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 Oggetto del messaggio: Re: Rivolte e rivoluzioni infiammano il mondo
MessaggioInviato: 09/10/2020, 12:47 
Vediamo se riesco a raggranellare qualche milione pure io col crwofounding mettendo qualche cretinata come obiettivo. Devo provare hai visto mai.



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 Oggetto del messaggio: Re: Rivolte e rivoluzioni infiammano il mondo
MessaggioInviato: 09/10/2020, 12:51 
MaxpoweR ha scritto:
Vediamo se riesco a raggranellare qualche milione pure io col crwofounding mettendo qualche cretinata come obiettivo. Devo provare hai visto mai.

Eh si caro Max, pure io ci avevo pensato a suo tempo [:246]


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 Oggetto del messaggio: Re: Rivolte e rivoluzioni infiammano il mondo
MessaggioInviato: 27/10/2020, 13:14 
Cita:
Come rendere obsolete 11 portaerei in un colpo solo

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La Russia ha portato a termine con successo un altro test del programma per il missile da crociera ipersonico “Zirkon.” Il lancio è stato effettuato per la prima volta dalla fregata “Ammiraglio della flotta dell’Unione Sovietica Gorshkov” contro un bersaglio galleggiante situato a 450 km di distanza. La velocità media di volo del missile è stata di 1,6 km al secondo e la quota massima raggiunta di 28.000 m. Ci sono voluti circa 4,5 minuti per centrare il bersaglio. Il missile verrà utilizzato contro le navi di superficie nemiche dotate di sistemi di difesa aerea e missilistica in grado di intercettare in modo efficace i moderni missili da crociera supersonici anti-nave.

Il primo lancio di prova contro un bersaglio situato sulla terraferma e distante 500 km era avvenuto a gennaio e si era anch’esso concluso con un successo. La fregata della flotta settentrionale “Admiral Gorshkov” effettuerà altri tre lanci di prova dello “Zirkon” entro la fine di quest’anno. Allo stesso tempo, tutti i lanci saranno effettuati contro veri e propri bersagli marittimi e terrestri simulanti portaerei nemiche e postazioni strategiche.

Questo significa che il missile ipersonico russo “Zirkon” 3M22, sviluppato da “Mashinostroeniya,” è pronto per il suo uso principale: la neutralizzazione delle grandi navi nemiche.

Gli Stati Uniti sono chiaramente allarmati dalla prospettiva che questo complesso venga messo a disposizione della Marina russa. Come sappiamo, la base dell’influenza degli Stati Uniti nel mondo è costituita dalla sua potenza militare. E la caratteristica principale di questa potenza è la sua capacità, come dicono gli Americani, di proiezione, cioè di attaccare altri paesi, non importa quanto lontani dagli Stati Uniti. Lo strumento principale di questa proiezione è la US Navy, o meglio, la sua capacità di distruggere, in una guerra non nucleare, ogni possibile flotta che osi resisterle, garantendo così agli Stati Uniti il dominio dei mari. E questa capacità si basa sul fatto che, indipendentemente dai mezzi che il nemico sarà in grado schierare contro questa flotta, ogni suo tentativo si rivelerà inutile, mentre i sottomarini americani e gli aerei imbarcati sulle portaerei saranno sempre in grado di far fronte a qualunque minaccia.

I sottomarini sono tutta un’altra storia, ma la neutralizzazione degli attacchi missilistici è compito delle forze di superficie della Marina americana. Incrociatori missilistici e cacciatorpediniere dotati del sistema AEGIS possono fornire una difesa aerea così efficace che cercare di superarla senza fare ricorso alle armi nucleari potrebbe far pagare un prezzo troppo alto alle forze di qualunque aviazione nemica. Naturalmente, la difesa delle formazioni navali della Marina americana può essere perforata o aggirata con trucchi tattici, ma tutto ciò richiederebbe un dispiegamento enorme di forze, attacchi missilistici di saturazione, un duro lavoro da parte del quartier generale e, ahimè, perdite. E anche molte, in un contesto del genere.

