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MessaggioInviato: 11/07/2009, 18:44 
CRONACHE DAL PASSATO, 2°

Il sole ora tramontava e vennero dense tenebre, ed ecco una fornace fumante ed una torcia ardente passare in mezzo alle parti. (Genesi, XV 17-18).

Resoconti di strani fenomeni aerei e concetti evocanti misteriosi segni celesti, ricorrono frequentemente nelle cronache dell'antichità, trovando una prima e privilegiata classificazione in epoca romana, nei testi di Seneca, Plinio il Vecchio, Tito Livio e Giulio Ossequente, a conferma di una certa popolarità acquisita con le loro reiterate manifestazioni sui cieli dell'Urbe. Termini come "trabes ignitae", "fax ardens", clipeus ardens" e "fax celestis", volevano definire tutte quelle manifestazioni comunemente recepite come "prodigi" del cielo, in quanto ritenute espressione della volontà degli Dei, per le quali se in taluni casi si possono invocare spiegazioni di ordine astronomico o meteorologico, in talaltri - e non sono pochi - il ricorso ad una simile chiave di lettura non può essere affatto giustificato, alla luce delle peculiarità dell'evento descritto, laddove cioè questi sia privo dei tipici tratti identificativi di un fenomeno naturale e presenti sostanziali ed inequivocabili analogie con le odierne vicende collegate agli avvistamenti di UFO. Ciò anticipando di ben due millenni le stesse dinamiche di manifestazione di questi misteriosi oggetti.

