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MessaggioInviato: 09/09/2013, 21:06 
I ghiacci del Polo Nord aumentano del 35% rispetto al 2012:
è cominciato il “Raffreddamento Globale”?


In barba ai teorici del Riscaldamento Globale, i ghiacci del Polo Nord sembrano smentire l'innalzamento delle temperature del pianeta. Ci stiamo dirigendo verso un periodo di grande freddo? E' cominciato il 'Raffreddamento Globale'?
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[align=right]Source: I ghiacci del Polo Nord aument...le”? | Il Navigatore Curioso [/align]



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MessaggioInviato: 19/09/2013, 09:26 
Cita:
ubatuba ha scritto:

Boom dei ghiacci Artici, gli esperti: “è solo l’inizio, le temperature diminuiranno fino al 2050#8243;


L’estate artica ha regalato circa due milioni e mezzo di metri quadri in più di oceano ricoperto di ghiaccio rispetto allo scorso anno, con un incremento del 60%.

Il rebound del record minimo raggiunto nel 2012 arriva sei anni dopo che la BBC ha riportato che il riscaldamento globale avrebbe spogliato del tutto l’Artide dei suoi ghiacciai entro il 2013.

Invece, appena qualche giorno prima dell’arrivo dell’autunno, in cui le temperature tornano ad abbassarsi, una lastra di ghiaccio delle dimensioni di metà Europa, si estende dalle isole canadesi alle coste russe.



Il Passaggio a Nord-Ovest dall’Atlantico al Pacifico è rimasto bloccato dalla banchisa per l’intero anno. Oltre 20 yacht che avevano in programma di navigare lungo il passaggio sono rimaste bloccate o hanno dovuto fare marcia indietro.

Alcuni scienziati ora credono che la Terra stia attraversando un periodo di raffreddamento che non terminerà fino alla metà del secolo, un processo che potrebbe rendere le previsioni computerizzate di riscaldamento globale catastrofico alquanto fuorvianti.

La scoperta arriva 11 mesi dopo che The Mail on Sunday aveva acceso il dibattito politico e scientifico rivelando che il riscaldamento globale si è fermato dall’inizio del 1997, un evento che le previsioni computerizzate non erano riuscite a prevedere. A marzo il tabloid inglese ha rivelato che le temperature stavano per scendere al di sotto di quanto previsto dai modelli matematici climatici “con una probabilità del 90%.”


La pausa, ormai accreditata dai maggiori centri di ricerca sul clima, è fondamentale, perché i modelli di previsione sul riscaldamento globale incombente hanno inciso sulla politica economica mondiale, ed ora le previsioni paiono incrinarsi.

Il clamore generato dalle rivelazioni di The Mail on Sunday, amplificate ormai dall’estendersi del ghiaccio artico, ha costretto la IPCC delle Nazioni Unite a convocare un comitato di crisi: l’Intergovernmental Panel on Climate Change infatti, avrebbe dovuto stendere un rapporto a cadenza settennale ad ottobre, ma, insolitamente, si riunirà invece per un pre-summit a Stoccolma alla fine di questo mese.

In un comunicato, l’IPCC rilevava che “al 95%” il riscaldamento globale ha cause umane, ma la questione è molto dibattuta. L’esperta statunitense prof.ssa Judith Curry ha dichiarato ieri che “l’incertezza cresce. E’ ormai chiaro che i modelli sono troppo sensibili all’anidride carbonica. Non capisco su quali basi l’IPCC fondi quel livello di sicurezza.” La prof.ssa Curry si basa sui cicli oceanici a lungo termine, che hanno una vasta influenza sul clima, e suggeriscono che la Terra potrebbe attraversare un periodo simile a quello intercorso tra il 1965 ed il 1975, caratterizzato in media da basse temperature.

Il prof. Anastasios Tsonis della University of Wisconsin, è stato tra i primi a fondare l’assunto sui cicli oceanici: “Stiamo già attraversando un trend di raffreddamento, che credo continuerà almeno per i prossimi 15 anni. Non c’è dubbio che il riscaldamento degli anni ’80 e ’90 abbia subito un arresto. L’IPCC sostiene che i suoi modelli prevedevano uno stop di 15 anni, ma questo significa che tra molti anni dovranno ammettere di essersi sbagliati.”

Bisogna però essere cauti. Il dott. Ed Hawkins della Reading University ha ammesso che i cicli oceanici possono aver causato il riscaldamento fino a poco tempo fa ma “la sola variabilità naturale non è in grado di spiegare l’innalzamento di temperatura degli ultimi 150 anni.”

E’ anche vero che il ghiaccio artico ha mostrato più volte la sua ciclicità: negli anni ’20 e ’30 ha subito un calo drammatico, seguito da una forte estensione che ha raggiunto il culmine nel 1979, quando l’IPCC segna l’inizio della fine certa dei ghiacci artici.

