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MessaggioInviato: 21/01/2010, 15:24 
Tratto da "Dossier Alieni"


Il caso Kauble

Un presunto rapimento coinvolge una famiglia dell’Indiana. Paralisi, missing time, malesseri, tumori scomparsi. Conferme da analisi mediche, un video e diverse fotografie. L' indagine di Budd Hopkins.



Debbie Jordan Kauble vive con i suoi due figli (che all’epoca dei fatti avevano tre e quattro anni) ed i suoi genitori ad Indianapolis, Indiana, negli Stati Uniti. Da ragazza le capitavano spesso strani fenomeni di poltergeist (fenomenologia paranormale, come oggetti che si muovono da soli, etc, ndr.), a cui si era abituata. Ma il 30 Giugno 1983 le accadde qualcosa che avrebbe cambiato la sua vita per sempre.


Colpita da una luce bianca

Quella sera d’estate Debbie stava uscendo per recarsi da un’amica a cucire dei vestiti, quando vide una luce brillante provenire dal cortile. La fece notare a sua madre, che poi salutò e se ne andò. Ma a casa dell’amica ricevette una telefonata: era la mamma, spaventata, che la voleva subito a casa. Debbie fece più in fretta possibile. Quando arrivò, prese il fucile, scarico, del padre e si mise a esplorare il cortile, poi, entrata in garage fu assalita da vampate di calore e non fece in tempo a pensare: "Dio, devo uscire da qui immediatamente!" che venne colpita al petto da una luce bianca e brillante. Era paralizzata, eppure ogni muscolo del suo corpo vibrava. Poteva muovere solo gli occhi. "Era come se vedessi continui flashes fotografici davanti ai miei occhi". Poi Debbie vide sei piccole figure dalla testa grande che si muovevano nel cortile in linea diagonale, ed entravano dentro una piccola nave ovoidale che si trovava a circa sei metri da lei. Quindi sentì che qualcosa di caldo e affilato penetrava nel suo orecchio destro, mentre una voce le diceva: "È una sfortuna che tu abbia dovuto provare questo dolore". Dopo la voce aggiunse: "È finita, adesso". Il pensiero di Debbie corse ai figli e subito, di rimando, qualcuno le rispose: "I tuoi bambini stanno bene". Poi, il nulla. Il suo ricordo successivo è quello di camminare nella veranda, con sua madre sulla porta. Istintivamente le disse: "Va tutto bene" e lei rispose: "Ora posso tornare a dormire". Un paio di giorni dopo trovarono dei segni nel cortile, esattamente dove era accaduto il fatto.

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Tracce ed esami medici

Debbie in seguito entrò in contatto con il famoso ricercatore e specialista di abductions Budd Hopkins, il quale investigò per tre anni sul suo caso, giungendo alla conclusione che quella notte del 1983 era successo qualcosa di straordinario.
Diverse prove fisiche scaturirono dalle indagini: da un lato i test medici evidenziarono sintomi quali perdita di capelli, allergie, battito cardiaco irregolare, eritemi inspiegabili, ghiandole ingrossate e febbri. Dall’altro, emersero prove più consistenti: Debbie superò il test della macchina della verità, e c’erano i segni nel cortile. Alcuni campioni di terreno mostravano un esaurimento del 60% circa del calcio nel suolo, in cui non è stata riscontrata alcuna forma vitale. Significativi, i fenomeni connessi che la stessa notte interessarono le case circostanti. I vicini riferirono di aver visto un’enorme fiammata rossastra proveniente dal cortile, di aver sentito un terribile boato e che le loro abitazioni tremarono, le luci si spensero, gli schermi delle televisioni divennero rossi prima di spegnersi, mentre gli animali domestici erano terrorizzati.
Debbie Kauble fu sottoposta a numerosi test medici e psicologici al Columbia Hospital di New York, dove le furono praticate un EEG e una TAC con contrasto. Dopo un esame completo, risultò una massa di qualche tipo nel suo utero, presumibilmente tumorale e si ritenne necessaria una visita specialistica, in seguito alla quale, dopo l’analisi agli ultrasuoni, venne fissata l’operazione per il lunedì successivo.


"Missing time" digitale

La sera del giovedì precedente l’operazione Debbie, seduta in salotto a guardare la Tv con il marito e due ospiti, notò una splendida luce brillante nel cielo, ad ovest sopra la fattoria. Tutti andarono fuori, con tanto di telecamera e una radiotrasmittente amatoriale a mano, per verificare di cosa potesse trattarsi.
Mentre il marito controllava in giro, tenendosi in contatto via radiotrasmittente, Debbie e i suoi ospiti continuavano a fissare la luce, constatando la presenza di altre luci rosse che sfrecciavano sulle loro teste e sulla casa. Improvvisamente, Debbie vide qualcosa che camminava verso il gruppetto, sulla strada a malapena illuminata dalla luna. Nella videocassetta (stavano filmando le luci nel cielo) si può sentire la voce della figlia della sua ospite che dice: "Mamma, cos’è che cammina sulla strada verso di noi?"

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A quel punto anche Debbie scorge la figura e inizia ad urlare. Non c’era luce a sufficienza perché quanto vedevano restasse impresso nel video, ma sembrava un essere alto circa un metro e mezzo, di colore chiaro, con il capo molto grande. "Alzò la testa in maniera buffa quando i nostri occhi si incontrarono - afferma Debbie - ricordo di aver pensato che doveva essere una specie di animale". Dalla figura, che aveva iniziato a muoversi all’indietro in modo strano, quasi meccanico, sembrò provenire un suono, un bip ritmico. Fu allora che il video balzò in avanti di 18 minuti e mezzo sullo screen clock della videocamera (l’orologio digitale che appare in sovraimpressione in alcune videocassette, ndr.). Si può sentire il marito di Debbie che comunica, tramite la radiotrasmittente, di vedere delle lame di luce colorata provenire dal cielo vero nord-est, nel punto dove si trovava Debbie con gli ospiti. Dopo di che l’esperienza ebbe termine. "Restammo svegli tutta la notte. Ci sentivamo molto strani, carcando di capire cosa ci era appena successo" sottolinea Debbie Kauble.


Incredibili sviluppi clinici

Qualche giorno la Kauble venne operata. Dopo la notte della "visita" si era sentita meglio, le emorragie erano cessate, ma era comunque decisa a portare a termine la cosa. Nella stanza d’ospedale, appena sveglia dall’anestesia il dottore stava esclamando: "Non avevi il cancro! Ho controllato tutto due volte, ma non ho potuto comunque salvare nulla". A Debbie furono asportati sia l’utero che le ovaie. Il dottore non riusciva a capacitarsi delle sue condizioni: "Eri completamente a pezzi, dilaniata internamente". Ma non aveva il cancro. La massa tumorale diagnosticata con gli ultrasuoni era scomparsa. Qualsiasi cosa fosse, ora era sparita, prima che il dottore avesse avuto la possibilità di rimuoverla. Ciò che colpiva maggiormente il medico erano le dimensioni dell’utero di Debbie: "Non posso credere che tu abbia avuto dei bambini - disse - è così piccolo che a malapena ho potuto metterci le mani per operare. La gravidanza che hai portato a termine è un vero miracolo". Ovviamente la massa rilevata dalla precedenti analisi poteva essere di varia natura, non escludendo l’ipotesi di un feto ibrido. Ma qualcosa era andata male, tanto da richiedere la sua rimozione prima che potesse essere scoperto. "O forse avevo davvero un qualche tipo di tumore maligno, e i miei piccoli amici lo hanno rimosso qualche giorno prima dell’operazione per salvarmi la vita", ipotizza Debbie, che interpreta comunque la sua esperienza sotto una luce positiva. "Credo che nessuno potrà mai trovare la risposta di questo mistero, ma mi va bene così. Sono solo grata per essere libera dal cancro, e di nuovo sana". Ora Debbie è convinta che, almeno in parte, le sue esperienze si siano svolte su un piano spirituale o psichico. "Non ci sono parole per descrivere le cose che ho vissuto e provato", dice. La maggior parte dei ricordi le sono tornati in mente senza volerlo, con il passare del tempo. L’ipnosi, in lei, ha solo affinato ricordi già presenti: "Rammento solo uno ‘spaccato’ di 15 minuti su un’esperienza di un’ora e mezza, e anche se forse non la ricorderò mai per intero, per me va bene. Se ora non ricordo ci deve essere un motivo, riuscirò a ricordare quando sarò pronta".
Debbie è cambiata: "Mi hanno terribilmente spaventato e a tratti mi sono sentita quasi morire, ma mi hanno spinta a diventare una persona più forte: non avevo altra scelta se volevo sopravvivere. Queste esperienze hanno aperto qualcosa dentro di me, nella mia mente. Qualcosa che vedo rinascere in tante persone, per molte ragioni diverse, in questi tempi. Qualcosa di profondo, spirituale e grandioso. Ho perso ogni interesse per la religione organizzata, i pensieri negativi e la carne rossa, e ho trovato la mia spiritualità e una nuova comprensione sul significato della vita, dell’amore, della fede e in Dio. I miei occhi e il mio cuore sono stati aperti da tutte queste cose strane, spaventose e meravigliose e per qualche ragione sento di essere stata veramente benedetta. Sono sopravvissuta a tutto questo e ora sono pronta per tutto ciò che l’Universo ha in serbo per me - o per tutti noi - in futuro".


Una strana esperienza

Erano circa le 20:30, quando sono uscita sulla veranda per fumare una sigaretta. Mi sono seduta sulla sedia a dondolo, dando la schiena alla strada e ai campi. Era buio e tra le nubi si intravedevano le stelle. La temperatura era di circa 30 gradi e c’era una leggera brezza. Mi sentivo calma e rilassata e pensavo ai recenti cambiamenti avvenuti nella mia vita (avevo nuovo lavoro) e di quanto ne fossi felice. Ero dimagrita e ne ero contenta, ma volevo perdere un altro po’ di peso, il mio corpo stava cambiando. Era ora!
Alle 20:33 la luce della tettoia (a sei metri da me) si è spenta con un lampo e dopo qualche istante si è riaccesa, mentre l’allarme del camion posteggiato nel vialetto ha emesso quattro beep consecutivi e il telefono ha fatto un mezzo squillo. In quel momento ho visto un lampo di luce brillante blu e bianca che veniva direttamente da sopra la mia testa, illuminato la veranda e tutto il cortile. È stata un’incredibile serie di eventi che ha avuto luogo contemporaneamente. Mi sono sentita come se all’improvviso fossi seduta al centro di un enorme tornado di energia statica sceso dall’alto. Mi sono afferrata fortemente ai braccioli della sedia, per paura di essere sollevata in aria. Ho chiuso gli occhi, ma anche così vedevo dei lampi di luce bianca nella mia testa. Il mio cervello sembrava percorso da massicce scosse elettriche, e i miei pensieri sono andati in pezzi. Ero nel panico, una sensazione molto familiare, eppure mi ha colto di sorpresa. Sentivo il mio corpo invaso da uno strano calore, il cuore che batteva irregolarmente, il pappagallo, nella sua gabbia alle spalle della casa che ripeteva sempre lo stesso verso. Era tutto al rallentatore, un’esperienza che credo sia durata circa 90 secondi. All’improvviso ho mollato i braccioli e sono rotolata giù con un movimento delicato. Mio marito era nel soggiorno, guardava la televisione e gli ho gridato: "L’hai visto? Che diavolo sta succedendo?" Mi ha guardato come se fossi matta. Aveva sentito l’allarme del camion e il telefono, ma non aveva visto il lampo di luce, né la luce nel cortile e il televisore funzionava bene. I dubbi mi hanno assalita, allora ho chiamato un amico, Forest, a Collinsville, Illinois, che potrebbe testimoniare quanto fossi fuori di me per la paura.
Sono tornata in veranda, portando il telefono con me. Ho visto altri due o tre lampi luminosi provenienti dall’alto e la luce della veranda ha iniziato a lampeggiare regolarmente. Ho detto a Forest che stava per succedere qualcosa. Nel giro di due minuti, tutti gli animali nelle vicinanze hanno iniziato a urlare contemporaneamente: strilli, stridii, ululati e vere e proprie urla. Sembrava un coro di una trentina di animali impazziti. Dave mi ha raggiunto, per vedere cosa stesse succedendo.


La sequenza di foto

Anche Forest, dall’altra parte del filo, mi ha confermato che sentiva quei suoni e mi ha consigliato di andare a prendere la mia macchina fotografica e scattare immagini nella direzione dalla quale venivano. L’ho fatto, con e senza flash. In due delle foto, in direzione della strada di fronte casa, si notano migliaia di piccolissimi punti luminosi che fluttuano nell’aria (insetti?) Dopo circa un minuto, una grande luce brillante è scesa su me e Dave dall’alto, ma la potevo vedere solo io, anche se non riuscivo a spiegarmi il motivo. Comunque, di certo lui sentiva qualcosa e si è spaventato molto, tanto da correre in casa. Io sono rimasta in veranda a parlare con Forest e gli ho detto che secondo me stava per succedere qualcosa di importante, che riguardava tutto il mondo, e che sarebbe accaduto nel giro si qualche giorno. Il panico era sparito, sapevo di non essere in pericolo. Parlavo con Forest e iniziavo a sentire dentro di me una strana calma, come se fossi in una specie di stato alterato, quasi di stordimento.
Poi sono andata a letto e tutto quello che mi viene in mente è un flash di qualcosa poco prima di addormentarmi, un’immagine che mi ha sbalordito. Un viso che mi scruta attraverso la finestra: un essere di luce con bocca e naso piccoli, e grandi occhi da cerbiatto, splendente di luce dorata. È stato molto strano, ma mi stava sorridendo e mi sono addormentata subito.
Dopo quella notte non è successo altro di sconvolgente. Di certo l’esperienza aveva avuto una forte influenza sulla mia mente.
Sono consapevole dei poteri e della vulnerabilità del cervello umano e so anche che i campi elettromagnetici possono influire sulla mente e sulle emozioni. Forse sono stata esposta (intenzionalmente o inavvertitamente) ad un qualche tipo di campo energetico che può aver causato una mia reazione, sia fisica che emotiva. E forse questi erano i risultati voluti, se si è trattato di una esposizione intenzionale.

http://www.edicolaweb.net/da230101.htm



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MessaggioInviato: 21/01/2010, 15:34 
Il caso Nash - Fortenberry


Il 14 luglio 1952 un pilota della Pan American Airlines, il comandante William B. Nash, ed il suo secondo pilota, il comandante Fortenberry, stavano volando a quota 2400 metri nei pressi di Newport News, in Virginia. Erano circa le 20.15 quando, all'improvviso, in cielo comparvero sei grandi dischi che volavano in formazione, al di sotto del loro DC-4. Ad una velocita' di circa 1800 km/h! I dischi apparivano di metallo incandescente, arancio brillante e sembravano puntare dritti verso l'aereo. Quando la formazione si avvicino', a scaglioni, il disco alla testa prese a rallentare, poi si giro' orizzontalmente, di taglio.

