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 Oggetto del messaggio: Re: ELEZIONI 2018
MessaggioInviato: 01/06/2018, 20:31 
TheApologist ha scritto:
Ma dai, le Alfa le disegnano e costruiscono in Italia, e i motori sono italianissimi...

Insomma, sarà una boiata, ma è un fatto d'immagine. Non si possono vedere flotte istituzionali di VW, BMW, Mercedes.

E pensare che anni fa criticavano Berlusconi perché usava le SUE Audi...

Diciamo che sono "segnali" anche quelli. Renzolo ha "venduto" le vecchie Lancia e comprato tetesko per fare un favore alla Germania...


sono d'accordo. I francesi vanno in citroen noi abbiamo le lancia le alfa le maserati e dobbiamo andare in WV? Bah



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 Oggetto del messaggio: Re: ELEZIONI 2018
MessaggioInviato: 01/06/2018, 20:40 
mik.300 ha scritto:
si bè la nuova alfa giulia non è male
ma come auto presidenziale
non è un pò piccolina..?

In effetti si. Manca una ammiraglia nella gamma che arriverà, credo...

Però come dicevo ci sono le Maserati, la Ghibli e la Quattroporte in particolare. Uno potrebbe obbiettare sui costi, ma comunque le Phaeton veleggiavano sui 100mila euro circa, a cui sono da aggiungere le spese per le blindature.
La Ghibli ne costa 70 mila.
Ma vogliamo mettere una Maserati con una VW a livello di prestigio e "colpo d'occhio"?! E poi i soldi finirebbero in parte nelle tasche dei nostri operai di Modena.



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 Oggetto del messaggio: Re: ELEZIONI 2018
MessaggioInviato: 01/06/2018, 21:01 
TheApologist ha scritto:
mik.300 ha scritto:
si bè la nuova alfa giulia non è male
ma come auto presidenziale
non è un pò piccolina..?

In effetti si. Manca una ammiraglia nella gamma che arriverà, credo...

Però come dicevo ci sono le Maserati, la Ghibli e la Quattroporte in particolare. Uno potrebbe obbiettare sui costi, ma comunque le Phaeton veleggiavano sui 100mila euro circa, a cui sono da aggiungere le spese per le blindature.
La Ghibli ne costa 70 mila.
Ma vogliamo mettere una Maserati con una VW a livello di prestigio e "colpo d'occhio"?! E poi i soldi finirebbero in parte nelle tasche dei nostri operai di Modena.

Siete tutti TALIANEN NEIN GUT.
Però mi ricordo una volta che andammo ad un "seminario" aziendale del gruppo Fiat, per quadri direttivi, al castello di M....no, ci fecero lasciare la vettura del collega, una golf, nel parcheggio esterno lontano 850 metri.
Le altre volte con la mia Lancia THEMA, a momenti arrivavo nell'appartamento di soggiorno.
Quando c'era GIUANIN, era un accidente magari, però anche all'estero essendo del GRUPPO FIAT, ti sentivi abbastanza orgoglioso.
Poi però con l'ARNA...............



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 Oggetto del messaggio: Re: ELEZIONI 2018
MessaggioInviato: 02/06/2018, 00:12 
Una tesi che avevo proposto pure io nei giorni scorsi...

TRUMP CI APPOGGIA CONTRO L’EUROPA TEDESCA


Donald Trump ci sta dando una mano contro l’Europa tedesca. Sta procedendo infatti con maxi acquisti Usa di titoli italiani da un parte e, dall’altra, sta dando sberle su sberle a industria, finanza e alla Deutsche Bank.

Non è un caso che Jean-Claude Juncker abbia insultato l’Italia, così come solo una manciata di giorni prima aveva fatto un altro tedesco Gunter Oettinger.
Grazie agli Stati Uniti di Donald Trump il tempo dell’Europa dell’asse franco-tedesco di Merkel e Juncker è finito. Trump sta mettendo i dazi minacciati contro Germania e Francia (soprattutto la prima) al contempo comprando cospicui titoli italiani. Si hanno presenti i titoli italiani di cui, fino a un giorno fa, i livorosi tedeschi e le agenzie di rating colluse, la stessa Bce diminuiva gli acquisti, se ne liberavano a iosa alimentando la loro speranza nel default dell’Italia? Ecco, Trump sta comprando proprio quelli.


