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 Oggetto del messaggio: Re: A che servono queste 500.000 bare?
MessaggioInviato: 27/04/2020, 15:49 
Che cosa ci fanno in Ucraina i bio-laboratori segreti degli Stati Uniti?

Markus 26 Aprile 2020 , 18:28 Armi batteriologiche, Biosicurezza, Europa dell'Est No Comments 2,402 Viste



Il 23 aprile l’ambasciata degli Stati Uniti in Ucraina ha ammesso che nel paese esistono laboratori biologici e che sono sotto il controllo del Pentagono.

La dichiarazione dei diplomatici è arrivata dopo una lettera aperta dei deputati riguardante il pericolo che questi centri di ricerca costituiscono per il popolo ucraino.

Tuttavia, gli Americani negano le minacce e affermano che [in questi centri] il lavoro scientifico viene svolto a scopi esclusivamente pacifici. E tutti i discorsi sui potenziali pericoli vengono liquidati come “disinformazione russa.”

L’agenzia di stampa ucraina “Strana” ha approfondito questa storia.

Che cosa hanno scritto i deputati della Rada

Il 14 aprile i deputati della “Piattaforma dell’opposizione – Per la vita” Viktor Medvedchuk e Renat Kuzmin hanno inoltrato una lettera aperta a quattro leader del paese: il Presidente Zelensky, il Primo Ministro Shmygal, il direttore della SBU Bakanov e il Ministro della Sanità Stepanov.

In questa lettera, facente riferimento a media serbi e bulgari, si riporta che gli Stati Uniti hanno più di 400 laboratori batteriologici in tutto il mondo, di cui almeno 15 in Ucraina.

Questi ultimi sono controllati esclusivamente dagli Americani e sono finanziati dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti. I laboratori si trovano ad Odessa, Vinnytsia, Uzhgorod, Leopoli (tre), Kiev (tre), Cherson, Ternopol, vicino al confine con la Crimea e a Lugansk.

I deputati sottolineano che l’attività dei biolaboratori americani in Ucraina era iniziata il 29 agosto 2005, durante il periodo in cui erano al governo Viktor Yushchenko e Yuliya Tymoshenko.

All’epoca erano stati siglati accordi di cooperazione tra il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti e il Ministero della Sanità ucraino per la prevenzione delle tecnologie di proliferazione (crescita di tessuto corporeo per divisione cellulare), degli agenti patogeni e delle competenze che avrebbero potuto essere utilizzate per lo sviluppo di armi biologiche.

“In effetti, il lavoro nei laboratori viene svolto nell’ambito del programma sugli esperimenti biologici. Il suo budget è di 2,1 miliardi di dollari ed è finanziato dalla US Defense Threat Reduction Agency. In questa attività è coinvolto anche il Centro Scientifico e Tecnico Ucraino, un’organizzazione internazionale finanziata dalle autorità americane, il cui personale gode dell’immunità diplomatica. Questa organizzazione è impegnata nel finanziamento di progetti per la creazione di armi di distruzione di massa,” hanno scritto Medvedchuk e Kuzmin.

Inoltre, i deputati sostengono che in Ucraina, dopo l’apertura dei biolaboratori, si erano verificati focolai di malattie infettive.

“Poi, a Ternopol, nel 2009, un’epidemia virale aveva dato origine a numerosi casi di polmonite emorragica. Erano morte 450 persone. Nel 2011 in Ucraina si era verificato un focolaio di colera, 33 persone erano morte. Tre anni dopo, erano stati diagnosticati 800 casi di colera, un anno dopo erano stati registrati più di 100 casi di colera a Nikolaev.”

I deputati hanno citato anche altri esempi. Nel gennaio 2016, a Kharkov 20 soldati erano morti a causa di una patologia virale simile all’influenza ed oltre 200 erano stati ricoverati in ospedale. Due mesi dopo, in Ucraina erano stati registrati 364 morti. “La causa era stata l’influenza suina, lo stesso ceppo di influenza che aveva causato la pandemia globale nel 2009,” affermano Medvedchuk e Kuzmin.

Sottolineano inoltre che nel 2017 a Nikolaev si era verificato un focolaio di epatite A. Nell’estate dello stesso anno si erano verificati focolai simili a Zaporozhye e a Odessa e, in autunno, a Kharkov.

“Nel 2010-2012 [durante la presidenza Yanukovich] il governo ucraino aveva avviato controlli per verificare se i laboratori rispettassero tutte le misure di sicurezza. A seguito delle ispezioni, erano venuti alla luce numerosi malfunzionamenti che avrebbero potuto portare alla fuoriuscita di ceppi di agenti patogeni pericolosi. Era stato anche accertato che l’impianto di estrazione dell’aria [di un laboratorio] si trovava di fronte ai locali di un asilo,” si dice nell’appello di Medvedchuk e Kuzmin.

I deputati scrivono poi che nel 2013 il presidente Viktor Yanukovich aveva interrotto questa cooperazione con gli Stati Uniti. Ma, già nel 2014, Petro Poroshenko l’aveva ripresa. “È probabile che Yanukovich sia stato esautorato, con la partecipazione attiva del governo degli Stati Uniti, proprio a causa del suo rifiuto di collaborare con il Pentagono,” suggeriscono i deputati della “Piattaforma dell’opposizione – Per la vita.”

