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Grigio
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MessaggioInviato: 07/03/2010, 08:48 
L’avvistamento di Bonaiai



Bonaiai è un villaggio che sorge su una piccola lingua di terra creata nel Maser River dove quest’ultimo fuoriesce da un gorgo profondo dagli Owen Stanleys. Si trova sul lato meridionale della Goodenough Bay, a circa venti miglia da Menapi. Circa quattro miglia verso l’interno sorgono alte le montagne culminanti in due picchi che dominano il gorgo da tutte le parti, Monte Nuanua e Monte Pudi. Sono alte circa 1300 metri. Dietro di esse sorgono varie catene montuose, fino al Monte Simpson, alto circa 3300 metri, che domina tutta la catena.
Sulla spiaggia troviamo la Stazione della Missione di Tutti i Santi, a Bonaiai, con una chiesa corallina di cemento e vari edifici della missione. E’ rivolta verso nord, mentre la spiaggia va da nord/ovest a sud/est. Guarda sulle basse colline di Giwa e Menapi sulla Penisola di Capo Vogel.
Il Missionario in Carica, il Rev. William Booth Gill, è un mio vecchio amico. E’ venuto a Papua con me nel 1946. Era sulla sua piccola barca di cinque metri e navigava a circa un miglio sotto osta e stava tornando a casa dopo la visita ad una stazione periferica. Erano le 18.50, e stava per diventare scuro. Il tempo era sereno sopra di lui, ma c’erano nuvole e nuvoloni tutt’intorno. Le montagne erano un profilo scuro contro il cielo ancora luminoso.

Improvvisamente notò una brillante luce bianca “come una lampada Tilley”, apparentemente posata in alto sul fianco del Monte Pudi, non lontano dalla cima. Calcolò che la luce si trovasse a circa 150 metri dalla cima. Rimase molto incuriosito da quella luce, ma non eccessivamente, e così distolse lo sguardo, continuando a leggere il suo libro. Cinque minuti dopo alzò di nuovo lo sguardo, ma la montagna era al buio. La luce era scomparsa. La cosa gli sembrò di nuovo strana, ma non le diede importanza, e continuò a leggere. Dopo altri cinque minuti fu nuovamente consapevole della presenza della luce, che risplendeva su un fianco della montagna, ma con sua sorpresa splendeva da una posizione completamente diversa, sul lato opposto della montagna. Si era spostata di un buon miglio verso est, cosa abbastanza impossibile se fosse stata portata da un uomo.

Però, padre Gill non si rese conto del significato di quello che aveva visto, e distolse di nuovo lo sguardo. Quando successivamente guardò da quella parte, la luce era scomparsa, e non ricomparve più. Il mattino seguente esaminò la montagna alla luce del giorno, e si rese conto che non c’erano case o villaggi e nemmeno tracce di vita umana lassù, ma solo i lati a picco delle montagne. Soltanto quando ricevette una mia lettera a proposito dei più recenti avvistamenti di Giwa gli venne in mente che avrebbe potuto trattarsi di un UFO.

Padre Gill fu di nuovo testimone di un’osservazione successiva che avvenne il 26 giugno 1959. Questa volta c’erano trentotto testimoni in tutto, e le loro descrizioni dell’UFO e dei suoi occupanti sono diventate classiche. Quello che segue è un estratto di un rapporto sull’evento steso dal Rev. Cruttwell.

Padre Gill aveva appena cenato ed uscì dalla porta principale della Casa della Missione. C’è un piccolo fraticello, ed alcuni alberi, comprese palme da cocco, e poi una discesa di circa quindici metri verso la spiaggetta sottostante.
Lanciò distrattamente un’occhiata al cielo cercando Venere, che in quel periodo era molto luminosa. Per usare le sue parole: “Ho visto Venere, ma ho visto anche quell’oggetto scintillante che mi sembrò molto strano proprio perché scintillava, e perché era veramente molto luminoso ed era vicino a Venere e così rimasi a guardarlo per un po’, dopo di che lo vidi discendere verso di noi”.

Stephen Gill Moi (un maestro della missione nativo del posto), che si unì a Padre Gill qualche minuto dopo, lo descrisse come “splendente con una brillante luce bianca, come una lampada Tilley”. Ananias (un lavoratore indigeno) si servì esattamente della stessa espressione. Stephen sottolinea che sembrava sciogliersi e svanire e poi diventare più luminoso, come se si stesse avvicinando ed allontanando. A un certo punto si avvicinò abbastanza e rimase immobile ad un’altezza che Padre Gill calcolò tra i 130 ed i 150 metri, anche se ammette che è stato molto difficile giudicare l’altitudine, di notte, senza conoscere le dimensioni dell’oggetto. Calcola il suo diametro apparente come dodici centimetri tenuti alla distanza di un braccio. Stephen disse che se allungava una mano chiusa a pugno riusciva a coprirne metà.

Padre Gill dichiara che cambiò da una brillante luce bianca, quando era molto lontano, ad un giallo opaco, o forse arancione pallido, quando venne più vicina. Alla domanda se pensava che si trattasse di un oggetto metallico, rispose:
“Bé, sembrava solido, certamente non trasparente né poroso; possiamo solo dire che fosse metallico in base alla nostra esperienza di cose che viaggiano e trasportano uomini”.

Tutti i testimoni sono d’accordo sul fatto che era circolare, che aveva una grossa base ed una parte superiore più stretta, che sotto aveva delle specie di gambe; che di tanto in tanto produceva una lama di luce azzurra che splendeva in alto verso il cielo a un angolo di circa quarantacinque gradi e che in cima comparvero quattro “figure umane”.
Due testimoni dichiararono di aver visto circa quattro oblò o finestrini sulla fiancata, che hanno indicato nei loro disegni. Essi non compaiono invece nei disegni di Padre Gill. Commentando questi disegni disse: “Ho visto quelli che sembravano pannelli sul fianco dell’oggetto che brillava un po’ più luminoso del resto, ma non li ho interpretati come oblò. Per questo non li ho indicati nel mio disegno approssimativo”.

Discutendo l’aspetto dell’oggetto e dei suoi occupanti, il rapporto del Rev. Cruttwell continua:

C’è una certa discrepanza tra i calcoli dei vari testimoni sul numero di gambe, anche se tutti convengono che erano divise in due gruppi. Padre Gill tiene a sottolineare che c’erano quattro gambe, aperte, due per parte, un po’ divergenti.
Ho riprodotto il disegno di Padre Gill e i disegni di tre testimoni per poterli paragonare, disegni che sembrano comprendere il vero aspetto dell’oggetto così come si ricava dalla descrizione dei testimoni.
Riportiamo qui i commenti di Padre Gill sugli “uomini”:

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“Mentre lo guardavamo (l’oggetto) da esso uscirono degli uomini e comparvero nella parte superiore, su quella che sembrava una piattaforma sulla sommità di quel grosso disco. In tutto c’erano quattro uomini, in certi momenti due, poi uno, poi tre, poi ancora quattro; annotammo le varie occasioni in cui tali uomini comparvero. E poi in seguito tutti quei testimoni che furono abbastanza sicuri del fatto che le nostre registrazioni erano corrette, e che concordavano con esse, e video gli uomini nello stesso momento in cui li vidi io… poterono firmare la loro testimonianza su quella che abbiamo interpretato come un’attività umana o comunque di creature di qualche tipo poste sull’oggetto stesso”.
“Un’altra cosa peculiare era questa lama di luce blu, che emanava da quello che sembrava il centro del disco. Gli uomini sembravano illuminati non solo dalla luce che si rifletteva su di loro, ma anche da una specie di bagliore che li circondava completamente insieme al veicolo. Il bagliore non li toccava, ma sembrava esserci un po’ di spazio tra il loro profilo e la luce. Ho cercato di indicarlo nel disegno. Sembravano illuminati in due modi: (a) da luce riflessa, come gli uomini visti al lavoro in alto su un edificio di notte, ed illuminati dal bagliore di una lampada ossiacetilenica, e (b) da questa curiosa aureola che li delineava, seguendo ogni contorno delle loro figure senza però mai toccarli. In effetti sembravano essere illuminati nello stesso modo in cui lo era la macchina”.
Tutto questo è indicato nel diagramma di Padre Gill.

Alla domanda se pensasse che quegli uomini indossassero tute spaziali, rispose: “Non saprei dirlo. Può anche darsi; la cosa mi sembrerebbe una spiegazione possibile del doppio profilo, ma non vidi nessuna tuta effettiva”.
Gli chiesi se avesse potuto vedere qualche dettaglio, come per esempio il colore della loro epidermide. Rispose che erano troppo lontani per poter vedere tali dettagli, ma che comunque avrebbe detto che probabilmente erano pallidi. Per quanto riguarda i dettagli dei loro corpi, l’unica cosa di cui poteva essere sicuro era che avevano il contorno di normali esseri umani dalla cintura in su. Le loro gambe erano nascoste dai lati del veicolo. Se portavano abiti, erano estremamente aderenti.


La seconda notte

L’oggetto tornò la sera seguente e ripeté le sue esibizioni. Un astronomo americano, il Dr. Menzel, ha dichiarato che l’oggetto che tutti i testimoni stavano guardando eccitati era il pianeta Venere!
Questa ipotesi può essere rifiutata su basi astronomiche, per non parlare delle altre. Il 27 giugno, il sole tramonta, ora locale, alle 18.15; quindi il cielo sarebbe stato ancora parecchio luminoso alle 18.02, quando secondo le annotazioni di Padre Gill, fu chiamato per andare a vedere un oggetto sufficientemente chiaro nel cielo da provocare costernazione tra i nativi del luogo. Venere semplicemente non avrebbe mai potuto apparire così chiara in un cielo ancora azzurro.
Il Reverendo Cruttwell, che conosce molto bene il terreno montagnoso di Bonaiai, conferma personalmente questo fatto:

Alle 18 il sole sarebbe andato dietro le montagne, ed il cielo rimane brillante fino alle 18.30. Non diventa realmente buio fino almeno alle 18.45. Ciò esclude qualsiasi possibilità che l’oggetto sia stato un pianeta, quale Venere, che non avrebbe potuto essere tanto luminoso così presto. Riportiamo qui il rapporto di Padre Gill sugli eventi di sabato 27 giugno:
“Un grosso UFO fu avvistato per primo da Annié Laurie Borwa, un’assistente medico papuana, apparentemente nella stessa posizione della notte precedente. Erano all’incirca le ore 18”.
Chiamò Padre Gill, che uscì intorno alle 18.02, e vide anch’egli l’oggetto. Aveva lo stesso aspetto dell’oggetto della notte precedente, ma sembrava un po’ più piccolo, probabilmente a causa dell’accresciuta distanza.

Padre Gill continua:
“Ho chiamato Ananias e parecchie altre persone, e siamo rimasti all’aperto a guardare. Anche se il sole era tramontato dietro le montagne, c’era luce sufficiente per i seguenti quindici minuti. Guardammo delle figure apparire in cima… erano quattro… non c’è dubbio che fossero umane. Questi è probabilmente lo stesso oggetto che considerai “nave madre” la notte precedente. Due UFO più piccoli vennero avvistati nello stesso momento, stazionanti, uno sopra le colline, a ovest, e un altro sopra di noi.
“Sul più grande, due delle figure sembravano intente a fare qualcosa vicino al centro del disco… di tanto in tanto si piegavano ed alzavano le braccia come se stesero regolando e “sistemando” qualcosa di non visibile. Una figura sembrava in piedi, e ci guardava dall’alto (eravamo circa una dozzina)”.

Padre Gill, descrivendo in seguito questa scena al Rev. Cruttwell, gli disse che “l’uomo” era in piedi con le mani sulla “ringhiera” e guardava in basso, “proprio come si potrebbe guardare dal ponte di una nave”. Il rapporto di Padre Gill continua:

“Alzai” le mani sopra la testa e feci un cenno di saluto. Con nostra grande sorpresa quella figura restituì il saluto.
Ananias e tutti noi cominciammo ad agitare le braccia e tutti e quattro sembrarono rispondere ai nostri saluti. Sembrava non esserci alcun dubbio sul fatto che stavano rispondendo ai nostri movimenti. Tutti i ragazzi della missione emisero grida percepibili (di gioia o di sorpresa, o forse entrambe le cose).
“Mentre il bio stava scendendo, mandai Kodawa a prendere una pila, dopo di che diressi una serie ritmata di lampi verso l’UFO. Dopo un paio di minuti, l’UFO evidentemente riconobbe il segnale e cominciò a fare diversi movimenti in avanti e indietro (in direzione laterale, come un pendolo)”.
“I nostri saluti vennero ripetuti, e la cosa fu seguita da altri lampi della pila, poi l’UFO cominciò lentamente a diventare più grande, evidentemente si stava muovendo verso di noi. Smise di avvicinarsi dopo circa mezzo minuto e da quel momenti rimase immobile”.
“Dopo altri due o tre minuti quelle figure persero evidentemente ogni interesse per noi, in quanto scomparvero sotto coperta”.
“Alle 18.25 due figure ricomparvero, riprendendo quello che stavano facendo prima dell’interruzione. La lama di luce blu ricomparve per qualche secondo, due volte in successione”.


(Dal volume: "UFO: realtà di un Fenomeno"; Amenia Ed. 1975)


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Il contatto di Sid Padrick

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Nell’edizione di marzo-aprile 1965 del giornale “The Little Listening Post”, Washington D.C., si parlò dell’avventura vissuta dal signor Sid Padrick, un californiano di 45 anni. Il 30 gennaio 1965 Padrick passò apparentemente due ore a bordo di una Nave Spaziale sconosciuta.
Padrick è un tecnico di radio e televisori, che lavora a Selva Beach (Watsonville), sulla costa del Pacifico, circa 120 chilometri a Sud di San Francisco. Passeggiando sulla spiaggia, non lontano da casa sua, verso le 2 del mattino, egli afferma di aver sentito improvvisamente un sibilo simile a quello di un aereo a reazione e di aver scorto nella notte i contorni di un immenso apparecchio di 15 metri di diametro e circa 10 di altezza. La forma del veicolo richiamava realmente quella di due piatti rovesciati l’uno contro l’altro. In preda al panico, Padrick si mise a correre, ma sentì una voce proveniente dall’apparecchio: “Non abbia paura, non siamo ostili”. Tentando di fuggire, sentì la voce ripetere il messaggio: “Noi non vi vogliamo alcun male”. Poi la voce lo invitò a salire a bordo. Padrick si fermò, pietrificato. Tornò lentamente sui propri passi, vide una porta aperta e salì a bordo. La porta si chiuse dietro di lui.
L’abitacolo era grande all’incirca 2 metri per 2. Un’altra porta scorrevole si aprì e Padrick penetrò nella stanza. Un uomo l’aspettava. La somiglianza di quest’uomo con noi stessi – disse il testimone – era incredibile. Portava una tuta da volo che gli aderiva al corpo e parlava l’inglese alla perfezione. L’uomo appariva stupito come il testimone. Quest’ultimo ebbe l’impressione che l’apparecchio si fosse spostato durante il suo soggiorno a bordo, perché più tardi ebbe il permesso di fare un breve giro e notò che il paesaggio era cambiato. Si trovava in una regione montagnosa. Ma non percepì alcun movimento. Il veicolo comprendeva quattordici scompartimenti su due piani collegati con un ascensore. A bordo c’erano otto uomini e una donna. Tutti portavano la stessa tuta azzurra. Ma solo quello di cui avevo sentito la voce gli rivolse la parola. Padrick afferma di aver visto una quantità di quadri di comando estremamente complicati. Gli occupanti, tutti affaccendati, gli diedero appena un’occhiata quando entrò.
Gli venne mostrata un’enorme lente, sulla quale Padrick riuscì a vedere un oggetto di forma allungata, il vascello di navigazione (vascello-madre) che si trovava in quel momento nello spazio. L’uomo gli spiegò che provenivano da un pianeta situato a parecchi anni-luce nello spazio. Dopo aver ricevuto la promessa di un nuovo incontro, Padrick fu rilasciato, discese dal veicolo alle 4 del mattino e rientrò a casa.
Il giornale che abbiamo più sopra citato riportò in aprile una lunga intervista con il testimone. Il colloquio fu registrato su nastro magnetico.
Padrick fu sottoposto al fuoco incrociato delle domande poste dai suoi interlocutori: le sue risposte furono immediate, dirette, chiare e precise.
Le indagini condotte sul suo conto presso la gente del luogo rivelarono che era tenuto in considerazione da tutti.
Questi sono dei brani tratti dalla registrazione di quell’intervista.
Tutte le parole, le espressioni, sono quelle del testimone Padrick. Lasciamo giudicare al lettore.


- Perché i visitatori dello spazio vengono qui?

“Sono qui in missione di esplorazione di osservazione. Hanno detto di voler ritornare per delle osservazioni supplementari. Credo che osservino soprattutto la gente. Non hanno fatto alcuna allusione al governo, alla politica o al nostro avvenire. Mi hanno dato l’impressione di voler prendere contatto in futuro con un maggior numero di persone. Dicono di aver avuto dei contatti con un intero gruppo di persone due mesi fa in Nuova Zelanda”.


- Da dove vengono?

“Il mio interlocutore mi disse che venivano da un pianeta più lontano di un altro che noi osserviamo già, ma che non osserviamo loro stessi. Non ha detto che non siamo riusciti ad osservarli, ma piuttosto che non li abbiamo osservati. Io penso che questo pianeta si trovi nel nostro sistema solare”.


- Chi c’era a bordo?

“Gente come voi e me. Non dobbiamo aver paura di loro. Credo che non siano né angeli né dei robot. Non si dedicano ad attività che mettono in pericolo le nostre vite. Dopo questo contatto con loro, ne sono assolutamente certo”.


- Qual è l’aspetto di questi esseri?

“Erano tutti alti circa 175 – 178 cm. Il loro peso era sui 68 – 70 chilogrammi. Tutti hanno capelli corti, tranne la donna che li porta pettinati all’indietro e nascosti nella tuta. Non siamo entrati nella stanza che lei occupava, ma siamo passati davanti alla porta aperta. L’ho quindi vista solo per un istante. Era molto bella. Penso che la loro età sia sui 25 – 30 anni. Sembrano vivaci, energici e intelligenti. Tutti avevano capelli castani e la pelle molto chiara. Il loro viso era simile al nostro ma più affilato verso il basso: mento e naso appuntiti. Gli occhi sono uguali ai nostri”.


- Com’erano vestiti?

“Portavano tutti una tuta a due pezzi aderente al corpo, azzurra, quasi bianca (lo stesso colore della parete), apparentemente non c’erano bottoni o cerniere. Le scarpe, una specie di stivali, sembravano tutt’uno con la tuta. Erano dotate di suole e di tacchi. Questa gente si muoveva a passi felpati su un tappeto che sembrava di gomma. Il colletto della tuta aveva una decorazione molto graziosa. Terminava a V sul davanti e portava una specie di nastro i cui colori non somigliavano per niente a quelli che conosco. Erano molto più belli dei colori che conosco”.


- L’uomo parlava bene l’inglese?

“Non sembrava uno straniero. Parlava un inglese perfetto. Credo che essi riescano ad adattarsi a qualunque condizione. Tuttavia mi ha confidato che lui era il solo dei nove occupanti a parlare l’inglese”.


- C’è stata telepatia nei vostri contatti a bordo?

“Dopo ognuna delle mie domande, l’uomo osservava una pausa di circa 25 – 30 secondi. Forse riceveva delle istruzioni telepatiche prima di rispondere. Suppongo che i membri dell’equipaggio comunicassero per telepatia, perché non li ho mai sentiti discutere tra loro”.


- Quali furono le reazioni degli altri occupanti?

“Mi diedero un’occhiata quando entrai nel loro compartimento, ma non interruppero il lavoro, come se la mia visita non li riguardasse”.


- I dettagli dell’interno dell’apparecchio?

“Il pavimento, le pareti e il soffitto avevano la stessa apparenza (bianco – azzurro pallido). Le stanze non avevano angoli. Tutto era arrotondato. L’illuminazione indiretta sembrava emanata dalle pareti: non c’erano lampade. In altre parole, tutto era illuminato”.


- C’erano dei pannelli di strumenti?

“Ogni compartimento comprendeva dei quadri di strumenti disposti sulla parete. In alcuni locali ce n’erano quattro o cinque, in altri quindici o venti. Ma si assomigliavano tutti, benché fossero molto differenti dai nostri. Sembravano amovibili, ma non ho potuto avvicinarmi. Nella prima stanza dove eravamo entrati volli avvicinarmi a una parete, ma il mio ospite fece un gesto per impedirmelo. Non mi disse la ragione e io non gliela domandai. Ho visto dei contrassegni scorrere sugli strumenti, qualcosa che mi ricordava il nastro delle telescriventi, con dei punti e delle linee che si spostavano da sinistra a destra. Non c’erano degli schermi come quelli dei nostri oscilloscopi. Er contro, c’erano delle specie di manometri senza divisioni sui quadranti. Il mio ospite mi fece notare che i quadranti s’illuminavano soltanto in servizio”.


- L’apparecchio era controllato da un’altra nave spaziale?

“Sono stato messo davanti a una enorme lente che doveva costituire soltanto una parte di un sistema ottico d’osservazione. La riproduzione delle immagini aveva un effetto tridimensionale. Quella che la mia guida mi fece osservare era l’immagine di quello che egli chiamò vascello di navigazione (non pronunciò mai le parole vascello – madre). Benché fossero le 2.45 o le 3 del mattino, la nave era illuminata dal sole, nonostante che in quel momento essa fosse molto lontana dalla terra, forse a 1.500 chilometri o più. Non ho notato alcuna iscrizione, alcun oblò sulla nave spaziale, la cui forma richiamava quella di un sigaro. Era impossibile calcolarne le dimensioni. Era circondata da una specie di nebbiolina o di alone, malgrado la limpidezza dell’atmosfera. Dal momento che lasciai l’apparecchio, non la potei scorgere a occhio nudo. Non l’ho più vista dopo il decollo dell’apparecchio. Mi hanno assicurato dopo le misure fatte, che quelle navi erano lunghe da 2 a 2,5 chilometri. L’uomo mi disse in seguito che l’apparecchio attingeva tutta la sua energia dal vascello di navigazione, che lo guidava interamente dallo spazio (Il disco sarebbe dunque una sorta di robot abitato (N.d.T.). Ne ho concluso che lo strumento complicato di cui disponeva l’equipaggio serviva soltanto all’osservazione”.


- E il volo sulla regione montagnosa?

“Dopo una sosta, l’astronauta mi spiegò che il nostro apparecchio si era spostato ed era parcheggiato ora su un vasto terreno per campeggio di roulottes, non utilizzato in inverno. “Qui non ci potranno vedere”, aggiunse. Non ho la minima idea del luogo dove ci trovavamo; in seguito ricevetti parecchi informazioni con la descrizione delle zone di campeggio esistenti nella regione. Una sola corrisponde a quella descritta dall’astronauta: si trova a circa 260 chilometri da casa mia!”.


- Ha toccato la superficie esterna dell’apparecchio?

“Dopo l’atterraggio tra le montagne, l’uomo mi ordinò di uscire in modo da rendermi conto che non stavo sognando. Lasciai dunque da solo l’apparecchio e ci girai intorno. Mi sembrò fatto di un materiale non metallico, ma molto duro. Il solo prodotto analogo che conosco è il plexiglass. Quello dell’apparecchio era lucido fino all’inverosimile. L’astronauta non mi proibì di toccarlo e io non risentii alcun effetto particolare, né in quel momento né più tardi. Mi infilai sotto l’apparecchio e guardai i supporti sui quali poggiava. Cercai di scoprire dei segni d’immatricolazione o delle iscrizioni, ma non c’era niente”.


- Le fotografie della loro città?

“L’astronauta mi mostrò una foto e disse: “Ecco dove viviamo”. Quella foto mostrava degli edifici sullo sfondo, a forma di falce di luna (a cupola). Si vedevano delle finestre, ma posso affermare di non aver mai visto una fotografia così strana. La disposizione degli edifici non aveva niente a che vedere con i nostri. Lontani gli uni dagli altri, la disposizione tra i seguenti osservava una distanza ancora superiore rispetto a quella tra gli edifici precedenti. Si immaginavano delle strade in lontananza. In primo piano c’erano degli alberi e dei cespugli; la foto era molto chiara, si vedevano i più piccoli dettagli”.


- Come vivono a casa loro?

“L’astronauta mi disse: “Come sapete, noi non abbiamo malattie, delitti, vizi, polizia. Non abbiamo scuole. I bambini apprendono un mestiere fin dalla più tenera infanzia. A causa della lunga durata della nostra vita, abbiamo un rigoroso controllo delle nascite. Non abbiamo denaro. Viviamo assolutamente uniti”.


- Il vostro incontro faceva parte di un piano premeditato?

“Certo. E questo piano ha un aspetto religioso o spirituale. L’astronauta mi condusse nella “camera delle consultazioni” (così chiamata dall’astronauta), una specie di cappella all’interno della quale l’armonia dei colori era così bella che sono stato lì lì per svenire. E’ impossibile descriverla. Occupavano la stanza otto sedie, uno sgabello e quello che mi parve essere un altare. “Desidera invocare la divinità suprema?”, mi domandò. Di nuovo mi sentii svenire. Non sapevo che fare. “Noi ne abbiamo una” gli risposi, “e la chiamiamo Dio. Stiamo parlando della stessa cosa?” “Non ce n’è che una sola”, disse lui. Mi inginocchiai così sullo gabellino e dissi la mia solita preghiera. Ho 45 anni e non ho mai sentito la presenza dell’Essere supremo come in quella notte”.


- Ha avuto la sensazione di essere sottoposto a un influsso elettrico?

“No, era una sensazione molto eccitante, qualcosa che veramente elevava”.


- L’astronauta era più una guida spirituale che un uomo di scienza?

“Non credo di poterlo considerare come uno scienziato, benché il livello scientifico di quelle persone sia evidente. Ma i loro legami con la divinità suprema hanno un significato molto più profondo delle loro conoscenze tecniche. Si potrebbe dire che per loro, religione e scienza fanno un tutt’uno”.


- Il tempo e le distanze?

“Si calcolano in termini di “luci”. Quando gli domandai a quale velocità viaggiassero nello spazio, mi spiegò che quella velocità era limitata soltanto da un’altra alla quale essi potevano spostare la loro fonte di energia. Aggiunse che l’apparecchio nel quale mi trovavo non era spinto da energia sua propria, ma da quella che gli era trasmessa dal fascio di un raggio di luce o di una fonte di luce da loro conosciuta”.


- Prenderanno contatti con il governo?

“No, per il momento. A detta dell’astronauta, ora non desiderano contatti ufficiali. Ma io penso più alle autorità militari che al governo. Gli ho domandato se avevano già tentato di prendere contatto con il governo o con le autorità militari. La sua risposta fu negativa. “Forse vi posso essere utile per stabilire questo contatto”, continuai. Risposta: “No”. E aggiunse: “La vostra nazione e tutte le nazioni vogliono aggredire senza ragione un oggetto sconosciuto, soltanto per distruggerlo”. Le parole “senza ragione” significano che essi non sono mai venuti armati tra noi e che non c’è alcuna ragione per attaccarli e distruggerli. Ma noi conosciamo il nostro atteggiamento: eliminare tutto ciò che non possiamo identificare”.


- E’ stata notata da parte dell’UFO una certa ostilità?

“L’Air Force e altri organi inquirenti credono all’esistenza di apparecchi ostili. L’astronauta mi ha assicurato che non era il caso e che l’apparecchio a bordo del quale mi trovavo non aveva mai sostenuto il fuoco di nessuno. Ma si era sparato su delle navi spaziali. Gli ho domandato se erano già stati impegnati in combattimento. Mi ha risposto: “Si, ma non con l’obiettivo di distruggere, di distruggerci”. Dopo questa allusione, ho l’impressione che noi siamo più vulnerabili di loro. Io non penso che il fatto che noi cerchiamo di abbatterli causi loro la minima preoccupazione”.


- Come possiamo stabilire un contatto con loro?

“Noi non possiamo pretendere di controllarli, pertanto non possiamo stabilire alcun contatto. Soltanto loro possono desiderare di farlo. Alla mia richiesta di sapere se avrei potuto come radioamatore, comunicare con loro, mi ha risposto di no. I loro sistemi di comunicazione ci sono sconosciuti, ma cionondimeno essi ci ascoltano. Suppongo che essi comunichino per mezzo di raggi luminosi o magnetici”.


- Ha delle foto o una prova tangibile?

“Non avevo la macchina fotografica con me. Non ho pensato di chiedere il permesso di portar via qualcosa. Fu una tale sorpresa, un tale colpo, che non ho pensato a nulla”.


- E il suo interrogatorio di tre ore da parte dell’Air Force?

“Mi hanno chiesto un resoconto circostanziato. Ho raccontato loro esattamente quello che era successo. Erano i primi ad ascoltarmi. Mi dissero di non parlare in pubblico di taluni dettagli. Per quanto mi riguarda, tutto poteva essere rivelato. Non vedo perché si debba nascondere qualcosa. Mi si chiese di non dire che gli extraterrestri non avevano denaro, di non rivelare niente sul genere e le dimensioni dell’apparecchio, perché quello avrebbe potuto voler dire, agli occhi del pubblico, che l’Air Force non fa il suo dovere. Ho risposto loro che non c’era alcun motivo di preoccupazione”.


- L’Air Force ha divulgato informazioni che confermano o che riguardano la sua esperienza?

“Si, all’epoca. Ma io non insisto. Non tento più di provare quello che è accaduto. Mi si crea o no, m’importa poco. Ma io dico che l’Air Force ci crede. Ha indagato parecchie volte nella regione. Gli inquirenti vennero qui poco tempo dopo l’avvenimento ed ebbero la prova assoluta che un apparecchio era atterrato già prima del fatto e dopo”.


- Ci sono ancora altri dettagli che l’Air Force voleva mettere a tacere?

“Si, qualcuno: i mezzi di comunicazione e la fonte d’energia. Anche il nome dell’astronauta. Mi hanno detto di non ripetere mai quel nome, perché non voleva dir niente. L’astronauta mi aveva detto: “Può chiamarmi Xeno”. Questo non era necessariamente il suo nome. L’ho chiamato Zeno o Zeeno, ma era proprio Xeno. Secondo il dizionario vuol dire “straniero”.


- Si metteranno ancora in contatto con lei?

“Si, siamo d’accordo. Ma il prossimo incontro sarà per mia, non per loro scelta. Il segnale sarà dato dall’esecuzione di un atto convenuto tra noi. Essi mi osserveranno”.


- Qual è il senso di questo incontro?

“Per me ha molto più significato di una semplice visita di extraterrestri. Mi sono sentito trasformato, elevato molto al di sopra di tutto quello che prima avrei potuto immaginare”.


Commento

Fantasia o realtà? Ecco la domanda. Se un avvenimento identico o quasi non fosse stato già riferito da parecchi testimoni viventi agli antipodi del nostro pianeta, si sarebbe inclini a chiudere la pratica e ad archiviare la faccenda. Quelli che hanno vissuto tali avventure sono quasi sempre refrattari alla divulgazione. Bisogna aspettare dei mesi, spesso degli anni, perché le lingue si sciolgano. Niente di più comprensibile. Nessuno desidera attirarsi i lazzi del pubblico o rischiare di perdere una posizione raggiunta a caro prezzo. Uno dei fatti più significativi in favore della veridicità della storia è l’atteggiamento dell’Air Force, molto contrariata dall’apparizione di questi apparecchi sconosciuti. Da una parte l’Air Force nega il fenomeno qualunque esso sia, dall’altra essa si vede costretta a indagare conservando nello stesso tempo l’anonimato e il segreto. E’ una situazione impossibile. Ma il fatto che sia provato che l’Air Force ha sparato su degli apparecchi (non è un segreto per nessuno negli Stati Uniti) conferisce al racconto il carattere di un’avventura realmente vissuta.

(Dal volume:"Contatti UFO"; R. J. Perrin -De Vecchi Ed.)


Ringrazio l'utente Ufologo 555 per avermi inviato le scansioni del testo [:248]



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Le Luci di Lubbock

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Alle 21.10 del 25 Agosto 1951, il dottor WI Robinson, professore di geologia presso il College di tecnologia del Texas, si trovava nel cortile della sua casa a Lubbock, Texas, e chiacchierava con due colleghi. Gli altri uomini erano il dottor AG Oberg, un professore di ingegneria chimica, e il professor WL Ducker, capo del dipartimento di ingegneria del petrolio.

La notte era serena e scura. Improvvisamente tutti e tre gli uomini videro una serie di luci che correvano silenziosamente attraverso il cielo, da orizzonte a orizzonte, in pochi secondi. Erano circa 30 sfere luminose, disposte a forma di mezzaluna. Dopo pochi istanti, un'altra formazione analoga emise lampi tutta la notte.

Questa volta gli scienziati furono in grado di giudicare che le luci si mossero in un arco di 30 gradi in un secondo. Il giorno dopo un controllo con l'Air Force, dimostrò che nessun aereo volava sopra la zona in quel momento. Questo fu solo l'inizio: il professor Ducker osservò 12 voli degli oggetti luminosi tra agosto e novembre.

Alcuni dei suoi colleghi ne osservarono ben più di 10. Centinaia di osservatori non scientifici videro ben tre voli delle mezzelune misteriose in una notte, nelle vicinanze di Lubbock.

Immagine La notte del 30 agosto un tentativo di fotografare le luci fu effettuato dal 18enne Carl Hart Jr., usò una fotocamera Kodak 35 mm a f3.5, 1/10 di secondo. Lavorando rapidamente, Hart riuscì a ottenere cinque esposizioni dei voli.

Le immagini esibite da Hart come il risultato di quel lavoro, mostrano 18-20 oggetti con intensità luminosa più intensa di quella del pianeta Venere, disposte in una o un paio di mezzelune. In diverse fotografie, su un lato dell’oggetto principale, è visibile una luminosità maggiore... come se un’astronave madre volasse nei pressi delle luci.

Le fotografie furono scattate alle ore 17.30 e 22.37. I tre professori del Texas Tech esaminarono le fotografie scattate dal ragazzo di 18 anni, ma potrebbero trovare una spiegazione per le foto. Il testimone Roger Dods sentì un fruscio lieve o un dolce suono come se degli oggetti gli fossero passati sopra la testa. Egli riferì di averli visti alle 22.37. Alla fine di settembre, una relazione sulle Luci di Lubbock raggiunse l'Air Force.

L'Air Force esaminò le immagini in dettaglio e non poté né provare né confutare la loro autenticità. Il Capitano Edward J. Ruppelt, l'ufficiale dell’Air Force, che divenne il primo direttore del Project Blue Book, si recò a Lubbock per indagare sul caso. Ruppelt poi scrisse un ottimo libro sulle sue esperienze come investigatore UFO, intitolato "La relazione sugli Unidentified Flying Objects".

Fu Ruppelt che intervistò un rancher anziano a Brownfield. L'allevatore affermò di aver sentito la chiamata "inconfondibile del piviere", un uccello d'acqua con una apertura alare-piede e un seno grasso bianco che "potrebbero facilmente riflettere le luci della città".

Ma alcuni operai dissero che a causare il fenomeno non potevano essere stati dei pivieri (uccelli delle dimensioni di una quaglia), in quanto questi uccelli volano in più di tre branchi.

TE Snyder, Jr. riferì: "Ho visto qualcosa di simile e le persone che le hanno viste erano certe che si trattasse di anatre". Anche se non si sono potute contare per la velocità incredibile, una luce riflessa dal Westerner drive ha causato l’illuminazione di alcune anatre. Tutto sembrava a punto per i voli di uccelli come la spiegazione del fenomeno misterioso, il quale è conosciuto come il "Lubbock Lights", e ancora ci sono quelli che non sono d'accordo.

