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https://www.giannibarbacetto.it/2023/09 ... -sospette/
Strage di Ustica,
la lunga scia di morti sospette
Abbiamo anche noi, nel nostro piccolo, i nostri Prigožin.
O meglio: incolpevoli ufficiali e sottufficiali dell’Aeronautica militare italiana che dopo la strage di Ustica muoiono in circostanze misteriose e si uniscono alle 81 vittime che erano a bordo del Dc-9 Itavia. L’inchiesta del giudice Rosario Priore ne segnala 12: si premura di dire che “la maggior parte dei decessi che molti hanno definito sospetti, di sospetto non hanno alcunché”. Ma poi ribadisce che “nei casi che restano si dovrà approfondire, giacché appare sufficientemente certo che coloro che sono morti erano a conoscenza di qualcosa che non è stato mai ufficialmente rivelato e da questo peso sono rimasti schiacciati”.
Il maresciallo Mario Alberto Dettori viene trovato impiccato il 31 marzo 1987 a Grosseto. È la polizia scientifica a scrivere nel suo rapporto che si tratta di un suicidio “innaturale”. Nei mesi precedenti aveva confidato ai famigliari: “Sono molto scosso… Qui è successo un casino… Qui vanno tutti in galera! Siamo stati a un passo dalla guerra”. Aveva rovistato tutta la casa alla ricerca di microspie: una “mania di persecuzione” che lo aveva colpito dopo la strage di Ustica che lo aveva coinvolto perché Dettori prestava servizio presso il centro radar di Poggio Ballone. Al capitano Mario Ciancarella aveva detto al telefono: “Siamo stati noi a tirarlo giù, capitano, siamo stati noi… Ho paura, capitano, non posso dirle altro al telefono. Qui ci fanno la pelle”.
Viene trovato impiccato, il 21 dicembre 1995, anche il maresciallo Franco Parisi, come Dettori controllore di sala operativa di centro radar. Era di turno la mattina del 18 luglio 1980, data del ritrovamento di un Mig libico precipitato sulla Sila. Viene convocato in tribunale come testimone. Pochi giorni dopo muore. Scrive Proire: “Venuti a conoscenza di fatti diversi dalle ricostruzioni ufficiali… ne restano soffocati. E quindi, anche se non si raggiunge la prova di atti omicidiari, resta che gli atti di costoro, se suicidî, furono determinati da stati psichici di profonde prostrazioni connesse con gli eventi”.
Muore anche il colonnello Pierangelo Tedoldi, poco prima di assumere il comando dell’aeroporto di Grosseto, in un incidente stradale il 3 agosto 1980. Il capitano Maurizio Gari, capo controllore del Centro radar di Poggio Ballone, muore invece per infarto il 9 maggio 1981. In un incidente stradale perde la vita il maresciallo Ugo Zammarelli, che era stato in servizio presso il Sios di Cagliari, il servizio informazioni dell’Aeronautica.
I colonnelli Mario Naldini e Ivo Nutarelli muoiono nell’incidente aereo di Ramstein, il 28 agosto 1988. Erano piloti delle Fiamme tricolori, ma la sera del 27 giugno 1980 erano in volo su uno degli F-104 che lanciarono l’allarme di emergenza generale (mai poi spiegato dall’Aeronautica militare).
Muoiono anche il tenente colonnello Sandro Marcucci, testimone dell’inchiesta (per incidente aereo il 2 febbraio 1992); il maresciallo Antonio Pagliara, controllore radar a Otranto (incidente stradale il 2 febbraio 1992); il generale Roberto Boemio (ucciso a Bruxelles il 12 gennaio 1993); il maggiore medico Gian Paolo Totaro, in contatto con molti militari collegati agli eventi di Ustica, tra i quali Nutarelli e Naldini (viene trovato impiccato alla porta del bagno il 2 novembre 1994).
Il maresciallo Antonio Muzio, in servizio alla torre di controllo dell’aeroporto di Lamezia Terme nel 1980, viene ucciso il 1º febbraio 1991. Muore, per incidente stradale il 23 gennaio 1983, anche Giovanni Battista Finetti, sindaco di Grosseto che si era molto interessato ai fatti successi nella notte di Ustica.
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--------------E' verosimile, secondo te, che per un "semplice" incidente missilistico,
avvenga tutto questo (e non solo)?
Ustica 30 anni dopo: incidenti, suicidi e morti sospettehttp://www.oggi.it/attualita/cronaca/20 ... -sospette/Nella sciagura di Ustica non ci sono solo le 81 vittime del DC 9. C’è una serie di morti sospette e di testimoni scomparsi che lo stesso giudice Rosario Priore definisce: «Una casistica inquietante. Troppe morti improvvise».
Vediamola questa lista che secondo il magistrato è di una decina di morti strane, ma forse sono di più.
3 agosto 1980 - In un incidente stradale perde la vita il colonnello Pierangelo Tedoldi che doveva assumere il comando dell’aeroporto di Grosseto.