La prof.ssa Curry dichiara: “il comportamento dei ghiacciai nei prossimi 5 anni sarà cruciale, sia per comprendere il clima sia per la politica da seguire. Il ghiaccio del Mar Glaciale Artico è l’indicatore da tenere sotto osservazione.”

http://www.meteoweb.eu/2013/09/boom-dei ... 50/224787/


ma non c'era l'allarme di un surriscaldamento globale?magari noi daremo un aiutino,ma prob si tratta di fenomeni che si ripetono ciclicamente...........................[;)]









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"Se riesci a mantenere la calma quando tutti intorno a te hanno perso la testa, forse non hai afferrato bene la situazione" - Jean Kerr

"People willing to trade their freedom for temporary security deserve neither and will lose both" - Benjamin Franklin
"Chi e' disposto a dar via le proprie liberta' fondamentali per comprarsi briciole di temporanea sicurezza non otterra' né la liberta' ne' la sicurezza ma le perdera' entrambe" - Benjamin Franklin

"Soltanto chi non ha approfondito nulla può avere delle convinzioni" - Emil Cioran

"Quanto piu' una persona e' intelligente, tanto meno diffida dell'assurdo" - Joseph Conrad

"Guardati dalla maggioranza. Se tante persone seguono qualcosa, potrebbe essere una prova sufficiente che è una cosa sbagliata. La verità accade agli individui, non alle masse." – Osho

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MessaggioInviato: 19/09/2013, 09:26 
Cita:
superza ha scritto:

Cita:
ubatuba ha scritto:
[br
ma non c'era l'allarme di un surriscaldamento globale?magari noi daremo un aiutino,ma prob si tratta di fenomeni che si ripetono ciclicamente...........................[;)]



Secondo me gli autori delle conclusioni riportate nell'articolo, si sbagliano di grosso (ma credo lo sappiano).

1)Quanto asserito Non fa assolutamente match con i grafici di 30 anni di osservazione satellitare (fonte Jaxa - credo la più equilibrata)

http://www.ijis.iarc.uaf.edu/en/home/seaice_extent.htm
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2) In ogni caso quella di quest'anno resta la quinta minor estensione da 30 anni a questa parte ed è probabile un legame con l'attività solare non intensa quanto ciclicamente solito

2) Va considerato ad ulteriore conferma del riscaldamento artico, che le cinque misure di minor estensione dei ghiacci estivi , sono tutte concentrate negli ultimi 7 anni

3) Il fenomeno di ridimensionamento dei ghiacci dell'artico negli anni '30 è stato ampliamente ricostruito da più fonti, ma stiamo parlando proprio di un altra cosa rispetto a quanto stiamo osservando ora: asserire quanto scritto in quell'articolo è assurdo!
Stiamo parlando di un minimo di 8 milioni Cubi rispetto ai 4 di adesso... è il doppio...

Qui il grafico di Whelsh & Chapmain
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Qui un plot più definitivo dell'università dell'illinois (2008)

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4) l'abbassamento delle temperature globali indicato è un falso basato su di un interpretazione faziosa dei grafici delle temperature registrati in tutto il mondo.
Viene ottenuto partendo appositamente dal 1997 e considerando unicamente le temperature non mediate ( linea in rosa, ovvero non considerando l'incidenza della temperature precedenti nell'elaborazione complessiva)
Come potete chiaramente vedere, dire che dal 1997 si è fermato il riscaldamento globale basandosi sul fatto che il 97 resta l'anno record vuol dire proprio essere in malafede o quantomeno incompetenti.
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Almeno con i dati pubblici a disposizione dando per assodato la loro non manipolazione visto la pluralità delle fonti, credo non ci siano dubbi su cosa stia accadendo.





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MessaggioInviato: 19/09/2013, 10:58 
Cita:
superza ha scritto:
Secondo me gli autori delle conclusioni riportate nell'articolo, si sbagliano di grosso (ma credo lo sappiano).


Secondo me invece la tua lettura dei dati e' fortemente influenzata da pregiudizio.

Cita:
1)Quanto asserito Non fa assolutamente match con i grafici di 30 anni di osservazione satellitare (fonte Jaxa - credo la più equilibrata)

http://www.ijis.iarc.uaf.edu/en/home/seaice_extent.htm
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Magari mettiamolo completo il grafico:

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Come si puo' vedere il 2013 ha battuto tutti gli anni successivi al 2006. In meteorologia non e' che le cose si possono guardare isolate. I fenomeni vanno osservati nella loro globalita'. Ed e' innegabile che dal 2006 in poi la tendenza si e' invertita, confermando l'ovvieta' e cioe' che si tratta di fenomeni ciclici correlati principalmente all'attivita' solare.


Cita:
2) In ogni caso quella di quest'anno resta la quinta minor estensione da 30 anni a questa parte ed è probabile un legame con l'attività solare non intensa quanto ciclicamente solito


Vedo che il terreno comincia a cedere sotto i piedi.


Cita:
2) Va considerato ad ulteriore conferma del riscaldamento artico, che le cinque misure di minor estensione dei ghiacci estivi , sono tutte concentrate negli ultimi 7 anni


E allora? Il trend era in aumento e ora si inverte. Il fenomeno e' ciclico come abbiamo detto.

Cita:
3) Il fenomeno di ridimensionamento dei ghiacci dell'artico negli anni '30 è stato ampliamente ricostruito da più fonti, ma stiamo parlando proprio di un altra cosa rispetto a quanto stiamo osservando ora: asserire quanto scritto in quell'articolo è assurdo!
Stiamo parlando di un minimo di 8 milioni Cubi rispetto ai 4 di adesso... è il doppio...