Come per un ordine, immediatamente gli altri 5 dischi si misero di taglio. A quel punto la macchina alla testa viro' all'indietro in orizzontale, puntando verso ovest. Seguendolo, anche gli altri mutarono direzione. Un secondo dopo altri due dischi apparvero da sotto il DC-4. Quando accelerarono per raggiungere la formazione, Nash e Fortenberry notarono che il loro colore tendeva a schiarirsi. Questo indicava apparentemente un effetto della propulsione di quelle macchine, pallide quando giravano in tondo, splendenti quando acceleravano. Meravigliati ed un po' infastiditi, i due piloti si misero in contatto radio con Norfolk e riferirono quanto avevano visto. E nel tempo in cui gli ufficiali dell'Intelligence dell'Aeronautica li interrogavano a Miami, la storia fini' sui giornali. Il caso Nash/Fortenberry era infatti interessantissimo perche', per la prima volta in maniera definitiva, gli UFO avevano dimostrato un comportamento intelligente. Il che presupponeva che fossero velivoli manovrati da piloti e non sonde teleguidate. Con un capo che comandava, mentre gli altri eseguivano. Proprio come nelle nostre missioni aeree.

Dodici ore dopo la testimonianza dei due piloti all'ATIC, un pilota commerciale scorse su Newport News due dischi dalle luci pulsanti. Volavano a piu' di 600 miglia orarie (=965,4 km/h); nella stessa notte un altro disco veniva scorto da alcuni ufficiali navali di Miami. Altri resoconti giunsero da Norfolk, dalle Bahamas e da Hampton, Virginia .

Un ultimo dato. Il Douglas DC-4 era un aereo da trasporto da 10 tonnellate, costruito dal '41 al '47 in un migliaio di esemplari. Poteva volare ad una velocita' massima di 450 km/h. I sei dischi volavano a 1800 km/h.

http://digilander.libero.it/blueasoka/m/ufocaso43.html



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MessaggioInviato: 21/01/2010, 15:35 
Il caso Kenneth



Martedì 24 giugno 1947, Kenneth Arnold ebbe un avvistamento di un oggetto volante non identificato sopra il Monte Rainier, Washington. Arnold era un uomo d'affari di Boise (nell'Idaho) e quel giorno stava effettuando un volo con il suo aereo privato dalla cittadina di Chehalis a Yakima, 175 Km a est dello stato di Washington. Verso le ore 15, nel bel mezzo del volo, mentre sorvolava il Monte Rainier (Cascade Mountains), Kenneth vide un gruppo di nove oggetti a forma di disco che emanavano una forte luce riflessa dal sole. Il testimone riporta che avevano direzione Nord-Sud e che procedevano a velocità elevatissima serpeggiando tra i picchi delle montagne della zona: il Monte Rainier e il Monte Adams. L'avvistamento avvenne a circa 30-40 Km di distanza ma Arnold calcolò che la formazione UFO percorse circa 75 Km; l'avvistamento durò 120 secondi, il che significa che, approssimativamente, gli OVNI avevano una velocità di 2'700 Km/h.

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Questo avvistamento è rimasto famoso nella storia dell'ufologia in quanto è stato il primo a destare un forte interesse da parte dell'opinione pubblica, della stampa e, di conseguenza, delle autorità militari (in particolare, l'USAF, Areonautica Militare degli Stati Uniti). È in un certo senso la data di inizio dell'"era dei dischi volanti". Sempre da questa testimonianza deriva inoltre il famoso termine spesso utilizzato in riferimento agli UFO: flying saucers (letteralmente piatti volanti); infatti K. Arnold descrisse il movimento degli oggetti volanti non identificati come "piatti saltellanti su una superficie d'acqua".

http://www.arcadiaclub.com/alien/kenneth_arnold_rainier_avvistamento_flying_saucers.htm



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Il caso RIZZI


Quella notte del primo sabato del luglio 1968, il rappresentante industriale Walter Marino Rizzi, di Bolzano, era ben lungi dal prevedere ciò che il destino aveva in serbo per lui, che mentre percorreva a bordo della propria auto il Passo Gardena, sulle Dolomiti, intenzionato a raggiungere la località di Campitello, ove la zia gestiva un Hotel, stava in realtà andando incontro all'esperienza più sconvolgente della sua vita.
[Walter Rizzi] Erano da poco trascorse le 24 quando, imbattutosi improvvisamente in densi banchi di nebbia, alquanto inusuali per la stagione, fu costretto a fermarsi, completamente privo di visuale. Scorto nelle immediate adiacenze un piccolo piazzale, decise di fermare la vettura per trascorrere lì la notte, desistendo ragionevolmente dal proposito di proseguire un viaggio in condizioni così rischiose. Poco dopo essersi addormentato, venne bruscamente destato da un acre odore di bruciato. Temendo che la sua Seicento stesse prendendo fuoco, per via di un ipotetico corto circuito, volle dare un'occhiata al motore, ma riscontrò che ogni cosa era a posto. Stava ancora ispezionando la macchina, quando scorse sotto di lui, sul lato opposto della strada, a circa 500 metri di distanza, un potente bagliore luminoso che scaturiva attraverso uno squarcio della coltre di nebbia. Sembrava a prima vista la terrazza di un albergo illuminata a giorno: l'unico problema era che in quella zona, a lui estremamente famigliare, di alberghi non ve n'era l'ombra... Avvicinatosi alla fonte dello strano fenomeno, constatò, allibito, la presenza di un enorme oggetto discoidale, immerso in una specie di luce lattiginosa: la strana macchina, sormontata da una cupola trasparente, poggiava su tre sostegni, e misurava, circa settanta-ottanta metri di diametro.
"Arrivato a cinquanta metri, notai che sul lato destro del disco c'era un robot cilindrico alto due metri e mezzo, con tre gambe e quattro braccia, che teneva la parte esterna dell'oggetto, e la faceva girare come se stesse riparando un guasto... ora vedevo perfettamente: era di un alluminio chiaro, che a volte pareva quasi trasparente... la luce bianca terminava a circa cinquanta centimetri dal disco, come se fosse un muro... Arrivato ove iniziava il muro di quella strana luce, mi sentii di colpo bloccato, come se il mio corpo pesasse mille chili; ero incapace di muovermi e facevo molta fatica a respirare. Vi era dintorno un gran calore ed un fortissimo odore di bruciato... La cupola di vetro sulla sommità del disco era particolarmente rilucente e vidi due esseri che guardavano giù..."
In quel preciso momento una specie di botola si aprì nella parte inferiore dell'UFO, sprigionando una densa luce viola ed arancione, dalla quale emerse una strana figura vestita di un casco di vetro e di una aderente tuta argentea, provvista di una vistosa cintura posta in corrispondenza della vita, che gli si fece incontro con dei lunghi passi, "sfiorando" il terreno.
"Sembrava alto poco più di un metro e sessanta... e quando fu a poco più di un metro da me, alzò la mano destra e mi guardò fisso negli occhi... Aveva i capelli cortissimi, castano chiaro... I suoi occhi erano bellissimi, più grandi dei nostri, leggermente obliqui, come quelli di i un gatto, con la parte bianca color nocciola, l'iride azzurro-verde e le pupille ovali, che si contraevano continuamente. Anche il naso, molto piccolo, ricordava quello dei felini. Le sue labbra erano sottilissime e quando sorrise vidi che aveva dei denti bianchi e regolari. La pelle era color verde oliva chiaro e levigata come una gomma... Quello che mi colpì maggiormente in lui erano le gambe e le braccia: i piedi sembravano degli zoccoli, mentre l'avambraccio era molto più lungo del normale; le mani, guantate, mi parevano sottili e lunghe."

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Il contatto visivo ravvicinato con lo sconosciuto trasmise nel testimone una sensazione di improvvisa ed illimitata felicità:
"Mi sentivo ora libero e leggero come una piuma... Non trovo le parole adatte per descrivere lo stato d'animo che avevo, era una sensazione celestiale; volli abbracciarlo ma di colpo mi sentii di nuovo bloccato, e lui con il braccio mi fece cenno di non farlo. Volli allora chiedergli in italiano da dove venisse... Non ebbi neanche il tempo di formulare la domanda, che già nel mio cervello ebbi la risposta... Così si svolse tutta la nostra comunicazione: egli mi leggeva nel pensiero, dandomi all'istante la risposta."
Con queste ultime parole è eloquentemente descritto il processo di interscambio telepatico, sotto la cui egida si articolò l'intero incontro.
Da questo momento l'alieno cominciò ad erudire l'interlocutore terrestre sul proprio mondo di provenienza, un pianeta molto lontano dalla nostra galassia, grande quasi due volte il nostro e provvisto di due soli, uno più grande ed uno più piccolo, determinanti un lungo giorno ed un lungo crepuscolo, a fronte peraltro di una notte brevissima; aggiunse inoltre che il mondo in questione possedeva un panorama di sconfinata bellezza dato da montagne altissime e vegetazione lussureggiante. Poi, passò a descrivere gli usi e costumi vigenti nella propria avanzatissima società, fornendo il classico quadro utopico-idealistico, ricorrente in numerosi resoconti contattistici: rapporti collettivi armonici, indole vegetariana e non violenta degli abitanti, vita molto più lunga della nostra e totale assenza di malattie. In particolare, affermò che la longevità, sul proprio pianeta, era assicurata da una tecnologia in grado di "rigenerare continuamente e potenziare le cellule dell'organismo" (1), per cui la morte sopraggiungerebbe nel soggetto solo con il totale esaurimento del ciclo energetico interno.
Altri dettagli dell'inconsueta divulgazione furono ovviamente rivolti alle peculiarità fisiche e metaboliche della propria prodigiosa specie spaziale: una pelle il cui colore verde oliva era solo apparente, in quanto mero prodotto della ricezione dello spettro elettromagnetico, tipica dei terrestri; un organismo molto semplice, dato da un apparato digerente privo dei relativi annessi, ma per contro provvisto di un cuore e polmoni alquanto sviluppati, in funzione della necessità di una consistente immissione d'aria per la nutrizione di sangue e cervello. Circa quest'ultimo l'essere spiegò che era di dimensioni doppie rispetto al nostro ed in grado di compiere cose che a noi sarebbero impossibili (2); inoltre esso accennò alla propria robusta struttura corporea data da muscoli potenti, concepiti per resistere alla forte pressione atmosferica del pianeta di origine. Un ultimo tratto caratteristico, in rapporto all'uomo, era l'assenza di differenziazioni legate al sesso, motivata da una riproduzione non dipendente da accoppiamento.
Particolari alquanto interessanti, alla luce delle nozioni di cui oggi disponiamo sulle presunte caratteristiche tecnico meccaniche degli UFO, affiorano anche dalle osservazioni del testimone sul grande oggetto discoidale: veramente notevoli in un'epoca nella quale vigeva a questo riguardo, presso i pochissimi studiosi, una visione alquanto "naive", di fatto mutuata dalla pubblicistica fantascientifica:
"Ogni tanto scrutavo il disco per capire come era costituito: non vi era una saldatura o bulloni e giunture: sembrava 'fuso in un sol pezzo'. La composizione del suo materiale, mi disse, era mille volte più resistente di un qualsiasi nostro. Inoltre aveva la proprietà di 'autosaldarsi automaticamente'." (3) L'alieno trasmise inoltre al Rizzi dettagli in merito ai grandi veicoli madre, vere e proprie portaerei siderali che coprono le distanze interstellari, "in grado di arrivare sino a cinque chilometri di diametro", ed all'energia propulsiva che essi sfruttano, derivante "dai sistemi solari e dai campi di attrazione e repulsione dei pianeti"; una fonte di "inesauribile e terrificante potenza", con la quale l'avanzatissima tecnologia perviene a velocità ben superiori a quelle della luce: "Eliminano le distanze all'istante, trasferendo la materia, e quindi loro stessi, compresi i loro mezzi."
Altro interessantissimo particolare di questa comunicazione si riscontra nel punto in cui l'essere informò il terrestre di strani corpi celesti, alquanto temibili per la navigazione spaziale: "Il solo pericolo per questi grandi dischi sono dei pianeti la cui attrazione magnetica è spaventosa anche a grandi distanze; la compattezza di questi pianeti è tale che un solo metro cubo di esso pesa più del nostro sistema solare." Il pensiero a questo punto non può che correre ai famosi Buchi Neri; vi è però un dato che non può che sconcertare: il fatto che tali corpi furono per la prima volta scoperti nel 1971, vale a dire ben tre anni più tardi l'incontro ravvicinato del Rizzi!
Non mancò neppure un inquietante vaticinio sul futuro del pianeta Terra, come da prassi frequentemente riscontrata nella casistica degli incontri con entità extraumane:
"Volli inoltre sapere perché non ci facessero partecipi delle loro conoscenze tecnologiche e perché non rimanessero con noi per un certo tempo... Replicò che era impossibile per loro interferire con l'evoluzione di un altro pianeta; che trascorrere del tempo nel nostro sistema solare li avrebbe fatti invecchiare precocemente, e infine che non avremmo mai raggiunto il loro stadio evolutivo, per via della precarietà della crosta terrestre: in un prossimo futuro avverrà uno spostamento dei poli e questo produrrà una vasta apertura nella crosta terrestre, provocando cataclismi che distruggeranno l'ottanta per cento della popolazione mondiale, lasciando solo una stretta striscia di terra inabitabile per i superstiti."
I pensieri del terrestre corsero quindi all'immagine di Dio, chiedendo allo straniero se un credo del genere esistesse anche sul suo lontano pianeta. Dapprima apparentemente confuso, l'essere rispose che per loro Dio è ovunque: nelle piante, negli animali, nelle rocce, nell'erba ed in tutta la natura esistente, e che da come ci si comporta verso quanto ci circonda, si ricevono determinanti influssi positivi o negativi.
Nel frattempo il robot, cessato il proprio lavoro, era divenuto più piccolo, e sfiorando il terreno si era avvicinato alla parte inferiore del disco, in corrispondenza della botola dalla quale fuoriusciva una luce arancione. Con estremo rammarico Rizzi avvertì ché l'incontro stava volgendo al termine:
"Venni preso dalla disperazione, pensando che non l'avrei più rivisto. Gli chiesi, lo supplicai di prendermi con loro... mi disse che non era possibile: il mio organismo non avrebbe sopportato le loro vibrazioni ed energie; allora, preso dalla disperazione, mi misi in ginocchio e piangendo lo pregai di darmi qualcosa di lui. Mi fissò con il suo meraviglioso sguardo, dandomi ancora quella sensazione di pace e tranquillità e nel contempo allungò il suo braccio destro, sfiorando la mia spalla sinistra, e mi sentii sollevare da terra come una piuma..."
Contemporaneamente lo straniero amico indietreggiò lentamente, e alzando il braccio destro in direzione del terrestre, in segno di saluto, si portò al centro del disco, ponendosi di fianco al robot, e scomparendo in un fascio di intensissima luce.
"In quell'istante una forza invisibile mi sospinse lontano dal disco: cercai di fermarmi ma era come se fossi trasportato di peso. Solo dopo circa duecento metri potei fermarmi. Con emozione mi misi a guardare la partenza, la luce bianchissima ovattata che avvolgeva il disco cominciò ad affievolirsi, i sostegni rientrarono... il rotore esterno prese a girare vorticosamente, silenzioso, la luce cominciò a divenire sempre più intensa... giunto ad un altezza di trecento metri, l'alone che circondava l'oggetto divenne bianchissimo, nel contempo udii come un fischio che mi ruppe quasi i timpani, e come una schioppettata si alzò in cielo verso Nord Est e sparì..."
Brancolando l'uomo si portò alla sua auto, pizzicandosi più volte come per accertarsi che non fosse reduce da un comune sogno... Malgrado scosso e sconcertato, sentiva che quel giorno aveva aperto un capitolo completamente nuovo della sua vita.
Improvvisatosi "field investigator", Rizzi fece più sopralluoghi nei giorni che seguirono sul punto dell'atterraggio, raccogliendo qua e là campioni vegetali e minerali, e scattando foto.
"Con mia grande sorpresa - ricorderà - mi accorsi che sull'area ove era caduta la luce abbagliante, l'erba era cresciuta tre volte più alta rispetto a quella circostante." (4) A casa egli cercò inutilmente di rendere edotto il cugino della propria straordinaria avventura, ma questi, pur constatando in lui uno stato d'animo effettivamente alquanto atipico, reagì con una risata alla narrazione, insinuando che egli si fosse ubriacato. Riuscì peraltro a trovare pieno ascolto e fiducia da parte della figlia, che egli, allo scopo, raggiunse in California, ove si era trasferita.
Deciso a divulgare la storia del suo contatto, con l'aiuto della congiunta, prese a spedire innumerevoli lettere a tutti gli indirizzi che comparivano sulle riviste americane dedicate agli UFO. Non ricevendo alcuna risposta, rientrò in Italia, del tutto rassegnato all'idea di dover tenere per sé la propria avventura, come avrebbe fatto per parecchi anni a venire.
Ma l'incredibile avventura del Rizzi aveva trovato una curiosissima anticipazione in un episodio avvenuto parecchi anni prima, durante la guerra. Nel 1941/42, il nostro protagonista era di stanza a Rodi, in Grecia, ove prestava servizio come meccanico aeronautico e interprete per l'aeronautica italiana e tedesca all'aeroporto di Gadurra. Un giorno, su invito di una bambina che andava spesso a trovarlo al campo, si fece condurre in cima ad una montagna, dove dimorava un singolare personaggio, detto il "Santone", un vero e proprio eremita. Come l'uomo si avvide dell'arrivo dell'italiano, alzò la mano destra, in segno di saluto, proprio come avrebbe fatto lo "straniero" dai tratti felini parecchi anni dopo. E alla stessa stregua del misterioso Visitatore, il vecchio prese ad erudire il Rizzi con nozioni "fantastiche" agli occhi di quest'ultimo, parlando di un universo ricco di pianeti abitati, e della possibilità di viaggiare nello spazio con il proprio corpo astrale, superando in tal modo le enormi distanze cosmiche. Un singolare accenno fu dedicato dal "Santone" agli abitanti di tali mondi, alcuni dei quali, precisò, sarebbero in possesso di avanzatissime tecnologie date da mezzi di trasporto capaci di viaggiare con la velocità dei fulmini. "I vostri aerei - affermò - fanno ridere in confronto!" Su richiesta dell'ospite, il vecchio prese a tracciare per terra i profili di quelle macchine, a suo dire così straordinarie. Con spirito di distacco il Rizzi constatò fra sé che quei disegni descrivevano incomprensibili ed inverosimili ordigni circolari, che mai avrebbero potuto levarsi in volo in quanto del tutto privi di ali e di eliche... Intuito lo scetticismo dell'italiano, il vecchio concluse sorridendo: "Verrà un tempo in cui dovrai ricrederti..." tratteggiando così vagamente in quelle parole ciò che un giorno si sarebbe effettivamente verificato.



