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 Oggetto del messaggio: La parusia oggi
MessaggioInviato: 09/04/2012, 21:46 
2000 anni fa circa apparve in Palestina un uomo, chiamato Gesù di Nazaret.

Gli ebrei inizialmente lo invocarono come il Messia, i cristiani lo venerano da migliaia di anni come il figlio di Dio, mentre i musulmani lo identificano come uno dei più importanti profeti di Allah, forse secondo solo a Maometto.

Per quanto concerne le ricerche storiche sulla sua vita le principali fonti si trovano nel Nuovo Testamento, in particolare nelle lettere di Paolo e nei vangeli sinottici, fonti che in tempi recenti hanno trovato alcune conferme di attendibilità in studi archeologici. Gli ultimi secoli hanno visto infatti lo sviluppo di ricerche volte a valutare l'attendibilità storica dei vangeli, inclusi gli elementi soprannaturali e miracolosi, sia a ricostruire il profilo del Gesù storico. La storicità di Gesù è generalmente riconosciuta dagli studiosi antichi e moderni, benché tra questi ultimi, vi sia una minoranza che ha ricondotto tale figura all'elaborazione di un mito.

Secondo il punto di vista ebraico, Gesù è stato un predicatore itinerante, ma non il Messia atteso; non era Figlio di Dio, non ha compiuto miracoli e, dopo la morte in croce, non è risorto né asceso al cielo. Secondo l'Islam, Gesù è stato uno dei maggiori profeti venuti prima di Maometto; nacque verginalmente, compì dei miracoli (per volere divino), non morì, ascese al Cielo, ma non era Dio che, secondo la sura CXII, "non ha generato né fu generato".

Chiunque egli fosse fu portavoce di un rivoluzionario messaggio salvifico di amore, conoscenza, libertà descritto nelle parabole narrate nel vangelo e soprattutto al comandamento "ama il prossimo tuo come te stesso" e alle beatitudini del discorso della montagna. (a prescindere dalle future interpretazioni, censure, rivisitazioni di santa madre chiesa)

Il suo messaggio era destinato a tutta l'umanità e perciò i vangeli descrivono un Gesù che utilizza un linguaggio semplice e facilmente comprensibile verso i suoi discepoli utilizzando spesso le figure retoriche proprie delle parabole per chiarire in cosa consiste il Regno dei Cieli.

Dopo questa lunga, ma propedeutica introduzione, veniamo al tema principale di questo thread.

Quando Cristo ascese al cielo dopo essere risorto ed essersi preso ancora del tempo da trascorrere insieme ai suoi discepoli, promise un suo ritorno alla fine dei tempi. Nella teologia cristiana questo momento è chiamato parusia ed è presente anche nell'islam con alcune piccole differenze.

Allora la mia domanda è, se per assurdo stessimo vivendo già la parusia o ci stessimo preparando per essa, in quale modo Cristo stesso, o i suoi 'portavoce' terreni, si manifesterebbero all'umanità affinchè il suo ritorno abbia massima efficacia e universalità?

Gesù Cristo ritornerebbe sulla terra come leader religioso-spirituale? Come un carismatico leader politico? I suoi apostoli sarebbero altrettanto figure politiche o religiose? E attraverso quali canali manifesterebbero il loro volere?

2000 anni fa egli parlò principalmente ai ceti più bassi della piramide sociale a lui contemporanea; perchè dovrebbe essere diverso per lui ora?!

Lungi da me l'idea di essere blasfemo, ma per me se oggi Gesù Cristo dovesse tornare sulla Terra, a prescindere da quello che per me potrebbe essere il suo giudizio, non si manifesterebbe nè come leader religioso, nè come leader politico o tantomeno militare.

Egli parlerebbe invece per bocca di quelle persone che oggi più facilmente e velocemente raggiungono migliaia, milioni di persone attraverso le loro opere: gli artisti musicali e cinematografici e/o i grandi pensatori contemporanei, utilizzando i principali social network e tutti i canali offerti dalla rete, così da raggiungere una penetrazione del suo messaggio rapida, efficace utilizzando un linguaggio di volta in volta comprensibile a tutti, specialmente ai giovani.

Quale modo più rapido di raggiungere i giovani, se non attraverso una canzone della loro star più amata, la quale assumerebbe il ruolo di apostolo della seconda venuta di Cristo?!

Certamente anche il suo avversario (Satana) potrebbe fare lo stesso...



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MessaggioInviato: 23/04/2012, 12:08 
L'altro grande quesito correlato alla parusia sta nella capacità degli uomini di oggi di riconoscere la figura di Cristo.

Infatti noi ci aspettiamo un Cristo così come descritto nelle scritture, o meglio, così come descrittoci nell'interpretazione fornitaci in 2000 anni di predica cattolica che, come sappiamo, con il Concilio di Nicea ha volutamente occultato alcuni vangeli che, seppur non riconosciuti dalla dottrina ortodossa, rappresentano siginificativi elementi per giungere a una comprensione completa e universale del messaggio di Gesù.

Sono i vangeli gnostici.

Da Wikipedia:
Cita:
Lo gnosticismo è un movimento filosofico-religioso, molto articolato, la cui massima diffusione si ebbe tra il II e il IV secolo dell'era cristiana. Il termine gnosticismo deriva dalla parola greca gnósis (#947;#957;#8182;#963;#953;#962;), «conoscenza». Una definizione piuttosto parziale del movimento basata sull'etimologia della parola può essere: "dottrina della salvezza tramite la conoscenza". Mentre il giudaismo sostiene che l'anima raggiunge la salvezza attraverso l'osservanza delle 613 mitzvòt e il cristianesimo sostiene che l'anima raggiunge la salvezza dalla dannazione eterna per Grazia mediante la Fede (Efesini 2,8)[1], per lo gnosticismo invece la salvezza dell'anima dipende da una forma di conoscenza superiore e illuminata (gnosi) dell'uomo, del mondo e dell'universo, frutto del vissuto personale e di un percorso di ricerca della Verità. Gli gnostici erano "persone che sapevano", e la loro conoscenza li costituiva in una classe di esseri superiori, il cui status presente e futuro era sostanzialmente diverso da quello di coloro che, per qualsiasi ragione, non sapevano.


La cosa interessante del tema è il raggiungimento della salvezza attraverso la conoscenza e non attraverso la mera fede come invece sancito nel cattolicesimo con la Lettera agli Efesini.

Ma allora entriamo in un dilemma in quanto fu proprio il dio vetero-testamentario a negare la conoscenza ad Adamo ed Eva nel giardino dell'eden e anzi a punirli per aver mangiato del frutto dell'albero della conoscenza del bene e del male. (Genesi)

Il paradosso è che in questi termini Gesù sarebbe venuto a terminare il lavoro del serpente 'tentatore' insegnando agli uomini quella stessa conoscenza negata dal dio dell'antico testamento... che però sarebbe il dio padre della trinità cattolica. E Satana? E' davvero quell'angelo caduto di nome Lucifero nel cui nome vi è già implicito il significato della sua funzione di 'portatore di luce'?

Domande che rimangono senza risposta... fino a quando non approfondiamo i concetti manifestati nelle correnti gnostiche secolari e descritti nei vangeli esclusi dalla dottrina cristiana.

Ponzio Pilato, dopo l'incontro con Gesù, chiese a Claudia, sua moglie "Quid est veritas?"

In una frase del Gesù gnostico, sconosciuta ai più, vi è forse la chiave per scoprirla...

"La verità non è venuta nuda in questo mondo, ma in simboli ed immagini... non la si può afferrare in altro modo"

Egli ci esorta a ricercare la Verità e non ad attendere che la stessa ci venga fornita da altri, come invece è purtroppo successo, con le conseguenze delle interpretazioni et omissioni proprie del carattere umano.

Alla luce di quanto espresso sopra siamo ancora certi che l'accostamento Lucifero (portatore di luce) a Satana (avversario) sia corretta?

Alla luce di quanto espresso sopra possiamo dedurre elementi che lascino intendere analogie tra la verità gnostica dei ruoli di Cristo, di Lucifero, di Satana e quanto teorizzato in una ipotesi alternativa della storia dell'uomo con antichi dei (Anunnaki) creatori?

