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Stellare
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MessaggioInviato: 20/07/2013, 16:25 
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Molti fattori devono essere considerati quando si compara l'impatto totale sull'ambiente. Il tipo di confronto più esauriente è quello dell'analisi dalla "catena-di-montaggio-alla-discarica" oppure l'analisi di tutto il tempo di vita. Questa analisi è così esaurientemente complessiva che considera ogni tipo di consumo energetico, includendo i consumi (ed emissioni) implicati dalla produzione originale (ed anche della componentistica) e le fonti di carburante e tutti i consumi (e le emissioni) durante la vita utile del veicolo includendo l'inquinamento durante la produzione delle batterie (ad esempio l'estrazione del cadmio comporta un elevato inquinamento da metalli pesanti) e la sua deposizione in discarica. I vari tipi e l'entità dell'inquinamento varia enormemente tra i vari tipi di batteria, cosa che rende ancora più difficile fare dei confronti.
Ad esempio, è difficile stabilire se siano peggiori gli effetti ambientali dell'inquinamento da nichel e da cadmio prodotti dall'estrazione mineraria, dalla fabbricazione della batteria, dalla discarica con successiva ossidazione, rottura, infiltrazione e dilavamento di una batteria NiCd malamente scaricata; oppure se siano peggiori e meno duraturi i danni all'ambiente causati dall'emissione di idrocarburi e dalla raffinazione del petrolio. Sono necessarie accurate statistiche su ogni tipo di combustibile fossile e di accumulatore in modo di poter giudicare gli apporti e le fuoriuscite di inquinanti per giudicare equamente l'impatto ambientale totale. Ma la situazione si è risolta proibendo questo tipo di batterie anche perché sono oramai tecnologicamente sorpassate.
Una grande differenza tra i veicoli BEV ed ICE rispetto al tempo di vita consiste nel fatto che i primi utilizzano la elettricità al posto di combustibili liquidi. Qualora l'elettricità fosse generata a partire da fonte rinnovabile ciò presenterebbe un consistente vantaggio in termini di inquinamento atmosferico. In ogni caso, se la elettricità fosse prodotta da combustibili fossili (come è nella gran parte dei casi, ma mai l'unica fonte) Il vantaggio relativo dei veicoli elettrici è sostanzialmente ridotto[7]. Ne deriva che lo sviluppo di sorgenti di energia che non emettano CO2 è condizione necessaria per ridurre l'emissione totale netta dei veicoli elettrici mentre è impossibile avere benefici in termini di riduzione di emissioni di CO2 per i veicoli a benzina/diesel. In ogni caso, l'impatto ambientale della produzione di energia elettrica (emissioni indirette) dipende dal mix della produzione ed è enormemente più basso della emissione diretta prodotta dai veicoli ICE [8]
Rispetto al tempo di vita, un'altra importante differenza tra i veicoli elettrici e quelli a combustione interna consiste nell'utilizzo di consistenti batterie di accumulatori. I moderni accumulatori hanno dimostrato di poter superare in durata gli stessi veicoli elettrici su cui sono installate. Ad esempio gli accumulatori provati da Toyota hanno mostrato solo un minimo calo di risultati dopo aver percorso 240.000 chilometri. Certamente nell'utilizzo reale i dati mostrano risultati peggiori, tipicamente gli elementi al litio perdono di efficienza per circa 20-40 percento all'anno; così se si fanno 240.000 chilometri su una pista di test si possono confermare i dati rilevati da Toyota ma se, in un utilizzo reale, si percorrono all'anno 10.000 chilometri, la batteria di accumulatori andrà sostituita dopo 30.000 chilometri con una spesa di circa 20.000 Euro con un costo pari a 0,67 €/km, ma trattandosi di una tecnologia recente i futuri progressi porteranno sicuramente a batterie che vivono più del veicolo.
I veicoli BEV, non essendo dotati di motore che brucia combustibile liquido e dei conseguenti apparati necessari al suo funzionamento, sono enormemente più affidabili e richiedono una manutenzione minima. Sebbene i veicoli BEV siano poco diffusi, essi possono trarre vantaggio dagli avanzamenti tecnologici che si stanno realizzando in altri mercati come quello dei telefoni cellulari, dei laptop, dei carrelli elevatori e dei veicoli elettrici ibridi. Le innovazioni nella tecnologia delle batterie elettriche che si sviluppa negli altri mercati possono essere utilizzate al fine di rendere i veicoli BEV più pratici e diffusi.

Fonte:http://it.wikipedia.org/wiki/Auto_elettrica


Insomma il fatto che siano più ecologiche è fondamentalmente un luogo comune, marketing, ma se si analizza il processo produttivo dalla nascita alla morte non c'è nessuna evidenza che tali automobili riducano l'inquinamento, anzi prodigalmente durante il loro ciclo di vita inquinano di più.


Cita:
la pubblicazione sul Journal of Industrial Ecology di uno studio realizzato dagli ingegneri della università norvegese di scienza e tecnologia. La tesi fondamentale è che le auto elettriche non risolvono, ma "spostano" il problema delle emissioni inquinanti. E' come se per risolvere un problema ne creassero un altro. E il dubbio che nasce è che il secondo problema pesi come, se non addirittura più, del primo. In particolare lo studio enfatizza il fatto che, innanzitutto, il processo produttivo delle auto elettriche presenta aspetti di tossicità maggiori di quello delle auto convenzionali.



Fonte: http://cocomind.com/it/homepage?page=sh ... 6&catid=14



In rete comunque si trovano un sacco di articoli in merito :)

Cita:
A prima vista sembra davvero che l'auto elettrica sia più conveniente in termini economici e di ecosostenibilità, ma facendosi qualche domanda in più si resta perplessi.

