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 Oggetto del messaggio: Dal primo massone al falso culto di Maria
MessaggioInviato: 14/07/2012, 17:10 
Fonte: http://www.meetup.com/davidickeroma/mes ... ad=5229386

Menzogne Cristiane, il primo Massone, origini della Pasqua e il falso culto di Maria.

Guardando il documentario Zeitgeist appuriamo svariate analogie tra le antiche religioni pagane fondate sul culto solare e la dottrina Cristiana.

Ritengo Zeitgeist un buon prodotto in termini di analogie, parallelismi ed accostamenti storici-religiosi, dunque sono in accordo nel dire che le religioni in genere sono solo paganesimo riciclato e fondato sul culto dell’unica vera star, il Sole. Io semplicemente contesto a Peter Joseph, autore del documentario, la sua subdola inclinazione ad ostentare questa verità attraverso la forzatura di fatti storici per affermare la sua visione.

Un informazione sana e corretta non deve essere assolutamente forzata per affermarsi, quindi ripercorreremo insieme tali informazioni:

1 - La croce dello zodiaco simboleggia le 12 costellazioni dello zodiaco disposte nel loro ordine in senso circolare con il Sole al centro.

2 - Le antiche divinità come Horus, Mitra, Krishna, Attis, Dioniso e almeno un’altra ventina condividono le stesse caratteristiche di Gesù.

Concordo! Ma devo solo sottolineare una piccola forzatura, tutte le divinità citate nel documentario non condividono affatto gli stessi identici parametri di Gesu’, diciamo che ognuna di queste divinità condivide solo alcuni tratti col dio dei cristiani ma sarebbe errato affermare che tutte presentano la stessa identica storia.

Va inoltre fatta una precisazione importante riguardo la storia del Dio Sole degli egizi Horus in continua lotta col suo antagonista Seth che viene presentato in Zeitgest come suo fratello, questo è un errore grave e grossolano difatti qualunque fonte ci dice che Seth era lo zio di Horus, fratello di suo padre il Dio Osiride.

Ciò detto andiamo avanti con le suddette caratteristiche: nascita da una Vergine il 25 Dicembre, annunciata da una stella dell’est, o Stella Cometa, con tre re detti Magi al seguito, 12 apostoli, inizio del ministero a 30 anni, morte per crocifissione e resurrezione dopo 3 giorni.

3 - La stella Cometa è in realtà Sirio, la stella più splendente del cielo che il 24 Dicembre si allinea con le tre stelle più lucenti della cintura di Orione, chiamate anticamente, così come tutt’oggi, i “Tre Re”, e lo fa nel punto preciso in cui il 25 Dicembre nasce il sole o Gesù. La parola Magi, infatti, non vuol dire “maghi” ma “astrologi”, quindi ecco una nuova corrispondenza.

4 - La Vergine è un riferimento al pianeta Virgo, dal latino Vergine, detta infatti Virgo la Vergine. Virgo vine rappresentata da una vergine che tiene in pugno un covone di grano, e la si identifica con la lettera “M” stilizzata. Ecco perché i nomi delle madri vergini di tutti questi messia iniziano per “M”.

a tal proposito si veda anche Rennes Le Chateaux
Immagine


5 - Un altro fenomeno molto singolare si manifesta dal solstizio d’estate a quello d’inverno: le giornate diventano più fredde e corte, il sole scende verso sud, e giorno dopo giorno è sempre più piccolo e debole. Si tratta in pratica dell’avvicinarsi dell’inverno, quindi la fine dei raccolti, e questo processo per gli antichi era un cattivo presagio, era la morte del Sole.

Il 21 o 22 Dicembre (giorno del solstizio d'inverno) la morte si completava in quanto il Sole, avendo raggiunto il punto più basso nel cielo, smetteva totalmente di muoversi per 3 giorni. Durante questa sosta, il Sole rimaneva in prossimità della Croce del Sud, o costellazione Crux, nota per la sua forma appunto a croce. Finchè, il 25 Dicembre il Sole riprendeva a muoversi verso nord dando spazio a giornate più lunghe, calde e produttive in termini di raccolti.

Per cui si disse: “il Sole” è morto sulla “croce” per “3” giorni, poi è “risorto” per salvarci. Ma gli antichi non festeggiavano questa resurrezione fino all’equinozio di Primavera, ossia fino a quella che oggi chiamiamo Pasqua.

Condivido tutto tranne la storia della costellazione Crux alla quale Zeitgeist intende dare il merito della simbologia del Cristo crocifisso, in realtà Crux è una costellazione visibile dall’emisfero Australe e non ha nessuna vicinanza particolare col Sole in quei giorni. La vera ragione della simbolica crocifissione sta nel fatto che gli antichi si riferivano alla croce per indicare i 4 punti cardinali Nord, Sud, Ovest ed Est.

Si tratta in pratica dello stesso concetto della croce dello zodiaco con il sole al centro, dunque il Sole al centro della croce zodiacale rappresenta il Cristo sulla croce. E non ha nulla a che fare con la costellazione Crux.

Ma proseguiamo:

6 - La Pasqua non si festeggia mai lo stesso giorno, tutto dipende dell' equinozio primavera, il 21 o 22 marzo, da quel giorno si aspetta il primo plenilunio (la prima luna piena) dopodichè la domenica successiva è Pasqua. Quindi gli antichi aspettavano questo evento, la primavera, poiché solo allora il Sole da vita ai raccolti e si può parlare di vera “resurrezione”. I dodici apostoli, poi, sono le 12 costellazioni dello zodiaco che viaggiano assieme a Gesù-Sole che rinasce ogni giorno.

7 - Gesù e le altre divinità hanno cominciato il proprio ministero a trent’anni di età, questo perché il Sole entra in ciascun segno dello zodiaco ogni 30 gradi sull'orizzonte, gli antichi divisero infatti il cielo in 360 gradi e le 12 costellazioni dello zodiaco divennero l’unità di misura del cielo, nacque così l’ esigenza di dividerle in 30 gradi cadauna.

In virtu’ di ciò la costellazione che ospita il sole nel giorno dell'equinozio primaverile segnerà una nuova era, con un nuovo messia che inizierà il suo ministero al trentesimo anno d'età…o trentesimo grado dalla precedente costellazione.

Passiamo adesso alla massoneria che tanto ha sdoganato il culto solare.

Nimrod fu il primo Massone della storia, il primo sommo conoscitore della libera muratoria e delle arti geometriche finalizzate alle grandi costruzioni edili. Nimrod fu il primo sovrano della terra.

Le origini: Noè aveva un figlio, Cam, che a sua volta aveva un figlio di nome Cus, questi sposò una donna chiamata Semiramis (Semiramide) . Cus e Semiramis allora ebbero un figlio chiamato "Nimrod."

Nimrod visse nell’ultima parte del III millennio a.E.V., fondò Babilonia, capitale del primo impero politico umano. La costruzione di questa città s’interruppe però all’improvviso per l’impossibilità di comunicare. Gli scritti rabbinici fanno derivare il nome Nimrod dal verbo ebraico maràdh, che significa “ribellarsi”. Così il Talmud babilonese (Erubin 53a) afferma:
“Perché, allora, fu chiamato Nimrod? Perché istigò il mondo intero a ribellarsi (himrid) alla Sua sovranità (di Dio)”.

Nimrod fu il fondatore e il sovrano del primo impero venuto all’esistenza dopo il Diluvio. Si distinse come potente cacciatore “davanti” (in senso negativo; ebr. lifnèh; “contro”) o “in opposizione a DIO”. Fu probabilmente sotto la sua direttiva che ebbe inizio la costruzione di Babele e della sua torre. Questa conclusione concorda anche con la tradizione ebraica.

Vedi anche
http://www.ufoforum.it/topic.asp?TOPIC_ID=13281



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MessaggioInviato: 14/07/2012, 17:14 
Fonte: http://www.meetup.com/davidickeroma/mes ... ad=5229386

Giuseppe Flavio scrive:

“Nimrod trasformò gradatamente il governo in una tirannia, non vedendo altro modo per sviare gli uomini dal timor di Dio, se non quello di tenerli costantemente in suo potere. Disse inoltre che intendeva vendicarsi con Dio, se mai avesse avuto in mente di sommergere di nuovo il mondo; perciò avrebbe costruito una torre così alta che le acque non l’avrebbero potuta raggiungere, e avrebbe vendicato la distruzione dei loro antenati."

Il senso allora sarebbe che Nimrod fu il primo a fondare un regno dopo il diluvio (Gobekli Tepe? ndr), per unificare la frammentaria autorità patriarcale e consolidarla sotto di sé come unico capo e signore. Altre generazioni di costruttori si succedettero. Hammurabi ampliò e fortificò la città e ne fece la capitale dell’impero babilonese sotto la dominazione semitica. L’impero babilonese naturalmente si estese molto al di là della Babilonia, includendo la Siria e la Palestina fino al confine dell’Egitto.

Dopo la morte di suo padre, Cus, Nimrod sposò la sua propria madre, Semiramide, e divenne un re potente. La bibbia dice di questo uomo, Nimrod, nella Genesi 10:8-10 come segue: Cus generò Nimrod, che cominciò a essere un uomo potente sulla terra. Egli fu un potente cacciatore davanti all’Eterno; perciò si dice: «Come Nimrod, il potente cacciatore davanti all’Eterno». E l’inizio del suo regno fu Babel, Erek, Akkad e Kalmeh nel paese di Sinear.

