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 Oggetto del messaggio: Re: ITALIAN BANKSTER
MessaggioInviato: 31/10/2018, 16:26 
che merd.e..
e usano pure come scudi umani i cittadini italiani
li minacciano,
pur di non pagare più tasse..
si credono impuniti..


https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/1 ... p/4733097/

Legge di Bilancio, Patuelli (Abi): “No a più tasse sulle banche. Cosa succederebbe allo spread se comprassero meno Btp?”

Il numero uno dell'Associazione bancaria italiana attacca: "Un aumento delle imposte significherebbe indebolire i principali acquirenti di titoli di Stato italiani. Che conseguenze per la repubblica, le imprese e le famiglie?". Il governatore di Bankitalia Visco: "Aumento dei rendimenti colpisce i risparmiatori". E il capo dello Stato Mattarella ribadisce: "I risparmi delle famiglie vanno tutelati insieme all'equilibrio dei bilanci pubblici"

e già
e poi chi ricapitalizza?
loro?
che poi fino ad adesso
hanno dismesso titoli di stato per metà..

quindi tutto questo sotegno
io non ce lo vedo..

anzi li vedo piuttosto pronti
ad abbandonare la nave..
come i topi..


che figli di put.tana..


Immagine

per inciso in giappone le banche
se voglionoavere il permesso di operare sul territorio
sono obbligate a comprare titol idistato giapponesi..


noi invece scemi che facciamo le leggi
che piacciono tanto a banchieri e fmi..


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 Oggetto del messaggio: Re: ITALIAN BANKSTER
MessaggioInviato: 02/01/2019, 17:48 
ecco al solito..
quando c'è da mungere
si abbeverano..
quando c'è da mettere il grano,
si squagliano..

imprenditoria italiana, coraggiosa si capisce..
stipendi milionari..
rischio zero..
chi paga?
ma soprattutto chi ha sbagliato?
come si è arrivati a questo punto..??


https://www.corriere.it/economia/19_gen ... 1eb7.shtml

Carige commissariata dalla Bce, la Consob sospende i titoli
L’amministrazione straordinaria sarà affidata a una terna di commissari. Oggi, dopo aver realizzato un aumento di capitale da mezzo miliardo, tutta la banca vale in Borsa meno di 80 milioni. L’ex Cassa di risparmio alle prese con una crisi che dura da otto anni

La Bce commissaria Banca Carige, mentre la Consob sospende per la giornata di mercoledì 2 il titolo dalle contrattazioni. È questo l’esito dello stallo verificatosi nell’istituto ligure lo scorso 22 dicembre quando l’assemblea dei soci, a causa dell’astensione del primo socio con il 27,5%, la Malacalza Investimenti della omonima famiglia di imprenditori genovesi, si è astenuta sull’aumento di capitale da 400 milioni: un aumento chiesto dalla stessa Bce per rimborsare un prestito d’emergenza concesso a novembre da tutte le altre banche italiane (tecnicamente, un bond subordinato sottoscritto dallo Schema Volontario del Fondo Interbancario).

ogni tanto qualcuno lo mandassero al gabbio
le cose andrebbero sicuramente meglio..


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 Oggetto del messaggio: Re: ITALIAN BANKSTER
MessaggioInviato: 03/01/2019, 12:21 
mik.300 ha scritto:
ecco al solito..
quando c'è da mungere
si abbeverano..
quando c'è da mettere il grano,
si squagliano..

imprenditoria italiana, coraggiosa si capisce..
stipendi milionari..
rischio zero..
chi paga?
ma soprattutto chi ha sbagliato?
come si è arrivati a questo punto..??


https://www.corriere.it/economia/19_gen ... 1eb7.shtml

Carige commissariata dalla Bce, la Consob sospende i titoli
L’amministrazione straordinaria sarà affidata a una terna di commissari. Oggi, dopo aver realizzato un aumento di capitale da mezzo miliardo, tutta la banca vale in Borsa meno di 80 milioni. L’ex Cassa di risparmio alle prese con una crisi che dura da otto anni

La Bce commissaria Banca Carige, mentre la Consob sospende per la giornata di mercoledì 2 il titolo dalle contrattazioni. È questo l’esito dello stallo verificatosi nell’istituto ligure lo scorso 22 dicembre quando l’assemblea dei soci, a causa dell’astensione del primo socio con il 27,5%, la Malacalza Investimenti della omonima famiglia di imprenditori genovesi, si è astenuta sull’aumento di capitale da 400 milioni: un aumento chiesto dalla stessa Bce per rimborsare un prestito d’emergenza concesso a novembre da tutte le altre banche italiane (tecnicamente, un bond subordinato sottoscritto dallo Schema Volontario del Fondo Interbancario).

ogni tanto qualcuno lo mandassero al gabbio
le cose andrebbero sicuramente meglio..



ecco..

https://www.corriere.it/economia/19_gen ... 1eb7.shtml

Carige, il governo in campo ma «neanche più un euro per le banche»
La svolta di Francoforte e gli effetti per i correntisti
La banca messa in amministrazione straordinaria dalla Bce, il premier Conte: «Non vogliamo un’altra crisi bancaria e non metteremo un euro pubblico nelle banche»

indagassero sulla gestione..
qualcuno avrà sbagliato, no?
prendono stipendi profumati..
quando c'è da prendere, prendono
quando c'è da pagare,
paga lo stato, cioè noi..
eh no !!

secondo me quando tutto va a rotoli
l'azione di responsabilità dovrebbe essere un fatto dovuto,
procedibile d'ufficio..
in automatico

non su azione di qualcuno..
cioè di nessuno..
"tu pari il kulo a me e io paro il kulo a te.."