Testimoni dicono di aver visto "puntini" di luci che volavano in formazioni di "U" e "V", le forme passavano in intervalli di due e tre secondi. Il numero di punti segnalati nelle formazioni varia da 8 a 9 a 20 a 30. Le luci apparvero nella parte nord-orientale del cielo e procedevano in linea retta verso sud-ovest.

Il colore delle luci fu "come le stelle, solo più luminoso", mentre altri dissero che era un blu o bianco con una leggera sfumatura gialla. Altri le descrissero "come un filo di perle", che si spostavano in circa un semicerchio, e avevano una "luminosità morbida, di colore bluastro-verde".

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Dr. JC Cross, responsabile del Tech’s Department of Biology, esaminò le fotografie di 35 millimetri, e affermò: "sicuramente non è stato causato dagli uccelli". In Matador, i rapporti segnalavano un aereo "silenzioso, che volava a bassa quota, senza aiuti di eliche o ali". Dissero che era diverso da tutti gli aeromobili che avessero mai visto.

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Professori del Texas Tech, che ha visto Lubbock Lights (da sinistra a destra), il dottor Oberg, Prof. Ducker, e il dottor Robinson, discutere con il Dr. EL George.

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Le foto del file Progetto Blue Book

A oggi, ci sono persone che sostengono che Lubbock sia stata visitata da UFO, mentre altre dicono che fu solo un fenomeno naturale. Nessuno può dirlo davvero con certezza, ma come si afferma nella storia di Lubbock, "la reputazione di Lubbock è maggiore negli ambienti scientifici per l’osservazione delle Luci di Lubbock (e di dischi volanti), che per qualsiasi ragione economica o civile".

BJ Booth


http://www.ufocasebook.com/lubbocklights.html



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MessaggioInviato: 14/03/2010, 19:01 
Ispettore doganale filma UFO
Perù 1952



Perù, ore 16.30 del 19/7/1952
Rapporto Sommario:

Verso le 16:30 del pomeriggio del 19 luglio 1952, l'attenzione dell’ispettore doganale, Sr. Domingo Troncoso, insieme a quella dell’ufficio doganale peruviano a Puerto Maldonado nella giungla al confine con la Bolivia, fu “chiamata” da un oggetto volante a forma di sigaro, sopra la zona del fiume.

Il grosso dirigibile a forma di sigaro volava orizzontalmente e piuttosto basso nel cielo, passando da destra a sinistra della posizione dell'osservatore. Lasciava una scia densa di fumo, vapore, o qualche sostanza del genere. La spessa, sostanza biancastra sembrava essere emessa dalla parte finale dell’oggetto in volo.

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UFO Puerto Maldonado (1952)


Che questo oggetto fu una vera e propria, strutturata, macchina fisica può essere visto dal suo riflesso nelle acque del fiume Madre de Dios, sotto di esso. Si può vedere chiaramente in primo piano nell’immagine, ben al di sopra dell'ampia giungla di alberi lungo la riva del fiume.

L'oggetto fu stimato in oltre un centinaio di piedi di lunghezza. Troncoso ottenne una macchina fotografica e fu in grado di scattare una fotografia dell’oggetto a forma di sigaro.

In seguito fu presentata al colonnello McHenry Hamilton, Jr., USAF, American Air, Lima, Perù.

A parte alcuni commenti dal responsabile della preparazione, la relazione consisteva in una traduzione di un articolo di giornale di un quotidiano di Lima.

Fu supposto che un "disco luminoso" doveva avere accelerato sopra la zona di Puerto Maldonado - Perù, vicino al confine boliviano alle 16.50 del 19 luglio 1952, e tra coloro che dichiararono di averne visto il passaggio ci fu un insegnante di scuola peruviano, il quale scattò una foto di un UFO, un oggetto che lasciava una impressionante scia di fumo. Un articolo di giornale letto in parte:

"Il colore della testa o del nucleo di questo disco era di un arancio intenso. La direzione era da sud a nord, è stato visibile da 1 o 2 minuti, lasciava una spessa scia vaporosa che galleggiava per più di 15 minuti. L'altitudine è stata più o meno 2.500 - 3.000 piedi. E' stato osservato in pieno giorno. Durante il suo passaggio, la radio del Peruvian Corporation of the Amazon non fu in grado di trasmettere o ricevere alcun segnale".
Il Ministro peruviano della Pubblica Istruzione in seguito ebbe un colloquio con i funzionari dell'ambasciata americana in merito al rapporto UFO. La fotografia dell'insegnante e un articolo sulla discussione con gli americani furono pubblicati nel numero del 15 agosto del quotidiano di Lima “El Comercio”.

"Il rapporto dell’intelligence americana sembra essere incompleto perché non vi è un riferimento inspiegabile a più di una fotografia. Il Colonnello Hamilton fu informato dalle autorità peruviane che si erano verificate alcune falsificazioni le quali mostravano"tre diverse fotografie scattate da tre persone diverse".

In una lettera datata 10 agosto 1957, il signor Moseley diede al NICAP il seguente rapporto dell'incidente:

A Lima incontrai Pedro Bardi Senior, ingegnere agricolo. Il 19 luglio 1952, mentre in una fattoria nella regione del Perù Madre de Dios, lui e altri videro un piattino. Erano circa le 16.30 e stavano parlando a Lima via radio.

Improvvisamente, secondo Bardi, la radio morì. Guardarono fuori dalla finestra e videro un oggetto rotondo andare ad alta velocità. (I testimoni incluso Pedro Arellano, proprietario della fattoria). L'oggetto passò a circa 100 metri di altitudine e, secondo Bardi, era un po' più piccolo di un DC-3. Come passò emise un ronzio.

La velocità dell'oggetto, spiegò Moseley, fu determinata da un rapporto di avvistamento quattro minuti più tardi nei pressi di Porto Maldonado, a 120 chilometri di distanza. Questa velocità è stata calcolata in 1.117 miglia all'ora.

La fotografia è stata scattata da un ispettore doganale di nome Domingo Troncosco, il quale disse di aver scattato la foto quando l'oggetto volava vicino al porto. Anche se la foto mostra un oggetto a forma di sigaro al posto della forma rotonda come descrisse Bardi, questo potrebbe essere dovuto a un effetto allungato provocato dalla velocità.

"E mi sembra evidente, disse Moseley al NICAP, che la foto sia autentica".
"Per inciso, ho dei forti dubbi se questo disco era qualcosa di particolare, fabbricato sulla terra".

"L'oggetto viaggiava da sinistra a destra, a circa la velocità di un aereo. Quando il percorso costante di terra si rivelò essere una massa di fili sottili fibrosi". (?)


http://www.ufocasebook.com/peru1952.html


Ultima modifica di Bastion il 15/03/2010, 09:04, modificato 1 volta in totale.


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MessaggioInviato: 15/03/2010, 19:52 
La notte in cui un "occupante" fu colpito
(Dal volume: "UFO: realtà di un Fenomeno"; Amenia Ed. 1975)



Il caso seguente, trascritto da un’intervista condotta da un agente del Tesoro statunitense che vuole rimanere anonimo, è avvenuto nel gennaio 1968. Contiene numerosi elementi che ci costringono a considerarlo in cima alla scala delle “stranezze”. Non è mai stato spiegato. D’altra parte, si basa su un numero sufficiente di dati tali da consentire che venga preso sul serio.

L’incidente è avvenuto in una fredda notte di novembre nelle pianure settentrionali degli Stati Uniti. Quattro uomini stavano tornando da una battuta di caccia, guidando in una zona coperta di neve. Nella loro auto c’era un fucile carico…

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- Ora, vediamo, Mr. H., si era nell’ultima parte di novembre del 1961 quando la cosa avvenne, non è così?

Esatto


- Voi e Mr. D. vi trovavate sul sedile posteriore, addormentati; e il conducente dell’auto, Mr. T., era sul sedile anteriore, esatto?

Si.


- Continuate da questo punto, e raccontate la storia con le vostre parole.

Stavamo percorrendo la strada, tornando a casa dopo questa battuta di caccia. Pioveva, cadeva nevischio, e la pioggia gelava sul parabrezza e rendeva realmente minima la visibilità. In ogni modo, quell’uomo che stava guidando l’auto era l’unico sveglio, se ricordo bene. Il sistema di riscaldamento nell’auto non funzionava troppo bene e, perciò, un bel po’ di ghiaccio si stava raccogliendo sul parabrezza. Lui notò quell’oggetto nel cielo, che stava scendendo. Era come se fosse rovente, sapete, come se fosse stato sul fuoco. Così lo tenne d’occhio e sembrava continuare a scendere, probabilmente a mezzo miglio sulla destra dell’auto e più avanti sulla strada.


- Questo è quello che vi ha detto dopo avervi svegliato?

Esatto. A questo punto scuote l’altro che gli è seduto accanto sul sedile anteriore (Mr. R.) e lo risveglia. Anche lui si mette a osservare l’avvicinamento di quell’oggetto. Scomparve dalla vista e pensarono che fosse un aereo che fosse sceso e precipitato. Quando, continuando ad avanzare, ebbero percorso la distanza che li separava dal punto in cui l’avevano visto per la prima volta, videro quella cosa infilata nel terreno come la coda di un aereo ad un angolo di ottantacinque gradi.


- Era infilata nel terreno, inclinata ad un angolo impossibile, giusto?

Esatto. Così fermarono l’auto. Attraverso questo bagliore riuscimmo a vedere che si trattava di una capsula o di un qualcosa che assomigliava ad una capsula che era infilata nel terreno ed era circondata dal bagliore. Avevamo solo un piccolo punto di luce che usciva dall’accendino, e ce ne servimmo per dare un’occhiata più attenta alla cosa. Vedemmo quattro persone intorno alla capsula, o come volete chiamarle.


- A questo punto a che distanza stimate si trovasse la vostra auto da quell’oggetto e da quella gente?

Direi che erano circa 150 metri; c’è una scarpata, uno steccato, le tracce della ferrovia, ed era a circa 50 metri dall’altra parte delle rotaie. Quando ci puntarono la luce sopra… questo mi venne detto in seguito… quando puntarono la luce su quel veicolo e su quelle quattro persone, bé, fu come se ci fosse stata un’esplosione, una specie, e, tutto era scomparso. E questo è quello che abbiamo pensato, che un’esplosione avesse cancellato tutto.


- Fino a questo punto pensavate che si trattasse di un incidente aereo o qualcosa del genere?

Esatto! Adesso non ne sono troppo sicuro, ma mi sembra proprio di ricordare che questo terzo membro del gruppo che si trovava sul lato destro del sedile posteriore vide anche lui scendere quella cosa. Io so di non averla vista. Non ho visto niente di tutto questo. Ero ancora addormentato sul sedile posteriore. Avevo una coperta addosso e me l’ero tirata sulla testa ed ero tutto avvolto, perché faceva freddo e il riscaldamento non funzionava più.
Decisero di proseguire il viaggio. Non potevano attraversare il campo in quel punto, ma volevano andare ad aiutare quella gente come meglio potevano. Pensavano che fossero tutti bruciati con l’esplosione dell’aereo, naturalmente; in ogni modo proseguimmo la nostra strada. E circa mezzo miglio più avanti, voltammo di nuovo a destra, puntando nel campo dove quel velivolo era, o era stato, penso che si potrebbe dire. Questo è il punto in cui mi svegliarono ed io vidi che quel prato era tutto bianco per il ghiaccio provocato dalla pioggia gelida. Stavano cercando di guidare attraverso il campo. Ma penso che quella piccola auto in cui ci trovavamo non ce l’avrebbe fatta per cui non potevamo avere troppo successo. E così mi svegliarono e mi dissero che c’era stato un incidente aereo, e che poiché ero un medico forse potevo portare il mio aiuto. Così stavano cercando di trovare il punto in cui avevano visto quella cosa posata e non riuscivano a trovarlo. Io dissi: “Bé, torniamo sulla strada? Potete ritrovare il punto in cui l’avete visto per la prima volta? E Mr. T. disse di si, senza dubbio. C’era un cartello stradale ed un gatto morto sulla strada. Così voltammo di nuovo, e mentre stavamo tornando lungo la strada riconoscemmo il punto, così fermammo l’auto. Il conducente era adesso dall’altra parte, dalla stessa parte del velivolo, e vide di nuovo quelle forme e il velivolo, e disse: “Eccolo!”. A questo punto mi sporsi in avanti, gli tolsi di mano la mini torcia e dissi: “Che cosa vedi?”. E feci scorrere la luce su e giù su quell’oggetto che là, immobile. Era come il silos di un granaio, come ho detto, là immobile e…


- Aveva un colore argenteo, volete dire?

Un colore argenteo. Proprio mentre gli puntavo la luce contro e la muovevo su e giù, dissi: “E’ uno di loro”. E l’individuo, o qualunque cosa fosse, era alto circa un metro e sessanta o meno e portava quella che sembrava una tuta bianca. Per quanto riguarda il copricapo, non saprei dire. Ci ripensai solo un po’ di tempo dopo, e so che aveva qualcosa addosso, ma non so che cosa fosse. Però non gli copriva tutta la testa. E a questo punto eravamo tutti pronti a darci da fare, pensando che forse qualcuno era rimasto ferito. Cominciammo perfino ad uscire dall’auto per avvicinarci, e io tenni la luce puntata su quella persona. In quel momento fece il gesto di, bé, muovetevi, e andatevene da qui! Naturalmente, noi tutti ce ne siamo accorti e non riuscivamo a spiegarcelo. Se erano feriti, se ci fosse stato un disastro aereo, allora avrebbero voluto aiuto invece di mandarci via. A meno che non ci fosse qualcosa che non avremmo dovuto vedere. Come un veicolo dell’Aeronautica di nuova progettazione. Ma non sapevamo, così cominciammo a parlare di questa cosa a lungo e loro mi dissero che erano in quattro; non so dove fossero gli altri tre. Bé, naturalmente, uno del nostro gruppetto è un tipo grande e grosso, alto un metro e novanta, 115 chili, ed è anche un lottatore. Decide di andare una buona volta a vedere che cosa sta succedendo. Abbiamo discusso questo punto per alcuni minuti ed infine due di noi decidono di andare a dare un’occhiata. Il fucile salta fuori qui. Avevamo un Hornett 22, un Modello Winchester 43, insieme ad un Weaver K-4. A questo punto io dissi: “No, no! Non potete sparare su un agricoltore!”. Dissi che quello poteva anche essere un maledetto silos e che qualcuno poteva girarci intorno. Naturalmente allora le discussioni ripresero.


“Sto per impazzire!”

- Per quale motivo a questo punto è saltato fuori il fucile e perché avete cominciato tutti a parlare in questo senso? A questo punto avete avuto tutti la sensazione che c’era qualcosa di diverso da un disastro aereo?

No, penso proprio di no. Tranne forse per uno di noi che… bé, non lo so, perché erano esseri umani e ne vidi uno. Lo vidi camminare. Lo vidi che muoveva un braccio come per dire: andatevene da qui. Lo vidi allontanarsi.


- In altre parole, la gente nel campo sembrava umana sotto tutti gli aspetti, giusto?

Esatto. Indubbiamente, si. Adesso il tizio che stava guidando l’auto, cita il fatto di aver visto un poliziotto stradale seduto nella sua auto sulla strada principale della cittadina che avevamo appena attraversato, una città che ha un solo edificio in mattoni. E’ l’unica cosa che ricordo di quella città. Non sono mai tornato a cercare il punto, o l’edificio. Ci ho pensato un mucchio di volte ma non sono mai tornato lì. In ogni modo, abbiamo deciso di tornare indietro, e dal punto della strada dove c’erano l’insegna stradale ed il gatto morto, abbiamo dato un’occhiata al tachimetro in modo da sapere a che velocità avevamo guidato, così da poter ritrovare il posto. Così tornammo indietro. Spiegammo a quel poliziotto quello che avevamo visto. Lui voleva sapere dov’era successo. E dov’eravamo stati. Eravamo stati svegli tutto il week-end. La notte prima, avevamo guidato tutta la notte e poi avevamo cacciato tutto il giorno, ed eravamo tornati quella sera. Così lui volle sapere tutte queste cose e se avessimo bevuto, e così via.


- Ora questo accadde la domenica sera, vero?

Si. Il mattino seguente dovevamo tornare tutti al lavoro. In ogni modo, dicemmo all’ufficiale tutto questo, e lui guardò nella nostra auto e vide che eravamo cacciatori e che nell’auto non c’era una goccia di liquore. Sono sicuro che riuscì a capire che non avevamo bevuto. Ci disse, però che se questa era un burla od uno scherzo, ci avrebbe sbattuti tutti al fresco. Ed io ricordo che prese i nostri nomi e li trascrisse. In ogni modo, lo convincemmo a tornare con noi. Arrivammo in quel punto. Ci fermammo, lui era dietro di noi. Puntammo la luce verso quel punto dove l’ultima volta avevamo visto il velivolo, e non c’era nessuno. Non c’era niente. Naturalmente anche lui se ne accorse e ci sentimmo molto scossi. Anche lui. Così rimanemmo lì a parlare e notammo sulla sinistra qualcosa come luci posteriori. Mi diedero l’impressione di un’auto che si stesse muovendo da quella parte. Il poliziotto disse che conosceva bene la zona e che non c’erano strade, niente, tranne un campo là fuori. Così disse: “Andiamo, andiamo a vedere cosa diavolo sta succedendo”. Così tornammo di nuovo nel campo, e penso che uno di noi rimase sull’auto con lui.


- E’ stato Mr. D. a salire sull’auto della polizia, giusto?

Si, penso di si. Non riesco a ricordare troppo bene. Come ho detto, era una notte estremamente gelida. In ogni modo, puntammo verso quel “veicolo”, un’auto dietro l’altra. Tutto d’un tratto, fu come se lo avessero acceso, in quanto tornò visibile e luminoso! Quando ci avvicinammo, eravamo abbastanza eccitati, la cosa era di nuovo scomparsa! Scendemmo dall’auto, ci guardammo intorno senza vedere tracce. Era scomparsa, non c’era altro da dire, ma l’avevamo vista tutti, anche se non sappiamo cosa fosse.


- Quel poliziotto, e Mr. D. che era sull’auto con lui, hanno seguito questa “auto” nei campi o lungo la strada?

Eravamo fuori nei campi. C’era un’altra strada di campagna, una strada comunale, ma la zona in cui ci trovavamo si apriva in mezzo ai campi.


- Le luci sull’oggetto sembravano le luci posteriori di un’auto, e poi scomparvero tutt’a un tratto?

Esatto, scomparvero semplicemente, e non c’era più nulla


- Era rimata qualche traccia nei campi, qualche indicazione della presenza di qualcosa in quel punto?

No, niente tracce e niente altro. Come ho detto, stava piovendo, nevischiava, e il terreno era ancora abbastanza fangoso e penso che avrebbe dovuto lasciare tracce, il fango era untuoso, e abbastanza spesso.


- A questo punto, allora, il poliziotto ha deciso di tornare in città?

Esatto


- Ha parlato a qualcuno di quello che aveva sentito o pensato quando visse quella esperienza?

Pensava che fosse estremamente e dannatamente strano, e che non riusciva a capirci nulla. Non sapevamo cosa diavolo fosse stato, era un’esperienza abbastanza insolita. Lui non sapeva che cosa pensare in proposito e rimanemmo per un po’ a parlare; lui disse infine: “Bé, è una di quelle cose”, e ce ne andammo, tornammo nella strada. Questa fu l’ultima volta che vidi quell’uomo.


- D’accordo. Quando se ne fu andato, che cosa avete fatto voi ragazzi, siete tornati nella vostra auto e avete ripreso il cammino o che altro?

Abbiamo deciso di tornare, ed è stato a questo punto che… Ho fatto una telefonata poco prima di venire qui; ed ho parlato ad uno dei ragazzi che sono stati coinvolti; egli mi ha detto che ero maledettamente pazzo se ne parlavo con voi, e che avevamo fatto tutti un patto che non avremmo mai parlato di questa parte del fatto a nessuno, e che ero impazzito se adesso volevo farlo. Ma ho vissuto per sei anni tenendomi dentro questa cosa e sto per impazzire! Stavamo procedendo lungo la strada verso casa, e penso che avessimo già percorso un paio di miglia quando quell’oggetto ricomparve. Così fermammo l’auto e notammo che la cosa stava scendendo.


- Questa volta avete visto tutti quanti scendere l’oggetto, giusto?

Questa volta l’ho visto scendere. Aveva una luminosità propria ed era uno spettacolo che valeva realmente la pena di vedere.


- Quel “bagliore” sembrava attribuito a fiamme che ne scaturivano come una propulsione di qualche tipo?

No, era più simile ad un bagliore; se pensate ad un arco voltaico…


- Bagliore bianco?

Bé, no, era più sul rosso. Un rosso con, non lo so, all’estero un bagliore veramente intenso, come un bianco o blu, dall’aspetto realmente caldo; discese, come cala una ghigliottina, delicatamente e morbidamente, e uscirono di nuovo. Questa volta c’erano due individui, ed erano vestiti allo stesso modo.


- Li avete visti realmente uscire da quella cosa? Come li avete visti sulle prime?

Non li abbiamo visti uscire. Non so come siano usciti da quella macchina, era solo spendente sul fondo, e era sempre circondata dal bagliore. Accendemmo ancora una volta la mini torcia, e cominciammo a discutere… su quello che dovevamo fare. Due di noi a questo punto scesero dall’auto. Adesso c’erano sempre le stesse rotaie ferroviarie, e penso che questa volta il veicolo fosse un po’ più vicino, e c’era una collinetta sulla sinistra ed una collinetta sulla destra, e nel centro questa affossatura. Direi che era circa venti o trenta metri più bassa del terreno circostante, forse non di più; in ogni modo, uno di noi si spostò dall’auto verso sinistra e l’altro verso destra. A questo punto uscimmo fuori e non saprei dire a che cosa stavamo pensando, ma i due uomini che rimasero sull’auto tenevano i fari puntati sulle “due forme uscite dal veicolo”. Erano parecchio vicini tra di loro, direi ad una decina di metri di distanza, uno leggermente più avanti dell’altro.


- Si limitavano a restare immobili, a guardarvi?

Erano immobili e ci guardavano, così a questo punto il tipo sulla collinetta destra si inginocchio, per poi sdraiarsi puntando il fucile. Questo individuo guardò nel mirino telescopico ed esamino l’altro dalle ginocchia in su. Come ho detto, non so che tipo di copricapo portasse, e questo è un enigma che non sono mai riuscito a togliermi dalla testa.


“Avete mai sparato di notte con un mirino telescopico?”

- Ora, la luce che permetteva ai due sulle collinette di vedere le due forme proveniva dalla pila tenuta dagli altri due rimasti nell’auto?

Si, e se aveste mai sparato su un punto illuminato, non importa quanto la scena circostante sia in ombra, sapreste che basta guardare l’oggetto che si vuole colpire e si riesce a vederlo abbastanza bene. In ogni modo, a questo punto venne sparato un colpo, che colpì alla spalla destra una delle “forme”, nella parte alta della spalla destra. Quando l’individuo fu colpito girò su se stesso, si inginocchiò, e poi si rialzò con l’assistenza dell’altro tipo; si guardò intorno e disse, o gridò: “Cosa diavolo credete di aver fatto?”. Tutti a questo punto rimasero estremamente sconvolti e ci fu un ritorno affrettato all’auto. A questo punto si conclude la nostra storia.


- Ricordate a questo punto che cosa è successo a quegli individui che erano ancora là fuori? Li avete visti tornare nell’oggetto e l’oggetto si è risollevato in aria, andandosene, o che altro?

No. No. Nessun ricordo.


- Nessun ricordo da parte di nessuno?

No. Penso che l’unica cosa che ci interessava fosse andarcene di lì senza mai voltarci indietro.


- D’accordo. Adesso, per quanto riguarda il colpo che è stato sparato, avete detto che ha colpito alto e nella spalla destra. C’è stato un impatto udibile, voglio dire oltre al rumore dello sparo? Avete sentito il rumore dell’impatto?

Si, è stato un impatto, un colpo sordo, come quando si colpisce un animale. E’ sempre possibile capire il punto che si è colpito.


- Avete visto del sangue?

No. La persona che ha sparato il colpo non ricorda di aver visto del sangue. A questo punto tutti erano troppo sconvolti per poter notare altri particolari. Volevamo solo andarcene con la massima velocità possibile. Ma il colpo aveva raggiunto indiscutibilmente qualcosa di solido, non solo un ammasso di tessuti fluttuanti nell’aria.


- Adesso, dopo l’incidente della sparatoria ed il ritorno dei due uomini nell’auto dalla loro postazione sulle collinette, sull’auto che cosa venne detto?

Non ricordo che cosa venne detto.


- Non mi avevate già detto qualcosa sul fatto che uno di voi disse: “Togliamoci alla svelta di qui perché abbiamo colpito un uomo”, o qualcosa del genere?

I due uomini nell’auto hanno detto che il fucile non è mai stato tolto dall’auto. Si, ricordo, e qualcuno era indubbiamente sconvolto.


- Evidentemente i due ragazzi nell’auto, o forse dovrei dire, che voi sappiate, i due rimasti nell’auto furono anche solo consapevoli del fatto che gli altri due erano scesi dall’auto?

Bé, è una risposta realmente difficile. Questo è uno degli argomenti su cui da allora abbiamo discusso sempre, due di noi sanno senza possibilità di dubbio che un colpo è stato sparato e gli altri due dicono: “Siete completamente pazzi”. Questo è quello che sosterranno se parlerete con loro, non so perché. D’altra parte quello che ha sparato, ha una mira veramente buona, e non avrebbe mai sparto a nulla se non fosse stato sicuro o almeno se non avesse pensato di esserlo, perché il grilletto si mosse non lo so, e non so neanche perché il fucile è stato preso dall’auto.


- Quanto questi due individui tornarono nell’auto, e voi terminaste la vostra discussione sul fatto che il fucile non era mai uscito dall’auto, poi che cosa è successo, avete ripreso la strada del ritorno o che altro avete fatto?

Si, siamo tornati indietro. Siamo andati a casa ed era abbastanza tardi.


La perdita di tempo

- Una volta mi avete detto che tutti voi vi eravate più o meno messi d’accordo dopo il vostro ritorno che c’è stato un certo periodo di tempo che avete perso “da qualche parte”, per strada, e che non riuscite ad immaginare dove e perché?

Proprio così.


- Cosa vi ha permesso di accorgervi che mancava un periodo di tempo?

Dal momento in cui cominciammo questo viaggio pensavamo che fosse più presto, e quando tornammo a casa era già l’alba, le nostre mogli erano tutte sveglie e ci stavano aspettando, sapevamo benissimo che avevamo impiegato troppo tempo a tornare indietro, non avevamo passato tanto tempo ad inseguire quella cosa. Tutti noi lo sapevamo ed avevamo la sensazione che doveva esserci qualcosa di mancante, e ancor oggi non sappiamo che cosa fosse.


- Per quanto riguarda il colpo che è stato sparato: avete detto che un individuo ha aiutato l’altro a rialzarsi in piedi quando quest’ultimo fu colpito. Avete visto cosa hanno fatto dopo, se sono tornati nel loro veicolo?

No, penso di essere fuggito troppo velocemente per potermi accorgere di qualcosa del genere.


- In quel momento l’oggetto stava ancora splendendo, che voi abbiate notato?

A dire il vero non mi sono mai voltato a guardare quella cosa ancora dopo aver visto quella gente. Non mi sono mai nemmeno voltato per vedere se c’era proprio; voglio dire che questa è una cosa che non so proprio.


- Benissimo, adesso siete tornati tutti a casa, e naturalmente l’accordo è stato di non parlarne con nessuno; cosa vi è successo il giorno seguente a proposito di alcune persone che sono venute a vedere dove lavorate?


L’intimidazione

Sono stato chiamato dal mio superiore per scendere a vedere questi individui, e subito dopo si presentarono (solo con il nome) e mi chiesero se l’evento che avevo visto la notte precedente fosse stato vero; io dissi di si, e loro vollero sapere che tipo di abiti indossavo; mi fecero qualche altra domanda su questo oggetto che avevamo visto e la maggior parte delle loro domande erano come se avessero saputo quello che avevamo visto e volessero solo scoprire fino a che punto avevamo visto; in ogni modo chiesero quali abiti indossassi.


- Quando vi fecero questa domanda, hanno esordito dicendo: “Abbiamo sentito”, “Abbiamo ricevuto un rapporto”, o che altro?

Sapevano il mio nome, sapevano dove lavoravo, e io diedi semplicemente per scontato che avessero avuto il rapporto da quel poliziotto del paese, e che stessero solo facendo un controllo per vedere che cosa avevamo visto con precisione. Naturalmente, ero ancora abbastanza scosso per gli eventi che erano successi la notte prima, specialmente per quanto riguarda l’ultima parte, ma il poliziotto non ne poteva sapere nulla, in quel momento era già tornato in città, così pensai bene, questa è l’Aeronautica Statunitense, e siccome avevamo dato i nostri nomi al poliziotto, pensavo che sapessero anche chi era stato a sparare alla gente dell’Aeronautica. Così mi chiesero che tipo di abiti indossavo, e io dissi loro: “Vestiti da cacciatore”. Mi chiesero se ero sceso dall’auto per andare nel campo nel punto in cui venne effettuato il primo avvistamento, e stavano parlando esclusivamente del primo avvistamento. Dissi loro di si; e la conversazione continuò e mi chiesero delle scarpe. Dissi loro che avevo stivali da cacciatore.


- Questo non successe dopo che li accompagnaste fino a casa vostra?

Si. Mi portarono a casa per guardare i miei vestiti da caccia, e gli stivali. Non dissero mai perché volevano vedere quelle cose. La sola cosa che chiesero fu se ero uscito dall’auto nei campi fangosi ed io dissi di si, ed è in quel momento che ho mostrato loro gli stivali che portavo allora. Chiesero se avessi avuto qualche altro tipo di stivali, io dissi di si, che ne avevo avuto un altro paio. Naturalmente, dissi loro che quello che avevo avuto addosso il giorno precedente erano quelli da caccia, ma loro vollero vedere in ogni modo anche gli altri. Così li mostrai loro. Ci pensarono ancora un po’ e poi dissero: “Benissimo, per adesso può bastare”, e se ne andarono… davvero strato (scuote la testa).


- Quando dite che se ne andarono, volete dire che vi lasciarono a casa?

Si, salirono sulla loro auto e se ne andarono. Io ero venuto a casa sulla loro auto, così dovetti chiamare un taxi per tornare al lavoro. Mia moglie era al lavoro. E questa è la prima e unica volta che qualcuno mi ha fatto domande a proposito di quegli avvistamenti, fino a quando non siete arrivati voi.


- Quando vi si sono avvicinati per la prima volta in ufficio, vi hanno mai mostrato qualche credenziale come agenti governativi o cose del genere?

No.


- Hanno detto che l’informazione era pervenuta loro, è esatto?

Si, hanno detto di aver ricevuto quell’informazione in un rapporto, e adesso se potete fermatevi un momento e pensate alle mie reazioni. Questo successe il giorno seguente, appena dopo mezzogiorno. Erano uomini molto distinti, dall’aspetto ufficiale, proprio come se avessero un lavoro da svolgere, voglio dire che si comportavano come dei perfetti uomini d’affari.


- Erano vestiti con abiti civili?

Tutti in abiti civili. Non ricordo che cosa indossassero. Ricordo che avevano la cravatta, e che come ho detto erano molto distinti, tipi esattamente come noi, senza particolari differenze. In effetti pensavo che fossero agenti del servizio segreto di qualche tipo, e in quel momento l’arrivo di quella gente mi aveva abbastanza sconvolto, dopo quello che era successo la notte prima; perciò mi limitai a rispondere di si e di no a tutte le domande che mi posero e accettai di andare con loro. Dopotutto, pensai che cercassero me, e che sapessero benissimo che cosa volevano.


- Ricordate che tipo di auto stavano guidando?

Si, era… no, non lo so, penso che fosse un’auto bianca. Ricordo che era un modello di quell’anno, penso che fosse una Plymouth del ’61, anche se non ne sono sicuro. Non c’era nulla di superfluo in quell’auto. Era esattamente un’auto ufficiale ed austera, senza tocco personale. Quando entrai nell’auto mi misi davanti con uno di loro, e gli altri due si misero dietro.


- Avete notato un qualche documento particolare?

No, come ho detto ero abbastanza sconvolto, mi limitai ad entrare nell’auto con loro, era proprio di fronte al mio posto di lavoro, e sembravano sapere tutto di me, dove lavoravo, il mio nome, e tutto il resto.


- Dopo l’episodio a casa, ho ragione se ricordo che avete detto che hanno pronunciato qualcosa di simile ad un avvertimento di non parlare a nessuno di tutto questo?

Si, in effetti uno di loro, quello che faceva tutte le domande, disse chiamandomi per nome: “Vogliamo ringraziarvi per la vostra collaborazione” e “vogliamo che teniate tutto questo per voi” e “è meglio che a partire da questo momento non ne parliate con nessun altro”: io mi affrettai a rassicurarlo che non l’avrei fatto. Così entrarono nell’auto. Poi mi ritrovai abbastanza innervosito per il fatto che mi avevano lasciato lì, senza mezzi per tornare sul posto di lavoro.


- Da allora siete mai stato avvicinato da questi uomini o da altri simili?

Mai, mai.


- Mentre vi stavano interrogando, hanno mai fatto riferimento all’incidente della sparatoria?

Mai. E’ una cosa che non venne mai citata.


- Allora sembrava che fossero solo coscienti od interessati alla prima parte dell’avvistamento?

Come vi ho detto, non hanno mai fatto domande a proposito della sparatoria, e tutte le loro domande riguardavano completamente la prima parte dell’avvistamento. Penso che probabilmente ne sapessero molto più di quando dicevano, ma non lo so. Questa cosa mi è rimasta in mente per un bel po’, e, bé, non è poi così brutta adesso, ma il primo anno da allora, ogni volta che sentivo bussare alla porta pensavo che fossero quei tipi che volevano saperne di più, su quello che era successo!


- C’è qualcos’altro che vi è successo da allora, che sentite che potrebbe essere collegato in qualche modo a questo incidente?

Bé, questo è meglio non dirlo, sapete. No, non ho intenzione di rispondere a questa domanda.


Conseguenze delle apparizioni

L’impianto psicologico di un caso di questo tipo è enorme, come è possibile rilevare dalla discussione tra colui che poneva le domande e questo testimone per il quale l’incidente possedeva ancora una qualità onirica molti anni dopo l’avvistamento. La perdita di tempo ricorda un po’ il caso di Betty Hill, esaminato nel capitolo precedente. La discussione tra quegli uomini se il fucile fosse stato portato o meno fuori dall’auto è stupefacente. Questi testimoni avevano in effetti perso il loro senso della realtà. Avevano superato i confini, penetrando in un mondo alternativo. La visita da parte di uomini dall’aspetto ufficiale il giorno seguente peggiorò ulteriormente la situazione.
Questo non è assolutamente un caso isolato.

Che cosa avevano visto questi uomini? Qual è la natura di un’ “apparizione”? Queste domande hanno costituito la base per la seguente discussione tra gli autori con lo psicologo Dr. Arthur Hastings di nuovo riuniti. Discutendo questo caso, uno di noi ha posto la domanda sulla sua natura fisica.


