7 Giugno in piazza contro i tagli alla Cultura
Inviato: 04/06/2010, 09:56
7 Giugno in piazza contro i tagli alla Cultura
03 giugno, 17:39
(di Daniela Giammusso)
Fonte:
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche ... 52268.html
Il mondo della cultura, dello spettacolo e della comunicazione sono pronti a scendere in piazza per dire 'no' ai tagli indiscriminati proposti dalla finanziaria. E per "gridare che una volontà politica che mira a estromettere la cura della Cultura dallo Stato è nociva non solo per chi nella cultura lavora, ma per tutta la società".
E' quanto annunciato questa mattina alla presentazione della manifestazione pubblica 'La cultura è futuro' indetta a Roma per lunedi 7 giugno dal MovEm09 (Movimento che raggruppa tutte le associazioni e sigle sindacali del settore), da CiGL, CISL, UIL, FNSI e USIGRAI. L'appuntamento, seppur ancora non autorizzato dal Comune, è alle 16 a Piazza Navona. "Ci piacerebbe fosse un incontro trasversale, per portare insieme sul palco 'oscurati' e 'oscuranti' di questa manovra", esordisce Giuseppe Giulietti, portavoce di Articolo 21. "Continuando a colpi di tagli e decreti, il sistema finirà per implodere. Da oggi l'Eti non esiste più e per me queste sono scelte politiche precise", aggiunge Silvano Conti della CGIL. Ai tagli economici e di conseguenza occupazionali, denuncia Roberto Natale, presidente della FNSI, "corrisponde la volontà di tagliare voci scomode. Non a caso - dichiara - c'è una sola aerea giornalistica soddisfatta dal decreto Romani ed è la tv generalista privata". Volutamente apartitica, la manifestazione di lunedi chiederà una revisione integrale dei provvedimenti della manovra Tremonti, ma sarà anche propositiva circa una "rapida approvazione di leggi di sistema" che rilancino tutto il settore, rivedano la situazione occupazionale e trasformino la Cultura in elemento trainante per lo sviluppo anche economico del paese. "Smentiamo subito la falsità che non vogliamo cambiare l'esistente", commentano Maurizio Sciarra e Citto Maselli. "Al contrario - spiegano - domandiamo formalmente perchè il progetto di riforma del sistema audiovisivo e dello spettacolo dal vivo giace fermo da così tanto tempo in Camera e Senato. Forse a bloccarlo sono proprio gli stessi che ci accusano di non volerlo". Martedi intanto arriverà in aula il ddl per le fondazioni lirico sinfoniche, ma, avverte il senatore Vincenzo Vita del Pd, se il testo non sarà sostanzialmente modificato "il nostro sarà un sonoro 'no'. Le fondazioni non sono un fardello da mettere in soffitta aspettando che si spengano da sole". Un grido d'allarme arriva anche da Luca Barbareschi (Pdl). "Sopprimere l'ETI è stata una follia. Così come tagliare i fondi senza creare un sistema alternativo dove l'imprenditore possa investire - dice l'onorevole-attore - Serve una rivoluzione copernicana nella gestione degli enti, che negli anni abbiamo trasformato in assumifici per questioni politiche". Dietro alla questione fondazioni lirico sinfoniche, ricorda Giuseppe Gozo (Uilcom Uil), "c'è la vita di 5.500 persone più tutti i lavoratori con contratto saltuario. Occorrono piani di sviluppo pluriennali che incidano anche sugli sprechi". Conclude Stefania Brai (Rifondazione Comunista): "Questo governo smantella il sistema cultura perchè non ne conosce il valore. Al contrario, taglia perchè non vuole che il paese cresca e capisca".
03 giugno, 17:39
(di Daniela Giammusso)
Fonte:
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche ... 52268.html
Il mondo della cultura, dello spettacolo e della comunicazione sono pronti a scendere in piazza per dire 'no' ai tagli indiscriminati proposti dalla finanziaria. E per "gridare che una volontà politica che mira a estromettere la cura della Cultura dallo Stato è nociva non solo per chi nella cultura lavora, ma per tutta la società".
E' quanto annunciato questa mattina alla presentazione della manifestazione pubblica 'La cultura è futuro' indetta a Roma per lunedi 7 giugno dal MovEm09 (Movimento che raggruppa tutte le associazioni e sigle sindacali del settore), da CiGL, CISL, UIL, FNSI e USIGRAI. L'appuntamento, seppur ancora non autorizzato dal Comune, è alle 16 a Piazza Navona. "Ci piacerebbe fosse un incontro trasversale, per portare insieme sul palco 'oscurati' e 'oscuranti' di questa manovra", esordisce Giuseppe Giulietti, portavoce di Articolo 21. "Continuando a colpi di tagli e decreti, il sistema finirà per implodere. Da oggi l'Eti non esiste più e per me queste sono scelte politiche precise", aggiunge Silvano Conti della CGIL. Ai tagli economici e di conseguenza occupazionali, denuncia Roberto Natale, presidente della FNSI, "corrisponde la volontà di tagliare voci scomode. Non a caso - dichiara - c'è una sola aerea giornalistica soddisfatta dal decreto Romani ed è la tv generalista privata". Volutamente apartitica, la manifestazione di lunedi chiederà una revisione integrale dei provvedimenti della manovra Tremonti, ma sarà anche propositiva circa una "rapida approvazione di leggi di sistema" che rilancino tutto il settore, rivedano la situazione occupazionale e trasformino la Cultura in elemento trainante per lo sviluppo anche economico del paese. "Smentiamo subito la falsità che non vogliamo cambiare l'esistente", commentano Maurizio Sciarra e Citto Maselli. "Al contrario - spiegano - domandiamo formalmente perchè il progetto di riforma del sistema audiovisivo e dello spettacolo dal vivo giace fermo da così tanto tempo in Camera e Senato. Forse a bloccarlo sono proprio gli stessi che ci accusano di non volerlo". Martedi intanto arriverà in aula il ddl per le fondazioni lirico sinfoniche, ma, avverte il senatore Vincenzo Vita del Pd, se il testo non sarà sostanzialmente modificato "il nostro sarà un sonoro 'no'. Le fondazioni non sono un fardello da mettere in soffitta aspettando che si spengano da sole". Un grido d'allarme arriva anche da Luca Barbareschi (Pdl). "Sopprimere l'ETI è stata una follia. Così come tagliare i fondi senza creare un sistema alternativo dove l'imprenditore possa investire - dice l'onorevole-attore - Serve una rivoluzione copernicana nella gestione degli enti, che negli anni abbiamo trasformato in assumifici per questioni politiche". Dietro alla questione fondazioni lirico sinfoniche, ricorda Giuseppe Gozo (Uilcom Uil), "c'è la vita di 5.500 persone più tutti i lavoratori con contratto saltuario. Occorrono piani di sviluppo pluriennali che incidano anche sugli sprechi". Conclude Stefania Brai (Rifondazione Comunista): "Questo governo smantella il sistema cultura perchè non ne conosce il valore. Al contrario, taglia perchè non vuole che il paese cresca e capisca".
