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 Oggetto del messaggio: Greta, Vanessa e...
MessaggioInviato: 23/01/2015, 15:28 
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GRETA, VANESSA E IL MITO DELLA PRIMAVERA ARABA

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Gian Micalessin, reporter di guerra impegnato da anni nelle principali aree di crisi e di conflitto del mondo e giornalista per Il Giornale, nell’articolo “Crolla l’alibi pacifista, ecco tutte le prove delle amicizie jihadiste” ha passato in rassegna tutti gli elementi poco convincenti: dalle telefonate ai kit medici, passando per Horryaty. Micalessin a Formiche.net racconta: «Greta e Vanessa sono due ragazzine anche idealiste e generose ma che si sono nutrite di una serie di miti legati alle primavere arabe, ad esempio che si sia fatta davvero una battaglia per la democrazia e per la libertà e che ci fosse la possibilità di instaurare un Islam democratico». «Idee totalmente infondate – secondo Micalessin – poiché cozzano con l’applicazione della sharia che permea l’intera società, e non considerano che alla base delle primavere arabe c’era lo storico movimento dei Fratelli Musulmani, strenuo oppositore di Bashar al-Assad, egemone anche in Siria, che ha dato poi vita a tutti i movimenti radicali islamisti».....



http://www.formiche.net/2015/01/22/gret ... icalessin/


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MessaggioInviato: 23/01/2015, 17:00 
Invito Atlanticus a postare il suo articolo sulla vicenda per fare luce su quello che è realmente successo.


Nessuno può entrare in Siria così come si va a Parigi per le vacanze.
E infatti salta fuori l' aiuto alla loro impresa di un "funzionario" dei Carabinieri, che è un eufemismo per dire servizi segreti.

Nessuno torna dalla prigionia, se torna, ingrassato come una coppia di maiali pronti per lo spiedo come le due amichette.
E nessuno soprattutto si concederebbe loro sessualmente, come sembra emergere da certi particolari per cui pur se non c'è stata alcuna violenza avrebbero avuto rapporti sessuali con i "rapitori".

Per non parlare dei messaggi su internet inneggianti alle brigate Al Nusra e altri elementi, come la storia dei kit distribuiti ai combattenti, che vanno nella direzione che fossero lì a sostenere i "ribelli" (terroristi).



Per come la vedo io, le cose sono in realtà andate così:


i servizi segreti italiani, d' accordo con gli americani, hanno organizzato un' operazione per finanziare l' ISIS in funzione anti-Assad
(che a giudicare dalle loro dichiarazioni e mosse sembra essere il loro vero nemico al posto dei terroristi).

Una parte dei 12 milioni sono andati loro, una parte intascati dai servizi segreti come fondi neri per azioni che prima o poi vedremo sul nostro suolo o all' estero, e magari una piccola parte anche alle due ragazzine per la loro parte e il loro silenzio,

ben inteso che loro avrebbero pure fatto tutto gratis.


Presto saranno elevate dal sistema politico italiano alle cariche da solito ricoperte da personaggi come questi, ossia nominati dal PD o tour multimilionario di interviste televisive in cui vomitare le loro balle.



_________________
Per quanto possa essere buia la notte sulla Terra, il sole sorgerà quando è l' ora, e c' è sempre la luce delle stelle per illuminarci nel cammino.

Non spaventiamoci per quando le tenebre caleranno, perchè il momento più buio è sempre prima dell' alba.

Noi siamo al tramonto, la notte è ancora tutta davanti, ma alla fine il sole sorgerà anche stavolta. Quello che cambia, è quello che i suoi raggi illumineranno. Facciamo che domani sotto il Sole ci sia un mondo migliore.
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MessaggioInviato: 23/01/2015, 17:33 
..c'e' una faccenda che non e' per niente chiara,nl messaggio di dicembre affermavano di essere in pericolo di vita,al ritorno hanno cambiato idea,affermando di non essere ma state minacciate.........................[;)]



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MessaggioInviato: 23/01/2015, 17:44 
Cita:
Aztlan ha scritto:

Invito Atlanticus a postare il suo articolo sulla vicenda per fare luce su quello che è realmente successo.


Nessuno può entrare in Siria così come si va a Parigi per le vacanze.
E infatti salta fuori l' aiuto alla loro impresa di un "funzionario" dei Carabinieri, che è un eufemismo per dire servizi segreti.

Nessuno torna dalla prigionia, se torna, ingrassato come una coppia di maiali pronti per lo spiedo come le due amichette.
E nessuno soprattutto si concederebbe loro sessualmente, come sembra emergere da certi particolari per cui pur se non c'è stata alcuna violenza avrebbero avuto rapporti sessuali con i "rapitori".

Per non parlare dei messaggi su internet inneggianti alle brigate Al Nusra e altri elementi, come la storia dei kit distribuiti ai combattenti, che vanno nella direzione che fossero lì a sostenere i "ribelli" (terroristi).