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MessaggioInviato: 21/01/2010, 19:21 
Il "Visitatore" dell'antico Egitto


Trovata una mummia extraterrestre nel 1945?

Questa è la storia di una registrazione video, che fa parte di un presunto “Project ISIS” dell’ex KGB. La scoperta fu quella di una tomba in Egitto, nella piana delle piramidi di Giza, nel lontano 1945, che conteneva il corpo di un presunto extraterrestre (il visitatore Osiris). L’evidenza sarebbe stata mostrata in un documentario, andato in onda nel 1999, e che dimostrerrebe che questo corpo risalirebbe al 10.500 Avanti Cristo. L’età è stata stabilita, oltre che col C14, anche con l’allineamente delle stelle all’epoca. I russi hanno dovuto ricreare attraverso il computer l’esatta posizione delle stelle, durante la costruzione delle piramidi. Essi hanno mostrato questa animazione e hanno mostrato che l’allineamento delle stelle, con le tre piramidi di Giza risaliva proprio a quella data. Il video mostra il ritrovamente della mummia “aliena”, lunga circa due metri e la sua testa è stata ricostruita al computer. I russi hanno così scoperto che era identica a quella dei famigerati “Grigi”.


IL PROGETTO "ISIS"

Il “Project ISIS” è un presunto progetto, inserito in un segreto dossier sovietico, le cui conclusioni porterebbero a credere che l’Egitto sia stato fondato dagli extraterrestri. Nella mitologia egiziana, il primo faraone fu Osiride, ucciso e poi resuscitato dalla morte dalla moglia, Isis. Da ciò si porterebbe a credere che non solo Osiride fu un personaggio reale ma che fu, effettivamente, un extraterrestre che avrebbe portato l’umanità alla civiltà. Dopo la sua morte fu mummificato e sepolto in una località segreta. Poi sarebbe stata scoperta e da lì nacque il “Project ISIS”. Quando i sovietici scoprirono e aprirono la tomba, molti di loro morirono per cause ignote. I pochi rimasti non solo avrebbero recuperato il corpo di un “extraterrestre” mummificato, ma avrebbero prelevato numerosi dispositivi tecnologici deposti a fianco al presunto “essere spaziale”. Questo avvenimento portò alcuni membri degli appartenenti al progetto a formare un gruppo simile a un culto, dedito ad adorare l’extraterrestre come Dio e di conseguenza il presunto “visitatore delle stelle” cercò di aiutarli a ripristinare il controllo del genere umano. Un progetto di ricerca, condotto dal KGB, a metà degli anni che partono dal 1950 e finiscono al 1960, denominato “Progetto Isis” avrebbe avuto al suo interno, come responsabile, nientedimeno che Nikita Krusciov. Il cuore dei risultati di questo progetto sarebbe stato, come anticipato sopra, la scoperta di un sarcofago egizino, che conteneva la mummia di un umanoide alieno, arrivato in Egitto nel 10.500 avanti Cristo. Questa strana storia sulla grande piramide di Giza, si può leggere in una edizione del magazine egiziano “Rose El-Yussuf”. Secondo questo articolo, apparso nel 1988, l’egittologo francese Louis Caparat avrebbe scoperto una stanza segreta nella grande piramide di Cheope (il vero nome del faraone era Khufu). In questa grande sala, secondo l’articolo, sarebbe stata trovata una scatola, con all’interno un extraterrestre. A prima vista l’umanoide sembrava essere in uno “stato sospeso” o in uno stato di morte apparente. Caparat afferma anche di aver trovato un papiro, nel quale si affermerebbe una riunione avuta tra il faraone Khufu e l’extraterrestre, nel quale quest’ultimo afferma che un giorno o l’altro sarebbero ritornati sulla Terra gli extraterrestre della sua stessa specie. Inoltre l’umanoide spaziale avrebbe consigliato a Khufu di far costruire un monumento a forma di piramide, ivi incluso il sarcofago, utile in caso di trapasso dell’extraterrestre. Caparat avrebbe poi contattato un suo amico collega spagnolo, il biologo Francisco de Braga, di venire subito in Egitto e di prendere un campione di sangue, tessuto e cellule per analizzare il DNA del presunto extraterrestre. Una volta sceso al Cairo, de Braga fu arrestato dalle autorità egiziane e rimpatriato in Spagna con un aereo. Infine, sempre secondo l’articolo del giornale egiziano, il corpo del presunto extraterrestre sarebbe custodito in un laboratorio, sotto stretto controllo dell’Intelligence militare egiziana.



http://www.nibiru2012.it/archeologia/trovata-una-mummia-extraterrestre-nel-1945.html



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MessaggioInviato: 22/01/2010, 08:53 
Il caso Wilson


Katharina Wilson ha avuto contatti con molti esseri, tra cui anche i classici Grigi Katharina Wilson è una voce eloquente e intelligente nel campo delle abductions. La verità che la Wilson offre spesso si distacca dal modello standard di abductions, tanto da far riconoscere molti lettori nella sua esperienza.
"Il mio libro 'The Alien Jigsaw' (Il rompicapo alieno, ) copre i primi 32 anni della mia vita e termina nel Dicembre 1992. Nel mio "Supplemento di Ricerca" ho parlato di altre 30 esperienze di abduction accadutemi nel 1993 e di 14 nel 1994. Quell’anno ero restia a documentarle, perché provavo a costringere gli Esseri a interagire con me alle mie condizioni. Ero contrariata e frustrata perché mi usavano da tempo per "esperimenti" psicologici e fisici. Ho provato a palesare loro questa mia delusione e il mio "non scrivere" era una forma di resistenza passiva. Di 14 esperienze da me documentate, tre implicavano visioni e una un "Essere" che mi impartiva lezioni sul tempo e le dimensioni. Si comportava da "Guida" e mi dimostrò che alcune persone (non tutte) esistono in più di una dimensione e in più di un tempo. La "Guida" mi permise di guardare attraverso un limpido cristallo di smeraldo, che in realtà era un "portale dimensionale". Quando guardai, vidi me stessa, un’altra Katharina. Avevo i capelli lunghi, indossavo una maglia viola e una gonna nera. Quello che mi colpì di più fu che stavo organizzando una conferenza sul fenomeno UFO. Il mio primo pensiero fu "Oh mio Dio, anche là sono coinvolta nel fenomeno UFO! Riuscirò mai ad uscirne?" Fino al Luglio 1995 ho avuto 15 visite e le mie esperienze sono definitivamente cambiate. Ho avuto tre visioni, una da sveglia e due in stato onirico, oltre ad un nuovo fenomeno: due "messaggi". È semplicemente come se nella stanza con me ci fosse una persona che non posso vedere, ma riesco a sentire. Entrambe le volte ho girato la testa nella direzione in cui proveniva la voce, ma senza vedere nessuno. Questa è la differenza, la voce veniva da un posto preciso della stanza, non era una voce "dentro la mia testa". Alla fine, durante alcune delle mie esperienze sembra che abbia imparato a teletrasportarmi e ad usare i miei pensieri "per muovermi attraverso altri spazi". Come molti addotti, sento un gran peso su di me, come se mi stessi preparando per un importante evento che deve aver luogo. Mi sento in parte responsabile di qualcosa di molto importante. Voglio mettere bene in chiaro che non credo di essere speciale per via delle mie esperienze, al contrario: è un fardello ed invece di credermi una prescelta, so che è mio dovere aiutare ad educare la gente su questo fenomeno.

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Nel Dicembre 1994 ebbi una visione mentre dormivo. Vidi un asteroide che colpiva il mio vicinato. Miracolosamente, ne rimasero vittime solo sei persone, ma sfortunatamente non mi fu detto quando sarebbe successo. Nel 1995 ebbi la visione di un conflitto nucleare, in cui la Cina attaccava sia la Russia che gli Stati Uniti con armi nucleari, che saranno, con il petrolio, gli strumenti principali di questa guerra. Non ho idea del perché io riceva tali informazioni, forse affinché le possa condividere con altri. Se tutto ciò accadrà davvero, non mi porta alcun vantaggio personale vivere con simile consapevolezza. Inoltre, vorrei che non succeda nulla del genere e la mia vita personale non è poi tanto noiosa da farmi inventare spunti per renderla più interessante. Nel passato ho avuto visioni molto vivide di natura personale che si sono avverate. Una possibile spiegazione è: se noi esistiamo in altre dimensioni, quello che vediamo potrebbe essere vero e forse le informazioni si stanno diffondendo a quelle persone che esistono simultaneamente in diverse dimensioni.

Ho sempre posseduto quella che io definisco intuizione, che penso di aver ereditato da mia madre. Sia chiaro che non credo di avere poteri psichici, anche se a volte sogno avvenimenti che si realizzano, di solito di natura personale. A volte sento di essere un po’ empatica, a volte, nel trovarmi a contatto con certe persone, riesco a percepirne le sensazioni e l’energia. Credo che questo avvenga perché c’è una specie di scambio di energia tra le persone, avviene continuamente, ma molti non se ne ravvedono nemmeno. Certe persone, semplicemente, sono più sensibili di altre, quindi non è una questione di poteri psichici. Nel 1995 ebbi un’esperienza che coinvolgeva Betty Andreasson Luca (altra addotta famosa). Un Essere mi disse che avrebbero dovuto portarmi via dalla Terra per un anno. Mi trovavo con Betty e un umanoide dalla pelle chiazzata. Betty e questo essere mi dissero che stavo sottoponendomi ad un allenamento per diventare telepate. La pratica consisteva nel girarmi, mostrare loro la schiena e provare a captare i loro pensieri. Betty mi incoraggia con voce calma e affettuosa. Credo che molti alieni si stiano occupando del programma noto come "ibridazione alieno-umana". Colgo anche l’occasione per ringraziare Budd Hopkins per la sua dedizione e il suo coraggio. Le informazioni che ha pubblicato nei suoi libri hanno aiutato migliaia di persone. Molti di noi non sarebbero qui senza il suo aiuto. Quando ti succede di avere sogni di insegnamento, visioni, scenari alieni e coinvolgimenti con il governo, hai bisogno di sapere che non sei solo. Moltissima gente mi ha ringraziato per aver parlato di questo tipo di esperienza. Per quanto ne so', il programma di ibridazione è reale, ma è solo la punta dell’iceberg. Il fenomeno è talmente grande che nessun ricercatore è in grado di occuparsi di tutto il processo.

Ho avvistato numerosi UFO, e durante le abductions ho sperimentato il "missing time", l’apparizione improvvisa di cicatrici insolite, senso di paralisi, sensazione di presenze nella mia stanza di giorno e di notte, levitare senza conoscere la ragione di quello che stavo facendo. Durante gli esami medici ho subito visite ginecologiche, graffi sulla pelle e tagli di capelli, nonché procedure laparoscopiche (possibile rimozione di ovuli), un’operazione al cuore e l’inserimento di apparecchi di stimolazione della memoria e di aste nelle giunture.

