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 Oggetto del messaggio: Re: Guerra in Libia
MessaggioInviato: 27/04/2019, 12:08 
Ma Conte, intelligentemente, ha già cominciato a scarichicchiare (passatemi il termine [:302] ) Serraj, dicendo "noi non stiamo con nessuno, ma col popolo libico", e "l'idea di unificare la Libia con Haftar è anche condivisibile... " :)

Bisogna "fare i neutrali" di facciata, ma cominciare già a trattare con Haftar sottobanco.
Anche perché, essendo sostenuto da Usa, Russia e compagnia cantante, è ovvio che alla fine la spunterà lui.



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 Oggetto del messaggio: Re: Guerra in Libia
MessaggioInviato: 27/04/2019, 12:36 
[:264] [:301]



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Per quanto possa essere buia la notte sulla Terra, il sole sorgerà quando è l' ora, e c' è sempre la luce delle stelle per illuminarci nel cammino.

Non spaventiamoci per quando le tenebre caleranno, perchè il momento più buio è sempre prima dell' alba.

Noi siamo al tramonto, la notte è ancora tutta davanti, ma alla fine il sole sorgerà anche stavolta. Quello che cambia, è quello che i suoi raggi illumineranno. Facciamo che domani sotto il Sole ci sia un mondo migliore.
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 Oggetto del messaggio: Re: Guerra in Libia
MessaggioInviato: 27/04/2019, 13:52 
TheApologist ha scritto:
Ma Conte, intelligentemente, ha già cominciato a scarichicchiare (passatemi il termine [:302] ) Serraj, dicendo "noi non stiamo con nessuno, ma col popolo libico", e "l'idea di unificare la Libia con Haftar è anche condivisibile... " :)

Bisogna "fare i neutrali" di facciata, ma cominciare già a trattare con Haftar sottobanco.
Anche perché, essendo sostenuto da Usa, Russia e compagnia cantante, è ovvio che alla fine la spunterà lui.

D'accordo col tuo ragionamento ma quanto hai detto non esclude che noi italiani ne usciremo comunque vincitori senza aver sparato un colpo, ergo ne usciremo (come sto scrivendo da settimane), con i nostri interessi energetici salvi....almeno questo è l'obiettivo (e i ns alleati devono, imperativo, favorirci in questo).



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 Oggetto del messaggio: Re: Guerra in Libia
MessaggioInviato: 27/04/2019, 13:56 
Aztlan ha scritto:
Hai capito perfettamente Trump [:264] Diamo a Cesare quel che è di Cesare... il problema è che ora il businessman ce l' ha con noi per l' affaruccio coi cinesi...

Allora guarda, ti dico una cosa: io è da tempo che dico che dobbiamo appoggiare Haftar anzicchè Sarraj. Il motivo per cui l'Italia non lo ha fatto è che Serraj controlla la Tripolitania dove abbiamo la maggioranza dei ns interessi energetici sia on-shore che off-shore. Ora che la musica sta cambiando è utile salire sul carro del vincitore il quale oltretutto garantirebbe (usiamo ancora il condizionale), un controllo unitario di tutta la Libia consentendo anche dal lato delle migrazioni le trattative con un unico interlocutore.

La questione fondamentale come ho sempre detto è quella di riuscire a tenere saldi i nostri rapporti commerciali con la Libia.



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 Oggetto del messaggio: Re: Guerra in Libia
MessaggioInviato: 27/04/2019, 13:57 
bleffort ha scritto:
Così sottovento e ufologo rimarrebbero appiedati?. [:296] [:246]

E perché mai? ti risulta che chiuderanno i distributori di carburante?

nb: comunque questa dell'aumento dei carburanti è solo una situazione transitoria, stai sereno!



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 Oggetto del messaggio: Re: Guerra in Libia
MessaggioInviato: 27/04/2019, 15:06 
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 Oggetto del messaggio: Re: Guerra in Libia
MessaggioInviato: 27/04/2019, 15:52 
Sperem.