Ringrazio l'utente Ufologo 555 per avermi passato le scansioni del libro [:D]



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MessaggioInviato: 20/03/2010, 14:55 
Il caso Villas Boas


Dato che il caso di A. Villas Boas è avvenuto in Brasile, dove Gordon Creighton fu per molti anni ambasciatore del Regno Unito, era abbastanza normale che noi ne avessimo conoscenza dalla F.S.R., che d’altra parte aveva nella persona del dottor Olavo Fontes uno dei più validi inquirenti dell’America del Sud.
Il racconto che segue dà l’essenziale di questa faccenda, e il bollettino del G.E.P.A. n° 10 del dicembre 1966 ha pubblicato una traduzione del rapporto medico che seguì. Tale rapporto è molto lungo e mostra con quale minuzia i responsabili hanno seguito questo caso; così ne farò solo un riassunto, preceduto dalla traduzione del racconto di Villas Boas che fu pubblicato dalla F.S.R. in parecchi numeri successivi.



La donna extraterrestre con la quale Antonio Villas Boas ebbe un rapporto sessuale aveva pelle bianca e occhi di tipo cinese o mongolo. Ora, parecchie razze asiatiche possiedono questa caratteristica degli occhi, ma la loro pelle è gialla o bruna, e del resto si trovano degli occhi di tipo mongolo tra le razze indiane d’America, la cui pelle però è rossa o bruna.
Villas Boas aveva 23 anni al momento della sua avventura. Il 5 ottobre 1957 era andato a letto verso le 23 e, per il caldo, aveva lasciato aperta la finestra della stanza. Notò allora, proprio al di sopra del terreno che fronteggiava la casa, una luce d’un bianco fluorescente, più luminosa di quella della luna, che rischiarava i dintorni. Era una luce bianchissima, e non riusciva a vederne la fonte. Era come se venisse dall’alto, simile al fascio d’un faro di automobile. Ma in cielo non v’era nulla da cui avrebbe potuto provenire quel chiarore. Pensò di svegliare suo fratello che dormiva nella stessa stanza, ma essendo quest’ultimo scettico di natura, preferì non disturbarlo. Chiuse allora la finestra e andò a letto. Ma poco più tardi, spinto dalla curiosità e non potendo dormire, tornò ad aprire la finestra, e vide la luce, sempre allo stesso posto. Tutt’a un tratto la luce sembrò avvicinarsi alla finestra che, a causa del brusco gesto compiuto da Antonio mentre cercava di richiuderla in fretta, fece un rumore sordo che risvegliò il fratello. Tutt’e due osservarono ancora un momento la luce che filtrava dalle aperture e andava a posarsi al di sopra della casa, visibile attraverso gli interstizi del tetto tra le tegole. Finalmente se ne andò e non tornò.

Il secondo episodio avvenne la notte del 14 ottobre. Dovevano essere tra le 21.30 e le 22 e Antonio lavorava al suo trattore per arare un campo. Lavorava spesso di notte per evitare l’intenso caldo diurno. Tutt’a un tratto vide di nuovo una luce violenta, stazionaria, a Nord del terreno. Sembrava essere circa 100 metri al di sopra del suolo, era rotonda e rischiarava una buona parte del terreno. Antonio chiamò il fratello, che non volle venire, così se ne andò da solo in direzione della “cosa”, desiderando mettersi il cuore in pace. Arrivato vicino, l’oggetto si spostò molto rapidamente verso il lato Sud del campo. Questa manovra fu ripetuta parecchie volte. Stanco, Antonio raggiunse il fratello, e i due poterono osservare ancora per un momento quella luce che finì per andarsene improvvisamente. Il giorno seguente, il 15, Antonio lavorava di nuovo sul suo trattore, ma questa volta da solo. La notte era fresca, molto stellata. Esattamente all’una del mattino (del 16) vide una stella rossa nel cielo, che divenne più grossa e si avvicinò a lui a una velocità terrificante. Fu al di sopra del suo trattore prima ch’egli avesse avuto il tempo di riflettere su quello che doveva fare. Poi l’oggetto scese fino a circa 50 metri al di sopra del terreno, rischiarandolo come in pieno giorno. Antonio era spaventatissimo, perché non aveva idea di cosa potesse essere. Pensò di fuggire, ma la modesta velocità del trattore non lo permetteva. Pensò di scendere e di fuggire correndo, ma il campo arato, molle, non gli avrebbe permesso di andare lontano. Restò così due minuti senza muoversi, poi l’oggetto si avvicinò a lui, fino a 10 – 15 metri, e scese più vicino al suolo. Antonio distinse allora la sua forma: una strana macchina, piuttosto arrotondata, sormontata da luci rosse e da un’enorme specie di proiettore, da dove proveniva la luce scorta prima, così forte che gli aveva impedito di vedere l’oggetto stesso.

“Potevo vedere chiaramente i dettagli dell’apparecchio, che era come un uovo allungato, con tre specie di braccia metalliche sul davanti, una al centro, le altre su ogni lato. Non riuscivo a distinguerne il colore, perché erano avvolte in una fosforescenza rossastra (o fluorescente, come una réclame al neon). Sulla parte superiore dell’oggetto c’era una specie di torretta a forma di cupola. Nel momento in cui la macchina ridusse la sua velocità per scendere, la luce rossa diventò verde, il che corrispondeva a mio parere a una diminuzione della velocità di rotazione della parte superiore dell’apparecchio. Naturalmente, tutti questi dettagli mi ritornarono in mente più tardi, perché sul momento ero troppo spaventato e nervoso”.

“Quando vidi uscire tre piedi metallici, capii che questa macchina stava per posarsi e, dato che il motore del mio trattore andava ancora, tentai di aggirare l’apparecchio per fuggire. Ma avevo percorso soltanto qualche metro allorché il motore diminuì di giri e le luci dei fari si spensero, non so perché, dato che la chiavetta d’accensione era ancora inserita”.
“Tentai di rimettere in moto, ma senza successo. Allora aprii la portiera del trattore dal lato opposto all’apparecchio e saltai a terra. Ma avevo perduto del tempo prezioso nei miei tentativi di rimettere in moto il trattore, e non avevo fatto che qualche passo quando mi sentii afferrare”.
“Il mio aggressore era un individuo di piccola taglia (arrivava alla mia spalla) ed era vestito in un modo strano. Disperato, mi voltai bruscamente e riuscii a dargli un colpo che lo mandò per terra, a due metri di distanza. Ma fui allora attaccato simultaneamente da tre altri individui che mi afferrarono le braccia e le gambe e non mi lasciarono più. Mentre mi trascinavano verso il loro apparecchio, mi misi a urlare, il che parve stupirli, perché si fermarono e il loro sguardo rimaneva inchiodato al mio viso ogni volta che mi mettevo a gridare, senza peraltro allentare la loro stretta. Questo mi rassicurò un poco riguardo le loro intenzioni, ma non smisi di dibattermi. In questo modo mi condussero al loro apparecchio, che si trovava sempre allo stesso posto, a circa 2 metri dal suolo, sui suoi tre piedi metallici. Sotto il fondo si aprì un portello, che formava una specie di passerella alla cui estremità era fissata una scala, dello stesso metallo argentato della macchina. La scaletta fu srotolata e io fui issato, un lavoro per niente facile per loro. La scala era stretta, appena appena larga abbastanza per due persone, una fianco dell’altra, e per di più era flessibile e dondolava da destra a sinistra. C’era una rampa metallica ad ogni lato, di grossezza e forma pressappoco simili al manico di una scopa. Questa rampa mi diede l’impressione di non essere rigida, e quando lasciai l’apparecchio ebbi l’impressione che fosse fatta di anelli di catena incastrati gli uni negli altri”.

“Una volta dentro, vidi che mi trovavo in una stanza quadrata. Le pareti di metallo lucido riflettevano una luce fluorescente, emanata da piccole lampade quadrate inserite nel soffitto e nella parte superiore delle pareti, tutt’intorno alla stanza. Non riuscii a contarle, perché subito gli esseri mi posarono a terra; la porta si richiuse non appena la scala fu riavvolta. Era chiaro come in pieno giorno, ma nonostante ciò non riuscivo a distinguere i contorni del portello. Era come se non fosse esistito. Sapevo dov’era perché in quel punto era ancora fissata la scaletta. Gli esseri, che erano cinque, mi fecero segno di andare verso un altro locale che potevo scorgere attraverso una porta aperta su un lato della stanza. Non so se questa porta fosse già aperta quando fui condotto nell’apparecchio, perché non avevo guardato in quella direzione. Decisi di obbedire perché mi tenevano ancora saldamente e non potevo fare altrimenti. Lasciammo la piccola stanza, dove non avevo notato alcun mobile o strumento, ed entrammo in un locale molto più grande, di forma semiovale, con le stesse pareti lucide”.

“Credo che fossimo al centro dell’apparecchio. In mezzo c’era una colonna metallica, che andava dal pavimento al soffitto, rotonda e apparentemente solida. Il solo pezzo d’arredamento era una specie di tavolo di forma strana, circondato da sgabelli girevoli senza schienale, come quelli che si trovano nei bar. La tavola e le sedie erano coniche, più strette verso il basso, dello stesso metallo brillante delle pareti della stanza, e sembravano fissate al pavimento”.
“Durante quello che mi sembrò un periodo interminabile restai lì in piedi, sempre tenuto da due degli esseri, mentre gli altri strani personaggi mi guardavano e parlavano tra loro. Ho detto che parlavano, ma in realtà quello che sentivo non somigliava a nessun linguaggio umano. Era una serie di versi che somigliavano un po’ all’abbaiare dei cani. Questo paragone non è molto calzante, ma non vedo altro modo per spiegarlo. Erano degli abbaiamenti o guaiti lenti, alcuni brevi, altri lunghi, a volte contenenti diversi suoni, parecchi alla volta, qualche volta terminanti in tremolii. Ma non erano che dei suoni, dei gridi animaleschi, niente che somigliasse a un linguaggio o che potesse essere preso per una sillaba, o per una parola di una lingua straniera! Non riuscii a capire come facessero quei tipi a comunicare in quel modo. E non potrei neppure imitare quei suoni: la mia voce non è adatta”.

“Quando cessarono gli abbaiamenti, mi sembrò che avessero deciso tutto, perché mi presero tutti e cinque e mi svestirono a forza. Mi dibattei ancora e tentai di rendere difficile il loro compito. Protestai e gridai. Apparentemente non riuscivano a capirmi, ma si fermavano e mi guardavano come per farmi comprendere che non erano animati da cattive intenzioni. Del resto, non mi hanno mai percosso o fatto del male. E non mi rovinarono neppure i vestiti, a parte forse la camicia, che davanti era già strappata, quindi non ne sono neanche sicuro”.
“Alla fine ero nudo come un verme e spaventato a morte, non sapendo che cosa sarebbe successo. Poi uno dei due si avvicinò con qualcosa in mano che mi sembrò essere una specie di spugna, e che utilizzò per spargermi su tutto il corpo un liquido chiaro come l’acqua, ma denso, inodore. Era come un olio, ma non grasso, perché la mia pelle non era unta. Avevo freddo, dato che la temperatura era piuttosto bassa, soprattutto in quell’apparecchio. Tremavo già prima che mi lavassero in quel modo, ed ora era peggio. Ma il liquido asciugò presto e io mi sentii come prima”.

“Fui condotto da tre degli esseri a una porta al lato opposto rispetto a dove eravamo entrati. Facendomi segno di accompagnarli, e continuando ogni tanto ad abbaiare, mi spinsero in una stanza, la cui porta avevano aperta premendo qualcosa, probabilmente un pulsante o una maniglia, e una volta chiusa quella porta andava dal soffitto al pavimento”.
“La porta si era aperta in due parti, verso l’interno della stanza, e sulla parte superiore c’era una specie di iscrizione luminosa, in rosso, che, forse a causa dell’illuminazione, sembrava sporgere di 5 centimetri dal metallo. Questa fu la sola iscrizione che vidi all’interno dell’apparecchio. Quelle lettere erano completamente diverse da quelle che conoscevo”.

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“Ma ritornando agli avvenimenti, la stanza in cui mi trovavo ora era identica alle precedenti e illuminata nello stesso modo. Dopo essere entrato con due degli uomini, la porta si richiuse dietro di noi. Mi voltai a guardare e non riuscivo a capire, perché sembrava che lì non ci fosse mai stata una porta. Non so come fosse possibile, perché era una parete come le altre, ora. Successivamente la porta si aprì di nuovo ed entrarono due altri personaggi che tenevano in mano due tubi rossi di gomma, piuttosto grossi, lunghi un metro. Non so se contenessero qualcosa, ma so che erano cavi. Uno di questi tubi venne fissato a un’ampolla di vetro simile a un calice. L’altra estremità portava una specie di imbuto a forma di coppa, che fu applicato sul mio mento, là dove potete vedere ancora il segno. Tuttavia, prima di ciò, l’uomo che faceva questo lavoro strinse il tubo tra le mani come per estrarne l’aria. Sul momento non provai alcun dolore o sensazione, soltanto una specie di suzione. Più tardi la zona si irritò e prese a prudermi (e scoprii che la pelle era stata scorticata e pizzicata). Applicando il tuo, vidi il sangue entrare lentamente nel calice, fino a riempirlo per metà. Poi l’operazione terminò, il tubo fu tolto, fu sostituito dall’altro e ricominciò lo stesso procedimento, questa volta su un’altra parte del mento. La pelle rimase ferita anche in quel punto e più tardi prese a pizzicarmi. Poi tutti uscirono e io rimasi solo”.

“Fui lasciato lì per lungo tempo, forse una mezz’ora. La stanza era vuota, fatta eccezione per un’ampia cuccetta nel mezzo, una specie di letto ma senza bordi e un po’ scomoda per coricarsi, perché nel mezzo era piuttosto alta, con una gobba. Ma era morbida come una spugna e coperta di un materiale grigio, anch’esso morbido”.
“Mi sedetti, stanco dopo quegli sforzi per difendermi e le emozioni. Fu allora che percepii uno strano odore, e cominciai a sentirmi male. Dapprima era come se respirassi un fumo denso, che mi soffocava e sapeva di stoffa bruciata. E forse era proprio quello, perché guardando i muri, vidi per la prima volta delle file di tubicini che uscivano al livello della mia testa, le cui estremità erano chiuse, ma dotate di una quantità di forellini come quelli della doccia, dai quali usciva un fumo che si dissolveva nell’aria. Questo fumo era la fonte dell’odore. Non so se il gas uscisse già quando ero stato condotto lì. Provai nausea e finii per vomitare. Quando sentii che stavo per farlo, mi diressi verso un angolo della stanza e stetti male come un cane”.
“In seguito, la difficoltà di respirare passò, ma soffrivo ancora di nausea dovuta a quell’odore. Poi caddi in preda alla disperazione, domandandomi che cosa sarebbe ancora successo”.

“Devo ancora spiegare che fino a quel momento non avevo alcuna idea dell’aspetto di quegli esseri. Tutti e cinque erano vestiti in modo identico, con tute aderenti, fatte con un tessuto spesso ma morbido, di colore grigio, con fasce nere qua e là. L’abito giungeva fino al collo, dove si univa a una specie di maschera o casco, di un materiale dello stesso colore, apparentemente più rigido e rinforzato in basso e sul davanti da fasce di metallo, una delle quali triangolare a livello del naso. Questi caschi nascondevano tutto, lasciando vedere solo gli occhi attraverso due specie di lenti come quelle degli occhiali. Attraverso queste lenti gli uomini mi guardavano con occhi che mi sembravano più piccoli dei nostri, ma quello poteva essere un effetto delle lenti. Tutti avevano occhi chiari, mi sembra che fossero azzurri, ma non ne sono sicuro. Al di sopra degli occhi, l’altezza del loro casco doveva corrispondere a due volte il formato di una testa normale. E’ probabile che ci fosse qualcos’altro in quei caschi, al di sopra della testa, ma dal di fori non si poteva vedere niente. Tuttavia, dal centro di quei caschi, superiormente, uscivano tre tubi rotondi argentati (non posso dire se fossero di metallo o di gomma) di diametro un poco inferiore a quello di un idrante. Questi tubi, uno al centro, gli altri a ciascun lato, erano flessibili e scendevano sul dorso, formando una curva. Entravano nella tuta alla quale erano attaccati in un modo che non posso descrivere. Quello di mezzo arrivava sulla colonna vertebrale, mentre gli altri due terminavano sotto le spalle, in un punto circa 10 centimetri sotto le ascelle, quasi sul fianco o dove cominciano i fianchi. Non vedevo nessuna protuberanza o bozza indicante che quei tubi si unissero a una scatola o quel che fosse, sotto il tessuto della tuta”. (Questa precisazione seguì la mia domanda a Villas Bòas, perché non capivo come potessero respirare per tutto quel tempo sotto il casco, dato che non sembrava avessero riserve o bombole d’ossigeno come hanno i palombari).

“Le maniche della tuta erano lunghe e aderenti ai polsi, dove continuavano sotto forma di guanti spessi, dello stesso colore, a cinque dita, che non impedivano loro di tenermi saldamente o di maneggiare con destrezza i tubi di gomma quando mi prelevarono il sangue. Tuttavia avevo notato che non riuscivano a piegare le dita fino a toccare il palmo della mano. Il loro abbigliamento doveva essere una specie di uniforme, perché tutti i membri dell’equipaggio portavano, a livello del petto, uno scudo rotondo e rosso del formato di un ananas, che emanava ogni tanto dei riflessi luminosi. Non si trattava di luci prodotte direttamente da questi scudi, ma piuttosto di riflessi, come dei catarifrangenti di automobili rischiarati dai fari di un altro veicolo. Da questa decorazione centrale partiva una fascia di tessuto argentato o di metallo laminato che si univa a una cintura larga e senza allacciatura visibile. Non si vedevano tasche o bottoni sulla tuta”.

“Anche i pantaloni erano aderenti alla vita e alle caviglie, senza pieghe o spiegazza menti da nessuna parte, e non c’era nessuna separazione là dove cominciavano le scarpe, che avevano suole spesse da 5 a 7 centimetri. La punta delle scarpe era molto incurvata sul davanti, ma senza terminare del tutto a punta come quelle che si possono vedere sui libri di storia del passato. Ebbi l’impressione che le scarpe fossero troppo grandi per i piedi degli individui, che, tuttavia, sembravano molto a loro agio. Questo abbigliamento doveva comunque impacciarli un po’, perché i loro movimenti erano piuttosto rigidi quando si spostavano”.
“Erano della mia stessa corporatura, forse un po’ più piccoli, tenendo conto del casco, tranne uno, quello che per primo mi aveva afferrato vicino al trattore, che non mi arrivava neanche al mento. Sembravano tutti robusti, anche se penso che avrei dovuto avere facilmente la meglio se avessi dovuto battermi contro uno alla volta. Ma tutto questo non ha niente a che vedere con la situazione in cui mi trovavo”.

“Dopo un certo periodo, un rumore alla porta mi fece sussultare. Mi voltai in quella direzione ed ebbi una grande sorpresa. La porta era aperta e una donna stava entrando, dirigendosi verso di me. Camminava lentamente, forse divertita dalla sorpresa che doveva esser dipinta sul mio volto. Ero stupefatto, non senza ragione, perché era completamente nuda come me, e a piedi nudi”.
“In più, era molto bella, anche se di un tipo diverso dalle donne che conoscevo. Aveva bei capelli, quasi bianchi (come i capelli ossigenati), morbidi, non molto abbondanti, che le arrivavano quasi al collo, le punte rivolte in fuori, la riga in mezzo. Gli occhi erano grandi e azzurri, più allungati che rotondi, un po’ alla cinese (come gli occhi delle ragazze che si truccano per somigliare a principesse arabe); erano così, ma con la differenza che erano naturali, senza alcun trucco. Il naso era dritto, senza essere appuntito, né all’insù, né troppo grande. Quello che sorprendeva era il contorno del viso. Gli zigomi molto alti facevano sembrare il volto più largo (molto più largo di quello delle donne dell’America del Sud). Ma immediatamente, al di sotto, il viso si restringeva bruscamente, terminando con un mento appuntito. Questo dettaglio dava alla base del viso una forma nettamente triangolare. Le labbra erano molto strette, quasi invisibili. Le orecchie, che vidi più tardi, erano piccole ma non diverse dalle nostre. Le guance alte davano l’impressione che avesse un osso pronunciato al di sotto, ma sentii più tardi che erano morbide al tatto e fatte di carne, senza alcuna sensazione d’osso”.

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“Il suo corpo era molto più bello di quello delle donne che avevo conosciuto fino a quel momento. Era snello, con seni alti, ben separati, la vita sottile, niente pancia, fianchi larghi. I piedi erano piccoli, le mani lunghe e strette, le dita e le unghie normali. Era molto più piccola di me, la sua testa raggiungeva appena le mie spalle”. (Questo ascia pensare che con un’uniforme, scarpe e casco gli dovesse arrivare al mento, ed esser quindi la persona che lo aveva afferrato all’inizio della sua avventura).

“La donna mi si avvicinò silenziosamente, mi guardò con l’espressione di uno che desidera qualcosa, e cominciò a muovere la testa da una parte all’altra del mio viso. Nello stesso tempo, sentivo il suo corpo incollato al mio che faceva dei movimenti. La sua pelle era bianca (come quella delle bionde), e sulle braccia aveva delle lentiggini. Non sentivo alcun profumo sulla sua pelle o sui capelli, a parte il normale odore del corpo femminile”.
“La porta fu di nuovo chiusa. Solo lì, con quella donna che mi abbracciava e mi faceva capire chiaramente quello che voleva, cominciai a sentirmi eccitato… Sembra incredibile nella situazione in cui mi trovavo. Penso che la causa fosse il liquido che mi avevano passato su tutto il corpo. Dovevano averlo fatto apposta. Tutto quello che so, è che mi eccitai in modo incontrollabile, sessualmente, cosa che non mi era mai capitata prima. Finii per dimenticare tutto e risposi alle carezze di quella donna. Fu un atto normale e lei si comportò come avrebbe fatto qualsiasi altra donna. Alla fine sembrò stanca, respirava rapidamente. Io ero ancora ardente, ma lei ora si rifiutava, tentando di sfuggirmi, di evitarmi, per smettere. Quando lo capii, mi raffreddai di colpo. Era quello che avevano voluto: un buon stallone per perfezionare la loro razza! Alla fine dei conti, era quello. Ero in collera, ma decisi di non darvi importanza. Dopo tutto, avevo passato dei bei momenti. Naturalmente non cambierei mai le nostre donne per lei. Mi piace una donna con la quale si possa parlare, farsi capire e questo non fu proprio il caso. Inoltre, i grugniti che avevo sentito uscire dalla sua bocca di tanto in tanto guastavano tutto, dandomi la spiacevole sensazione di fare l’amore con un animale”.

“Un’altra cosa che avevo notato era che non mi aveva mai baciato. A volte, in certi momenti, aveva aperto la bocca come per farlo, ma questo si era trasformato in un lieve morso al mio mento”. “Un’altra cosa che ho notato è che i suoi peli, alle ascelle e altrove, erano rossi, come il colore del sangue o quasi. Poco dopo esserci separati, si aprì la porta e apparve uno degli uomini, che sembrò chiamare la donna, la quale uscì, non senza essere prima ritornata verso di me, indicando con un dito il suo ventre, poi me e infine puntandolo al cielo con un sorriso, o quello che sembrava esserlo. Interpretai il suo gesto come un avvertimento che sarebbe ritornata per condurmi a vivere con lei dove che fosse. A causa di ciò, ancor oggi tremo dalla paura. Se ritornano a prendermi, sono perduto. Io non voglio essere separato dai miei simili e dal mio paese, a nessun prezzo”. (Quel gesto che Villas Boas descrisse fu probabilmente la causa principale delle sue paure dal mese di ottobre 1957, paura di essere rapito da una razza extraterrestre sconosciuta. Tuttavia questa spiegazione non è chiaramente la più logica, glielo facemmo capire: “Avrò il bambino, tuo e mio, lassù sul mio pianeta”. Antonio riconobbe che questa spiegazione era davvero migliore della sua).

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“Poi entrò l’uomo con i miei vestiti sul braccio. Mi fece segno di vestirmi, e io obbedii in silenzio. Tutte le mie cose erano nelle tasche, a eccezione di un oggetto, il mio accendino “Homero”. Non so se l’avessero preso o se fosse caduto dalla tasca durante la lotta. Per questa ragione non protestai. Quando fummo usciti dalla stanza e ritornati in quella più grande, tre uomini dell’equipaggio erano seduti sulle sedie girevoli, conversando, o piuttosto abbaiando, tra loro. Quello che mi accompagnava li raggiunse, lasciandomi accanto al tavolo di cui ho parlato prima”.

“Ora ero calmo, sapendo che non mi avrebbero fatto del male. Mentre regolavano i loro affari, tentai di osservare tutto, per fissare nella memoria i dettagli, mobili, pareti, uniformi, ecc. A un certo punto notai sulla tavola, accanto agli uomini, una specie di scatola quadrata con un coperchio di vetro che riparava un quadrante simile a quello di una sveglia ma con un ago e con un segno nero al posto del 6. C’erano dei punti simili nei posti corrispondenti al 3 e al 9. Invece, al posto del mezzodì, c’erano quattro piccoli segni in fila, fianco a fianco”.
“Dapprima pensai che quello strumento fosse una specie di orologio, perché uno degli uomini di tanto in tanto gli dava un’occhiata. Ma non credo che si trattasse di quello, perché vi tenni fisso lo sguardo per molto tempo e non vidi mai l’ago muoversi”.
“Poi ebbi l’idea di prendere quell’oggetto, perché avevo bisogno di una prova della mia avventura. Se avessi potuto prendere quella scatola il mio problema sarebbe stato risolto. Inoltre poteva anche darsi che, vedendo ciò, gli uomini me lo regalassero”.

“Mi avvicinai lentamente, sempre più vicino; gli uomini non mi vedevano. Di colpo presi l’oggetto a due mani e lo sollevai. Era pesante, forse più di 2 chili. Ma non ebbi il tempo di esaminarlo. Come un lampo uno degli uomini balzo su spingendomi di lato; incollerito me lo strappò e lo rimise a posto. Indietreggiai finché toccai la parete con le spalle. Me ne restai lì tranquillamente, non perché fossi spaventato; preferivo starmene tranquillo, perché avevo avuto la prova che essi mi dimostravano una certa considerazione solo quando mi comportavo correttamente. La sola cosa che feci fu di tentare di grattare la parete con le unghie, per vedere se potevo staccare un po’ di quel metallo argentato. Ma le mie unghie scivolavano senza scalfire il materiale. Il metallo era molto duro e non potei prenderne un campione”.

“Non rividi più la donna, vestita o no, dopo che lei ebbe lasciato la stanza. Ma scoprii dove stava. Nella parete di fronte al nostro compartimento c’era un’altra porta, che io non avevo oltrepassato. Questa era un poco socchiusa e ogni tanto sentivo dei rumori, come di qualcuno che andava e veniva. Non poteva trattarsi che di lei, dato che tutti gli altri uomini erano con me, nel loro strano equipaggiamento. Immagino che quell’altra stanza dovesse corrispondere con la stanza di comando dove doveva stare il pilota, ma non potei verificarlo”.
“Infine uno degli uomini si alzò e mi fece segno di accompagnarlo. Gli altri restarono seduti, senza guardarmi. Attraversammo la stanza e l’anticamera fino all’entrata della nave spaziale, la cui porta era aperta, e la scala srotolata. Tuttavia non scendemmo; il mio compagno mi fece segno di accompagnarlo su una piattaforma che si stendeva a ciascun lato della porta. Questa piattaforma, stretta, faceva il giro dell’apparecchio, permettendo a una sola persona di andare in una qualsiasi delle due direzioni”.

“Per cominciare, procedemmo in avanti. La prima cosa che vidi fu una specie di proiezione di metallo, di forma quadrata, saldamente fissata all’apparecchio e che si stendeva verso l’esterno. Ce n’era una simile dall’altra parte. Se queste protuberanze non fossero state così piccole, avrei pensato che si trattasse di ali. Dal loro aspetto deduco che potessero servire a far scendere o decollare l’apparecchio. Devo ammettere tuttavia che in nessun momento, quando più tardi l’apparecchio decollò, vidi quelle proiezioni fare un qualsiasi movimento”.
“In seguito l’uomo mi mostrò i tre bracci metallici che avevo già visto, saldamente fissati, due sterni sui lati della macchina, quello del centro diritto in mezzo alla parte anteriore, come delle spade. Erano tutti della stessa lunghezza e dimensione, molto spessi alla base, si assottigliavano all’estremità in punta. La posizione dei tre bracci era orizzontale. Non so se fossero fatti dello stesso metallo della nave spaziale, perché emettevano una leggera fosforescenza rossastra, come il ferro incandescente. Tuttavia non sentivo calore”.

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“Un poco al di sopra della loro base, nel punto in cui erano fissati all’apparecchio, c’erano delle luci rosse allineate. Le due luci laterali erano rotonde e più piccole. Quella davanti era enorme, anch’essa rotonda, ed era il proiettore frontale dell’apparecchio, che ho già descritto. Tutt’intorno alla cupola, e un po’ al di sopra della piattaforma, sulla quale proiettavano un chiarore rosso, c’erano molte piccole lampade quadrate, apparentemente simili a quelle che si trovavano all’interno dell’apparecchio”.
“Davanti, la piattaforma non completava il giro, ma terminava accanto a una placca di vetro allungata ai lati, e che sembrava saldamente fissata alla parete dell’apparecchio. Forse serviva da oblò, perché non c’erano finestre. Ma questo mi sembrava difficile da capire, perché questo vetro pareva essere molto sfocato”.
“Credo che i bracci della parte anteriore dovessero emettere l’energia necessaria a muovere la nave, perché, quando questa decollò, la loro luminosità aumentò straordinariamente, coprendo completamente la luce dei proiettori”.

“Dopo aver visto la parte anteriore della macchina, tornammo verso quella posteriore (che era più voluminosa). Ma prima ci fermammo un momento, e l’uomo puntò col dito verso l’alto, dove l’enorme cupola discoidale girava lentamente. Era rischiarata da un chiarore verdastro, proveniente da non so dove. Potevo sentire, ad accompagnare la sua rotazione, un rumore sordo come quello dell’aria spirata da una quantità di piccoli fori. Tuttavia non vedevo buchi da nessuna parte. E’ solo un paragone”.
“Più tardi, quando l’apparecchio si staccò dal suolo, la cupola rotante aumentò la sua velocità a un punto tale che divenne invisibile e si vedevano soltanto le sue luci, che del resto aumentavano molto d’intensità e diventavano di un rosso vivo. In quel momento aumentò anche il rumore (nello stesso tempo in cui la cupola accelerava la sua rotazione, mostrando così una relazione fra i due fenomeni) e divenne un vero rombo. Io non ho compreso la ragione di questi cambiamenti e non capisco quale fosse lo scopo di quel disco rotante luminoso, che non si fermò mai. Ma doveva pur esserci una ragione per il fatto che fosse lì”.
“Mi sembra che ci fosse una piccola luce rossa nel centro di quella cupola, ma non ne sono sicuro”.

“Tornando ora verso la parte posteriore dell’apparecchio, passammo di nuovo davanti alla porta d’ingresso e camminammo lungo la passerella che s’incurvava all’indietro. Proprio sul dietro, nel posto dove ci sarebbe l’impennaggio di un aereo, c’era una struttura metallica rettangolare, fissata in posizione verticale, e che andava da una parte all’altra della piattaforma. Ma era molto bassa, non più alta del mio ginocchio, e potei facilmente scavalcarla per passare dall’altro lato, poi ritornai”.
“Mentre facevo questo notai, inserite nella piattaforma, una a ciascun lato della placca, due luci rossastre, bombate e spesse. Assomigliavano a delle luci d’aereo, ma non lampeggiavano”.
“Tuttavia penso che la placca di metallo in questione fosse una specie di timone per cambiare la direzione dell’apparecchio. In ogni modo, io vidi quel pezzo spostarsi di lato nel momento in cui la macchina, che era ferma nell’aria dopo il decollo, cambiò bruscamente direzione prima di partire a velocità spaventosa”.

“Dopo aver visto la parte posteriore della nave, tornammo verso la porta. La mia guida indicò la scaletta metallica e mi fece segno di scendere. Obbedii, e una volta a terra guardai in alto. Lui era ancora là. Poi si indicò, indicò il suolo e infine il cielo a Sud. Mi fece segno di indietreggiare e disparve all’interno”.
“La scaletta cominciò a diminuire di lunghezza, i pioli si allineavano l’uno sull’altro, come una pila di assicelle. Quando giunse in alto, il portello (che, aperto, era la passerella) cominciò a sua volta a sollevarsi, fino a inserirsi nella parete, e divenne invisibile”.
“Le luci dei bracci metallici della cupola e dei proiettori divennero più forti, mentre la cupola girava sempre più velocemente e la nave lentamente si sollevava. In quel momento le braccia del treppiede sul quale l’apparecchio posava s’alzarono di fianco, la parte inferiore di ogni montante (più stretta, arrotondata e terminante con una grande base d’appoggio), rientrò nella parte superiore (molto più grossa e quadrata) e quando questo movimento terminò, la parte superiore rientrò a sua volta all’interno dell’apparecchio. Alla fine non ci fu niente di visibile; la base era liscia e lucida come se il treppiede non fosse mai esistito. Non riuscii a distinguere un segno qualsiasi che indicasse il posto dove erano state sistemate le braccia. Queste persone sapevano veramente fare un buon lavoro!”.

“La nave continuò ad alzarsi lentamente nell’aria, fino a un’altezza di 30 – 50 metri; lì si fermò per qualche secondo e, nello stesso tempo, la sua luminosità divenne ancora più forte. Il rumore dell’aspirazione dell’aria così spostata aumentò ancora, e la cupola girò a una velocità spaventosa mentre il suo colore passava per diverse tinte fino a diventare rosso vivo. In quel momento l’apparecchio cambiò direzione, con un movimento brusco, facendo sentire un rumore forte, una specie di “colpo” (e questo quando vidi ciò che chiamo “timone” spostarsi)”.
“Quindi, scivolando un po’ di lato, la nave spaziale partì come un proiettile verso Sud, a una tale velocità che in pochi secondi era scomparsa”.
“Allora tornai verso il mio trattore. Avevo lasciato l’apparecchio verso le 5.30 del mattino e vi ero entrato alle 1.15. Dunque vi ero rimasto quasi 4 ore e un quarto un tempo veramente lungo”.

“Quando tentai di mettere in moto il trattore, scoprii che non funzionava più. Cercai di vedere se trovavo qualcosa di anormale e vidi che il cavo della batteria era stato staccato. Qualcuno l’aveva fatto, perché un cavo non si toglie dal morsetto da solo, e io li avevo controllati prima di andar via da casa. Doveva essere stato staccato da uno degli uomini dopo che il trattore si era fermato e il motore era calato di giri, mentre mi afferravano, probabilmente per impedirmi di ripartire qualora fossi riuscito a liberarmi. Erano furbi e avevano previsto tutto”.