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 Oggetto del messaggio: Re: ITALIAN BANKSTER
MessaggioInviato: 08/01/2019, 10:44 
ecco ci risiamo..
lo stato mette i soldi..

ma almeno indagano i precedenti amministratori?
fanno e malversano..
poi il conto è nostro..

nei salvataggi,
l'azione di responsabilità dovrebbe partire d'ufficio,
in automatico..


https://www.corriere.it/economia/19_gen ... 0e0b.shtml

Decreto per il salvataggio di Carige, lo Stato garantirà i nuovi bond
La possibilità della nazionalizzazione. Bankitalia in campo per fornire liquidità. I commissari Innocenzi, Modiano e Lener, incontrano il ministro dell’Economia, Giovanni Tria. Ora accelera anche la vendita degli npl, mentre si guarda a Unicredit per la fusione

Doppio intervento di protezione del governo su Banca Carige, in particolare per preservare la liquidità dell’istituto. Con un decreto legge approvato lunedì sera in un consiglio dei ministri straordinario convocato d’urgenza in giornata, con un solo punto all’ordine del giorno e durato poco meno di mezzora, il Tesoro garantirà le nuove emissioni obbligazionarie di Carige ma anche i «finanziamenti erogati discrezionalmente dalla Banca d’Italia» alla banca ligure, posta in amministrazione straordinaria il 2 gennaio dalla Bce. Tutte garanzie «concesse nel rispetto della normativa in materia di aiuti di Stato» con la Ue.

Ma c’è di più: dato che Carige non ha superato i recenti stress test della Vigilanza, lo scorso novembre, il decreto legge appronta gli strumenti per consentirle di accedere, su richiesta, alla «ricapitalizzazione precauzionale», ovvero al salvataggio da parte dello Stato, come è avvenuto con il Montepaschi. Costerebbe 1,2 miliardi. È una procedura consentita dalle direttive europee quando una banca non supera gli stress test negli «scenari avversi». Ma è una via impervia, dato che si dovrà trattare con la Commissione Europea, con esiti quanto mai incerti: la stessa richiesta non venne concessa a Popolare di Vicenza e Veneto Banca, che poi finirono in liquidazione.

ma si può sapere chi accidenti ha sbagliato?
possibile che paghiamo sempre noi??


https://www.corriere.it/economia/lecono ... 0e0b.shtml

Carige: il mistero Malacalza, quei 400 milioni perduti
Per la prima volta la Bce entra direttamente nella gestione di un istituto. Un fatto nuovo che cambia le prospettive del settore. Lo fa per mano dell’italiano Andrea Enria che «congela» Carige e impone tre commissari per realizzare rapidamente un aumento di capitale da 400 milioni

La famiglia Malacalza approdò nel capoluogo ligure dall’entroterra, da Bobbio in provincia di Piacenza. E ora si domanda se quel posto dove andiamo non c’inghiotte e non torniamo più. Hanno investito 420 milioni di euro in quella che, fino a poco tempo fa, era la quinta banca italiana. Carige in Borsa nel 2007 valeva 6 miliardi. Prima dell’amministrazione straordinaria e della sospensione del titolo, appena 80 milioni. La quota dei Malacalza si è ridotta a una ventina di milioni. È comprensibile che la famiglia piacentina, arricchitasi vendendo agli ucraini le proprie attività siderurgiche, abbia avuto qualche problema nel sottoscrivere il previsto aumento di capitale (400 milioni ) che pro quota le sarebbe costato 120 milioni circa. Ma ha impedito, con la sua astensione nell’assemblea straordinaria del 22 dicembre, che la banca si aprisse a nuovi investitori, mantenendo i propri ratios patrimoniali.

cioè questi si sono mangiati in poco tempo
miliardi di euro..
che fine hanno fatto?

perchè dobbiamo pagare noi??


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 Oggetto del messaggio: Re: ITALIAN BANKSTER
MessaggioInviato: 09/01/2019, 00:34 
Carige, Renzi: “Salvini e Di Maio, vergognatevi. Avete truffato gli italiani sulle banche: contro il Pd solo menzogne”


Formato file: mp4



¯
Sono bastati dieci minuti di una riunione notturna del Consiglio dei ministri per smentire cinque anni di insulti e menzogne contro di noi. Matteo Salvini e Luigi Di Maio devono solo vergognarsi”. A dirlo, in un video su Facebook, Matteo Renzi, commentando il caso Carige dopo il Cdm di ieri.
_



Fonte



Cita:
Renzi: “Salvini e Di Maio, vergognatevi. Avete truffato gli italiani sulle banche: contro il Pd solo menzogne”.


Ha detto di vergognarsi.
Colui che dovrebbe finire e restare dietro le sbarre.
Anche Lady Etruria.