Come viene prodotta l'energia elettrica ?
Quali sono i costi di produzione di un auto elettrica ?
E quali i costi di smaltimento ?
Pensandoci in effetti la maggior parte dell'energia elettrica viene ancora prodotta tramite fonti energetiche non rinnovabili come petrolio, carbone, gas naturale.
Uno studio [1] inoltre afferma che produrre e smaltire un'auto elettrica al giorno d'oggi comporti processi più complessi e costosi sul piano ecologico ed energetico rispetto ad un'auto tradizionale, in quanto "forme chimiche di inquinamento del processo di produzione e smaltimento sono più critiche per il veicolo elettrico" [2], a tal punto che "le emissioni serra possono essere nella fase di costruzione dei veicoli anche doppie di quelle di un veicolo tradizionale." [2]

1. "Journal of Industrial Ecology"
2. "Auto elettrica e ambiente"

Fonte:http://www.tomshw.it/forum/scienza-e-tecnologia/326067-auto-elettrica-e-davvero-cosi-pulita.html


Insomma bisogna andarci con i piedi di piombo, perchè ancora dati certi non ce ne sono, ma da quel che emerge pare che se non sono più inquinanti di certo non lo sono meno, considerando il loro intero ciclo vitale, almeno finchè non verranno alimentate anche con energia verde, a quel punto il loro impatto potrà essere considerato leggermente inferiore rispetto alle auto tradizionali.


Ultima modifica di MaxpoweR il 20/07/2013, 16:29, modificato 1 volta in totale.


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MessaggioInviato: 20/07/2013, 16:29 
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MaxpoweR ha scritto:

Cita:
Molti fattori devono essere considerati quando si compara l'impatto totale sull'ambiente. Il tipo di confronto più esauriente è quello dell'analisi dalla "catena-di-montaggio-alla-discarica" oppure l'analisi di tutto il tempo di vita. Questa analisi è così esaurientemente complessiva che considera ogni tipo di consumo energetico, includendo i consumi (ed emissioni) implicati dalla produzione originale (ed anche della componentistica) e le fonti di carburante e tutti i consumi (e le emissioni) durante la vita utile del veicolo includendo l'inquinamento durante la produzione delle batterie (ad esempio l'estrazione del cadmio comporta un elevato inquinamento da metalli pesanti) e la sua deposizione in discarica. I vari tipi e l'entità dell'inquinamento varia enormemente tra i vari tipi di batteria, cosa che rende ancora più difficile fare dei confronti.
Ad esempio, è difficile stabilire se siano peggiori gli effetti ambientali dell'inquinamento da nichel e da cadmio prodotti dall'estrazione mineraria, dalla fabbricazione della batteria, dalla discarica con successiva ossidazione, rottura, infiltrazione e dilavamento di una batteria NiCd malamente scaricata; oppure se siano peggiori e meno duraturi i danni all'ambiente causati dall'emissione di idrocarburi e dalla raffinazione del petrolio. Sono necessarie accurate statistiche su ogni tipo di combustibile fossile e di accumulatore in modo di poter giudicare gli apporti e le fuoriuscite di inquinanti per giudicare equamente l'impatto ambientale totale. Ma la situazione si è risolta proibendo questo tipo di batterie anche perché sono oramai tecnologicamente sorpassate.
Una grande differenza tra i veicoli BEV ed ICE rispetto al tempo di vita consiste nel fatto che i primi utilizzano la elettricità al posto di combustibili liquidi. Qualora l'elettricità fosse generata a partire da fonte rinnovabile ciò presenterebbe un consistente vantaggio in termini di inquinamento atmosferico. In ogni caso, se la elettricità fosse prodotta da combustibili fossili (come è nella gran parte dei casi, ma mai l'unica fonte) Il vantaggio relativo dei veicoli elettrici è sostanzialmente ridotto[7]. Ne deriva che lo sviluppo di sorgenti di energia che non emettano CO2 è condizione necessaria per ridurre l'emissione totale netta dei veicoli elettrici mentre è impossibile avere benefici in termini di riduzione di emissioni di CO2 per i veicoli a benzina/diesel. In ogni caso, l'impatto ambientale della produzione di energia elettrica (emissioni indirette) dipende dal mix della produzione ed è enormemente più basso della emissione diretta prodotta dai veicoli ICE [8]
Rispetto al tempo di vita, un'altra importante differenza tra i veicoli elettrici e quelli a combustione interna consiste nell'utilizzo di consistenti batterie di accumulatori. I moderni accumulatori hanno dimostrato di poter superare in durata gli stessi veicoli elettrici su cui sono installate. Ad esempio gli accumulatori provati da Toyota hanno mostrato solo un minimo calo di risultati dopo aver percorso 240.000 chilometri. Certamente nell'utilizzo reale i dati mostrano risultati peggiori, tipicamente gli elementi al litio perdono di efficienza per circa 20-40 percento all'anno; così se si fanno 240.000 chilometri su una pista di test si possono confermare i dati rilevati da Toyota ma se, in un utilizzo reale, si percorrono all'anno 10.000 chilometri, la batteria di accumulatori andrà sostituita dopo 30.000 chilometri con una spesa di circa 20.000 Euro con un costo pari a 0,67 €/km, ma trattandosi di una tecnologia recente i futuri progressi porteranno sicuramente a batterie che vivono più del veicolo.
I veicoli BEV, non essendo dotati di motore che brucia combustibile liquido e dei conseguenti apparati necessari al suo funzionamento, sono enormemente più affidabili e richiedono una manutenzione minima. Sebbene i veicoli BEV siano poco diffusi, essi possono trarre vantaggio dagli avanzamenti tecnologici che si stanno realizzando in altri mercati come quello dei telefoni cellulari, dei laptop, dei carrelli elevatori e dei veicoli elettrici ibridi. Le innovazioni nella tecnologia delle batterie elettriche che si sviluppa negli altri mercati possono essere utilizzate al fine di rendere i veicoli BEV più pratici e diffusi.