Per come la vedo io, le cose sono in realtà andate così:


i servizi segreti italiani, d' accordo con gli americani, hanno organizzato un' operazione per finanziare l' ISIS in funzione anti-Assad
(che a giudicare dalle loro dichiarazioni e mosse sembra essere il loro vero nemico al posto dei terroristi).

Una parte dei 12 milioni sono andati loro, una parte intascati dai servizi segreti come fondi neri per azioni che prima o poi vedremo sul nostro suolo o all' estero, e magari una piccola parte anche alle due ragazzine per la loro parte e il loro silenzio,

ben inteso che loro avrebbero pure fatto tutto gratis.


Presto saranno elevate dal sistema politico italiano alle cariche da solito ricoperte da personaggi come questi, ossia nominati dal PD o tour multimilionario di interviste televisive in cui vomitare le loro balle.


si infatti..
ma potrebbe essere anche tutta una propaganda
per attirare l'attenzione sulla siria,
nel bene e nel male..


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MessaggioInviato: 23/01/2015, 18:29 
L' una non esclude l' altra...



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Non spaventiamoci per quando le tenebre caleranno, perchè il momento più buio è sempre prima dell' alba.

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MessaggioInviato: 23/01/2015, 19:18 
L'articolo l'ho si riportato ...anche se non mi convinceva per niente...anzi.
Sicuramente per me queste sono due sgallettate imberbi dai facili e ingiustificati entusiasmi delle crocerossine della domenica senza almeno spero improbabili fini di fiancheggiamento jihadisti...almeno per il momento.
Il punto per me è un altro qui si è trattato di difen­dere la vita umana. Se è vero che, secondo i dati uffi­ciali della Nato la spesa mili­tare ita­liana ammonta in media a 52milioni di euro al giorno e per il Sipri equi­vale invece a oltre 70milioni di euro al giorno. Meglio impe­gnare soldi per contrattare e libe­rare vite umane che negli armamenti e salvare così due (presunte) idiote e riportarle in patria fra gli idioti per antonomasia (falsi salvatori e genitoriali).


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MessaggioInviato: 23/01/2015, 19:27 
Cita:
beach_boys ha scritto:

L'articolo l'ho si riportato ...anche se non mi convinceva per niente...anzi.
Sicuramente per me queste sono due sgallettate imberbi dai facili e ingiustificati entusiasmi delle crocerossine della domenica senza almeno spero improbabili fini di fiancheggiamento jihadisti...almeno per il momento.
Il punto per me è un altro qui si è trattato di difen­dere la vita umana. Se è vero che, secondo i dati uffi­ciali della Nato la spesa mili­tare ita­liana ammonta in media a 52milioni di euro al giorno e per il Sipri equi­vale invece a oltre 70milioni di euro al giorno. Meglio impe­gnare soldi per contrattare e libe­rare vite umane che negli armamenti e salvare così due (presunte) idiote e riportarle in patria fra gli idioti per antonomasia (falsi salvatori e genitoriali).


bè certo,
però a mettersi a disposizione
di codesti ribelli democratici
è come fornire loro
di un servizio bancomat..
appena serve un pò di grano
trattengono una o due e si fanno pagare..

approposito
c avete fatto caso come sono tornate pasciute
le due attiviste??


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MessaggioInviato: 23/01/2015, 19:50 
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ubatuba ha scritto:

..c'e' una faccenda che non e' per niente chiara,nl messaggio di dicembre affermavano di essere in pericolo di vita,al ritorno hanno cambiato idea,affermando di non essere ma state minacciate......................... [;)]



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Ubatuba, avevano fretta di riscuotere [:o)]




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MessaggioInviato: 23/01/2015, 20:59 
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Aztlan ha scritto:

Invito Atlanticus a postare il suo articolo sulla vicenda per fare luce su quello che è realmente successo.

Nessuno può entrare in Siria così come si va a Parigi per le vacanze.

E infatti salta fuori l' aiuto alla loro impresa di un "funzionario" dei Carabinieri, che è un eufemismo per dire servizi segreti...



Intendevi questo?

Cita:
Greta Ramelli e Vanessa Marzullo - La lunga mano dei servizi segreti NATO e occidentali
http://pinosauro.blogspot.it/2015/01/ec ... ref=fb&m=1

Una storia di spionaggio, infiltrazioni e consueta cattiva informazione, dietro la quale si nasconde la lunga mano di NATO e servizi segreti occidentali...

O davvero pensavate che due scapestrate giovani ragazze potessero entrare e circolare in Siria così facilmente?!?

---------------------------

Ecco chi sono IN REALTA’ Greta Ramelli e Vanessa Marzullo
Dal blog di Paolo Franceschetti

Nella foto SOTTO uno dei due soldati siriani della 93.ma Brigata sequestrati dagli islamisti, ovvero dai fidanzatini delle due odalische d’Italia, Greta Ramelli e Vanessa Marzullo, per le quali ci apprestiamo a pagare un salatissimo riscatto.