__________________

IMHO, il bomba rosica perchè il suo ‘FirenzeSecondoMe’ è stato un grande flop.
Cosa ci si poteva aspettare!?

Forse aveva intenzione di apparire come persona di gran cultura. Immagine
Così, giusto per prendere ancora per il kiulo (vedasi come esempio -uno dei tanti- il mega_villone che ha acquistato nel capoluogo toscano. Possedendo solo, a suo dire, 15.000 €uri in banca.).

Caricatura di Marione.


La cultura con questo invertebrato non lega per niente.

Piuttosto, Mattè, beccati questa di cultura va' (tutta per te).
Immagine

Babbè, quello qui sopra non è un quadro di Teomondo Scrofalo.


¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯



E le menzogne contro il PD?????
Ma certo, come no.

Le Menzogne:

Formato file: php





Immagine




Loro salvano le banche, noi tuteliamo i risparmiatori


Immagine


di Luigi Di Maio
¯
Quante balle dei giornali, di Renzi e della Boschi sulle banche. Proprio loro parlano! Le smonto tutte in 10 punti che vi prego di diffondere al massimo!

1. Non abbiamo dato un euro alle banche
2. Abbiamo scritto in una legge che se serve lo stato potrà garantire nuovi titoli di Stato e potrà ricapitalizzare. Speriamo non serva.
3. Se si dovesse usare quella garanzia o se si dovessero mettere soldi pubblici, banca Carige deve diventare di proprietà dello Stato. Ovvero deve essere nazionalizzata.
4. In questo modo non ci sarà nessun regalo ai banchieri e nessun azionista e obbligazionista truffato
5. Non sarà come Etruria perché salviamo tutti gli obbligazionisti e correntisti
6. Non sarà come le banche venete perché non la venderemo a due euro dopo averla ripulita dei debiti con i soldi pubblici
7. Renzi e la Boschi che fanno le vittime fanno ridere i polli: se avessero fatto come noi non ci sarebbero stati risparmiatori sul lastrico, ma evidentemente ai loro amici e parenti non conveniva
8. Ora vedremo chi è stato a non restituire i soldi a Carige affossandola
9. ci batteremo in Europa per riformare il sistema di vigilanza bancaria e faremo la separazione tra banche commerciali e d’affari. Cose che nessuno si è mai sognato di fare
10. Noi abbiamo messo 1,5 miliardi per i truffati delle banche di cui è responsabile il vecchio governo. Non ci saranno altri truffati.

Ps: ma secondo voi se stessimo aiutando le banche i media e questi politici falliti continuerebbero a farci la guerra? Svegliaaaaa!!!
La Camera dei Deputati si muova ad approvare l’istituzione della commissione di inchiesta sulle banche. Ne vedremo delle belle.


Immagine
_



Fonte



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 Oggetto del messaggio: Re: ITALIAN BANKSTER
MessaggioInviato: 09/01/2019, 10:24 
sul fatto di tutelare i risparmiatori
e rilevare alla bisogna le banche
sono d'accordo,

ma una banca che chiede aiuto allo stato
dovrebbe essere in primis indagata nei vertici..
azione di responsabilità, ecc.

d'ufficio..
e se si riscontrano irregolarità e/o errori
i suddetti debbono pagare penalmente e civilmente..

sennò che prendono i loro lauti stipendi a fare
se non rischiano mai di tasca loro??


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 Oggetto del messaggio: Re: ITALIAN BANKSTER
MessaggioInviato: 09/01/2019, 15:59 
mik.300 ha scritto:
sul fatto di tutelare i risparmiatori
e rilevare alla bisogna le banche
sono d'accordo,

ma una banca che chiede aiuto allo stato
dovrebbe essere in primis indagata nei vertici..
azione di responsabilità, ecc.

d'ufficio..
e se si riscontrano irregolarità e/o errori
i suddetti debbono pagare penalmente e civilmente..

sennò che prendono i loro lauti stipendi a fare
se non rischiano mai di tasca loro??


commissione d'inchiesta?
è già qualcosa..

ha stessi poteri di indagine della magistratura..
se trovano qualcosa..
facciano partire i processi..

https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/0 ... e/4884878/

Carige, Di Maio: “Nazionalizzazione unica strada. Si pubblichi lista debitori. Capo della commissione d’inchiesta? Paragone”


Il vicepremier M5s rilancia dopo l'approvazione del decreto in soccorso dell'istituto ligure: "Il popolo sovrano si riappropria delle banche. Sarà il primo caso in Europa". E annuncia che chiederà ai commissari la lista delle persone esposte nei confronti della banca: "Tutti devono sapere perché è ridotta così e se c'è un altro caso De Benedetti con Mps"

La richiesta ai commissari di Carige di pubblicare l’elenco dei debitori, la cui unica via per il salvataggio è la nazionalizzazione, e il senatore pentastellato Gianluigi Paragone a capo della commissione d’inchiesta sulle banche. Dopo le tensioni per il decreto approvato in dieci minuti che ricalca – nella forma e nella sostanza – quello del governo Gentiloni per Mps, Luigi Di Maio rilancia.