Diamogli tempo. Il sole ha appena cominciato ad ibernarsi. Presto ci saranno anche gli effetti dei raggi cosmici che aumenteranno inevitabilmente a causa della minore schermatura magnetica solare. Questo causera' un notevole aumento della copertura nuvolosa, cosi come dimostrato dall'esperimento svedese:

http://www.dtu.dk/english/News/Nyhed?id ... A7CB8F9%7D

I poli sono delle zone climatiche molto particolari (amplificazione polare) e sono un ottimo indicatore dei trend futuri. In questo articolo si puo' trovare una descrizione del fenomeno e del perche' il vero indicatore dell'andamento globale e' l'antartico e non l'artico.

http://www.climatemonitor.it/?p=33541#more-33541

Cita:
4) l'abbassamento delle temperature globali indicato è un falso basato su di un interpretazione faziosa dei grafici delle temperature registrati in tutto il mondo.
Viene ottenuto partendo appositamente dal 1997 e considerando unicamente le temperature non mediate ( linea in rosa, ovvero non considerando l'incidenza della temperature precedenti nell'elaborazione complessiva)
Come potete chiaramente vedere, dire che dal 1997 si è fermato il riscaldamento globale basandosi sul fatto che il 97 resta l'anno record vuol dire proprio essere in malafede o quantomeno incompetenti.

Almeno con i dati pubblici a disposizione dando per assodato la loro non manipolazione visto la pluralità delle fonti, credo non ci siano dubbi su cosa stia accadendo.


Quindi se ben capisco il tuo pensiero, il fatto che le temperature globali dell'ultimo ventennio forniscano indicazioni di non riscaldamento e' frutto di una interpretazione faziosa dei dati? Resto basito.

I grafici ufficiali indicano chiaramente il trend in atto. Non c'e' interpretazione che tenga.

Non c'e' nessun aggravamento del riscaldamento globale negli ultimi 17 anni:

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Volendo essere magnanimi, nemmeno escludendo i dati del "El Niño" del 1997-1998 si ottiene una indicazione di aumento:

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E ancora una volta la cosa e' collegata all'attivita' solare, cosi come testimoniato anche dal conteggio delle macchie solari. Riporto da wikipedia:

Il numero di macchie che appaiono sulla superficie del Sole è stato misurato a partire dal 1700, e stimato all’indietro fino al 1500. La tendenza è quella di un numero in aumento, e i valori più grandi sono stati registrati negli ultimi 50 anni.

e per decenza, risparmiamoci anche la spiegazione dei serristi (= una volta non sapevano contare bene il numero di macchie!!!)

Il calo delle temperature dal 2001 e' lieve, ma inesorabile. Gia' diversi anni fa il fisico russo Abdussamatov ipotizzo che l'inizio della nuova glaciazione sarebbe stato proprio in quest'anno. I dati sembrano dargli ragione, anche se ritengo che non abbia tenuto conto degli effetti inerziali indotti dalle masse oceaniche le quali tenderanno a shiftare gli effetti in avanti. Personalmente credo che un vero collasso delle temperature accadra' tra circa tre o quattro anni.


Infine un'ultima considerazione.

Perche' si teme cosi tanto il riscaldamento globale? Tutto sommato i periodi caldi sono quelli piu' favorevoli alla vita. La vita sulla terra dipende dall'abbondanza delle risorse alimentari e, come risaputo, con il freddo la produzione diminuisce drasticamente. Quindi inverni molto rigidi = minori probabilita' di vita.

Perche' ci si spaventa per il caldo e non per il freddo?



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MessaggioInviato: 04/10/2013, 15:53 
Clima, esperti svizzeri smentiscono l’IPCC sulla piccola era glaciale: “non c’entra l’oscillazione nord Atlantica”

In questo periodo l’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) è stato molto criticato per il suo ultimo report, AR5, per svariate ragioni e questioni. Eppure c’è una particolare critica che si concentra su un aspetto in particolare.

Molti scienziati hanno sempre ritenuto che le variazioni solari abbiano minore impatto sulla terra rispetto alle emissioni di CO2. E’ importante perché secondo i fisici solari il Sole sta per attraversare un periodo di bassa attività. L’attuale picco undecennale è molto debole e potrebbe presagire, secondo i dati storici pregressi, un periodo di clima più freddo, fino al punto da annullare o minimizzare le emissioni di CO2.

Sono innumerevoli gli scienziati che negano, in comune accordo con l’IPCC, che non è così e che la Mini Era Glaciale non può essere stata causata dalla variabilità solare, neppure se combinata con le eruzioni vulcaniche e le loro emissioni di particelle nell’atmosfera. Questa scuola di pensiero suggerisce che la Mini era Glaciale si stata causata da una sequenza insolita di fenomeni atmosferici connessi all’Oscillazione Nord Atlantica, tesi corroborata da una ricerca pubblicata nel 2009.

La ricerca, com’è normale nell’ambito scientifico, ha stimolato ricerche di altri scienziati: in particolare, alla University of Berne si sono muniti di supercomputer, dati, modelli, hanno generato simulazioni di ogni ordine e grado, ed hanno scoperto l’esatto opposto, cioè che l’idea che l’Oscillazione Nord Atlantica sia responsabile del Periodo Caldo Medievale e poi della Mini Era Glaciale è del tutto sbagliata.

Il team svizzero, il cui studio è stato pubblicato sul Journal of Climate, addebita alle variazioni solari la Mini Era Glaciale. Secondo The Register infatti, “i ricercatori climatici svizzeri Flavio Lehner, Christoph Raible e Thomas Stocker rivelano che la Mini Era Glaciale avrebbe comunque seguito il suo corso anche senza l’influenza dell’Oscillazione Nord Atlantica, semplicemente guidata dalle conseguenze di forti e frequenti eruzioni vulcaniche, la radiazione solare ridotta, o entrambe. Per gli scienziati, il fatto che le simulazioni abbiano portato a risultati solidi, è la prova che la Mini Era Glaciale sia stata provocata da fattori esterni. L’attività vulcanica e la diminuzione di radiazioni solari ha inizialmente causato un incremento delle formazioni di ghiaccio indipendentemente dalla circolazione atmosferica.


