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Stellare
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MessaggioInviato: 25/03/2013, 15:04 
Il rapporto tra Musica, Magia, Esoterismo e Complottismo...
Un tema caro al Progetto Atlanticus, su cui discutere insieme, affrontato parzialmente nella discussione "L'Occhio di Horus"

(http://www.ufoforum.it/topic.asp?TOPIC_ID=12596)

e approfondito recentemente nell'articolo "La Magia della Musica"

(http://ufoplanet.ufoforum.it/headlines/ ... LO_ID=9926)

qui di seguito riproposto.

Abbiamo affrontato in passato, nell’articolo intitolato “La Fabbrica degli Schiavi”, lo scellerato progetto di Josef Mengele e la sua prosecuzione oltreoceano grazie all’Operazione Paperclip e a sezioni deviate di intelligence statunitense sfociata infine nel famigerato MK-Ultra; progetto atto a realizzare in ultima istanza, uomini-automi, burattini, da poter utilizzare a proprio piacimento.

Le tecniche di manipolazione psicologica sviluppate nell’ambito del Progetto Monarch e delle successive sperimentazioni MK-Ultra avanzate dalla CIA direttamente sui cittadini statunitensi sono state poi riutilizzate in una versione più soft ma non per questo meno pericolosa nei principali organi di comunicazione di massa: televisioni, giornali, opinion leader, case editrici e discografiche.

E’ su quest’ultima tipologia, quella delle case discografiche, che concentriamo la nostra attenzione oggi partendo dal fatto oggettivo di un sempre maggiore ed evidente ricorso a una certa simbologia esoterica che si riscontra nei clip musicali dei grandi artisti contemporanei e in particolare all’Occhio di Horus.

Riferimenti all’occhio di Horus e a molta altra simbologia massonica sono stati di recente introdotti nei video musicali delle canzoni di alcuni tra i più famosi artisti di fama mondiale attualmente in circolazione (Lady Gaga, Rihanna, Jay Z, David Guetta, Kanye West, Madonna, Britney Spears, Jessie J…) e anche del passato (John Lennon, Micheal Jackson, Withney Houston, Amy Winheouse…).

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Collage di fotogrammi tratti dal video di Kesha “Die Young”

L’occhio di Horus (anche noto come occhio di Ra, o Udjet) è uno dei più potenti e misteriosi simboli dell’antico egitto. Questo simbolo era considerato un'importante talismano contro ogni elemento negativo e venne ampiamente usato in religione e in magia, dove era legato al concetto di integrità e di protezione fisica. In particolare difendeva dalle malattie e prometteva anche ottima vista e eterna virilità a chi lo portava.

L'occhio di Horus è quindi un simbolo di fortuna, di prosperità, di potere e di buona salute. Per gli Antichi Egizi era un potentissimo amuleto che, solitamente, veniva posto all'interno dei bendaggi che avvolgevano il corpo del defunto in quanto simbolo di rigenerazione. Era disegnato anche sulle navi o sui muri delle case per proteggerle.

Gli Egizi utilizzavano questo simbolo non solo in ambito religioso, magico, ma anche matematico per calcolare le frazioni con 64 come denominatore comune e sommando tutte le parti, si raggiunge un totale di 63/64 (1/2 + 1/4 + 1/8 + 1/16 + 1/32 + 1/64), dove l'ultimo 1/64 secondo gli stessi egiziani, deriverebbe direttamente dalla magia di Thot.

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Magia di Thot che viene esplicitata dalla stele marmorea di Nebipusesostri risalente al regno di Amenemhet III dove in un geroglifico possiamo osservare una nuova componente tra gli occhi di Horus

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il che ci fa intendere che l'1/64 necessario per giungere alla completezza e che corrisponde alla "magia di Thot" consiste nel "(essere in grado) di vedere lo splendore". Ma quale splendore?

Siccome ognuna delle frazioni dell'occhio viene associato a uno ciascuno dei sensi umani:

1/2 = Olfatto (Smell)
1/4 = Vista (Sight)
1/8 = Pensiero (Thought)
1/16 = Udito (Hearing)
1/32 = Gusto (Taste)
1/64 = Tatto (Touch)

Significa che l'ultimo 1/64 corrisponde a un ulteriore senso/capacità umana legata allo splendore. Potremmo allora attribuire all'ultimo 1/64 il termine in inglese di "Shining" (notare la citazione con il film di Kubrick) che va a completare l'uomo nella sua pienezza, dotandolo di una nuova capacità che forse lo pone più simile alla sfera divina sancita fin già dalla Genesi biblica a immagine e somiglianza degli dei.

L’occhio di Horus, è uno dei simboli più cari alla massoneria che ne ha fatto propri i significato di conoscenza e divinita'. Lo ritroviamo infatti in uno dei più noti simboli della massoneria passata e contemporanea, la piramide sovrastata dal triangolo con all’interno l’occhio che tutto vede, appunto richiamandosi all’occhio di Horus egiziano.

Questo ha suscitato la fantasia di molti complottisti ipotizzando una loro appartenenza a quelle stesse sette massoniche elitarie il cui obiettivo si esplica nel dominio totale dell’umanità. Basta infatti effettuare una ricerca on-line associando il nome di uno qualsiasi di questi artisti al termine ‘Illuminati’ per avere una raccolta pressoché infinita di materiale che descrive Gaga e Rihanna e moltissimi altri quali principali marionette nelle mani dei potenti per questo piano di dominio del mondo.
Teoria alquanto bizzarra… ma forse non del tutto.

E’ impossibile negare che effettivamente molti riferimenti a simboli esoterici siano presenti sia nei testi sia nei videoclip delle canzoni di questi artisti, occhio di horus in primis, richiamato attraverso alcuni specifici gesti, circondando l'occhio da un cerchio formato toccando le punta delle dita pollice e indice o dalla forma a forbice realizzata dal dito indice e medio aperti, o ancora inserendo proprio il proprio occhio in una forma piramidale.

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Esempi di simbologia “esoterica” utilizzata dagli artisti pop contemporanei

Come d’altronde è noto l’interesse di Madonna alla cabala ebraica e alla lettura e lo studio dello Zohar. Lo studio dello Zohar è paragonato ad un assaggio dall'Albero della vita in particolar modo in quanto sostegno per lo studioso per la rivelazione della Sefirah Binah. Attraverso lo studio dello Zohar e della cabala ebraica potrebbe essere entrata in contatto con ambienti esoterici di una certa rilevanza e essere venuta a conoscenza di quegli antichi misteri propri del mondo alchemico-massonico?

Come lei anche altri artisti, anche nel passato, potrebbero allora essere giunti alle sue medesime conclusioni interessandosi sempre con maggior vigore a conoscenze e pratiche occulte?

Ma, anche se realmente fosse così, è l’interpretazione dell’utilizzo di questa simbologia offerta dai ‘complottisti’ youtubbari, che secondo me risulta essere errata.

I più scettici li ritengono astute manovre di marketing. Ma destinate a chi? Considerando che la maggior parte della popolazione non conosce il significato della simbologia sopra citata.

I più fanatici li ritengono invece simboli satanici, il che dimostrerebbe una affiliazione delle grandi star a fantomatiche sette sataniche al cui vertice ci sarebbero quegli stessi “Illuminati” del NWO. Uno degli esempi più evidenti sarebbe il caso della canzone “Umbrella” di Rihanna e la celata vendita dell’anima della cantante al diavolo descritta nel video clip e nelle parole della canzone in cambio di fama e successo, un destino forse seguito anche da altre star di fama mondiale? Ma anche in questo caso non riesco a individuare una valida connessione tra l’opera delle sopraccitate star mondiali e il progetto di dominio globale del NWO.
Abbiamo visto che il simbolo dell’occhio di Horus può racchiudere diversi significati: fortuna, prosperità, protezione, buona salute, potere, ma soprattutto conoscenza e divinità.

Ed è proprio su questi due ultimi punti che mi vorrei soffermare in quanto conoscenza e divinità sono anche i due temi centrali dello gnosticismo e, secondo la mia teoria, della massoneria delle origini. L’occhio di Horus diventa allora simbolo esoterico che racchiude in sé quelle conoscenze occulte proprie dell’alchimia, ovvero di quella scienza perduta dell’antica età dell’oro.

Certo, pensare a Lady Gaga come una moderna alchimista può apparire un azzardo. Ma se proviamo a vedere il filmato del video Bad Romance da un punto di vista simbolico-esoterico ci possiamo rendere conto di come Lady Gaga abbia voluto rappresentare in chiave moderna nientemeno che la Grande Opera Alchemica, nelle sue fasi della Nigredo, dell'Albedo e della Rubedo.

Lasciamo da parte per un momento il giudizio su Gaga, Madonna, i Beatles, Michael Jackson etc.etc.; è indubbio che se volessi diffondere un messaggio sarebbe più facile farlo fare da parte di chi ha milioni di fan piuttosto che da parte di chi non ne ha nessuno.

Giusto per fare un esempio: se fossi amico di Lady Gaga e volessi dire al mondo che gli Anunnaki stanno tornando, le chiederei di postare qualcosa sul suo profilo twitter così da raggiungere in un colpo solo 20 milioni di persone, mentre attraverso il mio profilo raggiungerei solo 10 persone... c'è una bella differenza.

Il successo, che arriva attraverso massicce operazioni di marketing, martellamento mediatico, scandali e tutto ciò che può essere effettivamente definito 'macchina da soldi' diventa allora uno strumento che permette di avere massima penetrazione e di conseguenza massima efficacia nella divulgazione di un eventuale messaggio. Altrettanto poi ci vuole anche un po' di talento, o il successo risulterebbe effimero, fragile.

