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 Oggetto del messaggio: Re: La Cina è vicina a darci scacco matto
MessaggioInviato: 19/07/2020, 14:06 
MaxpoweR ha scritto:
Cita:

La società di consulenza americana Horizon Advisory citata dal Times ha avvertito che la Cina vede il suo dominio sul mercato delle terre rare da una prospettiva strategica piuttosto che finanziaria.
"I cinesi non si preoccupano dei vantaggi economici", ha dichiarato Nathan Picarsik, cofondatore di Horizon Advisory. "Vedono il controllo di questo settore come un modo per vincere senza combattere", ha aggiunto.

Dipendenza dei occidentali con la Cina

Per molto tempo, i paesi occidentali non si sono preoccupati della provenienza di queste risorse e solo il peggioramento della guerra commerciale USA-Cina ha evidenziato questo problema.





La Cina vede tutto da una prospettiva strategica, ragiona in maniera simile ai vecchi imperi premoderni che miravano a un controllo politico militare dei territori per riscuotere tributi, non gliene fregava un fico secco di creare un mercato di consumatori dove esportare i propri prodotti. Questa è la grande differenza con la mentalità americana.


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 Oggetto del messaggio: Re: La Cina è vicina a darci scacco matto
MessaggioInviato: 21/07/2020, 14:04 
Cita:
La Cina è sicura che la 'de-dollarizzazione' è già in corso

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di Wang Wen - Global Times

È già iniziata una tendenza globale verso la "de-dollarizzazione". L'ultimo pezzo di "muro portante" dell'Empire State Building degli Stati Uniti si è rotto, in altre parole.



Le politiche globali per la "de-dollarizzazione" includono una drastica riduzione delle posizioni in titoli di debito statunitensi, la caduta dello status di dollaro statunitense come valuta di riferimento, l'aumento del commercio di materie prime non in dollari, l'aumento della riserva di valute non in dollari e l'accelerazione della copertura dell'oro nei confronti del dollaro.

Dal punto di vista del debito USA, 22 mesi consecutivi da aprile 2018 a marzo 2020 hanno visto le banche centrali globali ridurre le loro posizioni in titoli di debito statunitensi. A marzo, la Federal Reserve statunitense ha promesso un allentamento quantitativo illimitato, acquistando oltre $ 1 trilione di titoli del Tesoro entro un mese. La Federal Reserve è diventata il più grande destinatario di titoli del Tesoro USA.

A marzo, i rendimenti dei buoni del Tesoro a un mese e di tre mesi sono stati negativi, mentre i rendimenti per il Tesoro a 10 anni hanno toccato l'1% per la prima volta, secondo i media. Ciò esemplifica le aspettative globali di un'economia USA più debole.

Non si può escludere che a breve termine un numero limitato di investitori stranieri aumenterà le loro disponibilità in titoli del Tesoro USA. Tuttavia, nel lungo periodo, gli investitori esteri ridurranno probabilmente le loro posizioni in titoli di debito statunitensi. La Federal Reserve, che ha trascorso oltre mezzo secolo a costruire la sua credibilità globale, è diventato l'ultimo rifugio dei titoli del Tesoro USA.

Negli ultimi anni, molti membri del G20, come Cina, Francia, Germania e Russia, hanno ridotto il loro utilizzo dei dollari USA negli accordi commerciali.

Secondo le informazioni divulgate dalla Society for Worldwide Interbank Financial Telecommunication (SWIFT), a maggio la quota di dollari USA nel mercato dei pagamenti internazionali è stata del 40,88 percento, in calo rispetto al 44,1 percento di marzo.

Il mercato stima che sebbene ci sia una lunga strada per realizzare la "de-dollarizzazione", altri paesi stanno diventando irrequieti per arrivarci.

Il sistema SWIFT, che è stato tradizionalmente utilizzato per la liquidazione degli scambi e i pagamenti e che è ampiamente controllato dagli Stati Uniti, è stato fortemente criticato in tutto il mondo. Molti paesi si stanno impegnando per costruire sistemi di pagamento de-dollarizzati. Ad esempio, la Cina ha lanciato il sistema di pagamento interbancario transfrontaliero nel 2015. È molto probabile che la percentuale di dollari USA nei sistemi di pagamento internazionali scenderà al di sotto del 40 percento.

La quota del dollaro USA sul totale delle riserve valutarie di tutti i paesi membri del FMI è scesa dal 72 percento nel 2000 al 61,99 percento alla fine del primo trimestre del 2020. Sebbene la quota del dollaro USA in riserve valutarie sia ancora al primo posto in tutto il mondo, il suo declino negli ultimi anni è abbastanza evidente. I paesi sono determinati a diversificare le proprie riserve valutarie. Nel frattempo, le banche centrali di molti paesi hanno aumentato le loro riserve auree e l'anno 2019 ha segnato il decimo anno consecutivo di acquisti netti annuali di oro.

Per compensare i rischi portati dai dollari statunitensi, la quota statunitense delle riserve auree globali è scesa dal 23,64 percento alla fine di giugno 2019 al 15,5 percento alla fine di giugno 2020. Ciò riflette l'indebolimento della fiducia dei paesi nel dollaro USA. È ipotizzabile che la sanzioni degli Stati Uniti contro la Cina a causa della legislazione sulla sicurezza nazionale del paese per Hong Kong accelererà ulteriormente i programmi di "de-dollarizzazione" della maggior parte dei paesi.