Il presidente degli Stati Uniti eletto, colui che ha vinto le elezioni contro Hillary Clinton che, nel 2010/2011, da sottosegretario di Stato sussurrava nell’orecchio di Barack Obama in modo che si unisse a Merkel e Sarkozy (Napolitano per l’Italia) per creare le condizioni economiche e fare cadere il governo eletto guidato da Silvio Berlusconi mettendo le basi del commissariamento e della Troika contro l’Italia, oggi è lì che compra titoli italiani e “stanga” Deutsche Bank che è stata la banca, tale e quale al Monte dei Paschi di Siena in Italia, che ci ha dato il colpo di grazia. Nel 2011 la banca tedesca vendette infatti i titoli italiani facendo crollare il nostro Paese e facendo innalzare lo spread in maniera tale da creare quel terrore economico-finanziario utile contro gli italiani, resi così proni all’imposizione di governi non eletti (Monti, poi Letta, Renzi e da ultimo Gentiloni).


Trump ci sta dando una mano e il messaggio è chiaro. L’Italia, che deve avere chiaro con il nuovo governo da che parte schierarsi, sta venendo politicamente ed economicamente aiutata da Trump. Cari italiani, era davvero arduo uscire dal gorgo, era a dir poco impossibile fuoriuscire dall’impantanamento in cui il Paese era finito a causa dei sovvertitori e violatori delle regole democratiche - nazionali, europei e internazionali. Oggi ci sono flussi e canali da cogliere al volo. Per non solo uscire dall’orrido vortice di non democrazia e di futura schiavitù sul cui orlo traballavamo, ma per diventare un Paese trasparente e produttivo, che farà anche e di nuovo la storia dell’Europa libera, dando vita a una nuova Europa più forte e più equa, democratica capitalista e liberale.
http://www.opinione.it/esteri/2018/06/0 ... el-europa/



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 Oggetto del messaggio: Re: ELEZIONI 2018
MessaggioInviato: 02/06/2018, 10:08 
Sovranismo yankee anti-Ue: ora l’Italia è sotto tutela Usa

Ho iniziato a parlare dell’esistenza di una Via Yankee al Sovranismo, più o meno da quando ho iniziato a identificarmi, da un punto di vista marxista, con tale categoria politica. Dunque, intorno al 2012. Infatti, dall’avvento dell’austerity del governo Monti nel 2011, si è immediatamente palesato che, a fronte della rigidità tedesca che indirizzava le posizioni dell’Unione Europea imponendo politiche di macelleria sociale a Grecia e Italia, da parte degli Stati Uniti vi era un atteggiamento decisamente più elastico nei confronti della spesa pubblica e del bilancio statale. La Troika che impartiva ordine ai governi euro-mediterranei, in altre parole, risultava essere composta dal “poliziotto buono” Fmi e dal “poliziotto cattivo” Commissione Europea. Così, molte figure pubbliche che in quel periodo e a vario titolo si pronunciavano contro l’austerity – per esempio Paolo Barnard, ma anche Stefano Fassina – enunciavano altresì esplicitamente la necessità di cercare sponda politica negli Stati Uniti e nel Fondo Monetario per uscire dalla trappola mortale del Fiscal Compact e dal controllo tedesco sulla nostra economia. Da allora, molta acqua è passata sotto i ponti.


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Otto anni di austerity hanno quasi del tutto eroso, presso l’opinione pubblica italiana ed europea, il preesistente sostegno alla prospettiva eurofederalista e hanno portato, quindi, il sovranismo al centro del dibattito politico e reso maggioranza parlamentare quelle forze politiche che, con varia gradazione, alle tematiche sovraniste sostengono di rifarsi. Il punto è che a questa centralità dell’istanza sovranista, corrispondono manovre e strategie di carattere geopolitico da parte di forze straniere – in particolar modo gli Stati Uniti – per orientare a proprio vantaggio il ruolo dell’Italia nell’Europa che nascerà, dopo il probabile fallimento dell’Eurozona e dopo il possibile affossamento della prospettiva federalista. A fronte di queste manovre, l’atteggiamento delle forze a vario titolo sovraniste (cioè i sovranisti-costituzionalisti, i marxisti critici dell’eurofederalismo e le forze più orientate a destra) è confuso, diviso, talora addirittura indifferente e comunque, all’atto pratico e a mio parere, inadeguato ad affrontare questo nodo strategico.