“A parte mia madre, finora non ho rivelato a nessuno la mia avventura. Lei mi ha detto di fare attenzione a non ritrovarmi in contatto con quella gente. Non ho avuto il coraggio di parlarne a mio padre, perché quando gli avevo riferito della luce sul tetto mi aveva accusato di avere le allucinazioni. Più tardi mi decisi a scrivere al signor Joao Martins, dopo aver letto uno dei suoi articoli sul giornale “O Cruzeiro”, dove chiedeva ai lettori di informarlo sui loro eventuali avvistamenti di UFO. Se avessi avuto abbastanza denaro sarei venuto prima. Ma poiché non ne avevo, ho dovuto aspettare finché lui non mi ha fatto sapere che mi avrebbe aiutato per il viaggio”.
“Signori, io sono a vostra disposizione. Se pensate che debba ritornare a casa, partirò domani. Ma se volete che mi fermi più lungo, sono d’accordo. E’ per questo che sono venuto”.
Ecco come finisce la deposizione di Antonio Villas Boas, un po’ noiosa a volte per il lettore per tutti i suoi dettagli, ma che mi è sembrato utile riprodurre integralmente, perché si tratta di un caso in cui tutto indica non trattarsi affatto di invenzioni, allucinazioni o addirittura di uno scherzo preparato da altri.

In effetti le prove in favore dell’autenticità del caso sono parecchie, e io ne citerò solo qualcuna: questa deposizione è stata rilasciata da Villas Boas nello studio medico del dottor Olavo Fontes, dove, per quattro ore, il dottor Fontes e il giornalista Joao Martins registrarono le sue parole. Essi hanno tentato di indurlo in contraddizione sui dettagli, l’hanno interrogato su altri, ma non sono riusciti a coglierlo in fallo. Non è parso mai sconcertato o intento a fare appello alla propria immaginazione. Dall’inizio fu chiaro che non presentava nessun tratto psicopatico. Parlando tranquillamente, liberamente, non mostrando alcun tic o segno d’instabilità emotiva, tutte le sue reazioni alle domande sono state perfettamente normali. Non ha perso mai il filo del racconto. Le sue esitazioni corrispondevano precisamente a quelle che si potevano prevedere in un individuo che, in una situazione anormale, non riesce a trovare una spiegazione per certi fatti.

In alcuni momenti, addirittura, sapendo che i dubbi che egli esprimeva su alcuni dettagli potevano spingerci a non credergli, rispondeva semplicemente “Non lo so” o “Non riesco a spiegarlo”. In una lettera che aveva scritto in precedenza a Joao Martins precisava che non poteva mettere per iscritto alcuni particolari di cui si vergognava. E’ a proposito dei suoi rapporti sessuali e della sua partner. Quando lo interrogammo al riguardo, mostrò imbarazzo e una certa vergogna, ed è solo grazie alla nostra insistenza che riuscimmo a sapere tutto. Era in imbarazzo anche quando gli facemmo delle domande a proposito della camicia strappata dai suoi assalitori.
Gli esami medici a cui lo sottopose il dottor Fontes e gli interrogatori ci hanno fatto sapere che dopo essere rientrato a casa, il mattino del 16 ottobre, Antonio si sentì sfinito e dormì per tutto il giorno. Si svegliò verso le 16 e mangiò di buon appetito. La notte non riuscì a dormire, e così anche la notte seguente. Sognava degli avvenimenti precedenti come se gli accadessero di nuovo. Si svegliava di soprassalto gridando. Né tanto meno poteva concentrarsi tentando di lavorare sui corsi per corrispondenza che seguiva. Poi ebbe dei malesseri e perse l’appetito. Soffriva di dolori in tutto il corpo e di forti emicranie. Infine sentì agli occhi una fastidiosa sensazione di bruciore. Dopo due giorni il mal di testa sparì. Non notò una congestione alla congiuntiva, ma gli occhi si misero a lacrimargli.

La terza notte riuscì a dormire, ma a partire da quel momento fu spesso in preda a un’eccessiva sonnolenza, e questo per un mese.
La sensazione di bruciore agli occhi persistette per tutto questo tempo, come la lacrimazione. L’ottavo giorno si ferì leggermente all’avambraccio mentre lavorava e sanguinò un poco. Il giorno seguente notò la comparsa di una lieve infezione e sentì prurito. Da quattro a dieci giorni più tardi apparvero sugli avambracci altre ferite similari, del tutto spontanee. Al centro c’era una piccola macchia e un’escrescenza, e gli stessi pruriti, che durarono una ventina di giorni. Tutt’intorno le ferite erano violacee.
Il quindicesimo giorno comparvero sul viso due macchie giallastre, ai lati del naso, poi sparirono. All’esame effettuato dal dottor Fontes si notavano ancora due macchioline, una su ogni lato del mento: una era grossa come una monetina, l’altra un po’ più grande. I particolari dell’esame, al completo, riempiono una pagina, ma questa non è che un riassunto. L’esame del sistema nervoso precisa: buon orientamento nel tempo. Sentimenti e affetti sono entro limiti normali. L’attenzione, spontanea o provocata, è normale. Le prove di percezione, d’associazione d’idee e di capacità di ragionamento mostrano che il meccanismo mentale funziona bene. Eccellente la memoria visiva. Assenza di qualsiasi segno di squilibrio mentale, esteriore o interiore.

Ecco dunque un caso straordinario, un probabile tentativo di ibridazione da parte di una razza extraterrestre. Beninteso, ne debbono esistere altri, ma le vittime hanno preferito conservare il silenzio.


(Dal volume: "UFO: relatà di un Fenomeno"; Armenia Ed. 1975)


Ringrazio Ufologo 555 per avermi passato le scansioni del testo [:D]


Ultima modifica di cagliari79 il 20/03/2010, 14:56, modificato 1 volta in totale.


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Dan Burisch


La vicenda del microbiologo Dan Burisch è stata un fulmine a ciel sereno che ha letteralmente scosso gli ambienti ufologici mondiali. Le sue straordinarie affermazioni sembrano confermare quello che gli studiosi hanno sempre sostenuto : l’esistenza di un gigantesco cover-up sulla realtà extraterrestre da parte del governo USA che va avanti, in maniera pressochè ininterrotta, da oltre cinquanta anni. E’ già avvenuto in passato che qualcuno facesse dichiarazioni sensazionali (vedi Rober Lazar) ma mai come in questo caso, vi era stata a supporto una tale impressionante mole di dati e riscontri.

L’attendibilità e le credenziali di Burisch sembrerebbero al di là di ogni ragionevole dubbio.

Un ulteriore importante aspetto della sua storia è la conferma dell’esistenza del Majestic Twelve, l’ultrasegreto gruppo di studio governativo, composto da scienziati e alti ufficiali delle forze armate USA, che ha gestito il problema UFO/alieni fin dal 1947, anno in cui avvenne il più documentato incidente UFO della storia, ovvero quello di Roswell.

Il 22 aprile 2004, Dan Burisch ha chiesto udienza presso il Congresso degli Stati Uniti per rivelare le informazioni in suo possesso sull’Area 51 e sui progetti segreti ivi condotti dal governo degli Stati Uniti, relativi a virus sviluppati in laboratorio, interazioni alieni e trattati tra questi ultimi e gli USA. Trattati che, è bene ribadirlo, costituiscono una palese violazione della costituzione americana; ed è questo il motivo principale per cui Burisch ha chiesto l’immunità al Congresso in cambio delle sue rivelazioni.


Il ragazzo che amava la scienza

Danny Benjamin Crain è nato il 12 febbraio 1964. Nel 1990 si è unito in nozze con Deborah Kay Burisch, già madre di un figlio nato da un precedente matrimonio; nel 1995 Dan ha cambiato il proprio cognome in Burisch per conformarlo a quello legale del bambino.

L’attitudine di Dan per la microbiologia si palesò sin dall’infanzia; all’età di otto anni egli finì sotto le ali protettive di vari medici e scienziati in quello che risultò essere il precoce inizio di un’affascinante carriera nel settore, dipanatasi in gran parte nel mondo dei “Black Projects” militari.

Le cronache del curriculum di formazione professionale di Dan non sono esaustive, comunque nel periodo 1982-85 egli è accreditato come biologo e proprietario della Crain Environment Research di Las Vegas; nel 1986 consegue la laurea di primo grado in Psicologia presso la University of Nevada, Las Vegas, e viene contattato in qualità di candidato per lavorare a un progetto governativo; nel 1988 il St Patrick’s Seminary di Menlo Park, California, gli assegna un Master of Divinity e nel 1989 consegue un dottorato in Microbiologia e Genetica Molecolare presso la State University of New York (SUNY), Stony Brook; la SUNY ha già negato di possedere documentazione in merito, ciò nondimeno esistono documenti che attestano il percorso formativo di Dan. Nell’ambito militare, conseguì nel 1989 il grado di capitano della marina militare degli Stati Uniti e fu assegnato al Progetto Aquarius presso la base di Groom Lake, Nevada, comunemente nota come Area 51 o “Dreamland” (terra di sogno); il suo tesserino S4 era il nr. 6196 MAJI.

Un accordo di segretezza per il Tonopah Test Range/R4809, che reca la data del 14 ottobre 1989 e la firma di Burisch (Crain), riporta il suo SSAIN [numero della previdenza sociale], il grado “05”, la qualifica “MB III” (Microbiology III) e l’ente da cui dipendeva, ovvero il Laboratorio di Ricerca Navale del Dipartimento della Difesa, Marina degli Stati Uniti.

Un documento successivo riporta il suo grado di capitano della US Naval Reserve, e la sua qualifica “Microbiologist IV”. Nel 1991 fu inviato a svolgere le proprie mansioni presso un’unità di guerra biologica e partecipò all’ operazione “Tempest Storm” in Iraq, guadagnandosi un encomio presidenziale per i servizi resi sul campo.

Nel 1994 Dan compilò un rapporto, il Q-94-109A, nome in codice COSMIC-MAGIC, relativo a campioni prelevati da un’entità biologica extraterrestre (EBE) nota come “AQ-J-Rod”, nell’ambito del Progetto Aquarius, e infine, sino al settembre del 2002, lavorò al Progetto Star Flower 1, che comprendeva il “Seme della Genesi”.

Burisch ha fornito al ricercatore americano Bill Hamilton una descrizione del suo tesserino di identificazione: si trattava di un badge bianco con due marcature blu lungo la parte superiore sinistra, al di sotto delle quali era riportata la sua area di assegnazione, ‘S4’; subito sopra la S4 vi era una punzonatura a forma di stella. Sul suo vecchio tesserino, al di sotto della S4 vi erano le tre lettere ‘ETL’, ovvero ‘Laboratorio Extra Terrestre’; sui badge più recenti ‘ETL’ era stato sostituito da ‘EBL’, che sta per: ‘Laboratorio Biologico Extraterrestre’. Sulla parte destra del badge vi era la scritta verticale ‘MAJ’. I tesserini riportavano inoltre una foto dello scienziato, sotto la quale erano riportati il nome, l’incarico ed il numero di badge (n.H). Nella parte inferiore vi era un codice ‘DX’ (a significare trasferimento dipartimentale) oppure ‘WX’ (ad indicare trasferimento ingegneristico), che consentiva all’individuo in questione l’accesso alle differenti sezioni del progetto o, come le chiamavano loro, ‘padiglioni’. Sul retro del badge vi era una striscia magnetica nera.

Burisch riceveva il proprio badge solitamente accompagnato da un altro badge di colore arancione che recava il numero per la registrazione quotidiana nella base (Papoose); nel caso dovesse recarsi al secondo piano che, era destinato a LG [Progetto Looking Glass] e Sidekick, era necessario un badge supplementare. Dan lavorò per certo periodo di tempo ad un progetto relativo ad una entità biologica extraterrestre EBE viva. J-Rod (questo il nome dell’alieno) era un assistente di un’altra entità extraterrestre (EBE-3) assegnata alla base di Groom Lake.

J-Rod è stato tenuto in “custodia” dal Majestic affinché potessero continuare a fare esperimenti ed ulteriore analisi della sua fisiologia; nel 1994 avrebbe dovuto andarsene, ma con tutta probabilità è ancora qui.

In quanto microbiologo, i risultati delle passate ricerche di Dan si focalizzavano sul ruolo dei complessi di proteine nelle/sulle membrane cellulari e sull’analisi dell’ecosistema.

Burisch, inoltre, nutriva un profondo interesse per Marte, le sue anomalie e potenzialità per la presenza di vita, e sottopose all’attenzione della NASA un progetto di ricerca, dal titolo “Il trapianto dei protozoi e lo sfruttamento dell’esobiologia marziana: il caso della Euglena viridis nel Laboratorio Biologico Automatizzato”; la NASA replicò: “La sua proposta è stata giudicata in quanto dotata di sufficiente valore intrinseco tale da consentirne l’integrazione all’interno della Divisione Supporto Vitale Biorigenerativo dello NSCORT [Centro Specialistico di Ricerca ed Addestramento della NASA], un sub-direttorato del Programma CELSS (Sistemi Controllati di Supporto Vitale Ecologico) dell’Amministrazione Aeronautica e Spaziale Nazionale”.

Nel 1989 il dott. Burisch venne assegnato, in qualità di microbiologo, al Progetto Aquarius, R-4800, Papoose Site 4 (S4) presso il sito di collaudo del Nevada, nella stessa sede di Robert Lazar, anche se la compresenza dei due fu alquanto breve; infine, verso il 1994, fu promosso alla carica di Leader del Gruppo di Lavoro, a suo dire in virtù dell’eccellente rapporto professionale con J-Rod, e lavorò nel laboratorio biologico sotterraneo che era stato approntato al Livello 4.

Le procedure di sicurezza previste per accedere all’area comprendevano la scansione ottica della retina e l’identificazione dell’impronta vocale; prima di entrare nel laboratorio, che in base al Livello di Biosicurezza era stato classificato con 115 e che nei manuali OSHA non è elencato, era obbligatorio farsi la doccia, rasarsi, decontaminarsi e cambiarsi gli abiti.

Qui di seguito riportiamo una descrizione del Livello di Biosicurezza 4: “Prassi, equipaggiamento di sicurezza, ed impianti sono applicabili al lavoro con agenti esotici e pericolosi che presentano un elevato rischio individuale di malattie potenzialmente letali. Tutte le manipolazioni di materiali diagnostici potenzialmente infettivi, elementi isolati, ed animali naturalmente o sperimentalmente infetti determinano, per il personale di laboratorio, un elevato rischio di esposizione ed infezione. Il virus della Febbre di Lassa è rappresentativo del tipo di microrganismi relativi al Livello 4”.

Il Progetto Aquarius era solo uno dei cinque progetti condotti presso l’installazione S4; si trattava di un progetto “ombrello” incentrato sullo studio delle EBE.

Gli altri progetti erano:

Progetto Sigmaolto: atto a stabilire una comunicazione con gli alieni.
Progetto Galileo: riguardava i sistemi propulsivi e costituiva la principale area di ricerca di Bob Lazar. Questi afferma di essere stato condotto nella sala riunioni ed invitato a studiare i rapporti relativi alla propulsione ed al ruolo della gravità come medium propulsivo. Imbrigliare, amplificare e concentrare la fondamentale onda di “gravità A” presenta molte altre possibilità.
Progetto Sidekick: relativo alla tecnologia degli armamenti a raggio ed al programma Guerre Stellari”(SDI).
Progetto Looking Glass: relativo ai viaggi spazio-temporali.


Burisch era in possesso dei nullaosta di classificazione che gli consentivano l’accesso a tutti i progetti sopra descritti, ciò nondimeno le loro descrizioni e correlazioni devono essere ulteriormente approfondite.

Dan disse che gli era consentito consultare i documenti informativi relativi agli alieni ed alla loro tecnologia, e che vi era qualcosa che faceva riferimento ad una “Linea Temporale Convergente” che potrebbe spiegare il motivo per il quale “loro” si trovano qui, cosa stanno facendo e perché sul nostro pianeta si sta eseguendo un campionamento della popolazione e delle forme di vita.

Secondo Burisch, l’ufficiale a cui egli faceva rapporto era l’allora ammiraglio di squadra J. M. McConnell, direttore dal 1992 al 1996 dell’Agenzia per la Sicurezza Nazionale (NSA), ovvero l’agenzia governativa statunitense responsabile dell’Intelligence dei Segnali e di tutte le informazioni classificate. McConnell ricoprì l’incarico di funzionario dell’intelligence per il capo di stato maggiore (JCS-J2) durante la dissoluzione dell’Unione Sovietica e l’Operazione “Tempesta del Deserto” in Iraq; nell’adempimento di queste funzioni, McConnell informava regolarmente il Presidente ed i suoi ministri, i leader internazionali, il Senato e la Camera del Congresso degli Stati Uniti; inoltre, durante la Guerra del Golfo, egli comparve regolarmente sulle televisioni internazionali in veste di portavoce dell’intelligence statunitense. Raggiunse il grado di ammiraglio di squadra della Marina degli Stati Uniti, per la quale lavorò per più di 25 anni come ufficiale operativo di intelligence; McConnell si è ora ritirato a vita privata e, dal 1996, lavora per la Booz Allen, società di consulenza per la gestione strategica e tecnologica.

Progetto Star Flower - Dan ultimamente lavorava per conto del Majestic ad un progetto un tempo chiamato Lotus ed ora denominato Star Flower 1. Il progetto in questione riguarda le originarie inseminazioni che diedero origine a tutte le forme di vita sulla Terra.

La teoria della panspemia avanza l’affascinante ipotesi che la vita sulla Terra venne “importata” dallo spazio, e che l’evoluzione della vita dipenda da programmi genetici parimenti provenienti dal cosmo.

In base alle nuove teorie sulla biologia evolutiva che superano l’approccio neo-darwinista, Burisch ha scoperto che la vita proviene dallo spazio e il “Seme della Genesi” comporta la prova di un progetto e di un’attività intelligente (non un ‘intelligenza aliena, bensì un’intelligenza da Creatore Cosmico). Ecco cosa ebbe a dire in proposito: “Sin dagli inizi con M [nome censurato con un tratto nero-nda] ebbi l’onore di essere assegnato ad alcuni fra i più interessanti progetti a memoria d’uomo Dal lavoro al Progetto Aquarius sino alle sabbie del deserto iracheno mi sono adoperato per servire il mio paese con la massima efficienza e dedizione Spero fortemente che il mio ultimo incarico, in Africa, abbia tutelato gli interessi degli Stati Uniti d’America. Da circa un decennio, radunando le ricerche di tutte le massime menti dell’umanità sto elaborando una teoria, nel .tentativo di trovare una risposta alla secolare questione delle nostre origini. Tale elaborazione è culminata nel Progetto L [Lotus-nda], in seguito denominato Progetto S Fl [Star Flower-nda]. In poche parole, abbiamo scoperto gli elementi chiave per combinare un antico virus che in più di un’ occasione ha inseminato il nostro bel pianeta, e le cui parti integranti giocano tuttora un ruolo di continua creazione nell’intricata ragnatela della vita. Riteniamo che tale ruolo faccia progredire la complessità rilevata nella biosfera, onde combinare alla perfezione la diversità delle specie con gli altri elementi del nostro mondo vivente.
Tutto questo appare meraviglioso; comunque proprio come esistono sottili spunti comportamentali nei giochi dei bambini così riteniamo che celato all’interno del combinato L vi sia un aspetto analogo. Essere muniti dei più antichi codici del DNA e disporre del potere di manipolare la danza dell’L non ci fornisce la sufficiente conoscenza, l’autorità del suo creatore o il diritto stesso di combinano, sintetizzarlo o stuzzicarlo in altri modi, né esso né i suoi spaventosi poteri. La nostra sfera di controllo rientra nella ristretta gamma di prudenti studi. Spingendoci oltre, rischiamo l’umanità”.



L’incontro con Jarod

Come abbiamo accennato sopra, Dan Burisch entrò a far parte del progetto Aquarius, nell’ambito del quale venivano studiate le Entità Biologiche Extraterrestri catturate dai militari a seguito di UFO crash.

Burisch veniva condotto in un laboratorio sotterraneo e fatto entrare in una stanza di forma circolare riempita di idrogeno freddo, definita “sfera pulita”. Il suo compito consisteva nell’interagire con l’essere alieno J-Rod.

Ecco come Burisch, in una recente intervista, descrive il suo primo impatto con Jarod: “la mia prima impressione fu che stessi guardando un insetto gigantesco, tanto per dare l’idea, sembrava un enorme insetto color marrone scuro aggobbato lì in un angolo, appariva molto insettoide…sembrava quasi che avesse un esoscheletro…ero spaventato perché avevo sempre creduto che i mostri non esistessero”.

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La foto a sinistra, di provenienza anonima, venne presentata per la prima volta nel video"UFOs: Fifty Years of Denial" © 1998 prodotto dalla Quick FOX Production. L’immagine raffigura uno dei Grigi (EBE2) “ospiti” del governo degli Stati Uniti. L’autore del presente articolo ritiene che questo sia il reale aspetto dell’alieno Jarod .

J-Rod aveva un serio problema medico, soffriva di una degenerazione dei tessuti nervosi che causava indebolimento dello scheletro e del sistema muscolare con generale perdita di peso corporeo. Il MJ12 chiese a Burisch di prelevare del tessuto dal braccio dell’essere per compiere degli esami miscroscopici. “La maggior parte delle informazioni contenute nel briefing che mi sottoposero – continua Burisch – riguardava le applicazioni militari e le fisica dell’astronave aliena e per me, francamente, non aveva alcun interesse. Io ero più interessato alle questioni biologiche e la tecnologia dell’astronave mi interessava solo per la sua possibilità di interfaccia biofisico con la mano e la mente degli alieni. Quegli esseri hanno sulle mani delle specie di cuscinetti dove sono presenti nervi scoperti protetti da varie glicoproteine che vengono selettivamente spinte all’esterno o all’interno con l’azione dei capillari. E’ come ci fosse una guaina viscosa che permette a Jarod di avere un interfaccia diretto con la nave. Ciò mi ha estremamente interessato, anche se ancora adesso non ne comprendo il funzionamento, forse ha a che a fare con implicazioni dell’elettronica che non pretendo di capire. Io ero più interessato alle questioni riguardanti la isto-patologia e alle foto di autopsie che dimostravano la presenza di patologie che colpivano gli esseri. Mi interessava anche la possibilità di isolare nuovo materiale virale (a fini di guerra batteriologica? – n.d.a) per avviare nuovi protocolli e, in effetti questo è quello che già allora stavamo facendo e che continuiamo a fare anche adesso”.

La comunicazione con l’alieno avveniva telepaticamente, e in tali momenti il dott. Burisch sembrava avere una specie di OBE (esperienza fuori dal corpo). Inoltre, in una sorta di empatia, sperimentava su stesso quello che provava l’essere : “se lui stava male io potevo sentire il suo dolore”. Stando a quanto afferma Burisch, Jarod soffrirebbe di una grave patologia dei tessuti nervosi, tale problema interesserebbe tutta la sua razza. I grigi pertanto sarebbero qui per raccogliere materiale genetico terrestre allo scopo di mantenersi in vita. Il dott. Bunisch ritiene che il viaggio nel tempo abbia permesso loro di sopravvivere e conferma l’esistenza di un accordo (nome in codice Tau-IX) stretto tra gli extraterrestri ed il governo degli Stati Uniti, il quale in cambio di tecnologie avanzate, che esso utilizza fin dagli anni ’40, ha permesso agli alieni di rifornirsi di materiale genetico di piante, animali e uomini.

Le informazioni fornite da Burisch su Jarod sono confermate da Bill Uhouse, un ingegnere meccanico di Las Vegas coinvolto in progetti segreti del governo USA a Dreamland ed a Los Alamos. Egli avrebbe fatto parte di un team di scienziati impegnati in studi di retroingegneria su dischi di origine extraterrestre.

Stando alle dichiarazioni di Uhouse quattro alieni sopravvissero all’incidente di Kingman nel 1953, dei quali due erano gravemente feriti ed altri due in buone condizioni. Alle entità incolumi fu permesso di rientrare nella propria navicella mentre le altre furono trasportate in una installazione medica non specificata (probabilmente il laboratorio blu di Wright Patterson). La squadra di militari che ispezionò il disco precipitato venne colpita da una misteriosa malattia. Il disco venne poi caricato a bordo di un rimorchio e trasportato al Nevada test site.

L’ingegnere americano afferma che gli eventi di Kingman diedero luogo al progetto diretto alla progettazione ed alla costruzione di un simulatore di volo che avrebbero utilizzato i piloti militari per imparare a pilotare le navicelle aliene (progetto Redlight n.d.a).

Bill lavorò al progetto sia presso Los Alamos sia presso l’Area 51. In tale occasione Uhouse avrebbe incontrato l’alieno Jarod che, apparentemente, supervisionava il progetto.

Stando ai documenti top secret consultati da Burisch, la razza di Jarod è originaria del sistema binario di Zeta Reticuli, un termine che ricorre spesso nella letteratura ufologia.

Il Dott. Burisch riferì a Bill Hamilton, nel corso di un’intervista, che i J-Rod e gli altri tipi di umanoidi biondi usano la stella, Gliese 876 come una sorta di avamposto remoto per studiare la Terra.

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Orbite della stella Gliese 876. A destra, foto del sistema stellare. Gliese 876 si trova nella costellazione dell'acquario a 20h 53m 20s di ascensione retta (RA) e -14° 15' 30'' di declinazione. Si tratta di una stella di tipo M4v con magnitudo apparente di circa 10.17 (range: 10.15 - 10.19). La sua distanza dalla terra è stata stimata in 15.4 anni luce. Gliese 876b e Gliese 876c sono i due pianeti di massa gioviana che ruotano molto in prossimità dell’ astro.

Leggiamo cosa dice ancora Hamilton in proposito: ”Gliese 876-c è l’unico pianeta sul quale mi sono state date informazioni. Non è tra quelli che noi considereremmo abitabili. Comunque, è l'ubicazione che [gli alieni] hanno selezionato come loro base remota, quella che loro usano in un sforzo cooperativo per studiare ed interagire con noi. Mi fu descritto con la superficie avvolta da uno strato nuvoloso […] questo pianeta sembra avere molto gas sulla superficie. La spiegazione logica di ciò è che Zeta Reticuli e Sirio/Orione (sistema Epsilon/ Orionis) erano troppo distanti dalla Terra e Loro, avendo bisogno di conservare tempo e energia, stabilirono una base cooperativa. Quando hanno bisogno di ritornare a casa, usano di nuovo Gliese 876-c come una porta di lancio verso i loro rispettivi sistemi

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Il sistema di stellare binario Zeta Reticulii 1 e 2 è a circa 37 anni luce dalla Terra


Una petizione al Congresso degli Stati Uniti

Come si accennava all’inizio, la vicenda del dott. Burisch è stata oggetto di una petizione al Congresso degli Stati Uniti.

Harry Dschaak e Sterling Allan, che s’incontrarono con lui il 05 aprile scorso, hanno viaggiato in macchina fino a Washington D.C. ed hanno presentato il suo caso ad alcuni membri del Congresso due settimane dopo, il 19 aprile. Stando ad un primo resoconto, il dr. Burisch ha offerto la propria disponibilità a parlare apertamente, in cambio dell’ immunità, poiché teme di essere incolpato di crimini di guerra.

Dschaak ed Allan hanno concentrato i loro sforzi sull’ufficio del senatore Orrin Hatch, R-Utah, per via della sua posizione di Consigliere del Comitato Giudiziario. Contattarono anche altri membri del senato dall’Idaho, Utah e dal Nevada, dove Dshaak, Allan e Burisch risiedono, rispettivamente.

Un membro dello staff di Hatch s’incontrò con Dschaak e con Allan per conoscere l’oggetto della loro richiesta, e disse che il caso era di competenza del Comitato della Sicurezza, mentre il senatore Hatch sospese per un attimo la conferenza per ascoltare il caso. Il membro del suo staff informò poi Dschaak ed Allan che c’erano migliaia di casi che dovrebbero essere ascoltati dal Congresso.

Allan disse che il caso del Dr. Burisch era stato sottoposto a migliaia di persone in tutto il mondo e che sarebbe stato contento di fare una petizione per dimostrare ciò che sta dietro a questa faccenda.

La petizione che vuole dare una voce per aiutare il Dr. Burisch ad ottenere un’udienza da parte del Congresso o altrove, con inclusa l’evidenza dell’esistenza di creazione in laboratorio di virus mortali.

Questi microorganismi sono simili a quelli dell’AIDS e della SARS, che ricercatori come Len Horowitz, M.D., hanno documentato essere stati creati dall’uomo.

La testimonianza includerebbe un resoconto del periodo in cui Burisch ebbe a che fare con un essere alieno nell’Area 51. Potrebbe testimoniare sul fatto che alcuni umani erano trattenuti nella suddetta base ed usati come cavie contro la loro volontà, oltre anche al fatto di aver avuto esperienze di prima mano con macchine del tempo funzionanti.

Il Dr. Burisch dichiarò inoltre che sono stati prelevate le componenti genetiche di un morbo alieno inserite poi in vettori microbici che possono colpire l’uomo e che Dschaak paragona alla creazione di un’epidemia mortale tipo colera, per la quale non ci sono immunizzazioni preventive.

La parte più cruciale della testimonianza di Burisch riguarda la sua conoscenza di un trattato (Tau-IX) tra una razza aliena ed un gruppo internazionale di razzisti terrestri, che controlla le informazioni aliene di tecnologie evolutissime per il controllo della Terra, in cambio di cavie umane per gli alieni.

Un altro ricercatore che ha presentato il caso di Burisch è il dr. Michael E. Salla dell'American University di Washington D.C, il quale ritiene vi siano molte razze aliene che hanno visitato il nostro pianeta e che ora si sono stabilite qui. Voleva sapere dal Dr. Burisch se lui stesso avesse avuto interazioni con più di una specie aliena, e lui rispose che aveva interagito solo con una razza, che era un tipo di Grigio chiamato J-Rod e che credeva che in tutto ce ne fossero stati tre, due maschi ed una femmina, la quale era potuta tornare da dove era venuta.

I maschi erano in seguito morti.

Il dr. Robert Wood, che è coinvolto nel provare l’autenticità di alcuni documenti originali dell’MJ-12, si sta concentrando su un documento recentemente ricostruito (dopo essere stato strappato) che conterrebbe una conversazione tra Dan Burisch e l’attuale presidente USA. Il documento, definito “Rancher Memo” (Rancher sarebbe il nome in codice di Gorge W. Bush padre), contiene allusioni ai progetti LOTUS e STAAR FLOWER.

Il progetto Lotus, prevede lo studio di una particella (Ganesh) che ripara i danni cellulari e dei tessuti, una tecnologia tipo "fonte di giovinezza". Stando a Dschaak, Burisch ha riferito che entro il 15 marzo 2005 dovrà presentare un documento che descrive completamente questa tecnologia ai suoi superiori manovratori, i quali rispondono a turno all’elite fantasma segretamente legata ad una malevole fazione aliena. I superiori di Burisch erano ex-membri del Comitato della Maggioranza (Majority Commettee o MAJI). Majestic 12 sarebbe invece un sottocomitato di MAJIC costituito da eminenti scienziati coinvolti nello studio degli alieni e della loro tecnologia

Allan e Dschaak riferirono al membro dello staff del senatore Hatch che c’è poco tempo per dare udienza al Dr. Burisch in quanto egli è oggetto di enormi pressioni da parte del MAJI.

Tuttavia il senatore Hatch, in perfetta linea con la politica ufficiale di diniego del governo USA, ha con una nota declinato l’invito del dott. Burisch.




Il trattato chiamato Tau-IX permette le abductions, il drenaggio del sangue e la rimozione di campioni e tessuti da organi riproduttivi; e non controlla se gli umani siano mutilati, torturati o se possano morire.
Burisch non crede che tali attività debbano essere nascoste agli Americani e alla comunità Internazionale. Il suo desiderio di rivelazione è condiviso da altri suoi colleghi. Ci sono persino coloro fra il direttorato che permettono la fuoriuscita di informazioni dall’ interno verso il mondo esterno.
Il veicolo principale di questa rivelazione ha avuto luogo in un forum non moderato presso- godlikeproductions.com- in una discussione circa Dan Burisch, che è ora al quinto volume con oltre 10.000 messaggi . Lì, coloro che sono “entro” le operazioni coperte, che lottano contro il segreto, inviano delle informazioni al forum dove sono analizzate per autenticarle e vengono catalogate.
La discussione in merito iniziò sul forum circa 6 mesi fa e recentemente ha perso di mordente per la mancanza di informazioni concrete. Anche per l’ occasionale pezzo su Burish tramite una web-cam non è stato provato che non sia di data anteriore.
Quelli del forum non erano neanche sicuri che Burisch fosse ancora vivo, e che fosse con lui che parlavano, in rare occasioni, di queste rivelazioni.

Poiché qualcuno che sa ha osservato tutto ciò, si decise recentemente di organizzare un incontro fra 2 persone “esterne” con il Dr. Burisch. Data una richiesta fatta da uno dei principali partecipanti del forum, Harry Dschaak (nickname: harrdrawk), un invito venne esteso a lui e al Candidato Presidenziale, Sterling D. Allan (nickname: wallrace), al fine di avere un incontro di persona con Burisch.
Un primo tentativo fu fatto il 3 Aprile. Doveva aver luogo nel campus della UNLV di fronte alla biblioteca Leid alle 10:00 del mattino.
I due outsiders dovevano avere la copertura di appartenenti al direttorato.
Questa copertura venne bruciata prima dell’ incontro quando venne appurato dalla sicurezza che non vi era nessun appartenente al direttorato proveniente da Las Vegas nel giorno stabilito.
Un secondo tentativo coronato da successo fu fatto 2 giorni dopo in un altro luogo, dove una finestra di un’ ora divenne di tre poiché i 2 outsiders si identificarono con un codice che poteva essere stato dato loro solo da qualcuno di fiducia all’ interno.
Il giorno seguente Allan riferì sull’ incontro con un post sul forum GPL.
A questo seguì, il 7 Aprile, un messaggio trapelato da Dan Burisch dove egli rispondeva punto su punto al rapporto di Allan, come richiesto da un tizio chiamato “J1” (Majesty/Directorate PD/SF, Washington, D.C.).
L’ affiorare di quel documento costituisce forse la prova più certa, riguardante questa operazione coperta, che sia mai stata ottenuta finora.
Nel giro di qualche minuto da quel post, il forum venne messo KO.
Ma coloro che osservavano il forum comunicarono via telefono e fecero una copia di quella pagina e la fecero circolare nelle loro Mailing Lists.
Quando venne chiesto se ciò fosse il più grande sviluppo da quando la discussione iniziò sul forum 6 mesi fa, Dschaak rispose: "No, questa è la più grande cosa mai accaduta dall’ assassinio di J. Kennedy. Siamo sull’orlo di una rivelazione aliena – qualcosa che cerchiamo da decenni".


http://gaming.ngi.it/showthread.php?t=344122



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Il Caso Lotti
Cennina 1954


Cennina, frazione di Bucine (Arezzo), circa le 6:30 del mattino del 1° novembre 1954. Una contadina di 40 anni, Rosa Lotti, si stava recando alla chiesa di Cennina attraverso il sentiero di un bosco: aveva con sé un mazzetto di fiori, un paio di scarpe ed uno di calze. Poco prima di arrivare in una radura notò un “qualcosa” di strano sporgere dai cespugli: arrivata sulla radura stessa, vide che si trattava di un grosso “fuso”, molto panciuto, in posizione centrale e con le estremità appuntite. Era infisso verticalmente nel terreno: sembrava costituito da due coni uniti per le basi, con una lunghezza di circa due metri ed una larghezza, al centro, di circa un metro e venti centimetri. Era di colore marrone opaco, come “rivestito di cuoio”: nella parte centrale, opposti lateralmente, c’erano due oblò ed in mezzo a questi, nel cono inferiore, uno sportello di vetro chiuso.

