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MessaggioInviato: 10/08/2010, 11:30 
Comunque, cercando anche solo su Internet, di viaggi verso il polo nord, si possono trovare articoli di persone che, con un viaggio organizzato, sono andati al polo nordo geografico (accessibile dunque hai comuni mortali);
Su Wiky si possono trovare varie definizioni di polo nord: Geografico, Magnetico, Dell'inaccessibilità, geomagnetico... ve li posto:

Polo nord geomagnetico

Il polo nord geomagnetico della terra è definito come il punto a nord dove termina l'asse della magnetosfera terrestre. Contrariamente al polo nord magnetico non si tratta di un punto reale ma di una astrazione basata su un modello matematico chiamato modello del dipolo che spiega solo in parte (circa il 90%) il reale comportamento del campo magnetico terrestre. Nel modello del dipolo il campo magnetico generato dalla Terra può essere visto come generato da un'enorme barra magnetica che passando per il centro della Terra attraversa tutto il pianeta. Rispetto all'asse di rotazione terrestre questa enorme barra immaginaria è inclinata di circa 11,5° ed il punto in cui interseca la superficie terrestre prende appunto il nome di polo nord geomagnetico.

Poiché questo punto immaginario è basato su un'approssimazione della realtà il polo nord geomagnetico non coincide col polo nord magnetico che è situato attualmente ad una distanza media di circa 30° di longitudine. Come il polo nord magnetico anche il polo nord geomagnetico è in realtà un polo magnetico sud.

La zona circostante il polo nord geomagnetico è molto importante per gli scienziati che si occupano dello studio dell'aurora boreale questo perché la zona che circonda il polo nord geomagnetico fino ad una distanza di circa 23° è quella in cui questi fenomeni avvengono più spesso del mondo.

La prima spedizione verso il polo nord geomagnetico è stata effettuata da David Hempleman-Adams nel 1992.


Polo nord dell'inaccessibilità

Il polo nord dell'inaccessibilità è uno dei poli dell'inaccessibilità che possono essere individuati sulla superficie della Terra. Questi poli pur potendo essere individuati con precisione su una carta geografica non hanno caratteristiche fisiche particolari ma sono rilevanti unicamente perché si trovano in corrispondenza di punti geografici che rispondono ad una caratteristica predefinita.

Il polo nord dell'inaccessibilità è, per definizione, il punto del mar Glaciale Artico più distante da ogni linea costiera. È situato circa 1100 km dalla costa più vicina alle seguenti coordinate geografiche: 84° 03' latitudine nord e 174° 51' longitudine Ovest (84°03#8242;N 174°51#8242;W#65279; / 84.05, -174.85). Il primo sorvolo di questo particolare luogo geografico fu fatto nel 1927 da Hubert Wilkins successivamente nel 1958 fu raggiunto per la prima volta da una rompighiaccio sovietica.

Polo nord Geografico

Il polo nord geografico, chiamato anche vero nord, rappresenta il punto immaginario dell'emisfero boreale in cui l'asse di rotazione terrestre incontra la superficie terrestre o per meglio dire la superficie del geoide. Un altro modo per definirlo è dire che è il punto in cui la latitudine è un angolo retto, ossia è di 90° nord. Il polo nord geografico è uno dei due punti della superficie terrestre in cui si incontrano i meridiani, questo significa che se ci si trova esattamente sul polo nord geografico (cosa possibile solo in teoria) in qualunque direzione si decida di andare, procedendo in linea retta, si andrà sempre verso il sud geografico ossia verso il Polo Sud geografico.

Polo nord magnetico

Il polo nord magnetico è il punto della superficie terrestre dove il campo geomagnetico è perpendicolare al suolo e diretto verso il terreno. Visto che attrae il polo magnetico nord dei magneti, dal punto di vista fisico si tratta di un polo magnetico di tipo sud. Nonostante questo fu chiamato polo nord magnetico perché in prossimità del Polo nord geografico.

Questa definizione fu proposta nel 1600 da William Gilbert un gentiluomo che faceva parte della corte di Elisabetta I d'Inghilterra ed è ancora oggi (2010) in uso. Da notare che più che di punto ben preciso per il polo nord magnetico sarebbe meglio parlare di zona di discrete dimensioni.



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MessaggioInviato: 10/08/2010, 11:35 
PS.
a questo sito trovate il racconto di un viaggio organizzato fatto al polo da Fabio Chisari
poi postato su virgilio come articolo

---a voi le considerazioni...

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MessaggioInviato: 10/08/2010, 11:47 
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Near ha scritto:
Attendo...


Caro Near....... stanotte ho scoperto un intero mondo. E non si finisce mai di imparare cavolo..... [:)]

Per ora posto una cosa, diciamo così riassuntiva, sulla questione Agarthi/Byrd/Hitler/Società Thule/ e le varie cose scoperte, negate e occultate nel corso della storia recente.

Successivamente, inserirò alcuni testi che forniscono interpretazioni diverse della faccenda e che devono essere messi in correlazione tra loro. E' un lungo lavoro di ricerca..... che sarebbe interessante svolgere con il vostro aiuto, se lo riterrete opportuno ed interessante. Naturalmente il tutto andrà in un certo senso "scremato" da alcune interpretazioni degli eventi effettuate dai ricercatori storici di questi fatti.

La cosa che tuttavia mi ha davvero colpito nella mole di cose che ho letto stanotte è l'interessamento ossessivo e spasmodico nei confronti si queste razze non umane (razza ariana e non solo) presenti - presumibilmente - nel sottosuolo, da parte di Hitler, il quale, nonostante la sua dimostrata "follia" è sicuramente da ritenere come un individuo molto pragmatico. E allora, cercare di capire, perchè abbia speso tempo, denaro e risorse di ogni tipo e dimensione alla ricerca di Agarthi e dell'Energia Vril...... è sicuramente da capire.... [;)]



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"…stanno uscendo allo scoperto ora, amano annunciare cosa stanno per fare, adorano la paura che esso può creare. E’ come la bassa modulazione nel ruggito di una tigre che paralizza la vittima prima del colpo. Inoltre, la paura nei cuori delle masse risuona come un dolce inno per il loro signore". (Capire la propaganda, R. Winfield)

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MessaggioInviato: 10/08/2010, 11:49 
Cita:
Aiwas ha scritto:

PS.
a questo sito trovate il racconto di un viaggio organizzato fatto al polo da Fabio Chisari
poi postato su virgilio come articolo

---a voi le considerazioni...

bye


Hai dimenticato la fonte? [:I]



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MessaggioInviato: 10/08/2010, 11:57 
sorry...

http://viaggi.virgilio.it/extra/avventu ... 33961.html



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MessaggioInviato: 10/08/2010, 12:22 
I DISCHI VRIL

di Carlo Barbera

Tratto da:
http://www.arcadia93.org/vril-societ%C3%A0vril.html

La Società Vril combinava gli ideali politici dell’Ordine degli Illuminati di Baviera (cioè coloro che poi hanno nascosto tutta la questione "Agarthi") con il misticismo Hindù, la Teosofia di Madame Blavatsky e la Cabala Ebraica. Fu il primo gruppo nazionalista Germanico ad usare il simbolo della swastika come un emblema di collegamento tra l’occultismo Orientale con quello Occidentale. La Società Vril presentava l’idea di un matriarcato sotterraneo, un’utopia socialista governata da esseri superiori che avevano padronanza sulla misteriosa energia chiamata Forza Vril.

“Questa società segreta fu fondata, letteralmente, sulla novella di Bulver Lytton “The Coming Race” (La razza ventura), scritta nel 1871. Il libro (vedi: http://www.ufoforum.it/topic.asp?whichp ... _ID=120675) descrive una razza di uomini psichicamente molto più avanzata della nostra. Essi hanno raggiunto un tale potere su se stessi e sulle cose da essere quasi simili a dei. Per il momento sono nascosti e vivono in caverne, tunnel e grandi cavità al centro della Terra. Presto emergeranno per regnare su di noi.”


Il Mattino dei Maghi

Mentre compivano le ricerche per il loro classico libro “Il Mattino dei Maghi”, gli autori Jacques Bergier e Louis Pauwels ottennero la dichiarazione riportata sopra da uno dei più grandi esperti missilistici del mondo il Dr.Willy Ley, che lasciò la Germana nel 1933. Il Dr. Ley disse che i membri della Società Vril - che si formò poco prima che i Nazisti andassero al potere – credevano di possedere una conoscenza segreta che li avrebbe resi in grado di mutare la loro razza e li avrebbe resi simili agli uomini nascosti nelle viscere della Terra; si trattava di metodi di concentrazione, un intero sistema di ginnastiche interne per mezzo dei quali si sarebbero trasformati.

Queste tecniche erano probabilmente basate sugli Esercizi Spirituali di Ignazio di Loyola, le tecniche di concentrazione e di visualizzazione dei Gesuiti simili a molti insegnamenti occulti, in special modo ai culti sciamanici e al Buddismo Tibetano.