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Rispetto alla situazione politica odierna, invito quindi a leggere tre testi pubblicati negli ultimi quattro giorni: 1) l’articolo del saggista Federico Dezzani intitolato “Gli angloamericani giocano la carta M5S-Lega puntando alla Germanexit”, pubblicato sul blog eponimo; 2) l’intervento dell’analista geopolitico Pierluigi Fagan intitolato “Complessità democrazia e cambiamento”, pubblicato sulla pagina Facebook di quest’ultimo; 3) la lettera del professor Paolo Savona, di commento alla crisi determinatasi intorno alla sua persona, pubblicata da diversi siti web. Da questi interventi diversissimi fra loro, emerge un quadro non certo esaustivo, ma rispetto al quale risultano chiari alcuni elementi di correlazione tra crisi politica italiana e crisi dei rapporti fra Germania e Stati Uniti. Specificamente, risulta che: a) il recente tentativo di governo Lega-M5S, ha avuto la benedizione dell’ambasciatore Usa Lewis Eisenberg e il sostegno entusiastico e militante del guru della destra americana Steve Bannon; b) come sostengono i redattori della rivista “Limes”, per quanto ai vertici degli Stati Uniti sussista oggi un conflitto interno lacerante, le varie fazioni che si combattono a Washington concordano su un punto: l’esistenza di un altro conflitto – L'ambasciatore geopolitico e strategico – fra Stati Uniti e Germania; tale conflitto è dovuto alla progressiva “ostpolitik” di quest’ultima, materializzatasi in crescenti accordi bilaterali con la Cina e nel progetto di gasdotto North Stream 2 con la Russia;
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c) esattamente come la Germania, gli Stati Uniti non credono alla visione fatalista-determinista che domina in Italia, secondo cui il processo di Stato Unico europeo sarebbe ineluttabile; al contrario, i paesi che ragionano scevri da orpelli di superstizione ideologica, stanno lavorando alacremente intorno a possibili scenari post-Eurozona o, addirittura, post-eurofederali; nell’ambito di tali scenari, gli Stati Uniti intendono cavalcare e indirizzare a proprio vantaggio l’inevitabile processo sovranista dell’Italia, ovvero intendono impedire che quest’ultima entri nell’orbita della filo-russa e filo-cinese Germania e che, grazie alla pressione del sovranismo italiano, la Germania stessa si ritrovi costretta a decidere la fine dell’esperimento di moneta unica; d) ovviamente, un governo recante istanze più o meno sovraniste, si troverebbe naturaliter alleato con questa parte degli Stati Uniti poiché, nell’immediato, l’ostacolo a rimettere nelle mani delle istituzioni elettive e democratiche (cioè quelle nazionali) le redini dell’economia, sarebbe rappresentato dalla Germania; e) in questo modo, si sta prospettando la possibilità di una “via yankee al sovranismo” che, per forza di cose, allontanerebbe l’Italia dalla Mitteleuropa e renderebbe più stretti i suoi legami con gli Stati Uniti.

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Questi anni di austerity tedesca hanno fatto a molti dimenticare cosa significhi il legame dell’Italia con gli Stati Uniti sul piano della sottomissione ai dogmi neoliberisti. Quel legame significa, fra le tante cose: deregolamentazione economica, recante degradazione dei diritti sociali (vedi trattato Ceta o il temporaneamente bloccato Ttip); tramite scimmiottamento degli Usa nell’abolire il finanziamento pubblico ai partiti, privatizzazione della politica ovvero sua sottomissione definitiva al lobbysmo e agli interessi privati; tramite rapporti del sistema sanitario italiano con le grandi aziende farmaceutiche americane, abolizione del principio di assistenza sanitaria gratuita e universale; tramite la Nato, coinvolgimento in guerre che – come quella in Siria o quella al momento “fredda” con la Russia – collidono totalmente e pesantemente con quelli che sono gli interessi economici e strategici dell’Italia. Malgrado tutto questo, in ambito sovranista o comunque fra i critici dell’eurofederalismo, si manifesta la tendenza a demonizzare la Germania che impone l’austerity e, quindi, a porre in secondo piano il problema rappresentato dagli Stati Uniti.


Oppure, si teorizza un’irenica neutralità rispetto a entrambi i paesi. Il che, in linea di principio, è certamente condivisibile. Ma la neutralità non nasce mai dall’inazione, bensì è il risultato di attività diplomatica, d’indefessa tessitura di alleanze internazionali. Ma soprattutto, l’obiettivo della neutralità non può che avere, come passaggio inderogabilmente prioritario, la revisione dei rapporti con quel solo e unico paese che ha collocato, sul territorio italiano, 40 basi militari e 90 testate nucleari. Il punto, dunque, è saper distinguere fra gli aspetti immediati e contingenti della politica internazionale e le prospettive geopolitiche di portata medio-lunga. È del tutto evidente che, nell’immediato, l’istanza sovranista dell’Italia si troverà a confliggere con la direzione tedesca dell’Eurozona. Ma in uno scenario post-moneta unica o post-federale, la relazione con la Germania potrebbe invece assumere una valenza diametralmente opposta. E non solo nello scenario “post”, ma anche nella fase immediatamente precedente: in caso di crisi delle relazioni intra-europee, infatti, la Germania – che storicamente ha vissuto l’euro come un’imposizione – potrebbe trovarsi alla guida dei paesi euroscettici.



