’ terribile che i nostri membri debbano temere di morire solo perché tornano in cattedra!”.

Il fatto che sempre più docenti, spinti dalla paura di contagiarsi e di morire di Covid una volta rientrati a scuola, stiano chiedendo di fare stendere anticipatamente le loro ultime volontà sta rappresentando una grossa occasione di guadagno per gli studi legali specializzati in tale genere di prestazione. Questi ultimi stanno infatti approfittando della crisi offrendo grossi sconti per gli insegnanti che vogliano scrivere le ultime volontà.

Rhanda, ultraquarantenne insegnante di matematica alle medie, è una di quelle migliaia di docenti che hanno fatto la scelta in questione e l’ha giustificata con le seguenti parole: “Lo so che insegnare è un mestiere nobile, un servizio per la .E sono sempre stata pronta a fare dei sacrifici. Ma nessuno mi aveva detto che dovevo essere anche pronta a immolarmi come se fossi un soldato. Confesso di aver paura di rimetterci le penne. E ho fatto testamento”.

Altri professori, invece di scrivere il documento citato, hanno optato per la sottoscrizione di una polizza assicurativa sulla vita. Così ha ad esempio deciso la ventiquattrenne Maggie, insegnante nel New Jersey in una classe di bambini con disabilità intellettive: “Non ho nulla da lasciare, e quindi invece del testamento ho fatto un’assicurazione sulla vita, così se mi dovesse succedere il peggio potrò aiutare i miei genitori. Ho scelto questo mestiere proprio perché voglio aiutare i bambini con difficoltà, ma se avessi saputo che avrei dovuto rischiare la vita a 24 anni, quando ancora non ho finito di pagare i miei debiti con la banca per le tasse universitarie, ci avrei ripensato”.

Altri operatori dell’educazione ancora hanno perfino già vergato di loro pugno il proprio necrologio. Tra questi vi è la trentatreenne Whitney Reddick, che ha pubblicato su Facebook un messaggio che recita: “Witney ci ha lasciato dopo essersi arresa all'ignoranza di quelli al potere ed essere tornata al lavoro”.

Ulteriori docenti, principalmente quelli anziani o che vivono soli, avrebbero inoltre già provveduto a pagare il loro funerale.

La paura degli insegnanti di essere colpiti dal Covid al momento del ritorno al lavoro in aula sembra essere avvalorata dalle ultime notizie sugli effetti delle riaperture degli istituti scolastici negli Stati che le hanno autorizzate. In molte strutture tornate a ripopolarsi di alunni e professori sono appunto comparsi focolai del morbo, con conseguente richiusura dei complessi educativi. Un caso del genere si è verificato in Georgia, ossia uno Stato che aveva dato il via libera alla riapertura delle scuole.

In un liceo locale sono state ultimamente scattate delle foto che ritraevano gli studenti tutti assembrati nei corridoi, senza indossare le mascherine e senza rispettare le distanze di sicurezza. Risultato: otto casi di coronavirus confermati nell’istituto incriminato.



https://www.ilgiornale.it/news/mondo/us ... 83483.html


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 Oggetto del messaggio: Re:
MessaggioInviato: 16/08/2020, 13:43 
Il mistero dei semi spediti agli americani dalla Cina: truffa o bioterrorismo?




Migliaia di americani stanno ricevendo per posta degli strani pacchetti. A prima vista sembrano quelli che contengono gioielli o giocattolini, ma una volta aperti rivelano tutt’altro contenuto: campioni di semi. Potrebbe sembrare un mail bombing da attivisti ambientalisti, una proposta per rendere più verde l’ambiente, ma nessun messaggio accompagna le bustine. Inoltre le scritte e la loro provenienza sembrano risalire alla Cina, o forse al Kirgyzstan. Potrebbe quindi essere invece la premessa per un film di fantascienza, che porta alla crescita di alieni nell’orto.

Non è qualcosa di poco conto in ogni caso: ormai cittadini di oltre 30 stati americani, dal Kansas, all’Arizona, al Minnesota, a New York, tipicamente agricoli ma anche molto urbani, le hanno ricevute. E subito è scattato l’allarme. Nessuno dei riceventi aveva ordinato prodotti che avevano a che fare con quel genere.



Molti però fanno spesso acquisti su Amazon. E un’analisi non ufficiale dei profili Twitter avrebbe dimostrato che si tratta di appassionati di giardinaggio.

I primi a far scattare le indagini sono stati i diretti interessati: i dipartimenti di agricoltura dei vari stati.

Quello del Minnesota è stato il primo ad aprire una mail arrest.the.pest@state.mn.us e a invitare i cittadini a inviare informazioni su quanto ricevuto. Il Kansas ha ordinato di non piantare assolutamente nessun granello, e neppure buttarli nella spazzatura. Anche lo Usda, il dipartimento generale americano ha aperto una mail per ricevere le foto, ma invia persino il personale a casa per ritirare i campioni. Verranno poi fatte delle analisi per capire se il contenuto può danneggiare l’agricoltura o l’ambiente.
I complottisti hanno già iniziato a pensare che si tratti di un intrigo cinese ai danni della sicurezza americana.