Da alcuni cespugli sbucarono improvvisamente due "esseri", che tagliarono la strada alla testimone: alti circa un metro, proporzionati, di apparenza umana, erano “bellissimi”,"un pò anziani" e parlavano con voce normale ma in una lingua sconosciuta. Entrambi sorridevano continuamente: indossavano una tuta grigia aderente, un giubotto accollato con bottoni lucenti e, sulle spalle, una corta mantella. In testa avevano un casco simile a cuoio, con due “dischetti in corrispondenza delle orecchie: sul viso si notava l’ombreggiatura di una barba tagliata recentemente. Uno dei due esseri, ”il piu’ anziano e piu’ moretto", cominciò a parlare alla teste, che non capì nulla: ad un certo punto, gli tolse di mano, sempre sorridendo, il mazzetto di fiori ed una calza, esaminandoli, per poi avviarsi verso l’oggetto. La Lotti lo seguì, protestando e chiedendo la restituzione della calza almeno: l’essere sembrò capirla e le restituì una parte dei fiori. Quando giunse all’oggetto appoggiò una mano sullo sportello, che si aprì verso l’esterno e gettò dentro i rimanenti fiori e la calza.

La teste, da circa due metri di distanza, vide l’interno dell’oggetto: c’erano due piccoli sedili rotondi posti davanti ai due oblò laterali, collocati in uno spazio particolarmente ristretto. L’essere trasse dallo sportello un oggetto a forma di cilindro (un “rotolo” o un “lingotto”), di colore marrone e con la superficie liscia lungo circa venti centimetri: tenne questo oggetto all’altezza dello stomaco, puntandolo verso la teste, come se stesse per “fare una fotografia”. A questo punto, la donna, si preoccupò, allontanandosi con passo svelto dal luogo: nel far ciò, ebbe l’impressione che la piccola figura gli stesse porgendo l’oggetto marrone. Dopo alcuni metri si voltò e vide che i due esseri la seguivano con lo sguardo, sempre fermi vicino al “fuso”, parlando fra loro: quindi, proseguì il cammino.

L’intera esperienza durò circa dieci minuti. Dopo circa mezz’ora, alcune persone, a seguito del racconto fatto dalla donna una volta arrivata in paese, si recarono sul posto, dove trovarono un buco nel terreno, come prodotto da un grosso palo appuntito, del diametro di dieci centimetri ed una profondità di quindici circa. Nella zona, piu’ o meno alla stessa ora, vi furono due avvistamenti di un oggetto luminoso visto atterrare e decollare dal bosco in cui avvenne l’incontro, come pure l’osservazione di un ordigno volante a bassa quota sempre nei pressi della zona.

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Copertina de "La Domenica del Corriere" 14 novembre 1954



Il Commento

La prima inchiesta su questo, per molti versi, “straordinario” evento è stata effettuata molti anni dopo l’evento: probabilmente la prima in assoluto fu condotta dal gruppo pratese G.R.S.F. di Siro Menicucci nel 1972, seguita l’anno dopo da una visita dell'ufologo Paolo Fiorino, di cui, però, non si è a conoscenza di un’eventuale relazione. Le tracce di cui si parlò all’epoca furono viste solo da poche persone, ma, stranamente, non fu scattata alcuna fotografia alle stesse. Alcuni mesi dopo si venne a sapere che due bambini, Ampelio (6) e Marcello (9) Torzini, mentre stavano sorvegliando dei maiali nel bosco, sentirono delle voci e videro la Lotti che parlava con gli “omini” nella radura dell’incontro. Il maggiore dei due andò a chiamare il padre, ma quando giunse sul posto tutto era finito, anche se poté constatare lui stesso la presenza della traccia. I bambini, interrogati dai giornalisti, caddero in contraddizione e la loro testimonianza, scaturita da un esercizio scolastico di Ampelio, è molto ambigua, tanto da gettare seri dubbi sull’autenticità della vicenda (fantasticherie infantili?).

Secondo il marito della teste, un guardiacaccia di nome Rossi, mentre era nei pressi della famosa radura (a circa duecento metri), a lui nascosta da un rialzo del terreno e della vegetazione, sentì una conversazione, ma, attribuendola a “chiacchiere di donne”, non ci fece caso. La sera precedente l’incontro, in casa della Lotti, si era parlato di “dischi volanti”. Qualcuno, a proposito della testimonianza della donna, avanzò l’ipotesi dell’allucinazione, che, comunque, non appare ragionevolmente credibile. Una lettera pervenuta al “Giornale del Mattino”, alcuni giorni dopo, sotto forma di cartolina impostata a Roma, riferiva le dichiarazioni di un anonimo, secondo cui era lui stesso l’ideatore della messinscena architettata ai danni della testimone.
Nella zona vi furono molti altri avvistamenti, precedenti e successivi all’osservazione della testimone. Quest’ultima ha confermato, anche in occasione di un piu’ recente colloquio avvenuto nel gennaio 1993 con un membro del CISU, di avere avuto numerose visite in seguito alla divulgazione della sua esperienza: una in particolare, si riferiva ad una donna di Genova che avrebbe avuto un avvistamento molto simile al suo.

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Articolo sul settimanale "Tutti" del 14 Novembre 1954


Sempre nel corso di questa nuova inchiesta fu ascoltato un uomo (all’epoca un ragazzo) che avrebbe direttamente visto le tracce sul luogo dell’incontro della Lotti-Dainelli. Si sarebbe tracciato di un “buco” profondo circa quindici centimetri, tutt’attorno a cui c’erano delle tracce di bruciato; sul luogo, inoltre, sarebbe stato presente, fortissimo un odore tipo di “freni surriscaldati”. Visto che questa è la prima volta che si parla di bruciature (che avrebbero dovuto essere già state evidenziate all’epoca), è lecito nutrire qualche dubbio sulla validità oggettiva del ricordo di tale testimone.

Pronunciarsi su una possibile interpretazione di questo evento (probabilmente il piu’ famoso nel suo genere in Italia e un "super-classico" del suo genere anche all’estero) non è facile, viste le caratteristiche dello stesso. Purtroppo la mancanza di indagini svolte all’epoca non permette di avere a disposizione ulteriori informazioni sulla testimone e sul contesto in cui maturò e fu divulgato questo racconto. Alcuni punti poco chiari (per esempio le tracce non fotografate) sono presenti nell’ambito del caso. Se si volesse cercare di trovare a tutti i costi una spiegazione per l’evento si potrebbe pensare alla realizzazione di uno scherzo architettato ai danni della donna, ma tale eventualità, allo stato attuale delle conoscenze, non è suffragata da nessun elemento.

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Il luogo dell'incontro nel 2006



http://it.wikiufo.org/index.php?title=Cennina_1954



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Dan Sherman - Governo Americano e comunicazioni ALIENE

Nell’intervista di Kerry Kassidy del Project Camelot, Dan Sherman racconta la sua esperienza militare come operatore di missioni sensibili per il governo americano: “ (…) E’ stata un’esperienza unica. Sentivo la necessità di dire al mondo qualcosa sugli esperimenti a cui il governo stava lavorando (…) “ .



Iniziò la sua carriera nell’ U.S Army come membro della sicurezza, subito dopo gli fu affidato il compito di lavorare nell’ intelligence. Questo gli diede modo di accedere ad un livello superiore di segretezza per il quale fu sottoposto ad un addestramento top secret, il cosiddetto Security Clearance e SCI Clearance.

Rod Power, ex militare dell’Air Force statunitense in cui prestò servizio per 22 anni, spiega che i militari impegnati in missioni segrete possiedono informazioni e tecnologia tali che rivelazioni non autorizzate possono compromettere la sicurezza del Paese, causare guerre o rendere inefficaci le missioni. Occorre, quindi, un nulla osta di sicurezza (Security Clearance), ossia una licenza limitata o parziale per l’accesso alle informazioni di tutti i dati o materiali di proprietà del governo federale su argomenti quali piani militari o sistemi di sicurezza. L’autorizzazione per un nulla osta di sicurezza è tutt’altro che automatico, richiede piuttosto ampio controllo e tutte le indagini necessarie. La SCI Clearance (informazioni sensibili compartimentate) è stata definita in un report del 1984 dal National Foreign Intelligence Board (NFIB) come “dati su sofisticati sistemi tecnici per la raccolta di intelligenza [...] e informazioni raccolte da tali sistemi “. I sistemi a cui si fa riferimento sono tutti i sottomarini e le navi, stazioni di terra, aerei, satelliti incaricati alla raccolta di informazioni segrete. (“Accesso negato”. Governo Executive 29, no. 2 (February 1997): 19. 2 (febbraio 1997).

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Dan Sherman


Sherman fu sottoposto a tutto questo ma non aveva ben chiaro cosa gli stesse succedendo. Nell’intervista a Kerry Kassidy dice: “ (…) Era chiaro che mi sentissi inglobato in un piano militare governativo di cui seppi solo piu’ tardi, al momento non sapevo cosa stesse succedendo (…). Evidentemente alla mia nascita o nell’utero di mia madre, fui geneticamente manipolato e preparato a possedere particolari abilità comunicative, le cosidette ‘comunicazioni intuitive’ “. Sherman non poteva credere stesse succedendo proprio a lui “ (…) Mia madre fu rapita quando era in cinta di me. Il feto – cioè io – venne geneticamente modificato”. Fu sottoposto a due tipi di addestramento, l’uno concernente il suo lavoro ufficiale (electronic intelligence), l’altro volto a scorpire il tipo di abilità innata posseduta della quale non era ancora pienamente cosciente.

Riuscì a localizzare oggetti alieni ma gli fu impedito tassativamente di rivelare, nella sua autobiografia, la localizzazione geografica dei luoghi in cui operava le sue missioni segrete. Venne incaricato a svolgere sia Gray Project (programmi non riguardanti la sicurezza del paese), sia Black Project, programmi di assoluta riservatezza.

Fu complicato per Sherman scrivere il suo libro “Above Black”, sapendo che doveva prestare molta attenzione a non rivelare nulla che potesse minimamente mettere a repentaglio la sicurezza dei dati sensibili . Doveva prestare attenzione agli argomenti trattati e ai luoghi visitati. Non negò di essere stato 2 volte all’Osan Air Base in Korea, all’ Offutt Air force Base in Nebraska, che è il quartier generale del comando aereo militare americano (SAC – Strategic Air Comand), a San Vito Dei Normanni, nell’Italia del sud e alla Buckley International Guard Base a Denver in Colorado e stazionò per due anni in una base in Olanda.

Riguardo le sue particolarità abilità nell’interfacciarsi con presenze aliene per mezzo di contatti telepatici per i quali era stato addestrato duramente, si tratta di avere capacità concrete intuitive che permettono di captare gli umori della collettività e le emozioni delle persone senza margine di errore e senza dar spazio all’interpretazione.

“La comunicazione telepatica è estremamente concreta, non è vocale nè visiva”, spiega Sherman e usa l’analogia della trasmissione dei dati a livello informatico, facendo l’esempio dell’invio di un’immagine jpeg in una e-mail. I dati viaggiano in bits attraverso strumenti elettronici e dall’altra parte il computer che riceve le informazioni, le traduce in immagine, la stessa cosa accade nel linguaggio telepatico.

Sherman comunicava con gli alieni mentalmente per mezzo di un computer, senza sapere dove fossero nè come fossero, anche se non credeva che quello fosse l’unico modo per comunicare con loro.

Ebbe un primo contatto con un extra-terrestre che gli comunicò che qualcosa di grave stava per accadere al nostro pianeta, così lo Stato Americano gli impose di addestrare individui capaci di utilizzare il linguaggio telepatico (Project Preserve Destiny) come unico modo per comunicare, in vista di calamità del pianeta in cui ogni mezzo di comunicazione eletromagnetico sarebbe stato distrutto.

Il secondo contatto telepatico Sherman l’ebbe in un’altra base e soprannominò il suo referente “Bones” con cui ebbe un tipo di conversazione amichevole sulla tematica del “viaggio temporale”. Sherman scoprì che gli alieni usano il tempo per viaggiare ma non nel senso che intendiamo noi e domandò loro se noi umani fossimo in grado di andare avanti o indietro nel tempo, l’impressione che ne ebbe fu che noi non possiamo farlo in quanto il tempo è un fattore relativo.

“(…) Se volessi tornare indietro di 10 minuti dal tempo presente non potrei poichè il tempo presente è relativo, non è solido. Non si puo’ andare indietro da qualcosa che è relativo (…). Solo usando l’energia eletromagnetica si può viaggiare nel tempo”.

Sherman chiese a Bones di Dio e della religione e gli fu risposto che siamo stati creati da un’unica creazione e che esistono creazioni di 2 tipi: la creazione “intelligente” e la “non-intelligente”. L’umanità è parte della stessa creazione “intelligente” ma non specifica nessuna religione in merito a questa. “ (…) Molta gente pensa che siamo stati creati dagli alieni (…) poichè sostengono che siamo parte di un’unica creazione”.

Quando nel 1997 Sherman terminò di scrivere la sua biografia, inviò il manoscritto al più grande portale di ufologia americano “Ufomind.com” diretto da Glenn Campbell che lo divulgò in rete, diventando famoso sul web ancor prima che nelle librerie.





Fonte







Portland, Oregon, giugno 2007

K: Kerry Cassidy
D: Dan Sherman


K: Sono Kerry Cassidy del Project Camelot e siamo qua ad introdurre Dan Sherman. E' un ragazzo molto, molto affascinante e siamo molto interessati ed eccitati per la possibilità che abbiamo di intervistarlo oggi.

E' difficile trovarlo, non sta facendo interviste ultimamente e penso che voglia mantenere una certa riservatezza. Non so se sia intenzionale o solo il modo in cui vanno le cose.
Dan, potresti dirci rapidamente chi sei e quale grandiosa storia hai da raccontare.

D: Certo. Sono entrato nell'esercito, a 18 anni, appena uscito da scuola. Ero in un certo lavoro, agente per la sicurezza e ad un certo punto sono stato spostato ad un altro lavoro, come specialista elettronico per l'intelligence.

Questo lavoro mi permetteva l'accesso ad alto livello di classificazione e così ho avuto il lasciapassare top secret e SCI. Questo mi ha portato in un mondo dove..., per ricordare, i militari avevano per me un piano, come poi mi è stato rivelato, ma a questo punto non sapevo cosa stava accadendo.

Evidentemente, dopo essere entrato nel reparto dell'intelligence, entrai in una scuola per essere addestrato. Sono stato chiamato in un ufficio, l'ufficio del Capitano; era a capo della scuola, credo lo fosse. Entrai nel suo ufficio e mi rivelò una storia incredibile.
Evidentemente io, alla nascita o ancora nell'utero, sono stato modificato geneticamente per avere una particolare abilità e questa abilità veniva chiamata "comunicazione intuitiva". Come accadde, qua è dove le persone alzano gli occhi, come ho fatto io al momento, ero come, "Non posso credere che stia accadendo a me."

Mi disse che mia madre venne addotta quando era incinta di me. Il feto, cioè io, venne modificato geneticamente. Disse che tutti abbiamo questa particolare abilità per cui sono stato modificato, ma la mia venne portata ad un livello più alto.
Ero nella scuola, non solo per imparare una particolare procedura per il mio lavoro, il mio lavoro regolare, tecnico per l'intelligence, ma ero lì anche per andare ad un'altra scuola, che serviva a sviluppare questa abilità che avevo. Avevo l'abilità, ma non potevo controllarla e non sapevo di averla finchè non mi è stata rivelata in modo da poterla praticare, per dire.

Quindi mi disse dove andare e tutta la logistica inerente e iniziai ad andare a scuola, per imparare a praticare questa abilità. Lo facevo di notte, di gioro andavo alla scuola per il lavoro che stavo facendo, intelligence elettronica.

K: Quanti anni avevi a quel tempo?

D: Qua devo specificare, perchè una delle cose che non ho potuto rivelare nel libro ha a che fare con i luoghi, perchè è così che nascondono questo tipo di cose.
Vieni assegnato ad un compito "black", che viene classificato legittimamente per una ragione, per la sicurezza nazionale, ecc.. Lo fanno perchè possono tenere i progetti grigi connessi ai progetti oscuri, così hanno una ragione per alzare la sicurezza in quella locazione.

Assegnano le persone che fanno parte dei progetti grigi a questi progetti oscuri. Esiste una ragione per portarli in questo luogo e una ragione perchè si debbano trovare lì, e tutto è relativo al progetto oscuro e al finanziamento dello stesso, ecc..

La mia difficoltà nello scrivere il libro è che non voglio rivelare i punti legati alla sicurezza nazionale, perchè sono legittimi. Non voglio creare problemi al mio paese per quello che dico.
Allo stesso modo però, voglio rivelare i progetti grigi, che non hanno nulla a che fare con la sicurezza nazionale e sono connessi al potere del governo.
Devo stare molto attento come sullo svolgimento dei progetti grigi; come si relazionano ai progetti oscuri in cui ho lavorato. Uno dei punti è il luogo in cui stavo in un particolare momento e ad una particolare età. Non voglio correlare queste cose.

K: Ok.

D: Non voglio essere evasivo. Si tratta di una semplice questione: "In che anno lo stavi facendo?"
Chiunque può leggere il mio passato militare e vedere quando sono stato alla NSA. Possono vedere il tracciato, per dire. Posso elencare tutte le basi in cui sono stato; quando inizio a parlare dei progetti oscuri relativi ai progetti grigi, non posso farlo dicendo allo stesso tempo la base in cui sono stato.

K: Ok. Perchè non elenchiamo le basi in cui sei stato? Così non ti devi riferire ad una particolare base.

D: Certo. Sono stato alla Osan Air Base in Korea; ci sono stato due volte.
Sono stato alla Offut Air Force Base in Nebraska, il quartier generale SAC. Non so se si chiama ancora SAC, Strategic Air Command.
San Vito Dei Normanni, veramente chiamata "San Vito", in Italia, nel sud dell'Italia e sono stato alla Buckley Internationale Guard Base, sono rimasto lì a Denver, Colorado.

K: Hai menzionato la Germania?

D: No, non sono rimasto in Germania.

K: Non lo sei.

D: No. Ho fatto servizio temporaneo lì. Sono andato ad una scuola, ma non mi sono fermato.

K: Ok.

D: Sono rimasto in Olanda e ti ringrazio di avermi riportato nella zona Europea. Sono rimasto in Olanda per un paio di anni. E' stata la mia base favorita; l'ho amata.

K: Possiamo chiederti quanti anni hai passato nell'esercito?

D: Si. Ci sono stato per dodici anni. Ci sono andato nel 1982 quando avevo 18 anni e ne sono uscito nel 1995. Ci sono rimasto dodici anni.

K: Dimmi come vuoi che la metta..come comunicatore alieno, comunicatore ET?

D: Lo definiscono, "comunicazione intuitiva".

K: Sei empatico?

D: No. Non penso di esserlo in senso stretto; comunque, posso veramente, veramente sentire le emozioni della gente, probabilmente più di una persona media, ma non mi spingo a definirmi empatico, perchè non è come un sovrapotere. Sono giusto sensibile alle sensazioni ed emozioni altrui.

Tornando a questa abilità...questa è veramente concreta. E' come il modo in cui parliamo ora; tu dici qualcosa e questo messaggio è molto tangibile. Se ho bisogno di renderlo chiaro o di chiederti di farlo, posso chiedertelo, ma è una comunicazione molto concreta come quando parliamo, così funziona la comunicazione intuitiva.

Senti parlare di queste persone che hanno l'abilità della, come si chiama, visione remota, ricevono le sensazioni e le immagini. Non è proprio concreta; non è come guardare una immagine. Bisogna interpretare, ma questa non è così. La comunicazione intuitiva è estremamente concreta. Le informazioni sono lì.

K: Ok, questo è bene sentirlo. Quindi dici che senti voci nella testa?

D: No. No. Non è una voce.

K: Ok, vedi figure?

D: Non è vocale e non basata su immagini come se spedissi, ecco una buona analogia, quando spedisci a qualcuno una immagine jpeg tramite e-mail; la stessa e-mail, la trasmissione dell'informazione, è composta di bit, parlando in gergo tecnico.

Dall'altra parte, il computer compila l'informazione, questa informazione elettronica e quindi te la mostra.
Quando pensiamo all'e-mail, pensiamo di avere una figura. Veramente, abbiamo dei bits e il computer li rende in forma di immagine.

Ecco come funziona la comunicazione intuitiva. Il medium di per sè, non è visuale, ma quando mi arriva e il mio cervello elabora l'informazione, la trasforma in figura per me, così posso capirla o la mia mente può convogliarla, perchè dovevo passare tutte queste informazioni tramite computer in un certo posto...Non ho idea di dove finissero.

Quando avevo una comunicazione, dovevo inviarla. Molte di queste venivano elaborate come immagini nella mia testa; a volte era solo linguaggio, in inglese, altre volte divenivano odori. Posso sentire gli odori.

K: Ricevevi informazioni intere, non solo pezzi?

D: No, comunicazione completa. Posso sentire cose attorno alla comunicazione, ma era diretta, diviene difficile metterla in termini, ma tu sai che trovandoci qua in questa stanza, quando ti parlo e ti guardo, posso sapere che c'è un quadro lì e uno la, quindi capisco che la roba è lì.

Ma la comunicazione cattura la mia attenzione e così era per quella intuitiva, posso sentire emozioni dal mio contatto e posso percepire le zone periferiche, non proprio come posso fare qua, però...

K: Sei andato ad un appuntamento con quest'uomo e lui ti ha detto di tua madre e per cosa venivi addestrato. Corretto?

D: Si. Per cosa sarei stato addestrato. Si, mi disse di mia madre che è stata addotta e mi disse qualcosa del progetto. Non penso sapesse molto del progetto, penso che stesse facendo il suo lavoro, ovvero fare da contatto per me, per dire.

K: Come ti sei sentito quando hai saputo queste cose?

D: Ora è divertente parlarne, perchè al tempo ero una persona diversa. Ovviamente, ero molto giovane e quando sei giovane, accetti le cose diversamente da quando sei più vecchio e con più esperienza.

Guardando indietro, se mi avessero detto questo oggi, non sarei stato così ingenuo da accettare; perchè oggi, ho più di quarant'anni e non accetti le cose come quando sei giovane e non hai inibizioni. Sei come, "Si, ok, facciamolo!".

C'era una sorta di scetticismo, perchè sapevo che nei militari spesso vieni preso in giro...sai, iniziazioni e cose del genere. Sapevo che stavo entrando in una scuola e pensavo si trattasse di uno scherzo e qualcuno sarebbe saltato fuori per dire, "Ha-ha, credi in queste storie di alieni!" Chiaramente, questo non è successo.

Per la maggior parte, ero un militare. Ho detto, "Ok, questa è una missione e devo accettarla come altra realtà della mia vita, devo andare avanti e fare quello che mi è stato detto". Però fu sconvolgente.

K: Fu sconvolgente.

D: Molto.

K: Ok, perchè mi stavo chiedendo, hai avuto esperienze da giovane che possano averti preparato per questo momento, per fartelo accettare più rapidamente, più facilmente? Sei stato quasi creato per fare una certa missione. Quindi era nella tua programmazione, per usare questo termine, per essere preparato a queste informazioni. Hai memorie conscie della tua esperienza con gli ET?

D: Ho fatto questo solo dopo averci pensato. Chiaramente, non mi è successo nel momento in cui mi è stato detto.
Per chiarire meglio, mia madre rimase incinta in modo normale, la creazione in sè è stata normale, ma è stata una delle mie domande. "Sono umano? Sono umano al 100%?".

Lui ha risposto, "Si, sei al 100% umano. Semplicemente il tuo corredo genetico è stato leggermente modificato per potenziare questa abilità".

K: Hai un passato Celtico, come molte persone di questa natura o....sai cosa sto dicendo?

D: Intendi la mia genealogia?

K: Si.

D: Veniamo dall'Europa, nord Europa, Inghilterra e Francia e ho qualcosa di Cherokee in me.

K: Ti stavo per chiedere se hai qualcosa di Indiano. Ok, puoi andare. Hai mai parlato a tua madre di questo?

D: Si. Si, ne ho parlato a mia madre. Non ne ho parlato con lei per circa 4 anni dopo l'uscita del libro, perchè sentivo che sollevando la questione, non avrei aggiunto nulla allo scenario e avrebbe potuto, in base alla sua reazione, rovinare la nostra relazione.

Così, ho considerato i vantaggi e le conseguenze del parlare di questo. Se avesse ricordato qualcosa e se avesse supportato il mio parlare, la mia storia, allora non avrebbe aggiunto nulla alla storia, perchè la storia è quella che è. La mia esperienza è questa e nulla si può eliminare, perchè è avvenuta.

Però le sue parole potrebbero essere servite per aggiungere qualcosina alla mia esperienza. Se però non avesse ricordato nulla e non l'avesse accettato, perchè è qualcosa di difficile da capire e credere per molte persone, non avrei voluto rischiare la nostra relazione a causa della mia esperienza.

E' stata una decisione difficile, ma alla fine un giorno le ho detto di aver scritto un libro e lei è rimasta come, "Cosa?".
Ora mia madre non è esattamente una viaggiatrice del mondo, vive nel suo piccolo mondo ed è tutto. Quindi non mi preoccupavo che potesse capitare sul libro da qualche parte.

Quindi le ho parlato e lei disse che non aveva memorie di abductions o altro, ma alcune esperienze uniche. Lei vide davvero un UFO una volta. Lo ricordo perchè stava urlando e si agitava nella stanza da letto e mi avvicinai e lei lo vide fuori dalla finestra, questo lo ricordo.

Ha avuto alcune esperienze uniche, ma le accettò pienamente; lei disse che conosce la persona che sono e che non avrei detto cose come queste se non fossero accadute davvero. Ha accettato bene la cosa, ma non ha ricordi, quindi non ci sono correlazioni, per dire.

K: Ok. Quindi ti è stato detto di essere stato preso e che ti è stato dato un lasciapassare per partecipare a questo programma, giusto?

D: Il lasciapassare era lo stesso, perchè in questa particolare base, dove andavo a scuola non c'era copertura di tipo black, per dire. Ti facevano firmare sempre questi fogli perchè non ne parlassi e il resto.

Come nei progetti grigi in cui ho lavorato, non esistono documenti, non ci sono prove che qualcuno possa portare fuori dalla struttura, che dimostrino che stai partecipando ai progetti grigi.

K: Così, questo è fatto a proposito dai militari, se non esistono tracce documentate. Questo è quello che vogliono.

D: Si, ecco come nascondono così bene. Perchè quando lavori su, nei primi anni '80, ho lavorato sul F-117 Stealth a Dreamland, per dire, nel Nevada.
Sai, puoi dormire in camera e fare una foto di qualcosa; è fattibile. Quindi ci sono prove che puoi recuperare. Ora probabilmente non vuoi farlo, per i problemi che potresti avere, ma c'è qualcosa che puoi prendere fuori per provare su cosa hai lavorato.

Con i progetti grigi, almeno al livello in cui ho lavorato, non esiste modo di portare fuori delle prove.
Voglio dire, posso guardare ovunque e non c'è modo di portare fuori delle prove dalla struttura ed ecco come si predispongono. Vogliono avere la possibilità di negare tutto e di non avere carte in giro per dire loro, un minuto, guarda questo, qualsiasi cosa sia.

K: Ricordo la descrizione, sei entrato in questo, un lavoro compartimentalizzato in modo che tu stavi da una parte e un'altra persona, al monitor, nell'altra zona e tu non avevi permesso di parlare con nessuno. Puoi descrivere questo scenario?

D: Certo. Questo si faceva in una base operativa, non un una struttura di addestramento. Stavo svolgendo il mio lavoro reale, intelligence elettronica. Avevamo un C-van; veniva chiamato C-van, come un vagone, ma senza ruote.

Entravi e c'erano due stazioni di lavoro nel van. Ho lavorato in una stazione e il mio partner nell'altra. Non potevamo trovarci separatamente nel vagone, dovevamo trovarci allo stesso tempo, per ..., dovevamo esserci contemporaneamente. Lui non aveva idea di quello che facevo per il progetto grigio.

K: Quindi, non faceva parte del progetto grigio, per quanto ne sai?

D: No. Non per quanto ne sappia, ma avevo la sensazione di essere probabilmente l'unico a farne parte.

K: Nel senso, sei uno psichico.

D: Si...direi che puoi definirmi uno psichico molto, molto specializzato. (ride)

K: Ok. Hai le stesse abilità, che avevi con gli alieni con cui comunicavi, anche con gli umani?

D: Questa è una domanda che mi sono fatto spesso e ci ho sempre pensato, perchè...penso sia possibile, se un'altra persona avesse lo stesso tipo di abilità ampliata, chi lo sa? Se fossi rimasto più a lungo, forse sarei arrivato a questo livello dell'addestramento, perchè in ogni punto del mio lavoro nel progetto grigio, si trattava sempre di addestramento, questo è tutto quello che ho fatto, addestrarmi.

Quello che mi dissero fu, che venivo addestrato per un evento che potrebbe accadere in futuro e dovevo essere in grado di operare senza riserve ed errori.
Le comunicazioni che ricevevo costantemente e che dovevo trasmettere col computer, erano tutti test. Praticamente, era solo addestramento, sempre maggior addestramento.

Ora l'addestramento iniziale a scuola, servì per stimolare l'abilità, ma quando divenni operativo in altre basi, due altre basi in cui ho fatto questo, anche qua era addestramento.

K: A questo punto però era più realistico? Per metterla in questi termini. Perchè a questo punto, eri in comunicazione con un alieno, mentre nell'addestramento iniziale, che puoi descrivere, avevi una linea, che dovevi muovere con la mente.

D: La tecnologia ovviamente deriva dalle specie ET con cui ero in contatto. Alla scuola, non comunicavo con un ET. Era come una macchina da biofeedback, ma su un livello totalmente diverso, perchè non ero connesso alla macchina. E' iniziato con queste scatole sullo schermo di un computer e ogni scatola aveva una linea da oscilloscopio e mi venne detto di concentrarmi su un tono suonato nel mio orecchio con le cuffie e le istruzioni erano di immergermi nel riprodurre costantemente il suono con la mente.

Questa è una cosa difficile da fare, ripetere mentalmente il suono. La riproduzione è mentale e non vocale, ma dicevano di concentrarmi e di farlo mentalmente.

Quindi io ripetevo mentalmente questo tono che mi suonavano nelle cuffie e ad un certo punto ho iniziato a sentire la linea che guardavo e questo la collegava in qualche modo alla mia mente, così ero in grado di muoverla, ma è servito del tempo.

Sono serviti diversi giorni...è stata una tortura, tre o quattro ore seduto a ripetere mentalmente qualcosa per dei giorni, senza avere idea di cosa potesse accadere.

Pensavo che qualcuno potesse saltare fuori da un buco e dire, "Non posso credere che tu stia mentalmente ripetendo questo tono per tre giorni!".

Comunque, l'ho fatto e come ho scritto nel libro, è come un senso di scatto. Non era uno scatto udibile, ma come contrastare una forza e all'improvviso la forza ti lascia passare e puoi spingerla e muovere la mano sempre più rapidamente, perchè la forza è calata o sparita.

Ecco come lo sentivo, come una resistenza che di colpo spariva.

K: Questa abilità è cresciuta? Una volta passato lo scatto, era lì o c'è stato un avanzamento?

D: Oh, si, c'è stato un avanzamento. Fu molto, molto strano, perchè una volta che la mia mente imparò a opporsi a questa resistenza...fu strano perchè la mia mente automaticamente sapeva cosa fare e così avanzava senza che dovessi fare qualcosa.

Chiaramente, venivo migliorato dagli esercizi che mi davano, ma sentivo di avere questo apprendimento esponenziale nel cervello. E' stata un'esperienza incredibile, dal punto di vista mentale.

K: Condurre il tuo addestramento regolare, ti ha dato una storia di copertura o una ragione per essere ovunque stavi. Come gli strati della cipolla. Nel senso, se ricordo, dovevi fare un lavoro e chiunque attorno a te avrebbe pensato che era la tua occupazione, eri equipaggiato per questo, mentre in realtà facevi l'altro lavoro.

D: Si, ma dovevo fare anche quel lavoro ed era importante.

K: Quindi facevi sempre due lavori?

D: Si, nelle basi in cui ero, le due basi, l'aspetto di agente segreto della mia vita e l'aspetto regolare di Joe della mia vita.
Quindi mi davano queste istruzioni elaborate su come doveva avvenire il contatto. Quando dici contatto in questo contesto, puoi parlare di molte cose (ride), quindi usiamo la giusta terminologia.

K: Assolutamente.

D: Questo era il mio contatto umano nel progetto grigio.

K: Quindi vai in questa base e siedi al computer e accade che comunichi o ti apri mentalmente per comunicare con un ET? Non sappiamo di che ET si tratti...sapevi se fosse sulla Terra al tempo?

D: No.

K: Poteva essere ovunque?

D: Non sapevo di alcuna locazione.

K: Ok. Quindi la creatura ti dettava, corretto?

D: Si, nei nostri termini, si.

K: Sapevano di avere un canale di comunicazione attraverso te per arrivare ai militari, giusto?

D: Si. Sono convinto che ci fosse un loop da qualche parte, il fatto che scrivessi al computer in modo che qualcuno da qualche parte potesse leggere, era come se dovessero controllare l'accuratezza dell'informazione, perchè era quello che essenzialmente facevo, provare le mie capacità per vedere se eseguivo correttamente la ricezione dei messaggi che mi venivano mandati.

K: Alla fine hai compreso che questi messaggi fossero inerenti alle abductions che avvenivano?

D: Mi è sembrato che fossero informazioni potenzialmente relative alle abductions e questo è il problema di tale esperienza. Molte cose non hanno senso. Perchè dovevano convogliare queste informazioni attraverso di me?

Può essere per qualche tipo di evento futuro, per il quale avrebbero dovuto usarmi per trasferire questa informazione, sulle abduction, non ne ho idea.
Ho iniziato a ricevere informazioni, come hai detto, che mi hanno portato a pensare che si trattasse di abductions, perchè c'erano campi, per dare una forma, c'erano campi.

Oppure pezzi di informazione, ne ricordo uno; livelli di dolore residuo e latitudini e longitudini....quindi pensai che si trattasse di scenari di abduction o informazioni inerenti, per i diversi pezzi di informazioni che venivano comunicati.

Verso la fine ho pensato, "Questo sta andando oltre a quello che avrei voluto."

Quando ho avuto l'informazione sui livelli di dolore residui, questo mi colpì moltissimo - come, "Delle persone soffrono per questo?"
Hanno uno spettro diverso per i livelli di dolore residuo. I valori andavano da poche cifre fino a cifre molto alte, come da 100 a 2-3 e quindi pensavo, ad un certo livello qualcuno si fa male. All'altro estremo non si fa male, ma rimane un livello di dolore residuo di 2 e a livello 100, qualcuno fa una brutta fine.

K: Questo sembra qualcosa che stesse accadendo sul pianeta, così i militari potevano controllare se fosse accurato o meno.

D: Si.

K: Se fosse qualcosa al di fuori del pianeta, non sarebbe stato necessario, teoricamente, doverlo controllare. Quindi dovrebbe trattarsi del pianeta.

D: Non necessariamente, perchè se hanno un loop di ritorno agli ET con cui ero in contatto e gli ET dicevano loro quale fosse l'informazione corretta, allora questo chiuderebbe il ciclo riguardo a dove avvenisse.

K: Ok, quindi poteva esserci un altro comunicatore nel ciclo. Perchè assumo ad un certo livello, che non avrebbero avuto necessità di te, se avessero potuto comunicare in modo diretto come facciamo ora.

