Dell'Utri e Forza Italia
Inviato: 09/10/2009, 22:23
Massimo Ciancimino racconta la storia del pizzino che Provenzano inviò a Berlusconi
Pochi giorni fa, tra i primi in assoluto, abbiamo dato conto della lettera di minaccia che nel 1991 la Mafia avrebbe scritto a Berlusconi. In quella missiva, che da oggi più propriamente cominceremo a chiamare pizzino, il senso era: "Caro Silvio, o ci dai una delle tue reti o ci sarà un luttuoso evento".
Nei giorni seguenti, durante i quali ha rieccheggiato l'assordante silenzio senza precedenti della disinformazione televisiva, in molti hanno cercato di ricostruire la vicenda. Oggi, Massimo Ciancimino (il figlio del boss Vito, ex sindaco mafioso di Palermo e ora deceduto) svela un retroscena incredibile: quel pizzino è stato scritto da Provenzano, che l'avrebbe data al suo uomo di fiducia Pino Lipari, il quale l'avrebbe consegnata allo stesso Massimo Ciancimino che a sua volta avrebbe completato il "trasferimento" porgendolo nelle mani di Berlusconi in persona.
Ma non è tutto: secondo Ciancimino (fonte corriere.it), vi sarebbero altre due lettere che Provenzano avrebbe inviato a Berlusconi, attraverso Ciancimino e poi Marcello Dell'Utri (il senatore berlusconiano, promotore e fondatore di Forza Italia, già condannato a 9 anni per concorso esterno in associazione mafiosa). Assume centralità quindi il ruolo di Dell'Utri (questi fatti stanno infatti emergendo nel corso di un processo a suo carico) in qualità di anello di collegamento tra la Mafia e Berlusconi.
Nella missiva, si fa riferimento anche a importanti "contributi" politici che le famiglie mafiose potrebbero regalare alla nascente Forza Italia e al movimento berlusconiano ispirato ai "valori" di Dell'Utri. Precisamente: “la mafia darà un appoggio che non sarà di poco alla sua posizione politica”.
Si cominciano allora a chiarire, forse, quelle intercettazioni che vedono coinvolti Berlusconi e Dell'Utri, mentre parlano di una bomba ("fatta con affetto", dice Silvio) che l'eroe Vittorio Mangano (lo stalliere di Arcore, mafioso pluriomicida condannato nel processo Spatola istituito da Giovanni Falcone) ha fatto esplodere davanti a una villa di Berlusconi.
Continua qui: http://sconfini.eu/Politica/massimo-ciancimino-racconta-la-storia-del-pizzino-che-provenzano-invio-a-berlusconi.html
Pochi giorni fa, tra i primi in assoluto, abbiamo dato conto della lettera di minaccia che nel 1991 la Mafia avrebbe scritto a Berlusconi. In quella missiva, che da oggi più propriamente cominceremo a chiamare pizzino, il senso era: "Caro Silvio, o ci dai una delle tue reti o ci sarà un luttuoso evento".
Nei giorni seguenti, durante i quali ha rieccheggiato l'assordante silenzio senza precedenti della disinformazione televisiva, in molti hanno cercato di ricostruire la vicenda. Oggi, Massimo Ciancimino (il figlio del boss Vito, ex sindaco mafioso di Palermo e ora deceduto) svela un retroscena incredibile: quel pizzino è stato scritto da Provenzano, che l'avrebbe data al suo uomo di fiducia Pino Lipari, il quale l'avrebbe consegnata allo stesso Massimo Ciancimino che a sua volta avrebbe completato il "trasferimento" porgendolo nelle mani di Berlusconi in persona.
Ma non è tutto: secondo Ciancimino (fonte corriere.it), vi sarebbero altre due lettere che Provenzano avrebbe inviato a Berlusconi, attraverso Ciancimino e poi Marcello Dell'Utri (il senatore berlusconiano, promotore e fondatore di Forza Italia, già condannato a 9 anni per concorso esterno in associazione mafiosa). Assume centralità quindi il ruolo di Dell'Utri (questi fatti stanno infatti emergendo nel corso di un processo a suo carico) in qualità di anello di collegamento tra la Mafia e Berlusconi.
Nella missiva, si fa riferimento anche a importanti "contributi" politici che le famiglie mafiose potrebbero regalare alla nascente Forza Italia e al movimento berlusconiano ispirato ai "valori" di Dell'Utri. Precisamente: “la mafia darà un appoggio che non sarà di poco alla sua posizione politica”.
Si cominciano allora a chiarire, forse, quelle intercettazioni che vedono coinvolti Berlusconi e Dell'Utri, mentre parlano di una bomba ("fatta con affetto", dice Silvio) che l'eroe Vittorio Mangano (lo stalliere di Arcore, mafioso pluriomicida condannato nel processo Spatola istituito da Giovanni Falcone) ha fatto esplodere davanti a una villa di Berlusconi.
Continua qui: http://sconfini.eu/Politica/massimo-ciancimino-racconta-la-storia-del-pizzino-che-provenzano-invio-a-berlusconi.html
