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 Oggetto del messaggio: Le bufale sul fascismo che i nostalgici ripetono su internet
MessaggioInviato: 15/08/2015, 12:37 
A volte ritornano diverse bufale relative al Fascismo. Bufale vecchie, vecchissime: risalenti alla caduta di Salò, ed al tentativo di mitizzare un’epoca che luminoso aveva ben poco.

Mito: I fascisti non hanno mai rubato
Realtà: Si è sempre detto che il Fascismo è stata una dittatura che ha strappato la libertà agli italiani ma che almeno i fascisti non hanno mai rubano, non sono stati corrotti. Invece non è così. Mussolini non fa in tempo a prendere il potere che la corruzione già dilaga. Un sistema corrotto scoperto già da Giacomo Matteotti: denuncia traffici di tangenti per l’apertura di nuovi casinò, speculazioni edilizie, di ferrovie, di armi. Affari in cui è coinvolto il futuro Duce attraverso suo fratello Arnaldo.
E poi c’è l’affare Sinclair Oil: l’azienda americana pur di ottenere il contratto di ricerche petrolifere in esclusiva sul suolo italiano paga tangenti a membri del governo, e ancora ad Arnaldo, per oltre 30 milioni di lire. Matteotti lo scopre ma il 10 giugno 1924 viene rapito da una squadraccia fascista e ucciso. Messo a tacere il deputato socialista, di questa corruzione dilagante gli italiani non devono, non possono assolutamente più sapere. Speculazioni, truffe, arricchimenti improvvisi, carriere strepitose e inspiegabili: gerarchi, generali, la figlia Edda e il genero Galeazzo Ciano e Mussolini stesso! Nessuno rimane immune
I documenti scoperti e mostrati da storici di assoluto valore come Mauro Canali, Mimmo Franzinelli, Lorenzo Benadusi, Francesco Perfetti, Lorenzo Santoro presso l’Archivio Centrale dello Stato sono prove che inchiodano il fascismo alla verità. È stato anche realizzato un documentario RAI che lo testimonia bene (qui)
Si è sempre detto che il Fascismo è stata una dittatura che ha strappato la libertà agli italiani ma che almeno i fascisti non hanno mai rubano, non sono stati corrotti. Invece non è così. Mussolini non fa in tempo a prendere il potere che la corruzione già dilaga. Un sistema corrotto scoperto già da Giacomo Matteotti: denuncia traffici di tangenti per l’apertura di nuovi casinò, speculazioni edilizie, di ferrovie, di armi. Affari in cui è coinvolto il futuro Duce attraverso suo fratello Arnaldo.


Mito: Devi ringraziare il Duce se esiste la pensione.
Realtà: In Italia la previdenza sociale nasce nel 1898 con la fondazione della "Cassa nazionale di previdenza per l’invalidità e la vecchiaia degli operai", un’assicurazione volontaria integrata da un contributo di incoraggiamento dello Stato e dal contributo anch'esso libero degli imprenditori. Mussolini aveva in quella data l’età 15 anni. L’iscrizione a tale istituto diventa obbligatoria solo nel 1919, durante il Governo Orlando, anno in cui l’istituto cambia nome in “Cassa Nazionale per le Assicurazioni Sociali”. Mussolini fondava in quella data i Fasci Italiani e non era al governo.
Tutta la storia della nostra previdenza sociale è peraltro verificabile sul sito dell'Inps. La pensione sociale viene introdotta solo nel 1969. Mussolini in quella data è morto da 24 anni.


Mito: La cassa integrazione guadagni è stata pensata e creata dal Duce per aiutare i lavoratori di aziende senza lavoro.
Realtà: La cassa integrazione guadagni (CIG) è un ammortizzatore sociale per sostenere i lavoratori delle aziende in difficoltà economica. Nasce nell'immediato dopoguerra per sostenere i lavoratori dipendenti da aziende che durante la guerra furono colpite dalla crisi e non erano in grado di riprendere normalmente l’attività. Quindi la cassa integrazione nasce per rimediare ai danni causati dal fascismo e della guerra che hanno causato milioni di disoccupati.
Nel 1939, tramite circolari interne, veniva prevista la possibilità, prevista senza un reale quadro normativo per poterla applicare, visto che allora era totalmente inutile.
L’Italia, già coinvolta nelle guerre nelle colonie (Libia, Abissinia) si stava preparando all’entrata in guerra al fianco della Germania e l’industria (soprattutto quella bellica) era in gran fermento, motivo per cui non solo si lavorava a turni pesantissimi ma si assistette addirittura al primo esodo indotto di lavoratori dall’agricoltura all’industria.
La Cassa Integrazione Guadagni, nella sua struttura è stata costituita solo il 12 agosto 1947 con DLPSC numero 869, misura finalizzata al sostegno dei lavoratori dipendenti da aziende che durante la guerra erano state colpite e non erano in grado di riprendere normalmente l’attività.


