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 Oggetto del messaggio: Re: Movimento 5 Stelle (seconda parte)
MessaggioInviato: 17/11/2018, 00:07 
Dl Genova, Toninelli: 'Pugno alzato per la gioia per la città'
'Contegno? Un ministro non deve rubare'



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Torna sulle polemiche per il suo pugno alzato ieri in Aula dopo l'approvazione del decreto Genova, il ministro Danilo Toninelli.

"Sono orgoglioso. Se un giornale di Berlusconi mi attacca vuol dire che ho fatto bene", ha detto a Radioanch'io a chi gli chiedeva se fosse pentito del suo pugno in aula al voto del decreto Genova. "Ho gioito perché abbiamo destinato a Genova 1,1 miliardi. Genova tornerà grande e beĺla. Contegno? Un ministro non deve rubare!".

Rixi, cantierizzazione opera entro Natale - "Serviranno 12 decreti attuativi, ma quattro di questi sono già pronti e potranno essere subito emanati", ha detto il viceministro Rixi. Tra questi, anche quello "del Viminale che consentirà al commissario di avere la protezione antimafia con procedure semplificate". Tutte misure che consentiranno l'accorciamento dei tempi per la ricostruzione: "Penso - ha detto Rixi - che per ricostruire il ponte ci vorrà circa un anno e mezzo dalla cantierizzazione dell'opera che noi vorremmo riuscire a far partire entro Natale".

Bucci, atto per chiarire rimborsi sfollati - "Procederemo con un decreto apposito da collegare alla legge per chiarire la questione degli indennizzi per gli sfollati di ponte Morandi", ha detto il sindaco di Genova e commissario per la ricostruzione Marco Bucci. "Specificheremo in un testo le terminologie relative a affittuari, proprietari e usufruttuari per chiarire in che modo hanno diritto ai rimborsi", ha aggiunto. Nei giorni scorsi c'erano state numerose sollecitazioni sul tema da parte del comitato degli sfollati.
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Polemiche per il pugno alzato di Toninelli? Mah... quante storie.

Comunque c'è pugno e pugno. [:D]

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Il MoVimento 5 Stelle non vuole inceneritori


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Il MoVimento 5 Stelle è coerente sugli inceneritori e rispetta il contratto di Governo. 
Continuiamo, infatti, ad essere sempre a fianco dei cittadini per la tutela della salute e dell’ambiente. La Lega, invece, vuole fare un passo indietro?


di Gianluigi Paragone
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Matteo Salvini ha dichiarato che vorrebbe “un termovalorizzatore per ogni provincia”. Non solo, afferma che “chi dice sempre di no provoca roghi tossici e malattie”. Andiamo a vedere se l’ha sempre pensata così, rileggendo una serie di articoli che illustrano la posizione della Lega sugli inceneritori nel territorio nazionale.

“Inceneritori, la Lega attacca il sindaco: fa solo campagna elettorale. Dovrebbe dimettersi.” Questo a Follonica.

A Reggio Emilia “La Lega dice no alla costruzione di un inceneritore”.

“Chiudere il forno inceneritore. La Lega Nord prende posizione contro il teleriscaldamento”, e siamo a Lecco.

“Tutti uniti contro l’inceneritore di Scarlino”, e c’è anche la Lega.

A Piacenza “Aumento portata inceneritore, coro di no a Iren: non s’ha da fare”.

“Lega strigliata da Milano: ora è contro l’inceneritore Pro-Gest”.


A “Sanremo: inceneritore, Casinò e Ucflor, la Lega Nord chiede un incontro con il Sindaco. Il Consiglio direttivo ritiene che sul territorio Sanremense non si debba in alcun modo insediare un inceneritore”.

A “Trecate: raccolta di firme contro l’inceneritore”.

E ancora “inceneritore Terni: protesta della Lega Nord davanti alla Regione Umbria”.

“Anche Matteo Salvini contro gli inceneritori di Terni: bene l’occupazione del consiglio regionale dell’Umbria”.

A questi territori vogliamo dire che il MoVimento 5 Stelle è coerente e non ha cambiato idea. E che il nostro sì più grande è per la vostra salute ed è per l’ambiente.
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 Oggetto del messaggio: Re: Movimento 5 Stelle (seconda parte)
MessaggioInviato: 17/11/2018, 11:08 
Per quello che ne so, sono cambiate le tecnologie e le polveri sottili vengono abbattute. Approfondirò l' argomento. Certo è che se fosse così, dovrebbero spiegare bene la cosa alla gente.



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 Oggetto del messaggio: Re: Movimento 5 Stelle (seconda parte)
MessaggioInviato: 20/11/2018, 14:40 
Virginia Raggi butta giù l'illegalità: demolite 8 ville dei Casamonica


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di Virginia Raggi
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Quella di oggi è una giornata storica per la città di Roma e per i romani. Mettiamo fine a anni di illegalità e inviamo un segnale forte alla criminalità e al clan Casamonica, sgomberando e abbattendo otto villette abusive nella periferia est di Roma.

L’amministrazione si è impegnata come mai è successo nella sua storia recente: da oltre 10 mesi abbiamo pianificato questa operazione che vede l’impegno di ben 600 uomini della Polizia Locale.

Ho voluto partecipare alle operazioni di sgombero e abbattimento per manifestare la presenza delle Istituzioni al fianco dei cittadini nella lotta all’illegalità e alla criminalità. Noi non abbassiamo lo sguardo.

Si tratta dell’operazione più imponente contro la criminalità mai realizzata dai caschi bianchi di Roma. Quelle villette erano da 30 anni lì, realizzate in palese violazione di regolamenti edilizi, vincoli paesaggistici, ferroviari ed archeologici.

Alcune case avevano persino inglobato interi tratti dello storico acquedotto felice. Sono state utilizzati 20 mezzi per gli abbattimenti. Quelle villette erano diventate il simbolo dell’illegalità e dell’impotenza di fronte alla malavita. Abbiamo cancellato soprattutto questo. Le Istituzioni ci sono e non abbassano lo sguardo.

È stata un’operazione complessa, partita molti mesi fa che ha permesso di concludere procedimenti sospesi e abbandonati in un cassetto.

