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MessaggioInviato: 11/07/2014, 19:51 
GAZA: l'esercito israeliano avvisa le famiglie che stanno per bombardare la loro abitazione: gli telefonano, "bussano sul tetto", in gergo.
Da quel momento la famiglia ha un paio di minuti (e non 5 come ha dichiarato un esponente del governo israeliano) per evacuare la casa ed evitare di restare sotto le macerie... non gli concedono il tempo per mettere in salvo i propri effetti personali, possono giusto prendere ciò che hanno a portata di mano e uscire frettolosamente.
Immaginatevi la situazione!
Immaginate di ricevere una telefonata: "uscite di casa, stiamo per raderla al suolo"...
Dopo pochi minuti la vostra abitazione non esiste più: rasa al suolo. Le polveri invadono il quartiere, e la vostra famiglia è rimasta senza casa e senza niente.
Quando le polveri si diradano non vi resta che andare tra le macerie a vedere se potete recuperare qualche vestito, qualche oggetto... TERRIBILE!


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https://www.facebook.com/photo.php?v=10 ... 12&fref=nf

Madonna che botta [:0] [:0]


Ultima modifica di Wolframio il 11/07/2014, 19:53, modificato 1 volta in totale.


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MessaggioInviato: 11/07/2014, 19:52 
Cita:
Thethirdeye ha scritto:

Cita:
ubatuba ha scritto:

..se avessero ottemperato alla risoluzione onu del 1948 probabilmente non avrebbero perso tutti quei territori........................... [;)]


Eh.... e quindi? Li vogliamo ammazzare tutti perchè non hanno ottemperato
alla risoluzione ONU del '48? Ma che cosa state dicendo ragazzi?

Io sono allibito.... [V]


ma chi ha affermato che si dovrebbero ammazzare tutti,ho solo detto che se qualkuno avesse rispettato la risoluzione onu,non saremmo giunti a questo punto,oltretutto poi perdendo le guerre,la storia insegna,si perdono territori,magari accettare l'esistenza d'israele,come fatto l'egitto..................... [;)]


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MessaggioInviato: 11/07/2014, 20:08 
Ma dico... ma nessuno li ferma?

Il mondo che fa? Resta lì a guardare?

Cosa c'è... siccome il "progetto Siria" non è andato in porto,
hanno bisogno di abbassare il livello vibrazionale del pianeta
con questo scempio?

Hanno bisogno di "sacrifici umani" e di "panico generalizzato"?

Stanno dicendo in TIVVU' che stanotte parte pure l'attacco da terra....
Io non ho parole....... [:(]



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MessaggioInviato: 11/07/2014, 20:10 
.. e quel "qualcuno" sono le cinque nazioni arabe che volevano invaderlo nel '67 , per cui Israele attaccò per primo a sorpresa ("La guerra dei sei giorni") per non essere accerchiato.


http://cronologia.leonardo.it/storia/mo ... rae009.htm



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MessaggioInviato: 11/07/2014, 20:19 
con ogni probabilita'l'egitto dopo avere cacciato i fratelli mussulmani dal governo,spera che identica cosa possa capitare ad hamas,quindi stara' in un profilo basso,la siria ha i suoi problemi interni,quindi dovrebbe essere l'onu a cercare una soluzione......aspetta e spera....................[;)]


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MessaggioInviato: 11/07/2014, 20:35 
maledetti giudei


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MessaggioInviato: 11/07/2014, 21:41 
Gaza: "Uscite di casa, stiamo per raderla al suolo!"

GAZA: l'esercito israeliano avvisa le famiglie che stanno per bombardare la loro abitazione: gli telefonano, "bussano sul tetto", in gergo.
Da quel momento la famiglia ha un paio di minuti (e non 5 come ha dichiarato un esponente del governo israeliano) per evacuare la casa ed evitare di restare sotto le macerie... non gli concedono il tempo per mettere in salvo i propri effetti personali, possono giusto prendere ciò che hanno a portata di mano e uscire frettolosamente.

Immaginatevi la situazione!
Immaginate di ricevere una telefonata: "uscite di casa, stiamo per raderla al suolo"...

Dopo pochi minuti la vostra abitazione non esiste più: rasa al suolo. Le polveri invadono il quartiere, e la vostra famiglia è rimasta senza casa e senza niente.

