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 Oggetto del messaggio: Vi presento i "Rettiliani"
MessaggioInviato: 27/10/2012, 23:22 
David Icke parla di 13 famiglie le quali detengono il potere assoluto sul pianeta e sulla razza umana e dietro le quali ci sarebbe la sovranità rettiliana... probabile, molto probabile.

Teoria, quella di Icke, a cui il Progetto Atlanticus ha inoltre dedicato alcuni capitoli del proprio libro "Genesi di un Enigma", partendo dai presupposti indicati da Icke e approfondendo la faccenda in ambito socio-politico-economico, forte degli studi economici dell'autore e dell'ideatore del Progetto Atlanticus.

Teoria quella del Progetto Atlanticus che, secondo le logiche stesse del progetto, collega i Rettiliani di Icke con gli Anunnaki di Sitchin, con i mondi perduti di Atlantide e il cospirazionismo internazionale che oggi solleva il velo di Maya mostrandosi per ciò che è.

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David Icke

E pertanto io oggi qui non vi parlerò di rettiloidi, mutaforma assetati di sangue (per un approfondimento potete consultare la scheda http://www.progettoatlanticus.net/p/ret ... e-nwo.html o la discussione http://www.ufoforum.it/topic.asp?TOPIC_ID=12270).

Io qui oggi vi voglio parlare di una manciata di multinazionali che detengono il controllo effettivo della ricchezza mondiale. Fatto dimostrato da una ricerca avanzata dalla Università di Zurigo.

Se poi, dietro a queste multinazionali ci siano le 13 famiglie citate da Icke... beh, questo rimane nel campo delle ipotesi, ma non lo escluderei a priori.

La teoria del complotto universale mi richiama alla mente una frase di Karl Popper: “Ammettere la possibilità del complotto significa riconoscere la plasmabilità della Storia da parte della Ragione”.

Ad ogni modo è davvero pertinente uno studio condotto recentemente dall’Eth, il Politecnico federale di Zurigo, ossia una delle migliori università del mondo, cui sono legati una ventina di premi Nobel. Lo studio ha per argomento proprio la rete delle multinazionali (i soggetti più importanti dell’economia odierna) che hanno influenza sulla competizione nel mercato globale e sulla stabilità finanziaria.

Ed è il primo studio che ha esaminato sia l’architettura delle proprietà internazionali di tale rete, sia il controllo potenziale di ciascuna multinazionale: ossia l’effettiva influenza degli azionisti nella strategia economica. Giacché finora erano state esaminate solo alcune reti di proprietà, ma trascurando la struttura di controllo a livello globale, o alcuni gruppi economici nazionali. Ed erano state neglette le relazioni di controllo reciproco, dirette e indirette, che sussistono fra le maggiori multinazionali.

Dunque esaminando 37 milioni di entità economiche in 194 paesi, fra persone e aziende, si è arrivati a considerare per importanza 43.060 multinazionali o Tnc (Transnational Corporations), analizzandone le partecipazioni dirette e indirette, ossia tutto il network.

Si è dunque visto che esiste un nucleo di solo 1300 imprese che controlla circa la metà di tutte le multinazionali, e la cui proprietà resta perlopiù nel nucleo stesso, attraverso complicati meccanismi di partecipazione reciproca. Cioè esiste un piccolo gruppo di multinazionali, strettamente connesse, che detengono la maggioranza delle azioni l’una dell’altra: 737 dei maggiori azionisti detengono l’80% del controllo di tutte le più importanti multinazionali.

In altri termini, circa 4/10 del controllo di tutte le multinazionali del mondo è in mano (attraverso una rete intricatissima di relazioni e proprietà) a sole 147 multinazionali che hanno il pieno controllo di loro stesse: la maggior parte sono intermediari finanziari. Inoltre le imprese con maggior numero di partecipazioni sono connesse fra di loro, il cosiddetto rich-club phenomenon: i ricchi diventano sempre più ricchi.

Ciò ha diverse e inquietanti implicazioni: da un lato la competizione nel mercato globale è significativamente ridotta dal complesso sistema di partecipazioni reciproche di non molte imprese. Se queste sono legate in maniera diretta o indiretta da partecipazioni azionarie è difficile che si facciano guerra fra loro. Questo non riesce a essere impedito dagli organismi antitrust, in quanto non dispongono degli strumenti analitici e quantitativi per individuare i network globali. Dall’altro lato, al contrario di quanto è stato affermato per anni da non pochi economisti, l’alta concentrazione di interconnessioni fra le istituzioni finanziarie comporta un alto rischio di sistema: il fallimento di un’impresa si può propagare, con effetto domino, in tutto il sistema. Esattamente come è accaduto nell’ultimo crollo finanziario. Sicché ogni crollo finanziario può diventare un’epidemia.

Nei fatti, ci stiamo abituando ad una autentica battaglia navale in cui singole corazzate con bandiere nazionali ed equipaggi indifferenziati – dagli operai, ai pensionati, agli industriali, ai banchieri – muovono a contendere lo spazio a quelle “nemiche” che incrociano sui propri mari, apparentemente senza regia e con navigazione a vista. Con la politica che ha perso la bussola, che esibisce capitani senza spessore e sempre più lontani dagli equipaggi. Che va cedendo i ponti di comando a tecnici di lungo corso, esperti – sembrerebbe – dei mari, le cui tempeste non hanno saputo domare quando dovevano far funzionare i fari e mandare a tempo avvisi ai naviganti. E’ il caso della Grecia e dell’Italia ed è quanto sta alle spalle della coppia Merkel-Sarkozy, a cui basta una nota di S&P per perdere completamente l’orientamento.

Di là da questi richiami suggestivi, siamo di fronte al crollo più rovinoso delle democrazie storiche e al crescente dominio della finanza e del capitale industriale, oggi impegnato nella speculazione, a dispetto della sovranità popolare costituzionalmente ribadita ma materialmente bloccata. In verità è in atto il più profondo mutamento nel sistema di potere a livello globale.

In uno studio del settembre scorso, un gruppo di matematici del Politecnico federale di Zurigo rivela empiricamente la rete capitalista che domina il mondo. Partendo da una base di dati di 37 milioni di imprese e investitori, vengono identificate 43.060 grandi imprese transnazionali che praticamente controllano l’universo sottostante dei 37 milioni. Raffinando ancora di più i dati, il modello finale ha rivelato un nucleo centrale di 1.318 grandi imprese con 20 connessioni con altre imprese e con un potere economico che, sebbene concentri solo il 20% dei redditi globali di vendita, detiene la maggioranza delle azioni delle principali imprese del mondo, le cosiddette blue chips, detentrici del 40% della ricchezza mondiale.

L’analisi si è spinta oltre, focalizzandosi per la prima volta non sui singoli fatturati, ma sul valore aggregato delle partecipazioni azionarie intrecciate di singoli capifila. Si è così penetrati anche nelle zone dei cosiddetti “trust”, ammessi dal diritto anglosassone, che consentono di nascondere capitali anonimi. Ci si riduce così alla fine a 147 imprese intimamente interconnesse, di cui la maggioranza sono banche (enumeriamo qualche caso a tutti noto tra le prime 50 banche oltreoceano: JP Morgan Chase & Co, Merrill Lynch, Goldman Sachs, Bank of America; e le banche europee: Ubs , Deutsche Bank, Credit Suisse, Unicredito Italiano, Bnp Paribas), assicurazioni (Allianz Lloyds), multinazionali dell’acqua e del petrolio (Société Générale des Eaux, China Petrochemical Group), fino a poche finanziarie industriali dei trasporti, del nucleare e dell’elettronica (Mitsubishi Ufk Financial Group Inc, Dodge & Cox).

Dice niente questa mappa di “piovre” che detengono un potere sproporzionalmente elevato sull’economia globale? Che indirizzano lo spostamento di enormi riserve pubbliche statali alle banche e agli armamenti? Che sostengono la decadenza dello stato sociale pubblico a favore dei sistemi assicurativi, la privatizzazione dell’acqua e il rilancio del binomio auto-petrolio contro le rinnovabili e la mobilità sostenibile?

Come il mondo ha visto durante la crisi del 2008, queste reti sono molto instabili: basta che un nodo abbia un problema serio che questo si propaga automaticamente a tutta la rete, trascinando con sé l’economia mondiale. Si tratta comunque di reti ad alta conservazione e con relazioni e punti di comando affidati a tecnici e manager che costituiscono un olimpo internazionale e che agiscono fuori dall’interesse generale e non sono sottoposti ad alcun controllo democratico.

Questa la top 50 dei soggetti economici più influenti al mondo e le sigle delle nazioni d’appartenenza. “Sebbene Stati Uniti e Gran Bretagna dichiarino la necessità di libero mercato” commenta la dr.ssa Stefania Vitali, uno degli autori dello studio “si finisce per avere un network con imprese, perlopiù inglesi e americane, strettamente connesse fra di loro”.

1 Barclays Plc – Gb
2 Capital Group Companies Inc – Us
3 Fmr Corp – Us
4 Axa – Fr
5 State Street Corporation – Us
6 JPMorgan Chase & Co. – Us
7 Legal & General Group Plc – Gb
8 Vanguard Group, Inc., The – Us
9 Ubs Ag – Ch
10 Merrill Lynch & Co., Inc. – Us
11 Wellington Management Co. L.L.P. – Us
12 Deutsche Bank Ag – De
13 Franklin Resources, Inc. – Us
14 Credit Suisse Group – Ch
15 Walton Enterprises Llc – Us
16 Bank of New York Mellon Corp. – Us
17 Natixis – Fr
18 Goldman Sachs Group, Inc., The – Us
19 T. Rowe Price Group, Inc. – Us
20 Legg Mason, Inc. – Us
21 Morgan Stanley – Us
22 Mitsubishi Ufj Financial Group, Inc. – Jp
23 Northern Trust Corporation – Us
24 Société Générale – Fr
25 Bank of America Corporation – Us
26 Lloyds Tsb Group Plc – Gb
27 Invesco Plc – Gb
28 Allianz Se – De
29 Tiaa – Us
30 Old Mutual Public Limited Company – Gb
31 Aviva Plc – Gb
32 Schroders Plc – Gb
33 Dodge & Cox – Us
34 Lehman Brothers Holdings, Inc. – Us
35 Sun Life Financial, Inc. – Ca
36 Standard Life Plc – Gb
37 Cnce – Fr
38 Nomura Holdings, Inc. – Jp
39 The Depository Trust Company – Us
40 Massachusetts Mutual Life Insur. – Us
41 Ing Groep N.V. – Nl
42 Brandes Investment Partners, L.P. – Us
43 Unicredito Italiano Spa – It
44 Deposit Insurance Corporation of Japan – Jp
45 Vereniging Aegon – Nl
46 Bnp Paribas – Fr
47 Affiliated Managers Group, Inc. – Us
48 Resona Holdings, Inc. – Jp
49 Capital Group Internationa, Inc. – Us
50 China Petrochemical Group Co. – C

http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01 ... se/184144/

http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11 ... do/168245/

Una piccola nota... quanti nomi del Bilderberg Group sono associabili alle sigle di cui all'elenco di queste 50 multinazionali?

Ecco a voi i "Rettiliani"...



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MessaggioInviato: 27/10/2012, 23:23 
... e Barclays è al vertice... e io gli pago il mutuo tutti i mesi... [:(!]



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MessaggioInviato: 28/10/2012, 12:29 
Cita:
Atlanticus81 ha scritto:

... e Barclays è al vertice... e io gli pago il mutuo tutti i mesi... [:(!]


Non pagarglielo più. [:o)]



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urka!!! ho il conto corrente alla Barclays........[:o)]


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MessaggioInviato: 31/10/2012, 20:05 
Tratto da un articolo del 2007 http://www.ascensione.org/il_nuovo_ordine_mondiale.htm

IL NUOVO ORDINE MONDIALE

...

Gli Illuminati, sono i "potenti della Terra" ossia coloro che detengono il potere finanziario. Nonostante il nome "Illuminati" non sono spiritualmente superiori agli altri. Tuttavia sul piano astrale gli Illuminati eseguono gli ordini dei Maestri Ascesi per il semplice motivo che non hanno scelta, poichè se non lo facessero sarebbe loro tolto dai Maestri Ascesi (con il supporto dei rettiliani) il potere materiale che hanno.

Se i Maestri Ascesi sono la mente, gli Illuminati possiamo considerarli come le braccia, gli esecutori dei piani dei Maestri Ascesi.

I Rettiliani sono entità eteriche che hanno sempre governato e governano tuttora dai piani eterici le vicende umane impossessandosi degli esseri umani, che hanno un karma con essi, tramite dei riti satanici, di magia nera.

Ordine dei Gesuiti

Al vertice degli Illuminati c'è lìOrdine dei Gesuiti. L'Ordine fu fondato da Ignazio di Loyola, nel 1540 per volere del Papa Paolo III, e pian piano si è diffuso in tutte le nazioni della terra. L'ordine dei gesuiti non è un ordine religioso ma un ordine militare ed è retto con potere assoluto da un Generale dell'ordine chiamato anche il Papa nero, che risiede a Roma al quartier generale dei gesuiti in piazza del Gesù, non lontano dal Vaticano. Attualmente (2007) il Generale è Peter Hans Von Kolvenbach, olandese. Egli #65533; attorniato da 29 Superiori gesuiti come General staff cosmopolita.

