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Chi sarà per primo ad abbandonare l'Euro?

By Cristina Bassi - Posted on 04 dicembre 2010

EuroIl controllo politico sull'Europa comincia a venire meno ora che la crisi esistenziale dell'Eurosistema si aggrava giorno dopo giorno. I numerosi discorsi, interviste, articoli ed altre dichiarazioni pubbliche sul “futuro dopo l'Euro come lo conosciamo” ne sono un chiaro segnale. La stampa britannica si concentra in particolare su che cosa farà la Germania: il Financial Times del 24 novembre si chiede se “la Germania ucciderà l'Euro?”, mentre l'Independent fa eco il 25 novembre: “La Germania sarà la prima a lasciare l'Euro?”.

Entrambi i quotidiani, ed anche altri in Gran Bretagna, avvisano i lettori che c'è da attendersi una sentenza della Corte Costituzionale tedesca a favore dei ricorsi presentati contro gli aiuti EU all'Eurozona, e che gli elettori in Germania sono contrari a questi giganteschi salvataggi e sempre più ostili nei confronti dell'Euro. “No, la minaccia all'Euro non viene dai membri più deboli, ma da quelli più forti” scrive The Independent. “La riforma dei trattati che governano l'Euro è dunque essenziale per la Germania… In pratica, tuttavia, è difficile immaginare che la Germania riesca ad ottenere le riforme che desidera il suo elettorato”.

E questa è la più grande minaccia alla moneta unica europea in questo momento – che l'anno prossimo, con la frustrazione per la propria incapacità di ottenere una riforma significativa dell'Euro, la Germania (e altri paesi che la pensano come lei) potrebbero abbandonare il progetto in cui hanno investito così tanto".

Il Daily Telegraph è andato oltre, citando il Prof. Wilhelm Hankel, uno dei cinque ricorrenti presso la Corte Costituzionale, che dice: "La Germania non può continuare a pagare i salvataggi senza andare in bancarotta. Questo fa paura alla gente. Non si trova una cassetta di sicurezza libera in banca oggi in Germania perché sono state tutte affittate e riempite di oro e argento. È una specie di Svizzera underground entro i nostri confini. La gente ha ricordi terribili del 1948 e del 1923, quando perse tutti i risparmi… c'è stata una chiara violazione della legge, e nessun giudice può ignorarla. Sono convinto che la Corte vieterà futuri pagamenti". Il Telegraph conclude: “Se ha ragione – e lo sapremo in febbraio – la crisi del debito UE subirà una svolta drammatica”.

In effetti ci sarà un'udienza decisiva in dicembre, e si prospetta una sentenza all'inizio dell'anno prossimo. Questo scatenerà sicuramente una forte reazione dai mercati finanziari, contro cui dovranno proteggersi i tedeschi, se vogliono evitare di andare a fondo insieme al sistema in bancarotta del gruppo Inter-Alpha.

In Germania stessa molte personalità si sono unite ad Hankel nel mettere in dubbio il sistema dell'Euro “come lo conosciamo”, inclusi Hilmar Kopper, ex amministratore delegato della Deutsche Bank, e Hans-Olaf Henkel, ex presidente della Confindustria tedesca (BDI). A livello parlamentare, i politici dell'FDP in particolare (il partner di minoranza nella coalizione) hanno annunciato che non voteranno a favore degli aiuti al sistema bancario irlandese, aggiungendo che occorre proteggere il denaro dei contribuenti da tale misura.

E Carsten Schneider, portavoce dell'SPD sul bilancio, ha fatto appello al ministro delle Finanze Schaeuble affinché dica alla seduta speciale del Commissione Bilancio al Bundestag il 29 novembre “che tipo di Piano B abbia, se dovesse crollare il sistema dell'Euro”.

In Italia Paolo Savona, presidente del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, ha reiterato il suo appello per un Piano B italiano, per un futuro al di fuori dell'Euro. Parlando a Radio Vaticana il 22 novembre ha detto che l'unica domanda è se l'Euro verrà abbandonato per scelta o come un "risultato inevitabile". Un paese serio, ha aggiunto, deve avere "un programma, un'ipotesi, un Piano B che includa questa possibilità".

In un'intervista il 19 novembre alla pubblicazione internet Sussidiario.net, Savona sostiene che “le soluzioni tampone che si stanno individuando non possono funzionare”. “È meglio, a questo punto, che ogni paese abbia un suo schema su come uscire dalla situazione. Ognuno deve sapere cosa succede e cosa fare qualora si rompa l’Eurozona o addirittura l’Unione Europea”. Oggi, denuncia Savona, “siamo in una situazione di 'occupazione straniera', sono gli altri che ci devono dire come ci dobbiamo comportare. Questo non è accettabile, non è dignitoso”.

