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 Oggetto del messaggio: Re: A che servono queste 500.000 bare?
MessaggioInviato: 16/11/2018, 15:44 
vimana131 ha scritto:
Cita:

USA, è allarme per epidemia di mielite flaccida acuta


Una malattia rara, la mielite flaccida acuta, si sta diffondendo negli Stati Uniti. L’allarme è stato lanciato dal Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie degli Stati Uniti .

La mielite flaccida acuta (AFM) è una malattia estremamente rara, simile alla poliomielite. Un aumento notevole del numero di casi è stato registrato per la prima volta nel 2014, dopodiché il Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie degli Stati Uniti ha iniziato a raccogliere dati statistici sull'AFM. Ma nel 2018, la malattia iniziò improvvisamente a diffondersi a un ritmo senza precedenti.

Rispetto a 21 diagnosi confermate nel 2017, nell'ottobre di quest'anno sono già stati registrati 127 casi di mielite flaccida acuta, principalmente sulla costa occidentale degli Stati Uniti, negli stati dell'Oregon e di Washington. Quasi tutti i pazienti sono bambini sotto i 18 anni, l'età media è di 4 anni.

Come la poliomielite, la mielite flaccida acuta colpisce il midollo spinale, causando spesso paralisi muscolare permanente. Il problema è che, a differenza della poliomielite, non esiste un vaccino e non ci sono farmaci per il suo trattamento.

Il Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie degli Stati Uniti considera i virus, le tossine e anche i disordini genetici come possibili cause di questa malattia rara e pericolosa, che comunque non è infettiva e si trasmette da persona a persona.


https://it.sputniknews.com/mondo/201810 ... ida-acuta/




Cita:

Un caso di 'simil-polio' in Lombardia, allertati ospedali


Un caso di mielite flaccida acuta, la malattia neurologica 'simil-polio' che nelle ultime settimane è tornata ad allarmare gli Stati Uniti, è stato caratterizzato dai virologi del Policlinico San Matteo - università degli Studi di Pavia guidati da Fausto Baldanti, insieme al team di Sandro Binda dell'università Statale di Milano.

A quanto apprende l'AdnKronos Salute, la patologia - con sintomi del tutto simili a quelli della poliomielite - ha colpito nei primi giorni novembre un bambino come conseguenza di un'infezione da enterovirus D68 (EV-D68), normalmente responsabile di sindromi respiratorie anche gravi, ma che in casi rari può dare origine a paralisi flaccida acuta. L'ultimo episodio lombardo risale a 2 anni fa.

Sempre a quanto si apprende, la Regione Lombardia diramerà oggi a tutti gli ospedali del territorio la comunicazione di questo caso conseguente a infezione da EV-D68. Attraverso l'allerta le strutture vengono informate della circolazione del virus - che in Lombardia ha fatto registrare 23 casi da inizio 2018, con un solo paziente al momento colpito da mielite flaccida acuta - e invitate a segnalare le eventuali diagnosi alle strutture di riferimento di Milano e Pavia.

Secondo gli ultimi dati diffusi dai Cdc americani, i casi confermati di mielite flaccida acuta fra i bambini sono saliti a 90 in 27 Stati Usa. "Le cronache si sono concentrate sulla situazione statunitense", nota Baldanti, responsabile di Virologia della Fondazione Irccs Policlinico San Matteo, università degli Studi di Pavia. Ma l'infezione da enterovirus D68 "è una problematica emergente anche in Europa, Italia compresa. Se guardiamo ai nostri dati di sorveglianza - precisa l'esperto - considerando tutte le sindromi respiratorie acute, l'1-2% è legata a EV-D68".

Si tratta di un agente infettivo che "circola sempre - sottolinea Antonio Piralla, virologo del gruppo di Baldanti - ma mostra in genere un andamento cosidetto biannuale: un anno si registrano più casi, l'anno successivo circola meno e l'anno seguente nuovamente di più", come sta accadendo nel 2018 e come accaduto 2 anni fa quando in Lombardia è stata appunto registrata l'ultima diagnosi di paralisi flaccida acuta correlata a EV-D68 prima di questo nuovo caso.

Il Laboratorio di Virologia molecolare del San Matteo, capitanato da Baldanti, collabora da anni con il Centro di riferimento Lombardia sorveglianza paralisi facciale, diretto da Binda alla Statale di Milano. Dopo una diagnosi di mielite flaccida acuta da EV-D68, "noi ci occupiamo della caratterizzazione genetica dell'agente infettivo - spiega Baldanti - Analizziamo il genoma virale per capire se si tratta dello stesso tipo che circola nel resto del mondo, o se presenta particolari mutazioni associate magari a una maggiore aggressività". Negli anni il lavoro ha permesso di osservare "l'esistenza di una sorta di 'ceppo lombardo' di enterovirus D68", ossia di "un cluster con caratteristiche comuni, un po' diverse da quelle di altri EV-D68": un'informazione che gli esperti pavesi non possono ancora dettagliare, perché "sarà oggetto di una pubblicazione scientifica".

Grazie all'attività di sorveglianza portata avanti fra Milano e Pavia, aggiungono gli specialisti, è stato inoltre possibile comprendere che "l'enterovirus D68 si è evoluto nel tempo creando sottotipi geneticamente distinti che circolano contemporaneamente". E "non essendo disponibile in commercio un test diagnostico specifico per l'EV-D68, è stato messo a punto un test molecolare per l'identificazione e la quantificazione del suo genoma". Un'altra novità è di questi giorni e arriva da Rimini dove si è svolto il Congresso nazionale Amcli (Associazione microbiologi clinici italiani, del cui direttivo fa parte anche Baldanti): "In quella sede - annuncia l'esperto - abbiamo istituito un Gruppo di ricerca per una Rete di sorveglianza nazionale che ancora mancava su questi virus, con particolare riferimento a EV-D68".