La prof.ssa Judith Curry, altra eminente scienziata di pensiero opposto rispetto alla maggior parte dei suoi colleghi, cita altre ricerche simili a quella svizzera, incluso un report del US National Research Council, che pone molti dubbi sulle previsioni IPCC: “E’ un sollievo che l’unanimità dell’IPCC abbia decretato con molta sicurezza che le variazioni solari non influenzeranno il clima del XXI secolo. Per un minuto, dopo aver letto il report NRC, di Svensmark e Varenholt, ho pensato che noi scienziati abbiamo ancora molto lavoro da fare per riuscire a capire come funziona il sistema climatico della Terra.

Fonte



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sintetizzando:

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«Way hay and up she rises, Way hay and up she rises, Way hay and up she rises, Early in the morning!»
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http://tuttiicriminidegliimmigrati.com/
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Infatti sono curioso di vedere cosa si inventeranno nei prossimi anni. [}:)]

Intanto....

Groenlandia e Canada: è arrivato il grande gelo
http://www.meteogiornale.it/notizia/293 ... rande-gelo



GELO invade anche Ovest Balcani: temperature sottozero persino in pianura
http://www.meteogiornale.it/notizia/294 ... in-pianura


Ultima modifica di zakmck il 04/10/2013, 16:07, modificato 1 volta in totale.


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E adesso cosa si inventeranno per imporre la CarbonTax o la CO2 tax alle industrie mondiali [:o)]
Altro che riscaldamento globale, era una presa per il culo globale [:o)] e ovviamente tutte le varie TV occidentali erano complici [:o)]


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Ultimamente, in ambito scientifico, sempre piu' voci si uniscono al coro delle posizioni anti serriste a sostegno della convinzione che nel prossimo futuro avremo un raffreddamento globale e non un riscaldamento globale.

Questa contrapposizione non poteva che riflettersi anche sulla stampa, almeno su quella che piu' o meno distrattamente riporta notizie di questo tipo.

Riporto quindi il seguente articolo che, seppur poco rigoroso nell'esposizione [;)], forse ben esemplifica questa nuova tendenza.

PS: Trovo particolarmente interessanti i riferimenti e i ricercatori citati in relazione agli studi che tentano di correlare il vulcanismo/sismicita' all'attivita' solare.

Conseguenze del raffreddamento globale per l’Italia e l’Europa
a cura di Stefano Fait per IxR

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Confronto tra ciclo 24, ciclo 5 (1798-1810, quello del Minimo di Dalton) e media dei cicli

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Il governo dovrebbe cominciare a considerare la possibilità che siamo agli inizi di una piccola era glaciale dovuta al calo di attività solare…evento che avrà grandi implicazioni per l’agricoltura, il turismo, i trasporti, la gestione del traffico aereo e l’economia nel suo complesso

Boris Johnson, sindaco di Londra

http://versounmondonuovo.wordpress.com/ ... aciazione/

La bassa intensità dell’attività della nostra stella potrebbe essere il segnale dell’inizio di una fase «tranquilla» e alcuni addetti ai lavori si spingono a sostenere che potremmo essere agli inizi di un nuovo «minimo di Maunder», la drastica diminuzione dell’attività solare che si verificò tra il 1645 e il 1715, quando le macchie quasi scomparvero: questa fase si manifestò in pochi anni, senza fenomeni precursori, mentre durante la fase finale, tra 1700 e 1715, l’attività riprese solo gradualmente. Il «minimo» coincise con la parte centrale e più fredda della cosiddetta «Piccola Era Glaciale».

Durante questa fase nell’emisfero boreale, e forse anche nel resto del mondo, si verificarono inverni molto rigidi. Osservando le macchie, si è notato che nel Settecento si ebbe una graduale risalita, interrotta da una fase di attività molto bassa tra il 1790 e il 1830 (il «minimo di Dalton»), quando si registrarono gli anni più rigidi dalla fine della Piccola Era Glaciale. Poi ci fu una ripresa e, dopo una temporanea diminuzione tra Ottocento e Novecento, nel secolo scorso fu registrato il massimo numero di macchie del periodo.

Tornando al presente, l’ultimo massimo si è verificato tra 2000 e 2001 e, quindi, quello successivo era atteso per l’anno scorso, con un inizio del nuovo ciclo che avrebbe dovuto manifestarsi nel 2007. E invece niente. Il Sole è rimasto quieto. Il minimo ha avuto un periodo di assenza di macchie di quasi 800 giorni, compreso tra 2008 e 2010, mentre la durata di un minimo tipico si attesta su una media di 300. Solo alla fine del 2009 sono riapparsi gruppi di macchie. Ma quando sarà il prossimo massimo? Probabilmente verso la fine del 2013 o nel 2014 o non ci sarà affatto. E quale sarà la sua intensità? Non è facile prevederlo. L’attuale ciclo ha fatto registrare un numero massimo di macchie solari inferiore a 70 e si conferma come uno dei più deboli degli ultimi secoli.

http://www.lastampa.it/2013/04/17/scien ... agina.html

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Una ricerca dell’Osservatorio Nazionale Solare di Tucson, Arizona, prevede che nel 2015 spariranno del tutto le macchie solari, indipendentemente dai ben noti cicli della nostra stella. Questo fatto potrebbe avere un’importante ripercussione sulla temperatura del globo.

http://www.palazzosomeda.it/Osservatori ... iaddio.htm

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Riassumendo i concetti espressi da questi ricercatori possiamo dire che:

  • i minimi solari influenzando fortissimamente il clima nel senso di un forte raffreddamento globale planetario fino ad una Piccola Era Glaciale, anche se una vera e propria Era Glaciale non può avere solo questa origine;
  • il Sole è fortemente influenzato nella sua attività espulsiva dalla posizione nello spazio dei pianeti maggiori del Sistema Solare
  • mediante il calcolo delle sigizie (allineamenti) planetarie si può disporre di una certa predittività dell’andamento solare ed in base a quanto calcolato l’attuale ciclo solare (il 24) ci sta portando a una nuova Piccola Era Glaciale.