Oltre ai titoli del Tesoro degli Stati Uniti, ai pagamenti e alle riserve estere, la valuta digitale è l'ultimo fattore che influenza il progresso della "de-dollarizzazione". La valuta digitale cerca una sostituzione completa del dollaro USA come principale valuta internazionale in termini di emissioni, tecnologia e strumenti. Le principali economie, tra cui Cina, UE e Giappone, oltre a molte società multinazionali, hanno condotto ricerche a lungo termine sulla valuta digitale.

Dall'inizio del 21° secolo, molti dubbiosi sulla "de-dollarizzazione" hanno sostenuto che la "de-dollarizzazione" globale è ancora agli inizi. Ritengono che i mercati dipendono principalmente dal dollaro USA. Ma la pandemia di COVID-19 sembra aver innescato un progresso più rapido nella "de-dollarizzazione". Considerando le decisioni diplomatiche di altri paesi e le aspettative del mercato per il dollaro USA, si può giudicare che gli Stati Uniti non potranno mai formare un accerchiamento per il contenimento strategico contro la Cina.

La Cina è fiduciosa al riguardo.

L'autore è professore e decano esecutivo dell'Istituto Chongyang per gli studi finanziari presso l'Università Renmin della Cina e direttore esecutivo del Centro di ricerca sugli scambi interpersonali Cina-USA

(Traduzione de l’AntiDiplomatico)

fonte: https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-la_cina__sicura_che_la_dedollarizzazione__gi_in_corso/82_36318/



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 Oggetto del messaggio: Re: La Cina è vicina a darci scacco matto
MessaggioInviato: 23/07/2020, 12:54 
Cita:
La missione spaziale cinese Tianwen-1 è partita alla volta di Marte

La missione spaziale cinese per il Pianeta rosso è decollata con successo. Arriverà a destinazione a febbraio 2021

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Dopo Hope, la missione degli Emirati Arabi Uniti, è stata la volta di Tianwen-1. La missione spaziale cinese è partita alla volta di Marte alle 4:41 Gmt (le 6.41 italiane) del 23 luglio 2020 dalla base di Wenchang sull’isola di Hainan. Il lancio del razzo Long March 5 è avvenuto con successo e sotto gli occhi di folle di curiosi e appassionati. Tianwen-1 dovrebbe arrivare a destinazione nel febbraio 2021, posizionando in una sola volta un orbiter, un lander e un rover. Obiettivo, ovviamente, è svelare i misteri di Marte, dal suolo all’atmosfera fino alla ricerca di tracce di vita aliena.

Guarda su youtube.com


Cosa comprende la missione di Tianwen-1
Con la missione Tianwen-1, il cui nome significa “ricerca delle verità celesti”, la Cina sta tentando un’impresa davvero eccezionale: portare su Marte nello stesso momento un orbiter, un lander e un rover – tutti dotati di strumenti avanzatissimi per studiare nel dettaglio il Pianeta rosso.

L’orbiter studierà l’atmosfera per un anno marziano (687 giorni terrestri). Sarà dotato, tra gli altri strumenti, anche di due telecamere, di radar di superficie e di un rilevatore per studiare il campo magnetico del Pianeta rosso. Sarà anche in grado di scambiare comunicazioni tra la Terra e il rover di superficie.

Il lander e il rover dovrebbero atterrare qualche mese dopo nella regione di Utopia Planitia nell’emisfero settentrionale del pianeta, là dove nel 1976 era atterrata anche la missione Nasa Viking 2. La regione è coperta da uno strato di ghiaccio e uno degli obiettivi del rover (che dovrebbe funzionare per 90 giorni marziani) sarà studiarlo per conoscere meglio la sua distribuzione e se possa costituire una fonte d’acqua per i futuri coloni.

La Cina alla conquista dello Spazio
Se questa missione avrà successo la Cina si riprenderà completamente dal fallimento della missione Yinghuo-1 nel 2011. In quell’occasione il razzo russo che avrebbe dovuto portare la superpotenza asiatica su Marte ebbe dei problemi tecnici e non riuscì a sfuggire alla gravità terrestre.

“Tianwen-1 orbiterà, atterrerà e rilascerà un rover al primo tentativo e coordinerà le osservazioni con l’orbiter”, hanno scritto i membri del team in un articolo su Nature Astronomy che delinea gli obiettivi principali della missione. “Nessuna missione planetaria è mai stata implementata in questo modo. In caso di successo, sarà un importante progresso tecnico”.

La Cina negli ultimi vent’anni ha realizzato un programma spaziale di tutto rispetto, lanciando il progetto di una propria stazione spaziale e mandando in orbita propri astronauti. Inoltre ha portato sulla Luna due rover, uno dei quali (Yutu-2) si trova sul lato nascosto della Luna, dove nessuno era mai stato prima.*

La Nasa, stavolta, insegue
Il 30 luglio dovrebbe essere la volta della missione Perseverance della Nasa, l’ultima agenzia che riuscirà a sfruttare questa finestra temporale favorevole al lancio, quando la Terra e Marte sono più vicini. La prossima sarà tra 26 mesi. La Nasa vuole inviare un nuovo rover sul Pianeta rosso, simile a Curiosity. Il nuovo veicolo perlustrerà il cratere Jezero, un antico lago prosciugato che potrebbe conservare fossili di microrganismi marziani. O chissà.

Fonte: https://www.wired.it/scienza/spazio/2020/07/23/tianwen-1-marte-cina/



* ci sono novità sulle missioni lunari cinesi, soprattutto quella sul lato oscuro?



