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 Oggetto del messaggio: La Torre di Babele. Linguaggio universale
MessaggioInviato: 14/07/2012, 12:51 
Per introdurre il tema oggetto del presente scritto, prendo a prestito quanto sostenuto nell’opera di Biglino.

Fonte: http://www.bibbia-alieni.it/?tag=torre-di-babele

Cita:
La “torre di Babele” e “Sodoma e Gomorra” secondo le tavolette sumeriche

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Nelle tavole sumeriche vengono raccontati anche altri eventi che saranno ricopiati per la costruzione della Bibbia, come nel caso della torre di Babele, che troviamo nella tavola K.3657 della biografia di Marduk, sgradito al dio Enlil per la sua pretesa regale.

In questa tavola si parla dell’esilio di Marduk e del suo ritorno nelle terre di Canaan, grazie all’aiuto del figlio Nabu, al fine di raggruppare i suoi seguaci per dirigersi in Mesopotamia e costruire una grande torre a gradoni, o “Esagila” (Casa del grande dio).

Questo provocò la reazione del dio Enlil che lo prese come un affronto, in quanto quelle terre erano sotto il suo dominio e di quello del figlio Ninurta. Enlil dopo aver chiesto invano aiuto al padre Anu e alla madre di Marduk, Damkina, decise per un intervento militare, che riprendiamo dal testo sopra citato: durante la notte il signore del cielo [Enlil] scese sulla terra, ma gli uomini contro di lui si scagliarono. Egli rase allora al suolo la città, e il suo comando fu che fossero dispersi e le loro menti confuse.

L’intervento fu decisivo, in quanto se Marduk e suo figlio fossero riusciti a costruire lo Ziggurat, o torre di Babele, il cui vero significato è “Porta degli dèi” (BAB.ILU), essi avrebbero aperto un varco di accesso al dominio delle terre mesopotamiche sotto il controllo della fazione enlilita, con vari templi dedicati al dio Enlil, Ninurta, Ishkur, Inanna e Utu.

Il plagio biblico è anche in questo caso evidentissimo; infatti nella Bibbia leggiamo in Genesi:
1 Tutta la Terra aveva una sola lingua e le stesse parole.
2 Emigrando dall’oriente gli uomini capitarono in una pianura nel paese di Sennaar e vi si stabilirono.
3 Si dissero l’un l’altro: «Venite, facciamoci mattoni e cuociamoli al fuoco». Il mattone servì loro da pietra e il bitume da cemento.
4 Poi dissero: «Venite, costruiamoci una città e una torre, la cui cima tocchi il cielo e facciamoci un nome, per non disperderci su tutta la Terra».
5 Ma il Signore scese a vedere la città e la torre che gli uomini stavano costruendo.
6 Il Signore disse: «Ecco, essi sono un solo popolo e hanno tutti una lingua sola; questo è l’inizio della loro opera e ora quanto avranno in progetto di fare non sarà loro impossibile.
7 Scendiamo dunque e confondiamo la loro lingua, perché non comprendano più l’uno la lingua dell’altro».
8 Il Signore li disperse di là su tutta la Terra ed essi cessarono di costruire la città.
9 Per questo la si chiamò Babele, perché là il Signore confuse la lingua di tutta la Terra e di là il Signore li disperse su tutta la Terra (Genesi 11: 1-9).

Gli elementi in comune con le tavole sumeriche sono:
1. la costruzione di una città con una torre;
2. l’appello di Yahweh ad altri dèi;
3. la distruzione della torre;
4. la dispersione del popolo in varie terre;
5. la confusione dalle menti di Enlil e delle lingue di Yahweh.


Interessante è leggere alcuni elementi dell’esegesi cristiana e di quella ebraica per capire perché gli Enliliti fossero contrari alla “realizzazione” della Torre, tanto da volerla distruggere.

Gli ebrei collegano la costruzione della Torre alla conoscenza di alcuni segreti, precedentemente posseduti esclusivamente da dio, che alcuni uomini dell'epoca utilizzarono tramite la stregoneria, cosa non ammessa, per governare gli angeli che dovevano unicamente sottostare alla Volontà divina.

Quegli uomini che commisero questa trasgressione vollero poi attaccarsi al potere delle stelle e delle costellazioni per dirigerlo verso il Mondo Inferiore ed utilizzarlo a proprio piacimento senza alcuna adesione all'Onnipotenza divina.
Fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Torre_di_Babele

Un Midrash, nel testo di Bereshit Rabbah, racconta che gli uomini colpevoli del peccato di sfida nei confronti di Dio con la Torre di Babele vennero trasformati in scimmie, metafora, secondo il Progetto Atlanticus, di un ritorno allo stato ‘animale’ dell’uomo di cui alle sue origini, prima di essere “ibridato” con l’aspetto divino.

Penso sia superfluo poi ricordare che l'ideatore e l'architetto della torre di Babele più accreditato sia Nimrod. Quello stesso Nimrod pronipote di Noè, descritto come un gigante, un uomo potente, che propose agli uomini l’adorazione del Fuoco, trasmettendo – in qualche modo – agli uomini l’arte della cottura; insomma, un precursore dell’Alchima, se non addirittura uno dei primi ‘insegnanti’ dell’Arte e per questo così importante nel mondo esoterico-massone tanto da essere considerato come il “primo massone”.