Da un punto di vista sovranista, sarebbe veramente triste osservare – in un eventuale scenario europeo post-federale – l’Italia legata a triplo filo con gli Stati Uniti mente la Germania se ne veleggia, autonoma, verso uno spazio di cooperazione con i Di Brics. Nel contesto politico italiano, se da una parte il M5S fonda totalmente la propria legittimazione internazionale sui rapporti con ambienti inglesi e americani, vediamo la Lega muoversi in modo più spregiudicato e, quindi, più autonomo. Se da una parte Salvini svolge incontri cordiali con Steve Bannon, dall’altra intesse rapporti col partito Russia Unita di Putin ed enuncia – nella conferenza stampa di presentazione della candidatura di Alberto Bagnai – una futura saldatura con la Germania in versione “euroscettica”. Dal momento che, per numerose ragioni, non si possono riporre le proprie speranze su un personaggio ideologicamente contradditorio e tendente all’improvvisazione come Salvini, occorre che una visione di lungo termine sul rapporto con Stati Uniti e Germania s’insedi anche negli ambienti sovranisti veri e propri. Una visione che sappia distinguere fra una prospettiva immediata di scontro con la direzione tedesca dell’Unione Europea e una prospettiva geopolitica di lungo termine, che impone all’Italia di allentare lo storico legame con gli Stati Uniti e abbracciare il nuovo assetto multipolare del mondo. Una prospettiva, soprattutto, che eviti che i sovranisti italiani facciano il ruolo degli utili idioti e cioè che contrastino la Germania laddove necessario, ma senza assecondare i progetti atlantisti volti a recare maggior peso agli Stati Uniti in Europa: ora, vi è il fondato sospetto che il governo Lega-M5S quest’accortezza non l’avrebbe affatto avuta.

(Riccardo Paccosi, “La via yankee al sovranismo”, dalla pagina Facebook di Paccosi, segnalata da Francesco Mazzuoli su “Come Don Chisciotte
http://www.libreidee.org/2018/06/sovran ... utela-usa/


Ultima modifica di TheApologist il 02/06/2018, 10:23, modificato 1 volta in totale.


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 Oggetto del messaggio: Re: ELEZIONI 2018
MessaggioInviato: 02/06/2018, 10:17 
MaxpoweR ha scritto:
TheApologist ha scritto:
Ma dai, le Alfa le disegnano e costruiscono in Italia, e i motori sono italianissimi...

Insomma, sarà una boiata, ma è un fatto d'immagine. Non si possono vedere flotte istituzionali di VW, BMW, Mercedes.

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sono d'accordo. I francesi vanno in citroen noi abbiamo le lancia le alfa le maserati e dobbiamo andare in WV? Bah


Visto che le marche italiane, non propongono macchine ibride o elettriche, piuttosto che le tedesche, magari puntare sulla Toyota o sulla Hyundai.



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 Oggetto del messaggio: Re: ELEZIONI 2018
MessaggioInviato: 02/06/2018, 10:24 
TheApologist ha scritto:
Una tesi che avevo proposto pure io nei giorni scorsi...

TRUMP CI APPOGGIA CONTRO L’EUROPA TEDESCA


Donald Trump ci sta dando una mano contro l’Europa tedesca. Sta procedendo infatti con maxi acquisti Usa di titoli italiani da un parte e, dall’altra, sta dando sberle su sberle a industria, finanza e alla Deutsche Bank.

Non è un caso che Jean-Claude Juncker abbia insultato l’Italia, così come solo una manciata di giorni prima aveva fatto un altro tedesco Gunter Oettinger.
Grazie agli Stati Uniti di Donald Trump il tempo dell’Europa dell’asse franco-tedesco di Merkel e Juncker è finito. Trump sta mettendo i dazi minacciati contro Germania e Francia (soprattutto la prima) al contempo comprando cospicui titoli italiani. Si hanno presenti i titoli italiani di cui, fino a un giorno fa, i livorosi tedeschi e le agenzie di rating colluse, la stessa Bce diminuiva gli acquisti, se ne liberavano a iosa alimentando la loro speranza nel default dell’Italia? Ecco, Trump sta comprando proprio quelli.


Il presidente degli Stati Uniti eletto, colui che ha vinto le elezioni contro Hillary Clinton che, nel 2010/2011, da sottosegretario di Stato sussurrava nell’orecchio di Barack Obama in modo che si unisse a Merkel e Sarkozy (Napolitano per l’Italia) per creare le condizioni economiche e fare cadere il governo eletto guidato da Silvio Berlusconi mettendo le basi del commissariamento e della Troika contro l’Italia, oggi è lì che compra titoli italiani e “stanga” Deutsche Bank che è stata la banca, tale e quale al Monte dei Paschi di Siena in Italia, che ci ha dato il colpo di grazia. Nel 2011 la banca tedesca vendette infatti i titoli italiani facendo crollare il nostro Paese e facendo innalzare lo spread in maniera tale da creare quel terrore economico-finanziario utile contro gli italiani, resi così proni all’imposizione di governi non eletti (Monti, poi Letta, Renzi e da ultimo Gentiloni).