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Dopo che i terroristi assassinarono il primo soldato, chiesero al secondo di dire che “Lo Stato islamico è eterno”. Invece, prima di essere ucciso con un colpo alla testa, questi ha risposto: “Giuro su Dio che vi annienteremo!”. I soldati siriani sanno che tra il massacro del loro popolo e la distruzione della Siria ci sono solo loro, ma vediamo chi sono invece veramente le nostre due eroine…

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Greta Ramelli e Vanessa Marzullo sono le ‘cooperanti’ filo-islamiste scomparse il 1 agosto nella provincia di Aleppo, in Siria, dopo essere state infiltrate dai servizi segreti italiani e turchi in territorio siriano. La Farnesina, ovvero il ministero degli Esteri italiano, al solito sproloquia di “progetti umanitari nel settore sanitario e idrico” seguiti dalle cooperanti. In Siria e in una zona bellica? Le due ‘cooperanti’ operano assieme a Roberto Andervill, dell’IPSIA Varese, ONG delle ACLI, che dopo essersi distinto in Bosnia e Kosovo, dove la presenza islamista è notevole, è divenuto un attivista a favore della “Rivoluzione antigovernativa”.

Con Marzullo e Ramelli ha creato il progetto Horryaty (“per servizi idrici, sanitari e culturali” da sviluppare in Siria, a credergli) e per cui si sono infiltrti nell’area rurale di Idlib dalla Turchia, accompagnati dai terroristi che affliggono la Siria e con l’evidente supporto dei servizi d’intelligence italiani e turchi, (ovvero della NATO). Andervill, a conferma dei sospetti, il 7 agosto ha chiuso la pagina facebook del progetto Horryaty proprio quando due suoi elementi sono ‘scomparsi’.

Strane le affermazioni del soggetto: “E’ lei che ha mandato le due ragazze in Siria? “Assolutamente no. Intanto chiariamo una cosa: Horryaty non è un Organizzazione Governativa o una Onlus. E’ semplicemente un gruppo di tre persone che hanno a cuore un paese e hanno deciso di fare qualcosa per aiutarlo”.” Quindi? Una comitiva per una scampagnata, o qualcos’altro d’incofessabile? Tale presa di distanza suscita solo ulteriori sospetti.

Come si può notare l’IPSIA godeva della fattiva collaborazione dell’Associazione della Comunità Araba Siriana in Italia, una bella congrega di farabutti vicna la PD della quale abbiamo già parlato in altre occasioni su Informare e che ritroveremo più avanti ma proseguiamo con la vicenda delle due vispe terese.

Già in precedenza Vanessa Marzullo aveva compiuto un rapido viaggio nella Siria assediata e martirizzata dagli stessi criminali che l’accompagnavano. Il 6 aprile era a Homs, il 22 a Duma, centinaia di chilometri più a sud, presso Damasco.

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Tutto ciò è impossibile senza l’appoggio delle intelligence dei paesi interessati e dei terroristi operanti in Siria: “Come avete fatto a entrare in Siria? Lei era il più esperto del gruppo, è stato a Gaza, in Bosnia. Chi ha trovato in contatti per passare il confine?”

Cita:
“Certo, non siamo entrati da soli. Ci ha aiutato un gruppo di persone conosciute prima di partire, persone fidate. Abbiamo anche lavorato con altre associazioni italiane come We are Onlus e Rose di Damasco. Siamo sempre stati tutti e tre consapevoli dei rischi che correvamo e ci siamo organizzati in modo da passare il confine solo quando è strettamente necessario. Non siamo degli stupidi”.


Già, Rose di Damasco, sulla relativa pagina facebook si legge: “MATERIALI RACCOLTI VENGONO PORTATI IN SIRIA ATTRAVERSO I NOSTRI AMICI SIRIANI e da SEGRATE CON CONTAINER poi ritirati e distribuiti in Siria da nostri contatti locali. Altre associazioni fidate che si occupano della Siria in Italia: Comunità araba siriana in Italia, We are, Insieme si puo’ fare, Onsur.it, Ossmei, Auxilia italia, il Cuore in Siria (ovvero Time4life), Insieme per la Siria Libera”.

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Tutte associazioni promosse dall’universo dell’umaninitarismo pronta cassa cattocomunista: Arci, Acli e pretonzoli vari alla padre Dell’Oglio non mancano; ma qualcuna riesce ad essere anche più inquietante: l’ONG “Il Cuore in Siria è un progetto di solidarietà che nasce da un incontro di cuore fra Claudia Ceniti, milanese, bancaria, Paola Francia, giornalista freelance di Forlì e Pietro Tizzani, funzionario dell’Arma dei Carabinieri con esperienza in Kosovo”, anche qui il Kosovo (e i servizi d’intelligence, cos’altro è un ‘funzionario dei carabinieri’?) fa curriculum per infiltrarsi in Siria, per ‘scopi umanitari’.