Quando le polveri si diradano non vi resta che andare tra le macerie a vedere se potete recuperare qualche vestito, qualche oggetto... TERRIBILE!


Video&Fonte
http://www.nocensura.com/2014/07/gaza-u ... derla.html
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Calcio, bimbi e video virali: la propaganda bellica 2.0 israeliana



Alcuni bimbi, un pallone infangato, una partita serale. Rigore: il portiere con la maglia di Messi è pronto a parare. La camera inquadra con costanza il logo dell’Unicef stampato nella maglia blaugrana. I cuori battono, tutto è pronto. Ma non sapremo mai se la palla supererà le spalline gracili del portiere: sta suonando l’allarme, stanno per arrivare i razzi palestinesi.

Ecco cosa succede agli israeliani, spiega il Ministero degli Esteri con un video virale in cui ci sono tutti gli elementi del webmarketing di successo: personaggi che suscitano forte empatia (bambini), un evento esterno da cavalcare nella comunicazione del brand (i mondiali di calcio), il coinvolgimento “inconsapevole” di brand popolari (Barcellona f.c., Unicef, etc.), un video breve ben girato e assai funzionale ai social network.

“Dal 12 giugno almeno 386 razzi sono stati lanciati da Gaza verso il Sud d’Israele puntando deliberatamente target civili”, si legge nel sito del Ministero degli Esteri israeliano a corredo del video. Il lancio dei razzi, deplorevole, ha ucciso finora zero israeliani, tra civili e militari. L’operazione “Margine protettivo”, lanciata lunedì, ha finora (10.30 del 10 luglio, dati Ha’aretz) ucciso 70 gazawi, di cui almeno 13 bambini (proprio come quelli del video). La propaganda 2.0 necessita di 61 secondi filmati per essere sprigionata.

Fonte: frontierenews.it
Tratto da: informatitalia.blogspot.it


Ultima modifica di nemesis-gt il 11/07/2014, 21:53, modificato 1 volta in totale.

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MessaggioInviato: 11/07/2014, 22:01 
Ognuno fa la sua propaganda di guerra ...[^]



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MessaggioInviato: 11/07/2014, 22:46 
Certo che questi Israeliani giocano alla roulette russa,chi gli dice che prima o poi qualche razzo sparato da Gaza non contenga Gas o esplosivo nucleare?.[8]


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MessaggioInviato: 12/07/2014, 08:54 
Ma per piacere!
(Meglio che non intervenga più, tra politica interna ed estera ...) Tanto siamo sempre i soliti a scrivere (ed io, per di più, da solo).[^]



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MessaggioInviato: 12/07/2014, 09:46 
@Ufologo, pensala pure come vuoi, ma il fatto di essere il solo nel forum a difendere gli ebrei ti dovrebbe innestare qualche dubbio...leggi quello che ha scritto un giornalista ebreo, quindi uno di loro! [8]

Cita:
L’inferno di Gaza. Haaretz: “Israele non vuole la pace”
10 luglio 2014

Continua l’offensiva israeliana su Gaza, obiettivi case e residenze civili. Il giornalista di Haaretz, Gideon Levy scrive: “Israele non vuole la pace. Lo dimostra il progetto di colonizzazione”

Immagine

In attesa che si riunisca il Consigio di Sicurezza dell’Onu, continua e si intensifica l’attacco militare israeliano su Gaza. Con quelli di questa notte, 322, sono oltre 700 i bombardamenti dell’offensiva“Barriera protettiva” arrivata al suo terzo giorno e che questa volta ha avuto come obiettivi case e residenze civili. 14 palestinesi uccisi tra il centro e il sud della Striscia. Il primo bombardamento ha colpito un coffee shop a Khan Younis: sei uomini uccisi e almeno 15 feriti. Il secondo ha centrato la casa di Raed Shalat, nel campo profughi di Nuseirat, uccidendolo. Altri due raid hanno avuto come target due case a Khan Younis: sette vittime, di cui 4 donne e 3 bambini.