Si dice che il Papa nero sia l'uomo più potente della terra. Egli governa tramite i suoi 83 luogotenenti (a lui fedelissimi) sparsi in 83 province in cui è stato diviso il mondo. Il Papa nero controlla il Vaticano e il Papa bianco.

Nel corso dei secoli, l'ordine dei gesuiti ha posto sotto il suo controllo gli illuminati ed ha creato una serie di organizzazioni che controlla direttamente o indirettamente. Fra queste quelle più strettamente collegate sono i Cavalieri di Malta e i Cavalieri di Colombo con numerose succursali in tutto il mondo. I Cavalieri di Malta controllano le banche e quindi la moneta. I CAVALIERI DI MALTA SONO IL SERVIZIO SEGRETO DEL VATICANO E DEI GESUITI. HANNO STRETTI COLLEGAMENTI CON P2/GLADIO

Le persone che fanno parte dell'ordine dei gesuiti e di tutte le sue affiliazioni (Cavalieri di Malta, Cavalieri di Colombo, Illuminati, Massoneria, Poteri finanziari, Servizi Segreti, Mafie, ecc) sono per lo più impossessate, cioè controllate dai Rettiliani (in quanto persone di infimo livello di evoluzione, nonostante che si facciano chiamare illuminati) che dai piani eterici governano ancora i destini degli esseri umani.

Molte di queste entitè eteriche, per questioni karmiche, sono "ospiti" di corpi fisici di esseri umani.

Le altre organizzazioni controllate direttamente sono:

- I servizi segreti delle nazioni (CIA, FBI, KGB/FSB, MI5, MI6, SIS, Mossad, BND, DGSE, SISDE, SISMI, ecc). La CIA ed il KGB non sono mai stati nemici ai vertici. Tali due agenzie furono finanziate dalle banche internazionali del Vaticano e dalle corporations guidate dai Cavalieri di Malta e dalla Massoneria Shriner, sotto il controllo del Papa nero.

- Gli ebrei Sionisti che governano lo stato di Israele con il quale opera in combutta per fomentare guerre e terrorismo, nonchè per fare pressione sugli USA e su altre nazioni (compresa Italia).

- La massoneria in tutte le sue diramazioni. La Massoneria riunisce tutte le religioni in una. La massoneria islamica include anche Osama Bin Laden, reclutato dalla CIA nel 1986 che gli diede 3 mld di dollari per costituire i Mujaheddin che dovevano combattere i russi in Afganistan e costruire poi al Qaeda International Terrorist Network che include Hamas, Hezbollah, e Egyptian Islamic Jihad.

- Le banche centrali e le grosse banche mondiali controllate direttamente dai Cavalieri di Malta e dai massoni. Molti banchieri inoltre sono ebrei.

- La mafia: Cosa Nostra, mafia siciliana, mafia calabrese, camorra, sacra corona, mafia cinese, mafia russa, Yacuza (mafia giapponese), ecc.

- l'ONU tramite il quale raggiungere il Nuovo Governo Mondiale.

...

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Obiettivi principali dell'Ordine dei Gesuiti:

- Prestare denaro (creato dal nulla) con interessi, tramite le banche centrali e le banche ordinarie
- Servirsi degli Ebrei sionisti per fomentare guerre e terrorismo e per farne poi i capri espiatori delle nefandezze commesse
- Sterminare leader eretici e principali oppositori (religioni ribelli al cattolicesimo)
- Costruire leader fantocci quali Hitler, Mao, Stalin per estendere l'inquisizione
- Organizzare stragi di indigeni infedeli
- Istituire Società per competere con gli individui
- Fondazione del Governo Centrale degli Stati Uniti
- Fondazione della Federal Reserve Bank degli Stati Uniti
- Fondare e controllare le Società segrete
- Centralizzare il potere interno con il controllo dei servizi segreti delle nazioni
- Costruire conflitti quali Guerra Fredda e Terrorismo
- Creare eventi artificiali quali 9/11 per manipolare le popolazioni
- Determinare il modo di pensare della gente attraverso il controllo dell'Istruzione, della Storia e dei Media
- Mantenere un esercito coscritto attraverso la repressione economica e l'inquisizione
- Orientare la tecnologia e la conoscenza, boicottare le invenzioni di Tesla e promuovere quelle di Einstein
- Gestire la salute dei popoli.

Gli Illuminati sono in parte umani, in parte rettiliano-umani (cioè persone umane i cui corpi eterici sono stati o fortemente connessi ad entità rettiliane o completamente mangiati da rettiliani; in questo secondo caso, il corpo eterico della persona è proprio rettiliano al 100%).

Gli Illuminati si sono autodefiniti tali. Non sono in alcun modo spiritualmente superiori agli altri. Molti umani fisici che sono etericamente parte degli Illuminati non sono assolutamente coscienti di cosa siano questi Illuminati e di come manipolino a livello eterico. Anche la stragrande maggioranza degli umano-rettiliani non sanno di essere tali.

Gli Illuminati sono una rete di società segrete composta da personaggi occulti di livello sociale molto elevato ultra ricchi che stanno al di sopra della legge. Molti di essi neppure figurano nelle classifiche degli uomini più ricchi del mondo: è un segreto. Appartengono a poche famiglie (dinastie) più ricche del mondo che lo governano dietro le quinte. Costituiscono la "nobiltà nera" Le loro linee di sangue risalgono a migliaia di anni addietro.

Il loro potere risiede nell'occulto e nella creazione del denaro dal nulla. Gli illuminati possiedono tutte le banche centrali ed internazionali, il business del petrolio, dell'industria e del commercio; sono infiltrati nella politica e controllano gran parte dei governi e dei mass media.

I POTERI FINANZIARI MONDIALI

Ecco i nomi delle 13 dinastie:

- ASTOR, BUNDY, COLLINS, DUPONT, FREEMAN, KENNEDY, LI (cinese), ONASSIS, ROCKEFELLER, ROTHSCHILD, RUSSELL, VAN DUYN, MEROVINGI (famiglie reali europee). A queste sono interconnesse altre famiglie: Reynolds, Disney, Krupp, McDonald

- A queste sono inoltre legati altri nomi quali: Warburg, Lehman Brothers, Lazard Brothers, K#476;hn Loeb, Goldman Sachs, Israel Moses Seif, Paterson, Morgan, Hammer, Goldsmith, Ford, ecc.

I BRACCI OPERATIVI DEGLI ILLUMINATI

- Il Gruppo dei trenta (in cui figura il nome di Tommaso Padoa-Schioppa, ministro del Tesoro, imposto dalla Goldman Sachs ed accettato supinamente dal governo Prodi per fare gli interessi dei banchieri) che oggi ha il maggior potere sul pianeta, la Trilateral Commission, il Council on Foreign Relations (CFR), il Bilderberg Group, il BIS (Banca per i Regolamenti Internazionali) con sede a Basilea, il Club de Paris, il Fondo Monetario Internazionale (FMI), la Banca Mondiale (BM), l'Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO), la Camera di Commercio Internazionale (CCI), l'Institute of International Finance, il Forum di Davos; e, ancora, il Comitato di Bali, per la supervisione bancaria; l'IOSCO (International Organisation of Securities Commissions), per la supervisione delle Borse e dei mercati di capitali; l'ISMA (International Securities Market Association); l'IAIS (International Association of Insurance Supervisors), per la vigilanza sulle compagnie di assicurazione; e l'ISO (International Standard Organisation), e tante altre.

Al potere ormai finito dei governi degli Stati-Nazioni si è sostituito un nuovo potere, planetario, globale, che sfugge totalmente al controllo della democrazia, all'oscuro dei cittadini che ancora continuano ad eleggere le istituzioni.

Il pianeta è diretto oggi da questa costellazione di organizzazioni inseriti all'interno di una struttura piramidale, al cui vertice risiede la mente, l' "occhio" del governo globale che usa organi esecutivi e politici. Le forse esecutive e direttive si ripartiscono in differenti sfere di potere, quale quello economico-finanziario, il potere militare e quello scientifico, la sfera del potere economico e finanziario, mentre le sette e le religioni agiscono come cellule direttamente collegate all'apparato esecutivo.

In particolare, il potere politico del sistema è esercitato da una rete di influenza, costituita da organizzazioni legate e strettamente complementari tra di loro, e la loro coesione è assicurata proprio dall'appartenenza simultanea di certe personalità a molte di loro, e allo stesso comitato esecutivo, fermo restando che tutte hanno tra i loro soci fondatori membri degli Illuminati.

Il governo mondiale ha creato delle armi invisibili, che possono:

- distruggere delle opportunità
- controllare l'ambiente naturale economico
- controllare la disponibilità delle materie prime
- controllare il capitale
- controllare i tassi bancari
- controllare l'inflazione della moneta
- controllare il possesso delle proprietà
- controllare la capacità industriale
- controllare la fabbricazione
- controllare la disponibilità dei beni di consumo
- controllare i prezzi
- controllare i servizi, la forza di lavoro, ecc.
- controllare i pagamenti ai funzionari del governo
- controllare le funzioni giuridiche
- controllare gli schedari di dati personali
- controllare la pubblicità
- controllare il contatto coi media
- controllare il materiale trasmesso mediante il ricevimento TV
- deviare l'attenzione dai problemi reali
- incoraggiare le emozioni
- creare il disordine, il caos, e l'alienazione mentale
- controllare l'elaborazione di formulari di tasse più dettagliate
- controllare lo smistamento delle notizie
- sviluppare le analisi e i profili psicologici sugli individui
- controllare i fattori sociologici
- controllare le possibilità di ricchezza
- fare del debole una preda
- neutralizzare le forze
- trattenere la ricchezza e la sostanza

PRIVATIZZAZIONI

aquisition finance: la finanza per acquistare aziende. Come funziona? Un imprenditore, che può anche non disporre di tutto il capitale dell'azienda che vuole comprarsi, si rivolge a banche, normalmente grandi banche d'affari estere come nel caso Telecom, che gli forniscono i capitali per comprare una società. Presenta un progetto industriale, cioè un progetto in cui lui dice "io voglio comprarmi la Telecom, voi mi prestate i soldi, quando ho comprato la Telecom i soldi ve li restituisce la Telecom": questo è lo schema dell'operazione. In cui ovviamente l'acquisizione, in questo caso una privatizzazione, non crea capitale nuovo per un'azienda importante come quella della telefonia italiana, ma anzi l'azienda importante verrà indebitata per restituire i soldi di chi l'ha comprata. E' un sistema per cui tra due soggetti, chi vende e chi compra, si scambiano i ruoli: alla fine paga chi è comprato, e questo è successo con tutte le privatizzazioni italiane. Chi ha guadagnato dalle privatizzazioni italiane sono le grandi banche d'affari straniere (es:GOLDMAN & SACHS). Facevano da advisor al Ministero del Tesoro quando si trattava di vendere e da finanziatori agli imprenditori quando si trattava di comprare. Come dire, se si gioca dalle due parti del tavolo è difficile perdere. "

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LA RECENTE CRISI DELLE BORSE

Tutte le crisi sono manovrate dagli "Illuminati". Fa parte del ciclo...

La crisi recente (2007-2008) è una conseguenza dei tassi bassi che avevano fatto e che poi hanno alzato mettendo in crisi quelli che hanno acceso mutui (subprime). Lo scopo è quello di rendere i ricchi sempre più ricchi ed i poveri sempre più poveri (vedi credito al consumo)... eliminando quindi la middle class, la borghesia, che è quella che potrebbe cambiare il sistema

I poveri non fanno niente perchè troppo ignoranti di come funziona il sistema, facilmente manovrabili, e lavorano troppo per avere le energie di fare altre cose.

LE ISOLE CAYMAN E GLI "HEDGE FUNDS"

Il "Glossary of the Global Financial Casino" dell'Executive Intelligence Review (EIR) pubblicato il 27 Maggio 2005, definisce un hedge fund come "una forma di fondo comune di investimento utilizzata da individui e istituzioni facoltosi per impegnarsi in attività speculative aggressive proibite ai normali fondi comuni di investimento.

Gli hedge funds sono limitati per legge ad un numero massimo di 100 investitori per fund, e si presume che tali investitori siano abbastanza bene informati per capire i rischi.

Molti hedge funds hanno un ammontare minimo di investimento richiesto estremamente alto, che va dai 250 mila dollari a ben oltre il milione di dollari.

E dove si trovano quegli hedge funds? 8.282 su un totale di 9.800 hedge funds operanti in tutto il mondo alla fine del terzo trimestre del 2006, sono stati registrati nelle Isole Cayman, una colonia britannica governata come una dittatura da un Royal Governor [Governatore Reale, ndt] nominato dalla regina Elisabetta II, con una popolazione locale di 57.000 persone.

La Cayman Islands Monetary Authority (CIMA) [Autorità Monetaria delle Isole Cayman, ndt] serve ufficialmente a "regolare" gli hedge funds, mentre invece mette in atto un racket di protezione per il loro commercio di derivati e di esenzione fiscale. La CIMA concede ad ogni hedge fund, alla registrazione, una esenzione di 100 anni da qualunque tassa; protegge l'attività dei funds dietro un muro di segretezza ufficiale; impedisce ad altre nazioni di regolare i funds insistendo sulla prima ed ultima autorità nell'area.

E il resto degli hedge funds mondiali, non registrati nelle Isole Cayman, sono registrati in altre colonie britanniche, come le Bahamas, le Bermuda, le Isole Vergini britanniche e l'isola di Man.