Il Better business Bureau, un’organizzazione privata che promuove la fiducia nel mercato, ha avvertito che potrebbe anche trattarsi di tutt’altro meccanismo, legata alle false recensioni: i truffatori spediscono pacchi leggeri (poco costosi da spedire), come palline da ping pong e semi, a persone che non hanno ordinato la merce. Lo fanno al fine di creare profili di clienti falsi con nomi reali su siti di e-commerce e quindi creare false recensioni positive per i loro prodotti e/o società.

L’unica reale preoccupazione che sta emergendo invece è legata al protezionismo che gli Usa hanno nei confronti dei propri prodotti alimentari. Ritengono infatti di avere le riserve di cibo più abbondanti del mondo e intendono mantenere questo primato. E le proteggono con la stessa cura di un’arma strategica. Il cibo non è qualcosa di superfluo: è la base dell’economia. Per questo motivo il controllo su tutto quello che potrebbe turbare questa ricchezza viene svolto in modo meticoloso. Quando si vola verso il continente è consentito solo parzialmente portare frutta e verdure. Tutto dipende dalla provenienza. E se non viene dichiarata, il viaggiatore rischia multe fino a 500 dollari. Anche i formaggi sono controllati.

Le autorità agricole americane infatti danno per scontato che i semi, se germogliassero, potrebbero dare origine a piante invasive. In realtà quelli arrivati erano di piante comuni, come fiori di cosmo, rapanelli, soia, basilico, zucca, menta, salvia, cavolo. Potrebbero però ospitare patogeni sconosciuti che potrebbero infettare quelle autoctone e che, in mancanza di nemici, diventerebbero molto aggressivi, al punto di provocare la temutissima distruzione dell’agricoltura americana. Chi non collabora potrebbe rischiare di essere ritenuto un terrorista, e non fare quello che a chiunque altro verrebbe da fare, ovvero buttare i semi in terra, è come proteggere lo Stato dalla minaccia degli stranieri.



https://it.businessinsider.com/mistero- ... errorismo/


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 Oggetto del messaggio: Re:
MessaggioInviato: 30/08/2020, 11:13 
Il genocidio degli Stati Uniti contro i nativi americani


Immagine


di Yin Jie - Global Times
¯
Il 25 agosto, Politico, un mezzo d’informazione che si occupa di politica, ha riferito che l'amministrazione Trump sta considerando di definire la cosiddetta "repressione" cinese della minoranza musulmana uigura nello Xinjiang un "genocidio". E se non ci fosse abbastanza consenso per usare il termine genocidio, l'amministrazione accuserebbe invece la Cina di "crimini contro l'umanità" o "pulizia etnica".



Nonostante il fatto che lo Xinjiang stia godendo di uno sviluppo economico sostenuto, stabilità sociale e vivacità culturale senza precedenti, l'amministrazione Trump sta ancora calunniando e diffamando la Cina su questioni relative allo Xinjiang e definendo le misure legali cinesi in materia di antiterrorismo, antiseparatismo e deradicalizzazione "genocidio". Ironia della sorte, se diamo uno sguardo alla storia, quello che gli Stati Uniti hanno fatto ai nativi americani può essere definito un genocidio.



Dopo che l'indipendenza degli Stati Uniti fu riconosciuta dalla Gran Bretagna nel 1783, i coloni americani iniziarono la loro secolare espansione verso il west, in gran parte sterminando i nativi americani e conquistando le loro terre. Il governo degli Stati Uniti ha autorizzato più di 1.500 guerre, attacchi e raid contro gli indiani, la maggior parte di qualsiasi paese al mondo contro i suoi indigeni. Quando Colombo arrivò nel 1492, si stima che da 5 a 15 milioni vivessero in Nord America. Il numero è diminuito drasticamente a meno di 238.000 entro la fine del XIX secolo.



I nativi americani furono espulsi dalle terre dove avevano vissuto per generazioni e privati ??del diritto alla vita. L'Indian Relocation Act del 1830 obbligò le tribù indiane del sud-est a spostarsi da est del fiume Mississippi a ovest. Il viaggio verso ovest era supervisionato e controllato da pattuglie dell'esercito e della milizia. Tra il 1830 e il 1850, il governo costrinse quasi 100.000 nativi americani a lasciare le loro terre d'origine, migliaia dei quali morirono di malattie, fame e freddo. Questo viaggio pericoloso divenne in seguito noto come "Sentiero delle lacrime".



Inoltre, i nativi americani sono stati seriamente discriminati e la loro uccisione è stata premiata. George Washington ha descritto gli indiani come la "bestia selvaggia della foresta" e il "lupo" perché erano entrambi animali da preda. Nel 1862, per ordine del presidente Abraham Lincoln, trentotto Indiani Dakota furono impiccati a Mankato, Minnesota, nella più grande esecuzione di massa nella storia degli Stati Uniti. Il presidente Theodore Roosevelt affermò notoriamente che: "Non mi spingo fino al punto di pensare che gli unici indiani buoni siano gli indiani morti, ma credo che nove su dieci lo siano. E non vorrei indagare troppo da vicino sul caso del decimo". I coloni americani venivano persino pagati per ogni nativo che uccidevano: 50 sterline per scalpi maschi adulti, 25 per scalpi femmine adulte e 20 per scalpi di ragazzi e ragazze di età inferiore ai 12 anni.