Fonte:http://it.wikipedia.org/wiki/Auto_elettrica


Insomma il fatto che siano più ecologiche è fondamentalmente un luogo comune, marketing, ma se si analizza il processo produttivo dalla nascita alla morte non c'è nessuna evidenza che tali automobili riducano l'inquinamento, anzi prodigalmente durante il loro ciclo di vita inquinano di più.


Cita:
la pubblicazione sul Journal of Industrial Ecology di uno studio realizzato dagli ingegneri della università norvegese di scienza e tecnologia. La tesi fondamentale è che le auto elettriche non risolvono, ma "spostano" il problema delle emissioni inquinanti. E' come se per risolvere un problema ne creassero un altro. E il dubbio che nasce è che il secondo problema pesi come, se non addirittura più, del primo. In particolare lo studio enfatizza il fatto che, innanzitutto, il processo produttivo delle auto elettriche presenta aspetti di tossicità maggiori di quello delle auto convenzionali.



Fonte: http://cocomind.com/it/homepage?page=sh ... 6&catid=14



In rete comunque si trovano un sacco di articoli in merito :)

Cita:
A prima vista sembra davvero che l'auto elettrica sia più conveniente in termini economici e di ecosostenibilità, ma facendosi qualche domanda in più si resta perplessi.

Come viene prodotta l'energia elettrica ?
Quali sono i costi di produzione di un auto elettrica ?
E quali i costi di smaltimento ?
Pensandoci in effetti la maggior parte dell'energia elettrica viene ancora prodotta tramite fonti energetiche non rinnovabili come petrolio, carbone, gas naturale.
Uno studio [1] inoltre afferma che produrre e smaltire un'auto elettrica al giorno d'oggi comporti processi più complessi e costosi sul piano ecologico ed energetico rispetto ad un'auto tradizionale, in quanto "forme chimiche di inquinamento del processo di produzione e smaltimento sono più critiche per il veicolo elettrico" [2], a tal punto che "le emissioni serra possono essere nella fase di costruzione dei veicoli anche doppie di quelle di un veicolo tradizionale." [2]

1. "Journal of Industrial Ecology"
2. "Auto elettrica e ambiente"

Fonte:http://www.tomshw.it/forum/scienza-e-tecnologia/326067-auto-elettrica-e-davvero-cosi-pulita.html

Grazie con calma mi farò una lettura approfondita partendo da questi articoli.



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Fuoco e vento provengono dal cielo, dagli dei del cielo, ma è Crom il tuo dio, Crom che vive nella terra. Un tempo i giganti vivevano nella terra Conan, e nell'oscurità del caos mistificarono Crom e gli sottrassero il segreto dell'acciaio. Crom si adirò e la terra tremò e fuoco e vento si abbatterono su quei giganti e scagliarono i loro corpi nelle acque. Ma nel loro furore gli dei si dimenticarono del segreto dell'acciaio e lo lasciarono sul campo di battaglia, e noi che lo trovammo non siamo che uomini. Né dei, né giganti. Solo uomini. E il segreto dell'acciaio ha sempre portato con sé un mistero; devi impararne il valore Conan, devi impararne la disciplina. Perché di nessuno, di nessuno al mondo ti puoi fidare, né uomini, né donne, né bestie. Di questo solo ti puoi fidare.



Senza cuore saremmo solo macchine.W.Shakespeare



Per i truffatori ufologici, dobbiamo far applicare l'articolo 661 del C.P.: "Abuso della credulità popolare"
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MessaggioInviato: 20/08/2013, 11:52 
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MaxpoweR ha scritto:
Insomma bisogna andarci con i piedi di piombo, perchè ancora dati certi non ce ne sono, ma da quel che emerge pare che se non sono più inquinanti di certo non lo sono meno, considerando il loro intero ciclo vitale, almeno finchè non verranno alimentate anche con energia verde, a quel punto il loro impatto potrà essere considerato leggermente inferiore rispetto alle auto tradizionali.

Pare... dici bene. Anche perchè non che le 7 sorelle del petrolio, si lasciano scippare con questa disinvoltura l'intero business fatto di migliaia di miliardi. Quelle sono capaci di fare carte false piuttosto....



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"…stanno uscendo allo scoperto ora, amano annunciare cosa stanno per fare, adorano la paura che esso può creare. E’ come la bassa modulazione nel ruggito di una tigre che paralizza la vittima prima del colpo. Inoltre, la paura nei cuori delle masse risuona come un dolce inno per il loro signore". (Capire la propaganda, R. Winfield)

"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

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MessaggioInviato: 20/08/2013, 11:54 
Ecco come funziona la colossale truffa della benzina

http://www.ecplanet.com/node/3966

Giustizia nel paese dell’oro nero.

Da più di centocinquant’anni il petrolio è uno dei principali carburanti dell’Industria del capitalismo ma costa caro, l’oro nero, e non solamente all’ecologia.

Costa la vita in Irak, in Libia in, Africa dove controllo delle compagnie petrolifere è garantita dalle bombe, dai massacri e dai colpi di stato. Costa denaro in Francia. Un mercato di più di 50 miliardi di euro sufficiente per uno stipendio e magari due.

Un pieno di 40 litri da 1,60/l costa in questo momento 64 euro. Su questi 64 euro, 1.30€ servono al massimo per pagare l’estrazione. Il trasporto è 60 centesimi.