Mito: Ai tempi del Duce eravamo tutti più ricchi.
Realtà: Mussolini permise agli industriali e agli agrari di aumentare in modo consistente i loro profitti, a scapito degli operai. Infatti fece approvare il loro contenimento dei salari.
Nel 1938, dopo 15 anni di suo operato, la situazione economica dell’italiano medio era pessima, il suo reddito era circa un terzo di quello di un omologo francese.


Mito: grazie al Duce la disoccupazione non esisteva
Realtà: non vi era un reale stato di benessere dell’economia ma in realtà l’Italia stava preparando l’entrata in guerra e tutte le industrie (e l’artigianato) che direttamente o indirettamente fornivano l’esercito lavoravano a pieno regime. Senza contare le masse arruolate nell'esercito per poi essere usate come carne da macello per i sogni di gloria del duce.
Per contro, l’accesso al lavoro era precluso a tutti coloro che non sottoscrivevano la tessera del Partito Nazionale Fascista, sanzione che era estesa anche ai datori di lavoro che eventualmente li impiegassero. Motivo per cui durante il fascismo assistemmo ai flussi migratori di tutti coloro che per motivi politici non intesero allinearsi al regime ma avevano una famiglia da mantenere.
Il 27 maggio 1933 l'iscrizione al partito fascista è dichiarata requisito fondamentale per il concorso a pubblici uffici; il 9 marzo 1937 diventa obbligatoria se si vuole accedere a un qualunque incarico pubblico e dal 3 giugno 1938 non si può lavorare se non si ha la tanto conclamata tessera.


Mito: Il Duce ha fatto costruire grandi strade in Italia.
Realtà: Il programma infrastrutturale che prevedeva la costruzione delle strade completate durante il ventennio cominciò già durante il quinto governo di Giovanni Giolitti, avendo constatato l’impossibilità di uno sviluppo industriale in mancanza di solide strutture. Infatti, la necessità di realizzare infrastrutture in Italia fu un’idea di Giovanni Giolitti durante il suo quinto governo (15 giugno 1920/7 aprile 1921), avendo constatato l’impossibilità di uno sviluppo industriale in mancanza di solide strutture, sviluppo industriale dimostratosi necessario dal confronto con le altre grandi potenze che avevano partecipato al primo conflitto mondiale.
Tale “rivoluzione” non potè essere attuata da Giovanni Giolitti, prima, e dal governo Bonomi che ne seguì solo per i sette mesi che resse a causa del boicottaggio e dell’ostruzionismo politico da parte del nascente fascismo, prima generico movimento popolare (1919) e poi soggetto in forma di partito dal 1921, con la costituzione del Partito Nazionale Fascista.


Mito: “quando c’era lui i treni arrivavano in orario”
Realtà: non è vero. Come spiega questo articolo dell'Indipendent, si tratterebbe infatti di un mito derivante dalla propaganda durante il Ventennio.
La puntualità dei treni era infatti per la propaganda fascista il simbolo del ritorno all'ordine nel paese ma, in realtà, è solo grazie alla censura sistematica delle notizie riguardanti incidenti e disservizi ferroviari che questa immagine si è potuta formare.