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 Oggetto del messaggio: Re: La Cina è vicina a darci scacco matto
MessaggioInviato: 14/08/2020, 16:17 
Il progresso tecnologico della Cina non è più arrestabile


La Cina sta espandendo le proprie posizioni sul mercato globale delle tecnologie superando il Giappone e riducendo in maniera significativa il distacco dagli USA.

Questo è il tema di uno studio pubblicato di recente dalla giapponese Nikkei. Riuscirà la Cina a rafforzare le proprie posizioni nonostante le pressioni esercitate dall’Occidente? In un’intervista rilasciata a Sputnik un esperto cinese ha osservato che, nel rafforzare la propria indipendenza, la Cina deve continuare a tenersi aperta al mondo espandendo tra l’altro la cooperazione internazionale.


Elon Musk: "la Cina spacca", gli USA invece stanno perdendo il loro vantaggio tecnologico
Secondo una ricerca, nel 2019 la Cina ha detenuto la maggiore quota di mercato in ben 12 settori lasciandosi dietro il Giappone (7 settori) e avvicinandosi agli USA (25 settori). Ad ogni modo, alcune imprese cinese hanno superato quelle americane per quota detenuta sul mercato globale. Menzione a parte va fatta per Huawei che per la prima volta nella storia ha superato Apple nel settore degli smartphone incrementando la propria quota di mercato fino al 17,6% nonostante la politica statunitense e di altri Paesi finalizzata a vietare l’impiego di questi prodotti.

“In ottica a lungo termine, nessuno riuscirà a arrestare il progresso tecnologico cinese. Inoltre, è inverosimile pensare di ostacolare il conseguimento di traguardi tecnologici in un settore come quello dei prodotti elettronici. Si riuscirà solamente a ridurre per breve tempo i volumi di vendita di una precisa impresa cinese grazie a determinati provvedimenti adottati dagli USA e da altri Paesi occidentali. Ma in tal senso ogni situazione va considerata separatamente, non è possibile fare generalizzazioni anche perché il contesto è in rapido cambiamento”, ha osservato Yang Mian, docente presso l’Istituto di ricerca sulle relazioni internazionali in seno all’Università cinese di comunicazione in un’intervista rilasciata a Sputnik in merito alla possibilità che la Cina riesca a mantenere le proprie posizioni di mercato nonostante le pressioni esercitate dagli USA.

Gli analisti di Nikkei osservano che in un anno la Cina ha superato sensibilmente i giapponesi in comparti quali quelli dei display a cristalli liquidi per smartphone o dei componenti per le batterie agli ioni di litio. Impressionante è anche la rapidità a cui cresce il numero di smartphone cinesi nel mondo. Solo 5 anni fa il numero di telefoni Huawei era solo il 5% del totale.


Contenere lo sviluppo tecnologico della Cina renderà l’America di nuovo grande?
Tuttavia, al momento la maggior parte del mercato tecnologico cinese è impegnata a soddisfare la domanda interna. In gran parte proprio per questo il Paese è riuscito a garantirsi una potenza produttiva e tecnologica propria. Purtroppo, parallelamente all’estensione della presenza cinese sul mercato internazionale, crescono anche le misure anticinesi adottate dall’Occidente. Gli esperti prevedono che la situazione in ottica politica non farà che peggiorare. Riuscirà la Cina in queste condizioni a ripetere il proprio successo sul mercato interno anche su quello esterno?

Yang Mian ritiene che questo sia del tutto fattibile a condizione che la Cina continui a puntare sulla propria indipendenza:

“Poiché confrontati a ostacoli di diversa natura, dobbiamo far affidamento in maniera sempre maggiore sulle nostre forze. Dobbiamo dimostrare la stessa forza d’animo che avevamo durante la realizzazione del progetto “Due Bombe, Un satellite”. Inoltre, dovremmo anche unire il Paese e investire tutto il possibile sui prodotti made in China, sfruttando il sostegno del governo. Rafforzando così la nostra indipendenza, la Cina si terrà comunque aperta al mondo sviluppando i legami di cooperazione internazionale”, spiega.

L’esperto ha altresì osservato che in alcuni casi per aumentare le vendite sul mercato internazionale un unico approccio promozionale può non essere sufficiente.

“A mio avviso, al momento vi sono ancora molti Paesi in cui i nostri prodotti sono richiesti, in quanto non tutti i Paesi seguono l’operato degli USA. Ad esempio, nelle regioni asiatica, africana e latinoamericana vi sono ancora molte aree di mercato intatte. Se riuscissimo a convincere i governi di queste aree a non cadere nella trappola degli USA, riusciremmo a creare condizioni a noi favorevoli. Inoltre, sono convinto che non tutti i Paesi occidentali intendano seguire l’esempio degli USA”, ritiene.


Ma al momento i numeri parlano da sé. Mentre 5 anni fa il 39% del mercato degli smartphone era controllato da Samsung e Apple, oggi il 35% dello stesso appartiene alla triade cinese Huawei, Xiaomi, Oppo (le ultime due società sono, ad ogni modo, più conosciute in Cina che all’estero). Gli analisti di TrendForce prevedono che nel 2020 Huawei produrrà 74 milioni di smartphone con tecnologia 5G e occuperà la prima posizione per produzione di questi dispositivi, il che è assolutamente possibile visto che durante la crisi da coronavirus la società ha registrato la minor riduzione di vendita di smartphone tra le prime 10 aziende del settore, in particolare un -4,9% in termini annui. A tal proposito i produttori cinesi di smartphone hanno in generale affrontato in maniera piuttosto semplice il coronavirus: infatti, due brand sono riusciti anche a incrementare le vendite durante la pandemia, l’americana Apple e la cinese Tecno.