La raffinazione e la distribuzione rappresentano al massimo il 16 per cento della somma, quindi 10€. Abbiamo quindi 12 euro su 64.

Dove va a finire quindi il denaro?

Il paese produttore ne prende una parte che oscilla in base alle sue capacità di negoziazione e il numero di bombe si sono presi in testa. Non è questo dunque che pesa maggiormente. Il grosso del guadagno va allo Stato francese il quale prendi 38€ cioè il 60 per cento del pieno di benzina. Il prelevamento dello stato ed il costo del petrolio sono rimasti praticamente stabili.

Dall’inizio della nuova ondata sono quindi i mercati che fanno aumentare i prezzi.

Ma come fanno?

Certamente la realtà economia e politica ha una influenza sul prezzo del petrolio ma perchè la guerra in Libia ha fatto aumentare il prezzo del greggio quando questo pesa solo il 2 per cento del mercato?

Come dice il presidente di Total Christophe De Margerie che forse vorrebbe la tessera del partito comunista francese, i mercati utilizzano le crisi per giustificare le loro azioni speculative. Bisogna sapere che ogni giorno si scambiano sui mercati una quantità di petrolio 4 volte superiore di quello prodotto realmente o consumato. Praticamente i mercati vendono un petrolio che non hanno a gente che non lo compra ed è il lavoratore obbligato a prendere la macchina che paga il conto.

Il signor presidente di Total si dimentica di dirci perché quando il prezzo del petrolio scende non si vede alla pompa di benzina.


E si perché dopo lo shock della crisi finanziaria 2008 il prezzo del barile era diminuito del 20% in 3 mesi ma le tariffe alla pompa no. Total e gli altri petrolieri lo avevano dimenticato (C’è da dire che sono veramente molto discreti di passare alla pompa le diminuzioni del prezzo del petrolio). E tutti i mezzi sono leciti per mantenere alti i prezzi.

In mare accanto ai pedalò troviamo una quantità enorme di navi petrolifere che passeggiano per settimane che aspettano l’aumento dei prezzi per consegnare il loro petrolio al momento più propizio altrimenti esiste il “colpo classico” che consiste di diminuire la capacità di raffinazione al momento delle partenze per le vacanze. Se ne produce di meno quando ne serve di più, logico… e funziona alla grande quando la crisi dovrebbe pesare sull’economia. Total ha accumulato 60 miliardi di euro di profitto in 5 anni. In piena crisi del petrolio 2008 quasi 14 miliardi. Bingo! Gli azionari aspettano la prossima recessione sfregandosi le mani.

Con l’aumento dei prezzi del immobiliare le persone più modeste, i lavoratori, sono costretti a trasferirsi nelle periferie delle grandi città. Risultato, per mancanza di trasporti pubblici, pagano sempre più cara la benzina per recarsi al lavoro, fare la spesa e per il tempo libero. Oggi un lavoratore che vive in una zona periferica spende più o meno di 1500 euro l’anno di carburante e di queste 1500, io 60% va in tasse invece di tassare il profitto e le speculazioni lo stato tassa i lavoratori. Spiegazione : lo stato riceve ogni anno circa 35 miliardi di tasse grazie all’IVA e la tassa sui prodotti petroliferi.

Dunque più la benzina aumenta più lo stato incassa e siccome allo stesso tempo i partiti politici garantiscono la scappatoia fiscale e mantengono lo scudo fiscale fino al 2012, alleggeriscono l’imposta sulla fortuna con la tassa sul carburante, sono finanziate le agevolazioni fiscali dei più ricchi invece dei servizi pubblici.

[BBvideo]http://www.youtube.com/watch?v=eU4pLFtJrJs[/BBvideo]

Praticamente voi pagate la defiscalizzazione dei più ricchi. Bello vero?

Racket dei lavoratori in Francia, miseria dei popoli del Sud, accaparramento della rendita del petrolio dalle multinazionali, dagli speculatori e dalle dinastie familiari dei paesi produttori. Vediamo rosso nel paese dell’oro nero.

Nonostante tutto è possibile fare un po di giustizia in questo paese infiammabile. Bisognerebbe fissare dei limiti, stabilire un prezzo massimo alla pompa di benzina e fare dei controlli periodici per fermare gli avvoltoi.

Bisognerebbe anche che lo stato dia esempio e cominci lui stesso a lasciar respirare i cittadini diminuendo del 5% la tassa sui prodotti petrolieri una volta calmato il dolore bisognerà occuparsi della radice del male adottando un piano d’urgenza ambizioso per sviluppare i trasporti pubblici. Evidentemente tutto ciò ha un prezzo ma 64 euro a pieno di benzina non sono certo i soldi che mancano.

I benefici sul trading speculativo sul petrolio sono sempre più succosi. Le compagnie petroliere ingrassano con questo sistema. La giustizia e colesterolo chiedo di farle pagare.

Sappiamo tutti l’imperativo ecologico ci impone di cambiare stile di sviluppo e di ridurre la nostra dipendenza dalle energie non rinnovabili. Vediamo bene come logica del mercato e speculativa ci sta facendo andare a sbattere dritti nel muro.

Allora diamo l’esempio con queste misure di giustizia, proponiamo ai nostri amici di seguirci organizzando delle conferenze mondiali sull’energia per il bene comune dell’umanità.

Fonte: italiaincrisi.it



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MessaggioInviato: 30/10/2013, 14:59 
IL PETROLIO HA CAMBIATO LA SOCIETA’ IN MANIERA IRREVERSIBILE?
Per chi non lo avesse ancora visto vi propongo questo video che con
molta semplicità ci racconta di come tutto ebbe inizio.