Sempre sulla pagina facebook di Rose di Damasco, si può leggere tale frase inequivocabile:

Cita:
“CONDANNIAMO IL REGIME DI ASSAD E SUOI ALLEATI IRAN E RUSSIA, COMPLICE SILENZIO MONDIALE E LA DISINFORMAZIONE. CHIEDIAMO LA FINE DEL REGIME ASSASSINO, CHIEDIAMO CHE SIA SALVAGUARDATA L’UNITÀ NELLA MOLTEPLICITÀ DEL PAESE E CHIEDIAMO CORRIDOI UMANITARI PER I RIFUGIATI E GLI AIUTI.”


In sostanza Rose di Damasco è un’organizzazione militante che affianca il terrorismo attivo e operativo in Siria, auspicando perfino l’intervento armato diretto della NATO contro la Repubblica Araba Siriana (i cosiddetti ‘corridoi umanitari’).

A fine luglio le notre due eroine Ramelli e Marzullo vengono infiltrate nel governatorato di Aleppo. “Il 30 luglio (Ramelli) ha mandato un messaggio su facebook a una decina di amici, in realtà è la terza volta che si reca in Siria.

Doveva stare solo una settimana, ma ci ha comunicato che aveva deciso di fermarsi ancora perché si sentiva più utile sul campo.

A Varese e Milano organizzava incontri per la raccolta fondi, perché è qui che ha fondato con la sua amica questa organizzazione. In questi mesi ha fatto un lavoro splendido. Ci chiedeva di comprare latte in polvere, materiale medico e altro. Rispetto alle modalità con cui operava, sappiamo che arrivava in Turchia portando i soldi della raccolta fondi e poi entrava da una frontiera di quel paese”.

La Farnesina ovviamente trova normale e auspicabile infiltrare cittadini italiani in territorio straniero, per di più sotto il controllo di organizzazioni terroristiche riconosciute come tali a livello mondiale. Riguardo ai servizi segreti (le cosiddette ‘intelligence & sicurezza’), chiaramente partecipano in prima linea a tale guerra di quarta generazione contro il popolo e le autorità siriane. Per il resto, non c’è alcun dubbio che il progetto ‘umanitario’ Horryaty sia una delle infinite attività di fiancheggiamento del terrorismo che affligge la Siria.

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Ma andiamo a conoscere meglio gli amichetti delle nostre due suffragette...

Greta Ramelli e Vanessa Marzullo, nella prima foto in alto, presa durante una manifestazione antisiriana, reggono un cartello su cui è scritto: “Agli eroi di liwa Shuhada, grazie per l’ospitalità e se Dio vuole vedremo la città di Idlib libera quando ritorneremo”.

Liwa Shuhada…ma cos’è l‘Itihad Liwa Shuhada Badr (Unione dei battaglioni dei martiri di Badr)? Il suo capo è Qalid bin Ahmad Siraj Ali (alias Qalid Hayani).

Il gruppo è dedito a saccheggi e altri crimini contro i civili nella provincia di Aleppo. La liwa Shuhada Badr controlla due centri di tortura soprannominati “Guantanamo” e “Abu Ghraib”, dove detengono avversari politici, militanti baathisti e civili rapiti nei quartieri settentrionali di Aleppo.

La liwa Shuhada Badr è attivamente impegnata nella lotta contro la locale popolazione di origine curda, ed è nota per l’uso dei famigerati “cannoni inferno”, armi che lanciano grosse bombole di gas caricate di TNT, utilizzate contro i quartieri filo-Baath di Aleppo. Ad aprile, una coalizione di attivisti siriani per i diritti civili di Aleppo aveva definito Hayani un “macellaio” avendo bombardato i civili, incoraggiato i suoi uomini a violentare le donne e i prigionieri, per aver saccheggiato e distrutto le industrie, laboratori e negozi di Aleppo per venderne il materiale alle imprese turche.

La liwa Shuhada Badr controllava parte dei quartieri settentrionali di Aleppo Shayq Maqsud, Bani Zayd, al-Qaldiya e Ashrafiya e dispiega parte dei suoi circa 3000 islamisti oltre che ad Aleppo anche a Hayan, Bayanun e Haraytan. A giugno, il gruppo terroristico ha bombardato i quartieri occidentali di Aleppo, filo-governativi, in risposta alle elezioni presidenziali siriane.

Le due ragazze sono vicine anche ad organizzazioni come ‘Un esercito unificato per ripristinare la rivoluzione‘, emanazione del Fronte islamico, le cui iniziative hanno questo tenore: “il PYD è criminale quanto i criminali del partito Bath”“.

Il PYD è il maggiore partito della minoranza curda in Siria, che ha una notevole presenza ad Aleppo. Come visto, i curdi sono oggetto degli attacchi della brigata taqfirista di Hayani, cui le due rapite (e viciniori) esprimono entusiastico supporto e sostegno. In sostanza, le ONG italiane o attive in Italia, con la copertura dei servizi segreti (italiani e turchi), della Farnesina e di altri organismi delle ‘autorità italiane’ (scusate l’ossimoro), supportano attività, in Italia, che sarebbero vietate dalla legge Mancino.