Trump ci sta dando una mano e il messaggio è chiaro. L’Italia, che deve avere chiaro con il nuovo governo da che parte schierarsi, sta venendo politicamente ed economicamente aiutata da Trump. Cari italiani, era davvero arduo uscire dal gorgo, era a dir poco impossibile fuoriuscire dall’impantanamento in cui il Paese era finito a causa dei sovvertitori e violatori delle regole democratiche - nazionali, europei e internazionali. Oggi ci sono flussi e canali da cogliere al volo. Per non solo uscire dall’orrido vortice di non democrazia e di futura schiavitù sul cui orlo traballavamo, ma per diventare un Paese trasparente e produttivo, che farà anche e di nuovo la storia dell’Europa libera, dando vita a una nuova Europa più forte e più equa, democratica capitalista e liberale.
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Embargo o meno, perchè non compra titoli italiani anche Putin ? Giusto per evitare di tornare sotto il ricatto USA e per non finire dalla padella alla brace
Io aspetto i Minibond, a mio parere idea geniale per evitare di creare debito pubblico.



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 Oggetto del messaggio: Re: ELEZIONI 2018
MessaggioInviato: 02/06/2018, 10:45 
greenwarrior ha scritto:

Embargo o meno, perchè non compra titoli italiani anche Putin ? Giusto per evitare di tornare sotto il ricatto USA e per non finire dalla padella alla brace
Io aspetto i Minibond, a mio parere idea geniale per evitare di creare debito pubblico.



Questo non lo so, sinceramente... Il fatto è che gli USA ci occupano militarmente quindi i nostri "spazi di manovra", volenti o nolenti, sono prossimi allo ZERO! [:246]

I miniBOT intendi? Si sono un'idea geniale del vulcanico Borghi, ma bisognerà vedere se la cosa andrà in porto...



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 Oggetto del messaggio: Re: ELEZIONI 2018
MessaggioInviato: 02/06/2018, 10:55 
Altra interessante analisi "sotterranea"...

GIALLO SAVONA / LA SINGOLAR TENZONE TRA LE DUE FAZIONI MASSONICHE


La singolar tenzone per Paolo Savona. Il mezzogiorno di fuoco tra l’inquilino del Colle e i due sceriffi di Lega e 5 Stelle.

Pesano le posizioni euroscettiche e anti Merkel degli ultimi tempi griffate Savona? Il fievole atlantismo? Il (non) feeling con i papaveri delle finanze nazionali e internazionali, da Ignazio Visco a Mario Draghi? Oppure alcuni legami del passato che potrebbero condizionare anche le scelte presenti del titolare dell’Economia?

Forse un po’ di tutto. Ma secondo quanto filtra da alcune ovattate stanze del Quirinale, è in atto una vera e propria guerra per il Potere futuro. Una guerra che vede scendere in campo, l’un contro l’altra armate, due potenti fazioni massoniche. O per meglio dire, la cosiddetta Massoneria Progressista e quella di stampo Conservatore.

Proprio mentre il contratto firmato dai leader del Carroccio e dei grillini prevede la messa al bando dalla vita pubblica dei confratelli in cappuccio e grembiulino, cosa che ha fatto andare su tutte le furie il Gran Maestro del Goi, Stefano Bisi, che ha attaccato il contratto e i due autori.

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LE DUE FAZIONI MASSONICHE IN CAMPO

Mentre un “massone progressista” come Giole Magaldi, promotore del Movimento Roosvelt e autore di “Massoni – Società a responsabilità illimitata. La scoperta delle ur-lodges” (Chiarelettere), il ponderoso tomo che illustra i recenti percorsi massonici internazionali a base di super logge UR, suona invece i violini. Sia sul possibile assetto governativo che sulla figura di Savona.

Scrive Magaldi: “Il Movimento Roosvelt fa i suoi migliori auguri al premier incaricato, augurandosi che al suo fianco, come Ministro dell’Economia e delle Finanze, sia designato Paolo Savona, personaggio di indubbia struttura politico-istituzionale, di solidissime competenze tecniche e di grande esperienza internazionale”.