Gli hedge funds sono lo strumento che usa l'Oligarchia Finanziaria Globale per sottomettere le nazioni sfuggendo a qualunque controllo.

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MessaggioInviato: 11/01/2013, 17:42 
Qualcuno ci aveva provato a metterci in guardia...

Presidenti americani schiettamente complottisti

I poteri del capitalismo finanziario avevano un obiettivo più ampio, niente meno che la creazione di un sistema globale di controllo finanziario in mani private in grado di dominare il sistema politico di ciascuna nazione e l’economia mondiale nel suo complesso. Questo sistema andava controllato in stile feudale dalle banche centrali di tutto il mondo, agendo di concerto, per mezzo di accordi segreti raggiunti in frequenti incontri privati e conferenze. Al culmine della piramide ci doveva essere l’elvetica Banca dei Regolamenti Internazionali (BRI) di Basilea, una banca privata posseduta e controllata dalle banche centrali mondiali che a loro volta erano imprese private…non bisogna immaginare che questi dirigenti della principali banche centrali del mondo fossero loro stessi dei ragguardevoli potenti nel mondo della finanza.

Non lo erano. Erano piuttosto dei tecnici e gli agenti dei massimi banchieri commerciali delle loro rispettive nazioni, che li avevano allevati ed erano perfettamente capaci di liberarsene…e che rimanevano in gran parte dietro le quinte…Questi costituivano un sistema di cooperazione internazionale e di egemonia nazionale più privato, più potente e più segreto di quello dei loro agenti nelle banche centrali. Il dominio dei banchieri commerciali era fondato sul controllo dei flussi di credito e dei fondi di investimento nelle loro nazioni e nel mondo….potevano dominare i governi attraverso il controllo dei debiti nazionali e dei cambi. Quasi tutto questo potere era esercitato dall’influenza personale e dal prestigio di uomini che in passato avevano dimostrato la capacità di portare a compimento con successo dei golpe finanziari, di mantenere la parola data, di mantenere la mente fredda nelle crisi e di condividere le loro opportunità più vantaggiose con i loro associati.

Carroll Quigley, docente di storia, scienze politiche e geopolitica a Princeton, Harvard e Georgetown e mentore del giovane Bill Clinton, da “Tragedy and Hope: A History of the World in Our Time” (New York: Macmillan, 1966).

Molte persone non tengono in nessun conto l’ovvia constatazione che il potere corrompe ed il potere assoluto corrompe assolutamente. Queste persone vivono serenamente, godendo del tacito appoggio della massa (e dei media), spinta a farlo dai naturali meccanismi di difesa della psiche: nessuno vuole scoprire che la sua esistenza è precaria; che esercita solo un minimo controllo su di essa; che la realtà rischia di essere davvero così inquietante come in certi momenti ci troviamo a sospettare; che esistono forze economiche, politiche che lo considerano una cifra, una pedina; che la sua noncuranza, la sua beata innocenza rappresentano i migliori alleati di queste forze.

Tre presidenti americani – F.D. Roosevelt, D.D. Eisenhower e J.F. Kennedy – hanno dimostrato di non essere così sprovveduti. Nel 1936, Franklin D. Roosevelt, nel suo discorso di accettazione della ricandidatura (Philadelphia, 27 giugno 1936) avvertiva i suoi concittadini che il superamento del feudalesimo e l’abolizione della schiavitù non aveva esaurito la necessità di combattere per la libertà e contro i potentati:

Perché da questa civiltà moderna gli aristocratici dell’economia hanno ricavato per sé nuove dinastie. Nuovi regni sono stati edificati sulla concentrazione del controllo dei beni materiali. Attraverso nuovi utilizzi di aziende, banche e titoli, nuovi macchinari industriali ed agricoli, nuovi usi del lavoro e dei capitali – il tutto inimmaginabile per i nostri avi – l’intera struttura della vita moderna è stata posta al servizio di questa nuova sovranità.

Non c’era posto in mezzo a questa regalità per le nostre molte migliaia di piccoli imprenditori e commercianti che hanno cercato di fare un uso degno e dignitoso del sistema americano di iniziativa e profitto. Non erano più liberi di quanto lo fossero operai e contadini. Anche i ricchi onesti e di vedute progressiste, consapevoli di quanto il loro successo fosse dovuto ad una miriade di fattori, non avrebbero mai potuto sapere dove inserirsi in questo schema dinastico.

È stato naturale e forse umano che i principi privilegiati di queste nuove dinastie economiche, assetati di potere, allungassero le mani per il controllo del governo stesso. Hanno creato un nuovo dispotismo e lo hanno avvolto nelle vesti delle beneplaciti giuridici. Al servizio di questo sistema, nuovi mercenari hanno cercato di irreggimentare la popolazione, il loro lavoro, le loro proprietà. E come risultato l’uomo comune si trova ancora una volta ad affrontare gli stessi problemi dei Minute Man (patrioti che dovevano essere pronti a combattere gli inglesi nel giro di un minuto, NdT).

Le ore di lavoro, i salari ricevuti, le condizioni di lavoro, tutto questo era passato al di là del controllo delle persone e veniva imposto da questa nuova dittatura industriale. I risparmi della famiglia media, il capitale del piccolo uomo d’affari, gli investimenti messi da parte per la vecchiaia – insomma il denaro altrui – sono stati lo strumento che la nuova regalità economica ha impiegato per trincerarsi.

Coloro che lavoravano la terra non raccoglievano più i frutti che spettavano loro di diritto. I loro modici guadagni erano decretati da uomini che vivevano in città lontane.

In tutta la nazione, le opportunità erano limitate dai monopoli. L’iniziativa personale è stata schiacciata dagli ingranaggi di questa grande macchina. Lo spazio per la libera intrapresa era sempre più ristretto. L’impresa privata, infatti, è diventata troppo privata. È diventata un’impresa privilegiata, non libera.

Un venerando giudice inglese una volta ha detto: “Gli uomini bisognosi non sono uomini liberi”. La libertà richiede la possibilità di farsi una vita decente in accordo con gli standard del proprio tempo, una vita che dia all’uomo non solo quanto basta per vivere, ma qualcosa per cui vivere.

Per troppi di noi l’uguaglianza politica che avevamo conquistato era priva di significato di fronte alla disuguaglianza economica. Un piccolo gruppo aveva concentrato nelle proprie mani il controllo pressoché completo sulle proprietà altrui, il denaro altri, il lavoro altrui, le altrui vite. Per troppi di noi la vita non era più libera, la libertà non era più reale, gli uomini non potevano più perseguire la ricerca della felicità.

Dwight D. Eisenhower, nel suo discorso di addio alla nazione, il 17 gennaio 1961, più allarmato ancora:

Nei concili di governo, dobbiamo guardarci le spalle contro l’acquisizione di influenze che non danno garanzie, sia palesi che occulte, esercitate dal complesso militare-industriale. Il potenziale per l’ascesa disastrosa di poteri che scavalcano la loro sede e le loro prerogative esiste ora e persisterà in futuro. Non dobbiamo mai permettere che il peso di questa combinazione di poteri metta in pericolo le nostre libertà o processi democratici. Non dobbiamo presumere che nessun diritto sia dato per garantito. Soltanto un popolo di cittadini allerta e consapevole può esercitare un adeguato compromesso tra l’enorme macchina industriale e militare di difesa ed i nostri metodi pacifici ed obiettivi a lungo termine in modo che sia la sicurezza che la libertà possano prosperare assieme.

Infine John F. Kennedy, in un discorso tenuto all’hotel Waldorf-Astoria di New York, il 27 aprile 1961, poco più di due anni prima del suo assassinio:

Signore e signori, la parola “segretezza” è ripugnante in una società libera e aperta e noi, come popolo, ci siamo opposti, intrinsecamente e storicamente, alle società segrete, ai giuramenti segreti e alle riunioni segrete. Siamo di fronte, in tutto il mondo, ad una cospirazione monolitica e spietata, basata soprattutto su mezzi segreti per espandere la sua sfera d’influenza, sull’infiltrazione anziché sull’invasione, sulla sovversione anziché sulle elezioni, sull’intimidazione anziché sulla libera scelta.

È un sistema che ha reclutato ampie risorse umane e materiali nella costruzione di una macchina affiatata, altamente efficiente, che combina operazioni militari, diplomatiche, di intelligence, economiche, scientifiche e politiche. Le sue azioni non vengono diffuse, ma tenute segrete. I suoi errori non vengono messi in evidenza, ma vengono nascosti. I suoi dissidenti non sono elogiati, ma ridotti al silenzio. Nessuna spesa viene contestata. Nessun segreto viene rivelato. Ecco perché il legislatore ateniese Solone decretò che evitare le controversie fosse un crimine per ogni cittadino. Sto chiedendo il vostro aiuto nel difficilissimo compito di informare e allertare il popolo americano. Sono convinto che con il vostro aiuto l’uomo diventerà ciò che per cui è nato: un essere libero e indipendente.

Poi i due Kennedy sono stati uccisi e le cose sono cambiate. Ora c’è più cautela.

Consideriamo tre dichiarazioni pubbliche risalenti al 2008, in piena campagna elettorale per le presidenziali americane che hanno portato alla vittoria Obama.

La prima è di Joe Biden, candidato alla vice-presidenza: “non passeranno sei mesi prima che il mondo metta alla prova Barack Obama come fece con John Kennedy (riferimento alla crisi dei missili di Cuba, NdR)… Ricordate quel che vi ho detto ora, se anche non ricorderete nessun’altra delle cose che ho detto. Badate, stiamo per avere una crisi internazionale, una crisi provocata (generated), per mettere alla prova la stoffa di quest’uomo…vi assicuro che succederà…e non sarà chiaro fin da subito che abbiamo ragione (20 ottobre, 2008).

La seconda è di Colin Powell, segretario di stato nella prima amministrazione Bush (20 ottobre, 2008): “I problemi resteranno sul tavolo e ci sarà una crisi, una crisi che arriverà il 21, 22 gennaio, la cui natura non ci è ancora chiara. Quindi penso che quello che il Presidente dovrà fare è iniziare a utilizzare il potere presidenziale e la forza della sua personalità per convincere il popolo americano e convincere il mondo che l’America è solida, che l’America andrà avanti, che risolveremo i nostri problemi economici e che rispetteremo i nostri obblighi con le altre nazioni”.

La terza arriva in serata, è di Madeleine Albright, segretaria di stato nella seconda amministrazione Clinton, alla quale si domanda di commentare quanto detto da Biden: “beh, penso sia una constatazione dei fatti, francamente…”.

Qui i videoclip che documentano queste dichiarazioni:

http://www.staticbrain.com/archive/prop ... -albright/

Alcuni giorni dopo Zbigniew Brzezinski, uno dei pezzi grossi della politica internazionale americana, conferma questa linea: “Penso che quello che sta succedendo in questo momento – che non è altro che una crisi globale della leadership americana, niente di meno che questo – penso che il presidente eletto, chiunque sarà – e ho le mie preferenze [Obama, NdT] – dovrà iniziare subito ad inviare segnali, e dovrà prepararsi ad affrontare alcuni problemi imminenti”

http://transcripts.cnn.com/TRANSCRIPTS/ ... ps.01.html

Non siamo stati abbastanza vigili e oggi siamo arrivati fino a questo punto...

Immagine

http://versounmondonuovo.wordpress.com/


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MessaggioInviato: 26/01/2013, 13:07 
Un grafico molto dettagliato, simile a quello che concepii durante la creazione del mio libro, che illustra schematicamente il "Sistema" concepito dai 'Rettiliani' per il dominio del mondo e dell'Uomo in Occidente.

Immagine

La sintesi della strategia seguita dalla corrente 'finanziaria' del Player C oggi... Lo strumento principale per il controllo a livello 'materiale' del Sistema... il piano finanziario della Matrix... propedeutico e strumentale al controllo informativo e, spirituale, dell'Uomo e delle sue Energie che tanto fanno gola ai Rettiliani

http://www.progettoatlanticus.net/2013/ ... stema.html



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MessaggioInviato: 08/02/2013, 16:01 
Chi governa il mondo? La prova consistente che un gruppo ristretto di ricchi elitari tira le fila

Esiste un gruppo oscuro di elitisti oscenamente ricchi che controllano il mondo? Uomini e donne con enormi somme di denaro governano davvero il mondo da dietro le quinte? La risposta potrebbe sorprendervi. La maggior parte di noi tende a pensare al denaro come ad un modo conveniente per effettuare transazioni, ma la verità è che esso rappresenta anche il potere e il controllo. E oggi viviamo in un sistema neo-feudale in cui i super ricchi tirano tutte le corde.

Quando parlo degli ultra-ricchi, non parlo di persone che hanno qualche milione di dollari. Come si vedrà più avanti in questo articolo, gli ultra-ricchi hanno abbastanza soldi, depositati in banche offshore, da acquistare tutti i beni e i servizi prodotti negli Stati Uniti nel corso di un intero anno ed essere ancora in grado di pagare tutto il debito nazionale degli Stati Uniti. E’ una somma di denaro così grande da essere quasi inconcepibile.