Il dualismo tra i fratelli Anunnaki Enki ed Enlil nella gestione della razza umana, può essere allora stata reinterpretata nella Bibbia ebraica come conflitto tra Enlil=Yahweh che temeva il proliferare degli esseri umani e la dotazione degli stessi di particolari tecnologie et conoscenze e Enki=Serpente=Lucifero, il quale invece voleva condurre l'uomo sulla via del progredire.

Gli ebrei poi si dedicarono esclusivamente al culto di Yahweh in opposizione ai nemici babilonesi e alla loro divinità principale Marduk, che altri non era che il figlio di Enki.

Infine venne la chiesa romana, che fornì una visione limitata della potenza del messaggio di Gesù Cristo, il cui desiderio, secondo gli gnostici, era quello di fornire agli uomini gli strumenti per ottenere la gnosi, ossia la Sophia, ossia lo Spirito Santo, ponendosi più vicino alla figura di un Lucifero che di un demiurgo, quale che fu Yahweh.

Satana allora sarebbe un'altra entità ancora, veramente malvagia, il cui obiettivo rimane condurre l'umanità verso la perdizione, la schiavitù, allontanandola dagli ideali gnostici promossi dal messaggio del Cristo-Lucifero.

Possiamo pertanto identificare Satana in tutte quelle operazioni volte a dominare l'umanità; quelle stesse azioni che oggi conducono a un Nuovo Ordine Mondiale.

Se è facile identificare Satana... resta più difficile identificare chi possa incarnare oggi come oggi il vero desiderio di salvezza ispirato dal Cristo storico. E il dubbio se saremmo in grado di riconoscere la parusia nel 2012, onestamente, mi rimane.



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MessaggioInviato: 27/05/2012, 17:59 
Cita:
Pietro II °- il 112° papa della tribolazione della Chiesa Cattolica secondo la profezia di San Malachia

nell'ultimo periodo moltissimi articoli appaiono sulla fine del mondo..cosa riporta esattamente al profezia di San Malachia

"Durante l'ultima persecuzione della Santa Romana Chiesa siederà Pietro il Romano, che pascerà il gregge fra molte tribolazioni; passate queste, la città dei sette colli crollerà e il tremendo Giudice giudicherà il suo popolo. Amen". San Malachia Prophetia de Summis Pontificibus

Il nostro millennio coincide con “la parusia” con la quale i profeti evocano la fine della Città di Roma e l’avvento dell’ultimo pontefice. Le loro profezie paventano la fine del mondo per il mese dicembre del 2012, come riportato dal calendario dei Maya, fino a giungere all’ultima delle 112° profezie del monaco irlandese San Malachia che riguarderebbe il solo destino della Chiesa Cattolica e dei suoi successori al soglio di Pietro. Il riferimento profetico del destino della Chiesa viene considerato dalla storicità misterica una condizione inscindibile dalla fatalità dell’uomo.

La profezia di San Malachia riporta le caratteristiche rilevanti in ordine cronologico della successione dei papi da Celestino II° al fantomatico Pietro II°, quest’ultimo dovrebbe essere un romano che salirebbe al soglio dopo l’attuale pontefice secondo alcune fonti. A questo proposito occorre non creare inutili confusioni con l’amonimo Malachia dell’opera profetica dell’Antico Testamento,che gli Ebrei indicano col il titolo “Sigillo dei Profeti”,vissuto nel periodo persiano sul territorio mesopotamico-babilonese (540 a.C.).

Dunque chi era San Malachia …?

Malachia O’ Morgan, latinizzato Maolmhaodhog ua Morgair, nato nel 1054 a Armagh, dimenticato nel buio del periodo medievale fu l’uomo di maggiore importanza nella storia della Chiesa irlandese,la cui attività religiosa mirò allo smantellamento della ritalità pagana dalla liturgia celtica.

Il suo eco di illustre religioso medievale giunse fino ai giorni nostri, coperto d’aurea misterico-esoterica, trascorse la sua vita al completo servizio di Dio rinunciando ad ogni carica ecclesiastica al fine di ritornare alla semplicità della vita monastica fino all’ultimo giorno della sua esistenza terrena. Nel corso della sua misticità viaggiò per molte città d’Europa, fino a giungere a Chiaravalle dove strinse una forte amicizia con San Bernardo,il cistercense promulgatore della Regola dei Cavalieri Templari. Nel corso del suo pellegrinaggio giunse a Roma per essere ricevuto da papa Innocenzo II, ricevendo la nomina di legato pontificio per la terra irlandese. La complessità della sua indefessa religiosità lo portò a ricevere la massima considerazione da parte delle più alte autorità ecclesiastiche del medioevo cristiano.

Nel periodo della sua esistenza, come religioso, seppe distinguersi per le sue riforme clericali imponendosi con umiltà nel fondare molteplici comunità monastiche. Secondo la storiografia San Malachia insieme ad altri fedeli, durante il suo viaggio per Roma, ricevette una visione profetica sul futuro della Chiesa Cattolica, ed in particolar modo sulla successione dei pontefici, condizione che lo fece cadere in uno stato di trance.

Questa vicenda subì una maggiore connotazione in quanto a seguito della profezia, Malachia fu colto da una , malattia che lo portò alla morte il 2 novembre 1148 tra le braccia di San Bernardo che lo aveva accudito nel corso dei suoi ultimi giorni di vita.
La storia riporta che la rinomanza del santo non era legata alla sua spiritualità,ma soprattutto al manoscritto profetico ritrovato nella biblioteca di Chiaravale denominato “Prophetia de Summis Pontificibus” scritto a seguito della visione mistica e pubblicata a Venezia dal benedettino Wion nel suo libro “Lignum Vitae”,nonostante il contenuto della profezia circolasse da tempo.

Occorre per dovere di cronaca riportare che alcuni storici contestano l’ autenticità della profezia, indicando che la stesura è stata articolata nel corso del Conclave del 1590, nel momento in cui la Chiesa Cattolica versava in un periodo buio, e venne utilizzata comesegnale di fermezza per il credo cattolico in un momento in cui in Europa si diffondeva la riforma protestante. Questo documento profetico sempre secondo alcuni critici venne diffuso dai partigiani del cardinale Simoncelli di Orvieto prima dell’elezione di Gregorio XIV. Gli increduli ritengono che la profezia sia un apocrifo composto nel XVI° secolo da altri e battezzata sotto il nome di un mistico eccellente con l’obiettivo di trasmettere la “sacralità”.

Nel 1595 il monaco Wion inserì nel testo “Lignum Vitae” (già descritto) le tre epistole di San Bernardo indirizzate a San Malachia, e precisamente numerate CCCXIII, CCCXVIX e CCCXII, quale testimonianza della profonda amicizia tra i due santi. Ulteriori critiche vennero sollevate dagli scettici verso la profezia poiché alcuni motti collegati ai pontefici risultano errati e riportati dal monaco ungherese Pavinius contemporaneo di Wion. Questo formulerebbe l’ipotesi che i motti sarebbero stati aggiunti da Pavinius nella descrizione dei pontefici precedenti al 1595, mentre i successivi sarebbero stati frutto della fantasia di Wion..

Seguendo la cronologia profetica si denota la profonda conoscenza e soprattutto un’ influente incisività,che appare di primo acchito come un messaggio cripto per quanti leggendola non pongono la dovuta attenzione.

La descrizione viene esposta attraverso una precisa sequenza di 111 motti simbolici, composti in latino maccheronico riportando la personalità dei singoli sommi pontefici a partire da Celestino II° fino a giungere all’età contemporanea culminante con la fine della Chiesa di Roma..

La descrizione cronologica dei pontefici riporta lo stemma del papa con particolari aspetti della sua vita con l’aggiunta dei motti sibillini e misteriosi.

Analizzando nello specifico i motti dei pontefici dell’ultimo periodo si riporta il numero 107 riferito a Giovanni XXIII° “Pastor et Nauta” tradotto pastore e marinaio indicante il fatto che lo stesso traghettò la Chiesa con il Concilio Vaticano II° nei tempi moderni oltre ad essere stato anche Patriarca di Venezia. Il 108° corrisponde al pontificato di Paolo VI° descritto dal motto “Flos Florum” in cui si richiama la presenza dei fiori nello stemma,ed effettivamente è presente il giglio; Papa Giovanni Paolo I° (papa Luciani) 109° della profezia il motto riporta “De medietate lunea” riferendosi alla durata di una lunazione ed infatti Papa Luciani durò 33 giorni, ossia una lunazione. Il 110° motto “De Labore Solis”: dal levante del sole si riferisce a Papa Giovanni Paolo II° indicando un paese dalla terra dell’est, e nel caso specifico la Polonia.