Nella simbologia cristiana, inoltre pare significativo che, durante la Pentecoste, gli apostoli grazie al dono dello Spirito Santo, tornino ad essere comprensibili da popoli parlanti lingue diverse, vincendo così la spaccatura originata a Babele descrivendo un Gesù Cristo che si pone all’antitesi dell’azione di Yahweh decine di migliaia di anni prima.

La Torre di Babele viene infatti costruita subito dopo il Diluvio Universale, in un tempo in cui gli uomini parlavano tutti la stessa lingua, essendosi appena terminata quella magnifica esperienza socio-economico-politica (ma non solo) rappresentata dal modello sociale enkilita di Atlantide.

Osserviamo ancora una volta pertanto la figura di Gesù Cristo come colui che viene a terminare l’opera di Enki e il suo sogno di una società umana perfetta e in perfetta armonia con il proprio spirito e la natura di Gaia-Terra, in antitesi dunque con il Yahweh enlilita che al contrario interviene temendo i rischi di una società umana organizzata.

Ma il patto era stato sottoscritto anche da Enlil, patto di concessione a scadenza dell’insieme di sovranità del pianeta all’uomo dopo il diluvio. (parte di sovranità oggi cedute dall’uomo ad altre forze… ma questa è un’altra storia)

Poi Dio parlò a Noè e ai suoi figli con lui dicendo: «Quanto a me, ecco, stabilisco il mio patto con voi, con i vostri discendenti dopo di voi e con tutti gli esseri viventi che sono con voi: uccelli, bestiame e tutti gli animali della terra con voi; da tutti quelli che sono usciti dall'arca, a tutti gli animali della terra. Io stabilisco il mio patto con voi; nessun essere vivente sarà più sterminato dalle acque del diluvio e non ci sarà più diluvio per distruggere la terra».
http://www.ufoforum.it/topic.asp?TOPIC_ID=12280
http://www.ufoforum.it/topic.asp?TOPIC_ID=12199

Patto che prevedeva l’intervento degli enkiliti per consegnare nuovamente una piccolissima porzione di quelle antiche tecnologie e conoscenze proprie del periodo atlantideo affinchè l’umanità potesse riavviare la propria società senza il rischio di estinguersi.

Nasce la civiltà umana ‘moderna’, così come descritto nell’articolo “Le origini dell’uomo moderno” nel quale tra le altre cose si sostiene la tesi di Kramer che vede i Sumeri come antenati del popolo ebreo,
http://www.ufoforum.it/topic.asp?TOPIC_ID=12199
dando pertanto spiegazione alle fortissime analogie tra la Bibbia e i testi sumeri come appunto "Enmerkar e il signore di Aratta".

Enmerkar è un re leggendario che la lista reale sumerica colloca tra i mitici sovrani della I dinastia di Uruk. Lista ripresa da quel Beroso contemporaneo di Alessandro Magno Berosso - che sosteneva di poter consultare tavolette che riportavano osservazioni astronomiche di cinquecentomila anni addietro.

Ma gli enkiliti, tra cui ovviamente Nimrod, in quanto nipote di Noè, esagerarono, trasmettendo anche una serie di conoscenze (che oggi chiamiamo alchemiche, esoteriche) che non erano previste nel patto originale e che permisero la costruzione della Torre di Babele e di ciò che essa rappresentava, ovvero una nuova e ricostituita Atlantide, un Nuovo Ordine Mondiale, guidato però dalla ‘luce’ di una conoscenza universale che Enki avrebbe voluto condividere con tutta l’umanità e tutti gli elementi di questa e pertanto ‘positivo’.

Solo molto dopo il corrotto carattere dell’uomo farà sì che un ristrettissimo gruppo di persone utilizzerà queste stesse conoscenze per realizzare il dominio totale sul resto dei loro simili: il NWO ‘negativo’ che siamo purtroppo abituati a conoscere.

Ma per Enlil tutto questo era un rischio troppo grande. L’umanità sarebbe stata lasciata da sola da lì a qualche migliaio di anni e, come sostenuto nel libro “Genesi di un enigma”, gli enliliti temevano che gli uomini non sarebbero mai stati in grado di autogestirsi in modo armonioso con la natura e lo spirito, ancor meno se in possesso di determinate conoscenze/tecnologie.

Quindi decide di intervenire, riducendo le concessioni fatte da Enki, distruggendo la Torre e confondendo le menti, ovvero facendo perdere la conoscenza di quel linguaggio universale ricordato in Genesi con la dicitura “Tutta la Terra aveva una sola lingua e le stesse parole”. La decisione di Enlil sancita nel patto fu che l’uomo doveva partire da zero, dall’agricoltura e da società primitive e non già in possesso di tecnologie e conoscenze così avanzate diffuse universalmente attraverso l’uso di un linguaggio altrettanto universale.

E quale è il linguaggio universale per eccellenza? La matematica.

Diversi aspetti della cabala ebraica sono legati ai numeri. Il nome Qabbalah in ebraico significa dottrina ricevuta, tradizione. Ad ogni nome veniva associato un numero ed ad ogni numero un significato metafisico. Si dice che nel mondo ci sono solo 36 cabalisti e che, tramite la Cabala, essi possano operare dei prodigi. Infatti, qualsiasi nome, con il suo suono, può produrre delle vibrazioni nel nostro spirito tali da provocare eventi soprannaturali. Addirittura, chi conosce il vero nome di Dio, pronunciandolo, può provocare prodigi e miracoli. La Cabala associa ad ogni nome un valore numerico e tale valore numerico ha una valenza ed una vibrazione metafisica.