Guardando fuori dalle nostre finestre sembra avverarsi quanto sostenuto da Landscheidt a dispetto di un tanto reclamizzato Riscaldamento Globale in pieno sviluppo e da noi percepito negli scorsi anni molto chiaramente. Un Riscaldamento Globale non dovuto all’aumento della CO2, ma semplicemente corrispondente a cicli solari passati (il 22 e il 23) particolarmente intensi.

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Pochi sanno che è esistito un minimo solare secondario, a cavallo tra il XVIII ed il XIX Secolo, chiamato, appunto, Minimo di Dalton, e che ha attraversato alcuni dei decenni più rigidi della Piccola Età Glaciale.

Osservando la curva che mostra il numero di macchie solari dall’inizio delle osservazioni fino ad oggi, notiamo la piattezza della curva nel Seicento, una risalita graduale nel corso del ’700, interrotta proprio da una fase di attività solare molto bassa nel periodo compreso tra il 1790 ed il 1830.

Successivamente, l’attività solare riprende, e, dopo una temporanea diminuzione tra la fine dell’800 ed i primi del Novecento, ecco che nel XX Secolo arrivò il massimo numero di macchie solari di tutto il periodo di studio.

[…]

Il minimo di Dalton può essere bene correlato con la presenza di un cinquantennio tra i più rigidi della Piccola Età Glaciale, e che ha presentato due massimi di espansione dei Ghiacciai Alpini (attorno al 1820 ed al 1850), che sono stati i più estesi, in molti casi, di tutta l’Età moderna.

In questo cinquantennio, inoltre, abbiamo avuto l’Inverno più rigido (il 1829-30), ed anche l’Estate più fresca (1816), da quando vengono effettuate misurazioni termiche regolari in Europa.

D’altro canto, è stata misurata la concentrazione dell’isotopo radioattivo Berillio -10 nel ghiaccio della Groenlandia e dell’Antartide.

Quando il Sole attraversa una fase di massimo, esso respinge i raggi cosmici galattici, che sono i responsabili della produzione di questo isotopo del Berillio.

Alcuni studiosi stanno supponendo la probabilità che si possa verificare una nuova fase solare simile al ciclo del minimo di Dalton, con un probabile calo delle temperature globali.

Esse potrebbero calare fino a provocare l’arrivo di una nuova “Piccola Età Glaciale” nei prossimi decenni.

http://www.meteogiornale.it/notizia/137 ... clo-simile

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Tanto per avere un’idea del raffreddamento climatico che si ebbe in questo periodo, basti pensare che la stazione meteorologica di Oberlach, in Germania, vide diminuire la sua temperatura media annuale di 2 °C in 20 anni.

http://www.meteogiuliacci.it/attivita-s ... _1826.html

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un altro periodo di minimo solare, denominato Minimo di Dalton, in onore del fisico inglese John Dalton, posto tra il 1790 e il 1830. Si trattò fortunatamente solo di un minimo che investì in realtà solo due cicli solari , ma il tempo dalla caduta alla piena ripresa dell’attività solare richiese quasi 40 anni. Una testimonianza storica nota a tutti di questo periodo è il Grande Inverno Russo che cancellò l’esercito di Napoleone che aveva cercato la fortuna fino a Mosca nel 1812 ed ebbe la sfortuna di incontrarlo: uccise più uomini che il nemico. A fine campagna le truppe napoleoniche erano ridotte a meno del 2% del numero iniziale.

Dopo il 1850 con la ripresa dell’attività solare si ebbe un periodo decisamente gradevole che culminò con il Massimo Moderno che a questo punto sembra giunto al termine.

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http://versounmondonuovo.wordpress.com/ ... o-il-2030/

La causa del crollo delle temperature fu principalmente l’attività solare, ma secondariamente contribuì a peggiorare la situazione l’intenso vulcanismo su scala globale i cui solfati immessi nell’atmosfera contribuirono a riflettere e a rallentare ulteriormente l’attività solare.

“Recenti lavori hanno suggerito che un aumento in vulcanismo era in gran parte responsabile del trend di raffreddamento”

In realtà l’aumento del vulcanismo è stato innescato dal basso numero di macchie solari.

Con questo dovremmo aspettarci in vista di questo nuovo Minimo Solare un’ulteriore accrescersi dell’attività vulcanica che unite all’attività solare influenzeranno a sua volta il clima.

Il periodo del Minimo di Dalton fu contrassegnato da importanti fenomeni eruttivi che posero il loro marchio sul clima già di per sè freddo della Piccola Era Glaciale.

L’eruzione del Tambora non fu l’unica, in quel periodo: nel 1812 esplose con violenza il vulcano Soufrière, nei Caraibi, mentre l’anno prima fu il vulcano Mayon, nelle Filippine, ad entrare in attività. Tutte queste eruzioni vomitarono enormi quantitativi di cenere e polvere nell’atmosfera, producendo un denso “velo” di polvere vulcanica nella stratosfera. Questo velo schermò una discreta parte dei raggi solari negli anni successivi, provocando uno dei periodi dal clima più freddo della (già di per sé fredda) piccola era glaciale.