L'identificazione di questo enterovirus - ricostruiscono gli studiosi di Pavia - risale al 1962, quando quello che in seguito sarebbe stato denominato EV-D68 fu individuato in 4 bambini ricoverati in California per infezioni del tratto respiratorio inferiore. Negli anni successivi furono segnalati altri casi sporadici sempre respiratori e sempre negli States, fino a quando nel 2014 si verificò negli Usa un grande focolaio con oltre 1.153 casi accertati di cui 45 complicati da sindromi neurologiche. Il segno, per gli esperti, che 4 anni fa "EV-D68 ha introdotto una variabile importante" in grado di provocare mielite flaccida acuta. E infatti "anche in Europa, nel 2016, sono stati riscontrati 29 casi di paralisi flaccida associata a questo enterovirus".

Per fotografare e monitorare al meglio la circolazione nel Vecchio continente, "nel 2017 l'Escv (Società europea di virologia clinica), con il patrocinio dell'Ecdc (Centro europeo per le malattie infettive) - ricorda Baldanti, 2nd vice-presidente Escv - ha fondato un Gruppo di studio per la sorveglianza epidemiologica degli enterovirus non-poliovirus (Enpen), al quale abbiamo aderito insieme al Dipartimento di Scienze biomediche per la salute dell'università degli Studi di Milano (Binda ed Elena Pariani). Il primo documento ufficiale prodotto sono state delle Linee guida per la sorveglianza degli enterovirus sul territorio europeo. Attualmente l'EV-D68 sta circolando in Europa con una frequenza simile a quella registrata nel 2014 e nel 2016. Nel nostro centro sono stati identificati 6 casi da inizio settembre, da aggiungere ai 17 identificati in collaborazione con la Statale (Binda) e la Fondazione Irccs Policlinico di Milano (Giovanna Lunghi). Tutti con sindromi respiratorie, eccetto il caso di mielite flaccida acuta riportato questo mese".




https://www.adnkronos.com/salute/sanita ... 5BtUN.html


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 Oggetto del messaggio: Re: A che servono queste 500.000 bare?
MessaggioInviato: 16/11/2018, 21:26 
argla ha scritto:
vimana131 ha scritto:
E’ in arrivo la “malattia X” – Massimo Mazzucco
A questo punto, mi resta solo una domanda da fare: secondo voi, questo “prossimo virus” si annida veramente in una qualche foresta disabitata dell’Amazzonia, oppure si annida piuttosto in qualche laboratorio segreto di una grande casa farmaceutica?


La secondaaaa. [:303]

Il virus che sradica la morale devono averlo già inventato...


Siamo noi. [B)]

Guarda su youtube.com



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 Oggetto del messaggio: Re: A che servono queste 500.000 bare?
MessaggioInviato: 17/11/2018, 11:56 
siamo i conigli in Australia. una specie "aliena" introdotta in un ecosistema estraneo. con l'aggravante che noi non siamo nemmeno una specie evolutasi ed adattatasi naturalmente ma un OGM pensa che geni sono i nostri produttori e che danno irreparabile hanno fatto a questo pianeta. E c'è gente che li prega e li considera divinità -_-



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 Oggetto del messaggio: Re: A che servono queste 500.000 bare?
MessaggioInviato: 17/11/2018, 13:41 
Erano disperati... probabilmente questione di vita e di morte per loro... sai che gliene fotteva di un pianeta alieno.

E comunque pur nella loro arroganza non erano stati così irresponsabili...

come sai il piano originale non prevedeva la nostra diffusione fuori dai campi di lavoro,
Biglino sostiene non potessimo nemmeno riprodurci autonomamente,
tantomeno prenderci il pianeta e autogestirci come studenti di liceo.

E quando ciò è avvenuto il piano era di terminare l' esperimento... persa l' occasione per il GESTO DI RIBELLIONE di uno di loro, lasciarono perdere.

Che fine avrebbero fatto e cosa abbiano pensato da allora non so.



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 Oggetto del messaggio: Re: A che servono queste 500.000 bare?
MessaggioInviato: 17/11/2018, 14:13 
Aztlan ha scritto:
Erano disperati... probabilmente questione di vita e di morte per loro... sai che gliene fotteva di un pianeta alieno


Appunto, e noi abbiamo ereditato lo stesso modus operandi :)



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 Oggetto del messaggio: Re: A che servono queste 500.000 bare?
MessaggioInviato: 20/11/2018, 20:30 
Genetica in garage: i rischi di modificare il dna in casa

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 Oggetto del messaggio: Re: A che servono queste 500.000 bare?
MessaggioInviato: 21/11/2018, 10:23 
Wolframio ha scritto:
Genetica in garage: i rischi di modificare il dna in casa

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 Oggetto del messaggio: Re: A che servono queste 500.000 bare?
MessaggioInviato: 30/12/2018, 22:12 
Cita:

La Svezia allestisce unità anti Ebola: “Altissime probabilità di epidemia”


Malmo, 30 dic – Sono finiti i tempi in cui la possibilità di un’epidemia di Ebola era esclusiva preoccupazione dei paesi dell’Africa centrale. Oggi, a causa dei massicci fenomeni migratori, anche paesi particolarmente “accoglienti” come la Svezia rischiano di essere colpiti da questo nuovo tipo di “arricchimento”. Il paese scandinavo è, in data attuale, scarsamente preparato all’eventualità di un’epidemia su larga scala, ed è di questi giorni la notizia che l’ospedale universitario di Malmö stia costruendo un’unità ad alto isolamento per i pazienti di Ebola. Tuttavia, solo di isolamento si tratta, perché non esistono né vaccino né medicinali per curare il virus.