I Nazisti tenevano in grande considerazione questi Esercizi Spirituali, che credevano essere stati tramandati dagli Antichi Maestri di Atlantide. Gli occultisti del tempo sapevano che Ignazio era un Basco ed alcuni dichiaravano che il popolo Basco era l’ultima discendenza della razza Atlantidea. L’uso appropriato di queste tecniche avrebbe permesso la riattivazione del Vril per il dominio della razza Teutonica su tutte le altre.

La Società Vril credeva che chiunque fosse divenuto maestro del Vril sarebbe stato maestro di se stesso, degli altri attorno a lui e del mondo. Credevano anche che il mondo sarebbe cambiato e che i “Signori” sarebbero emersi dal centro della Terra. Chi non avrà fatto un’alleanza con loro e sarà divenuto egli stesso un “signore”, si ritroverà fra gli schiavi.

Nel suo libro “The Unknown Hitler”, l’autore Wulf Schartzwaller dice:

“Haushofer fu uno studente del mago e metafisico Russo George Gurdjeff. Sia Gurdjeff che Haushofer sostenevano di avere contatti con logge Tibetane segrete che possedevano il segreto del “Superuomo”. La Loggia Luminosa includeva Hitler, Aalfred, Rosenberg, Himmler, Goring e il medico personale di Hitler, Dr. Morell, tutti già membri della Thule Gesellschaft che si unirono alla Società Vril nel 1919. Il potere di suggestione di Hitler diviene più comprensibile se si ipotizza la sua conoscenza delle segrete tecniche psicologiche di Gurdjeff, basate sugli insegnamenti dei Sufi, dei Lama Tibetani e che lo resero familiare con l’insegnamento Zen della Società Giapponese del Dragone Verde”.
Con Hitler al potere nel 1933, sa la Thule Gesellschafts che la Società Vril ricevettero presumibilmente uno stato ufficiale di finanziamento per programmi continuativi per lo sviluppo di dischi da utilizzare sia per il volo spaziale che come macchine da guerra.


La Forza Vril ed il Sole Nero

Ne “La Razza Ventura” di Lytton, il popolo sotterraneo usa la Forza Vril per operare e governare il mondo (pochi bambini armati con bacchette a potere Vril sarebbero in grado di sterminare una razza di oltre 22 milioni di barbari minacciosi). Serviti da robots ed in grado di volare su ali dotate di forza Vril, i vegetariani Vril-ya sono – per stima propria – razzialmente e culturalmente superiori a chiunque altro sulla Terra, sopra e sotto la superficie. Ad un certo punto il narratore conclude (da prova linguistica) che i Vril-ya sono “discendenti dagli stessi antenati della grande famiglia Ariana, dai quali ha fluito, in varie correnti, la civiltà dominante nel mondo”.

La Forza Vril o Energia Vril si credeva derivasse dal Sole Nero, una grande sfera di “Prima Materia” che esiste ipoteticamente al centro della Terra, dando luce ai Vril-ya ed emanando radiazioni nella forma di Vril.
Albert Pike, 33° grado dell’Antico ed Accettato Rito di Frammassoneria Scozzese disse, [i]“C’è in natura una forza più potente, per mezzo della quale un singolo uomo che la possedesse, e conoscesse come dirigerla, potrebbe rivoluzionare e cambiare la faccia del mondo”.


Questa è la forza che i Nazisti ed il loro occulto circolo interno cercarono così disperatamente di scatenare sul mondo. Una manifestazione della “Grande Opera” promulgata dagli Adepti delle società segrete di tutte le epoche. La Società Vril si rifaceva ad un antico archetipo, già nella mente degli alchimisti e dei maghi, che fu solo re-interpretato da Lytton, nella luce di quell’epoca di revival occulto e di incalzante progresso scientifico.

Fu Madame Blavatsky, esule russa e fondatrice della teosofia, a interessarsi e studiare “seriamente” la misteriosa energia Vril. Influenzata anch’essa da “La Razza Ventura”, essa scrive nel suo “Iside Svelata”, pubblicato nel 1877: “Esiste una forza della natura i cui segreti poteri erano noti agli antichi teurghi ma che è negata dai moderni scettici. I fanciulli antidiluviani – che forse giocavano con essa, allo stesso modo in cui i bambini de ”La Razza Ventura” di Bulwer Lytton usano il tremendo Vril –la chiamavano “Acqua di Phtha”; i loro discendenti la denominarono Anima Mundi, l’anima dell’universo; più tardi, i cultori di ermetismo medievali la definirono “luce siderale”, o il “Latte della Vergine Celeste”, il “Magnes”, e molte altre denominazioni”.

Continua Madame Blavatsky: “C’è stata un’infinita confusione di appellativi per designare una medesima cosa. Il caos degli antichi, il fuoco sacro degli zoroastriani, o l’Antusbyrum dei Parsi; i fuochi di sant’Elmo degli antichi Germani; i lampi di Cybele; la torcia ardente di Apollo; la fiamma sull’altare di Pan; il fuoco inestinguibile nel tempio dell’Acropoli e in quello di Vesta; l’elmo fiammeggiante di Plutone; le scintille lucenti sul copricapo dei Dioscuri, sulla testa di Gorgone; l’elmo di Pallade e il caduceo di Mercurio; l’egizio Phtha, o Ra; il greco Zeus Cataibates (colui che discende); le lingue di fuoco; il roveto ardente di Mosè; il fuoco eterno dell’”abisso senza fondo”; i vapori dell’oracolo di Delfi; la Luce Siderale dei Rosacroce; l’Akasha degli adepti indù; la Luce Astrale di Eliphas Levi; l’aura e il fluido dei magnetizzatori; l’od di Reichenbach; il globo di fuoco di Babinet; lo Psychod e la forza ectenica di Thury; il magnetismo atmosferico di alcuni naturalisti; il galvanismo e, infine, l’elettricità : non sono altro che denominazioni diverse di molte manifestazioni o effetti della medesima e misteriosa causa onnipervasiva, l’Archeos dei Greci.”

Sempre Madame Blavatsky nel suo “La Dottrina Segreta“ del 1888, si esprime riguardo i poteri dell’energia Vril.

“E’ questa Forza vibratoria che, una volta diretta contro un’armata da un Agni Rath montato su un vascello volante, un aerostato, ridusse in cenere 100.000 uomini ed elefanti, con la stessa facilità con cui si calpesterebbe un topo. Se ne parla per allegorie nel Vishnu Purana, nel Ramayana e in altre opere: è la favola del saggio Papilla, il cui sguardo trasformò in una montagna di ceneri i 60.000 figli di Sagara, e cui si accenna nelle opere esoteriche come il Kapilaksha, l’”Occhio di Kapilla”.

Nei Vril-ya della “Razza Ventura” fu prevista l’idea di mutazione e trasformazione in una più alta forma di “uomo-dio”. Lo stesso Lytton fu un iniziato Rosacrociano ben versato nelle filosofie arcane ed esoteriche e sicuramente nei più grandi progressi della scienza dei suoi giorni.


Il "motore" degli UFO Nazisti?

Nella ricerca degli elementi che costituiscono l’idea e l’opera della Società Vril ed il Gruppo Thule ha importanza fondamentale l’esame del presunto programma segreto di UFO Nazisti.

Presumibilmente la Società Vril, attraverso le sue medium, stabilì una qualche forma di contatto con i “Capi Segreti” o gli stessi “Vril-ya”, ed iniziò segretamente a cooperare con alcuni scienziati Tedeschi alla fine degli anni ’20.

A partire dal 1936 Hitler inviò squadre di “Spelunkers”nelle caverne e nelle miniere di tutta l’Europa alla ricerca dei Vril-ya e durante gli anni 1937-38 i Nazisti compirono estensive esplorazioni delle regioni Antartiche. Sembra che, come l’Ammiraglio Byrd, ebbero successo nella ricerca dell’ingresso del favoloso buco del Polo Sud; fu qui che, come alcuni affermano, essi presero contatto con i “Superuomini Sconosciuti” che vivevano nella favolosa città di “Rainbow City”.

Nel 1922 le Società Thule e Vril costruirono il primo disco volante Tedesco, il JFM (Jenseitsflugmaschine) o “Macchina Volante dell’Altro Mondo”, a Monaco, per prove di volo canalizzato che durarono due anni. La ricerca fu condotta da W.O.Schumann dell’Università Tecnica di Monaco, ma il progetto fu interrotto nel 1924 con lo smantellamento della macchina ed il suo trasferimento nelle installazioni della Messerschmitt di Asburgo, dove fu conservata per ricerche successive dalle quali il Prof.Schumann sviluppò un’unità di levitazione che fu chiamata Schumann-Munich o Levitatore SM.

La nuova serie RFZ (Rundflugzeug) o “Velivoli Rotondi” iniziò nel 1937, dopo che la Società Vril comprò i terreni a riposo che circondavano l’aeroporto di Arado-Brandenburg. I dischi RFZ, 1,2,3,4 e 6 furono testati li sotto la supervisione della Società Vril mentre la Thule fu aiutata da una speciale branca tecnica delle SS, l’unità E-IV, che era impegnata nello sviluppo delle energie alternative.