https://it.sputniknews.com/scienza-e-te ... restabile/


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 Oggetto del messaggio: Re: La Cina è vicina a darci scacco matto
MessaggioInviato: 27/08/2020, 12:16 
Cita:
Visita di Wang a Roma. 2 nuovi accordi fondamentali per la ripresa dell'Italia

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Il 25 agosto, a Roma, il consigliere di Stato e ministro degli Esteri cinese Wang Yi, in visita in Italia, ha avuto un incontro con il suo omologo italiano Luigi Di Maio. Il ministro di Pechino Wang Yi ha affermato che nell’anno si celebra il 50° anniversario dell’allacciamento dei rapporti diplomatici tra Cina e Italia entrambi i Paesi sono chiamati a cogliere questa occasione per promuovere ed ottenere nuovi progressi nelle relazioni bilaterali in modo da portarle a un livello superiore.



Il capo della diplomazia cinese ha aggiunto che la Cina è pronta ad impegnarsi insieme all’Europa per completare i negoziati sull’accordo per gli investimenti, ad ampliare la cooperazione nel settore digitale e in quello del cambiamento climatico per contribuire positivamente alla ripresa e allo sviluppo dell’economia globale nel periodo post-epidemico.



Intanto, mentre i media nostrani suonavano la grancassa della propaganda di Washington tutta volta a demonizzare la Cina nel solco della nuova guerra fredda contro Pechino, Cina e Italia hanno firmato due nuovi accordi energetici e commerciali, che secondo un osservatore avrebbero aiutato l'economia italiana colpita da virus a riprendersi, pur avendo un effetto dimostrabile sull'economia e sul commercio tra Cina e UE nell'ambito della Belt and Road Initiative (BRI ), la tanto vituperata nuova via della seta.



Il consigliere di Stato cinese e ministro degli Esteri Wang Yi martedì ha firmato due nuovi accordi commerciali con il ministro degli Esteri italiano Luigi Di Maio.



Di Maio ha detto che gli ultimi accordi riguardavano il gas naturale di Snam, il più grande operatore di gasdotti in Europa, e l'esportazione di prodotti alimentari "Made in Italy" in Cina, nonché "importanti partnership nel settore dell'energia e dei trasporti", afferma il rapporto AFP.



"Dato che l'economia italiana è stata duramente colpita dalla pandemia, il raggiungimento di accordi in infrastrutture e commercio non solo aiuta la ripresa economica dell'Italia, ma garantisce la stabilità della catena di approvvigionamento industriale globale", ha dichiarato al Global Times Cui Hongjian, direttore degli studi dell'UE presso la Cina Institute of International Studies.



Da quando è stato colpito il COVID-19, il commercio estero tra Cina e Italia è sceso del 7,7% su base annua a 2,91 miliardi di dollari durante i primi sette mesi.



"Con una base già solida, i due paesi dovrebbero aumentare ulteriormente la fiducia politica reciproca per resistere alle pressioni esterne e mantenere una cooperazione a lungo termine", ha detto Cui, riferendosi al governo degli Stati Uniti che minaccia un certo numero di paesi europei di rivoltarsi contro l'ascesa della Cina.



Nel 2019 l'Italia è stata il primo grande Paese europeo a firmare un accordo con la Cina per la costruzione congiunta della "Belt and Road Initiative". Nell'ultimo anno, le due parti hanno ottenuto risultati significativi in settori quali energia, crociere, costruzione di porti e mercati di terze parti.



La Cina è diventata il più grande partner commerciale asiatico per l'Italia, mentre l'Italia è il quarto partner commerciale dell'UE per la Cina. gli investimenti diretti della Cina in Italia hanno superato i 10 miliardi di dollari e l'Italia ha più di 6.000 progetti di investimento in Cina, ricorda il Global Times.



"Le due parti dovrebbero potenziare i progetti esistenti e crearne di nuovi per dimostrare gli effetti positivi della Cina espandendo la sua cooperazione con l'UE", ha affermato Cui, aggiungendo che un buon esempio è il porto di Vado Ligure in Italia che, in collaborazione con l'impresa di navigazione cinese COSCO, è diventato uno dei terminali più capaci in Europa.

Fonte: https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-cina_e_italia_firmano_nuovi_accordi_per_aiutare_leconomia_italiana_a_riprendersi_rapidamente/82_36988/




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 Oggetto del messaggio: Re: La Cina è vicina a darci scacco matto
MessaggioInviato: 29/08/2020, 13:12 
Cita:
Pechino avverte: i cinesi potrebbero boicottare i prodotti Apple se gli USA vietano WeChat

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Il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Zhao Lijian, ha definito il tentativo di vietare l'applicazione un "atto di pirateria" e ha accusato Washington di "abusare del suo potere di esercitare pressioni sulle società statunitensi"

Il portavoce del ministero degli Esteri cinese Zhao Lijian ha avvertito oggi che se l'app di messaggistica cinese WeChat fosse vietata negli Stati Uniti, la maggior parte dei consumatori cinesi potrebbe iniziare a rifiutare i prodotti Apple.


"Se WeChat viene bandito, non ci sarà motivo per i cinesi di mantenere iPhone e prodotti Apple", ha scritto su Twitter il diplomatico, allegando un video con il suo intervento in una conferenza stampa in cui cita i risultati di un sondaggio a tal proposito condotto in Cina.

"Molti cinesi dicono che se gli Stati Uniti vietano WeChat, allora buttiamo via i nostri iPhone Apple", dice Zhao nella registrazione, in cui accusa anche Washington di "abusare del suo potere di fare pressione sulle aziende statunitensi".