Finora, solo l’ospedale universitario di Linköping era stato in grado di ricevere pazienti con infezione conclamata o sospetta. Nel sud della Svezia, varco di accesso per le migliaia di immigrati che tentano – con successo – di introdursi nel paese, si nutre una profonda preoccupazione per l’inadeguata preparazione sanitaria riguardante questa specifica malattia. “La domanda non è se scoppierà un’epidemia ma quando”, è l’allarmante dichiarazione di Maria Josephson, responsabile di reparto allo Skåne University Hospital (Sus). La Josephson aggiunge che i cittadini svedesi “potranno sentirsi al sicuro” quando l’unità sarà operativa.

Il centro di isolamento sarà pronto entro la fine del 2019, tuttavia, sarà in grado di ospitare solo pochi pazienti. Nel caso di una più ampia diffusione dell’infezione nel paese, esso non sarà sufficiente. L’Ebola è un virus che causa febbre emorragica, con un tasso di mortalità vicino al 100% e per essa non esistono vaccini o cure. Il periodo di incubazione varia da pochi giorni a un mese, per cui il contagio potrebbe avere tempo di espandersi enormemente prima che la malattia si manifesti in modo conclamato. Il virus si può diffondere tramite contatti diretti attraverso pelle con ferite, o mucose e membrane, con sangue o fluidi di un malato di Ebola.

Il crescente rischio di un’epidemia di Ebola in Svezia e la necessità di una migliore preparazione contro la malattia sono oggetto di discussione dal 2014; tuttavia, le autorità governative hanno evidentemente scelto di mantenere un basso profilo attorno a queste discussioni per non creare psicosi tra i cittadini. Meno male che gli svedesi (e a questo punto, non solo loro) dovevano sentirsi tranquilli.



https://www.ilprimatonazionale.it/appro ... mia-99643/


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 Oggetto del messaggio: Re: A che servono queste 500.000 bare?
MessaggioInviato: 06/02/2019, 23:27 
Cita:
La ricerca di un vaccino per la malattia X

Come i ricercatori si preparano a trovare una soluzione per una malattia che ancora non conosciamo, ma che potrebbe causare una grande epidemia

https://www.ilpost.it/2019/01/22/vaccini-malattia-x/

A che scopo ma soprattutto in che modo, si può creare un vaccino per una malattia che non esiste?



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 Oggetto del messaggio: Re: A che servono queste 500.000 bare?
MessaggioInviato: 08/02/2019, 17:21 
Cita:

Prendere per oro colato un modello apocalittico

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Mi è stato recentemente segnalato un certo sito web. Si tratta di un sito di informazione militare che contiene delle informazioni sugli armamenti di diversi paesi e che raccoglie anche delle informazioni a carattere militare. Non si tratta certamente dell’opera di un dilettante, anche se gli autori affermano che non ha fine di lucro, ed è costruito nel tempo libero. Una tale mole di informazioni adeguate e dettagliate su un argomento sensibile non potrebbe provenire altro che da un governo o da una fonte di informazione non governativa. Una supposizione era che l’origine delle informazioni forse Stratfor. Il loro diniego è un non-diniego. Notate la data sulle note di commento ai dati: domenica 26 ottobre. Siamo stati presi all’amo.

Gli autori del modello affermano che hanno utilizzato dei dati raccolti da fonti quali la CIA, il FMI, l’ONU, il governo americano, eccetera e dopo averli corretti da una serie di riconoscibili trucchetti statistici, li utilizzano per dire dove saranno gli indicatori fondamentali per 183 Paesi nel 2025. Il risultato è sbalorditivo. Ecco il link al sito web. Ed ecco una tavola di cifre che ho estratto per esaminarle. Ho aggiunto delle linee per segnalare la variazione percentuale, per rendere più facile la valutazione delle cifre.

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Year = Anno GDP = PIL, Mil. Exp. = Spese Militari, PPP per capita = Potere di acquisto per persona

Adesso concentratevi sulle cifre riguardanti gli Stati Uniti, che sono semplicemente orribili. Le cifre per altri paesi occidentali, come il Canada e la Germania, sono altrettanto orribili ma non così brutte.

Nota del saker francophone, per i paesi francofoni in termine di popolazione questo darebbe:

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Nelle loro note, gli autori affermano che “il crollo americano dovrebbe essere ben peggiore di quello dell’Unione Sovietica, un sovrapporsi di crisi con un risultato devastante”. Indicano ugualmente quale meccanismo condurrà ad una mortalità massiccia della popolazione: “Quando i pensionati vedono scomparire sotto i loro occhi la loro pensione… potete immaginare ciò che succede dopo”. Ma anche un tasso di mortalità del 100% dei pensionati americani non spiega la riduzione del 70% della popolazione americana da qui al 2025; dopo tutto non rappresentano che circa il 18% della popolazione.

Il 52% rimanente della popolazione americana ovvero 170 milioni di persone, di cui questo modello prevede la scomparsa (o la migrazione) entro il 2025, avranno meno di 65 anni. Quanti emigranti ci saranno? Attualmente si stima che ci siano 244 milioni di migranti in tutto il mondo ovvero il 3,3% della popolazione mondiale. Sembra altamente improbabile che altri paesi siano in grado di assorbire un afflusso di 50 milioni di migranti americani. Nei fatti le cifre del 2025 per i paesi vicini (il Canada al Messico sono i più accessibili agli americani poveri in fuga ) non esibiscono un aumento così spettacolare. E quindi questo modello ci porta a immaginare che ci sarà una accresciuta mortalità di circa 227 milioni di americani prima del 2025.