Genesi 11:1-9:
“Tutta la terra aveva una sola lingua e le stesse parole. Ed avvenne che, partendo gli uomini dall’Oriente trovarono una pianura nel paese di Sinear, e qui vi si stabilirono. E dissero l’uno all’altro: venite, facciamo dei mattoni e cuociamoli al fuoco. I mattoni servirono da pietra e il bitume da cemento. Poi dissero: venite, edifichiamoci una città ed una torre la cui cima giunga fino al cielo; e facciamoci un nome per non disperdeci su tutta la terra. E JHWH discese per veder la città che gli uomini edificavano. E JHWH disse: ecco essi sono un unico popolo, e tutti hanno una lingua sola e questo fu l’inizio della loro opera: ed ora tutto ciò che avranno in progetto di fare, non sarà loro impossibile. Or su scendiamo e confondiamo la loro lingua, affinchè l’uno non comprenda più la lingua dell’altro”.

E JHWH li disperse al di sopra della faccia di tutta la terra, ed essi cessarono di edificare la città. Perciò essa fu nominata Babele, perché là il Signore confuse la lingua di tutta la terra, e di là li disperse su tutta la faccia della terra.

Fu a questo punto che nacque il riferimento storico del Nuovo Ordine Mondiale, nella stessa Bibbia il capitolo successivo alla sconfitta di Nimrod è intitolato: IL NUOVO ORDINE MONDIALE, ossia l'ordine ricostituito da Dio, e dato che la confraternita porta ancora avanti il progetto del primo Gran Maestro muratore, hanno codificato il progetto col termine Nuovo Ordine Mondiale, come nel libro sacro, in opposizione a quello stesso passo biblico che conferisce la vittoria a Dio. Fu Nimrod il primo a disegnare la globalizzazione, ed è per questo che a Nimrod và la devozione della stirpe degli Illuminati, a Nimrod loro Dio e loro antico sovrano, in suo onore cercheranno di giungere al compimento di un Nuovo Ordine Mondiale.

Prima di scatenare l'ira di Dio, Nimrod divenne un dio-uomo alla gente, e Semiramis, sua moglie e madre, divenne la potente regina dell’antica Babilonia.

Nimrod fu ucciso da un nemico e il suo corpo fu tagliato in tanti pezzi mandati alle varie parti del suo regno. Semiramis fece raccogliere tutte le parti, tranne una che non fu trovata. Quella parte mancante era il suo organo riproduttivo(stessa storia di Osiride-Iside-Horus in egitto). Semiramis dichiarò che Nimrod non sarebbe ritornato in vita senza esso e disse alla gente di Babilonia che Nimrod era asceso al sole e doveva ora essere chiamato "Baal", il Dio Sole. Ecco perchè per gli Illuminati è così importante il membro maschile che è sempre simbolicamente identificato nei vari Obelischi sparsi per il mondo.

La regina Semiramis inoltre proclamò che Baal sarebbe stato presente sulla terra sotto forma d'una fiamma, candela o lampada, usate poi nel suo culto.

Semiramis stava generando una religione di mistero e installò se stessa come dea. Semiramide sosteneva di essere stata concepita immacolatamente, insegnò che la luna era una dea che passava in un ciclo di 28 giorni ed ovulava quando piena. Sostenne inoltre che lei era ascesa dalla luna in un uovo lunare gigante che cadde nel fiume Eufrate. Ciò doveva accadere ai tempi della prima luna piena, dopo l'equinozio di primavera. Semiramis divenne conosciuta come "Ishtar" che è pronunciato "Easter (Pasqua)" ed il suo uovo lunare divenne conosciuto come "l'uovo di Ishtar" o uovo di Pasqua. Ishtar presto divenne incinta e sostenne che furono i raggi del sole-dio Baal che la indussero a concepire. Il figlio che ella partorì fu chiamato Tammuz.

Tammuz fu notato per essere particolarmente affettuoso dei conigli ed essi divennero sacri nella religione antica, perché si credeva che Tammuz fosse il figlio del dio-sole, Baal. Tammuz, come il suo presunto padre, divenne un cacciatore e un giorno fu ucciso da un maiale selvaggio. La regina Ishtar(Semiramide) disse alla gente che Tammuz ora era asceso al suo padre, Baal, e che i due sarebbero stati uniti con gli adoratori della sacra fiamma e della lampada o della candela come: Padre, Figlio e Spirito. Si trattò della prima comparsa storica di una TRINITA' divina.

Ishtar, che a questo punto era adorata come "madre di dio e regina del cielo", continuò a sviluppare la sua religione di mistero. La regina disse agli adoratori che quando Tammuz fu ucciso dal maiale selvaggio, un poco del suo sangue cadde su un ceppo d’albero sempre-verde ed il ceppo crebbe in albero durante la notte. Questo rese l'albero sempre-verde sacro attraverso il sangue di Tammuz. Inoltre lei proclamò per ogni anno un periodo di quaranta giorni di dispiacere prima dell'anniversario della morte di Tammuz. Durante questo tempo, nessuna carne doveva essere mangiata. Gli adoratori dovevano meditare sui misteri sacri di Baal e di Tammuz e fare il segno della "T" davanti ai loro cuori mentre adoravano. Mangiavano anche dei dolci sacri marcati con una "T" o croce sulla parte superiore. Ogni anno, nella prima domenica dopo la prima luna piena dopo l'equinozio primaverile, si faceva una celebrazione. Era la domenica di Ishtar e si celebrava con conigli e uova.

Quindi ecco i parallelismi col cristianesimo:

- Semiramide vuol dire: la portatrice della linea di sangue.

- Ishtar è il nome con cui venne ribattezzata e significa Pasqua.

- Venere la Colomba è il nome che gli Illuminati le attribuirono quando si spostarono in Europa.

- L’uovo lunare, durante il'equinozio di primavera, quindi la nostra Pasqua, fu il mezzo divino che trasportò Semiramide-Ishtar-Pasqua-Venere la Colomba sulla Terra, anche definito uovo di Ishtar dunque uovo di Pasqua.

- Tammuz, suo figlio, venne concepito immacolatamente e adorava i conigli che per questo, alla sua morte, furono divinizzati.

La Pasqua, che già di per se è uno dei nomi attribuiti a Semiramide, oggi come allora si festeggia con uova, conigli e colombe, e Semiramide proclamò che, dato che Tammuz fu ucciso da un maiale, un maiale doveva essere mangiato in quella domenica. Tutto si rifà ai movimenti solari, alla resurrezione del sole che avviene nell'equinozio primaverile.



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MessaggioInviato: 14/07/2012, 17:15 
L'usanza dell'albero di Natale invece deriva dal racconto dell'albero sempre-verde generato dal sangue di Tammuz. Questo perchè il Natale è una festa che rappresenta la vittoria della luce sull’oscurità. Infatti il 21 dicembre è il giorno del solstizio invernale ossia la notte piu’ lunga dell’anno. Per gli antichi era un giorno sfortunato, il 25 dicembre però ricomincia il cammino del Sole verso l’alto e gli antichi festeggiavano questa vittoria, tant’è che la festività oggi detta Natale era anticamente chiamata del Sol Invictus(Sole invincibile).

L’albero sempre verde per gli antichi simboleggiava la vittoria della natura sulle forze invernali, durante il periodo invernale la natura è spoglia dei suoi frutti, i fiori appassiscono, la vegetazione è praticamente assente, ecco la ragione per cui in quei giorni di buio e freddo gli uomini portavano a casa un alberello che fosse sempre verde e vegeto nonostante le forze invernali, per loro era di buon auspicio, una sorta di richiamo naturale alla venuta della stagione primaverile seguita da quella estiva.

Millenni prima del cristianesimo, i Babilonesi adoravano la Trinità Nimrod(padre) Tammuz(figlio), concepito immacolatamente come Gesù, e Semiramide(Spirito). La storia si è poi ripetuta in maniera uguale nel regno egizio con Osiride(padre) Horus(figlio) e Iside(spirito) ed in tante altre culture ancora. Tutte queste divinità si rifanno al culto del Sole, il Dio Baal o come è oggi definito Lucifero.
Interessante notare che la terza parte della trinità Cristiana, lo spirito santo, viene sempre raffigurato da una colomba, proprio come

Semiramide che oltre ad essere raffigurata dalla colomba era anche così chiamata.
Ma il suo nome significa"la portatrice del ramo": possiamo quindi senza alcun imbarazzo affermare che: la Colomba(Semiramide) è la portatrice del ramo. Questo concetto genera una spietata analogia con il racconto biblico di Noè il quale, dopo aver navigato per ben 40 notti in acque agitate, speranzoso di trovare terraferma libera una colomba affinchè gli porti tracce di terra. La colomba fa ritorno sull'imbarcazione proprio con un ramo(d'Ulivo). Nella tradizione cristiana la colomba di Noè raffigura lo spirito santo che a sua volta raffigura Semiramide. Le prove a questo punto diventano schiaccianti.

Il paganesimo non si è infiltrato nelle chiese cristiane…è il cristianesimo che lo ha assorbito. La verità è che la Pasqua non ha niente a che fare con la resurrezione del Cristo, i quaranta giorni della Quaresima, uova, conigli, panini trasversali caldi ed il prosciutto di Pasqua hanno tutto a che fare con la religione pagana antica del Mistero di Babilonia.

Le usanze di Pasqua e Natale portano onore a Baal, il Dio Sole, che è anche Satana, che è ancora venerato come "il Sole Nascente" e la sua casa è "la Casa del Sole Nascente."

Furono Semiramide e Nimrod i primi ad avere l'idea dei confessionali e del celibato per il clero. Nimrod veniva chiamato con diversi nomi tra i quali "Maloch". Molti bambini venivano sacrificati in suo onore. Quando Nimrod venne assassinato, il popolo lo rimpianse. Semiramide subito approfittò della situazione, diede alla luce un altro bambino e dichiarò che egli era Nimrod reincarnato. Al bambino venne dato nome Tammuz.

