Eluana Englaro: ultimo viaggio
Inviato: 03/02/2009, 08:34
ELUANA ARRIVATA AD UDINE
2009-02-03 07:54

Fonte: http://www.ansa.it/opencms/export/site/ ... 69583.html
UDINE -Eluana è giunta a Udine alle 5:54, sotto una pioggia fredda e battente, in una città addormentata e quasi assente. E' giunta alla casa di riposo 'La Quiete' - dopo un viaggio da Lecco di poco più di quattro ore - che l'ha accolta per il suo ultimo viaggio. Quello che l'accompagnerà alla morte. Come previsto da papà Beppino, quindi, Eluana è arrivata in Friuli, la terra dei suoi nonni che tanto amava per concludere la sua vicenda umana.
E a Udine è stata accolta da una equipe medica - coordinata dal primario di anestesia Amato Da Monte che era 'salito' a Lecco per controllare da vicino tutte le tappe del 'distacco' dalla clinica Beato Luigi Talamoni dove la ragazza era assistita da 17 anni - che gratuitamente applicherà il protocollo di distacco del sondino che la alimenta e, quindi, la tiene in vita. Una accoglienza sofferta quella della 'Quiete' che arriva dopo il 'no' della casa di cura 'Citta' di Udiné che aveva dovuto piegarsi all'atto di indirizzo del ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, con il quale si invitata tutte le cliniche convenzionate con il Sistema sanitario nazionale a non interrompere l'alimentazione considerata un diritto inalienabile. Un 'atto' aggirato dalla 'Quiete' che essendo una struttura di assistenza alle persone ha accolto Eluana come qualsiasi altro 'svantaggiato' ospitandola in un'area protetta della struttura, lontano dagli altri degenti. L'ambulanza che trasportava Eluana è entrata alla Quiete da un ingresso secondario, in via Diaz, lungo il parco della Rimembraqnza, e non in via San Agostino dove è collocato l'ingresso principale della clinica 'assediata' fin dalla mezzanotte da decine di fotoreporter, cineoperatori e giornalisti. Eluana era sola con il 'suo' medico.
Papà Beppino, che aveva assistito, a Lecco, alle 'dimissioni' dalla clinica Talamoni, si é fermato a Bergamo. Secondo quanto si è appreso raggiungerà Udine nel tardo pomeriggio di oggi o domani. Ma intanto Eluana é al sicuro, nella struttura dove morirà. Il protocollo prevede il prosieguo dell'alimentazione forzata per tre giorni, poi l'avvio della procedura di distacco del sondino attraverso il quale la ragazza viene alimentata. Eluana in queste condizioni potrebbe sopravvivere per circa due settimane. Si concluderà così - come aveva sempre voluto papà Beppino - la vicenda cominciata in quel tragico 18 gennaio 1992 quando un incidente stradale causò ad Eluana fratture gravi da portarla a un coma irreversibile e, quindi, allo stato vegetativo. A Udine troverà così soluzione la vicenda che ha fatto discutere tutta l'Italia politica, giuridica, religiosa e sociale. E la sentenza della Corte d'appello di Milano sarà eseguita tra le bianche mura della 'Quiete' di Udine. Ma di Eluana e del 'suo' caso si continuerà a parlare a lungo.