Mito: Il governo di Mussolini raggiunse il pareggio di bilancio il primo aprile 1924 (e quindi è migliore dei governi attuali)
Realtà: Partiamo malissimo perché il pareggio è successo nel 1925 ed in altra data. Il mito calca la mano sul concetto fondamentale che il governo fascista fu in grado di pareggiare il bilancio dello stato mentre i governi attuali siano degli inetti. Che ci sia riuscito non c’è dubbio, ma era già successo prima che Mussolini salisse al governo (fu Minghetti a realizzarlo) nel 1876. Quindi dovremmo replicare anche le politiche economiche di 2 secoli fa?
All’inizio del ventennio l’Italia arrivava da un periodo di indebitamento causato dalla Guerra Mondiale e furono adottati dei provvedimenti corretti come le liberalizzazioni, riduzione delle spese e l’espansione industriale aiutò moltissimo, ma è possibile secondo voi paragonare l’economia di inizio ‘900 con quella attuale?
Come ogni disinformazione che si rispetti è più importante quello che si sta dimenticando di dire, e cioè che negli anni successivi però andò tutto in vacca: la crisi mondiale in parte e il disinteresse dell’economia del Duce, molto più interessato a fare la guerra, portarono il bilancio in negativo vanificando tutti gli sforzi fatti. La politica di autarchia messa in atto limitò moltissimo le importazioni e le esportazioni, politica totalmente inapplicabile oggi. Oltre ad aver causato la distruzione della nazione nella Seconda Guerra Mondiale.
Citando Totò: “L’operazione è riuscita, ma il paziente è morto”
Ha poi senso paragonare le scelte fatte quasi 100 anni fa a quelle attuali? Non è corretto né economicamente né storicamente. Un modello che è crollato su se stesso non è il miglior modello.


Mito: Mussolini rinunciò al suo stipendio per risanare l'economia e finanziare la guerra
Realtà: che Mussolini abbia o meno rinunciato al suo stipendio è irrilevante essendo stato un dittatore: dubito che le sue spese personali fossero state proporzionate al suo stipendio e il “dover finanziare una guerra” fu proprio quello che portò a sciupare quello che aveva fatto (per Mussolini era inconcepibile che non si facessero guerre, erano nella natura dell’uomo).


Mito: Mussolini non aumentò le tasse
Realtà: a parte i primi anni non è vero che le tasse non furono aumentate, un po’ alla volta nuove tasse colpirono gli italiani e la lira che aveva rafforzato nei primi anni venne svalutata più volte per poter tirare avanti. In parole povere davanti alle difficoltà il governo prese di volta in volta decisioni diverse e logicamente variavano anche di molto in base al momento storico. Non si può dire “Mussolini non aumentò le tasse”.


Mito: Mussolini impose ai membri del governo l'uso delle biciclette facendo risparmiare miliardi al popoli italiano
Realtà: Non esiste nessuna conferma sulla fiaba delle biciclette. Anzi ad un certo punto per spingere l’industria dell’automobile si mise una tassa sulla bici e, almeno in alcune grandi città, si cominciò a limitarne l’uso. Sull’effettivo risparmio di questa manovra come prima pesa il non detto: a chi rimosse l’auto? Quante erano le auto? Furono risparmiati miliardi di lire? Se parliamo di miliardi di lire (ne considero almeno due per essere plurale) del 1925 parliamo di circa 1.5 Miliardi di euro oggi con la rivalutazione monetaria. Al 2012 la spesa per autoblu e autogrigie in italia è stato di circa 1 Miliardo di euro, quindi dobbiamo dedurre che negli anni ’20 in Italia c’erano più auto pubbliche che adesso? Vi sembra possibile? E cercando tra i documenti del parlamento di quegli anni ho trovato stanziamenti per le automobili al servizio del governo…