La polvere restò per molti anni nell’atmosfera diminuendo la quantità di radiazione solare che abitualmente colpisce il suolo della terra. Il pianeta conobbe un’epoca di estati mancate ed inverni freddissimi, che ebbero come conseguenza scarsissimi raccolti e un impoverimento importante di vaste aree del pianeta. Il 1816, l’anno successivo all’eruzione, fu poi ricordato come l’anno senza estate.

Le inusuali aberrazioni climatiche del 1816 ebbero l’effetto peggiore nell’America del nordest, nelle province canadesi del Maritimes e di Terranova e nel nord dell’Europa. Tipicamente la tarda primavera e l’estate in quelle regioni americane sono sì relativamente instabili, ma mai fredde, con minime che raramente scendono sotto i 5 °C (praticamente mai in Europa).

La neve d’estate su quelle zone del Nord America è estremamente rara sebbene a maggio talvolta sia presente del nevischio.
Nel maggio 1816, invece, il ghiaccio distrusse la maggior parte dei raccolti, e a giugno due grandi tempeste di neve nel Canada orientale e nel New England provocarono molti morti. Quasi trenta centimetri di neve ricoprirono Québec all’inizio di giugno. A luglio ed agosto i laghi e i fiumi ghiacciarono in Pennsylvania e altre tre gelate colpirono il New England che distrussero tutti gli ortaggi tranne quelli poco sensibili al freddo.

Rapide e improvvise variazioni di temperatura erano comuni, così come fu comune l’incremento dei prezzi dei cereali.

Molti storici citano l’anno senza estate come il principale motivo per la “conquista” nell’Ovest americano e il rapido crescere di stanziamenti umani nel Midwest. In generale le popolazioni furono colpite da una grande miseria, i coltivatori furono ridotti in grande difficoltà e molti capi di bestiame morirono. L’eruzione del Tambora fu anche la causa, in Ungheria, della caduta di neve sporca. Qualcosa di simile accadde anche in Italia, che per un anno circa vide cadere della neve rossa, si crede a causa delle ceneri nell’atmosfera.

L’Europa, che stava ancora riprendendosi dalle guerre napoleoniche, soffrì per la mancanza di cibo. Ci furono rivolte per il cibo in Gran Bretagna e in Francia e i magazzini di grano vennero saccheggiati. La violenza fu peggiore in uno stato senza sbocchi sul mare come la Svizzera, il cui governo fu costretto a dichiarare un’emergenza nazionale. Grandi tempeste, piogge anomale e inondazioni dei maggiori fiumi europei (incluso il Reno) sono attribuite all’eruzione, così come la presenza di ghiaccio nell’agosto del 1816.

http://fetonte.blogspot.it/2012/10/lann ... mo-di.html

http://versounmondonuovo.files.wordpress.com/2013/10/image009.jpg?w=477&h=308

Se le previsioni NASA corrispondono al vero, ossia che dovremo aspettarci anche un ciclo più lungo del normale, cioè della durata di quasi 13 anni, è da domandarci se questo comporterà solamente il determinarsi di un raffreddamento globale in stile Minimo di Dalton, oppure possiamo aspettarci anche qualcosa di peggio.

Nel minimo di Dalton si ebbero due cicli solari deboli prima di poter osservare la ripresa solare. Di conseguenza prima di vedere una ripresa dell’attività solare, nel caso più felice, sarebbe necessario aspettare almeno fino al 2030-2035, dopo un ciclo 25 ancora debole.

Se però si manifesta l’ipotesi peggiore, paventata da Livingston e Penn, di un collasso del magnetismo solare prolungato tale da determinare l’instaurarsi un Minimo di Eddy (la denominazione che si intende dare a questo attuale minimo solare) in stile Minimo di Maunder, allora non credo che nessuno di coloro che stanno leggendo questo articolo, che si presume abbia raggiunto l’età della ragione, avrà il piacere di rivivere le calde estate degli anni passati a queste latitudini.

Ma sorge a questo punto una domanda: dovremo solo ripararci meglio dal freddo che diventerà via via una consuetudine, oppure possiamo aspettarci qualcosa di ancora peggio? Quanto il ridotto magnetismo solare è in grado di influenzare la Terra nel suo pulsare di vita propria?

[…].

Cerchiamo di ritornare sul tema dell’effetto del magnetismo solare sulla dinamica terrestre, in particolare sul vulcanismo, e per questo motivo citerò proprio un lavoro scientifico del 1989 di un ricercatore statunitense dell’Institute for Space Studies della NASA che si trova a New York al Goddard Space Flight Center.

Il suo nome è Richard B. Stothers ed ha preso in considerazione i dati storici delle grandi eruzioni vulcaniche tra il 1500 e il 1980.

Con un’accurata analisi retrospettiva, molto dettagliata, di dati storici ha scoperto due periodicità statisticamente significative nell’andamento delle eruzioni vulcaniche correlabili rispettivamente sia al ciclo solare di 11 anni, sia al più lungo ciclo solare di 80 anni, detto di Wolf-Gleissberg.

In queste periodicità di particolare attività vulcanica ha osservato che vi era una notevole corrispondenza tra aumento dell’attività vulcanica e minimi solari, mentre vi era una cospicua riduzione dell’attività vulcanica durante i massimi solari.