Voglio ringraziare il VII Municipio per il coraggio e la costanza di questi mesi; i tecnici del Comune; gli agenti della Polizia Locale e il comandate Antonio Di Maggio; il personale della Polizia di Stato, dei Carabinieri, della Soprintendenza di Stato; i fabbri; gli operai; Atac; i tecnici di Acea, Enel e Italgas; la Sala Operativa Sociale di Roma Capitale, la Protezione Civile capitolina, le ditte che si occupano delle demolizioni; e in particolare tutti quei cittadini che con le loro denunce non si sono arresi mai.
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 Oggetto del messaggio: Re: Movimento 5 Stelle (seconda parte)
MessaggioInviato: 21/11/2018, 12:52 
Arredi elegantissimi vedo... [:246]



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 Oggetto del messaggio: Re: Movimento 5 Stelle (seconda parte)
MessaggioInviato: 21/11/2018, 17:11 
praticamente un circo !!

peccato,
potevano essere utilizzate come set cinematografici..
gomorra 5 e 6,
suburra , ecc.


comunque prima di abbattere spero che
facciano un inventario e mettanoall'asta
suppellettili e mobili vari..

col ricavato
possono recuperare ici e elettricità non pagata..

da quello che ho capito era territorio extra-nazionale,
come il vaticano,
al di fuori di leggi e regolamenti..



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https://roma.corriere.it/notizie/politi ... 0b7e.shtml
Conte ripercorre le tappe della crisi: «Vorrei ricordare che con la parlamentarizzazione della crisi la Lega ha poi formalmente ritirato la mozione di sfiducia, ha dimostrato di voler proseguire, sono stato io che ho detto “assolutamente no”perché per me quell’esperienza politica era chiusa».


http://www.lefigaro.fr/international/mi ... e-20190923
il stipule que les États membres qui souscrivent à ce dispositif de relocalisation des personnes débarquées en Italie et à Malte s’engagent pour une durée limitée à six mois - éventuellement renouvelable. Le mécanisme de répartition serait ainsi révocable à tout moment au cas où l’afflux de migrants vers les ports d’Italie et de Malte devait s’emballer.
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 Oggetto del messaggio: Re: Movimento 5 Stelle (seconda parte)
MessaggioInviato: 21/11/2018, 17:15 
Cita:
Campo rom di Torino: ancora ruspe in azione

Dopo lo sgombero del campo rom di corso Tazzoli lo scorso mese, questa volta le ruspe entrano in azione sulle baracche e i manufatti abusivi di via Germagnano

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/ ... 05206.html

Bene, pare che la musica stia cambiando in questo paese.



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 Oggetto del messaggio: Re: Movimento 5 Stelle (seconda parte)
MessaggioInviato: 22/11/2018, 00:48 
Inceneritori e termovalorizzatori, due parole lo stesso inganno


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di Ilaria Fontana, capogruppo Movimento 5 Stelle Commissione Ambiente Camera
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I ‘termovalorizzatori‘ sono inceneritori mascherati dal marketing delle lobby del settore. Come già denunciava oltre 10 anni fa Beppe Grillo, la parola ‘termovalorizzatore’ è un neologismo lanciato in Italia dal marketing delle aziende ex municipalizzate. In primis l’allora Asm Brescia (oggi A2A), che la lanciò insieme ad altri per difendere i propri mega impianti dalla diffidenza e contrarietà della popolazione.
Non esiste la sua traduzione in altre lingue. Provate a digitare “termovalorizzatore” su Google Translator e tradurre la parola in inglese, spagnolo, francese. Uscirà: incenerator, incenerador, incinérateur! Cioè inceneritore!

Capiamo la difficoltà nel difendere tali impianti. L’oncologo francese Dominique Belpomme parla d’inceneritori come di “uno scandalo sanitario” e dichiara che “In un’area fino a 20 km aumentano i tumori”.

Per l’oncologa di ISDE- Medici per l’Ambiente Patrizia Gentilini “sono numerosi gli studi scientifici (anche recentissimi) che descrivono gli effetti sia a breve (esiti riproduttivi, malformazioni, esiti cardiovascolari, respiratori) che a lungo termine (soprattutto tumori). E’ vero che per la gran parte (ma non per la totalità) si tratta di studi che riguardano impianti di “vecchia generazione“, ma dove sono studi epidemiologici che valutano gli effetti a lungo termine degli inceneritori di “nuova” generazione?”. Non ci sono e quindi deve valere il principio di precauzione.

Lo studio Moniter dell’Arpa Emilia Romagna sull’inceneritore di Forlì nel 2011 ha provato un incremento statisticamente significativo del rischio di nascite pre-termine e di abortività spontanea in relazione alle emissioni degli impianti. Quelli che disinformano parlando di ‘termovalorizzatori’ sono gli stessi che oltre 10 anni fa, come oggi, raccontavano la bugia che dagli inceneritori ‘di ultima generazione’ esce vapore acqueo. Come mai allora sono ancora classificati come “impianti insalubri di prima classe‘? Se esce solo vapore acqueo li sfidiamo. Andate in cima ad un camino e inalate a pieni polmoni un’ora al giorno per un mese.

Sono gli stessi che raccontano la bugia che questi impianti “servono per produrre energia” quando oramai anche ex politici fautori dell’incenerimento, ammettono che “l’energia ottenuta dai processi di combustione è inferiore a quella necessaria a produrre la materia vergine, dunque c’è uno svantaggio anche dal punto di vista energetico.

Sono gli stessi fautori dell’incenerimento mascherato che nel 2006 raccontavano che ‘l’inceneritore di Brescia è stato premiato come Campione del del Mondo’. Peccato che a premiarlo fosse stata la stessa ditta che l’aveva costruito: la Martin Gmbh. Un premio fai da te. Come le bufale che si inventano ogni giorno per fermare il cambiamento verso una vera economia circolare previsto nel Contratto di Governo.
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 Oggetto del messaggio: Re: Movimento 5 Stelle (seconda parte)
MessaggioInviato: 22/11/2018, 15:04 
Come quando negli anni 70 dicevano che le Centrali Nucleari erano sicuri al 100%. [:246]


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 Oggetto del messaggio: Re: Movimento 5 Stelle (seconda parte)
MessaggioInviato: 24/11/2018, 02:30 
“Patata bollente”, Tribunale di Milano e Ordine Giornalisti condannano Libero per il titolo “sessista” su Virginia Raggi


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Come ha sottolineato il Consiglio Nazionale di Disciplina dell'Ordine, il titolo del quotidiano presenta “evidenti richiami sessuali”, un “dileggio” sessista proprio perché la sindaca “è donna” e si parlava delle sue vicende personali, legandole alla notizia dell'inchiesta in cui era stata coinvolta la sindaca di Roma
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È arrivata la condanna unanime del Tribunale di Milano e dell’Ordine dei Giornalisti per il titolo messo in prima pagina da Libero il 10 febbraio 2017, “La patata bollente”. Poi in occhiello “La vita agrodolce di Virginia Raggi” e sotto una foto della sindaca, a cui si riferiva. Come riferisce Prima Comunicazione, la V sezione civile del Tribunale di Milano ha confermato con sentenza di primo grado la delibera del Consiglio di disciplina dell’Ordine nazionale dei Giornalisti contro Pietro Senaldi, direttore responsabile della testata guidata da Vittorio Feltri, del quale il giudice ha respinto il ricorso, condannandolo anche al pagamento delle spese legali, circa 20mila euro.