Concludendo, sottolineano che: “È possibile che attività segrete e poco trasparenti di pericolosi soggetti stranieri operanti in territorio ucraino vengano effettuate allo scopo di testare l’effetto di virus e batteri sui corpi degli Ucraini” e si augurano che la leadership ucraina prenda atto della situazione.

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Il tema dei laboratori biologici statunitensi in Ucraina non è nuovo e Kuzmin lo segue ormai da diversi anni.



“È noto che la Convenzione di Ginevra del 1972 proibisce la fabbricazione delle armi batteriologiche e, per questo motivo, l’esercito americano non le produce negli Stati Uniti. Come mai?, Perchè al mondo ci sono moltissime località, come l’Ucraina o la Georgia, dove è possibile produrre e testare virus mortali sulla popolazione locale. Basta creare un laboratorio militare, dargli un nome innocuo, come ‘Stazione epidemiologica sanitaria’ e assegnargli un supervisore ..,” aveva scritto Renat Kuzmin su Facebook nel 2018.

Aveva trattato l’argomento in seguito alle rivelazioni dell’ex Ministro della Sicurezza della Georgia, Igor Giorgadze. Nel 2018, quest’ultimo aveva dichiarato che l’American Lugar Center, che si trova a Tbilisi, aveva testato sui cittadini georgiani il farmaco “Sovaldi,” prodotto dalla società americana “Gilead Sciences“. Come conseguenza, 73 volontari sarebbero morti per colpa del farmaco.

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La risposta dell’ambasciata americana in merito ai bio-esperimenti in Ucraina

Il 22 aprile l’ambasciata degli Stati Uniti in Ucraina ha risposto all’appello di Kuzmin. La risposta non è indirizzata personalmente ai deputati, ma alla “disinformazione russa” in generale.

L’Ambasciata ha confermato che i programmi biologici in Ucraina sono supervisionati dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, cosa che, di per sé, ha già dello straordinario.

Tuttavia, secondo i diplomatici, il Pentagono lavora in Ucraina in collaborazione con il governo di Kiev. Lo scopo è “garantire in istituzioni pubbliche lo stoccaggio sicuro di agenti patogeni e tossine pericolose,” in modo che si possano condurre ricerche a scopo pacifico e sviluppare vaccini.

“Stiamo anche lavorando con i nostri partner ucraini per sviluppare le capacità dell’Ucraina di rilevare focolai infettivi causati da agenti patogeni pericolosi prima che possano rappresentare una minaccia per la sicurezza o la stabilità,” scrive l’ambasciata americana in Ucraina.

I diplomatici sottolineano che questi sforzi congiunti garantiscono che gli agenti patogeni pericolosi non cadano nelle mani sbagliate ed elencano le agenzie ucraine con cui interagiscono:

• Ministero della Sanità dell’Ucraina;
• Servizio Statale per la Sicurezza Alimentare e la Protezione dei Consumatori dell’Ucraina;
• Accademia Nazionale di Scienze Agrarie;
• Ministero della Difesa dell’Ucraina.

Gli Americani ci dicono che il programma per la riduzione della minaccia biologica del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti viene attuato in regime di cooperazione con i paesi partner per combattere la minaccia delle epidemie (intenzionali, accidentali o naturali) causate dai patogeni infettivi più pericolosi al mondo. Tra questi partner c’è l’Ucraina.

Per quanto riguarda ciò che viene specificamente fatto nei laboratori, i diplomatici scrivono in modo molto evasivo che vengono realizzati “partenariati di ricerca” e “misure di sorveglianza biologica.” Ma alcune descrizioni dei progetti includono:

• Valutazione dei rischi rappresentati dai virus potenzialmente trasportati dagli uccelli migratori che attraversano l’Ucraina;
• Monitoraggio sulla diffusione in Ucraina della febbre emorragica Congo-Crimea e degli hantavirus e della potenziale necessità di una sua diagnosi nei pazienti con sospetta leptospirosi;
• Controllo della diffusione della peste suina africana (ASF) nei suini domestici e nei cinghiali in Ucraina; studio del genoma, sorveglianza biologica dell’ASF e valutazione sul campo del rischio regionale.

Poi gli Americani forniscono alcune informazioni più interessanti. Vale a dire: che hanno modernizzato molti laboratori del Ministero della Sanità dell’Ucraina e del Servizio Statale per la Sicurezza Alimentare e la Protezione dei Consumatori.

E che, proprio nel 2019, hanno iniziato a costruire due laboratori, a Kiev e a Odessa.

Un’altro aspetto della cooperazione ucraino-americana è il programma di mentoring scientifico. Ad esempio, i rappresentanti degli Stati Uniti insegnano ai colleghi ucraini come redigere le pubblicazioni scientifiche, in modo da ricevere ulteriori sovvenzioni.