Mito: Il Duce è stato l'unico uomo di governo che abbia veramente amato questa nazione.
Realtà: «Mi serve qualche migliaio di morti per sedermi al tavolo delle trattative.» enunciò il Duce il 26 maggio 1940 (ndr. L’Italia nella seconda guerra mondiale, Milano, Mondadori, 1946, p. 37): e così fu, visto che nella disastrosa “campagna di Russia”, solo per compiacere Adolf Hitler con una presenza italiana del tutto male equipaggiata e fornita nelle sue operazioni di guerra di guerra, persero la vita ufficialmente 114’520 militari sui 230’000 inviati al fronte, a cui aggiungere i dispersi, ovvero le persone che non risultavano morte in combattimento ma nemmeno rientrate in patria, che fonti UNIRR stimano in circa 60’000 gli italiani morti durante la prigionia in Russia.
Già...proprio amore.
Mussolini amava talmente l’Italia che:
- ha instaurato una dittatura
- ha abbassato i salari
- ha portato il paese al collasso economico
- ha tolto la libertà ai cittadini italiani
Il Duce amava talmente l’Italia da aver introdotto leggi razziali antisemite nel 1938 solo per compiacere l’alleato nazista, inutili perché in Italia gli ebrei, a differenza che in Germania, non avevano un’importanza rilevante in un sistema economico di cui la dittatura volesse provvedere all’esproprio.
Voleva così bene al suo popolo da farlo sprofondare in una guerra civile quando fu esautorato dal potere creando la Repubblica Sociale Italiana. Un paese già allo sbando a causa dell'armistizio dell'8 settembre e provato dalla guerra (condotta da lui con esiti a dir poco disastrosi) venne dilaniato ancora di più tra cosiddetta" Repubblica di Salò" e Italia liberata.
E i fascisti, soprattutto durante il periodo della Repubblica Sociale Italiana (o di Salò) collaborarono attivamente ai massacri di rappresaglia a seguito delle operazioni partigiane e alla deportazione nei lager di cittadini italiani.
E l’Italia, unico nei paesi “satellite” della Germania nazista, il fascismo fu istitutore e gestore di “lager” in Italia con l’impiego prevalente di proprio personale: la bibliografia ufficiale stima in 259 i campi di prigionia in Italia e gestiti con presenza prevalente di personale italiano, alcuni normali campi di detenzione, altri campi di smistamento in attesa della deportazione in Germania come quello di Bolzano e Fossoli, in provincia di Modena; ma alcuni erano autentici campi di sterminio come la Risiera di San Sabba a Trieste, dove il tenore dei massacri era inferiore solo ai campi in Germania e Polonia, molto più grandi e appositamente attrezzati.
Dossier, lettere, minacce, accuse vere e false oscenità, inganni, arresti, ricatti. Un ventennio di ricatti! Gerarca contro Gerarca, amante contro amante, e l’accusa di omosessualità come arma politica. E Mussolini su tutto e su tutti fa spiare, controlla, punisce, muove le sue pedine. - See more at: http://www.lagrandestoria.rai.it/dl/por ... qF7YM.dpuf
E ci sarebbe tanto altro da aggiungere, ampiamente documentato: corruzione dilagante, dossier, lettere, minacce, accuse vere e false oscenità, inganni, arresti, ed anche ricatti. Un ventennio di ricatti! Gerarca contro Gerarca, amante contro amante, e l’accusa di omosessualità come arma politica. E Mussolini su tutto e su tutti fa spiare, controlla, punisce, muove le sue pedine.


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 Oggetto del messaggio: Re: Le bufale sul fascismo che i nostalgici ripetono su inte
MessaggioInviato: 15/08/2015, 12:42 
l'inps, x quanto ne so,
fu creata da mussolini..

e l'iri, ecc.

x quanto riguarda le bufale,
con tutte le tonnellate
che se ne sentono oggi,

i latrocini legalizzati delle banche,
ecc.
non penso che allora
si stesse tanto peggio di oggi,

anzi..


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 Oggetto del messaggio: Re: Le bufale sul fascismo che i nostalgici ripetono su inte
MessaggioInviato: 15/08/2015, 13:46 
no è dal 1898 che esiste sotto altro nome,
non esageriamo oggi siamo comandati da banche massoni (c'erano già all'epoca) ecc.. ma si sta megli oggi come qualità di vita oggi hai tutto chi più chi meno, prova a chiedere a chi faceva parte dei contadini o cittadini popolani all'epoca e vedi come si viveva di **********. in più eri pure obbligato ad andare in guerra a crepare nel 90% dei casi


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 Oggetto del messaggio: Re: Le bufale sul fascismo che i nostalgici ripetono su inte
MessaggioInviato: 15/08/2015, 16:03 
xfabiox ha scritto:
no è dal 1898 che esiste sotto altro nome,
non esageriamo oggi siamo comandati da banche massoni (c'erano già all'epoca) ecc.. ma si sta megli oggi come qualità di vita oggi hai tutto chi più chi meno, prova a chiedere a chi faceva parte dei contadini o cittadini popolani all'epoca e vedi come si viveva di **********. in più eri pure obbligato ad andare in guerra a crepare nel 90% dei casi


ma nel 1898 la previdenza
non sapevano manco cos'era..


pensione, malattia pagata..
non era manco concepito..

se lavoravi, guiadagnavi,
sennò nisba..
il proletariato serviva a quello,
a farsi mantenere da anziani.
era quella lìassicurazione sulla vita..
mi pare che c fosse qualche cassa mutua privata
pagata da qualche categoria di lavoratori (non tutti)
che elargiva se ti infortunavi
ma nulla più..

l'inps, come la conosciamo,
l'ha fondata mussolini..

il fascismo ha fatto molti errori,
soprattutto partecipare alla guerra..
(ma nel '40 sembrava già tutto finito..)
ma qualche cosa di buono l'ha fatta,
bisogna riconoscerlo..

certo la medicina ha fatto passi avanti..
ma non è che prima si viveva nelle caverne..
e forse erano più felici.