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Come ha sottolineato il Consiglio Nazionale di Disciplina dell’Ordine, il titolo del quotidiano presenta “evidenti richiami sessuali”, un “dileggio” sessista proprio perché la sindaca “è donna” e si parlava delle sue vicende personali, legandole alla notizia dell’inchiesta in cui era stata coinvolta la sindaca Raggi. Il Tribunale di Milano ha respinto così la versione del “doppio senso, inteso con un’accezione affettuosa” sostenuto da Senaldi nella sua difesa al Consiglio della Lombardia. Titolando così infatti, il quotidiano accostava Virginia Raggi alla vicenda giudiziaria di Silvio Berlusconi e delle “olgettine”.

La questione è tornata d’attualità in questi giorni quando il vicepremier e leader del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio ha citato proprio questo titolo di Libero per giustificare gli attacchi di alcuni esponenti del M5s ai giornalisti colpevoli, a loro dire, di “sciacallaggio” su Virginia Raggi tanto più perché donna. Ma proprio dall’Ordine dei giornalisti, che i grillini vorrebbero abolire, è partita la procedura che ha portato alla condanna in Tribunale.
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#Spazzacorrotti approvato alla Camera


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Con 288 voti a favore il Ddl “spazza corrotti” ha ottenuto il primo ok alla Camera Camera dei Deputati. Di seguito l’intervento di Angela Salafia in aula.

Onorevoli Colleghi,

quello che ci apprestiamo a votare oggi è un provvedimento fondamentale, è un provvedimento non più rimandabile, atteso da anni, che si propone di combattere un male, un cancro che attanaglia il Paese: la corruzione!

Un male che ci priva di risorse, che distorce il mercato, che mette all’angolo l’imprenditore onesto e consente ai “furbi” di andare avanti. Un male che riguarda tutti i cittadini: la corruzione non è un fatto privato, non riguarda soltanto il corrotto o il corruttore, riguarda tutti noi, riguarda tutti i cittadini, i nostri figli, riguarda il futuro di questo Paese. La corruzione ci priva della speranza e, oggi, tramite questa legge, noi vogliamo ricominciare a dare la speranza a questo Paese. E non è affatto un caso che questa svolta – che definirei epocale – sia portata avanti da questa maggioranza.

La svolta è tutta qui, nella determinazione a combattere sul serio – e come mai prima d’ora – la corruzione. Le cronache dei giornali ce la raccontano tutti i giorni, inchiesta dopo inchiesta, mazzetta dopo mazzetta. E ci chiediamo come sia stato possibile ignorare tutto questo. Il Paese ha bisogno di legalità, quella vera, bisogno di legalità perseguita con i fatti e non con i discorsi. È ora di dire “basta” ed ecco perché la legge spazzacorrotti è una priorità e deve essere approvata nel più breve tempo possibile. E’ una priorità, lo è per i cittadini, lo è per gli imprenditori, lo è per la credibilità del nostro Paese, è una priorità per tutto, anche per lo Stato, perché con questi livelli di corruzione allontana gli investitori.

Questo provvedimento rende l’Italia più forte, ci consente di presentarci a livello internazionale come un’avanguardia, dopo anni – anzi, decenni – in cui siamo sempre stati additati come gli ultimi della classe. Lo spazzacorrotti è per questo che diventerà legge prima del previsto. Perché questa, innanzitutto, è una legge che serve al Paese.

Quante volte abbiamo sentito dichiarare guerra alla corruzione. Ma non è con i palliativi che si combatte un male di questo genere. Hanno semmai ottenuto un effetto placebo, buoni slogan che sono stati riposti quando si è visto che non c’era una vera determinazione nella lotta alla corruzione.

Nessuno, ad esempio, prima d’ora, aveva mai avuto il coraggio di dare a inquirenti e investigatori gli strumenti per fare emergere i fatti di corruzione, anzi, il PD aveva tolto questi strumenti. Perché questa, come la mafia, si nutre di omertà, del patto di ferro stretto fra corrotto e corruttore. E qui, come un grimaldello, funziona l’agente sotto copertura, in grado di osservare direttamente i fatti e fornire agli inquirenti una formidabile testimonianza di vicende che altrimenti non emergerebbero. Ce lo chiedeva l’Europa da 15 anni!

Con lo stesso scopo diamo un altro strumento per combattere la corruzione, uno strumento che viene dalle esperienze più importanti di lotta alla mafia di questo Paese. L’introduzione della causa di non punibilità, regolata in maniera stringente, avrà l’effetto di far ulteriormente emergere le corruzioni ma, soprattutto, spezza per sempre il rapporto di ferro fra corrotto e corruttore: nessuno può più sentirsi al sicuro in questo patto!

Diamo così, finalmente, la possibilità agli investigatori di indagare a fondo la questione, di comprenderne a pieno tutti i meccanismi. Come questo Paese ha saputo fare in tempi bui con la mafia, adesso possiamo farlo anche contro la corruzione. Perché mafia e corruzione sono due facce della stessa medaglia!

Adesso, chi sbaglia non avrà realmente più niente a che fare con la pubblica amministrazione.

Perché sarà questo ciò che accadrà grazie al daspo in perpetuo. Una misura che varrà anche per il privato che offrirà la mazzetta, e non solo per il soggetto pubblico. Per noi i soldi pubblici, dei cittadini sono soldi sacri. Per noi chi ruba anche un solo euro di soldi pubblici meriterebbe l’interdizione perpetua dalla pubblica amministrazione.

Purtroppo per tanto tempo la corruzione è stata percepita come qualcosa di meno grave e meno serio rispetto, ad esempio, a reati di criminalità organizzata…

Forse perché sarà capitato di trovarsi a chiedere un “favore” all’amico ai “piani alti”, o forse perché si è pensato che in fondo, una mazzetta non ha mai ucciso nessuno…

Ma siamo sicuri che sia proprio così?! Non abbiamo idea di quanti danni faccia la corruzione, all’imprenditore onesto, a quello che si vede superato in una gara d’appalto da un altro, magari meno virtuoso e meno efficiente di lui, solo perché ha passato una mazzetta. E magari quello stesso imprenditore onesto poi è fallito, è stato costretto a mandare a casa tutti i lavoratori, intere famiglie sul lastrico o addirittura è arrivato anche a gesti estremi e irreversibili.