Ma non finisce mica qui…

La ‘cooperante’ Vanessa Marzullo si felicita per le imprese dei terroristi di al-Nusra

Vanessa Marzullo, 10 giugno 2014:

#8234;##8206;Homs#8236; – Il 3 giugno, i rivoluzionari hanno preso d’assalto il villaggio di Um Sharhsouh, 10 km a nord della città di Homs e 2 chilometri a ovest della strada M5 (la principale ad unire nord-sud), conquistando il punto più alto del paese, la fortezza di Um Sharshouh. Da allora, guidati da Jabhat a-Nusra, Ahrar al Sham e altri battaglioni, hanno preso controllo del 60% del paese, sottraendo al regime diversi depositi di armi.

La battaglia per Um Sharshouh è parte di una campagna militare della zona periferica settentrionale, dove i ribelli mantengono il controllo di alcune zone: Rastan e Talbise; al-Hula e Dar al-Kabira a ovest.

Osama Abu Zeid, attivista di 23 anni di Homs, spiega perchè alcuni dei rivoluzionari della città vecchia di Homs si sono tirati fuori dagli scontri.

* Qual è l’importanza di Um Sharshouh? La sua posizione geografica. Si trova su una collina che domina il resto dei villaggi che vogliamo liberare. Ha una fortezza, il castello Um Sharshouh – il cui controllo è fondamentale per le battaglie. La maggior parte dei shabiha, miliziani governativi, erano al suo interno.

* Le brigate vogliono riprendere il controllo di Homs? Hanno obiettivi a lungo termine? Quello che sta accadendo nel nord non ha alcun legame con la battaglia per riconquistare Homs, al punto che non tutti i battaglioni che hanno lasciato la città stanno partecipando. Questi battaglioni sono stati intenti a unificare i loro ranghi, al fine di riprendere il controllo della città.

* Qual è l’obiettivo della battaglia per Um Sharshouh, e cosa è accaduto fino ad ora? L’obiettivo è liberare un gruppo di villaggi controllati dal regime: Um Sharshouh, Kufr Nan e Jabourin. Quei villaggi separano Talbise e Rastan da al Houla. Se questi villaggi vengono conquistati, l’Esercito Siriano Libero sarà sul punto di controllare la via di rifornimento del regime per la costa: l’autostrada Homs-Tartous. Fino ad ora i ribelli hanno preso il controllo di una parte di Um Sharshouh, tra cui il castello della città – una delle parti più importanti della battaglia.

Queste le sue parole e queste nella foto le “opere” dei suoi amichetti bisognosi di “cooperazione”:

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Ma veniamo ai “fatti” di casa nostra

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Insieme alla piccola e felice vispa teresa cerchiata in rosso, l’uomo all’estrema sinistra è Haisam Saqan (Abu Omar) La tizia che fa la V di vittoria si chiama Nawal Soufi, attivista antisiriana di origine marocchina. Forse tale origine le permette di divinare sempre i carichi di immigrati clandestini che sbarcano in Sicilia, dove lei opera? Digos e servizi segreti italiani, tacciono, acconsentono e proteggono.

E le due farfalline si occupano infatti anche dei flussi migratori, con i quali arriva qui DI TUTTO

Cita:
“…ci sarebbe il concreto rischio di terroristi siriani infiltrati, che approfittano delle maglie larghe connesse all’Operazione Mare Nostrum per entrare indisturbati nel nostro Paese. … La Sicilia colabrodo, dunque, potrebbe costituire un facile varco d’ingresso per i terroristi dell’Isis, confusi tra la folla dei migranti. Per non parlare di quelli già presenti. Molti sono italiani, altri sono invece immigrati di seconda generazione. Sono duecento e vivono tutti in Italia. Sarebbero stati addestrati nei campi paramilitari in Afghanistan, in Pakistan e in Iraq e adesso sono rientrati in Italia, dove conducono apparentemente una vita normale, senza dare particolarmente nell’occhio. Sono i terroristi islamici di casa nostra, per la maggior parte italiani, addestrati militarmente nelle fila degli integralisti, che avrebbero il ruolo di agire per il reclutamento nel nostro Paese. …


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E non è tutto, perché sarebbero invece una cinquantina gli italiani già partiti per Siria e Iraq, che si sarebbero uniti alle milizie jiahidiste dell’Isis, i tagliatori di teste, per intenderci, che impongono la severa legge islamica assassinando tutti coloro che ritengono infedeli o apostati. La notizia più eclatante, qualche tempo fa, è stata quella di un 25enne di Genova, morto fra i miliziani dell’Isis in Siria, mentre combatteva per l’Islam più integralista. … Le preoccupazioni vengono confermate, poi, anche dal direttore dell’Ufficio Antiterrorismo, Lamberto Giannini, … che sottolinea come insieme a persone che hanno già combattuto su altri fronti (come quello afghano), il contagio fondamentalista stia coinvolgendo anche giovani, spesso incitati grazie al web e convertitisi all’Islam in modo rapido e improvviso.” Repubblica

Ed eccolo qui il nostro eroico Haisam Saqar, alias Abu Omar, ripreso in alcuni momenti del suo lavoro…

Nel 2012 …”Haisam, dopo aver partecipato alle manifestazioni per la liberazione della Siria a Milano e Varese (le stesse durante le quali siconoscono anche le nostre due ragazze volontarie rapite agli inizi di agosto, Vanessa e Greta). Prima Haisam diventa tra i leader più attivi del Coordinamento siriani liberi di Milano.