Sarebbe stupido rifiutare questo modello come una “teoria del complotto” perché di che complotto si tratterebbe? Per annacquare il valore delle informazioni militari incredibilmente dettagliate presentate su questo sito web? Non sembra un po’ più probabile che questo modello abbia un certo tipo di pubblico, composto da persone che pianificano gli acquisti e le operazioni militari? Che cosa dice a proposito dell’esercito americano, che entro il 2025 si ridurrà al 5% della sua dimensione attuale. Il suo impero con le sue basi sarà scomparso e dipenderà probabilmente dall’aiuto straniero e dalle forze di mantenimento della pace dell’ONU anche solo per custodire e controllare le armi nucleari.

L’aumento imprevisto del 136% delle spese militari russe (questa sarà certamente una grande sorpresa per i pianificatori militari russi) può darsi sarà destinato a compensare questo grave deterioramento della sicurezza internazionale. In effetti è stato necessario uno sforzo internazionale abbastanza massiccio per impedire che le armi nucleari sovietiche cadessero in cattive mani dopo Il collasso dell’Unione Sovietica.

Questo modello orripilante conferma all’ingrosso con dati e cifre, ciò che dico da più di un decennio ormai: che gli Stati Uniti stanno per collassare e che il loro collasso sarà molto peggio di quello dell’Unione Sovietica. Il disastro finanziario è garantito perché gli Stati Uniti sono in fallimento; gli ingranaggi del Commercio smetteranno di girare quando gli USA perderanno la capacità di indebitarsi sempre più in fretta; gli Stati Uniti sono già politicamente talmente divisi e disorganizzati che anche se si potesse fare qualcosa per migliorare questa situazione, non ci si riuscirebbe. Milioni di persone senza difesa aspetteranno di essere soccorse, ma la salvezza non arriverà mai. Per quanto riguarda il collasso sociale e culturale, non c’è bisogno di attenderlo, è già largamente in corso.

Non voglio mettere nel panico nessuno. Questo non è che un modello e io non cerco che di interpretarlo. Può darsi che sia sbagliato, può darsi di no. Non ci siete che voi per deciderlo. Mettete insieme le cifre, fate i vostri calcoli, e se otterrete lo stesso risultato, con qualunque sistema, allora andate pure nel panico. Ma se non avete il tempo o la voglia di fare questa fatica, vi capisco e siete in buona compagnia. Se ci si può fidare di questo modello, siete circa 227 milioni.

Dmitry Orlov

Fonte: http://lesakerfrancophone.fr/

Link: http://lesakerfrancophone.fr/prendre-un ... t-comptant

18.01-2019

Tradotto dal francese per www.comedonchisciotte.org da Giakki49



Nota del saker Francophone

Ecco il link proposto, da Dmitry Orlov. Aggiungo due link sull’argomento che chiariscono il legame tra questo sito e Stratfor, il ben noto think-tank.
(Da uno di questi siti (steemit.com) è tratta la nota al fondo del testo che commenta il ruolo di Deagel.com)

https://steemit.com/news/@rebelskum/dea ... ation-50-8

https://skeptics.stackexchange.com/ques ... 2025-legit

Nota degli autori del rapporto (sito: Deagel.com)
Domenica 26 ottobre 2014.

Ci sono molte domande circa le previsioni riguardanti i singoli paesi, in particolare su quelle che si concentrano sugli Stati Uniti d’America. Queste domande non avranno risposte una per una, ma troverete qui sotto alcune spiegazioni, alcuni pensieri e riflessioni. Cercheremo di essere il più concisi possibile.

La maggioranza dei dati economici e demografici utilizzati nel formulare delle previsioni sono ampiamente diffusi dai istituzioni come la CIA, il FMI, l’ ONU, l’ USG, eccetera. Potete vedere i dati più dettagliati sulla pagina di ogni paese. Una minima parte dei dati viene da una varietà di sorgenti parallele come i “Guru” di Internet, da rapporti anonimi e altri. Ma tutte le informazioni vengono da Internet e almeno per una piccola parte sono di dominio pubblico.

Per esempio, qualche anno fa, l’agenzia di report cinese Dagong ha pubblicato un rapporto che analizzava l’economia materiale degli Stati (Uniti) paragonandola a quella della Cina, della Germania e del Giappone. La conclusione era che il prodotto interno lordo americano valeva tra i 5 e i 10 miliardi di dollari invece dei 15 miliardi di dollari ufficialmente dichiarati dal governo americano. Noi partiamo dal presupposto che i dati ufficiali, soprattutto quelli economici, pubblicati dai governi siano falsi, truccati o deformati in una certa misura. Storicamente è ben noto che la ex-Unione Sovietica inventava già delle statistiche false anni prima del suo collasso.

I paesi occidentali e altri paesi oggigiorno inventano i loro dati per nascondere la loro situazione reale. Siamo convinti che numerose persone possono trovare nel proprio paese delle statistiche governative che, per loro esperienza personale, sono difficili da credere o solo talmente ottimiste che sembrano appartenere a un altro paese.

Malgrado i dati numerici “quantitativi”, esiste un modello “qualitativo” che non è direttamente traducibile in dati numerici. L’epidemia di Ebola del 2014 ha un tasso di mortalità tra il 50 e il 60%, ma provate a immaginare quello che succederebbe se ci fosse una pandemia di Ebola con centinaia di migliaia o milioni di persone infettate dal virus. Fino ad oggi i pochi casi di persone colpite da Ebola hanno avuto cure intensive con assistenza antivirale e respiratoria, e soprattutto con sostegno umano abbondante di medici e di infermiere. In uno scenario di pandemia, questo tipo di cure non sarà disponibile, per il numero enorme di persone infette e questo comporterà un aumento spettacolare del tasso di mortalità a causa della mancanza di cure adeguate. Il fattore “qualità” fa sì che il tasso di mortalità possa passare dal 50- 60% al 90% in uno scenario di pandemia. La cifra in sé non è importante, ciò che interessa è il fatto che la situazione può evolversi oltre le condizioni iniziali, passando da un tasso di mortalità del 50% a più del 90%. D’altra parte non abbiamo incluso nelle previsioni nessuna pandemia né una guerra nucleare.