Madonna può piacere o non piacere. Ma è fuori dubbio che ha contribuito non poco al percorso di emancipazione del mondo omosessuale negli ultimi decenni. Senza i Beatles, i Rolling Stones e gli altri gruppi del periodo, gli anni '60 e '70 sarebbero stati gli stessi?

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I Beatles e Keith Richards dei Rolling Stones in pose richiamanti alla simbologia esoterica

Siccome onestamente penso che il mondo sarebbe stato peggiore senza questi grandi artisti, significa che il messaggio da loro lanciato nel mondo era ed è un messaggio 'positivo'. Mi viene allora difficile pensare a questi come mere macchine da soldi, burattini degli Illuminati, in quanto, in tal caso, rientrerebbero a pieno titolo nel piano di dominio globale del NWO.

Invece la loro musica fa riflettere, fa pensare e credo che il Player C che lavora dietro il NWO preferirebbe avere un esercito di schiavi non pensanti come nel migliore auspicio del progetto MK-Ultra. Per questo motivo vedo i grandi artisti 'antagonisti' all'NWO, e non loro affiliati come invece le teorie del complotto porterebbero a pensare.

Non dimentichiamo che la massoneria nasce infatti come società atta ad elevare l'uomo spiritualmente... Se essere massoni significa avere accesso a conoscenze segrete dipende poi da come un individuo (o un gruppo di individui, un Player) utilizza queste risorse: posso usare la mia scienza per costruire un'arma chimico-batteriologica o un medicinale miracoloso.. dipende da quali sono i miei scopi.

E pensare a John Lennon e alla sua canzone Imagine come a un “manifesto del NWO e degli “Illuminati” che oggi sferrano il loro attacco attraverso il potere finanziario in modo così palese onestamente mi risulta difficile. E senza scomodare i grandi della musica rock/pop posso citare gruppi contemporanei come i Muse.

I Muse sono un gruppo musicale alternative rock britannico formatosi a Teignmouth (Devon) nel 1992. Sono riconosciuti per uno stile musicale molto eclettico che raccoglie influenze di più generi come elettronica, progressive rock, spesso segnati da una vena sinfonica e orchestrale. La maggior parte dei testi delle loro canzoni, composte principalmente dal frontman Matthew Bellamy, trattano temi riguardanti apocalisse, ufo, guerra, vita,universo, politica e religione.

L'11 settembre 2009 (notare la data…) uscì il quinto album The Resistance, registrato in uno studio italiano vicino al lago di Como e a Milano. Nel disco vi è la forte influenza del romanzo1984 di George Orwell, romanzo che di certo è una denuncia al Nuovo Ordine Mondiale e alle sue strategie di dominio dittatoriale. Così come emblematico è il testo della loro canzone “Uprising” (traducibile in italiano in “Rivolta” o “Insorgere”) il cui ritornello recita:

Cita:


...
They will not force us. They will stop degrading us. They will not control us. We will be victorious.
...


Nelle quali parole possiamo riconoscere più una criptica condanna/denuncia alle politiche di controllo del Nuovo Ordine Mondiale rifacenti al già citato Monarch o MK-Ultra che un supporto alle stesse.

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E ancora la musica, questa volta la musica reggae, gioca un ruolo fondamentale all’interno del movimento rastafariano. Questa deriva dalla musica rastafariana più propriamente detta, di cui la forma più pura è la cosiddetta musica Nyabinghi (il nome deriva da un movimento anticolonialista dell’Africa Orientale, attivo fra il 1850 ed il 1950), caratterizzata da uso di tamburi, canti e danze, intervallato da preghiere e uso di ganja.

Il reggae nacque nel ghetto di Trenchtown, la parte più povera di Kingston, ed è musicalmente una sintesi della musica tradizionale giamaicana e di quella rasta con motivi R&B, jazz e soul, ma è soprattutto l’espressione del risentimento sociale dei neri contro i bianchi, dell’orgoglio razziale e dell’amore per le proprie radici africane. La musica reggae è diventata negli anni ’70 famosa in tutto il mondo grazie ad un gruppo di musicisti giamaicani, tra i quali i più noti sono Bob Marley (1945-1981) e Peter Tosh.

Oggi il movimento si è diffuso a scala mondiale, non soltanto fra gli afro-americani, ma anche fra i maori della Nuova Zelanda, gli indonesiani, gli aborigeni australiani, gli indiani d’America (in Stati Uniti e Canada), tra gli immigrati del Surinam in Olanda (tra cui spicca l’ex calciatore Ruud Gullit), ed in generale tra gli immigrati di colore in Inghilterra, Francia, ed anche Italia, e perfino fra i giovani russi e ucraini (chiamati Rastamany) dopo la caduta del muro di Berlino.

Si calcola che tra 700.000 ed 1.000.000 di persone vi aderisce, anche se si tratta di un movimento spontaneo assolutamente non coordinato e quindi di difficile quantificazione. Infatti si possono identificare molte correnti rasta con peculiarità molto diverse tra loro, sia per credo religioso (copti ortodossi, altri cristiani, gnostici, israeliti) che per abitudini di vita.

Forse che allora gli elementi individuati dai complottisti che in centinaia di video youtube tentano l’esegesi dei testi e dei clip musicali degli artisti pop/rock contemporanei collegandoli al NWO e descrivendoli come Illuminati Puppet (ovvero marionette degli Illuminati) riprogrammati attraverso il famigerato MK-Ultra siano da interpretare in opposta maniera? Ovvero come denuncia e condanna dell’esistenza degli stessi e non di celebrazione del NWO?

Anche perché il dubbio che viene al sottoscritto guardando a questi video è “Perché mai gli Illuminati dovrebbero rischiare di essere scoperti mostrando così apertamente al grande pubblico i simboli del loro potere?”

Più ragionevole allora pensare che questi artisti di oggi e di ieri, alcuni probabilmente indotti da altri ‘registi’ dietro di loro, altri per loro propria capacità, si sentano chiamati a diventare agenti di quella ondata di consapevolezza e di risveglio delle coscienze necessarie per bloccare i piani del NWO.

Non più una corrispondenza tra satanismo e musica rock, ma, secondo una accezione prettamente gnostica, un accostamento tra musica (arte in generale) e Lucifero, inteso come portatore di luce. Musica (arte in generale) come veicolo della luce della gnosi, della conoscenza, come fu d’altra parte anche nei secoli passati pensando agli artisti rinascimentali come Leonardo Da Vinci.

Una ipotesi questa che può trovare riscontro se andiamo ad analizzare quelle “logge” che in modo più o meno diretto hanno condizionato l’ambiente musicale negli ultimi decenni come ad esempio la Golden Dawn. La Golden Dawn o più precisamente Hermetic Order of the Golden Dawn ("Ordine Ermetico dell'Alba Dorata") fu un ordine della fine del XIX secolo e dell'inizio del XX secolo, che praticava una forma di teurgia e sviluppo spirituale e che ebbe una grande influenza sull'occultismo occidentale del XX secolo. I tre fondatori, William Robert Woodman, William Wynn Westcott e Samuel Liddell MacGregor Mathers furono massoni e membri dellaSocietas Rosicruciana in Anglia. Società iniziatica fondata sulla tradizione della Qabalah ed orientata al recupero della più autentica tradizione d'Occidente, adottò l'immagine dell'Alba come simbolo del risveglio spirituale, dell'illuminazione alla consapevolezza.

Invero, la diffusione della notorietà delle vicende della Golden Dawn, piuttosto che per il tramite di questi gruppi di ricerca esoterica è soprattutto dovuta all'eclatante impatto dell'opera di Aleister Crowley che - sia pure in modo occulto e sotterraneo - ha segnato in maniera profondissima il Novecento. La penetrazione di queste dottrine ha avuto luogo attraverso la letteratura dove, oltre alle opere dello stesso Crowley, si annoverano numerose biografie (tra cui, rimarcabili, quelle di John Symonds e Kenneth Grant) ed altri libri e romanzi che alla sua vita si ispirano, da Somerset-Maugham - che conobbe direttamente Crowley e lo raffigurò come Oliver Haddo ne Il mago - a Vincenzo Consolo, che ne ricostruisce il periodo vissuto a Cefalù, generando un singolare parallelismo magico in Sicilia. La persistenza letteraria della Golden Dawn si apre al più vasto pubblico mediante l'intermediazione del cinema, specialmente in rapporto all'opera di Kenneth Anger che, pur facendo un cinema di ricerca non ancora aperto alla grande notorietà, determinò una speciale presa sulla musica rock, poiché un suo film dal titolo "Evocazione di mio fratello il Demonio" si avvalse della colonna sonora di un giovanissimo Mick Jagger, che la concepì come onda d'urto psicologico realizzata con un sintetizzatore moog.

Quell'esperienza dovette imprimersi in modo decisivo nella mente di Jagger, che ne fece l'architrave del suo sodalizio artistico con Keith Richards e appare in effetti costitutiva di successivi importanti episodi della musica rock.

Gira fra alcuni appassionati di esoterismo e teorie del complotto una leggenda su Churchill: il suo famoso gesto delle dita per fare la V di “Victory”, mostrato più volte a popolo e media britannici durante il secondo conflitto mondiale, sarebbe stato adottato per consiglio del mago e massone Aleister Crowley. Era un gesto d’invocazione della divinità egizia della distruzione, Apophis, unica arma in grado di competere con la svastica indoeuropea scelta da Hitler. Su quanto la guerra non fosse limitata al piano della realtà visibile e materiale, almeno nelle menti di protagonisti principali come il Primo Ministro inglese ed il Führer, ha indagato meritoriamente il politologo Giorgio Galli nelle pagine del saggio ormai classico “Hitler e il nazismo magico”. Storia occulta a parte, già la sola diceria ci appare una solida conferma di un certo carattere britannico al contempo pragmatico ed utopistico, tradizionalista ma avventuroso.