ELUANA: ADDIO ALLA 'SUA' LECCO, FRA LE CONTESTAZIONI
LECCO - Eluana Englaro ha detto addio alla 'sua' Lecco. Inconsapevolmente, per via di quello stato vegetativo permanente che l'accompagna da 17 anni, per la precisione da 6.227 giorni. Senza poter capire il tono delle proteste di chi, nella notte, fino all'ultimo ha sperato che non iniziasse ''una fase terribile di una vicenda surreale'', come ha detto il presidente del locale Centro Aiuto alla Vita. E ha contestato l'uscita dell'ambulanza, arrivata poco prima da Udine, tentando di bloccarne la partenza. Papa' Beppino ha attuato il trasferimento, destinazione la citta' friulana, prima fase per dare corso al decreto dei giudici milanesi che lo hanno autorizzato, fin dal luglio scorso, a interrompere alimentazione e idratazione artificiali alla figlia. Il trasferimento e' avvenuto in una nottata di pioggia fine ma fastidiosa, caduta per ore sulla citta' in riva al lago. Una serata comunque triste, con qualche traccia della recente nevicata sparsa qua e la', ai bordi delle strade. Anche lungo il camminamento in porfido che porta alla clinica Beato Luigi Talamoni, per 15 anni la casa di Eluana, ci sono ancora evidenti i segni della perturbazione che ha avvolto la citta', con piccoli cumuli di neve quasi ad accompagnare chi percorre la stradina di ingresso alla struttura. Ed e' proprio in questo scenario che e' avvenuto l'addio di Eluana alla sua citta', quella in cui e' cresciuta, in cui ha vissuto fino a quel 18 gennaio 1992 quando rimase coinvolta in un incidente stradale, dalle cui conseguenze non si e' piu' ripresa. Fuori dalla clinica Beato Talamoni, il solito via vai dei pazienti ha lasciato spazio all'attesa di un gruppetto di giornalisti, che avevano avuto il sentore che poteva essere 'la sera' decisiva. E, a loro, non appena la notizia si e' sparsa, si sono aggiunti alcuni che contestano la soluzione che si va profilando, che manifestano per il 'diritto alla vita' di Eluana: la presidente nazionale dei genitori scuole cattoliche, Maria Grazia Colombo, l'esponente del Movimento per la Vita, Antonella Vian, armata di pane e acqua ''tutto quello di cui Eluana ha bisogno per vivere''. Poi e' arrivato anche l'assessore regionale Giulio Boscagli che ha ribadito la tesi della Regione Lombardia: ''siamo in presenza di una sentenza assolutamente incomprensibile e di prese di posizione che rischiano di portare a morire una ragazza gravemente disabile ma in vita e lodevolmente accudita''. Il gruppo si e' ingrossato, fra un rosario e uno striscione contro l'eutanasia. Da Udine un accorato ''appello alla coscienza di tutti'' e' stato rivolto dal vescovo mons. Pietro Brollo: ''In quest'ora, dopo sentenze e dibattiti - ha affermato - tormentati dalla percezione di essere di fronte a un grande dramma, ribadisco, a scanso di qualsiasi confusione e malinteso senso di rispetto, che l'unico dovere che ha la societa' nei confronti di Eluana e' quello di aiutarla a vivere''. Questo era, comunque, il momento che Beppino Englaro aspettava da tempo, soprattutto dal 9 luglio scorso, quando la corte d'appello civile di Milano ha acconsentito allo stop dell'alimentazione e dell'idratazione artificiali per la ragazza lecchese divenuta donna in stato vegetativo permanente. Un giorno atteso e mai arrivato, neppure quando, il 17 dicembre scorso era gia' tutto pronto per la partenza di Eluana dalla struttura gestita dalle suore Misericordine. Anche quella sera, come questa, alle religiose era stato chiesto di preparare Eluana perche' fosse pronta a lasciare la casa di cura lecchese per raggiungere la clinica 'Citta' di Udine', quella che si era resa disponibile per accompagnare la donna nei suoi ultimi momenti di vita. Ma in quel freddo martedi' di dicembre, papa' Beppino dovette desistere, per i dubbi subentrati nella struttura friulana per l'atto di indirizzo emesso dal ministro del Welfare, Maurizio Sacconi. Ma, adesso, Beppino Englaro e' riuscito a mettere in atto il suo proposito. Sabato scorso ha incassato il si' della struttura residenziale 'La Quiete' di Udine, ieri sera ha comunicato alla clinica Beato Talamoni l'intenzione di procedere al trasferimento, chiedendo che Eluana fosse preparata per le dimissioni. All'una e' arrivata l'ambulanza della Croce Rossa di Udine e meno di mezz'ora dopo, fra le proteste di chi si era radunato davanti alla casa di cura e il dolore muto delle suore misericordine, Eluana e' stata portata via, seguita dall'auto con a bordo papa' Beppino. ''Finalmente riusciro' a fare - ha detto, appena iniziato il viaggio - quello che Eluana voleva''.
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Personalmente, pur non condividendo il "metodo" che prevede la sospensione dell'alimentazione, ritengo che la cosa sia non solo giusta, ma assolutamente doverosa.