In base a tale sistema neo-feudale, tutto il resto di noi siamo schiavi del debito, compresi i nostri governi. Basta guardarsi intorno – tutti stanno annegando nel debito, e tutto quel debito sta rendendo gli ultra-ricchi ancora più ricchi. Ma gli ultra-ricchi non stanno semplicemente seduti su tutta quella ricchezza. Ne usano una parte per dominare gli affari delle nazioni. Gli ultra-ricchi possiedono praticamente ogni grande banca e ogni grande società del pianeta. Usano una vasta rete di società segrete, think tank e organizzazioni di beneficenza per promuovere le loro agende e per mantenere in riga i loro membri.

Controllano il modo in cui vediamo il mondo attraverso i loro diritti di proprietà sui media e il loro dominio sul nostro sistema di istruzione. Finanziano le campagne della maggior parte dei nostri politici ed esercitano un’enorme influenza su organizzazioni internazionali come le Nazioni Unite, il Fondo monetario internazionale, la Banca mondiale e il WTO. Se fate un passo indietro e date un’occhiata al quadro generale, non c’è dubbio su chi gestisce il mondo. E’ solo che la maggior parte delle persone non vuole ammettere la verità.

Gli ultra-ricchi non vanno a depositare i loro soldi in una banca locale come voi e me. Al contrario, tendono a riporre le loro attività in luoghi in cui non saranno tassati, come le Isole Cayman. Secondo un rapporto che è stato rilasciato la scorsa estate, l’élite globale ha più di 32 trilioni di dollari nascosti in banche offshore in tutto il mondo.

Il PIL degli Stati Uniti nel 2011 era di circa 15.000 miliardi di dollari, e il debito nazionale degli Stati Uniti è arrivato a circa 16.000 miliardi di dollari, così che se anche li sommaste, insieme non raggiungerebbero 32.000 miliardi di dollari.

E, naturalmente, non stiamo considerando neanche i soldi nascosti in altri luoghi che lo studio non ha calcolato, e neanche tutta la ricchezza che l’élite globale ha in beni solidi come quelli immobiliari, metalli preziosi, opere d’arte, yacht, etc

L’élite globale ha davvero accumulato una quantità incredibile di ricchezza in questi tempi difficili. Si legge in un articolo dell’Huffington Post …

Cita:
Alcuni individui ricchi e le loro famiglie hanno più di 32.000 miliardi di dollari di risorse finanziarie nascoste in paradisi fiscali off-shore, che rappresentano più di 280 miliardi di di dollari di perdita nelle entrate fiscali, secondo la ricerca pubblicata Domenica.

Lo studio stima l’entità della ricchezza finanziaria privata globale detenuta in conti off-shore – escluse le attività non finanziarie, come quella immobiliare, oro, yacht e cavalli da corsa – e ritiene che sia compresa tra i 21 e i 32 miliardi di dollari.

La ricerca è stata condotta in seguito alla pressione del gruppo Tax Justice Network, che si batte contro i paradisi fiscali, da James Henry, ex economista capo del gruppo di consulenti McKinsey & Co.

Ha usato i dati della Banca Mondiale, Fondo Monetario Internazionale, Nazioni Unite e banche centrali.


Ma, come ho detto in precedenza, l’élite globale non ha semplicemente un sacco di soldi. Ha anche acquistato praticamente quasi ogni grande banca e ogni grande società in tutto il pianeta.

Secondo un’eccezionale articolo del NewScientist, uno studio condotto dal Politecnico Federale di Zurigo su oltre 40.000 imprese transnazionali ha scoperto che un nucleo molto ristretto di grandi banche e gigantesche società saccheggiatrici dominano l’intero sistema economico mondiale …

Cita:
Un’analisi delle relazioni tra 43.000 imprese transnazionali ha identificato un gruppo relativamente piccolo di aziende, soprattutto banche, con un potere sproporzionato sull’economia globale.


I ricercatori hanno scoperto che questo nucleo centrale è costituito da sole 147 aziende connesse molto strettamente …

Cita:
Quando la squadra ha esaminato ulteriormente la rete di proprietà, ha trovato che in gran parte risalivano ad una “super-entità” di 147 società ancora più strettamente legate – tutta la loro proprietà è detenuta da altri membri della super-entità – che controllano il 40 per cento della ricchezza totale della rete. “In effetti, meno dell’1 per cento delle imprese sono in grado di controllare il 40 per cento di tutta la rete”, dice Glattfelder. Per la maggior parte si tratta di istituzioni finanziarie. Tra le 20 principali ci sono la Barclays Bank, JPMorgan Chase & Co, e il Gruppo Goldman Sachs.


Le seguenti sono le principali 25 banche e società nel cuore di questa “super-entità”. Molti dei nomi sulla lista sono conosciuti…

1. Barclays plc
2. Capital Group Companies Inc
3. FMR Corporation
4. AXA
5. State Street Corporation
6. JP Morgan Chase & Co
7. Legal & General Group plc
8. Vanguard Group Inc
9. UBS AG
10. Merrill Lynch & Co Inc
11. Wellington Management Co LLP
12. Deutsche Bank AG
13. Franklin Resources Inc
14. Credit Suisse Group
15. Walton Enterprises LLC
16. Bank of New York Mellon Corp
17. Natixis
18. Goldman Sachs Group Inc
19. T Rowe Price Group Inc
20. Legg Mason Inc
21. Morgan Stanley
22. Mitsubishi UFJ Financial Group Inc
23. Northern Trust Corporation
24. Société Générale
25. Bank of America Corporation

L’élite ultra-ricca spesso si nasconde dietro strati e strati di proprietà, ma la verità è che grazie ad un incastro di relazioni aziendali, l’élite controlla praticamente quasi tutte le società Fortune 500.

La quantità di potere e di controllo che questo conferisce loro è difficile da descrivere.

Purtroppo, questo stesso gruppo di persone gestisce le cose da moltissimo tempo. Ad esempio, il sindaco di New York John F. Hylan ha dichiarato quanto segue durante un discorso tenuto nel lontano 1922 …

Cita:
La vera minaccia alla nostra Repubblica è il governo invisibile, che come una piovra gigante allunga i suoi viscidi tentacoli sulle nostre città, stati e nazioni. Senza fare semplici generalizzazioni, lasciatemi dire che a capo di questa piovra ci sono la Rockefeller-Standard Oil e un piccolo gruppo di potenti istituzioni bancarie generalmente indicate come banchieri internazionali. La piccola cricca di potenti banchieri internazionali praticamente dirige il governo degli Stati Uniti per i suoi scopi egoistici.

Praticamente controllano entrambe le parti, scrivono le piattaforme politiche, usano come burattini i leader di partito, utilizzano i dirigenti delle organizzazioni private, e ricorrono ad ogni strumento per mettere in nomination per le alte cariche pubbliche solo quei candidati che si assoggetteranno ai dettami delle grandi imprese corrotte.

Questi banchieri internazionali e la Rockefeller-Standard Oil possiedono la maggioranza dei giornali e riviste in questo paese. Usano le colonne di queste riviste per sottomettere o scacciare i funzionari di cariche pubbliche che si rifiutano di eseguire gli ordini delle potenti cricche corrotte che compongono il governo invisibile. Operano sotto la copertura di uno schermo creato da loro stessi [e] sequestrano i nostri dirigenti, gli organi legislativi, le scuole, i tribunali, i giornali e ogni agenzia creata per la sicurezza pubblica.


Questi banchieri internazionali hanno creato le banche centrali di tutto il mondo (tra cui la Federal Reserve ), e usano le banche centrali per intrappolare i governi del mondo in cicli di debito senza fine da cui non c’è scampo. Il debito pubblico è un modo per prendere i soldi da tutti noi “legittimamente”, trasferirli al governo, e quindi trasferirli nelle tasche degli ultra-ricchi.

Oggi, Barack Obama, e quasi tutti i membri del Congresso rifiutano assolutamente di criticare la Fed, ma in passato ci sono stati alcuni membri coraggiosi del Congresso che sono stati capaci di prendere una posizione. Ad esempio, la seguente citazione proviene da un discorso che il deputato Louis T. McFadden tenne alla Camera dei Rappresentanti il 10 giugno, 1932 …

Cita:
Signor Presidente, in questo paese abbiamo una delle istituzioni più corrotte che il mondo abbia mai conosciuto. Mi riferisco al Consiglio della Federal Reserve e alle banche della Federal Reserve. Il Consiglio della Federal Reserve, una commissione governativa, ha truffato il Governo degli Stati Uniti e il popolo degli Stati Uniti di una quantità tale di soldi che basterebbe a pagare il debito nazionale. I saccheggi e le iniquità del Consiglio della Federal Reserve sono costati a questo paese abbastanza soldi da pagare il debito nazionale più volte. Questa istituzione malvagia ha impoverito e rovinato il popolo degli Stati Uniti, si è ridotta in bancarotta, e ha mandato praticamente in bancarotta il nostro Governo. Lo ha fatto attraverso i difetti della legge sotto cui opera, attraverso la cattiva amministrazione di tale legge da parte del Consiglio della Federal Reserve, e attraverso le pratiche corrotte dei danarosi avvoltoi che la controllano.


Purtroppo, la maggior parte degli americani crede ancora che la Federal Reserve sia un’”agenzia federale”, ma assolutamente non è così. La seguente citazione proviene dal sito factcheck.org …

Cita:
Gli azionisti delle 12 banche regionali della Federal Reserve sono banche private che rientrano nel Sistema della Federal Reserve. Queste includono tutte le banche nazionali (protette dal governo federale) e quelle banche statali che desiderano aderire e rispondono a determinati requisiti. Circa il 38 per cento delle oltre 8.000 banche nazionali sono membri del sistema, e quindi possiedono le banche FED.


Secondo i ricercatori che hanno esaminato la proprietà delle grandi banche di Wall Street che dominano la Fed, gli stessi nomi appaiono più e più volte: i Rockefeller, i Rothschild, i Warburg, i Lazard, gli Schiff e le famiglie reali d’Europa .

Ma i banchieri internazionali ultra-ricchi non hanno fatto questo genere di cose solo negli Stati Uniti. Il loro obiettivo era quello di creare un sistema finanziario globale dominato e controllato da loro. Basta leggere quello che il professore di storia della Georgetown University Carroll Quigley ha scritto una volta …

Cita:
l poteri del capitalismo finanziario avevano un altro obiettivo di vasta portata, niente meno che di creare un sistema mondiale di controllo finanziario in mani private in grado di dominare il sistema politico di ogni paese e l’economia del mondo nel suo complesso. Questo sistema doveva essere controllato in un regime feudale dalle banche centrali del mondo che agiscono di concerto, tramite accordi segreti concordati in frequenti incontri e conferenze private. Il vertice del sistema doveva essere la Banca dei Regolamenti Internazionali di Basilea, in Svizzera, una banca privata posseduta e controllata dalle banche centrali mondiali, esse stesse corporazioni private.


Purtroppo, la maggior parte degli americani non ha mai nemmeno sentito parlare della Banca dei Regolamenti Internazionali, che è al centro del sistema finanziario globale. Di seguito una citazione da Wikipedia …

Cita:
Come organizzazione di banche centrali, la BRI si propone di rendere la politica monetaria più prevedibile e trasparente tra le sue 58 banche centrali membri. Quando la politica monetaria è determinata da ciascuna nazione sovrana, non è soggetta al controllo di banche centrali e private e potenzialmente alla speculazione che colpisce i tassi di cambio e soprattutto il destino delle economie di esportazione. La mancanza del mantenimento della politica monetaria in linea con la realtà e delle riforme monetarie nel tempo, prefissata come politica simultanea di tutte le 58 banche associate, con la partecipazione del Fondo monetario internazionale, storicamente, ha portato a perdite dell’ordine di miliardi poichè le banche cercano di mantenere una politica usando metodi di mercato aperto che hanno dimostrato di essere basati su ipotesi irrealistiche.


Gli ultra-ricchi hanno anche svolto un ruolo importante nella creazione di altre principali istituzioni internazionali come le Nazioni Unite, il Fondo monetario internazionale, la Banca mondiale e il WTO. Infatti, il terreno per la sede delle Nazioni Unite a New York City è stato acquistato e donato da John D. Rockefeller.

I banchieri internazionali sono “internazionalisti” e sono molto orgogliosi di esserlo.

L’élite domina anche il sistema di istruzione negli Stati Uniti. Nel corso degli anni, la Fondazione Rockefeller e altre organizzazioni elitarie hanno riversato enormi quantità di denaro nelle scuole della Ivy League. Oggi, le scuole Ivy League sono considerate lo standard rispetto al quale si misurano tutte le altre università in America, e gli ultimi quattro presidenti degli Stati Uniti sono stati educati in scuole della Ivy League.

L’élite esercita un’enorme influenza anche attraverso varie società segrete (Skull and Bones, massoneria, ecc), alcuni think tank molto potenti e centri sociali (il Council on Foreign Relations, la Commissione Trilaterale, il Gruppo Bilderberg, il Bohemian Grove, Chatham House, ecc), e attraverso una vasta rete di associazioni di beneficenza e organizzazioni non governative (la fondazione Rockefeller, la Fondazione Ford, il World Wildlife Fund, ecc.)

Ma per un attimo, voglio concentrarmi sul potere che l’élite ha sui media. In un precedente articolo, ho descritto il modo in cui solo sei giganti monolitici aziendali controllano la maggior parte di quello che guardiamo, sentiamo e leggiamo ogni giorno. Queste società gigantesche possiedono reti televisive, canali via cavo, studi cinematografici, giornali, riviste, case editrici, etichette musicali e anche molti dei nostri siti web preferiti.