Fonte
http://www.ecplanet.com/node/1964


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MessaggioInviato: 07/12/2010, 01:55 
LA CRISI EUROPEA: INFORMAZIONI E PROPOSTE

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DI IDA MAGLI
italianiliberi.it

Fonte: http://www.italianiliberi.it
Link: http://www.italianiliberi.it/Edito10/crisi_euro.html

La gravissima situazione della crisi attuale non è soltanto monetaria. Dobbiamo convincerci, per quanto possa apparire incredibile, che la crisi monetaria è uno strumento, il più forte e il più appariscente, fra i molti che sono stati messi in atto, per raggiungere un solo scopo: eliminare dalla scena politica, economica, culturale del mondo, le Nazioni d’Europa, riducendole ad un angolo asfittico di sopravvivenza marginale. I meccanismi, gli antefatti, i “segreti” di questa operazione si trovano ampiamente analizzati e spiegati nel mio libro “La dittatura europea”, pubblicato in questi giorni da Rizzoli (è il motivo per il quale sono stata assente in quest’ultimo periodo dal mio appuntamento con il sito degli Italiani Liberi e con la posta, ma spero che l’avrete compreso e perdonato) e al quale rinvio tutti i lettori in quanto si tratta effettivamente di un testo di assoluta denuncia e di un vero e proprio manifesto di battaglia, che ho temuto fino all’ultimo giorno che non sarebbe riuscito a vedere la luce.
Troverete lì, perciò, non soltanto il racconto di quanto io ho sperimentato di persona durante i lunghi anni della mia guerra contro l’unificazione europea, ma i nomi di tutti i traditori dell’Italia, da quelli dei politici a quelli dei banchieri, e infine anche la proposta per i governi dell’UE di abbandonare Maastricht prima che l’euro crolli del tutto.
Qui, però, voglio invitare i miei lettori a fare propria questa proposta con ogni mezzo che abbiano a disposizione, parlando, scrivendo, concretizzandola per l’Italia, senza aspettare le decisioni di nessun altro Stato.
Nazionalizzare la Banca d’Italia e simultaneamente creare la propria moneta (una specie di “italeuro”, se non si vuole tornare a chiamarla “lira”, ma sarebbe meglio tornare alla lira in quanto esiste tutt’ora il riferimento del rapporto di cambio, rapporto che naturalmente va calibrato sulla situazione odierna dal Ministro dell’Economia).
Riservare soltanto alla Borsa nazionale le emissioni dei Titoli di Stato e ai cittadini italiani il loro acquisto (sul modello attuato dalla Cina) così da impedire che se ne impadroniscano gli speculatori per provocarne il fallimento e che siano alla mercé delle agenzie di rating come sta avvenendo all’Irlanda, Grecia, Portogallo, ecc. Gli Italiani certamente comprerebbero i titoli di Stato con maggior fiducia e a un interesse maggiore di quello odierno quasi inesistente, mentre è veramente vessatorio (ma non è il termine adeguato) quello che succede con i “prestiti” del Fondo europeo e mondiale per i quali è richiesto un interesse annuale superiore al 5%
Insomma, separare il destino economico dell’Italia da quello catastrofico degli Stati dell’UE, destino catastrofico che è stato voluto, programmato, perseguito e che alcune persone (non soltanto Ida Magli) ben più competenti, soprattutto a “sinistra”, avevano previsto fin dall’inizio della ventilata moneta unica. Il Direttore di Limes, per esempio, Lucio Caracciolo, titolava pochi mesi fa la sua rivista: ; “Dove va la moneta senza Stato?”; ma la sua voce era rimasta inascoltata già da quando, prima della fabbricazione dell’euro, pubblicava il suo polemico “Euro no”.
Io, però, vado molto al di là dei supposti errori di valutazione e so con assoluta certezza, così come ho dimostrato nella “Dittatura europea”, che lo scopo era proprio questo: il fallimento, in tutti i campi, dell’Europa, anche se la maggioranza dei cittadini ovviamente non poteva neanche minimamente immaginarlo. Quindi bisogna ritirarsi subito anche da tutti gli altri provvedimenti di Maastricht, che sono tanto disfunzionali da far supporre che siano stati inventati da persone in preda ad accessi di follia. Le “quote”, tanto per fare un solo esempio, in base alle quali noi buttiamo il latte e la frutta che poi dobbiamo acquistare da altri, e altri Stati, per stare nelle quote, ributtano in mare quasi tutto il pesce che hanno pescato, e così via, mentre ci sono popoli che muoiono di fame. Ristabilire i dazi e le dogane per le merci che ci portano danno, come si è sempre fatto in base alla saggezza di secoli e secoli di scambi commerciali. Che senso ha correre dietro di negozio in negozio o da magazzino in magazzino agli articoli contraffatti o pericolosi della Cina, invece che bloccarli prima che entrino?
Ritirarsi immediatamente dal trattato di Schengen, ripristinando i confini che ogni Stato sovrano deve possedere se vuole essere sovrano, e impedire così l’invasione immigratoria e i danni e le spese assurde che questa comporta.
Insomma: rientrare in se stessi, nel buon senso, nella ragionevolezza, convincendosi che nella costruzione dell’UE siamo stati governati da due gruppi di persone: i pochi che guidano il mondo e che perseguono la nostra fine elaborando le leggi apposite, e una maggioranza che ha obbedito a ordini “folli” senza accorgersi che erano folli. Se vogliamo avere qualche piccola speranza di salvezza, dobbiamo rinsavire subito, cosa che forse aiuterà anche gli altri popoli a salvarsi. Purtroppo non c’è nessun Partito in Italia che abbia mosso neanche un’obiezione (salvo nei primissimi tempi la Lega) ai programmi dell’unificazione europea, quindi dai politici non possiamo aspettarci che facciano nulla se non vi sono costretti. Bisogna trovare un modo per pretendere con forza, con rumore, perlomeno la cosa più urgente: ritirarsi dall’euro. Non so chi organizzi le proteste contro la riforma dell’Università, questione di nessunissima importanza in confronto a ciò di cui stiamo parlando, però bisognerebbe riuscire a fare qualcosa del genere. Chiunque sia in grado di farlo, lo faccia.