Per Gideon Levy, giornalista opinionista israeliano ha scritto sulle colonne del quotidiano Haaretz, “Israele non vuole la pace” o almeno non una pace con giustizia, senza la quale non c’è pace e non potrà esserci. Il lungo articolo di Levy, noto giornalista della sinistra israeliana, ritenuto da alcuni un eroe e da altri un propagandista di Hamas, è stato tradotto e pubblicato da Nena News. Ne riportiamo alcuni passaggi.


Gideon Levy

Verosimilmente il desiderio di pace di Israele è morto circa dieci anni fa, dopo il fallimento del summit di Camp David nel 2000, la diffusione della menzogna secondo cui non ci sono partner palestinesi per fare la pace, e, ovviamente, l’orribile periodo intriso di sangue della Seconda Intifada. Ma la verità è che, persino prima di tutto questo, Israele non ha mai veramente voluto la pace. Israele non ha mai, neppure per un minuto, trattato i palestinesi come esseri umani con pari diritti. Non ha mai visto la loro sofferenza come una comprensibile sofferenza umana e nazionale. […]

Il dato di fatto più evidente del rifiuto della pace da parte di Israele è, ovviamente, il progetto di colonizzazione. Fin dalle sue origini, non c’è mai stato una più attendibile o più evidente prova inconfutabile delle reali intenzioni [di Israele] di questa particolare iniziativa. In poche parole: chi costruisce gli insediamenti vuole consolidare l’occupazione, e chi vuole consolidare l’occupazione non vuole la pace. Ogni attività per la costruzione degli insediamenti dei coloni, ogni roulotte e ogni balcone trasmette rifiuto. Se Israele avesse voluto raggiungere la pace attraverso gli Accordi di Oslo, avrebbe almeno bloccato la costruzione di colonie di sua spontanea iniziativa. Il fatto che non sia avvenuto prova che gli accordi di Oslo sono stati un inganno, o nella migliore delle ipotesi la cronaca di un fallimento annunciato. Se Israele avesse voluto ottenere la pace a Taba, a Camp David, a Sharm el-Sheikh, a Washington o a Gerusalemme, la sua prima mossa avrebbe dovuto essere la fine di qualunque tipo di edificazione nei Territori [occupati]. Senza porre condizioni. Senza contropartita. Che Israele non lo abbia fatto è la prova che non vuole una pace giusta.

Ma le colonie sono state solo la pietra di paragone delle intenzioni di Israele. Il suo atteggiamento di rifiuto è molto più profondamente radicato nel suo DNA, nelle sue vene, nella sua ragione d’essere, nelle sue originarie convinzioni. Lì, a livello più profondo, risiede il concetto che questa terra è destinata solo agli Ebrei. Lì, a livello più profondo, è fondata la valenza di “am sgula” – “il prezioso popolo” di Dio – e “siamo gli eletti da Dio”. In pratica, ciò viene inteso con il significato che, in questo territorio, gli ebrei possono fare quello che agli altri è vietato. Questo è il punto di partenza, e non c’è modo di passare da questo concetto ad una pace giusta. Non c’è modo di arrivare ad una pace giusta quando il gioco consiste nella de-umanizzazione dei palestinesi. Non c’è modo di arrivare ad una giusta pace quando la demonizzazione dei palestinesi è inculcata quotidianamente nelle menti della gente. […] Di conseguenza, l’unico incontro tra i due popoli avviene tra gli occupanti, che sono armati e violenti, e gli occupati, che sono disperati e anche loro tendenzialmente violenti. [...]E’ molto facile, in questa situazione, incitare e infiammare i due popoli uno contro l’altro, spargere paure e instillare nuovo odio oltre a quello che già c’è. Anche questa è una sicura ricetta contro la pace.[...]

La visione dei due Stati ha guadagnato una diffusa adesione, ma senza la minor intenzione di metterla in pratica. La maggioranza degli

israeliani è favorevole, ma non ora e forse neppure qui. Sono stati abituati a credere che non ci sono partner per la pace – ossia una controparte palestinese – ma che ce n’è una israeliana.