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 Oggetto del messaggio: Re: ITALIAN BANKSTER
MessaggioInviato: 10/01/2019, 15:36 
Se mettono Paragone a capo della commissione sulle banche a molti converrà prnedeere il primo aereo per lo Swaziland. Paragone ha il dente avvelenato, fu cacciato dalla TV proprio perchè rompeva le palle su questi temi. La sua presenza in questa commissione sarebbe un segnale davvero poderoso, almeno per quanto mi riguarda.

Paragone è stato anche uqello che ha cominciato a far parlare della questione del Franco Cefa con cui la francia bara sui suoi conti e tiene in scacco 15 paesi africani da cui provengono buona parte dei migranti.



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 Oggetto del messaggio: Re: ITALIAN BANKSTER
MessaggioInviato: 13/01/2019, 14:51 
Arresti, inchieste, condanne: chi ha distrutto Banca Carige. Una storia che si ripete


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di MoVimento 5 Stelle
¯
Su Banca Carige per capire dove siamo arrivati bisogna spiegare da dove siamo partiti. Mentre i giornali diffondono cifre fantasiose sul salvataggio di Carige, continuiamo la nostra operazione verità mostrando chi ha ridotto l’ennesima banca in queste condizioni e perché siamo dovuti intervenire a tutela dei risparmiatori.

Ecco i punti salienti della “crisi” di questa banca che tutti i cittadini hanno il diritto di conoscere.

È il lontano 2013 e Bankitalia interviene con alcune ispezioni in Carige. Emergono forti criticità nella concessione di mutui e prestiti senza adeguate garanzie, nonché soprattutto il mancato intervento per il rientro dei prestiti. Come al solito mentre si arriva al pignoramento delle case per famiglie e piccoli imprenditori, ai soliti noti si perdona di tutto e di più.

A quel punto ecco che interviene la Procura: con un blitz della Guardia di Finanza nell’autunno 2013 viene acquisita la documentazione relativa alla concessione da parte della banca di fidi a trentadue soggetti fra società e persone fisiche. L’elenco comprende esponenti dell’industria e della finanza, i soliti nomi e cognomi che ormai abbiamo imparato a conoscere bene, come quello della società di Bellavista Caltagirone impegnate nella costruzione del porto di Imperia. Sì, proprio lui, Caltagirone, il nostro “amico” di cui vi abbiamo parlato nel racconto sugli editori impuri a cui fanno capo, tra gli altri, Il Messaggero e Il Mattino.

Il bilancio 2013 della banca si chiude con un rosso di 1,78 miliardi anche a causa di corpose rettifiche (oltre 1 miliardo) sul portafoglio crediti.

L’inchiesta che ne seguirà porterà agli arresti nel 2014 degli ex vertici, tra cui Giovanni Berneschi, presidente di Carige per oltre 20 anni, arrestato con l’accusa di truffa all’istituto bancario e al suo comparto assicurativo Carige Vita Nuova. L’accusa è pesantissima: associazione a delinquere di carattere transnazionale finalizzata alla perpetrazione di truffe ai danni di banca Carige e di Carige Vita nuova, il ramo assicurativo dell’istituto di credito e del successivo riciclaggio e reinvestimento di proventi illeciti, oltre che alla truffa.

Nel frattempo Carige si ritrova costretta a un susseguirsi di aumenti di capitale per fare fronte alle perdite. Parliamo di circa 800 milioni nel 2014, 850 milioni nel 2015, fino ad arrivare all’ulteriore capitalizzazione da 560 milioni nel 2017. La famiglia Malacalza, inizialmente azionista con il 10,5%, riesce così a salire fin oltre il 20%.

E Berneschi? Nel febbraio 2017 viene condannato a 8 anni e 2 mesi con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata alla truffa e riciclaggio e falso. La truffa consisteva nel far acquistare dal ramo assicurativo della banca immobili e quote societarie di imprenditori compiacenti a prezzi gonfiati tramite perizie artefatte per reinvestire poi le plusvalenze all’estero. Tutto questo avrebbero fruttato a Berneschi e agli altri indagati circa 22 milioni di euro. Nel luglio 2018, in appello, Berneschi viene condannato a 8 anni e 7 mesi.

Nel frattempo la Banca continua a registrare perdite: 546 milioni nel 2014, 130 nel 2015, 296 nel 2016, 388 nel 2017, 189 nel 2018 fino al terzo trimestre. Dal 2012 al 2018 le rettifiche sui crediti ammontano a circa 3,6 miliardi.

La Banca necessita di liquidità e ad intervenire è il Fondo interbancario di tutela dei depositi che sottoscrive un prestito subordinato da 320 milioni di euro. Per fare fronte a questo prestito c’è bisogno di un nuovo aumento di capitale da 400 milioni. Il 20 settembre 2018 è un giorno decisivo per Carige. Va in scena, infatti, un’assemblea infuocata, una resa dei conti in cui si affrontano due schieramenti: da un lato Vittorio Malacalza, che possiede circa il 27% della banca; dall’altro un patto fra soci (15,19%) con a capo il finanziere Raffaele Mincione. Bankitalia, intanto, aveva già congelato al 10% la quota che fa capo a Mincione e ai suoi alleati, il petroliere Volpi e l’imprenditore Spinelli. Malacalza vince la guerra ottenendo la maggioranza assoluta e conquistando sette degli undici posti in consiglio.