Se vogliamo cercare una vera origine della Cabala, noi la troviamo all'esterno dell'Ebraismo, in Pitagora di Samo (588-500 a.C.) e la sua scuola numerologica di Crotone.

Matematica che è strettamente collegata al concetto di ‘sezione aurea’, così tanto caro agli architetti e scultori del periodo classico, ma anche agli artisti rinascimentali come Leonardo da Vinci
http://www.ufoforum.it/topic.asp?whichp ... _ID=231265

Ma soprattutto tanto cara alle prime logge di costruttori e scalpellini coinvolti nella costruzione delle cattedrali gotiche.
http://www.ufoforum.it/topic.asp?TOPIC_ID=12273

Matematica le cui applicazioni sfociano in una società tecnologicamente avanzata nell’industria informatica, il che ci porta con il pensiero a computer internet e a concetti come villaggio globale.

E’ allora possibile che il riferimento biblico a una unica lingua e a un unico popolo fosse in qualche modo legato anche alla possibilità che, prima dell’intervento di Enlil di distruzione della Torre di Babele, Noè e la sua gente, sbarcata dall’Arca, avesse tecnologie simili? D’altronde se pensiamo al fatto che costoro provenissero direttamente dall’avanzata civiltà madre antidiluviana mi sembra impensabile che nessuno di loro si fosse portato dietro l’equivalente del nostro MAC … voi non vi portereste dietro il vostro portatile se vi dicessero che il mondo sta per finire?!

Enlil, temendo da sempre che il sapere alchemico-esoterico potesse venire utilizzato in modo malvagio dagli esseri umani, troppo legati all’aspetto animale del loro essere, cerca di limitare i danni, togliendo il supporto del linguaggio universale, la matematica e le sue applicazioni alchemiche ‘scientifiche’ (p.es. architettura) e ‘magiche’ (cabala)
Ovviamente non vi è riuscito del tutto, poiché taluni iniziati hanno mantenuto il segreto concesso da Enki. Come poi questo segreto venne utilizzato, a volte per il progresso dell’uomo, a volte per il dominio dello stesso, è scritto nella nostra storia, la stessa storia che sto cercando di analizzare e descrivere nelle pagine del Progetto Atlanticus.

Di certo vi è un fatto… ci sono oggi alcuni organismi che nella loro simbologia si rifanno all’epopea di Nimrod e al mito della Torre di Babele

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Facendo riferimento alla possibilità di utilizzare i segreti esoterici per il progresso o per il dominio sul mondo, lascio a voi il commento su quali scopi queste persone possano avere…



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MessaggioInviato: 14/07/2012, 13:22 
Complimenti Atlanticus, ottimo post. [;)]



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MessaggioInviato: 14/07/2012, 22:35 
molto interessante



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MessaggioInviato: 18/07/2012, 16:07 
Un esempio di quello che chiamo "linguaggio universale" - l'interdipendenza tra:

- la sequenza di fibonacci
- la sezione aurea
- i frattali

ovvero l'armonia dell'intero creato in un numero, il phi, approssimato a 0,618

La sezione aurea fu studiata dai Pitagorici i quali scoprirono che il lato del decagono regolare inscritto in una circonferenza di raggio r è la sezione aurea del raggio e costruirono anche il pentagono regolare intrecciato o stellato, o stella a 5 punte che i Pitagorici chiamarono pentagramma e considerarono simbolo dell’armonia ed assunsero come loro segno di ricoscimento , ottenuto dal decagono regolare congiungendo un vertice si e uno no . A questa figura è stata attribuita per millenni à un’importanza misteriosa probabilmente per la sua proprietà di generare la sezione aurea , da cui è nata .

Infatti i suoi lati si intersecano sempre secondo la sezione aurea:
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La Sezione Aurea, in quanto legge strutturale del corpo umano,ha conosciuto in Leonardo da Vinci (1452/1519) un geniale assertore , avendo collaborato con i suoi schizzi alla stesura del trattato "De Divina proportione" (Venezia,1509) di Luca Pacioli.

A partire dal Rinascimento la Sectio Aurea acquista il crisma della bellezza estetica. Secondo Luca Pacioli ed Albrecht Dürer, la SectioAurea o numero d'Oro, era elemento proporzionale analogico tra la figura umana e la natura oggettiva.


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La sezione aurea è il segmento medio proporzionale tra la lunghezza di tutto il segmento e la parte rimanente. Ripartizione di un segmento in due parti, che stanno tra loro come la maggiore (a) sta al segmento intero (1); utilizzando i simboli si ha: 1:a=a:b.
a : x = x : (a - x) da cui a(a - x) = x² da cui il valore positivo di x = 0,618...

Il matematico pisano Leonardo Fibonacci fu ricordato soprattutto per via della sua sequenza divenuta ormai celeberrima. L’uso della sequenza di Fibonacci risale all’anno 1202. Essa si compone di una serie di numeri (0,1,1,2,3,5,8,13,21…).
Tra i numeri di questa successione esiste una relazione per cui ogni termine successivo è uguale alla somma dei due immediatamente precedenti. Più importante dal nostro punto di vista è però il fatto che il rapporto tra due termini successivi si avvicini molto rapidamente a 0,61:
1:2=0,500 8:13=0,615
2:3=0,667 13:21=0,619
3:5=0,600 21:34=0,618
5:8=0,625 34:55=0,618
Sappiamo infatti che 0,618 è il rapporto della sezione aurea. Per altra via si giunge ad analoghe conclusioni. Se infatti dividiamo un segmento di lunghezza 1 in una parte maggiore x e in una parte minore 1-x tale che

(1-x) : x = x : 1

poichè nelle proporzioni il prodotto dei termini estremi è uguale al prodotto dei medi:

x² = 1- x cioè x² + x - 1 = 0

possiamo ricavare il valore positivo di x = 0,618

La cosa fenomenale è queste regole matematiche permeano l'intero universo come se fosse il batch fondamentale di un immenso software.