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"…stanno uscendo allo scoperto ora, amano annunciare cosa stanno per fare, adorano la paura che esso può creare. E’ come la bassa modulazione nel ruggito di una tigre che paralizza la vittima prima del colpo. Inoltre, la paura nei cuori delle masse risuona come un dolce inno per il loro signore". (Capire la propaganda, R. Winfield)

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MessaggioInviato: 12/12/2010, 14:16 
Cita:
[color=blue]Nel messaggio critiche per la presenza svedese in Afghanistan e le vignette anti-Maometto
Attentato suicida nel cuore di Stoccolma
Doppia deflagrazione, un morto e due feriti. Email ad un'agenzia di stampa dieci minuti prima degli scoppi


http://www.corriere.it/esteri/10_dicembre_11/esplosioni-centro-stoccolma_1b884416-056b-11e0-b4fb-00144f02aabc.shtml

Solo per miracolo è stata evitata una strage. Due esplosioni si sono verificate nel tardo pomeriggio di sabato nel centro di Stoccolma, capitale della Svezia, uccidendo una persona e causando almeno due feriti. Le deflagrazioni sono avvenute nei dintorni di Drottniggatan, una delle principali arterie dello shopping nel cuore della città. Ed è stato solo un caso che il bilancio delle vittime non sia più pesante: nell'orario in cui si sono registrate le due esplosioni, le strade del centro erano affollate di persone impegnate nello shopping natalizio.

LA RICOSTRUZIONE - Una prima esplosione è stata quella di un'automobile bianca saltata in aria nella via Olaf Palme, l'ex premier ucciso in un attentato nel 1986, forse a causa di una bombola di gas che si trovava a bordo del veicolo. La seconda delle due esplosioni potrebbe essere avvenuta all'interno di un negozio in Bryggargatan, secondo quanto riferisce il sito online della tv svedese, che cita testimoni oculari. Secondo le stesse fonti, accanto al cadavere rinvenuto a circa 300 metri di distanza dall'auto esplosa, la polizia ha trovato una borsa contenente chiodi. Non è ancora chiaro se la persona rimasta uccisa sia l'attentatore e se si sia trattato di un kamikaze.

MESSAGGI VIA MAIL - Circa dieci minuti prima delle due esplosioni, l'agenzia di stampa TT aveva ricevuto via mail un messaggio audio in svedese e in arabo, in cui si contesta la presenza dei militari svedesi in Afghanistan e si critica il silenzio del Paese sulle caricature del profeta Maometto ad opera del disegnatore svedese Lars Vilks, che proprio per le sue opere considerate dissacratorie dagli islamici era stato vittima di un'aggressione lo scorso maggio.[/color]



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MessaggioInviato: 12/12/2010, 23:38 
Situazione economica invariata. Alti dubbi sulla capacità dell’EU nel fronteggiare la drammatica situazione economica