Io "puntavo" da anni su Kalifa... Scusate [:297]

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 Oggetto del messaggio: Re: Guerra in Libia
MessaggioInviato: 27/04/2019, 20:00 
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Le portaerei americane che solcano le acque del Mar Mediterraneo e si addestrano a largo di Malta insieme alla Marina britannica, presente con la Hms Duncan. La portaerei Charles de Gaulle che transita tra il Mare Nostrum e il Mar Rosso.
La Libia, che rappresenta ancora oggi la grande area di crisi al centro di questo mare e che coinvolge in particolare tutta la costa nordafricana. A est, la Siria rimane un punto interrogativo, con il Mediterraneo orientale che rappresenta il grande terreno di sfida fra le potenze regionali e mondiali e in cui la corsa al gas si intreccia con la sfida politica alla supremazia del Medio Oriente.
E infine, più a nord, la via verso il Mar Nero e lo scontro eterno fra Nato e Russia per l’Europa orientale.

Mai come in questi tempi, il Mediterraneo è diventato uno dei mari più caldi del mondo. E lo dimostra il continuo passaggio di navi militare da Gibilterra a Suez fino al Mar d’Azov.
E l’Italia, che ci questo mare è centro geografico e importante pilastro politico, non può non essere coinvolta. Tanto più che da qualche tempo, sia per la Libia che per la Nuova Via della Seta, il nostro Paese sembra essere entrato di diritto al centro dei dossier più bollenti che coinvolgono lo specchio d’acqua che separa (o unisce) Africa ed Europa.
E sotto questo profilo, i recenti movimenti non devono indurci a dormire sonni tranquilli.

A sud del nostro mare, le portaerei Abraham Lincoln e John C. Stennis della Us Navy hanno praticamente deciso di monitorare il movimento delle forze russe e di tutti gli Stati coinvolti nella crisi in Libia: non succedeva dal 2016.

Dopo tre anni, due gruppi d’attacco di portaerei Usa sono nel nostro mare. Dall’altro lato, la notizia di una nave francese arrivata a Ras Lanuf, porto in mano a Khalifa Haftar, non smentita dal Parigi, dimostra che la Marine nationale vuole tornare a controllare la rotta del Mediterraneo centrale. La notizia è comunque arrivata alle orecchie molto interessate del governo di Tripoli, che ha parlato apertamente di “suicidio” in riferimento alla possibilità che le potenze entrino direttamente nello scacchiere libico.

Francia, Stati Uniti e Gran Bretagna monitorano quindi la rotta del Mediterraneo. Ma attenzione a non guardare anche ad altri attori più silenti che in questi giorni stanno muovendo eccome le loro pedine. Innanzitutto c’è la Russia, che da questo mar non vuole certo andarsene visto che è la porta verso il Mar Nero e quindi verso i territori sotto il controllo di Mosca. La guerra in Siria ha dimostrato che il Mediterraneo è essenziale per il Cremlino al pari delle altre grandi potenze. E non va sottovalutato il ruolo di questo mare nella sfida mondiale con Washington visto che lo stesso ammiraglio Foggo ha parlato di portaerei Usa che sfidano la forza russa.

E a proposito di Siria, c’è un’altra potenza che in questi mesi sembra essersi assopita ma che in realtà è più che attiva nello scacchiere mediterraneo: l’Iran. In queste settimane, si rincorrono le notizie di un ingresso di Teheran nel porto di Latakia, città fondamentale del Mediterraneo orientale e da sempre al centro della strategia russa per il Mare Nostrum. La notizia del possibile arrivo di una flottiglia iraniana nel sud Italia si è rivelata falsa. Ma l’Italia, anche in questo caso, non può rimanere disinteressata: se puntano tutti il Mediterraneo e noi ne siamo al centro (e con la Libia sotto di noi), siamo di fronte a un problema molto serio. Non possiamo far finta di nulla se tutte le potenze stanno per prendere il sopravvento sul “nostro mare”. Che da qualche tempo sembra non essere più nostrum.

http://www.occhidellaguerra.it/adesso-i ... esplodere/



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 Oggetto del messaggio: Re: Guerra in Libia
MessaggioInviato: 28/04/2019, 13:38 
Beh, sembra chiaro che agli Usa non farebbe piacere se russi e iraniani mettessero il naso della situazione libica, idem i cinesi. Insomma va da se che agli americani non faccia piacere che un paese dirimpettaio della Nato possa registrare la presenza di paesi concorrenti che magari come prima cosa metterebbero dei bei radar capaci di guardare nel territorio italico!