Nel 2016, secondo l’ambasciata degli Stati Uniti, l’Ucraina si era associata al programma americano per la “sorveglianza delle malattie in Oriente.” Oltre al nostro paese, il gruppo della regione europea comprende Azerbaigian, Georgia e Kazakistan.

L’Ambasciata ha inoltre ricordato che il Centro Scientifico e Tecnologico Ucraino (STCU), citato da Kuzmin nella sua lettera, è un’organizzazione intergovernativa istituita già nel 1993. Ora comprende Azerbaigian, Unione Europea, Georgia, Moldavia e Uzbekistan, oltre ad Ucraina e Stati Uniti.

In conclusione, gli Americani scrivono che una tale cooperazione ucraino-americana è necessaria per “la pace e la prosperità globali, dal momento che riduce i rischi associati alle armi chimiche, biologiche, radiologiche e nucleari.”

Cos’altro si sa sui laboratori statunitensi in Ucraina

Su Internet vi sono poche informazioni sui laboratori biologici americani in Ucraina. Un tempo ne avevano parlato alcuni siti web bulgari e serbi e Renat Kuzmin, nella sua lettera, ha fatto riferimento ai loro dati.

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Questi giornalisti avevano anche pubblicato documenti dai quali risulta che il Pentagono aveva finanziato i laboratori di Kharkov e Dnepropetrovsk (l’ex servizio regionale sanitario ed epidemiologico). Il primo aveva ricevuto 1,5 milioni di dollari e il secondo 2 milioni, nel periodo 2010 – 2012.

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Nell’archivio del sito web del Dipartimento di Stato Americano c’è anche l’accordo tra Ucraina e Stati Uniti del 29 agosto 2005. Riguarda la cooperazione per la prevenzione della diffusione di tecnologie, agenti patogeni ed esperimenti che potrebbero essere utilizzati nella fabbricazione di armi biologiche.

Il trattato era stato firmato dal Pentagono e dal Ministero della Sanità dell’Ucraina, che all’epoca era presieduto da Nikolay Polishchuk. Nel documento si trovano molti spunti interessanti.

Ad esempio, si dice che il Ministero della Sanità dovrebbe inviare al Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti i campioni degli agenti patogeni pericolosi risultanti dalle ricerche condotte nei laboratori ucraini.

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Le parti hanno inoltre convenuto di mantenere segrete le informazioni sui risultati delle loro attività. E, se queste sono considerate segrete dal Pentagono, lo diventano automaticamente anche per l’Ucraina.

Al contrario, qualunque informazione classificata di parte ucraina, dovrebbe, in ogni caso, essere sempre disponibile agli Americani.

Allo stesso tempo, l’accordo richiede il coinvolgimento in questo progetto del minor numero possibile di persone, “per ridurre al minimo il numero di persone che hanno accesso ad informazioni classificate.”

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Sono anche disponibili informazioni interessanti sull’International Scientific Center, di cui parla l’Ambasciata e che sovrintende ai laboratori ucraini. Secondo i documenti, i suoi dipendenti sono protetti niente meno che dall’immunità diplomatica.

Per gli Stati Uniti, questa struttura ucraina sembra essere molto importante.

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Tuttavia, il fatto stesso che esistano tali accordi non è ancora la prova che in questi laboratori vengano prodotti agenti patogeni pericolosi o che questi vengano testati sulla popolazione ucraina. Ma allora perché gli Americani aprono così tanti laboratori e investono così tanti soldi, nascondendo la loro attività dietro un velo di segretezza?
[Questi laboratori] sono anche sotto gli auspici del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti.

Il giornalista Yury Tkachev [del Timer di Odessa] dà la sua spiegazione.

“Questi laboratori studiano il comportamento di agenti patogeni pericolosi in determinate condizioni regionali, tenendo conto di fattori climatici, demografici e di altro tipo. Questi studi possono essere definiti studi a duplice uso: da un lato, sono veramente importanti nella valutazione della pericolosità della diffusione di una data malattia (la stessa febbre Crimea-Congo) e nello sviluppo delle linee guida per combatterla. D’altra parte, i risultati dello studio possono essere utilizzati per lo sviluppo di armi batteriologiche da utilizzarsi in una particolare regione,” ha scritto Yury Tkachev sul suo canale Telegram.



https://comedonchisciotte.org/che-cosa- ... ati-uniti/


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 Oggetto del messaggio: Re: A che servono queste 500.000 bare?
MessaggioInviato: 08/06/2020, 19:59 
vimana131 ha scritto:
Catastrofe genetica in Brasile.Diffuse milioni di zanzare mutanti nell'ambiente

18/12/2019 - Sembra uno scenario da film di fantascienza, invece è tutto vero: in Brasile, delle zanzare Ogm sono sfuggite al controllo degli scienziati e hanno cominciato a comportarsi in un modo imprevisto.


Un’azienda di ingegneria genetica anglo-americana ha liberato milioni di zanzare geneticamente modificate contenenti un gene letale, ogni settimana per 27 mesi nella zona di Bahia, Brasile, per verificare se le zanzare OGM si sarebbero accoppiate con le zanzare locali portatrici di Zika, malaria e altri virus.