9 maggio 1981 - Stroncato da un infarto muore il giovane capitano Maurizio Gari, capocontrollore della sala operativa della Difesa aerea a Poggio Ballone. Era di servizio la sera del disastro.
23 gennaio 1983 - In un incidente stradale perde la vita Giovanni Battista Finetti, sindaco di Grosseto. Aveva ripetutamente chiesto informazioni ai militari del centro radar di Poggio Ballone.
31 marzo 1987 - Viene trovato impiccato (la polizia scientifica dirà «In modo innaturale») il maresciallo Mario Alberto Dettori, in servizio a Poggio Ballone la sera del 27 giugno 1980. «Aveva commesso l’imprudenza di rivelare ai familiari di aver assistito a uno scenario di guerra», ha detto Priore.
12 agosto 1988 - Muore in un incidente stradale il maresciallo Ugo Zammarelli. Era in servizio presso il SIOS (Servizio segreto dell’aeronautica) di Cagliari.
28 agosto 1988 - Durante una esibizione delle Frecce Tricolori a Ramstein (Germania) entrano in collisione e precipitano sulla folla i colonnelli Mario Naldini e Ivo Nutarelli. Quest’ultimo due giorni dopo doveva essere interrogato da Priore. La sera del 27 giugno 1980 si erano alzati in volo da Grosseto e avevano lanciato l’allarme di emergenza generale. Perché? Cosa avevano visto? I comandi dell’aeronautica militare e la Nato non lo hanno mai rivelato.
1° febbraio 1991 - Viene assassinato il maresciallo Antonio Muzio. Era in servizio alla torre di controllo di Lamezia Terme quando sulla Sila precipitò il misterioso Mig libico.
13 novembre 1992 - In un incidente stradale muore il maresciallo Antonio Pagliara, in servizio alla base radar di Otranto.
12 gennaio 1993 - A Bruxelles viene assassinato il generale Roberto Boemio. La sua testimonianza sarebbe stata di grande utilità per la sciagura del DC 9 e per la caduta del Mig libico sulla Sila. La magistratura belga non ha mai fatto luce sull’omicidio.
21 dicembre 1995 - È trovato impiccato il maresciallo Franco Parisi. Era di turno la mattina del 18 luglio 1980 (data ufficiale della caduta del Mig libico sulla Sila) al centro radar di Otranto. Doveva essere ascoltato come testimone da Priore.
Gian Gavino Sulas
da wiki
https://it.wikipedia.org/wiki/Strage_di_UsticaLe morti sospette secondo l'inchiesta Priore«La maggior parte dei decessi che molti hanno definito sospetti, di sospetto non hanno alcunché. Nei casi che restano si dovrà approfondire [...] giacché appare sufficientemente certo che coloro che sono morti erano a conoscenza di qualcosa che non è stato mai ufficialmente rivelato e da questo peso sono rimasti schiacciati.»
(Ordinanza-sentenza Priore, capo 4, pag. 4674)
Per due dei 12 casi di decessi sospetti permangono indizi di relazione al caso Ustica:[111]
maresciallo Mario Alberto Dettori: trovato impiccato il 31 marzo 1987, in un modo definito dalla polizia scientifica innaturale,[112] presso Grosseto. Mesi prima, preoccupato, aveva rovistato tutta la casa alla ricerca di presunte microspie.[112][113] Vi sono indizi che fosse in servizio la sera del disastro presso il radar di Poggio Ballone (GR) e che avesse in seguito sofferto di «manie di persecuzione» relativamente a tali eventi. Confidò alla moglie: «Sono molto scosso... Qui è successo un casino... Qui vanno tutti in galera!».[114] Dettori confidò con tono concitato alla cognata che «eravamo stati a un passo dalla guerra». Tre giorni dopo telefonò al capitano Mario Ciancarella e disse: «Siamo stati noi a tirarlo giù, capitano, siamo stati noi [...]. Ho paura, capitano, non posso dirle altro al telefono. Qui ci fanno la pelle».[115] Il giudice Priore conclude: «Sui singoli fatti come sulla loro concatenazione non si raggiunge però il grado della prova».
maresciallo Franco Parisi: trovato impiccato il 21 dicembre 1995, era di turno la mattina del 18 luglio 1980, data del ritrovamento del MiG libico sulla Sila. Proprio riguardo alla vicenda del MiG erano emerse durante il suo primo esame testimoniale palesi contraddizioni; citato a ricomparire in tribunale, muore pochi giorni dopo aver ricevuto la convocazione.
Sui suicidi di Dettori e Parisi, Priore scrive[116]: "Entrambi marescialli controllori di sala operativa in Centro radar. Entrambi in servizio, il Dettori con alta probabilità il Parisi con certezza, dinnanzi ai PPI, con funzioni delicatissime, rispettivamente la sera e la notte del 27 giugno e il mattino del 18 luglio. Venuti a conoscenza di fatti diversi dalle ricostruzioni ufficiali, rivelano la loro conoscenza in ambiti strettissimi, ma non al punto tale da non essere percepita da ambienti che li stringono od osteggiano anche in maniera pesante. E così ne restano soffocati. E quindi, anche se non si raggiunge la prova di atti omicidiari, resta che gli atti di costoro, se suicidî, furono determinati da stati psichici di profonde prostrazioni connesse con gli eventi."