Ecco alcune narrazioni di episodi sensazionali, riferite da Plinio il Vecchio, nella sua "Storia Naturale": "Travi brillanti apparvero all'improvviso dopo la disfatta navale che costò ai Lacedemoni l'impero di Grecia" (Cap. XXVI). "Tre lune comparvero simultaneamente durante il consolato di Domizio e Fannio" (Cap. XXXII).
"Una scintilla, cadendo da una stella, si accrebbe avvicinandosi alla terra e, dopo avere raggiunto la grandezza della Luna, diffuse la luminosità di un giorno nuvoloso, per ritirarsi poi nel cielo sotto forma di torcia."
Seneca, dal canto suo discetta sul distinguo "fra travi tonanti e le meteore tonanti; fra quei fuochi riuniti che eccedono la grandezza del sole... e quell'altra luce così forte da essere confusa con quella degli astri, e talvolta così bassa e vicina all'orizzonte da poter essere scambiata per un incendio lontano..."
Ecco infine alcuni significativi brani tratti dal "Prodigiorum Liber" dello storico Giulio Ossequente: "Tre soli splendettero nel medesimo tempo quella notte e parecchie stelle scivolarono attraverso il cielo a Lanuvio (175 a.C.)... A Capua si vide il sole di notte, e due soli comparvero di giorno a Formia... In Gallia si videro tre soli e tre lune (122 a.C.)."
Ancora più sconcertante è la citazione di un ulteriore evento, a tutti gli effetti inesplicabile, seguito dalla comparsa di un misterioso essere: "Su Faleri Véteres odierna Viterbo) il cielo sembrò spaccarsi come per una grande fessura, ed attraverso l'apertura splendette una forte luce... Nella tranquillità della notte, entrambi i consoli furono visitati, si dice dalla medesima apparizione: un uomo di statura superiore a quella umana, e ben più maestoso (235 a.C.)."
Se in generale un senso di pura predestinazione, non di rado sconfinante in entusiasmo, aveva accompagnato le apparizioni dei "Prodigi" in epoca romana (si pensi solo alla croce con la scritta "In Hoc Signo Vinces" comparsa a Costantino alla vigilia del confronto con le milizie di Massenzio), gli stessi fenomeni sarebbero stati vissuti nel Medioevo, talvolta in una luce estatico-fatalistica, ma nella maggior parte dei casi carichi di una connotazione radicalmente negativa ed apocalittica, che infondeva sgomento nelle genti. Tale era del resto lo stato d'animo che caratterizzava l'epoca intorno all'anno Mille, durante la quale in un crescendo di paura collettiva per quella che si riteneva l'imminente nascita dell'Anticristo, andavano diffondendosi le omelie di fanatici predicatori, che coglievano ovunque segnali dell'imminente catastrofe: nelle aberrazioni della condotta umana, come nelle sciagure naturali; nella fame e nella carestia e così pure nelle guerre e nelle epidemie, con il conseguente vaticinio dello scontro finale fra le forze del Bene e del Male il cui teatro naturale era ravvisato nei cieli, come descrive un'incisione del noto artista rinascimentale Albrecht Duerer relativa al duello fra l'arcangelo Michele e Lucifero.
Il Medioevo ci sommerge di cronache di eventi prodigiosi, che si coniugano perfettamente con questa tensione escatologica, e dei quali fanno menzione non poche opere storiche e letterarie, esplicitamente descriventi manifestazioni reali che sfidano ogni spiegazione convenzionale e che lasciano desumere la costante presenza sul teatro delle vicende umane di "qualcuno venuto da altrove". San Beda, il benedettino di Wearmouth detto il padre della storia inglese, vissuto fra il 672 ed il 735, riferisce nella sua "Historia Ecclesiastica Gentis Anglorum" di uno stranissimo fatto occorso nel 664. Una notte, mentre alcune monache stavano pregando sulle tombe del cimitero annesso al convento di Barkong, presso il Tamigi, una gran luce scese dal cielo e le investì; puntò quindi sull'altro lato del monastero, per tornare infine a perdersi nelle profondità dello spazio. La mattina, alcuni giovani della chiesa dichiararono che i suoi raggi erano talmente abbaglianti da penetrare attraverso le fessure di porte e finestre. Altrettanto significativo è quanto riportato sugli "Annales Laurissenses", versione latina dei "Loerscher Annalen", o "Annali di Loersch", documenti risalenti all'epoca carolingia stesi dall'erudito monaco Laurenzio e contenuti in una vasta raccolta di cronache del settimo ed ottavo secolo ("Le Patrologie Latine"), si narra che durante l'assedio di Sigisburgo, del 776, con il quale i sassoni cingevano le truppe di Carlo Magno, apparve all'improvviso sopra la fortezza un "segno meraviglioso", formato da due scudi di fuoco, che gettò nel più completo panico i pagani, costringendoli ad una rovinosa fuga.
Ancora nelle "Patrologie" troviamo l'opera "Vita Karoli", redatta da Eginardo, segretario e biografo di Carlo Magno, ove, al XXXII capitolo, si riferisce come il grande condottiero, nel corso di una spedizione contro Godofridum, re dei sassoni, vedesse un gran globo discendere da oriente ad occidente con un bagliore tale da fare imbizzarrire il cavallo del monarca, il quale cadde e si ferì gravemente. La dinamica di tale evento ricalca esattamente quanto parecchi secoli prima era occorso a Saulo di Tarso, il futuro Paolo, sulla via di Damasco...
Ed è ancora riferita al periodo carolingio una strana storia che coinvolse S. Agobardo rielaborata dall'abate Montfaucon de Villars, vissuto nel XVII secolo, dal titolo "Il Conte di Gabalis ovvero Conversazioni sulle Scienze Segrete", ove muovendo da fonti paracelsiane a loro volta in gran parte attingenti al biografo Eginardo si parla di strani esseri dominatori dell'elemento aria, i "silfi", che erano soliti scendere da "Magonia" fra gli uomini a bordo di fantastiche navi trasportate dalle nubi: "...rendendosi conto dell'allarme gettato fra la popolazione e dell'ostilità suscitata, gli esseri aerei rimasero tanto sconvolti che atterrarono con il loro vascello più grande, presero a bordo alcune donne ed alcuni uomini... per istruirli... quando tuttavia quelle donne e quegli uomini tornarono a terra, furono considerati esseri demoniaci, venuti per spargere veleno sulle coltivazioni, quindi prontamente catturati e giustiziati dopo le orribili torture previste per coloro i quali praticavano arti diaboliche... il numero degli infelici messi a morte... fu altissimo... inutilmente questi innocenti cercarono di salvare se stessi dicendo di appartenere alla stessa nazione e d'essere stati rapiti per breve tempo da uomini straordinari, i quali avevano loro mostrato cose grandi e meravigliose."
Indubbiamente quest'ultimo brano non necessita di particolari commenti, per quanti siano minimamente addentro alle tematiche ufologiche in generale e a quelle riferite alle moderne "abductions" in particolare. Spostiamoci ora in terra d'Irlanda, ove antichi manoscritti, redatti verso la fine del millennio, contengono strani riferimenti a navi viste nel cielo, definite "navi del diavolo".
In uno di questi, lo "Speculum Regali", si narra che nell'anno 956 accadde un evento prodigioso: una "nave diabolica" fu osservata per un tempo abbastanza lungo al di sopra della chiesa di San Kinarus, nel borgo di Cloera, da numerosi fedeli e dal loro sovrano, re Congalach, i quali ad un certo punto videro, al colmo dello stupore, un essere antropomorfo uscire dal misterioso velivolo, ed eseguire strane manovre sospeso in aria... Quasi per sfuggire allo sconcerto ed all'incredulità che agitava la folla sotto stante, questo umanoide volante antelitteram, rientrò velocemente a bordo del proprio vascello, che in breve si eclissò.
Secondo un altro testo irlandese, gli "Annali dei Quattro Maestri", altre navi del demonio, definite "loinger demnacda", apparvero nell'anno 1161 sopra la Baia di Galway.
Altri eventi inesplicabili sono riportati negli "Annales Erphesfurdenses", che citano un fenomeno apparso nel 1136 nel cielo della Sassonia, descrivendolo come segue: "Non pochi possono testimoniare di aver visto in quell'anno una cosa simile ad una croce scintillante e di colore rossastro discendere verso terra e restare sospesa per poco nell'aria, per poi risalire verso il cielo con tale splendore, che nessuno di coloro che la osservava poté sopportarne la vista, come succede quando si tenta di guardare il sole."
Passando ad altre testimonianze, ecco un brano del XIII secolo proveniente dalla "Cronaca" di Rolandino da Padova, personaggio di fama e prestigio della propria epoca, che ebbe modo di assistere ad alcuni accadimenti prodigiosi ed eccezionali che interessarono la sua città e l'intera marca trevigiana nell'anno 1252. Egli descrive: "una grande stella, come fosse cometa, ma che cometa non era perché non aveva la coda, ed era cosa portentosa perché la si vedeva grande quasi come la luna e che procedeva più veloce della luna, ma non così veloce come lo sono le stelle cadenti e in verità non si trattava della luna. Fu osservata per un'ora e poi svanì."
Altre manifestazioni straordinarie continuarono a verificarsi nei decenni e nei secoli successivi su tutta Europa. Nel 1301 una grande croce luminosa fu avvistata su Firenze, sopra il Palazzo dei Priori. Dino Compagni così descrive l'evento nel volume "Cronaca delle cose occorrenti né tempi suoi": "...ampia più che palmi uno e mezzo (45 cm. circa)... durò per tanto tempo quanto penasse un cavallo a correre due arringhi (15-20 metri). Onde la gente che la vide e che io chiaramente la vidi, potemmo comprendere che Iddio era fortemente contro alla nostra città corrucciato."
Nel gennaio del 1388, ancora un centro ecclesiastico, questa volta sito nell'attuale Bosnia, venne interessato da un'altra spettacolare apparizione, la cui descrizione è riportata su di una pagina di un antico Codice appartenente alla Biblioteca dei Frati Minori di Dubrovnik: "grandi segni luminosi volanti per l'aria ed allineati come una schiera di soldati", compaiono per oltre un'ora nel cielo della costa dalmata.
Ancora in Italia, lo storico Matteo Palmieri riferisce nel suo "Liber de Temporibus" che nel 1453 un "segno meraviglioso" apparve su Capo d'Istria, e fu dato da un cerchio di colori d'arco celeste e nel mezzo una croce gialla, al cui centro era visibile una luna rossa; ancora: un globo di fiamma parve esplodere sulla Turingia nel 1548 lasciando cadere una sostanza simile a sangue coagulato, nel più totale sgomento della gente; nel 1557 Vienna venne sorvolata da strani ordigni luminosi, e nello stesso anno comparvero sulla Polonia oggetti chiamati "Soli Verdi" e "Soli Rossi". Infine, nel 1566, una vera e propria parata di sfere scure e rosse, si verificò nel cielo di Basilea, a ricordo della quale un "volantino" stampato per l'occasione descrive graficamente l'evento di fronte all'attonita popolazione.
Il Medioevo fu soprattutto l'epoca delle "Trabes ardentes" (Travi di Fuoco) e di simboli celesti ad esse correlati: segni funesti per antonomasia, il cui manifestarsi era associato a sventure o ad incombenti tragedie. Nel 1222, secondo quanto raccolto dallo storico Lodovico Cavitelli nei suoi "Annali Cremonesi" del 1588, "in Italia apparve una stella crinita, ossia con la criniera; forse una stella cometa. A causa delle frequenti piogge i fiumi erano accresciuti oltre misura e dalle acque di questi fu portato grave danno ai raccolti, A causa di ciò si verificò una grave carestia". E, riferendosi al 1239: "il 3 giugno fu vista una stella crinita procedere velocemente verso occidente con un astro simile ad una fiaccola, a causa di ciò si manifestò una grave carestia per la quale morirono moltissime persone". Rapporti relativi in particolare al periodo della famosa "Peste Nera", scatenatasi fra il 1347 ed il 1350, parlano soprattutto di strani oggetti sigariformi visti attraversare lentamente il cielo, talvolta a bassissima quota, disperdendo alloro .passaggio inquietanti scie nebbiose. Subito dopo la comparsa di queste sconvolgenti manifestazioni, l'epidemia esplodeva nell'area in questione.
Altri scritti includono la pressoché concomitante segnalazione di misteriosi "mietitori", brandenti la falce, e completamente vestiti di mantello e di cappuccio neri, alla stregua degli odierni MIB (Men In Black), otre a descrivere mucche ed altri animali da pascolo incomprensibilmente uccisi. 1
L'anno precedente l'esplosione della peste, una "colonna di fuoco" fu vista sopra il palazzo del Papa ad Avignone. Una mostruosa "balena", o meglio, presunta tale, fu rinvenuta sulla costa di Egemont poco prima che colà esplodesse un'altra fatale epidemia, mentre in numerose occasioni si udirono durante questo periodo dei fortissimi rombi nel cielo, senza che si avesse alcuna tempesta...
Un avvistamento clamoroso di una trave di fuoco, ancora una volta accompagnato da sconvolgenti e funeste conseguenze, si ebbe su Bologna il 20 ed il 21 luglio del 1399, come riporta questa cronaca seicentesca, l'"Historia" del Ghirardacci:
"Alli vinti et il dì seguente di Luglio (quindi il giorno 20 ed il 21 di Luglio, N.d.R.) alle cinque hora di notte in Bologna, fu un grandissimo terremoto, che parea che il mondo tutto volesse ruinare. La Torre del Comune crollò, la campana grande, senza essere toccata, suonò tre o quattro colpi gagliardi, e nell'aria apparve una trave di fuoco ardente, che con grandissimo spavento ne andava al ciel volando, e le mura dell'Orto del Palazzo per dieci pertiche si risentì (cioè "si crepò" per una lunghezza di circa trenta metri! Si consideri che una pertica equivaleva infatti a tre metri, N.d.R.) ed in molti luochi si aperse, e cascarono molti merli del detto palazzo, con la ruina di molte case."
Deve senz'altro essersi trattato di una manifestazione spettacolare e terrificante al tempo stesso, alla "Independence Day": un oggetto volante sconosciuto che passa ad una quota talmente bassa da determinare un terremoto! 2
Se consideriamo gli odierni effetti ravvicinati sull'ambiente provocati dagli UFO, questo evento supera ogni possibile paragone, soprattutto se ci si vuole mettere nei panni di coloro ai cui occhi esso si dispiegò. Il testo poi prosegue:
"A questo seguì un altro prodigio. Che alli 6 di Agosto il fuoco si accese sulla torre degli Asinelli (la torre più alta della città, 110 metri, N.d.R.) ed *** li corridoi e la torricella della campana, e se il custode non ne scendea restava nel mezzo delle fiamme... la campana che in basso cadde, in buona parte si liquefece..."
Quello che qui si descrive è un incendio atipico: scaturisce con estrema virulenza e genera una temperatura tale da liquefare una campana di bronzo!
Tuttavia, in un'altra cronaca, redatta oltre cent'anni prima, non si riferisce l'evento dell'incendio della torre, ma analogamente al terremoto lo si colloca in simultanea con il passaggio della trave di fuoco. Così scrive Matteo Palmieri, storico vissuto nel XVI secolo: "Venne il terremoto; fece di maniera crollare la torre del Comune... le mura del Palazzo si spaccarono e caddero molti merli. Si vide ancora una trave di foco per l'aria e si accese il foco sulla torre Asinella, il quale *** tutto il disopra. Crollò la campana, ed il custode ebbe gran pena a fuggire."
Esisterebbe un'ulteriore attestazione di questo avvenimento, che però allo scrivente non è stato possibile rintracciare, secondo la quale, la "Trave" rimase dapprima sospesa in prossimità della Torre degli Asinelli, a quota così bassa che il custode poté scorgere, all'interno, "esseri simili ai diavoli".
Verrebbe allora quasi da pensare a creature simili a quelle associate all'UFO-crash brasiliano di Varginha...
Rimessosi in moto, lo spaventoso oggetto sfiorò la sommità della torre, incendiandola con un tipico effetto termico da incontro ravvicinato.
Qualcosa di molto simile si ebbe circa un secolo più tardi, precisamente nel 1520, a Hereford, in Inghilterra, come riporta il noto umanista rinascimentale Corrado Licostene, nome latinizzato di Konrad Wolffhart: una trave di fuoco di incredibile grandezza, apparsa in cielo, si abbassò verso il suolo sino a rasentarlo e bruciando un'infinità di cose; mutata quindi direzione, essa assunse in aria una forma circolare: "Erdfordiae trabs ardens horrendae magnitudinis in coelo conspecta est, quae desuper in terram sese demittens, consumpsit plurima. Inde riversa in aerem formam circularem induit..."
Coerentemente con la connotazione apocalittica che le genti del medioevali associavano alle "Travi Infuocate", messaggere di sciagure e flagelli, anche alla paurosa manifestazione del misterioso oggetto sui cieli della città di Bologna fece seguito un mese dopo il dilagare di una mortifera epidemia di peste che falcidiò migliaia di vittime nella sola Bologna: "molte migliaia di uomini, in Bologna particolarmente, morirono... dell'atrocissima pestilenza."
Inoltre l'"Historia" del Ghirardacci cita un altro inspiegabile evento, che era occorso sempre a Bologna quattro anni prima, nel 1395. Riporto quanto il testo recita a tal riguardo: "alli quattro che fu la vigilia del gran patriarca San Domenico, si levò così gran vento e con tanta fortuna sopra il Monte della Guardia, che gittò a terra la torre e la campana di quella chiesa e potente... dove spirò rovinò molte case e spiantò alberi di inusitata grossezza. A Ceredole levò in aria un carro carico di sassi e lo portò lontano di mezzo miglio."
Diverse altre manifestazioni di Travi di Fuoco si ebbero un po' ovunque in Italia ed in Europa nel corso del secolo successivo:
Paolo Diacono nella sua "Storia dei Longobardi", riferisce nel libro IV; che "parve che anche allora fosse apparso in cielo un segno di sangue, come delle aste rosse di sangue, ed una luce chiarissima per tutta la notte"; mentre nel libro V afferma: "nel mese di agosto apparve a oriente una stella cometa di luce fulgidissima, che poi fatto un giro su se stessa, scomparve."
Benvenuto Cellini, nel LXXXIV capitolo della sua autobiografia, descrive minuziosamente la comparsa di un simile oggetto su Firenze:
"Arrivati che fummo in un certo punto di rialto, era già di fatto notte, guardammo in verso Firenze, tutti e due d'accordo movemmo gran voce di meraviglia, dicendo: O Dio del cielo, che gran cosa è quella che si vede sopra Firenze? Questo si era come un gran trave di fuoco, il quale scintillava e rendeva un grandissimo splendore..."
Un ordigno pressoché identico venne scorto in Spagna il 19, 20 e 21 febbraio 1465, durante il regno di Enrico IV; come è documentato e illustrato nel "Notabilia Temporum" di Angelo de Tummulillis:
"Apparvero molti segni nell'aria nello stesso mese (febbraio) sempre al sorgere del sole. Alla prima ora del giorno 19 apparve una specie di grande nave infuocata corrente per l'aria verso settentrione e apparve ancora nei giorni 20 e 21 predetti, ma non alla medesima ora".
Difficile si sia trattato di meteore comparse in successione a più di 24 ore di distanza l'una dall'altra nella medesima zona del cielo...
Nel 1479 una "cometa a forma di trave acutissima", evidenziante sulla sua superficie una serie di "punti" simili a moderni oblò, e tre apocalittiche "falci" sulla prua, venne avvistata sui cieli dell'Arabia. Esiste una stampa che ricostruisce tale avvistamento, segnalato anche in Turchia ed in Carinzia.
Ma veniamo a quello che è a tutti gli effetti una delle più spettacolari attestazioni di un fenomeno aereo anomalo occorso in epoca medioevale, la storica "Gazzetta di Norimberga", fatta conoscere per la prima volta al mondo dal prof. Carl Gustav Jung, fondatore della scuola della psicologia analitica, ed espressamente interessato al tema ufologico tanto da tratteggiarne, come dall'esame del documento in questione si evince, la sua ricorrenza nel corso della storia umana. Il testo del "Volantino", o "Flugblatt", come si chiamavano all'epoca i bollettini riportanti fatti di cronaca, cita, analogamente a quanto visto con il documento di Basilea, un episodio realmente verificatosi un giorno dell'anno 1561, quando corpi volanti di diversa forma e colore oscurarono letteralmente il cielo della cittadina bavarese, sotto gli occhi atterriti della popolazione.
L'immagine, al centro della didascalia, ritrae oggetti di sagoma tonda, cilindrica, a semiluna e cruciformi, ponendo in primo piano una sinistra struttura scura, a forma di punta di lancia, forse data dalla sovrapposizione di due triangoli. Colpisce anche il particolare della espulsione dai corpi cilindrici di oggetti sferici o discoidali, immagine familiare per coloro che conoscono le cronache ufologiche contemporanee...
Ed è altrettanto eloquente il dettaglio inquadrato in basso a destra, che mostra alcune sfere, staccate si dalla formazione, che passano a volo radente sopra una chiesetta, alla periferia della città, disperdendo dietro di sé una strana scia... Si ricordi a questo proposito quanto detto circa le scie nebbiose che le "Travi" lasciavano al loro passaggio. Ma vediamo direttamente, nella misura del possibile, che cosa è contenuto in questo testo redatto ovviamente nel tedesco di cinque secoli fa.
Si parla esplicitamente di una visione terrificante, "ein sehr erschroecklich gesicht", manifestatasi sulla cittadina bavarese, all'alba del 14 aprile 1561, alla quale assistettero numerose persone: "von vielen manns und weybs personen gesehen". Dapprima comparvero sul sole due grandi semilune color sangue; letteralmente: "Erstlich ist die Sonne mit zweyen blut farben halb runden striehe gleichfoermig Monn im abnehmen, mitten durch die Sonne erschienen... und der Sonne oben", vale a dire, due strisce ricurve color sangue, della stessa forma di lune in fase calante, delle quali una postasi al centro del sole, l'altra, al sopra di esso; "und auf beyden seytten, blut farbe und eines theils blauliche farbe und auch schwarz farb runde kugel gestanden": su entrambi lati si notavano sfere rosso sangue, blu e nere; "Ringscheiben um die Sonne herum in grosser Anzahl": dischi attorno al sole, in grande quantità; "etwa drei inn die lenge unterweylen vier inn einem Quadrangel, auch etliche einzig gestanden und zwischen solchen Kugeln sein auch etliche blutfarbe Creuz gesehen": taluni allineati a tre, altri a quadrangolo, altri ancora, isolati; fra queste sfere si notavano anche delle croci color rosso sangue; inoltre si notavano "zwei grossen rorn eines zur rechten und das ander zur linken in welchen zu dreyen auch vier und mehr kugel gewesen": due grandi tubi, uno a destra, l'altro a sinistra, nei quali stavano tre, a volte quattro e più sfere; più avanti si cita ovviamente l'oggetto scuro in primo piano, "gleich foermig einem grossen Speer" simile ad una grande lancia; "dies alles hat mit einander anfahen zu streiten": da tutto questo, prese a scaturirne come una "battaglia" in cielo.
Si afferma inoltre che l'inaudito spettacolo durò un'ora, per dissolversi di colpo di fronte al sole in una grande nube di vapore che ricadde rovente sulla terra. Inevitabilmente la cittadinanza recepì la manifestazione come un severo monito divino.
Nel corso del XV e XVI secolo una buona parte dei fenomeni luminosi venivano attribuiti a streghe che attraversavano il cielo. È noto come nelle streghe la Chiesa ravvisasse donne divenute strumento del demonio, rendendole per questo oggetto di una spietata persecuzione da parte dei propri tribunali ecclesiastici, che spesso terminava sui roghi delle pubbliche piazze. Meno noti sono gli interessanti addentellati con le tematiche ufologiche moderne che anche da questo tema emergono: coloro che asserivano di avere spiato da vicino il "sabba delle streghe", riferivano spesso della presenza di uno strano "Uomo Nero" (così definito non per il colore della pelle, ma per via dell'"abito completamente scuro") apparentemente al centro del "party delle indemoniate", con le quali egli si congiungeva sessualmente. Molte persone, infine, ritenevano che le streghe, malgrado fisicamente non si spostassero da nessuna parte, fossero in grado di portare la propria anima in località sconosciute, in un fantastico "rendez-vous" con altre misteriose entità... E reale o meno che fosse la loro esperienza, queste reiette e temute donne realizzavano successivamente, al loro risveglio (curiosamente così come capita oggigiorno a certe vittime dei rapimenti alieni) la inspiegabile presenza di strane cicatrici sul corpo, che ovviamente attribuivano al loro incontro con il Diavolo...