Con l’elezione al soglio pontificio di Benedetto XVI°, gli scettici nel riprendere l’antica profezia hanno erroneamente asserito che il motto associato al 111° papa “De Gloria Olivae” è errato in quanto si denuncia che il colore olivastro facesse pensare ad un pontefice di colore. Dunque il 111 motto associato al papa Benedetto XVI° è in correlazione con il nome che si è imposto Ratzinger ed esattamente si rievoca San Benedetto fondatore dell’Ordine dei Benedettini,ed infatti i monaci vengono denominati “monaci olivetani” e quindi secondo la cronologia profetica il tutto sembra combaciare con l’inizio della grande tribolazione della Chiesa, prima dell’avvento del nuovo tempo…sarà così ?
A sostegno di questa teoria profetica esiste lo scritto della monaca di Dresda vissuta tra il XVII° - XVIII° secolo,la quale profetizza la sequenza degli ultimi papi e la conseguente fine dei tempi, documentata nel 1808 attraverso le 31 lettere destinate a diversi regnanti,papa Clemente XI° e altri religiosi del tempo.

La veggente nella sua epistola inviata a Federico I° di Prussia ,scriveva che l’ultimo Pietro sarebbe giunto dalla sua terra, e infatti all’epoca la Prussia comprendeva la Germania. Appare evidente che Joseph Ratzinger, nato il 6 aprile del 1927 a Marktl Am Inn in Alemagna, farebbe convergere le due profezie riportare da San Malachia e dalla monaca di Dresda.

Secondo alcune fonti nel corso della trascrizione dei motti profetici di san Malachia sarebbe andata perduta la scritta “Caput Nigrum”,richiamando la testa di moro raffigurata nello stemma di papa Benedetto XVI° quale riferimento alla diocesi di Frisinga in Germania. Questo passaggio farebbe pensare al centododicesimo papa, il quale potrebbe essere un benedettino destinato alla guida della Chiesa degli ultimi tempi, riportando nella profezia la seguente frase:

“durante l’ultima persecuzione della Santa Romana Chiesa siederà Pietro il Romano che pascerà il greggie fra molte tribolazioni;passata questa,la città dei sette colli crollerà e il tremendo Giudice giudicherà il suo popolo. Amen”

Diviene assai difficile comprendere se trattasi di due pontefici oppure di uno solo che verranno prima della grande tribolazione ! A questo punto bisogna sottolineare che la profezia di San Malachia non profetizza la fine del mondo,ma solo del papato,infatti la dottrina della Chiesa non la considera come un evento drammatico,ma il preludio del ritorno di Cristo che verrà a giudicare il mondo intero.

Proprio questo trova la piena sintonia con quanto prospettato dai Maya in merito alla fine di questa era, calcolata per il 21 dicembre del 2012. Pietro II° sarà l’ultimo pontefice così come Pietro I° è stato l’iniziatore del pontificato,e basta scorrere i nomi dei sommi pontefici per notare che nessuno mai si è chiamato Pietro ! Nostradamus nomina molte volte i pontefici nelle sue “Centurie” e precisamente nella quartina 56 della quinta centuria riporta:

“Per il trapasso di molto vecchio Pontefice,sarà eletto Romano di buona età, che sarà detto che il seggio indebolisce,e lungo terrà e di operosità arguta”

A questo proposito riporto l’anedoto di Papa San Pio X, il quale; nel corso di un'udienza cadde improvvisamente in uno stato molto simile alla trance ed ebbe una visione terrificante. Appena riprese conoscenza disse: "Ciò che ho veduto è terribile! Sarò io o un mio successore? Ho visto il Papa fuggire dal Vaticano camminando tra i cadaveri dei suoi preti. Si rifugerà da qualche parte, in incognito, e dopo una breve pausa morrà di morte violenta. Lo stesso Vangelo di Matteo ci preserva nell’attesa della Parusia: “vi sarà allora una tribolazione grande, quale mai avvenne dall'inizio del mondo fino a ora, né mai più ci sarà. 22 E se quei giorni non fossero abbreviati, nessun vivente si salverebbe; ma a causa degli eletti quei giorni saranno abbreviati..”

In conclusione

Da decenni il nome di San Malachia circola in tutti i libri divenendo nei nostri giorni un’argomento di maggiore interesse. Negli ultimi anni la sua notorietà si è diffusa ovunque mettendo in correlazione le coincidenze storiche con la profezia dei Maya, aggiungendo anche gli scritti della veggente della monaca di Desdra.

Quindi secondo San Malachia Benedetto XVI° potrebbe essere l’ultimo pontefice che siede sul soglio di Pietro,invece secondo altri dopo di lui siederà un papa che prenderà il nome di Pietro II°,romano, che guiderà la Chiesa in una fase molto difficile fino al crollo della città dei sette colli, per poi far risorgere la Vera Fede.

Questo coinciderebbe anche con la profezia di Nostradamus, il quale riporta che nel 2012 un’evento metterà d’accordo tutti gli uomini assicurando 400 anni di pace sulle Terra. Ma la curiosità, e soprattutto la ricerca non può far sfuggire che secondo la “profezia templare” emersa a seguito della vicenda dell’Abbate di Rennes le Chateau: “ il primo papa franco del III° millennio,svelerà il segreto e con lui finirà il potere della Chiesa”.

Riflettendoci bene! anche questo punto potrebbe avvalorare la profezia di San Malachia, non può essere solo un’apocrifo dell’anno 500,ma una previsione sulla fine della Chiesa del XII° secolo. Allora dovremmo chiederci se ci stiamo imbizzarrendo di fronte a qualche segnale enigmatico e cripto giunto dall’Alto?...non ci resta che attendere !

Tre persone possono tenere un segreto, se due di loro sono morte. Benjamin Franklin

Fonte: http://www.freeonline.org/articoli/art/ ... achia.html


In merito al successore di Ratzinger e alla realizzazione della profezia di Malachia sulla fine del papato e sul ritorno di Cristo vale la pena ricordare che alla morte del papa è il camerlengo a farne le veci in attesa della nomina del nuovo pontefice. E' l'attuale camerlengo è

Tarcisio Pietro Evasio Bertone nato a Romano Canavese

...

Tutto pertanto coincide...



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MessaggioInviato: 09/09/2012, 01:16 
Cosa accadrebbe se domani tornasse Gesù Cristo sulla Terra? Chi sarebbe infelice dall'apprendere che il Buon Pastore è finalmente tornato per occuparsi del suo gregge... per troppi secoli in mano ai lupi?

Ecco un articolo, consultabile qui

http://www.harrr.org/trascendentale/205 ... -ritornera

che identifica tra i soggetti scontenti del realizzarsi della parusia, proprio coloro i quali da millenni ne predicano la parola (o quanto meno dicono di farlo...)

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Un piano segreto, assassini pronti a uccidere Gesù, trame oscure tra le mura vaticane. Ma chi c’è dietro? La verità è forse nascosta in un misterioso enigma.

E’ un piano che finora è rimasto conosciuto a pochi. Pochi ma cattivi. Anzi, assolutamente diabolici. La nostra fonte viene direttamente dalle mura del Vaticano ed è da considerarsi del tutto affidabile. Se si è decisa a parlare, sebbene in forma anonima e comunicando con noi tramite un codice segreto, l’ha fatto non perché vile e traditrice, bensì per amore della cristianità.

Che la Chiesa di Roma ultimamente fosse diventata un ginepraio di complotti e tradimenti è ormai cosa nota. Eppure quello che viene fuori ora supera ogni possibile immaginazione.

“Quando Gesù Cristo ritornerà è ovvio che il Vaticano dovrà farsi da parte” dice la nostra talpa. “Questo a Roma lo sanno da secoli e infatti da secoli si preparano a questo appuntamento. Esiste una loggia interna alla Chiesa il cui compito è di preparare assassini con l’obiettivo di uccidere, per una seconda volta, Gesù.”