"Un simile atto di pirateria ha già danneggiato l'interesse dei consumatori e delle imprese", ha aggiunto il portavoce.

Il 6 agosto scorso, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha firmato un ordine che vieta tutti i tipi di transazioni tra società statunitensi e WeChat, nonché con la piattaforma video TikTok e la sua società madre, ByteDance, a partire da 20 settembre.

Secondo un sondaggio della Camera di commercio americana a Shanghai, l'88% dei rappresentanti di aziende soggette alla giurisdizione statunitense teme che questo passaggio provochi "un impatto negativo".

Notizia del: 28/08/2020

fonte: https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-pechino_avverte_i_cinesi_potrebbero_boicottare_i_prodotti_apple_se_gli_usa_vietano_wechat/82_37014/




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 Oggetto del messaggio: Re: La Cina è vicina a darci scacco matto
MessaggioInviato: 07/09/2020, 01:26 
Spazio, Cina: rientrata a terra la sonda riutilizzabile
La sonda riutilizzabile della Cina è rientrata presso il sito di atterraggio come da programma, dopo due giorni in orbita


La sonda spaziale riutilizzabile realizzata dalla Cina è rientrata presso il sito di atterraggio come da programma, dopo due giorni in orbita.
Il veicolo è stato lanciato insieme al razzo vettore Long March 2F dal Jiquan Satellite Launch Center nel nordovest del Paese lo scorso 4 settembre.
Si tratta di un importante traguardo nella ricerca sui veicoli riutilizzabili, un mezzo di trasporto fondamentale per i viaggi di andata e ritorno nello Spazio.


http://www.meteoweb.eu/2020/09/spazio-c ... e/1473880/


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 Oggetto del messaggio: Re: La Cina è vicina a darci scacco matto
MessaggioInviato: 15/09/2020, 13:00 
La Cina svela il suo nuovo piano quinquennale: si prepara a una guerra o a un altro lockdown?


La Cina, o si prepara ad una nuova guerra, o ad un nuovo lockdown generale. Non ci sono altre spiegazioni ad una notizia ufficiale rilanciata con grande eco da Bloomberg. Ma passata inosservata in Italia, pare ne abbia scritto solo “Businness Insider”.

Pare che la Cina abbia lanciato un nuovo Piano Quinquennale 2021-2025 per l’aumento strutturale delle riserve strategiche di Stato. In pratica acquisterà in maniera incredibilmente massiccia tutte quelle commodity ritenute essenziali per il funzionamento dell’economia. Dal petrolio al cibo, ai minerali.

Ufficialmente il piano ha come finalità l’isolamento autarchico del Paese da potenziali interruzioni sulla catena di fornitura. Come quelle che si sono verificate la scorsa primavera per il lockdown, o che si verificherebbero in caso di una guerra. Infatti, nel documento di lancio dell’iniziativa si parla anche di “peggioramento delle tensioni geopolitiche”.

Bloomberg definisce quanto messo in cantiere da Pechino come degli acquisti da pachiderma. Per fare un esempio il piano prevede l’acquisto di oltre 2000 tonnellate di cobalto, dopo che il lockdown da covid aveva evidenziato la fragilità della sua catena di approvvigionamento di questo materiale.

Ma la domanda che dobbiamo porci è: perché Pechino sarebbe pronta a usare in massa le sue preziose riserve in dollari per acquisti così massicci di materie prime? Non è che anche in questo caso sta ritardando notizie di cui è già a conoscenza?


https://www.radioradio.it/2020/09/la-ci ... reloaded=1


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 Oggetto del messaggio: Re: La Cina è vicina a darci scacco matto
MessaggioInviato: 15/09/2020, 15:11 
Un ottimo modo per liberarsi del dollaro, carta straccia, convertendoli in risorse concrete e tangibili ottenendo in un sol colpo molteplici risultati come indebolire gli usa svalutando il dollaro, riducendo l'influenza USA sull'economia cinese, rendersi autosufficienti in caso di necessità ecc. ecc. ecc.



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 Oggetto del messaggio: Re: La Cina è vicina a darci scacco matto
MessaggioInviato: 15/09/2020, 15:34 
Isolamento avtarchico del Paese? Che sono diventati fascisti sti cinesi? :D

Comunque non ho ancora capito se la Cina faccia parte del pedoprogressismo globalista, lo usi per i suoi scopi, o cos'altro. Per questo non mi fido troppo...



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 Oggetto del messaggio: Re: La Cina è vicina a darci scacco matto
MessaggioInviato: 03/10/2020, 12:48 
Cita:

Il nuovo corso economico della Cina mette in ansia l'Occidente

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Pechino si propone di cambiare la sua strategia. In risposta alla situazione internazionale, ha deciso di passare a quella che chiama "doppia circolazione", che presume che "il mercato e il consumo interno saranno i principali motori della futura crescita del PIL cinese".

Questa svolta è stata annunciata da alcuni mesi, ma per tutto settembre ha assunto una dimensione maggiore. Il People's Daily ha pubblicato un articolo dal titolo "Lo sviluppo cinese visto attraverso un nuovo modello", che sottolinea come " la crescita economica della Cina sarà guidata dai consumi interni e dagli investimenti".

Justin Yifu Lin, decano onorario della National Development School dell'Università di Pechino ed ex capo economista della Banca mondiale, sottolinea la necessità della Cina di "misure di riforma più audaci per coltivare un mercato interno più efficiente e sbloccare il potenziale del paese per verificare una crescita di qualità superiore ".