Note:
1. Pare addirittura che l'iconografia classica della "Morte" sia riconducibile a questi personaggi: un'ulteriore spunto di riflessione di come, se così effettivamente stanno le cose, i temi collegati al mistero UFO presentino risvolti prettamente archetipici.
2. Un effetto terremoto simultaneamente alla comparsa di inaudite visioni celesti, occorse nell'anno '70 dopo Cristo, come ricorda lo storico Giuseppe Flavio nel suo "La Guerra Giudaica" VI, V: "Prima del calar del sole si videro in tutta la regione, sospesi in aria, carri e falangi armate che irrompevano fra le nubi... l sacerdoti del tempio affermarono che prima avevano avvertito una scossa"...


Ultima modifica di Bastion il 11/06/2011, 12:24, modificato 1 volta in totale.


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Come un'intervista APPARE sincera...
A cura del CUN:

Gli studi dell'Aeronautica Militare sugli U.F.O.

L’Aeronautica Militare italiana li chiama, con un pizzico d’autarchia linguistica, Ovni: oggetti volanti non identificati. Ma gli Ovni di casa nostra non hanno nulla da invidiare agli Ufo a stelle e strisce… Anzi, compaiono numerosi in maniera abbastanza uniforme su tutto il territorio nazionale, anche se con una leggera preferenza per le regioni centrali (più precisamente per i litorali delle regioni centrali) e per i grossi agglomerati urbani, come le aree metropolitane di Milano, Roma, Napoli.

E gli Ovni hanno anche un’altra particolarità: tendono a farsi avvistare, la maggior parte delle volte, dalle forze dell’ordine.

Nessun progetto Bluebook ma tanta cordialità e collaborazione, questo ha in serbo lo Stato Maggiore dell’Aeronautica per gli appassionati di ufologia. «L’esito annuale delle nostre indagini viene messo sistematicamente a disposizione di Cun e Cisu, le due associazione attualmente accreditate presso il Gabinetto del Ministro della Difesa. E tutta la documentazione, una volta concluse le necessarie verifiche e quindi purgata da quelli che sono i dati tecnici relativi agli impianti militari o ai nomi delle persone coinvolte, è materiale non classificato (cioè non sottoposto a restrizione di consultazione, ovvero niente top secret)».

Per essere una persona che ha passato la maggior parte della sua vita volando, il generale di brigata aerea Aldo Olivero dimostra di essere una persona con i piedi saldamente piantati per terra. Lui è il capo del Reparto Generale per la Sicurezza dell’Aeronautica Militare, che tra i suoi compiti ha anche quello di seguire e trattare le segnalazioni di oggetti volanti non identificati. E sempre lui ha destato un pizzico di meraviglia presentandosi all’ultimo congresso nazionale di ufologia a San Marino. «Era la prima volta che un ufficiale dell’Aeronautica era autorizzato a parlare in una occasione simile. Ma non è stata una questione d’imbarazzo, anche se da allora ogni tanto incontro qualcuno che mi domanda se ho visto gli omini verdi. Ho presentato una relazione che riassumeva dal punto di vista statistico gli avvistamenti di oggetti volanti non identificati sul nostro territorio dal ’79 a oggi. E preciso subito che in nessun caso i riscontri effettuati dall’Aeronautica hanno consentito di andare oltre a quanto segnalato da chi aveva avvistato l’Ovni». In parole povere, non si è mai arrivati a una prova tangibile (come un tracciato radar) dopo un contatto visivo.

Procedendo con ordine, va precisato che lo Stato Maggiore dell’Aeronautica è stato delegato nel ’78 a raccogliere i dati relativi a eventuali Ovni. Le indagini in materia sono affidate al RGS, ma ovviamente «tali attribuzioni sono limitate alla verifica del fenomeno per quanto attiene gli aspetti connessi alla sicurezza dello spazio aereo nazionale». Ebbene l’RGS, con una pragmaticità tutta militare, ha addirittura provveduto a preparare e distribuire (a Esercito, Marina, Carabinieri, Enti Difesa Aerea e Enti controllo traffico aereo) due moduli prestampati da compilare in caso di avvistamento visivo oppure tramite radar. In questo modo il testimone o l’autorità che raccoglie la segnalazione può fissare fin da subito quelli che sono i caratteri fondamentali per avviare nel modo migliore una verifica del fenomeno. Ci sono domande su forma, colore, eventuale rumorosità; ma si chiede anche di provare a fare uno schizzo di quanto visto e di rispondere a quesiti dettagliati sulle condizioni atmosferiche del momento; etc.

Insomma, se vedete un Ufo e lo raccontate ai Carabinieri prima o poi vi troverete a riportare la vostra testimonianza su uno di questi moduli (5 pagine, ben 27 domande comprese le vostre generalità). La relazione arriverà al RGS che provvederà a interrogare tanto la struttura della Difesa aerea quanto gli enti preposti al traffico aereo civile per trovare conferme a quanto visto dai vostri occhi. Dal ’79 a oggi tutta questa trafila si è ripetuta per ben 220 volte, «ma purtroppo senza alcun riscontro tangibile».

Inutile negare che, anche ammesso che gli italiani siano un po’ visionari, questa totale mancanza di riprove lascia l’amaro in bocca. «Però è la realtà e non possiamo non tenerne conto. Magari tutto ciò dipende proprio da noi: i sistemi che usiamo per il controllo dello spazio aereo e le tecnologie adottate per regolare il traffico aere nazionale sono perfetti per i loro compiti ma forse sono inadeguati per rilevare cose diverse da quelle per cui sono stati progettati e realizzati. Allo stato delle cose non ci sono dubbi: nessun riscontro».

Comunque, dopo un colloquio franco e cordiale con il responsabile militare del controllo Ufo, è difficile resistere alla tentazione e prendendo il coraggio a due mani, si passa a chiedere al generale se lui, a ET, pardon agli Ovni, ci crede. «Personalmente a me non è mai accaduto di vedere qualcosa di strano. Certo, ho passato la vita in volo insieme a molti compagni con la mia stessa passione e i miei stessi ideali. E quando, giorno dopo giorno, si vola ala contro ala devi avere fiducia nel compagno che pilota accanto a te: perché gli affidi la tua vita, come lui affida la sua a te. E se dopo un volo un compagno, un amico, un collega che tu stimi e in cui riponi la massima fiducia, ti racconta di aver visto qualcosa di strano… Non puoi non credergli… Tu non sei lui, ma lui ha la tua stessa preparazione, le tue stesse capacità, la stessa esperienza… Io non ho mai avuto un’esperienza del genere, ma ci sono colleghi che mi hanno detto…».

Federico Luperi

Ed io dico un bel: MAH! (No comment)


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MessaggioInviato: 11/07/2009, 18:47 
ASTRONAUTI SCOMPARSI NEL NULLA...

Nella storia dei viaggi spaziali mancano all'appello numerosi astronauti morti in missioni spaziali, dei quali non vi è traccia nella storia ufficiale perché le autorità non hanno mai ammesso la loro morte, spesso negando l'evidenza. Infatti, le autorità hanno provveduto a negare la missione spaziale o a dichiarare che si trattasse di un veicolo senza persone a bordo, mentre gli astronauti scomparsi sono stati dichiarati morti in seguito ad incidenti non collegati a missioni spaziali. La negazione di tutte queste morti nello spazio non è legato solo a missioni spaziali top-secret, ma anche a non rovinare l'immagine di superpotenze durante la corsa nello spazio.

Le superpotenze hanno da sempre ufficialmente un doppio programma spaziale, uno con scopi scientifici ed un altro con scopo militare.

Di quello militare, è impossibile avere qualsiasi informazione perché è coperto dal più alto grado di top secret, anche se è sicuro che sono stati mandati nello spazio tantissimi satelliti militari ed un considerevole numero di persone. Sapere quindi dettagli concreti in merito è impossibile.

Il programma spaziale scientifico, poiché è stato reso quasi interamente pubblico, permette di ricostruire gran parte degli eventi che sono stati tenuti nascosti al pubblico.

Di notevole importanza sono le numerosi morti di astronauti russi avvenute quando l'unione sovietica primeggiava nella corsa per lo spazio, che non sono mai state rese ufficiali ma su cui esiste un'ampia documentazione. In particolare, hanno contribuito in modo decisivo i fratelli Judica Cordiglia, due persone appassionate dei viaggi spaziali che erano altamente esperti nel campo della telecomunicazioni e della radio. Essi negli anni'50 e '60 intercettarono numerosi segnali telemetrici e di comunicazione in fonia tra la Terra e lo Spazio durante missioni sia sovietiche che americane grazie ad apparecchi autoprogettati. Le intercettazioni furono documentate scientificamente ed alla presenza di molti testimoni, e diedero molta notorietà ai due fratelli in quanto furono i primi a captare l'audio di importanti missioni spaziali e soprattutto captarono l'audio relativo a missioni spaziali sovietiche sconosciute in cui persero la vita degli astronauti.

I sovietici diramavano scarse informazioni sulle loro missioni spaziali ed annunciavano i loro lanci solo quando già avvenuti: questo permetteva di diffondere solo le missioni spaziali andate in modo perfetto.

Le intercettazioni
Gli esperti fratelli Judica Cordiglia si dotarono di una potente stazione ricevente, e con la loro bravura riuscirono a captare molti messaggi dei cosmonauti sovietici. Ciò fu sopratutto possibile in quanto tali astronauti utilizzavano particolari frequenze rintracciabili quando nell'orbita si avvicinavano al territorio sovietico, ed i due fratelli, trovandosi nel nord italia, erano in una posizione ideale per tali intercettazioni. Anche i segnali dei veicoli spaziali americani furono captati.