La Società Thule lavorò dal 1935 in poi ad un disco diverso in una località segreta della Germania Nord-Occidentale riferita come Hauneburg. La macchina da loro prodotta fu conosciuta come H-Gerat (Congegno Hauneburg) ma nel 1939 quando fu perfezionato il motore Triebwerk (Thrustwork-Lavoro Potenziale) fu abbreviato ad Haunebu. L’Haunebu I° fu in breve designato come RFZ-5 quando la Thule si spostò da Hauneburg ad Arado-Brandenburg.

Il Triebwerk della Società Thule fu un rivoluzionario motore EMG (elettro-magnetico-gravitazionale) conosciuto anche come Tachyonator 7.

Anche la Società Vril sviluppò il proprio Triebwerk dal 1941 con il RFZ-7, che fu ri-battezzato Vril-1 Jager (Cacciatore).

Dopo che nel 1941 Hitler proibì le società segrete, sia la Società Thule che la Vril furono documentate sotto l’unità SS E-IV. La Vril divenne conosciuta anche come “Die Kette” (La Catena), che si riferisce al collegamento mentale tra i suoi membri.

Dal 1944 fu realizzato il disco a volo canalizzato Vril 7 Geist (Spirito) come anche un’enorme e cilindrica nave-madre di 139 metri chiamata Andromeda-Gerat (Congegno Andromeda).

Un’unità speciale chiamata Sonderburo (Ufficio Speciale) 13 fu creata ufficialmente dalla Luftwaffe per investigare su strani fenomeni aerei nei cieli del Reich ma sembra che il suo vero scopo fosse quello di coprire i frequenti rapporti di dischi e di sigari volanti in volo.

Nel Settembre del 1944 un pilota di jet ME-262 scoprì il luogo dove era custodito uno degli Andromeda e riportò il fatto; immediatamente il Sonderburo 13 cercò di fingere la propria ignoranza su tale congegno.

Contemporaneamente, mentre gli Alleati avanzavano ulteriormente nel Reich, la Società Vril programmò l’evacuazione della sua tecnologia in basi fuori dall’Europa, in modo particolare in una base segreta Antartica, la Base 211; mentre il loro piano personale era di evacuare le loro medium verso le stelle con il volo dell’Andromeda. Essi scomparvero nel Marzo del 1945 e non furono mai più trovati.

Note familiari per chi è nel campo della ricerca Ufologica. Molti libri sono stati scritti a riguardo, sebbene nessuno di essi sembra accordarsi in uno scenario comune. Gli Alleati confiscarono ogni frammento di documento Nazista e la maggior parte di essi sono tutt’ora classificati. L’esistenza della Società Vril fu rivelata incidentalmente, in documentazione rubata ed ora in possesso del Governo Britannico. Se i Vril-ya esistono e i Nazisti stabilirono veramente un contatto con questa razza superiore, potremmo presumere che la propulsione antigravitazionale lavorava sui principi della forza Vril.

Non importa quindi che la storia dei Vril-ya sia reale o meno. Molti hanno scoperto questa forza indipendentemente dalla novella di Lytton; in un modo o in un altro essa continua ad essere soppressa, a rimanere retaggio dei pochi, oggetto di studio e di sperimentazione ben oltre l’etica di qualsiasi scienza, forse in attesa di tempi nuovi e di nuove rivelazioni. Forse in attesa della razza ventura.

(1) La Thule-Gesellschaft (Società Thule) fu fondata il 17 Agosto 1918, da Rudolf von Sebottendorff, iniziato in Turchia alla Massoneria, all’occultismo, al misticismo Islamico, all’alchimia, al Rosicrucianesimo ed a molto altro. Il suo nome originale fu Gruppo di Studio per l’Antichità Germanica ma iniziò ben presto a disseminare propaganda antirepubblicana ed anti-Semitica.

Un movimento per promuovere le idee della Thule-Gesellschaft tra i lavoratori industriali e per combattere il Marxismo, fu costituito in Agosto del 1918 . Il Circolo Politico dei Lavoratori con il membro del Gruppo Thule, Karl Harrer, come presidente. Da ciò nacque il Partito Germanico dei Lavoratori nel 1919. Questo divenne in seguito il NSDAP sotto la leadership di Adolf Hitler. Esso aveva membri tra i massimi esponenti del partito, incluso Rudolf Hesse e Alfred Rosenberg, sebbene non Adolf Hitler. Serbottendorff dichiarò: ”I membri della Thule erano le persone alle quali si rivolse Hitler all’inizio e che per primi si allearono con Hitler. L’NSDAP (il Partito Nazista) fu creato dalla Società Thule nel 1920. Il Dr.Krohn, che creò la bandiera Nazista fu anche un membro della Società Thule.[/i]



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Uff....mi tocca andare via... Leggeró tutto con calma o stasera o domani.


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Ok letto tutto. Peró rimane sempre il solito dubbio... Se i nazisti avevano queste tecnologie, perchè invece di trasferirle non le hanno usate per invertire le sorti della guerra? Questo fa pensare che in realtà non avessero queste tecnologie...Uhm...


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Chissà.... è possibile che abbiano messo a punto queste tecnologie quando - rispetto alle sorti della guerra - era troppo tardi. E' un'ipotesi. Cmq, per quanto mi riguarda, è tutto il resto ad avere connotati inquietanti..... qualora fosse vero [8)]



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MessaggioInviato: 11/08/2010, 08:33 
Be, si sa.... Quando si parla di nazismo occulto e occultismo c'è sempre dell'inquietudine...lo stesso se si parla del nazismo "classico". Questo perchè viene visto come "male". Sono propenso però a credere che hiltler e la thule abbiano creduto troppo alla realta di questi miti...il sole nero...il vril...ecc. Hiltler, ossessionato com'era dall'ideologia razzista della razza ariana è stato sicuramente molto influenzato dai miti dei "maetri del mondo" e dagli scritti di madame blavatski, aggiungici poi il potere che sarebbe in grado di avere grazie al vril, e se un'uomo non riesce a stare coi piedi per terra e cercare di "trattenersi" si arriva alla pazzia. Proprio ieri ho rileto un pezzo di uun libro che ho sul nazismo occulto, Thule e il nazionalsocialismo, e ha ripreso a parlare della cosidetta "finta morte del Fuhrer". Venivano scritte, con tanto di nomi, delle testimonianze di un poliziotto africano e di un missionario che dissero di aver visto hitler e suoi accompagnatori dopo che questo venne ritenuto morto, in africa. Arrivati fin li in sommergibile. E li è rimasto fino agli anni '60 quando mori del morbo di parkinson. Il missionario decise di andare a parlargli e hitler gli rivelo di essere proprio lui...morì dopo qualche minuto. Il polizziotto dovendo far rapporto quando arrivarono in africa col sommergibile , prima li segui, e quando riconobbe hitler fece rapporto, che invio a reparti più alti di lui, ma non ricevette nessuna risposta. E si presuppone che la fuga (di lui e di altri personaggi nazisti), fosse stata organizzata da società come la thule vari mesi prima della disfatta, perchè solo loro sarebbero riusciti in questo, grazie proprio alle conoscenze di personaggi legati all'occulto in tutto il mondo.

Fine off topic.


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Cita:
Near ha scritto:

Sono propenso però a credere che hiltler e la thule abbiano creduto troppo alla realta di questi miti...il sole nero...il vril...ecc. Hiltler, ossessionato com'era dall'ideologia razzista della razza ariana è stato sicuramente molto influenzato dai miti dei "maetri del mondo" e dagli scritti di madame blavatski, aggiungici poi il potere che sarebbe in grado di avere grazie al vril, e se un'uomo non riesce a stare coi piedi per terra e cercare di "trattenersi" si arriva alla pazzia.



Concordo..... infatti, come dicevo in un post precedente, nei testi che possiamo rintracciare su questi temi, troveremo certamente le "interpretazioni" dei personaggi coinvolti. E' qui che bisogna scremare. Infatti, la questione del mito, o più correttamente della mitizzazione di certe storie (che di fatto potrebbero avere in parte un fondamento), potrebbe fare proprio il gioco di coloro i quali intesero a suo tempo, nascondere e/o depistare ciò che solo gli iniziati o l'Elite, pensava o credeva di conoscere. In sostanza.... molte cose possono apparire inconsistenti e fantasiose. Tuttavia, non dobbiamo dimenticare, a mio avviso, che è proprio il fatto di rendere fantasiose e/o assurde certe questioni che automaticamente ci allontana dall'obiettivo...... il quale, come dicevo, è proprio quello di scremare [;)]



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MessaggioInviato: 11/08/2010, 12:25 
Concordo perfettamente. Vabbe, vado a rileggere il libro "da atlantide a shamballah", cosi vedo se trovo degli spunti interessanti.


Ultima modifica di Bastion il 11/08/2010, 12:39, modificato 1 volta in totale.

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MessaggioInviato: 11/08/2010, 12:38 
Qui di seguito, un altro testo estratto da un libro che, secondo me, ogni buon ricercatore/osservatore dovrebbe, non dico avere, ma quanto meno leggere.

L'autore, come sappiamo, parla con molta disinvoltura di questi alieni "biondi" e/o "rettiliani" presenti all'interno delle cavità sotterranee.... e il fatto di citarlo nasce anche dalla necessità di inserire nella discussione tutti quegli elementi, riferimenti, nomi, date etc. in grado di essere eventualmente utili al nostro approfondimento... [:)]

Naturalmente anche qui, cerchiamo di mettere da parte eventuali pregiudizi, visto che vengono citati miti e leggende, e cerchiamo se possibile di scremare.....