[…]

A parere dell’autore di questo studio (ma eravamo nel 1989) i flares solari presenti nei massimi solari possono cambiare i modelli di circolazione atmosferica, influenzando anche i movimenti di rotazione terrestre. Questa scossa nella dinamica dei movimenti della crosta terrestre, secondo lui, è in grado di provocare dei micro terremoti che limitano il vulcanismo perché diminuiscono la pressione sulle faglie.

[…]

innesterei anche le ricerche di Caspar M. Ammann sull’ulteriore ruolo nei cambiamenti climatici determinatisi durante il Minimo di Maunder, in conseguenza dell’aumento del vulcanismo esplosivo.

Nel suo studio egli ricombina i risultati ottenuti dai carotaggi nei ghiacci con i dati dell’irraggiamento solare dell’epoca e propone una nuova rilettura dei dati noti.

Secondo questo autore l’abbassamento della temperatura durante il Minimo di Maunder non sarebbe stato determinato solamente dalla ridotta attività solare e lo stesso sottolinea che la maggior parte degli autori avrebbero ignorato nei loro studi gli altri importanti fattori che possono aver drammatizzato la variazione climatica.

Tra questi fattori Amman pone la responsabilità dell’aumentato vulcanismo nel determinare, nel perdurante periodo di freddo, dei picchi di ulteriore raffreddamento climatico, in particolare nell’ultimo periodo del Minimo di Maunder.

L’emissione di aerosol nell’atmosfera avrebbe infatti oscurato la già scarsa irradiazione solare, provocando un andamento altalenante del raffreddamento climatico nell’Emisfero Nord in senso peggiorativo e quindi determinando di conseguenza ulteriori repentini raffreddamenti climatici.

In conclusione, andando a ragionare su queste ricerche, appare evidente il rapporto esistente tra minimo solare ed aumento delle eruzioni vulcaniche, ma la ragione di questo non ci è ancora nota.

http://www.palazzosomeda.it/Osservatori ... aniche.htm

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I precedenti sono il Minimo di Maunder (1645-1700) e il Minimo di Dalton (1790-1830), ma qui la faccenda sembra profilarsi come più estrema e potrebbe ricalcare l’evento glaciale di 8200 anni fa

1) Dobbiamo sviluppare e incoraggiare l’agricoltura a latitudini più basse, in Africa come in Sud America. Queste sono le aree dove sarà più caldo e umido nella fase fredda (come minimo diversi decenni);

2) Occorre dire agli agricoltori che vivono alle latitudini più elevate (> 40 – da Napoli in su) e che hanno già subito i primi impatti del raffreddamento globale e/o della siccità che le cose andranno di male in peggio nei prossimi decenni. Quel che si coltiva in Scandinavia sarà quel che potrà crescere nell’area alpina;

3) Servono migliori difese contro l’eccesso di precipitazioni a latitudini più basse;

http://versounmondonuovo.wordpress.com/ ... ndscheidt/

Fonte articolo



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MessaggioInviato: 04/12/2013, 19:20 
Clima, allarme riscaldamento: in 30 anni emissioni di CO2 a 1.000 gigatoni


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È quanto rileva uno studio condotto da un gruppo di scienziati di diverse nazionalità che prevede conseguenze catastrofiche. Per gli esperti, anche l'aumento di 1 grado della temperatura del pianeta basta a innestare eventi meteorologici estremi.

Rischia di provocare una catastrofe la decisione dei governi di porre a 2 gradi il limite dell'aumento per il riscaldamento globale. A sostenerlo è uno studio condotto da un gruppo di scienziati di diverse nazionalità, pubblicato su PlOs One, una peer-reviewed internazionale open-source dedicata alla pubblicazione di studi scientifici. Secondo il gruppo di ricercatori, basterà solo l'aumento di 1 grado della temperatura del pianeta a innestare eventi meteorologici estremi, come lo sciogliemento dell'Artico e l'aumento delle emissioni di CO2.

Consentire quindi un aumento di 2 gradi sarebbe estremamente pericoloso e porterebbe a ridurre a un orizzonte massimo di 30 anni il raggiungimento del tetto delle emissioni di CO2 a 1.000 gigatoni, considerato un limite obiettivo invalicabile oltre il quale il pianeta si avvierebbe verso un'inarrestabile catastrofe ambientale. La ricerca arriva a queste conclusioni basandosi su una serie di riscontri oggettivi, come lo scioglimento dell'Artico, dell'area Antartica, la riduzione dei ghiacciai d'alta montagna e l'estensione delle aree aride.

La ricerca, ammonendo che comunque la situazione attuale porterà nel breve futuro a un innalzamento della temperatura superiore al limite dei 2 gradi prefissato, invita i governi ad avviare politiche di risanamento ambientale che portato a tagli di emissioni dell'ordine del 6% annuo e di intervenire con massicce campagne di rimboschimento. Fino a quando, sostiene lo studio, si continueranno a bruciare combustibili fossili ai ritmi attuali per produrre energia elettrica, sarà impossibile arrivare ad effettive riduzioni delle emissioni di Co2. La ricerca afferma anche che dovrebbe essere implementato l'uso del nucleare che rappresenterebbe "l'unica soluzione reale al problema del riscaldamento globale".

[align=right]Source: Clima, allarme riscaldamento: ...igatoni ~ REPORTER LIVE ITALIA [/align]


Riscaldamento de chè??...ah ecco, capito, grazie [:)]

La ricerca afferma anche che dovrebbe essere implementato l'uso del nucleare che rappresenterebbe "l'unica soluzione reale al problema del riscaldamento globale".