L’elemento chiave per capire gli Stati Uniti nel prossimo decennio è la migrazione. Nel passato, in particolare nel ventesimo secolo, l’immigrazione è stato il fattore chiave che ha permesso agli Stati Uniti di raggiungere il loro stato di grande potenza grazie ad un’espansione demografica che sosteneva l’espansione del credito e alla fuga dei cervelli dal resto del mondo verso questo paese. Il crollo del sistema finanziario occidentale annienterà il livello di vita della sua popolazione, mettendo fine ai sistemi stile “Schema Ponzi” quali la borsa e i fondi pensione. La popolazione sarà così duramente toccata da tutta una serie di bolle e di “Sistemi Ponzi” che il motore dell’emigrazione comincerà a girare al contrario e accelererà per l’effetto delle ricadute, provocando la scomparsa degli Stati Uniti. Questa situazione invisibile si svilupperà a valanga con effetti senza precedenti e devastanti per l’economia.

La delocalizzazione degli investimenti finirà certamente con numerose società americane che si sposteranno all’estero, diventando in tal modo delle società straniere!!

Una parte importante della popolazione americana migrerà verso l’America Latina e l’Asia, mentre non sarà particolarmente rilevante la migrazione verso l’Europa che soffre di una malattia simile. Tuttavia il bilancio delle vittime sarà orribile. Tenete conto del fatto che la popolazione dell’Unione Sovietica era più povera di quella degli Americani attuali o anche degli Americani di allora. Gli ex-sovietici hanno sofferto durante la lotta che è seguita negli anni 1990, con un numero importante di morti e la perdita dell’orgoglio nazionale. Possiamo forse dire: “Due volte di più di fierezza ed una caduta due volte più alta”? Forse no. Il livello di vita americano è molto più del doppio di quello dei sovietici e ha messo in campo un’economia di servizi che scomparirà con il sistema finanziario. Quando i pensionati vedranno la loro pensione scomparire sotto i loro occhi e non vi saranno più impieghi nei servizi, potete immaginare ciò che succederà. I giovani almeno possono emigrare. Mai nella storia dell’umanità ci sono state tante persone anziane nella popolazione. Nei secoli passati, era già una fortuna se le persone arrivavano a 30 o a 40 anni. Il crollo americano dovrebbe essere molto peggiore di quello dell’Unione Sovietica. Una somma di crisi con un risultato devastante.

La crisi demografica nei paesi dell’ex-Unione Sovietica si è prolungata per più di due decenni, se ammettiamo che si sia conclusa all’inizio di questo decennio (anni 2010). La crisi demografica colpirà il mondo molto presto e dovrebbe durare tra i 3 e gli 8 decenni più o meno, a seconda degli sviluppi tecnologici e delle questioni ambientali. È più probabile che la conseguenza sarà di bloccare la crescita della popolazione, che resterà invariata per un lungo periodo di tempo. Le previsioni demografiche dei paesi riflettono le nascite e le morti, ma anche i movimenti migratori. Numerosi paesi aumenteranno la loro popolazione totale in ragione dell’immigrazione, mentre la popolazione indigena potrebbe diminuire.

Nel corso degli ultimi due millenni, abbiamo visto la civiltà occidentale costruita intorno al mar Mediterraneo spostarsi verso l’Europa del Nord, a metà del XIX secolo spostarsi verso una direttrice Atlantica, per poi concentrarsi negli Stati Uniti nel corso degli ultimi 30 anni. Il prossimo movimento vedrà la civilizzazione con il suo centro in Asia, con in testa la Russia e la Cina. Storicamente, un cambio nella situazione economica ha come conseguenza una quantità di morti che raramente gli storici classici mettono in risalto. Quando in Europa si è verificata la transizione dalle zone rurali verso le grandi città, numerose persone incapaci di accettare la nuova situazione si sono suicidate. Si sono suicidate a causa di questo fattore psicologico. Non è una cosa diffusa dai media dominanti, ma è vera. Una nuova crisi rimetterà in gioco vecchi schemi ben conosciuti con delle nuove varianti.

Mi spiace deludere molti di voi con le nostre previsioni. La situazione continua ad aggravarsi ogni anno fin dal suo esordio pre-crisi nel 2007. Si è già detto che questo sito non ha scopo di lucro, è prodotto nel tempo libero e noi forniamo le nostre informazioni e servizi così come sono, senza altre spiegazioni o garanzie. Non siamo legati ad alcun governo, qualunque esso sia. Non siamo una setta satanica o pornografica, o dei trafficanti di armi come insinuano alcuni su Internet. Tenete conto del fatto che queste previsioni non sono nient’altro che un modello che può essere sbagliato o giusto. Non è la parola di Dio o un dispositivo magico che permette di prevedere l’avvenire.

Tradotto in francese da Hervé per il Saker Francophone.