Tratto da: Figli di Matrix (di David Icke)
http://www.macrolibrarsi.it/libri/__figli_di_matrix.php

E' sempre stato così

La storia dei rettiliani e di altre stirpi non umane nelle viscere della Terra in quelle che oggi chiameremmo "basi", città o reti di gallerie, si trova descritta anche in antichi testi. Si diceva che i Nagas, o popolo serpente, diffusi in India e in tutta l'Asia, compreso l'Estremo Oriente, vivessero in due principali centri sotterranei chiamati Patala e Bhogavati. Da lì, secondo la leggenda indù, lottarono per il potere contro i regni sotterranei nordici di Agharta e Shambala. Gli indù credono che si possa avere accesso a Patala attraverso il Pozzo di Sheshna a Benares, mentre si pensa che Bhogavatisi trovii nell'Himalaya. Storie simili di caverne e di reti di gallerie sotterranee sono diffuse anche in Tibet e in Cina. Nelle storie di Gilgamesh che compaiono sulle Tavolette sumere, ci viene narrato di antiche città sotterranee. Gilgamesh era un "semi-dio" e un essere "semidivino" (ibrido rettiliano) che aspirava all'immortalità degli "dei". Le storie parlano del KI-GAL o "grande regno sotterraneo", governato dalla dea Eresh-kigal e dal dio Mergal. Nel KI-GAL c'erano violenti guardiani chiamati "uomini scorpioni", corpi umani rianimati, spiriti, "persone non morte" e robot noti come Galatur o Gala, che erano soliti rapire gli esseri umani dalla superficie. C'erano rettiliani "dalla testa d'aquila", che si diceva spesso che avessero le ali. Le storie descrivono una razza chiamata Pazazu, degli "umani" dal muso canino, provvisti di squame e coda. Tutto questo ricorda da vicino le scene descritte oggi a Dulce (http://it.wikipedia.org/wiki/Base_Dulce). Secondo la leggenda cinese, esisteva un mondo sotterraneo a cui si poteva avere accesso attraverso la Montagna Orientale di Taishan, che era protetto da demoni malvagi chia¬mati Uomini Shen con facce o maschere animalesche. Questo era 1'"inferno" cinese e si dice che, sulla superficie, i Signori dell'Inferno interagissero con i Re Drago. L'"inferno" giapponese, o rete sotterranea, era assai simile, e tra le entità non umane figuravano i Kappa, degli umanoidi rettiliani semi-acquatici e altri esseri in grado di mutare forma che vivevano nelle montagne, sotto terra o nelle profondità marine. Le leggende vichingo-scandinave parlano invece del serpente gigante Nidhoggr o Jormungand, che viveva sotto terra ed era simile al serpente gigante Apophis del mito egizio. Gli Scandinavi e i Germani avevano i loro Huldre o "popolo nascosto", noti anche come elfi. Una delle parole in codice usata dalle stirpi rettiliane è proprio 'elfi' e gli esseri tipici del folklore come i troll, gli etin, le fate, gli elfi, i trogloditi, i Nefilim i Brownies o Braunies e gli "gnomi" d'Manda sono tutti nomi diversi che designano le entità sotterra¬nee descritte nei moderni resoconti sulle "basi extraterrestri".

Tutte queste storie parlano di questi strani esseri, che si incrociano con gli umani, che non riescono a vivere alla luce del sole e tutto il resto. Esse parlano persino del "salto temporale" sperimentato dalle persone rapite dalle "fate" e fanno riferimento anche all'uso che queste popolazioni sot¬terranee hanno di uccidere e mutilare il bestiame per prelevarne il sangue. Michael Mott ha curato un'eccellente raccolta di queste storie di abitatori sotterranei del folklore e del mito. Il suo libro si intitola Caverns, Cauldrons And Concelaed Creatures e si può ordinare tramite internet. Egli scrive che l'Inghilterra, la Scozia, il Galles e l'Irlanda hanno tutte una lunga tradizione di popolazioni sotterranee che presentano tra loro molte similarità e un'origine comune. A me pare che la Scozia, l'Irlanda e le Isole britanniche in generale siano centri importantissimi per le famiglie degli Illuminati a causa del gran numero di accessi al mondo sotterraneo presenti in quelle zone. La stessa cosa vale per altre parti del mondo come la Francia, la Germania e le Montagne del Caucaso. Cosa c'è veramente sotto il Castello di Balmoral di proprietà dei Windsor o quello di Glamis appartenente alla regina madre, entrambi situati in Scozia, paese importantissimo per le famiglie degli Illuminati? È interessante che a Glamis esista una leggendaria "stanza segreta". Secondo un ospite del castello, lo scrittore Sir Walter Scott e altri, è una regola o tradizione di famiglia che il segreto sia noto solo a tre persone alla volta. Costoro si impegnano con un "terribile giuramento" a non rivelarlo. Un altro ospite, Lord Halifax, ha detto che nel 1875 un dipendente del castello trovò una porta che conduceva a un lungo corridoio. L'uomo fece delle indagini ma poi vide qual¬cosa che lo fece fuggire in preda al panico. Quando il 13° conte di Strathmore venne a sapere ciò che quell'uomo aveva visto, lo convinse ad accettare dei soldi, ad emigrare e a farsi giurare che non avrebbe mai rivelato ciò che aveva visto. Lord Halifax disse che dopo quell'incidente il conte cambiò, si fece taciturno e cupo e che il suo viso rivelava un'"espres-sione ansiosa e spaventata" .

Le fate, i folletti, i folletti delle miniere, i brownies, gli gnomi, i sidhe (shee), i tylwyth teg (terlooeth teig) e così via, secondo Michael Mott, erano o maligni o indifferenti nei confronti dell'umanità. Vivevano, praticamente senza eccezione, sotto terra. Collinette, colline, rovine, antiche carreggiate o forti, montagne, scogliere ed antiche città si diceva fossero i "tetti" dei loro palazzi. Esseri che richiamano alla mente le odierne storie di Sasquatch (Piedone) e dello Yeti (l'abominevole uomo delle nevi) si ritrovano anche nelle antiche storie di creature sotterranee che emergono in superficie. Come i Nagas, il popolo serpente dell'Asia, anche questo po¬polo di "elfi", secondo il folklore europeo, scendeva nelle sue dimore sot¬terranee attraverso i laghi. Michael Mott continua così:


«Per rimuovere ogni dubbio circa il loro rapporto sia con il popolo nascosto scandinavo che con i Nagas indiani, essi schivavano la luce del sole e spesso sembravano interessati ad incrociare le loro stirpi con quelle degli esseri umani, o anche a incrociare il loro "bestiame " fatato, i loro cavalli, segugi e così via, con specie terrestri che fossero il più possibile compatibili. Il folletto-gnomo Raperonzolo, con il suo desiderio sfrenato di possedere i neonati della specie umana e le sue qualità genetiche, è solo un esempio di questo folklore. Gli elfi furono costantemente interessati alle faccende umane - ai matrimoni, alle nascite e alle morti, (delle stirpi rettiliane), al successo dei raccolti e all'allevamento del bestiame, e così via - ma solo per meri interessi egoistici. Sembravano preoccuparsi fin troppo della diversità biologica e genetica e rubacchiavano il bestiame, i raccolti e i geni umani o compiendo dei veri e propri furti o incrociando le proprie specie, ogniqualvolta ritenessero opportuno farlo. Gli elfi sono generalmente descritti con i capelli biondissimi e la pelle chiarissima».

Ciò che Mott qui descrive riferendosi al folklore europeo potrebbe venire direttamente dalla bocca di un rapito dei giorni nostri o di uno studioso delle basi sotterranee. I cosiddetti grigi della moderna leggenda UFO sembrano coincidere con gli esseri noti come Galatur e Ushabtiu, che, secondo il mito sumero e egiziano, rapivano gli umani emergendo dalle loro basi sotterranee, mentre il folklore delle Isole Shetland, al largo della costa settentrionale della Scozia, parlava degli "omini" che rapivano gli umani, definendoli "vicini grigi" e "grigi". Nelle Americhe trovate le stesse leggende e gli stessi resoconti su queste popolazioni sotterranee. Ne fanno parte umani, rettiliani, umanoidi rettiliani, e vari "mostri" e "demoni". La loro descrizione corrisponde a quella di altre antiche culture di tutto il mondo. Molte tribù americane indigene, come gli Hopi, sostengono di aver vissuto all'interno di queste "città" fatte di caverne sotterranee prima di insediarsi in superficie. Nel poema epico Ma-ya Popol Vuh, due fratelli (ibridi) "semidivini", Hunapuh e Xbalanque, entrano nel terrificante mondo sotterraneo chiamato Xibalba per lottare contro un mostro dalla testa di coccodrillo e, poiché risultarono vittoriosi, i fratelli misero fine alla pratica del sacrificio umano - ancora oggi as¬sai in auge tra i rettiliani. Questi mondi sotterranei sono all'origine della tradizione che situa l'Inferno nelle viscere della Terra. Il poeta Dante (1265-1321) fu un iniziato dell'ordine dei Cavalieri Templari. Nella sua famosa opera, l’Inferno, gli viene fatto vistare il mondo infernale che egli descrive formato da dieci gironi, dove i "peccatori" vengono imprigionati e puniti da demoni cornuti e serpentiformi e giganti simili a uccelli, chiamati arpie. Le condizioni e l'ambiente da lui descritti in questo "Inferno" si ritrovano nelle descrizioni dei mondi e delle grotte sotterranee di tutto il mondo. In queste descrizioni appare anche l'elemento dell'attesa agli inferi del giorno del giudizio.