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La Victory di W.Churchill

Lo stesso Aleister Crowley, consigliere occulto (in ogni senso) di Churchill, liquidato da molti come becero satanista ma in realtà esperto di riti orientali ed occidentali ed autocandidatosi profeta di una nuova religione, scrisse di aver contribuito alla vittoria nella “Battaglia d’Inghilterra” per mezzo delle sue arti magiche.

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Aleister Crowley

è lecito dubitare sul suo reale ruolo nella storia politica e bellica del Regno Unito, ma certamente non della sua influenza sulla cultura giovanile a partire dagli anni Sessanta. Gran parte dei musicisti inglesi che raccolsero gli stimoli della fusione fra musica popolare bianca ed africana, il rock ‘n’ roll made in Usa, finirono per interessarsi a Crowley.

Lo fece John Lennon ed il volto del mago fece capolino nell’affollata copertina di “Sgt. Pepper”, uno dei capolavori dei Beatles. Così fu per gli Stones di Mick Jagger che compose la colonna sonora del film “Lucifer rising” girato da Kenneth Anger, altro devoto crowleiano.

Anche David Bowie omaggiò il mago in più di una canzone, mentre Jimmy Page dei Led Zeppelin finì per acquistarne la dimora scozzese.

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Aleister Crowley sulla copertina di “Sgt.Pepper” dei Beatles – Il Magical Mistery Tour: un viaggio esoterico?

Quello che segue è una sintesi di un articolo molto più ampio pubblicato sul blog Cyberlink e riportato anche su “Le Stanze di Atlanticus” sul legame tra David Bowie e l'occulto. Il retro dell'album Station To Station (1976) è eloquente...

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David Bowie disegna sul pavimento l’albero della vita della tradizione cabalistica

Una delle figure più interessanti, poliedriche e controverse della scena contemporanea è sicuramente quella di David Bowie: musicista, attore, artista multimediale, dandy innamorato di sé stesso e del proprio mito.
Comparso sulla tribuna musicale britannica alla fine degli anni ’60, non raggiunge la piena notorietà che all’inizio del decennio successivo come protagonista del glamour, quel carnevale di lustrini, belletto, travestitismo e ambiguità sessuale che attraversò come una cometa il mondo del rock di quegli anni.

Insieme a Marc Bolan, Gary Glitter, New York Dolls, Roxy Music e – almeno per una stagione, anche Lou Reed e Iggy Pop – David Robert Jones , in arte Bowie, più geniale e attraente degli altri, entra nel novero dei fondatori del genere inventandosi (con alle spalle qualche anno di esperienza come mimo e ballerino nella compagnia en travesti del regista-coreografo Lindsey Kemp) il personaggio di un pierrot bisessuale ed extraterrestre.

Sarà solo l’inizio del successo e dell’avventura, un singolo episodio della sua istrionica carriera, perché il camaleontico Dorian Gray del rock – come la fenice – sempre rinascerà dalle proprie ceneri cambiando look, personaggio, stile e genere musicale, riuscendo ogni volta a sorprendere il proprio pubblico e ad anticiparne e assecondarne gusti e umori, creando mode, stravolgendo tradizioni, provocando e seducendo. Solo negli ultimi anni – dalla seconda metà degli ’80 ad oggi – la sua figura e la sua creatività sembrano leggermente appannate, per la prima volta l’inossidabile primadonna si ritira dietro le quinte: forse il magico ritratto di Dorian comincia a rivelare finalmente tutte le rughe di un ultracinquantenne miliardario.

Meno nota e meno appariscente invece è la centralità nell’opera del musicista del suo costante coinvolgimento con il mondo dell’occulto: se altri rockers hanno reso questa fonte di ispirazione intellettuale fin troppo evidente e ostentata, Bowie ha preferito piuttosto nasconderla e sminuirla, limitandone l’espressione a sobri accenni in canzoni e interviste. Questo non significa affatto – come egli preferirebbe forse far apparire - che la tradizione magica ed esoterica sia meno importante per lui, anzi: tutta la sua carriera artistica può essere interpretata come una sorta di vero e proprio mito gnostico.

Già in una canzone del 1971, Quicksand (Sabbie mobili), Bowie dichiara esplicitamente in un verso: “I’m closer to the Golden Dawn / Immersed in Crowley’s uniform of imagery” (Sono più vicino all’Alba Dorata / Immerso nell’immaginario crowleyano): l’Alba Dorata è naturalmente la Golden Dawn, l’ordine magico paramassonico fiorito in Inghilterra alla fine del 19° secolo e il cui insegnamento era basato sulla cabala ebraica, il viaggio astrale e lo yoga: Aleister Crowley in gioventù ne fece parte.

Più tardi nel 1976 anche la canzone Station to Station allude apertamente nel titolo e nei versi all’Albero della Vita della cabala e al viaggio magico attraverso i canali da un Sephirah all’altro (da una stazione all’altra: questo il senso del titolo): “Here we are / one magical movement from Kether to Malkuth / There are you / you drive like a demon from station to station / lost in my circle” (Eccoci / un solo magico movimento da Kether a Malkuth / Ci sei tu / che viaggi come un demone da stazione a stazione / persa nel mio cerchio magico): Kether e Malkuth sono nella cabala, la Corona e il Regno, cioè il Sephirah più alto e quello più basso dell’Albero della Vita. Nella stessa canzone c’è un altro verso significativo in cui si dice: “I was flashing no colour” (non facevo balenare alcun colore), un accenno alla pratica di viaggio astrale attraverso i piani dei 5 elementi con il sistema indù dei Tattva, sperimentato dai membri della Golden Dawn e chiamato anche colour-flashing (balenamento del colore).

In un’intervista del 1995 commentando questi brani Bowie ammetteva che nel 1976 “il mio interesse principale risiedeva nella cabala e nel crowleyanesimo. Quel non-mondo oscuro e talvolta spaventoso dalla parte sbagliata del cervello….poi mi interessavano anche gli Gnostici”.
In un’altra intervista del 1997 si contraddice: – “Così si è interessato al culto del diavolo ?” – chiede l’intervistatore – “No , non il culto del diavolo; era pura e semplice magia vecchio stile” – “Al modo di Aleister Crowley ?” – “No, ho sempre pensato che Crowley fosse un ciarlatano. Preferivo Edward Waite o Dion Fortune e il suo libro “Autodifesa psichica”: bisogna correre intorno alla stanza tirando pezzi di spago e vecchie calze e disegnando buffe cose sul muro, prendevo la cosa molto seriamente, ah, ah, ah ! Tracciavo porte su altre dimensioni: sono sicuro che, per quel che mi riguarda, ho davvero viaggiato in altri mondi: tracciavo segni sui muri e vi passavo attraverso e vedevo davvero quello che c’era dall’altra parte !”.

Come attesta l’apparente frivolezza di queste dichiarazioni, Bowie ha sempre preferito smentire o deprezzare i propri interessi magici; ma le recenti biografie di Angie Bowie (la prima moglie), di Marianne Faithfull (una delle numerose compagne di Mick Jagger, leader dei Rolling Stones e suo grande amico) e di Amanda Lear (per un certo tempo androgina girlfriend dell’efebico cantante), hanno sufficientemente provato la non superficialità del suo interesse per l’argomento.

Nel 1975 Bowie e Jagger furono coinvolti per un certo tempo nei progetti cinematografici di Kenneth Anger, adepto del IX° grado dell’Ordo Templi Orientis americano – chiamato il “Califfato” – e cofondatore della “Chiesa di Satana” di Anton La Vey. Un membro della “Famiglia” di Charlie Manson, Robert Beausoleil, fu per qualche tempo l’amante di Anger e, poco prima di partecipare ad uno degli omicidi collaterali all’eccidio di Bel Air (dove fu assassinata Sharon Tate, moglie del regista Roman Polansky che aveva diretto Rosemary’s Baby, film di argomento satanico in cui il ruolo di Satana era interpretato proprio da La Vey, l’amico di Anger) aveva interpretato il ruolo di Lucifero nel film di Anger Lucifer Rising e, dalla prigione dove era stato rinchiuso dopo il delitto, ne aveva composto anche la colonna sonora. Nel 1993 Bowie ammise finalmente che l’atmosfera che circondava i crimini di Manson e il groviglio inestricabile di relazioni occulte ad essi collegate, gli aveva ispirato una forte ossessione per la “magia nera”.

Angie Bowie, la prima moglie del cantante e madre del figlio Zowie, racconta che il marito era assai vulnerabile all’influenza di sicofanti e calunniatori e tendenzialmente paranoico nel periodo della sua forte dipendenza dalla cocaina. Vergava febbrili calcoli di gematria cabalistica sulla sua corrispondenza, conservava la propria urina nel frigorifero e non permetteva che nessuno fosse presente quando si tagliava unghie e capelli.

A questo proposito si racconta un curioso aneddoto: nel 1984 il regista Derek Jarman – morto poi di aids al principio degli anni ’90 – tentava di realizzare il progetto di un film intitolato Neutron e aveva contattato Bowie per proporgli il ruolo di protagonista.