GER ripresa inflazione confermata – ESTO revisione crescita al rialzo robusto – UNGH surplus comm sotto attese, elevati volumi import/export – CINA atteso rialzo tassi, penalizzata borsa. Vendite veicoli ulteriore rialzo marcato. Nuovo record massimo di import/export, leggero calo del surplus commerciale record e ulteriori discussioni con USA su YUAN – UK prezzi immob leggero calo meno del prev. Deficit comm stabile, import/export record, tassi inv nel prev, nuova tassa su banche – DUBAI parte fase privatizzazioni per copertura debito - CECO cpi inv, gdp rialzo robusto, import/export robusti – FINL gdp leggero rialzo ulteriore – SEK cpi leggero rialzo nel prev – HFL cpi confermato – GRECIA revisione gdp leggero peggioramento – IRL cpi inv, rating tagliato – EU prosegue ripresa, incertezze elevate restano, disocc allerta, debito pubblico al rialzo, prezzi immob leggero rialzo – USA disocc meglio del prev, scorte grossisti e vendite rialzo robusto - BONDS USA Treasury 10anni 3.2250, 30anni 4.40, GER 2.3770, UK 4.32, CH 1.64 - BORSE INDICI DOW 11370 -0.02, nasdaq 2616 +0.29, SMI 6537 +0.45, DAX 6964 -0.17, FTSE 5808 +0.23, MIB 20533 +0.68, Nikkei 10212 -0.72, HK -0.68, CINA +1.30 - DOLLAR INDEX 80.20 – PETRO 91.30 – ORO 1392 – PLAT 1685 – PALL 742 – ARG 28.95 – VOLATILITÀ 17.20 da 17.70.

Una situazione invariata generale, di consolidamento, o almeno, di ricerca di una base per l’EURO. Vero che i DATI fondamentali risultano essere migliori delle aspettative, e che abbiamo un lento e graduale rientro delle tensioni sui DEBITI SOVEREIGN, ma anche vero che il mercato prima di ritornare long di EUR, dopo le stangate ricevute, intende pensarci meglio.

I dubbi sulla credibilità dell’EU nel fronteggiare la situazione drammatica dei debiti, della crescente disoccupazione, crollo investimenti, e il rischio di contagio generale, restano elevati. Soprattutto i timori sulla sostenibilità di questi DEBITI per alcune nazioni, e le capacità di gestire le dovute misure di austerità, e di taglio delle spese, e la capacità di ripagamento di questi debiti alla scadenza dei prestiti ricevuti.

Fonte
http://www.ecplanet.com/node/1996


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MessaggioInviato: 21/12/2010, 14:19 
La destra "moderata" che avanza i europa,poi piangeremo per i nostri figli...

In Ungheria nuova legge sulla stampa. I sindacati: è un bavaglio

Il Parlamento ungherese ha approvato oggi una riforma delle leggi sull’informazione che consente all’esecutivo di controllare televisione, radio, stampa e internet.

Uno dei punti salienti è la creazione di un organismo statale con il potere di infliggere multe pesanti nel caso in cui il materiale pubblicato venga ritenuto inappropriato o non equilibrato:

“Questo nuovo organismo potrà lanciare le proprie procedure d’ufficio. Ciò significa che la stampa dovrà essere estremamente cauta riguardo a ciò che pubblica” dice l’esperto della legislazione sui media Marton Nehez-Posony.

Il nuovo organismo potrà anche applicare sanzioni in caso di rifiuto di rivelare le fonti di una notizia. L’opposizione socialista e i sindacati dei giornalisti parlano di legge bavaglio, ma il ministero della funzione pubblica si vuole rassicurante:

“Chiedo a tutti pazienza – dice il sottosegretario Zoltan Kovacs – Proveremo che le misure messe in campo vanno nella giusta direzione, dateci il tempo di dimostrarlo”.

Ma secondo le associazioni di categoria e l’opposizione, queste nuove misure hanno come unico obiettivo quello di favorire la vittoria del Fidesz, il partito conservatore oggi al potere, alle elezioni del 2014.

Copyright © 2010 euronews

http://it.euronews.net/2010/12/20/in-un ... -bavaglio/


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MessaggioInviato: 29/01/2011, 19:38 
Non solo le rivoluzioni in medioriente che tentanto di rovesciare quelle fragili democrazie più simili a un regime.
Rovesciare per poi cosa fare? una teocrazia islamica?

ora anche la Turchia che con simili sparate può solo allontanarsi sempre di più dall'Europa.

Cita:
[color=blue]L'ultima della Turchia : "Troppi cristiani in europa come in un club esclusivo"
L'Europa è troppo cristiana. Dirlo in un'epoca di immigrazione islamica martellante e di violenze ai danni dei credenti occidentali sembra una battuta di cattivo gusto; eppure il vice premier turco Ali Babacan, ospite del World Economic Forum a Davos, sembra pensarlo seriamente. Babacan, in un incontro assieme al presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy ha definito l'Unione europea un "club per cristiani", ripiegati in loro stessi e chiusi all'allargamento. "