Un nuovo studio documenta in modo allarmante che, dopo un’iniziale riduzione delle zanzare target nei primi mesi, «la popolazione è ricresciuta fino ai livelli precedenti». Ad oggi, gli scienziati non hanno idea dei rischi derivanti dalla mutazione. Ancora una volta si evidenziano i pericoli della modificazione genetica delle specie.

Secondo uno studio pubblicato sulla rivista Nature Reports, zanzare geneticamente modificate prodotte dalla compagnia Oxitec, acquisita dall’americana Intrexon, sono sfuggite al controllo umano dopo i test in Brasile e si stanno diffondendo nella zona.

Sulla carta, la teoria era brillante. I maschi delle zanzare portatrici di febbre gialla provenienti da Cuba e dal Messico sono stati alterati geneticamente per impedire alla progenie di sopravvivere.

Così, Oxitec ha iniziato a rilasciarne decine di milioni in due anni nella città di Jacobina, nella regione di Bahia, Brasile. La teoria di Oxitec prevedeva che le zanzare si sarebbero accoppiate con quelle locali portatrici di malattie infettive, come la febbre dengue, impedendo alla progenie di sopravvivere.
Risultati inattesi

Un team di scienziati di Yale e diversi istituti scientifici in Brasile hanno monitorato i progressi dell’esperimento. Quello che hanno scoperto è allarmante. Dopo un periodo iniziale in cui la popolazione di zanzare si è drasticamente ridotta, dopo 18 mesi è ricresciuta fino ai livelli precedenti.

Non solo: la ricerca mostra anche che le zanzare presentano un «vigore ibrido», cioè l’incrocio tra le zanzare naturali e quelle geneticamente modificate ha creato «una popolazione più robusta di quanto lo fosse prima del rilascio», resistente agli insetticidi, in poche parole «super-zanzare».

Gli scienziati notano che «I campioni genetici della popolazione target hanno mostrato chiaramente che porzioni del genoma modificato sono state incorporate nella popolazione target 6, 12, 27, 30 mesi dopo il rilascio. Evidentemente, la rara progenie ibrida tra il ceppo di rilascio e la Jacobina è abbastanza robusta da riprodursi naturalmente …».

Continuano: «Quindi, la Jacobina Ae aegypti è un mix di tre popolazioni. Non è chiaro come ciò possa influenzare la trasmissione delle malattie o influire su altri sforzi per controllare questi pericolosi vettori».

Si stima che tra il 10% e il 60% delle zanzare della specie Jacobina Ae aegypti locali presentino nel loro genoma il gene alterato OX513A.

Concludono che «Le tre popolazioni che compongono la popolazione tri-ibrida di Jacobina (Cuba, Messico, Brasile) sono molto diverse geneticamente e con ogni probabilità creeranno una popolazione molto più robusta di quella precedente al rilascio grazie al vigore ibrido».

Non era nelle previsioni. Il professore di ecologia e biologia evolutiva Jeffrey Powell, principale autore dello studio, commenta la scoperta:

«L’idea era che i geni del ceppo rilasciato non sarebbero penetrati nella popolazione naturale perché la progenie doveva morire. Ovviamente, questo non è successo».

Powell continua: «Ma sono gli effetti imprevisti che ci preoccupano».


Un progetto della Fondazione Gates

Lo studio brasiliano riaccende i riflettori sui pericoli del rilascio incontrollato di specie OGM nell’ambiente. Riporta alla mente gli orrori descritti nel 1969 nel romanzo di fantascienza di Michael Crichton Andromeda Strain.

Ma questa volta non è un romanzo.

Le zanzare della Oxitec sono state sviluppate utilizzando una forma di gene editing molto controversa, conosciuta come gene drive.

Questa tecnica, finanziata in gran parte dall’agenzia DARPA, facente capo al Pentagono, combinata con la tecnologia CRISPR, ha lo scopo di forzare una mutazione genetica da diffondere in un’intera popolazione, sia che si tratti di zanzare o di esseri umani, nell’arco di alcune generazioni.

Lo scienziato che per primo ha suggerito lo sviluppo del gene drive nell’editing genetico, il biologo di Harvard Kevin Esvelt, ha avvisato che queste tecniche presentano elevate probabilità di sfuggire al controllo.

Evidenzia quante volte la CRISPR fallisce e la crescente possibilità di mutazioni protettive, trasformando ogni gene benigno in un gene aggressivo.

Afferma: «Bastano pochi organismi modificati per alterare irrimediabilmente un ecosistema».

Le simulazioni computerizzate di Esvelt sul gene drive hanno calcolato che il gene modificato «può trasmettersi al 99% della popolazione in meno di 10 generazioni, e resistere per oltre 200.» Questo è stato dimostrato nell’esperimento sulle zanzare in Brasile.

È da notare anche il fatto che l’esperimento brasiliano della Oxitec è stato finanziato dalla Fondazione Bill e Melinda Gates.

Nel giugno 2018 la Oxitec ha annunciato la joint venture con la Fondazione Gates «per sviluppare un nuovo ceppo di Friendly Mosquitoes™ auto-limitanti per combattere le specie di zanzare responsabili della trasmissione della malaria nell’emisfero occidentale».