Egli divenne tutt'uno con suo padre, il dio sole Baal e lei divenne una dea con tanti nomi, oltre ai già citati, come Baalti (La Madonna), La grande Dea Madre, La Regina dei Cieli, La Mediatrice, La Madre del Genere Umano, Astarte, etc. Semiramide era chiamata “la mia signora” oggi i cristiani chiamano Maria la “Madonna” un termine che deriva dal latino “mea domina” e significa appunto mia signora.

Man mano che il tempo passava, monumenti della dea e del suo bambino apparvero in molte nazioni...perché quando gli abitanti di Babilonia vennero dispersi in varie parti della terra, essi portarono con sè il culto e la venerazione della madre divina e del bambino.
Perfino in Tibet, Cina e Giappone, i missionari Gesuiti rimasero sorpresi nel trovare la corrispondenza della Madonna e il suo bambino seriamente venerati come nella stessa Roma papale.

E' stato riportato che anche in Africa la Grande Madre e il Bambino ricevevano onori divini. Per tutto il mondo, l'adorazione della dea madre tra i pagani era così forte che essi non l'avrebbero mai lasciata.

Quando il Cattolicesimo Romano venne in esistenza intorno il 300 D.C., i capi sapevano che se avessero potuto adottare la venerazione della dea madre nel loro sistema religioso innumerevoli pagani si sarebbero convertiti al Cattolicesimo. Ma chi avrebbe mai potuto prendere il posto della Grande Madre del paganesimo se non Maria, la madre di Gesù. Poco a poco la venerazione della dea pagana venne trasferita a Maria.

L'antica religione di Babilonia raffigurava la dea madre come l'unica persona capace di controllare l'arroganza del proprio figlio. E così la stessa idea venne incorporata nel Cattolicesimo. Per cui oggi si pensa che se Gesù è arrabbiato solo Maria può calmarlo, i cattolici hanno timore di Gesù il Salvatore e credono che Maria può farli andare in Paradiso. Ma la madre di Dio che i Cattolici venerano non è la Maria della Bibbia.

Circa un miliardo di Mussulmani si unirono perché la Vergine Maria venne attentamente collocata nel loro libro sacro, il Corano. Perfino il gruppo "Nuova Era" si riferisce ad un dio Madre/Padre.

Da ateo dico: a Maria va tutto il rispetto per aver concepito il Salvatore, ma nessuna adorazione le è dovuta, ella non compare come divinità poichè per i cristiani non vi è altra divinità al di la del Dio Adonai, eppure oggi le si attribuiscono miracoli, si fanno preghiere in suo nome e ci sono più feste e nomi di cattedrali in suo onore che per lo stesso Gesù.

Tutti la venerano e tutti ignorano di venerare Semiramide,

LA MADRE CELESTE DEI CIELI.



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MessaggioInviato: 14/07/2012, 20:38 
Complimenti Atlanticus81, per i bei post.
Nel commentare i punti espressi da Zeitgeist devo farti notare che il punto 3 è errato

Cita:
3 - La stella Cometa è in realtà Sirio, la stella più splendente del cielo che il 24 Dicembre si allinea con le tre stelle più lucenti della cintura di Orione, chiamate anticamente, così come tutt’oggi, i “Tre Re”, e lo fa nel punto preciso in cui il 25 Dicembre nasce il sole o Gesù. La parola Magi, infatti, non vuol dire “maghi” ma “astrologi”, quindi ecco una nuova corrispondenza.

Orione e Sirio sorgevano al tramonto del sole e non ne annunciavano assolutamente la nascita.

Nel punto 4 hai detto che la Vergine è un pianeta, ma sono certo che è un refuso. La storia della M mi sembra un po' azzardata. La costellazione della Vergine non assomiglia ad una M.

Cita:
La vera ragione della simbolica crocifissione sta nel fatto che gli antichi si riferivano alla croce per indicare i 4 punti cardinali Nord, Sud, Ovest ed Est

Anche qui credo che non ci sia nessuna corrispondenza, al limite si può decodificare il passo di dante che individua tre croci al sorgere del sole all'equinozio di primavera

Surge ai mortali per diverse foci
la lucerna del mondo; ma da quella
che quattro cerchi giugne con tre croci,
con miglior corso e con migliore stella
esce congiunta, e la mondana cera
più a suo modo tempera e suggella
.”

Ma il simbolismo della crocifissione è ermetico e lo abbiamo individuato nel thread su Mitra in questo forum.

Cita:
7 - Gesù e le altre divinità hanno cominciato il proprio ministero a trent’anni di età, questo perché il Sole entra in ciascun segno dello zodiaco ogni 30 gradi sull'orizzonte, gli antichi divisero infatti il cielo in 360 gradi e le 12 costellazioni dello zodiaco divennero l’unità di misura del cielo, nacque così l’ esigenza di dividerle in 30 gradi cadauna.
n virtu’ di ciò la costellazione che ospita il sole nel giorno dell'equinozio primaverile segnerà una nuova era, con un nuovo messia che inizierà il suo ministero al trentesimo anno d'età…o trentesimo grado dalla precedente costellazione.

Non vedo la relazione, tanto più che se Gesù nasce nel 7 a.C. e muore dopo il 30, per me nel 36, aveva più di 30 anni. Inoltre non c'è corrispondenza fra le costellazioni e i gradi, ogni costellazione occupa un numero di gradi diverso. Però riconosco che gli gnostici cristiani facevano questa suddivisione del cielo.

Sull'ultima parte in cui associ Nimrod alla massoneria non porti nessun elemento a sostegno. Ma il fondatore della massonieria non era Hiram, il costruttore di Salomone?

Poi commento eventualmente le altre parti del tuo pregevole intervento.



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MessaggioInviato: 15/07/2012, 09:00 
Cita:
Citaz. Non vedo la relazione, tanto più che se Gesù nasce nel 7 a.C.
.
Come lo pseudo s. Tomasso;ti chiedo, dove hai trovato la data esatta della nascita? Te l' ha suggerita in sogno "val di Sangreal?


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MessaggioInviato: 15/07/2012, 12:09 
Cecco sai bene che Gesù non è esistito.
Leggi questa paginetta http://www.iuppiter.eu/KRST/nascita.htm
E' una pura ipotesi di fantasia.
Il mio libro comincia supponendo che i vangeli siano racconti storici, ma ben presto faccio notare che di storico non c'è proprio niente, tranne forse un paio di nomi che sono serviti a buttare fumo negli occhi.



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MessaggioInviato: 17/07/2012, 10:53 
Complimenti a te Pier Tulip per il tuo eccellente lavoro!! E grazie per le tue risposte sempre molto importanti per le mie ricerche.

Faccio tesoro delle tue segnalazioni relativamente ad alcuni punti esposti dal documentario Zeitgeist che, seppur da me ritenuto una inesauribile fonte di ispirazione, presenta alcuni aspetti che non mi vedono molto d'accordo come appunto l'esempio del simbolismo della croce e del voler ricollegare per forza di cose tutto a una lettura allegorico-astronomica degli eventi.

Riguardo a Nimrod io penso che sì, come dici tu, fu Hiram il reale fondatore della massoneria intesa come società segreta,

ma Nimrod fu il primo, dopo il diluvio universale, ad utilizzare tecnologie e conoscenze "proibite" trasmettendole all'intera umanità: 'primo massone' in questo senso.

Per cui mentre Hiram è primo massone in quanto fondatore di ciò che poi nei millenni diventerà la società segreta più famosa del mondo (alla faccia della segretezza [:o)] ), Nimrod lo è in quanto primo divulgatore di conoscenze esoteriche collegate a ciò che definisco in un altro thread l'eredità degli antichi dei, eredità di un tempo che viene ricordato come età dell'oro...

http://www.ufoforum.it/topic.asp?whichp ... _ID=236885


Ultima modifica di Atlanticus81 il 17/07/2012, 10:54, modificato 1 volta in totale.


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MessaggioInviato: 19/07/2012, 14:12 
Il culto di Semiramide/Ishtar all'alba del genere umano, diffuso poi in tutte le terre coinvolte nel percorso di Rinascita Enkilita, si ricollega al culto pagano della grande madre trasformato successivamente nel culto della madonna (specialmente delle madonne nere) in epoca cristiana.

I primi missionari cristiani scoprirono in Gallia un gruppo di Celti intenti a venerare una figura femminile nell'atto di dare alla luce un bambino e spiegarono agli indigeni che, senza saperlo, stavano adorando un'immagine della Madonna e loro erano già cristiani. Sul luogo sacro venne costruita una chiesa, e l'idolo pagano, trasferito al suo interno, si trasformava automaticamente in una rappresentazione cristiana; per giustificare la presenza di figurazioni mariane che, a volte, precedevano la stessa nascita di Maria, i teologi coniarono un termine "Prefigurazione della Vergine".

I luoghi di culto della Grande Madre nel nostro continente sono molteplici; le rappresentazioni della Dea si trovano quasi tutti in superficie ma, gran parte di esse, erano poste originariamente nel sottosuolo, dove la presenza delle correnti terrestri si fa maggiormente sentire.

Proprio dalla Grande Madre derivano probabilmente le celebri "Vergini Nere", le Madonne dal volto scuro venerate in tanti santuari. Con un'operazione nota come "sincretismo", la stessa per cui agli dèi del voodoo di Haiti sono stati associate le immagine dei Santi cattolici importate dai missionari, la Grande Madre pagana avrebbe assunto il volto di Maria, colorato però in nero, come quello delle sue prime raffigurazioni. Le immagini delle Vergini Nere contraddistinguerebbero dunque i luoghi particolarmente legati alla Grande Madre, gli stessi su cui, da sempre, gli uomini costruiscono i loro edifici sacri.