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 Oggetto del messaggio: Re: Le bufale sul fascismo che i nostalgici ripetono su inte
MessaggioInviato: 15/08/2015, 16:10 
mik.300 ha scritto:
ma nel 1898 la previdenza
non sapevano manco cos'era..



In realta' sembrerebbe essere nata proprio nel 1898.

Nel 1898 la previdenza sociale muove i primi passi con la fondazione della Cassa nazionale di previdenza per l'invalidità e la vecchiaia degli operai. Si tratta di un'assicurazione volontaria integrata da un contributo di incoraggiamento dello Stato e dal contributo anch'esso libero degli imprenditori.


Nel 1933, durante il fascismo ci fu solo la riforma dell'ente (cioe' in pratica venne nazionalizzata) che in quell'occasione prese l'attuale denominazione, cambiando da CNAS a INPS.

Nel 1933 la CNAS assume la denominazione di Istituto Nazionale della Previdenza Sociale, ente di diritto pubblico dotato di personalità giuridica e gestione autonoma.


Il resto della storia qui:

http://www.inps.it/portale/default.aspx?iMenu=11



_________________
"Se riesci a mantenere la calma quando tutti intorno a te hanno perso la testa, forse non hai afferrato bene la situazione" - Jean Kerr

"People willing to trade their freedom for temporary security deserve neither and will lose both" - Benjamin Franklin
"Chi e' disposto a dar via le proprie liberta' fondamentali per comprarsi briciole di temporanea sicurezza non otterra' né la liberta' ne' la sicurezza ma le perdera' entrambe" - Benjamin Franklin

"Soltanto chi non ha approfondito nulla può avere delle convinzioni" - Emil Cioran

"Quanto piu' una persona e' intelligente, tanto meno diffida dell'assurdo" - Joseph Conrad

"Guardati dalla maggioranza. Se tante persone seguono qualcosa, potrebbe essere una prova sufficiente che è una cosa sbagliata. La verità accade agli individui, non alle masse." – Osho

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 Oggetto del messaggio: Re: Le bufale sul fascismo che i nostalgici ripetono su inte
MessaggioInviato: 15/08/2015, 16:28 
zakmck ha scritto:
mik.300 ha scritto:
ma nel 1898 la previdenza
non sapevano manco cos'era..



In realta' sembrerebbe essere nata proprio nel 1898.

Nel 1898 la previdenza sociale muove i primi passi con la fondazione della Cassa nazionale di previdenza per l'invalidità e la vecchiaia degli operai. Si tratta di un'assicurazione volontaria integrata da un contributo di incoraggiamento dello Stato e dal contributo anch'esso libero degli imprenditori.


Nel 1933, durante il fascismo ci fu solo la riforma dell'ente (cioe' in pratica venne nazionalizzata) che in quell'occasione prese l'attuale denominazione, cambiando da CNAS a INPS.

Nel 1933 la CNAS assume la denominazione di Istituto Nazionale della Previdenza Sociale, ente di diritto pubblico dotato di personalità giuridica e gestione autonoma.


Il resto della storia qui:

http://www.inps.it/portale/default.aspx?iMenu=11



e ti pare poco?
prima la cassa era semi-privata,
riservata a chi pagava (pochi)
poi divenne statale (finanziata dal pubblico ed erga omnes)
mi pare una rivoluzione copernicana..

comunque ho capito da dove nasce il tutto..

lagrandestoria.rai.it

ogni tanto capita anche a me
di imbattermi zappando,
con tutte le malefatte che fanno oggi,
vietnam, iraq, serbia, PALESTINA,
allende, pinochet, contras del nicaragua,
IRANGATE, ecc. ecc. ecc.
a distanza di 60 anni ormai
continuano a importunarci,
mieli in primis, noto sionista,
IN CONTINUAZIONE.
con la storiella di quanto erano
brutti sporchi e cattivi
i fascisti, nazisti, ecc.
con il sottinteso che oggi invece
gli anglo-americani-sionisti sono
buoni belli e bravi.
propaganda.

e "i diari del duce..
le fidanzate del duce
i gerarchi del duce
la corruzione ai tempi del duce"
(come se oggi vigesse l'onestà..)
ecc. ecc.
ma qualcosa di più contemporaneo,
no eh?