Considerando il fatto che l’Americano medio guarda 153 ore di televisione al mese, l’influenza di queste sei società per azioni giganti non deve essere sottovalutata. Quelle che seguono sono solo alcune delle società mediatiche possedute da queste gigantesche multinazionali …

Time Warner

Home Box Office (HBO)
Time Inc.
Turner Broadcasting System, Inc.
Warner Bros. Entertainment Inc.
CW Network (partial ownership)
TMZ
New Line Cinema
Time Warner Cable
Cinemax
Cartoon Network
TBS
TNT
America Online
MapQuest
Moviefone
Castle Rock
Sports Illustrated
Fortune
Marie Claire
People Magazine

Walt Disney

ABC Television Network
Disney Publishing
ESPN Inc.
Disney Channel
SOAPnet
A&E
Lifetime
Buena Vista Home Entertainment
Buena Vista Theatrical Productions
Buena Vista Records
Disney Records
Hollywood Records
Miramax Films
Touchstone Pictures
Walt Disney Pictures
Pixar Animation Studios
Buena Vista Games
Hyperion Books

Viacom

Paramount Pictures
Paramount Home Entertainment
Black Entertainment Television (BET)
Comedy Central
Country Music Television (CMT)
Logo
MTV
MTV Canada
MTV2
Nick Magazine
Nick at Nite
Nick Jr.
Nickelodeon
Noggin
Spike TV
The Movie Channel
TV Land
VH1

News Corporation

Dow Jones & Company, Inc.
Fox Television Stations
The New York Post
Fox Searchlight Pictures
Beliefnet
Fox Business Network
Fox Kids Europe
Fox News Channel
Fox Sports Net
Fox Television Network
FX
My Network TV
MySpace
News Limited News
Phoenix InfoNews Channel
Phoenix Movies Channel
Sky PerfecTV
Speed Channel
STAR TV India
STAR TV Taiwan
STAR World
Times Higher Education Supplement Magazine
Times Literary Supplement Magazine
Times of London
20th Century Fox Home Entertainment
20th Century Fox International
20th Century Fox Studios
20th Century Fox Television
BSkyB
DIRECTV
The Wall Street Journal
Fox Broadcasting Company
Fox Interactive Media
FOXTEL
HarperCollins Publishers
The National Geographic Channel
National Rugby League
News Interactive
News Outdoor
Radio Veronica
ReganBooks
Sky Italia
Sky Radio Denmark
Sky Radio Germany
Sky Radio Netherlands
STAR
Zondervan

CBS Corporation

CBS News
CBS Sports
CBS Television Network
CNET
Showtime
TV.com
CBS Radio Inc. (130 stations)
CBS Consumer Products
CBS Outdoor
CW Network (50% ownership)
Infinity Broadcasting
Simon & Schuster (Pocket Books, Scribner)
Westwood One Radio Network

NBC Universal

Bravo
CNBC
NBC News
MSNBC
NBC Sports
NBC Television Network
Oxygen
SciFi Magazine
Syfy (Sci Fi Channel)
Telemundo
USA Network
Weather Channel
Focus Features
NBC Universal Television Distribution
NBC Universal Television Studio
Paxson Communications (partial ownership)
Trio
Universal Parks & Resorts
Universal Pictures
Universal Studio Home Video

E, naturalmente, l’élite possiede anche la maggior parte dei nostri politici. Quella che segue è una citazione del giornalista Lewis Lapham …

Cita:
“La formazione della volontà del Congresso e la scelta del presidente americano sono diventate un privilegio riservato alle classi equestri del paese, alias il 20% della popolazione che detiene il 93% della ricchezza, i pochi felici che gestiscono le imprese e la banche, possiedono e gestiscono le notizie e i mezzi di intrattenimento, scrivono le leggi e governano le università, controllano le fondazioni filantropiche, gli istituti di politica, i casinò e le arene sportive.”


Vi siete mai chiesti perché le cose sembrano non cambiare mai a Washington DC, non importa chi votiamo?

Beh, è #8203;#8203;perché entrambe le parti sono di proprietà dell’establishment.

Sarebbe bello pensare che gli americani hanno il controllo su chi gestisce le cose negli Stati Uniti, ma non è così che funziona nel mondo reale.

Nel mondo reale, il politico che raccoglie più soldi più di 80 volte su cento vince nelle competizioni a livello nazionale.

I nostri politici non sono stupidi – saranno molto buoni con le persone che possono dare loro le enormi quantità di denaro di cui hanno bisogno per le loro campagne. E le persone che possono farlo sono gli ultra-ricchi e le società per azioni giganti che gli ultra-ricchi controllano.

Iniziate a farvi un quadro generale?

C’è un motivo per cui gli ultra-ricchi vengono chiamati “l’establishment”. Essi hanno creato un sistema che li avvantaggia molto e che permette loro di tirare le fila.

Allora, chi gestisce il mondo?

Lo fanno loro. A dire il vero lo ammettono anche.

David Rockefeller ha scritto quanto segue nel suo libro del 2003 dal titolo “Memorie” …

Cita:
“Per più di un secolo, gli estremisti ideologici ai due estremi dello spettro politico hanno sfruttato eventi ben pubblicizzati come il mio incontro con Castro per attaccare la famiglia Rockefeller per l’influenza eccessiva che secondo loro esercitiamo sulle istituzioni politiche ed economiche americane. Alcuni ritenendo che facciamo parte di una cabala segreta che manovra contro gli interessi degli Stati Uniti, definiscono me e la mia famiglia come ‘internazionalisti’ e ci accusano di cospirare con altri nel mondo per costruire una struttura globale politica ed economica più integrata – un solo mondo, se si vuole. Se questa è l’accusa, mi dichiaro colpevole, e sono fiero di esserlo.”


C’è molto altro che si potrebbe dire su tutto questo. In realtà, un’intera biblioteca di libri potrebbe essere scritta sul potere e sull’influenza dei banchieri internazionali ultra-ricchi che governano il mondo.

Fonte: The Economic Collapse 29 Gennaio 2013
Traduzione: Anna Moffa per ilupidieinstein.blogspot.com

http://www.informarexresistere.fr/2013/ ... z2KJoQUAJl


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MessaggioInviato: 11/03/2013, 14:08 
BANCHIERI GANGSTER: TROPPO GRANDI PER LA GALERA

Le frequentazioni della HSBC con trafficanti di droga e terroristi. E il modo di farla franca

L’accordo è stato annunciato in sordina, appena prima delle vacanze, quasi come se il governo sperasse che la gente fosse troppo impegnata ad attaccare calze sul camino per farci caso. Scioccando politici, avvocati e inquirenti di tutto il mondo, il Dipartimento di Giustizia americano ha concesso mano libera ai dirigenti della banca inglese HSBC per il caso di riciclaggio di denaro di trafficanti di droga e terroristi più grande di sempre. Sì, ha irrogato una multa di 1.9 miliardi di dollari, equivalente ai profitti di circa cinque settimane, eppure non si è riuscito ad strappare nemmeno un dollaro o un giorno di galera ad alcuno, nonostante un decennio di abusi stupefacenti.

Le persone potranno essere sdegnosamente stufe di Wall Street, così come le storie di miliardari rapaci che se la passano liscia con i loro furti spesso smettono di stupire. Ma il caso della HSBC è andato ben oltre il solito genere di crimine da colletto bianco burocrate, normalmente associato a Wall Street. In questo caso, la banca l’ha fatta franca con l’omicidio – nel senso di agevolarlo, ad ogni modo.

Per almeno un lustro, il mitico potere bancario di matrice colonial britannica ha aiutato a riciclare centinaia di milioni di dollari per persone legate al narcotraffico, tra cui il cartello messicano di Sinaloa, sospettato di decine di migliaia di assassini solo nei dieci anni passati – gente talmente cattiva, scherza l’ex Avvocato generale di New York Eliot Spitzer, ‘da far sembrare brava gente quelli che frequentano Wall Street’. La banca ha peraltro movimentato denaro per organizzazioni legate ad Al Qaeda e agli Hezbollah, così come per gangsters russi; ha aiutato paesi come l’Iran, il Sudan e la Corea del Nord ad evadere le sanzioni; e, oltre a favorire criminali, terroristi e stati canaglia, ha aiutato una moltitudine di comuni evasori fiscali a tenere nascosto il proprio denaro.

“Hanno violato ogni legge possibile” dichiara Jack Blum, avvocato ed ex investigatore per il Senato, autore negli anni ‘70 di un’indagine su un considerevole scandalo di corruzione riguardante la Lockheed, in seguito alla quale venne approvato il Foreign Corrupt Practices Act. “Hanno dato vita ad ogni tipo di affare illecito immaginabile.”

Che nessuno della banca sia finito in galera o abbia pagato un dollaro di multa non è una novità in questi tempi di crisi finanziaria. Ciò che è differente in questo accordo è che per la prima volta il Dipartimento di Giustizia ha ammesso i motivi per cui ha deciso la linea morbida con questo particolare tipo di criminale. C’era la preoccupazione che niente più di una bacchettata sulla mano avrebbe potuto mettere a rischio l’economia mondiale. “Ove le autorità americane avessero deciso di incriminare la banca”, ha dichiarato il vice Avvocato Generale Lanny Breuer in una conferenza stampa per annunciare l’accordo, “la HSBC avrebbe certamente perso l’autorizzazione a svolgere attività bancaria negli Stati Uniti, il futuro dell’istituzione stessa sarebbe stato minacciato e l’intero sistema bancario sarebbe stato destabilizzato”.

Ecco l’alba di una nuova era. Negli anni immediatamente successivi all’11 settembre, anche solo finire sulla bocca di un terrorista sospetto avrebbe potuto costarti una detenzione extralegale per il resto dei tuoi giorni. Ma ora, se sei Troppo Grande per la Galera, puoi confessare di riciclare i soldi di un terrorista e violare il Trading With the Enemy Act, e non solo non sarai processato per questo, anzi il governo farà di tutto per far sì che tu non perda la tua autorizzazione. Qualcuno a Washington mi ha detto: Va bene, fine, niente galera, ma possibile che non possano nemmeno revocare la loro concessione? Stiamo scherzando?

Ma il Dipartimento di Giustizia non aveva finito coi regali di Natale. Più o meno una settimana dopo, Breuer era di nuovo davanti alla stampa, concedendo un comodo accordo a un’altra grande azienda internazionale, la banca svizzera UBS, la quale aveva appunto ammesso di aver svolto un ruolo chiave probabilmente nel più grande caso di antitrust/fissazione dei prezzi della storia, il cosiddetto scandalo del LIBOR, una enorme cospirazione legata alla manipolazione dei tassi di interesse riguardante centinaia di trilioni (centinaia di migliaia di miliardi ) di dollari in prodotti finanziari. Mentre due protagonisti minori sono stati incriminati, Breuer e il Dipartimento di Giustizia si mostravano preoccupati per la stabilità globale mentre spiegavano perché nessuna accusa è stata formalizzata nei confronti della società madre.

“Il nostro obiettivo qui” ha detto Breuer “è di non distruggere un’importante istituzione finanziaria.”

Un cronista faceva notare a Breuer che la UBS era già stata coinvolta nel 2009 in un grave caso di evasione fiscale, ponendogli un’acuta domanda: “questa è una banca che già ha infranto la legge in passato.,” affermava il giornalista. “Perché dunque non essere più severi?”

“Non so cosa significhi essere più severi”, così rispondeva il vice avvocato generale.

Anche nota come la Hong Kong and Shanghai Banking Corporation, HSBC è già stata associata a casi di droga. Fondata nel 1865, HSBC divenne un’importante banca commerciale nella Cina coloniale dopo la conclusione della seconda guerra dell’oppio. Se siete arrugginiti sulla storia delle innumerevoli guerre di stupro imperiale condotte dalla Gran Bretagna, la Seconda Guerra dell’Oppio fu quella in cui la Gran Bretagna assieme ad altre potenze europee in sostanza massacrarono un sacco di cinesi finché questi non accettarono di legalizzare il commercio dell’oppio (più o meno lo stesso fecero nella Prima Guerra dell’Oppio, conclusasi nel 1842).

Un secolo e mezzo dopo, pare che le cose non siano cambiate granché. Con la sua massiccia presenza in molti degli ex territori coloniali in Asia e Africa, e la sua ricca storia di flessibilità morale interculturale, HSBC vanta un’impronta internazionale decisamente differente rispetto ad altre banche altrettanto Troppo Grandi per Fallire come Wells Fargo o Bank of America. Mentre i colossi bancari americani si sono abbuffati fino a scoppiare col tossico commercio dei mutui residenziali che portò alla bolla finanziaria del 2008, la HSBC ha percorso un cammino leggeremente differente, trasformandosi nella banca di riferimento per mascalzoni provenienti da tutto il mondo.

I tre volte s****ti finiti nelle carceri californiane per reati bagatellari potrebbero rimanere sorpresi nello scoprire che l’accordo antigalera escogitato da Lanny Breuer per la HSBC è stato il terzo colpo che la banca ha portato a segno. In effetti, come chiarito da una mortificante relazione di 334 pagine pubblicata la scorsa estate dalla sottocommissione permanente in materia di investigazioni del Senato, la HSBC ha ignorato una quantità veramente impressionante di avvertimenti ufficiali.