Vergini nere sono disseminate nelle chiese di tutta Europa; in Italia se ne trovano a Cagliari, Crea del Monferrato, Crotone, Loreto, Lucca, Oropa, Pescasseroli, Rivoli, Roma, San Severo, Tindari, Venezia; in Francia addirittura novantasei. Le più famose sono quelle della cattedrale gotica di Chartres, chiamate Notre-Dame-sous-Terre e Notre-Dame-du-Pilier.

Si dice che alcuni individui particolarmente sensibili, avvicinandosi alle cappelle in cui sono collocate, provino una sensazione di mancamento: sono le correnti terrestri che, in quei punti, raggiungono il massimo della loro potenza, e che percorrono la colonna vertebrale del visitatore, non di rado provocando in lui un'improvvisa "illuminazione" mistica. Inoltre, nel culto della Madonna rivive in modo concreto il culto pagano di Iside, che fu per due secoli la "Santa Madre" del mondo antico. Iside "che tutto vede e tutto può, stella del mare, diadema della vita, donatrice di legge e redentrice" era la donna divinizzata (culto ripetuto anche in altre mitologie). La si rappresentava come una giovane donna, inghirlandata dal loto azzurro della luna crescente, col figlioletto Horus tra le braccia. Non poche statue di Iside furono trasformate più tardi in immagini della Madonna. Anche i Druidi (sacerdoti pagani) onoravano la statua in legno di una donna, rappresentante la fecondità.

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La Dea è spesso indicata come la "divinita’ dai mille nomi", infatti Cerere, Epona, Amaterasu, Ishtar, Artemide, Diana, Demetra sono solo alcuni dei tanti nomi con i quali Dea Myrionyme (la dea dai mille nome appunto) e’ conosciuta. La stessa parola Myrionyme ricorda da vicino Myrion , il nome di "Maria" , la vergine cristiana creando così strani e non del tutto ingiustificati accostamenti.

Per ben comprenderne l'intensità e l’importanza del culto della Vergine Madre presso i Cavalieri Templari, basta leggere gli antichi regolamenti dell' Ordine, in cui è scritto: "le orazioni a Nostra Signora si devono recitare ogni giorno, per prime, nella Magione, salvo la compieta di Nostra Signora che si recita tutti i giorni, nella Magione, per ultima, poiché nel Nome di Nostra Signora ebbe inizio il nostro Ordine, e in Suo onore, se Dio vuole, sarà la fine della nostra vita e dell'Ordine stesso, quando a Dio piacerà che ciò accada".

Narra la leggenda che un giorno, quando era bambino a Fontaine, Bernardo da Chiaravalle era stato il protagonista di un evento miracoloso: aveva bevuto tre gocce di latte scaturite dal petto della Vergine Nera di Chatillon....

Per Rudolf Steiner il simbolismo è una chiave che può essere letta fino a nove livelli, a seconda della condizione iniziatica del soggetto e il caso delle Madonne Nere rientra in questo tipo di interpretazione complessa. Ad un livello più semplice (quello exoterico) la Madonna è la madre di Gesù; al secondo livello Maria assisa in trono è simbolo della sapienza.

In termini esoterici questo stesso simbolo rappresenta la Maddalena che tiene in grembo il figlio di Gesù; a un livello più profondo, come nella tradizione egizia, il nero è l'emblema del sapere e della saggezza (questo fa capire perché preti e sacerdoti l'abbiano adottato).

Troviamo ancora un'altra antica tradizione che fa risalire le Madonne Nere all'Egitto nel culto della Maddalena D'Orléans, dove la Vergine Nera è meglio conosciuta come Santa Maria Egiziaca. Il re Luigi IX di Francia, illustre membro della schiatta dei Rex Deus, era uno dei più ferventi devoti del culto della Madonna Nera; inoltre egli considerava Maria Maddalena come una delle illustri antenate della casa regale di Francia. Per questo i cavalieri Templari veneravano Maddalena come simbolo della sapienza divina, la Sophia, incarnata nell'immagine della dea Iside che porta in braccio Horus il suo figlioletto, paludando questi personaggi sotto le apparenze di una Vergine Nera e del suo bambino.

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per questo Bernardo quando aveva stilato la Regola dell'Ordine dei Templari, aveva stabilito un preciso requisito cui i Cavalieri non avrebbero dovuto sottrarsi da: “Obbedienza a Betania e alla Casa di Maria e Marta”. Praticamente dovevano riconoscere obbedienza alla dinastia fondata da Maria Maddalena e Gesù.
Da qui la conseguente e successiva venerazione dei Templari della Maddalena sotto le vesti di Madonna Nera; un culto così diffuso che Ean Egg ha rintracciato oltre cinquanta chiese dedicate a Maria Maddalena, ove guarda caso, si trovano statue o icone di Vergini Nere.

I primi gnostici cristiani accordavano a Maddalena una reverenza speciale, perché ritenevano che il vero discepolo prediletto di Gesù fosse proprio lei, la compagna alla quale egli avrebbe trasmesso il più elevato e alto sapere segreto.

Nella tradizione esoterica occidentale, Maddalena è il simbolo della saggezza divina; in quella nazorea, viene figurata in abiti scuri o neri proprio come la dea egiziana Iside, con sul capo la corona di stelle di Sofia, mentre il suo bambino indossa quella della regalità suprema.

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A un altro livello esoterico, ancora, Iside era venerata come “colei che introduce alla Luce”o, meglio ancora, l'emblema concreto dell'illuminazione. La Vergine Nera in realtà rappresenta anche la Madre Terra o la dea egizia Anna, da sempre raffigurata nella mitologia egizia vestita di nero. Siamo al cospetto, con questa dea, di una anticipazione della tarda raffigurazione cristiana della sant'Anna dalla pelle scura, così come l'abbiamo vista raffigurata nella vetrata della cattedrale di Chartres.

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Ean Begg, che ha dedicato molti anni della sua vita allo studio del mistero delle Madonne Nere nell'Europa cristiana, afferma che questa ricerca porta in sé un seme eretico, in grado di stupire i più smaliziati degli inquisitori cristiani.


Fonte:
http://www.templaricavalieri.it/grande_ ... e_nere.htm
http://astronavepegasus.forumattivo.com ... -maddalena


Ultima modifica di Atlanticus81 il 19/07/2012, 14:18, modificato 1 volta in totale.


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MessaggioInviato: 19/07/2012, 18:33 
Cita:
"le orazioni a Nostra Signora si devono recitare ogni giorno, per prime, nella Magione, salvo la compieta di Nostra Signora che si recita tutti i giorni, nella Magione, per ultima, poiché nel Nome di Nostra Signora ebbe inizio il nostro Ordine, e in Suo onore, se Dio vuole, sarà la fine della nostra vita e dell'Ordine stesso, quando a Dio piacerà che ciò accada".

Sarei molto interessato atlanticus a sapere da dove è stato estratto questo passo. C'è qualche documento online?

Per quanto riguarda la dea dai mille nomi riporto da Apuleio: Pessinunzia in Frigia, Minerva Cecropia in Grecia, Venere Pafia a Cipro, Diana Dittinna a Creta, Proserpina Stigia in Magna Grecia, Cerere Attica ad Eleusi, Iside in Etiopia ed Egitto e ancora Giunone, Bellona, Ecate, Ramnusia.

Ti faccio solo un leggero appunto: gli argomenti presentati mi sembrano un po' slegati.


Ultima modifica di Pier Tulip il 19/07/2012, 18:35, modificato 1 volta in totale.


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MessaggioInviato: 19/07/2012, 19:56 
Relativamente alla tua richiesta non ho trovato documenti on line, ma ti indico i seguenti testi:

Romanazzi A.: Sovereto e la Magia dell’Omphalos, Puglia d’oggi 10/6/2001;
Romanazzi A.: Sovereto e il Mistico Omphalos, Graal Magazine, Marzo/Aprile 2004;
Dell’Aere V.: Il Segreto di Federico II di Svevia: L’ultimo Faraone, Levante Editore;
De Giacò P.: Il Santuario di Sovereto a Terlizzi, Bari 1872;
Capone B.: Guida all’Italia dei Templari, Edizioni Mediterranee, 1989;
Capone B.: Vestigia Templari In Italia , Roma, 1979

citati in questo sito dove è riportata la frase in questione
http://www.lereviviscenze.com/Sovereto_Templari.htm

Altrettanto dico peccato per non essere riuscito a collegare i temi tra di loro come avrei voluto! [;)]



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MessaggioInviato: 20/07/2012, 09:40 
Qui si trova un bell'elenco di Madonne Nere, sarebbe interessante classificarle per antichità.
http://www.templaricavalieri.it/grande_madre_madonne_nere.htm

Per quanto riguarda la nigra sed formosa citata nell'altro link se interessa nel mio libro mi cimento a dare l'interpretazione di alcuni passi.



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A proposito della sapienza di Dio o Sophia, la religione cattolica pretende di onorare Santa Sofia come se fosse un personaggio vissuto realmente e le cui figlie si chiamavano Fede, Speranza e Carità... Sic. http://it.wikipedia.org/wiki/Santa_Sofia_(Roma)

In realtà il culto della Sophia è stato sempre praticato e ha interessato più religioni, compreso quella ortodossa e musulmana, vedi le vicende della basilica dedicata alla Sophia ad Istanbul http://it.wikipedia.org/wiki/Basilica_d ... _(Istanbul)

Pertanto Gesù sarebbe l'incarnazione del Logos mentre la vergine sarebbe l'incarnazione della Sapienza divina ma anche simbolo della sacra maternità, la famosa vergine che partorisce presente in tante tradizioni.