La Cina sta passando, secondo Lin, da "un'economia orientata all'esportazione a un'economia orientata al consumo e agli investimenti interni", che considera un passo inevitabile. Secondo il quotidiano ufficiale, "il modello di sviluppo a doppia circolazione ha generato accesi dibattiti e speculazioni su un possibile cambiamento nella politica di sviluppo cinese e sul suo potenziale impatto sull'economia mondiale".

Il presidente Xi Jinping ha definito che "la Cina deve creare un nuovo modello di sviluppo in cui la circolazione economica interna sia il cardine e il mercato interno ed esterno possono completarsi a vicenda".

Il cambiamento è in atto, al punto che la quota delle esportazioni sul PIL cinese è scesa dal 35% nel 2006 al 17% nel 2020. I consumi interni hanno rappresentato il 35,3% del PIL nel 2008, percentuale che è cresciuta al 58% del PIL nel 2019.

Tuttavia, questo non significa che le esportazioni non saranno più importanti per l' economia cinese , poiché il paese continuerà a sfruttare i suoi vantaggi competitivi per continuare ad espandere l'offerta di beni a basso prezzo.

La Cina non si isolerà, come ha detto giorni fa il presidente Xi. Prova di ciò è che mantiene il suo progetto principale, la Via della Seta , che mira proprio ad accelerare gli scambi con l'Asia e l'Europa. Come sottolinea l'economista Lin, l'inversione di tendenza significa aumentare il reddito familiare in modo che il consumo interno diventi uno dei motori chiave della crescita economica.

Tuttavia, questo spostamento che cerca una maggiore autonomia per la Cina dal mercato globale , provoca una sensazione di ansia in Occidente. La Commerzbank, ad esempio, una delle più grandi banche tedesche, prevede che "la Cina intraprenderà un percorso verso l'autarchia".

Secondo questa analisi, la svolta della Cina "potrebbe danneggiare l'Europa e, soprattutto, la Germania nel medio termine". Osservata dall'Europa, la svolta cinese cerca "l'autosufficienza per proteggersi dalla nuova" era del disordine "", che "può rappresentare una seria minaccia per i grandi partner commerciali.

Secondo il citato rapporto di El Economista, "la Cina è diventata un importante importatore di beni intermedi di qualità, a vantaggio di Germania, Giappone, Corea del Sud o Stati Uniti. Questo è ciò che sembra essere in pericolo con la nuova strategia che intende adottare il paese da ottobre ".

Nei prossimi anni, il Drago è sulla buona strada per produrre gran parte dei beni e servizi ad alto valore aggiunto che ora importa. Gli economisti di Commerzbank affermano che la Cina continuerà a importare materie prime come il petrolio, ma la sostituzione delle importazioni industriali "pone rischi significativi per la Cina e le economie industrializzate occidentali".

Con questa svolta, è molto probabile che la guerra commerciale con gli Stati Uniti si intensificherà. La Germania sarà uno dei paesi più colpiti, poiché è diventata il principale fornitore della Cina, principalmente veicoli, parti di automobili, aeromobili, macchine e attrezzature industriali. "Saranno delusi, in particolare quelli che esportano prodotti finali ad alto valore aggiunto che la Cina può ora produrre da sola", stima Alicia García Herrero, economista di Natixis e uno dei maggiori esperti di economia cinese.

L'economista argentino Claudio Katz offre un'interessante riflessione sulle cause di questa inversione di tendenza, che colloca nella crisi del 2008 , il cui epicentro sono stati gli Stati Uniti. La crescita delle esportazioni cinesi verso il suo principale partner commerciale, "ha raggiunto un tetto invalicabile", poiché l'indebolimento dell'economia statunitense "non poteva far fronte agli squilibri generati dal surplus commerciale e dai debiti monumentali accumulati da Pechino".

La recessione seguita alla crisi, infatti, "ha frenato l'acquisizione nordamericana di avanzi cinesi e il conseguente allargamento delle riserve asiatiche di buoni del tesoro". Negli anni successivi, i tentativi della Cina di aumentare gli investimenti per espandere il proprio mercato interno non hanno raggiunto lo stesso livello di benefici che è stato ottenuto con le esportazioni, principalmente perché, come sottolinea Katz, "il consumo interno di settori ad alta crescita e metà del reddito non bastava a sostenere lo stesso ritmo di attività ".

Secondo questa spiegazione, la guerra commerciale e il disaccoppiamento tra Pechino e Washington sarebbero una conseguenza, più che l'atteggiamento di entrambi i presidenti, dei limiti trovati dalla compenetrazione delle economie di entrambe le potenze. In altre parole, la guerra commerciale scatenata da Trump è la risposta ai limiti strutturali di un tipo di rapporto ancorato al commercio.

La Cina ha bisogno di uno sviluppo endogeno, come gli Stati Uniti e l'Unione Europea hanno avuto per molto tempo, così come tutte le potenze emergenti. Se non promuove questa svolta, rimarrà un Paese dipendente dalle esportazioni di merci a bassa industrializzazione, svantaggio di cui sono ben consapevoli le nazioni del terzo mondo sottosviluppato.

Tuttavia, questa svolta fa presagire cambiamenti geopolitici a lungo termine. Le potenze occidentali sono sopravvissute alla crisi del 2008 grazie alla notevole crescita dell'economia cinese, capace di assorbire ogni tipo di prodotto industrializzato e ad alto valore aggiunto prodotto dalle economie sviluppate. Ora dovranno confrontarsi con i propri limiti, poiché i mercati interni del Nord hanno poche possibilità di espansione.