La preoccupazione del Vaticano, una volta che Gesù ritornerà tra gli uomini, è quella di perdere il dominio sul mondo. Dietro questa misteriosa loggia, di cui fanno parte importanti cardinali e in passato perfino qualche papa, c‘è una grossa organizzazione che la nostra talpa non ha voluto rivelare. Non si tratta degli ebrei – cosa che non ci avrebbe sorpreso – nè di massoneria, alieni o servizi segreti. In cima a tutti c’è ben altro.

“Sono davvero molto potenti, voi nemmeno immaginate dove possono arrivare. Il mondo come lo conoscete è solo una farsa: potete vedere solo quello che loro decidono di farvi vedere. Tessono le loro fila ovunque: massoneria, sette e altre religioni non sono altro che loro dipendenti, spesso inconsapevoli.”

Oltre a non volerci rivelare, almeno per il momento, maggiori dettagli sul terribile piano di morte, la nostra fonte non ha voluto dirci nemmeno quanto l’attuale papa sia coinvolto o consapevole del reale scopo della Chiesa che governa o dovrebbe governare. E’ anche lui una marionetta? E allora chi è il burattinaio?

Tra i tanti messaggi che la nostra fonte ci ha mandato, non tutti di facile comprensione, ci ha colpito particolarmente l’ultimo, che forse contiene la chiave di tutto:

“IL MERLO, MACABRE REGNO. LUI SCANSA E SPALA. LASCIA IL SUO SEGNO”

Successivamente la talpa ha interrotto ogni comunicazione. Chi è il merlo? Qual è il suo segno? Qual è il vero significato di questa frase? Interrogativi che per il momento lasciamo inevasi, cari lettori, nella speranza che qualche cervellone tra voi sappia trovare una soluzione.



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MessaggioInviato: 09/09/2012, 08:28 
Quando Gesu` ritotmera` non potranno ucciderlo perché é risorto 2000 anni fa. Uccideranno pero` alcuni testimoni ma Dio fara`risorgere anch'essi. La differenza tra l'opera di Satana, che si manifesta sia nelle chiese che nella massoneria che in altre forme, e`che l'opera di Dio non richiede rituali, sacrifici antichi, ecc. Lo Spirito Santo opera attraverso la Grazia, cioé gratis data. Qualunque sforzo dell'uomo si arrivare a Dio sarebbe vano se cio` non fosse dono di Dio.L'inganno di Satana e` proprio questo: mangia la mela, fai sacrifici di sangue, usa la magia, fai pratiche religiose, ecc.



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MessaggioInviato: 09/09/2012, 11:39 
Cita:
Hannah ha scritto:

Quando Gesu` ritotmera` non potranno ucciderlo perché é risorto 2000 anni fa.


Scusate ma quando Gesu ritornera' non era per giudicare i vivi e i morti con grande clamore?

Cita:
"E allora apparirà nel cielo il segno del Figliuol dell’uomo; ed allora tutte le tribù della terra faranno cordoglio, e vedranno il Figliuol dell’uomo venir sulle nuvole del cielo con gran potenza e gloria" (Matt. 24:30)


Cita:
"… poi noi viventi, che saremo rimasti, verremo insiem con loro rapiti sulle nuvole, a incontrare il Signore nell’aria; e così saremo sempre col Signore" (1 Tess. 4:17).


Cita:
"… il Signor Gesù apparirà dal cielo con gli angeli della sua potenza, in un fuoco fiammeggiante, per far vendetta di coloro che non conoscono Iddio, e di coloro che non ubbidiscono al Vangelo del nostro Signor Gesù. I quali saranno puniti di eterna distruzione, respinti dalla presenza del Signore e dalla gloria della sua potenza, quando verrà per essere in quel giorno glorificato nei suoi santi e ammirato in tutti quelli che hanno creduto, e in voi pure, poiché avete creduto alla nostra testimonianza dinanzi a voi" (2 Tess. 1:7-10)


Cita:
"Poi vidi il cielo aperto, ed ecco un cavallo bianco; e colui che lo cavalcava si chiama il Fedele e il Verace; ed egli giudica e guerreggia con giustizia. E i suoi occhi erano una fiamma di fuoco, e sul suo capo v’eran molti diademi; e portava scritto un nome che nessuno conosce fuorché lui. Era vestito d’una veste tinta di sangue, e il suo nome è: la Parola di Dio. Gli eserciti che sono nel cielo lo seguivano sopra cavalli bianchi, ed eran vestiti di lino fino bianco e puro. E dalla bocca gli usciva una spada affilata per percuoter con essa le nazioni; ed egli le reggerà con una verga di ferro, e calcherà il tino del vino dell’ardente ira dell’Onnipotente Iddio. E sulla veste e sulla coscia porta scritto questo nome: RE DEI RE, SIGNOR DEI SIGNORI. Poi vidi un angelo che stava in piè nel sole, ed egli gridò con gran voce, dicendo a tutti gli uccelli che volano in mezzo al cielo: Venite, adunatevi per il gran convito di Dio, per mangiar carni di re e carni di capitani e carni di prodi e carni di cavalli e di cavalieri, e carni d’ogni sorta d’uomini, liberi e schiavi, piccoli e grandi. E vidi la bestia e i re della terra e i loro eserciti radunati per muover guerra a colui che cavalcava il cavallo e all’esercito suo. E la bestia fu presa, e con lei fu preso il falso profeta che avea fatto i miracoli davanti a lei, coi quali aveva sedotto quelli che aveano preso il marchio della bestia e quelli che adoravano la sua immagine. Ambedue furon gettati vivi nello stagno ardente di fuoco e di zolfo. E il rimanente fu ucciso con la spada che usciva dalla bocca di colui che cavalcava il cavallo; e tutti gli uccelli si satollarono delle loro carni" (Ap. 19:11-21)


Stando alle scritture non sembra che ci saranno molte difficolta' ad identificarlo.
Anche le possibilita' di assassinarlo non mi sembrano molto realistiche.



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"Se riesci a mantenere la calma quando tutti intorno a te hanno perso la testa, forse non hai afferrato bene la situazione" - Jean Kerr

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"Chi e' disposto a dar via le proprie liberta' fondamentali per comprarsi briciole di temporanea sicurezza non otterra' né la liberta' ne' la sicurezza ma le perdera' entrambe" - Benjamin Franklin

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Da un articolo di Stefania Del Principe un affascinante interpretazione controcorrente del concetto di parusia. Il termine cristo rimanda a "salvatore, liberatore, redentore”. Cristo, quindi, letteralmente è un Messia. Ma nell’antica Persia era Mithra, tra gli Aztechi era Quetzalcoatl, in India invece è Kalki o Shiva. Tra i Maya, invece, è il “grande” Kukulcan... Aspettiamo pertanto tutti lo stesso soggetto?

http://progettoatlanticus.blogspot.it/2 ... ulkan.html



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MessaggioInviato: 16/09/2012, 23:01 
Ci sono parecchie inesattezze in quell'articolo e non so se Quetzacoatl fosse sun salvatore nato da una vergine con 12 guardie.
So che Gesù non ha mai detto che sarebbe tornato ed anzi dice:
Gv 16,17: "Ora io vi dico la verità: è bene per voi che io me ne vada, perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Consolatore; ma quando me ne sarò andato, ve lo manderò".



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MessaggioInviato: 24/10/2012, 16:51 
Perdonami Pier, ma come si concilia ciò che tu dici con

« Ora, invece, Cristo è risuscitato dai morti, primizia di coloro che sono morti. Poiché se a causa di un uomo venne la morte, a causa di un uomo verrà anche la risurrezione dei morti; e come tutti muoiono in Adamo, così tutti riceveranno la vita in Cristo. Ciascuno però nel suo ordine: prima Cristo, che è la primizia; poi, alla sua venuta, quelli che sono di Cristo; poi sarà la fine, quando egli consegnerà il regno a Dio Padre, dopo aver ridotto al nulla ogni principato e ogni potestà e potenza. Bisogna infatti che egli regni finché non abbia posto tutti i nemici sotto i suoi piedi. L'ultimo nemico a essere annientato sarà la morte. »
(1 Corinzi 15,20-26)

e con

Matteo 24:42 "Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà"?

...