I risultati mostrano che l’esperimento è un catastrofico fallimento visto che il nuovo ceppo non è affatto auto-limitante.

La Fondazione Gates e Bill Gates supporta lo sviluppo di tecniche di ingegneria genetica da oltre un decennio.

Gates, storico sostenitore dell’eugenetica, del controllo della popolazione e degli OGM, è il principale promotore dell’editing genetico.

In un articolo apparso sul numero di maggio/giugno di Foreign Affairs, il periodico del Council on Foreign Relations, Gates tesse le lodi delle tecnologie di editing genetico, in particolare il CRISPR.

Nell’articolo, Gates sostiene che il CRISPR e le altre tecniche dovrebbero essere utilizzate a livello globale per soddisfare la crescente necessità di cibo e per migliorare la prevenzione delle malattie, in particolare la malaria.

Aggiunge: «C’è ragione di essere ottimisti sul fatto che modificare le zanzare portatrici di malaria causerà pochi danni, se non nessuno, all’ambiente».

Altrettanto allarmante è il fatto che la tecnica utilizzata per l’esperimento sulle zanzare è stata diffusa senza i test sulla salute e sulla sicurezza effettuati da istituti indipendenti.

Ad oggi, il governo statunitense si affida alle dichiarazioni di sicurezza fornite dall’industria.

L’Unione Europea, formalmente responsabile per il trattamento di specie geneticamente modificate come le piante, sta cercando di allentare la regolamentazione.

La Cina, centro per la ricerca genetica di primaria importanza, ha dei controlli estremamente superficiali.

Recentemente, uno scienziato cinese ha annunciato un esperimento genetico sugli umani per rendere i gemelli neonati resistenti all’HIV.

Altri esperimenti sono in corso in tutto il mondo sugli animali geneticamente modificati, in particolare i salmoni. Il principio di precauzione viene gettato al vento quando si tratta di rivoluzione genetica, il che non è affatto rassicurante.

Oxitec, che nega il fallimento dell’esperimento in Brasile, sta ora cercando l’approvazione dell’Agenzia di Protezione Ambientale statunitense per condurre lo stesso esperimento in Texas e Florida.

Tra le personalità coinvolte figura anche il texano Roy Bailey, lobbysta di Washington e stretto amico di Randal Kirk, CEO miliardario di Intexon, proprietario di Oxitec. Bailey è uno dei principali finanziatori di Trump. Speriamo che sia la prudenza, e non la politica, a decidere gli sviluppi.


https://terrarealtime.blogspot.com/2019 ... ffuse.html



Chissà se queste zanzare hanno creato la situazione odierna in Brasile...


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 Oggetto del messaggio: Re: A che servono queste 500.000 bare?
MessaggioInviato: 09/06/2020, 23:53 
vimana131 ha scritto:
Chissà se queste zanzare hanno creato la situazione odierna in Brasile


stavo riflettendo la stessa cosa!..se quella modifica al dna delle zanze possa essere vettore di virus o predisporre ai virus gli umani... [:291]

visto che poi c'è dentro Cancelli e l'amico finanziatore di Ciuffettino NON mi meraviglierebbe un bell'esperimento "in confandina", presidente brasilegno pro-Enrichetto confacente...che poi morto più morto meno sempre nel conto delle "perdite collaterali" rientrano... [:246] [:305]

aah! come vorrei avere eh!eh! una "bacchetta magica"!..sai che "bella riordinatina" che darei... [:306] [:305]

[:295]



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 Oggetto del messaggio: Re: A che servono queste 500.000 bare?
MessaggioInviato: 30/06/2020, 01:36 
Qualche giorno fa è stato trovato un gatto con un raro virus Lyssavirus dei pipistrelli, adesso tocca ai maiali

Scoperto in Cina un altro virus influenzale in grado di infettare gli uomini: arriva dai maiali, è allerta pandemia
Il nuovo virus trovato nei maiali presenta un genoma che contiene elementi che lo hanno reso in grado di infettare l'uomo



http://www.meteoweb.eu/2020/06/cina-vir ... a/1449992/

Il gatto con il Lyssavirus ha morso quattro persone. Dubbi sulla batbox
La proprietaria del felino aveva in giardino una delle casette che ospitano pipistrelli, possibili vettori della malattia, attirati come rimedio naturale alle zanzare



https://www.corriere.it/cronache/20_giu ... 04a0.shtml


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 Oggetto del messaggio: Re: A che servono queste 500.000 bare?
MessaggioInviato: 10/07/2020, 15:48 
Allarme per una nuova epidemia di polmonite sconosciuta proveniente dal Kazakistan: “è più mortale del Coronavirus”
"La malattia è molto più mortale del Covid-19", si legge in un comunicato in cui si lancia l'allarme per la nuova misteriose polmonite che ha già ucciso 1772 persone


L’allarme è stato lanciato dalla Cina: una nuova epidemia di “polmonite sconosciuta“, persino più mortale del coronavirus, sarebbe scoppiata in Kazakistan, uccidendo per ora oltre 1.700 persone in pochi mesi e il numero di casi sta aumentando in modo significativo da metà giugno in tutto il Paese. A renderlo noto è stata l’ambasciata cinese in Kazakistan. “Il dipartimento della Sanità del Kazakistan ed altre agenzie stanno eseguendo ricerche comparative e non hanno definito la natura del virus della polmonite“, si legge nella nota ufficiale, in base a quanto riportato dalla Cnn. In alcune aree del Paese le autorità avrebbero segnalato centinaia di nuovi casi al giorno. I principali focolai sono concentrati finora nelle regioni di Atyrau, Aktobe e Shymkent, che registrano quasi 500 nuovi casi e oltre 30 pazienti in condizioni critiche.