A dieci anni ero già un’ambientalista. Una delle cose che mi colpiva di più era il fatto che gli indigeni pensassero ai boscaioli americani come a termiti: avevano la pelle bianca e pallida e andavano nella foresta e la radevano al suolo, proprio come fanno le termiti con il legno. Il nostro futuro appare triste, perché negli ultimi cinquant’anni abbiamo avvelenato e distrutto il nostro pianeta. A me sembra chiaro. La mia visione del futuro è quella di un pendolo che oscilla tra l’evoluzione e l’involuzione. Un giorno un altro asteroide colpirà la Terra e il mondo ricomincerà daccapo. Quello che trovo triste è che nell’intervallo di tempo tra queste catastrofi gli esseri umani abbiano dovuto causare tanto dolore e sofferenza a tutte le altre forme di vita con cui condividiamo il pianeta. Questo aspetto dell’umanità per me è inconcepibile. Se gli alieni stanno provando a liberarsi di noi per il bene dell’ambiente, come abbiamo sentito dire spesso, allora sono 50 anni in ritardo. Solo poche notti fa ho avuto una visione. La gente faceva la fila davanti ad un fast food di infimo ordine, soddisfatta dei propri lavoretti insulsi. Nessuno lottava, nella vita. Nessuno cercava di capire. O provava a pensare positivamente. Erano contenti. Un esserino femminile, grassottella, con la pelle scura e "strani occhiali", stava accanto a me. Si era sintonizzata telepaticamente sui miei pensieri. Le ho detto: "non posso credere che siano contenti. Mangiare animali e esistere solo per lavorare... è inaccettabile!" La creaturina mi ha risposto realisticamente: "Loro sono ricettacoli". Con quelle tre parole i suoi pensieri si riversarono nella mia mente. Con quelle tre parole mi comunicava che quello che io chiamavo inaccettabile era tutto ciò che le anime di quelle persone erano in grado di concepire. Le ho anche sentito dire qualcosa sul loro futuro: il loro e il mio futuro sarebbero stati due cose completamente diverse. Io non ero parte di loro, non ero connessa all’umanità. Informazioni fornitemi da altri addotti di Portland sembrano puntare ad una missione futura dei bambini ibridi.

In Giugno, ad una donna di nome Doreen fu mostrato un gruppo di bambini ibridi e le dissero che sarebbero stati portati su un altro pianeta. Per arrivarci avrebbero dovuto essere messi in animazione sospesa per 40 anni. A questa donna fu mostrata la sua bambina, che aveva perso in una misteriosa "gravidanza isterica" cinque anni prima. Le fu detto di stabilire con lei un forte legame emotivo, perché l’avrebbe vista di nuovo. Un’altra addotta, di nome Kendra, mi disse che recentemente aveva ricevuto la visita di un "Essere" che le parlò delle dimensioni. Era pienamente cosciente ed una donna/ibrido le disse che "il nostro mondo pentadimensionale emergerà e coesisterà con il vostro mondo quadridimensionale". Le dissero anche che i bambini ibridi fanno parte di un processo di fusione che avverrà in un prossimo futuro. Kendra, Doreen ed io siamo addotte. Non facciamo "channeling" e le nostre informazioni sono ricordate coscientemente. Gli alieni ci stanno comunicando che succederà qualcosa di veramente importante e che desiderano che noi ci si senta coinvolti in questo evento. Primo, la donna aliena mi ha detto che io non sono connessa all’umanità, secondo, i bambini ibridi partiranno per un lungo viaggio, forse per vivere e ripopolare un altro mondo e almeno una madre umana potrà andare a visitare la sua bambina ibrida e terzo, il loro mondo pentadimensionale emergerà e coesisterà con il nostro mondo quadridimensionale. Tre affermazioni davvero pesanti.

La percezione della spiritualità dell’essere umano mi sfugge: da quanto ho visto in vita mia, la spiritualità e la religione non hanno nulla a che vedere l’una con l’altra. Le persone che ho conosciuto all’interno delle comunità religiose non hanno mai seguito i principi che predicano. Battisti, luterani o mormoni che fossero. Se la spiritualità può essere messa sullo stesso piano dell’evoluzione dello spirito, allora suppongo che si possa dire che ci sono delle implicazioni spirituali con il fenomeno "abductions". Se la gente crede che io sia stata scelta dagli alieni a causa del mio credo, o se le mie convinzioni sono nate dalle mie esperienze di "abductions", a me non interessa. Non ero consapevole delle mie esperienze di "abductions" finché non sono diventata vegetariana, che per me è una cosa molto spirituale. Non posso accettare che gli umani debbano considerarsi più importanti degli altri animali. È ridicolo come pensare che la Terra sia al centro del sistema solare. Forse quello di cui sto parlando è un paradigma. Il mio punto di vista sul posto nel mondo dell’uomo è cambiato un giorno all’improvviso. Stavo mangiando una bistecca e invece di vedere un pezzo di carne mi resi conto che avevo di fronte un essere vivente, senziente che mi guardava. Era un altro animale, non solo un’altra "merce". I paradigmi sono qualcosa che gli addotti e coloro che sperano di comprendere quello che sta succedendo, devono fronteggiare. C’è qualcuno là fuori che è decisamente più intelligente di noi e mentalmente più forte e non è Dio né Satana. Bisogna accettare il fatto che il controllo che si pensava di avere sul nostro piccolo mondo è un’illusione. Dopo aver finalmente compreso questo, inizieremo a vedere il mondo in maniera molto differente. Ritornando all’evoluzione dello spirito, si dice che cresciamo e impariamo dalle avversità. La mia anima è passata attraverso molte cose, non posso fare a meno di credere che questo fenomeno abbia lasciato delle tracce indelebili su di essa".

http://www.strangedays.it/aliendream/08_casidirapimento.html



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MessaggioInviato: 23/01/2010, 10:28 
Il caso Facchini


La provincia di Varese ha una lunga tradizione di avvistamenti UFO. Addirittura essa annovera uno dei primi e più interessanti incontri ravvicinati, con reperti di presunto UFO, della casistica nazionale. Ne fu testimone, il 24 aprile 1950, un operaio di Abbiate Guazzone, Varese. L’uomo, Bruno Facchini, aveva scorto in un campo confinante con l’orto della sua casa uno strano scintillio, e aveva deciso di avvicinarsi.
"Accanto ad un palo della corrente elettrica e ad un gelso vidi un’enorme cosa tonda. Dal disco scendeva una scaletta illuminata. C’era un portellone aperto. All’interno dell’UFO potei vedere, per il chiarore che esso diffondeva, un’altra scala comunicante con i piani superiori dell’apparecchio; alle pareti si potevano notare dei tubi, bombole collegate in fila tra loro e manometri. Ad un certo momento attorno al disco vidi quattro esseri. Due erano accanto alla scaletta. Un terzo sembrava intento a saldare un "mazzo" di tubi. Proprio quest’operazione produceva lo strano scintillio che aveva attirato la mia attenzione. Pensando a qualche prototipo sperimentale segreto, mi avvicinai chiedendo se avessero bisogno di aiuto. Quegli esseri compirono strani gesti ed emisero dei suoni gutturali, come una specie di "gurr... gurr...". In quel momento l’ordigno si mise in moto e fu solo allora che capii che non era nulla di terrestre. Preso dal panico, comincia a scappare.
Mentre correvo, con la coda dell’occhio vidi che uno di quegli individui mi stava puntando addosso qualcosa. Fui investito alla schiena da un raggio di luce, era di una forza tale che sembrava una massa d’aria compressa. Persi l’equilibrio e venni scaraventato a terra, sbattendo la testa contro una pietra. Dolorante, spaventato ed intontito rimasi a terra senza muovermi. Quegli esseri nel frattempo stavano portando a termine il loro lavoro di saldatura. Poi entrarono tutti nel disco, che si chiuse e ripartì.
Il mattino seguente, dopo una notte insonne, tornai sul posto e trovai a terra quattro tracce circolari larghe un metro. L’erba era bruciata in più punti e a terra c’erano diverse schegge di metallo".
Dell’accaduto venne informata la questura di Varese e furono effettuati sopralluoghi anche da parte di tecnici militari. Alcuni frammenti metallici vennero analizzati da un istituto specializzato in metallurgia, e risultarono essere "metallo antifrizione".
I frammenti erano composti da rame per il 74%, stagno per il 19% ed altri microelementi. La materia, nell'ambito di un forte ingrandimento, presentava un colore giallo-bianco, ma non conteneva alcun metallo che non potrebbero essere trovato sulla terra.

Il mistero rimane peraltro insoluto.

http://ufocun.tripod.com/ufofiles.htm



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MessaggioInviato: 24/01/2010, 08:57 
Il caso Schirmer


Immagine La mattina del 3 dicembre 1967 si dimostrò la più strana della vita dell'agente Herbert Schirmer, di Ashland, nel Nebraska. Il taccuino di Schirmer si arricchì quel giorno di una bizzarra annotazione: "Avvistato un DISCO VOLANTE alla congiunzione fra la statale numero 6 e la 63. Che ci crediate o no!".

Alle 2.30 di mattina, durante il suo consueto servizio di pattuglia, Schirmer aveva scorto una cosa che sembrava una grossa palla da calcio circondata da luci lampeggianti presso la congiunzione fra le due strade alla periferia di Ashland. Solo nella sua auto di servizio, il poliziotto rimase a guardare in silenzio mentre l'UFO si sollevava dal suolo, lasciando alle spalle una scia di fuoco rosso-arancione ed emettendo un suono acuto come quello di una sirena.

Nello stendere il suo rapporto di servizio mezz'ora più tardi, Schirmer guardò l'orologio e trasalì. Lui era certo che non erano passati più di dieci minuti dall'avvistamento dell'oggetto, ma il suo orologio segnava adesso le 3 di mattina. Come si erano volatilizzati i 20 minuti mancanti?

Sottoposto a ipnosi sotto la direzione del dottor Leo Sprinkle, uno psicologo dell'Università dello Wyoming, Schirmer fu in grado di ricordare gli altri particolari del suo apparentemente banale incontro con degli UFO. L'esperienza iniziò, raccontò Schirmer, "quando l'oggetto volante sollevò su per la collina me e la mia macchina". L'auto si fermò, a suo dire, e dal fondo dell'UFO sbucarono due umanoidi. Vestiti in uniforme, avevano fronti alte, nasi lunghi e rotondi occhi da gatto.

Uno degli alieni reggeva uno strumento simile a una scatola che faceva lampeggiare una luce verde intorno all'auto della polizia. L'altro spinse la mano attraverso il finestrino aperto e toccò il collo dell'agente, infliggendogli un dolore acuto. Poi gli chiese: "Tu sei il guardiano di questa città?" "Sì, lo sono" rispose Schirmer. Con una voce profonda e imperiosa, senza muovere la bocca, simile a una fessura, il "capo" dei due ordinò: "Guardia, vieni con me...".

All'interno del veicolo, l'umanoide mostrò a Schirmer la loro fonte di energia, un aggeggio rotante che assomigliava alla "metà di un bozzolo, tutta splendente di colori come un arcobaleno". Egli informò il tutore dell'ordine che la nave spaziale impiegava "l'elettromagnetismo reversibile". Gli umanoidi erano venuti sulla terra, aggiunse Schirmer, "per rifornirsi di elettricità".

La visita guidata del disco proseguì a un livello superiore al di sopra della sala operativa, dove Schirmer vide "ogni genere di pannelli e computer... una mappa su una parete, e... un grande schermo". La mappa raffigurava il sole di una vicina galassia con sei pianeti che gli ruotavano intorno. "Essi ci osservano, e ci stanno osservando da parecchio tempo" assicurò Schirmer.

Poi il capo degli umanoidi gli disse nuovamente: "Guardia, vieni con me", e l'agente era stato portato fuori dall'aeronave. "Quello che hai visto e sentito", furono le ultime parole dell'alieno, "lo dimenticherai".

Schirmer fu alla fine interrogato dalla Commissione Condon dell’Università del Colorado, che stava conducendo un'indagine sugli UFO promossa dall'aeronautica militare. I membri del progetto conclusero che l'"esperienza riferita dall'agente su un presunto incontro con un UFO non è stata fisicamente reale". Ma Sprinkle, che sottopose a regressione ipnotica Schirmer, non si trovò d'accordo, e dichiarò: "Il poliziotto era convinto della realtà degli eventi che descrisse".



http://www.menphis75.com/storie_incredibili14.htm
http://www.ufocasebook.com/herbertschirmer.html


Ultima modifica di cagliari79 il 24/01/2010, 08:59, modificato 1 volta in totale.


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The Buff Ledge Abduction
Il caso Lapp-Cornell


Immagine 7 agosto 1968, solamente sette anni dopo il rapimento di Betty e Barney Hill, gli Stati del New England avrebbero nuovamente ospitato un rapimento alieno. Buff Ledge Camp, nel Vermont, sarebbe il sito di una visita di quattro UFO che sembra fecero manovre aeree rivoluzionarie, e cambiarono la vita dei due giovani.

Buff Ledge era un campo femminile, si trovava a nord di Burlington sul lago Champlain. Durante il loro incarico come dipendenti del campo estivo, Michael Lapp, un ragazzo sedicenne addetto alla manutenzione, e una ragazza di 19 anni, istruttrice di sci d'acqua (Janet Cornell) si stavano rilassando su una barca in una giornata fiacca.

In questo particolare pomeriggio di Agosto, la squadra di nuoto aveva fatto un viaggio a Burlington per competere in un incontro, e il campo era praticamente deserto. Nel tardo pomeriggio, i due amici si godevano la vista del tramonto del sole sopra l'acqua, quando una forte luce apparve nel cielo scuro.

In un primo momento, Michael pensava che si trattasse di una bella vista ravvicinata del pianeta Venere. Tutto ad un tratto, la forte luce cominciò a muoversi verso il basso, e sempre più vicino a Michael e Janet. L'oggetto, in un primo momento emise un bagliore rotondo, poi iniziò ad appiattirsi.

Michael gridò: "Wow! Venere è in calo".

Poiché i due avevano fermamente guardato la luce, tre piccole luci sembravano cadere da una di maggiori dimensioni, la quale si mosse velocemente e scomparve dalla vista. I tre piccoli oggetti cominciarono a muoversi sopra il lago.

Erano ovviamente comandate da un'intelligenza. Gli oggetti misero su uno spettacolo per Michael e Janet, facendo manovre a zig-zag, loop, e poi scesero come foglie morte. I tre oggetti si avvicinarono ai due ragazzi sconcertati. Dopo aver formato un triangolo, due degli oggetti tornarono indietro. Michael avrebbe ricordato in seguito un suono "come un migliaio di diapason" quando le due luci lasciarono sola la terza.

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Il restante UFO passò sopra Michael e Janet, poi sparì verso l'alto e scomparve all'istante. Riapparve molto presto, inclinato da un lato, e si immerse nel lago. Passarono un paio di minuti prima che l'oggetto riemerse dalle acque, e cominciò a scivolare verso di loro!

L'oggetto era abbastanza vicino per vedere una cupola trasparente, nella quale c'erano due creature a forma di bambino. Michael avrebbe descritto gli esseri come avente collo allungato, teste grandi, e senza capelli.

I loro occhi erano anche grandi, ed estesi in tutto il lato della testa. Michael cominciò a percepire una sorta di comunicazione mentale con i due esseri. Li guardò con attenzione, Michael avrebbe schiaffeggiato il suo ginocchio, e con sua grande sorpresa, uno degli occupanti imitò il suo movimento.