Nell’aprile 2003, con l’11 settembre ancora vivo nelle menti dei legislatori americani, la Federal Reserve inviò presso la sussidiaria della HSBC una lettera ingiuntiva, ordinando di correggere la propria prassi e fare un sforzo in più per evitare che criminali e terroristi aprissero conti presso la banca. Uno dei principali utenti della banca, per esempio, era la banca saudita Al Rajhi, collegata dalla CIA e da altre agenzie governative al terrorismo. Stando a un documento citato in una relazione del Senato, uno dei fondatori della banca, Sulaiman bin Abdul Aziz Al Rajhi, era tra i primi venti finanziatori di Al Qaeda, membro di quella che lo stesso Osama bin Laden pare abbia chiamato la “Catena d’Oro.” Nel 2003, la CIA redasse un rapporto coperto da segreto sulla banca, descrivendo Al Rajhi come un “canale per la finanza estrema.” Nel rapporto, alcuni dettagli del quale sono trapelati al pubblico intorno al 2007, l’agenzia osservava come Sulaiman Al Rajhi lavorava consapevolmente per aiutare le ‘fondazioni di beneficenza’ islamiche a nascondere la loro natura, imponendo al consiglio d’amministrazione della banca di ‘escogitare degli strumenti finanziari in grado di sottrarre le donazioni di carattere caritatevole della banca al controllo saudita” (la banca ha negato qualsiasi coinvolgimento nel finanziamento degli estremisti).

Nel gennaio del 2005, ancora avvolta nella nuvola del suo primo accordo di libertà vigilata con gli Stati Uniti, la HSBC decise di troncare parzialmente i legami con Al Rajhi. Notare la parola “parzialmente”: la decisione sarebbe stata applicata soltanto al settore bancario di Al Rajhi e non alla sua società commerciale, una distinzione che spinse la dirigenza dentro la banca. Nel marzo 2005, Alan Ketley, un funzionario di controllo interno in forza presso la sussidiaria Americana della HSBC, HBUS, disse allegramente a Paul Plesser, capo del Global Foreign Exchange Department per la sua banca, che era un piacere fare affari con Al Rajhi. “Sembra che sei a tuo agio a continuare a trattare con Al Rajhi” scrisse. “sarà meglio che ci fai una montagna di soldi!”

Ma quest’accordo occulto con la sospetta ‘Catena d’oro’ bancaria di bin Laden non era abbastanza – molti dirigenti della HSBC avrebbero voluto ripristinare la situazione precedente. In una notevole e-mail inviata nel maggio 2005, Christopher Lok, capo del Dipartimento Globale Banconote di HSBC, domandava ad un collega se non potessero tornare a fare integralmente affari con Al Rajhi non appena uno dei principali regolatori americani, l’Ufficio per il controllo della valuta (OCC), avesse tolto efficacia al decreto ingiuntivo risalente al 2003: “dopo la liquidazione dell’OCC e ora che il capitolo è probabilmente chiuso, non possiamo tornare a far visita ad Al Rajhi? La vigilanza di Londra ha allentato la presa”.

Dopo essere stata punita con l’ingiunzione del 2003, la HSBC continuò ad abbassare i propri requisiti alla lettera così come nello spirito– e su grande scala, pure. Tuttavia, invece di punire la banca, la risposta governativa è stata di inviare ulteriori lettere dal tono sdegnato. Tipicamente scritte nella cosiddetta forma di lettere “MRA” (Matters Requiring Attention) inviate dall’Ufficio per il controllo sulla valuta (OCC). La maggior parte delle quali toccavano sempre lo stesso tema, ossia, l’incapacità della HSBC di assicurare la debita diligenza sugli oscuri personaggi che depositavano denaro nei suoi conti o usavano le sue filiali per trasferire denaro. La HSBC accumulava in quantità ordini del tipo “Vi State Incasinando E Noi Lo Sappiamo”, e nel breve tempo intercorrente tra il 2005 e il 2006, ricevette 30 diversi avvisi formali.

Nonostante ciò, nel febbraio 2006 l’OCC sotto l’amministrazione di George Bush decise improvvisamente di revocare l’ingiunzione del 2003 dalla HSBC. In altri termini, la HSBC violò sostanzialmente la sua libertà condizionata per 30 volte in poco più di un anno eppure riuscì a cavarsela comunque. La banca era, come si dice nel gergo di strada, “off paper” (lett., a posto, ndt) – e libera di consentire agli Al Rajhi del mondo di tornare alla carica.

Dopo che la HSBC ha ripreso a pieni giri i rapporti in Arabia Saudita con la Al Rajhi Bank apparentemente legata al terrorismo, l’ha rimpinguata con circa un miliardo di dollari americani. Alla domanda rivolta dalla HSBC circa l’uso che avrebbe fatto di tanto denaro, la Al Rajhi motivò la richiesta col fatto che la gente in Arabia Saudita ha bisogno di dollari per le più svariate ragioni. “Durante la stagione estiva” scriveva la banca, ‘dobbiamo far fronte ad una domanda massiccia da parte dei turisti in vacanza.”

Il Dipartimento del Tesoro tiene una lista compilata dall’ Office of Foreign Assets Control, o OFAC, tanto che le banche americane non devono essere in affari con alcun soggetto segnalato nella lista dell’OFAC. Tuttavia la banca ha scientemente aiutato gli individui banditi su detta lista ad eludere il procedimento riguardante le sanzioni. Uno di questi soggetti era il potente uomo d’affari di origine siriana Rami Makhlouf, amico fidato della famiglia Assad. Una volta che Makhlouf è finito nella lista dell’ OFAC nel 2008, la risposta della HSBC non fu di tagliare qualsiasi legame con lui ma piuttosto di cercare una soluzione riguardo ai conti detenuti dal broker siriano nelle filiali di Ginevra e delle Isole Cayman. “Abbiamo stabilito che i conti tenuti nelle Caymans non sono nella giurisdizione statunitense” scrisse un addetto al controllo interno. “Pertanto, non riferiremo questa corrispondenza all’OFAC.”

Traduzione: Sappiamo che il tipo risulta su una lista di terroristi, ma i suoi conti sono in un posto nel quale gli americani non possono cercare, allora che si freghino.

Ricordate, correva l’anno 2008 – cinque anni dopo che la HSBC è stata beccata con le mani nel sacco per la prima volta. E pure dopo altri quattro anni, all’epoca in cui la società è stata torchiata dal senatore del Michigan Carl Levin nel luglio 2012, un dirigente della HSBC si è rifiutato decisamente di dire se la banca avrebbe informato il governo nel caso in cui un Makhlouf o qualsiasi atro nome comparso nella lista dell’ OFAC fosse saltato fuori nel proprio sistema– limitandosi solo a dire che “avrebbero fatto quanto possibile”.

Il caso del Senato ha messo in luce la dinamica estremamente frustrante che gli ispettori del Governo sono stati costretti a fronteggiare con le megabanche Troppo Grandi per la Galera: la stessa ragione che le rende tanto appetibili a loschi clienti – la loro abilità nello spostare rapidamente denaro in luoghi come le Cayman o la Svizzera – le agevola nel far finta di niente con i poteri pubblici grazie alla pratica di nascondersi dietro le leggi sul segreto bancario.
Quando non era alle prese con le attività bancarie a favore di oscuri personaggi del Terzo Mondo, la HSBC metteva alla prova la propria potenza di fuoco mentale su come trovare soluzioni creative che le consentissero di fare affari con paesi sanzionati dagli Stati Uniti, in particolare l’Iran. In un rapporto pubblicato dalla sussidiaria della HSBC per il Medio Oriente, HBME, la banca fa notare quanti soldi potrebbe ricavare dall’Iran, ammesso che si potessero superare quelle che venivano chiamate “difficoltà” – per intenderci, quelle fastidiose leggi.

“C’è da aspettarsi che l’Iran diventi una fonte di crescente guadagno per le floride prospettive del gruppo” dice il rapporto, “e se dobbiamo raggiungere un tale obiettivo bisogna adottare un atteggiamento positivo una volta che ci si imbatte in criticità.”

L’”atteggiamento positivo” includeva una tecnica chiamata “stripping”, secondo cui sussidiarie straniere come la HSBC del Medio Oriente o la HSBC Europa rimuovevano ogni riferimento all’Iran in transazioni verso e dagli Stati Uniti, mettendosi spesso al posto del vero cliente per evitare di mettere in moto il meccanismo di allarme dell’ OFAC. (In altre parole, la transazione faceva figurare la stessa HBME, invece di un cliente iraniano).

Per più di un quinquennio, una cifra colossale come 19 miliardi di dollari di transazioni con l’Iran ha attraversato il sistema finanziario americano, con il collegamento iraniano tenuto nascosto in una percentuale tra il 75 e il 90% di tali transazioni. La HSBC ha avuto il suo quartiere generale in Inghilterra per più di vent’anni – in effetti, parliamo della banca più grande d’Europa – ma intrattiene gestioni sussidiarie importanti in ogni angolo del pianeta. Ciò che è emerso da quest’indagine è che il gruppo dirigente della società madre spesso era informato sulle losche transazioni, mentre le sussidiarie regionali non lo erano. Nel caso delle transazioni proibite con l’Iran, ad esempio, risultano diverse email inviate dal capo controlli interni della HSBC, David Bagley, in cui egli ammette che la sussidiaria americana della HSBC probabilmente non ha idea di quanto la HSBC Europa sta facendo con l’invio di quantità di denaro iraniano coperto da divieto.

“Non sono sicuro che la HBUS sia al corrente del fatto che la HBEU stia fornendo servizi di compensazione per quattro banche iraniane” scriveva nel 2003. L’anno seguente, avrebbe fatto le stesse osservazioni. “Sospetto che la HBUS non sappia che i pagamenti [di origine iraniana] stiano transitando attraverso di essa” scriveva.

Qual è il vantaggio per una banca come la HSBC nel fare affari con soggetti messi al bando, truffatori e così via? La risposta è semplice: “se hai clienti interessati a ‘servizi speciali’ – un eufemismo per la roba cattiva – puoi addebitargli ciò che vuoi” afferma l’ex investigatore del Senato Blum. “Il margine di profitto sul denaro riciclato è stato per anni all’incirca del 20%”.

Simili guadagni possono essere realizzati in varie forme, dalle commissioni iniziali alla promessa di tenere depositi presso la banca per un certo periodo. Qualsiasi sia la formula, le possibilità di profitto sono enormi, ammesso che si sia disposti ad accettare denaro da qualsiasi parte. La HSBC, con le sue radici che affondano nel capitalismo da battaglia delle colonie britanniche di lunga data e la sua presenza in Asia, Africa e nel Medio Oriente, aveva più accesso ad un tipo di clientela bisognosa dei “servizi speciali” di forse qualsiasi altra banca.

E ha lavorato duro per soddisfare quella clientela. Forse in cima alla vetta dell’innovazione per quanto riguarda la storia in fatto di sordide pratiche bancarie, la HSBC ha portato avanti una grottesca attività offshore in Messico che consentiva a chiunque di accedere ad una qualsiasi filiale messicana della HSBC per aprire un conto in dollari americani (i conti messicani della HSBC dovevano essere in pesos) tramite una cosiddetta “succursale delle Isole Cayman” della HSBC del Messico. I fatti suggeriscono che a malapena i clienti dovevano dichiarare nome e indirizzo reali, figuriamoci se erano tenuti a documentare l’origine lecita dei propri depositi.

Se riuscite a immaginare una clinica per trapianti di cuore stile drive in o una compagnia aerea che tiene un minibar ben fornito nella cabina di pilotaggio di ogni aereo, allora è probabile che comprendiate l’assurdità giuridica della “filiale Isole Cayman” della HSBC Mexico. Si trattava semplicemente di una pura scatola vuota, diretta da messicani presso succursali messicane della banca.

Ad un certo punto, questo prodotto dell’immaginazione aziendale della banca aveva 50.000 clienti, detenendo un totale di 2.1 miliardi di dollari di patrimonio. Nel 2002, da un controllo interno risultò che il 41 per cento dei conti esaminati erano in fallo quanto a dati sul cliente. Sei anni più tardi, una e-mail proveniente da un funzionario altolocato della HSBC faceva notare che il 15% della clientela nemmeno disponeva di una scheda personale. “Come si fa ad individuare i clienti senza un dossier?” si lamentava il dirigente.

La HSBC decise di prendere un’iniziativa solo dopo che fu scoperto che questi conti erano stati usati per finanziare una società americana che avrebbe fornito aerei a trafficanti di droga messicani, ed anche in quella circostanza chiuse soltanto alcuni dei conti facenti parte del ramo “Isole Cayman”. In tempi più recenti, nel 2012, quando i dirigenti della HSBC sono stati trascinati davanti al Senato americano, la banca ancora disponeva di 20.000 conti del genere per un valore di circa 670 milioni di dollari – e sotto giuramento avrebbero solamente detto che la chiusura di detti conti da parte della banca “in via di soluzione”.

Nel frattempo, per tutto questo tempo, il legislatore americano ha continuato a monitorare la HSBC. Secondo un assurdo modello perpetuato per tutti gli anni 2000, i controllori dell’OCC eseguivano revisioni annuali, trovavano la stessa fastidiosa ********** di sempre, e poi scrivevano dei problemi della banca come se fossero stati scoperti per la prima volta. Dalla revisione annuale svolta dall’ OCC nel 2006: “Durante l’anno, abbiamo identificato un numero di aree in difetto di conformità rispetto alle politiche BSA/AML #8201;.#8201;.#8201;.#8201;il management ha risposto positivamente dando inizio ad alcuni passi per correggere le carenze ed incrementare il rispetto delle norme bancarie. Approveremo le azioni correttive nel prossimo ciclo di valutazione”.