A tutto questo noi, oggi, vogliamo e DOBBIAMO dire BASTA!

Basta alla corruzione che si annida nel tessuto della nostra società e si ramifica a tutti i livelli, danneggiando TUTTI noi. Basta a scuole a rischio crollo perché costruite con materiali scadenti da imprese di costruzione che hanno ottenuto l’appalto promettendo denaro a un funzionario o presentando un’offerta ad un prezzo fuori mercato.

Basta pagare le spese di un sistema che non funziona, di un Paese che va alla deriva, e che poi non lascia speranze per il futuro.

E il nostro governo è qui per restituirla quella speranza. Ed è una speranza che passa anche attraverso la credibilità e la trasparenza della politica. Ed è per questo che con questa legge partiti, movimenti, fondazioni e associazioni collegate, dovranno dichiarare nomi e cognomi di chi li finanzia…

I cittadini hanno il diritto di sapere chi finanzia la politica, perché devono poter scegliere a chi dare il proprio voto in maniera consapevole. Questa norma, non è una norma che va contro i partiti, ma è una norma che va a favore dei cittadini, che fa bene a tutta la politica. Noi, nonostante non vi fosse ancora una legge, siamo stati i primi ad obbligarci alla trasparenza. Ora è il momento che lo facciano tutti, per il rispetto dei cittadini.

Ed è per questo che non vogliamo più impuniti. Ma come pensiamo di poter restituire la fiducia al nostro Paese se poi chi si macchia di fatti gravissimi e magari viene anche condannato in primo grado, alla fine la fa franca perché il processo è durato troppo ed è arrivata la prescrizione?

Ma quanti ne abbiamo visti di casi del genere? Fin troppi direi.

Pensiamo alle tristissime vicende di cronaca, anche recenti. Pensiamo con orrore a quel genitore, quel padre, che dopo essere stato condannato in primo grado a 10 anni per aver abusato ripetutamente della sua bambina, l’ha fatta franca in appello solamente perché il reato è stato dichiarato prescritto. Il dolore della bambina di allora e della ragazza di oggi ha forse una scadenza? Noi non possiamo accettare che queste cose continuino ad accadere.

Sospendere la prescrizione dopo la sentenza di primo grado significa prima di tutto far accertare LA VERITA’ DEI FATTI e se ci sono colpevoli, lasciare che questi paghino il loro conto con lo Stato.

Forse dovremmo concordare sul fatto che oggi la prescrizione si sia trasformata in una disfunzione del processo penale che, anziché garantire tempi ragionevoli, comporta degli effetti collaterali inaccettabili. Ma il diritto alla verità, alla vita, alla libera iniziativa economica, al buon funzionamento della pubblica amministrazione, sono diritti altrettanto meritevoli di tutela e costituzionalmente garantiti!

Conosciamo bene le problematiche intrinseche del nostro processo penale e sicuramente, come già ha assicurato il Ministro Bonafede, interverremo immediatamente per porvi rimedio e dare ai cittadini una macchina della giustizia che funzioni. Ma non possiamo approvare una legge anticorruzione, senza intervenire sull’attuale disciplina della prescrizione, che lascia ormai troppo spesso senza risposte le richieste di giustizia degli italiani.

Abbiamo preso un chiaro impegno con i cittadini lo scorso 4 marzo, pertanto, voteremo a favore di questa legge che questo Paese aspetta da decenni e che serve anche e soprattutto a tutelare lo Stato.

Ma soprattutto voglio mantenere fede ad un principio molto semplice ma fondamentale: la legge è uguale per tutti.
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Non possono chiederci di tradire gli italiani. Non lo faremo mai


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Di seguito l’intervista concessa da Luigi Di Maio a La Repubblica
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Luigi Di Maio ha appena incassato il sì della Camera al disegno di legge anticorruzione tra gli applausi dei suoi e il gelo dei deputati leghisti. Ma è convinto che quello di martedì sia solo un incidente di percorso. E che il governo durerà cinque anni, nonostante tutti i conflitti aperti. Con l’Europa, il vicepremier del MoVimento 5 Stelle, ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, dice di voler dialogare. Senza però toccare le misure previste in manovra.

La procedura di infrazione contro l’Italia è stata avviata: con Bruxelles si tratta o si va allo scontro?
«La condivisione e il dialogo sono valori alla base di tutta la nostra permanenza nell’Unione europea e siccome noi vogliamo restare è giusto che si dialoghi. C’è poi un dettaglio importante: l’infrazione contestata è sul debito, non sul deficit. Nelle premesse si citano gli ultimi tre anni, in cui è aumentato, ma non a causa nostra».

Il punto è un altro. La commissione prevede che con le misure che avete messo in manovra il debito crescerà invece di scendere. L’infrazione riguarda questa legge di bilancio, non quelle passate.
«Vedo che ci sono grandi perplessità nei confronti della manovra e da parte nostra ci sarà il massimo dialogo, ma non possono chiederci di tradire gli italiani».

Quindi niente correzioni?
«Non si tratta di fare la guerra all’Europa, ma di rispettare le promesse. E non è che facciamo tutto subito perché abbiamo esigenze politiche: il nostro obiettivo è mettere in sicurezza parti di società che non possono aspettare».

Il commissario europeo Moscovici ha detto no a trattative da «mercanti di tappeti». Come risponde?
«Che avremo modo di confrontarci nelle sedi europee. Non voglio continuare in questo scambio di battute quotidiano, dobbiamo sederci e discutere questa procedura potenziando gli spazi di dialogo. Una riunione ogni tanto non basta. Ci sono tante cose che si possono fare: il taglio degli sprechi, le dismissioni. Ci sono molti asset non strategici su cui si può intervenire».

Di piani di vendita di immobili pubblici e dismissioni si parla sempre, dai tempi di Tremonti, senza che si arrivi mai a quantificarlo o a farne nulla. Non è una presa in giro nei confronti di Bruxelles?
«Un tempo si bloccavano per resistenze politiche: se devi fare scelte sul territorio come l’accorpamento delle partecipate, ti ritroverai sindaci e governatori di traverso. Io non intendo farmi fermare».