In botanica, la disposizione a frattali degli elementi che compongono le foglie degli alberi, seguono un diagramma logaritmico analogo ai suoni emessi da un monocordo. A dimostrazione di tale tesi, lo studioso svizzero Hans Kayser pubblicò , nel 1943, un testo di ben 324 pagine per comprovare l'esattezza di tale affermazione, sia dal punto di vista culturale che matematico.

Sebbene l'universo frattale sia stato scoperto in chiave moderna da Benoit B. Mandelbrot, nel 1975, la sua storia appartiene alle conoscenze esoteriche dell'antico Egitto e pertanto, alla filosofia orfica e pitagorica.

Già dai tempi arcaici dell'antico Egitto, infatti , si assumeva l'organicismo della Natura e le sue leggi numeriche come fattori essenziali che preesistono a tutti gli eventi, i quali seguono sempre il medesimo divenire.

Tutti i pianeti interni distano dal Sole nelle proporzioni della successione (Sole 1, Mercurio 1, Venere 2, Terra 3, Marte 5); e quelli esterni distano ugualmente da Giove (Giove 1, Saturno 1, Urano 2, Nettuno 3, Plutone 5); mentre la distanza fra Marte e Giove (confini dei due blocchi) è pari ad un decimo di quella fra il Sole ed il decimo e ultimo più importante corpo astrale del Sistema Solare: Plutone. Il perché di tutto questo è tuttora indimostrato, non potendo certo esser frutto di stocastica cosmica.

Fonte: http://www.sectioaurea.com/sectioaurea/ ... aurea2.htm

La proporzione aurea si può evidenziare in tutti i regni della natura, perciò questa sua polivalenza la fa assurgere all’altezza di “archetipo”.

Storicamente le prime applicazioni del Rapporto Aureo risalgono agli antichi Egizi. Nella stele del re Get, proveniente da Abido (antica capitale dell' Egitto nel periodo predinastico) ed oggi al Louvre, si osserva al centro un rettangolo aureo, nella cui parte bassa il quadrato costruito sul lato più corto, sezione aurea di quello più lungo, contiene la città mentre nella parte rimanente, che per quanto visto sopra è ancora un rettangolo aureo, è riportato il serpente simbolo del re. Il reperto risalirebbe alla prima dinastia, quindi a quasi 5000 anni fa.

La base della grande piramide è un quadrato di 230,45 metri. L’altezza è h =146,73 metri. Da questi valori, usando il teorema di Pitagora, ricaviamo per l’ipotenusa del triangolo AOT una lunghezza s di 186,54 metri. Perciò s/a = 186,54/115,22= 1,618

Dall’infinitamente piccolo all’infinitamente grande: tutto sembra regolato da perfezioni matematiche, da precisi calcoli predefiniti, applicati dalla piccola chiocciola che vive nel sottobosco all’immensa galassia a spirale che contiene miliardi di stelle

Una volta pervenuti alla consapevole scoperta che esistono leggi di armonia universale ci si può domandare come è possibile applicarle per un perfezionamento umano e spirituale e se i segreti della matematica e la sua potente capacità predittiva legata allo sviluppo di modelli matematici non sia stata utilizzata per scopi contrari al comune interesse degli uomini.



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MessaggioInviato: 09/09/2012, 23:31 
Il nome di Babilonia deriva dall'ebraico Babel, mentre in babilonese si diceva Babilu che significa "Porta del dio", o "Porta degli dèi". I greci la chiameranno Babilon, da cui Babilonia.

Dopo la descrizione del Diluvio, la Bibbia conclude [Genesi 10, 32]:

"Da esse, dopo il diluvio, sono sorte le nazioni sparse nel mondo". Seguiamo in Gen. 11, 1-9 il testo Biblico relativo alla distruzione della Torre di Babele:

"Un tempo tutta l'umanità parlava la stessa lingua e usava le stesse parole. Emigrati dall'oriente gli uomini trovarono una pianura nella regione di Sennaar e vi si stabilirono. Si dissero l'un l'altro:

"Forza! Prepariamoci mattoni e cuociamoli al fuoco!".

"Pensarono di adoperare mattoni al posto delle pietre e bitume invece della calce. Poi dissero: "Forza! Dunque! Costruiamoci una città! Faremo una torre alta fino al cielo! Così diventeremo famosi e non saremo dispersi in ogni parte del mondo!".

"Il Signore scese per osservare la città e la torre che gli uomini stavano costruendo. Disse: "Ecco, tutti quanti formano un sol popolo e parlano la stessa lingua. E questo non è che il principio delle loro imprese! D'ora in poi saranno in grado di fare tutto quel che vogliono! Andiamo a confondere la loro lingua: così non potranno più capirsi tra loro".

"E il Signore li disperse di là in tutto il mondo; perciò furono costretti a interrompere la costruzione della città. La città fu chiamata Babele (Confusione) perché fu lì che il Signore confuse la lingua degli uomini e li disperse in tutto il mondo".