Molta della cultura dell'Manda e dell'isola di Man, due importanti basi delle stirpi degli Illuminati, si fonda sulle fiabe e sul "popolo degli gnomi" che vive sotto terra. Le leggende irlandesi parlano dei rapporti sessuali tra gli antichi Milesiani e i Tuatha de Danaan, gli "dei sotterranei" irlandesi che fuggirono nelle viscere della Terra, dove si stabilirono. Si dice che San Patrizio, che "scacciò i serpenti dall'Manda", abbia visto un individuo appartenente a questi popoli sotterranei, una "donna fatata", che usciva dalla caverna di Cruachan. Chiese allora informazioni su di lei a un Mile-siano che gli rispose così: «Ella appartiene alla razza immortale dei Tuatha de Danaan.. .e io sono uno dei figli dei Mil (irlandesi umani) che sono mortali e svaniscono». Si tratta cioè del tradizionale racconto della mortalità e dell'immortalità. Come sostengono Michael Mott, Daniel Bradley e altri genetisti del Trinity College di Dublino, la più vecchia e "pura" stirpe europea continua ad esistere nell'estremo ovest irlandese. Questa zona, come mostro in “Il segreto più nascosto”, è anche l'ultimo bastione dell'antica lingua irlandese, il gaelico, che è sorprendentemente simile alle lingue nordafricane, come il libico. Nel marzo 2000 Bradley riferì all'agenzia di stampa Reuters che gli Irlandesi discendono da una razza diversa rispetto agli altri europei. Egli disse: «Se considerate l'antica geografia genetica d'Irlanda, scoprirete che nell'ovest (d'Irlanda) esiste quasi esclusivamente un solo tipo di cromosoma Y». Si scoprì che il 98% degli uomini dell'Irlanda occidentale che portano nomi gaelici avevano questo particolare cromosoma. È quindi sempre più chiaro il fatto che le leggende sul popolo "fatato" e gli odierni resoconti sugli "extraterrestri" si riferiscono alle stesse entità. Michael Mott fa la seguente sintesi degli attributi comuni alle popolazioni sotterranee e ricorrenti nel folklore di tutto il mondo:

«Si tratta per lo più di rettiliani o di umanoidi rettiliani o di "biondi" e Nordici; sono dotati di capacità telepatiche e di poteri mentali superiori; possono mutare forma e creare illusioni; vogliono incrociarsi con gli umani e hanno bisogno del sangue, della carne e dei materiali riproduttivi umani; dispongono di un'avanzata tecnologia; possiedono il segreto dell'immortalità; possono volare, sia da soli che grazie alla loro tecnologia; hanno per lo più dei progetti negativi per gli esseri umani; non possono sopravvivere a lungo alla luce del sole; sono stati cacciati dal mondo superficiale o sono sfuggiti a qualche popolazione terrestre e/o al Sole; vogliono mantenere segreti i loro tesori, le loro conoscenze e la loro vera identità; manipolano di nascosto gli eventi sulla superfìcie terrestre; hanno alle loro dipendenze degli umani terrestri che operano a loro vantaggio attraverso il clero, i culti e le società segrete; puzzano terribilmente di "zolfo"».



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MessaggioInviato: 11/08/2010, 12:39 
Mi permetto di cambiare il titolo del topic in "I regni scomparsi - Ricerca delle verità", in quanto l'argomento è troppo vasto per racchiudere solo il regno di Agharti, considerando anche che è probabilmente lo stesso regno chiamato solo in diversi modi dai vari popoli.


Ultima modifica di Bastion il 11/08/2010, 12:40, modificato 1 volta in totale.

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MessaggioInviato: 11/08/2010, 12:45 
ASIA MISTERIOSA: DA AGARTHI A MU


Dire che l’Asia è la terra del mistero, è un luogo comune. Tuttavia molte volte è difficile avere il senso di quanto lo sia.


Supponiamo di avere dinanzi un mappamondo e di infiggere sulla sua superficie una bandierina colorata per ogni luogo misterioso; ci accorgeremo che l’Asia è il territorio sul quale teoricamente potremmo infiggere il maggior numero di bandierine.
Ma perché "potremmo"? Semplicemente per il fatto che per molte di queste località, o non sappiamo dove collocare la bandierina, o non possiamo collocarla perché non esiste più la località.
Come avrò modo di dimostrare molti parlano, o hanno parlato, di miti e leggende dell'India e dell'Asia centrale… nessuno sa cosa e dove siano.
Mi riferisco ad Agarthi, a Shamballà, alla regione dello Shangri-La, al continente Gondwana, alla Lemuria e, finalmente, a Mu.
I primi due sono accomunati da una sorta di identità oggettiva; il terzo è a metà strada tra il sogno e la realtà; gli altri sono connessi dalla personalità dei ricercatori che li hanno studiati.
Infine, nell’insieme vanno a costituire una struttura circolare perfetta.

AGARTHI L'INACCESSIBILE, GOVERNO OCCULTO E SINARCHIA
Tanto per incominciare il primo mistero riguarda l’identità oggettiva di Agarthi: si tratta di una città o di una località diversa?
Per molti Agarthi è un luogo fisico: così per la maggior parte dei misteriografi Agarthi è una città: misteriosa ed invisibile capitale di un mondo sotterraneo - talora reale e talora esclusivamente spirituale - alla quale possono accedere solo gli "Arhat" (illuminati), coloro che si sono liberati dai vincoli del "Sam Sara" (del modo concreto secondo le teorie dell’induismo vehdico).
Stando alla tradizione Agarthi "città" venne probabilmente fondata da saggi del continente Gondwana e si troverebbe agli antipodi dell'Isola di Pasqua.
Altri, ancora, ritengono che Agarthi si trovi in un punto imprecisato tra la Mongolia (a nord), il deserto del Gobi (ad est), l'altipiano del Tibet (a sud) e il deserto del Takla Makàn (ad ovest).
Non si tratta delle sole ubicazioni possibili: la rappresentazione letteraria la descrive come un luogo sotterraneo al centro di un antichissimo labirinto, ubicata in qualche posto della valle di Katmandu, quindi in Nepal.
Vi è anche chi ritiene Agarthi un luogo dell’immaginazione, una sorta di Nirvana.
Il fatto è che l’esistenza di una Agharti fisica con la connessa possibilità di una sua concreta strutturazione hanno spinto avanti numerosi ricercatori del XX secolo, come i vari Louis Jaccolliot, Saint-Yves D'Alveydre, Ferdinand Ossendowski e Renè Guenon; mentre resta, nella sua essenza, un mondo dello spirito retto dal "Brahmatma" (colui che ha il potere di parlare con Dio) ovvero il "Chakravarti" (Re del Mondo).
Nell’uno come negli altri casi, Agharti è quello che si definisce un "crocevia del mistero" e da essa sembrano dipanarsi i fili di molti degli enigmi insolubili della storia umana.
Il racconto di una città reale-irreale, per la verità, non è solo leggenda; il mito di un regno sotterraneo e segreto appartiene alla religione brahminica.
L’esoterista francese Renè Guenon, ha compilato un sostanzioso elenco di antiche tradizioni riguardanti una specie di Terra Santa per eccellenza induista.
Tuttavia bisogna chiarire che Agarthi non è un mito che torna su se stesso: a tale mito finiscono per fare capo, per un verso o per l’altro, l’Atlantide, il Regno di Prete Gianni, Camelot, l'isola di Avalon, il Montsalvat dei miti arturiani, ma anche l'omerica Ogigia, l’isola di Thule; il monte Meru della religione Scintoista, l’Olimpo della religione greca e il monte Qaf dell’islam.
È questa la ragione per la quale Guenon può parlare del Re del Mondo come di un "Manu" (sorta di legislatore universale, mediatore tra l'uomo e la divinità nel quale possiamo ritrovare).
Seppure in forme diverse, i vari "Menes" degli Egizi, "Menw" dei Celti, "Minos" dei Greci fino all’angelo Metatron della Kabalah ed all'Arcangelo Michele della Religione Cristiana ne costituiscono altrettanti esempi.
Ed è anche il motivo per cui si può sostenere che Agharti sarebbe il luogo di nascita di una religione universale, primordiale e perfetta: quella della "Età dell'Oro", dove si dice che l’uomo fosse in diretta comunione con Dio.
La religione di Agarthi si sarebbe diffusa dall'India fino al Nord Europa, dando origine alla civiltà Indo-Europea e l'antico legame potrebbe essere riscontrato - sotto il profilo semantico - ad esempio nella presenza della locuzione "Asghard" della mitologia germanica.
Il Re del Mondo è un capo religioso ma al tempo stesso, regge anche i destini del pianeta; si pensi alla figura del Re-Sacerdote impersonata da Artu. Egli fa in modo che il corso della storia segua un andamento in accordo con un indefinibile piano divino. In tal senso il Re del Mondo è il più alto esponente della "Sinarchia", una sorta di Governo centrale di uomini insigni, potentissimo e ramificato, i cui esponenti terreni ispirano e controllano i moti politici o d'altro genere che segnano l'evoluzione del genere umano.
Purtroppo, intorno al 1650 i rapporti tra Agarthi ed occidente si sarebbero interrotti in maniera irreversibile; probabilmente determinante sarebbe stato l’atteggiamento dei Rosa+Croce.
Gli Agarthiani avrebbero lasciato definitivamente l'Europa per ritirarsi in Asia.