Ora, tutti i vantaggi della US Navy sono stati ridotti a zero. L’estrema velocità è il principale vantaggio dello “Zirkon.” Ad oggi, semplicemente, non esistono sistemi di difesa missilistica in grado di intercettare con successo questi missili anti-nave.

Se poi prendiamo in considerazione l’autonomia di volo dichiarata, che, secondo varie fonti, è di 600 km e molto probabilmente di più di 1000, una portaerei, semplicemente, non si renderebbe neanche conto della minaccia che le sta arrivando addosso. E se poi anche un solo missile colpisse un cacciatorpediniere lanciamissili di classe Arleigh Burke, questo verrebbe letteralmente spezzato in due dall’enorme energia cinetica del proiettile. Una cosa del genere azzererebbe le capacità di intercettazione della cupola protettiva del sistema AEGIS prevista per tutti i gruppi da battaglia della Marina degli Stati Uniti. Invece di essere un formidabile deterrente, i gruppi d’attacco delle portaerei americane dovranno stare ben lontani dalle coste russe e dai vettori delle armi ipersoniche.

Quando gli “Zirkon” verranno usati dai sottomarini, sarà come sparare a bruciapelo. Negli Stati Uniti, si illudono di poter utilizzare i loro missili imbarcati SM-6 per intercettare i missili ipersonici russi. Gli SM-6 dovrebbero essere in grado di rilevare lo “Zirkon” a grande distanza utilizzando il nuovo sistema di controllo del fuoco integrato navale contraereo (NIFC-CA ). Anche se riuscissero a rilevarlo, il che è molto dubbio, attualmente è impossibile nascondersi o proteggersi da un proiettile che si muove a 3 km al secondo.

All’estero, stanno monitorando da vicino i test missilistici russi e ne terranno conto nel momento in cui dovranno decidere la politica da seguire nel campo del controllo degli armamenti, questo secondo una dichiarazione, riportata da molti media americani, del Dipartimento di Stato subito dopo il test del missile “Tsirkon.” Popular Mechanics ha scritto, ad esempio, che i sistemi di difesa della Marina degli Stati Uniti, probabilmente, potrebbero avere dei problemi con lo “Zirkon” e con gli altri missili anti-nave ipersonici.

Tuttavia, secondo la rivista: “la velocità dello Zircon rasenta il terrificante, ma la buona notizia è che la US Navy non è molto distante.” Non specifica però come gli Americani intendano contrastare le armi ipersoniche russe.

Inoltre, la maggior parte delle navi e dei sottomarini russi sarà ora in grado di utilizzare queste armi, sia le piccole corvette e le fregate che gli incrociatori nucleari. Le navi di superficie e i sottomarini saranno dotati di lanciatori universali per “Kalibr,” “Oniks” e ” Zirkon.” La possibilità di armare con lo Zirkon la fregata antisommergibile della Flotta del Pacifico “Maresciallo Shaposhnikov” e il sottomarino nucleare della Flotta del Pacifico “Irkutsk” indica che le armi ipersoniche saranno dispiegate in Estremo Oriente, una regione che sta diventando sempre più importante nel confronto sempre più caldo tra Stati Uniti e Cina.

Le flotte del Mar Baltico e del Mar Nero non hanno bisogno di missili con una gittata di 1.000 chilometri, perché, semplicemente, sarebbero sprecati nei piccoli mari interni. Ma, nell’Oceano Pacifico, i missili supersonici ed ipersonici hanno tutto lo spazio necessario, il “Kalibr” ha due volte la gittata dell’americano “Harpoon” (600 km contro 280 km) ed è tre volte più veloce (Mach 3 contro Mach 0,85). Una velocità di volo tre volte quella del suono mette in dubbio la possibilità che il sistema di difesa aerea AEGIS, schierato sulle navi della Marina americana, sia in grado di intercettarlo. Non c’è assolutamente protezione contro lo “Zirkon” con i suoi Mach 9 e raggio d’azione di 1000 km.