Immagine

Sfortunatamente, la verità è l’esatto contrario. I non partner palestinesi non hanno più la minima possibilità di dimostrare di essere delle controparti; i non partner israeliani sono convinti di esserlo. Così è iniziato un processo nel quale condizioni, ostacoli e difficoltà [posti] da Israele, sono andati aumentando, un’altra pietra miliare dell’atteggiamento di rifiuto israeliano. Prima viene la richiesta di cessare gli attacchi terroristici; poi quella di un cambiamento dei dirigenti (Yasser Arafat come un ostacolo [alla pace]); e poi lo scoglio diventa Hamas. Ora è il rifiuto da parte dei palestinesi di riconoscere Israele come Stato ebraico. Israele considera ogni suo passo – a partire dagli arresti di massa degli oppositori politici nei Territori [occupati] – come legittimi, mentre ogni mossa palestinese è “unilaterale”.

L’unico paese al mondo che non ha confini [definiti] non è assolutamente intenzionato a definire quale compromesso sui [propri] confini che è pronto ad accettare. Israele non ha interiorizzato il fatto che per i palestinesi i confini del 1967 sono la base di ogni compromesso, la linea rossa della giustizia (o di una giustizia relativa). Per gli israeliani, sono “confini suicidi”. Questa è la ragione per cui la salvaguardia dello status quo è diventato il vero obbiettivo di Israele, il principale scopo della sua politica, praticamente fondamentale e unico. Il problema è che l’attuale situazione non può durare per sempre. Storicamente, poche nazioni hanno accettato di vivere per sempre sotto occupazione senza resistere. E pure la comunità internazionale sarà un giorno disposta ad esprimere una ferma condanna di questo stato di cose, accompagnata da misure punitive. Ne consegue che l’obiettivo di Israele è irrealistico.

Slegata dalla realtà, la maggioranza degli israeliani continua nel proprio modo di vita quotidiano. Nella loro visione della situazione, il mondo è sempre contro di loro, e le zone occupate nel giardino di casa sono lontane dal loro campo di interesse. Chiunque osi criticare la politica di occupazione è etichettato come antisemita, ogni atto di resistenza è interpretato come una sfida esiziale. Ogni opposizione internazionale all’occupazione è letto come una “delegittimazione” di Israele e come una minaccia all’esistenza stessa del paese. I sette miliardi di abitanti del pianeta – la maggior parte dei quali sono contrari all’occupazione – sbagliano, e i sei milioni di ebrei israeliani – la maggior parte favorevole all’occupazione – sono nel giusto. Questa è la realtà dal punto di vista dell’israeliano medio.

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Si aggiunga a questo la repressione, l’occultamento e l’offuscamento [della realtà], ed ecco un’altra spiegazione dell’atteggiamento di rifiuto: perché ci si dovrebbe impegnare per la pace finché la vita in Israele è buona, la tranquillità prevale e la realtà è nascosta? L’unico modo che la Striscia di Gaza assediata ha per ricordare alla gente della sua esistenza è di sparare razzi, e la Cisgiordania torna a fare notizia nei giorni in cui vi scorre il sangue. Allo stesso modo, il punto di vista della comunità internazionale è presa in considerazione solo quando cerca di imporre il boicottaggio e le sanzioni, che a loro volta generano immediatamente una campagna di autocommiserazione costellata di ottuse – e a volte anche fuori luogo – accuse che fanno riferimento alla storia.

Questa è dunque la cupa immagine [della situazione]. Non ci si trova neanche un raggio di speranza. Il cambiamento non avverrà dall’interno, dalla società israeliana, finché questa società continuerà a comportarsi in questo modo. I palestinesi hanno fatto più di un errore, ma i loro errori sono marginali. Fondamentalmente la giustizia è dalla loro parte, e un fondamentale atteggiamento di rifiuto è appannaggio degli israeliani. Gli israeliani vogliono l’occupazione, non la pace. Spero solo di sbagliarmi.
Fonte:http://popoffquotidiano.it/2014/07/10/linferno-di-gaza-gideon-levy-israele-non-vuole-la-pace/


Questo è il sito del giornale israeliano:
http://www.haaretz.com/



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MessaggioInviato: 12/07/2014, 13:13 
Cita:
Ufologo 555 ha scritto:

Ma per piacere!
(ed io, per di più, da solo). [^]


..se hai sempre il sostegno aereo selettivo............................... [;)] [:I]


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MessaggioInviato: 12/07/2014, 13:25 
Gaza, missile israeliano su orfanotrofio'Uccise 3 bimbe disabili, infermiere ferite'