Ci fu un incontro nell’appartamento del cineasta e tutto sembrava andare per il meglio. All’improvviso Bowie smise di fumare una sigaretta dietro l’altra come aveva fatto fino a quel momento ed iniziò a mostrarsi nervoso gettando furtive occhiate agli scaffali della biblioteca e ad alcuni disegni appesi alle pareti. Interrompendo bruscamente la conversazione Bowie chiese scusa, si alzò e se ne andò precipitosamente. Venti minuti dopo, il suo autista e guardia del corpo tornò su dicendo che il maestro aveva dimenticato qualcosa e recuperò tutti i mozziconi di sigaretta dal portacenere.

Nei giorni seguenti Bowie si ritirò dal progetto dell’incredulo Jarman che così naufragò. Cosa lo aveva terrorizzato ? I libri di John Dee in biblioteca ed i quadrati enochiani incorniciati alle pareti, ricordi del film di Jarman Jubilee, di cui il Dottor John Dee, astrologo personale della Regina Elisabetta Prima, era stato il personaggio principale. Il sistema di magia enochiana inventato da Dee, con i suoi complessi diagrammi magici, è parte fondamentale dell’insegnamento della Golden Dawn e della Magick crowleyana.

L’atteggiamento così sfuggente e poco incline a manifestarsi nella propria reale essenza, i ripetuti tentativi di nascondere uno stile di vita così profondamente segnato da certe pratiche e credenze, non dovrebbe stupire in una personalità, come quella di Bowie, fortemente incline al mascheramento e allo scambio di identità. I molteplici frammenti e personae che compongono il mosaico Bowie corrispondono alle varie stazioni e fasi della sua carriera professionale:

- una fase giovanile Mod e ispirata da Bob Dylan (1964-1968);
- il personaggio del cosmonauta disperso Major Tom di Space Oddity (1969-1970);
- il divo androgino ed extraterrestre Ziggy Stardust (1971-1972);
- il pierrot ambiguo Aladdin Sane (1973);
- il mutante postatomico Halloween Jack di Diamond Dog (1974);
- l’alieno naufragato sul nostro pianeta del film “L’uomo che cadde sulla terra” di Nicholas Roeg (1975);
- the Thin White Duke, il clown bianco dandy di Station to Station (1976);
- la fase del superomismo nietzscheano degli anni berlinesi di Low e Heroes (1977-1979);
- la fase sound and vision di Ashes to Ashes (1980);
- la sua interpretazione nei teatri britannici del mostruoso Elephant Man (1981);
- il Dorian Gray disco di Look back in Anger o di Let’s Dance (1983-1984);
- la sua apparizione come “Impiccato” dei tarocchi nelle esibizioni dal vivo (1987);
- il tentativo di scomparire eclissandosi in un trio di musicisti di Tin Machine (1989);
- il suo allontanamento fisico dalle scene con riapparizione virtuale su internet degli anni ’90.

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Tutte queste maschere e molteplici alter ego ci riportano alla figura archetipica del Mago, del Bagatto dei tarocchi, del giocoliere, del trickster sciamanico o forse, usando una definizione che Bowie stesso ha dato di sé, di un buddhista postmoderno.

Il suo mito di fondazione è però un mito gnostico: l’uomo che cadde sulla terra, l’alieno disperso nel mondo, il messianico Ziggy Stardust, ermafrodita dai capelli verdi che con il gruppo degli Spiders from Mars (I Ragni Marziani) si conquista la venerazione delle folle profetizzando la prossima discesa degli Starmen (si ricordi il celeberrimo brano) e che finisce cristicamente per essere fatto a pezzi sul palcoscenico dai suoi discepoli/fans durante una performance (nel brano Rock’n’Roll Suicide).

Anche la sua seconda incarnazione principale, incrocio fra il clown bianco e le maschere del teatro kabuki giapponese, il Thin White Duke (il Sottile Duca Bianco), superuomo ariano e privo di emozioni, riporta a quella forma particolare di gnosticismo - di tradizione manichea e càtara - tipica del misticismo voelkisch praticato negli ambienti nazisti.
L’immaginario ed il messaggio di Crowley dovevano però trovare il terreno più fertile nei generi estremi apparsi verso la fine degli anni Settanta: punk, metal e soprattutto “industrial e “apocalyptic folk”. Questi ultimi due sono di nascita prettamente inglese èd è quindi interessante cercarvi qualche conferma delle eccentricità britanniche. Tale è l’impresa in cui si è gettato Antonello Cresti con il suo ultimo lavoro Lucifer over London. Industrial, folk apocalittico e controculture radicali in Inghilterra (Aereostella edizioni).

Cresti si occupa da anni di arte, politica e filosofie provenienti dal Regno Unito e condivide la direzione artistica di Britmania, festival della cultura oltre Manica che si tiene annualmente a Prato. Dopo aver passato in rassegna quelli che furono gli antenati culturali (come John Dee, occultista al sevizio di Elisabetta I, i preraffaelliti, il pittore Louis Wain ed ovviamente Crowley), Lucifer over London presenta al lettore questa colonna sonora alternativa della storia inglese dai giorni della sconfitta laburista con l’avvento della Thatcher fino al tramonto dell’epopea blairiana. Un accompagnamento musicale che ci dice molto sull’isola ancorata al mito dell’utopia di altro mondo possibile (dai tempi di Tommaso Moro) come alla tradizione della corona.

Il rumore organizzato dell’industrial ed i suoi temi volutamente scioccanti (violenza, sesso, esoterismo, controllo della mente) ha rappresentato il momento utopico perché votato alla distruzione della civiltà moderna. Dalla metà dei Settanta l’industria pesante cominciava infatti il suo inarrestabile declino e si ponevano le basi per l’odierno dominio della comunicazione; gli artisti “industriali”, in primis i Throbbing Gristle guidati dal crowleiano Genesis P-Orridge, lo capirono prima di molti sociologi.

A partire dai Novanta alcuni esponenti del genere virarono musicalmente verso il recupero della tradizione folklorica patria e nacque il “neofolk”, detto “apocalittico” per il suo insistere su tematiche millenaristiche con accenti mistici o politici. Capostipite fu il gruppo Current 93, già crowleiano nel nome, dato che il numero 93 secondo il mago rappresentava con calcolo cabalistico le energie dominanti durante la sua era profetica; il fondatore ed unico membro fisso del complesso, David Tibet, ha però da tempo abbandonato la devozione per il controverso patriota e professa un cristianesimo debitore di gnosticismo e buddismo.

Altro discorso interessante è quello di Douglas Pearce con i Death in June: le sue canzoni con ritmi marziali, chitarre folk ed echi del cantautorato colto di Leonard Cohen creano la perfetta atmosfera per la fine dell’impero britannico, un lamento per la gloria perduta di Albione. Il richiamo ai miti pagani, alle origini celtiche o meglio ancora germaniche tenta così di arrestare il processo di decadenza.

I Sol Invictus di Tony Wakeford si chiamano come la divinità solare venerata durante l’impero romano. Il loro lavoro è incentrato sul tramonto non della sola madrepatria ma dell’intero continente europeo; soprattutto le loro prime produzioni citano temi cari ai reazionari Julius Evola e Oswald Spengler (la reazione, in fondo, tende ad essere l’altra faccia dell’utopia rivoluzionaria, proiettata al passato invece che al futuro).

I riferimenti culturali ed i temi trattati non devono permettere il facile incasellamento degli artisti citati nell’estrema destra. Spesso hanno preso le pubbliche distanze dalle soluzioni politiche dei totalitarismi novecenteschi e dalla minoranze neofasciste o neonaziste che non mancano in nessun angolo d’Europa. Siamo più sul piano della provocazione estetica ed intellettuale, “in bilico”, scrive Cresti, “tra furia iconoclasta e desiderio di restaurazione di un Eden mitico”. Siamo insomma nel “cuore nero” di un’isola che un tempo dominava il mondo ed ora, stretta tra le delusioni obamiane e la spossatezza dell’Europa continentale, tenta di reinventare il conservatorismo per rappresentare ancora una volta il miglior Occidente.

Se l’arte è una potente carta nelle mani del Player B, la musica, in quanto forma d’arte, può rappresentare oggi una delle strategie perpetrate dal Player B, dietro il quale comunque per forza di cose devono esserci personaggi legati ad ambienti massonici di ogni ordine e grado, per ostacolare i piani del Player B.

La conoscenza è uno strumento, come un martello… posso usarlo per appendere un quadro, costruire un mobile… o spaccare una testa. Dipende dalla mano che lo tiene.

Il nostro auspicio è che possa essere usata per chiudere definitivamente “La Fabbrica degli Schiavi” del Player C…



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MessaggioInviato: 31/03/2013, 16:52 
L'anima al diavolo
http://www.santaruina.it/lanima-al-diavolo


Immagine

Narra la leggenda di una sera in cui un modesto chittarista che girovagava per le rive del Mississippi si recò ad un crocicchio, e lì invocò Satana in persona affinchè lo rendesse un grande musicista.
Fu accontentato, ed in cambio della sua anima ricevette in dono un talento che lo fece entrare nella storia della musica contemporanea.
La leggenda del chittarista blues Robert Johnson, tuttora considerato uno dei più influenti musicisti del XX secolo, è forse la più nota nel mondo del rock, ed ha stimolato la fantasia di numerosi appassionati fino ai giorni nostri.
Comunque siano andate le cose, la storia di Johnson fu veramente una storia maledetta: divenuto celebre all’improvviso, dopo una mediocre carriera in età giovanile, fece in tempo a registrare solo 29 brani, tuttora considerati pietre miliari dagli addetti del settore, prima di morire a soli 27 anni in circostanze misteriose.
La sua stessa esperienza al celebre crocicchio, the crossroad della tradizione americana, richiama riti ancestrali collegati al culto della santeria, una particolare forma di religiosità diffusasi tra le prime comunità nere portate negli Stati Uniti, una religione che univa elementi cristiani alla tradizione animista dell’Africa nera, tradizione che venerava forze della natura che potevano essere evocate e di cui ci si poteva servire, forze che abitavano luoghi particolari, come l’incrocio tra due strade.
La leggenda di Johnson univa a queste credenze un altro celebre topos della tradizione, quello della cessione dell’anima al demonio in cambio di privilegi: in Europa la famosa opera di Ghoethe, il Faust, diede a questo particolare tema anche una dignità letteraria.