L’ambasciata cinese precisa ancora che la malattia ha provocato 1.772 morti dall’inizio dell’anno – inclusi cittadini cinesi – di cui 628 solo il mese scorso. “La malattia è molto più mortale del Covid-19”, sottolinea il comunicato. Secondo l’agenzia di stampa del Kazakistan, Kazinform, il numero di casi nella capitale Nursultan è più che raddoppiato a giugno rispetto allo stesso mese dell’anno scorso. Intanto il Kazakistan continua a lottare contro il coronavirus. Secondo la Johns Hopkins University nel Paese si contano ad oggi 54.747 casi, inclusi 264 morti.

Le autorità del Kazakistan, per ora, hanno negato quanto scritto nel rapporto pubblicato dai funzionari cinesi. Il ministero della Salute kazako ha dichiarato che “questa informazione non corrisponde alla realtà”. Il ministero ha dichiarato che sono stati registrati come polmoniti casi in cui erano presenti sintomi come quelli del Covid-19 ma i pazienti risultavano negativi ai test del nuovo coronavirus e che ciò rientra nelle linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Così, dunque il Kazakistan risponde all’allerta di ieri dell’ambasciata cinese.



http://www.meteoweb.eu/2020/07/polmonit ... s/1454068/


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MessaggioInviato: 08/08/2020, 21:26 
Cina: due morti di peste bubbonica, villaggio in lockdown

Le autorità hanno isolato il villaggio di Suji Xincun, dove viveva la vittima, nella Mongolia interna. Gli altri abitanti sono risultati negativi

Le autorità della regione cinese della Mongolia Interna hanno posto in isolamento un intero villaggio dopo la morte di un residente provocata dalla peste bubbonica. Il decesso è stato comunicato alle autorità di Baotou domenica scorsa e la conferma della diagnosi è giunta giovedì, ha reso noto la Commissione sanitaria del Comune di Baotou.Le autorità della regione cinese della Mongolia Interna hanno posto in isolamento un intero villaggio dopo la morte di un residente provocata dalla peste bubbonica. Il decesso è stato comunicato alle autorità di Baotou domenica scorsa e la conferma della diagnosi è giunta giovedì, ha reso noto la Commissione sanitaria del Comune di Baotou.

Una seconda persona è morta nella stessa regione venerdì, sempre di peste bubbonica. Le autorità hanno isolato il villaggio di Suji Xincun, dove viveva la seconda vittima. Finora i test eseguiti su tutti gli abitanti del villaggio sono risultati negativi. Negative anche nove persone che erano venute in stretto contatto con il paziente poi deceduto e che sono state poste in quarantena, così come altre 26 persone che avevano avuto contatti indiretti.

L'otto luglio scorso le autorità della stessa regione avevano chiuso diverse località turistiche a seguito della conferma di un caso di peste bubbonica a Bayannur. Cinque punti panoramici nelle praterie limitrofe erano stati banditi ai visitatori, insieme all'intera regione circostante. A novembre 2019, sempre nella Mongolia Interna, si registrarono alcuni casi di peste bubbonica e polmonare legati a marmotte o conigli selvatici consumati poco cotti o crudi.

La peste bubbonica è una malattia batterica diffusa dalle pulci che vivono su roditori selvatici come le marmotte. Può uccidere un adulto in meno di 24 ore, se non curata in tempo, ma viene curata con antibiotici facilmente disponibili.


https://www.repubblica.it/esteri/2020/0 ... 264083083/


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MessaggioInviato: 15/08/2020, 16:59 
In un laboratorio Usa creato il virus per il "contagio intenzionale"

Negli Stati Uniti il National Institute of Allergy and Infectious Diseases ha intenzione di produrre un virus meno potente con il quale contagiare volontari vaccinati


Produrre in laboratorio un ceppo di coronavirus meno aggressivo di quello che sta circolando in giro per il mondo da febbraio, per poi somministrarlo direttamente nel naso ai volontari vaccinati, così da verificare il grado di protezione di quel vaccino dal "vero" Sars-CoV-2. È questo l'ultimo progetto a cui sta lavorando il National Institute of Allergy and Infectious Diseases (Niaid) guidato da Anthony Fauci, epidemiologo della Casa Bianca.
L'esperimento del Niaid

La notizia, riportata da Reuters, ha subito scatenato un turbinio di voci contrastanti, che toccano tanto gli aspetti etici tanto quelli legali. Certo è che gli scienziati del governo americano hanno già iniziato a lavorare per realizzare una copia sbiadita del coronavirus, la quale potrebbe essere usata in un controverso studio in cui volontari sani sarebbero vaccinati per poi essere intenzionalmente infettati dal virus artificiale meno potente. Secondo le ultime indiscrezioni, gli studi sono attualmente nella fase preliminare.