Risulta da ciò l'evidente "dispersione" dei popoli in tanti frammenti di un mosaico. Questi frammenti, oltre a "confondere" le lingue, hanno "confuso" l'unità storica del mondo esistente prima del Grande Diluvio. I popoli, dispersi nel tempo e nello spazio, ci hanno trasmesso, da visuali differenti, cronache e racconti veri, con date affidate prima alla memoria, solo molto più tardi alla scrittura.
La confusione persiste ancora. Sappiamo però che molta parte di storia deve essere ricondotta al "vertice "piramidale che segna l'inizio del tempo nella civiltà atlantidea. Era il Ravana dell'Indo, portatore del nome dei faraoni, il costruttore di quella "Scala" proiettata nel cielo, il medesimo costruttore della Torre di Babele, anch'essa diretta alle sommità celesti?

L'indice delle Piramidi, puntato su Babilonia, lo farebbe presumere. Si tratta di correggere i tempi di questi avvenimenti? Se così fosse la Piramide farebbe retrocedere di colpo l'origine di Babilonia alla contemporanea esistenza di Atlantide, indicando in Babilonia stessa una parte della storia del Continente scomparso.

Gli storici mesopotamici, che affermano che "tutto dipende dal diluvio mesopotamico", trovano in quest'ultima scoperta la conferma della loro tesi. dovrebbero, però, far risalire quel diluvio al contemporaneo "scempio delle acque" concernente Atlantide, perché si tratterebbe del medesimo evento.

L'epopea del re Gilgamesh, con la quale è stato tramandato il diluvio mesopotamico prima, quello biblico poi, racconterebbe la fine della civiltà di Atlantide secondo la cultura e i nomi propri alla sua tradizione. Allo stesso modo sarebbe stato fatto dalla cultura ebraica.
Questi frammenti di storia, liberati dalla "confusione linguistica", si rivelano tessere di un mosaico, che è espressione dell'unica civiltà che abitava la Terra e che parlava una sola lingua: la Civiltà di Atlantide.

Fonte: http://www.atlantide.info/atlantis/atlantis_id_06.html

Forse non si trattava semplicemente della lingua usata nel parlato e nello scrivere come il nostro italiano o la più universale lingua inglese. Noi del Progetto Atlanticus siamo più convinti che si trattasse di un "linguaggio" universale. La differenza sembra irrilevante, ma in realtà è sostanziale, poiché presuppone l'esistenza di tecnologie a giustificazione della presenza di questo "linguaggio".

Anche oggi, nell'era dell'informatica e dell'elettronica, utilizziamo un linguaggio universale, senza nemmeno rendercene conto. Lo stiamo usando anche ora, mentre digitiamo questi post sui forum o mentre leggiamo le ultime notizie su internet: è il codice binario!

Ma nell'era di internet anche i protocolli TCP/IP possono essere interpretati come linguaggi universali, altrimenti la rete stessa non potrebbe funzionare.

Il linguaggio universale citato nel racconto biblico della Torre di Babele potrebbe essere interpretabile pertanto con una forma di tecnologia sulla quale si fondava la trasmissione di informazioni durante l'età dell'Oro... praticamente l'Internet di Atlantide, basato nella mia idea su un linguaggio macchina a sua volta costruito sulla logica matematica dei frattali applicata a una tecnologia quantica.

I campi di applicazione diventano infiniti e la potenzialità di un tale strumento concesso agli uomini del post-diluvio, della Rinascita Enkilita poteva essere pericolosa: per questo dio (Enlil?) decise di togliere questa prerogativa ai novelli padroni del mondo: gli uomini post età dell'oro.



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MessaggioInviato: 10/09/2012, 02:44 
Spettacolo, il collegamento linguaggio universale= matematica lo trovo di una ovvietà sconcertante e come tutte le le cose ovvie sono le più difficili da scorgere.
Leggendo questo post la prima cosa che ho pensato è stato: ma certo è OVVIO, mi si è accesa una lampadina anzi un segnale di allarme!

Se si considera il linguaggio universale come la capacità di trasmettere informazioni in un formato standard il tutto acquista una sua logica.

Se oggi improvvisamente perdessimo la possibilità di usare il linguaggio macchina (e quindi di trasmettere tutte le informazioni indipendentemente dalla provenienza e dalla lingua in un formato universale) il mondo finirebbe nel caos con la formazione ed il ritorno a piccole comunità locali (ecco che il Villalago globale finirebbe disperso in varie parti e le distanze tornerebbero ad essere un fattore discriminante) in cui col passare del tempo e delle centinaia di anni il ricordo di tale "capacità" sfumerebbe nel mito e si ne perderebbe anche la capacità di capire a pieno ciò che si è perso...
Assurdo, è davvero incredibile!

Complimenti.



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MessaggioInviato: 12/09/2012, 18:05 
Concordo.


Decisamente l' ipotesi che il linguaggio non fosse quello meramente verbale ma bensì uno davvero universale, scientifico, calza a pennello.

Del resto, un' opera di costruzione si può compiere parlando diverse lingue, finchè c'è chi capisce o traduce, ma non se manca il linguaggio comune scientifico.

Ecco perchè privati di quel linguaggio, non poterono che abbandonare la costruzione!


Fin da piccolo questo passaggio mi aveva sempre fatto arrovellare: se riferito a una lingua, non aveva senso!

Potevano arrangiarsi parlando più lingue, come da sempre nei cantieri di tutto il mondo.