D: Esatto. Non penso fosse l'unico modo per comunicare con loro.
Questo è quello che mi è stato detto nell'incontro, il primo incontro, l'intero proposito del progetto, Project Preserve Destiny, addestrate questi individui per comunicare intuitivamente; per un certo evento futuro, sarebbe stato l'unico modo per comunicare, a causa delle comunicazioni elettromagnetiche che sarebbero andate distrutte su scala mondiale.

L'unico modo col quale i leaders del mondo e i militari e tutte queste persone in carica nel mondo, per dire, di tutti questi paesi e diversi livelli del governo, l'unico modo in cui avrebbero potuto comunicare, sarebbe stato tramite una rete di comunicatori intuitivi.

K: Ancora, dobbiamo saltare un pò avanti, perchè non possiamo stare qua a leggere il tuo libro dall'inizio alla fine, cosa che incoraggio tutti a fare. E' notevole il fatto che non hai elaborato o adornato e non sei uscito dal tracciato. Hai raccontato la storia in modo molto diretto.

D: Se avessi voluto creare una storia, sarebbe stata molto più elaborata di questa, ma ho voluto raccontare cosa mi è accaduto e lasciare ad ognuno la propria conclusione, perchè se avessi fatto congetture, allora avrei perso credibilità.

K: Intendi, come testimone?

D: Si, devo attenermi strettamente ai fatti.

K: Hai sviluppato una relazione, non necessariamente col primo ET con cui comunicavi, ma col secondo. Corretto?

D: Quando dici relazione, questo è un termine impreciso! (ride)
Non discutevamo fuori luogo, ma ad un certo punto, ho raggiunto un certo livello di comunicazione e questa è una delle cose più difficoltose che ho dovuto mettere nel libro, perchè è difficile descrivere i punti della comunicazione stessa, altro livello di comunicazione.

Basta dire che ad un certo punto ho scoperto un altro livello. Mi è sembrato che dopo la sua reazione, del mio contatto ET, dopo la sua reazione, mi è sembrato che questo non fosse un livello monitorato. Non importa se fosse monitorato. Mi sentivo più a mio agio parlando fuori linea, per dire, comunicando altro che le istruzioni ufficiali.

E' stato interessante il modo in cui sono avvenute queste comunicazioni, perchè sono avvenute istantaneamente. Comunque, la mia conversione di questa conversazione doveva avvenire in tempo reale; significa, nel mondo umano, che dobbiamo iniziare a fare qualcosa e quindi finire ed esiste un tempo nel mezzo.

Quindi ricevevo la comunicazione e iniziavo a scrivere e poi lui apriva la linea, finchè non finivo, così se mi serviva una chiarificazione, potevo richiederla.
Ora è divertente, perchè al tempo non avrei mai pensato che ne avrei parlato con qualcuno. Ho sempre pensato che sarebbe stato classificato e che non ne avrei mai parlato. Ora dandogli il soprannome di Spock e Bones, non è probabilmente la cosa migliore per la mia credibilità, perchè sembra che voglia renderlo divertente.

K: Questo è molto poetico. Mettiamola in questo modo.

D: Grazie per averlo chiarito, ma il primo venne chiamato Spock, per la natura logica delle comunicazioni. Le loro emozioni erano basate molto sulla logica, ma anche loro hanno emozioni, però erano più logiche delle nostre conversazioni, quindi gli ho dato il soprannome di Spock nella mia mente, ecco come mi riferivo a lui.

Il secondo contatto, nella seconda base, avevo un contatto ET diverso, quindi sono finito nel tema "Star Trek" e l'ho soprannominato Bones, ma senza ragioni particolari.

K: Potevi vedere queste creature nella tua mente, mentre comunicavi?

D: No. Ho creduto ad un certo punto, ho inviato il mio desiderio di avere una visuale, ma non ho ricevuto nulla. Ho avuto stimoli visuali, ma nulla di particolare. Poteva essere....ancora, questa è una delle cose che avrebbero potuto portarmi a disegnare qualcosa nel libro....ma..

K: Ok, quindi "Bones", il secondo, entra in scena e stai comunicando con lui in questo modo normale rispetto al solito. A quale punto del rapporto hai raggiunto questa fase? Puoi descrivere la transizione?

D: Da come ricordo, penso sia iniziata con Spock, verso la fine del nostro tempo assieme.

K: Quindi con Spock, sei finito in questo?

D: Si, penso sia stato quando ho iniziato. Non sono sicuro al 100%, ma penso fosse verso la fine del nostro contatto. La maggior parte della comunicazione è avvenuta con Bones, perchè mi sentivo meglio con lui. Ad un certo punto il contatto disse che erano molto sorpresi del fatto che riuscissi a farlo, perchè non era un livello di comunicazione tipico dei comunicatori intuitivi.

K: Quindi cosa accadde? Puoi dirci qualcosa del tuo dialogo con loro? Queste comunicazioni avvenivano fuori dal tuo orario di lavoro?

D: No. Mai.

K: Assolutamente mai?

D: Ci ho provato, ad un certo punto ma nulla.., lasciami tornare indietro un attimo. Ho iniziato a ricevere una volta, nella stanza e gli ho detto che non ero al lavoro, così ha chiuso. Penso fosse stato un errore. Non ha realizzato che non ero al lavoro. Ovviamente, hanno la mia scheda perchè iniziassero a comunicare quando mi trovavo al lavoro.

K: Ok, ma in quella che chiami comunicazione informale, non comunicavi questo dialogo ai tuoi superiori, giusto?

D: No.

K: Non scrivevi nella macchina?

D: No. Se ponevo una domanda, non riportavo la risposta, per dire, ma conversando, avevo difficilmente una risposta..

K: Ok. Avevi una sorta di relazione con Bones, in cui eri capace di fargli domande e lui rispondeva ogni tanto.

D: Certo.

K: Ricordi alcuni punti dei tuoi dialoghi?

D: Certo. Mi sono rimaste molte impressioni in merito alle discussioni che ho avuto con loro. Sono sempre stato interessato dal tempo e dai viaggi nel tempo. Ho cercato di capire come viaggiano e come sia legato al nostro tempo.

Ho avuto l'impressione che loro usino il tempo per viaggiare, ma non nel senso che pensiamo, per cui vanno avanti e indietro nel tempo. Ho fatto loro delle domande. Ho detto, "Possiamo andare avanti e indietro nel tempo?" L'impressione che ho avuto è che non puoi farlo, perchè il tempo è relativo.

Se vai indietro di dieci minuti da ora, ora è relativo. E' un punto temporale relativo, non solido. Non puoi tornare indietro da qualcosa che è relativo al resto.
Quello che disse, è che possono andare attorno al tempo. Ora non ho davvero compreso, ma ha detto che lo fai usando l'energia elettromagnetica. Puoi andare attorno al tempo.

Se leggi la teoria di Einstein, per cui la luce può curvarsi mentre viaggia. Si curva per la forza gravitazionale dei pianeti. Penso che usino questa energia gravitazionale, per andare attorno al tempo.

Non penso che possano tornare indietro di una mezz'ora da ora e sentire questo periodo di tempo. Però usano il tempo come modo per viaggiare, perchè coprono enormi distanze, ha detto.

K: In altre parole non ha, ..Dan Burisch ha parlato della sua relazione con un J-Rod. Non so se ne sai qualcosa..

D: No.

K: ...la sua relazione con un J-Rod chiamato Chi'el'ah e ha detto che Chi'el'ah era un viaggiatore temporale ET che è tornato attorno al tempo di Roswell e che avevano una missione. Ti è stato detto da Bones che veniva dal futuro?

D: No. L'impressione che ho avuto è che non possano farlo. Non possono andare avanti e indietro nel tempo. Chiaramente, questa è stata la mia impressione, ma non qualcosa su cui mi ha fornito calcoli e prove, che possa accadere questo e quello no, ma come mi ha detto, usano il tempo per viaggiare. Vanno attorno al tempo, ma non attraverso. Non vanno avanti e indietro. Usano il tempo per viaggiare, vanno attorno ad esso.

K: Forse andare attorno...

D: E' molto difficile...

K:...forse lo curvano?

D: Si, questa è l'impressione che ho avuto, che curvino il tempo.

K: Loro curvano il tempo.

D: Non so quale sia l'applicazione pratica, sfortunatamente.

K: Si, ovviamente non siamo fisici.

D: (ride) Si, esatto.

K: Se curvi il tempo, se curvo qualcosa e ho una linea e qua ho il 2012 e il 1920 qua, se curvo e unisco, vado dal 2012 al 1920 o viceversa. Nel senso che viaggio attraverso il tempo.

D: Si.

K: Però lo curvo.

D: Si.

K: Quindi capsico che..

D: Sono cose molto specifiche quelle di cui parlava, in merito alle loro abilità. Forse altre specie ET hanno abilità diverse, non so. Lui ha detto che lo usano per viaggiare.

K:Ok...cosa sai dei mezzi? Ti hanno detto qualcosa dei loro mezzi, il tipo di propulsione o altro?

D: No. No, solo energia elettromagnetica e tempo, ecco cosa mi ha detto. Gli ho chiesto di Dio e dell'aspetto religioso. Ha detto che siamo stati creati. Ha detto noi. In senso generico, tutti noi, nel contesto di tutti noi.

Ha detto che siamo stati creati, siamo della stessa creazione. Ha detto che ci sono due creazioni. Una è la creazione intelligente e una è non intelligente. Noi, loro e noi, siamo parte della stessa creazione intelligente.

Ora non ha detto, non ha specificato religioni o altro. Ha detto che siamo parte della stessa creazione. Siamo stati tutti creati, cosa che penso sia molto interessante dall'aspetto ET, perchè non penseresti che un ET ammetterebbe....per il loro alto livello di intelligenza. Molte persone pensano che loro abbiano creato noi.

K: Quindi quelli che ti hanno parlato, questo particolare gruppo non è responsabile della nostra creazione.

D: No, non ha detto questo, ma ha detto che siamo parte della stessa creazione, che mi porta a credere che non ci abbiano creato loro, ma che siamo stati tutti creati.

K: Gli hai chiesto di Gesù?

D: L'ho fatto.

K: Molte persone dicono che Gesù era un ET o parzialmente ET.

D: Si, non ho avuto informazioni relative a Gesù o ad una religione o altro.

K: Ok, sai qualcosa della specie di ET di cui faceva parte?

D: No.

K: In altre parole, i tuoi superiori ti hanno detto che parlavi con un Grigio?

D: No.

K: Poteva essere un Nordico.

D: (ride) Si, sai, non sapevo nulla delle diverse specie e non ne ho idea. Avevano dei soprannomi per i Grigi. Viene chiamato il Project Gray quello su cui abbiamo lavorato. Lo hanno chiamato anche missioni "slant" e non so esattamente cosa o come questo si colleghi, ma si riferivano a le "missioni". Se sei su una missione grigia, si dice missione slant, quindi non so come questo si colleghi alle specie. Non mi veniva detto nulla in merito alle diverse razze.

K: Quanto è durata la tua comunicazione con Bones, quelle informali, per quanto tempo?

D: Per la maggioranza del tempo in cui abbiamo comunicato, quindi almeno 10 mesi.

K: Ok, quindi in 10 mesi dovresti aver fatto molte domande?

D: Si, ci ho provato. Spesso avvenivano le comunicazioni e col tempo diventavo più bravo e Bones lo capiva, quindi non restava a lungo per le chiarificazioni. Dovevo essere molto rapido con le domande, se ne avevo.

E' come avere relazioni con tuo nonno nel corso di due o tre anni. Quindi 5 anni dopo qualcuno chiede, "Cosa pensa tuo nonno sulle questioni politiche?" Allora rispondi, "Il nonno era conservativo" oppure "il nonno era..." quindi non ricordi esattamente le conversazioni. Però hai questo senso delle risposte che conosci in base alle conversazioni che hai avuto.

Quando parlo di quello che ho imparato da loro, non ricordo parola per parola. Ricordo l'impressione che ho avuto dopo aver fatto 3 o 4 volte le domande in un certo argomento e quindi riporto le mie impressioni sulle informazioni ricevute in un periodo di 2 anni.

K: Ad un certo punto hai sviluppato una sorta di coscienza su quello che facevi.

D: Si.

K: Penso che questo ti abbia cambiato da quando hai lasciato.

D: Uh huh.

K: Devi aver fatto domande sulle abductions?

D: Si, non ho mai avuto risposte, mai. Avevo la comunicazione e poi andava.

K: Ok, nelle abductions, hai detto che avevi latitudini e longitudini. Qual'era l'implicazione? Le persone venivano addotte nel pianeta tutto il tempo su base regolare? Puoi dirci....c'erano abductions di massa? Dove avvenivano?

D: Non ho ricevuto delle centinaia di queste, potevano essere dozzine o qualcosa del genere. Non erano molte e per dirti la verità, fin quando non sono divenute un paio di dozzine circa almeno, non ho iniziato a pensare, "Aspetta un minuto". Non mi è venuto in mente finchè non ne ho ricevute diverse che erano strane.

Quindi proprio verso la fine ho iniziato a chiudere il lavoro, perchè ho cominciato a fare domande. "Cos'è questo, cos'è questa informazione? Sembra si tratti di abductions e si parli di dolore,".

Avevo sempre la stessa risposta, "Comunica quello che ti viene ordinato e non fare domande. Non sei qua per fare domande. Sei qua per praticare la tua abilità."

Quindi sai, divieni frustrato e poi c'erano altre cose che avvenivano nella mia vita personale. Non volevo stare più la. Non volevo continuare questo nella mia vita, mi stava isolando dal mondo. Avrei potuto continuare, ma...

K: Quindi, Project Preserve Destiny....qual'è l'obiettivo di questo progetto per tua conoscenza?

D: Si. Così mi è stato detto quando mi hanno predisposto al progetto alla scuola, potrebbe avvenire un evento futuro che eliminerebbe tutta l'energia elettromagnetica. Ora, non so se si tratti di un evento permanente o semi-permanente o altro. Questo non lo so.

Però disse che potrebbe avvenire un evento e questo gruppo di individui, di comunicatori intuitivi, avrebbero comunicato per i leaders del mondo e verranno piazzati strategicamente nel mondo in modo da convogliare le informazioni.

K: In altre parole, loro sono gli unici che potrebbero comunicare con gli ET e quindi agli umani nell'esercito, perchè non si tratta di comunicazione umano-umano. Si tratta di comunicazione ET-umano.

D: Questo non lo saprei dire. Non penso di essere rimasto abbastanza per capire i diversi metodi o i diversi canali.

K: Stavi comunicando con un alieno o un ET, quindi deve coinvolgere la comunicazione con ET.

D: Questa è l'ipotesi.

K: Sei stato richiamato nell'esercito o sei stato intervistato da altri? Ti è stato chiesto di riferire su questi avvenimenti ora che ne sei fuori? Hai scritto un libro. L'esercito è coinvolto perchè ti hanno portato dentro, all'inizio. Hai la libertà di parlare?

D: Non sono stato contattato dal governo, ma una volta sono stato al telefono con un produttore di uno show radiofonico molto famoso, uno dei principali della nazione.

Alla fine della comunicazione ho ricevuto una chiamata. Qualcuno mi ha chiamato e ha detto, "Non andare avanti!" o tipo "Ferma questa cosa!" e ha messo giù.
Ero come, sono rimasto seduto a pensare, "Come nel mondo...? Non lo capisco!". Perchè ero al telefono con questo produttore e dopo circa trenta secondi o un minuto ho ricevuto l'altra telefonata.

Questa è stata l'unica cosa che mi è accaduta in tutte le comunicazioni che ho avuto, in tutte le conferenze che ho fatto e dopo il libro. Non ho ricevuto alcuna comunicazione dal governo e ho ricevuto la telefonata. Chi lo sa, poteva essere il produttore ad avermi fatto uno scherzo. Non so, ma è stato molto strano.

Questo è stato strano, perchè ero al cellulare col produttore e poi ho ricevuto la chiamata su linea fissa. Se fosse stata una chiamata al cellulare, allora avrei pensato..

K: Che qualcuno ti avesse richiamato.

D: Si.

K: Ovviamente intercettando la comunicazione. Sei un esperto di elettronica, giusto?

D: Solo per quanto riguarda il mio lavoro nell'esercito. Si, ne so molto.

K: Ok, quindi devi conoscere le tecniche di sorveglianza...

D: Certo.

K:...cos'hanno a loro disposizione. Devi essere conscio, essendo anche un telepate ad un certo livello, devi sapere se vieni controllato?

D: Oh, si. Quando ho rilasciato la prima volta il libro, l'ho fatto in modo che se ci fosse stata una sorta di interesse del governo, non avrebbero potuto farci nulla. L'ho inviato ad uno dei siti più grossi del tempo nel 1997 e il web non era grande come oggi, ovviamente, ma c'era un sito chiamato "ufomind.com" e Glenn Campbell, vive a Las Vegas o da quelle parti.

Non so dove sia ora o quanto sia grande, ma era il sito sugli ufo più grande. ho mandato a loro il manoscritto e abbiamo realizzato il libro. Ho voluto che uscisse pubblicamente tramite qualcuno prima che dalla stampa.

Comunque, dopo aver scritto il libro, ho mandato alcune foto ad un magazine sugli ufo in Inghilterra. Una editrice di nome Georgina Bueller o qualcosa del genere. Comunque, l'ho mandato a lei. Lei ha detto di avermele rispedite, ma non le ho ricevute.

Erano molto interessanti. Erano foto di una delle basi in cui sono stato. Sono sicuro che qualcuno non abbia voluto che venissero duplicate. Vennero però pubblicate nella rivista quel mese.
Comunque, questi sono i soli due scenari in cui mi sono imbattuto. Se stai pensando a questo, non hanno alcun incentivo a mettermi in silenzio, pechè se fanno qualcosa, questo porterebbe fare pressione sulla situazione, perchè qualcosa è già stato fatto su quello di cui parlo.
Se non fai nulla in merito a questo, diventa come tante altre cose di cui si parla in merito ad alieni e altro del genere.

K: Giusto.

D: Penso che la loro preoccupazione fosse: avrò qualche prova? Non ho assolutamente prove del Project Gray. Quindi per loro è come tanto altro..

K: Sei solo una voce fra tante.

D: Esatto.

K: Comunque hai mantenuto un profilo riservato. Vivi in una specie di area oscura, scusa se dico questo....

D: (ride)

K: ...ma è...

D: Si.

K:...sia, ad un certo livello.

D: Sicuro.

K: Alcune persone nel circuito UFO, se vuoi, sono molto conosciute e costantemente...

D: Profilo pubblico, si.

K:...si vedono in giro. Tu sei riservato.

D: Questo è interessante, perchè ciò che rende la mia storia credibile è il mio profilo riservato come hai detto, non come quelle persone.
Ho parlato a conferenze, ma non mi sentivo parte di quelle conferenze. Ho capito di non essere come molte persone nel campo UFO, ho modi conservativi e molti di loro sono più liberi....
Se questo non mi fosse accaduto personalmente e qualcuno mi avrebbe raccontato la storia, col mio background e il resto, avrei detto che era lunatico.
Quindi è molto interessante...

K: Si, lo è.

D:....che questa persona abbia vissuto quello che ha vissuto ed è stata l'unica cosa che mi rende un credente, il fatto che mi sia accaduto. Altrimenti, probabilmente non crederei in queste cose, che accadano nel mondo. Infine è reale, perchè l'ho vissuto.



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MessaggioInviato: 16/08/2010, 09:59 
David Wilcock

Intervista a Radio Odyssey con David Wilcock del 28 Luglio 2007
Cosa accadra' nel 2012?


Trascrizione dell' intervista a Radio Odyssey con David Wilcock del 28 Luglio 2007 - 1a parte
M: intervistatore Mike
D: David Wilcock

M: Abbiamo un ospite interessante stanotte. Il suo nome e' David Wilcock e gli porremo ogni sorta di profonde domande sulla natura della realtà e dell' Universo.

Lasciatemi dire qualcosina su di lui. Ha un fantastico sito web chiamato divinecosmos.com. Ha scritto un libro intitolato La Reincarnazione di Edgar Cayce col quale ha mostrato molte prove sul fatto che lui sia la reincarnazione di Edgar Cayce. Potrete guardare le loro foto sul suo sito e confrontarle. E' davvero incredibile. Inoltre sta producendo un film sulla coscienza di gruppo intitolato "Convergence".

Benvenuto nello show, David Wilcock

D: Mike, e' un piacere essere qua, ti ringrazio per avermi invitato.

M: Grazie molte a te. Okay iniziamo a scavare su alcuni argomenti stanotte. Ora molti di noi sentono di essere individuali: abbiamo libera volontà, una mente privata e pensieri privati..ma tu ci vuoi parlare della legge dell' Unità, e la coscienza di gruppo. Perchè per iniziare non ci parli un po di questo ?

D: Bene, da una prospettiva filosofica, gli antichi mistici dicevano spesso che siamo interconnessi, piu' di quanto sembri dai corpi che sono separati tra loro dall' aria. Esiste una specie di campo energetico, se vuoi, che ci connette. Molte antiche tradizioni gli hanno dato un nome diverso. Gli Indiani lo chiamano "Prana", in Cina lo chiamano "Chi" o "Ki" e i Tibetani gli danno un nome speciale. Quasi ogni civiltà antica porta un messaggio su questa unità .

La serie della "Legge dell' Uno", che hai indicato nella tua domanda, era una serie di materiale canalizzato nel 1981. Fino a questo punto nella mia ricerca, non prendevo sul serio il channeling, ma per 3 anni ho fatto ricerche sulle antiche civiltà, UFO e altro. Quando ho trovato questo materiale, legava in così tanti argomenti che avevo scoperto indipendentemente, per cui ho realizzato che doveva contenere delle verità.

Quindi l' Unità e' realmente una filosofia con un retroscena fisico. L' altro aspetto della tua domanda e' come possiamo provare l' Unità nel senso attuale scientifico e questo e' cio' che faremo nel film oltre ad altro .

M: Okay, fantastico. Perchè non ci spieghi la filosofia e come la Legge dell' Unità funziona nella nostra vita giornaliera ?

D: Bene, una domanda a largo campo che va presa su diversi aspetti.

Sul livello spirituale e metafisico, l' unità significa che il corpo fisico e' la proiezione dello spirito. In questo senso e' quindi illusorio, noi siamo realmente una distorsione di una luce intelligente, che è coscienza unificata.

Ora su un piano più fisico, sembra che la Terra sia una scuola con un proposito per ognuno di noi che vive su di essa. Questo proposito è l' evoluzione della coscienza.
Le persone su questo pianeta sono qua per imparare una lezione molto semplice a questo livello, che basilarmente è l' amarsi e aiutarsi l' un l' altro, piuttosto che manipolarsi e controllarsi. Quello che stiamo vedendo nei laboratori di ricerca è che il campo di coscienza è interconnesso col DNA. Quando una persona sente amore, il suo DNA si rilassa e si espande. Se una persona sente odio e rabbia, il suo DNA si contrae e si avvizzisce. Questo è stato provato dal Dr. Glen Rein.

Ora abbiamo una prova biologica e scientifica che l' amore e' una qualità attiva del campo di coscienza che ci interconnette.

M: Fantastico. Parli anche nei tuoi articoli che ho letto, del servizio verso gli altri. Questa e' la lezione ultima, che noi dovremmo porci al servizio degli altri esseri umani.

D: Veramente, entrando a fondo nella metafisica esoterica, anche il servizio agli altri è un percorso distorto. Il percorso positivoè il servizio agli altri e quello negativo è il servizio al sè.

Quando si sale ad alto livello d' apprendimento, definito sesta densità, i due percorsi negativo e positivo, devono unirsi. Devi bilanciare la tua parte oscura con la parte giusta, cio' che di solito definiamo col termine "buono". A questo punto di evoluzione, è molto importante che impariamo il servizio agli altri e questo è l' obiettivo primario.
Senza il servizio agli altri come punto di partenza per l' auto-integrazione, siamo bloccati nell' "indecisione", che non promuove la crescita spirituale si entra nel percorso negativo, che è difficile a causa delle ripercussioni del karma per chi vuole controllare e manipolare gli altri.

Questa ascensione di cui scrivo sul mio sito web, su cui andrò più in dettaglio quando parleremo del 2012, sembra essere una sorta di premio per le persone che avranno imparato la lezione di base che la Terra e' qua per insegnarci, che è l' amarsi e l' aiutarsi...

Hello ?

M: Si, siamo ancora qua. Prosegui.

D: Okay. Ho sentito un beep. Saranno i nostri amici della CIA che ci ascoltano.

M: Eh sicuramente ! Proseguiamo, stavi dicendo..

D: E' divertente, perchè ho incontrato persone delle operazioni oscure e piu' di una mi ha riferito che sono abbagliati per come sono apparso con tutto questo materiale. Non capiscono come ho fatto.

Ho avuto un ragazzo che è stato nelle operazioni oscure (black ops) in una mia conferenza che ha detto, "Bene, le tue informazioni sono esatte al 85%" Il restante 15 (ha provveduto a correggermi)

M: Stvamo parlando dell' ascensione e il concetto su come sia un premio di gruppo.

D: Corretto. L' idea è questa. Immagina di essere nato con genitori ricchi. Percorri la tua intera vita e non sai che ti aspetta una enorme eredità. Quando, all' improvviso, bam! Scopri di essere spinto in una vita che non avresti mai immaginato, risultato della tua eredità.
La Terra appare controllata dalla legge di causa-effetto e dalla teoria di Darwin in cui mutazioni ci hano creato e portato allo stato odierno. Questo è il pensiero del vecchio mondo.

Il pensiero del nuovo mondo è molto più in linea con la teoria dei sistemi, complessità, teoria del chaos e della coscienzacoscienza cosmica che è molto piu' grande di quanto lo siamo noi. In un certo senso condividiamo una identita' con la Terra, con il sole e con la galassia e siamo tutti energeticamente interconnessi.

Infatti, il Dr. James Spottiswoode ha portato alla luce degli studi ventennali di grande valore sulla ricerca ESP e riguarda un fattore universale, di tempo, su come le capacità ESP (extrasensoriali) delle persone, funzionano. Ha scoperto che se misuriamo il tempo siderale, dato dalla posizione della Terra rispetto al centro della galassia, quando la posizione sulla Terra ci porta in allineamento col centro della galassia, la nostra abilità ESP aumenta del 400% !

Immaginiamo il centro della galassia come un asciugacapelli che ci spara questa aria calda. La posizione della Terra ci porta semplicemente difronte a quest' aria calda una volta ogni 24 ore. Quando accade, la nostra ESP è del 400% piu' efficente !

Se si vuole capire quando ci accade, si puo' controllare il tempo siderale su internet. Controllate a 14 ore e 30 minuti del vostro tempo siderale locale. Quello è il momento in cui le vostre abilità psichiche sono piu' forti, perchè siete allineati con l' energia galattica. (questo momento puo' cambiare leggermente ogni giorno, così dovete tenerlo controllato se vole sfruttare questo concetto.)

E' molto misurabile. Lo ritengo altamente scientifico !

Ancora, è come se ci trovassimo nel rinascimento della coscienza e della scienza come lo intendiamo noi. Cio' che veramente causa è l' eliminazione di tutta la vernice che ci tiene lontani dal comprendere la nostra divinità.

Ora sembra che dei gruppi di controllo del potere in questo pianeta, abbiano l' obiettivo specifico di tenere le persone nella paura. Non vogliono che queste informazioni vengano fuori, perchè le persone perdono la paura molto rapidamente quando realizzano le implicazioni di questa scienza.

M: Parliamo un attimo di questo gruppo. Alcuni li chiamano " Illuminati" e che stanno lavorando ad un nuovo ordine mondiale, un governo globale. Ci puoi dire qualcosa su cosa voglioni fare, sui loro obiettivi ?

D: Ho avuto una conversazione personale per e-mail e per telefono ( mentre lei era ospite allo show radio di Greg Szymanski ). Lei si fa chiamare Svali e ha scritto molto materiale su internet. E' venuta fuori come un contatto. Potrebbe essere stata assassinata, non lo so. Nessuno ha piu' sentito di lei da un anno.

M: Ok.

D: Lei è fuggita dal gruppo ed e' sopra come campo unificato, in cui il corpo umano è un' interfaccia con una sorta di vvissuta. Lei ha descritto qualcosa di molto organizzato, come una corporazione di multi-level marketing, per esempio. Abbiamo famiglie che controllano le banche Europee che sono emigrate negli USA, iniziando a Pittsburg, per bilanciare la Rivoluzione Americana, che fu in realtà una rivoluzione anti- Illuminati prima di tutto.

( Dovrei qualificare che questo punto in particolare è una mia opinione in base alle informazioni, non qualcosa che ricordo mi sia stato detto in particolare da Svali.)
L' erudizione in questo gruppo continua a crescere man mano maggiori informazioni divengono pubbliche. Sembra che i membri degli Illuminati abbiano impostato l' infiltrazione nel governo USA per la federalizzazione degli USA dopo la Guerra Civile. Lincoln non sembrava direttamente coinvolto, ma fu piu' di un pupazzo sconosciuto e questo puo' spiegare il suo assassinio. Lui era, comunque, consapevole delle grandi forze che manipolano gli eventi ha dato la colpa all' Ordine dei Gesuiti, come Greg Szymanski altro superstite e anche Leo Zagami..

Il piano degli Illuminati entro' realmente in marcia quando questi elementi presero il controllo del sistema finanziario americano, tramite la creazione della Riserva Federale nel 1913. In base a nuovi dati da Benjamin Fulford, questo assorbimento venne supportato e finanziato dalle famiglie degli Illuminati d' Euroa. Quasi immediatamente diedero l' avvio ad un evento programmato, l' affondamento della nave USA "Lusitania", per spingere gli USA nella Prima Guerra Mondiale nel 1914.

Da questo momento e particolarmente dal 1940 con il cover-up sugli UFO, le famiglie dei banchieri americani, guidate dai Rockfellers stando a Fulford, sono cresciute e hanno preso distanza dalle famiglie Europee, guidate dai Rothschilds. Le famiglie Europee non erano consapevoli del grado di potere che la fazione Americana avrebbe guadagnato prendendo il controllo del sistema petrolifero e unendo l' economia petrolifera al dollaro.

La maggior parte della tecnologia derivata dai dischi caduti venne nascosta dalla fazione Americana. Ci fu una pausa tra le due fazioni per alcuni anni e parve che crebbero separatamente e non entrarono in competizione fino alla guerra in Iraq. La parte Europea si presume che tento' di distruggere il controllo petrolifero americano promuovendo un movimento anti-riscaldamento globale e spostando la causa del problema sulle emissioni industriali. Esiste anche un tentativo crescente di rendere ridicolo e abbattere il governo USA.

Tenete in mente che nessuna delle parti puo' essere considerata "buona" in quanto ognuna di esse si crede superiore alle altre persone ed entrambe sembrano avere stessi obiettivi sul controllo in larga scala della popolazione.

Gli Illuminati si piazzarono a Pittsburgh e il loro centro occidentale ora e' a San Diego.
Molto tempo fa hanno ereditato la saggezza delle antiche scuole misteriche e vennero perseguitati dai Cristiani. Quindi conclusero che colui che per i Cristiani venne cacciato dal paradiso doveva essere quello buono, per come vennero perseguitati in nome del Cristianesimo.

Per questo rifiutarono il dogma Cristiano e imbracciarono cio' che sentivano come filosofia Luciferiana. Avvenne una fusione tra la dottrina Luciferiana, concettualmente l' idea di saggezza e scienza, con le antiche tradizioni misteriche originarie dell' Egitto.

Questo e' il punto in cui il percorso diviene complesso nel senso che la Legge dell' Uno del 1981 viene da una fonte che si definisce Ra, una coscienza di gruppo extraterrestre che entro' in contatto con una anticha civilta' che chiamiamo Atlantidea. Ra diede agli atlantidei un' assistenza filosofica e tecnologica, inclusa la fabbricazione della Grande Piramide.

Se guardiamo il materiale di Edgar Cayce, in una sua vita passata si dice fu Ra-Ta, il sacerdote Atlantideo che entro' in contatto con questo gruppo extraterrestre per produrre questa evoluzione sociale. Questa includeva la tecnologia della piramide, la Griglia Globale, la tecnologia anti-gravità, la tecnologia dei viaggi nel tempo...tutte queste cose vennero condivise con l' umanità prima di ora.

Quindi questo sacerdote Ra Ta rimase corrotto dai suoi difetti. Il pericolo che si corre, quando si prende una missione come questa per il pianeta, è di venire corrotti dalla propria parte oscura e dalla propria naturale propensione a sentirsi separati e quindi si finisce per cadere in un comportamento non positivo.

Il suo problema era essere essenzialmente poligamo e volere piu' mogli. A quanto pare si rifiutava di essere monogamo e questo fu un carico karmico sufficiente per forzarlo in una serie di reincarnazioni in cui non ebbe distorsioni verso il potere paragonabili a quelle di questo periodo di vita. Di queste reincarnazioni farebbe parte la sua vita come Edgar Cayce.

Ora penserete all' incredibile somiglianza tra la mia faccia e quella di Edgar Cayce e al fatto che io sia nato nell' unico momento dopo 127 anni dalla morte di Cayce in cui i pianeti dell' astrologia si allineano uno per uno sulla carta. Ci sono letteralmente miliardi di probabilità su una che questo possa essere accaduto per una coincidenza.

M: Penso sia tempo di dirigere le persone sul tuo sito web, su divinecosmos.com. So che siete tutti sul computer, perchè è cosi che ci ascoltate. Andate su divinecosmos.com. Vedrete "Partite da qua". Voglio che clicchiate lì e scendiate su "Articoli" e trovate l' articolo su Edgar Cayce. Ora vedrete una foto in bianco e nero di Edgar e la foto di David Wilcock, così potete confrontarle da soli. E' assolutamente pazzesco.

Voglio ricordare ad ogni nostro ascoltatore che ci sono molti, molti libri e articoli gratuiti su divinecosmos.com e potete leggere molto da David Wilcock.

Ora entriamo nella storia dell' umanità su questo pianeta. Cio' che ho compreso è che esistono 3 cicli di 25.000 anni. Perchè non ci parli sulla storia degli esseri umani su questo pianeta ?

D: Per fare questo, dobbiamo allargare il discorso su questo gruppo di cui parliamo, Ra. Loro lavorarono con gli Atlantidei 11.000 anni fa, storia molto recente rispetto a cio' che hanno fatto.

Quando entriamo nella storia della Legge dell' Uno, che possiamo verificare scientificamente piu' tardi, la mia conclusione e' che stiamo affrontando una reale storia Galattica.

Quando entrate veramente a fondo di questo materiale, cio' che trovate è che l' umanità su questo pianeta è un aggregato di civilizzazioni, ognuna delle quali non risale dai loro pianeti nativi. Infatti sembra che abbiamo circa 13 civilizzazioni che si sono mischiate insieme. (Questo numero non è esatto, ci sono ragioni per credere che siano 16 civilizzazioni, basandoci su altro materiale delle Ricerche del gruppo LL "Segreti degli UFO".)

La galassia per se', nella filosofia della Legge dell' Uno, è un organismo senziente che predispone una serie di esperienze archetipali in cui dobbiamo passare. In totale abbiamo 21-22 di queste divise in 3 parti da 7. Abbiamo 7 Corpi archetipi, 7 Menti archetipe e 7 Spiriti archetipi. Questi rappresentano avventure naturali in cui passiamo per bilanciare corpo, mente e spirito, essenzialmente.