L'obiettivo di tale esperimento è verificare in tempi brevi se la protezione fornita da un vaccino è efficace. Scendendo nel dettaglio, gli scienziati vogliono controllare se un ipotetico antidoto è in grado di offrire una valida protezione alla popolazione. Detto altrimenti: in questo modo – sostengono alcuni - si intensificherebbero i progressi verso la realizzazione di un vaccino anti Covid.

Sappiamo infatti che, prima di poter dire di avere un vaccino pronto all'uso, è necessario superare varie fasi di studio, raccogliere dati, verificare effetti e via dicendo. La mossa del Niaid, adottata ufficialmente da 35 parlamentari americani e diffusa da alcune riviste scientifiche, potrebbe ridurre la sperimentazione di un vaccino di molti mesi. Solitamente, infatti, la maggior parte degli studi sui vaccini si basa su infezioni involontarie, che possono tuttavia richiedere tempo prima di verificarsi.
Favorevoli e contrari

L'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) ha giudicato questo percorso fattibile, se intrapreso con le opportune cautele. Varie case farmaceutiche, come ad esempio AstraZeneca e Johnson&Johnson, hanno detto di essere disponibili ad adottare tale strada, ma solo in caso di necessità.

Il Niad ha confermato a Reuters che sta valutando la necessità di "effettuare studi di human challenge per valutare i vaccini candidati o le terapie contro il Covid" e che "le considerazioni etiche e tecniche sono allo studio". In ogni caso, due sono le cautele previste prima di dare adito a una sperimentazione del genere: il ceppo creato in laboratorio deve essere meno aggressivo di quello naturale e devono essere messi a punto locali isolati in cui tenere i volontari infetti.

La comunità scientifica si è spaccata in due. Da una parte troviamo chi sarebbe anche favorevole a seguire la pista dello human challenge, ma dall'altra ci sono molti esperti che considerano immorali le sperimentazioni umani del nuovo coronavirus. Anche perché, ad oggi, non esistono "terapie di salvataggio" per coloro che si ammalano. I volontari infettati, quindi, potrebbero andare incontro a seri rischi.


https://www.ilgiornale.it/news/cronache ... 83702.html


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 Oggetto del messaggio: Re: A che servono queste 500.000 bare?
MessaggioInviato: 16/08/2020, 04:44 
questi sono dei malati mentali



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 Oggetto del messaggio: Re: A che servono queste 500.000 bare?
MessaggioInviato: 18/09/2020, 16:04 
Fuga di batteri da laboratorio: 3000 persone ammalate in Cina
Fuoriuscita di batteri da un impianto biofarmaceutico: oltre 3000 persone si sono ammalate in Cina nordoccidentale

Dopo la fuoriuscita di batteri da un impianto biofarmaceutico che produceva vaccini per animali nel 2019, oltre 3000 persone si sono ammalate in Cina nordoccidentale: lo hanno confermato le autorità locali.
La malattia in questione è la brucellosi: viene trasmessa dal bestiame o da prodotti animali, e non è contagiosa tra gli esseri umani. Può causare febbre alta, dolori articolari e mal di testa, e può progredire verso uno stadio cronico con febbre ricorrente, debolezza, sudorazione e dolori diffusi.
Le autorità sanitarie di Lanzhou (Gansu) hanno reso noto che un totale di 3245 persone sono risultate positive al batterio e che non risultano casi di trasmissione da uomo a uomo.

Cosa è accaduto? Un laboratorio statale aveva utilizzato un disinfettante obsoleto nel luglio-agosto 2019 nella produzione di vaccini anti–brucellosi per animali: la sterilizzazione era dunque incompleta mentre i batteri erano ancora presenti nelle emissioni di gas dell’impianto biofarmaceutico di Lanzhou per l’allevamento di animali.
Il gas contaminato si è diffuso nell’aria fino al vicino Istituto di ricerca veterinaria, dove lo scorso dicembre sono state infettate quasi 200 persone.

Il laboratorio si è scusato e si è visto ritirare la licenza per la produzione di vaccini contro la brucellosi.


http://www.meteoweb.eu/2020/09/fuga-di- ... a/1478489/


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 Oggetto del messaggio: Re: A che servono queste 500.000 bare?
MessaggioInviato: 18/09/2020, 16:21 
vimana131 ha scritto:
Cita:


Usa: ‘biohacker’ modifica geneticamente il virus dell’herpes e si autoinietta il vaccino
La nuova frontiera della medicina sembra dover tener conto anche dei 'biohacker': uno di essi ha modificato geneticamente il virus dell'herpes e si è autoiniettato il vaccino


La nuova frontiera della medicina sembra dover tener conto anche dei ‘biohacker’, sempre più in voga negli Usa: essi testano su se stessi terapie messe a punto nel garage di casa. L’ultimo caso, in ordine cronologico, riguarda Aaron Traywick, amministratore delegato della start up biotech Ascendance, che durante una conferenza si è iniettato un vaccino per l’herpes ottenuto modificando geneticamente il virus. La compagnia diretta dal 28enne Traywick, sta sviluppando terapie che alterano il Dna per cercare di immunizzare i pazienti contro le malattie.