E aggiunge, quasi a tranquillizzare il confratello Bisi: “Alcuni ministri del nascente governo Conte saranno massoni. Per la precisione, massoni progressisti. Un plauso va fatto innanzi tutto alla Lega e ai 5 Stelle perchè di fatto, anche se non ancora di diritto, hanno superato qualsivoglia discriminazione nei confronti della massoneria. Spiegheremo poi, nei tempi e nei modi opportuni, chi sono questi fratelli massoni”.

Altre parole per rassicurare Paul Krugman, il premio Nobel ed economista liberal post keynesiano, massone progressista: “Non vi è nessuna presa di Roma o di palazzo Chigi da parte dei barbari – sottolinea Magaldi – un’invasione barbarica c’è stata nel 2011 con Mario Monti e le sue politiche. Quello stipulato tra Di Maio e Salvini è un contratto di natura privatistica che ha una valenza di indirizzo generico, non vincolante sulle attività delle istituzioni e non sovraordinato alle norme costituzionali: se al suo interno vi sono delle clausole contrarie a tali principi inderogabili della Costituzione, esse vanno considerate nulle e prive di qualsivoglia conseguenza pratica”.

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Come dire: sul bando ai massoni Di Maio e Salvini hanno solo scherzato.

Ma torniamo a bomba. Ossia alla figura di Paolo Savona.

Il quale oggi viene attaccato dal fuoco di fila politico e soprattutto mediatico per via delle sue ultime illuminazioni sulla via di Damasco, ossia la ‘svolta’ semi anti globalizzazione e para anti Ue: quasi a configurarne una sorta di No global in salsa finanziaria, un bolscevico infiltrato nei palazzi, sulla scorta delle ultime performance di Giulio Tremonti, guarda caso anche lui entrato nell’orbita leghista dopo anni al servizio (anche come commercialista personale) di Silvio Berlusconi. E pure il nome di Tremonti – guarda caso – giorni fa era rimbalzato come possibile premier.

A quanto pare, invece, i trascorsi di Savona interessano poco. Per la serie: scordammoce ‘o passato.

Che, invece, dovrebbe suscitare più di un interrogativo. Racconta chi lo conosce fin dai tempi di Bankitalia: “Un passato che più di potere non si può. Cominciato negli anni alla Pro Deo, la chiacchierata università sorta con i favori degli americani e poi diventata Luiss. Ma sono soprattutto alcune amicizie e alcuni legami a caratterizzarne il passato. In primis con l’ex presidente picconatore Francesco Cossiga, unito dalla natia Sardegna, e con l’ex piduista da novanta e ancor oggi uomo potentissimo Giancarlo Elia Valori”.

VALORI PREZIOSI

L’uomo di tanti misteri finanziari e non solo, Valori. L’uomo per tutte le stagioni e per tutti gli affari, il solo ad essere in grado di intrecciare contemporanamente affari con la lobby ebraica e con il mondo arabo, senza dimenticare le connection sudamericane e nei paesi dell’ex blocco sovietico. Pezzo da novanta della P2, Valori, poi espulso dal Venerabile Licio Gelli in persona.

Savona e Valori uniscono i loro destini più di 40 anni fa, quando nel 1976 sono insieme a bordo de La Centrale Finanziaria Generale, LCFG per i suoi fans, sigla che nel suo lungo e tortuoso percorso incrocia i suoi destini con quelli del Banco Ambrosiano targato Roberto Calvi.

Sul ponte di comando negli anni ruggenti non solo i pezzi da novanta Valori e Savona, ma anche Lamberto Dini (simile percorso da Bankitalia alla politica) e Tarek Ben Ammar, il big d’affari storicamente legato a Berlusconi.

Strada facendo LCFG potrà contare sull’apporto di azionisti da non poco, come Generali, Allianz, Interbanca, Bper. Alcuni dei quali si sono poi sfilati dalla scena negli ultimi anni di vacche non proprio grasse: oggi, infatti, l’azionista di riferimento è il super gruppo mattonaro e finanziario che fa capo alla famiglia Toti.

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l mondo è piccolo, e nella ramificata galassia che ruota intorno a LCFG ritroviamo un brasseur della Lega in Lombardia, Luca Galli, un anno fa espulso per alcune controverse vicende d’affari che portano fino a Malta e ad altri scrigni segreti. Sullo sfondo fanno capolino misteriose sigle, sempre riconducibile all’ubiquo Valori, come Serenissima Sgr. E Global Capital, altro forziere tutto da scoprire.

Importante crocevia per i rapporti internazionale è poi ASPEN, la sigla di cui Savona è vice presidente vicario. Numero uno proprio Tremonti, mentre sempre al vertice – in qualitè di vice presidente – ritroviamo un altro ex ministro dell’ultimo esecutivo Berlusconi, Lucio Stanca. Sulla poltrona di direttore siede Marta Dassù, ex pupilla dalemiana; mentre a dirigere la rivista Aspen è Lucia Annunziata, anche alla guida dell’influente Huffington Post.