Ora l'imbarcazione si era spostata sopra la sua testa, e ha sparato un raggio a Michael e Janet. Afferrando la spalla di Janet, Michael avrebbe tirato entrambi sulla schiena sul molo. Improvvisamente, Michael ebbe paura di essere rapito.

Si ricorda gridando: "Noi non vogliamo andare!" La luce dell'oggetto è stata così intensa che Michael ricorda di essere stato in grado di vedere le ossa della mano, come una radiografia. I due adolescenti dissero in seguito che il fascio aveva una sensazione come di un "liquido" e diede loro il senso di galleggiamento libero.

I loro prossimi pensieri potrebbero essere quello di guardare l'oggetto nuovamente dal molo. Il cielo era tutto nero, e Michael si chiese quanto tempo era stato in questo luogo. Guardando Janet, si vedeva che era in uno stato di trance, sonnolenza e disorientata.

Sentirono i suoni di accoglienza della squadra di nuoto di ritorno dal loro incontro a Burlington. L'UFO si spostò verso l'alto, verso il cielo nero, il suo fascio di luce lampeggiò più volte, e poi scomparve.

Stranamente, Michael e Janet non discuterono di quello che era successo, non subito, e non per le prossime due settimane, quando si concluse la stagione del campo. Forse le cose strane che avevano visto sul lago di quella sera sono state solo illusioni ottiche. Forse non lo erano.

Dopo il lavoro al campo estivo, Michael e Janet scelsero strade diverse. Nel corso dei successivi cinque anni, Michael raramente pensò a quella notte. Ma nel tempo, cominciò ad avere incubi ... sognò di essere rapito, sequestrato ... contro la sua volontà. Sarebbero venuti in sogno ... come hanno fatto ... allora il sogno potrebbe svanire ... come hanno fatto.

Dieci anni dopo la sua straziante esperienza, Michael decise di contattare il Centro per gli Studi UFO, e cercare risposte. L'investigatore Walter Webb fu assegnato al caso, e dopo il racconto di Michael, sugger' l'ipnosi regressiva per aiutarlo a liberarsi dei suoi conflitti emotivi e dei sogni spaventosi.

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Durante l'ipnosi Michael ha vividamente ricordato la sua esperienza in quella notte di agosto 1968. Egli ricordò come il fascio di luce lo sollevò; come egli entrò in un UFO più grande, e come vide Janet distesa su un tavolo in corso di esame.

I piccoli esseri gli puntarono una luce negli occhi, gli raschiarono la pelle, e presero fluidi dal suo corpo. Gli esseri sembravano tutti uguali, Michael ricordò che avevano occhi grandi, una bocca senza labbra, senza orecchie, e due piccole aperture per il naso.

Michael ha anche descritto gli esseri come aventi tre dita artigliate, ed i loro corpi si sentiva "umida e appiccicosa". Gli esseri dissero a Michael che la loro missione era quella di "rendere la vita come la nostra ... in altri luoghi."

Le descrizioni di Janet, sotto regressione, furono confrontate con quelle di Michael. Ha ricordato sensazione di "freddo" sul lettino, con qualcosa che "tirava i capelli e pizzicotti sul collo". Il rapimento di Michael Lapp e Janet Cornell rientra certamente nell'ambito del modello generale di rapimenti segnalati da molti altri.

Per confermare i fatti della loro storia fantastica, Webb trovò molti altri membri del campo che avevano assistito alla strane luci sul lago Champlain la sera stessa del rapimento! Due altri dipendenti riportarono un'esperienza simile, la quale era avvenuta in precedenza la stessa estate, quando furono avvistati oggetti volanti non identificati librarsi sopra il lago per circa venti minuti.

Anche se l'esperienza di Michael e Janet non è stata segnalata per dieci anni dopo l'accaduto, è ancora un caso ben documentato di rapimento alieno.

http://www.ufocasebook.com/Buffledge.html


Ultima modifica di cagliari79 il 24/01/2010, 11:05, modificato 1 volta in totale.


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Dentro l'Area 51

Anni '70: nell'installazione top secret l'autore vide un futuristico sistema elettronico di controllo satellitare. Il crash al Nellis Range, il Project Redlight dell'EG&G e gli Skunk Works della Lockheed.


di Edgar Fouche

Dal 1973 al 1976 fui inviato a casa dalla base aera di Edwards. Edwards ha una lunga storia di tecnologia segreta e di velivoli sperimentali. L’YB-40 - simile al B-2 Stealth Bomber - fu collaudato nel 1948 ad Edwards. L’XB-70, operativo già dal 1964, somiglia molto allo SR-75, tuttora top secret (l’Air Force ne nega addirittura l’esistenza). Edwards è la sede della "US Air Force Test Pilot School" ed è responsabile delle prove di volo e di valutazione operative dell’aereo più recente dell’Aeronautica. Ospita diverse agenzie affiliate alla NASA, ed il "Jet Propulsion Laboratory".
Lavorai con il bombardiere ad ala mobile F-111, il caccia F-15 a velocità superiore, il caccia F-16, l’A-10 ad attacco ravvicinato e il bombardiere stealth B-1. Fui implicato in questi ed altri programmi di sviluppo classificati, quando erano solo un barlume agli occhi di qualche allievo pilota. Una notte mi trovavo con un amico di lunga data in cima all’hangar dell’A-10: erano circa le due a.m., faceva freddo e il cielo era limpido, con milioni di stelle visibili ad occhio nudo. Notai un gruppo di stelle che sembravano cambiare colore, dal blu al giallo, al rosso, e dopo circa 20 minuti erano più grandi. Era snervante, e lo fu ancor di più quando lo spazio tra le luci, che aumentavano d’intensità, iniziò a coprire le stelle nello sfondo.
Decidemmo che probabilmente era un tipo di aereo top secret dell’Air Force. Eppure, non ne eravamo certi. Il velivolo, grande circa metà della costellazione dell’Orsa Maggiore, aveva raggiunto il doppio della sua dimensione in meno di mezz’ora e si era spostato da ovest a est verso la base. Eravamo appena riusciti a tracciare la sagoma triangolare del veicolo, che le luci, o forse i vapori di scarico, divennero più luminosi e svanirono immediatamente dal cielo. Questa esperienza non rappresentò il mio primo avvistamento, ma uno dei pochi alla presenza di un testimone.
Nell’estate del 1976 mi trasferii per tre o quattro anni alla base dell’USAF di Nellis, a nord di Las Vegas, dove lavorai soprattutto con gli F-15, le contromisure elettroniche, e l’equipaggiamento di Test automatico.


L'esperienza nell'Area 51: il sistema satellitare NSA

Ero uno dei pochi impiegati a Nellis munito di un nullaosta di segretezza top secret, con accesso alle decodificazioni criptate. Disponevo del certificato di accesso al Modello 4 IFF (un sistema aereo che rispondeva ai codici classificati criptati). Avevo anche il permesso di lavorare su altri dispositivi criptati di cui non posso parlare. Per una serie di combinazioni e data la mia perizia tecnica mi fu richiesto di prestare servizio in un luogo non identificato. Il comandante mi disse di presentarmi ad un ufficio della base e non aveva idea dove sarei stato assegnato o di cosa mi sarei occupato. Vi dirò che non mi piacque affatto essere stato messo nell’ombra.
Partii un lunedì, molto prima dell’alba. Erano le 4.30 del mattino quando presi un autobus blu scuro dell’Air Force, con tutti i finestrini oscurati. C’erano 28 altre persone, esclusi i due poliziotti, armati di fucili M-16, e l’autista. Fummo tutti avvisati di non parlare se non per rispondere. Credetemi, nessuno profferì verbo. Vi assicuro che nulla può ispirare tanta complicità come un M-16 puntato su di voi. Il bus guidò attraverso il deserto, e a giudicare dal malfunzionamento dell’aria condizionata e dalla quantità di sabbia che si infilò in tutte le fessure del vecchio mezzo per diverse ore, mi apparve subito chiaro dov’ero.
Negli anni Cinquanta il Governo iniziò a costruire le basi super segrete di Groom Lake per un aereo spia della CIA. L’installazione è localizzata al centro-nord di Nellis Range ed è denominata Area 51. Si continua a costruire all’interno della base, persino oggi. Vi si effettuarono collaudi di volo sullo SR-71, il TR-1, l’F-117 e sul B-2. Sono ora operativi il top secret SR-75, lo SR-74 e il TR-3B. Molti di questi velivoli sono stati erroneamente identificati come UFO.
Arrivati a Groom, l’autobus entrò in un hangar e le porte furono sprangate. La polizia militare mi perquisì ed altre guardie smistarono le persone nei vari luoghi di lavoro. Mi furono consegnati un paio di occhiali spessi, simili a quelli da saldatore, con lenti oscurate ai lati, per annullare la visione periferica. In un’occasione mi fecero indossare persino tre occhiali, attraverso i quali potevo vedere a soli 30 piedi di fronte a me; oltre quella distanza era tutto sfuocato. Se mi avessero piazzato un carro MI Abrams a 30 metri, non l’avrei riconosciuto. Era molto sconcertante dover usare quegli occhiali.
Durante tutta la mia permanenza, per dieci giorni consecutivi ed altre visite nei giorni seguenti, la routine era sempre la stessa: partire tutti i giorni da Nellis prima dell’alba e ritornare a casa dopo il tramonto. Solo una volta ebbi l’opportunità di vedere tutta la base, fu quando volai in elicottero da Nellis a Groom, per riparazioni d’emergenza dell’equipaggiamento di test criptati. Per quelli di stanza a Groom, o chi vi si recava ogni giorno, gli orari di volo sono elencati per i voli classificati. Tutti coloro che non sono autorizzati per quel particolare programma o volo, devono lasciare la rampa 30 minuti prima dell’operazione fissata. Circa 2.000 impiegati si recano ogni giorno in volo all’Area 51, dall’aeroporto McCarrin a Las Vegas e dalla base aerea Edwards in California, su velivoli in appalto.
Al mio terzo giorno di lavoro a Groom, dovetti rimuovere un modulo da un pezzo di equipaggiamento per le comunicazione satellitare a più comparti, usato per sostenere alcuni velivoli nelle missioni speciali. Notai, mentre ero all’interno del comparto a controllare i cavi elettrici, che conteneva un’unità sigillata grande più o meno come una grande borsa, ed aveva una targa d’identità di copertura della "National Security Agency". La nomenclatura sulla targa recitava "Direct Orbital Code Link". Pensai che era strano, visto che l’unità era parte di un collegamento di comunicazione digitale, usato unicamente per comunicare con veicoli dell’Aeronautica classificati. Non ero a conoscenza allora di missioni militari orbitali non affiliate alla NASA. Ricordatevi che erano gli ultimi anni Settanta. Lo Shuttle non volò fino al 1981. Disinserii l’unità e, per curiosità, rimossi la calotta dell’accesso posteriore. Con mio stupore vidi che al suo interno c’era circa una mezza dozzina di grossi chip ibridi a circuito integrato. Il più grosso chip era collegato ad oltre 500 moduli dello spessore di un capello, ed era grande più o meno come un accendino Zippo. Il timbro d’ispezione sul chip datava 1975. Nel 1975 le velocità più elevate di lavorazione, sui progetti più classificati, equivaleva a quella di un computer IBM 8088 che girava alla velocità di 4 milioni di cicli al secondo. Questa unità aveva una velocità di lavorazione di 1 miliardo di cicli al secondo. Fu solo dopo circa dodici anni che vidi una tecnologia paragonabile a questo chip a circuito integrato. Più tardi vidi alla ITT un progetto top secret di sviluppo di avionica. Nella mensa a Groom, sentii termini come Lorents Forces, detonazione a impulsi, radiazioni al ciclotrone, generatori di campo a trasduzione di flusso quantico, lenti energetiche simili al cristallo e accumulatori quantistici EPR (Electron Paramagnetic Resonance). Tutti i giorni trascrissi sul mio "diario di bordo" tutto ciò che vidi, ascoltai e toccai.
Rientrato alla base, la mia routine proseguì come sempre. Il mio amico alla NSA, Jerald, indagò e osservò le persone impiegate in lavori molto classificati al "Nevada Test Site" e al "Nellis Range". Stava controllando un tizio alcolizzato, che lavorava al "Nevada Test Site", dove facevano esplodere bombe atomiche sotterranee. Accennò per caso ad un aereo che poteva essere lanciato in orbita e ritornare ed atterrare nel deserto del Nevada. Era un veicolo di ricognizione radiocomandato che decollava da un bombardiere B-52 ed usava dei razzi a impulso, da collocare temporaneamente in una orbita terrestre bassa per scattare foto ricognitive. Pensai che mi stesse prendendo in giro. Poi aggiunse: "Questo aereo è pilotato a distanza tramite il sistema D.O.C.L. di Groom". In genere non sono così lento di comprendonio, ma non feci i giusti collegamenti fino a quando disse di nuovo: "sai, il D.O.C.L. sta per Direct Orbital Communications Link." Bingo, avevo visto un pezzo del sistema DOCL a Groom: era l’unità della NSA con grossi chips.


Incontri ravvicinati ad alta quota

Il mio amico Doc ha una sua teoria: agli UFO piacciono gli aerei veloci. Il pilota dell’SR-71 che Doc conosceva bene era di stanza alla base aerea di Kadena, dove si trovavano gli aerei nel 1973. Nel volo di ritorno da una missione di ricognizione attraverso il Mare della Cina, questo pilota dell’SR-71 vide un’ombra stagliarsi sopra la calotta del proprio aereo. I sistemi avionici impazzirono del tutto e il pilota si accorse che il muso dell’aereo si inclinava verso il basso, cosa molto pericolosa a 3.000 Km orari. Quando guardò in alto, si impressionò talmente che fu colto dal panico, attuando d’istinto una improvvisa manovra evasiva verso destra e in basso, una di quelle evoluzioni che si fanno quando si avvicina un missile. Il pilota disse a Doc che l’oggetto era così grosso da oscurare quasi il sole. Secondo lui aveva un diametro di almeno 100 metri. Era ovale, di coloro grigio-blu luminoso, ma non ne era certo, poiché un alone luccicante d’energia circondava l’oggetto. Circa tre minuti dopo, ed alcune migliaia di metri più in basso, l’oggetto riapparve sulla sua punta d’ala sinistra. Rinunciò ad usare la radio, essendo al momento troppo preso dalle manovre. Nei dieci minuti successivi, il grosso oggetto volante ovale si spostò dalla punta della sua ala sinistra alla parte posteriore dell’aereo, e poi sull’ala destra. Il pilota disse a Doc che gli entrò in testa un suono, "come uno sciame di api nel cervello". Ci vollero circa due minuti per lo spostamento da sinistra, a dietro e all’ala destra. Poi l’oggetto invertì la rotta. Nell’ultima virata l’UFO sbatté contro l’SR-71 nella parte posteriore, il che è terrificante a Mach 3, poi si fermò dopo circa quindici secondi e il pilota non lo vide più. Quando ritornò dalla missione fu posto immediatamente a rapporto. Appena accennò al comandante dell’incidente con il veicolo aerospaziale non identificato fu allontanato dalla riunione e accompagnato all’ufficio del direttore. Il comandante, un colonnello, stilò un rapporto dettagliato e poi disse al mio amico di non parlare dell’incidente a nessuno o sarebbe incorso in severe punizioni secondo le direttive militari. Doc mi disse che non conosceva un pilota o astronauta dell’SR-71 che non avesse avuto un incontro ravvicinato o un avvistamento di un UFO. A suo avviso nessuno ne avrebbe parlato, per tema di essere espulso dal Dipartimento della Difesa, o di non godere della pensione e di altri benefici, decurtati per aver infranto atti top secret. Nei nove anni dopo l’incidente, Doc raccontò che altri suoi amici fidati gli parlarono di incidenti simili con lo stesso tipo di velivolo, o di globi di luce intensa che danzavano intorno all’aereo.