Quindi come ho già detto altre volte mi viene spontaneo pensare che Trump (che si sta dimostrando un ottimo stratega militare), cosa stia facendo? Semplice, cerca di soffiare l'alleato Haftar ad altre potenze per farselo amico e di conseguenza per favorire gli interessi italiani in Libia.

Detta in altre parole, lo Zio Sam non ci lascerà da soli in questa situazione! [:264]



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 Oggetto del messaggio: Re: Guerra in Libia
MessaggioInviato: 28/04/2019, 17:42 
Sperem...

intanto Bene ha fatto Conte a sentirsi con Putin... così per concordare una exit strategy ordinata dallo scenario da incubo in cui ci trovassimo "scaricchicchiati" da tutti! [:0]



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 Oggetto del messaggio: Re: Guerra in Libia
MessaggioInviato: 28/04/2019, 18:22 
sottovento ha scritto:
Beh, sembra chiaro che agli Usa non farebbe piacere se russi e iraniani mettessero il naso della situazione libica, idem i cinesi. Insomma va da se che agli americani non faccia piacere che un paese dirimpettaio della Nato possa registrare la presenza di paesi concorrenti che magari come prima cosa metterebbero dei bei radar capaci di guardare nel territorio italico!

Quindi come ho già detto altre volte mi viene spontaneo pensare che Trump (che si sta dimostrando un ottimo stratega militare), cosa stia facendo? Semplice, cerca di soffiare l'alleato Haftar ad altre potenze per farselo amico e di conseguenza per favorire gli interessi italiani in Libia.

Detta in altre parole, lo Zio Sam non ci lascerà da soli in questa situazione! [:264]


La tua visione monocolore!. [:246]

Chi si trova di fronte attualmente senza più "cuscinetti" è la Russia,vedi che loro non sò mica scemi!. [:D]


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 Oggetto del messaggio: Re: Guerra in Libia
MessaggioInviato: 28/04/2019, 18:59 
bleffort ha scritto:
Chi si trova di fronte attualmente senza più "cuscinetti" è la Russia,vedi che loro non sò mica scemi!. [:D]

Non l'ho capita.



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 Oggetto del messaggio: Re: Guerra in Libia
MessaggioInviato: 28/04/2019, 20:08 
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Le portaerei americane Uss Abraham Lincoln e la Uss Jonh C. Stennis solcano le acque del Mediterraneo. A loro si unisce anche la Hms Duncan, che, come riporta la Royal Navy, si addestra insieme ai gruppi d’attacco delle due portaerei Usa a largo di Malta. Proprio di fronte a quella Libia che Londra e Washington hanno rimesso al centro della loro strategia nel Mediterraneo.


In questi giorni, la crisi in Libia pare essere tornata appannaggio delle superpotenze. Sembra quasi che Russia e Stati Uniti abbiano fatto fare il lavoro “sporco” alle più piccole per poi ribadire di essere loro ad avere in mano le leve del potere. Loro e la Cina, che dallo scacchiere libico non è affatto esclusa visto che in Nord Africa continua a tessere rapporti sempre più proficui, a cominciare da Egitto e Algeria.

L’aumento della presenza navale americana nel Mediterraneo non è un tema secondario. Per la prima volta da tre anni ci sono due gruppi di attacco di due portaerei nelle acque del Mare Nostrum. Acque sempre più bollenti in cui la sfida fra superpotenze è sempre più netta.
In questi giorni, l’ambasciatore americano in Russia, Jon Huntsman, è stato in visita alla base della Us Navy di Napoli proprio mentre le due portaerei americane si congiungevano nel Mediterraneo centrale, area operativa della Sesta Flotta. Come riportato da Repubblica, l’ambasciatore americano ha dichiarato: “Noi cerchiamo una relazione migliore con la Russia, ma ciò potrà avvenire solo quando Mosca smetterà il suo comportamento aggressivo, e creerà lo spazio per un dialogo produttivo. Noi continueremo ad imporre costi alla Russia, quando condurrà azioni mirate contro i nostri partner, gli alleati e gli interessi nazionali degli Usa”.