[BBvideo]http://www.youtube.com/watch?v=GdQlMKlYS-8[/BBvideo]



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MessaggioInviato: 13/11/2013, 00:21 
Cita:
[Esplora il significato del termine: L’automobile del futuro? Andrà a torio Una società del Connecticut, sta lavorando ad un innovativo sistema di azionamento per le auto: «Nessun pieno fino al 2113»] L’automobile del futuro? Andrà a torio
Una società del Connecticut, sta lavorando ad un innovativo sistema di azionamento per le auto: «Nessun pieno fino al 2113»

Immagine

Immagina: non dover fare il pieno fino al 2113. Una società del Connecticut, la Laser Power Systems, sta lavorando ad un innovativo sistema di azionamento per le auto: il torio. Cos’è? È un elemento chimico (il simbolo è Th) e un metallo radioattivo naturale che viene utilizzato per la fabbricazione di vetri speciali e di filamenti per lampade a incandescenza. È tra gli elementi più densi che si trovano in natura. Molto presto, l’auspicio dell’azienda americana, l’energia per far muovere le macchine potrebbe arrivare proprio da questo elemento. La vettura non produce emissioni nocive. Di più: otto grammi di torio sarebbero sufficienti per «un pieno» che dura 100 anni. ] Immagina: non dover fare il pieno fino al 2113. Una società del Connecticut, la Laser Power Systems, sta lavorando ad un innovativo sistema di azionamento per le auto: il torio. Cos’è? È un elemento chimico (il simbolo è Th) e un metallo radioattivo naturale che viene utilizzato per la fabbricazione di vetri speciali e di filamenti per lampade a incandescenza. È tra gli elementi più densi che si trovano in natura. Molto presto, l’auspicio dell’azienda americana, l’energia per far muovere le macchine potrebbe arrivare proprio da questo elemento. La vettura non produce emissioni nocive. Di più: otto grammi di torio sarebbero sufficienti per «un pieno» che dura 100 anni.

MINI-TURBINA - Non è la prima volta che il torio viene (seriamente) preso in considerazione come combustibile. È visto pure come ottimo candidato per sostituire l’uranio nei reattori nucleari in quanto relativamente sicuro. Tuttavia, la Laser Power Systems è la prima azienda a lavorare su un motore a torio prodotto in serie. E, particolare non trascurabile, la vettura si presenta come la Batmobile dell’uomo pipistrello. Come riferisce il portale Industry Tap, la Lps sta sperimentando con dei piccoli blocchi di torio. Il calore emesso dal materiale viene utilizzato per un laser che riscalda l’acqua e col vapore alimenta una mini-turbina. La turbina, a sua volta, genera corrente elettrica che fa muovere il veicolo.

VANTAGGI - Il torio - un materiale radioattivo - fu scoperto nel 1828 dal chimico svedese Jons Jakob Berzelius. Prende il nome dal dio nordico Thor. Grazie alla sua elevata densità è in grado di produrre enormi quantità di calore. Altri punti di forza: rispetto all’uranio è meno radioattivo, più facile da estrarre dal terreno e produce molti meno danni ambientali. E poi, un propulsore alimentato a torio non può portare ad una reazione nucleare a catena, come è il caso dei reattori ad uranio. I modelli attuali pesano circa 250 chilogrammi e possono essere integrati nelle automobili, spiega Charles Stevens, Ceo di Lps. Che sottolinea: «Un grammo di torio dispone della stessa energia di 28.000 litri di benzina». Facendo due conti, otto grammi del materiale sarebbero sufficienti per alimentare un veicolo per 100 anni.

IN SERIE - La ricerca degli americani nel campo dei reattori alimentati a torio per la produzione di energia risale agli anni ‘60. Tuttavia, la ricerca ha ampiamente privilegiato i reattori ad uranio per via della loro abbondante produzione di plutonio. Cina e India stanno cercando di rilanciare questa tecnologia e lo stesso sta facendo la Norvegia. Ciò nonostante, il torio non sarebbe la soluzione per evitare la proliferazione militare nucleare come da molti sperato. Il progetto di un’auto a torio risale al 2009 quando Loren Kulesus sviluppò la World Thorium Fuel Concept Car presentata da Cadillac al Salone di Chicago. Lps si trova ora in una fase avanzata dello sviluppo e la tecnologia sarebbe pronta per la produzione in serie.


http://www.corriere.it/scienze/13_novem ... 8f24.shtml


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MessaggioInviato: 13/11/2013, 07:40 
L'auto alimentata a torio che non produce emissioni nocive?

Nell'articolo viene detto chiaramente che il torio dovrebbe sostituire l'uranio. Quindi reazione di fissione nucleare? O no?

Una reazione di fissione nucleare "SENZA EMISSIONI NOCIVE" non esiste! [:(!]

Comunque il torio non è "fissile" di per se ma è "fertile", ossia può diventare "fissile" dopo alcuni processi.

Si parla genericamente di emissione di calore dall'elemento. Spontanea?

Non si capisce quale reazione alimenterebbe il motore. Otto grammi che durano cento anni potrebbero essere sostenuti solo da una reazione nucleare che "brucia" piccolissime quantità di massa per produrre tantissima energia... [8]

In ogni caso il torio è comunque radioattivo, anche se meno dell'uranio. Ci dobbiamo portare in giro per strada materiale radioattivo?


Troppi punti interrogativi. Mi sa tanto di bufala... [;)]


Quando si parla di sistemi di propulsione alternativi a quelli a combustione si fanno solo grandi sparate! [:(!]

E i petrolieri? Gongolano! [:D] [:D] [:D]


Ultima modifica di BOBBY il 13/11/2013, 08:17, modificato 1 volta in totale.