Ma finiamola con questa farsa, andate a zappare che è meglio


Ultima modifica di Wolframio il 04/12/2013, 19:22, modificato 1 volta in totale.


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Allora secondo la logica dei terroristi del riscaldamento globale, la loro longimiranza è per evitare la glaciazione e quindi bisogna combattere il riscaldamento globale ed implementare il nucleare che sarebbe l'unica soluzione al problema per evitare il riscaldamento globale. Siccome si combatte il riscaldamento globale, la glaciazione arriverà molto prima e poi bisognerà combatterla per riscaldare la terra, poi di nuovo ricombattere il riscaldamento e via via all'infinito [:)]

Il tutto riducendo le emissioni di Co2 implementando il nucleare che secondo loro è l'unica soluzione.

Idiozia per idiozia:

Ma non si farebbe prima a prosciugare i mari che sono la piu grande fonte di Co2?. Tanto i pesci radioattivi con tutte quelle centrali nucleari chi li mangerà più. [:17]
Beh per fortuna che stanno promovendo le cavallette ed i vermi per alimentarci in modo sano.
Ma con questo caldo e con questo freddo chi ha piu voglia di mangiare?
Meglio bere qualcosa di fresco se fà caldo, ma cosa se l'acqua non ci sarà più?

Ma che razza di ragionamento faccio [8]. Lasciamo che gli scienziati se la sbrighino da soli, dopotutto sono laureati. [:)]


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Poesia:
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Ultima modifica di Wolframio il 04/12/2013, 21:13, modificato 1 volta in totale.


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MessaggioInviato: 05/12/2013, 10:45 
Cita:
Wolframio ha scritto:

Allora secondo la logica dei terroristi del riscaldamento globale, la loro longimiranza è per evitare la glaciazione e quindi bisogna combattere il riscaldamento globale ed implementare il nucleare che sarebbe l'unica soluzione al problema per evitare il riscaldamento globale. Siccome si combatte il riscaldamento globale, la glaciazione arriverà molto prima e poi bisognerà combatterla per riscaldare la terra, poi di nuovo ricombattere il riscaldamento e via via all'infinito [:)]

Il tutto riducendo le emissioni di Co2 implementando il nucleare che secondo loro è l'unica soluzione.

Idiozia per idiozia:

Ma non si farebbe prima a prosciugare i mari che sono la piu grande fonte di Co2?. Tanto i pesci radioattivi con tutte quelle centrali nucleari chi li mangerà più. [:17]
Beh per fortuna che stanno promovendo le cavallette ed i vermi per alimentarci in modo sano.
Ma con questo caldo e con questo freddo chi ha piu voglia di mangiare?
Meglio bere qualcosa di fresco se fà caldo, ma cosa se l'acqua non ci sarà più?

Ma che razza di ragionamento faccio [8]. Lasciamo che gli scienziati se la sbrighino da soli, dopotutto sono laureati. [:)]


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Purtroppo la madre degli idioti è sempre incinta!. [:(]


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Stessi cambiamenti climatici a distanza di 120 anni in regioni differenti
giovedì 5 dicembre 2013, 13:16 di Renato Sansone

I cambiamenti climatici, a livello locale, possono verificarsi in diverse regioni a distanza anche di 120 anni. Lo ha scoperto un gruppo di scienziati della Oxford University e del GFZ German Research Centre for Geosciences che ha scoperto che gli effetti della fine dell’ultima glaciazione sono stati riconosciuti prima nella regione tedesca occidentale dell’Eifel e 120 anni dopo nella regione della Norvegia meridionale. In entrambi i casi, tuttavia, il riscaldamento e’ stato ugualmente rapido. Lo studio e’ stato pubblicato sulla rivista ‘Geology’. Gli scienziati riportano che all’interno dell’ultima fase fredda, durata 1100 anni, dell’ultima Era Glaciale, e’ stato misurato un rapido riscaldamento prima di tutto nella regione Eifel. I sedimenti raccolti dal lago Meerfelder Maar delineano infatti un tipico pattern di deposizione che e’ stato trovato anche sul fondo del lago Krakenes, nella Norvegia meridionale, ma con una differenza temporale di 120 anni. I sedimenti dei laghi sono degli archivi climatici molto accurati, specialmente quando contengono bande stagionali simili agli anelli degli alberi.

http://www.meteoweb.eu/2013/12/stessi-c ... ti/245138/


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MessaggioInviato: 11/12/2013, 10:37 
Intanto, mentre aspettiamo il risaldamento globale......... [:77] e poi dicono di che su Marte fa freddo.....

Antartide, temperatura record: 93,2 gradi sotto zero


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Meno 93,2 gradi: è il nuovo record per la temperatura più bassa mai registrata sulla Terra. Appartiene al luogo più freddo in assoluto sul pianeta, l'Antartide, in una zona poco al di sotto di un alto crinale tra il Dome Argus (il più alto rilievo del plateau antartico) e il dome Fuji. La temperatura è stata rilevata grazie ai satelliti Nasa il 10 agosto 2010 ma i dati sono stati diffusi solo ora nell'ambito di un progetto di mappatura della temperatura superficiale. Il record supera di parecchio il precedente, di 89,2 gradi sottozero, rilevato nel 1983 alla base russa Vostok. Il primato per il luogo più freddo abitato stabilmente invece appartiene alla Siberia nordoccidentale che nel 1892 e nel 1933, nelle città di Verkhoyansk e Oimekon, scesero a un più 'sopportabilè -67,8 gradi

Fonte in italiano

Fonte in inglese



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