Un messaggio chiaro, senza chiavi di lettura diverse da quella di una vero e proprio duello dei mari che si gioca fra Mosca e Washington. L’ammiraglio James Foggo, comandante delle forze della marina militare americana in Europa e Africa, ha caricato ulteriormente dicendo: “È cruciale che noi diamo ai nostri leader civili le opzioni e l’abilità di negoziare da una posizione di forza strategica. I nostri schieramenti e la presenza militare sono per la deterrenza e la difesa. Servono a prevenire, non a provocare un conflitto”. E questo, nel Mediterraneo, si traduce soprattutto in Africa settentrionale e Medio Oriente, dove le due superpotenze lottano per avere il sopravvento. O per evitare, in via generale, che una riesca a prevalere dove l’altra ha già il controllo della situazione.

Immagine

La Libia non fa eccezione a questa regola. Per mesi siamo stati abituati al fatto che ci fossero scontri fra potenze regionale, come Italia e Francia, Qatar e altre monarchie del Golfo. Ma quello che si sta rivelando agli occhi del mondo è qualcosa di più complesso. Si tratta di un cerchio concentrico di guerre in cui, alla fine, si ripete il copione di quanto accaduto in Siria: due superpotenze che lottano affinché l’altra non assuma il controllo di un Paese. E il caos libico era un laboratorio perfetto per la ripetizione di questo scontro che ormai da decenni caratterizza il nostro mondo. Mosca e Washington vogliono che la libia non passi sotto il controllo dell’altro. E sfruttano gli scontri regionali per dispiegare la loro strategia mondiale che passa, inevitabilmente, per il Mediterraneo. Un mare centrale, visto che è la via della Russia verso il sud del mondo.

Ma gli scontri regionali sono solo l’anticamera, quasi a voler lasciare che i piccoli giochino fino a che i grandi non prendano definitamente in mano la situazione. Gli Stati Uniti, dopo un apparente e breve disinteresse rispetto all’escalation libica con l’avanzata di Khalifa Haftar (culminata con quelle immagini dei marines di Africom che prendono la via del mare), sembrano essere rientrati in partita. La flotta Usa si muove davanti alle coste libiche, mentre in queste ore giungono notizie, rivelato da fonti di Agenzia Nova, di un gruppo di militari statunitensi nella città di Misurata. Secondo la fonte, i militari americani hanno raggiunto la città a bordo di hovercraft, probabilmente in arrivo da una nave militare d’appoggio non distante dalla città.Stato che appoggia il governo di Fayez al-Sarraj. La notizia, giunta a pochi giorni dalla telefonata di Donald Trump ad Haftar, dimostra che per Washington la partita libica è tutt’altro che terminata ed è soprattutto ben più interessante di quanto si potesse credere in un primo momento.

Per gli Usa la libia è importante: specialmente perché non vogliono che la Russia e la Cina riescano a penetrare in un’area così centrale per il Mediterraneo. E Putin, in questi anni, si è dimostrato un giocatore molto abile, capace di cambiare i destini di una guerra e rivelarsi attore fondamentale se non addirittura imprescindibile dal Medio Oriente all’Africa. L’escalation di Tripoli ha mostrato che Putin non è mai stato interessato nemmeno durante le proteste di piazza contro gli sponsor internazionale del maresciallo della Cirenaica. Tutti hanno parlato di Emmanuel Macron, di Abdel Fattah Al Sisi o dei sauditi. Ma nessuno ha mai citato il capo del Cremlino, nonostante sia evidente l’appoggio russo al generale Haftar.