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MessaggioInviato: 29/07/2012, 00:15 
Si ricordi che Sophia (la Sapienza) era la divinità suprema in certi culti gnostici....


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Ai tempi della dea

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di ACHILLE WEINBERG


Le "Veneri" della preistoria, le figure femminili dipinte sulle ceramiche, i segni astratti incisi su dei vasi, tutti questi resti rappresentano, secondo Marija Gimbutas, una grande dea - simbolo di vita - il cui culto fu costante nel corso della preistoria e del neolitico europei.

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Una "dea" abitava lo spirito dei cacciatori della preistoria. Una dea dalla femminilità marcata ed il cui profilo o i tratti caratteristici- seni, natiche, pube, grandi occhi- si ritrovano dappertutto in Europa, dipinti o incisi sulle pareti delle caverne, scolpite nella pietra, l'osso o il legno. Migliaia di anni più tardi, dominava ancora gli agricoltori del neolitico. Dappertutto in Europa, la si scopre dipinta su ceramiche o incisa su oggetti quotidiani. Per quasi 25.000 anni, i primi Europei dedicheranno un culto a questa dea, simbolo della natura e fonte di vita, che fa nascere i bambini e crescere le piante.

Poi, verso il V millennio a. C., dei popoli indoeuropei, guerrieri selvaggi, allevatori di cavalli, avrebbero sottomesso le società agrarie ed imposto la loro lingua, il loro potere, i loro miti: degli dei maschili, autoritari e violenti, avrebbero allora respinto in un lontano passato le affascinanti dee preistoriche. Ecco, a grandi tratti, la storia antica dell'Europa, così come l'ha ricostruita Marija Gimbutas a partire dalle sue numerose ricerche archeologiche.

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Marija Gimbutas era lituana. Nata nel 1921, abbandonò il suo paese natale per rifuggiarsi, durante la guerra, in Austria, in cui iniziò i suoi studi di archeologia e di linguistica, proseguiti in Germania dove ottenne il suo dottorato nel 1946. Dopo la guerra, la ritroviamo negli Stati Uniti, all'università di Harvard, in cui è reclutata come ricercatrice, specialista dell'archeologia dell'Europa dell'Est, campo allora del tutto sconosciuto. È negli anni 60 che si farà conoscere per la sua famosa teoria della "cultura dei kurgan" che susciterà un primo grande dibattito nella comunità scientifica.

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Kurgan è il nome turco per designare i tumuli, queste sepolture monumentali collettive, apparse nella regione del Volga, tra il mar Nero ed il mar Caspio, che si sono espansi in seguito in tutta l'Europa. I kurgan sarebbero, secondo Marija Gimbutas, i simboli più notevoli del primo popolo indoeuropeo: un popolo di allevatori e di guerrieri che avrebbero invaso l'Europa e l'India del Nord. Ad ondate successive, esso avrebbero imposto ovunque la sua lingua ed i suoi miti. Con questa teoria dei Kurgan, Marija Gimbutas ha dato una consistenza archeologica a questo mitico popolo indoeuropeo che, secondo linguisti e mitologi, avrebbe costituito lo strato comune dell'Europa e dell'India del Nord.

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Nel 1963, Marija Gimbutas entra alla UCLA. Negli anni successivi inizia una campagna di scavi nell'Europa del Sud-Est (Iugoslavia, Grecia, Italia), scavi che si prolungheranno per una quindicina di anni e la orienteranno verso una nuova direzione di ricerca. Tra i reperti tratti dalla sottosuolo, Marija Gimbutas nota che numerose ceramiche hanno forme femminili. Alcune recano segni geometrici - forme a V, ad M e a zig zag. Si ritrovano in altri luoghi questi segni su ceramiche a forma di uccello.

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Più scava, più si accumulano delle tracce troppo frequenti per essere trascurate, cosa che invece fanno la maggior parte dei suoi colleghi: L'insieme dei materiali disponibili per lo studio dei simboli della vecchia Europa è così vasto quanto la negligenza di cui questo studio è stato fatto oggetto. Emerge una nuova ipotesi. E se le figure femminili fossero delle dee? E i segni e figure geometriche che le accompagnano di rappresentazioni simboliche di queste dee (come la croce sostituisce Gesù nella simbologia cristiana)? In questa ipotesi, l'abbondanza delle vestigia attesterebbero la presenza di una forte presenza femminile accanto agli dei maschili.

Nel 1974, Marija Gimbutas pubblica un primo libro intitolato Dee e dei dell'antica Europa. In questo primo libro, sostiene che un culto di tre dee femminili era presente nel Sud-Est europeo. In seguito, estenderà la sua ipotesi a tutta l'Europa e fonderà le figure femminili in una sola e medesima dea. Negli anni che seguirono e sino alla sua morte nel 1994, Marija Gimbutas non smetterà di approfondire questa pista. Il linguaggio della dea è in qualche modo l'approdo e la sintesi delle sue ricerche sulla dea della preistoria.

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Per un'archeomitologia

Come decifrare la mitologia di una società senza scrittura le cui vestigia si riassumono con ceramiche, utensili, oggetti incisi con motivi geometrici? In genere, gli archeologi si guardano bene dal lanciarsi in interpretazioni simboliche, il loro compito principale si limita a datare e classificare i materiali ritrovati per ricostruire i prestiti, tracciare le aree culturali ed i loro possibili contatti. Marija Gimbutas, ha osato trasgredire a questo divieto. Si è dedicata a ricostruire l'universo mentale delle società della presitoria grazie ad una nuova procedura: l'"archeomitologia".

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Ecco come procede. In numerose società senza scrittura, gli artisti rappresentano le donne non soltanto con profili femminili, ma a volte con una semplice parte del corpo: seni, natiche, occhi... Il triangolo pubico è anch'esso spesso rappresentato. Il modo più semplice, più geometrico e più universale di rappresentarlo consiste nel tracciare una V. se la V è dunque il simbolo femminile della donna, Marija Gimbutas pensa che i numerosi motivi a chevron (due V sovrapposte) designano anch'essi il sesso femminile. Allo stesso modo, poiché si ritrovano spesso associate la figura della V e dei chevron incisi su delle ceramiche a forma di uccello, Marija Gimbutas ne dedusse che la figura dell'uccello è egualmente un simbolo femminile. Ammettendo questa convenzione (V, chevron semplici, doppi o tripli, figure di uccelli, seni...), è allora apparso che il segno della donna è onnipresente in tutta l'Europa del Sud-Est.

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Per slittamenti graduali e giustapposizioni di motivi, Marija Gimbutas pensa allora di reperire tutta una gamma di figure ritenute di rappresentare la dea. Può apparire sotto forma di dea-uccello e, per estensione, con un becco d'uccello o di un uovo. L'acqua è egualmente associata alla divinità femminile. Può essere designata con una linea tratteggiata (alcuni tratti verticali) o una M rappresentante l'onda. Per estensione, tutti i motivi ad M sono supposti rappresentare l'acqua, dunque la dea. Tutta la simbolica della dea sarebbe legata con il ciclo della vita, il mistero della nascita e della morte, quello del rinnovamento della vita - non soltanto della vita umana, ma di ogni forma di vita sulla Terra come nella totalità del cosmo.

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Nel corso della lettura e con il grande sostegno delle illustrazioni (quasi 500 figure sono riprodotte nel libro Il linguaggio della dea), Marija Gimbutas si sforza nel descrivere il senso che poteva assumere la divinità nella cultura dell'Europa antica. La dea è innanzitutto colei che dà la vita. È dunque presente nei rituali della nascita e della fertilità. Ecco perché è associata all'acqua, fonte di ogni forma di vita e per estensione all'uccello d'acqua, ma anche alla rana ed al pesce. La dea è egualmente legata al rinnovamento delle stagioni e dunque alla terra nutrice, alla morte ed alla rigenerazione. In fondo, tutta la simbolica della dea rinvia alle credenze dei popoli agrari concernenti la sterilità e la ferticlità. La fragilità della vita, la minaccia costante della distruzione così come del rinnovamento periodico dei processi generatori della natura sono tra i più tenaci.

Se la procedura archeomitologica sostenuta da Marija Gimbutas è pertinente, il progresso scientifico è immenso. Dà di colpo le chiavi per interpretare dei segni, delle incisioni, motivi astratti presenti in tutta la preistoria, che erano sino ad allora trattati come semplici motivi decorativi o segni enigmatici che ci si vietava di decifrare. Di colpo, le ceramiche decorate svelano una storia nascosta e tutti questi segni che si erano scambiati come semplici fioriture si rivelano essere un ricco linguaggio simbolico associato al culto della dea.

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Evidentemente questa impresa di decifrazione comporta molti rischi. Il primo è quello della "sovrainterpretazione" dei segni. Alla lettura di Marija Gimbutas, si rimane a volte scettici di fronte a certe conclusioni affrettate o ananlogie poco evidenti. Se l'assimilazione della figura ad M ad un onda è abbastanza convincente, in compenso, l'associazione dei meandri labirintici e dell'acqua è molto meno evidente di quanto l'afferma l'autrice, senza alcuna dimostrazione. Allo stesso modo, l'associazione tra le linee verticali, l'acqua e la dea riposa su dati molto fragili, troppo sistematizzati.

Rimane il fatto che avremmo torto a respingere il metodo - per natura ipotetico - in nome dei suoi difetti. Come fa notare giustamente Jean Guilaine nella prefazione, si darà a credito di Marija Gimbutas di aver aperto la via ad un'archeologia simbolica (...) Ma giustamente orientare una disciplina fondalmentalmente collegata allo studio dei dati materiali verso il campo dell'immaginario implicava già un certo coraggio intellettuale e una forma acuta di non conformismo.