Orbene è altresì vero che Gesù, nel versetto sopraccitato parla di Signore ... e se non si riferisse a se stesso? [;)]

Sarebbe interessante vedere la versione originale in aramaico, ovvero se al posto di Signore ci fosse scritto adonay, espresso al plurale ... un po' come per il termine Elohim, anch'esso espressione di pluralità.

E se Gesù invece si stesse riferendo ai "suoi Signori", ovvero gli "Antichi Dei" più volte citati nelle ricerche del Progetto Atlanticus? Enki/Enlil e tutto il pantheon... in questo caso con un occhio di riguardo alla fazione enkilita - mi risulta infatti difficile pensare a un Gesù enlilita considerando l'obiettivo che lo stesso cristianesimo gnostico delle origini si poneva riassumibile in estrema sintesi nel raggiungimento del corpo di luce/vita eterna/frutto dell'albero della vita.

Corpo di luce (o corpo glorioso) che è d'altronde uno dei risultati della seconda parusia stessa... e degli insegnamenti del Cristo.

Ma allora chi sarà/saranno per voi i protagonisti della seconda parusia? Sempre che per voi sia prevista come momento storico futuro.


Ultima modifica di Atlanticus81 il 24/10/2012, 16:51, modificato 1 volta in totale.


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MessaggioInviato: 24/10/2012, 18:05 
Cita:
Pier Tulip ha scritto:

Ci sono parecchie inesattezze in quell'articolo e non so se Quetzacoatl fosse sun salvatore nato da una vergine con 12 guardie.


Si che lo era. Le similitudini tra Gesu e Kukulcan sono veramente molte, piu' di quante normalmente se ne dicono.

A questo proposito riporto qui un articolo che ho letto e che ne riassume alcune:
Cita:
2012: il ritorno del Messia o di Kukulcan?

Siamo arrivati all’anno più discusso del secolo e tra le varie ipotesi catastrofiste emergono, fortunatamente, anche quelle più “leggere” o positive, che parlano di un eventuale ritorno di un Messia. Un ritorno che, paradossalmente, unisce in qualche modo sia le persone “normali” come quelli che si definiscono cristiani, che quelle “alternative” che vedono complotti ovunque.

Eh sì, perché tutti e due i gruppi aspettano il ritorno di una persona importante, solo che alcuni attendono Gesù Cristo e altri un “alieno”.

Ma se per un attimo smettessimo di farci la guerra sui differenti modi di vedere la vita, forse riusciremmo a trovare un punto che ci accomuna tutti. Tutti desideriamo un mondo migliore, una maggiore conoscenza, un’umanità più serena… tutti, infine, attendiamo il nostro salvatore, sia esso impersonato da un giovane alieno o da Gesù Cristo. L’unica differenza è che uno è la rappresentazione dell’incarnazione di Dio e l’altra di un dio.

Chi è, in realtà, il nostro salvatore?

Il termine cristo rimanda a "salvatore, liberatore, redentore”. Cristo, quindi, letteralmente è un Messia. Ma nell’antica Persia era Mithra, tra gli Aztechi era Quetzalcoatl, in India invece è Kalki o Shiva. Tra i Maya, invece, è il “grande” Kukulcan!

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Il dio azteco Quetzalcoatl

I Maya da sempre attendono il ritorno del loro liberatore, Kukulcan. Ritorno ripreso anche dal sacerdote maya Chilam Balam di Chumayel. Gesù Cristo, Mithra, il messia ecc. torneranno alla fine dei tempi per aiutarci. Ma qual è la fine dei tempi? Quando il mondo sarà davvero distrutto? Secondo la conoscenza proveniente dal Mesoamerica, la fine dei tempi è la fine di un’era, non la fine del mondo come la intendiamo noi. Una fine di cui si parla sia negli antichi testi maya che nella Bibbia. Per comprendere di che fine si tratta, però, dobbiamo fare un passo indietro e capire il modo di vedere le cose nei tempi antichi.

Secondo alcuni scritti, vi è una croce (albero sacro) nel cielo che è formata dalla Via Lattea e il piano dell’eclittica. La via lattea viene anche detta axis Mundi e rappresenta, per così dire, il tronco dell’albero sacro, mentre l’eclittica è il ramo principale. Il 21 dicembre del 2012 dopo ben 26.000 anni (termine del ciclo precessionale) il Sole si troverà esattamente nel punto centrale della croce (o albero sacro), quello che i Maya chiamavano anticamente utero cosmico (centro della galassia).

Ma che analogie ci sono tra Kukulcan e Gesù Cristo? Di analogie ce ne sono molte e le somiglianze non possono certo essere dovute al caso. Entrambi, per esempio, vengono definiti “dio”. Quetzalcoatl si ritirò nel deserto, alla stregua di Gesù Cristo, per 40 giorni. Nel codex Borgianus messicano è Quetzalcoatl a essere crocifisso. In alcune versioni tra due ladri, e in altre impiccato con una croce in mano.

Tanto che la croce di Quetzalcoatl è forse uno dei simboli più utilizzati dalle antiche popolazioni Maya, così come pure il segno della croce visto come simbolo di potere.

Nel libro di Godfrey Higgins Anacalypsis si legge che la popolazione inca aveva una croce di marmo molto fine e bella di diaspro lucidato a specchio, realizzata con un solo pezzo e dalle dimensioni considerevoli. Questa croce è stata posizionata in un luogo sacro per essere venerata. Solo con l’avvento degli spagnoli la croce fu portata nella cattedrale di Cuzco. In alcune rappresentazioni locali Quetzalcoatl è rappresentato crocifisso nei cieli con un cerchio di diciannove cifre, che rappresentano il ciclo di Metone (19 anni solari corrispondenti a 235 mesi lunari).

Immagine
La crocefissione di Quetzalcoatl secondo il Codex Borgianus messicano

Ovviamente anche Kukulcan nacque da una madre vergine, fu adorato e tentato come Gesù Cristo ed era chiamato la Stella del Mattino. Questo nome, spiega lo stesso Kukulcan/Quetzalcoatl, sarebbe dovuto al fatto che lui stesso veniva associato al pianeta Venere che, come tutti sappiamo, è il primo a essere visibile nelle prime ore della mattina.

Ci sono molti errori (alcuni anche voluti) nella storia ufficiale perché si parte sempre dal presupposto che tutte le civiltà antiche che adoravano gli dèi, stessero parlano di una sorta di spiriti/energie provenienti dalla Natura. Questo è sempre stato uno degli errori più clamorosi che ha fatto non pochi danni.

I popoli nativi ancor oggi parlano degli dèi come di esseri in carne e ossa; quindi niente di “invisibile” come ci vogliono far credere. E li descrivevano anche molto bene. Per esempio Quetzalcoatl era un uomo alto, dagli occhi e dalla pelle chiara, con biondi capelli lunghi. Come è possibile che popolazioni primitive descrivessero il loro Dio completamente diverso da loro? Perché si sarebbero inventati una persona così quando sarebbe stato più facile, per loro, descriverla bassa, occhi e carnagione scuri? Forse perché i loro dèi erano davvero diversi da loro?

Quetzalcoatl non era però solo un uomo bravo che compiva miracoli, ma era anche un uomo che insegnava all’umanità poco evoluta una grande moltitudine di arti e scienze.

Quetzalcoatl non è l’unico ad avere molte analogie con Gesù Cristo, in realtà la stessa storia di Gesù Cristo si trova, migliaia di anni prima della sua presunta comparsa, in tutto l’Oriente.

Ma non solo: tra le popolazioni Cherokee e Dakota, si chiamava Je-zoos o Yesuse - Yahowa fra gli Hopi. Nomi peraltro molto simili ai nostri Gesù e Jeova. Ma allora chi era questo Gesù Cristo o questo Kukulcan?

Facciamo un salto indietro nel tempo.

Gli dèi che scesero dallo spazio

Niente appare così dettagliato come alcuni racconti che si trovano in antiche tavolette sumere. Anche se gli stessi racconti, compaiono poi nell’antico Egitto e in India.

I Sumeri raccontano di uomini venuti dallo spazio in cerca di oro quando sul nostro pianeta vi erano ancora gli ominidi. Avevano bisogno di forza lavoro, da soli era impossibile estrarre quantità così elevate di oro. Quindi decisero di apportare una piccola modifica genetica agli abitanti (ominidi) terrestri. Per loro non fu né una scelta semplice, né tantomeno facile mettere al mondo un essere che somigliasse a loro. Ma dopo tanti tentativi, finalmente, ci riuscirono. Il nuovo terrestre, chiamato Adam, era diverso da loro più che altro nell’altezza e nel colore di pelle e capelli, ma per il resto era quasi identico.