Il Project Redlight dell'EG&G e gli Skunk Works della Lockheed

Un giorno, di stanza ancora a Nellis, ci dissero di un F-15 che si era schiantato a Nellis Range, dov’è l’Area 51. Lo schianto dell’F-15 avvenne nel 1977. Un tenente colonnello e Doc Walters, il Comandante dell’ospedale, stavano sorvolando una montagna - luogo dell’incidente - durante un volo di routine di ricognizione. Una notte, circa due settimane dopo lo schianto, il mio amico della NSA, Jerald, mi raccontò che il pilota deceduto aveva comunicato via radio alla torre di controllo di Nellis che un enorme oggetto si trovava sopra il suo aereo e che i sistemi di volo stavano andando in avaria. Le comunicazioni radio si arrestarono e pochi secondi dopo l’aereo esplose sul versante della montagna. Jerald, che era la persona più "collegata" che conoscessi, mi disse che un video mostrava lo stesso tipo di veicolo ovale all’interno del sottosuolo o in basi su versanti montani. La EG&G costruì questi bunker e hangar nascosti nelle montagne e vaste basi sotterranee a Groom, Papoose e Mercury per il Governo. Si tratta di basi e postazioni ben camuffate, all’interno del Nevada Test Site e del Nellis Range. Dal 1971 fino a tutto il 1975, fu scavato molto nelle basi di Groom e Papoose. Anche la maggior parte della struttura di cui ora parlerò è sotterranea. Nel 1972 all’EG&G (la compagnia elettrica USA, ndr) fu concesso un contratto indefinito, denominato "Project Redlight", per aiutare il Dipartimento della Difesa ed i militari. Il contratto diede loro la responsabilità di assistere nel recupero dei materiali nucleari, in caso di incidenti, e di garantire sicurezza aerea e di terra per siti governativi e militari altamente classificati. Le mie fonti dicono che il DOE (Departimento della Difesa) e la NSA sono i principali responsabili nei confronti del Comitato MJ-12, per quanto concerne le reazioni agli avvistamenti UFO e il recupero di manufatti nel caso di un crash.
L’"Hillary Platform", l’"Avro Saucer" e il "Northrop Wing" sono veicoli aerospaziali nei quali è stata sviluppata e testata tecnologia avanzata. Ognuno emulava una caratteristica degli UFO, come descritto dal defunto dottor Paul Hill. Hill era un investigatore UFO della NASA, che nel suo libro "Unconventional Flying Objects" parla della tecnologia degli UFO. La "Lockheed Advances Developmental Projects Division", anche nota come "Skunk Works" (lavori ombra), progettò l’A-12 per la CIA, ed una versione successiva chiamata SR-71 per l’USAF, nei primi anni Sessanta. Trent’anni dopo, l’SR-71 stava ancora stabilendo record mondiali di velocità. L’aereo spia SR-71 lucente, nero opaco e a forma di "stilo" ruppe il record mondiale di velocità da Los Angeles a Washington D.C. nel suo ultimo volo effettuato nel 1990: 3.400 Km in un’ora e 4 minuti.

http://www.edicolaweb.net/us090201.htm



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Il caso Doraty


di Jean Sider

Immagine Houston - Texas 1973 - Si tratta di un rapimento UFO accaduto nel maggio 1973. La data e' importante in quanto si colloca all'inizio di un'ondata di mutilazioni di bestiame. Il caso e' stato oggetto di un'inchiesta di Leo Sprinkle di Laramie, Wyoming. D'altronde, si puo' vedere nel film di Linda Moulton Howe una parte della quarta seduta di regressione ipnotica fatta sul principale testimone, la signora Judy Doraty. Il dr. Sprinkle ha ritenuto autentica l'esperienza vissuta da questa donna, in base a due punti determinanti:
1) Il testimone, rivivendo la sua disavventura, provo' una tale intensita' emotiva che solo un avvenimento autentico poteva aver provocato.
2) Il testimone fu sottoposto a test psichiatrici e di valutazione della personalita', che permisero di stabilire che la donna aveva uno stato mentale equilibrato, da americano medio.

La signora Doraty guidava la sua vettura su una strada del Texas, tornando da Houston. In sua compagnia si trovava la madre, sua figlia, suo fratello e la cognata.
La notte era scesa da tempo. Ad un certo momento, in un punto senza case, ella scorse una luce viva, che sembrava trovarsi in cielo a quota bassissima, come quella di un proiettore. La Doraty fermo' l'auto e scese per veder meglio lo spettacolo. Qualche minuto piu' tardi, almeno questo fu cio' che ella credette, riprese la strada, poiche' la luce si era allontanata per fondersi nell'oscurità.
In seguito a questo "incontro", la donna cominciò a soffrire di forti emicranie intermittenti e fu presa da angosce.
E' nel 1978 che un amico al quale aveva confidato la sua disavventura, la orientò verso il dr. Sprinkle. Sotto ipnosi, si svelò che la donna era stata rapita assieme alla figlia a bordo di un UFO. Ella si ricordò di una "sala rotonda e piccolina", e di "due piccoli uomini" che vi lavoravano. La descrizione sommaria che fornì delle creature è "classica", potremmo dire: grandi occhi senza palpebre, o almeno senza battito di palpebre, "come quelli di un serpente", precisò lei; dita dalle unghie lunghe...

La donna assistette alla dissezione di un vitello. Ricordando questo spettacolo, ella fu presa dalla nausea e si mise a piangere. I piccoli umanoidi manipolavano differenti strumenti che tranciavano, per dissezionare l'animale. Dopo questa "operazione", fu la figlia che fu scelta dai rapitori e stesa su un tavolo in stato d'incoscienza, "come se dormisse". A quel punto Judy Doraty si mise a urlare di terrore e a piangere, poiché pensava che sua figlia stesse per subire la stessa sorte del vitello. Il dr. Sprinkle dovette utilizzare tutta la sua abilità per calmarla. Infine, la ragazzina non fu minimamente maltrattata, ma "esaminata".
Un piccolo umanoide le aprì la bocca e sembrò prelevarle diversi campioni che la Doraty non poté vedere dettagliatamente. Ella affermò che le mutilazioni animali erano collegate alle scorie nucleari. Ebbe nettamente l'impressione che i rapitori sapessero perfettamente ciò che facevano, agendo senza la minima emozione e senza lasciar trasparire allo sguardo alcun sentimento. La donna si convinse di esser stata rapita essenzialmente per assistere alla dissezione del vitello o piuttosto alla sua vivisezione, poiche' constatò che la bestia era stata mutilatata viva.

http://web.tiscali.it/lareteufo/rete249.htm



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MessaggioInviato: 26/01/2010, 15:43 
MIB: Uomini In Nero


Hollywood, anno 1997
Il famoso film Mib (Men in black) interpretato da Will Smith e Tommy Lee Jones ha rilanciato il mito dei Mib in America e nel mondo risvegliando i racconti sui misteriosi uomini in nero!
In questo film di tipo ironico e divertente una coppia d’uomini vestiti completamente di nero si presenta sui luoghi degli avvistamenti d’alieni ed Ufo e dopo aver interrogato i testimoni cancella loro la memoria con un particolare dispositivo.
La trama di un film? Certamente, ma un fondo di verità è presente.
In America questi fantomatici Uomini vestiti di nero fanno parte del folklore ufologico.
Negli anni cinquanta miriadi di testimoni di fatti di natura extraterrestre, per esempio avvistamenti ufo, sarebbero stati avvicinati da Uomini vestiti di nero, i MIB.
Sarebbe stato loro intimato il silenzio da parte di queste figure, prove sarebbero state sequestrate anche a studiosi e ricercatori nel campo ufologico, anch’essi sarebbero stati intimati al silenzio e minacciati.
I Mib quindi sarebbero figure reali una vera propria associazione statunitense che agisce con l’intento di impedire la divulgazione delle informazioni di tipo ufologico al popolo statunitense da parte dei testimoni.
L’abbigliamento dei Mib è composto di un vestito completamente nero e un cappello anch’esso nero.
Un’unica foto conosciuta è stata scattata da un ufologo Timothy Green Beckley sempre negli Stati Uniti e ritrae un Mib in appostamento vicino ad un’abitazione.
George Adamski, famoso contattista, ha fatto riferimento a questo gruppo, detto del silenzio che lavora per tacitare tutte le informazioni di natura ufologica.
La storia dei Mib ebbe inizio nell’aprile del 1952 quando Albert K. Bender, appassionato di paranormale e ufologia, impiegato del Connecticut, creò un’associazione denominata IFSB (International Flying Saucer Bureau) che raggiunse in pochissimo tempo i 1500 iscritti.
Bender decise di divulgare testimonianze riguardanti gli ufo anche se in maniera eccentrica per l’epoca, con pretese eccessive, come ad esempio la possibilità di comunicare telepaticamente con gli alieni invitandoli ad atterrare amichevolmente sulla Terra.
A metà settembre del 1953 lo stesso Bender ricevette una visita inaspettata da parte di tre uomini vestiti di nero, l’uomo dedusse facenti parte del governo degli Stati Uniti, mentre invece, scoprì in seguito, si recarono da lui per rivelargli il mistero degli Ufo e per intimargli di non svelarlo a nessuno e di chiudere immediatamente la sua associazione.
Bender stette male alcuni giorni, dopo la misteriosa visita, ma non rivelò molto riguardo all’esperienza, disse solo che gli uomini erano completamente vestiti di nero…
Una successiva visita, anche se amichevole da parte di questi personaggi fece decidere a Bender di sciogliere definitivamente la società IFSB.
Con il passare degli anni molti appassionati di dischi volanti e alieni smisero di occuparsi dell’argomento in seguito ad avvisi e minacce da parte di questi uomini vestiti di nero.
Dopo vari anni, nel 1962, Bender in seguito alle pressioni di un amico, Gray Barker, editore ed anch’egli appassionato d’ufologia, scrisse un racconto riguardante la sua esperienza del settembre del 1953, ed insieme a Barker resero pubblico l’avvenimento in un libro: Flying Saucers and the Three Men (I dischi volanti e i tre uomini) accolto con molta perplessità e scetticismo dal pubblico.
Nel libro Bender raccontava che i tre uomini in realtà erano alieni, d’aspetto spaventoso, venuti sulla terra per recuperare e raffinare l’acqua di mare necessaria alla loro sopravvivenza sul loro pianeta chiamato Kazik, poiché essa conteneva una sostanza indispensabile per la vita degli alieni.
Questi esseri avrebbero condotto Bender nella loro base segreta al polo sud e lo avrebbero dotato di un dispositivo per controllarlo fino all’ultimazione della loro missione, conclusasi nel 1960, liberandolo dal vincolo del controllo.
Questo libro è inedito in Italia, un peccato giacché Bender descrive in maniera chiara e precisa i casi d’Abduction (rapimenti) da lui vissuti, descrive esperienze di OBE (viaggi fuori del corpo), narra di sensazioni di gelo, di presenza di luci, tutti aspetti sconosciuti al popolo, negli anni cinquanta, ma conosciuti recentemente dopo aver interrogato persone che avrebbero vissuto questo tipo d’esperienze sotto ipnosi.
Grazie a Bender e Barker nacquero i Man in Black.
Aumentarono le testimonianze di numerosi episodi in cui uomini vestiti di nero e talvolta militari, minacciarono ed interrogarono testimoni d’avvistamenti intimando loro il silenzio.
A metà degli anni sessanta i MIB cambiarono aspetto, erano descritti in modo diverso come facenti parte della stessa tipologia aliena con poteri paranormali e comportamenti inquietanti.
I Mib comparirebbero all’improvviso, sempre uomini, raramente donne, a volte in 2 individui ma piu’ spesso in 3, nei luoghi degli avvistamenti ufo oppure sui luoghi di lavoro dei testimoni.
Si presentano vestiti con abiti scuri o lindi e privi di spiegazzature o con i vestiti sporchi e rovinati con un modo di camminare anormale e dimostrando un interessamento per le autovetture di grossa cilindrata e scure di colore come le Cadillac.
A volte indosserebbero abiti che andranno di moda anni dopo, avrebbero l’abitudine di recuperare souvenir privi di valore, tipo riviste o biro, dalle abitazioni delle persone che sono andati a visitare.
I tratti del viso orientaleggianti e una parlata monotona e lenta li caratterizzano, il colore della pelle è o scura o di un bianco pallidissimo con occhi a mandorla.
Un particolare curioso spesso notato dai testimoni sono le scarpe con una suola di gomma molto spessa. Testimonianze da parte d’ufologi riguardo ad incontri ravvicinati con Mib sono veramente poche e non possono essere considerate prove attendibili riguardo all’esistenza di questi uomini in nero.
Le uniche esistenti risalgono negli anni 50/60 e non sono attendibili, poiché screditate in passato, anche gli ufologi stessi hanno sfruttato il mito dei Mib per minacciare testimoni intimando di non raccontare le loro esperienze vissute.
Secondo gli americani i Mib ci sono ed esistono!
Nel marzo 1967 il Dipartimento dell’US Air Force inviò una lettera in cui si chiedeva di comunicare tempestivamente d’eventuali persone che si fossero spacciate per agenti militari nei riguardi di testimoni d’eventi di natura ufologica.
Gli ufologi sostennero che questi personaggi in realtà fossero Ufficiali dell’Aeronautica oppure dipendenti federali. Secondo William Moore, scrittore e ufologo i Mib farebbero parte dell’Air Force Special Activities Center (AFSAC) che svolge la funzione di raccogliere informazioni da fonti umane per completare le informazioni di tipo elettronico e cartaceo, l’unità è stata coinvolta anche in indagini su Ufo.
Moore ha anche suggerito l’idea che il gruppo abbia utilizzato l’idea degli uomini in nero per raccogliere informazioni di natura extraterrestre. John Keel, scrittore e studioso del fenomeno dell’uomo falena, scrisse il libro “The Mothman Prophecies”, da cui e’ stato tratto un film, fu colui che attribuì il nome MIB a questi misteriosi personaggi di cui ha raccolto numerose testimonianze.
Egli attribuisce ai Mib e ad altri fenomeni ufologici, una spiegazione non di tipo extraterrestre ma di tipo parafisica: essi provengono da un’altra dimensione che coesiste con la nostra da sempre. Peter Rojcewicz studioso americano di folklore ufologico avrebbe invece rilevato analogie tra i Mib e il Diavolo, poiché i Mib possederebbero una natura burlona come la figura del Trickster (“l’Ingannatore”, “il Burlone”).

http://www.cosenascoste.com/ufoalieni/mib-uomini-in-nero-cn118.html



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MessaggioInviato: 27/01/2010, 09:25 
Spionaggio ESP

Negli anni ‘70 gli USA avviavano il "Project Grillflame", un gruppo con capacità extrasensoriali istruito per visualizzare a distanza i mezzi aeronavali sovietici. A sorpresa, invece, rilevarono la presenza di UFO.