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La dea domina il panteon preistorico? Ciò che impressiona fortemente in questo volume è la permanenza negli archivi archeologici di queste presenze femminili. Secondo Marija Gimbutas, la figura della grande dea avrebbe dominato la cultura europea su un periodo molto lungo- 25.000 anni ed una zona geografica molto vasta: tutta l'Europa dall'Atlantico agli Urali, dal Nord al Sud. Questa presenza così estesa supera considerevolmente le delimitazioni culturali classiche degli archeologi.

Come spiegare la continuità simbolica tra le veneri del paleolitico (caratterizzata dalle società di cacciatori-raccoglitori) e le dee della fertilità delle società agrarie? Se, come afferma l'autrice, la dea femminile è caratteristica delle società agrarie (dunque quelle del neolitico), come spiegare che le sue origini risalgano al paleolitico superiore (società di cacciatori)? Non si troverà qui risposta [leggasi invece Nota 1 in fondo all'articolo].

Ed è anche un peccato che il problema non sia accennato. Altra questione, la figura della dea è una divinità dominante (dea madre) o una figura tra le altre di un panteon variegato? Non attenendosi che a questo simbolo, si ha la sensazione che ha invaso tutto il campo della mitologia. Anche su questo punto, la Gimbutas tace. Quest'ultima aveva rivelato in Dee e dei dell'Antica Europa tutto un panteon di dei nell'europa antica.

[iimg]http://img.over-blog.com/300x394/2/72/70/93//dea--Tell-Halafieni--Siria--5000-a.-C-jpg[/img]

È tanto più fastidioso che l'autrice non ceda in nulla all'ipotesi del "matriarcato primitivo" che le si è spesso attribuito. L'opera di Marija Gimbutas è stata in effetti adottata dalle teoriche del femminismo per appoggiare la tesi secondo la quale le epoche preistoriche sarebbero state contraddistinte da uno stadio matrisrcale in cui il potere dominante era quello delle donne. Non è affatto un caso se il libro è edito dalle edizioni Des femmes/Antoinette Fouque... Però Marija Gimbutas non sostiene in nulla la tesi femminista. L'archeologa precisa esplicitamente che la presenza di dee femminili riflette piuttosto una "cultura gilanica", una struttura sociale in cui il potere tra i due sessi è più equamente ripartito. Questa cultura si oppone ad una cultura androcratica in cui la struttura sociale è dominata dal sesso maschile (o patriarcale).

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Non è che in seguito, verso la metà del V millennio a. C., che una cultura patriarcale, maschile, sorse sulle rive del Volga e si espanse in seguito in Europa.

Questa nuova cultura avrebbe allora scalzato il posto preminente occupato dalla dea, o dalle dee femminili, nel panteon preistorico.

[Traduzione e ricerca iconografica di Massimo Cardellini]

NOTE

[1] La divulgatrice delle ricerche di Gimbutas, Riane Eisler, nei suoi magistrali studi Il calice e la spada e Il piacere è sacro, e la cui lettura raccomandiamo caldamente, ha ampiamente dato spiegazione di quel che all'autore del presente saggio appare un mistero: i paleolitici non erano dei semplici cacciatori! Più semplice di così... E poi che bisogno avevano di cacciare tutto il tempo per nutrirsi quando avevano a disposizione fiumi pescosissimi e sterminate distese di praterie e boschi da cui trarre cibo a profusione? Siamo qui in presenza di un pregiudizio duro a morire in quanto ideologicamente fondato sul modello evoluzionistico dello sviluppo storico e sociale sorto, non a caso, con le prime forme di società statuali gerarchiche, classiste e guerrafondaie (N.d.T.).

BIBLIOGRAFIA di base per approfondire l'argomento:

Marija Gimbutas, Il linguaggio della dea, Venexia, Roma, 2008, [1989].
Marija Gimbutas, Le dee viventi, Medusa, Milano, 2005, [1999].
Riane Eisler, Il calice e la spada, Frassinelli, Milano, 2006, [1988].
Riane Eisler, Il piacere è sacro, Frassinelli, Milano, 1996, [1995]
AA. VV. [Eisler, Gimbutas, Campbell, Muses], I nomi della dea, Ubaldini, Roma, 1992, [1991].
Erich Neumann, La grande madre, Astrolabio, Roma, 1981, [1955].
Pepe Rodriguez, Dio è nato donna, Editori Riuniti, Roma, 2000, [1999].
Martin Bernal, Atena nera, Pratiche Edizioni, Parma, 1992, [1985].
Franz Baumer, La grande madre, ECIG, Genova, 1995, [1993].

[Traduzione e ricerca iconografica di Massimo Cardellini]

http://storiasoppressa.over-blog.it/art ... 69282.html

La grande madre pagana, la dea dai mille nomi... e dai mille aspetti, quando la storia non è stata in grado di tramandare un nome. Queste dee di sesso femminile potrebbero rappresentare il modo in cui i nostri antenati del paleolitico e del neolitico erano soliti venerare la "dea madre" dell'uomo: L'annunaka Ninurshag, la sumera Ishtar, l'egiziana Iside, la babilonese Semiramide, il paleolitico culto della 'grande madre'.

Poi arrivarono i Kurgan e tutto cambiò... poi arrivò la chiesa cattolica e tutto venne nascosto...



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MessaggioInviato: 15/10/2012, 19:44 
La Dea Isis è conosciuta con svariati nomi. Ishtar, nel mondo accadico, Inanna, la controparte sumera. E' conosciuta anche come Astarte (derivante da Asherah), Hathor, Ostara, Cibele, Iside, Freya, Afrodite e Venere. E' la Dea dell'Amore, della Fertilità da un lato e demone della Guerra e della Tempesta dall'altro. E', in ultima istanza, la Dea Madre, la Dea della Luce.

Altro nome dato alla dea è Ki (Borger 2003 nr. 737; U+121A0) che nella scrittura cuneiforme rappresenta la "terra". Come Dea della Terra Ki, nella mitologia sumera, era la principale consorte di An, il Dio del Cielo. Dalla loro unione nacquero gli Anunnaki.

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Ishtar-Inanna era la Dea protettrice della città di Uruk (Erech nelle fonti bibliche), costruita nel 4000 a.C., in Arabo, Wark#257;, la "città delle sacre cortigiane", legata alla prostituzione sacra ed alla sessualità rituale, città da cui deriva il nome dell'attuale Irak.

Ishtar etimologicamente deriva dall'accadico TAR, cerchio, giro, circolo, strada e ISHA, Signore, Signora, Dio, Dea. Pertanto il significato è la Dea del Cerchio della Vita, cioè la Dea dello Zodiaco (dal greco ZOE vita, e DIAKOS, ruota), e quindi, dell'Universo, essendo lo Zodiaco, a quei tempi, l'Enneagramma dell'intero Universo. Un'interpretazione avvalorata dal fatto che in sanscrito ISHA significa "Signore (Signora) di tutti gli Esseri"

Con il passaggio dalla civiltà accadica a quella assiro-babilonese, il centro del culto si spostò da Uruk a Ninive, il luogo dove, appunto, apparve per la prima volta Isais al Templare Koch.

Un'altra divinità collegata alla Grande Madre è Ecate, una divinità psicopompa, originaria della Tracia, spesso raffigurata con torce in mano (la Statua della Libertà è una rappresentazione di Ecate). Era associata ai cicli lunari, come Diana e spesso rappresentata con tre corpi o accompagnata da cani ululanti in quanto protettrice dei cani (si noti il legame con la carta della luna nei tarocchi con i cani che ululano in direzione della luna) ed è bisessuata, possedendo i principi generativi sia maschile che femminile. Come Diana, Ecate è la divinità degli incantesimi e delle streghe. Come dea della magia trova corrispondenza nella Dea romana Minerva, il cui animale sacro è la civetta e talvolto il gufo, i cui occhi e bocca rappresentano il phi, la sezione aurea o numero di Fidia.

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A causa del crescente disprezzo subito dalla donna, considerata un semplice vaso per il seme dell'uomo e a seguito della diffusione dei falsi credi giudaico-cristiani (permeati da sessuofobia, odio del femminino sacro e folle monoteismo) i vari nomi di Ishtar o Astarte, #699;Ašt#333;re#7791; o Asherah o Ashtoreth, secondo quanto affermano vari teologi e archeologi, subirono la denigrazione dell'establishment sacerdotale del Regno di Giuda. E' da allora che i nomi della Dea Madre vennero associate ad inesistenti entità demoniache come Astaroth che, pur essendo nella tradizione biblica uno dei Troni angelici, dalla demonologia viene "trasmutato" in un essere "raffigurato come un uomo nudo con due paia di ali e piedi e mani da drago. In testa ha una corona, tiene in una mano un serpente e cavalca un lupo (o un cane)". (Wikipedia)

Ma ciò si verificò parecchi secoli dopo la nascita del culto di Ishtar, tanto che la descrizione di Astaroth è presente solo a partire dalla pubblicazione del Dictionnaire Infernal, avvenuta nel 1818 e, quindi, l'accostamento tra Ishtar e Astaroth è, oltre che una pesante mistificazione, anche un palese anacronismo.

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E' invece corretta la tesi ermeneutica che collega Ishtar con Eostre o Ostara, la Dea Anglosassone della Primavera, il cui nome ha dato origine all'etimo inglese "Easter" (Pasqua), legato etimologicamente ad Ishtar (la Dea che ha dato vita all'embrione universale, il Cosmic Egg, l'uovo cosmico simboleggiato dalle uova pasquali e dalla rigenerazione-rinascita che la Pasqua rappresenta).