La Bce fa sapere di non approvare il piano di conservazione del capitale presentato a giugno e chiede che venga contemplata l’opzione di un’aggregazione aziendale che assicuri in modo sostenibile l’osservanza dei requisiti patrimoniali.

A dicembre arriva il dietrofront di Malacalza che passa dal dichiarato “faremo la nostra parte” all’astensione sull’aumento di capitale da 400 milioni, con conseguente decadenza del cda.

Il 2 gennaio, la Bce decide per l’amministrazione straordinaria: nominati tre commissari, Lener, Modiano e Innocenzi.

Questi sono i fatti, questo è il percorso opaco di Banca Carige degli ultimi anni. Arresti, inchieste, condanne, i soliti intrecci tra alta finanza e speculatori senza scrupoli, che ha incrostato il sistema bancario italiano.

Ma la vera domanda che tutti ci stiamo facendo è: ma Bankitalia dov’era quando accadeva tutto questo? Dov’era chi doveva vigilare sui nostri istituti di credito? Per non parlare dell’Europa, che adesso tramite la Bce interviene per commissariare Carige, ma che nel frattempo in questi anni ha messo in piedi delle norme che da una parte hanno costretto i nostri istituti a svendere per pochi spicci ai grandi fondi speculativi internazionali i crediti che avevano in pancia, con le disastrose conseguenze che abbiamo potuto vedere, e dall’altra hanno imposto regole come il “bail-in” che facevano ricadere l’onere dei disastri bancari sui risparmiatori. Un cocktail velenoso che ci ha portati alla situazione odierna.

Noi abbiamo deciso di comportarci in maniera diversa dagli altri e non abbiamo azzerato i risparmiatori come fecero per salvare Banca Etruria e le banche venete. Noi abbiamo tutelato i risparmiatori e abbiamo deciso che se lo Stato metterà in una banca dei soldi pubblici, allora quella banca diventerà dei cittadini. Non a caso neanche un risparmiatore di banca Carige è sceso in piazza a protestare. Gli unici che protestano attraverso i giornali sono quelli che abbiamo deciso finalmente di punire: i veri colpevoli che finora l’hanno sempre fatta franca.

Le cose da fare d’ora in avanti per fermare questi disastri:

Fuori i nomi di tutti coloro che sono coinvolti, dai responsabili ai grossi debitori collusi con questa vicenda. Nessun banchiere resterà più impunito
Tutela assoluta di tutti i risparmiatori: mai più scandalo Boschi-Renzi, dove a pagare per il malaffare dei soliti noti sono stati i cittadini truffati
Soldi dei cittadini = Banca dei cittadini: mai più soldi pubblici per salvare banchieri e bancarottieri. Ogni euro pubblico sarà solo ed esclusivamente per tutelare i risparmiatori e, nel caso, nazionalizzare e riportare nelle mani dei cittadini stessi la banca
Accertamento delle responsabilità di Bankitalia grazie alla Commissione d’Inchiesta sulle Banche
Nuovi vertici per Consob e riforma della vigilanza bancaria a livello europeo
Approvazione del Glass Steagall Act che prevede la distinzione tra banche commerciali e banche d’affari
Istituzione di un Fondo di Garanzia UE per i risparmiatori

La musica adesso è cambiata. Il risparmio degli italiani è sacro e chi lo tocca dovrà vedersela con noi.
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 Oggetto del messaggio: Re: ITALIAN BANKSTER
MessaggioInviato: 20/01/2019, 00:30 
ArTisAll ha scritto:
Ferrari e case con i soldi di Etruria, due arresti per la bancarotta della Privilege Yard

Immagine
Il cantiere nel porto di Civitavecchia per la costruzione del maxi yacht mai finito


Civitavecchia, sviluppi nell'inchiesta sulla società che doveva costruire il maxi yacht. Al cardinale Bertone 700mila euro per beneficenze, consulenza da 500mila euro per l'ex senatore Baldassarri


¯
ROMA - Se mai qualcuno avrà il coraggio di varare quella carcassa di yacht arrugginito, adagiato nel cantiere abbandonato della Privilege Yard al porto di Civitavecchia, un azzeccato nome di battesimo potrebbe essere "Mangiatoia". Quel progetto, infatti, nato col preciso obiettivo di succhiare denaro a un pool di banche (Etruria, Banca Marche, Unicredit, Intesa Sanpaolo, Bpm e Mps) ha sfamato l'appetito di tanti: dell'ex segretario di Stato vaticano Tarcisio Bertone, degli ex parlamentari Mario Baldassarri e Vincenzo Scotti, del presidente dell'Autorità portuale Pasqualino Monti. E naturalmente quelli dell'imprenditore 76enne Mario La Via. L'uomo che diceva di voler costruire uno yacht, e invece regalava soldi non suoi.