Traduzione: Questi tipi sono degli stronzi, ma lo ammettono, quindi va bene e non faremo nulla.

Un anno dopo, il 24 luglio 2007, l’OCC ebbe a dire questo: “durante l’anno passato, gli esaminatori hanno individuato un numero di temi comuni, in quei settori carenti in fatto di stringente adesione alle norme BSA/AML. Le politiche in materia bancaria sono accettabili.#8201;.#8201;.#8201;.#8201;il management continua a rispondere positivamente e ha iniziato passi per migliorare la conformità alla normativa bancaria”.

Traduzione: sono tuttora degli stronzi, ma gli abbiamo segnalato il problema e tutto si sistemerà. Per allora, aver trascurato i controlli sulla HSBC in tema di riciclaggio di denaro aveva virtualmente contagiato l’intera società. Dei russi che si spacciavano per venditori di auto usate erano arrivati a depositare nella HSBC 500.000 dollari al giorno, principalmente attraverso una sporca operazione di traveler’s-checks condotta in Giappone. Il programma bancario della società dedicato alle ambasciate straniere era talmente andato che aveva accumulato migliaia di avvisi riguardanti attività sospette. È anche documentato che la banca consentiva a clienti dal Sudan, Cuba, Birmania e Corea del Nord di eludere le sanzioni.

Quando uno dei funzionari del controllo interno aziendale, Carolyn Wind, sollevò preoccupazioni circa la carenza di personale per effettuare controlli sulle attività sospette ad una riunione del consiglio d’amministrazione del 2007, fu licenziata. Ciò che la banca ha dovuto fare pur di ignorare i propri dirigenti addetti alla vigilanza e continuare a rastrellare denaro da così tante e poco trasparenti fonti mentre vi erano presumibilmente soggetti che gironzolavano intorno ad ogni suo movimento è incredibile. “Non si può escogitare un riciclaggio tanto vasto da permeare un’intera istituzione” afferma Spitzer.

Alla fine degli anni 2000, altre agenzie iniziavano a sentire odore di HSBC. Il Department of Homeland Security (il nostro ministero della difesa, ndt) iniziò un’indagine HSBC per riciclaggio di denaro proveniente dal traffico di droga, mentre l’ufficio dell’avvocato generale della Virginia dell’Ovest metteva il naso nel coinvolgimento della HSBC in un caso di truffa ai danni del servizio sanitario nazionale. Nel settembre 2009 è avvenuto a Washington un incontro tra agenzie governative, nel corso del quale si stabilì che la HSBC era fuori controllo e necessitava di ulteriori indagini.

Alla banca stessa fu notificato che l’usuale revisione dell’OCC sarebbe stata “estesa”. Più personale dell’OCC fu assegnato a studiare attentamente i libri contabili della HSBC, e, tra le cose scoperte, vi era un arretrato di 17.000 avvisi di attività sospette che non erano stati considerati. Si vide peraltro che la banca vantava una quantità simile di mandati di comparizione per casi di riciclaggio di denaro.

Infine sembrava che il governo fosse sul punto di incazzarsi veramente. Nel marzo 2010, a seguito degli innumerevoli ultimatum manifestamente ignorati, ne fu emesso un altro che concedeva alla HSBC tre mesi di tempo per ripulire quell’arretrato di 17.000 avvisi altrimenti vi sarebbero state serie conseguenze. La HSBC rispettò quel termine, ma mesi più tardi di nuovo l’OCC trovava che le misure anti-riciclaggio della banca lasciavano seriamente a desiderare, costringendo il governo a prendere, bene… drastici provvedimenti, giusto?

Più o meno! Nell’ottobre 2010, l’OCC prendeva un profondo respiro, fletteva i muscoli e#8201;.#8201;.#8201;.#8201; emetteva un secondo decreto ingiuntivo!

In altre parole, ancora “Non Farlo Ancora”. La punizione per cotanto ignobile atteggiamento di sfida è stata di ripristinare la libertà vigilata del 2003.

Manco a dirlo che la HSBC non ha apportato alcun cambiamento dopo il secondo ordine che ingiungeva di Non Farlo Ancora. Lo ha fatto – ha assunto certe persone.

Nell’estate 2010, il venticinquenne Everett Stern era appena uscito dalla business school, in cerca di un lavoro ma anche di avventura. Il suo sogno era di essere un agente della CIA, dando battaglia ai cattivi e acciuffando terroristi dal Medio Oriente. Si candidò per il servizio clandestino dell’agenzia, fece pure un colloquio, ma proprio prima della laurea l’occhialuto ed esuberante Stern fu respinto.

Era abbacchiato, ma poi trovò su un sito un annuncio di lavoro che catturò la sua attenzione. La HSBC, un’importante banca internazionale, era a caccia di persone in grado di darle una mano sul programma antiriciclaggio. “Pensavo che ciò fosse quello che veramente volevo fare” dice. “Sembrava così eccitante.”

Stern si recò presso gli uffici della HSBC a New Castle, nel Delaware, per un colloquio di lavoro, e in quell’ottobre, proprio alcuni giorni dopo che l’OCC aveva emesso la seconda lettera della serie Non Farlo Ancora, iniziò a lavorare in qualità di membro del programma antiriciclaggio della HSBC ‘rivisto’.

Sin dal principio, Stern si accorse che c’era qualcosa di strano a proposito del suo lavoro. “Dovevo andare in biblioteca per prendere libri in materia di riciclaggio” dice Stern ridendo. “Cioè, quanto fosse malvagia come pratica..” Non ci furono né corsi di Formazione né seminari sul riciclaggio – che cos’era, come scoprirlo. Il suo lavoro consisteva nel cercare in internet nomi di spregevoli personaggi per poi inserirli all’interno dei sistemi interni della banca per vedere se i loro nomi saltavano fuori dai suoi conti.

Ancora più strano, nessuno sembrava prestare attenzione al fatto se ci fosse qualcuno concretamente all’opera. L’ufficio del Delaware rimaneva per lo più vuoto per un pezzo, solo una stanza gigantesca, peraltro nemmeno tinteggiata, con qualche cubicolo arredato in fretta e con solo una dozzina di persone dentro, e nessuno che davvero monitorasse il lavoro degli altri. Stern assieme al suo collega finivano di lavorare di consueto per le 10:30 al mattino, dopo di che passavano qualche ora a gettar sassi in una cava sita dietro gli uffici della banca. Poi, tornavano alla loro postazione per passare il tempo fino alle 3 del pomeriggio all’incirca, o fino a che fosse almeno plausibile che avevano trascorso una giornata di lavoro reale. “Se chiedevi di fare altro” dice Stern, “si infuriavano”.

Stern guadagnava uno stipendio iniziale di 54.900 dollari. Presto, tuttavia, un po’ per noia e forse anche un po’ per patriottismo, Stern iniziò a setacciare alcuni di quegli avvisi accumulatisi per cercare di farsene un’idea. Quasi sin da subito scoprì una serie di transazioni seriamente dubbie. C’era una società di intermediazione finanziaria che trasferiva ingenti quantità di denaro verso destinazioni mediorientali irreperibili. Con una semplice ricerca su Internet Stern scoprì che una società di frutta saudita stava inviando milioni ad una figura altolocata facente parte dell’ala yemenita della Fratellanza Musulmana. Stern pure apprese che la HSBC stava consentendo la movimentazione di milioni di dollari dalla catena di supermercati Karaiba in Africa ad uno studio chiamato Tajco, diretto dai fratelli Tajideen, oggetto di speciale attenzione da parte del Dipartimento del Tesoro come cospicui finanziatori degli Hezbollah.

Ogni volta che Stern riportava una delle sue scoperte ai suoi capi, gli manifestavano la loro seccatura, se non di peggio. Quando mise in guardia il proprio capo che una società di navigazione con legami con l’Iran aveva parecchi affari con la banca, esplose. “Mi hai chiamato per dirmi questo?” tagliò corto il capo.

Subito dopo, l’ufficio da vuoto cominciò riempirsi. Ciò che fece la HSBC in procinto di assumere nuovo personale era davvero molto intelligente. Liquidò la sua unità di raccolta carte di credito e spostò il grosso degli impiegati al dipartimento antiriciclaggio. Ancora, senza aver affatto formato nessuno, collocò centinaia di lavoratori chiassosi e incolti, occasionalmente addetti a un call center, su un nuovo lavoretto, trasformandoli in investigatori antiriciclaggio. Stern rivela che i suoi colleghi non solo fregavano sul lavoro, essi nemmeno sapevano in cosa consisteva. “Puoi recarti in quel palazzo oggi stesso” dice, “e chiedere a chiunque cosa sia il riciclaggio di denaro – e ti garantisco, nessuno ne saprà nulla.”

Quando qualcosa di ambiguo appare in rapporto con un conto bancario, la banca genera un segnale di allarme. Un segnale simile può scaturire da quasi qualsiasi cosa, da uno che trasferisce 9.999 dollari (per tenersi sotto il livello di guardia dei 10mila dollari) ad uno che trasferisce ingenti somme in numeri arrotondati ad un altro che apre un conto con un nome o un indirizzo ambiguo. Quando viene generato un avviso, si suppone che la banca indaghi prontamente sul caso. Se la banca non archivia l’avviso, crea un “Rapporto di attività sospetta” che viene passato a fini investigativi al Dipartimento del Tesoro. A un certo punto Stern si trovò coinvolto nel mezzo di un meccanismo perverso finalizzato ad aggirare i controlli interni. La HSBC aveva ‘attuato’ l’ordine ricevuto dal governo di Non Farlo Ancora, Ancora assoldando centinaia di soggetti trasformati in un esercito per le transazioni sospette di riciclaggio. Si ricordi che ciò che si rimproverava alla HSBC era non tanto di aver fatto entrare nel sistema il denaro proveniente dal terrorismo o dal narcotraffico, quanto di aver aperto una montagna di conti bancari senza alcun controllo. Presso l’ufficio del Delaware dove lavorava Stern, il capo dettò i suoi nuovi obiettivi: ognuno doveva cercare di pulire 72 avvisi alla settimana. Per quelli che riuscivano nel compito, era una media di due avvisi indagati e puliti all’ora. Secondo Stern, quasi ogni tipo di informazione era abbastanza per pulire un avviso. “Basicamente, se una società aveva un sito, la potevi considerare a posto” egli dice.

Presto gli addetti ai controlli interni della HSBC iniziarono a far circolare e-mail entusiastiche. “Grande lavoro da parte di alcuni professionisti del Delaware nella prima parte della settimana” scrisse il capo di Stern il 30 giugno 2011. L’oggetto della mail era “Quelli del 60 e più ” che stava significare l’elogio di quegli impiegati che avevano pulito più di 60 transazioni sospette quella settimana. Dopo aver tentato invano di convincere i propri capi a lasciarlo svolgere il suo lavoro di ricerca del denaro riciclato, Stern decide di denunciare ciò che accadeva presso la banca alla FBI e ad altre agenzie. Lasciò il lavoro alla HSBC nel 2011, aspettandosi che il governo avrebbe calato la scure sui suoi ex colleghi datori di lavoro.

A quel tempo, numerose agenzie, tra cui il Dipartimento della difesa, erano già sui passi della HSBC, esaminandola tra le altre cose come parte di una complessa indagine in materia di traffico internazionale di stupefacenti. In un periodo di circa 4 anni tra il 2006 e il 2009, una incredibile somma di 200 trilioni di dollari in trasferimenti bancari (tra cui quelli provenienti da paesi ad alto rischio come il Messico) era stata fatta passare senza alcun controllo. La banca aveva anche omesso di esercitare la dovuta vigilanza sull’acquisto di una inaudita somma di 9 miliardi di contante americano dal Messico svolgendo peraltro un ruolo chiave nel cosiddetto Mercato Nero del Peso, che consentiva ai cartelli della droga messicano e colombiano di convertire dollari americani ottenuti dalla vendita della droga in pesos da usare nel mercato interno. Agenti antidroga hanno scoperto che i trafficanti messicani stavano costruendo casseforti speciali esattamente adatte alle dimensioni degli sportelli di banca della HSBC.

Neil Barofsky, ex ispettore nei casi di bailout (“salvataggi di aziende in difficoltà”) e procuratore federale, il quale ha disposto diversi rinvii a giudizio per riciclaggio di denaro all’estero, osserva che la gente della HSBC era in affari con ‘le peggiori organizzazioni di narcotrafficanti immaginabili’, come il cartello colombiano di Norte del Valle e quello messicano di Sinaloa – gruppi famosi non solo per gli omicidi su vasta scala ma per le decapitazioni, video di torture (“la novità del momento” afferma) ed altre atrocità, nessuna delle quali avviene senza l’apporto di chi ricicla denaro. Per questa ragione, dice Barofsky, i magistrati antidroga non si fanno scrupoli nel chiedere pesanti condanne al carcere quando si tratta di riciclatori di denaro sporco. “Onestamente, il nostro punto di vista sul riciclaggio era che fosse alla stessa stregua, e altrettanto significativo, dei trafficanti stessi” afferma il magistrato.