INGRESSO A RISCHIO - "Abbiamo sempre pensato che l’Ue rappresentasse un grande processo di pace", ha detto il politico turco. "Invece in processo di allargamento è letteralmente in stallo e la politica della 'porta apertaì non è più lì". Babacan ha aggiunto uno dei motivi dell'ostilità all’ingresso della Turchia in Ue sarebbe proprio questa predominanza cristiana. Ankara ha iniziato la procedura per l’ingresso in Ue nel 2005 ma il processo si è fermato per via dell’opposizione di alcuni membri. "Tutti cercano di capire cosa succederà - ha aggiunto il vice premier - e che tipo di Europa ne uscirà sarà di immensa importanza per la nostra area".
[/color]
29/01/2011
http://www.libero-news.it/news/657505/L_ultima_della_Turchia___Troppi_cristiani_in_europa__come_un_club_esclusivo_.html




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MessaggioInviato: 06/02/2011, 12:37 
Cita:

INTERVENTO ALLA CONFERENZA SULLA SICUREZZA DI MONACO

[color=blue]Cameron: il multiculturalismo è fallito

Il premier britannico: «La tolleranza passiva incoraggia la separazione. Lo stato liberale impone i suoi principi»

LONDRA - Il multiculturalismo? E' fallito. La sentenza è del premier britannico, David Cameron. Ed è destinata
a sollevare più d'una polemica e più d'una riflessione sui modelli di integrazione con i quali tutta Europa, e non
soltanto la Gran Bretagna, ha affrontato il problema dell'immigrazione e dell'integrazione. Con riferimenti
specifico all'Islam e in una situazione nella quale ciò che sta avvenendo in Medio Oriente pone nuovi e ulteriori
rischi.

VALORI COMUNI PER TUTTI- Secondo Cameron il ««multiculturalismo di stato» ha fallito e ha lasciato i
giovani musulmani vulnerabili al radicalismo, ha affermato il primo ministro britannico nell'intervento alla
conferenza sulla sicurezza a Monaco di Baviera. «È tempo di voltare pagina sulle politiche fallite del Paese. Per
prima cosa, invece di ignorare questa ideologia estremista, noi dovremo affrontarla, in tutte le sue forme». E
ancora: «Sotto la dottrina del multiculturalismo di stato, abbiamo incoraggiato culture differenti a vivere vite
separate, staccate l'una dall'altra e da quella principale. Non siamo riusciti a fornire una visione della società,
alla quale sentissero di voler appartenere. Tutto questo permette che alcuni giovani musulmani si sentano
sradicati».

Per Cameron è il momento di lasciare da parte la «tolleranza passiva» del Regno Unito con un «liberalismo
attivo, muscolare», per trasmettere il messaggio che la vita in Gran Bretagna ruota intorno a certi valori chiave
come la libertà di parola, l'uguaglianza dei diritti e il primato della legge. «Una società passivamente tollerante
rimane neutrale tra valori differenti. Un paese davvero liberale fa molto di più. Esso crede in certi valori e li
promuove attivamente» (fonte Ansa)[/color]


http://www.corriere.it/esteri/11_febbraio_05/cameron-multiculturalismo_9ed76dd4-3120-11e0-90b6-00144f02aabc.shtml

meglio tardi che mai...



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MessaggioInviato: 07/02/2011, 01:58 
Cita:
rmnd ha scritto:

Cita:

INTERVENTO ALLA CONFERENZA SULLA SICUREZZA DI MONACO

[color=blue]Cameron: il multiculturalismo è fallito

Il premier britannico: «La tolleranza passiva incoraggia la separazione. Lo stato liberale impone i suoi principi»

LONDRA - Il multiculturalismo? E' fallito. La sentenza è del premier britannico, David Cameron. Ed è destinata
a sollevare più d'una polemica e più d'una riflessione sui modelli di integrazione con i quali tutta Europa, e non
soltanto la Gran Bretagna, ha affrontato il problema dell'immigrazione e dell'integrazione. Con riferimenti
specifico all'Islam e in una situazione nella quale ciò che sta avvenendo in Medio Oriente pone nuovi e ulteriori
rischi.

VALORI COMUNI PER TUTTI- Secondo Cameron il ««multiculturalismo di stato» ha fallito e ha lasciato i
giovani musulmani vulnerabili al radicalismo, ha affermato il primo ministro britannico nell'intervento alla
conferenza sulla sicurezza a Monaco di Baviera. «È tempo di voltare pagina sulle politiche fallite del Paese. Per
prima cosa, invece di ignorare questa ideologia estremista, noi dovremo affrontarla, in tutte le sue forme». E
ancora: «Sotto la dottrina del multiculturalismo di stato, abbiamo incoraggiato culture differenti a vivere vite
separate, staccate l'una dall'altra e da quella principale. Non siamo riusciti a fornire una visione della società,
alla quale sentissero di voler appartenere. Tutto questo permette che alcuni giovani musulmani si sentano
sradicati».