Considerazioni di Steemit sul sito e sulle previsioni di “Deagel.com” – Estratto
Scritto da “rebelscum(65)” in “news” due anni orsono Deagel, una seria organizzazione di spionaggio per il governo degli Stati Uniti, predice una massiccia diminuzione della popolazione mondiale entro il 2025.
Poche persone sanno dell’esistenza di questo sito web e anche di più insistono che l’organizzazione non esiste affatto legittimamente. A dispetto dell’enorme occultamento della sua importanza, i documenti di WikiLeaks hanno rivelato che è stato usato legittimamente come materiale di riferimento nel rapporto Stratfor sulle capacità tecnologiche della Repubblica Popolare Nordcoreana.
Secondo quanto scrive il loro sito web stesso, deagel.com, Deagel fornisce notizie sulla aviazione militare internazionale e sulle tecnologie avanzate. Il Sito web ha degli articoli che rimandano al 2003, ma si sa poco dei veri proprietari. Molti ricercatori online hanno erroneamente confuso questo sito con “deagle.com” che appartiene a Edwin Deagle.(…)
I rapporti di Deagel, in particolare quello già citato citato sulla Corea del Nord, sono stati anche forniti al Presidente (USA) durante i briefing presidenziali quotidiani. Quindi Deagel fornisce informazioni che poi sono utilizzate dai servizi di spionaggio mondiali e dai governi.

Questa è una lista parziale dei partners e dei clienti di Deagel, secondo quanto scrive lo stesso sito web:
⦁ 1 – National Security Agency
⦁ NATO
⦁ Organizzazione Economica per la Cooperazione e lo Sviluppo
⦁ OSCE – Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa
⦁ Agenzia russa per gli approvvigionamenti della difesa
⦁ Stratford
⦁ Banca Mondiale
⦁ Nazioni Unite

Questa organizzazione di spionaggio molto considerata ha una nera previsione per gli Stati Uniti per i prossimi anni, che comprende una diminuzione del 78% della popolazione. In realtà predice un simile destino catastrofico anche per la Gran Bretagna, l’Australia, il Giappone, la Danimarca, ed altre nazioni alleate degli Stati Uniti.
(omissis)

So che molti lettori australiani saranno altrettanto curiosi e per loro informazione, la loro popolazione calerà da 22 a 11 milioni.
Per rendere ancora più strana la faccenda un’affermazione sulla pagina iniziale delle previsioni di Deagel dice che è stata fatta dagli autori nel ottobre del 2014 e questo apparentemente vorrebbe dire che la diminuzione della popolazione sarà dovuta al suicidio e alle migrazioni; inoltre assicurano che non sono “un culto necrofilo o satanico”. ….(omissis)



https://comedonchisciotte.org/prendere- ... calittico/


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 Oggetto del messaggio: Re: A che servono queste 500.000 bare?
MessaggioInviato: 16/02/2019, 21:43 
Cita:
USA, preoccupazione per la Malattia dei cervi zombie: “Potrebbe infettare anche l’uomo”. Ecco di cosa si tratta

http://www.meteoweb.eu/2019/02/malattia ... o/1222669/



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 Oggetto del messaggio: Re: A che servono queste 500.000 bare?
MessaggioInviato: 16/02/2019, 21:44 
Cita:
'Zombie' deer disease is in 24 states and thousands of infected deer are eaten each year, expert warns

"It is probable that human cases of chronic wasting disease associated with consumption with contaminated meat will be documented in the years ahead," he said. "It’s possible the number of human cases will be substantial, and will not be isolated events."

https://eu.usatoday.com/story/news/heal ... 882550002/

Conoscete l'inglese no??



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 Oggetto del messaggio: Re: A che servono queste 500.000 bare?
MessaggioInviato: 16/02/2019, 22:14 
sottovento ha scritto:
Cita:
'Zombie' deer disease is in 24 states and thousands of infected deer are eaten each year, expert warns

"It is probable that human cases of chronic wasting disease associated with consumption with contaminated meat will be documented in the years ahead," he said. "It’s possible the number of human cases will be substantial, and will not be isolated events."

https://eu.usatoday.com/story/news/heal ... 882550002/

Conoscete l'inglese no??



Articolo in italiano

Cita:
USA, preoccupazione per la Malattia dei cervi zombie: “Potrebbe infettare anche l’uomo”. Ecco di cosa si tratta
Questa letale malattia che ha colpito la popolazione di cervi in 24 stati degli USA e in 2 province canadesi potrebbe diffondersi e infettare anche l’uomo

La letale malattia che ha colpito la popolazione di cervi in 24 stati degli USA e in 2 province canadesi potrebbe diffondersi e infettare anche l’uomo. Gli esperti dell’Università del Minnesota hanno avvisato dei pericoli della Malattia del deperimento cronico del cervo (in inglese Chronic Wasting Disease, CWD), che il Servizio Geologico statunitense descrive come “una fatale malattia neurologica che si verifica nei cervidi del Nord America, incluso il cervo dalla coda bianca, il cervo mulo e l’alce”.

La malattia fa comportare gli animali in un modo strano e spesso più aggressivo che sfugge al loro controllo, proprio come degli zombie, da qui il nome di Malattia dei cervi zombie. È abbastanza simile alla malattia della mucca pazza ma sembra che la malattia dei cervi zombie sia più diffusa poiché si è sviluppata su metà degli USA e anche in alcune parti del Canada. Attualmente non esistono vaccini o trattamenti disponibili per la malattia, che si diffonde direttamente attraverso il contatto tra animali ma anche indirettamente attraverso acqua o cibo contaminati, sostengono gli esperti. I sintomi potrebbero non apparire subito e quindi un cervo ucciso in una battuta di caccia o in un incidente stradale potrebbe sembrare in salute per essere consumato dall’uomo e invece non lo è. Come la mucca pazza, la CWD potrebbe anche essere in grado di svilupparsi o di mutare per avere anche una variante umana.

malattia cervi zombieNonostante non ci siano stati casi di CWD nell’uomo, Michael Osterholm, direttore del Center for Infectious Disease Research and Policy dell’Università del Minnesota, ha dichiarato che la malattia dovrebbe essere trattata come una questione della sanità pubblica, sostenendo che casi umani di CWD probabilmente saranno “documentati nei prossimi anni”. “È probabile che nei prossimi anni saranno documentati casi umani di CWD associati al consumo di carne contaminata. È possibile che il numero di casi umani sia sostanziale e che non siano eventi isolati. Se Stephen King scrivesse un libro su una malattia infettiva, scriverebbe di prioni come questo”, ha detto. I prioni sono proteine che causano una serie di malattie, tra cui anche la mucca pazza, in una serie di organismi.