Riuscirci è un’altra cosa. Ponendo che abbiate ragione sulle stime, che Europa e istituti indipendenti contestano, e che quindi le vostre misure porteranno a un aumento del pil dell’1,5 per cento nel 2019, il rialzo dello spread e gli interessi che pagheremo vanificherebbero ogni sforzo. Ne è consapevole o pensa ancora si possa far finta che i mercati non esistano?
«È normale che in questi giorni, in attesa della decisione europea, ci fosse grande preoccupazione sui mercati. Adesso c’è un punto di partenza chiaro, la procedura è avviata, lo spread comincia a scendere e noi partiamo dal dialogo».

Alleggerirete reddito di cittadinanza e quota 100?
«Non taglieremo i punti cardine della manovra, ma i prossimi giorni permetteranno ai mercati di essere rassicurati: è importante ripetere che questo governo non vuole uscire dall’Europa e dall’euro, sarebbe anche un bene ribadirlo ai media esteri».

Saranno rassicurati anche i risparmiatori italiani? La vendita del Btp Italia è stata la peggiore di sempre.
«L’asta si è tenuta nei giorni a cavallo della decisione di Bruxelles, quando i mercati stavano a guardare».

La legge anticorruzione su cui tanto avete puntato passa alla Camera con un alleggerimento del reato di peculato, che la Lega voleva e che alla fine è riuscita a far approvare. Cosa è successo?
«La legge anticorruzione è per noi un grande successo, si tratta di misure che per anni ci siamo visti bocciare da chi ora è all’opposizione. Nel voto segreto è passata la norma sul peculato, che sarà assolutamente modificata al Senato già la settimana prossima. Il ddl tornerà alla Camera e sarà legge dello Stato entro il 31 dicembre, al massimo i primi di gennaio».

Sta dicendo che non è successo niente di grave?
«Diciamo che da un problema nato su una norma per noi vergognosa è nata un’opportunità, grazie a un accordo di maggioranza che accelera invece di rallentare».

Quindi si fida ancora di Matteo Salvini e della Lega?
«Sì perché mi è stato dimostrato, in questi giorni in aula, che c’è la volontà di fare il prima possibile. Non si tratta solo di prescrizione e daspo ai corrotti, ma di una rivoluzione copernicana dei partiti italiani, che dovranno tutti rendicontare i soldi che prendono anche attraverso le fondazioni e le associazioni collegate».

I contrasti continui pesano sul bilancio di questi mesi.
«Non la vedo così. Abbiamo fermato la riforma Renzi sulle intercettazioni, portato a casa delle battaglie storiche con il taglio dei vitalizi, il decreto dignità, lo stop alle delocalizzazioni e l’abolizione della pubblicità del gioco d’azzardo. I nuovi dati ci dicono che tra il primo semestre del 2018 e il secondo c’è un’impennata dei contratti a tempo indeterminato».

Altri dati hanno certificato un calo dell’occupazione: è convinto che alla lunga il bilancio sarà positivo?
«Lo sarà per l’obiettivo che si è dato quel decreto, stabilizzare le persone. E per l’occupazione mi aspetto ricadute dal taglio Ires previsto in manovra per le imprese che assumono».

La parte originaria del Movimento si è sentita tradita dal condono di Ischia. Perché non mettere paletti più rigidi di quelli previsti nel 1985?
«Non si tratta di un condono e i paletti rigidi ci sono, nessuno potrà ricostruire in aree protette da vincolo paesaggistico perché sarebbe fermato dalla magistratura. Io credo in quello che faccio, sto solo aiutando dei terremotati, non c’è nessuna volontà occulta».

Li aiuta nel suo collegio.
«Si tratta di poche centinaia di persone, se l’avessi fatto per questo sarei matto. La verità è che finora gli ischitani sono stati trattati come terremotati di serie C».

Sul decreto sicurezza, gli emendamenti che i suoi deputati hanno presentato su Sprar e protezione umanitaria saranno sostenuti o accantonati?
«Credo nella libertà di presentare emendamenti, per carità, ma come noi abbiamo chiesto lealtà sull’anticorruzioe, dobbiamo essere leali sui provvedimenti che non sono prettamente nostri»

Quindi niente modifiche? Resteranno emendamenti bandiera?
«Farle adesso significherebbe farlo decadere».

Su grandi opere, infrastrutture, ambiente, ci sono distanze siderali con la Lega. Crede davvero che con conflitti così frequenti questo governo durerà?
«Sì perché sappiamo già quali sono i punti su cui non andiamo d’accordo, lo abbiamo visto quando abbiamo scritto il contratto. Ma non mi piace questa visione per cui il Movimento sarebbe contro lo sviluppo e le imprese. Sto convocando al ministero il tavolo permanente per le piccole e medie imprese previsto nel testo unico per le imprese del 2011. A dicembre ci sarà il decreto semplificazione».

Sulla Tav Salvini ha detto che lui è sempre per andare avanti. E lei?
«Come lui non cambio idea. Ma il fatto che ci sia un contratto non significa che non serva il dialogo su un’opera la cui parte principale deve ancora essere iniziata. Il 5 dicembre incontretemo le associazioni che hanno manifestato per il sì. Il no alla Tav è però una posizione più vecchia del Movimento stesso».

Non crede sia una prova di debolezza reagire alle critiche dei giornali attaccandoli e augurandosene la morte, come fanno i regimi autoritari o reazionari?
«Sapete come la penso sugli editori e sui conflitti di interesse. La libertà di stampa è legata anche al trattamento salariale dei giornalisti precari, di cui mi occuperò presto per arrivare a compensi dignitosi».

Sono cose differenti. Conte ha chiesto ai giornalisti di dare una mano a stemperare i toni. Comincia lei ritirando quel che ha detto dopo la sentenza di assoluzione di Virginia Raggi?
«No, io non ho parlato di tutti i giornalisti, ma credo che la libertà di stampa non possa essere libertà di dire bugie. E su Virginia ne sono state dette tante».

Ha istituito un fondo per il venture capital, favorirà investimenti su blockchain e intelligenza artificiale. L’incrocio proprietario del simbolo e della piattaforma informatica M5S con una società privata che ha questi temi nel suo core buisiness non crea un conflitto di interessi?
«Io non sto facendo una norma che permette alle aziende che si chiamano Casaleggio Associati di entrare nei fondi di venture capital, sto solo cercando di ridurre il gap del nostro Paese nell’innovazione».
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 Oggetto del messaggio: Re: Movimento 5 Stelle (seconda parte)
MessaggioInviato: 25/11/2018, 00:56 
Bruciare rifiuti è preistoria, riduzione e riciclo sono la vera rivoluzione


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di Vito Claudio Crimi
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Non c’è alcun “modello Brescia“, né tanto meno un “modello Nord” da imitare. Brescia è diventata la “pattumiera d’Italia” anche grazie a chi ha voluto l’inceneritore in città.