Dal 1957 i fratelli Judica Cordiglia riuscirono a captare i segnali, le conversazioni e persino le immagini dei principali voli spaziali dell'epoca, dal primo satellite in orbita, lo Sputnik, al primo uomo nello spazio, Yuri Gagarin.

Nel 1961, alcuni centri di ascolto nel mondo, tra cui quello degli Judica Cordiglia, captarono un segnale di un satellite sulle frequenze sovietiche, non annunciato da Radio Mosca. Due mesi dopo, l’annuncio che una nuova nave spaziale era in orbita con a bordo il cosmonauta Gherman Titov. Molti affermarono che la missione fosse già stata effettuata due mesi prima, in giugno, e che la voce di Titov fosse stata registrata e poi ritrasmessa successivamente.

Ma i fratelli Judica Cordiglia documentarono anche l'esistenza di astronauti sovietici morti durante le missioni spaziali. I due registrarono 14 voli sovietici con equipaggio umano non ufficialmente annunciati che si sono conclusi tragicamente. Di alcuni di questi casi è stata prodotta ampia documentazione, attrassero molto l'attenzione dei media di tutto il mondo, nonché dei servizi segreti, e saranno qui di seguito esposti.

È bene precisare che gli USA conoscevano i fallimenti russi, ma in un situazione vicino ad una terza guerra mondiale gli USA cercavano di provocare il meno possibile l'URSS, e quindi evitarono ufficialmente di fare dichiarazioni relativi ai fallimenti sovietici non resi ufficiali.


Ultima modifica di Bastion il 11/06/2011, 12:25, modificato 1 volta in totale.


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MessaggioInviato: 11/07/2009, 18:48 
SOS A TUTTO IL MONDO dal vero primo uomo nello spazio

Il 28 novembre 1960, 135 giorni prima del lancio ufficiale del primo uomo nello spazio, i fratelli Judica Cordiglia in Italia e l'osservatorio di Bochum captarono e documentarono un messaggio dallo spazio in alfabeto MORSE: un SOS A TUTTO IL MONDO, ripetuto in continuazione. L'analisi scientifica del messaggio mostrò che non poteva trattarsi di un satellite in orbita attorno alla Terra, ma che si trattava di un veicolo spaziale in allontanamento della Terra. In effetti, in quel periodo molti sospettavano di un imminente lancio sovietico con un uomo a bordo, e probabilmente si trattò del primo uomo andato nello spazio, ma che per qualche errore o guasto finì in rotta di allontanamento dalla Terra, condannando così il pilota ad una morte inesorabile. L'URSS cercò di coprire la faccenda dichiarando goffamente che si trattava di un veicolo senza persone a bordo.

Un uomo in agonia nello spazio prima di Gagarin
Il 2 febbraio 1961, 69 giorni prima del lancio ufficiale del primo uomo nello spazio, i fratelli Judica Cordiglia, sintonizzati sulle frequenze sovietiche, documentarono dapprima strani suoni provenire da un oggetto che ruotava intorno alla Terra e successivamente furono registrati dei battiti cardiaci ed il respiro di un uomo in agonia. L'analisi scientifica di queste intercettazioni portarono all'inevitabile conclusione che i sovietici avessero mandato un uomo nello spazio ma la missione era andata male e l'astronauta stava morendo per asfissia. Anche qui, l'URSS cercò di coprire la faccenda dichiarando goffamente che si trattava di un veicolo senza persone a bordo.

La drammatica morte della prima donna nello spazio
Nel maggio 1961 circolavano voci di un imminente ed importante nuovo lancio spaziale sovietico con persone a bordo, di conseguenza iniziarono i monitoraggi dei fratelli Judica Cordiglia delle frequenze sovietiche e riuscirono ben presto a registrare e documentare delle comunicazioni tra una base di lancio sovietica e tre persone nello spazio, di cui 2 uomini ed una donna (la prima nello spazio). I discorsi, col passare del tempo, si facevano sempre più concitati e rapidi, ed evidenziavano difficoltà tecniche per gli astronauti. Di particolare effetto una delle frasi pronunciate dalla donna “…Già, tanto questo il mondo non lo saprà”. Ben presto la situazione dei cosmonauti sovietici precipitò diventando drammatica: i dialoghi evidenziavano la mancanza la mancanza di ossigeno e di forze, la noncorrispondenza dei dati ottenuti dalle macchine. Le trasmissioni durarono per 7 giorni, finchè,dopo la mattina del 23, le voci maschili scomparvero. Al transito successivo, si sentì solo la voce femminile che diceva di sentire caldo, di non avere ossigeno e continuamente chiedeva se sarebbe rientrata, se sarebbe precipitata. Infine, la donna prese a urlare per il caldo finché dopo averlo urlato un’ultima volta, indicando che vedeva una fiamma, il segnale si interruppe, sostituito da un fruscio.

L'analisi scientifica di tali intercettazioni evidenziarono la presenza di una missione spaziale sovietica andata male, il cui scopo era compiere il maggior numero di rivoluzioni fino ad allora e portare una donna per la prima vola nello spazio. Ma evidenti problemi hanno impedito il ritorno sulla Terra finché, essendo quasi terminato l'ossigeno, si tentò il rientro ed il veicolo spaziale finì bruciato nell'atmosfera.

Un'astronave che si perse nello spazio
Il 14 ottobre 1961 i fratelli Judica Cordiglia captarono una conversazione tra una voce maschile russa proveniente dallo spazio e una base sovietica a Terra, al transito successivo si riuscirono a captare solo poche parole e a quello successivo solo segnali telemetrici, dopo il quale scomparve e non diede segni di rientro sulla Terra. L'analisi delle intercettazioni era compatibile con quanto affermato da un giornale americano e da alcuni ricercatori di altri zone del mondo, secondo cui l’URSS avrebbe lanciato e perduto nello spazio un enorme satellite con tre astronauti a bordo, il lancio sarebbe avvenuto il 14 ottobre, e segnali trasmessi dalla nave cosmica sono stati captati a Tokio, Dakar, Sidney e Bochum. L’istituto giapponese di ricerche sulle onde radio hanno calcolato che l’astronave era stata collocata su un’orbita situata tra i 400 e i 480 km, cioè la più alta che sia mai stata tentata. Gli scienziati pensarono che l’orbita fosse troppo alta e che la nave cosmica si sia persa nello spazio.

Altri voli spaziali senza ritorno
Tra il settembre ed il novembre 1962 i fratelli Judica Cordiglia captano una serie di segnali provenienti da voli spaziali sovietici molto ravvicinati tra loro, tutti non dichiarati da Mosca e quindi probabilmente tutti finiti in fallimenti.

Il segnale del primo di questi fu intercettato il 6 settembre dai due fratelli ed anche da una stazione di ascolto svedese. Il 17, 18 e 19 ottobre fu intercettato dallo spazio un altro segnale ed anche una voce di un uomo. La situazione si ripeté nei giorni dall’8 al 12 novembre dello stesso anno. Tutte queste intercettazioni furono confermate anche dagli americani.

L'ultima intercettazione di un volo spaziale senza ritorno
Il 13 aprile 1964 i fratelli Judica Cordiglia intercettarono comunicazioni relative a esperimenti spaziali che cominciarono a Terra e finirono nello spazio il 25 aprile. Le registrazione è frammentaria, ma contiene più voci umane, tra cui una femminile, e nelle ultime battute si conclude con la voce femminile che chiama inutilmente la base di Terra, la quale non risponde più.

Le accuse russe
L'Unione Sovietica era apertamente adirata contro i fratelli Judica Cordiglia e nel 1965 diramò un comunicato contro di loro dove li si definiva imbroglioni. Tuttavia, i due fratelli replicarono dimostrando che le informazioni diffuse erano tutte documentate scientificamente ed ottenute con metodi altrettanti scientifici, tra l'altro le ricezioni erano avvenute in presenza di testimoni, e dimostrarono che erano realmente esistiti gli astronauti scomparsi nelle tragedie e che l'URSS definiva inesistenti.

In conclusione
Successivamente si verificarono ancora altri disastri legati alle missioni spaziali, ma l'Unione Sovietica decise di renderli pubblici almeno in parte, come l'incidente della Soyuz 1 del 1967 e l'incidente della Soyuz 11 del 1971. Da notare che ci furono anche 7 cosmonauti sovietici scomparsi nel nulla o espulsi misteriosamente dal corpo degli astronauti, ed inoltre alla fine degli anni'50 ci sono forti indizi che dei cosmonauti russi morirono durante dei voli suborbitali.

Probabilmente avevano capito che era impossibile nascondere certe cose con tutti i centri di ascolto situati nel mondo.

(Fonte: http://alieniemisteri.altervista.org/)


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MessaggioInviato: 11/07/2009, 18:49 
Donald E. Keyhoe ad Harry Truman....

Ricordate Donald E. Keyhoe? Ecco una sua lettera (una dlle tante) indirizzata ad Harry Truman....




Comitato Nazionale di Investigazione sui Fenomeni Aerei

Washington 6, D.C.

Telefono: North 7-9434
Indirizzo Telegrafico: SKYLIGHT

3 Febbraio 1959

Magg. Donald E. Keyhoe
Marina degli Stati Uniti (rit.) Uffici Amministrativi:
1536 Connecticut Ave. N.W.