Nel 1950 la Russia sperimentò con successo la sua prima testata atomica e nacque così ufficialmente la Guerra Fredda. La grande tensione tra Est e Ovest crebbe nei primi anni Cinquanta, anche per via dell’isterismo di massa nei confronti dei comunisti, fomentato ad arte dal Senatore statunitense McCarthy. L’America non aveva neppure fatto in tempo a divenire militarmente la nazione leader del pianeta che già un altro pretendente al titolo si affacciava all’orizzonte. Ovvia conseguenza della tensione Est-Ovest e della "Caccia alle streghe" fu la corsa al riarmo: gli scienziati americani furono spronati a rafforzare l’arsenale bellico statunitense con ogni mezzo o scoperta a loro disposizione e persino gli ex scienziati tedeschi, riscattati dalle fila naziste nel dopoguerra, vennero impiegati nello sforzo di colmare il gap con i Russi. In questo clima di sospetto e di rincorsa agli armamenti, fu con malcelato disappunto che gli 007 americani vennero a conoscenza di alcuni progetti sperimentali tentati dai Russi in quei giorni. Al di là della cortina di ferro, infatti, vuoi per la minore efficienza tecnologica rispetto agli USA, vuoi per un background culturale più esoterico, venivano impiegate con successo tecniche di spionaggio telepatico. E i responsabili del "Departement of Defence" decisero di non restare a guardare.


Ingo Swann e il "Project Grillflame"

Nei primi anni ‘70 lo scienziato ed artista Ingo Swann divenne piuttosto noto come "Esper" (cioè persona dotata di ESP, "Extra-Sensorial Perceptions", percezioni extra sensoriali). Aveva compiuto alcune prove sperimentali sui propri poteri di visione a distanza con l’ASPR ("American Society for Psychical Research") di New York, in collaborazione con il dr. Karlis Osis e la sua assistente Janet Mitchell. I risultati, più che soddisfacenti, convinsero poco più tardi Hal Puthoff, fisico dello "Stanford Research Institute" che in passato aveva lavorato prima per l’Intelligence della Marina e poi per la National Security Agency, a sottoporre personalmente Swann ad alcuni test. Puthoff non credeva granché ai poteri psichici, ma desiderava verificare alcune sue teorie sulla fisica quantistica, che si basa sulla probabilistica. Durante i test, nel 1972, Swann lavorò unicamente sulla scorta di alcune coordinate: Puthoff, cifrando un immenso atlante, gli forniva longitudine e latitudine del pianeta e solo concentrandosi su questi dati l’Esper riusciva a fornire una descrizione dettagliata del luogo che vedeva. Swann definì questo tipo di operazione "Remote Viewing", ossia visione remota. Ebbene, Swann percepiva e descriveva correttamente le località una dopo l’altra, includendo particolari che solo l’acquisto di un atlante più dettagliato avrebbe rivelato esatti al 100%. Poco tempo dopo Puthoff venne avvicinato da due agenti della CIA che conoscevano i suoi trascorsi di Intelligence e lo consideravano elemento fidato. Gli confidarono che i Russi erano molto più avanti di loro in questo campo e gli chiesero di organizzare qualche test da sottoporre a Swann a porte chiuse. L’esperimento andò bene e venne dato il via al progetto pilota governativo "SCANATE" ("SCANning by coordinATE", rilevamenti tramite coordinate) che continuò fino al 1976, quando il programma "psichico" venne rilevato dall’Intelligence dell’US Army e dal Security Command (INSCOM). Oltre una dozzina di ufficiali dell’Intelligence militare vennero addestrati a sfruttare i protocolli di Remote Viewing sviluppati a Stanford e nel 1976 andarono a formare il distaccamento "G", conosciuto anche come progetto "Grillflame", situato a Fort Meade, nel Maryland. Negli anni il "progetto" ricevette anche altri nomi, come "Center Lane", "Sun Streak" e "Stargate". Questa unità PSI (cioè dotata di poteri psichici) era una creazione del General maggiore Ed Thompson, all’epoca capo assistente dello staff di Intelligence del Governo. Anche il dottor Michael Wolf potrebbe appartenere ad una "generazione superiore" di Remote Viewers. È una nostra ipotesi, che vorremmo riuscire a confermare.


Un nuovo modo di esplorare l'universo

Che cosa è la Remote Viewing? Nel corso di un’intervista condotta da Micheal Lindemann, Lyn Buchanan, ex agente "Grillflame", la descrive così:
"Si parte dall’assunto che ognuno di noi è capace di ricevere impressioni sensoriali fisiche. Molti pensano che queste impressioni ci giungano tramite la mente subconscia. La Remote Viewing si basa sul presupposto che, nel subconscio di ognuno, le informazioni in realtà siano già presenti. Così la Remote Viewing non si preoccupa di ricevere impressioni sensoriali fisiche, ma solo di estrapolare queste informazioni direttamente dal subconscio, pulite, non inquinate e di portarle alla mente cosciente, così da metterle su carta. La definizione più semplice che riesco a trovare è che la Remote Viewing è un processo di registrazione".
Benché mai utilizzata come fonte primaria di informazioni, dato lo scetticismo di alcuni quadri militari, l’unità "Grillflame" venne spesso interpellata per la localizzazione di installazioni militari nemiche, rampe missilistiche e sottomarini. Durante la Guerra del Golfo venne impiegata per individuare il deposito di armi chimiche di Saddam Hussein. Naturalmente, quanti più Remote Viewers visualizzavano la stessa cosa, tanto più erano alte le probabilità che la visione fosse corretta. L’esercito, ed in seguito anche la DIA ("Defence Intelligence Agency") ritenevano che la Remote Viewing fosse un sistema affidabile ed efficace, tant’è che continuarono a servirsene fino al 1995. In quella data vennero brutalmente cancellati tutti i programmi che prevedevano l’uso di "Remote Viewers" ed "Esper" e per prevenire una fuga di notizie sull’argomento (dato il gran numero di specialisti che si ritrovarono licenziati di colpo) la CIA emise un comunicato stampa in cui dichiarava che esperimenti psichici erano stati sì condotti in passato, ma che erano stati interrotti in quanto inefficaci. Grossa bugia, visto che la Remote Viewing venne usata per quasi un quarto di secolo dai servizi segreti americani. Era efficace, eccome. Probabilmente il vero motivo che causò la cancellazione del progetto "Grillflame" fu un altro.
Forse i servizi erano entrati in possesso di qualche ritrovato tecnologico capace di svolgere lo stesso lavoro degli Esper.
Attualmente diversi ex agenti del progetto "Grillflame" si dedicano ad attività private, continuando a sfruttare le capacità sviluppate in anni di pratica. In quest’ottica la società Psi Tech, formata quasi esclusivamente da ex agenti "Grillflame", andò incontro al fallimento economico nel 1996.


Contatti mentali con esseri "non umani"

Una delle cose più inquietanti che viene rivelata da questi ex "soldati psichici", è che tutti, prima o dopo, durante le loro perlustrazioni mentali, videro degli UFO. Quando gli veniva ordinato di localizzare velivoli ad alta quota nel tentativo di rilevare mezzi sovietici, visualizzavano invece oggetti volanti sconosciuti.
Melvin Riley, uno dei primi PSI governativi, rammenta che nel 1988 i suoi superiori gli portarono una foto da studiare. La foto mostrava solamente un oggetto luminoso. Ma una sessione di Remote Viewing rivelò che al suo interno vi erano degli umanoidi e che l’oggetto ora stazionava al di sopra di una centrale di missili nucleari. "Non era nulla di nostro o dei Russi", disse il Maggiore David Morehouse, altro ex "Grillflame". Quando il gruppo PSI cercò di rintracciare il punto di origine di questi mezzi, videro che provenivano da basi nascoste nella Luna, su Marte e persino nel nostro pianeta. "Non rivelammo neanche ai nostri superiori l’esito di questo Remote Viewing, perché ci avrebbero presi per pazzi", conclude Morehouse.
L’uso della Remote Viewing non sembra legato comunque a particolari poteri, ma solo ad un certo tipo di addestramento. "È incredibile che possano insegnarti a fare cose del genere", asserisce un’altra ex agente PSI, Linda Anderson. Secondo molte testimonianze, inoltre, una volta che la Remote Viewing ti schiude nuovi orizzonti, è difficile concentrarsi sulla vita di tutti i giorni. "A chi interessa spiare i sottomarini russi, quando puoi uscir fuori e guardare l’intero Universo?" sottolinea Riley.
Il Maggiore Morehouse una volta ebbe un’esperienza straordinaria. Tentò una Remote Viewing "libera", senza una meta. In quella occasione si ritrovò all’interno di una sala dorata, ricoperta di simboli sconosciuti. Su tre troni dorati si trovavano tre giganteschi individui, che lo "videro" ma lo ignorarono. Gli esseri avevano fattezze umane, benché fossero di statura titanica e possedevano barbe fluenti e caschi d’oro. "Sembravano divinità greche", ebbe a dire Morehouse. Essi stavano ordinando ad altre creature umanoidi di interagire con una sorta di pannello di controllo brillante dorato su cui erano incisi geroglifici irriconoscibili, tranne uno che era chiaramente una rappresentazione stilizzata di un Sole. Poi d’improvviso Morehouse si sentì "spinto via", e si ritrovò nel proprio soggiorno. "Ho avuto molti sogni lucidi, ma quello era qualcosa di reale", commentò poi. Secondo Morehouse le esperienze di Remote Viewing avvengono in qualcosa di simile alla quarta dimensione, dove si ha un controllo anche sul tempo, oltre che sullo spazio. "Quando sei nella quarta dimensione, percepisci tutto diversamente - dice il maggiore Morehouse - guardi la tua tazza di caffè nero e ne puoi vedere il fondo, e anche sotto il tavolo. È qualcosa impossibile da descrivere".


La misteriosa scomparsa della sonda Phobos II

Nel 1991, alcuni ex Remote Viewers governativi e l’unità "Grillflame" vennero consultati da ufficiali russi coinvolti nel programma spaziale che si occupava della sonda sovietica Phobos II, scomparsa misteriosamente nei pressi di Marte nel Marzo 1989. Da tempo infatti il Governo USA e quello russo collaborano nelle ricerche spaziali. Sei Remote Viewers vennero messi all’opera e il loro rapporto fu unanime: una volta entrata nell’orbita del Pianeta Rosso, la sonda Phobos II era stata intercettata da un primo disco volante, che ne aveva rilevato la presenza. Poco dopo un secondo disco le si avvicinò, sondandola a distanza con un raggio di luce, per verificare se l’oggetto "intruso" fosse ostile o meno. Una volta valutata la sonda come non pericolosa l’oggetto si era allontanato, ma il raggio di rilevamento aveva inflitto dei danni alle delicate componenti elettroniche della Phobos II. Questa tentò di autoripararsi, ma così facendo si verificò una serie di cortocircuiti che peggiorarono la situazione. Allora la sonda apportò automaticamente un cambiamento di rotta per tornare verso la Terra, ma un piccolo frammento meteorico vagante le diede il "colpo di grazia", danneggiandola irreparabilmente. Durante la Remote Viewing, fu notata sulla superficie marziana una enorme piramide e gli agenti PSI ebbero l’impressione che svolgesse funzioni di "faro" o di "trasponder", comunque una sorta di "aiuto inerte" per la navigazione stellare. Essi percepirono inoltre la presenza di esseri viventi dentro e sotto la piramide stessa.
La difficoltà, trattandosi di UFO, è l’impossibilità di avere una controprova di quanto affermato dai Remote Viewers. Ma, per strano che possa sembrare, una parziale conferma giunse presto. Una ex cosmonauta sovietica, il Colonnello Marina Popovich, nel 1991 si recò in visita negli USA. Agli addetti stampa di San Francisco mostrò una delle ultime foto ricevute dalla sonda Phobos II prima che si perdessero i contatti, donatale dal cosmonauta Alexei Leonov, un alto ufficiale del programma spaziale sovietico.
La foto mostrava la sagoma di uno strano oggetto volante che si avvicinava alla sonda e, secondo la Popovich, era stata scattata il 25 Marzo 1989, nei pressi di una delle lune di Marte, Phobos. "L’oggetto potrebbe anche essere una nave spaziale aliena... non so cosa pensare - dichiarò la Popovich - di certo questa foto fa riflettere". Era quello l’oggetto visto dai Remote Viewers?


Lo strano caso del Dott. Courtney Brown

Courtney Brown è uno dei più noti esperti civili di Remote Viewing, tecnica da lui appresa tramite Ed Dames, ex agente dell’unità "Grillflame". Personaggio controverso, Brown è stato spesso al centro di forti critiche e talvolta fautore di dichiarazioni infondate. Nel suo libro "Cosmic Voyage Brown" ha fornito una serie di informazioni di rilievo, confermate da altri Viewers. Fra queste: milioni di anni fa, lo stesso sciame meteorico che avrebbe colpito la Terra e provocato l’annientamento dei dinosauri colpì anche Marte, privandolo dell’atmosfera.
Su Marte esisteva già allora una razza umanoide che, dopo essere riparata nel sottosuolo per cercare scampo, ripose nella Terra tutte le sue speranze di ottenere un nuovo habitat. La visitarono spesso in passato e vi costruirono anche dei piccoli avamposti, aspettando che l’umanità si evolvesse al punto giusto. Ma con orrore oggi si rendono conto che l’umanità sta riducendo il nostro pianeta ad un cumulo di spazzatura. Oltre ai Grigi e ai marziani, che comunque sembrano non avere intenzioni ostili ("ci avrebbero conquistato tempo fa, altrimenti", afferma Morehouse), i Remote Viewers avrebbero incontrato un’altra tipologia di alieni: gli esseri di luce, che gli Esper chiamano i "Trascendentali". Queste creature immateriali ed evolutissime aiutano chiunque lo richieda e proverrebbero da una galassia lontana. Secondo i Viewers, i "Trascendentali" comunicherebbero tramite archetipi e simboli antichi, spesso religiosi, e le loro caratteristiche li renderebbero simili a quelli che da secoli chiamiamo "Angeli".