Quinto giorno di bombardamenti Israeliani in risposta ai razzi di Hamas dalla Striscia di Gaza verso le città ebraiche. I morti provocati dall’offensiva militare (che avrebbe colpito oltre mille obiettivi) sono – secondo fonti palestinesi – 121. E sono sempre più frequenti le scene di orrore, come quella denunciata questa mattina dall’agenzia di stampa Quds Press: “A Beit Lahya (a nord di Gaza) l’aviazione israeliana ha centrato un orfanotrofio, provocando la morte di tre piccole disabili“. Secondo l’agenzia diverse infermiere sono rimaste ferite. In Israele l’episodio non è ancora stato commentato e il portavoce miliare si limita a ripetere che Hamas ha sistematicamente provveduto a nascondere missili e armi in moschee ed in istituti pubblici, senza però spiegare come vengono scelti gli “obiettivi” di questo raid aereo.

Secondo quanto riferito dai servizi d’emergenza della Striscia, altre vittime sono tre uomini uccisi vicino a una moschea nella parte occidentale di Gaza City ed un ragazzo di 17 anni, morto in un raid contro la città. Nel corso dei raid aerei israeliani 282 case di Gaza sono state rase al suolo. Altre novemila sono state danneggiate; di queste 260 non sono più abitabili secondo il ministero dell’edilizia e dei lavori pubblici a Gaza.

Intanto, da Tel Aviv, una portavoce militare israeliana ha comunicato che l’esercito ha colpito la notte scorsa circa 84 obiettivi “affiliati al terrorismo di Hamas” nella Striscia. Tra i target ci sono “68 lanciatori di razzi, 21 centri militari, 18 fabbriche di armi e depositi”. Inoltre, l’esercito ha detto di aver colpito “10 operativi del terrore, 6 di questi direttamente coinvolti nel lancio di razzi in quel momento verso Israele”. Da Gaza contro Israele sono invece stati lanciati nella notte cinque razzi, portando ad un totale di 690 il numero di quelli sparati negli ultimi cinque giorni. I feriti dell’operazione sono saliti intanto a 920. Secondo quanto sostenuto da Hamas, i due terzi delle vittime nella Striscia sono civili, per la maggior parte donne e bambini.

Il Kuwait ha chiesto una riunione di emergenza dei ministri degli Esteri della Lega Araba per discutere “il deterioramento della situazione nella Striscia di Gaza”. La riunione potrebbe tenersi già lunedì, ha detto un funzionario della Lega. “Un’invasione della Striscia di Gaza costituirebbe una escalation dalle conseguenze imprevedibili” dice in una intervista a La Stampa, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/07 ... i/1057993/


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MessaggioInviato: 12/07/2014, 13:53 
Cita:
Angel_ ha scritto:
Gli israeliani vogliono l’occupazione, non la pace.

Questo mi sembra evidente......

Nel corso di centinaia di raid aerei israeliani condotti in continuazione dall'inizio della settimana 282 case di Gaza sono state rase al suolo. Altre novemila sono state danneggiate severamente; di queste 260 non sono più abitabili. Lo rende noto il ministero dell'edilizia e dei lavori pubblici a Gaza.

http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/m ... 80db0.html


Anche perchè se avvisano gli occupanti per, diciamo così, limitare la carneficina (con la storia deL PREAVVISO di
due minuti per evacuare le case), di fatto, stanno occupando i territori.

Erdogan condanna le "bugie" di Israele su Gaza - Il primo ministro turco Recep Tayyip Erdogan ha accusato oggi Israele di seguire una politica basata sulle "bugie" in relazione ai bombardamento di Gaza. Israele "dice che (Hamas) lancia i razzi. Ma qualcuno è morto?", si è chiesto Erdogan parlando ai suoi sostenitori a Istanbul alla presentazione della sua piattaforma presidenziale. "Il numero di palestinesi che avete ucciso è attualmente cento - ha aggiunto riferendosi a Israele -. La sua vita si basa sulla menzogna. Israele non è onesto".

http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/m ... 80db0.html


Allucinante.....



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Solo gli stolti e/o disinformati non capiscono cosa sta facendo Israele. Pulizia etnica e colonizzazione totale di quel poco che resta della Palestina e del suo popolo.


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