"La festa di Ostara celebra la rigenerazione della natura e la rinascita della vita, coincidente con l'equinozio di primavera. Nell'antichità, per l'occasione, le Vestali celebravano un particolare rito che involveva l'accensione di un cero simboleggiante la fiamma eterna dell'esistenza. Il cero, all'interno dei templi dedicati alla dea, veniva spento solo all'alba del giorno seguente."
(Wikipedia, voceOstara)

Nella (forzata) catena di assimiliazione tra Ishtar e Forze Demoniache, è da notare il collegamento fatto da alcuni mitologi tra Ishtar e Lilith.

Chi è Lilith?

"Lilith è il demone femminile della religione mesopotamica associato alla tempesta, ritenuto portatore di disgrazia, malattia e morte. La figura di Lilith appare inizialmente in un insieme di demoni e spiriti legati al vento e alla tempesta, come è il caso nella religiosità sumerica di Lilitu, circa nel 3000 a.C. Vari studiosi datano l'origine verso il 700 a.C. Lilith compare nell'insieme di credenze dell'Ebraismo come un demone notturno, ovvero come una civetta che lancia il suo urlo nella versione della cosiddetta Bibbia di re Giacomo. Secondo la tradizione della cabala ebraica, invece, è il nome della prima donna creata, prima compagna di Adamo e precedente a Eva. La sua figura, delineata nel Medioevo, risale a miti e leggende antiche della Mesopotamia. Nell'immaginario popolare ebraico è temuta come demone notturno capace di portare danno ai bambini di sesso maschile e caratterizzata dagli aspetti negativi della femminilità: adulterio, stregoneria e lussuria.." (Wikipedia, voce Lilith)

"L'immagine di Lilith è quella di una bella donna serpente, nuda dalla cintola in su e con le ali di pipistrello; qualcuno la definisce dea multiforme poiché riunisce in sé elementi contrastanti come le Verginità e la Lussuria, la Prolificità e la Saggezza.

(...) Esistono attualmente in Italia, Francia, Gran Bretagna, Germania e nei Balcani, numerosi gruppi che costituiscono la 'Setta di Lilith', formata per lo più da elementi femminili e un sacerdote; sono congreghe molto misteriose che adorano questa Dea ed ognuno di questi gruppi crea un suo rituale ed un suo modo particolare di venerarla.

Le adoratrici di Lilith, sacerdotesse streghe, nel passato usavano uno speciale mazzo di carte, la cui origine si perde nella notte dei tempi, carte che erano denominate 'carte lunari' poiché la luna vi si trovava disegnata in tutte le sue fasi, con aggiunti segni astronomici." (Maria e Alberto Fenoglio, "Le società magico segrete", Casa Editrice MEB, 1998 Santancargelo di Romagna)

In questa infinita pletora di errate o dubbie interpretazioni, anche Ashtar Sheran, il presunto comandante della Flotta Intergalattica della Federazione di Luce che sarebbe entratto in comunicazione con alcuni contattisti - come Van Tessel - fin dalla metà del secolo scorso, sarebbe da associare "etimologicamente" ad "Astarotte" e, quindi, sarebbe l'ultima personificazione del demone. Un'interpretazione che denota, in chi la esegue, vaghezza di competenze etimo-filologiche.

In particolare, ricordiamo che anche Astarotte non è un vero demone, ma solo un personaggio letterario del Poema di Luigi Pulci, il Morgante.
Sarebbe curioso sapere con quali basi scientifiche è stata sviluppata una tesi di cotal fatta da chi esperto della scienza etimologica dimostra di non essere e, soprattutto, come può un'invenzione letteraria del XV secolo d.C. aver dato - ex post - origine (ontologica) ad una divinità del III millennio a.C. o aver dato origine (etimologica) ad una presunta entità (Ashtar Sheran) di cui solo nel XX secolo d.C. si è avuta conoscenza.

Con la stessa reductio ad absurdum, dovremmo affermare che, stante l'assonanza fonetica con Astarotte, Asterix non è il gallo di un famosissimo fumetto, ma un demone!

LA DISCESA DI ISHTAR NEGLI INFERI

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E' un racconto della mitologia mesopotamica che deriva dall'analogo testo accadico. Vi si narra che Ishtar, arrivasse all'ingresso degli Inferi, chiedendo a gran voce che le venisse aperto. La Signora dell'Oltretomba, Ereshkigal, sorella e nemica di Ishtar, approfittò dell'occasione per trarla in trappola.

La Dea venne condotta davanti alle sette porte dell'Inferno dovendo spogliarsi di un velo prima di varcare la soglia di ognuna di esse, fino a rimanere nuda ("danza dei sette veli").

L'infida sorella, avendo Ishtar davanti a sè, ne ordinò la morte, mandandole addosso sessanta malattie.

Il Dio Enki, per riportare la vita sulla Terra, mandò il pastore Tammuz per sedurre Ereshkigal e condurre seco Ishtar, risvegliata dalla morte.

Dopo altre traversie, Ishtar, ormai putrefatta, venne innaffiata con l'acqua della vita per una nuova nascita e rigenerazione, ma Tammuz rimase negli Inferi, potendo tornare in vita solo una volta all'anno per celebrare insieme ad Ishtar i riti della Rinascita.

I sette veli rappresentano i sei pianeti principali (più la Luna) del sistema solare, nonché i sette chakra principali del corpo umano.

Ciò che maggiormente interessa, nel mito di Ishtar - la Dea per antonomasia - è la via iniziatica, le sette porte che Ella deve attraversare, liberandosi degli orpelli inutili della vita materiale, finchè, senza alcun peso, attraverso la morte iniziatica, rinasce rigenerata, avendo acquisito una Conoscenza superiore rispetto alla vita precedente e potendo iniziare un nuovo ciclo con una Sofia e poteri infinitamente più elevati rispetto a quelli di cui era dotata nel ciclo precedente.

La stella ad otto punte è legata alla Dea. Infatti Essa è associata al pianeta Venere - i Babilonesi chiamavano il pianeta Ishtar - e il motivo discende dal fatto che "Venere può essere visto, in rare occasioni, al mattino (prima dell'alba) e alla sera (dopo il tramonto) nello stesso giorno. Questo avviene quando Venere è alla massima separazione dall'eclettica e nello stesso momento alla congiunzione inferiore; il fenomeno si ripete con un ciclo di otto anni. In queste condizione il pianeta può essere visto due volte nello stesso giorno in un solo emisfero (Nord o Sud); l'evento più recente nell'emisfero nord è avvenuto il 29 marzo 2001 e nell'emisfero sud il 19 agosto 1999." (Wikipedia, Osservazione di Venere)

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Nell'antico Egitto la Dea era conosciuta come Iside, dea della rinascita e dell'immortalità e il suo simbolo era la rosa a otto petali. Difatti, il numero otto è legato alla rigenerazione-rinascita, ed è da aggiungere, sempre in riferimento al numero otto, che Castel del Monte, secondo alcune leggende, sarebbe stato costruito con una pianta ottagonale perché avrebbe custodito il Graal.

Il simbolo che rappresenta Ishtar è la stella ad otto punte e, come afferma Michael Baigent (autore de "Il Santo Graal") in "Cielo di Babilonia" (Marco Tropea Editore, 2003), le Chiese a otto lati costruite dai cavalieri Templari costuituirebbero la rappresentazione simbolico-esoterica della Grande Dea.

Alla Dea è, infatti, connesso anche il Graal: “Le leggende dei cavalieri alla ricerca del Graal perduto erano in realtà storie di ricerche proibite per ritrovare il femminino sacro perduto. I cavalieri che affermavano di «cercare il calice» parlavano in codice per proteggersi da una Chiesa che aveva soggiogato le donne, bandito la dea, bruciato i non credenti e proibito il rispetto pagano per il femminino sacro". (Dan Brown, Il Codice da Vinci, p.280)

Papa Giovanni Paolo I affermò, durante l'Angelus del 10 settembre 1978 affermò che, "Dio è papà, più ancora è madre". Tale dichiarazione teologica non piacque ai vertici vaticani, come non piaceva la volontà del Papa di fare pulizia all'interno del Vaticano e dello IOR. Dopo appena 33 giorni di papato, Albino Luciani morì.

"Su queste basi, sei anni dopo la morte di Luciani, il giornalista investigativo britannico David Yallup pubblicò il best-seller «In nome di Dio», dove esponeva la tesi secondo la quale la morte sarebbe da attribuirsi ad avvelenamento, probabilmente ad azione cardiaca (del tipo della Digitale), e il delitto sarebbe riconducibile ad ambienti massonici deviati, legati alla P2 di Licio Gelli. L'elezione di Luciani avrebbe scontentato parecchi esponenti della gerarchia e degli ambienti vaticani. Tra questi, monsignor Marcinkus, che fino all'ultimo istante sperò nell'elezione di un altro candidato, Giuseppe Siri esponente dell'ala tradizionalista e delfino di Pio XII.

È inoltre documentato che una religiosa tedesca, suor Erika Holzach, già segretaria del professor Feiner, teologo e perito al Concilio, affermasse di essere stata scelta da Dio, negli ultimi anni della sua vita, per ricevere "visioni" riguardanti eventi ecclesiali importanti. Giovanni Paolo I sarebbe apparso più volte nelle visioni di Suor Erika.