All’Onorevole Harry S. Truman
Indipendence, Missouri

Caro Sig. Truman,
In seguito al suggerimento di numerosi membri del Consiglio d'Amministrazione vengo a scriverle in merito alla questione degli oggetti volanti non identificati.
Siamo stati informati dal sig. Arthur H. Campbell di Kansas City, dell’interesse da ella espresso a proposito di tale argomento, nonché del lavoro portato avanti dal nostro Comitato.
So inoltre che ella è personalmente in contatto con il Vice Ammiraglio della Marina in pensione R.H. Hillenkotter, che fu direttore dell’Agenzia Centrale di Intelligence (Ndt.: più nota come CIA). L’Ammiraglio Hillen-kotter è uno dei membri del nostro Consiglio d'Amministrazione; altri membri sono il Contrammiraglio in pensione Herbert B. Knowles, il Colon-nello dell’Esercito R.B. Emerson, il Maggiore dell’Aviazione in pensione Dewey Fournet, che fu a suo tempo Osservatore per il Pentagono nell’ambito del Progetto Dischi Volanti; il Sig. J.B. Hartranit, Presidente dell’Associazione Proprietari e Piloti d'Aeromobili; il Dr. Marcus Bach dell’Università Statale dell’Ohio, nonché molti distinti cittadini americani appartenenti a vari settori.
I membri del NICAP provengono da tutti i 49 Stati dell’Unione, e comprendono Membri del Congresso, Funzionari del Governo, membri di tutte le Forze Armate, controllori del traffico aereo ed operatori di torre, addetti alla difesa antimissile, scienziati, ingegneri ed uomini e donne di quasi tutte le professioni e mestieri.
Contrariamente ai ciarlatani che, spesso per guadagno personale o megalomania, hanno invaso il settore dell’investigazione del fenomeno UFO, il NICAP è un’organizzazione seria che si sforza onestamente di effettuare valutazioni oggettive sulla base di prove verificate. Uno dei nostri scopi è smascherare le frodi, un altro è convincere il pubblico che alla base della questione vi è un problema importante, nonostante la caratterizzazione di ridicolo che gli è normalmente attribuita (ridicolo almeno in parte causato dalla politica ufficiale di discredito attualmente utilizzata per mascherare le estese e profonde investigazioni che sono portate avanti dall’Aeronautica ed altre Agenzie).
Saremmo estremamente lieti di conoscere la sua opinione a tale proposito, in particolar modo, sulla censura praticata a livello ufficiale e naturalmente anche di ricevere qualsiasi assistenza ella può prestarci, allo scopo di poter presentare i fatti al pubblico.
Non è con questa mia intenzione suggerirle di esprimere alcuna specifica opinione o conclusione sulla questione degli UFO; saremmo davvero lieti di conoscere qualsiasi affermazione ella ritenga di poter esprimere su tale questione.
E, sapendo che le sue vedute sarebbero rispettate da milioni di americani, saremmo particolarmente lieti di conoscere le proprie opinioni in merito alla politica ufficiale, di tenere il pubblico all’oscuro dei fatti reali.
Tale censura fu stabilita dall’Aeronautica mediante la Regulation n. 200-2, che impediva a tutto il personale dell’Arma, la rivelazione e la pubblica discussione di notizie sugli UFO, riservandone la competenza al Quartier Generale dell’Aeronautica. Il Quartier Generale a sua volta rifiuta di fornire alcun'informazione dettagliata, limitandosi ad affermazioni di carattere generale e pubblicando statistiche che il nostro Comitato ha riconosciuto come infondate. Il documento JANAP 146 dello Stato Maggiore Unito delle FF.AA. addirittura, invoca le leggi sullo spionaggio per la trasmissione d'informazioni sugli UFO su canali ufficiali. Il Comandante della Guardia Costiera ci ha informato che anche il suo Corpo è tenuto all’osservanza di tali disposizioni, così come lo è l’Amministrazione dell’Aeronautica Civile. Piloti militari e civili, controllori di volo e controllori di torre mi hanno personalmente riferito di essere stati tutti ammoniti a non discutere pubblicamente tale questione.
L’effetto pratico di tale attitudine da parte della nostra Aeronautica (che credo sia deciso ad un livello più alto), è quello di incoraggiare la diffusione del ridicolo nei media, i quali sono così distratti dalle informazioni ufficiali ed indotti a credere che tali notizie non siano altro che fandonie.
Per dimostrare che così non è, allego a questa lettera un estratto da una delle nostre pubblicazioni contenente anche una lista parziale di testimoni, ivi compresi anche molti osservatori specializzati. Accludo anche un foglio con osservazioni da parte di testimoni e di altre persone fermamente convinte della realtà del fenomeno UFO.
Esiste tutta una mole di prove a favore delle nostre affermazioni sulla realtà degli UFO, e della realtà della censura ufficiale, ma non è mia intenzione annoiarla con tediosi elenchi. Ma le sarò veramente grato, se ella vorrà concedermi la possibilità di fornirle qualsiasi successiva informazione ella dovesse ritenere utile, e rispondere ad ogni domanda ella volesse formulare a proposito del fenomeno UFO e delle affermazioni del NICAP. Come ebbe a dirmi qualche tempo fa l’Amm. Hillenkoetter, l’unico modo per rompere il muro del silenzio è mediante audizioni pubbliche al Senato. A tale scopo ed agendo su mandato del Consiglio d'Amministrazione, ho fornito al Senatore Lyndon Johnson una notevole quantità d'informazioni dimostranti la realtà del fenomeno UFO e la censura che è effettuata. Sono inoltre informato del fatto che i presidenti d'altre Commissioni, stanno considerando la possibilità di successive audizioni più avanti nel corso della Sessione.
Le saremmo estremamente grati se potesse ragguagliarci sulle modalità, mediante le quali, contattare tali Commissioni o singoli Senatori in modo da essere in grado di porgere un’immagine onesta, non solo al Congresso ma, a tutto il pubblico americano.
Se ella infine, tutti i suoi innumerevoli impegni, vorrà dare un'occhiata alle informazioni di carattere ufficiale contenute nel mio libro “Dischi volanti dallo spazio esterno” e nel più recente “La cospirazione dei dischi volanti”, sarò lietissimo di inviarle copia dei detti libri con tale materiale appositamente evidenziato.
Con i miei più sinceri ringraziamenti per l’attenzione che vorrà prestare a questi argomenti.

Rispettosamente suo,

Donald E. Keyhoe
Maggiore della Marina (ritirato)
Direttore del NICAP


(Fonte http://www.ufologia.biz/Documenti/LetDoTru.htm )


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Gli UFO esistono… leggete il "Rapporto Condon"

Pubblicato da centroufologicotaranto su Dicembre 6, 2008

Articolo scritto da Antonio De Comite (Coordinatore Centro Ufologico Taranto)
Gli scettici quando vogliono ridicolizzare e smentire testimoni di avvistamenti UFO o studiosi della tematica, citano ormai il famoso “libro sacro” della Ufologia scettica, ossia quello che scrisse il fisico Edward Condon nel 1969 dal titolo “Scientific Study of Unidentified Flying Objects” . Condon fu incaricato dalla Colorado University, tramite consiglio dell’USAF (United States Air Force), di creare una commissione scientifica che aveva il compito di analizzare e studiare i casi UFO statunitensi. Il culmine dello studio, durato circa tre anni, è stata la pubblicazione di un tomo (di oltre 1000 pagine) il quale dava una conclusione falsata, ossia che gli UFO non esistevano. E molti, pur di ridimensionare il problema UFO affermano “…lo ha detto Condon”, pur non avendo letto il libro. Ma se leggessero i casi contenuti nel volume si renderebbero subito conto che non è cosi…censore, anzi. C’è un caso che risulta a prova di falso, una caso evidentissimo, fotografico. Stiamo parlando dell’avvistamento di Paul Trent, avvenuto a McMinnville (Oregon) il giorno 11 Maggio 1950. Quel giorno il contadino Trent e sua moglie videro un qualcosa di strano che si avvicinò nei pressi del loro podere. Un qualcosa che non avrebbero mai dimenticato nel corso della loro esistenza. Videro il classico “disco volante”, di fattezze metalliche e di colore argenteo. Il contadino entrò scappando nel suo podere, prese una macchina fotografica, uscì fuori e “clik”. Scattò delle foto che sarebbero entrate nella storia dell’Ufologia. Il caso divenne così famoso che la rivista Life ne dedicò un ampio servizio. In quel periodo si era in psicosi UFO e non poteva essere trascurato il fatto che le foto di Paul Trent fossero il classico fotomontaggio. Ma analisi preliminari esclusero questa possibilità. Diciannove anni dopo il caso venne approfonditamente trattato dalla Commissione Condon e inserito nel volume scritto dal fisico statunitense. Ed ecco la sorpresa. Quell’UFO era davvero reale. Come mai gli scettici di turno e gli ifologi non lo menzionano? Ecco cosa disse Condon nelle sue conclusioni su questo caso “è uno dei rari rapporti UFO in cui tutti i fattori esaminati, geometrici, psicologici e fisici sembrano essere compatibili con l’affermazione di un oggetto volante straordinario, argenteo, metallico, a forma di disco, di decine di metri di diametro ed evidentemente artificiale che ha volato ed è stato visto da due testimoni. Non possiamo dire che gli elementi di prova regolano positivamente ad una fabbricazione, ma ci sono alcuni fattori fisici, quali la precisione delle misurazioni di alcuni negativi originali che si oppongono ad una invenzione“. Fin qui la conclusione sensazionale e clamorosa del caso McMinnville, fatta da Edward Condon. Un UFO reale, discoidale, metallico e artificiale. E gli scettici perchè non ne parlano? Le conclusioni si possono leggere alla Sezion IV, Chapter 3, Capitolo Photographic Case Studied, Case 46 McMinnville Photographs, pagina 625. Naturalmente dell’edizione originale statunitense. Questo è solo il caso più clamoroso di un caso UFO incontrovertibile avallato da uno scienziato scettico. Ma ne ne esistono molti altri, molti non inseriti nel volume e di cui Condon, stranamente, non lesse. Qualche mese fa infatti il MUFON (Mutual UFO Network) ha reso noto circa 1200 pagine, scritte dal defunto Roy Craig, un fisico chimico che faceva parte dell’entourage di Condon, nel progetto sugli UFO commissionato dall’Università del Colorado a fine anni 60 del secolo scorso. Ebbene il MUFON ha scovato, tra le tante pagine, il cosiddetto “Memorandum Rush”, di tre pagine e datato 5 settembre 1968 nel quale sono scritte le conclusioni di Roy Craig. La percentuale degli UFO inspiegati si aggira, udite udite, al 50%. Si, avete letto bene. Quasi la metà delle segnalazioni UFO sono di origine “ignota”, scientificamente parlando. Ma Condon non lesse il rapporto, non sappiamo se volutamente o meno. Quindi stiamo parlando di un numero enorme di UFO reali che non ha nulla a che vedere con la “canonica” percentuale del 5%, strombazzata da molti ufologi. Quanti UFO simil McMinnville ci sono in quella enorme percentuale? Non si può sapere, resta il fatto che come disse il compianto Monsignor Corrado Balducci che “…se su cento, mille, un milione di casi UFO uno risulterebbe essere veritiero allora gli UFO esistono per davvero”. E il caso McMinnville e, paradossalmente, Condon ci portano a questa conclusione, gli UFO sono reali per davvero.


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IL MONTE MUSINE': UN ENIGMA IRRISOLTO

di Stefano Panizza

Il monte Musinè, che in dialetto piemontese significa "asinello", è posizionato a 20 km da Torino, sulla strada che porta verso la Val di Susa, e lo si può considerare come il primo contrafforte alpino. Dalla forma vagamente piramidale, spoglio e inospitale nella parte superiore, sembra trovare gradimento soprattutto da parte delle vipere.
Ecco le motivazioni per le quali viene annoverato fra i luoghi misteriosi e come ad esse rispondono la scienza e l’archeologia ufficiali:

1) Da sempre circolano voci di lupi mannari, di immagini spettrali che vagano nella penombra, di strani animali. Vi sarebbe una grotta maledetta nella quale, ogni 1° maggio, si darebbero appuntamento streghe, maghi, e licantropi per inneggiare alle forze del male. Secondo alcuni scritti del ‘600 e ‘700 la vallata fu spesso percorsa da "musiche demoniache", accompagnate da urla angosciose cariche di dolore. Una antica leggenda vuole che il re Erode fosse esiliato su questa montagna, come punizione per la strage degli innocenti.

2) Secondo alcuni storici fu proprio in questa zona che in cielo apparvero a Costantino la croce fiammeggiante e la scritta "In Hoc Signo Vinces", segni che convinsero l’imperatore a convertirsi al Cristianesimo. I cosiddetti "Campi Taurinati", di cui parlano le cronache dell’epoca, sembrerebbero coincidere con la zona pianeggiante di Grugliasco e Rivoli che separa Torino dal massiccio del Musinè.

3) Stando a quanto dichiarato da molti esoteristi il luogo sarebbe un gigantesco catalizzatore di energie benefiche. Non dimentichiamoci che si troverebbe su una linea "ortogonica" (una di quelle che circondano la Terra come una ragnatela e che indicano zone di particolare concentrazione di energia) che, entrando dalla Francia, attraversa tutta la nostra penisola. Secondo altri sarebbe addirittura una sorta di "finestra" aperta su un’altra dimensione.

4) Il sito amplificherebbe, nel momento in cui vi si sosta, le facoltà extrasensoriali che ognuno di noi avrebbe, ma che solo in particolari circostanze risultano evidenti. Gli stessi rabdomanti hanno dichiarato che in prossimità del monte bacchette e pendolini si muoverebbero in modo molto più accentuato del normale.

5) Da sempre la zona è teatro di apparizioni di misteriosi bagliori azzurri, verdastri e fluorescenti. Esse hanno fatto la loro comparsa fin dal lontano 966 d.c. All’epoca il vescovo Amicone si trovava in Val Susa per consacrare la chiesa di San Michele sul monte Pirchiano, di fronte al Musinè. Durante la notte, in attesa dell’arrivo dell’alto prelato, i valligiani assistettero ad uno spettacolo affascinante ma pauroso al contempo: il cielo fu percorso da travi e globi di fuoco che illuminarono la chiesa come se fosse scoppiato un incendio. Altre storie parlano di carri di fuoco che spesso sorvolavano la vetta.

6) Ai giorni nostri frequenti sono gli avvistamenti notturni e diurni di oggetti volanti non identificati.

7) Il monte, essendo un antico vulcano spento da millenni, è ricco di gallerie e passaggi irregolari scavati dallo scorrere dell’antico magma, in gran parte però inesplorati.

8) Ai piedi del Musinè esiste un "cono d’ombra" cioè una zona di interferenza che oscura qualsiasi trasmissione radio. Anche gli aerei privati che si trovano a sorvolare il luogo vengono disturbati nelle loro trasmissioni radio. Questi problemi cessano nel momento in cui ci si allontana dalla montagna.