Il “miglior impianto al mondo” – proclamato tale dai suoi costruttori – è stato attivato 20 anni fa con la promessa di bruciare al massimo 250mila tonnellate di rifiuti all’anno: lo hanno portato a bruciarne 800.000, più di quanto l’intera provincia sia in grado di produrne.

Costato centinaia di milioni, ha potuto reggersi in piedi negli anni grazie ai finanziamenti pubblici nascosti nelle bollette dell’energia elettrica (CIP6), riservati alle fonti di energia “assimilate” alle rinnovabili: soltanto tra il 1998 e il 2007, l’azienda gestore ex ASM (municipalizzata bresciana un tempo interamente partecipata dal comune) divenuta oggi A2A, ha percepito 430 milioni di euro dallo Stato (fonte: bilanci consolidati ex ASM). Pensate: solo nel nostro Paese un’azienda può permettersi di ingannare i cittadini spacciando i rifiuti come “energia rinnovabile” senza che il sindaco e la sua giunta muovano un dito.

All’inizio l’obiettivo era quello di aumentare la raccolta differenziata, ridurre il più possibile i rifiuti prodotti in città, abbassare le tariffe. L’azienda e le amministrazioni che si sono alternate negli anni hanno fatto l’esatto contrario: hanno rallentato la r.d. fino a farla quasi fermare e hanno spinto i cittadini a produrre ancora più rifiuti per sfamare l’inceneritore (con tariffe in continuo aumento), per giustificare la sua presenza e aumentare i profitti e i dividendi degli azionisti. In pochi ricordano la campagna “La meta è la metà” lanciata all’inizio degli anni 2000 per il raggiungimento del 50% di raccolta differenziata in città: nel 2016 la r.d. di Brescia era ancora al 44%. E mentre in tutta la penisola fioccavano esempi virtuosi di differenziate in grado di raggiungere punte dell’80, perfino 90%, a Brescia si inventavano le migliori scuse per rimanere al palo. Si è dovuto attendere fino al 2016 per vedere un finto “porta a porta” misto a cassonetti che a stento supera oggi il 60% di r.d.

In questi vent’anni i bresciani hanno dovuto dire addio alla loro ex municipalizzata ASM, fiore all’occhiello della città, per ritrovarsi oggi l’inceneritore di una multiutility da centinaia di migliaia di tonnellate di rifiuti che ancora frena i migliori propositi per un futuro davvero sostenibile ed ecologico. Oggi l’azienda ha materie prime gratis (i rifiuti li pagano i cittadini) e rivende l’energia che produce grazie a quei rifiuti (e i cittadini la pagano di nuovo): doppio profitto. E che dire del teleriscaldamento? Sotto la città, la rete chilometrica di tubi che porta calore ed elettricità nelle case dei cittadini ne disperde il 15% durante il percorso. Nessuna traccia di risparmio energetico e riduzione dei consumi. Eppure, di solito, prima di produrre energia ci si dovrebbe chiedere quanta ne serve davvero. A Brescia si sono “dimenticati” di farlo.

E questo sarebbe un modello? Altro che modello, è una catastrofe da evitare, assolutamente. È preistoria.

Costruire un inceneritore significa legarsi ad esso per lungo tempo, sottomettere il bene comune al profitto ad ogni costo che i privati ne vorranno fare. Esattamente com’è accaduto a Brescia. La spacciano come soluzione “immediata”, ma non lo è affatto: per avviare l’impianto ci vuole tempo e una volta avviato deve funzionare per tanto tempo per rientrare dai costi. E sorpresa: un inceneritore non può esistere senza una discarica che ne contenga le scorie. Insomma, è una fregatura colossale.
Diranno: però bruciando i rifiuti produciamo energia. Vero, ma anche per produrre di nuovo i materiali bruciati occorre energia, e nuove materie prime. Così entriamo in un circolo vizioso senza uscirne più.

Riciclare i materiali post-consumo (termine corretto per indicare i rifiuti) arricchisce tutti. Incenerirli arricchisce solo le aziende che lo fanno. Chi incenerisce viene pagato per farlo. E se poi rivende l’energia che produce, ci guadagna il doppio.
Ogni volta che bruciamo materiali post consumo, stiamo fallendo, ha fallito la progettazione industriale. Progettiamo e produciamo oggetti senza curarci di che fine faranno: non esiste, purtroppo, alcun obbligo di progettare e studiare, fin dalla loro ideazione, un piano di riciclo e recupero per imballaggi e prodotti, che consenta di rimettere in circolo ogni loro minima parte senza produrre rifiuti.

C’è un’unica soluzione e si chiama Rifiuti Zero. Istituzioni, aziende e cittadini devono lavorare insieme per ridurre a monte i rifiuti prodotti e recuperare il più possibile quelli che rimangono, avvicinandoci sempre più al traguardo di zero rifiuti. Solo così riusciremo a sviluppare una vera economia circolare.

Non ci stiamo inventando niente: in Italia esistono realtà che si stanno già avvicinando al traguardo, con raccolte differenziate elevatissime, diminuzione costante dei rifiuti prodotti, amministrazioni sensibili e attente che favoriscono la diffusione di prodotti sfusi e senza imballaggi e applicano tariffe puntuali che premiano i cittadini virtuosi, nel principio di “meno rifiuti produci (e più differenzi), e meno paghi“.
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 Oggetto del messaggio: Re: Movimento 5 Stelle (seconda parte)
MessaggioInviato: 02/12/2018, 02:35 
ArTisAll ha scritto:
David Rossi: il M5S non ha mai dimenticato. Ora vogliamo la verità


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Chissà, forse molti cittadini avevano dimenticato la morte di David Rossi, capo della comunicazione del Monte dei Paschi, che nel 2013 fu subito etichettata come suicidio. Oggi lo sconvolgente video pubblicato dal New York Post riporta tutti brutalmente alla realtà, mostrando in tutta la sua crudezza l'immagine di David che impatta il marciapiede dopo la caduta dalla finestra, e soprattutto la presenza dei due uomini che si avvicinano al corpo, lo osservano, e poi con la massima calma si allontanano. Sembra di assistere ad una puntata di un serial, invece è realtà.