Nelle manifestazioni è sempre in prima fila, spinge, incoraggia gli altri. Poi prende parte all’assalto all’ambasciata siriana a Roma, nel febbraio 2012. Un video su YouTube lo mostra mentre arringa i compagni.

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Ed è a quel punto che gli inquirenti iniziano ad interessarsi a lui. Si becca una denuncia, viene condannato all’obbligo di firma. E’ esasperato, sul suo profilo Facebook “Haisam Siria” (ora disattivato), i messaggi si fanno sempre più radicali. All’inizio se la prende con il regime. «Il mio piede schiaccia gli alawiti – Dobbiamo bruciare gli alawiti», scrive rivolgendosi al presidente siriano Assad (alawita). Denuncia le torture e i patimenti del popolo siriano, niente di più niente di meno di quanto non facciano tanti suoi connazionali stanchi di assistere ai massacri. Poi, gradualmente, i post diventano sempre più violenti. …

All’incirca nella primavera del 2012 parte per la Siria. Probabilmente passa dalla Turchia, via Gaziantep. Poi al campo profughi di Killis. Lo stesso percorso seguito da Giuliano del Nevo, che si è arruolato tra le file di Isis. In un messaggio postato su un’altra pagina Facebook , si legge: «ll nostro fratello Haisam che ha deciso di lasciare Milano per unirsi all’esercito Siriano Libero».

Haisam, dunque, sembra essere finito tra le file dei ribelli del Free Syran Army. Quando mette piede in Siria di Isis ancora non si parla. Sulla sua pagina Facebook però inizia a comparire anche la bandiera nera dei gruppi jihadisti nei quali alcuni dei ribelli, stanchi delle sconfitte, stanno confluendo. Più che de Isis, sembra trattarsi dial-Nusra, vicina ad al-Qaida ma meno organizzata e feroce di Isis. Ed è a quel punto che Abu Omar spunta nel videodel New York Times. Di lui, poi si perdono le tracce.

Ora, mentre la procura di Milano riapre il fascicolo a suo nome per indagare su reati di terrorismo internazionale (in Italia arruolarsi in milizie straniere non è considerato reato, mentre lo è reclutare e fare adepti, secondo l’articolo 270 quinquies che prevede l’arresto per chi pratica attività di addestramento ad attività con finalità di terrorismo anche internazionale), l’attenzione sulla presenza di jihadisti e reclutatori nel nostro paese si alza. Ma non basta.

All’incirca nella primavera del 2012 parte per la Siria. Probabilmente passa dalla Turchia, via Gaziantep. Poi al campo profughi di Killis. Lo stesso percorso seguito da Giuliano del Nevo, che si è arruolato tra le file di Isis. In un messaggio postato su un’altra pagina Facebook, si legge: «ll nostro fratello Haisam che ha deciso di lasciare Milano per unirsi all’esercito Siriano Libero». Haisam, dunque, sembra essere finito tra le file dei ribelli del Free Syran Army.

Quando mette piede in Siria di Isis ancora non si parla. Sulla sua pagina Facebook però inizia a comparire anche la bandiera nera dei gruppi jihadisti nei quali alcuni dei ribelli, stanchi delle sconfitte, stanno confluendo. Più che de Isis, sembra trattarsi di al-Nusra, vicina ad al-Qaida ma meno organizzata e feroce di Isis. Ed è a quel punto che Abu Omar spunta nel video del New York Times.

Di lui, poi si perdono le tracce.

Ora, mentre la procura di Milano riapre il fascicolo a suo nome per indagare su reati di terrorismo internazionale (in Italia arruolarsi in milizie straniere non è considerato reato, mentre lo è reclutare e fare adepti, secondo l’articolo 270 quinquies che prevede l’arresto per chi pratica attività di addestramento ad attività con finalità di terrorismo anche internazionale), l’attenzione sulla presenza di jihadisti e reclutatori nel nostro paese si alza. Ma non basta”.