Voi che cosa ne pensate di questa vicenda?
2009-02-03 07:54

Fonte: http://www.ansa.it/opencms/export/site/ ... 69583.html
UDINE -Eluana è giunta a Udine alle 5:54, sotto una pioggia fredda e battente, in una città addormentata e quasi assente. E' giunta alla casa di riposo 'La Quiete' - dopo un viaggio da Lecco di poco più di quattro ore - che l'ha accolta per il suo ultimo viaggio. Quello che l'accompagnerà alla morte. Come previsto da papà Beppino, quindi, Eluana è arrivata in Friuli, la terra dei suoi nonni che tanto amava per concludere la sua vicenda umana.
E a Udine è stata accolta da una equipe medica - coordinata dal primario di anestesia Amato Da Monte che era 'salito' a Lecco per controllare da vicino tutte le tappe del 'distacco' dalla clinica Beato Luigi Talamoni dove la ragazza era assistita da 17 anni - che gratuitamente applicherà il protocollo di distacco del sondino che la alimenta e, quindi, la tiene in vita. Una accoglienza sofferta quella della 'Quiete' che arriva dopo il 'no' della casa di cura 'Citta' di Udiné che aveva dovuto piegarsi all'atto di indirizzo del ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, con il quale si invitata tutte le cliniche convenzionate con il Sistema sanitario nazionale a non interrompere l'alimentazione considerata un diritto inalienabile. Un 'atto' aggirato dalla 'Quiete' che essendo una struttura di assistenza alle persone ha accolto Eluana come qualsiasi altro 'svantaggiato' ospitandola in un'area protetta della struttura, lontano dagli altri degenti. L'ambulanza che trasportava Eluana è entrata alla Quiete da un ingresso secondario, in via Diaz, lungo il parco della Rimembraqnza, e non in via San Agostino dove è collocato l'ingresso principale della clinica 'assediata' fin dalla mezzanotte da decine di fotoreporter, cineoperatori e giornalisti. Eluana era sola con il 'suo' medico.
Papà Beppino, che aveva assistito, a Lecco, alle 'dimissioni' dalla clinica Talamoni, si é fermato a Bergamo. Secondo quanto si è appreso raggiungerà Udine nel tardo pomeriggio di oggi o domani. Ma intanto Eluana é al sicuro, nella struttura dove morirà. Il protocollo prevede il prosieguo dell'alimentazione forzata per tre giorni, poi l'avvio della procedura di distacco del sondino attraverso il quale la ragazza viene alimentata. Eluana in queste condizioni potrebbe sopravvivere per circa due settimane. Si concluderà così - come aveva sempre voluto papà Beppino - la vicenda cominciata in quel tragico 18 gennaio 1992 quando un incidente stradale causò ad Eluana fratture gravi da portarla a un coma irreversibile e, quindi, allo stato vegetativo. A Udine troverà così soluzione la vicenda che ha fatto discutere tutta l'Italia politica, giuridica, religiosa e sociale. E la sentenza della Corte d'appello di Milano sarà eseguita tra le bianche mura della 'Quiete' di Udine. Ma di Eluana e del 'suo' caso si continuerà a parlare a lungo.