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MessaggioInviato: 13/11/2013, 11:06 
TESLA – Auto elettriche verso la guida autonoma

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http://www.ilfattaccio.org/2013/11/12/t ... -autonoma/

DALL’ASTON MARTIN ALLA TESLA IL PASSO E’ BREVE. Eppure, Elon Musk, storico ingegnere del marchio inglese l’ha fatto. E adesso Teslamotors si prepara a lanciare auto sempre più performanti e di desing e si muove verso la guida autonoma.Quella che è appena passata è stata una settimana a base di novità nel mondo dell’auto elettrica made in California, infatti il patron di Teslamotors Elon Musk annuncia prima l’ingresso in azienda di una figura leggendaria legata alle ‘curve’ di una inglese d’eccezione, l’Aston Martin, l’ingegner Chris Porritt, e poi svela altri piani aziendali legati alla mobilità ‘autonoma’.La prima è una notizia che indica la strada intrapresa sul fronte design e qualità: auto sempre più belle, che riprendono stile e qualità europei, ispirandosi a miti del passato con l’innovazione tipica del mostro periodo.

AUTO ECOLOGICHE CHE SANNO APPASSIONARE PER PRESTAZIONI E DESING, nuove leggende destinate a entrare nella storia, come ha fatto la Aston Martin One-77, capolavoro di design e ingegneria strutturale ed uno dei vanti di Porritt. Chris è un ingegnere che porta in Tesla un bagaglio di esperienze nella conduzione di team ingegneristici specializzati in dinamica, design, ingegneria strutturale, aerodinamica e test. Insomma, è una figura di tutto rispetto capace di segnare l’impronta futura di un costruttore d’auto d’eccezione quale è Teslamotors, azienda quotata in borsa che sta cambiando il concetto di auto e, soprattutto, di auto elettrica. Una sfida per un professionista abituato a coltivare successi su quattro ruote, che accettando l’incarico dà un segno a tutto il mondo dell’automotive: l’innovazione passerà dai veicoli elettrici.E sempre a proposito di innovazione continua, pensate a una Tesla che si guida da sola. Già il concetto di auto con il pilota automatico affascina e inquieta allo stesso tempo, figurarsi se a portarci a spasso sarà una lussuosa auto elettrica come ModelS.

LA GUIDA AUTONOMA NON E’ AFFATTO FANTASCIENZA, per gli aerei è routine e questione di sicurezza aggiuntiva, sul fronte auto significherà meno incidenti, più efficienza e più tempo libero per fare altro. Anche Elon Musk pensa alla guida autonoma e lo fa dichiarando che sono le auto elettriche a rappresentare il veicolo ideale per utilizzare sistemi di visione artificiale, in grado di muoversi sulle strade e prendere decisioni al posto nostro, una volta impostata la rotta. Assieme a Google, GM e altre case, ecco entrare nel settore delle auto del prossimo futuro anche la startup Californiana. Elon Musk non farà passare troppo tempo prima di lasciarci ancora a bocca aperta.



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Tesla, sognando l’elettrica che non si ferma mai:
la ricarica rapida arriva in Europa


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http://www.altrainformazione.it/wp/2014 ... in-europa/

di Claire Bal

Quattordici stazioni aperte per rifornire, gratis, la berlina di lusso Model S. Per portare al 50% la batteria bastano 20 minuti e si fanno quasi 500 km con un “pieno”: secondo l’azienda californiana, eliminare il problema dell’autonomia è la chiave del successo

Tesla, sognando l’elettrica che non si ferma mai: la ricarica rapida arriva in Europa

Da Ginevra a Bruxelles, passando per Austria, Germania e Olanda, senza emettere un solo grammo di anidride carbonica allo scarico. Il sogno di mobilità elettrica di Elon Musk, fondatore e amministratore delegato della Tesla, si sta trasformando in realtà anche in Europa, dopo le prime 70 stazioni “Supercharger” installate negli Stati Uniti. La Tesla, infatti, ha comunicato di aver aperto 14 stazioni di ricarica rapida anche in Europa, di cui quattro in Germania, una in Svizzera, due in Olanda e sei in Norvegia. Grazie a queste “super colonnine” da 120 kW di potenza, che ricaricano le batterie della Tesla Model S in soli 75 minuti, l’azienda californiana vuole dimostrare che le elettriche non sono necessariamente auto da città, come fanno intendere la maggior parte dei produttori. All’elegante berlina da cinque metri di lunghezza, famosa per le sue silenziosissime accelerate mozzafiato, le strade urbane vanno certamente strette. Con prezzi a partire da 69mila euro, la Model S può essere scelta con due tipi di batteria, da 60 kWh e 85 kWh (in abbinamento a motori da 306 a 421 CV), che dovrebbero garantire un’autonomia, rispettivamente, di 370 e 480 km.