Il concetto del “vendere l’anima al Diavolo”, ormai entrato a far parte dell’immaginario collettivo, può essere interpretato sia in modo letterale, per chi crede che certe presenze siano davvero reali, ed interagiscano col nostro mondo, sia in maniera allegorica: in questo secondo caso col vendere l’anima si intende il concedersi a dei compromessi pur di raggiungere il proprio scopo.
In realtà, le due interpretazioni non sono poi così lontane tra loro.
Nel mondo della musica rock, in particolare, il cedere a dei compromessi pare essere l’unico modo per poter emergere, in un ambiente in cui la concorrenza è numerosa e spietata; non sorprende, di conseguenza, che i temi che caratterizzano sempre più spesso i testi delle canzoni di successo nascondano risvolti non sempre limpidi, così come non sorprende che i protagonisti della scena internazionale diventino ogni giorno di più dei veicoli di messaggi impregnati di una ideologia ben precisa.
C’è anche chi come Bob Dylan, un altro degli indubbi protagonisti della scena rock degli ultimi 50 anni, senza giri di parole spiegò in una intervista la ragione del suo successo quale conseguenza del patto che fece con “il comandante in capo su questa terra”.




Che Dylan stesse usando un linguaggio simbolico o meno poco importa, dal momento che il concetto di base rimane inalterato.
La sua stessa espressione, inoltre, non somiglia molto a quella di una persona che sta scherzando, nonostante l’amaro sorriso finale.
E c’è anche chi, come la giovane cantante Katy Perry, astro emergente della musica pop degli ultimi anni, trova nella faccenda anche un lato divertente, e racconta di aver venduto l’anima al diavolo nello stesso modo in cui potrebbe parlare della cena del giorno precedente.



Ancora una volta, che si tratti di una battuta o di una metafora poco importa, dal momento che all’interno del contesto del successo tali espressioni assumono di per sé delle valenze in parte inquietanti.
La giovane Perry, tra l’altro, fu negli anni adolescenziali la classica ragazza tutta casa e chiesa, e dopo aver imparato a cantare nel coro della parrocchia, ed aver esordito con un album di brani a tematiche cristiane, ha infine addottato una immagine estremamente sensuale e libertina, andando così ad aggiungersi alla schiera delle good girls gone bad, le ragazze del pop che dopo essersi fatte conoscere come adolescenti innocenti con un look acqua e sapone si sono trasformate in giovani vamp ed aggressive (vedi Britney Spears, Cristina Aguilera, Rihanna, Miley Cirus, e così via).
Un successo che pare quindi richiedere sempre grandi privazioni in cambio, una concezione estremamente pericolosa da sempre presente nella natura umana ma che pare divenire ai giorni nostri sempre più modello vincente, atteggiamento addirittura giustificabile.

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a completamento dell’articolo, si riportano le interessanti considerazioni espresse da jackblack77 tra i commenti:

[...]tutto il fenomeno musicale del XX secolo nasce con Johnson.
Da lì inizia il percorso che poi avrebbe portato all’industria discografica, all’ascolto ripetuto, al successo commerciale, a Elvis, i Beatles, i ’70 gli 80 ecc..
E, guarda caso, proprio la storiella di Johnson contiene una particolarità.
Oltre che il rimando ai riti voodoo (poi ripreso da Hendrix) e ai crocicchi (poi omaggiato da tutti soprattutto Clapton), si ritrova il cliché del patto.
Il patto [...]ha origini antichissime e tramandate oralmente; ma, da quel che ne so, sono sempre stati dei racconti in cui il protagonista umano “gabba” in qualche modo l’Antagonista.
Sono cioè delle narrazioni che hanno dei significati ben precisi: in primo luogo affermare una certa superiorità dell’Essere umano rispetto alle Entità Maligne; in secondo luogo, la possibilità per l’uomo – anche dopo aver momentaneamente “perso” l’anima (o quello che essa può rappresentare) – di recuperarla prendendosi una specie di rinvicita; ma solo se precedentemente si è avuta l’astuzia (metafora per superiorità spirituale) di trovare la falla nel ragionamento diabolico; e poi altri significati minori che si possono trovare frugando meglio.

Tornando alla particolarità nella storia di Johnson (e in quelle correlate, fino ai giorni nostri) è che da quel momento, il cliché del Patto cambia: non più un inganno dell’uomo sul Diavolo, trattandolo per quello che è (il diavolo fa le pentole ma non i coperchi, ecc) ma una specie di sacrificio “do ut des” a senso unico e micidiale.
Vale a dire: io possiedo una cosa A che non mi serve (!), invece desidero una cosa B ma non la possiedo; vorresti fare uno scambio? Ovviamente la cosa non è INDOLORE ma richiede un prezzo.
E il prezzo è proprio la cessione della cosa A che – in realtà – era la cosa PIU’ IMPORTANTE CHE SI POSSEDEVA NELLA PROPRIA VITA.
A quel punto, secondo me il soggetto si accorge che senza di essa è già morto (spiritualmente) da un pezzo e se ne va dalla vista dei più.
Alcuni soggetti se ne accorgono subito, altri dopo molti anni. Credo sia la spiegazione più banale.
[...]questa nuova versione del Patto è divenuta la moda imperante, tanto da diventare un modo di dire.
Il pensiero comune degli artisti da un secolo a questa parte è divenuto “per ottenere l’obiettivo devo sacrificare TUTTO. Solo l’obiettivo conta”.
Non c’è più il patto visto come una specie di “umiliazione” da parte di un Uomo Spiritualmente Superiore nei confronti dei poteri inferi, ma anzi il concetto è ribaltato: chi è disposto a vendere qualcosa di inutile (inutile per il mondo materialista) può avere subito la strada abbreviata e il trampolino di lancio per il successo planetario.
“Tanto l’anima non esiste, quindi anche se me ne privo che problema c’è?”



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MessaggioInviato: 31/03/2013, 16:59 
Cita:
Atlanticus 81 scrive:
1/2 = Olfatto (Smell)
1/4 = Vista (Sight)
1/8 = Pensiero (Thought)
1/16 = Udito (Hearing)
1/32 = Gusto (Taste)
1/64 = Tatto (Touch)

Significa che l'ultimo 1/64 corrisponde a un ulteriore senso/capacità umana legata allo splendore. Potremmo allora attribuire all'ultimo 1/64 il termine in inglese di "Shining" (notare la citazione con il film di Kubrick) che va a completare l'uomo nella sua pienezza, dotandolo di una nuova capacità che forse lo pone più simile alla sfera divina sancita fin già dalla Genesi biblica a immagine e somiglianza degli dei.


Con quale logica sono stati associati i sensi a quei numeri e perchè proprio i sensi e non le 4 stagioni per esempio? hahaah comunque se la parte mancante lo "shining" è rappresentato dal personaggio del film direi MENO MALE che ci manca ^_^

E soprattutto da cosa vengono fuori quei numeri? Se sono cose ovvie chiedo scusa magari se non vuoi ripeterlo puoi darmi un link in cui se ne parla in maniera "più elementare" così posso comprendere meglio tutto il senso del post :)


Chissà chi è il grande capo, se è in ascolto e vuol fare qualcosa anche per me sono a disposizione ^_^


Ultima modifica di MaxpoweR il 31/03/2013, 17:17, modificato 1 volta in totale.


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MessaggioInviato: 31/03/2013, 18:00 
Cita:
MaxpoweR ha scritto:


Con quale logica sono stati associati i sensi a quei numeri e perchè proprio i sensi e non le 4 stagioni per esempio?

E soprattutto da cosa vengono fuori quei numeri? Se sono cose ovvie chiedo scusa magari se non vuoi ripeterlo puoi darmi un link in cui se ne parla in maniera "più elementare" così posso comprendere meglio tutto il senso del post :)



Quei numeri provengono direttamente dalla matematica egizia.

http://it.wikipedia.org/wiki/Occhio_di_Horo

James P. Allen, Middle Egyptian, Cambridge University Press (2004), p. 102

Maria Carmela Betrò, Geroglifici, Milano 1995, pag. 55.



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MessaggioInviato: 31/03/2013, 21:27 
Robert Johnson (oltre che ispirarmi moltissimo musicalmente) mi ha davvero sempre affascinato, e nonostante la storia dell'aver venduto l'anima al diavolo sia un bel pò imbevuta di sana e vecchia cultura popolare nera, rimane il fatto che l'alone di mistero che lo circonda rimane. Una sola foto e 29 brani leggendari che hanno cambiato la storia della musica e creato schemi e melodie che volenti o nolenti rientrano in tutti i brani scritti fino ad ora (e immagino che il discorso valga anche per i prossimi anni/secoli); senza dubbio un bel punto di domanda viene spontaneo porselo.

Per Katy Perry o Lady Gaga non saprei, ma per quanto riguarda Bob Dylan si sa che lui è un giocherellone (soprattutto con i giornalisti) e tutto ciò che dice ve preso con le pinze, ama provocare e distorcere la realtà. Detto questo mi sembra che nel video in questione si stesse semplicemente riferendo a Dio, senza bisogno di scomodare improbabili incontri col diavolo.