Ogni pianeta ha un tempo predefinito in cui le entità che lo abitano devono imparare le lezioni di base sull' amarsi e l' aiutarsi, che è ciè che accade nella terza densità.
La Terra è in terza densità ora. Dopo 3 cicli di circa 25000 anni, se non raggiungiamo questo insieme, se siete ancora confusi sul manipolare la gente o amarla, dovrete ripetere il ciclo in terza densità, spostandosi su un altro pianeta in terza densità.

M: Okay.

D: Quindi Ra sembra essere un gruppo parte di un gruppo piu' grande detto "Confederazione dei Pianeti in Servizio dell' Uno.

D: Quindi Ra sembra essere un gruppo parte di un gruppo piu'grande detto "Confederazione dei Pianeti in Servizio dell'Uno Infinito Creatore" o la "Confederazione" in breve. Consiste in circa 53 differenti civiltà, sparse in circa 200 pianeti. Sono molto piu' evoluti di noi ora e hanno lavorato insieme per "gestire e trasferire popolazioni planetarie". Questo e' il loro ruolo primario.

Loro trasportano persone da un pianeta ad un altro quando questo riciclo avviene. La Confederazione sembra avesse un certo numero di pianeti in cui i gruppi di persone erano di piccola entità, tale da non essere necessario rendere abitabile un intero pianeta ( terra-forming).

Quindi hanno pensato, "Wow, abbiamo avuto una grande idea. Perchè non prendiamo tutti questi gruppetti di persone e le uniamo in un solo pianeta. Perchè non dovrebbero esserne felici !"

M: [risate] Non ne è uscito un bel lavoro, giusto?

D: No, non lo fu. Quindi, ecco che abbiamo i 3 cicli di 25000 anni. La tipica stima è che dopo il primo ciclo, dal 15% al 25% della popolazione passa l'esame sul pianeta. Alla fine del secondo ciclo avremo un 60% o piu' di popolazione che passa l'esame. Se qualcuno resta alla fine del terzo ciclo, allora si pulisce tutto e si finisce il lavoro.

Bene, in questa occasione, sulla Terra nessuno ha passato l'esame alla fine del primo ciclo. Solo 150 persone furono pronte alla fine del secondo ciclo. Questi sono definiti gli elders e divennero creature immortali come San Francesco d'Assisi e San Germain. Molte persone hanno sentito parlare di questo.

M: Ora prende senso. Davvero.

D: Da cio' derivano molte antiche leggende. In aggiunta a queste, gli ET per se' stessi, nella quinta e sesta dimensione, sono responsabili a livello di karma per aver fatto l'errore di unire tutte queste persone sul pianeta.

Essenzialmente, la differente origine planetaria dei popoli sulla terra si nota dalle caratteristiche del corpo fisico, per le quali li suddividiamo in razze. E' molto, molto raro che delle entità evolvano in un pianeta con tutte queste differenze fra loro. Non è normale; questa è una delle cose che rende cosi' unico il nostro pianeta nella galassia.

La maggioranza di guerre interne che abbiamo avuto sono dovute al fatto che i popoli si vedono diversi. Questo è il risultato del suddetto sbilanciamento e delle guerre che abbiamo creato in nome di Dio ( qualunque popolo vede Dioalieni, paracadutandosi nella giungla per giocare a "Gorilla nella foschia".

Molti dei tuoi ascoltatori sono queste persone.

M: Capito. Stai dicendo che siamo alla fine del terzo ciclo dei 25000 anni sulla Terra?

D: La fine è il 2012. In accordo con la filosofia della Legge dell'Uno e molte altre tradizioni, siamo alla fine di tutto il gioco. Questo significa che tutti siamo qua per cercare di unirci e le decisioni che prendi in questa vita riverberà per tutte le tue altre incarnazioni.

Questo è un periodo davvero importante per essere qui. Di nuovo, voglio insistere sul fatto che la maggioranza dei tuoi ascoltatori sarà in questa categoria, cio' che chiamiamo ET vagabondo. Loro non sono cresciuti sentendosi isolati e ostracizzati come risultato. Non capiscono la negatività, sono molto ingenui, le persone genuinamente negative possono essere manipolate contro sè stessi e non lo vogliono capire.

M: Siamo stati messi in un frullatore. Non capiamo persino il crimine. Perche' rubare un auto o uccidere una persona? Non ha senso.

D: Ho scoperto tutto questo per la prima volta nel 1995, quando ho trovato un libro dal titolo "From Elsewhere" del Dr. Scott. Mandelker. Ho fatto ricerche su questo materiale per 3 anni. Quel libro aveva un questionario nel retro, che diceva, "Se puoi rispondere a queste 12 domande affermativamente, allora molto probabilmente sei un ET vagabondo".

Questo questionario delineo' la descrizione piu' psicologicamente precisa e profonda della mia personalità, persino su cose che non volevo ammettere. Tutto era li' in un libro in bianco e nero. L'ho comprato in un negozio di libri.

Queste sono le 12 domande:

1. Spesso ti perdevi in sogni di giorno su ET, UFO, altri mondi, viaggi spaziali e società utopistiche quando eri bambino? La tua famiglia ti pensava come un po' "strano" senza sapere perchè?

2. Senti a volte che i tuoi genitori non sono i tuoi veri genitori, che la tua famiglia è molto lontana e nascosta? Forse pensi che le cose intorno a te non sono come dovrebbero essere o hai una specie di memoria di altro stile di vita da qualche parte lontano?
Queste idee ti hanno causato molto sconforto. Ti senti fuori posto.

3. Hai avuto una o piu' vivide esperienze in merito agli UFO, nei sogni o da sveglio, che hanno cambiato drammaticamente la tua vita? Ti hanno aiutato a risolvere dubbi, dato speranza o una grande motivazione. Puoi aver sentito un sottile spostamento di coscienza, un aumento di presenza spirituale, o aver cambiato fondamentalmente stile di vita, il tutto a causa di queste esperienze. Hanno cambiato la tua vita completamente, sei una persona diversa.

4. Sei un tipo genuino, gentile, innocuo, pacifico e non aggressivo (non intendo sempre ma il piu' delle volte)? Hai un grande senso del sacrificio. Atti di umana crudeltà, ditruzione pazzesca e guerra ti sembrano totalmente assurdi. Uccidere fratelli e sorelle, distruggere l'ambiente, tutta questa rabbia, odio e violenza non hanno senso.

5. Fai fatica a riconoscere cattiverie e truffe ? Ti definiscono ingenuo? Quando percepisci cattiveria genuina, senti orrore e ti senti shokkato nel vedere persone che fanno cose del genere. Ti senti confuso, senti che la vita non dovrebbe essere cosi' e ti sembra di aver conosciuto un posto libero da questa disarmonia.

6. L'essenza della tua vita e' aiutare gli altri, essere la loro famiglia, collega o cliente? Hai grandi ideali, che possono essere definiti innocenti e da ingenuo in termini del mondo, ma tu sinceramente speri profondamente di poter migliorare il mondo. Hai probabilmente sentito molto disappunto e frustrazione quando queste speranze e sogni non si realizzano. come una creatura ), che queste creature 25000 anni fa hanno volontariamente, come collettivo, iniziato a prendere incarnazione umana. Vorrebbero dimenticare chi erano, da dove venivano e divenire antropologi

7. Puoi essere descritto come persona dal temperamente scientifico, con paziente, ragionevole e misurato approccio alla vita ? Le passioni umane e i desideri estremi ti sembrano strani; quando incontri queste caratteristiche negli altri, ti senti perplesso.
L'amore romantico e l'intero mondo di sensazioni sono rimossi dal tuo modo logico e analitico. Forse le persone dicono che sei sempre sulle tue e probabilmente è vero ! ( NB. I vagabondi di questo tipo non sono comuni e la maggioranza di loro non vorrebbero leggere questo libro! Sono spesso sciettici sugli UFO e forse duri debunkers come il Dr.Carl Sagan; possono essere grandi scienziati, strani elementi, inventori brillanti, entusiasi delle Nuove Scienze ed eccentrici.).

8. Senti che puoi perderti facilmente nella fiction scientifica, nelle storie fantastiche come il lavoro di Tolkein e l'arte visionaria ? I tuoi sogni del passato o futuro ti sembrano piu' reali della tua vita presente e a volte consideri la vita sulla Terra noiosa e vuota e desideri una vita avventurosa ed eccitante. Questi desideri struggenti sono stati con te per molti anni.

9. Hai un interesse insaziabile sugli UFO, la vita in altri mondi o le precedenti civilizzazioni sulla Terra come Atlantide e Lemuria ?
A volte ti senti come se fossi stato li' e che ci tornerai un giorno. Forse hai ammassato una grande libreria in casa o oggetti inerenti. I Vagabondi hanno questi interessi perchè hanno lasciato di recente queste situazioni

10. Hai un interesse forte nella spiritualità mistica, sia in teoria che pratica, come se vorresti riavere grandi poteri ? Quando hai iniziato a rimanere coinvolto in queste pratiche puoi aver sentito che non fosse necessario imparare, perchè senti di aver gia' conosciuto certe cose.

11. Sei divenuto un canale cosciente per gli ET o per qualcosa di non terrestre di saggezza antica e sai chiaramente che il proposito della tua vita è di aiutare gli altri a crescere ed evolvere ? Sei ha risposto SI, probabilmente non stai dormendo piu'! Vagabondo!

12. Senti e forse da tutta la vita, un tremendo senso di alienazione ? Speri di essere come gli altri, cerchi al meglio di essere normale o cerchi di convincerti di esserlo, ma non funziona. Semplicemente ti senti diverso e ovunque. Hai molta paura di non trovare mai il tuo posto nel mondo. [questo è un tratto classico dei Vagabondi]

D: E' stato come una porta in faccia. Quando ho letto il sottotitolo del libro "La Sottocultura di Coloro che Affermano di essere di Origini Non-Terrestri", io mi sono letteralmente sdraiato dalle risate nel mezzo del negozio. Non ci potevo credere, ma questo è cio' che accadeva! Mi sono convinto che questo è cio' con cui abbiamo a che fare qua.

M: Capito. Noi abbiamo problemi in questo terzo ciclo, come hai detto. Centinaia di milioni di anime verranno per aiutarci a fare questa transizione dalla terza alla quarta densità. Corretto ?

D: Si. Questo è un punto molto importante; normalmente, se una di queste entità si incarnano in un pianeta di terza dimensione come il nostro, possono letteralmente essere figure Messianiche. Possono avere enorme influenza, politica, sociale, tecnologica,...

Su questo pianeta siamo in centinaia di milioni o almeno circa centomilioni. Significa che molti hanno pensieri pseudo-Messianici nelle loro menti. Vedi molti casi, se guardi nei blog o altro in internet, di persone che si occupano di verità metafisiche e che sentono di avere un proprio ruolo per salvare il mondo. Creano un mondo di cui sono gli eroi unici.
Io non condivido questo pensiero.

Penso che siamo coinvolti in un enorme gioco di squadra in cui ognuno da' il proprio contributo di valore. Una grande frase di San Francesco è quella in cui disse che un momento di pura coscienza vale piu' di una vita di buone azioni. Cio' che intendeva per "pura coscienza" è la creazione di un contatto diretto con il Divino dentro di se'.

Questo e' l'effetto di campo di cui parlavamo poco fa. Il fatto e' che questi vagabondi sono qua perchè stanno su un'alta frequenza. Se riesci a stare semplicemente in uno stato di pace, positività, amore e gioia radiante, allora stai facendo a pieno il tuo lavoro sul pianeta. Non devi fare altro.

M: Ti innalzi con le tue energie.

D: Si. Vuoi mantenere il tuo fisico sano e salvo. Devi avere un lavoro, fare qualcosa per guadagnare denaro e avere cura di te. Finchè mantieni la tua frequenza positiva, il resto diventa secondario.


M: Okay. Torniamo al 1936. Senti che fu un anno importante in cui inizio' il cambiamento. Spiegaci cosa accadde nel 1936.
D: Abbiamo un'altra interessante convergenza tra il materiale di Edgar Cayce e la Legge dell'Uno. Ho vissuto con Carla Rueckert per 2 anni. Lei ha canalizzato il materiale con altri due, il Dr. John Elkins e Jim McCarty. Nel corso di questi anni sono divenuto consapevole del fatto che lei non aveva mai studiato il materiale di Edgar Cayce.

Non sapeva che Cayce aveva parlato del 1936. Nemmeno che Cayce parlo' di Ra Ta e non sapeva del gruppo chiamato Ra.

Ci sono molte connessioni tra la Legge dell'Uno e il materiale di Cayce che ho scoperto da solo. Altre persone le hanno scoperte indipendentemente e di questo parla il libro "Reincarnazione di Edgar Cayce", di tutte queste fantastiche connessioni.

Le letture di Cayce dicono che nel 1936 c'e' stato uno spostamente cataclismico dentro la Terra. Sarebbe stato causato dall'arrivo di "forze cosmiche esterne" che avrebbero colpito la Terra. Un anno prima stavo leggendo la Legge dell'Uno di nuovo. Diceva che saremmo entrati nella prima grande ondata di energia di quarta dimensione, come la chiamavano, un certo numero di anni prima di quando la lettura venne fatta. Non avevo fatto molta attenzione a questo prima.

Iniziai a sudare e il mio cuore a battere, Realizzai, quando feci il calcolo, se era il 1936, mi stavo sbattendo la porta in faccia!
La mia mano tremava sulla calcolatrice e bam, era il 1936! "Oh mio Dio!"

M: Wow.

D: Due diverse fonti, di cui la donna che canalizzava la seconda non aveva idea di quella connessione, entrambe dicevano la stessa cosa. La Legge dell'Uno entra piu' nel dettaglio su cosa questo significhi.

Sembra che nel 1936 abbiamo rotto il bordo esterno di questo campo di energia galattico, questa banda di energia, se vuoi. Queste bande hanno la forma di turbini che vanno dal centro della galassia al bordo esterno, non sono come anelli.

Quando colpiamo queste onde, i pensieri iniziano a divenire cose. Uno dei risultati di questo fatto, dice la Legge dell'Uno, sarebbe la manifestazione della crescita di tessuti cancerosi. Questo rappresenta i pensieri delle persone, in questo caso rabbia ed emozioni negative si manifestano come crescita di tessuti anomali.

M: Quindi ne è risultata una epidemia di cancro.

D: Giusto. Ma nel lato positivo abbiamo una enorme esplosione di crescita tecnologica, divuta all'esplosione di crescita in intelligenza. Questo è ancora in corso.

Se guardi alla storia, non abbiamo avuto cucine chiuse fino al tardo 1700. Le ha inventate Benjamin Franklin. Cucinavamo su fuoco aperto fino a fine 1700.

Nel tardo 1800 avevamo elettricità, luce, telefoni, lavatrici, tutto in breve tempo.

Tutte le responsabilità domestiche che richiedevano lavoro per giorni interi, ogni giorno, divennero automatizzate. Si poteva avere un lavoro che non richiedesse per forza un grosso sforzo fisico.

In origine questo apparve una cosa positiva. Le entità avanzate hanno guidato la nostra evoluzione e certi personaggi visionari come Alexander Graham Bell, Thomas Edison, Nicola Tesla e Albert Einstein. Queste persone sono state consciamente o inconsciamente aiutate da queste positive ed evolute entità, che stanno agevolando la nostra evoluzione lungo questa linea temporale che termina nel 2012.

Quindi il sistema è cambiato a livello di coscienza in modo fondamentale nel 1936. La nostra ombra collettiva si e' proiettata da sola nel governo, molto piu' di prima. La prima conseguenza di questo fu ovviamente il Nazismo, che inizio' a crescere nel 1936.

M: E molto piu' in seguito.

D: Si. E' favoloso vedere come tutto questo materiale si incroci perfettamente.

M: Questo diede inizio alla crescita del nostro governo segreto e tutte le agenzie oscure che non sappiamo cosa facciano.

D: Qualcuno puo' sostenere che il precedente venne impostato con la Riserva Federale nel 1913, ma è lontano da cio' di cui parli, si. L'OSS, la CIA e l'altra zuppa alfabetica di agenzie sono venute dopo questo.

M: Tutto prende molto senso. Entriamoci dentro..hai un film dal titolo "Convergence". Parlaci di questo e del tema di questo nuovo film?

D: Ho dato una lettura a Los Angeles nel 2005 dove si trovava un produttore di film. Si avvicino' a me alla fine dello show. Non sapevo chi fosse durante l'udienza. La sua bocca resto' aperta tutto il tempo in cui effettuavo la lettura. Disse, "Se prendiamo tutto cio' di cui parli e lo mettiamo in un film, sara' fantastico."

Io rimasi molto entusiasta di questo. E' un modo fantastico per portare un messaggio alle persone. Quindi abbiamo iniziato a lavorare insieme. Un anno dopo questo incontro, non avevamo abbastanza fondi per portarmi a Los Angelese, dove vivo ora.

Ho iniziato come fosse un documentario tipo "What the Bleep", diciamo, ma con molta piu' carico di scienza. Bleep è basato piu' che altro sul materiale del libro di Gary Zukav del 1977, "The Dancing Wu Li Masters". Ha a che fare con il Principio di Indeterminazione di Heisenberg e l'idea della dualità onda-particella nella fisica quantistica come rappresentazione della realtà effimera della natura.

La mia scienza entra molto piu' a fondo su questo campo di coscienza rispetto a "Bleep" e la verità diviene molto piu' evidente. Una delle prime cose che ho dovuto fare è stato sequestrare molta scienza e metterla assieme, il materiale piu' avanzato. Non posso svelare piu' di tanto prima dell' uscita del film.

Dall'inizio dei lavori il film ha subito molte evoluzioni. Abbiamo completato 5 riscritture, siamo alla numero 5 ora. Le ultime 3 hanno subito drammatici adattamenti, in cui abbiamo preso il materiale scientifico e lo abbiamo trasformato in una sorta di Codice Da Vinci, thriller del mistero, con elementi di fiction scientifica.

Stiamo lavorando con i migliori del campo. Sono entrato direttamente nella sceneggiatura. La ragione è che non abbiamo i soldi a questo punto per pagare una persona apposita. Parliamo di circa 300-500000 begin_of_the_skype_highlighting 300-500000 end_of_the_skype_highlighting dollari o piu' per averne uno bravo.

Stiamo lavorando con persone che ci mettono del proprio impegno. Ho dovuto imparare ad occuparmi di sceneggiatura. Sto facendo un enorme massa di ricerche, lettura dei testi e studi su 5 diversi libri sulla sceneggiatura negli ultimi 3 mesi. Quello che cerchiamo di fare e' mettere queste informazioni in una storia davvero affascinante e convincente.

M: Spaccherà gli schermi quando uscirà!

D: Il problema è questo: il materiale scientifico in termini di film viene considerato esposizione. Sfortunatamente, l'esposizione è considerata una parte debole del film. Di solito viene limitata a poche linee di dialogo che due o tre personaggi esprimono durante il film. Il resto del film, in particolare nel genere d'azione, è cio' che chiamiamo "spara e corri", le persone tengono armi e corrono sparandosi dietro.

Non vogliamo un film "spara e corri"! Vogliamo quanta piu' esposizone possibile. Nei film si cerca di creare un certo quantitativo di pericolo. Una delle tecniche e' avere due personaggi che litigano fra loro. L'esposizione esce mentre discutono.

Ho imparanto un enorme quantita' e come risultato molta dell'emozione nel guardare il film e' stata inserita da me, perchè conosco tutti i trucchi ora. Ma allo stesso tempo, sto imparando a usare questi trucchi per raccontare una storia davvero favolosa.

M: Fammi tornare sul Calendario Maya ora. Cosa senti che accadrà nel 2012 ? Credi che avremo uno spostamento dei poli e delle catastrofi e questo portera' ad una guarigione verso una vita in una dimesione piu' evoluta? Che processo senti stia per avvenire?

D: E' un altro affascinante aspetto della "Legge dell'Uno". Riconcilia molte delle questioni sul perche' le persone non devon avere paura. Molto del materiale metafisico che circola ha un senso di forte isteria e pancio sui cambiamenti della Terra. Edgar Cayce ha contribuito a questo col suo materiale sul 1998 e sulla California che sarebbe sprofondata nell'oceano. Noi siamo ancora qua. Non è successo nulla.

Sembra che Cayce venne distratto da persone che criticavano il suo lavoro. La sua negativita' ha aperto la porta a cio' che chiamano "truffatori", una entita' dal nome Halaliel si e' fatta strada e ha interrotto le sue letture con informazioni negative. Da qui sono uscite le informazioni sui cambiamenti della Terra. Ogni lettura di queste finiva con "Io, Halaliel, ho parlato".

Chiedi a qualche persona profondamente impegnata nell'associazione di Edgar Cayce e ti dira' che Halaliel venne eliminato come sorgente quando il gruppo espresse la volonta' di non voler lavorare con lui. Tutte le informazioni sulle trasformazioni della Terra sono sbagliate o non accurate. L'associazione di Cayce ha continuato a informare la gente su questo.

La Legge dell'Uno spiega che non dobbiamo preoccuparci sui cambiamenti della Terra. Sono totalmente di passaggio. Non hanno importanza. Hanno a che fare con passaggi di frequenza come nel Triangolo delle Bermuda, un effetto che ingolfa la Terra in un cambiamento di campo dimensionale.

L'Esperimento di Filadelfia e altri eventi ci hanno mostrato che i fenomeni tipo star-gate possono manifestarsi. Ho parlato con persone che hanno saputo di prima mano i fatti dell'Esperimento Filadelfia e so che non e' una storia costruita. Comunque esistono racconti su tante navi, aeroplani e altri mezzi che sono spariti nel Triangolo del Diavolo vicino al Giappone, al Triangolo delle Bermuda e altri posti sulla superficie della Terra.

Ivan Sanderson ha calcolato che ci sono 12 posti ad uguale distanza fra loro. Questo forma i nodi di una forma geometrica detta icosaedro. Stiamo parlando di una griglia globale, dove i nodi sono i punti in cui avvengono i fenomeni come quello del Triangolo delle Bermuda.

Nel 2012 la griglia si sposta su una frequenza piu' alta. Alzando la frequenza, la geometria cambia. Ci sono molti articoli sul mio sito dove entro nei dettagli, come i 3 libri interi sulla Convergenza che si possono leggere gratuitamente.

Ecco perchè avremo uno spostamento dei poli alla fine del ciclo. La griglia diviene piu' complessa. Questo cambia la posizione dei continenti. Cambia la dimensione della Terra e la rotazione del suo asse. Prima che la Terra si sposti fisicamente, ognuno, che sia impostato negativamente, positivamente o indifferentemente, si sposterà in un piano piu' alto. Un piano astrale.

La Legge dell'Uno non ci spiega questo su un piatto d'argento. Sono stati necessari 20 anni di ricerca sul materiale per capirlo. Abbiamo infine decodificato il mistero lo scorso anno in una conferenza IONS a San Francisco. Il Dr. Scott Mandelker ha lavorato con me su questo e lo abbiamo estrappolato.

La Legge dell'Uno implica che nel periodo 2011-2013, ognuno sulla Terra si spostera' su un piano astrale. La maggioranza di questi riportera' la Terra alla stessa identica configurazione che ricordano, prima che tutto fosse avvenuto. Non avranno esperienza dei cambiamenti della Terra. Non vedranno disastri. Nel piano astrale abbiamo un corpo indistruttibile.

L'astrale non e' mai stato cosi' prima; si tratta di una fondamentale ristrutturazione della natura del piano astrale per come lo concepiamo. La Terra viene riportata nel piano astrale per come la ricordiamo. Non dimenticate che con i vortici e i fenomeni star-gate, noi possiamo incrociare questi piani astrali, scomparire dalla vista e tornare nell'aereo fisico, il nostro corpo si ricostituisce come se nulla fosse cambiato. In questo caso la nostra energia si sposta e resta in astrale.

Quelli che sono rimasti sul percorso positivo, risentiranno dell'Ascensione, piu' che il semplice ricaricamento della Terra. Il processo di Ascensione e' l'unione piu' estatica col proprio Se' Superiore, come mai avete potuto sentire.
E' un completo ritorno a casa. E' come nulla per cui abbiate mai lavorato, tutti i sacrifici, le sofferenze, le paure e i dolori, arriveranno ad un punto Omega. Un vero salto quantico in cui andrete in diretto contatto con Dio, l'esperienza piu' ispirante che potrete mai avere.

Avrete un ricordo di tutte le vostre vite passate, un ripasso delle vostre incarnazioni che vi portera' a conoscere tutto il progresso che avete fatto.

Quando dico questo alle persone, impazziscono, "Oh, caspita, se non ho fatto progressi, devo aver fallito da qualche parte!" Cio' che rispondiamo (io e il mio Se' Superiore) è. "Guarda, puoi cambiare la tua vita proprio ora."

La Terra si muove in un piano piu' alto in cui l'amore incondizionato è la legge. Non ci saranno piu' degli Illuminati sul pianeta. L'unico livello in cui negativi e positivi interagiscono è il nostro livello di ora, che la serie della "Legge dell'Uno" chiama "Terza Densità".

Il prima possibile romperete questo livello, che è bloccato dalle vibrazioni. Non si tratta di razzismo, ma le frequenze non saranno piu' correlate.

La Terra si sposta verso una specie di paradiso dell'Eden, una utopia. Abbiamo il potere di controllare quanto velocemente muoverci in questo con la diligenza che mettiamo nella nostra crescita personale.

M: Davvero fantastica, un'avventura eccitante si prepara per tutti noi.

D: Assolutamente!

M: [ride] E' interessante che il fondamentalismo Cristiano abbia anticipato una cosa del genere. Hanno anticipato un cataclisma e questo millennio di pace.

M: L'evento cataclismico è qualcosa che avviene sotto il radar, quando le persone saranno spostate su un piano in cui non ne faranno esperienza direttamente. Il livello di cambiamenti che stiamo vedendo ora è gia' il peggio rispetto a cio' che vedremo. Preoccuparsi che venga di peggio e' solo spreco di energia e un danno per il vostro livello vibrazionale.

Ricordate, ci sono troppe prove storiche incrociate sulla vita di Gesu' perche' sia screditata. Vari Illuminati hanno pubblicato libri o influenzato persone e pagato persone per pubblicare libri dove cercano di rifiutare la storia di Gesu'. Tutti dicono, "Era solo un archetipo mitologico. Nessuno è esistito che ha fatto certe cose!"

Per ravvivare l'interesse delle persone, ci fu una persona che cammino' per il mondo facendo cose da "Asceso".

M: Un falegname che viaggio' solo qualche miglio nella sua intera vita. Assolutamente.

D: Il Gospel dell'Acquario di Gesu' Cristo venne convalidato da Edgar Cayce come un racconto degli anni "persi" della sua vita.
Spiega che Gesu viaggio' a Est ed entro' nella Piramide dove visse la sua prima Ascensione. Cosi guadagno' le sue abilita' piu' incredibili.

Esiste una linea temporale costruita nella piramide, usando gli angoli, misure e simboli nei passaggi in salita e discesa per raccontare una storia nel tempo. Un raro allineamento astrale e' stato usato per calibrare quando inizia la linea temporale. Questa linea tocca diversi eventi storici con accuratezza allucinante. Il miglior libro su questo è "La Grande Piramide Decodificata" di Peter Lemesurier, molte delle sue informazioni non sono online. La Linea Temporale della Piramide suggerisce che una delle principali ragioni per cui la piramide venne costruita, fu per facilitare l'Ascensione di Gesu nel giusto tempo nella storia.

M: Vorrei arrivare a quale sia per te il proposito per cui venne costruita la piramide e come e' stata costruita.

D: Okay. Acceleriamo il racconto ed entriamo in questo.

La vera ragione per cui ho tirato fuori Gesu è questa: disse che questa fine dei tempi sarebbe avvenuta. Abbiamo un esempio nel Libro di Daniele: "Due staranno camminando e quindi saranno uno"

[La Legge dell'Uno usa il termine specifico "raccolto" per descriver il processo di Ascensione. Questo e' un riferimento diretto a Matteo 13:36-39, come segue:

36 Quindi Gesu allontano' la folla ed entro' nella casa. Un suo discepolo si avvicino' a lui, dicendo, "Dichiara in mezzo a noi la parabola del catrame (tares) del campo"

37 Lui rispose e disse in mezzo a loro, "Colui che vide il buon seme è il Figlio dell'uomo"

38 Il campo è il mondo. Il buon seme sono i bambini del regno ( la prossima Era Dorata ), ma il catrame sono i bambini del malvagio.

39 Il nemico che li mostra è il diavolo ( questo è riferito nella Legge dell'Uno come "Forze di Lucifero", le persone che manipolano e controllano gli altri, oltre che una vera entità ) Il raccolto è la fine del mondo e i mietitori sono gli angeli.

Ora, ho ragione di credere che ci sono delle verità in questo. Molte persone sono così perse nella materialita' che non accettano che possa accadere questo. I Cristiano Fondamentalisti lo fanno, ma rovinano tutto dicendo che il loro dogma è l'unica via. Le visioni che ho avuto hanno mostrato che ogni sorta di razze e religioni entreranno in questa Terra di quarta dimensione, perche' dipende dalla frequenza che ognuno raggiunge.

Torniamo alla tua domanda sulla piramide: la Terra è una sorgente di energia che irradia cio' che i Russi definiscono campi di torsione. Una sorgente naturale che viene dalla Terra, dal Sole e dal centro della galassia. Questo e' il perche', quando siamo allineati col centro della galassia a 14 ore e 30 minuti del tempo siderale, la nostra abilita' ESP si innalza del 400%.

Questo campo di energia riempe la materia fisica per sostenerla nella sua esistenza. Ogni atomo e molecola e' come una spugna che prende questa energia come un fluido e lo rilascia nuovamente.

Quando costruisci una struttura con la forma di torre, cilindro o cono o piramide, stai costruendo in realta' un imbuto. L' energia fluisce nella materia fisica con le proprieta' simili a quelle di un liquido. Questa energia tipo liquido non puo' essere misurata direttamente o vista, ma possiamo osservare come interagisce e come in ultimo crea la materia.

Questa energia puo' essere concentrata e focalizzata con processi meccanici, come speciali magneti rotanti e particolari strutture cilindriche o a imbuto. Nel mezzo della piramide puoi notare cose come spade infuocate e brillanti, che sono riallineamenti molecolari degli atomi lungo la superficie di una lametta. Il Dr. Volodymyr Krasnoholovets ha fotografato e misurato queste modifiche della materia lungo il bordo brillante di una lametta, sotto ingrandimento.

Puoi vedere fermarsi le malattie o morire dei batteri. Ecco perchè puoi mettere del latte li dentro e non vederlo marcire.
Corpi di animali nella Grande Piramide si mummificano. L' energia concentrata dalla piramide e' l' energia che sostiene la vita e la incentiva e manda invece fuori risonanza i composti che attaccano la vita. I Virus esplodono, i materiali chimici tossici divengono inerti e ogni forma di malattia viene ridotta o annullata.

I russi hanno fanno alcune ricerche incredibili in cui hanno costruito piramidi in PVC e fibra di vetro. Le hanno costruite grandi 144 piedi. Erano piramidi simili ad obelischi. Quindi hanno fatto cose come mettere topi dentro la piramide dopo avergli somministrato sostanze cancerogene. Alcuni hanno sviluppato pochissimi tumori e la maggioranza non si e' ammalata.

Hanno inoltre preso dell' acqua per metterla nella piramde, poi l'hanno data a bimbi nati prematuramente, che hanno poi ripreso in totale la salute, mentre altri nel gruppo di controllo sono morti.

Stiamo parlando di guarigione di livello miracoloso. In un altro studio, hanno preso sacchi di sale e pepe e li hanno conservati nella piramide. Quindi hanno distribuito il tutto a prigionieri di carceri in Russia.
Senza altri cambiamenti nella dieta i prigionieri hanno risentito di una grande crescita di armonia, cooperazione e riabilitazione dalle droghe.

M: Molte persone metteranno delle piramidi nelle loro case, nel loro ambiente.

D: Puoi costruirle in metallo o altro. Il legno è un buon materiale da usare. Il rame è buono. Puoi comprare una piramide di cristallo se la vuoi. Altra cosa da tenere in mente è che quando hai a che fare con i campi di torsione, hai a che fare con qualcosa che ha un effetto fisico. Non devi abusarne o avra' un effetto deleterio.

Se vuoi possiamo parlare anche del riscaldamento globale e il cambio climatico interplanetario.

M: Purtroppo stiamo chiudendo..

D: Okay..


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MessaggioInviato: 20/08/2010, 14:54 
Le abductions di Ellie Bryson

Misteriosi segni e ferite. Una vita sconvolta da inquietanti ricordi.
Ellie Bryson, 31 anni, la cui esistenza è improvvisamente sconvolta.


"E' successo in un attimo, ho addosso segni che non so giustificare. Sono traumatizzata, mi sembra di aver perso il senso della realtà".

Ogni anno, in tutto il mondo, vengono segnalati centinaia di presunti avvistamenti ufo.

La storia di Ellie Bryson: Ellie è originaria di una cittadina sulla costa orientale Irlandese.

"vivevo in mezzo alla campagna, a 5km dal villaggio, un villaggio di 1/1.500 persone, con un paio di pub e una chiesa".

All'età di 28 anni, Ellie decise di cambiare aria. Raggiunse la sua amica americana negli Stati Uniti, e si stabilì vicino all'amica, nella splendida aria del lago Flathead nel Montana.

Barbara era convinta che il nuovo ambiente avrebbe giovato a Ellie. "Le offrii il mio sostegno, perché sentivo che qui si sarebbe trovata bene, e infatti lei divenne sempre più aperta e legata a questo posto, come se qui fosse la chiave di qualcosa che doveva sapere".

"Da quando sono qui, mi è accaduto di tutto. Questa valle racchiude qualcosa di magico e profondo".

La vita di Ellie sembrava scorrere tranquilla, ma ogni tanto affioravano in lei flash di ricordi che non sapeva spiegare: "Mi sentivo smarrita, non capivo cosa mi stesse accadendo".

Ellie aveva flebili ricordi, visioni di altri mondi e di esseri alieni. Ma di che si trattava?

"Credo che molti abbiano il ricordo simile ad una esperienza onirica, che non sanno come interpretare e quindi liquidano "sarà stato un sogno".

Alla fine del 2005 Ellie capì di aver bisogno di aiuto. Iniziò delle sedute di regressione ipnotica con una terapista con numerosi pazienti presunti vittime di rapimenti alieni. "Molti pazienti si sentono persi perché ciò che trovano dentro di loro non trova corrispondenza nella realtà esterna".

La regressione ipnotica è un'efficace tecnica terapeutica che consente di recuperare ricordi nascosti nell'inconscio.

"Aveva la forma di un disco, la classica navicella spaziale, ma è una stanza".

Ellie iniziò ad esplorare i suoi strani ricordi con l'aiuto della terapista.
Quasi immediatamente le riaffiorò alla memoria un episodio che aveva dimenticato - o represso - accaduto quando aveva 3 anni.

"Ero nel sedile posteriore dell'auto dei miei genitori, guardavo fuori dal finestrino alla mia
destra, e all'improvviso rimasi senza parole. Non avevo mai visto niente del genere, pensai "lo ricorderò"? Capii di non dover dire niente ai miei genitori.
Era come se qualcuno mi avesse detto "Dimentica, non c'è bisogno che sappiano quello che hai visto".

Ellie credeva che questo evento fosse accaduto realmente. In qualche modo lo aveva sempre saputo, ma non era in grado di gestire un'esperienza così incredibile.

"E' come se il cervello rifiutasse l'idea che possano esistere altri esseri, altre forme di vita, perché sarebbe troppo shockante".

Ellie aveva la sensazione che quell'avvistamento, quando aveva 3 anni, celasse qualcos'altro, quindi continuò le sedute con la terapista.