9) Appare strana la distribuzione della vegetazione, particolarmente ricca ai piedi del monte, ma che poi si dirada in modo quasi repentino col crescere dell’altitudine. La Forestale ha inutilmente speso ingenti capitali per rimboscare la zona, nella quale le giovani piante sembrano morire una dopo l’altra. La credenza popolare spiega il mistero con la processione continua di anime dannate che salgono e scendono il monte senza sosta. Secondo una credenza un po’ più moderna sarebbero le emanazioni radioattive di una base segreta a produrre tale sterilità.

10) Le pendici sono ricche di d’incisioni rupestri e di grandi pietre disposte in modo forse rituale, testimonianze di un passato ancora ben da decifrare. In un masso è raffigurata addirittura una giraffa africana, ma questi animali non vivevano in Piemonte, nemmeno nel neolitico.

11) La salita è costeggiata, in località Torre della Vigna, fra i 400 e i 900 metri, da una serie di strutture a forma di coppa, dette coppelle. Queste sono disposte in maniera tale da formare delle mappe celesti. Sono rappresentate la Croce del Nord, l’Orsa Maggiore, l’Orsa Minore, Cassiopea e le Pleiadi. In pratica c’è tutto l’emisfero boreale ma anche altre raffigurazioni non ancora identificate. Suggestiva è la visione dalla vallata quando, riempite le cavità di combustibile e incendiate, la montagna si ricopre di tante piccole luci.

12) Il Musinè è sede anche di uno stranissimo obelisco che acquistò fama mondiale grazie ad un libro di Peter Kolosimo intitolato "Astronavi sulla preistoria". Sulla superficie compaiono alcune croci che rappresentano probabilmente cinque persone, un cerchio in alto a sinistra con un punto al centro e due semicerchi tagliati nella parte inferiore che assomigliano in modo clamoroso ai moderni dischi volanti. Secondo lo scrittore sarebbe una sorta di rappresentazione delle evoluzioni di macchine aeree che furono viste in cielo dai nostri antichi progenitori.

Immagine

13) Fra il 1973 e il 1978, anno in cui fu portata via, qualcuno collocò sulle pendici del monte una targa metallica inneggiante alla "fraternità universale fra tutti i popoli". Il testo parla di "punti elettrodinamici", di "entità astrali" ed indica dieci grandi personaggi del passato, da Cristo a Martin Luther King, indicandoli come esempi da seguire. Il 7 ottobre del 1984 un gruppo di esoteristi ne ha fatto un’altra copia e l’ha ricollocata al suo posto. Questa nuova versione è in alluminio anodizzato ed è stata cementata alla base della grande croce che spicca sulla montagna.

14) La scienza e l’archeologia cosa rispondono a queste affermazioni? Innanzitutto le luci nel cielo sono fulmini globulari (fenomeno comunque piuttosto raro) o fulmini tradizionali, attratti dagli spessi strati sottostanti, tutti permeati di magnetite (si sono però manifestate anche in assenza di temporali). Non esiste una manifestazione a carattere ufologico maggiore che in altre zone d’Italia (è comunque presente ed è poi difficile fare delle statistiche attendibili in questo campo perché le variabili sono molte, dalla disponibilità delle persone a parlarne alla qualità dell’indagine svolta da chi indaga sul fenomeno). La luminosità sulle pendici del monte è dovuta alla presenza di "fuochi fatui", come conseguenza di gas che ancora fuoriesce dall’interno della montagna (ancora dopo millenni? Senza considerare che i "fuochi fatui" sono prodotti da materiale in decomposizione). La presenza di un ambiente così ostile nella parte superiore del monte deriva dalla mancanza di fonti d’acqua nel sottosuolo (ma perché la diversificazione è così marcata? E perché questa insistenza, quasi irrazionale, delle autorità nel cercare di rimboschire la zona ?). L’obelisco o è un falso degli anni ’70, secondo alcuni (ma le prove?), oppure è una rappresentazione dell’alba e del tramonto con gli uomini in adorazione (mentre considerare come un immagine del sole il cerchio puntato al suo interno può essere corretto perché comune a molte civiltà preistoriche, vedere nei due semicerchi una sua raffigurazione nelle fasi di inizio e fine giornata è pura speculazione).

Bibliografia
http://www.notizieufo.com/musine.htm
http://www.edicolaweb.net/st000856.htm
http://www.marianotomatis.it/art_mus.htm
http://www.popobawa.it/itenerari/piemonte/
"Astronavi sulla Preistoria" di Peter Kolosimo – Sugar Editore


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IL FAMOSO RIVELATORE E' MORTO ED ORA HA UN VOLTO!

Un noto informatore dal nome di "Mister X" che dal 2006 rivelava informazioni sugli UFO in rete e' morto. L'uomo di 48 anni aveva partecipato a forum come Open Minds e Project Avalon.
E' stata la moglie a rendere pubblica la notizia il 13 Dicembre 2008 ed ha rilasciato a Kerry Cassidy il suo numero di cellulare ed altre informazioni fino ad ora sconosciute.
La donna ha scritto che "Mister X" ha voluto semplicemente aiutare il prossimo sulla questione ufologica ed ora il viso dell'uomo e' stato pubblicato. Era padre di un bimbo molto piccolo.
Bill Ryan nel 2006 disse di lui il 26 Maggio 2006:" Sono stato contattato da un uomo, che negli anni 80, per un periodo di sei mesi, ha lavorato come archivista su documenti classificati UFO, fotografie, filmati e artefatti alieni.
Era un progetto del Ministero della Difesa. Mister X disse di letto interamente diverse relazioni che gli erano passate per le mani e che trattavano di test nucleari e la minaccia di armi atomiche in generale.
Ora venti anni dopo, egli sentiva la necessita' di informare il mondo su cio' che accadde. Ho contribuito a comunicare la sua storia al pubblico e quindi e' diventato una delle ispirazioni che ha dato vita al Progetto Camelot.
Il moderatore. Jerry Pippin lo intervisto' per 60 minuti a Laughlin, USA nel Marzo del 2006.
La sua piu' recente intervista e' stata effettuata l'8 Novembre 2008 ed e' stata distribuita in seguito alla comunita' ufologica tramite la Conferenza di Las Vegas, Nevada. Dura 6 minuti e spiega in linea generale la sua vicenda: "La maggior parte dei documenti che vidi vanno dal 1947 al 1984. Alcuni risalivano anche prima del '47. Ho lavorato sotto la supervisione delle guardie, ma loro non erano autorizzati ad accedere all'archivio dove lavoravo. Vidi alcune foto di Alieni, e la maggior parte delle fotografie si riferivano a velivoli discoidali alieni.
Gli Alieni si presentavano molto simili a quelli che siamo abituati a vedere in rete, i famosi Grigi, ma vi erano anche altre specie di esseri molto alti dalla pelle arancione e bianca. Essi con tutta probabilita' erano i creatori dei Grigi ed anche della nostra civilta'. Ma ho visto anche documenti contraddittori.
I documenti che archiviai provenivano da varie Agenzie Governative o dal NORAD e dal Congresso U.S. La maggior parte delle memorie furono scritte dalle basi dell'U.S. Air Force. Alcuni documenti mostrarono che gli Alieni non muoiono come noi, ma semplicemente cambiano aspetto nel corpo.
Il mio compito fu quello di assemblare differenti risorse allo scopo di essere analizzati semplicemente."

Fonte: OpenMindsForum
Traduzione e recupero informazioni Raffaele Di Nicuolo http://www.baab.it/digdug/index.php


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Ghedi: U.F.O. sull’Aerobase

Inchiesta: Massimo Staccioli (U 555)