Per Cameron è il momento di lasciare da parte la «tolleranza passiva» del Regno Unito con un «liberalismo
attivo, muscolare», per trasmettere il messaggio che la vita in Gran Bretagna ruota intorno a certi valori chiave
come la libertà di parola, l'uguaglianza dei diritti e il primato della legge. «Una società passivamente tollerante
rimane neutrale tra valori differenti. Un paese davvero liberale fa molto di più. Esso crede in certi valori e li
promuove attivamente» (fonte Ansa)[/color]


http://www.corriere.it/esteri/11_febbraio_05/cameron-multiculturalismo_9ed76dd4-3120-11e0-90b6-00144f02aabc.shtml

meglio tardi che mai...


Sperando che non sia troppo tardi. [:(]



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E molto piu` facile parlare di cospirazione, quando si ignorano le cause ed i motivi.

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MessaggioInviato: 07/02/2011, 02:17 
Cita:
BlitzKrieg ha scritto:

Cita:
rmnd ha scritto:


Per Cameron è il momento di lasciare da parte la «tolleranza passiva» del Regno Unito con un «liberalismo attivo, muscolare», per trasmettere il messaggio che la vita in Gran Bretagna ruota intorno a certi valori chiave come la libertà di parola, l'uguaglianza dei diritti e il primato della legge. «Una società passivamente tollerante rimane neutrale tra valori differenti. Un paese davvero liberale fa molto di più. Esso crede in certi valori e li
promuove attivamente».



meglio tardi che mai...


Sperando che non sia troppo tardi. [:(]


Chissà che... tra il "liberalismo attivo e muscolare" di Cameron e la (finta) "tolleranza passiva" adottata dai vari paesi occidentali, non si possa piuttosto parlare di "tolleranza attiva"? [:I]

Loro sono incazzati e si dovrebbero un pò rasserenare....
Ma pure noi li abbiamo stuzzicati non poco.... non credete?



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Cita:
La profezia ignorata:
[color=blue]"Una massa di disperati seppellirà l'Occidente"

di Stenio Solinas
Un romanzo francese del 1973 aveva previsto l'ondata di migranti. Un evento che la sinistra ha sempre negato. Per la paura di affrontarlo

http://www.ilgiornale.it/esteri/la_profezia_ignorata_una_massa_disperati_seppellira_loccidente/profezia-immigrazione-occidente-medio_oriente/03-03-2011/articolostampa-id=509517-page=1-comments=1[/color]



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Cita:
http://www.legnostorto.com/index.php?option=com_content&task=view&id=31727
Le Monde , 05.04.11 - La Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDH) ha condannato l’Italia martedì 5 aprile per avere rinviato al suo Paese un uomo di nazionalità tunisina che afferma di essere stato arrestato e torturato non appena tornato, malgrado una richiesta della CEDH di sospendere la decisione.

Ali Ben Sassi Toumi era stato condannato nel 2007 a sei anni di detenzione per terrorismo internazionale da un tribunale italiano. Liberato nel maggio 2009, era stato espulso nell’agosto seguente mentre la CEDH aveva chiesto all’Italia di non eseguire questa decisione, a causa dei timori di maltrattamenti in Tunisia. Il governo italiano aveva allora affermato di avere ricevuto assicurazioni diplomatiche che il sig. Toumi non sarebbe stato maltrattato né perseguito per gli stessi fatti nel suo Paese.

Tuttavia il sig. Toumi afferma di essere stato arrestato appena tornato a Tunisi, di essere stato torturato durante la sua detenzione e di essere stato liberato dieci giorni più tardi a condizione di mantenere il silenzio. Dice anche di essere stato oggetto di minacce da parte della polizia tunisina dopo essere stato rimesso in libertà. Basandosi su “fonti internazionali serie ed affidabili”, la CEDH ricorda che “le affermazioni di maltrattamenti non sono esaminate dalle autorità tunisine competenti e che (queste) sono restie a cooperare con le organizzazioni indipendenti di difesa dei diritti dell’uomo”. Sottolinea che l’avvocato italiano del sig. Toumi non ha potuto incontrare il suo cliente durante la sua detenzione.

La corte di Strasburgo “non può dunque sottoscrivere la tesi” dell’Italia secondo la quale “le assicurazioni date offrivano una protezione efficace contro il serio rischio che il sig. Toumi correva di essere sottoposto” a trattamenti inumani o degradanti. La CEDH nota anche che nel momento dell’espulsione essa era già arrivata alla conclusione che c’erano state delle violazioni in casi analoghi contro l’Italia. I giudici, la cui decisione è sottoponibile ad appello, hanno accordato al sig. 15.000 euro per danni morali.

Traduzione di Gianni Pardo

Insomma la parola dell’Italia e della Tunisia valgono meno di quella di un terrorista che non fornisce nessuna prova. Infatti i danni sono “morali” (NdT).



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Europa in crisi: si puo' sapere perche' continuano a mentire?