SHAMBALLÀ (XAMBALA O SHAMBHALA)
È la Capitale del regno del male della tradizione buddistica e, in quanto tale, si oppone ad Agarthi; ma spesso le due città sono considerate come due facce di una stessa medaglia.
In ogni caso Shamballà sarebbe la sede di Maya (signore del male).
L’indirizzo tibetano dell’esoterismo buddista non ritiene Shamballà in antitesi rispetto ad Agarthi, che anzi corrisponderebbe al luogo sacro in cui vivono i saggi ed i maghi del Tibet tra cui "Milarepa" e "Tsongkapa".
Si sostiene che a Shamballà si riferirebbe il filosofo neopitagorico Apollonio di Tiana (IV sec. a.C. circa) il quale sarebbe giunto fino al Tibet. Secondo Peter Kolosimo, ed Andrew Thomas ne parlerebbe anche il retore ateniese Filostrato (II sec. a.C.) in un’opera utopica.
In verità nulla fa pensare che i due autori avessero intenzione di occuparsi di Shamballà e nutro seri dubbi sulla credibilità dell’ipotesi, soprattutto perché non corredata di riferimenti testuali. Si tenga tra l’altro conto del carattere che molti attribuiscono non solo alla città, ma anche al sito che la leggenda vuole situato sotto gran parte dell'Asia Centrale. Tanto per cambiare i dubbi vertono, innanzi tutto, sulla ubicazione per quanto mitica.
Infatti Cosma de Köros (1784-1842), studioso di tradizioni buddiste, la colloca oltre il Sir-Daria, la stessa località di una mappa del XII sec. conservata ad Anversa.
I primi viaggiatori e qualche studioso contemporaneo (come Peter Colosimo, Nicholas Roerich ed Andrew Thomas), per contro, parlano di una regione sconosciuta che si trovava, seguendo le orme del "Khan Baty", in Asia Centrale.
In ogni caso la città sarebbe chiusa da porte di pietra analoghe a quelle di "Vittimula" (Troia) ed in ciò Shamballà ripete un mito che si riallaccia alla leggenda anatomico/ittita di "Kessi" il cacciatore e, in genere, ai miti che ci parlano di discese nel mondo degli Inferi (compresi Ulisse ed Enea).

SHANGRI-LA, XANADU, GONDWANA E MU
Resta il problema di definire Shangri-la. Esso è, al tempo stesso, luogo dell'anima (si pensi al Walhalla della cultura germanica ed al mondo del Tao della cultura cinese) - che tutti sperano di trovare - ma anche un luogo reale della Cina sud-occidentale.
Il primo a documentarne l’esistenza fu un francese nel corso del XIX secolo.
Shangri-La è un altopiano che fa parte della zona tibetana, nel Sichuan, (tra la parte nord-occidentale dello Yunnan e la parte sud-orientale del Tibet) e comprende nove prefetture e città.
Con Xanadu torniamo nel campo del puro mistero.
Xanadu è individuata in con una località sotterranea, al tempo stesso leggendaria e letteraria, che dovrebbe trovarsi nella regione del Caracorum.
La fonte letteraria è costituita dalla poesia, dedicata al grande condottiero mongolo, amico di Marco Polo "Kubla Khan", dove Samuel T. Coleridge ne descrive la bellezza mitica ed ideale.
Dovrebbe corrispondere al palazzo di Kubilai Khan o alla capitale del Khanato.
Alfred Lothar Wegener è un geofisico vissuto agli inizi del XX sec., ideatore della teoria della deriva dei continenti. Dobbiamo a lui l’ipotesi del continente Gondwana che corrisponderebbe, grosso modo, a quella immensa zolla della Pangea che in epoca remotissima - siamo nella più lontana preistoria - avrebbe riunito America Meridionale, Africa, India ed Australia.
Un vero e proprio supercontinente, in sostanza, al quale l’archeologo contemporaneo Sabatino Moscati ha opposto Laurasia, zolla che avrebbe riunito America settentrionale, Europa ed Asia.
Gondwana e Laurasia, sarebbero state quindi delle mega-isole con un solo punto di contatto (non meglio individuato).
Nell’ambito del Gondwana si collocherebbe Mu.
Rimane aperto di il problema di definire cosa fosse e dove si trovasse con un minimo di precisione.

JAMES CHURCHWARD E LA SCOPERTA DI MU
Così Mu sarebbe una sorta di alternativa ad Atlantide.
Di Mu parlò, per primo, nel 1870 James Churchward, colonnello inglese di stanza in India. Egli ne sarebbe venuto a conoscenza in una maniera singolare: durante una delle periodiche carestie di quegli anni, era ospite del sommo sacerdote di un tempio che stava cercando di aiutare. I due, entrambi appassionati di archeologia divennero ben presto amici.
Fu così che il sacerdote avrebbe aiutato Churchward a tradurre un’antica iscrizione incisa sul muro del tempio rivelando che si sarebbe trattato di una lingua estremamente antica.
Il sacerdote inoltre avrebbe rivelato che nel tempio sarebbero esistite delle tavolette - scritte nella stessa lingua - contenenti sorprendenti rivelazioni sul luogo di origine del genere umano (proprio il continente Mu, una sorta di alternativa alla biblica Babilonia).
Il sacerdote rivelò che le tavolette, da lui definite sacre, erano redatte in un linguaggio oscuro, ma ricco di significati esoterici, e facevano riferimento ai "Naacal" venuti in Asia sudorientale a portare le sacre scritture, le scienze e la religione.
Fin qui nulla di strano: uno dei miti più diffusi al mondo è quello del civilizzatore ancestrale (si pensi al Cadmo greco, al Gilgamesh sumero ed al Thoth egiziano).
Ma era solo l’inizio dell’evento straordinario: infatti le tavolette non a caso sarebbero state ritrovate in una delle città sacre dell'India (Rishi) ma avrebbero fatto parte di una raccolta molto più vasta e sarebbero state compilate migliaia di anni prima, forse in Birmania o addirittura a Mu...
Ecco spuntare Mu. Ma non finiva qui: Churchward riuscì a scoprire che le tavolette erano di argilla cotta al sole (come le tavolette sumeriche) e riuscì a convincere il sacerdote a consentirne l’esame e la traduzione.
Churchward avrebbe scoperto, in tal modo, che le tavolette erano una sorta di Genesi. Il loro argomento centrale era quindi la "creazione" del mondo e dell'uomo (ritorna il motivo mitico sumerico-ebraico).
La presunta scoperta di Churchward dava il via alla caccia alle tavolette restanti che William Niven affermò di aver trovato in Messico, dove avrebbe scoperto duemilaseicento tavolette che facevano riferimento a Mu.
Il che lingua erano redatte? Dove erano custodite? Dove si troverebbero attualmente?
Nessuno lo sa! In ogni caso Niven affermò che esse avrebbero di dimostrato l'esistenza, in epoca "preistorica", di civiltà e cultura avanzata.
Naturalmente mi sto riferendo a Mu; ma viene da pensare alle città abbandonate dell’Indo come Mohenjo Daro e Harappa.

LA STORIA DI MU SECONDO CHURCHWARD
Churchword, naturalmente, non ha lasciato di sé alcuna traccia dal punto di vista scientifico; era il tipico avventuriero anglosassone con qualche pretesa intellettuale forse molto interessato ai risvolti finanziari di una scoperta e, quindi, sensibile al diritto d’autore. Egli costruisce su Mu un mondo da far invidia a John Ronald Reuel Tolkien a partire dall’aspetto geografico.
Secondo Churchward il continente (?) Mu sarebbe stato situato nell'oceano Pacifico e confinante a nord con le isole Hawaii ed a sud con una linea immaginaria tracciata tra l'isola di Pasqua e le isole Fiji.
Ma non basta perché egli prosegue con altri aspetti geografico-spaziali e antropologico-politici ricreando così una storia che sa tanto di raffazzonato e, quindi, purtroppo non unica.
Il capo politico di Mu sarebbe stato un tal Ra - Mu (una sorta di contaminazione tra miti egiziani e leggende pasquale: Ra[pa] Mu[i]).
Altrettanto va detto sotto il profilo etico-religioso.
La divinità suprema di Mu sarebbe stata "Ra", il Sole (chiara la contaminazione con la religione egiziana): di Ra i muani non avrebbero mai pronunciato ma il nome (anche qui chiara la contaminazione con la religione mosaica e musulmana).
È quasi superfluo rilevare che la solfa non cambia quando dalla religione passa a palare di flora e fauna: Mu non è che la copia conforme del Giardino dell’Eden.
Né più originale è l’aspetto antropologico che deriva dalla necessità di integrarsi con quelle che sarebbero state le tre razze preistoriche care alla filosofia neo-rosacrociana di Heindel.
Forse un tentativo di prendere le distanze dalla storia Cretese con la quale andava ad individuarsi la pretesa storia Muana e la sua talassocrazia: ecco perché a Mu Churchward attribuisce un indimostrabile impero coloniale che probabilmente Creta ebbe solo in maniera molto relativa (si pensi al mito dei giovani ateniesi condannati a fare da pasto per il Minotauro).
Per tale via a Mu si attribuisce un vasto impero coloniale: da quello Maya, Azteco, Incaico in America, a quello di Uighur nell'Asia centrale ed a quello dei Naga nell'Asia meridionale.