Comunque, post interessante! [;)]


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MessaggioInviato: 31/03/2013, 22:15 
Ci stà bene anche Ke$ha in questa discussione?
http://www.ufoforum.it/topic.asp?whichp ... _ID=261993

Si è già parlato da qualche parte del Forum del Club dei 27 ?



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Sul discorso di vendere l'anima al diavolo in cambio del successo sembra esserci un collegamento con la maledizione del numero 27
http://it.wikipedia.org/wiki/Club_27



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Paul McCartney è morto, Elvis Presley è vivo, Obama è un rettiliano.
Se ripeti Bloody Mary più volte davanti allo specchio succede un casino, fantasmi ovunque e muori.
Siamo ad aprile e fa freddo, ci sono i terremoti, la Terra ruota stranamente, il Papa ha abdicato, dopo una pornostar ora abbiamo un comico in politica, muoiono gli uccelli e pare altri svariati animali tra cui l'uomo, il sole scompare una volta al giorno, i tempi sono maturi, la fine del mondo è arrivata.

PS
E se qualcuno si permette di dire che sono offtopic o sto trollando gli sputo, purtroppo solo virtualmente, in un occhio.


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MessaggioInviato: 01/04/2013, 23:40 
Cita:
break ha scritto:

Paul McCartney è morto, Elvis Presley è vivo, Obama è un rettiliano.
Se ripeti Bloody Mary più volte davanti allo specchio succede un casino, fantasmi ovunque e muori.
Siamo ad aprile e fa freddo, ci sono i terremoti, la Terra ruota stranamente, il Papa ha abdicato, dopo una pornostar ora abbiamo un comico in politica, muoiono gli uccelli e pare altri svariati animali tra cui l'uomo, il sole scompare una volta al giorno, i tempi sono maturi, la fine del mondo è arrivata.

PS
E se qualcuno si permette di dire che sono offtopic o sto trollando gli sputo, purtroppo solo virtualmente, in un occhio.





Non mi sembrano interventi molto costruttivi però...



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martedì 23 aprile 2013

AZEALIA BANKS – YUNG RAPUNXEL: UN’ODE A MOLOCH

L’ultimo video di Azealia Banks, Yung Rapunxel, mostra, senza ombra di dubbio, la sua definitiva adesione al mondo degli Illuminati. Sebbene il cortometraggio appaia surreale e quasi insensato agli occhi dei profani, ad una analisi più profonda è possibile desumere uno specifico significato simbolico in linea con i precetti dell’elite.

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Il nome della canzone, Yung Rapunxel, si riferisce al suo “nuovo” alterego, una tematica popolare tra i burattini degli Illuminati e rappresenta una delle parti in cui la sua personalità è stata frammentata, attraverso i programmi di controllo mentale per garantire la totale obbedienza e il necessario distacco mentale dal contenuto che sta promuovendo.

A proposito di “contenuti”, oltre allo spropositato utilizzo di simbolismo massonico/illuminato, notiamo una costante, ovvero la presenza di immaginari che richiamano Moloch/Baal. Ecco il video:

[BBvideo]http://www.youtube.com/watch?v=fdCGptVzqVU[/BBvideo]l]

UNA TEMPISTICA SOSPETTA

Il nuovo singolo della Banks, doveva uscire il 26 marzo 2013, tuttavia è stato rinviato al 16 aprile 2013. Come ben descritto da questo articolo, la seconda metà di Aprile è uno dei periodi più importanti per gli Illuminati, in quanto cadono le festività di Baal/Moloch/Beltane, in cui nell’antichità, venivano effettuati sacrifici umani, in nome di queste divinità. Ai giorni nostri, tali rituali, persistono ma hanno subito un cambiamento nelle modalità di esecuzione: per massimizzarne l’effetto e per perseguire i punti dell’agenda illuminata, l’elite mette in scena orribili attentati che colpiscono l’inconscio collettivo delle persone. Successivamente, attraverso la capillarità dei media, tale sgomento viene diffuso in tutto il mondo aumentando esponenzialmente la carica di energie negative assorbite (oltre alla paura e al terrore).

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L’attentato alla Maratona di Boston è avvenuto, anch’esso, il 16 aprile 2013. La seconda metà di Aprile è un periodo molto “propizio” per massacri e stragi le quali, spesso, sono costruite a tavolino dagli Illuminati come “offerta sacrificale” al dio Moloch/Baal.

CONTROLLO MENTALE/STATO DI POLIZIA/LILITH

Il video inizia con la rapper che pronuncia ripetutamente le parole “Voglio essere libera”, comunicando al pubblico il suo legame forzoso agli handler dell’industria musicale (parole che suonano sempre più come una “scusante” da parte di questi artisti). Assistiamo ad un vero e proprio susseguirsi di immagini simboliche, mischiate a scene in cui vediamo poliziotti protetti da caschetto scudi e manganelli.

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L’immancabile occhio che tutto vede e il gufo l’emblema femminile di Moloch

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Un bel triangolo con occhio che tutto vede disegnato nella parete assieme a dei gufi. Sembra che Azealia abbia definitivamente abbracciato gli ideali degli Illuminati per poter acquisire fama e ricchezza

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In buona parte del video notiamo la presenza di forze di polizia armate. Rendere glamour lo stato di polizia tra i giovani è uno dei punti dell’agenda degli illuminati

Durante le scene in cui compare la polizia notiamo che Azealia è arrabbiata, tanto da lanciare contro gli agenti bottiglie di vetro. Potrebbe essere una metafora per come i media ritraggono le sommosse popolari, ovvero atti di ribellione violenta senza senso. Osservando la scena da un altro punto di vista i poliziotti potrebbero rappresentare gli handler che tengono sotto controllo la Banks, la cui “ribellione” si esemplifica nel lancio delle bottiglie di vetro (inefficaci).

Per rintracciare il collegamento tra il gufo e Moloch è necessario fare un salto nel passato e nelle antiche tradizioni esoterico-religiose degli illuminati.

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Lilith la prima moglie di Adamo

Lilith fu la prima ‘moglie’ che Dio creò per Adamo. La donna non si sarebbe sottomessa sessualmente ad Adamo, disprezzandolo. Per questo motivo venne cacciata dal Giardino dell’Eden. La religione cristiana ha fatto sparire le documentazioni riguardanti Lilith, ma alcune tracce ci sono pervenute grazie alla tradizione orale e alla Cabala, dove Lilith era una Qlipha, il contrario di una Sephira dell’Albero della Vita (se non sai cosa sono le Qlippoth, leggi questo articolo). A quanto pare, dopo aver lasciato il Giardino Lilith si rifugiò da qualche parte vicino al Mar Rosso e, dal momento che non mangiò il frutto proibito, è da ritenersi un’immortale.

Dio inviò degli angeli per recuperare Lilith, ma aveva già iniziato ad accoppiarsi con dei demoni e rifiutò categoricamente (i figli generati sarebbero stati i Lilim, le Lamie e le Empusae o Succubae). Dio infine la sostituì con Eva. Si dice che vaghi per la Terra ancora oggi. Il folklore popolare ci dice che per vivere si nutra di sangue di bambini e di animali selvatici. Ciò farebbe di lei la prima vampira. Gli antichi greci la associano ad Ecate.

“Lilith era la dea sumera Belit-ili, o Belili [ovvero BELIAL] e la dea babilonese Lilitu (che significa “il mostro della notte”). (Lilitu deriva dalla parola semitica “notte” ). Era Baalat la “Signora divina” dei Cananei. Era la dea babilonese Ishtar, e venne indicata come la “serva” della dea sumera Inanna. ». - Barbara Walker, Women’s Encyclopedia of Myths and Secrets.

Il simbolo della dea sumera Lilith, conosciuta anche come la Signora del seno, è il gufo (vedi sopra). E’ legata al dio Moloch, condividendone i simboli: il gufo e l’esagramma.

Ai giorni nostri l’elite continua a perpetrare il “culto del gufo” attraverso il Bohemian Club ovvero una organizzazione fondata nel 1872 a San Francisco da un gruppo di giornalisti. Nel 1891 l’organizzazione spostò parte della sua attività nell’omonimo “Bohemian Grove”, un bosco di sequoie esteso circa 1000 ettari e sito a Monte Rio, in California, di proprietà del club ufficialmente dal 1901.

Il Bohemian Club organizza dal 1899 un elitario campo estivo di due settimane a cui partecipano anche migliaia di invitati, prevalentemente personaggi rilevanti del mondo politico ed economico. In questi incontri si partecipa a rituali pagani, a conferenze e a spettacoli di intrattenimento di vario genere. Il primo Sabato, un elaborato rituale chiamato “Cremazione dell’intento” è tenuto subito dopo cena. Si inizia con la processione di un gruppo di uomini, vestiti con cappucci e tuniche rossi, alcuni dei quali intonano un inno funebre, mentre altri portano delle torce. Questi uomini trasportano anche una bara trasandata, che a fine rituale viene aperta ed estratto uno scheletro nero. Secondo Domhoff , questo è il corpo dell’intento, che simboleggia le preoccupazioni e le disgrazie che gli uomini importanti presumibilmente devono subire nella loro vita quotidiana.

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Tornando al video, un’altra immagine simbolica è rappresentata dalla mano di Fatima inserita all’interno di un Tao:

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L’immagine, nella sua interezza, forma un occhio che tutto vede

In questa scena vediamo il simbolo dello Yin & Yang ruotare e nella parte superiore una Hamsa (o mano di Fatima) che, nel contesto del video, assume il significato del controllo totale esercitato dall’handler (mano + occhio). La rotazione del tao è l’emblema dell’interdipendenza duale tra il bene e il male, la luce e il buio, che vengono manipolati dagli illuminati per confondere e traviare i loro schiavi.