Mario La Via, amministratore delegato della Privilege Yard fallita nel 2015, e Antonio Battista, componente del cda e unico delegato a operare sui conti bancari della società, sono finiti agli arresti domiciliari su ordine della procura di Civitavecchia, per i reati ipotizzati di bancarotta fraudolenta documentale e patrimoniale, reati tributari e violazione della normativa antimafia. Con il denaro prestato dagli istituti bancari, per dire, avevano acquistato una Maserati e una Ferrari Coupé da 320mila euro. L'indagine del Nucleo tributario della finanza ricostruisce tutte le distrazioni patrimoniali attorno allo yacht mai varato. Rendendolo un corpo di reato lungo 127 metri.


Il maxi finanziamento concesso alla Privilege dal consorzio di banche (Etruria era la capofila) ammonta a 190 milioni di euro, di cui circa 125 milioni effettivamente erogati. Un progetto che non stava in piedi fin dall'inizio ma che ebbe sponsor di alto livello e coperture. Risulta agli atti una lettera di garanzia da parte della Barclays, ottenuta "ricorrendo a pressioni di organi amministrativi e politici". Non solo.


L'ex ministro Vincenzo Scotti della Privilege era presidente onorario. Lui e l'ex parlamentare Fli Mario Baldassarri andarono di persona a una riunione con esponenti di Banca Etruria per perorare la causa di La Via. Lo ha raccontato ai finanzieri Carlo Maggiore, il responsabile della Direzione Corporate Finance di Etruria. E che c'entra Baldassarri? È il rappresentante legale della Economia Reale srl, società che ottiene da Privilege un paio di consulenze, "per attività svolta presso Unicredit e Intesa al fine di concretizzare la loro partecipazione al pool bancario". Il compenso era di 500mila euro.


Quando i finanzieri vanno a perquisire la mega villa di Mario La Via a Roma in zona Quarto Annunziata - una sobria dimora di 4 piani con sala cinema, discoteca, palestra, 3 saloni di rappresentanza, parco, campo da tennis, piscina e spogliatoi, ristrutturata con 4 milioni di euro stornati dalle casse della Privilege e fatta passare come la foresteria della società - scoprono un dettaglio minimo, ma che racconta molto. "Sono stati rinvenuti segnaposti per cene eleganti con personaggi di prestigio e la corrispondenza con il cardinale Bertone". Ecco che viene fuori quanto ricostruito da Repubblica e Libero nelle settimane scorse: 700mila euro di bonifici erogati a favore di associazioni italiane ed estere "su richiesta, indicazione e sollecitazione di Tarcisio Bertone, tra il febbraio 2008 e il novembre 2012". Privilege Yard pagava anche l'affitto della casa di Pasqualino Monti, il presidente dell'autorità portuale di Civitavecchia che ha concesso l'area del cantiere, per una somma complessiva di 43.200 euro, "a circa il triplo dei valori medi di mercato per gli anni 2011 e 2012". Ma per Mario La Via i soldi non erano un problema.


La replica. Pasqualino Monti precisa quanto segue: "Il sottoscritto è stato nominato Presidente dell'Autorità Portuale di Civitavecchia solamente a giugno 2011, quindi non ero in carica ai tempi dei fatti riportati. Inoltre l'appartamento di cui si parla è stato affittato a tecnici della Privilege come foresteria a prezzi di mercato".
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fonte




Cercando con Goodle-Maps, a quanto pare la Privilege Yard (cantiere navale di comodo) da tempo non esiste più.
Però il catorcio (la porc@t@ -gallina dalle uova d'oro per qualche farabutto-) è ancora lì.

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Di buttarlo giù no eh?
Tanto non potrebbe mai essere varato.
Non c'è modo.
E i responsbili, sono finiti in gabbia?


Articolo.



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 Oggetto del messaggio: Re: ITALIAN BANKSTER
MessaggioInviato: 01/02/2019, 16:27 
Banca Etruria, ex dirigenti condannati dal gup di Arezzo. Cinque anni a Fornasari


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Durante la requisitoria i pm hanno ripercorso tutte le attività che avrebbero causato il dissesto finanziario, tra cui l'acquisto di uno yacht a Civitavecchia, quello di Sacci, i finanziamenti per il relais San Carlo Borromeo e le vicende collegate al finanziere Alberto Rigotti
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Il gup di Arezzo Giampiero Borraccia ha condannato in abbreviato quattro ex dirigenti di Banca Etruria nel filone di inchiesta per bancarotta. Il giudice ha inflitto 5 anni (scontati di un terzo per il rito) per l’ex presidente Giuseppe Fornasari e l’ex dg Luca Bronchi, e di 2 anni per l’ex dg Alfredo Berni, tutti imputati per bancarotta fraudolenta. Pena di 1 anno per l’ex consigliere del cda Rossano Soldini accusato di bancarotta semplice. Il gup ha inoltre rinviato a giudizio gli altri 27 imputati. Il pm Andrea Claudiani aveva chiesto 5 anni per Fornasari e Bronchi, 2 anni e 6 mesi per Berni, tutti imputati per bancarotta fraudolenta, e un anno e 6 mesi per Soldini che deve rispondere di bancarotta semplice. Durante la requisitoria i pm hanno ripercorso tutte le attività che avrebbero causato il dissesto finanziario, tra cui l’acquisto di uno yacht a Civitavecchia, quello di Sacci, i finanziamenti per il relais San Carlo Borromeo e le vicende collegate al finanziere Alberto Rigotti.