Forse, la regione del Pacifico diventerà una priorità per il dispiegamento dello “Zirkon,” scrive Military Watch Magazine. I missili aviolanciati “Kinzhal” e navali “Zirkon” diventeranno l’“arma assoluta” della Russia, consentendole di rafforzare la propria influenza nella regione e dando nuovo impulso agli sforzi congiunti della Cina e della Federazione Russa per sottrarsi al predominio marittimo mondiale degli Stati Uniti. Inoltre, in Russia vengono sviluppati diverse dozzine di progetti nel settore delle armi ipersoniche.

La Russia ha privato l’America dello status di intoccabilità, ha affermato il vice ammiraglio della Marina degli Stati Uniti Daryl Caudle. “Ora si sa che il nostro paese non è più un santuario, perciò dobbiamo essere preparati, qui in patria, per condurre operazioni di combattimento di alto livello nelle nostre acque territoriali,” ha detto.

Con l’avvento del missile da crociera “Zirkon,” la Russia sta diventando anche un leader marittimo e acquisisce uno strumento efficace nello scoraggiare l’aggressione da parte di stati ostili, ha detto Viktor Bondarev, capo del Comitato per la Difesa e la Sicurezza del Consiglio della Federazione Russa. “Oggi, la presenza di un serio arsenale nucleare sta raffreddando le teste calde del Pentagono, impedendo loro di usare la forza contro la Russia, in una forma o nell’altra. In effetti, le forze nucleari strategiche sono attualmente il principale garante della pace globale. Ma è importante sostenere questa ‘fonte di stabilità’ con armi non nucleari che siano paragonabili in potenza e impatto alle armi nucleari,” ha aggiunto il senatore. Questo, ha sottolineato Bondarev, è ciò che la Russia sta facendo con successo: le armi ipersoniche, insieme alle armi laser, sono la nuova generazione delle armi.

In futuro, lo “Zirkon” sarà installato non solo su navi di superficie e sottomarini, ma anche sui complessi costieri anti-nave “Bastion.”

I test del missile ipersonico “Zirkon” sono stati un evento molto importante per le forze armate russe. Secondo il segretario stampa del presidente russo, Dmitry Peskov, grazie al successo del test del missile “Zirkon,” la triade nucleare russa ha ricevuto una nuova arma fondamentale. Ha sottolineato che il presidente russo ha definito questo test un grande evento per l’intero paese. A sua volta, l’ambasciatore russo negli Stati Uniti, Anatoly Antonov, sul canale televisivo “Russia-1” ha definito il lancio dello “Zirkon” “uno straordinario successo delle forze armate russe.” Secondo l’ambasciatore, Washington segue con attenzione i test e, in ogni caso, “monitora da vicino” ciò che accade in Russia. Ha osservato che qualsiasi iniziativa delle forze armate russe è importante per la controparte americana. Già solo la notizia dell’imminente adozione di un missile ipersonico da parte della Marina russa ha avuto un impatto significativo sugli equilibri di forze in diverse parti del mondo.

C’è da dire che l’ultimo test dello “Zirkon” è stato seguito da un quasi completo silenzio da parte della stampa specializzata americana. Hanno finalmente capito? Improbabile. Il missile anti-nave “Zirkon” 3M22 è uno dei famigerati “missili Putin,” di cui il presidente russo aveva messo in guardia i suoi partner geopolitici in un memorabile discorso all’Assemblea Federale. Allora c’era stata molta ironia per quei “cartoni animati,” anche da parte dei liberali russi. Ma ora possiamo parlare del sistema missilistico “Avangard” e del complesso aeronautico ipersonico “Kinzhal” come di un fatto compiuto. Lo “Zirkon” era la terza delle armi promesse in quella lista.