LA DONNA CHE CAVALCA IL TORO

Proseguendo nel video troviamo un’altra scena molto simbolica: vediamo Azealia cavalcare un enorme toro, a rappresentare l’antica divinità lunare mesopotamica, le cui corna sono simbolo della luna crescente – per questo la “cavalcata” avviene sotto una falce di luna. La divinità taurina venne adorata da altre civiltà tra cui gli Egizi e i Greci a cui venivano offerti sacrifici di sangue.

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Prendiamo in considerazione un po’ di mitologia greca. Europa (riferibile a Lilith, Astarte e al pantheon di divinità femminili della fertilità), una donna fenicia di alto lignaggio, fu sedotta dal dio Zeus (divinità equiparabile a Moloch/Baal) e portata a Creta. Zeus per non farsi scoprire dalla moglie si trasformò in un toro bianco e convinse Europa a montargli in groppa. Una volta giunti a Creta la violentò. Europa divenne la prima regina di Creta.

Il mito di Europa persiste fino ai giorni nostri nell’iconografia dell’Unione Europea dove è possibile trovare diversi esempi.

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Copertina del Der Spiegel con una donna che cavalca un toro

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Moneta greca da due euro raffigurante una donna che cavalca un toro

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Francobollo inglese con una donna che cavalca un toro

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Statua di una donna che cavalca un toro davanti al Parlamento Europeo

Perché il mito e la simbologia di Europa (una donna su una bestia) sono così diffusi? Forse la risposta può trovarsi nella Bibbia, in particolare in Apocalisse 17:3:

L’angelo mi trasportò in spirito nel deserto. Là vidi una donna seduta sopra una bestia scarlatta, coperta di nomi blasfemi.

L’immaginario della passeggiatrice di Babilonia e della dea Astarte/Ashtoreth/Europa si fondono perfettamente ed indicano la sottomissione a determinati culti di matrice satanico/illuminata.

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Offerte sacrificali a Moloch

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Statua di Moloch

Cleitarco su Moloch:

“Sorge in mezzo a loro una statua di bronzo di Kronos (equivalente di Moloch), le sue mani si estendevano su un braciere di bronzo, le cui fiamme fagocitavano la piccola vittima. Quando le fiamme bruciavano il corpo, la statua sembrava quasi ridere”.

Diodoro Siculo su Moloch:

“Nella loro città c’era una immagine in bronzo di Crono con le palme delle mani all’insù e in pendenza verso il suolo, in modo che ciascuno dei bambini, quando veniva appoggiato su di esse rotolasse giù cadendo in una specie di fossa spalancata piena di fuoco.”

Plutarco su Moloch:

“L’intera area nei pressi della statua era inondata dal forte rumore di flauti e tamburi in modo che le grida e i pianti [dei bambini sacrificati] non raggiungessero le orecchie della gente.”

CONCLUSIONE

Il firmamento dell’industria dell’intrattenimento si riempe ogni giorno di nuove star. Abbiamo capito che, per arrivare al top delle classifiche queste “vittime” devono assecondare i piani degli Illuminati permettendo loro di inserire nei video e nei testi determinate simbologie e modelli coerenti ai loro progetti. In questo modo i giovani vengono desensibilizzati a determinati argomenti (come lo stato di polizia) e vengono introdotti all’occultismo senza neppure rendersene conto.

Il culto di Moloch/Baal/Crono (maschile) Lilith/Astarte/Tanit (femminile) è molto importante negli ambienti elitari tanto da includerlo spesso e volentieri nei video musicali degli artisti più famosi. La data di uscita di questo video, inoltre, sembra dare ancora più forza a tale messaggio dato che ci troviamo nel periodo più propizio per i sacrifici di sangue, in onore di queste tremende “divinità” della fertilità.

http://www.neovitruvian.it/2013/04/22/azealia-banks-yung-rapunxel-unode-a-moloch/

Source: Ipnosi di massa: AZEALIA BANKS...NG RAPUNXEL: UN’ODE A MOLOCH


Ultima modifica di Wolframio il 23/04/2013, 20:05, modificato 1 volta in totale.


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MessaggioInviato: 24/04/2013, 13:03 
più che la musica (che di per se è assolutamente innocua) sono le immagini presenti nei video che possono avere qualche motivazione losca.
ma sono molto più propenso che la motivazione sia legata al fenomeno della pubblicità virale: usare immagini di un certo tipo aiuta a parlare del video ed a pubblicizzarlo praticamente senza spesa.
la vecchia concezione di video musicale con un gruppo che suona non interessa più (anche perchè i gruppi sono sempre meno e i cosiddetti "artisti" solisti ci mettono praticamente solo la faccia...) e la necessità di fare soldi porta a cercare soluzioni che attirino il pubblico magari anche con leggende metropolitane.

uno degli esempi del passato è la storia della morte di Paul Mc Cartney...



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MessaggioInviato: 11/05/2013, 16:30 
Ribadisco i miei dubbi riguardo al fatto che, se le "logge" che comunque ritengo esistere dietro l'industria discografica e cinematografica fossero effettivamente legate all'MK-Ultra, alla manipolazione mentale, al NWO e a possessioni diaboliche, queste riempirebbero i videoclip delle loro star di prove della loro esistenza.

Per me vale l'esatto contrario di quanto denunciato nel video...



Solo pubblicità? Probabile.

Ma se così non fosse per me questo si tratta di una denuncia e non di una collusione a un certo mondo...



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MessaggioInviato: 19/05/2013, 16:28 
In questi post abbiamo parlato di Akasha e dei Registri Akashici.

http://www.ufoforum.it/topic.asp?whichp ... _ID=283933
http://www.ufoforum.it/topic.asp?whichp ... _ID=283938

Noi non lo sappiamo, ma, visto che sembra che anche Einstein, Tesla, Socrate e artisti di ogni tempo, da Leonardo a Puccini, abbiano avuto diciamo esperienze "metafisiche" legate al mondo Akashico, se al breve elenco di personaggi citati nel secondo articolo aggiungessimo anche quello di Aleister Crowley e quindi dei suoi seguaci nel mondo della musica rock degli ultimi decenni?

Si collegherebbero diversi tasselli del mosaico, non trovate?



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MessaggioInviato: 29/06/2013, 14:14 
L'articolo seguente non rispecchia in toto le idee del Progetto Atlanticus, anzi... d'altronde la fonte è http://www.centrosangiorgio.com/ ovvero un sito di informazione di ispirazione fortemente cattolica (e quindi viziata dalle logiche sottese al gioco del Player A)

Altrettanto presenta diversi spunti di riflessione riguardo al tema di questo thread. Vi invito a leggerlo con spirito critico ricordando quelle che sono invece le teorie del Progetto Atlanticus che vedono nella musica (e nell'arte in generale) uno strumento del Player B.

Rock e medianità

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Nei primi decenni del XX secolo, gli spiriti (in realtà demoni) si sono rivelati a due medium rivelando il loro grande interesse per l’evoluzione della musica dell’Occidente e dicendo di avere in serbo «grandi e imponenti piani per il futuro della musica». Quali piani? Ispirare una nuova generazione di musicisti comunicando loro un nuovo genere musicale che li avrebbe evocati e che allo stesso tempo avrebbe condotto gli uditori ad una totale comunione spirituale con essi. Questa «profezia» si è avverata? Giudicate voi…

Il testo Unfinished Symphonies: Voices from the Beyond («Sinfonie infinite: voci dall’aldilà»), della medium Rosemary Brown (1916-2001), è un libro che descrive come l’Autrice abbia ricevuto dei messaggi dal mondo degli spiriti. Essa comunicava regolarmente con i defunti, e in questo caso – almeno apparentemente – con i grandi compositori del passato: Chopin, Mozart, Bach, Liszt, Debussy, Rachmaninoff, Brahms, Schumann, ecc…

Questi spiriti parlavano con la Brown, la visitavano regolarmente, e la possedevano, guidando le sue mani a suonare e a comporre, in forma manoscritta, musica che andava ben oltre le sue capacità. Rosemary Brown è stata studiata da numerosi esperti musicali, è stata intervistata dal grande musicista Leonard Bernstein (1918-1990), ed è stata oggetto di molteplici rapporti investigativi che non scoprirono in lei alcuna frode. Essa diceva che questi spiriti l’avevano posseduta per poterle comunicare la loro musica e il loro messaggio dall’aldilà. Attraverso di essa, gli spiriti hanno composto in stili piuttosto simili, se non identici, ai compositori scomparsi da tempo. La Brown ha pubblicato diversi album con la sua musica, incluso un nuovo quartetto per archi attribuito a Brahms.

Tuttavia, noi siamo convinti che queste entità non siano nient’altro che demoni. Perché mai gli spiriti malvagi personificherebbero gli spiriti dei musicisti defunti e comunicherebbero nuove composizioni musicali servendosi di una medium? Sembra che la loro unica ragione sia di usare la medianità come un veicolo con cui dispensare la loro filosofia occulta. Rosemary Brown era una medium esperta gia prima di incontrare gli spiriti che le dissero di essere i grandi compositori del passato. Essa affermava: «La prima volta che vidi Franz Liszt avevo circa sette anni, ed ero già abituata a vedere gli spiriti dei cosìddetti “defunti”» 2.

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Ciò nonostante, questi spiriti apparentemente raffinati di compositori del passato, promuovono attivamente lo stesso paganesimo e la filosofia spiritistica tipica degli occultisti di tutte le risme. Essi insegnano che non c’è ragione di temere la morte perché ognuno sperimenta la reincarnazione 3.