Il 5 Maggio,1995, alle ore 04.15, durate il regolare servizio di ronda notturna all’interno del perimetro dell’Aeroporto, due militari, il Serg.Magg. M.N. e l’aviere di leva di Brescia, M.R., a bordo di una “campagnola”, mezzo militare usato per il pattugliamento, notarono simultaneamente nel cielo ancora notturno e stellato una luce di color giallognolo opaco, più grande delle stelle, che si avvicinava da lontano verso la testata Nord della pista dell’Aeroporto come se fosse il faro di un normale aereo in fase di atterraggio; al contrario però la luce degli aerei è bianchissima ed abbagliante.
Poi veniva spostato rispetto l’asse-pista dell’Aeroporto; in più dalla direzione opposta del normale “sentiero di avvicinamento” alla pista, salvo in caso di vento contrario. Ma quella notte era tranquilla e con un leggero strato di umidità sui campi, proprio per l’assenza di qualsiasi brezza. Né poi vi era “traffico”aereo previsto, anzi, come si dice tra gli addetti ai lavori, l’Aeroporto era praticamente “chiuso”.
La velocità di quella luce,ormai diventata grande come il disco lunare visto ad occhio nudo, poteva aggirarsi in torno ai 200/300 Km/h, mentre il suo colore, ora che era più vicina, era di un arancio pallido prodotto evidentemente da ciò che stava dietro quella Luce opaca. La Sfera luminosa (poiché tale si mostrava, avendo ormai scartato qualsiasi tipo di faro) si … fermò in aria a bassa quota, a circa 100/150 m.
Non conoscendo l’effettivo diametro di questa strana Sfera, non erano in grado perciò di stabilire obiettivamente se si fosse fermata in corrispondenza della testata-pista Nord o appena al di fuori della recinzione dell’Aeroporto (dato che loro poi percorrevano il perimetro aeroportuale interno, seppur dirigendo casualmente verso la Sfera, o quello che fosse, distavano da Essa un chilometro circa).
Dopo una dozzina di secondi in cui la Sfera luminosa si mantenne perfettamente immobile, improvvisamente “schizzò via” tornando alta in cielo, andando in un’altra direzione rispetto alla sua provenienza.
Intanto i due testimoni,alquanto perplessi, proseguivano lentamente a bordo del mezzo militare il loro giro programmato di ronda, pensando a varie ipotesi ma senza arrivare a delle conclusioni.
Quand’ecco che dopo circa 5 minuti la vedono tornare da lontano, come all’inizio, ma da una nuova direzione.
Giunta, si ferma di nuovo allo stesso punto ed alla stessa quota di prima; ma improvvisamente, dopo solo qualche secondo, invece di vola via, comincia a muoversi rapidamente a scatti lateralmente, prima da una parte poi dall’altra. Questo per tre/quattro volte poi, a velocità incredibile, scompare verso una nuova direzione in cielo verso i monti della vicina città di Brescia. Queste manovre si ripeterono altre quattro volte ma variando gli scatti:ora verso l’alto ora verso il basso, quando si fermava…
Nel frattempo i due testimoni che si stavano avvicinando progressivamente verso la zona interessata dal “fenomeno”, cominciavano a dar segni di nervosismo e ad allarmarsi!
Parlando eccitati tra loro della Cosa, continuavano a fare ipotesi, ma tutte cadevano. Per prima quella dell’elicottero, subito scartata viste le manovre, la mancanza di rumore e l’ora della notte. In più nessuno poteva avvicinarsi all’Aerobase Militare senza preavviso o autorizzazione anche se in emergenza. Poi qualsiasi faro avrebbe evidenziato il suo fascio di luce, specie per l’umidità nell’aria in quella notte così tranquilla. Insomma, un faro è pur sempre un faro! E chi poteva fare poi quelle strane rapide e silenziose manovre?
La pazzesca velocità di allontanamento, mi dissero i due testimoni, era paragonabile all’apparente scia prodotta da un movimento brusco effettuato con una sigaretta accesa, al buio!
Quindi aerei, niente da fare; satelliti, palloni sonda, fulmine globulare, ancora meno… La vedevano lì, davanti a loro, reale. Praticamente veniva scartata qualsiasi cosa conosciuta… Perciò un U.F.O. ! Non identificato…
Ma dalle manovre intelligenti e ripetute…
Anche eventuali fari di discoteche furono immediatamente esclusi, anche se sapevo che sarebbe stata una domanda a dir poco stupida, visto il tipo di avvistamento…però anch’io ho cercato di giustificare in ogni modo (come da abitudine) l’avvistamento prima di farmi un’idea. Poi l’aviere mi disse che da civile lavorava in discoteca e conosceva bene il funzionamento delle luci laser…
Prima di continuare, facendo diversi rilevamenti di giorno, sul posto con i due testimoni, ed osservando dai quattro punti del loro avvistamento, potemmo osservare bene come i caccia “Tornado” viravano e “riattaccavano” (come si dice in gergo) per ripetere il circuito d’atterraggio (per addestramento o per completare il carburante rimasto eventualmente, al ritorno delle “missioni”) e viravano per tornare all’asse opposto della pista per atterrare (o riattaccare di nuovo). Il Serg. Magg. Mi confermò che nel punto dove il “Tornado” virava, cioè a circa un chilometro a fine pista, la Cosa aveva dimensioni doppie del caccia! Quindi concludemmo chela Cosa doveva avere un diametro di circa 40 m. di diametro, se si trovava fuori della testata pista, oppure in prospettiva, se era in testata-pista, dai 7 ai 10 m. (dato che ripetevano che doveva essere proprio vicina…).
Ma arriviamo alla conclusione dell’avvistamento; così, proseguendo in macchina il giro di ronda previsto e discutendo nel frattempo il da farsi, riguardo i precedenti quattro avvistamenti, i due imboccarono un raccordo interno della pista principale dell’Aeroporto. Non sapendo cosa fare, l’aviere disse risolutamente al Serg, magg. M.N. che per lui era un UFO , intendendo dire quello che tutti identificano per un Oggetto Volante Non Terrestre (ormai è questo l’uso comune dell’acronimo), ma non trovavano la “strategia” di allertare qualcuno o la “Torre di Controllo”. Il fatto si presentava loro in questi termini, come mi dissero: …”se ci sbagliavamo e dicevamo che c’era un UFO, ci potevano prendere per matti e non ci avrebbero creduto, poi in effetti, ci vergognavamo di dire la cosa in questi termini - (eccoci qua: è sempre così!) - poi l’avvistamento durava ogni volta un minuto/due e poi spariva, e se non tornava più….? L’indomani saremmo stati i “matti di turno!”
Mentre facevano questi ragionamenti e prendevano sempre più coscienza che avevano assistito a qualcosa d’insolito che faceva salire loro la tensione, il Serg.magg. fu attirato da una luce arancione riflessa dallo specchietto retrovisore esterno della “campagnola”: era di nuovo la Sfera di luce! Erano passati circa dieci minuti dall’ultimo avvistamento.
La Luce, dapprima lontana, si avvicinò rapidamente da dietro la vettura riempiendo con la sua forma tutto lo specchietto verticale del mezzo militare. L’aviere che non era al volante, si voltò sentendo i commenti del Serg. Magg., ed osservò la Sfera a circa 150 m. da loro e, quasi gridando, disse: “adesso atterra…adesso atterra…!”
Il Serg. Magg. negando per scaramanzia, perché ormai era tale la paura, sterzò improvvisamente verso il limitare del raccordo verso il prato adiacente, istintivamente, con l’intento di togliersi dalla traiettoria e fermarsi, poiché nel frattempo l’Oggetto si avvicinò a loro a circa una ventina di metri…
Solo che, scesi dall’autovettura, non videro altro che…il cielo stellato! L’UFO era sparito! Non c’era più nulla… Era risalito in verticale? Non hanno saputo dirlo. Nell’attimo in cui aprirono le portiere per scendere, era sparito…
Completato poi il giro della Base, incontrarono l’Ufficiale d’Ispezione, questi chiese loro se fosse tutto a posto, ma i due testimoni si guardarono in faccia simultaneamente, al che, l’ufficiale, cogliendo la volo i loro sguardi, si rese conto che qualche novità in effetti doveva esserci…
Così, quasi timidamente, i due testimoni, dissero ciò che avevano osservato, l’UFO ed i loro pareri…
Qualche battuta da parte dell’Ufficiale e come tante volte…finì tutto lì!
Il giorno dopo, incontrando l’Ufficiale, che conoscevo bene, mi disse che rimase colpito dalle facce e dal tono di voce dei due testimoni.
Da parte mia, non mollando facilmente l’inchiesta ( ero per di più ancora in servizio), sono tornato ripetutamente sull’argomento con il Serg. Magg. (ora Maresciallo); feci ulteriori ricerche e approfondimenti anche tra altri colleghi, ma restarono gli unici testimoni.
In tutto, l’avvistamento durò circa 40 minuti, mentre tra un avvistamento e l’altro passavano tra i 6 e i 13 minuti di… calma. Il Maresciallo mi ripete sempre le stesse cose: niente scintille, niente colori, niente rumori, solo questa enorme Sfera arancione di circa sette metri di diametro. Niente riflessi sul cemento, quando si avvicinò loro; sbucò praticamente già basso dalla curva del raccordo per “presentarsi” a loro. Il motore dell’automezzo, comunque non si spense.
Il testimone è persona seria, riservata e qualificata; è un avionico, lavora nel settore dei pannelli elettronici del caccia “Tornado”. Non era a conoscenza più di tanto riguardo agli UFO, anzi, era alquanto scettico. Più che altro lo misi al corrente io del Problema, come molti altri colleghi e piloti, dai quali riuscii a tirar fuori altri fatti…
Ricorda tutto molto bene ed è rimasto colpito.
Questo è stato solo l’ultimo avvistamento avvenuto all’Aeroporto di Ghedi; ve ne sono stati precedentemente almeno una dozzina, sia dalla “Torre” che inseguimenti da parte di caccia durante esercitazioni di voli notturni…


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Con quello che "ho in mano"...

Mi attengo a dei fatti, recenti o passati, forse meglio quelli passati, perché oltre ad essere meglio documentati, siamo in possesso attualmente di tecnologia superiore per smascherarli, eventualmente; ma vedo solo conferme di ciò che ho...vissuto! E cerco anche di spiegare perchè non sia "Roba" terrestre o di terrestri che tornano...come a volte sento dire, facendo ulteriormente della fantascienza con speculazioni assurde!
Cerco di far notare e riflettere su quello che "abbiamo" in mano... E penso che di tutto ciò che abbiamo si possa concludere, fino a prova (ma molto contraria) che ci sia Qualcosa che proviene da Lontano...
La prova definitiva può essere soltanto il contatto, singolo (ed io allora sò) o pubblico; altrimenti ci si basa su fatti circostanziali presi dai testimoni di tutto il mondo...
Non basta? Certo, può darsi, allora basta accontentarsi di sapere che tali Oggetti si vedono pratcamente da SEMPRE!


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MessaggioInviato: 11/07/2009, 19:19 
prima di parlare di contatto, parlerei di informazione, ma in tv, quindi informazione all'istante e chiara, come oggi la cronaca nera che tanto va di moda.



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MessaggioInviato: 11/07/2009, 19:19 
Ufficiale Europeo supporta il disclosure sugli UFO, afferma che la NASA non è affidabile

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Il Dr.Peter Creola, ex delegato dell'ESA e capo dell'ufficio Svizzero per le politiche dello spazio, si è unito con chi chiede la verità in merito agli UFO. L'ESA è la versione Europea della NASA. Sull'argomento della rivelazione sugli UFO, il Dr.Creola dice: "..non potete fidarvi incondizionatamente della NASA."

Robert Fleisher, Coordinatore di Exopolitics Germany, si è complimentato col Dr.Creola dicendo: "Non ci sono molti alti ufficiali Europei che si fanno avanti quando si parla della realtà del fenomeno UFO..Come direttore del "Ariane Programme Board", ha giocato un ruolo chiave nel lanciare il primo missile Europeo ed è stato coinvolto in numerosi progetti importanti dell'ESA".

Fleischer ha condiviso anche commenti del Dr.Creola da una recente intervista pubblicata su "Mysteries", un magazine Tedesco:

Domanda: Secondo voi, una investigazione scientifica del fenomeno UFO e dei sistemi di propulsione usati dagli UFO, porterebbe nuove possibilità per le attività spaziali terrestri?

Creola: "Chiaramente, non solo per le attività spaziali, ma persino per le future generazioni! Ho sempre trovato incredibile che questi avvistamenti di mezzi silenziosi, che chiaramente non sono legati alle nostre leggi di gravità, vengano ignorati dalla scienza, almeno ufficialmente..."

Domanda: Pensate che l'agenzia spaziale NASA stia nascondendo le prove sugli UFO?

Creola: Beh, la NASA fa parte di un sistema governativo. Qualunque sia la politica ufficiale, la si applica alla NASA e deve essere portata avanti in questo modo. Se, per esempio, la linea ufficiale è di non commentare certi argomenti sugli avvistamenti UFO o se alcuni di questi avvistamenti coinvolgono la Sicurezza Nazionale, allora la NASA seguirà ovviamente tale dottrina. Infatti, in questo caso, non potete fidarvi della NASA incondizionatamente.

Questo, chiaramente, si applica anche a Roswell. Se infatti qualcosa di extraterrestre cadde in quel luogo nel 1947 e se il governo USA ha gestito con successo il cover-up fino ad oggi, allora la NASA sarebbe legata a questa politica (di non rivelazione)."

I commenti del Dr.Creola combaciano con le testimonianze del Disclosure Project e di altri ex-leaders governativi di alto livello nel mondo. Speriamo che il suo coraggio e le sue onorevoli intenzioni ispirino un simile sforzo nella NASA.

di Jeff Peckman


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MessaggioInviato: 11/07/2009, 19:20 
Il Console Alberto Perego

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Così l'antesignano della divulgazione ufologica italiana si esprimeva nel 1963 sul sistema di propulsione degli UFO.