Il nostro Governo comincia a preoccuparsi, mentre i media fanno la gara a chi è più incosciente

L’ebetino Gad Lerner intervista il terrorista Haisam Saqan sul modo migliore di esportare la ‘democrazia’ in Siria…

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“Secondo alcune indiscrezioni filtrate dal governo ci sarebbe una certa irritazione per il tardivo apprendimento di alcune operazioni di intelligence sia nella zona siriana che in quella libica, e anche per una sottovalutazione da parte dell’AISE di quel che stava avvenendo a Tripoli e Bengasi. Ma il caso che più preoccupa il governo è stata la scelta dei servizi segreti italiani durante il 2013 di seguire acriticamente senza che risulti né autorizzazione preventiva né adeguata informativa le direttive di altri servizi- soprattutto quelli americani- nell’area siriana.

Un particolare sembra inquietare il governo in questo momento: la scelta dell’intelligence italiana, che in quell’area calda aveva una struttura già depotenziata da qualche anno, sarebbe stata quella di aiutare in ogni modo il fermento della rivolta nei confronti del presidente siriano Bashar al Assad. La linea certo è stata simile a quella di altri servizi occidentali, e le operazioni sul territorio non dissimili da quelle scelte dagli stessi americani.

Dall’Italia secondo la ricostruzione che si sta ultimando proprio in queste ore sarebbero partiti addestratori militari specializzati nelle tecniche di guerriglia destinati in particolare a due campi organizzati, uno in territorio turco e l’altro ai confini della Giordania.

Lì sarebbero stati addestrati proprio dagli italiani alcuni combattenti – anche miliziani qaedisti- che successivamente sono andati ad ingrossare le fila dell’ISIS, rendendosi protagonisti anche di alcune azioni (come i rapimenti) di cui sono stati vittima cittadini occidentali, e perfino italiani.

Un errore strategico (visti gli avvenimenti successivi) di questo tipo è stato compiuto dagli stessi americani, con una differenza tecnica non da poco: per ogni miliziano addestrato gli americani hanno raccolto i dati biometrici (impronte digitali, dna, iride etc…), l’intelligence italiana no. Con il risultato che gli americani hanno tracciato i miliziani da loro addestrati, e quindi sono in grado di rintracciarli e identificarli. Gli italiani no”. Analisi Difesa

Una bella signora ben vista dalla Nato… Elisa Fangareggi con con l’ammiraglio Rinaldo Veri, presidente del Centro Alti Studi Difesa, noto ente di beneficenza collegato al Ministero della Difesa.

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Elisa Fangareggi con l’ambasciatore della NATO Stefano Stefanini.

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In relazione al paragrafo qui sopra, sulle operazioni dei servizi segreti italiani contro la Siria, va rilevata un’altra organizzazione filo-taqfirista, che s’infiltra in Siria sotto mentite spoglie umanitarie: l’ONG Time4life, che, guarda caso, ha una base operativa in Turchia, a Kilis nel paese da cui s’infiltrano migliaia di squadroni della morte taqfiristi per devastare la Siria e danneggiare il suo popolo. Come al solito, anche tali ‘cooperanti’ operano tranquillamente in un territorio controllato dai servizi segreti della NATO, italiani, turchi, qatarioti e le verie organizzazioni terroristiche islamiste.

Come al solito, anche tali ‘cooperanti’ operano tranquillamente in un territorio controllato dai servizi segreti della NATO, italiani, turchi, qatarioti e le verie organizzazioni terroristiche islamiste. Ma questo non è un caso, poiché sebbene si proclami associazione “nata con l’obiettivo di raccogliere donazioni di denaro, cibo, medicinali, abiti e beni di prima necessità da destinare ai bambini in difficoltà, da quelli in Siria, colpiti dalla guerra, a quelli del Nicaragua e della Romania…” é l’ennesima copertura atlantista per interferire negli affari interni della Siria “…al centro dell’attenzione internazionale dopo lo scoppio della rivolta del 2011 trasformatasi ben presto in una sanguinosa guerra civile (Per magia, verrebbe da pensare. NdAL): gli aiuti vengono raccolti in Italia e distribuiti dai volontari dell’Associazione alla popolazioni nei campi profughi allestiti in territorio siriano o sfollati nei paesi confinanti (in principal modo nel comprensorio di Kilis, Turchia)”, già.

E se fossi nei panni del Presidente Ortega, mi preoccuperei, poichè questa ambigua associazione è presente anche in Nicaragua, a Chinandega, dove “sono stati avviati alcuni progetti a sostegno dell’infanzia, dal punto di vista educativo e scolastico”. Il Nicaragua ritorna alla ribalta mondiale grazie alla costruzione cinese di un nuovo canale interoceanico, irritando gli USA per la concorrenza al canale di Panama, saldamente controllato da Washington.

In relazione, ogni mossa volta a preaparare il terreno all’enneisma primavera colorata, è ben gradita ai burattinai del Pantagono e di Langley. Responsabile di Time4life è tale Elisa Fangareggi, la quale tra un’invettiva contro la Siria baathista e una scappata in Nicaragua, ha il tempo di frequentare esponenti e dirigenti della nota associazione umanitaria North Atlantic Treaty Organization (NATO).