MU E L'ATLANTIDE
Col passare del tempo e col crescere della fantasia, Mu finisce col trovarsi su un percorso parallelo a quello di Atlantide; così, dopo 50.000 anni di stabilità geologica la parte meridionale del continente sarebbe stata sconvolta da catastrofi naturali come immani eruzioni e maremoti. Ma dal plagio non si scappa; neppure quando è inconsapevole.
In altri termini la fine di Mu si trova ad essere la fotocopia della vicenda di Atlantide, di Creta, di Santorini o di Krakatoa. La vicenda umana di Mu si sarebbe consumata lungo un arco di tempo di circa 37.000 anni.
Il parallelismo con l’Atlantide sembra reggere tuttavia solo sul piano esoterico.
Circa 13.000 anni fa sarebbe iniziato anche l’inabissamento di Atlantide, proprio mentre Mu avrebbe completato il suo ciclo finale con l’Inabissamento della propria zolla tettonica.
In questi 37.000 anni, in pratica, si sarebbe completata la deriva dei continenti ed il mondo si sarebbe ritrovato con una geografia simile alla attuale. Ma a questo moto estremamente lento difficilmente potrebbe essere seguita l’ipotizzata immensa onda di marea che avrebbe sconvolto il pianeta. Il fatto è che, una volta scelta la strada dell’analogia, è difficile liberarsene. E così non ci si libera dall’analogia con Santorini o col Krakatoa.
In ogni caso l’analogia esoterica mantiene tutto il suo fascino ed i suoi effetti.
I pochi sopravvissuti all’immane cataclisma erano in ogni caso abbastanza numerosi perché si desse vita ai miti e alle leggende di un perduto, favoloso passato.

CHURCHWARD E LE TAVOLETTE DI NAACAL
Churchward, dunque, sarebbe giunto alle sue conclusioni partendo dalla traduzione di tavolette, cui si aggiunsero quelle trovate da William Niven.
La definizione di "Tavolette di Naacal" fu dato proprio dallo esploratore inglese medesimo il quale individuò nei Naacal un antichissimo popolo abitatore di un continente scomparso: guarda caso si trattava proprio di Mu.
Churchward, nel tentativo di accrescere il credito verso le proprie conclusioni, dichiarò di aver utilizzato altre fonti tra cui:
"Codex troanus" ed il "Codex cortesianus" (Maya),
le iscrizioni del tempio di Uxmal nello Yucatàn (Maya),
il Manoscritto di Lhasa (Tibet),
le iscrizioni del tempio di Xochicalo a sud-ovest di Città del Messico (azteche),
il Ramayana (testo sacro indù).
Ma chi erano i Naacal e cosa erano le loro tavolette?
I Naacal avrebbero viaggiato in tutto l'oriente lasciando numerose testimonianze che gli indigeni avrebbero iscritte su tavolette redatte con una scrittura indecifrabile (il Senzar della Blavatsky?). Nella lamasseria tibetana avrebbero provveduto unicamente ad archiviarle e custodirle.
Ci troviamo alla chiusura del più classico dei circoli viziosi.
Infatti:
prima a parlare delle tavolette di Naacal fu la Blavatsky,
dalla Blavatsky che le avrebbe tradotte sarebbero pervenute, non si sa come, a James Churchward,
James Churchward rimane l’ultimo, ed anche l’unico, ad averle mai viste,
Ne consegue che James Churchward sarebbe stato la seconda persona a trovare notizie del continente scomparso.

CHI ERA JAMES CHURCHWARD
Churchward è generalmente ritenuto un impostore. Tuttavia occorre precisare che la leggenda di un continente-impero scomparso, nell'area del Pacifico, fa parte di numerosi racconti mitologici. Se ne trovano tracce nella mitologia polinesiana ed in quella indiana. Il Mahabharata, che narra i miti di Rama, include nel continente scomparso anche Ceylon.
Indipendentemente dalle delle fonti che lo ispirarono Chrurchward procedette alla stesura di un testo, da lui definito traduzione (riportato in "Mu, il continente scomparso").
Questa traduzione rivelava le origini sulla base di una geologia alternativa, frutto si conoscenze millenarie, secondo le quali l’umanità avrebbe trovato origine proprio a Mu.
A Churchward sono state mosse numerose contestazioni, anche indipendentemente dal contrasto con le fonti "ufficiali":
Viene in primo luogo in evidenza il contrasto con la Bibbia per il posizionamento del "giardino dell'Eden" in un continente ora sommerso dell'Oceano Pacifico. La storia biblica della creazione, l'epica narrazione dei sette giorni e delle sette notti, non sarebbe nata tra le genti del Nilo né nella valle dell'Eufrate, ma a Mu. Questa tuttavia, non è l’obiezione più rilevante.
In secondo luogo l’oggettiva impossibilità di traduzioni da una lingua sconosciuta (il Naacal) o da una lingua non ancora decifrata: nel 1920 la lingua Maya non era stata tradotta.
Churchward asseriva di "una comunità religiosa mandata da Mu nelle colonie per insegnare le sacre scritture, le religioni, le scienze" (di qui, probabilmente richiami a testi centro americani e tibetani). Naturalmente Churchward si guarda bene dal dire cove fossero custodite queste verità; come avrà fatto a tradurre le famose tavolette di Naacal?
La vicenda di Mu ebbe inizio con la scoperta di "Khara Kota", città sepolta dalle sabbie del Deserto del Gobi, ritrovata all’inizio del XX secolo dall’avventuriero russo "Kolko". Le rovine di Khara Kota, nella realtà ne nascondevano un’altra più antica che Kolkov dichiarò essere "Uighur", la capitale del regno dei mongoli delle steppe; egli dichiarò anche che lo stemma di Uighur fosse la lettera greca M ("Mu") inscritta in un cerchio diviso in quattro settori. Quale fu la reale portata delle scoperte di Kolkov? I pochi resti effettivamente successivamente ritrovati non corrispondono affatto a quanto da lui da lui descritto.
Indipendentemente da ciò che trovò effettivamente Kolkov, resta il fatto che, secondo Churchward, Uighur sarebbe stata era una colonia di Mu e per mezzo di essa Mu avrebbe esercitato il proprio dominio anche su Atlantide.
In effetti La storia di Mu, sebbene di origini più recenti, non si discosta dall’Atlantide Platonica se non sul fatto di una diversa ubicazione.

IL CONTINENTE-PONTE (LEMURIA) E MADAME BLAVATSKY
In ogni caso la vicenda di Mu si complica quando Philip L. Slater, zoologo inglese del XIX sec., illudendosi di essere un secondo Charles Darwin, inventa un terzo continente perduto.
Slater imposta il proprio lavoro sulla base di analogie riscontrate nell'evoluzione biologica e ambientale tra le coste dell'Africa, dell'India e della Malesia (si pensi, ad esempio, ai Lemuri del Madagascar).
Da quelle proscimmie, cioè dai Lemuri, Slater trasse il nome di "Lemuria".
Ma la Lemuria di Slater non corrisponde a ciò che i geologi chiamano Lemuria: un continente o un subcontinente che, nella teoria di Wegener, potrebbe aver unito l'Africa all'Asia nell’era Giurassica, cioè in un periodo compreso tra 180 e 130 milioni di anni fa.
Tuttavia si deve riconoscere che il clima scientifico ottocentesco dipendeva da sua maestà Charles Darwin; l'ipotesi che in un lontano passato fosse esistita un’ennesima terra scomparsa incontrò subito grande successo per quanto la presenza di Madame Blavatsky - siamo nel 1888 - rendesse ormai inestricabile la vicenda Mu-Lemuria, affondando ormai nel mare indefinibile dell’esoterismo, sulla soglia della fantascienza.
Nel 1888, Madame Blavatsky Helena Petrovna pensò bene di spostare Lemuria nel Pacifico, trasformandola in un luogo esoterico e nella sede della terza delle sei razze che (secondo lei) avrebbero popolato la terra. Non erano quindi sufficienti le tre razze ipotizzate dall’altro grande esoterista Max Heindel.
Ma chi era questa Helena Petrovna Blavatsky, sedicente studiosa di induismo?
Di origine Russa era nata nel 1831, iniziò la propria attività come cavallerizza di circo equestre; ben presto però si dette all’esoterismo divenendo seguace della teoria dell'origine extraterrestre della vita (idee esposte nel 1877 in "Iside Rivelata", confusa miscellanea di induismo, ermetismo, Kabalah ed occultismo).
Di fatto la vicenda della Blavatsky aveva avuto uno svolgimento analogo a quello che avrebbe seguito Churchward. La Blavatsky nel 1855 raggiunse il Tibet alla ricerca di misteriosi "Maestri sconosciuti" che avrebbe rintracciato in una non identificabile lamasseria tibetana. Dove compare, guarda caso, il solito testo misterioso. Inutile dire che la Blavatsky fu l’unica a vedere l’originale, da lei battezzato "le Stanze di Dzyan", redatto in lingua "Senzar" (?) la più antica del mondo.