Il lavoro più grande lo fecero, come raccontano le tavolette sumere, tre scienziati: Ea/Enki, suo figlio Ningishzidda e Ninmah, la sua sorellastra. Lo fecero contro il volere di altri comandanti Anunnaki (lett. quelli che dal cielo scesero sulla terra), ma amarono molto il genere umano e decisero di insegnargli gran parte della loro conoscenza. Loro erano molto più longevi di noi, provenendo da un pianeta la cui rivoluzione orbitale - che dovrebbe scandire l’anno - corrispondeva a 3.600 anni terrestri. Quindi, quando per loro passa un anno, per noi ne passano 3.600. Questo ha fatto sì che abbiano potuto civilizzare per migliaia e migliaia di anni l’umanità in tutto il pianeta. Ma in questi migliaia di anni ci sono stati moltissimi problemi di dominio della Terra: ci sono state distruzioni, guerre e quant’altro.

In Egitto Enki si faceva chiamare Ptah e Ningishzidda, Thot, mentre il fratello era il dio Ra. Quest’ultimo doveva anche coordinare dei lavori sul pianeta Marte – utilizzato come una sorta di stazione di passaggio per l’invio dell’oro sul pianeta da cui provenivano (Nibiru). Lui, come Ptah, governava l’Egitto, tuttavia, quando si assentò per stare alcuni anni su Marte trovò tutto cambiato da suo figlio Thot. Ra era molto arrabbiato per ciò che aveva insegnato all’umanità, così, dopo litigi che durarono ben 300 anni terrestri, Thot decise di andare, su consiglio del padre Ptah, nell’attuale Mesoamerica dove si sarebbe fatto chiamare il serpente piumato (Quetzalcoatl). Solo a quel punto Thot venne cancellato in gran parte dell’antico Egitto e Ra sostituì l’immagine del “leone di pietra” con l’immagine del viso di suo figlio Asar” (I riferimenti si trovano nella 12° tavoletta sumera dettata dal Dio Enki a Endubsar).

Ecco quindi che il Dio buono si fece conoscere in varie parti del mondo con il nome di Kukulcan, Quetzalcoatl e, presumibilmente, anche Shiva.

Quetzacoatl e l’adorazione del salvatore

Nell’antico Messico veniva adorato un salvatore, ma non si chiamava Gesù Cristo. Si chiamava Quetzacoatl. Il salvatore, nato da una vergine, era sorvegliato da 12 guardie e sarebbe morto per espiare i peccati. Ma tutti ne attendono il suo ritorno. Uno dei suoi simboli erano le tre croci (una più grande dell’altra). I Messicani usavano il battesimo per i loro bambini, in modo simile a quello odierno dei cristiani, ma molto prima dell’avvento del Cristianesimo. Non solo: i loro sommi sacerdoti si chiamavano “Papi”.

Durante la conquista spagnola le similitudini con la Chiesa cattolica erano troppe, c’era solo un modo per smentire: con frasi simili a quelli di Cortes: “il Diavolo aveva veramente insegnato ai Messicani le stesse cose che Dio aveva insegnato alla cristianità”. Per maggiori informazioni potete leggere il libro The Christ Conspiracy di Acharya S / DM Murdock.

Ma perché la stessa storia ovunque?

Negli anni si è fatta molta confusione e la storia di Gesù Cristo non è mai stata compresa appieno. Kukulcan viene forse crocifisso? Ovviamente no! Kukulcan è costretto ad andarsene per amor di pace – obbligato da altri Anunnaki. Ma promette a tutti i terrestri di tornare alla fine dei tempi per ristabilire la pace su questo pianeta, come inizio di una nuova era.

Gli insegnamenti degli “dèi” erano molto profondi e saggi e non sono stati compresi da molta gente. Non è un caso se vicino alla croce di Kukulcan ci sono dei numeri che si riferiscono al sistema solare. Per loro il cosmo non è affatto staccato dalla nostra vita, anzi, detta la nostra evoluzione, crescita e spiritualità. I pianeti sono considerati da loro degli esseri viventi, delle vere e proprie divinità da cui dipende la nostra vita. Come spiegare, quindi, a un’umanità non ancora dotata di conoscenza, i segreti del cosmo? Interpretandoli, in primis! Ecco che Quetzalcoatl spiegò all’intera umanità la fiaba più bella e saggia di tutto il pianeta, la favola che in Egitto chiamerebbero: Horus is raisen – Horus è sorto! Una storia che non è nata in Palestina ma ben tremila anni prima di Cristo. Il racconto ha valenza esclusivamente astronomica nonostante parli di un uomo nato da una vergine il 25 dicembre, di tre re magi e così via.

Questo è scaturito dal fatto che il 24 dicembre, Sirio, la stella più luminosa del cielo, si allinea in maniera perfetta con le tre stelle della cintura di Orione. Stelle che, ancora oggi, vengono chiamate i “tre re”. Se il 24 dicembre si traccia una linea immaginaria tra Sirio e le tre stelle (i tre re)… sapete cosa accade? Che il 25 dicembre la linea toccherà esattamente il punto dove nasce il Sole (Cristo). Il Sole, infatti, fin dall’antico Egitto è considerato l’unico vero Dio che crea ogni cosa, che dà la vita sulla Terra. I tre re – le tre stelle – quindi, seguono la stella dell’est per essere portati fino al luogo dove il 25 dicembre nascerà Cristo - il Sole.

Ma non è finita qui. Il giorno del solstizio d’inverno, il 22 dicembre, nell’emisfero Nord il Sole raggiunge in assoluto il punto più basso dell’orizzonte. Qui resterà “fermo” per ben tre giorni davanti a una costellazione chiamata la Croce del Sud. Dopo essere quindi stato crocifisso per tre giorni, finalmente “rinasce”. Per il resto dell’anno il nostro dio/sole viaggia insieme alle 12 costellazioni o ai 12 discepoli, se volete. Non è un caso se in tutte le rappresentazioni antiche Gesù è sempre raffigurato con in testa un cerchio e una croce, la croce dello zodiaco per l’esattezza. Una favola meravigliosa, quindi, che aveva lo scopo di istruire l’umanità attraverso un linguaggio poetico e simbolico. Linguaggio che è stato, con gli anni, adulterato e divinizzato, in alcuni casi, anche allo scopo di rendere ignoranti e soggiogare le masse.

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Ma il 2012 è arrivato. E il 21 dicembre il nostro dio/Sole cambierà. E con esso, tutti, cristiani e non, attenderanno il ritorno del Messia, di una nuova era. Magari di nuovo insieme ai nostri dèi, ai nostri insegnanti. Con la speranza che questa volta l’umanità non impolveri di nuovo tutta la conoscenza acquisita negli anni.


Stefania Del Principe, giornalista e scrittrice, da anni scrive per diversi quotidiani e riviste di settore. Ha pubblicato oltre venti libri tradotti in inglese, spagnolo, sloveno e altre lingue.

Fonte



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"Se riesci a mantenere la calma quando tutti intorno a te hanno perso la testa, forse non hai afferrato bene la situazione" - Jean Kerr

"People willing to trade their freedom for temporary security deserve neither and will lose both" - Benjamin Franklin
"Chi e' disposto a dar via le proprie liberta' fondamentali per comprarsi briciole di temporanea sicurezza non otterra' né la liberta' ne' la sicurezza ma le perdera' entrambe" - Benjamin Franklin

"Soltanto chi non ha approfondito nulla può avere delle convinzioni" - Emil Cioran

"Quanto piu' una persona e' intelligente, tanto meno diffida dell'assurdo" - Joseph Conrad

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MessaggioInviato: 20/11/2012, 20:01 
Non tutti, in ambito cattolico, credono nella venuta intermedia, prima dell'ultima venuta, ossia quella che rappresenta il Giudizio Finale.

Ma se dovessimo attenerci all'Apocalisse di Giovanni, il Figlio dell'uomo, il vivente, il primo e l'ultimo non ha connotati tanto gentili né dimessi; egli possiede le chiavi della morte e dell'Ade, indossa un mantello intriso di sangue e batte le genti con verga di ferro.