La CWD è stata rilevata per la prima volta in un cervo in cattività alla fine degli anni ’60, spiegano i Centri per la prevenzione e il controllo delle malattie (CDC). I sintomi della malattia includono ipersalivazione, isolamento e scarsa interazione con altri animali, tremori, testa bassa, nervosismo, inciampo, mancanza di coordinazione, mancanza di paura delle persone, aggressività, il digrignare i denti e apatia, che spiega il nome di Malattia dei cervi zombie. I sintomi sono il risultato di un “prione malformato che uccide i neuroni nel cervello dell’animale infettato”, spiegano dall’Università del Minnesota.

malattia cervi zombieOsterholm ribadisce quanto detto dai CDC quando avvisa sulla possibile diffusione della malattia agli umani in futuro. “Studi animali suggeriscono che la CWD crea un rischio per alcuni tipi di primati non umani, come le scimmie, che mangiano carne da animali infetti da CWD o che entrano in contatto con il cervello o i fluidi del corpo di un cervo o un alce infetti. Questi studi destano preoccupazione sul rischio che potrebbero creare alle persone. Dal 1997, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha raccomandato che è importante impedire agli agenti di tutte le malattie da prioni di entrare nella catena alimentare umana”, sostengono i CDC. Ulteriori studi sono ora necessari per comprendere come la malattia potrebbe influenzare l’uomo.





http://www.meteoweb.eu/2019/02/malattia ... o/1222669/


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 Oggetto del messaggio: Re: A che servono queste 500.000 bare?
MessaggioInviato: 21/02/2019, 15:18 
Cita:
Ebola disease could hit ANYWHERE in the world: 'We've been lucky...numbers could EXPLODE'

https://www.dailystar.co.uk/news/latest ... lane-congo

A me sembra una belinata: non avevano detto che Ebola necessitava di una incubazione troppo lunga? Oltretutto sbaglio o Ebola esiste da anni ormai eppure in Europa/Usa etc. non si sono mai registrati casi eclatanti.



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 Oggetto del messaggio: Re: A che servono queste 500.000 bare?
MessaggioInviato: 21/02/2019, 16:02 
Cita:
Repubblica Democratica del Congo, Ebola: continua l'epidemia, aperto un nuovo Centro in area da 1 milione di abitanti

Le équipe di Medici Senza Frontiere nel Nord Kivu. Finora, 640 persone contagiate e 373 decedute, in quella che è la seconda peggiore epidemia della storia.

22 gennaio 2019
Repubblica Democratica del Congo, Ebola: continua l'epidemia
, aperto un nuovo Centro in area da 1 milione di abitanti
ROMA - Quasi sei mesi dopo la dichiarazione ufficiale dell’epidemia di Ebola nel Nord-Est della Repubblica Democratica del Congo (RDC) - il Nord Kivu - diverse équipe mediche, tra le quali in prima linea quelle di Medici Senza Frontiere (MSF), stanno ancora lottando per controllare la diffusione del virus. Finora, 640 persone sono state contagiate, di cui 373 sono decedute, in quella che è diventata la seconda peggiore epidemia di Ebola della storia, la prima in un’area dove, oltre tutto, è in corso un conflitto. Per rispondere ai sempre più numerosi casi provenienti dalla città di Butembo, che conta quasi 1 milione di abitanti, MSF ha costruito un nuovo Centro di trattamento e un nuovo Centro di transito, oltre a rafforzare le attività esistenti.
Fonte


Cita:
venerdì 25 gennaio 2019

Per la prima volta il virus ebola è stato trovato in un pipistrello nell’Africa occidentale

Per la prima volta il virus ebola responsabile dell’attuale epidemia nella Repubblica Democratica del Congo è stato trovato in un pipistrello dell’Africa occidentale, un esemplare di Miniopterus inflatus. I pipistrelli sono i mammiferi che portano e trasmettono il maggior numero di virus che possono infettare anche le persone, e il virus ebola era già stato trovato nei pipistrelli dell’Africa centrale ma mai nell’Africa occidentale finora. La nuova scoperta è stata annunciata giovedì dai funzionari sanitari della Liberia: non è ancora stato condotto in merito uno studio rivisto da altri esperti (peer-reviewed), ma è stato deciso di diffondere comunque l’informazione nella speranza di evitare che le persone si avvicinino agli habitat dei pipistrelli e così ci siano nuovi contagi.
Fonte


Cita:
Migliaia di campioni di sangue infetto da Ebola sono stati persi

Un'inchiesta di Le Monde solleva più di un dubbio sulla sorte di prelievi effettuati durate l'epidemia che tra il 2014 e il 2016 colpì l'Africa occidentale
di veronique viriglio 25 gennaio 2019,07:54


Durante l’ultima epidemia di Ebola, che tra il 2014 e il 2016, causò più di 11 mila morti in tre Paesi dell’Africa occidentale, gli scienziati occidentali hanno trafugato circa 269 mila campioni di sangue, di gran parte dei quali si sono perse le tracce.

Lo ha rivelato il quotidiano francese ‘Le Monde’ in una vasta inchiesta finanziata dal Centro europeo di giornalismo nell’ambito di un programma dedicato alla salute mondiale, sponsorizzato dalla fondazione Bill e Melinda Gates.
Che fine hanno fatto i campioni infetti?