Il problema, indubbiamente colossale, è importante solo dal punto di vista scientifico e militare. Non certo dal punto di vista politico. Questi apparecchi "sono presenti" nei nostri cieli e operano intorno a noi. È questa la realtà indiscutibile. Non possiamo sapere ancora come funzionano? Che importa? Ci sono: e bisogna sapere la cosa più importante: che cosa vogliono. Così dovrebbe ragionare oggi qualunque uomo politico.
Avremmo potuto descrivere, nel 1700, il funzionamento di un apparecchio televisivo? O di un motore a reazione? O di una semplice automobile?
Certamente riusciremo a sapere come funzionano questi apparecchi; ma oggi dobbiamo dire onestamente che non lo sappiamo. Sarà compito degli scienziati e dei tecnici. Ma non bisogna giungere all'assurdo come fanno certi "scienziati" che, non sapendo dimostrare come funzionano questi apparecchi, dichiarano stupidamente che "non esistono".
È facile immaginare come dai primi avvistamenti del 1944-45 tutte le Potenze abbiano incaricato Enti militari o scientifici di raccogliere documentazioni, fotografie, rapporti. Tutto questo è stato tenuto segreto. Troppo evidente che ogni Potenza avrebbe voluto (o vorrebbe) giungere per prima a scoprire il rivoluzionario funzionamento di questi apparecchi e ciò per potersene servire per propri scopri "militari". Perché tutte le fotografie scattate dai dilettanti, di dischi o astronavi, vengono dichiarate false? Perché gli Enti militari ne possiedono centinaia di "migliori" già da molti anni.
Riconoscere (ufficialmente) una fotografia come autentica, significherebbe riconoscere la realtà di questa aviazione. Spiegabile, dunque, come tutte le varie teorie, e tutti gli studi eseguiti intorno a questa aviazione vengano tenuti segreti. lo stesso non potrei dire molte cose che so. Per questo motivo ritengo superflua una elencazione delle varie teorie e ipotesi formulate in proposito (Plantier, Wilbur Smith, Pagès, Kraspedon, Cramp, Van der Berg ed altri).
D'altra parte questo studio non si propone di compiere una indagine sul funzionamento di questi apparecchi (ciò sarebbe ingenuo). Questo studio cerca di spiegare che cosa significhi "per noi" la presenza di questa aviazione.
Tuttavia, con parole semplici, darò una idea di come "si ritiene" funzioni un disco. 1
In un disco di pochi metri cubi è contenuto un potenziale elettrico gigantesco, pari a quello di una Centrale Elettrica di una grande città. Questo potenziale elettrico non è "prodotto" dal disco; ma l'apparecchio è stato preventivamente "caricato" di questa energia, da una astronave porta-dischi (astronave che invece "produce" questa forza elettrica). Il disco ha quindi una "autonomia limitata", dato che deve sempre "tornare" alla astronave per essere ricaricato di energia statica.
Questa energia caricata sul disco è contenuta in quattro Pile disposte a forma di "svastica". Pile che permettono "l'incrocio" a 45°, di raggi catodici con raggi anodici. È nota la proprietà che hanno i raggi catodici, di decomporre l'atmosfera che attraversano e di far ritornare allo stato eterico gli elementi che compongono l'atmosfera stessa. A questa proprietà si aggiunge l'incrocio con i raggi anodici. Questa energia "ionizza" l'atmosfera circostante. Ciò significa che l'atmosfera diviene un gas (o plasma) in cui si trovano liberi "molti elettroni e molti ioni" (gli ioni sono atomi che hanno perduto o acquistato un elettrone). Il disco, emettendo questa energia, ionizza l'atmosfera. E viene a trovarsi in una bolla (per così dire) di vuoto atmosferico. In tal modo può rimanere sospeso nello. spazio. Proiettando l'energia disintegratrice in avanti (o in alto, o in basso, o indietro) il disco viene spinto (o in alto, o in basso, o indietro) "dalla stessa pressione atmosferica", in una specie di canale di aria ionizzata (o plasma). Per questo motivo il disco non deve affrontare né la "barriera del suono" né la "barriera del calore". Può virare ad angolo retto; può invertire bruscamente la rotta; può passare, di colpo, dal volo orizzontale al volo verticale. Il disco viaggia (per così dire) nel vuoto con una propria gravità determinata dalla pressione atmosferica contenuta nel disco stesso. I piloti non si accorgono di alcun movimento come avviene a chi viaggia in un sommergibile.
Il disco utilizza pure le correnti magnetiche "intrinseche" e cioè quelle che esistono intorno al pianeta e che vanno da un polo all'altro (correnti che, naturalmente, bisogna "conoscere", così come un navigatore marittimo deve conoscere i venti e le correnti marine).
Come può l'astronave produrre "energia statica"?
Si ritiene lo faccia con la fusione del plasma, fino a che è possibile trovare elementi "fusibili" nello spazio cosmico. Nei viaggi interplanetari si ritiene venga sfruttata invece l'energia solare e cioè i raggi fotonici.
Le astronavi devono poi sfruttare le correnti magnetiche "estrinseche" e cioè quelle esistenti tra pianeta e pianeta. Le astronavi "necessitano" dunque del campo magnetico dei diversi pianeti che costituiscono dei veri e propri scali magnetici (degli aeroporti potenziali nello spazio).
L'astronave "deve" viaggiare da Pianeta a Pianeta. La Terra costituisce uno di questi scali magnetici, necessario come tappa intermedia per viaggi interplanetari.
Questi apparecchi (tanto i dischi che le astronavi) sono costruiti con leghe di metalli leggerissimi ma durissimi. Leghe di metalli che assumono a volte l'apparenza di materia plastica o anche di cristalli (gli oblò dei dischi, per esempio, sembrano di vetro ma in realtà sono di un metallo trasparente). Queste leghe di metalli non sarebbero tutte riproducibili nell'ambiente terrestre ove ad esempio lo zero assoluto non può scendere oltre i -273°. In altri pianeti (date le diverse condizioni ambientali), è possibile scendere a -500° e anche a -1.000° sotto lo zero. A queste temperature i metalli diventano gas e in tal modo sono possibili leghe speciali.

(da "UFO Notiziario" Nuova Serie - N. 39 del Dicembre 2002)

Alcuni volumi degli anni '50 del Console A. Perego.

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L'incontro del Presidente Eisenhower con gli extraterrestri

Nel 1954 una delegazione guidata dal Presidente USA avrebbe incontrato gli ambasciatori alieni nel campo d’aviazione, poi divenuto l’attuale Base Edwards.

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Titoli a caratteri cubitali apparvero sui giornali statunitensi in quel lontano luglio del 1952. Formazioni di UFO avevano sorvolato più volte la capitale, Washington D.C. Quattro mesi dopo, il generale Dwight Eisenhower, divenuto capo di Stato Maggiore dell’Esercito USA al termine della Seconda Guerra Mondiale (quindi, nel 1951, comandante supremo delle forze alleate della NATO), fu eletto presidente. Era il gennaio 1953 e, in quello stesso mese, all’Ufficio di Intelligence Scientifica (OSI) della CIA fu ordinato di determinare se gli UFO fossero di natura interstellare. L’OSI riunì la commissione scientifica Robertson (il "Robertson Panel"), che raccomandò tra l’altro l’ampliamento del Progetto "Blue Book", vale a dire un maggiore studio degli UFO da parte dell’Aeronautica militare. Un anno dopo, nell’aprile 1954 (come documentato da Gerald Light), il Presidente Eisenhower effettuò un viaggio segreto per Muroc Field (l’odierna Base Edwards dell’USAF), situato nel deserto californiano. Il suo seguito comprendeva alcuni generali, il reporter Franklin Allen dell’Hearst Newspapers Group, il vescovo cattolico di Los Angeles James McIntyre, ed altri. Il presidente aveva precedentemente fatto in modo di trovarsi nella vicina Palm Springs, in California, giustificando il suo viaggio con la scusa di una vacanza di golf. Una notte venne portato di nascosto a Muroc, mentre, come copertura, ai reporter fu detto che il Presidente aveva mal di denti ed aveva dovuto consultare un dentista.
Mentre si trovava al campo di aviazione di Muroc, Eisenhower fu testimone dell’atterraggio di un disco extraterrestre. Diversi visitatori stellari ne uscirono, per conversare con il Presidente e i generali. Gli extraterrestri chiesero che Eisenhower rendesse immediatamente pubblico il contatto tra gli alieni e la Terra. Il Presidente rispose che gli umani non erano ancora pronti, avevano bisogno di tempo per prepararsi a questa stupenda realtà.
Secondo Lord Brinsley Le Poer Trench, investigatore inglese (conosciuto anche come Lord Clancarty) e autore di diversi libri di argomento ufologico, il Presidente degli Stati Uniti, David D. Eisenhower ebbe incontri e conversazioni segrete con esseri di altri mondi nel 1954, nella base della forza aerea di Murdoc, nello stato della California.
Lord Poer Trench si batté per anni affinché la camera del Lords del Parlamento britannico effettuasse una seria investigazione sul fenomeno e che il governo britannico declassificasse le informazioni segrete sugli UFO.
Fu un pilota collaudatore americano che gli raccontò dell'incontro.
"Il pilota disse di essere stato una delle sei persone presenti all'incontro tra il presidente Eisenhower e gli esseri" spiegò l'investigatore inglese. E aggiunse: "Era stato chiamato in qualità di assistente tecnico grazie alla sua reputazione e alla sua abilità di pilota collaudatore".
Il pilota disse a Tranch: "Cinque diversi tipi di navi atterrarono all'interno della base. Tre erano dischi volanti, le altre due avevano la forma allungata, come sigari. Eisenhower si trovava in quei giorni in vacanza a Palm Springs, quando ci fu l'atterraggio. Fu chiamato immediatamente e gli fu chiesto di raggiungere la base il più in fretta possibile…
Il presidente non poteva credere ai suoi occhi. Mentre guardava sbigottito insieme al suo ristretto gruppo di collaboratori, gli esseri scesero dai loro velivoli e si avvicinarono. 'Sembravano umani, ma c'erano alcune differenze', disse il pilota e descrisse i lineamenti degli esseri come molto simili ai nostri, l'altezza e la costituzione fisica più o meno come quelle di un uomo medio terrestre "...però erano calvi; e la testa di dimensioni leggermente più grosse della nostra... respiravano senza nessun casco o altro ausilio."
Parlavano inglese, e dissero a Eisenhower che intendevano cominciare un programma di educazione per la gente della terra, per renderla cosciente della loro presenza. Eisenhower, molto nervoso, disse di non credere che il mondo fosse sufficientemente preparato per questo e che una rivelazione del genere avrebbe creato una situazione molto difficile per tutti." Il pilota continuò a raccontare: "Gli stranieri sembravano comprendere e condividere l'opinione del Presidente. Quindi gli dissero che avrebbero seguitato a contattare individui isolati fino a quando l'umanità non si fosse abituata alla loro presenza. Eisenhower accettò, a condizione che questo non creasse panico o confusione nel pianeta".

DIMOSTRANO LA CAPACITA' DELLE LORO NAVI
"Poi, mostrarono al Presidente le loro capacità tecnologiche; come si muovevano le loro astronavi, in grado di vincere la forza di gravità, e come potevano renderle invisibili all'occhio umano e alla nostra tecnologia. Questo preoccupò il Presidente; significava infatti che nessuno poteva vederli anche se loro erano sul nostro pianeta. Successivamente gli extraterrestri rimontarono a bordo delle loro navi e ripartirono. Tutti noi fummo obbligati a prestare giuramento di segretezza su tutto ciò che avevamo visto e sentito alla base quel giorno."
Tranch aggiunse inoltre che "il pilota non ne aveva mai parlato con nessuno, però, oggi, tutti coloro che erano coinvolti in questo evento, ad eccezione di lui, sono morti".
Le voci sulla riunione segreta di Eisenhower con gli extraterrestri nella base di Muroc sono circolate per decenni. Di fatto, durante gli anni '50, un sergente militare parlò al ricercatore UFO Gabe Green del sorprendente atterraggio degli extraterrestri alla base di Muroc. Quanto segue è ciò che rivelò: "Mi trovavo al poligono di tiro, durante l'addestramento sotto il comando di un generale. Stavamo sparando contro i nostri bersagli, quando improvvisamente cinque UFO volarono sopra le nostre teste. Il generale ordinò di aprire il fuoco contro le navi. Sparammo, ma i nostri proiettili non fecero alcun effetto. Ci fermammo e vedemmo gli UFO scendere in uno degli hangar più grandi della base."

In riferimento all'incontro di Einsenhover con gli Alieni alla Base di Muroc: http://www.secretum-omega.com/muroc.html

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ALTRE CONFERME

Nel suo libro "L'incidente di Roswell", lo scrittore e "investigatore dell'ignoto" Charles Berlitz rivela un altro testimone dello sconcertante evento. Un uomo chiamato Gerald Light inviò una lettera datata 16 aprile 1954 in relazione all'incidente.
Stando a quanto riportato dallo stesso Berlitz, "nella sua lettera Light diceva di aver visto cinque navi spaziali aliene che erano state portate dagli extraterrestri nella base".
"Light scrisse: 'Avevo la sensazione che il mondo così come lo avevo conosciuto fosse giunto alla fine. Era accaduto davvero! Avevamo visto e avuto un contatto con esseri di un altro mondo !".
Precisamente, secondo Berlitz, Eisenhower sparì dal luogo in cui stava in villeggiatura a Palm Springs, nelle vicinanze di Muroc, il 20 febbraio 1954, proprio nella data in cui sarebbe avvenuto l'incontro.
"Il Presidente aveva una conferenza stampa per quel giorno, ma non si presentò mai", scrisse Berlitz "semplicemente sparito". "Alcune voci dicevano che il Presidente era malato. La spiegazione ufficiale fu che Eisenhower dovette andare urgentemente da un dentista del luogo, però nessun giornalista riuscì mai a scoprire il nome del supposto dentista". Il famoso astrofisico, astronomo e investigatore Allen Hynek, venuto a conoscenza di queste informazioni disse quanto segue: "Ho ascoltato molte volte la storia dell'incontro di Eisenhower, però non ho potuto mai confermarla. Con questa nuova informazione potremo investigare più in profondità". Se Hynek avesse trovato qualcosa di più prima di morire, non lo rivelò mai.


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