Ora, si fa presto ad amare l'agnello, chi si immola volontariamente. Ma quanti ameranno questo signore oscuro?

Quanti?

Pochi. E pochi lo riconosceranno.

Perché il mondo attende un dio antropomorfo, un alleato contro i nemici, un MASCHIO.

Questa è la cosa più ridicola in assoluto. Mai che senta parlare di un Cristo femmina. Di un'unzione femminile.

Cristo non torna perché non se n'è mai andato. Madre Natura è il suo corpo, il suo braccio e la sua mente.
Madre Natura è l'oscuro signore che posseide le chiavi di Morte ed Ade.



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E il ragazzo crudele spezzò
la rosellina sul prato;
si ribellò la rosa e punse,
e non l'aiutò lamento e pena,
dovette infatti soffrire.
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MessaggioInviato: 29/11/2012, 14:52 
Continuando il ragionamento che avevamo intrapreso nel topic dedicato alle profezie degli ultimi tempi

http://www.ufoforum.it/topic.asp?TOPIC_ID=12914

quali interpretazioni e chiavi di lettura possiamo adottare nei confronti dei messaggi ricevuti in diverse occasioni di apparizioni mariane da parte di veggenti anche in tempi recenti? Messaggi che spesso si rifanno alla seconda venuta di Cristo, concomitante all'Apocalisse = Rivelazione.

Rivelazione... di cosa?!?!

Siamo negli ultimi tempi? La Crisi economica, la grande Apostasia. Le apparizioni di Anguera. Le profezie annunciano che i tempi sono scaduti

Da tanti carismatici nel mondo arrivano messaggi sostanzialmente concordi e convergenti. Danno l’impressione che il tempo della conclusione sia vicino, anche se con le profezie è facile fare brutta figura (Giona docet).

“SONO ARRIVATI I TEMPI PREDETTI”

Dall’ inizio del 2010, il tenore dei messaggi della Madonna di Anguera (a Bahia, in Brasile) è completamente cambiato. Mentre fino al 2009 venivano solo dati avvertimenti per il futuro, ora si parla al presente:

Messaggio n° 3260 (01.01.2010)
Ecco i tempi che vi ho annunciato in passato.

Messaggio n°3277 (09.02.2010)
Ecco che sono arrivati i tempi da me predetti.

Messaggio n°3282 (20.02.2010)
Quello che in passato vi ho annunciato va a realizzarsi.

Scorrendo i numerosi messaggi, di cui trovate l’elenco e il testo completo qui, si hanno varie informazioni sul tipo di eventi attesi:

“Il Medio oriente tremerà con il grande olocausto atomico. I momenti di dolore per l’umanità si avvicinano”. (n°3272 28.01.2010)

“Un doloroso evento scuoterà l’Italia. Gli uomini avranno da piangere e lamentare”. (n°3261 02.01.2010)

“Una rivolta causerà distruzione e morte in vari paesi dell’Europa”. (n°3265 12.01.2010)

“Un fatto spaventoso accadrà in Spagna e si spargerà per vari paesi d’Europa. La Francia berrà il calice amaro del dolore. Quello che in passato vi ho annunciato va a realizzarsi”. (n°3282 20.02.2010)

“La terra sarà sconvolta ed in molti luoghi montagne discenderanno”. (n°3263 07.01.2010)

“La morte passerà sull’Asia e i Miei poveri figli avranno da piangere e lamentare. Le acque si solleveranno e l’umanità vivrà momenti di dolore. La California affronterà pesante croce. La terra si solleverà e montagne cadranno”. (n°3275 05.2.2010)

“Accadrà in Giappone e si ripeterà in Paraiba. Grida di disperazione si udranno da tutti i lati”. (n°3275 05.02.2010)

“La morte di un grande leader causerà grande confusione”. (n°3260 01.01.2010)

“Un doloroso evento accadrà nella casa di Dio e gli uomini avranno da piangere e lamentare”. (n°3273 30.01.2010)

“Sappiate che un grande miracolo di Dio accadrà in favore dei miei devoti”. (n°3277 09.02.2010)

“Il calvario dell’umanità comincerà in un venerdì” (n°3279 13.02.2010). [Il 21/12/2012 è giustappunto Venerdì]

Questi messaggi, che sono perfettamente complementari a quelli più famosi di Medjugorie e Garabandal, non sono da prendere sottogamba, in quanto, anche se in Europa non sono molto famose, le apparizioni della Madonna di Anguera, nella zona di Bahia in Brasile, al confidente Pedro Regis, in realtà sono le apparizioni più frequenti e ricche di messaggi (oltre 1.800) della Madonna a livello mondiale.

In questi messaggi — e in particolare nel messaggio principale che riassumiamo qui sotto — oltre a mettere in guardia, la Madonna chiede la conversione e la penitenza come possibilità di salvezza spirituale:

“Siate docili alla Mia chiamata, poichè desidero condurvi a Mio Figlio Gesù”. (n°3262 05.01.2010)

“Pregate molto dinanzi alla croce. Supplicate la Misericordia di Dio per voi. Io sarò sempre al vostro fianco. Avanti senza timore”. (n°3264 09.01.2010)

“Non rifiutate. Aprite i vostri cuori ai Miei appelli”. (n°3266 14.01.2009)

“Non abbiate timore. Nella grande e finale tribolazione quelli che si consacrano a Me saranno protetti”. (n°3263 07.01.2010)

L’apparizione-guida rimane comunque Medjugorje e fino a quando non inizierà la rivelazione dei segreti abbiamo in mano poche certezze. In altri luoghi di apparizioni sembra che il Cielo voglia fare delle anticipazioni e spesso eventi vengono preannunciati. Un esempio, il messaggio dato a Paratico il primo gennaio 2010. Il problema dei tempi di realizzazione delle profezie, in vista del tanto sospirato tempo nuovo, rimane comunque sempre un tormentone.

Tenere presente che i veggenti non sono infallibili e i doni di Dio sono affidati alla fragilità umana. “La nostra conoscenza è imperfetta e imperfetta la nostra profezia”. (1 Cor 13,9) – “Esaminate ogni cosa, tenete ciò che è buono.” (Ts1 5, 22) – L’abate René Laurentin ha catalogato oltre 2400 apparizioni. Per la difficoltà a discernere nei messaggi carismatici vedere appunti e riflessioni dei teologi. Laurentin: I veggenti, ponti fra due realtà.

Dal 2001, Myriam Corsini – nota anche come “Veggente di Carbonia”, dalla località sarda in cui vive – è stata scelta da Dio per essere testimone del piano di Dio che sta per giungere a compimento, e ad Ella dal 2004 Gesù e talvolta la Madonna comunicano giornalmente il loro Dire. I messaggi della primavera 2010, perfettamente in linea nella sostanza e complementari ai Messaggi della Madonna di Anguera sono – ed anche qui l’analogia temporale è perfetta – molto forti e annunciano a breve tremende catastrofi e il ritorno di Dio: Messaggio del 27.04.2010

“Non c’è tempo da perdere, il tempo è finito! Gesù deve anticipare il Suo ritorno perché ora si manifesterà la rivoluzione sulla Terra nel disastro che a breve vedrete. Tutto divamperà in un incendio mondiale, la Terra tremerà tutta, perché il fuoco uscirà dalle sue viscere per distruggere la natura tutta [..] Non saranno giorni che di miseria infinita e distruzione.“

Messaggio del 19.04.2010

“L’ora è giunta, il buio scenderà ora completamente a coprire tutta la Terra, il mondo verrà avvolto in una nube di fumo e non vedrete che l’orrore di ciò che si scatenerà. La furia di satana sarà su di voi o figli, voi che non avete voluto ascoltare l’urlo del vostro Dio Amore che vi richiamava a Lui per salvarvi. [..] L’inferno si scatenerà sulla Terra, la vostra paura sarà grande perché solo allora capirete di aver sbagliato tutto, che la vostra vita poteva essere salvata, invece voi l’avete venduta per nulla! Per avere che? Non avete saputo accogliere il grido disperato del vostro Dio che vi diceva di rientrare in Lui, perché satana vi stava traviando e vi stava portando nella sua rete mortale, ma voi non avete creduto a Gesù, avete preferito ascoltare colui che vi ucciderà. [..] Capiterà presto, perché questa è l’ora segnata, scritto è sul Libro questo tempo che ora si manifesterà!”…..