La situazione è molto simile a quella che si era verificata nel periodo in cui l’URSS stava portando avanti il suo programma nucleare. L’8 marzo 1950, l’URSS aveva annunciato ufficialmente di essere in possesso della bomba atomica, scioccando la comunità mondiale e, sopratutto, l’amministrazione e gli ambienti militari statunitensi.

Prima di allora, gli esperti statunitensi erano sicuri che l’industria nucleare sovietica fosse molto indietro rispetto a quella americana e ritenevano che, nel migliore dei casi, la bomba atomica sovietica non sarebbe stata pronta prima del 1954. Nel 1947, la dichiarazione del ministro degli esteri dell’URSS, Molotov, sul progetto segreto, ormai non più segreto, dell’atomica sovietica era stato considerata un bluff dagli Americani. Ma, nello stesso anno, in Unione Sovietica era entrato in funzione il primo reattore nucleare.

Tuttavia, i media e i politici americani non avevano quasi mai sollevato l‘argomento, tanto erano sicuri dell’irraggiungibile superiorità militare degli Stati Uniti. Il 12 agosto 1953, nel poligono di “Semipalatinsk” era stato portato a termine con successo il test [di una bomba all’idrogeno], che aveva consentito all’URSS di diventare il primo paese in possesso di un’arma termonucleare di enorme potenza distruttiva. Inoltre, quella bomba poteva anche essere trasportata in territorio nemico da un bombardiere strategico perchè era di piccole dimensioni, pesava solo 7 tonnellate, e si adattava facilmente, ad esempio, al Tu-16. Questa notizia non era passata inosservata all’estero, ma non aveva avuto l’effetto sperato: gli USA non avevano cambiato opinione sulla propria grandezza.

Secondo Vladimir Batyuk, capo del Centro per la ricerca militare e politica presso l’Istituto degli Stati Uniti e del Canada dell’Accademia delle Scienze Russa, gli Americani erano rimasti scettici fino agli anni ’50 sui progressi della ricerca scientifica sovietica. “L’establishment americano non era rimasto particolarmente colpito dal test della bomba atomica sovietica. Si era convenuto di far passare tutto sotto silenzio, riducendolo ad un caso di ‘spionaggio atomico.’ Inoltre, il test della bomba all’idrogeno non aveva fatto sensazione, anche se in questo campo l’Unione Sovietica era chiaramente davanti all’America. Ho il sospetto che gli Americani associassero i segreti atomici allo spionaggio: secondo gli Americani, tutto quello che avevano fatto i Russi era stato rubare qualcosa e perfezionarla,” ha detto Batyuk in un’intervista a RT.

L’esperto ritiene che gli Americani erano rimasti davvero scioccati dai risultati della scienza e della tecnologia militare sovietica solo in seguito, quando era stato lanciato il primo satellite artificiale (1957), ma, “molto più del primo test del 1953 della bomba all’idrogeno sovietica, era stato nel 1961 che la società e l’élite americana erano rimaste realmente impressionate dall’esplosione sperimentale in Novaya Zemlya dell’ordigno termonucleare denominato ‘Bomba Zar,’ all’epoca l’arma più potente nella storia dell’umanità.”

Era andata così: il 17 ottobre 1961, al 22° Congresso del Partito Comunista dell’Unione Sovietica, Nikita Khrushchev aveva annunciato l’imminente collaudo di un’enorme bomba termonucleare aviotrasportata. La potenza della bomba era da record. Krusciov aveva parlato di 50 megatoni, ma in realtà, la sua capacità era di 58 megatoni.