Il fatto che la Russia stia tessendo la sua trama in Libia non piace evidentemente agli Stati Uniti. Putin ha giocato molto bene le sue carte. Ha ottimi rapporti con l’Egitto, ha stretto un asse con i sauditi sul petrolio, ha riallacciato i rapporti con la Turchia, ha ottimi rapporti con l’Italia, sa di poter fare affidamento su diversi Paesi africani e su molte fazioni dello scacchiere libico. Ed è per questo che il Pentagono ha fatto partire la sua controffensiva: un attacco a tenaglia che da Nord (con le truppe Nato) e da Sud (nel Mediterraneo) decide i destini del mondo.


http://www.occhidellaguerra.it/libia-se ... ati-uniti/



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 Oggetto del messaggio: Re: Guerra in Libia
MessaggioInviato: 28/04/2019, 21:06 
Io credo che oramai le faccende più scottanti si risolvono in maniera riservata a convegni privati oppure al telefono (vedasi la situazione fra Usa e Nordcorea), ma anche la questione in Siria sembra stranamente eclissata. Non credo che in questo contesto la Libia faccia eccezione. Questa è un era di crisi economiche e di commerci che nessuno vuol mandare a ramengo mettendosi a combattere tra i Big più armati (lo faranno solo in casi estremi e per ragioni di stretta sopravvivenza), fino ad allora secondo me troveranno sempre un compromesso lasciando le terze parti scannarsi un po fra loro per poi intervenire.



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 Oggetto del messaggio: Re: Guerra in Libia
MessaggioInviato: 28/04/2019, 22:30 
Ma infatti NON sono "terze parti", ma "guerre per procura"... [:305]

sottovento ha scritto:
bleffort ha scritto:
Chi si trova di fronte attualmente senza più "cuscinetti" è la Russia,vedi che loro non sò mica scemi!. [:D]

Non l'ho capita.


Si riferisce al fatto che dal tuo punto di vista di filo americano inossidabile vedi solo il timido tentativo della Russia di posizionarsi meglio nel Mediterraneo come un prodromo di invasione...

..ma non vedi che dall' Afghanistan all' Ucraina passando per la Siria tutte le mosse dell' America sono di accerchiamento dell' alleanza Russo-Cinese.
E' sufficiente guardare una cartina un pò più ampia di quella postata dal nostro U555.

Ufologo 555 ha scritto:
Per gli Usa la libia è importante: specialmente perché non vogliono che la Russia e la Cina riescano a penetrare in un’area così centrale per il Mediterraneo. E Putin, in questi anni, si è dimostrato un giocatore molto abile, capace di cambiare i destini di una guerra e rivelarsi attore fondamentale se non addirittura imprescindibile dal Medio Oriente all’Africa. L’escalation di Tripoli ha mostrato che Putin non è mai stato interessato nemmeno durante le proteste di piazza contro gli sponsor internazionale del maresciallo della Cirenaica. Tutti hanno parlato di Emmanuel Macron, di Abdel Fattah Al Sisi o dei sauditi. Ma nessuno ha mai citato il capo del Cremlino, nonostante sia evidente l’appoggio russo al generale Haftar.

Il fatto che la Russia stia tessendo la sua trama in Libia non piace evidentemente agli Stati Uniti. Putin ha giocato molto bene le sue carte. Ha ottimi rapporti con l’Egitto, ha stretto un asse con i sauditi sul petrolio, ha riallacciato i rapporti con la Turchia, ha ottimi rapporti con l’Italia, sa di poter fare affidamento su diversi Paesi africani e su molte fazioni dello scacchiere libico. Ed è per questo che il Pentagono ha fatto partire la sua controffensiva: un attacco a tenaglia che da Nord (con le truppe Nato) e da Sud (nel Mediterraneo) decide i destini del mondo.



Quando anni fa sostenevo che fosse questo il piano dello Zio Vlad, un posto al sole libico, alla CIA dormivano... [:246]



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Noi siamo al tramonto, la notte è ancora tutta davanti, ma alla fine il sole sorgerà anche stavolta. Quello che cambia, è quello che i suoi raggi illumineranno. Facciamo che domani sotto il Sole ci sia un mondo migliore.
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