LE STANZE DI DZIAN (O DZIANI)
Sull’esistenza di questo libro, attribuito ai "Maestri sconosciuti" occorre soffermarsi, non solo per i parallelismi con la "Tavolette" rinvenute da Churchward, quanto per gli accostamenti che inevitabilmente possono essere formulati con un altro famosissimo libro del mistero. Mi riferisco al fantomatico "libro di Enoch" che altra cosa rispetto ai nove libri di Enoch, apocrifo Biblico.
In effetti, secondo la Blavatsky (per la quale la vita sulla terra aveva avuto origine altrove: si ricordi la teoria dell’origine extraterrestre), la redazione delle stanze precederebbe la creazione della vita sulla terra.
Il testo riferito dalla Blavatsky sarebbe state scritte su foglie di palma... "rese impermeabili all'acqua, al fuoco e all'aria con un procedimento sconosciuto... Intensamente magnetizzato, in modo che se il lettore appoggia una mano sulla pagina che sta leggendo, vede gli episodi e riceve gli insegnamenti che vi sono scritti."
È impossibile da sintetizzare: solo il sommario occupa diverse pagine.
Esso narra la storia dei Dzyani, divinità provenienti dallo spazio, autori della creazione ma anche della distruzione di quattro delle sei razze dell’esoterismo teosofico (tra cui l’iperborea e l’atlantidea).
È inutile dire che il racconto della Blavatsky somigli stranamente a quello di altre divinità spaziali di cui si sono occupati i mitografi. Basterà ricordare, una per tutte, i Tuatha de Danann della tradizione celtica anch’essi provenienti dallo spazio.
Tuttavia il mistero si infittisce perché non solo sono scomparsi i testi originali ma la stessa traduzione della Blavatsky scomparve prima di arrivare in stampa: nessuno l'aveva vista!
Una versione, di cui non esiste originale, è comparsa nel 1915 a cura di una non meglio identificata "Hermetic Publishing Company", di San Diego in California, ed è stata tradotta pure in italiano. Ma si tratta di un chiarissimo apocrifo. L’unico dubbio che resta è quello se il falso sia imputabile alla Blavatsky o a chi eventualmente gliel’ha propinato.

A PROPOSITO DI TESTI FALSIFICATI
Porsi un simile problema non è peregrino. Si pensi alla confusione che si creò sul "Necronomicon", Grimorio inventato da Lovecraft.
Una dichiarazione di falsità non attesta certamente la reale falsità. A stretto rigore di termini non mi sembra corretto affermare che si tratti di "falsi" tout-court. Neppure oggi, seppure con l'ausilio di un computer, sarebbe facile realizzare un libro falso in copia unica quando un collezionista consenta di sfogliarlo sotto i propri occhi.
Vero è che il critico inglese William Emmer Coleman ci ricorda come la Blavatsky non era nuova a simili imprese: in "Iside rivelata" ella cita almeno 1500 testi inventati (li ha contati uno per uno?).
I sostenitori della Blavatsky hanno parlato di una congiura dei seguaci della cosiddetta cultura ufficiale; ma non esiste prova alcuna di tale congiura che assomiglierebbe alla congiura ebraica teorizzata dai fantomatici Venerabili di Sion del periodo nazista.
Notevole invece mi appare il parallelismo con le Tavolette di Naacal visti e tradotti dal solo James Churchward e delle quali neppure egli fu in grado di provare l’esistenza.
Naturalmente c’è sempre chi è disposto a giurare di aver visto l’originale come accadde per la "Steganografia" del cinquecentesco abate Tritemio, bruciato dalla Chiesa come eretico.

CONCLUSIONI
Le tavolette di Naacal - come le stanze di Dzian - sono svanite nel nulla e, in generale, si ripropone il problema dei libri scomparsi negli incendi di Biblioteche, da quella di Alessandria a quelle distrutte negli autodafé medioevali.
Dalle presunte stanze di Dzian si ricaverebbe la conclusione che la terra possedesse un movimento terzo rispetto alla rotazione ed alla rivoluzione. L'ipotesi, avanzata dalla Blavatsky, venne poi scientificamente dimostrata: si trattava, in effetti, della cosiddetta precessione degli equinozi.
Né bisogna dimenticare che nel 1896 A.P. Sinnet, scopritore di due pianeti transuranici, previde che il movimento di precessione degli equinozi avrebbe portato il polo nord verso l'equatore e questo verso il polo sud. L'ipotesi sembra essere stata dimostrata dall'astronomo G. E. Sutcliffe di Bombay; del resto i ripetuti spostamenti dell'asse terrestre spiegherebbero la presenza di residui tropicali nei ghiacci antartici.
Come se non bastasse la precessione degli equinozi (che la Blavatsky avrebbe appreso dalla solita biblioteca segreta), intervenne lo scozzese Lewis Spence in diretto appoggio alla Blavatsky; egli infatti riprese il discorso delle razze affermando che la razza dominante in Lemuria era quella bianca.
Non era altro che un omaggio alle teorie indo-ariane in voga al momento. Ma molti lo presero sul serio.
Ma torniamo a Churchward il quale non aveva fatto altro che aiutare certe credenze esistenti a popolarizzarsi vieppiù sulla vicenda, dando a Lemuria il nome definitivo di Mu.

I CONTINENTI ESOTERICI. DA MU AD AGARTHI: IL CERCHIO SI CHIUDE
Ma non era tutto: ben presto, come era già accaduto per Agarthi e per Atlantide, Mu assunse una dimensione extrafisica, esoterica e si legò indissolubilmente ad Agarthi.
Infatti il continenti perduto venne spostato nel presente, nell’epoca del "Kali-Yuga" mentre la sua collocazione nello spazio avvenne su un piano di realtà diverso da quello in cui vive l'umanità. Perché, mentre la vicenda umana restava legata al Sam Sara, il binomio Agarthi-Mu divenne una sorta di motore immobile, separato dal Kali Yuga da cui non poteva restare contaminato.
Agarthi-Mu appartengono, in altre parole, alla dimensione immutabile del Nirvana.
Resta da chiare cosa sia questo "Kali Yuga" (letteralmente: Età nera) cui ho spesso fato cenno.
Come appare evidente il nome comprende il nome di "Kali", la terza persona della trimurti vedica e ci rivela che si tratta del periodo di Kali che corrisponde al periodo oscuro della tradizione brahminica.
A scanso di equivoci debbo precisare che Kali Yuga non corrisponde ad alcunché dell’escatologia cristiana; la fine del Kali Yuga non segnerà la fine del mondo, ma la fine della realtà che noi conosciamo.
Se dovessi tracciare un parallelo con una realtà religiosa occidentale, rileverei piuttosto la somiglianza con l’avvento del Sausyant ed alla circolarità del mondo zoroastriano: al termine del Kali Yuga l'umanità sarà salvata dal "Buddha Maitreya", il "Buddha che sarà" identificato comunemente con il Re del Mondo.
Peraltro il Kali Yuga non si riferisce ad un evento futuro indeterminato e indeterminabile ("certus sed incertus quando").
Sotto il profilo religioso il Kali Yuga è perfettamente determinabile, essendo iniziato intorno al 3100 a.C. con una congiunzione globale dei pianeti. Questo rarissimo fenomeno astronomico, che coinvolge tutto il sistema solare, avrebbe avuto effetti disastrosi sulla Terra.
Sarebbe a questa congiunzione planetaria che dovremmo il Diluvio Biblico e, forse, a qualcuna delle catastrofi rivelate dal sacerdote di Sais a Solone (come ci rivela Platone nel "Crizia").
Stà di fatto che agli inizi del XX secolo Saint-Yves d'Alveydre (in India) e Ferdinand Ossendowski (in Mongolia) per primi vennero a conoscenza della collocazione mitica del continente esoterico Mu-Lemuria).
Ossendowski in particolare avrebbe scoperto ad Urga (l'attuale Ulam Bator) due oggetti provenienti da Agarthi: l'anello di Gengis Khan (con il segno della svastica) e il sigillo del "Re del mondo" o Buddha - Maitreya.
L’anno 3102 a.C., in ogni caso, riveste una particolare importanza nella vicenda di Agarthi perché è proprio in quell’anno che i suoi abitanti si sarebbero trasferiti nel sottosuolo allo scopo di evitare la contaminazione da parte del male.
Quella che era stata Paradesha (iranico = paradiso) divenne così Agarthi, "l'inaccessibile".

[align=right]Fonte: http://www.edicolaweb.net/arca001s.htm[/align]


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