Pubblicato il 14 aprile 2011

http://www.wallstreetitalia.com/article ... ge=1113934

New York - L'eurozona sta mostrando enormi carenze strutturali e sistemiche, ignote al 99% della popolazione. L'euro e' l'unico vero collante di un'idea/progetto in cui adesso e' obbligatorio credere ma solo perche' non ci sono alternative ad una serie di default rovinosi di singoli stati. Dal primo salvataggio nell'area dei PIIGS (Portogallo, Irlanda, Italia, Grecia e Spagna) quello avvenuto per evitare il crack di Atene, e' passato quasi un anno. Poi sono seguiti i bailout di Irlanda e Portogallo. E' la Spagna, il prossimo?

Questo intervento coordinato ma insano di banche centrali e governi, che agiscono come croupier di una bisca dove il gioco e' truccato, ha immesso finora centinaia di miliardi di euro sul piatto del mercato finanziario globale. Obiettivo: evitare il tracollo tragico di paesi irresponsabili fiscalmente, sapendo comunque che alle popolazioni, massimamente ignare di quel che accade, le misure di austerita' chieste da un'elite di burocrati non-eletti, in contropartita per il "raddrizzamento" dei conti, porteranno ancor piu' miseria e recessione nella vita di tutti i giorni.

Ma chiunque, come ben sanno i lettori di WSI, si occupa per lavoro o per ricchezza propria o per voglia di capire i mercati finanziari prima di investire, chiunque conosce le leggi della macroeconomia sa perfettamente che dissanguarsi stampando carta moneta ed ingigantendo all'infinito i debiti sovrani, con la copertura di una martellante propaganda di bugie mediatiche sulle tv e i giornali posseduti dai poteri forti, e' una mascheratura patetica dell'insolvenza virtuale ed in futuro fattuale a cui l'Europa sta tragicamente andando incontro. La verita' e' che ogni smentita prventiva degli euroburocrati ("non chiederemo il bailout per xy", "non abbiamo bisogno di salvare xz") e' sempre stata poi negata dai fatti.

Il grafico in pagina mostra quanto sono aumentati i rendimenti sui bond a 10 anni degli stati sovrani dei paesi PIIGS (Portogallo, Irlanda, Italia Grecia e Spagna). PIIGS e' una sigla che a Roma si tende a non accettare "mentalmente" per ignoranza, per malafede o tutt'e due insieme. L'Italia nel chart e' rappresentata dalla curva color "rosa" (forse in omaggio alla considerazione gossippara con cui viene trattato il nostro paese nelle altre capitali Ue); la curva e' quella dei rendimenti del BtP a 10 anni emesso dal Ministero del Tesoro. Al momento e' in posizione piu' bassa e quindi meno "a rischio" nella griglia dei rendimenti di bond delle altre nazioni del Club Med. Ma mentre il bond greco ha stabilito il nuovo massimo con rendimenti al 13,41% (i titoli a breve hanno toccato il 18%) il che sul fronte CDS indica un 60% di probabilita' di default per la Grecia, il bond italiano a 10 anni quota un tasso di interesse del 4,709%, piu' ragionevole ma comunque al top di periodo.

Certo sono rendimenti molto alti per quegli investitori (e speculatori internazionali) che accettano di correre il rischio di vedere calare ulteriormente i prezzi di questi bond e il rischio quintuplo di una ristrutturazione dei debiti che sara' per forza nell'ordine compreso tra il 30 e il 50%. Quale titolo infatti rende oggi il 13% a meno che non sia un bond del Vietnam? Robe da junk, titoli spazzatura appunto: altissimo rendimento, altissimo rischio.

Il fatto e' che l'eventualita' di improvvisi eventi negativi che spazzino via in un weekend ogni calcolo utilitaristico di breve periodo, esiste eccome. Anche perche' cio' che oggi manca in modo plateale alle classi politiche che ci governano e alla burocrazia di non-eletti che guida le banche centrali cardine del sistema, e' il semplice buon senso economico, un sano e pragmatico approccio secondo il quale salta o muore chi non e' in grado di stare in vita. Non e' normale, anzi e' patologico, continuare a forzare una situazione sfuggita di mano solo perche le lobby perseguano il proprio elitario progetto di dominio in un'Europa in cui la gente NON crede. E' accanimento terapeutico. Capiamo avesse funzionato, ma invece l'eurozona e' un disastro. (l.c.)

****************

Molto probabilmente chi aveva tirato un sospiro di sollievo la scorsa settimana, scommettendo sullo smorzarsi delle preoccupazioni sui PIIGS, lo ha fatto in modo alquanto prematuro. E' torna alta infatti nella giornata di oggi la tensione sui mercati dei titoli di stato europei, con i rendimenti sui bond portoghesi e greci a nuovi livelli record.

Secondo quanto riporta Bloomberg, i rendimenti dei titoli portoghesi a cinque anni sono balzati al 10,46%, mentre i rendimenti dei bond greci a dieci anni sono saliti sopra la soglia del 13% per la prima volta da almeno il 1998, esattamente al massimo del 13,41%.