La tesi dell’accusa si basa sulla presunta esistenza all’interno di Banca Etruria di un governo informale o ombra a cui partecipavano proprio l’allora presidente Fornasari, i suoi vice, Giovanni Inghirami e Giorgio Guerrini, e il direttore generale Bronchi, che pure non aveva diritto di voto in consiglio. Un comitato che avrebbe tagliato fuori il cda vero, ridotto a mero organo di ratifica di decisioni già prese in forma ristretta il giorno precedente. Stesso punto che aveva fatto da discrimine quanto si era trattato, da parte della procura, di decidere quale tipo di bancarotta contestare ai 31 imputati. In particolare tra le contestazione le aperture concesse alla società Sacci per 60 milioni, alla Privilege Yard per 30 milioni e altri finanziamenti concessi alla San Carlo Borromeo, a Isoldi, a città Sant’Angelo a un cantiere navale a Civitavecchia, alla Pegasus, alla High Facing e alla Castelnuovese.

A chiusura indagine gli inquirenti sostennero che alcuni dei finanziamenti venivano poi utilizzati dagli stessi consiglieri. Nel caso della società Pegasus, ad esempio, Etruria aveva concesso un finanziamento da 4 milioni di euro per costruire un complesso immobiliare ma quei fondi sarebbero poi in parte veicolati alla Abm di Albergo Rigotti che riuscì così a ripianare l’esposizione della sua società con la banca e rimanere nel cda come consigliere evitando la decadenza. Quello di Rigotti, avevno ricostruito gli inquirenti, fu il voto decisivo per estromettere Faralli dal board e far insediare al vertice di Etruria Giuseppe Fornasari.

Le indagini vengono da lontano, esattamente dall’11 febbraio 2015 quando i funzionari di Banca d’Italia interruppero la riunione del cda e invitarono l’intero vertice a lasciare, commissariando di fatto l’istituto. A quel punto Banca Etruria era tecnicamente fallita. Sul tavolo del procuratore Roberto Rossi finirono una serie di crediti e finanziamenti mai rientrati che avrebbero portato al fallimento di una banca che, stando a quanto messo insieme durante le indagini, era stata totalmente svuotata proprio da una gestione quantomeno “allegra” dei soldi. “Questa sera si è fatto giurisprudenza – ha commentato ricalcando i suoi legali Pietro Ferrari per Federconsumatori – per noi che rappresentiamo le parti civili adesso questo pronunciamento sarà un ottimo viatico per gli altri filoni processuali ancora aperti”. I difensori ora aspetteranno le motivazioni per valutare l’appello.
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E a lady Etruria niente?



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Carige, Di Maio fa i nomi dei responsabili della crisi e dei loro sponsor politici: “Commistione tra politica e banchieri”


Formato file: mp4



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La crisi della Carige è dovuta alla”gestione scellerata non solo per l’incompetenza dei manager ma anche per le commistioni della politica”. Lo afferma Luigi Di Maio intervenendo alla Camera, e fa i nomi: Alessandro Scajola, fratello dell’ex ministro, Luca Bonsignore, figlio di un ex eurodeputato, Giovanni Marongi, sottosegretario di Prodi e Alberto Repetto, parlamentare dell’Ulivo. Più tardi l’ufficio comunicazione del vicepremier ha rettificato quest’ultimo nome: l’ex vicepresidente di Carige si chiama Alessandro Repetto. “Nei periodi in cui si sono create le maggiori sofferenze – ha detto Di Maio – giocavano a fare i banchieri. Lo si capisce dalle operazioni temerarie”. “Per lungo periodo – ha proseguito il vice premier – Carige ha assunto rischi molto alti su numerose operazioni discutibili. Perdite su crediti per diversi miliardi”.
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 Oggetto del messaggio: Re: ITALIAN BANKSTER
MessaggioInviato: 10/02/2019, 19:15 
ma nel concetto di indipendenza
c'è anche la libertà e facoltà di fare qualunque porcheria ??

se uno sbaglia, paga..
no??
https://www.corriere.it/economia/19_feb ... 961d.shtml
Bankitalia, Tria dopo gli attacchi di Salvini e Di Maio: «L’indipendenza dell’istituto va difesa»
Le parole del ministro del Tesoro dopo le prese di posizione dei titolari del Viminale e del ministero del Lavoro, che sabato avevano esplicitamente chiesto «discontinuità»

se un soggetto anzichè essere indipendente
si mostra anzi dipendente verso interessi privatistici,
commette errori ed omissioni, anche dolose,
si dimostra inadeguato al ruolo,
è giusto che venga rimosso..
no?


«Dov’erano, mentre questi signori mangiavano?»

L’attacco di Salvini e Di Maio aveva scatena l’applauso dell’arena inferocita dei risparmiatori e degli ex azionisti di Popolare Vicenza e Veneto Banca. «Banca d’Italia e Consob andrebbero azzerati, altro che cambiare una-due persone. Az-ze-ra-ti. Dov’erano mentre questi signori (i vertici degli istituti coinvolti dal crac) mangiavano?» aveva sillabato sabato Matteo Salvini. E Luigi Di Maio rincara: «Per Bankitalia serve discontinuità. Se pensiamo a tutto quel che è accaduto in questi anni non possiamo pensare di confermare le stesse persone che sono state fino ad oggi nel direttorio di via Nazionale».