Molti avevano dimenticato tutta questa storia, ma non il MoVimento 5 Stelle. Già due anni fa avevamo sollevato il caso con una interpellanza a firma Daniele Pesco e Giulia Sarti, cui il governo aveva replicato con un muro di omertà: la famiglia non ha mai creduto al gesto suicida, sospettando che quella morte nasconda in realtà misteri (e responsabilità) indicibili. Il M5S indisse anche una conferenza stampa a Montecitorio a cui fu invitata la vedova di David Rossi, in occasione della riapertura dell'indagine: le perizie di parte avevano infatti dimostrato, nei fatti, come fosse il caso di approfondire meglio dinamica e ragioni della morte dell'allora 51enne giornalista, e come la riapertura fosse un atto dovuto e importante, un atto che potrà avere conseguenze decisive grazie a una squadra investigativa che si auspica non subisca cambi e trasferimenti.


L'amara verità, l'unica verità finora emersa da questa tragica storia, è che un certo modo di fare banca uccide: e non solo manager o dirigenti, ma anche risparmiatori e pensionati truffati dal nostro sistema del credito. Che è un sistema senza anima e, a quanto pare, anche senza cervello.
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David Rossi, ritrovati i computer con le email inviate prima di morire: tutto il materiale nelle mani dei carabinieri


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Il procuratore capo di Siena ha rinvenuto e inviato al raggruppamento investigazioni scientifiche la copia forense e l'hard disk di due pc del capo della comunicazione Mps. Gli esperti analizzeranno i messaggi inviati dal manager prima del 6 marzo 2013, quando è caduto da una finestra del suo ufficio
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L’hard disk del pc che David Rossi usava nel suo ufficio a Rocca Salimbeni e la copia forense di uno dei due suoi notebook personali: è ciò che martedì 27 novembre la Procura di Siena ha inviato ai carabinieri del Racis per analizzarne il contenuto. L’obiettivo degli inquirenti – come scrive il Corriere di Siena – è la ricerca di elementi utili per ricostruire le ore precedenti alla morte del capo della comunicazione del Monte dei Paschi, caduto da una finestra della sede centrale della banca il 6 marzo 2013. Per due diverse inchieste è stato un suicidio, eppure rimangono ancora molti aspetti da chiarire, specie a causa di inequivocabili errori compiuti nelle prime indagini.

La decisione della procura guidata da Salvatore Vitello è arrivata dopo la richiesta degli avvocati che difendono i parenti del manager, ovvero il fratello Ranieri Rossi e la vedova Antonella Tognazzi. Secondo chi indaga, dalle memorie di quei computer potrebbero arrivare elementi importanti per identificare definitivamente autore materiale e orario delle mail inviate prima di morire da David Rossi all’allora amministratore delegato Mps Fabrizio Viola. Tra queste, c’è anche la comunicazione del 4 marzo 2013, quando dal pc del capo della comunicazione Mps venne inviato all’ad Viola un messaggio inequivocabile: “Stasera mi uccido”. Dopo due giorni Rossi morì, con il suo corpo ritrovato nel vicolo che costeggia Rocca Salimbeni, nel centro della città toscana.

Lo scambio di mail, tra l’altro, è stato al centro del processo intentato da Fabrizio Viola contro la vedova di Rossi e il giornalista Davide Vecchi, all’epoca inviato del Fatto Quotidiano. A sentire Viola, i due erano colpevoli di aver pubblicato sul quotidiano i messaggi in questione, violando di fatto la privacy del manager bancario. Alla fine Vecchi e la Tognazzi sono stati assolti con formula piena. Nell’occasione, come scrive il Corriere di Siena, era stata acquisita agli atti la copia forense dei pc al fine di perderla. Un rischio effettivamente corso, come spiegato dai difensori della Tognazzi nella puntata di Quarto Grado andata in onda il 30 novembre: nei mesi scorsi hanno chiesto la copia degli hard disk, ricevendo risposte negative. Di quelle memorie esterne non c’era traccia, al pari del documento con cui la Guardia di Finanza il 28 maggio 2013 ha chiesto alla procura di Siena di tenere computer e relative memorie per effettuare ulteriori indagini. I magistrati all’epoca titolari dell’inchiesta sulla morte di David Rossi, invece, hanno fatto il contrario di quanto richiesto, restituendo tutto ai familiari del manager morto. A rispondere agli avvocati dei parenti di David Rossi, però, ci ha pensato il procuratore capo di Siena, che è riuscito a trovare le copie andate perse e le ha trasmesse al raggruppamento investigazioni scientifiche dei carabinieri per fare quelle indagini richieste nel 2013 dalle Fiamme Gialle. Approfondimenti che ora verranno eseguiti. Lontano da Siena.
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Le top fake news della settimana #IoNonCiCasco


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di MoVimento 5 Stelle
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Il Quarto potere mediatico è nudo. Si dimena in maniera scomposta e lancia continui schizzi di fango nella speranza di sopravvivere al Cambiamento, di potersi riciclare e cambiare di nuovo pelle, per l’ennesima volta. L’obiettivo è provare a sporcare l’immagine del MoVimento 5 Stelle e delegittimarlo. Perché l’onestà e la trasparenza fanno paura alle lobby, alle famiglie di grossi prenditori e ai banchieri, ovvero a coloro che hanno dissanguato gli italiani in tutti questi anni, manipolando l’informazione a propria immagine e somiglianza e ricoprendo il ruolo di burattinai di gran parte dei partiti della prima e della seconda Repubblica.

Anche nell’ultima settimana, leggendo i giornali, vero braccio armato di questi prenditori, ci siamo imbattuti in una serie di indecenti e colossali fake news. Poveri illusi: noi non ci caschiamo più, #iononcicasco.

È stato scritto che nel MoVimento ci sono 30 congiurati pronti a ‘pugnalare’ Di Maio: #iononcicasco. Che Di Maio ha lavorato in nero per il padre: #iononcicasco. Che i grillini non vogliono dare soldi al Nord: #iononcicasco. Che gli elettori non vogliono il Reddito di cittadinanza: #iononcicasco. E poi il top delle fake news: ‘Di Maio si trova in conflitto di interessi’. Hanno scritto proprio questo, senza alcun ritegno o pudore.

In un caso in un solo titolo sono riusciti a concentrare ben tre fake news. Il riferimento è a un articolo del Giornale: ‘Reddito di cittadinanza, il sussidio facile del Sud crea disoccupati a vita’. #iononcicasco.

Il Reddito di cittadinanza:
1. non è un ‘sussidio facile’; 2. non si riferisce solo al Sud, ma quasi la metà dei beneficiari sarà al Centro Nord; 3. non crea disoccupati, anzi esattamente il contrario.