I rendimenti dei bond greci a due anni sono balzati poi di 92 punti, portando il rialzo totale di questa settimana a 157 punti base; tensione anche nel resto dei paesi periferici, con i rendimenti dei titoli decennali spagnoli cresciuti di 9 punti base, e quelli irlandesi di 13 punti base.

Come se non bastasse, i credit default swap sulla Grecia hanno indicato una probabilità del 60% di un default del paese entro i prossimi cinque anni e hanno toccato il record di sempre a 1.105 punti base, secondo i dati raccolti da Markit. In più Mortz Kraemer, responsabile del team di valutazione dei debiti europei presso S&P ha affermato che i detentori di bond potrebbero assistere a una svalutazione compresa tra il 50% e il 70% sul valore dei propri bond, se la nazione decidesse di ristrutturare i propri debiti.

E il punto è che proprio nella giornata di oggi pesano come un macigno le parole proferite da Lorenzo Bini Smaghi, membro del comitato esecutivo della Bce, che ha affermato che qualsiasi ristrutturazione del debito pubblico di Atene "comporterebbe il fallimento di gran parte del sistema bancario greco".

Pesano in quanto analisti come Greg Venizelos, strategist del credito presso BNP Paribas, a Londra, dichiara a una intervista a Bloomberg, che "la Grecia potrebbe non avere altra alternativa alla ristrutturazione del debito, al fine di tornare su un percorso di debito sostenibile"; e questa necessità del paese, precisa l'analista, "è probabilmente il segreto peggiore che ci è stato nascosto".

Il mercato dei titoli di stato torna così a tremare. Oggi, i rendimenti extra che gli investitori richiedono per detenere un bond portoghese a 10 anni invece che un bund tedesco è balzato a 549 punti base, al record dai tempi dell'introduzione dell'euro, mentre lo spread Grecia-Germania è aumentato di 32 punti base.



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MessaggioInviato: 26/04/2011, 15:21 
Bce: Sarkozy, Francia appoggia Draghi
'Molto felici sostenere candidato italiano'


26 aprile, 14:47

(ANSA) - ROMA, 26 APR - La Francia appoggia la candidatura di Mario Draghi alla presidenza della Bce. Lo ha detto il presidente francese Nicolas Sarkozy al termine del vertice Italia-Francia, sottolineando che Parigi e' ''molto felice'' di sostenere la candidatura del governatore della Banca d'Italia.

''Appoggiamo la candidatura di un italiano alla presidenza della Bce. Non lo facciamo perche' e' italiano ma perche' e' una persona di grande qualita'. In piu' e' italiano'', ha detto Sarkozy.





Ok.... ma cosa c'è dietro? [8)]

Ecco chi è Mario Draghi e che cosa ha fatto all'Italia
http://www.youtube.com/watch?v=25equb2rJSg



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MessaggioInviato: 28/04/2011, 11:36 
http://www3.lastampa.it/cronache/sezioni/articolo/lstp/399892/

Cita:
La Corte europea boccia il reato di clandestinità



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MessaggioInviato: 11/05/2011, 19:55 
http://www3.lastampa.it/esteri/sezioni/articolo/lstp/401728/

Cita:
[color=blue]La Danimarca sospende Schengen
Decisione in seguito all'accordo con gli alleati del Partito popolare danese, gruppo di estrema destra Tornano i controlli alle frontiere

La Danimarca, in deroga agli accordi di Schengen, è pronta a reintrodurre i controlli alle proprie frontiere per frenare il flusso di immigrati irregolari e l’aumento della criminalità organizzata. Lo ha annunciato il governo di centrodestra guidato da Lars Lokke Rasmussen, che ha raggiunto un accordo politico con gli alleati del Partito popolare danese (Df), formazione di estrema destra che garantisce all’esecutivo un appoggio esterno.

«Lo faremo il più presto possibile, da qui a due-tre settimane», ha spiegato il ministro delle finanze danese, Claus Hjort Frederiksen, specificando come i controlli riguarderanno soprattutto il confine con la Germania, ma anche i porti e il grande ponte sullo stretto dell’Oresund che unisce la Danimarca alla Svezia.

Quello di tornare ai controlli è un cavallo di battaglia della formazione ultraconservatrice guidata dall’euroscettica Pia Kjaersgaard, che in seguito alle ultime elezioni politiche ha ottenuto in Parlamento 24 seggi.

«Nel corso degli ultimi anni - ha affermato il ministro delle finanze - abbiamo avuto un aumento del crimine transfrontaliero, ed è proprio questo il problema. Costruiremo quindi delle nuove installazioni alle frontiere con la Germania con dei nuovi sistemi di controllo elettronici e di identificazione delle targhe». [/color]



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