In un precedente profilo la Voce (potete leggere cliccando sul link in basso) ha ricordato un precedente da non poco nel pedigree di Savona: la guida del super gabinetto voluto da ‘O Ministro Paolo Cirino Pomicino quando era alla guida del Bilancio. Un gabinetto che poteva contare su un big del calibro di Mario Monti.

I “NEMICI” CONSERVATORI

E terminiamo il giro sull’altra sponda, ossia i conservatori incappucciati che affilano i loro compassi contro i confratelli progressisti. Ne fa un minuzioso identikit Giole Magaldi.

A partire dal nemico numero uno di Savona, vale a dire Mario Draghi, in rotta di collisione fin dai tempi in cui Savona era segretario generale dell’Associazione Guido Carli, soppressa da Draghi appena arrivato al vertice Bankitalia. Una inimicizia alimentatasi negli anni e arrivata oggi al suo acme. E’ il più accorsato a livello di titoli massonici internazionali, il presidente della Bce, in grado di fare un pokerissimo, riuscendo a sedere contemporaneamente sulle poltrone di 5 logge UR: ‘Edmond Burke’, ‘Pan-Europa’, Three Eyes’, Der Ring’, Compass Star-Rose‘.

Segue con distacco Mario Monti, nel cui pedigree fanno capolino la ‘United Grand Lodge of England‘ e la ‘Babel Tower‘.

Solo la ‘Edmond Burke‘ ad impreziosire il curriculum del vertice di Bankitalia Ignazio Visco. Così come per Domenico Siniscalco, il cui nome è rimbalzato nelle settimane scorse come possibile premier e già ministro, proprio dell’Economia, nell’esecutivo 2004-2005. Non c’è due senza tre, ed alla ospitale Edmond Burke fa capo un altro ex titolare di via XX settembre, Fabrizio Saccomanni: titolare dell’Economia nell’esecutivo Letta ed ex direttore generale Bankitalia dal 2006 al 2013.

Last but non least Giorgio Napolitano, che strizza l’occhiolino alla ‘Three Eyes‘.

Per tutti i palati.

Ma quale delle due possenti fazioni, nell’Italia prossima ventura, trionferà?

http://www.lavocedellevoci.it/2018/05/2 ... assoniche/



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 Oggetto del messaggio: Re: ELEZIONI 2018
MessaggioInviato: 02/06/2018, 11:48 
TheApologist ha scritto:
mik.300 ha scritto:
si bè la nuova alfa giulia non è male
ma come auto presidenziale
non è un pò piccolina..?

In effetti si. Manca una ammiraglia nella gamma che arriverà, credo...

Però come dicevo ci sono le Maserati, la Ghibli e la Quattroporte in particolare. Uno potrebbe obbiettare sui costi, ma comunque le Phaeton veleggiavano sui 100mila euro circa, a cui sono da aggiungere le spese per le blindature.
La Ghibli ne costa 70 mila.
Ma vogliamo mettere una Maserati con una VW a livello di prestigio e "colpo d'occhio"?! E poi i soldi finirebbero in parte nelle tasche dei nostri operai di Modena.


e vabbè ok la maserati,
a me sembra un pò eccessiva,
e fa venire in mente quel debosciato di montezemolo,
ma se non c'è nient'altro..
da usare con criterio nelle occasioni ufficiali..
altro che il bomba col suo renziplano e renzicottero...


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non sono aggiornato,
non la fanno più quella lancia berlina lunga,
non era malaccio..


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 Oggetto del messaggio: Re: ELEZIONI 2018
MessaggioInviato: 02/06/2018, 11:53 
greenwarrior ha scritto:
TheApologist ha scritto:
Una tesi che avevo proposto pure io nei giorni scorsi...

TRUMP CI APPOGGIA CONTRO L’EUROPA TEDESCA


Donald Trump ci sta dando una mano contro l’Europa tedesca. Sta procedendo infatti con maxi acquisti Usa di titoli italiani da un parte e, dall’altra, sta dando sberle su sberle a industria, finanza e alla Deutsche Bank.

Non è un caso che Jean-Claude Juncker abbia insultato l’Italia, così come solo una manciata di giorni prima aveva fatto un altro tedesco Gunter Oettinger.
Grazie agli Stati Uniti di Donald Trump il tempo dell’Europa dell’asse franco-tedesco di Merkel e Juncker è finito. Trump sta mettendo i dazi minacciati contro Germania e Francia (soprattutto la prima) al contempo comprando cospicui titoli italiani. Si hanno presenti i titoli italiani di cui, fino a un giorno fa, i livorosi tedeschi e le agenzie di rating colluse, la stessa Bce diminuiva gli acquisti, se ne liberavano a iosa alimentando la loro speranza nel default dell’Italia? Ecco, Trump sta comprando proprio quelli.