Questi sono solo alcuni esempi. Alcuni tentativi, avanti da mesi, che fanno parte di una più ampia strategia di voler delegittimare in tutti i modi il MoVimento 5 Stelle. Ma noi siamo forti del pieno sostegno dei nostri elettori e di tutti coloro che in massa ci seguono sul blog e sui social hanno espresso in questi giorni massimo supporto, vicinanza e solidarietà. Ma, soprattutto, hanno le idee chiare, hanno capito, si informano davvero e non si fanno fregare.

Ribadiamo: legge contro il conflitto di interessi degli editori e equo compenso a tutti i giornalisti. Solo così si cambia. E noi lo faremo.
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 Oggetto del messaggio: Re: Movimento 5 Stelle (seconda parte)
MessaggioInviato: 02/12/2018, 10:44 
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Ribadiamo:

legge contro il conflitto di interessi degli editori

et equo compenso a tutti i giornalisti.

Solo così si cambia.

E noi lo faremo.



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 Oggetto del messaggio: Re: Movimento 5 Stelle (seconda parte)
MessaggioInviato: 02/12/2018, 11:15 
oggi sul corriere (quasi) nessuna notizia politica..
avranno capito?

o solo perchè è domenica..??

ieri maxi fake, cioè ultima corvata
"RDC: 500 euro x famiglia anzichè 780 a persona"

ma i 780 erano x famiglia anche prima!!!

cioè ragazzi,..
sparano la qualunque..

a ruota libera...........




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https://roma.corriere.it/notizie/politi ... 0b7e.shtml
Conte ripercorre le tappe della crisi: «Vorrei ricordare che con la parlamentarizzazione della crisi la Lega ha poi formalmente ritirato la mozione di sfiducia, ha dimostrato di voler proseguire, sono stato io che ho detto “assolutamente no”perché per me quell’esperienza politica era chiusa».


http://www.lefigaro.fr/international/mi ... e-20190923
il stipule que les États membres qui souscrivent à ce dispositif de relocalisation des personnes débarquées en Italie et à Malte s’engagent pour une durée limitée à six mois - éventuellement renouvelable. Le mécanisme de répartition serait ainsi révocable à tout moment au cas où l’afflux de migrants vers les ports d’Italie et de Malte devait s’emballer.
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 Oggetto del messaggio: Re: Movimento 5 Stelle (seconda parte)
MessaggioInviato: 03/12/2018, 00:33 
ArTisAll ha scritto:
ArTisAll ha scritto:
Le top fake news della settimana #IoNonCiCasco


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Il MoVimento 5 Stelle è per la libertà di stampa #IoNonCiCasco


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di Vito Claudio Crimi
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In uno Stato democratico la libertà di stampa è una delle manifestazioni fondamentali della libertà individuale. Oltre a consentire l’espressione del pensiero, permette ai cittadini di “controllare” l’operato del potere attraverso il racconto dei fatti. Ecco il punto: il MoVimento 5 Stelle non ce l’ha con la stampa ma con i suoi comportamenti che mortificano il fondamentale ruolo dei giornalisti, narratori della realtà.

Luigi Di Maio ha accolto con apprezzamento l’inchiesta giornalistica delle Iene sull’azienda di suo padre. Ha detto che se ci sono stati lavoratori in nero è giusto denunciarlo e prendere le distanze. Questo è il modo con cui si legittima il ruolo dei giornalisti. Quando invece la stampa scrive falsità, intenta fake news, racconta i fatti in modo distorto o li distorce per dimostrare le proprie tesi, mortifica il suo ruolo, mortifica il ruolo dei giornalisti che svolgono la loro professione con serietà. Perché fa un’altra cosa, rappresenta gli interessi di parte, a volte degli stessi editori. Si schiera con una parte politica contro un’altra. Fa campagna per delegittimare qualcuno.

In Italia succede che il MoVimento 5 Stelle da quando è nato è oggetto di durissime campagne di delegittimazione. I giornali cartacei e online godono di una grande credibilità per la loro storia lunga e importante. E milioni di persone attingono da lì le informazioni basilari. Un loro titolo falso o offensivo provoca danni enormi al diritto dei cittadini ad essere informati correttamente. È una grande responsabilità.

Quando Libero titola con “Patata bollente” parlando della sindaca Virginia Raggi, che servizio dà ai lettori? È stato condannato per questa schifezza.

E Il Messaggero che titola “Di Maio a Raggi: Marra un servitore dello Stato”, lo ricordate? Ha scritto una grande bugia, ma letta da tantissima gente.

E La Stampa che spara il titolo “Via le pensioni agli ebrei vittime delle leggi razziali”, offende noi, il Governo e tutti i lettori ignari.

Abbiamo vinto le elezioni perché tantissimi italiani non ne potevano più della vecchia politica e dei suoi fallimenti. E non permettiamo a nessuno di gettare fango sul nostro operato. Piuttosto, la stampa, i giornalisti, dimostrino di essere rigorosi e preparati a fare le pulci al potere e a chi guida il Paese. Questo è il suo compito e questo deve farlo sempre. E non solo con il MoVimento 5 Stelle.
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 Oggetto del messaggio: Re: Movimento 5 Stelle (seconda parte)
MessaggioInviato: 03/12/2018, 11:27 
https://www.corriere.it/politica/18_dic ... f267.shtml

Il terreno con villetta e piscina. Le foto in tv contro Luigi Di Maio
Nel servizio «Le Iene» ipotizzano per il vicepremier e leader del Movimento 5 Stelle il ruolo di prestanome nell’azienda del padre

La piscina montabile

La «stalla» in realtà sarebbe una villetta con patio, usata per cene estive di famiglia. Tra le immagini mostrate ce n’è una dall’alto di una piscina montabile, che si staglia tra i fabbricati abusivi.

immagino sta fantasmagorica villa con "patio"..

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questa è la piscina abusiva...

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ma questi praticanti impenitenti del metodo boffo
non si vergognano??



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https://roma.corriere.it/notizie/politi ... 0b7e.shtml
Conte ripercorre le tappe della crisi: «Vorrei ricordare che con la parlamentarizzazione della crisi la Lega ha poi formalmente ritirato la mozione di sfiducia, ha dimostrato di voler proseguire, sono stato io che ho detto “assolutamente no”perché per me quell’esperienza politica era chiusa».


http://www.lefigaro.fr/international/mi ... e-20190923
il stipule que les États membres qui souscrivent à ce dispositif de relocalisation des personnes débarquées en Italie et à Malte s’engagent pour une durée limitée à six mois - éventuellement renouvelable. Le mécanisme de répartition serait ainsi révocable à tout moment au cas où l’afflux de migrants vers les ports d’Italie et de Malte devait s’emballer.
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