Barofsky fu coinvolto nella prima estradizione di una persona di nazionalità colombiana (Pablo Trujillo, un membro dello stesso cartello per il quale la HSBC movimentava denaro) sulla base di accuse di riciclaggio di denaro. “Quel tipo si beccò 10 anni” dice Barofsky. “La HSBC stava facendo la stessa cosa, solo che su una scala molto più grande di quanto stesse facendo il mio fesso.”

Chiaramente, la HSBC aveva violato l’ordine del 2010 Non Farlo Ancora, Di Nuovo. Everett Stern lo vide coi propri occhi; e così anche l’OCC e il Senato americano, la cui Sottocommissione Permanente sulle Indagini decise di prendere di mira la società per una indagine della durata di un anno sul fenomeno globale del riciclaggio di denaro. La banca stessa, in risposta all’indagine del Senato, riconobbe di aver “omesso qualche volta di rispettare gli standard che i regolatori e gli utenti si aspettano.” Sarebbe andata avanti dicendo che era addirittura “profondamente spiacente.”

Qualche giorno dopo la festa del Ringraziamento del 2012, a Stern giunse la notizia che il Dipartimento di Giustizia era sul punto di annunciare un accordo. Visto che l’anno precedente aveva lasciato il lavoro alla HSBC, era reduce da un brutto periodo. Era uscito emotivamente e finanziariamente devastato dal fatto che le sue accuse erano state rese pubbliche. Non era riuscito a trovare un lavoro e a un certo punto fece perfino domanda per ottenere l’indennità di disoccupazione. Ma ora che finalmente i federali stavano per piombare sulla HSBC, immaginava che avrebbe avuto la soddisfazione di sapere che il suo sacrificio non era avvenuto invano.

È così che a New York, seduto in una stanza di albergo, aspettava che i giornalisti venissero a chiedergli un’intervista. Quando apprese la notizia che la “punizione” che Breuer aveva annunciato consisteva in un accordo che rinviava il processo – un accordo stile Non Farlo Ancora, Ancora, Ancora – rimase di sasso. “Pensavo, ‘Tutto questo, per niente?’” afferma. “Non potevo crederci.”

Lo scrittore Ambrose Bierce disse una volta che c’è solo una cosa nel mondo peggiore di un clarinetto: due clarinetti. Allo stesso modo, c’è solo una cosa peggiore di una banca totalmente corrotta: diverse banche corrotte.
Se l’accordo con la HSBC mostrava quante schifezze era disposto a tollerare lo stato da una banca, Breuer era tornato una settimana dopo per fornire la prova che il governo avrebbe usato i guanti bianchi pure con quelle banche che si mettono in combutta con altre banche per dar luogo a scandali ancora più grandi. Il 19 dicembre 2012, annunciava che il Dipartimento di Giustizia stava fondamentalmente togliendo d’impaccio il colosso svizzero UBS per la sua parte in quella che è probabilmente passerà alla storia come la più grande truffa finanziaria di sempre.

Il cosiddetto scandalo del LIBOR, alla base dell’accordo raggiunto con la UBS, fa sembrare il caso Enron una semplice violazione per parcheggio in sosta vietata. Molte banche tra le più grandi del mondo, tra cui la svizzera UBS, l’inglese Barclays e la Banca Reale di Scozia, si misero insieme manipolare il LIBOR (ossia, London Interbank Offered Rate), il quale misura il tasso a cui le banche si prestano denaro tra di loro. Molti, se non la maggior parte, dei tassi d’interesse sono agganciati al LIBOR. I prezzi di centinaia di trilioni di dollari di prodotti finanziari sono legati al LIBOR, ogni cosa, dai crediti alle imprese alle carte di credito ai mutui alle obbligazioni dei comuni agli swaps e alle valute. Se riuscite a immaginare i manager di Ford, GM, Mitsubishi, BMW e Mercedes cospirare ogni mattina per fissare i prezzi di alluminio e acciaio inossidabile, allora avrete una vaga idea di ciò che lo scandalo del LIBOR rappresenta, premesso che nell’analogia con le case produttrici di auto, i numeri in gioco sono assurdamente insignificanti. Queste sono le banche più potenti del mondo che ogni giorno si mettono d’accordo sul prezzo del denaro. Bassi tassi del LIBOR sono un indice che le banche sono forti e in salute. Queste banche stavano truccando gli esiti dei loro quotidiani esami medici. In termini bancari, stavano compiendo una operazione di juicing (spremitura, n.d.t.).

Due diversi tipi di manipolazione avvennero. Nel 2008, all’apice del crollo globale, le banche presentarono artificialmente tassi bassi per offrire un’immagine di correttezza finanziaria ai mercati. Ma in altri tempi nel corso degli anni, operatori finanziari individuali complottavano per muovere in su o in giù i tassi per trarre profitto su singole negoziazioni.

Non c’è nessuno nel mondo che abbia coltivato erbe tanto potenti da consentire alla mente umana di afferrare l’enormità di un simile crimine. Si tratta di una cospirazione così grande che gli avvocati in procinto di citare in giudizio le banche hanno problemi enormi nel calcolo dei danni.

Ecco come funziona: ogni mattina, 16 tra le più grandi banche del mondo presentano dei numeri ad un comitato con base a Londra che indicano a quale tasso d’interesse faranno pagare alle altre banche il prestito di denaro e cosa esse stesse devono pagare. A quel punto il comitato del LIBOR prende quei 16 differenti tassi d’interesse, getta via i 4 più alti e i 4 più bassi, e fa una media dei restanti 8 per creare i tassi LIBOR del giorno – la base per i tassi d’interesse quasi ovunque nel mondo.

Il fatto che il comitato LIBOR scarti i quattro numeri più alti e più bassi ogni giorno è un dettaglio importante, perché ciò significa che è difficile manomettere artificialmente il tasso finale a meno che una pluralità di banche non siano congiurate tra di loro. Una sola banca che mente riportando che le banche si stanno prestando denaro quasi gratuitamente non influisce più di tanto. Per essere sicuro di poter dar vita ad un tasso d’interesse artificialmente basso o alto, devi avere un gruppo di banche a bordo – e difatti risulta che così era.

Per un tempo equivalente a 20 anni, le banche hanno presentato numeri falsi, spesso di concerto con altre banche. E lo hanno fatto per varie ragioni, ma quella grande, di norma, è che una banca ha qualche investimento legato all’indice LIBOR – pacchi di valute, bond dei comuni, mutui, qualsiasi cosa – che frutterebbe di più se il tasso d’interesse fosse più basso. Pertanto immaginate cosa succederebbe se, qualche stupido operatore finanziario nella Banca X chiamasse l’addetto alla presentazione del LIBOR e gli offrisse denaro, droga, un pompino o solo una pacca sulle spalle per convincerlo a presentare un numero falso quel giorno.

Lo scandalo scoppiò per la prima volta l’anno scorso quando la megabanca inglese Barclays ammise la sua parte nella manomissione dei tassi LIBOR. I regolatori inglesi pubblicarono una quantità di e-mail disgustose che mostravano operatori di diverse banche cazzeggiando allegramente con i conti della vostra carta di credito, i tassi del vostro mutuo, il conto delle vostre tasse, il vostro fondo pensione, etc., per poterci guadagnare su qualche sordido affare in ballo quel giorno. In un caso, un operatore di una banca senza nome mandò una e-mail ad un operatore della Barclays ringraziandolo per il suo contributo nella fissazione dei tassi d’interesse e promettendogli una fottuta bottiglia di champagne per i suoi sforzi:

“Bello. Ti devo molto! Un giorno usciamo insieme dopo il lavoro, e aprirò una bottiglia di Bollinger.”

UBS è stata la banca successiva a confessare, e il suo accordo –1.5 miliardi in multe – era grosso modo lo stesso, solo le e-mail rese note erano, semmai, più ignobili schiaccianti. La British Financial Services Authority – equivalente alla nostra SEC – ha scoperto migliaia di richieste dirette a truccare i tassi su un periodo di anni che implicavano dozzine di soggetti diversi e una moltitudine di banche. In molti casi, i misfatti furono commessi più o meno apertamente, per iscritto, con operatori e broker che malevolmente offrivano mazzette in messaggi ed e-mail con palese noncuranza per la pena che in seguito si sarebbe tristemente rivelata giustificata.

“Farò un gigantesco affare con te” supplicava un operatore della UBS che pressava un broker per fissare il tasso. “pagherò, diciamo, 50.000, 100.000 dollari.”

I regolatori inglesi non nascondono la dimensione dello scandalo. L’accordo della UBS ha dimostrato, senza ombra di dubbio, che lo scandalo LIBOR coinvolgeva più di una o due banche solamente, e probabilmente interessava centinaia di persone in molte istituzioni finanziarie tra le più grandi e prestigiose – in altre parole, un caso letteralmente epico di collusione anticoncorrenziale che insinuava il dubbio se le più grandi banche del mondo non stessero innovando una nuova forma di alta finanza, non interamente capitalista. “Abbiamo detto che ci sono altre cinque istituzioni sotto inchiesta” dice Christopher Hamilton della FSA. “E vi sono coinvolti anche un enorme numero di individui.” (Al momento di andare in stampa, anche un’altra banca, la Banca Reale di Scozia, ha patteggiato per violazioni legate al LIBOR.)

Ciò combaciava con ciò che Bob Diamond, l’ex capo della Barclays, dichiarò al Parlamento inglese il giorno dopo le sue dimissioni consegnate lo scorso anno. “C’è un problema di dimensioni industriali che sta venendo alla luce” disse. Michael Hausfeld, un avvocato noto per le sue class-action in procinto di citare le banche per lo scandalo LIBOR per conto di città come Baltimora i cui investimenti hanno perso denaro a seguito dell’abbassamento dei tassi d’interesse, dice che l’opinione pubblica ancora non ha compreso l’importanza di commenti come quello di Diamond. “Diamond disse in sostanza, ‘Questo è un problema di dimensioni industriali’” dice Hausfeld. “Ma nessuno ha ancora definito ciò che è questo fenomeno.”

L’osservazione di Hausfeld – che “il problema di dimensioni industriali” di cui parla Diamond potrebbe essere più di qualche individuo che fa casino con i tassi; potrebbe trattarsi di uno sforzo sistemico per sovvertire il capitalismo stesso – sottolinea l’errore di calcolo dietro a entrambi gli accordi di non rinvio a giudizio. Alla HSBC, la banca si spinse oltre l’aver chiuso gli occhi su alcune losche transazioni. Ha ripetutamente sfidato gli ordini del governo come per sforzarsi coscientemente e per più anni di porre fine al discrimine tra denaro lecito e quello illecito. E quando ha in qualche modo persuaso il governo americano nel confezionare un accordo per sanare tali illeciti con il fine assurdo di mantenere l’autorizzazione a esercitare l’attività bancaria, alla fine è riuscita a rendere il crimine una prassi ricorrente.

La UBS, nel frattempo, rappresentava un caso analogo, nel quale le violazioni non solo sovvertivano la lettera della legge – mettevano a repentaglio l’integrità del sistema basato sulla concorrenza. Se consenti a una massa di banchieri alcolizzati di trascorrere ogni mattina inviandosi stupide e-mail, e dandosi soprannomi da supereroe mentre alteravano il costo del denaro (sgrammaticati operatori della UBS si soprannominavano, tra le altre cose, “capitan caos”, i “tre moschettieri” e “Superman”), si può anche fare interamente a meno del capitalismo e chiamare le 16 banche più grandi del mondo l’ufficio Internazionale dei Prezzi.

Pertanto, nel giro di qualche settimana, i regolatori inglesi ed americani si sono coalizzati per dichiarare una resa quasi integrale tanto al crimine quanto al monopolio. Ciò era più di un paio di casi di ricchi ragazzi in libertà. Si tratta di decisioni politiche di vasta risonanza che si rifletteranno sulle prossime generazioni.

Ancora peggio degli accordi in questione, la loro spiegazione data da Breuer. “Nel mondo delle grandi istituzioni di oggi, in cui la maggior parte del mondo finanziario si basa sulla fiducia” ha detto, “una soluzione saggia è assicurare che le controparti non fuggano da un’istituzione, che non si perdano posti di lavoro, che non accadano eventi di portata mondiale tali da essere sproporzionati rispetto alla soluzione che proponiamo.”

In altre parole, Breuer sta dicendo che le banche ci tengono per le palle, che il costo di sbattere i loro dirigenti in galera finisce per eccedere quello di lasciargli fare praticamente qualsiasi cosa.

Queste sono pistolinate, ed esattamente l’opposto della verità, ma è ciò che il nostro attuale governo ritiene sia vero. Da Jon Benet a O.J. a Robert Blake, i cittadini americani hanno da tempo compreso che i ricchi prendono buoni avvocati e la fanno franca, mentre i poveri se la bevono e finiscono in galera. Ma questa è un’altra questione. Si tratta della paura del governo di perseguire i veri potenti – qualcosa che non ha mai fatto nemmeno ai tempi di gloria di Al Capone o Pablo Escobar, qualcosa che non ha fatto nemmeno con Richard Nixon. E quando riconosci che ci sono persone troppo importanti per poter essere perseguite, si è ad un passo da un ovvio corollario – che chiunque altro è irrilevante abbastanza da finire in galera.

Una classe arrestabile ed una classe inarrestabile. Lo abbiamo sempre sospettato, ma ora è conclamato. Allora che facciamo?

http://www.informarexresistere.fr/2013/ ... z2NEdQqlS5


Ultima modifica di Atlanticus81 il 11/03/2013, 14:12, modificato 1 volta in totale.


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