Molti dei dati alla base del reportage sono stati forniti dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) mentre le istituzioni dei Paesi coinvolti – Francia, Regno Unito e Stati Uniti – non hanno collaborato all’inchiesta perché la questione è considerata come 'classificata', ossia segreta. I campioni furono caricati a bordo di voli speciali, in condizioni non proprio trasparenti, raramente seguiti da scienziati dei tre Paesi colpiti dal virus: Repubblica di Guinea, Liberia e Sierra Leone.

Una parte minima di questi 269 mila campioni segnalati dall’Oms sono stati analizzati in laboratori ad alta sicurezza, tra cui il Center for Disease Control and Prevention, l’agenzia incaricata della sanità pubblica negli Stati Uniti, con sede ad Atlanta. Centinaia di fiale di sangue contaminato da uno dei virus più letali al mondo sono stati irradiati, per renderli innocui, e successivamente rispediti indietro.
Frigoriferi chiusi con un lucchetto

Il dipartimento di Stato Usa temeva che le fiale, stoccate a Conakry in frigoriferi chiusi con semplici lucchetti potessero finire nelle mani di ricercatori inesperti, col rischio di propagazione accidentale dell’Ebola, o peggio potessero finire in mano ai terroristi.

La distruzione dei campioni in loco, ha spiegato l’epidemiologo Pierre Rollin, esperto di Ebola, faceva correre un rischio maggiore di perdita dei prelievi e delle informazioni mediche e biologiche molto utili alla comprensione della malattia. Oggi questi campioni sono conservati nel Laboratorio nazionale delle febbri emorragiche alla periferia di Conakry.

Una missione simile è stata svolta anche in Liberia, dove l’esercito Usa ha censito e prelevato 5 mila campioni a Monrovia, spedendoli a Fort Detrick nel Maryland, sede del più importante centro di ricerca in biodifesa statunitense, l’Usamriid. Anche il questo caso i campioni son stati messi in sicurezza dagli scienziati americani, mentre è tramontata l’idea di creare una ‘Biobanca’ in Liberia per consentire alle generazioni future di portare avanti ricerca sull’epidemia.

Ma in realtà i campioni resi innocui dagli Usa rappresentano solo una piccola parte del sangue prelevato durante l’epidemia.
24 mila campioni positivi

Per l’OMS in quel periodo ben 269 mila prelievi sono stati effettuati, dei quali 24 mila sono risultati positivi (in Sierra Leone 151 mila campioni, in Liberia 71 mila, in Guinea 47 mila). Molti di questi sono stati analizzati in loco da team venuti da Russia, Canada, Cina, Stati Uniti e Europa, in competizione tra di loro per ottenere dati nuovi da pubblicare sulle più prestigiose riviste scientifiche.

In un contesto di emergenza, come quella della grave epidemia di cinque anni fa, buona parte delle provette sono però andate perse. “La priorità era la rapidità e l’affidabilità delle diagnosi. Molti dei ricercatori hanno conservato i campioni più interessanti, inviandoli nei rispettivi Paesi per studiarli” ha rivelato Michel Blanchot, ex farmacista al Servizio di salute delle forze armate francesi (SSA). “In quel contesto la Guinea era un colabrodo, con aerei Onu che trasportavano materiale mentre le squadre mediche atterravano ovunque, senza alcun controllo di polizia e dogana, quindi era impossibile garantire la sicurezza dei campioni” ha ancora raccontato Blanchot.

Un’altra parte dei campioni sarebbe stata progressivamente distrutta mentre altri sono stati portati via anche per posta o dentro una semplice valigia. Accordi bilaterali sono stati siglati tra paesi africani e occidentali, “ma non abbiamo avuto accesso agli aspetti tecnici, per non parlare poi delle considerazioni politiche dietro intese poco trasparenti” ha detto Pierre Formenty, responsabile del dipartimento delle febbre emorragiche virali all’Oms.
La diplomazia del sangue

Dietro le quinte è stata attuata una vera diplomazia del sangue tra Paesi colpiti dall’epidemia e Paesi che ospitano gli istituti di ricerca che conservano parte di questa materia prima molto preziosa per sviluppare nuove armi contro il virus, tra cui diagnosi, medicinali e vaccini" sottolinea l’inchiesta pubblicata da ‘Le Monde’. Senza successo l’OMS ha cercato di realizzare un inventario, mentre l’idea di creare una ‘Biobanca’ per condividere le informazioni è caduta nel dimenticatoio.

Ad oggi i campioni sarebbero quindi conservati presso decine di centri ai quattro angoli del pianeta, tra cui l’Istituto Bernhard-Nocht (BNI) di Amburgo in Germania, il Public Health England (PHE) di Porton Down e il laboratorio P4 dell’Inserm a Lione (Francia), parte del consorzio europeo EMLab. I responsabili assicurano di aver portato avanti le ricerche ai massimi livelli con le tecnologie a disposizione, ma “questo tesoro che potrebbe essere molto utile tra 10 o 20 anni rimane di proprietà del paese di origine, la Guinea, e verrà restituito quando avrà le strutture adeguate per conservarlo” ha riferito Stephan Günther del centro di Amburgo.

L’altro nodo dell’intera vicenda riguarda l’anonimato dei campioni e il consenso preliminare dei pazienti per poterli analizzare: in circostanze di emergenza entrambi i criteri non sono stati rispettati, ma questa è stata una violazione palese dei diritti dei pazienti. “Utilizzano il mio sangue senza alcuna autorizzazione per fare le loro ricerche, per produrre medicinali e quindi fare soldi” ha denunciato un sopravvissuto liberiano Isaac Seeman, che durante l’epidemia ha perso la moglie e i tre figli. Eppure il protocollo di Nagoya contro la biopirateria, che stabilisce obblighi ben precisi su accesso e condivisone di dati, è entrato in vigore nell’ottobre 2014, pochi mesi dopo l’inizio dell’epidemia di ebola in Africa occidentale.
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