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Le stazioni di ricarica rapida distribuite lungo le tratte autostradali sono essenziali per il futuro della Tesla: se si ha fretta, in 20 minuti si può ricaricare la batteria al 50%, ma lasciandola sotto tensione per 40 minuti si arriva all’80%. E gratis: la corrente, semplicemente, non si paga. Per ora, però, le aree Supercharger sono appannaggio esclusivo dei clienti della Model S, perché l’altra vettura della Casa, la Roadster, non è equipaggiata per sopportare una tale potenza. Le stazioni, che hanno da quattro a dieci colonnine l’una, sono posizionate vicino a centri commerciali o ristoranti, così da rendere meno pesante l’attesa. Alcune sono dotate di pannelli solari forniti dalla Solar City, di cui lo stesso Musk è presidente; dato lo scarso utilizzo ipotizzato nella fase iniziale, produrranno più corrente di quanta effettivamente dovranno trasferire nelle batterie delle auto. L’installazione e la gestione è completamente a carico della Tesla: stando ai media americani, una stazione con sei postazioni costa circa 185 mila euro, per una spesa complessiva fra i 20 e i 30 milioni di dollari per le 100 previste in America. Un esborso considerevole per l’azienda, se si pensa che il marchio fa ancora numeri piccoli, (circa 22 mila le vetture vendute nel 2013), ma una scelta che, alla lunga, dovrebbe fare la differenza sul punto più dolente della categoria: il limitato numero di chilometri percorribili con una sola ricarica. Per il futuro, l’azienda ha progettato anche un secondo tipo di rifornimento, che prevede la sostituzione del pacco batterie esausto con un altro pronto all’uso (si chiama “battery swap”, sul modello del sistema Better Place di Shai Agassi): l’operazione avviene in automatico, con l’accumulatore che viene prelevato da sotto la macchina, senza che l’autista debba scendere, nel giro di soli 90 secondi. La sostituzione costerà circa 60 dollari e sarà disponibile nelle stazioni Supercharger delle aree più frequentate, presumibilmente a partire dalla California.

Il piano di Elon Musk sembra davvero travolgente, ma è ancora ai primi passi. Secondo l’azienda,entro marzo metà dei tedeschi vivrà a meno di 320 km da una stazione Supercharger, ma chi decidesse di viaggiare per l’Europa con la Model S dovrebbe comunque pianificare accuratamente tragitti e tappe per non rimanere “a secco”. La sfida, però, è stata lanciata. Ed è sorprendente come una piccola azienda californiana guidata da un indomito 42enne, da molti considerato un visionario, stia mettendo in piedi un sistema di mobilità che nessuno dei colossi dell’auto e nessun governo s’era ancora sognato di realizzare.


Fonte: Il Fatto Quotidiano



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#SaveTheArctic

http://www.beppegrillo.it/2014/09/savethearctic.html

"Una nuova corsa al petrolio nell'Artico sta per cominciare. Shell, BP, Exxon, Gazprom e gli altri sono pronti a correre il rischio di una devastante fuoriuscita di petrolio nelle acque dell'Artico per sfruttare riserve che valgono tre anni di consumi globali di petrolio. Le stesse aziende dell'energia sporca che per prime hanno causato lo scioglimento dei ghiacci artici ora stanno cercando di trarre profitto da quel disastro. Vogliono aprire la nuova frontiera dell'oro nero per raggiungere un potenziale di 90 miliardi di barili di petrolio. Questo vuol dire un sacco di soldi per loro, ma equivale a soli tre anni di consumi petroliferi per il pianeta. Documenti governativi sin qui segreti dicono che contenere fuoriuscite di petrolio nelle acque del Polo è "quasi impossibile" ed ogni errore si rivelerebbe potenzialmente fatale per il fragile ecosistema artico. Per trivellare nella regione artica, le compagnie petrolifere devono trascinare gli iceberg lontano dai loro impianti e utilizzare enormi tubi idraulici per sciogliere il ghiaccio galleggiante con acqua calda. Se li lasciamo fare, una catastrofica fuoriuscita di petrolio è solo una questione di tempo. Abbiamo visto i danni terribili causati dai disastri della Exxon Valdez e della Deepwater Horizon. Non possiamo lasciare che ciò accada nell'Artico. Dobbiamo istituire un divieto di trivellazioni petrolifere nelle acque artiche." Leggi l'appello integrale di Greenpeace (http://www.savethearctic.org/).



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Gli approfittatori (anche noi ...) cercano dappertutto ...[^]


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Si dovrebbe firmare per l' Artico un trattato analogo a quello istituito per l' Antartide, col divieto di sfruttamento, presenza militare e reclami territoriali.



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Per quanto possa essere buia la notte sulla Terra, il sole sorgerà quando è l' ora, e c' è sempre la luce delle stelle per illuminarci nel cammino.

Non spaventiamoci per quando le tenebre caleranno, perchè il momento più buio è sempre prima dell' alba.

Noi siamo al tramonto, la notte è ancora tutta davanti, ma alla fine il sole sorgerà anche stavolta. Quello che cambia, è quello che i suoi raggi illumineranno. Facciamo che domani sotto il Sole ci sia un mondo migliore.
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Rivoluzioni democratiche, governi del cambiamento... Starà già albeggiando?

Tutti questi anni a parlare di risvegli globali e profezie che non possono avere la data come gli yogurt e dal 2012 stiamo perdendo la fede più vinciamo.
Il Risveglio dei compatrioti contro i globalisti cui abbiamo dato il calcio d' inizio e segnato tutti i gol è solo arrivato dopo la previsione. Il nostro? Quando riprenderemo la palla?
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MessaggioInviato: 23/12/2014, 15:04 
Ci siamo: benzina a 1 euro al litro è qui

Tra poco un litro di diesel costerà come un litro di acqua. Buona notizia
per gli automobilisti che potranno risparmiare anche 20-30 euro al mese.


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http://www.wallstreetitalia.com/article ... ivata.aspx

ROMA (WSI) - È diventata realtà ancora prima del previsto la discesa dei prezzi della benzina sotto 1 euro al litro. Nel caso della diesel, gran parte dei rifornitori di Livigno offre il gasolio a meno di un euro al litro.

Stando ai siti Internet specializzati dove è possibile confrontare i prezzi della benzina, il comune più settentrionale della Lombardia, in provincia di Sondrio, è però l'unico ad offrire tali prezzi.