Il Quartier Generale della Federazione Galattica

Ulteriori elementi confermerebbero la validità della Remot Viewing. Sia l’ex "Grillflame" Riley che Ray Bordon, un letterato di Dallas, nel corso di alcune sessioni di Remote Viewing videro quello che definirono un quartier generale della Federazione Galattica: "sembrava un tempio sumero con obelischi simili a quelli egiziani posti di fronte a una larga rampa inclinata. I muri erano composti da una sorta di marmo bianco e posto su di un altopiano sabbioso". Bordon e Riley all’epoca non si conoscevano, ma la loro descrizione dell’edificio coincideva persino nei dettagli. Se, dunque, la validità della Remote Viewing si va affermando sempre più giorno dopo giorno, un’altra domanda inquietante si fa strada: riusciremo a gestire l’enorme mole di informazioni che si renderanno disponibili e, ancor di più, ad accettarne la natura "non terrestre"? La Remote Viewing potrebbe rivelarsi un passo decisivo per l’acquisizione di un nuovo tipo di coscienza universale, per noi piccoli uomini della Terra. Tornano in mente le parole entusiastiche del maggiore Morehouse: "Ci sono infiniti mondi là fuori, luoghi di una bellezza indescrivibile... dovreste vederli!"

http://www.edicolaweb.net/us060401.htm



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MessaggioInviato: 28/01/2010, 09:09 
Il caso di Prata Principato Ultra (AV)


Data: 8 ottobre 1984
Luogo: Prata Principato Ultra provincia di Avellino

Il testimone verso le ore 7,40 mentre si sta recando al suo podere si arresta improvvisamente in quanto sul medesimo sentiero, a circa venti metri da lui, c'è un individuo dalle caratteristiche fuori dall'ordinario.

La figura in questione è alta metri 1,20 circa e porta una sorta di casco di colore scuro e dalla forma sferica al posto della testa. Sulla schiena ha una specie di zaino o scatola (del medesimo colore del casco) dalle dimensioni approssimative di cm. 30*30 dotato, nella parte superiore, di una sorta di tubo che si inserisce sul casco all'altezza della nuca, mentre un secondo tubo fuoriesce dal lato inferiore e sembra passare tra lo zaino e la schiena dell'entità animata.

Il resto del corpo dell'essere appare come ricoperto da una sorta di pelliccia (simile a quella di una pecora) dal pelo lungo 10/12 centimetri di colore bruno scuro.

La figura pareva intenta a saggiare il terreno con una sorta di attrezzo. Tale attrezzo era simile ad una "T" rovesciata, munita di due punte che venivano introdotte nel suolo.

L'entità mentre lavora solleva più volte ora l'uno ora l'altro piede, quasi che controllasse di non affondare troppo nella terra del sentiero resa melmosa dalla presenza di acqua stagnante.

Il testimone è intimidito e disorientato ma non spaventato in quanto ritiene l'essere una sorta di pazzo mascherato. Dopo qualche minuto decide di sbloccare la situazione con dei colpi di tosse.

L'entità cessa la sua attività e si volta verso il testimone evidenziando, all'altezza degli occhi, una sorta di larga feritoia di colore alluminio lucido.

Poi, dopo alcuni secondi, l'intruso volta le spalle e si allontana verso una radura. Contemporaneamente, da ambo i fianchi, inizia ad emettere come delle sottili fiamme color bluastro (simili a quelle della fiamma ossidrica) lunghe 60/70 centrimetri.

L'emissione delle fiamme era continua ed accompagnata da un rumore ritmico.

A questo punto il teste è spaventato ed inizia ad indietreggiare e l'intruso quindi scompare dal suo campo visivo occultato da un albero di nocciole.

Dopo circa un minuto il teste osserva uno strano corpo volante innalzarsi verso il cielo con una traiettoria inclinata.

L'UFO pare decollato dal campo distante dal testimone circa 70 metri: in pochi secondi il veivolo sale fino a 500/600 metri e poi, bruscamente, con una virata ad angolo acuro, piega oltre il crinale della montagna e apparentemente di nuovo verso il basso come per effettuare un nuovo atterraggio.

Il teste descrive l'UFO come un parallelepipedo o "cassa" sormontato da una sorta di piatto collegato alla superficie del veivolo con due strutture tubolari.

Il corpo volante in questione appare di colore marrone scuro. Non emette alcun suono e luminosità percepibili dal testimone.

Il teste è l'unico testimone del fatto.


RISPOSTA DEL MINISTERO DELLA DIFESA

Estratto dell'originale inviato al Centro Ufologico Nazionale

In relazione a quanto rappresentato circa l'episodio in oggetto nella documentazione allegata alla lettera in riferimento e, in particolare, per quanto concerne la descrizione degli aventi svoltisi a terra, questo Dicastero non ha particolari osservazioni da formulare.

Si informa tuttavia che dalle ricerche effettuate in seguito alla segnalazione da parte dei Carabinieri dei fatti denunciati dal Sig (omissis) è risultato che nel giorno indicato sono stati lanciati palloni sonda dalle stazioni di Fiumicino, Trapani, Elmas e Brindisi. Non si esclude che nel mattino di detto giorno i palloni di cui trattasi abbiano potuto trovarsi nella zona dell'avvistamento o nelle sue vicinanze.

http://misteriufo.org/il_caso_di_prata_principato_ultr.htm



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MessaggioInviato: 29/01/2010, 14:24 
Parla un creatore


di Philip J. Corso


Il testo che segue contiene un messaggio giunto telepaticamente al Colonnello Corso e da lui immediatamente trascritto, in seguito ad un suo personale Incontro Ravvicinato con una EBE. L’essere agiva in rappresentanza di creature superiori, da Corso identificate con i termini di "Creatori" o "Igigi" (o Anunnaki). Il documento fa parte di materiali totalmente inediti, scritti di pugno dal Colonnello Corso, che costituiscono il suo lascito alla nostra Redazione. Vi si rintracciano, chiaramente, i fondamenti di quanto egli intendeva come "Nuova Scienza".

(Messaggio trasmesso da una EBE per conto dei suoi maestri)

Se voi siate stati creati da Dio onnipotente o se siate stati creati da noi, non ha importanza. Ciò che importa è quello che siete diventati. Vi è stato fatto un gran dono, una "mente che crea ordine". Con questo intendo la capacità di distinguere tra un’esperienza e una mera immagine mentale. La conoscenza scaturisce dalle esperienze ottenute dal confronto tra le invenzioni dell’intelletto e fatti osservati e fa uso solo di concetti collegati alle esperienze nelle quali non si nutre alcun dubbio. Vi è stato dato accesso a solide basi scientifiche che vi hanno fatto avanzare rapidamente di duecento anni nel futuro. Adesso è arrivato il momento di proiettarsi nei fenomeni tempo-dimensionali e gli effetti che gli sconvolgimenti nel tempo possono avere sugli eventi futuri. La formula vi è stata data, comunque al momento noi ci poniamo l’interrogativo se voi possiate andare avanti, di fronte alla stoltezza e mancanza di realismo dei vostri pensieri e delle vostre azioni. C’è un perdurante dubbio se voi siate o no in grado di "farla vostra" per creare un "nuovo mondo".


Voi mortali, potete essere così stupidi

I mezzi per progredire sono dentro di voi, eppure fate confusione con la realtà. Sembra quasi che nella vostra mente la realtà non esista. Alla luce di questi fatti, cosa dovremo fare con voi? Ricominciare daccapo con una nuova razza, eliminare gli indesiderabili tra di voi, o fondere le nostre culture e civiltà? Noi abbiamo preso la nostra decisione, qual è la vostra? Vi abbiamo dato uno dei più grandi avanzamenti mai dati alla razza umana e voi cosa ne avete fatto? L’energia atomica potrebbe essere un grande aiuto per la razza umana al di là di quello che voi avete fatto. Avete creato un’arma di distruzione di massa. Questo ha permesso a coloro che controllano l’economia mondiale, che trascendono i confini nazionali, di far leva sulla paura delle masse. Noi abbiamo scelto gli Stati Uniti d’America come nazione principale che si avvicinava alla società che noi abbiamo previsto. Ma cosa avete fatto con i doni che noi vi abbiamo concesso? Siete sulla via giusta per diventare una potenza di seconda classe. Avete trasformato il grande dono dell’atomica (l’Universo si basa su una struttura atomica) in una fogna di avida economia. Questo fattore, insieme alla follia, alla stupidità e alla mancanza di conoscenza, sta contribuendo al vostro degrado. Poiché voi basate tutto su fattori economici e non sull’esigenza di sopravvivenza e progresso e non potete isolarvi dal resto del mondo, molte altre nazioni stanno progredendo nell’uso pacifico dell’atomica. Accusate noi di sterminio mentre i colpevoli siete voi, visto che vi abbiamo dato i mezzi per fermare lo sterminio della razza umana. Io parlerò di questi lati oscuri che conducono al disastro in ordine di importanza.

1: Acqua
Einstein disse che lo sviluppo storico aveva portato all’accentramento di tutti i poteri economici, politici e militari nelle mani degli Stati nazionali.
A tutt’oggi l’acqua si presenta come uno dei punti più critici per la pace tra le nazioni. L’acqua ha rimpiazzato il petrolio come il punto caldo per i conflitti tra le nazioni. Il mondo, il vostro mondo, deve prepararsi allo shock dell’acqua. La mancanza di acqua potabile ha condannato milioni di persone alla malattia, morte e degrado. Per sopravvivere, le nazioni povere devono insorgere contro quelle ricche. Miliardi di abitanti del mondo saranno a corto di acqua potabile e periranno, rivoltandosi prima della distruzione. Quarant’anni fa (1960) l’esercito americano mise a punto un impianto atomico portatile in grado di produrre 28.800 galloni di acqua fresca al giorno e 10.000.000 di galloni in sei anni ottenuti dall’acqua salata. Richiedeva pochissima manutenzione ed era sicuro, ma fu scartato dagli artisti dell’allarmismo nucleare e dagli economisti antinucleari che si dicevano ambientalisti. Città come New York, Parigi, Londra, Tokio, Los Angeles, Roma e altre metropoli, all’attuale ritmo di mancanza di acqua e numero di abitanti, periranno nel prossimo millennio. Lo spreco, l’incompetenza, e i fattori di costo annienteranno le città grandi e piccole. Nell’ultimo quarto di secolo i bisogni di acqua sono aumentati ai soli standard minimi.

2: Misure igieniche e rifiuti
Durante i primi anni Sessanta l’esercito americano sviluppò un sistema atomico che avrebbe usato il cobalto per purificare le acque di scarico e i rifiuti umani. L’esercito americano aveva capito il pericolo di malattia e morte di un esercito stanziato in poco spazio (per esempio, 100.000 soldati nel raggio di una o due miglia). Il potenziale danno derivato dalla mancanza di strutture sanitarie sarebbe più mortale che affrontare un esercito nemico. Il sistema fu scartato a causa del termine "nucleare". Miliardi di persone in tutto il mondo non hanno misure igieniche e sono condannati. Le malattie si diffonderebbero facilmente in tutto il mondo, come la morte nera (la peste, N.d.R.), metropoli potrebbero essere annientate, istantaneamente. I sistemi odierni per l’acqua e le fognature saranno distrutti in breve e il mondo civilizzato scomparirà. La spazzatura ed i rifiuti potrebbero essere decomposti con mezzi nucleari, ma la stupidità impera.

3: Cibo
Il mondo odierno soffre di mancanza di cibo e fame. Questa situazione potrebbe mutare in breve tempo, ma la stupidità e la mancanza di conoscenza ostacolano la soluzione. A metà degli anni Quaranta l’esercito americano cominciò a studiare gli effetti delle irradiazioni alimentari. Gli sforzi furono premiati da grande successo. La refrigerazione non era più necessaria, furono eliminate malattie come la trichina dal maiale e la salmonella dal pollo. I polli possono crescere virtualmente in 90 giorni e i polli irradiati potrebbero essere esportati in grandi quantità. Miliardi di vite potrebbero essere salvati, ma ancora una volta la stupidità si fa sentire e, a causa dell’infondata paura del nucleare, gli Americani non permetterebbero mai che nei loro supermarket si trovasse cibo irradiato. Questa situazione sarebbe applicabile a molti altri cibi, vegetali, erbe, ma sebbene il processo sia affidabile e non nocivo, il boicottaggio continua, a causa della mancanza di conoscenza.

4: Energia
Il clima di opinioni è che nessuno in America vuole sviluppare una nuova generazione di generatori di energia nucleare; la motivazione è che la viabilità commerciale non è stata stabilita. Mentre il mondo va avanti, noi ristagnamo. Dicono che l’idea di sviluppare una nuova generazione di generatori di energia nucleare chiamata "Advanced Light Water Reactor" sia uno spreco di denaro. Questo è tipico dell’"anti" pensiero. Non sono stati costruiti nuovi impianti nucleari negli Stati Uniti dal 1973 e non ne saranno costruiti altri nella prossima decade a causa del pensiero negativo dei politici. Nuove tecnologie computerizzate rendono possibili dispositivi di sicurezza più semplici, ma non negli Stati Uniti. Sono stati intrapresi nuovi progetti geotermici e di energia eolica, ma questa è una cattiva idea, un diversivo. Nei primi anni Sessanta l’esercito americano disponeva di un impianto nucleare portatile sicuro a basso mantenimento, in grado di produrre vapore per guidare i generatori a produrre centinaia di kw e sciogliere il ghiaccio per produrre acqua. Una piccola città nell’Artico fu dotata di acqua, calore e elettricità: fu scartato. Era in via di sviluppo un piccolo impianto nucleare che poteva prendere l’idrogeno dall’acqua e l’azoto dall’aria e produrre ammoniaca come propellente per i veicoli. Fu interrotto. I ricercatori usarono un reattore nucleare per scaldare il gas per farlo espandere e pressurizzarlo. Poteva essere passato attraverso un ugello e creare una reazione opposta per condurre un veicolo. Progettarono di spingere un velivolo spaziale con un raggio ionico. Abbiamo pianificato di proiettarvi nel futuro dandovi un sistema per accelerare particelle molecolari cariche in campi magnetici quindi irraggiarle attraverso un ugello per guidare un motore. Comunque, invece di proiettarvi 500 anni in avanti e viaggiare nello Spazio, voi, attraverso la stupidità, l’avarizia e la mancanza di conoscenza, siete arretrati di 50 anni.

5: Medicina nucleare
In questo campo avete fatto grandi progressi, a dispetto degli effetti dell’impedimento della ottusità umana e in molti casi gli uomini di scienza hanno dovuto eludere la parola "nucleare" per andare avanti, specialmente in MRI ("Magnetic Resonance Imaging") e apparecchi per rilevamento di immagini. Persino gli zar dell’economia dell’avidità hanno guardato ad altre soluzioni, visto che in molti casi si trattava di sopravvivenza e della loro salute, non dei dollari. Eccovi 100 anni nel futuro e andrete avanti ad un ritmo rapido, ammesso che altri fattori non vi schiaccino e distruggano il vostro modo di vivere.

E adesso vi lascio con questo:
I. Visto che possedete armi di distruzione totale, dovremo lasciarvi autodistruggere?
Oppure
II. Dovremo distruggervi noi come abbiamo già fatto una volta?
Oppure
III. Dovremo fare come fece il vostro Gesù Cristo, portare i creditori e quelli che usano il potere del denaro fuori dal tempio e lasciarvi progredire?
Oppure
IV. Creare una razza ibrida e la società che noi abbiamo previsto?

La scelta sta a voi.


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