L’uomo, in diretta Facebook, si è abbassato i pantaloni iniettandosi il farmaco durante la Body Hacking Convention in corso ad Austin, in Texas, spiegando che questa è la prima applicazione di “un sistema di terapia genica open access che puòrilasciare una serie di trattamenti per malattie per cui il corpo non ha anticorpi naturali”. Il caso di Traywick segue di qualche mese quello di Tristan Roberts, che si è iniettato una terapia per l’Hiv di sua invenzione, e sono diversi ormai gli esempi di ‘biohacking’, resi possibili anche dall’esistenza di kit per utilizzare in casa la tecnica Crispr, che permette il ‘taglia e incolla’ del Dna. La pratica, spiegano, è legale in quanto i farmaci non vengono venduti da chi li mette a punto, almeno per ora, ma sono forniti gratis. Pochi mesi fa l’Fda ha pubblicato un documento in cui condanna questo tipo di procedure, in cui ha ribadito il divieto di vendita di queste ‘cure’ affermando anche di essere “preoccupata per i rischi potenziali per la salute”.



http://www.meteoweb.eu/2018/02/usa-bioh ... o/1040173/




Dagli USA la moda dei vaccini fai-da-te, Science mette in guardia sui rischi: “Mettono a rischio la salute pubblica e minano la fiducia della popolazione”
Alcuni cittadini scienziati hanno cominciato a progettare vaccini fai-da-te contro il Covid-19, ottenuti al di fuori delle regole canoniche della sperimentazione scientifica, sperimentandoli su loro stessi


Il vaccino contro il coronavirus SARS-CoV-2 è visto da molti come la speranza per sconfiggere in modo definitivo la pandemia. Nonostante i tempi siano stati velocizzati proprio per l’emergenza sanitaria, ci sono test e controlli di sicurezza che seguono precise tempistiche e che non possono essere evitati. Servirà, quindi, ancora del tempo prima di avere il primo vaccino sicuro contro il Covid-19.

Nel frattempo, però, sta emergendo un fenomeno preoccupante: quello dei vaccini fai-da-te, che non solo sono pericolosi per la salute di chi li riceve ma anche per la fiducia della popolazione nei vaccini stessi in generale. Dietro alla pericolosa nuova tendenza ci sono i cosiddetti ‘citizen scientist’, i cittadini scienziati, coloro cioè che partecipano per passione a materie scientifiche, come astronomia, archeologia. Ora, unendo le forze in un passaparola online, hanno cominciato a progettare vaccini fai-da-te contro la pandemia di Covid-19, ottenuti al di fuori delle regole canoniche della sperimentazione scientifica, sperimentandoli su loro stessi, ponendo in questo modo questioni legali, etiche e di sanita’ pubblica.

vaccino coronavirusA denunciare il fenomeno, in un articolo sulla rivista Science, e’ il gruppo di bioeticisti guidato da Christi Guerrini, del Baylor College of Medicine di Houston. Rapid Deployment Vaccine Collaborative (RaDVaC) e’ il nome di uno dei gruppi di scienziati improvvisati che si stanno dedicando allo sviluppo e all’auto-somministrazione di vaccini fatti in casa. E’ un fenomeno, osserva Guerrini, che potrebbe ottenere l’effetto opposto a quello che ha animato finora questi ricercatori fai-da-te, finendo per erodere la fiducia del pubblico nello sviluppo e nella sicurezza del vaccino anti-pandemico. La loro attivita’, osserva l’esperto, e’ resa possibile da un vuoto normativo che e’ piu’ che mai urgente colmare.

Diverse le ipotesi sull’origine del fenomeno. Potrebbe, per esempio, essere nato dalla convinzione che l’auto-sperimentazione sia piu’ veloce rispetto all’iter necessario per sviluppare e approvare un vaccino e che la rapidita‘ sia decisiva davanti alla pandemia. Una convinzione, pero’, che secondo Guerrinui e’ errata: se vaccini nati in questo modo dovessero essere regolamentati, rileva lo studioso, “consentirebbe a vaccini di dubbia sicurezza ed efficacia di mettere in pericolo la salute pubblica e segnalerebbe un abbassamento degli standard che, in un’eta’ segnata dallo scetticismo sui vaccini e durante una pandemia altamente politicizzata, potrebbe minare la fiducia del pubblico nei confronti di tutti i vaccini”. Secondo il bioeticista “anche quando la revisione etica non e’ richiesta, i cittadini scienziati devono prendere sul serio le loro responsabilita’ etiche quando promuovono interventi fai-da-te, specialmente se questi potrebbero avere effetti potenzialmente gravi sulla salute pubblica e sulla societa‘”.



http://www.meteoweb.eu/2020/09/vaccini- ... a/1478271/


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