Il presidente degli Stati Uniti eletto, colui che ha vinto le elezioni contro Hillary Clinton che, nel 2010/2011, da sottosegretario di Stato sussurrava nell’orecchio di Barack Obama in modo che si unisse a Merkel e Sarkozy (Napolitano per l’Italia) per creare le condizioni economiche e fare cadere il governo eletto guidato da Silvio Berlusconi mettendo le basi del commissariamento e della Troika contro l’Italia, oggi è lì che compra titoli italiani e “stanga” Deutsche Bank che è stata la banca, tale e quale al Monte dei Paschi di Siena in Italia, che ci ha dato il colpo di grazia. Nel 2011 la banca tedesca vendette infatti i titoli italiani facendo crollare il nostro Paese e facendo innalzare lo spread in maniera tale da creare quel terrore economico-finanziario utile contro gli italiani, resi così proni all’imposizione di governi non eletti (Monti, poi Letta, Renzi e da ultimo Gentiloni).


Trump ci sta dando una mano e il messaggio è chiaro. L’Italia, che deve avere chiaro con il nuovo governo da che parte schierarsi, sta venendo politicamente ed economicamente aiutata da Trump. Cari italiani, era davvero arduo uscire dal gorgo, era a dir poco impossibile fuoriuscire dall’impantanamento in cui il Paese era finito a causa dei sovvertitori e violatori delle regole democratiche - nazionali, europei e internazionali. Oggi ci sono flussi e canali da cogliere al volo. Per non solo uscire dall’orrido vortice di non democrazia e di futura schiavitù sul cui orlo traballavamo, ma per diventare un Paese trasparente e produttivo, che farà anche e di nuovo la storia dell’Europa libera, dando vita a una nuova Europa più forte e più equa, democratica capitalista e liberale.
http://www.opinione.it/esteri/2018/06/0 ... el-europa/


Embargo o meno, perchè non compra titoli italiani anche Putin ? Giusto per evitare di tornare sotto il ricatto USA e per non finire dalla padella alla brace
Io aspetto i Minibond, a mio parere idea geniale per evitare di creare debito pubblico.


quelli sono da fare subito,
chiunque abbia un credito verso lo stato
può riceverli immediatamente

senza aspettare anni per il pagamento..

l'unica differenza con le banconote
è che hanno una scadenza,
(dopo la quale vanno rinnovati o sostituiti con banconota corrente)
che può essere stabilita però a piacimento..
10, 20 30, 100 anni..
perchè no?


a parte gli appaltatori ecc.
io ci pagherei anche gli stipendi degli statali..
ex. 1400,00 euro?
2 minibot da 500 euro e il resto moneta corrente..
li depositi in banca,
quella automaticamente li converte in euro
(i titoli se li tiene lei)
direttamente dal produttore..
senza passare da draghi..
che c fa la cresta e ci ricatta..

servirebbe molto a calmierare lo spread..
lo stato avrebbe meno bisogno di ricorrere alla bce
e agli investitori privati...
si potrebbero per essere proprio coperti
prevedere delle assicurazioni che coprirebbero le banche in caso i titoli
finissero sotto attacco speculativo,

(visto che la bce non ci protegge)
ma col meccanismo di cui sopra si ridurrebbe di molto
il campo di manovra per gli speculatori..


Ultima modifica di mik.300 il 02/06/2018, 12:05, modificato 2 volte in totale.

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 Oggetto del messaggio: Re: ELEZIONI 2018
MessaggioInviato: 02/06/2018, 12:00 
LE AVEVANO GIA'... le Maserati, e le Lancia, le 159... Ma qualcuno ha "abdicato" e poi ha comprato tedesco. [:287]

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Su Montezemolo sono d'accordo... [:302]

L'Alfa Giulia dei Carabinieri è tanta roba,comunque... [:p]
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Chiusa parentesi automobilistica. [:D]



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 Oggetto del messaggio: Re: ELEZIONI 2018
MessaggioInviato: 02/06/2018, 13:00 
... che famo pena ... [:291]



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 Oggetto del messaggio: Re: ELEZIONI 2018
MessaggioInviato: 02/06/2018, 13:03 
A questo punto aprirei un nuovo topic "aggiornamenti dalla terza repubblica"



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 Oggetto del messaggio: Re: ELEZIONI 2018
MessaggioInviato: 02/06/2018, 13:07 
C'è già il thread di Ufologo viewtopic.php?f=8&t=19421

basterebbe rinominarlo...



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