Al seguente link possiamo leggere i diversi messaggi del suddetto veggente di Carbonia

http://www.lultimopapa.it/messaggi_vegg ... rbonia.htm

tra i quali "La vita terrena si ferma qui, non c’è più tempo, ora tutto succederà!" il quale si presta a innumerevoli considerazioni ulteriori: La fine dell'illusione della realtà fisica (vita terrena) e il raggiungimento di una consapevolezza "astrale" (apocalisse = rivelazione)

Fonte: http://altocasertano.wordpress.com/2012 ... economica/



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Rosa_Rossa ha scritto:

Non tutti, in ambito cattolico, credono nella venuta intermedia, prima dell'ultima venuta, ossia quella che rappresenta il Giudizio Finale.

Ma se dovessimo attenerci all'Apocalisse di Giovanni, il Figlio dell'uomo, il vivente, il primo e l'ultimo non ha connotati tanto gentili né dimessi; egli possiede le chiavi della morte e dell'Ade, indossa un mantello intriso di sangue e batte le genti con verga di ferro.

Ora, si fa presto ad amare l'agnello, chi si immola volontariamente. Ma quanti ameranno questo signore oscuro?

Quanti?

Pochi. E pochi lo riconosceranno.



Interessante osservazione quella di Rosa Rossa che apre diversi interrogativi sul fatto che potremmo erroneamente, qualora si dovesse realizzare la profezia apocalittica della parusia, identificare il "Cristo" di turno come un nostro nemico.

Alla seconda venuta del Cristo, degli Antichi Dei, della Consapevolezza, (chiamateli come volete) potremmo essere portati a combattere questa "figura" descritta nella parusia se non la riconoscessimo in tempo utile, guidati ingannevolmente dal Grande Inganno ordito dai Rettiliani, dagli Arconti, da Satana, dal Player C (chiamateli come volete... ma per favore non chiamatelo Lucifero in rispetto alla mia visione gnostica della cosa)

O forse, la "parusia", è da intendersi come un fenomeno quotidiano e continuo nella vita di ciascuno di noi...

C'è da rifletterci a lungo su questo!

[;)]



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MessaggioInviato: 23/08/2013, 10:40 
La domanda sottintesa in questo thread è se fossimo in grado di riconoscere il Cristo, il Messia o più in generale il Salvatore, nell'eventuale suo ritorno.

Il poterlo RI-CONOSCERE significa avere avuto la possibilità di CONOSCERE lui.

Limitandoci alla figura familiare di Gesù Cristo noi abbiamo la possibilità di conoscerlo attraverso il suo messaggio e i suoi insegnamenti.

L'istituzione preposta a insegnare il vangelo nel mondo cristiano cattolico è la Chiesa. Ma siamo certi che ciò che ci insegna la chiesa cattolica romana sia esattamente quanto tramandato dal Cristo migliaia di anni fa?

Se l'insegnamento fosse sbagliato ciò rischierebbe di precluderci la possibilità di RI-CONOSCERE poichè in realtà il nostro CONOSCERE è solo parziale, se non addirittura errato.

Per questo motivo io ritengo che è compito e responsabilità INDIVIDUALE, approfondire e studiare gli insegnamenti di Gesù Cristo, anche allargando la propria veduta ad altre realtà, di modo da ottenere quella CONOSCENZA necessaria per potere essere pronti alla parusia.

La chiesa di Roma lo considera una eresia, ma è proprio il pensiero gnostico a puntare l'attenzione su un pensiero di CONOSCENZA invece che su un cammino di FEDE per potere giungere alla SALVEZZA.

E forse, per assurdo, per CONOSCERE veramente Gesù Cristo dobbiamo integrare il nostro sapere con quello di altre culture e religioni, poichè, essendo il messaggio di Salvezza un messaggio UNIVERSALE, non può essere limitato a una sola interpretazione del mondo come quello da parte CATTOLICA.

Il Buddismo, l'Induismo e Gesù

Io le considero, Induismo e Buddismo, 'la madre' di tutte le religioni, sia per la datazione dei testi per prima cosa, sia per il fatto che se leggi i filosofi, (che brutta parola filosofo, mica si mangia con la filosofia, mica produce denaro, ergo è inutile, e si vede, eccome se si vede, basta passeggiare per le città), in ogni modo, partendo da Eraclito di Efeso in particolare, visto che è stato uno dei più importanti presocratici.

http://it.wikipedia.org/wiki/Eraclito,

Si deve ricordare che a quell'epoca si commerciava con le Indie e oltre alle merci arrivavano anche le ideologie, un po come noi dall'America dopo la seconda guerra mondiale, abbiamo importato anche lo stile di vita oltre alle merci. I pensieri dell'Asia minore di quei tempi si sono poi sviluppati nella filosofia di Socrate, trovando il culmine in Platone.

Basta leggere Platone e i vangeli, cosa predicava Gesù, per capire le similitudini del pensiero. Poi la chiesa ha creato quell'immagine orribile di un uomo che viene crocifisso, della serie Colpisci uno per educarne cento. Non soffermarsi ai quattro vangeli imposti e ritoccati dalla chiesa, ma, quelli mai presentati e mai resi popolari quanto i primi, salterà subito all'occhio quanto abbiamo in comune con i testi sacri Indiani, i Veda, migliore in assoluto è l'ultima parte dei Veda, secondo me, le meravigliose 'Upanishad'.

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Pensate poi che , i Padri della Chiesa cristiana, come Origene o S. Girolamo, padre della prima versione ufficiale della Bibbia nel '300, parlavano della reincarnazione. Fonti PARALLELO fra BUDDHA e GESU', http://www.mednat.org/religione/gesu_budda.htm,
e Cristianesimo gnostico e buddismo

http://www.buddhachannel.tv/portail/spi ... rticle4050

Il pensiero orientale è senz'ombra di dubbio superiore al nostro, basti pensare che in India un quarto della popolazione con il Q.I. più alto, arriva a essere quasi quanto l'intera popolazione degli Stati Uniti d'America, e quando parliamo di India non possiamo non pensare a Siddharta, agli asceti .

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http://fintatolleranza.blogspot.it/2011 ... -gesu.html



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MessaggioInviato: 01/01/2014, 13:42 
Se lo dice lui... [:D]

Il Papa: “Siamo nei tempi ultimi, in cui si compirà ciò che Gesù ha rivelato”

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Il 2014 che inizia “è un ulteriore passo verso la meta che sta davanti a noi: una meta di speranza, una meta di felicità, perché incontreremo Dio, ragione della nostra speranza e fonte della nostra letizia”. Lo ha affermato Papa Francesco nell’omelia pronunciata ieri pomeriggio in San Pietro in occasione del “Te Deum” di fine anno.

“Dobbiamo – ha esortato – raccogliere, come in una cesta, i giorni, le settimane, i mesi che abbiamo vissuto, per offrire tutto al Signore”. “Domandiamoci – ha suggerito il Pontefice – come abbiamo vissuto il tempo che Lui ci ha donato?”.

”Lo abbiamo usato – ha continuato Francesco – soprattutto per noi stessi, per i nostri interessi, o abbiamo saputo spenderlo anche per gli altri?”. “Quanto tempo – si è chiesto inoltre ad alta voce il Papa – abbiamo riservato per ‘stare con Dio’, nella preghiera, nel silenzio, nell’adorazione?”.

Nell’omelia di fine anno, Bergoglio ha poi sottolineato che siamo già nei “tempi ultimi”, dopo i quali il passaggio finale sarà la seconda e definitiva venuta di Cristo. “Con Gesù – ha concluso il Pontefice – è venuta la ‘pienezza’ del tempo, pienezza di significato e pienezza di salvezza. E non ci sarà più una nuova rivelazione, ma la manifestazione piena di ciò che Gesù ha già rivelato”. La visione biblica e cristiana del tempo e della storia, infatti, “non è ciclica, ma lineare: è un cammino che va verso un compimento“.

Frasi “misteriose”, che potrebbero presagire un anno nuovo di fondamentale importanza per l’umanità intera e che lasciano spazio a varie interpretazioni.

http://www.resapubblica.it/evidenza/il- ... -rivelato/



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