E poi, come si cancellerebbe dalla mente di tutti la propria lingua? Assurdo il solo pensiero.


Invece, se il linguaggio comune era quello che Galileo non a caso definiva "lingua matematica", tutto torna.

Davvero ci hai acceso una lampadina in testa, caro Atlanticus. Complimenti ancora.

Su una cosa però non concordo: la natura della Torre.


Come dici essa era un mezzo d' accesso al mondo degli dei, ora grazie a te so che significava proprio "porta degli dei".

Ecco io ho sempre pensato che fosse appunto una rampa spaziale, o equivalente più avanzato.

Seguendo la ben nota equazione alla base della Paleoastronautica. [;)]


Ecco perchè gli "dei" erano tanto preoccupati da questa iniziativa. Come ho detto altrove, non volevano dividere la torta.

Ho sempre pensato che questi "dei" tanto minacciati dalla conoscenza umana, che li rendeva pari a loro, altro non sono che esseri evoluti.

E le scale di fuoco dei miti, sempre costruite e provvidenzialmente distrutte, con tutte le relative scalate al cielo, siano stati i tentativi degli abitanti della Terra di pretendere il loro posto lassù.


Tentativi sempre cassati dagli attuali signori....


Una nota su Nimrod, a questo punto. L' Alchimia è universalmente considerata l' antenata della... Chimica.

E sappiamo bene che cosa propelle un razzo... che fosse semplicemente questa la conoscenza alla base della "torre che punta al cielo"?

Io ho sempre pensato di sì.



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Per quanto possa essere buia la notte sulla Terra, il sole sorgerà quando è l' ora, e c' è sempre la luce delle stelle per illuminarci nel cammino.

Non spaventiamoci per quando le tenebre caleranno, perchè il momento più buio è sempre prima dell' alba.

Noi siamo al tramonto, la notte è ancora tutta davanti, ma alla fine il sole sorgerà anche stavolta. Quello che cambia, è quello che i suoi raggi illumineranno. Facciamo che domani sotto il Sole ci sia un mondo migliore.
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MessaggioInviato: 12/09/2012, 18:49 
Sicuramente o si trattava di un punto per il rifornimento di quella determinata fazione avversa a chi in quel momento deteneva o voleva detenere il controllo del pianeta (o dell'area, poteva sempre trattarsi di beghe locali tra 2 o più annunaki), basti pensare alle enormi piattaforme di balbeck o della spianata delle moschee in cui venivano parcheggiati i carri degli dei... Poteva non essere una semplice piattaforma in quel caso ma non "spazioporto"... Con la fantasia si vola facilmente ma qualche appiglio concreto pare esserci.



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MessaggioInviato: 12/09/2012, 22:57 
Riguardo la torre di Babele è interessantissima e piena di spunti anche l'interpretazione Ebraica, per la quale la costruzione della torre di Babele sembra a mio avviso assomigliare ad un rito Esoterico ove inoltre descritto quanto conosciuto come i Arconti...
E dopo il tentativo di creazione della Torre l'uomo fu regredito nuovamente a scimmia (Ingegneria genetica De-Evolutiva? )

Da Wiki...

"La tradizione esegetica ebraica spiega che alcune delle cause che comportarono la punizione per la sfida a Dio avvenuta con la costruzione della torre di Babele furono le seguenti:

Compreso il segreto delle lettere dell'alfabeto ebraico, sino a quel momento la sola lingua parlata e conosciuta, alcuni uomini dell'epoca utilizzarono il potere dei nomi di Dio tramite la stregoneria, cosa non ammessa, per governare gli angeli che, ministri divini, dovevano unicamente sottostare alla Volontà divina: infatti normalmente alcuni uomini vengono considerati superiori a certi angeli proprio per l'entità e la natura della propria anima ma, per questo peccato, vi fu una discesa morale e spirituale dovuta ad un precedente allontanamento da Dio.

Quegli uomini che commisero questa trasgressione vollero poi attaccarsi al potere delle stelle e delle costellazioni per dirigerlo verso il Mondo Inferiore ed utilizzarlo a proprio piacimento senza alcuna adesione all'Onnipotenza divina.

Essi vollero inoltre canalizzare l'energia divina del Nome eccelso nel Mondo e Dio impedì questo perché essi non avrebbero accettato le regole del Tiqqun nella Torah cercando così di compiere trasgressioni come se si fosse trattato di cose permesse. Se Adamo avesse mangiato dell'albero della vita dopo il frutto dell'albero della conoscenza del bene e del male avrebbe permesso che il male, anche nel suo mischiarsi con il bene, fosse stabile e duraturo; allo stesso modo i peccatori della torre di Babele avrebbero reso la trasgressione ambito di quanto permesso perciò Dio impedì che ciò accadesse.

I maestri commentano infatti dicendo che è bene per loro e per il Mondo che vi sia disunione sui malvagi mentre è buono per gli Zaddiqim e per il Mondo che su di loro (sugli Zaddiqim) vi sia unità.

Un Midrash, nel testo di Bereshit Rabbah, racconta che gli uomini colpevoli del peccato di sfida nei confronti di Dio con la Torre di Babele vennero trasformati in scimmie...."

Saluti!