Il prossimo benzinaio più conveniente nella classifica di prezzibenzina.it lo si trova a Vibo Valencia. Seguono a ruota il comune di Felonica e di Magnacavallo, in provincia di Mantova (1,259 euro), poi Villaricca (Napoli) ex aequo a 1,279 euro con Camerano (Ancona) e Monastier di Treviso (Treviso).

A Catanzaro e Torino ci sono comuni dove si arriva a spendere meno di 1,290 euro al litro. In Emilia Romagna si può trovare a 1,294 euro al litro nei dintorni di Bologna, a Dozza e Imola.

È una grande notizia per gli automobilisti, in particolare quelli lombardi, che potrebbero arrivare a risparmiare 20-30 euro al mese sotto le feste. Al nord la diesel è in generale più conveniente che al sud.

In media i livelli sono ancora molto più alti dei paesi confinanti, tuttavia. La diesel si vende in media a 1,493 euro al litro (in ribasso). La super vale 1,592 euro al litro, in calo, il gpl 0,648 euro e il metano 0,989 euro. L'accisa sulla diesel e l'Iva al 22% rendono la benzina più cara in Italia rispetto a Svizzera, Francia, Austria e Germania.

Il calo storico del gasolio si va a inscrivere nel quadro della discesa senza precedenti del prezzo del petrolio. La verde continua a costare almeno 20 centesimi in più della diesel, ma il trend è in calo.

L'impatto dell'andamento sui mercati di solito inizia a farsi sentire con grande ritardo. I cali delle tariffe dai benzinai di oggi sono la conseguenza del tracollo del valore del greggio di almeno tre mesi fa.

Seppur inquinante, la diesel è ancora la scelta di molti automobilisti specialmente i pendolari e chi percorre lunghe tratte al giorno.

Intanto in Francia la benzina diesel ha perso 21 centesimi da inizio anno e ora vale in media 1,13 euro al litro. Ci sono stazioni, come Chatellerault, nel dipartimento di Vienne, che venerdì scorso offriva la diesel a 99 centesimi al litro. In Alsazia si trova a 1,009 euro al litro, mentre nella zona di Var vale 1 euro preciso in molte stazioni e due benzinai di Poitou-Charentes la offrono anche a meno di 1 euro. Nel paese oltralpe, insomma, la diesel costa meno di un litro i Evian.

Sui mercati il petrolio dà un accenno di rimonta. Il Brent londinese scambia poco sopra i 60 dollari al barile (circa 48 euro) mentre il contratto WTI americano si attesta a 55,71 dollari al barile (in rialzo dello 0,81%).

Il calo delle quotazioni dell'oro nero dovrebbe continuare, visto anche che il cartello dei grandi paesi esportatori di petrolio (Opec) ha promesso che non taglierà la produzione di greggio nemmeno se i prezzi scenderanno a 20 dollari al barile.

(DaC)



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MessaggioInviato: 23/12/2014, 17:53 
Non male. Io comunque non sono del tutto convinto che il crollo del prezzo del petrolio sia dovuto solamente a macchinazioni politiche atte a destabilizzare la Russia ed i Brics, secondo me c'è qualcosa di grosso che bolle in pentola e magari le nuove scoperte sulle LEARN e le fonti alternative c'entrano qualcosa. Chissà magari sono un pò troppo ottimista, ma perora ci accontentiamo dell'effetto secondario che una volta tanto favorisce noi povere pedine.



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Cita:
TESLA: CHI LE HA DICHIARATO GUERRA E PERCHÈ?

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L'ultimo episodio della saga del produttore di automobili elettriche californiano Tesla risale a tre settimane fa, quando la Motor Vehicle Commission del New Jersey (il cui governatore Chris Christie è incidentalmente immischiato in uno scandalo a sfondo motoristico) ha deciso di vietare la vendita diretta alle aziende automobilistiche, obbligandole ad avvalersi del tramite di una rete di concessionarie esterne.
La decisione mette fuori legge il modello di business della società californiana Tesla Motors, fondata da Elon Musk (uno dei fondatori di PayPal), che commercializza la spider sportiva Tesla Roadster e la berlina Model S senza intermediari. Per spingere le vendite nel nord-est del Paese (dove si trova il New Jersey), nel 2012 Tesla aveva creato delle stazioni di carica rapida, servizio a titolo gratuito per i Clienti Model S.
Il New Jersey si accoda ad Arizona e Texas nel mettere fuori gioco Tesla, mentre California, Colorado, Massachusetts e Virginia hanno approvato il suo il metodo di vendita.
Ma perché prendersela con un produttore che lo scorso anno ha venduto poco più di 20mila auto in un mercato da 14 milioni di unità?
Perché potrebbe creare un precedente, e – potenzialmente – far perdere un sacco di soldi ai concessionari USA che hanno quindi deciso di investire una parte di questo denaro per pagare attività lobbistiche contro ogni rischio di essere tagliati fuori dalla catena di distribuzione, ora o in futuro.
Oltre a ciò i potenti gruppi di concessionarie USA vedono di cattivo occhio tutto ciò che ha a che fare con il trasporto elettrico, avendo questi veicoli bisogno di meno manutenzione, attività portata a termine dalle officine e che rappresenta una parte sensibile dei loro introiti.
Ciliegina sulla torta, anche la lobby dei produttori di carburanti – anch'essa vicina ai Repubblicani – potrebbe essere in gara per fare quanti più sgambetti possibile a Tesla.
Quindi: nulla di personale nei confronti di Elon Musk e dei suoi amici, semplicemente Tesla rappresenta tutto ciò che è male e potenzialmente pericoloso per il mantenimento dell'attuale status quo. E quindi va combattuto.
E voi da che parte state?


http://www.nexusedizioni.it/it/CT/tesla ... erche-4642


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