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 Oggetto del messaggio: Re: Le bufale sul fascismo che i nostalgici ripetono su inte
MessaggioInviato: 15/08/2015, 17:21 
mik.300 ha scritto:
e ti pare poco?
prima la cassa era semi-privata,
riservata a chi pagava (pochi)
poi divenne statale (finanziata dal pubblico ed erga omnes)
mi pare una rivoluzione copernicana..


Ma a me pare che la forma giuridica sia poco rilevante per i lavoratori, comunque l'assicurazione per l'invalidita' e la vecchiaia divenne obbligatoria nel 1919 e quindi gia' da allora non era riservata solo ai ricchi. Il passaggio del 1933 nei fatti corrisponde ad una nazionalizzazione, nel senso che lo stato si approprio' dei fondi fino ad allora privati, anche se la cosa deve essere inserita nel contesto storico del tempo, dove praticamente ogni cosa veniva "fascistizzata".
Comunque la politica economica fascista fu, se non rivoluzionaria, sicuramente sociale e bisogna riconoscergli i giusti meriti. In ambito previdenziale, ad esempio, ci furono ben altri miglioramenti, come l'assicurazione contro la disoccupazione, gli assegni familiari, le integrazioni salariali per i lavoratori sospesi o ad orario ridotto (cassa integrazione) e cose del genere.

Cioe' quelle si che si potevano chiamare riforme, mica le quisquilie di oggi.



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 Oggetto del messaggio: Re: Le bufale sul fascismo che i nostalgici ripetono su inte
MessaggioInviato: 15/08/2015, 19:22 
Fatto salvo quanto detto da zak, ossia che ci furono degli aspetti positivi
(cosa che chi affronta seriamente il discorso non ha mai negato)

il bilancio del fascismo fu nettamente negativo e questo è evidente:
una guerra persa, responsabilità morali dell' Italia enormi che furono riscattate solo con la Resistenza, e il Paese distrutto alla fine.


Messo in chiaro quindi per l' ennesima volta che sono antifascista,

c'è un aspetto reale su cui non si è mai voluto soffermare il pensiero:


e cioè che la consegna del Paese al volere della Germania

da cui vennero le direttive peggiori - come la persecuzione razziale, laddove il fascismo originale non era un' ideologia di tipo razziale -

fu una conseguenza della sua forza inarrestabile.


Se Mussolini o chi per lui,
anche ammettendo che non fosse mai salito al potere il fascismo
e ci fosse stato un debole governo eletto come quelli che lo hanno preceduto all' epoca della Seconda Guerra Mondiale
- iniziata da Hitler e non da Mussolini -
nel momento in cui la Germania aveva raggiunto il suo culmine di influenza nell' Europa NESSUNO in Italia avrebbe potuto dirgli di no e conservare il Paese.

Ci sarebbe stata un' invasione del Paese con anni di anticipo e non sarebbe stato liberato che per anni,

ammesso che una volta fortificata la posizione sarebbe stato possibile per gli Alleati sradicare i nazisti come fecero con il fascismo notoriamente tutto chiacchiere e nessuna sostanza (i soldati non equipaggiati di cui si accennava non erano solo quelli in Russia ma tutto l' Esercito Italiano, vedi El Alamein).


Non possiamo sapere come sarebbe andata a quel punto.

A mio avviso Mussolini in quel frangente agì per evitare la prevedibile ira tedesca. Come dice il proverbio: "Se non puoi combatterli, fatteli amici".


Questo nessuno l' ha considerato,

nonostante sia abbastanza evidente che data la vicinanza geografica e la assoluta incapacità difensiva del Paese all' epoca,
che prescindeva dalla forma di governo visto che si trattava di un problema storico divenuto evidente già con la Prima Guerra Mondiale,

qualunque rifiuto al volere di Hitler non sarebbe stato ignorato. Come dicevano, se non sei con noi sei contro di noi.


Quindi il disastro maggiore prodotto dal fascismo, che poi è stato il motivo della perdita di consenso che finora per le suddette politiche era presente, è stato un' inevitabilità della Storia.