Notizia del: 02/10/2020

Fonte: https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-il_nuovo_corso_economico_della_cina_mette_in_ansia_loccidente/82_37570/



E se la cina decide di pompare i consumi interni, decidendo come fa periodicamente da millenni di guardare al proprio interno, ne vedremo delle belle; pensate 1,2 miliardi di persone (anzi direi una miliardata in tutto, visto che molti ormai già hanno i nostri standard se non migliori) che deve raggiungere gli standard di qualità della vita e "consumo energetico" occidentale.



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 Oggetto del messaggio: Re: La Cina è vicina a darci scacco matto
MessaggioInviato: 05/10/2020, 10:34 
MaxpoweR ha scritto:
E se la cina decide di pompare i consumi interni, decidendo come fa periodicamente da millenni di guardare al proprio interno, ne vedremo delle belle; pensate 1,2 miliardi di persone (anzi direi una miliardata in tutto, visto che molti ormai già hanno i nostri standard se non migliori) che deve raggiungere gli standard di qualità della vita e "consumo energetico" occidentale.



In milioni in viaggio per la "Golden Week". Con la domanda interna la Cina trionfa su un occidente morente


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Oggi Xi Jinping istruirà i funzionari sulla nuova politica cinese della sanità

di Pasquale Cicalese
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Nel mentre in Occidente si assiste al collasso economico, in Cina avvengono, dopo decenni, profonde trasformazioni.

Il 10 settembre scorso il Consiglio di Stato ha diramato direttive volte ad uno sviluppo futuro della "doppia circolazione", esterna, ma soprattutto interna con politiche finalizzate a rimuovere "colli di bottiglia" che frenano il consumo interno.

Il 1° Ottobre, Festa di proclamazione della Repubblica Popolare Cinese, è iniziata la famosa "Golden Week", la settimana delle vacanze dei cinesi.

Quest'anno interesserà circa 600 milioni di cinesi, anche nella aree colpite questo inverno dal Covid.

Secondo diverse stime, nelle due settimane precedenti i pasti prenotati online sono aumentati del 40% rispetto allo scorso anno, mentre le prenotazioni on line di viaggi, che saranno all'interno della Cina, sono aumentati del 37%.

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Secondo il National Bureau of Statistics, l'Istat cinese, ad agosto i consumi sono aumentati su anno dello 0,5%, prima volta dal Covid e si prevede un forte aumento a settembre.

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Gli economisti cinesi, secondo People's Daily, prevedono un forte rimbalzo del pil nel terzo trimestre, trascinato da una forte domanda interna. La Banca Mondiale ha alzato l'asticella della crescita di questo Paese dall'1 al 2% nel 2020, mentre per il 2021 prevede un boom, +7.9%.

Oggi Xi Jinping istruirà i funzionari sulla nuova politica cinese della sanità, con una riforma che si prevede universale e mista pubblico-assicurativa.

Dal 2008 la reflazione salariale cinese ha condotto ad un fortissimo peso della domanda interna: l'incidenza dell'export sul Pil è minima, 17.4%, come ha scritto lo scorso mese lo stesso Prodi su Il Messaggero. Questo livello si abbasserà ancor di più per non dipendere dalla domanda estera. Chi pensa, e scrive, che la Cina si sostiene grazie all'export dice baggianate.

L'aumento salariale (a Shanghai un operaio guadagna mediamente 900 euro mentre un'impiegata specializzata può arrivare anche a 2500 euro), differenziato per province (ma bisogna tener conto del diverso costo della vita), i tagli fiscali per i redditi medio bassi, fortissimi, decisi due anni fa, la politica di alloggi popolari e altri servizi a favore della popolazione cinese, portano a considerare che ormai i livelli di Welfare raggiunti dalla Cina sono significativi e lo saranno ancor di più nel futuro.

La Cina ha puntato, dopo la crisi mondiale del 2008, non ancora conclusa, sul salario sociale di classe come meccanismo di accumulazione e come strumento per non dipendere dall'estero. E ha vinto.

L'Occidente lo ha smantellato a favore di regalie fiscali e monetarie alla finanza e all'industria (politica dell'offerta, di cui sono portatori tutti gli schieramenti politici dell'attuale Parlamento italiano ed europeo) ed è agonizzante. Per Xi Jinping è fondamentale il nesso offerta-domanda. Per l'Occidente solo l'offerta. Puntare sul salario sociale di classe è un modo per uscire dalla crisi devastante e dalla miseria in cui ci hanno condotto le classi dominanti, e i loro giornalisti intellettuali, occidentali.


FOTO PRESE DALLA BBC

Notizia del: 04/10/2020
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 Oggetto del messaggio: Re: La Cina è vicina a darci scacco matto
MessaggioInviato: 13/10/2020, 14:10 
Cita:

La campagna della Cina contro gli sprechi alimentari non ha solo ragioni etiche
Dopo gravi inondazioni, la peste suina e le conseguenze della pandemia da coronavirus, l'approvvigionamento di cibo scarseggia

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Lo scorso agosto il governo cinese ha lanciato il programma “Piatto pulito”, un’iniziativa per ridurre lo spreco di cibo. Al tempo la notizia fu trattata come uno dei numerosi tentativi del governo di educare la popolazione e cercare di risolvere un problema etico rilevante. Qualche giorno fa, però, il Washington Post ha scritto che “Piatto pulito” ha un altro obiettivo: ridurre il consumo di cibo “senza scatenare l’allarme tra il pubblico”, perché le scorte scarseggiano.