Il test si era svolto il 30 ottobre 1961. La superbomba, chiamata “Bomba Zar” o “Madre di Kuzkin” (Krusciov, all’ONU, aveva detto che avrebbe mostrato a tutti “la madre di Kuzkin,” da qui il secondo nome della bomba), era stata sganciata da un bombardiere Tu -95 da un’altezza di 10 km appesa ad un paracadute ed era stata fatta detonare tre minuti dopo. Immediatamente dopo lo sgancio, l’aereo aveva invertito la rotta di 180°. L’esplosione era avvenuta a una distanza di 38-39 km dall’aereo, l’onda d’urto aveva raggiunto il bombardiere quando si trovava ad una distanza di 115 km, mandandolo in una picchiata da cui i piloti erano riusciti ad uscire dopo aver perso circa 800 m di quota. L’esplosione della bomba avrebbe dovuto dimostrare la potenza nucleare dell’Unione Sovietica e indurre alla calma le teste calde dell’Occidente.

La storia si ripete, ma sotto forma di farsa, e questo succede periodicamente nella storia americana. Nel marzo dello scorso anno, il sito web “Breitbart news” aveva scritto: “Il segretario di Stato americano Mike Pompeo ha deriso la minaccia del presidente russo Vladimir Putin di schierare nuovi missili contro le capitali occidentali, definendola ‘una spacconata’ progettata per seminare divisione tra Washington e i suoi alleati.”

Un mese fa, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, aveva dichiarato che la Russia è stata in grado di creare armi ipersoniche solo dopo aver presumibilmente rubato tecnologia americana durante il mandato del suo predecessore, Barack Obama. “Ora abbiamo la più grande arma mai creata dall’uomo. Abbiamo rivitalizzato l’esercito e l’abbiamo portato ad un livello che si riteneva impossibile. E ho detto che abbiamo creato l’arma più potente mai conosciuta dall’umanità. Questo è vero,” aveva aggiunto. Allo stesso tempo, secondo il presidente, queste armi sono così avanzate che Russia e Cina “invidieranno” gli Stati Uniti.

I generali americani sembrano essere più realisti. Negli ultimi mesi, hanno più volte riconosciuto che il paese è rimasto indietro rispetto alla Russia e alla Cina nella produzione di armi ipersoniche. Il capo del Pentagono, Mark Esper, ad esempio, ha osservato che gli Stati Uniti, in questo settore, “stanno giocando di rimessa.” Ha annunciato un raddoppio dei finanziamenti per lo sviluppo di munizioni ipersoniche terrestri, aeree e marittime per il 2020. E il capo del Comando Settentrionale delle forze armate statunitensi, il generale Terrence O’Shaughnessy, ha recentemente affermato che “il sistema russo Avangard è in grado di aggirare le difese antimissili statunitensi e colpire in profondità il territorio nazionale 15 minuti dopo il lancio.”

Il presidente russo Vladimir Putin ha paragonato il lavoro sul sistema “Avangard” al progetto nucleare sovietico. Ha sottolineato che, dal dicembre dello scorso anno, è già in servizio attivo il primo reggimento di missili strategici equipaggiati con il sistema “Avangard.” Secondo il leader russo, questo è un evento enorme nella vita del paese e ne garantisce la sicurezza. “Il ritiro degli Stati Uniti dal trattato sui missili balistici nel 2002 ha costretto la Russia ad iniziare lo sviluppo delle armi ipersoniche. Abbiamo dovuto creare queste armi in risposta al dispiegamento del sistema di difesa missilistica strategica degli Stati Uniti, che, in futuro, potrebbe essere in grado, di neutralizzare e annullare il nostro potenziale nucleare,” ha dichiarato il presidente russo.

La Russia è stata per un certo periodo in ritardo nello sviluppo di nuove armi, ha continuato Vladimir Putin, e la cosa aveva messo il paese in una posizione molto difficile e persino pericolosa. “In effetti, ci sono stati momenti in cui siamo stati minacciati, ma non avevamo nulla con cui rispondere,” ha aggiunto il presidente. “Quella era una chiara e pericolosa violazione dell’equilibrio strategico. Ma ora, per la prima volta, il paese ha le armi più moderne, molte volte superiori a quelle sviluppate da altri paesi,” ha affermato presidente.