CAMBIAMENTO..
in tutti i sensi..


che poi adesso che c penso
sono gli stessi che fanno il predicozzo al governo
sul come si deve fare per uscire dalla crisi,

ecc. ecc.
LORO !!
che invece di vigilare sulle banche saltate,
hanno fatto finta di niente..

ma come kaz.zo passano le giornate questi?
secondo me giocano a scopone scientifico dalla mattina alla sera..

oltre che a gufare e menare gramo..


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 Oggetto del messaggio: Re: ITALIAN BANKSTER
MessaggioInviato: 11/02/2019, 11:51 
comicità volontaria..
ma prima quando la banca era dipendente dal popolo
come faceva?
prima debito pubblico al 60% adesso che invece è indipendente
cioè contro il popolo, ovvero in mano alla speculazione,
il debito è schizzato..

tu guarda il caso..
sta storiella dell'indipendenza
andrebbe ridimensionata..
con inversione della rotta..
è da lì che sono cominciati i guai..
per il 99% della popolazione..

è tutta una presa x il kulo..


https://www.corriere.it/politica/19_feb ... 961d.shtml

Dunque il capo dello Stato, Sergio Mattarella, ha diritto di confermare le nomine in direttorio anche se il parere del Consiglio dei ministri fosse negativo. E il governo non può indicare persone di sua preferenza. Se però semplicemente bloccasse le procedure di nomina omettendo di inviare al Quirinale un proprio parere sui nomi designati, violerebbe la legge italiana e le regole europee che garantiscono l’indipendenza delle banche centrali come condizione perché esse funzionino. La pressione da Bruxelles e da Francoforte sull’Italia, a quel punto, diverrebbe ogni giorno più forte.


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 Oggetto del messaggio: Re: ITALIAN BANKSTER
MessaggioInviato: 20/02/2019, 19:57 
A proposito di bankster..
Spero che qualcuno lo mettano al gabbio


https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/0 ... a/4985556/

Truffa su vendita diamanti, “ai dirigenti delle banche viaggi e reperti archeologici dalla società che li smerciava”


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 Oggetto del messaggio: Re: ITALIAN BANKSTER
MessaggioInviato: 21/02/2019, 12:16 
Il Pd ha acquistato il Banco di Sardegna e lo ha fatto pagare ai sardi


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di Francesco Desogus
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Il credito sardo sta morendo con la complicità della politica e nel silenzio dell’opinione pubblica. L’operazione Bper-Banco di Sardegna è orchestrata dal Pd e impoverirà ulteriormente l’isola.
Quello del credito è stato un tema che nessuno ha voluto sollevare in questa campagna elettorale, ma se la Sardegna è in crisi è anche perché il suo sistema bancario non si sta mostrando all’altezza della situazione. In questi anni gli appetiti dei partiti, e in particolare del Pd, hanno infatti prevalso sull’interesse pubblico.

Con il recente acquisto del 49 per cento delle azioni del Banco di Sardegna da parte della Bper, la banca emiliana controlla l’intero pacchetto azionario dello storico istituto di credito isolano. In cambio la Fondazione di Sardegna, totalmente controllata dal Pd sardo, possederà poco meno del 10 per cento della Bper, cioè anche del Banco di Sardegna.

In pratica, ciò che prima era dei sardi, è diventato del Pd.

La settimana scorsa la Bper ha acquistato dalla Fondazione di Sardegna l’ultimo pezzo del 49 per cento del capitale del Banco di Sardegna non ancora in suo possesso. Il pagamento è avvenuto attraverso l’emissione a favore della Fondazione Banco di Sardegna di 33 milioni di nuove azioni e di un corrispettivo cash di 180 milioni di euro. Le nuove azioni, pari al 6,42 per cento del capitale di Bper post aumento riservato, hanno fatto salire la quota della Fondazione nel capitale della banca emiliana al 9,4 per cento circa. La parte in denaro del pagamento è stata utilizzata dall’ente per comprare un bond subordinato At1 del valore nominale di 150 milioni di euro e prezzo di sottoscrizione di 180 milioni, che pagherà una cedola annua dell’8,75 per cento.

Tradotto: con una semplice partita di giro, il Pd si mangerà ciò che era avanzato dalla operazione di acquisto precedente. In questo modo assisteremo alla fine del sistema creditizio sardo.

È dal 2001, da quando cioè che il 51 per cento del capitale sociale del Banco di Sardegna è passato alla Bper, la banca dei sardi è sparita per trasformarsi piano piano in un cimitero rosso degli elefanti.
Da allora il consiglio di amministrazione della sua Fondazione è diventato il buen retiro di tutti i politici trombati del Pd ed, ancora oggi, entrare nel Consiglio di amministrazione della Fondazione di Sardegna è il premio di consolazione che spetta a chi viene bocciato dagli elettori.
Una lauta e piacevole sosta di parcheggio in attesa di migliori fortune, mentre il sistema economico sardo crolla anche per colpa di un sistema creditizio assolutamente inadeguato.
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