Quando ad agosto il presidente cinese Xi Jinping presentò la campagna “Piatto pulito”, i media locali ne parlarono soprattutto come un’iniziativa etica, per ridurre gli sprechi. In Cina come in tutto il mondo, a causa delle difficoltà logistiche e di approvvigionamento durante i mesi del lockdown molte tonnellate di cibo erano state lasciate marcire, e in seguito all’annuncio di Xi alcune grosse associazioni del settore alimentare promossero il sistema “N-1”: al ristorante bisogna ordinare un piatto in meno del numero dei commensali al tavolo (come ha notato la BBC, sui social network cinesi alcuni si chiesero quanti piatti avrebbe dovuto ordinare chi mangia da solo).

In Cina la cultura della cibo predilige l’abbondanza: durante un pasto formale è considerata buona educazione lasciare un po’ di pietanze nel piatto, e per questo è notevole che adesso in alcune catene di ristoranti, come Quanjude, che serve anatra alla pechinese, i camerieri siano stati istruiti a esortare i clienti a finire tutto quello che ordinano. In una scuola elementare nella parte meridionale del paese, ha scritto il Giornale del popolo, tutte le sere gli alunni devono mandare alle maestre dei video per mostrare che hanno mangiato tutta la cena. Il miliardario Jack Ma, fondatore di Alibaba e tra gli uomini più famosi in Cina, si è fatto filmare di recente in un ristorante mentre chiedeva di impacchettare l’aragosta avanzata, per mangiarla in seguito. I media cinesi hanno anche criticato i popolari video “mukbang”, in cui le persone si riprendono mentre mangiano enormi quantità di cibo.

Fin dall’annuncio dell’iniziativa “Piatto pulito” le autorità hanno fatto riferimento alla scarsità di cibo: Xi Jinping disse che i cinesi devono «mantenere un senso di crisi sulla sicurezza alimentare». Al tempo stesso, però, i media di stato rassicuravano i cittadini sul fatto che non ci fosse niente da temere, e l’iniziativa fu trattata come una campagna di sensibilizzazione. In realtà, secondo il Washington Post la situazione è complicata: “La Cina non ha abbastanza cibo per tutti”, ha scritto la giornalista Eva Dou.

La Cina condivide la preoccupazione per la sicurezza alimentare con molti paesi del mondo colpiti dalla pandemia da coronavirus, che ha messo in pericolo le riserve: il prezzo del cibo è aumentato molto in paesi lontani e diversi tra loro come Messico, Corea del Sud, Sudan. A giugno l’ONU ha detto che la pandemia rischia di provocare una delle peggiori crisi alimentari negli ultimi 50 anni. Secondo un economista del World Food Program – che quest’anno ha vinto il Nobel per la Pace per il suo impegno nella lotta alla fame nel mondo – sentito dal Washington Post, nel mondo quest’anno 270 milioni di persone potrebbero soffrire di grave malnutrizione, il doppio rispetto all’anno scorso.

I problemi cinesi però si aggravano per ragioni locali: da circa un anno è in corso nel paese un’epidemia di peste suina africana, che ha fatto aumentare il prezzo della carne di maiale del 135 per cento a febbraio. La Cina, inoltre, negli ultimi mesi è stata colpita da inondazioni molto gravi, che hanno danneggiato tutti i raccolti.

Il prezzo del granoturco, uno dei cereali più colpiti dalle inondazioni, che viene usato soprattutto come cibo per gli animali, è al massimo degli ultimi cinque anni, e questo ha costretto gli allevamenti a usare il grano come alternativa. Per cercare di tenere bassi i prezzi, il governo ha venduto 6,17 milioni di tonnellate di grano dalle sue riserve: è quattro volte la quantità venduta l’anno scorso. E soltanto a giugno, come ha scritto il South China Morning Post, le importazioni di grano dall’estero sono aumentate del 197 per cento.

Ci sono anche problemi sistemici e secolari. La Cina ospita il 20 per cento della popolazione del mondo ma soltanto il 7 per cento delle terre arabili, come ricordava uno studio pubblicato su Nature un paio d’anni fa (la Banca mondiale dice invece che le terre arabili sono il 12 per cento). Lo sfruttamento di queste terre ha anche una bassa efficienza, perché negli ultimi decenni gli agricoltori cinesi hanno fatto un uso spropositato e improprio di fertilizzanti chimici (che in agricoltura servono, ma vanno usati bene). C’è anche un problema di irrigazione, perché l’acqua in Cina è scarsa: la disponibilità d’acqua pro capite è del 25 per cento inferiore alla media mondiale. Per questo, anche se le cose stanno migliorando, e il governo cinese fa gran uso di tecnologia per aumentare le rese dei raccolti, la Cina è storicamente costretta a importare molti generi alimentari: per il granoturco, per esempio, è dipendente dagli Stati Uniti.

C’è un’altra ragione per cui il governo cinese è preoccupato per la sicurezza alimentare: i periodi di scarsità corrispondono spesso a rivolte popolari e a difficoltà politiche. Negli ultimi decenni, il potere del Partito comunista cinese è stato messo in discussione sempre in corrispondenza di momenti di crisi economica. Nel 1989, per esempio, le proteste di piazza Tienanmen a Pechino arrivarono dopo un lungo periodo di alta inflazione e scarsa crescita economica.

Fonte: [url]https://www.ilpost.it/2020/10/13/cina-cibo/
[/url]


Invece di penare ai perchè ed ai per come pensassero ad imitare questo modello e fare una lotta seria allo spreco alimentare anche in occidente visto che chi più e chi meno facciamo veramente schifo da questo punto di vista.



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