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MessaggioInviato: 13/09/2012, 02:32 
Non lo so, sarà per pregiudizio sarà per ignoranza mia sul tema ma le ipotesi che parlano di parole pronunciate che danno potere o di energie divine (che forse io interpreto in maniera mistica forse) le reputo sempre un pò troppo inverosimili (non che ciò che ho scritto lo sia di più eh assolutamente heeheh ma mi sembra più "fattibile") e non riesco a farmele entrare in testa :|

Però leggendo tra le righe in fondo il senso è sempre lo stesso, a qualcuno ha dato fastidio la possibilità dell'uomo di accedere a conoscenze che avrebbero potuto metterli in competizione (o permettere ad una fazione avversa di usare l'uomo contro la controparte) con la genealogia al comando. E sono queste convergenze che mi fanno pensare che magari in fondo qualcosa di vero possa esserci indipendentemente dall'interpretazione più fisica che ne do io o quella più mistica che ne dai tu, no?



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MessaggioInviato: 13/09/2012, 08:49 
Concordo.

Si tratta di magia pura e semplice.

Devo ancora vederla per crederci.


L' ipotesi che la torre fosse una rampa non ti convince, e lo capisco, ma allora come spieghi il suo significato?


Bab.Ilu = Porta degli dèi. Era un accesso al mondo "divino", "celeste", più chiaro di così un primitivo non poteva spiegartelo.

E i mille miti delle "scalate al cielo" degli abitanti della Terra, dai mitici Titani fino all' Uomo?

La "scala di fuoco" che porta al cielo? Quando guardi la partenza di uno Shuttle dalla rampa infuocata, come la descriveresti ad un primitivo?


Secondo me qui c' è ben poco di fantastico....



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MessaggioInviato: 07/10/2012, 16:49 
Cita:
Aztlan ha scritto:

Concordo.

Decisamente l' ipotesi che il linguaggio non fosse quello meramente verbale ma bensì uno davvero universale, scientifico, calza a pennello.

Del resto, un' opera di costruzione si può compiere parlando diverse lingue, finchè c'è chi capisce o traduce, ma non se manca il linguaggio comune scientifico.

Ecco perchè privati di quel linguaggio, non poterono che abbandonarne la costruzione!



Perduta la capacità di codificare il linguaggio universale, e di conseguenza non riuscendo più ad accedere a fonti di informazione avanzate, magari archiviate in supporti tecnologici i popoli persero molteplici tipi di nozioni oltre a quelle di architettura direttamente connesse alla costruzione della Torre sulla cui natura ancora dobbiamo approfondire diversi aspetti.

Ma forse non tutti furono coinvolti nell'azione di "confusione delle lingue"...

Un esempio di quanto sopra potrebbe essere rappresentato dai ME sumeri.

I Me sono, nella mitologia sumera, delle forze impersonali che concorrono, insieme con gli dèi, a garantire l'ordine dell'universo. Hanno origine divina, e descrivono le regole e le leggi divine che stanno a fondamento dell'uomo, del suo divenire e della sua civiltà.

I Me erano circa cento, ma a causa dello stato di conservazione non sempre perfetto delle testimonianze a noi giunte, siamo in grado di elencarne solo meno di 70.

Nella mitologia, i Me sono custoditi dal dio degli oceani Enki, il quale, in un momento di ebbrezza, li cede alla dea Inanna, nipote di Enlil, suo fratellastro e superiore a tutti gli dei sulla terra. Ella, dopo aver superato molti ostacoli, ne fa dono ai suoi protetti, gli abitanti della città di Uruk, grazie ai quali essi accrescono il benessere e la prosperità della città.

Il riferimento a Uruk è oltremodo importante poiché sappiamo da precedenti ricerche i cui risultati sono stati presentati sulle pagine del Progetto Atlanticus che, secoli dopo, sarà proprio da Ur/Uruk che Abramo (di origine sumere) partirà alla volta di Harran da cui poi scenderà verso la Terra di Canaan mentre altri membri della sua tribù andranno a nord diventando i vari Shardana, Tuatha de Dana ricordati come i "popoli del mare".

Nelle loro peregrinazioni i discendenti di Abramo e le tribù di Dan, questi ultimi che vanno occupando intere regioni europee precedentemente occupate dagli indoeuropei, si portano dietro le conoscenze contenute nei Me, specialmente per quanto riguarda l'arte della guerra e della navigazione.

I Me non sono delle regole di vita; rappresentano quell'insieme di caratteristiche che rendono il mondo quello che è. Come si vedrà infatti, essi sono indifferentemente positivi e negativi; non vogliono definire un comportamento morale, ma riunire in sé tutto ciò che costituisce l'essenza stessa delle cose e degli uomini.

Essi sono:
- La sovranità
- La divinità
- La corona sublime e permanente
- Il trono reale
- Lo scettro sublime
- Le insegne reali
- Il sublime santuario
- La dignità di Pastore
- La regalità
- La Signoria durevole
- La Signora divina (dignità sacerdotale)
- L'Ishib (dignità sacerdotale)
- Il Lumah (dignità sacerdotale)
- Il Gutig (dignità sacerdotale)
- La Verità
- La discesa agli inferi
- La risalita dagli inferi
- Il Kurgarru (sorta di eunuco)
- Il Girdabara (sorta di eunuco)
- Il Sagursag (sorta di eunuco)
- Il vessillo delle battaglie
- Il diluvio
- Le armi (?)
- I rapporti sessuali
- La prostituzione
- La Legge (?)
- La calunnia (?)
- L'Arte
- La Sala del culto
- Lo Ierodulo del cielo
- Il Gusilim (strumento musicale)
- La musica
- La funzione di anziano
- La qualità di Eroe
- Il potere
- L'ostilità
- La rettitudine
- La distruzione delle città
- La lamentazione
- Le gioie del cuore
- La menzogna
- Il paese ribelle
- La bontà
- La giustizia
- L'arte di lavorare il legno
- L'arte di lavorare i metalli
- La funzione di scriba
- Il mestiere di fabbro
- Il mestiere di conciacapelli
- Il mestiere di muratore
- Il mestiere di panieraio
- La saggezza
- L'attenzione
- La purificazione sacra
- Il rispetto
- Il terrore sacro
- Il disaccordo
- La pace
- La fatica
- La vittoria
- Il consiglio
- Il cuore turbato
- Il giudizio
- La sentenza del giudice
- Il Lilis (strumento musicale)
- L'Ub (strumento musicale)
- Il Mesi (strumento musicale)
- L'Ala (strumento musicale)