Sarebbe successo anche con un sesto governo Giolitti, che per inciso fu il primo a gettarsi nelle guerre coloniali in Libia, altro fatto che la maggioranza ignora.


Questa almeno è la mia opinione.

Per il resto, il quadro generale non cambia. Io sono per la democrazia, e un governo degno di tale nome avrebbe offerto una opposizione, sia pure per principio, al costo immaginabile per il Paese, per salvarne l' onore, di fronte alla barbarie nazista.

Il fascismo scelse la strada facile di diventare come esso.


Ma un approccio storico serio non può non rilevare le differenze tra i due sistemi per come erano in origine. E' solo una questione che andrebbe puntualizzata con onestà intellettuale.



_________________
Per quanto possa essere buia la notte sulla Terra, il sole sorgerà quando è l' ora, e c' è sempre la luce delle stelle per illuminarci nel cammino.

Non spaventiamoci per quando le tenebre caleranno, perchè il momento più buio è sempre prima dell' alba.

Noi siamo al tramonto, la notte è ancora tutta davanti, ma alla fine il sole sorgerà anche stavolta. Quello che cambia, è quello che i suoi raggi illumineranno. Facciamo che domani sotto il Sole ci sia un mondo migliore.
_________________________________________________________________________

Rivoluzioni democratiche, governi del cambiamento... Sta già albeggiando!
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 Oggetto del messaggio: Re: Le bufale sul fascismo che i nostalgici ripetono su inte
MessaggioInviato: 15/08/2015, 20:02 
Aztlan ha scritto:
Fatto salvo quanto detto da zak, ossia che ci furono degli aspetti positivi
(cosa che chi affronta seriamente il discorso non ha mai negato)

il bilancio del fascismo fu nettamente negativo e questo è evidente:
una guerra persa,
responsabilità morali dell' Italia enormi che furono riscattate solo con la Resistenza, e il Paese distrutto alla fine.


Messo in chiaro quindi per l' ennesima volta che sono antifascista,

c'è un aspetto reale su cui non si è mai voluto soffermare il pensiero:


e cioè che la consegna del Paese al volere della Germania

.


ma il paese non era asservito alla germania..
tant'è che mussolini entro in guerra un anno dopo
a cose che, in quel momento, sembravano già fatte..

purtroppo gli andò male..
(e quindi andò male a noi tutti..)
ma col senno di poi è facile..
in quel frangente sembrava tutto già finito..

se non fosse entrato in guerra
probabilmente avrebbe fatto la figura del codardo
e perso la faccia..


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 Oggetto del messaggio: Re: Le bufale sul fascismo che i nostalgici ripetono su inte
MessaggioInviato: 15/08/2015, 20:55 
mik.300 ha scritto:
ma il paese non era asservito alla germania..


Lo era eccome.

Ha introdotto le leggi razziali e aperto campi di concentramento per ottemperare al suo volere.



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Per quanto possa essere buia la notte sulla Terra, il sole sorgerà quando è l' ora, e c' è sempre la luce delle stelle per illuminarci nel cammino.

Non spaventiamoci per quando le tenebre caleranno, perchè il momento più buio è sempre prima dell' alba.

Noi siamo al tramonto, la notte è ancora tutta davanti, ma alla fine il sole sorgerà anche stavolta. Quello che cambia, è quello che i suoi raggi illumineranno. Facciamo che domani sotto il Sole ci sia un mondo migliore.
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 Oggetto del messaggio: Re: Le bufale sul fascismo che i nostalgici ripetono su inte
MessaggioInviato: 16/08/2015, 10:26 
Aztlan ha scritto:
mik.300 ha scritto:
ma il paese non era asservito alla germania..


Lo era eccome.

Ha introdotto le leggi razziali e aperto campi di concentramento per ottemperare al suo volere.



dobbiamo essere onesti intellettualemente però..

quello è venuto dopo
a guerra inoltrata..
più arrancavamo noi,
più era pesante l'influenza tedesca..

si pagava pegno, insomma...
per non parlare della repubblica sociale,
un protettorato tedesco..
negli anni 30-35 era semmai l'italia
un modello per la germania,
nel bene e nel male..


https://it.wikipedia.org/wiki/Leggi_razziali_fasciste

Le leggi razziali fasciste sono un insieme di provvedimenti legislativi e amministrativi (leggi, ordinanze, circolari, ecc.) applicati in Italia fra il 1938 e il primo quinquennio degli anni quaranta, inizialmente dal regime fascista e poi dalla Repubblica Sociale Italiana.