Anche le tradizionali pratiche agricole e culturali dei nativi americani furono rovinate. Ad esempio, i bufali, la principale fonte di cibo e altri beni essenziali per i nativi americani, furono uccisi dall'esercito e dalle compagnie ferroviarie statunitensi quasi fino all'estinzione. I collegi governativi una volta separavano i bambini nativi americani dalle loro famiglie e proibivano loro di parlare la loro lingua o praticare la loro religione. La California era una volta l'area più diversificata per i nativi americani, ma la corsa all'oro della California del 1848 portò lì 300.000 persone che ridussero in schiavitù i nativi americani e li usarono come fonte gratuita di lavoro. Il governatore della California Gavin Newsom si è scusato con i popoli nativi dello stato nel 2019. "Si chiama genocidio ... [Non c'è] altro modo per descriverlo e questo è il modo in cui deve essere descritto nei libri di storia", ha affermato Newsom.



La definizione di genocidio delle Nazioni Unite è la seguente: "Qualunque dei seguenti atti commessi con l'intento di distruggere, in tutto o in parte, un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso, in quanto tale: uccidere membri del gruppo; causare gravi danni fisici o mentali ai membri del gruppo; infliggere deliberatamente al gruppo condizioni di vita calcolate per provocarne la distruzione fisica in tutto o in parte; imporre misure intese a prevenire le nascite all'interno del gruppo; e trasferire con la forza i figli del gruppo a un altro gruppo”.



Dato che il governo degli Stati Uniti e i coloni americani hanno intrapreso guerre, condotto uccisioni di massa e distrutto le tradizioni culturali dei nativi americani per impedire la sopravvivenza delle tribù indiane, è chiaro che le azioni intraprese contro i nativi americani sono state un genocidio. Persino Adolf Hitler sosteneva che il suo concetto di campi di concentramento e la praticità del genocidio dovessero molto ai suoi studi sulla storia inglese e degli Stati Uniti. Ammirava moltissimo i campi per gli indiani nel selvaggio west.



Fino ad oggi, la discriminazione e l'oppressione contro le minoranze etniche continua negli Stati Uniti. La discriminazione razziale è sistemica nella società americana. I nativi americani, gli afroamericani e altre minoranze sono ancora in gravi difficoltà.



Un rapporto pubblicato il 18 novembre 2019 dalla National Public Radio mostra che i nativi americani hanno maggiori probabilità di avere problemi di accesso all'acqua rispetto a qualsiasi altro gruppo. Cinquantotto su 1.000 famiglie di nativi americani non hanno impianti idraulici, rispetto a 3 su 1.000 famiglie di bianchi. I nativi americani subiscono più morti, povertà e tassi di disoccupazione più elevati. L'incidenza di omicidi e sparizioni contro le popolazioni indigene è ben al di sopra della media.



Secondo un sondaggio del Pew Research Center intitolato Race in America 2019, circa il 76% dei discendenti africani e degli asiatici e il 58% degli ispanici afferma di aver subito discriminazioni o di essere stato trattato ingiustamente a causa della propria razza o etnia almeno di tanto in tanto. Il signor Floyd non è stato l'unico a morire negli Stati Uniti perché non riusciva a respirare. Diversi giorni fa, Jacob Blake, un uomo di colore di 29 anni, è stato colpito 7 volte dalla polizia a Kenosha, nel Wisconsin. La sparatoria ha suscitato rabbia a livello nazionale e un'ondata di proteste.



In netto contrasto, i diritti umani fondamentali dei residenti di tutti i gruppi etnici nello Xinjiang sono effettivamente garantiti. Negli ultimi 60 anni circa, da quando è stata istituita la regione autonoma uigura dello Xinjiang, il suo aggregato economico è cresciuto di quasi 200 volte e il tenore di vita delle persone è costantemente migliorato. Dal 2014 alla fine del 2019, 2,92 milioni di persone di 730.000 famiglie sono uscite dalla povertà e il tasso di povertà della regione è sceso all'1,24% dal 19,4% del 2013. Le attività religiose e la libertà di credo religioso dei residenti nello Xinjiang sono protette dalla legge. C'è una moschea ogni 530 musulmani nello Xinjiang, un numero superiore a quello di molti paesi islamici.



Non puoi svegliare una persona che finge di dormire. Gli Stati Uniti chiudono un occhio sulle loro azioni genocide contro i nativi americani in passato e arrivano al punto di diffamare la Cina sulla base di accuse senza prove. Ciò che gli Stati Uniti dovrebbero veramente fare è prendersi cura della vita e della felicità del popolo americano, specialmente di quella delle minoranze etniche. Proprio come ha detto Doc Rivers, allenatore NBA e un americano di colore, "è incredibile perché continuiamo ad amare questo paese e questo paese non ci ricambia".



Quando gli Stati Uniti torneranno ad amare il suo popolo?
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