Gli altri casi presi in esame dall'inchiesta, sono:
colonnello Pierangelo Tedoldi: incidente stradale il 3 agosto 1980;[117] avrebbe in seguito assunto il comando dell'aeroporto di Grosseto.
capitano Maurizio Gari: infarto, 9 maggio 1981; capo controllore di sala operativa della difesa Aerea presso il 21º CRAM (Centro radar Aeronautica militare italiana) di Poggio Ballone, era in servizio la sera della strage. Dalle registrazioni telefoniche si evince un particolare interessamento del capitano per la questione del DC-9 e la sua testimonianza sarebbe stata certo «di grande utilità all'inchiesta», visto il ruolo ricoperto dalla sala sotto il suo comando, nella quale, peraltro, era molto probabilmente in servizio il maresciallo Dettori. La morte appare naturale, nonostante la giovane età.
Giovanni Battista Finetti, sindaco di Grosseto: incidente stradale; 23 gennaio 1983. Era opinione corrente che avesse informazioni su fatti avvenuti la sera dell'incidente del DC-9 all'aeroporto di Grosseto. L'incidente in cui perde la vita, peraltro, appare casuale.
maresciallo Ugo Zammarelli: incidente stradale; 12 agosto 1988. Era stato in servizio presso il SIOS di Cagliari, tuttavia non si sa se fosse a conoscenza d'informazioni riguardanti la strage di Ustica, o la caduta del MiG libico.
colonnelli Mario Naldini e Ivo Nutarelli: incidente di Ramstein, 28 agosto 1988.[118] In servizio presso l'aeroporto di Grosseto all'epoca dei fatti, la sera del 27 giugno, come già accennato, erano in volo su uno degli F-104 e lanciarono l'allarme di emergenza generale. La loro testimonianza sarebbe stata utile anche in relazione agli interrogatori del loro allievo Aldo Giannelli,[94] in volo quella sera sull'altro F-104, durante i quali, secondo l'istruttoria, è «apparso sempre terrorizzato»[119]. Sempre secondo l'istruttoria, appare sproporzionato — tuttavia non inverosimile — organizzare un simile incidente, con esito incerto, per eliminare quei due importanti testimoni.[120]
maresciallo Antonio Muzio: parricidio, 1º febbraio 1991;[121] in servizio alla torre di controllo dell'aeroporto di Lamezia Terme nel 1980, poteva forse essere venuto a conoscenza di notizie riguardanti il MiG libico, ma non ci sono certezze.
tenente colonnello Sandro Marcucci: incidente aereo; 2 febbraio 1992. Marcucci era un ex pilota dell'Aeronautica Militare coinvolto come testimone nell'inchiesta per la strage di Ustica. L'incidente fu archiviato motivando l'errore del pilota. Tuttavia, nel 2013 il pm di Massa-Carrara, Vito Bertoni, riaprì l'inchiesta contro ignoti per l'accusa di omicidio. L'associazione antimafia "Rita Atria" denunciò che l'incidente non fu causato da una condotta di volo azzardata, come sostennero i tecnici della commissione di inchiesta, ma probabilmente da una bomba al fosforo piazzata nel cruscotto dell'aereo.[122]
maresciallo Antonio Pagliara: incidente stradale; 2 febbraio 1992. In servizio come controllore della difesa Aerea presso il 32º CRAM di Otranto, dove avrebbe potuto avere informazioni sull'abbattimento del MiG. Le indagini propendono per la casualità dell'incidente.
generale Roberto Boemio: omicidio; 12 gennaio 1993 a Bruxelles.[123] Da sue precedenti dichiarazioni durante l'inchiesta, appare chiaro che «la sua testimonianza sarebbe stata di grande utilità», sia per determinare gli eventi inerenti al DC-9, sia per quelli del MiG libico. La magistratura belga non ha risolto il caso.
maggiore medico Gian Paolo Totaro: trovato impiccato alla porta del bagno, il 2 novembre 1994. Gian Paolo Totaro era in contatto con molti militari collegati agli eventi di Ustica, tra i quali Nutarelli e Naldini.[124]
Il rinvio a giudizio
Alla luce di queste anomalie inspiegate[125] e delle risposte, da parte del personale dei due siti radar di Marsala e Licola, ritenute insoddisfacenti,[126] il 28 giugno 1989 il giudice Bucarelli accolse la richiesta del procuratore Santacroce e rinviò a giudizio per falsa testimonianza aggravata e concorso in favoreggiamento personale aggravato, ventitré tra ufficiali e avieri in servizio il giorno del disastro.[127][128]
L'ipotesi accusatoria fu che i militari, con una vasta operazione di occultamento delle prove e di depistaggio, avrebbero tentato di nascondere una battaglia tra aerei militari, nel corso della quale il DC-9 sarebbe precipitato.
fatevi un giro ...
https://www.google.com/search?q=ustica+ ... e&ie=UTF-8zio ot
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