Gli aiuti e i finanziamenti pretesi da tali pseudovolontari per le loro finte missioni umanitarie, sono solo una copertura per occultare delle vere e proprie operazioni d’intelligence e di supporto al terrorismo contro la Siria e il suo popolo.

Chi fornisce denaro a tali pseudo-ONG, mere organizzazioni di copertura dei servizi segreti della NATO, finanzia il terrorismo e lo stragismo in Siria, che producono quelle stesse vittime che tali oscene organizzazioni sfruttano per racimolare denaro, usurpandolo al popolino di creduloni irretiti dalla propaganda imperialista. E il bello è che la Fangareggi, amicona di generali e ammiragli della NATO, viene spacciata come “…giovane madre di Modena che lotta per salvare i bambini siriani...”, come sicuramente vengono presentati i figuri di quest’enesima operazioni d’infiltrazione made in Germany, ma collegata sempre a The Road to Syria, di Action Syria, associazione di Berlino per finanziare progetti ‘umanitari’ in Siria, e i cui responsabili hanno tutti le stimmate di agenti della Guerra psicologica (PsyWar) contro la Repubblica Araba di Siria: Thomas Rassloff fotogiornalista da 12 anni in Medio Oriente, da Israele all’Afghanistan, e Björn Kietzmann, fotogiornalista che nel 2013 s’infiltrò in Siria tramite le linee di rifornimento dei terroristi islamisti che occupavano Aleppo, per diffondere propaganda antisiriana e condurre la guerra psicologica a sostegno del terrorismo islamo-atlantista e contro il governo socialista di Damasco.

Questo è dunque il sottobosco dove le due ragazzotte si muovevano, fino a qual punto manipolate o consapevoli è tutto da stabilire. Ma si tratta di un ambiente assai infido e tutto a questo punto è possibile. Anche che vengano sacrificate….

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Questo è il tracciato del viaggio di Vanessa Marzullo nella Siria martirizzata dalla guerra islamo-atlantista. No Alpitour?

http://www.progettoatlanticus.net/2015/ ... lo-la.html


Ultima modifica di Atlanticus81 il 23/01/2015, 21:02, modificato 1 volta in totale.


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Plutone77 ha scritto:

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ubatuba ha scritto:

..c'e' una faccenda che non e' per niente chiara,nl messaggio di dicembre affermavano di essere in pericolo di vita,al ritorno hanno cambiato idea,affermando di non essere ma state minacciate......................... [;)]



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41,07 KB


Ubatuba, avevano fretta di riscuotere [:o)]




cercavano qualke buon sammaritano che elargisse a fondo perduto [:185] [:189] [:196]


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[Aztlan] ha scritto:
qui...quello che è realmente successo.


Sinceramente senza andare oltre con altri link non capisco da dove scappano fuori certe fonti:Immagine
PINOSAURO NEWS Ma che roba è?....se sono questi i link di riferimento c'è da scompisciarsi ..solo pura disinformazione "la più becera"
http://www.bufale.net/home/category/disinformazione/
http://www.butac.it/tag/pinosauro-news/ bufale un tanto al kilo
http://messaggiurgenticonpreghiere.blog ... na-di.html
http://www.bufale.net/home/category/disinformazione/
http://www.nursind.it/nursind2/modules/ ... ?uid=12974
qui un infermiere??...hahahahahahahh [:81]


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beach_boys ha scritto:

Cita:
[Aztlan] ha scritto:
qui...quello che è realmente successo.


Sinceramente senza andare oltre con altri link non capisco da dove scappano fuori certe fonti:Immagine
PINOSAURO NEWS Ma che roba è?...


Se tu avessi letto con più attenzione prima di scompisciarti dalle risate avresti potuto leggere anche che l'articolo in questione proveniva originariamente dal blog di Paolo Franceschetti.

In secondo luogo ti invito a rivalutare i tuoi punti di riferimento in quanto i siti che hai citato sono noti per essere soliti svolgere attività di debunking in stile P.Attivissimo non tanto entrando nel merito della faccenda sviscerandone i contenuti in modo logico e scientifico, ma applicando pedissequamente i "38 modi per avere ragione" (a prescindere da quale sia la verità) di Arthur Schopenhauer ... probabilmente un testo obbligatorio per superare gli esami dell' "accademia cicappina".

http://it.wikipedia.org/wiki/L%27arte_d ... re_ragione

Infine, tralasciando anche quanto detto finora, cosa non ti torna della ricostruzione fatta e presentata dal suddetto articolo?!

E' più logico quanto affermato da P.Franceschetti o la versione ufficiale che vede due scapestrate riuscire ad entrare in Siria come se stessero andando all'Erasmus?!


Ultima modifica di Atlanticus81 il 24/01/2015, 12:40, modificato 1 volta in totale.


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greenwarrior ha scritto:

Non sai più a cosa devi credere. Una volta c' erano certezze, ora non più. hanno vinto loro. [xx(]


Rimane la nostra capacità di discernere il vero dal falso e il senso critico... che a scuola purtroppo non insegnano più...

[:(]



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