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 Oggetto del messaggio: Re: Le bufale sul fascismo che i nostalgici ripetono su inte
MessaggioInviato: 16/08/2015, 11:26 
Le riforme della Sanità e della Giustizia
da Wikipedia:
FRANCESCO CRISPI
https://it.wikipedia.org/wiki/Francesco_Crispi

Le riforme della Sanità e della Giustizia[modifica | modifica wikitesto]
Francesco Crispi fece approvare una legge che stabiliva il principio che lo Stato è responsabile della salute dei cittadini.Oltre al codice Zanardelli e la riforma dei comuni, Crispi si occupò in quel periodo della riforma della Sanità pubblica e di quella che mirava a proteggere i cittadini dagli abusi amministrativi dello Stato.

L’epidemia di colera del 1884-1885 aveva mietuto in Italia quasi 18.000 vittime. Crispi appena salì al potere istituì al ministero dell’Interno la Direzione di sanità pubblica, coinvolgendo per la prima volta i medici nel processo decisionale. Una specifica legge del 1888, inoltre, trasformò il Consiglio superiore di sanità in un organo di medici specialisti anziché di amministratori, e creò la figura del medico provinciale. La norma stabilì il principio che lo Stato era responsabile della salute dei suoi cittadini. Alle prostitute delle case di tolleranza vennero assicurati controlli medici regolari, e cure adeguate a coloro che avevano contratto malattie veneree[121].

La legge per la protezione dei cittadini contro gli abusi amministrativi fu approvata invece nel marzo del 1889 e stabiliva la creazione di una nuova sezione del Consiglio di Stato che ebbe l’incarico di occuparsi delle vertenze poste dai cittadini vittime della burocrazia e che avevano ora accesso ad un’istanza giudiziaria indipendente[122].


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 Oggetto del messaggio: Re: Le bufale sul fascismo che i nostalgici ripetono su inte
MessaggioInviato: 16/08/2015, 11:47 
Come in tutte le dittature sono state fatte cose buone e cose meno buone. La storia và valutata per quella che è, cioè voci riportate, costruite, modificate. La verità non la si saprà mai.
Da buoni italiani, anche allora quasi tutti sono saliti sul carro del vincitore, erano quasi tutti fascisti per convinzione o per opportunità. Dal quel punto di vista non siamo molto cambiati.
Qualcosa il fascismo ha lasciato, almeno a livello infrastrutturale, un po meno a livello politico e di ricostruzione dell' italianità.



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 Oggetto del messaggio: Re: Le bufale sul fascismo che i nostalgici ripetono su inte
MessaggioInviato: 16/08/2015, 13:03 
xfabiox ha scritto:
no è dal 1898 che esiste sotto altro nome,


l'inps fu creata negli anni 30,con relative nuove norme pensionistiche,quelle norme che attualmente x vari motivi ci stanno tagliando

"Nel 1933 la Cassa assunse la denominazione di Istituto nazionale fascista della previdenza sociale, costituito in ente di diritto pubblico dotato di personalità giuridica e a gestione autonoma. Successivi interventi del legislatore ampliarono in modo significativo i compiti dell’Istituto, cui già nel 1939 fu attribuita la gestione dei primi interventi a sostegno del reddito (assicurazione contro la disoccupazione, assegni familiari, integrazioni salariali per i lavoratori sospesi o ad orario ridotto). Nel 1943 assunse la denominazione attuale di Istituto nazionale della previdenza sociale."

da wikipwdia


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 Oggetto del messaggio: Re: Le bufale sul fascismo che i nostalgici ripetono su inte
MessaggioInviato: 16/08/2015, 13:12 
greenwarrior ha scritto:
Da buoni italiani, anche allora quasi tutti sono saliti sul carro del vincitore, erano quasi tutti fascisti per convinzione o per opportunità. Dal quel punto di vista non siamo molto cambiati.


.... hanno fatto il salto della quaglia dopo l'8 settembre innumerevoli personaggi che fino al fatidico giorno erano nella milizia o paracadutisti, improvvisamente si scoprirono anti,altri assurti ad alti ranghi nella nuova italia,erano partecipi nelle organizzazioni del tempo,ed infatti nei loro curricula tutto cio' e' cancellato od omesso...........come consuetudine l'italiano corre dove il vento spinge [:303] [:303] .....


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