Essi predicano il panteismo (tutto è Dio e Dio è in tutte le cose), e incoraggiano lo sviluppo delle abilità medianiche 4. Inoltre, essi negano e rifiutano l‘insegnamento cristiano. Consideriamo una delle asserzioni attribuite a Liszt in risposta alla Brown: «Come ho fatto notare, a causa delle consuete credenze cristiane, ci sono persone che credono che ci si deve salvare qui, sulla terra. Ciò non è vero – mi disse. Quando le persone muoiono [...], hanno ancora l’opportunità di proseguire e di recuperare (dopo la morte)» 5.

In altre parole, questi spiriti bugiardi si sono serviti di una medium musicale allo scopo di ingannare uomini e donne a riguardo dell’insegnamento cristiano 6. Inoltre, il fenomeno Rosemary Brown e i suoi spiriti-guida incoraggiano la pratica della negromanzia (la comunicazione con i «defunti»), severamente condannata dalla Chiesa. Passiamo ad un altro personaggio. Durante la sua vita, Cyril Scott (1879-1970) fu un eminente compositore. Egli fu anche uno studioso della religione occulta nota come Teosofia, e si interessò anche al potenziale occulto della musica. Due dei suoi libri – The Influence of Music on History and Morals: A Vindication of Plato («L’influenza della musica sulla Storia e sulla morale: una rivalsa di Platone») e Music: Its Secret Influence Throughout the Ages («La musica: la sua influenza segreta in tutte le epoche») – gli furono dettati attraverso ispirazione medianica da uno degli spiriti-guida che avevano ispirato la fondatrice della Società Teosofica, Helena Petrovna Blavatsky (1831-1891).

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Nel secondo libro, Music: Its Secret Influence Throughout the Ages, Scott ci dice che lo spirito con cui parlava «nutriva un interesse speciale per l’evoluzione della musica occidentale [...]. Infatti, egli considerava opportuno che gli studenti dell’occultismo di tutte le scuole dovessero apprezzare sempre più pienamente la grande importanza della musica come forza nell‘evoluzione spirituale (occulta), e a questo scopo aveva rivelato molte cose che finora non erano state rivelate, e che scateneranno un grande interesse in tutti gli amanti della musica» 7.

Scott stesso era convinto che «i grandi Iniziati (nel mondo spirituale) hanno grandi e imponenti piani per il futuro della musica» 8. Di quali progetti parlava lo spirito-guida? Di utilizzare la musica come uno strumento occulto attraverso cui sviluppare stati alterati di coscienza, abilità medianiche e capacità di entrare in contatto con il mondo degli spiriti. Spiega Scott: «Nel futuro, la musica verrà usata per portare le persone a stretto contatto con i Devas (gli spiriti); esse saranno in grado attingere alla benefica influenza di questi esseri partecipando a concerti durante i quali sono stati evocati mediante il tipo adatto di suono [...].

Tuttavia, la musica in questione, scientificamente calcolata, realizzerà il duplice mansione di invocare i Devas e allo stesso tempo di incentivare negli ascoltatori quelle facoltà (medianiche) attraverso le quali essi diverranno consapevoli di sè stessi e reattivi all’influenza (degli spiriti)» 9. Scott conclude il suo libro citando le parole del suo spirito-guida: «Oggi, poiché stiamo entrando in una Nuova Era, noi (spiriti) cerchiamo, soprattutto attraverso il medium della musica ispirata, di diffondere lo spirito dell’unificazione (occultistica) e della fratellanza, in modo da affrettare la vibrazione (spirituale) di questo pianeta» 10. Diversi musicisti rock contemporanei sembrano corrispondere a questa descrizione. Ad esempio, alcune musiche Neg Age vengono spiritualmente ispirate per aiutare le persone ad entrare in uno stato alterato di coscienza. Inoltre, «molte rockstar di primo piano sono state pesantemente coinvolte non solo nell’occulto, ma anche nel satanismo più schietto [...].

Tentando di descrivere il suo processo d’”ispirazione”, John Lennon ha affermato: “È come essere posseduti: come un sensitivo o come un medium“ [...]. Parlando dei Beatles, Yoko Ono ha dichiarato: «Erano come dei medium. Non erano coscienti di tutto ciò che stavano dicendo, ma la musica fluiva attraverso di loro” [...]. Marc Storace, cantante dell’heavy meatl band Krokus, durante un’intervista concessa alla rivista Circus, ha detto a proposito del processo d’ispirazione: “Esso non può essere descritto, tranne dire che è come un’energia misteriosa che proviene dal piano metafisico e approda nel mio corpo. è quasi come essere un medium [...]. Little Richard ha avuto esperienze di questo genere e ha identificato Satana come la fonte della sua ispirazione: “Ero diretto e guidato da un altro potere, il potere delle tenebre [...] nella cui esistenza molte persone non credono. Il potere del diavolo. Satana”.

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Jim Morrison (dei Doors) chiamava gli spiriti che a volte lo possevano “The Lords” (“i signori”), e scrisse un libro di poesie dedicato ad essi. La creatività della cantante folk-rock Joni Mitchell proviene dal suo spirito-guida che essa ha chiamato “Arte”. Essa è così dipendente da “Arte” che nulla la può trattenere quando essa la “chiama”. La prevalenza di tali “spiriti” fra le stelle del rock sembra andare oltre il regno della coincidenza. Secondo Alan Douglas, la superstar Jimi Hendrix, definito “il più grande chitarrista rock” [...], “credeva di essere posseduto da qualche spirito“. L’ex girlfriend di Hendrix, Fayne Pridgon, ha affermato: “Sapete, Jimi parlava sempre di un diavolo o di qualcosa che era in lui, sul quale non aveva alcun controllo. Non sapeva cosa avrebbe fatto fare o cosa gli avrebbe fatto dire, e le canzoni [...] semplicemente uscivano da lui”» 11.

Nel corso di un’intervista rilasciata alla rivista Rolling Stone, Keith Richards, chitarrista dei Rolling Stones, ha affermato che i brani rock scaturiscono spontaneamente, come se fossero ispirati «durante una seduta spiritica». Egli ha descritto le canzoni come se arrivassero «in massa», come se gli Stones fossero solamente un medium volenteroso e disponibile 12.

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Molte altre rockstars sono state coinvolte in pratiche occulte che descrivono la loro ispirazione musicale in termini che fanno pensare alla suggestione demoniaca 13. Un numero crescente di musicisti sta mostrando un interesse per l’occulto, per la stregoneria e per il satanismo. Fra i gruppi black metal, i nomi sembrano indicare almeno l’interesse per l’occulto. Tra i tanti citiamo i Coven, i Dark Angel, i Demon, gli Infernal Majesty, i Possessed, i Satan, i Cloven Hoof… Ozzy Osbourne ha affermato: «Sembra che non sappia mai quello che farò precisamente il giorno seguente. Mi piace compiere solo quello che gli spiriti mi dicono di fare. Così, ho sempre qualcuno o qualcosa da incolpare» 14. Osbourne, ex cantante dei Black Sabbath, ha predicato un vero e proprio sermone in favore di Satana mentre suonava in Canada. Egli confessa: «Qualche volta mi sento come un medium al servizio di una forza esterna». Anche i Black Sabbath hanno lodato Lucifero durante alcuni loro concerti 15. Nel corso di un’intervista concessa a Rolling Stone (pubblicata sul numero del 12 gennaio 1978), Peter Criss, il primo batterista dei Kiss, ha affermato: «Io credo nel diavolo tanto quanto in Dio. Si può scegliere tra uno dei due a seconda di quello che si deve fare».

I membri del gruppo Iron Maiden hanno apertamente ammesso di interessarsi all’occultismo, inclusa la stregoneria 16. Questa band ha aperto un concerto a Portland, nell’Oregon, con le seguenti parole: «Benvenuti nel santuario di Satana». Glenn Tipton, chitarrista dei Judas Priest, ha confessato che quando sale sul palcoscenico diventa pazzo: «È come se qualcuno prendesse possesso del mio corpo» 17. Nel descrivere un concerto dei Van Halen, David Lee Roth ha dichiarato: «Abbandonare il mio spirito alle emozioni; ecco quello che cerco di fare. Raggiungi quello stato e cadi supplicando gli dèi demoni» 18. Il chitarrista Mick Mars, dei Mötley Crüe, ha così descritto il suo gruppo: «Demoniaco, che è ciò che siamo» 19. Nikki Sixx, bassista della stessa band, parlando del loro impianto scenico per il tour di Shout at the Devil («Grida al diavolo»; Elektra Records 1983), ha detto: «Sul palcoscenico ci sono teschi, pentacoli e ogni genere di simboli satanici [...]. Abbiamo sempre amoreggiato con il diavolo» 20.

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Stevie Nicks, dei Fleetwood Mac, ha dedicato molte volte i proprî concerti alle streghe di tutto il mondo. Sul retro della cover dell’album Welcome to hell del gruppo Venom è scritto: «Siamo posseduti da tutto ciò che è male/ La tua morte, o Dio, noi domandiamo/ Sputiamo sulla Vergine che voi adorate/ E sediamo sulla mano sinistradel Signore Satana». Alla luce di questi fatti, nessuno può negare che il rock è divenuto un veicolo per promuovere le pratiche dell’occulto. E quali sono gli altri temi esaltati così spesso da questa musica? Il ricorso alla droga, la ribellione contro l’autorità, l’immoralità, la violenza… Sono questi i «valori» che gli spiriti vogliono incoraggiare?

http://www.losai.eu/rock-e-medianita/

Quali poteri occulti o misteri si celano dietro la musica di ieri, di oggi e di tutti i tempi?



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