In sostanza un insieme di conoscenze tecnologiche, scientifiche e filosofiche che comprendono la metallurgia, la politica, la musica e l'arte, descritti come piccoli oggetti codificati, simili a moderni dischetti per computer o a memorie ("chiavette") USB, che contenevano formule e abbracciavano tutti gli aspetti della scienza e della civiltà (come se mettessimo un'enciclopedia tipo l'Enciclopedia della scienza Rizzoli in una chiavetta USB e la consultassimo su un'altro pianeta).

Ma se i Me fossero stati davvero dispositivi tecnologici di archiviazione di massa dovevano necessariamente esistere altrettanti strumenti idonei alla lettura di questi supporti.

Forse con l'evento descritto nella Bibbia, il "protocollo" idoneo per leggere queste antiche "chiavette USB", non fu più appannaggio di tutti ma prerogativa di pochi - quegli stessi pochi che ancora oggi utilizzano il potere che deriva dal sapere per il dominio sul mondo.

Bibliografia
Samuel Noah Kramer, "I Sumeri", Newton, Roma, 1997 ISBN 88-8183-776-5
Michael Jordan, "Miti di tutto il mondo", Mondadori, Milano, 1998 ISBN 88-04-44879-2

http://progettoatlanticus.blogspot.it/2 ... umeri.html



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MessaggioInviato: 07/10/2012, 18:01 
Magari questi ME potevano contenere centiaia di terabyte di informazioni se fossero stati dei cristalli (qualcosa tipo i teschi di cristallo) in cui è possibile inserire una quantità di informazioni incredibilmente varia.

Ed è lecito pensare che questa gente venuta chissà da dove dovesse avere una banca dati o comunque dei punti di riferimento, manuali, specifiche da rispettare, regole a cui attenersi sia sociali che scientifiche insomma essendo una società dovevano avere regole anche loro (qualunque fossero) ed è scontato che fossero catalogate in qualche modo e quindi gestibili e accessibili a piacimento.

Questi supporti non dovevano essere nemmeno tanto grandi se pensiamo alle dimensioni degli smartphone odierni con una potenza di calcolo enorme. Quindi facilmente nascondibili\trafugabili\utilizzabili se, come penso, non fossero di uso comune ma appannaggio di poche persone come sarebbe logico desumere per quel che riguarda una tecnologia portata sulla terra e quindi non prodotta dagli uomini;
una volta persa la possibilità di usare questi dispositivi si è perso tutto.
E' un pò come una persona che non sa fare i calcoli, se gli dai la calcolatrice lo fa tranquillamente anche non conoscendone le regole, ma e per qualche ragione gliela si toglie, non è che egli perderà solo la capacità di fare di conto ma a cascata si perderà tutto ciò che da quella capacità dipende.
Il crollo della torre potrebbe essere anche questo e cioè il venir meno delle fondamenta su cui poggiava tutto e senza delle quali gli uomini del tempo non avevano in alcun modo la possibilità di accedere ed usare certe conoscenze.
Troppo cervellotica come cosa?



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MessaggioInviato: 07/10/2012, 18:29 
Cita:
Messaggio di Atlanticus81

Di certo vi è un fatto… ci sono oggi alcuni organismi che nella loro simbologia si rifanno all’epopea di Nimrod e al mito della Torre di Babele

Immagine

Facendo riferimento alla possibilità di utilizzare i segreti esoterici per il progresso o per il dominio sul mondo, lascio a voi il commento su quali scopi queste persone possano avere…


Ma no.... cosa dici.... è solo l'ennesima coincidenza..... [:246]



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"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

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Per niente. Sono perfettamente d' accordo con questa analisi. Ottimo lavoro, Atlanticus.

A questo punto ripeto la domanda: Chi erano questi "dei del cielo" che hanno tolto agli uomini ciò che gli dava la possibilità di ascendere al cielo?

Quanto alla possibilità che i supporti fossero in cristallo, non abbiamo abbastanza in mano per ipotizzare i dettagli della loro tecnologia, ma sicuramente è una delle soluzioni migliori e più resistenti.


A riprova, posto qui un link che attendevo di discutere in un topic apposito:


Hitachi crea i supporti eterni in vetro: resistono per milioni di anni e a temperature estreme.

http://www.tomshw.it/cont/news/hitachi-ha-inventato-il-supporto-di-memoria-per-l-eternita/39937/1.html

Piccolissimi quadrati multistrato incisi che si leggono col microscopio.


Ultima modifica di Aztlan il 07/10/2012, 18:37, modificato 1 volta in totale.


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