La religiosa, scomparsa nel 1987, "vide" la morte di Papa Luciani, senza essere a conoscenza del libro di Yallop: « Vedevo Papa Luciani era presente, sicuro e reale... Ieri sera, quasi alla fine della preghiera... mi è stato dato di conoscere qualcosa in modo molto chiaro: nella notte in cui fu ucciso, due uomini entrarono nella stanza da letto del Papa. Il primo aveva una siringa, l'altro doveva solo fare la guardia. Ma il Santo Padre si è svegliato e ha capito subito che volevano ucciderlo. Ha visto anche il secondo uomo, non poteva e non voleva difendersi. Ha accettato volontariamente di morire per amore. Tutto è successo molto velocemente. La cara Madre di Dio mi ha rivelato che il Santo Padre si è consegnato totalmente nell'ultimo istante, raccomandando a Lei la Chiesa e il futuro Papa. »
(suor Erika Holzak)" (Wikipedia, voce Teorie sulla morte di Giovanni Paolo I)

Secondo Zecharia Sitchin, tutte queste divinità femminili, del tutto omologhe anche del punto di vista lessicale, rappresenterebbero la stessa figura, un'entità Annunaki, responsabile della creazione dell'homo sapiens tramite tecniche di ingegneria biogenetica. E' un'Entità conosciuta in tutti i miti e le leggende terrestri come apportatrice di LUCE-ILU e creatrice di vita, capace di trasmutare alchemicamente la materia inerte, apparentemente senza vita, in Vita (pietra filosofale).

L'incredibile longevità di questa Entità le avrebbe permesso di sintetizzare e rielaborare generazioni umane nell'arco di migliaia di anni, in un infinito ciclo di morte e rinascita, divenendo la Dea Madre-Dea Terra per antonomasia.

Alcuni aspetti e modalità della Religione di Ishtar vengono recuperati nella leggenda biblica di Salomè, ovviamente per gettare discreditato sulla Dea, mistificazione inevitabile considerando la forte carica sessuofobica e la misoginia che permeano le Religioni maschili Ebraico-Cristiane e l'immensa fede e devozione che in passato le genti di tutte le nazioni hanno sempre riposto in Ishtar-Inanna.

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Evidente il connubio tra Ishtar, Grande Madre e Madonne Nere.

"Altro carattere che permette di riconoscere le tracce della Grande Dea nelle sue più tarde eredi, è poi la ripetizione di specifici attributi iconologici e simbolici che ne richiamano l'orizzonte originario.
Ad esempio:

il dominio sugli animali, che accomuna i leoni alati che accompagnano Ishtar, la cerva di Diana e il serpente ctonio della dea cretese;

l'ambientazione tra rupi (o in caverne, a ricordare il carattere ctonio della divinità originale) e boschi, o presso acque;

il carattere e i culti notturni.

Anche nel mutare delle religioni, la memoria della divinità arcaica, "signora" di luoghi o semplicemente di bisogni umani primari, si mantenne e si trasmise lungo le generazioni, dando luogo a culti forse inconsapevolmente sincretistici (le cui ultime propaggini possono essere considerate, ad esempio, le molte Madonne Nere venerate in Europa)." (Wikipedia, voce Grande Madre)

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"La dea-nera, in realtà, è il sole nero, quel sole di cui Akhenaton tentò di riportare il culto e la consapevolezza. Il sole nero è l'ipostasi dell'immanifesto, dell'impermanente, del vuoti generatore da cui tutto può discendere, quella dimensione dalla quale i nostri pensieri evocano e manifestano la realtà che, solo in seguito, i sensi sperimentano. Il Grande Vuoto dei Nativi Americani e delle culture asiatiche, il Campo di Energia teorizzato da Max Planck, il mare della potenzialità di Deepak Chopra dal quale nasce ogni forma esistente." (Devana, La Via degli Immortali, Melchisedek Edizioni)

La vera conoscenza fa riferimento alla "dottrina occulta" dell'Età dell'Oro, quando imperava il femminino sacro e la rozza, meccanicistica, razionalista, "maschile", tetra epoca attuale (Kali Yuga) era ancora un logos imprigionato nella piccola mente ahrimica del folle Demiurgo.

Nel suo "Civilization of the Goddess" (1991), Marija Gimbatus descrive la "vecchia Europa" e le molte (apparenti) forme in cui le divinità femminili si presentavano, ma tutte riassumibili a quelle della Dea Madre. In base alla teoria kurganica, la vecchia Europa, matriarcale e ginocentrica venne travolta dalle invasioni indoeuropee dei bestiali e satanici ariani Kurgan, con i loro falsi dèi androcentrici (Demiurgo, Zeus, YHWH).

"Il termine Vecchia Europa concerne una cultura pre-indo-europea dell'Europa, una cultura matrifocale e probabilmente matrilineare, agricola e sedentaria, egalitaria e pacifica. Essa contrastava nettamente con la seguente cultura prot-indo-europea la quale era patriarcale, stratificata, pastorale, mobile e incline alla guerra (...) Gli indo-europei si sovrapposero alla culture native della Vecchia Europa nel corso di tre ondate d'infiltrazione dalle steppe russe, tra il 4500 a.C. e il 2500 a.C." (Marija Gimbatus, "The Goddesses and Gods of Old Europe 6500-3500 BC", 1982)

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Questa sovrapposizione che ha portato alla fusione delle due culture ha riscontro nel ciclo arturiano, cristallizzata nell'unione ierogamica tra la magia della Vecchia Europa, rappresentata da Morgana e la cultura indo-europea aggressiva, rappresentata da Artù.

"Vi sono stati ritrovamenti archeologici che documentano come il tempio di Ishtar ad Assur abbia coniato piccole targhe di iombo raffiguranti una Ierogamia. Un esempio moderno di ierogamia è la religione Wicca, in cui i participanti prendono parte a quello che è chiamato il Grande Rito. Più spesso fatto nella notte di Beltane (1à maggio), in questo rito un uomo e una donna, assumendo le identità di un Dio e di una Dea, fanno sesso per celebrare l'unione delle divinità come amanti e la concezione del nuovo Dio che nascerà a Yule. È essenzialmente un rito di fertilità, che vuole simboleggiare la inseminazione del seme in Madre Terra che si realizzerà in Autunno." (Wikipedia, voce ierogamia)

Il mondo della vecchia Europa "viene costantemente emarginato, per tutto il periodo che va dalla calata degli indo-europei (il razionalismo greco) fino al sorgere della nostra attuale società occidentale. (...)

Questo mondo si scontra prima con il razionalismo del mondo classico greco-romano; poi (con il collasso dell'Impero Romano e l'espandersi del cristianesimo) con la grande Chiesa di Roma; e infine con lo Stato assoluto, con la rivoluzione scientifica e politica del XVII secolo inglese, e con il conseguente razionalismo illuminista (XVIII secolo). Tutte questa fasi del progresso del nostro mondo occidentale (razionalismo e cristianesimo) scorrono parallele a una ora reale, ora metaforica, «caccia alle streghe».

Ma è soprattutto dall'illuminismo in avanti (la cultura egemone dell'Occidente odierno, e della quale io stesso sono figlio) che antichi modi di conoscenza come astrologia e alchimia, vengono etichettati con il marchio di «irrazionalità».

Le antiche culture - tendenzialmente libertarie ed egalitarie - hanno ancora i loro sempre meno numerosi rappresentanti, che (fin dall'era neolitica descritta da Marija Gimbutas) sono spesso donne. e che tentano da allora fino a oggi di riemergere.
Abbiamo dunque questa cultura femminile che si manifesta periodicamente come ribellione (amazzoni dell'antichità, streghe del Medioevo, comunità cristiane a forte presenza femminile). E abbiamo una contrapposizione descritta da Marija Gimbutas tra mondo della gilania (società non matriarcali, ma società fondamentalmente egalitarie, dove uomini e donne avevano uguali diritti e doveri) e mondo ancrocentrico (società a egemonia maschile).

Il mondo androcentrico si sviluppa in due direzioni: le liberal-democrazie (il nostro mondo) e le società fortemente gerarchizzate come quella nazista. E già sappiamo che il nazismo ha una componente occulta volta a fare acquisire un'eccezionale potenza e a stabilire gerarchie ferree." (Giorgio Galli con Paolo A. Dossena, "Intervista sul Nazismo Magico" Lindau s.r.l., Milano 2010, pp. 177-178)

"La rivoluzione scientifica del XVII secolo e il razionalismo illuminista del XVIII secolo hanno definitivamente emrginato un cosmo antichissimo, una sapienza ancestrale che ha radici originarie, che risale alle pià remote origine dell'uomo. E che è stato - a seconda dei tempi e dei luoghi - variamente definita: magia oppure stregoneria; esoterismo oppure occultismo. O anche: ermetismo, astrologia, alchimia. Questa cultura ha una forte componente femminile: i miti delle amazzoni e delle baccanti ci interessano da 3000 anni, la strega e la fata vivono ancora nell'immaginario dei bambini del giorno d'oggi." (ibidem, pag. 174)

"Christian Rosencreutz, il leggendario fondatore della Confraternita alla quale diede il nome. (...) Si dice che sia nato nel 1378, discendente da una nobile famiglia tedesca e che sia morto nel 1484, all'età di 106 anni. Nell'ampio arco della sua vita attraversò i vari stadi dell'esperienza spirituale e della progressiva maturazione verso la saggezza. Sembra che abbia iniziato gli studi in un monastero occidentale, assimilando i principi della visione europea e cristiana del mondo tipica della sua epoca. In seguito, così narra la leggenda rosacrociana, viaggiò a lungo nei paesi orientali, insieme a un confratello più anziano... Gerusalemme, Damasco, l'Egitto e Fezin Marocco, ebbe modo di familiarizzarsi con le dottrine della sapienza della Qabbalah, della Gnosi, dell'Islam e anche del Buddismo." (Peter Bahn, Il mito del Vril, 2007)

http://www.isoladiavalon.eu/terra_cava/ ... shtar.html



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