Nell’ultimo rapporto del servizio di ricerca del Congresso, “Armi ipersoniche. Background e questioni per il Congresso” del 17 marzo 2020 si afferma esplicitamente: i veicoli di rientro russi (“Avangard“) con testata nucleare sono difficili da rilevare tramite le apparecchiature esistenti, la struttura di comando delle forze armate statunitensi è troppo lenta e non sarà in grado di rispondere ad un attacco del genere. Ma asserisce anche che queste armi non aggiungono nulla al potenziale strategico esistente. Quindi, ancora una volta, non hanno capito nulla.

Il 18 settembre 2020, l’autorevole rivista americana “The National Interest” ha pubblicato un articolo dal titolo “Is the Russian Avangard Hypersonic ICBM a Serious Threat?” [L’ICBM ipersonico Avangard russo è una minaccia seria?]. Il suo autore, Peter Suciu, in particolare, scrive che l’unità da combattimento ipersonica planante del sistema missilistico “Avangard” può muoversi a una velocità 27 volte superiore a quella del suono e che la sua capacità di manovra può rendere quasi impossibile prevedere correttamente la sua traiettoria. L’articolo rileva inoltre che “Avangard” è solo uno dei componenti del grande arsenale russo di tali armi, che comprende 528 missili balistici intercontinentali terrestri e sublanciati, nonché armi nucleari aviotrasportate.

Il possesso di sistemi ipersonici da parte della Russia è il motivo principale del rifiuto della Casa Bianca di estendere il Trattato START-3, e questo perchè vorrebbe includere il sistema “Avangard” nell’accordo, ma la Russia, per ovvie ragioni, rifiuta. Il fatto è che, dopo la comparsa delle armi ipersoniche, “Avangard” compreso, le armi nucleari hanno perso molto del loro significato strategico. E qui è particolarmente importante sottolineare che il duro lavoro che la Russia ha svolto per estendere il Trattato START-3 è dettato esclusivamente dalla preoccupazione per il mantenimento della pace. Ma anche questa è una cosa che gli Stati Uniti non vogliono accettare. Nel frattempo, secondo fonti ben informate, l’entrata in servizio di un nuovo missile balistico intercontinentale americano è prevista per il 2029. Ciò significa che nei prossimi 8-10 anni gli USA non avranno nulla da opporre all’“Avangard” russo. Ma neanche la Russia resterà con le mani in mano …

Ed ecco che arriva lo “Zirkon.” Non è un caso che nei prossimi lanci di prova, previsti per la fine del 2020, vengano indicati come bersagli unità mobili di superficie che simulano le portaerei: del resto il missile 3M22 è chiamato “carrier killer.” Questo è uno degli scopi principali dello “Zirkon.”

E così, le poderose portaerei sono diventate un ottimo bersaglio anche per le piccole navi della Marina russa, che saranno equipaggiate con missili ipersonici. Pertanto, i 10 prossimi lanci di prova dello “Zirkon” hanno un significato geopolitico paragonabile al test della superbomba denominata “Madre di Kuzkin.” All’epoca, gli Stati Uniti avevano finalmente riconosciuto l’Unione Sovietica come un nemico paritario in termini di potenza militare. La Guerra Fredda era stata quindi equilibrata dalle potenzialità dei due stati nucleari più potenti. Oggi, come si suol dire, la palla ipersonica è nella parte americana del campo e, allo stesso tempo, aumenta il grado di confronto nella Guerra Fredda infinita, ma la Russia ora è in condizioni di dettare le regole del Grande Gioco.

Valery Panov

Fonte: stalkerzone.org
Link: https://www.stalkerzone.org/11-us-aircraft-carriers-were-nullified/
11.10.2020
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org

Fonte: https://comedonchisciotte.org/come-rendere-obsolete-11-portaerei-in-un-colpo-solo/



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