ELUANA: ADDIO ALLA 'SUA' LECCO, FRA LE CONTESTAZIONI
LECCO - Eluana Englaro ha detto addio alla 'sua' Lecco. Inconsapevolmente, per via di quello stato vegetativo permanente che l'accompagna da 17 anni, per la precisione da 6.227 giorni. Senza poter capire il tono delle proteste di chi, nella notte, fino all'ultimo ha sperato che non iniziasse ''una fase terribile di una vicenda surreale'', come ha detto il presidente del locale Centro Aiuto alla Vita. E ha contestato l'uscita dell'ambulanza, arrivata poco prima da Udine, tentando di bloccarne la partenza. Papa' Beppino ha attuato il trasferimento, destinazione la citta' friulana, prima fase per dare corso al decreto dei giudici milanesi che lo hanno autorizzato, fin dal luglio scorso, a interrompere alimentazione e idratazione artificiali alla figlia. Il trasferimento e' avvenuto in una nottata di pioggia fine ma fastidiosa, caduta per ore sulla citta' in riva al lago. Una serata comunque triste, con qualche traccia della recente nevicata sparsa qua e la', ai bordi delle strade. Anche lungo il camminamento in porfido che porta alla clinica Beato Luigi Talamoni, per 15 anni la casa di Eluana, ci sono ancora evidenti i segni della perturbazione che ha avvolto la citta', con piccoli cumuli di neve quasi ad accompagnare chi percorre la stradina di ingresso alla struttura. Ed e' proprio in questo scenario che e' avvenuto l'addio di Eluana alla sua citta', quella in cui e' cresciuta, in cui ha vissuto fino a quel 18 gennaio 1992 quando rimase coinvolta in un incidente stradale, dalle cui conseguenze non si e' piu' ripresa. Fuori dalla clinica Beato Talamoni, il solito via vai dei pazienti ha lasciato spazio all'attesa di un gruppetto di giornalisti, che avevano avuto il sentore che poteva essere 'la sera' decisiva. E, a loro, non appena la notizia si e' sparsa, si sono aggiunti alcuni che contestano la soluzione che si va profilando, che manifestano per il 'diritto alla vita' di Eluana: la presidente nazionale dei genitori scuole cattoliche, Maria Grazia Colombo, l'esponente del Movimento per la Vita, Antonella Vian, armata di pane e acqua ''tutto quello di cui Eluana ha bisogno per vivere''. Poi e' arrivato anche l'assessore regionale Giulio Boscagli che ha ribadito la tesi della Regione Lombardia: ''siamo in presenza di una sentenza assolutamente incomprensibile e di prese di posizione che rischiano di portare a morire una ragazza gravemente disabile ma in vita e lodevolmente accudita''. Il gruppo si e' ingrossato, fra un rosario e uno striscione contro l'eutanasia. Da Udine un accorato ''appello alla coscienza di tutti'' e' stato rivolto dal vescovo mons. Pietro Brollo: ''In quest'ora, dopo sentenze e dibattiti - ha affermato - tormentati dalla percezione di essere di fronte a un grande dramma, ribadisco, a scanso di qualsiasi confusione e malinteso senso di rispetto, che l'unico dovere che ha la societa' nei confronti di Eluana e' quello di aiutarla a vivere''. Questo era, comunque, il momento che Beppino Englaro aspettava da tempo, soprattutto dal 9 luglio scorso, quando la corte d'appello civile di Milano ha acconsentito allo stop dell'alimentazione e dell'idratazione artificiali per la ragazza lecchese divenuta donna in stato vegetativo permanente. Un giorno atteso e mai arrivato, neppure quando, il 17 dicembre scorso era gia' tutto pronto per la partenza di Eluana dalla struttura gestita dalle suore Misericordine. Anche quella sera, come questa, alle religiose era stato chiesto di preparare Eluana perche' fosse pronta a lasciare la casa di cura lecchese per raggiungere la clinica 'Citta' di Udine', quella che si era resa disponibile per accompagnare la donna nei suoi ultimi momenti di vita. Ma in quel freddo martedi' di dicembre, papa' Beppino dovette desistere, per i dubbi subentrati nella struttura friulana per l'atto di indirizzo emesso dal ministro del Welfare, Maurizio Sacconi. Ma, adesso, Beppino Englaro e' riuscito a mettere in atto il suo proposito. Sabato scorso ha incassato il si' della struttura residenziale 'La Quiete' di Udine, ieri sera ha comunicato alla clinica Beato Talamoni l'intenzione di procedere al trasferimento, chiedendo che Eluana fosse preparata per le dimissioni. All'una e' arrivata l'ambulanza della Croce Rossa di Udine e meno di mezz'ora dopo, fra le proteste di chi si era radunato davanti alla casa di cura e il dolore muto delle suore misericordine, Eluana e' stata portata via, seguita dall'auto con a bordo papa' Beppino. ''Finalmente riusciro' a fare - ha detto, appena iniziato il viaggio - quello che Eluana voleva''.
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Personalmente, pur non condividendo il "metodo" che prevede la sospensione dell'alimentazione, ritengo che la cosa sia non solo giusta, ma assolutamente doverosa.
Voi che cosa ne pensate di questa vicenda?