"Ricordai che un attimo prima ero seduta in auto, e subito dopo mi ritrovai a bordo dell'astronave".

Un essere alieno la conduceva verso un lungo corridoio. Ellie ignorava dove stesse andando e cosa le avrebbero fatto.

"Quando ci fermammo l'uno di fronte all'altra, lo strano essere si piegò verso di me, e mi comunicò alcune informazioni. Le informazioni mi arrivavano dritte in fronte, ero in grado di capire quello che mi stava dicendo, e cioé che avrei dovuto dimenticare ogni cosa, che avrei incontrato qualcuno che mi avrebbe aiutato a ricordare e che poi avrei dimenticato tutto".

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"E' come un ricordo che affiora alla memoria all'improvviso e fa dire "Ma certo, l'ho sempre saputo".

Durante una seduta Ellie disse: "Non posso più negarlo". E si rese conto di aver vissuto realmente quell'esperienza.

Per anni Ellie aveva vissuto nel timore di ciò che avrebbe potuto scoprire sui suoi rapimenti alieni. Ora era stupita dalla piacevole sensazione dei ricordi.

"Ricordo che venivo trattata con estremo riguardo, con amore, come una persona molto importante. Sono molto importante in mondi che non conosco. Sono traumatizzata, il mio mondo è stato messo a soqquadro, perché tutto questo sembra così irreale".

Gli incubi di Ellie continuavano, ma lei voleva disperatamente scoprire cosa le stava accadendo.
Si sottopose ad altre sedute, e i ricordi continuarono ad affiorare, sempre più incredibili.
Poi un giorno Ellie si svegliò con addosso quelli che riteneva i segni inequivocabili del suo rapimento.

"Mi ritrovavo addosso lividi che non sapevo spiegare, che a volte avevano la forma delle dita di una mano. Ho qualcosa impiantato nell'orecchio che riesco anche a muovere".

Malgrado i segni sul corpo, sono in molti a dubitare che Ellie sia stata davvero rapita dagli alieni.

"Quando ne parlo, di solito la gente pensa che io abbia sognato, ma non è un sogno - è un evento reale".

Chi conosce a fondo Ellie, nutre piena fiducia in lei.

"Volevo continuare questo percorso e scoprire in che cosa ero stata coinvolta, per poter essere di aiuto ad altre persone, ma la strada era ancora lunga".

Ellie voleva scoprire altri dettagli: "alto, magro...".

Ha cercato di far affiorare altri ricordi nelle sedute di ipnosi, ha ricordato un episodio accaduto 2 anni prima.

"Si trattò di un rapimento di massa. C'erano tuoni e fulmini, in cielo le nuvole giravano vorticosamente, sembravano impazzite. Poi il cielo si illuminò e... bum... bum... scesero dei raggi luminosi proprio in mezzo.
Tutti cercavano di raggiungere le astronavi, da ognuna fuoriusciva un raggio luminoso bianco e blu che arrivava fino a terra, come un faro. Tutti avanzavano verso il proprio raggio ed io mi chiedevo "qual'è la mia astronave? Voglio anch'io il mio raggio!". E poi arrivò l'astronave.

Arrivò nel più assoluto silenzio, muovendosi velocemente, e si fermò proprio sopra di me. Era grande, non enorme, ma decisamente di grandi dimensioni, e non emetteva alcun rumore.
Poi scese il raggio ed io pensai "che bello, è il mio raggio". Provai dentro di me una sensazione mai sperimentata in questo mondo spazio-temporale, ed è a questo punto che ebbi l'esperienza più straordinaria e terrificante di tutta la mia vita.

Dopo un attimo ero all'interno dell'astronave, e ricordo delle pareti tonde, curve".

"Sono esseri pieni di amore e luce, che vogliono renderci più consapevoli e condurci al grado successivo della nostra evoluzione. E' di questo che si tratta. Non ci ritroveremo con una mano di 6 dita o con dei superpoteri".

"La consapevolezza che esiste un mondo più grande è ciò che dà un senso alla mia esistenza, e ricordare la mia esperienza è la sola ragione per cui sono qui. E' stato importante per me, altrimenti non sarei mai potuta arrivare in questo punto".







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Kentucky, Novembre 2006
Ripresa e intervista di Kerry Cassidy e Bill Ryan

B:Bill Ryan
K:Kerry Cassidy
D:Duncan


Inizio dell' intervista

K: Torniamo da capo e racconta esattamente come sei entrato in questo programma.

D: Volevano persone che fossero per metà Nativi Americani e per metà Celti. Andavano bene Scozzesi o Irlandesi, basta che fossero Celti. La ragione di questo è che i Nativi Americani e i Celti sono due delle razze sulla Terra che sono piu' predisposti per le abilità paranormali e PSI. Ok. E' un dato di fatto che entrambe queste culture praticano abilità paranormali. E' una specie di memoria genetica. E' nella nostra memoria genetica. Ok. Penso che fosse quello che era fino a circa 2 anni fa quando ho scoperto che mio padre era un agente della CIA. Mio padre è morto da 15 anni. Non so come. Con questa nuova informazione ho riunito dei pezzi e ora molte cose che sono accadute in passato hanno senso. Ok. Basilarmente, ciò che mi accadde fu che nel 1966 avevo 6 anni e i miei genitori mi caricarono e mi portarono in città. Era una giornata buia e nevicava; non scorderò mai quel giorno, Ok, perchè mi ha colpito.

Perchè Stavamo andando in un negozio di hardware quel tardo pomeriggio? Quindi entrammo nel negozio e mia mamma e mio padre non litigavano, ma non camminavano insieme.
Sono stato nei magazzini molte volte con mio nonno. Non sono mai stato nel retro dove c'è una porta dove, se non sai cosa c'è, non ci vai, ma noi entrammo e c' erano 6 o 7 altri bambini della mia età e stavano seduti a quei tavoli, tipo quelli degli asili, sedevano bassi su quelle piccole sedie e avevano le stesse cose, sembravano come pezzi di puzzle. Bene, la ragazza che arrivo' era troppo fuori posto in questo, ok.

Era alta, elegante, con un cappotto di pelliccia. Eravamo nel Kentucky dell'est. Questo non accade. Va bene. E lei giocava un ruolo prominente da lì in poi.
L'ho vista in molti dei miei ricordi. Lei mi faceva sedere a giocare. Mi dava una pila di blocchi. Erano pezzi di puzzle. Lei disse, "Voglio che crei per me una figura" e uscì. Io guardai attorno per trovare mia mamma e lei era con una persona vestita elegante che non doveva essere lì, aveva un fermablocco , lei firmo' delle carte. A 6 anni, stavo facendo un puzzle, ma non ci pensavo molto. Sedevo lì e prendendo i pezzi dicevo, "questo ci sta, questo pure, questo no". Continuando: si sta creando una figura e mi tornavo a sedere. La ragazza camminava di fronte, il ragazzo dietro di me. Lei lo guardo' e ridendo diceva "Ne abbiamo uno" e così ho iniziato. Mi diedero da bere e sentii sonno, e questo e' tutto.

K: Stai dicendo, sei andato a casa con i tuoi genitori?

D: No.

K: Capisco.

D: Sono stato preso direttamente. Questo è cio' che ho scoperto dopo. Perchè quando mi sono addormentato a causa di cio' che ho bevuto, Kool-aid, soda, o altro, mi ha messo fuori. Il mio ricordo seguente è di quando avevo 9 anni e 1/2.

K: Quindi hai parti mancanti nella memoria ora.

D: Mm hm, si. Ora, alcuni ricordi sono tornati e ho pezzi su cosa è accaduto durante tutto questo, alcuni davvero vividi, alcuni di cui ho documentazione, altri sono ricordi vaghi.

K: A 9 anni, perchè ricordi quando avevi 9 anni, cosa accadde?

D: Perchè rimasi un periodo nell'ospedale locale, dell'Università del Kentucky. Loro hanno fatto alcuni procedimenti che nessuno e' riuscito a spiegarmi. Da adulto ho provato ad avere i registri e nessuno me li ha rilasciati. Da lì ho avuto un paio di anni da bambino in cui tutto pareva ok, avveniva molta attività paranormale e a 14 anni sono partito di nuovo.

K Per l' ospedale?

D: No, non ne ho memoria.

K: Oh, Ok, tornando indietro coi pensieri, senti che in quel periodo tu possa essere stato addestrato come soldato?

D: Si.

K: Puoi descrivere alcuni allenamenti?

D: C'e' un modo piu' semplice per farlo.

K: Certo

D: Immagina Project Talent, le persone il Project Talen sono state mandate a scuola. Ok, quando andiamo alle elementari, insegnano a tutti la stessa cosa. Ok, qui iniziano le arti marziali. Ho memoria vivida di 15 o 20 di noi in gruppo insieme agli adulti, venivamo allenati come adulti. Non c' erano guanti per bimbi. Ok. Sei, sette anni, otto anni e prendevi calci nel sedere. Intendo dire che vieni picchiato tremendamente, ma impari, ok.

K: Mm hm.

D: Anche l'allenamento al paranormale inizia. E' qui che decidono chi e' piu' bravo in questo o quello, chi e' portato per fare il soldato o la spia psichica?

K: Hai raggiunto, tipo, umm, tipo la cintura nera in karate?

D: Sono andato oltre, sono avanzato per conto mio, ho studiato. Ora possiedo la cintura nera di quinto grado, legittima cintura nera di quinto grado.

K: Nel mondo reale, dici?

D: Giusto, giusto.

K: Hai detto una cosa in una intervista che ho letto in merito a quando hai iniziato a insegnare karate. E' così che hai ripreso alcuni ricordi.

D: Mm hm, giusto. Ci fu un fatto in particolare. Uno dei miei amici era ex-marine. Lui era piu' che regolare, voleva lavorare con me quando era in permesso o cose del genere.
Ci allenavamo insieme una notte e lui era un grosso ragazzone, un duro e sai, voleva battermi senza sudare. Ho usato una tecnica che quando si rialzo' era molto incavolato. "Dove hai imparato questo ?" e mi colpì. Non ne avevo idea, dove avevo imparato? Disse che veniva dalla fattoria. Avevo solo 19 anni. Fattoria? Di cosa parli? Fattoria di bestiame? Fattoria di maiali? Non avevo idea e disse che parlava della Struttura di Allenamento della CIA, La Fattoria. Ok. Quando ho iniziato a ricordare fu 8, 9 anni fa quando ebbi un incidente in auto dove mi ruppi 3 vertebre nel collo. Quando mi diedero i risultati della risonanza magnetica, non combaciavano con l'impianto cranico.

K: Che hai avuto?

D: Da qualche parte, in qualche modo. Ho un impianto nel cranio. Dico questo perchè ne ho un film. Quando mi hanno messo nella macchina della risonanza, quando l' hanno accesa, quando ha iniziato a girare, ok.

K: Capito.

D: Immagina dolore tremendo. Immagina di essere lì dentro e vedi migliaia di schermi tv che ti appaiono uno alla volta. In ognuno c'e' una immagine. Ogni immagine e' un ricordo che continua ad arrivare ripetutamente.

K: E' incredibile.

D: Così ho ricominciato ad avere tutti i ricordi.

D: E ora, non so se sia corretto, stavi urlando e la macchina di è rotta?

D: La macchina ha preso fuoco. Questo mi ha spinto a uscire. Ero nudo solo con l'intimo e avevo la testa bloccata, urlavo come un matto e ho visto del fumo, i tecnici sono arrivati, le infermiere sono accorse, tutti per tirarmi fuori e spegnere il fuoco.

K: Ora, hai ancora l'impianto?

D: E' ancora lì. Per quanto ne so non funziona.

K: Cosa te lo fa pensare?

D: Perchè non l'ho più usato. Sono stato per diversi giorni senza memoria. Lo hanno fermato. E' un centro morto nel cervello. Sembra un granello di riso ed e' un centro morto nel cervello. E' proprio qua.

K: E' così piccolo?

D: Così piccolo.

K: Wow.

D: Lo hanno controllato in diversi centri indipendenti. "Hai un problema, va rimosso". Stai per morire. Ho risposto, no è a posto. Non gli ho detto cosa fosse. Volevo altre opinioni, sapere cosa avrebbero detto. Non ho detto nulla finche' non ho avuto la prova o qualcuno disposto a firmare una deposizione in cui dice che loro erano la', loro lo hanno visto, loro sanno. Senza prova, ho detto, "questo è cio' che penso".

K: Ok. Quando eri un bimbo e sei stato all' ospedale.

D: Mm hm.

K: Sentivi che stesse accadendo qualcosa al tuo corpo, che loro lo avessero modificato? Sapevi cosa era successo?

D: So di essere passato per una procedura ok e ricordo che mi svegliavo e la macchina, questo doveva essere nel 1969 e ricordo la che la macchina era grande come questo tavolo e la portavano sopra di me e diventava calda, non era previsto che mi svegliassi, dovevo essere totalmente sedato. Beh, mi sono svegliato nel bel mezzo e ricordo dozzine di tubi attorno a me che loro collegavano uno per volta. Cosa e' accaduto poi, non lo so.

K: Avevi una forza non comune o hai subito drastici cambiamenti nel percepire la realtà? Immagino che a 14 anni era dura raccontare queste cose. Ma ora che è passato del tempo, pensi di essere cresciuto ad una diversa velocita' rispetto agli altri bambini per cio' che ti hanno fatto?

D: Si, lo penso. Ero anche piu' forte, veloce; piu' resistenza di chiunque attorno a me e questo vale per chiunque sia stato sottoposto a questi progetti. Questa e' parte della struttura di un super soldato. Loro vogliono che i super soldati siano proprio super, oltre il normale, piu' veloci, forti, resistenti, tolleranti al dolore, ecc..ecc.. e ancora e ancora. Questo e' cio' che vogliono.

K: Puoi raccontarci quali abilità avevi al picco della performance se vogliamo chiamarla così? Di cosa eri capace?

D: Abilità fisiche innanzitutto, si. Abilità paranormali, ne avevo alcune. Le abilità paranormali sono arrivate quando la mia personalità definitiva è arrivata. Una delle cose che fanno è darci una personalità definitiva. Eravamo allenati in questo. Ho testimoni oculari che mi hanno visto rompere pesanti sacchi con un pugno. Non si dovrebbe essere capaci di questo normalmente. La potenza dei miei pugni è stata misurata a Burlington, Wisconsin in una struttura che ora non e' piu' lì, dove fanno i test agli sportivi professionisti, per il calcio e altro. Il mio peso era di 175 pounds.

K: Di quando stiamo parlando? Quanti anni fa?

D: Nel 1984, estate 1984. Il test è stato fatto in situazione naturale. La mia potenza era superiore a quella di un pugile di classe super massimi.
La potenza dei miei calci e la loro velocità era ancora superiore. Il calcio dalla mia gamba destra andava a 120 miglia orarie. La potenza dei miei pugni arrivava a 1950 foot pounds. Sufficiente per rompere mattoni di cemento.

K: Ok, in quanto alle tue abilità psichiche, quali erano?

D: Le prime abilità psichiche le ho prese con questa personalità e potevo entrare nella mente degli altri, poteve prevedere gli eventi in tempo reale e non intendo dire che leggevo le menti altrui o i pensieri. E' piu' come quello che alcuni chiamano disegnare. Vediamo un' immagine dei pensieri altrui. Come se tu pensassi alla soda e io vedessi un barattolo di Pepsi. Accadrebbe così. Queste abilità in un combattente, un soldato o un assassino è il massimo che possano avere.

K: Hai ricordi di quando ti trovavi nelle altre menti?

D: Si. In teoria non dovrei ricordare nulla ora. Ok.

K: Immagino.

D: Le persone che iniziano a ricordare hanno almeno 50-60 anni. Ok, troppo vecchi per fare qualcosa, non intendo dire che si è vecchi a 60 anni, ma in questa società quando arrivi a 60, 62 anni, la gente ti considera fuori gioco.

K: Quanti anni hai ora?

D: 46. Ne ho 46.

K: Uh huh.

D: Tutti dicono che non dimostro 46 anni, questo è un' altra delle caratteristiche che abbiamo.

K: La longevità?

D: Si.

K: Ok.

D: La maggioranza di quelli che riprendono memoria, quando ricordano iniziano a mischiarsi le due personalità. Non avranno la personalità A o B. Iniziano ad averle entrambe. Quando tutti i ricordi del momento iniziano a mischiarsi con quelli vecchi, vanno in confusione.

K: La maggioranza?

D: Si. Molti di questi si suicidano. Ok, e quelli che non lo fanno finiscono al manicomio.

B: E' possibile, Duncan, che molte di queste persone vengono programmate per suicidarsi?

D: Si.

B: Una specie di autodistruzione quando non sono piu' utili?

D: Si.

K: Quindi tu sei una specie di vittoria sul sistema?

D: Si.

K: Dei aver combattuto. Cosa ti ha fatto resistere? Cosa pensi ti abbia permesso di conservarti?

D: Dopo l' incidente in auto, ci siamo trasferiti. Siamo andati nel New Jersey. In teoria non avrei piu' potuto sollevare oltre 5 pounds. Non avrei piu' potuto riuscire a tenere le mie braccia oltre la testa. Le conseguenze dell' incidente erano molto serie. Alle due del mattino sedevo nel mio appartamento nel New Jersey e una piccola voce parlo' in me. "Quale..e' il tuo problema?" Cosa non va in te? Sei un pappamolle. Stai mollando? Non sei stato un combattente per tutta la vita? Alzati e combatti. Ho iniziato a fare piegamenti sulle braccia quella notte. Un anno dopo, stavo bene.

K: Quindi ti sei risollevato dall' infortunio?

D: L' infortunio e' ancora lì. Se vado a farmi fare i raggi-x, un neurologo mi direbbe che sarei da operare subito, ma non voglio andarci. Il dolore è ancora lì. Vivo col dolore tutti i giorni, inoltre, se non fossi abituato a questo fino da bambino prenderei continuamente pillole contro il dolore.

K: Ma, non lo fai.

D: Non prendo nulla.

K: Ora, Sono curiosa sul tatuaggio che hai sul braccio. Sembra veramente qualcosa di bello. E' qualcosa che riguarda il Vietnam?

D: No, è nato da una mia idea.

K: Davvero.

D: E' qualcosa che mi è apparso in sogno.

K: Wow.

D: E l'ho disegnato e..

K: E' un drago?

D: E' un drago. Un tattuatore me lo ha fatto, era unico nel suo tipo poi all'improvviso ho iniziato a vederlo. Lei lavorava tramite internet. Stavo camminando in un Wal-Mart sulla strada circa 6 mesi fa ed era sulla copertina di un libro. Identico.

K: E lo hai disegnato tu?

D: E l' ho disegnato io.

K: Wow, forte. E' molto bello. Cosa accadde in Vietnam, perchè hai una grande storia su questo?

D: Sono stato nel Vietnam del Nord due volte a quanto ricordi. Alcune di queste zone sono ancora torbide, continuo a ricordare sempre piu' cose ogni giorno.

K: Ok.

D: Quando avevo dodici anni. Ok. Conosco persone che dicono che ero in Vietnam nel 1972, era il 1972. Veramente non era il Vietnam, ma la Cambogia. Non avremmo dovuto essere in Cambogia. Il Team del Navy Seal e il Team del Corpo di ricognizione dei Marine erano stati abbattuti dal gruppo Cambogia Khmer Rouge. Chiamarono rinforzi per farsi tirare fuori. Ti sto dicendo esattamente cosa mi hanno riferito un Capitano dei Marine e uno dei Navy Seal. Ora, ho memoria personale di questo, ma vedo la cosa dal mio punto di vista. Ti sto per raccontare il loro punto di vista. Un elicottero nero, Huey, atterro', 12 bambini ne uscirono. Si, ci sono ancora un paio di cose. (emozione..)

K: Prendi il tuo tempo. Abbiamo tutto il tempo del mondo. Posso capire.

D: Lo so. Riassumendo.. (lunga pausa, molta commozione..) Uscimmo dall' elicottero, formammo un semicerchio, ci tenevamo le mani. C' era..

K: Erano tutti maschi?

D: No.

K: Avevano tutti la stessa età circa?

D: Si, io ero il piu' vecchio.

K: Tutti attorno ai 12 anni?

D: Tutti fra 9 e 12 anni. Io ero il capo del gruppo. Ci tenevamo le mani, alzammo le braccia e li uccidemmo tutti.

K: Chi uccideste?

D: Ogni soldato del Khmer Rouge entro le 20 miglia.

K: Come potevano i tuoi poteri essere in grado di colpire precisamente..

D: Io non ero..io ero come la batteria principale, non ero quello che prese la mira.

K: Non hai puntato i tuoi poteri? Voi ragazzi eravate il potere.

D: Qualcun'altro prese la mira.

K: Furono i ragazzi o uno di loro a prendere la mira?

D: Uno degli altri ragazzi.

K: Ora, conosci gli altri ragazzi?

D: Ne conosco uno tuttora.

K: Questa persona si farà avanti o no?

D: Non questa, no.

K: Sono consapevoli di chi sono stati?

D: Si.

K: Wow. Apprezziamo cio' che stai condividendo con noi, perchè questa è ovviamente una cosa importantissima e le persone non amano parlare del lato negativo dei poteri della mente, ma ovviamente questa è una delle applicazioni e non ci sono ragioni per nasconderlo.

D: E' divertente. Ho fatto molte cose che non sono uscite da mie intenzioni. Molte di queste sono uscite per una risposta emotiva, altre no. Alcune sono tipo "cioè, cosa?" e in altre non ho avuto controllo e sono passato in questo piccolo stato emozionale, e ora lo accetto volentieri. Non posso piangere a comando. Credimi ci ho provato (ride). Ma, per come mi è stato spiegato, ha un perfetto senso. Dodici bambini, immagina 12 batterie connesse. Se hai una batteria, puoi non ottenere nulla. Aggiungine 2 e hai una scossa. Aggiungine 3 e ottieni il fuoco. Arriviamo a 12 e ottieni i fulmini. Questo è fondamentalmente cio' che abbiamo fatto. Dodici di noi connessi in una specie di semicerchio...partendo dal centro, perchè io ero nel centro. In questo modo (descrive con le mani)..fuori. Questo è cio' che accadde.

K: In questo siete stati addestrati. Nei hai memoria? Qualcosa dei vostri allenamenti?

D: Ricordi quella ragazza nel magazzino di hardware? Si, sembrava davvero importante quando ero piccolo. Un altro ricordo che ho di lei è di averla vista in divisa da laboratorio. Io ero in questa casa. Mi è stata descritta come una villa, ho un paio di idee di dove si trovasse, ma non ne ho prove. C' era..mi trovo in una sala, ci sono mattonelle verdi e bianche, grosse, 12x12, queste mattonelle 12x12 sul pavimento. Sto facendo qualcosa che tutti noi ricordiamo in modo simile. Non ci abbassavamo su un ginocchio o cose del genere, ci accosciavamo. Sembra non avere senso, ma in un certo modo lo ha. Accosciavamo con le braccia aperte. Circa 10 piedi distante avevamo un piccolo secchio di acqua. Cio' che facevo era alzare il secchio, cercavo di rovesciarlo e rimetterlo a posto lentamente.

K: Alzarlo con la mente o con le mani?

D: Corretto, con la mente.

K: Capisco.

D: Cio' che sto facendo è alzarlo, rovesciarlo per metà e si svuotava. Non dovevo prenderlo e guardando attorno vedo questa donna dietro di me con il suo blocco prendere nota, ho cercato di avere una risposta in modo gentile "Ci sono quasi, ci sono quasi" e lei guardava giu', borbottava e se ne andava. Non c'era nulla di divertente in tutto questo.

K: Ok, hai detto che sei stato due volte in Vietnam. Quale fu la seconda volta?

D: La seconda volta, cio' che ricordo è di essere stato abbattuto. Stavamo salendo su un Black Hawk. Scusa, non un Black Hawk, quello fu un altro incidente. Un Huey, eravamo a circa 10 piedi da terra e siamo stati colpiti da fuoco anti-aereo e cademmo e questo capitano dei navy seal di cui abbiamo parlato, mi spinse fuori dall' elicottero.

K: Questo è il testimone oculare di cui hai parlato, che ha visto la scena con i bambini?

D: Corretto.

K: Che ruolo aveva ? Dov'era in quel momento ?

D: Il modo piu' semplice per parlarti di lui è dirti che tutta la sua famiglia è stata nella CIA. Ok. Era uno dei piu' decorati e con uno dei miglior record di uccisioni nel Vietnam. La sua abilità come cecchino era impareggiabile. Allo stesso tempo è stato un capitano di nave perchè spinse penso 5 o 6 viaggi in Vietnam.

K: E' entrato in confusione come te?

D: Ha alcuni ricordi ma non quanto me o alcuni degli altri.

K: come vi siete riagganciati?

D: Quando ho iniziato a ricordare mi sono messo alla sua ricerca.

K: Perchè ricordavi chi era dall'età di 12 anni?

D: Si. Ricordo la sua faccia e sapevo che frequentava solo certi circoli e ho iniziato a frequentarli fino a trovarlo e ci sedemmo a cena in un casino' per raccontarci la storia.

B: Si farebbe avanti per una registrazione?

D: Si.

B: Puoi consigliarglielo?

D: Si, assolutamente.

K: Puoi raccontarci un po di piu'? Immagino che tu fossi un remote viewer (visione a distanza, ndr.)?

D: Si, ma non il migliore.

K: Eri allenato fisicamente e mentalmente molto astuto. Qual' era il tuo titolo? In altre parole hai detto che alcuni erano spie psichiche e altri erano guerrieri.

D: Il mio problema e questo mi è stato detto da fonti solide, è che ho combattutto contro le abilità psichiche. Non le ho lasciate uscire, le ho combattute per qualche ragione e mi sono bloccato. Per qualche ragione le ho bloccate da me. Ho passato con successo il Project Talent.

K: Quanti anni avevi?

D: Dovevo essere circa a fine adolescenza. Ero stato trasformato in un soldato, un soldato con abilità PSI. Come ho detto non sono stato uno di quelli che ti potrebbero dire, dall' interno di una stanza buia, quale politico si trova a colazione a 4000 miglia di distanza. Conosco alcune persone che possono farlo, ma non io.

K: Ora, conosci Joseph McMoneagle?

D: Questo nome suona come una campanella. Mi hanno già fatto questa domanda, ma non posso dirlo con sicurezza.

K: In quale base eri? Non eri nel Kentucky.

D: No. No. Ricordo di essere stato in molte strutture di addestramento. So che sono stato 3 anni a St. Thomas, nell' isola di St. Thomas nelle Isole Vergini, questo mi è stato dimostrato 3 anni fa. Giravo per cercare delle persone e guardandomi mi hanno detto di avermi visto che ero bambino.

K: Intendo dire, dopo averti addestrato, dove ti hanno usato? Ne hai idea?

D: Dopo il Vietnam, ho alcuni ricordi vividi di un paio di omicidi. Ho ricordi di una base militare e ho verificato che mi trovavo alla Stazione di Norfolk, Norfolk, Virginia tramite un addetto ai radar che era lì quando mi trovavo col team. Mi ha contattato perchè ha visto una mia foto e mi ha raccontato di fatti avvenuti, che io pensavo fossero solo sogni e mi ha raccontato questo senza che gliene parlassi.

K: Eri un killer?

D: Si, lo ero.

K: Come uccidevi la gente e che tipo di persone dovevi uccidere? Ne hai idea? Erano persone in tempo di guerra?

D: No.

K: Erano americani?

D: Alcuni, si. Uno, che ricordo bene perchè fu l' ultimo, l' ultima volta che ho fatto qualcosa per il governo, era in D.C. (Washington?, ndr.) e ho messo 3 caricatori nel cuore a un alto ufficiale dell' intelligence.

K: Ne hai memoria conscia?

D: Di questo, si. Non so il nome. Mi è stata data una foto, un obiettivo, le abitudini. Fare il lavoro, questo è tutto.

K: Ricordi altre operazioni in altri paesi?

D: Si, Francia.

K: Francia?

D: Si.

K: Interessante.

D: Il ricordo vivido che ho, e mi è stata anche mostrata una foto di me seduto in un piccolo bar vicino alla Torre Eiffel. Non sapevo di essere stato in Francia in quel tempo, ma un ragazzo mi ha mostrato una foto in bianco e nero grande 8x10 in cui stavo bevendo qualcosa di caldo. Ricordo che facevo un lavoro, ma non ricordo di cosa si trattasse. Venne usata un' esca e cio' che doveva fare la ragazza era far uscire il ragazzo fuori dal bar possibilmente non in condizioni normali, possibilmente ubriaco e il mio lavoro era colpirlo, prenderlo, farmi dare le informazioni e terminarlo. Ricordo di averlo picchiato, preso e poi non ho piu' memoria.

K: Ora, puoi vedre dei film, giusto?

D: No, non li guardo. Non posso.

K: C' e' molta violenza nei film, molte scene con questo tipo di cose e pensavo che potessero aiutarti a ricordare.

D: Lo fanno. Amo il wrestling. Infatti, usavo incorporare tecniche di wrestling nei miei insegnamenti quando ero un istruttore. Non per la violenza in sè. L' ultimo film che ho provato a guardare di questo tipo è "The Bourne Identity". Non posso superare la metà. Devo cambiare totalmente.

K: Ok, pensi che la tua personalità sia cambiata?

D: La mia personalità è cambiata e Dio mi aiuta, mentre guardo i film mi alzo di solito e me ne vado. I film di Sci-Fi non mi preoccupano, ma tutto cio' che concerne le operazioni oscure del governo, CIA, NSA, omicidi nascosti, non posso guardarlo.


K: Hai ricordi di altri pianeti?

D: No, veramente, no. Una cosa che alcuni di noi condividono è una profonda paura e terrore del pianeta Marte. Parlaci del pianeta Marte ed è proprio come vedere uno di quei film. C'è qualcosa di Marte, che cambia le nostre attitudini. Conosco una persona che è impallidita e ha detto di lasciar stare Marte. Lasciatelo stare.

K: Lasciarlo stare nel senso di non parlarne o non andarci?

D: Non andarci perchè stanno risvegliando qualcosa.

K: Su Marte?

D: Mm hm.

K: Sei ancora uno psichico?

D: Certo.

K: Dovresti avere qualche pensiero o associazione su Marte. Potresti parlarne, perchè so che hai detto che ti viene l' emicrania quando cerchi di ricordare.

D: Ne ho una giusto ora. L' emicrania fa parte del condizionamento. E' una falsa emicrania; è una emicrania programmata.

K: Vorrei sapere se hai visto alcune macchine speciali?

D: Si, sottoterra.

K: Hai visto alcuni tipi di creature la?

D: Si, sono in stasi.

B: Tipo una ibernazione indotta artificialmente?

D: Si, grazie.

K: Non sono esseri umani?

D: No.

K: Sono le creature?

D: Sono molto alte e hanno forme allungate.

K: Hanno tratti egiziani?

D: Si. Un po.


K: Hai parlato di rabbia in una recente intervista sul tuo sito?

D: Si. Un po.

K: Puoi parlarcene un po', descrivici cosa ne pensi?

D: Una volta era pura collera. Quando questi ricordi sono tornati e mi sono seduto per mettere tutto assieme. Tutto è partito quando avevo 6 anni e mi sono state fatte certe cose, in cui sono stato forzato, era pura collera. Il mio primo istinto fu di andare in DC e impazzire. Ok. Come dice un vecchio proverbio, sono pazzo ma non stupido e come combattente mi è stato insegnato di controllare la rabbia, a non farmi controllare da essa e così ho fatto. Invece di divenire pazzo in modo da non poter far nulla, ho trasformato questa rabbia in una spinta per fare qualcosa.

K: E' per questo che hai iniziato a scrivere libri?

D: No, veramente ho iniziato a scrivere come terapia per tirare fuori tutto, poi qualcuno ha letto e mi ha consigliato di farne un libro per portare tutto alla luce.

K: Sta per uscire un tuo libro, giusto?

D: Si, Deadly Awakening. Tratta di tutto quello di cui abbiamo parlato e altro di cui non abbiamo tempo per discutere. Probabilmente ne uscirà un film e questo mi ha colto di sorpresa.

K: Fantastico; molto eccitante.

B: Che tipo di risultati credi di ottenere mostrando tutto questo ad un grande pubblico?

D: Voglio vedere quante persone si svegliano, marciano su Washington chiedendo di questi progetti e di saperne di piu'. Non si tratterebbe di azioni legali di massa. Non si tratterebbe di persecuzione. Sarebbe giusto. Chiunque ne fosse coinvolto dovrebbe andare oltre questo. Bisogna fare in modo che non accada piu'.

B: Credi che stia già avvenendo?

D: Si, assolutamente.

B: Hai qualche idea, in quale forma continuano questi progetti? Hanno detto che negli anni 60 erano circa un migliaio i bambini e ne erano usciti solo 60?

D: Nel 1966 dovevano ipoteticamente essere 1000 bambini rapiti nel mio gruppo. Solo 20 di noi ne sono usciti ora. Sto pensando a cosa devo spiegare. Avevamo circa 6, 7 anni quando siamo stati messi nella sezione di sopravvivenza. La nostra personalità venne divisa. Ogni bimbo normale, ogni persona normale non fa cio' che abbiamo fatto usando la parte giusta della mente. Dovevano dividere le nostre personalità e quindi avevano una situazione pulita con questa nuova personalità, non avevano ragione, diritto, problema, concetto da affrontare e potevano farne cio' che volevano. Questo è come hanno diviso la mia personalità. Ora, non so, sono sicuro che abbiano fatto la stessa cosa ad altri, ma non lo so per dato di fatto. C' erano tecniche diverse per i diversi bambini. Quando ero bambino mi è stato descritto così da loro, "Questi sono i tuoi trattamenti", terminologia medica soprattutto. Immagina di avere 6 anni..e la cosa piu' divertente è che posso descrivere questo con pochissime emozioni, perchè mi è accaduto, non è qualcosa che ho voluto. Vieni sbattuto nudo su una sedia di legno, con le braccia fuori così, viene sbattuto qua e la e la. Le tue punte delle dita vengono aperte e vengono inserite delle cose qua in modo che non puoi fare questo ( muovere mani e dita sul tavolo ) e so che ci hai pensato, perchè l' ho visto nella tua mente e nei tuoi occhi, ho una fobia sulle mie punte delle dita.
Cio' che facevano era inserire degli aghi sotto le punte delle dita. Questo è abbastanza brutto, agganciavano questi aghi alla corrente e accendevano. Mi attaccavano alla sedia e con un tubo mi riempivano di acqua finchè non potevo respirare e continuavano, ricordo che avevo la testa inzuppata. Questo è il motivo per cui non nuoto.

K: Quale sarebbe il proposito?

D: Causare dolore, dolore intenso. Quando il corpo e la psiche superano la soglia del dolore, vai in black out, svieni. I tedeschi portavano con se della droga. Quando te la inietti, questa blocca i recettori. Non puoi andare in black out, non puoi forzarti a svenire. Quando la psiche arriva al punto da non poterne accettare ancora, hai due scelte, dividerti in due personalità, salvi te stesso o muori.

K: Ok, capisco, quando il dolore diventa troppo, il modo in cui puoi sopravvivere e rimanere mentalmente integro è andare da qualche altra parte?

D: Esattamente.

K: E tu sei andato così lontano da esserti creato un' altra personalità?

D: Esattamente, crei un individuo totalmente separato al punto che non possono spingere fuori questa personalità e un secondo sono me stesso e il secondo dopo sono qualcun' altro. Ora sono tornato in me. Cosi è come ti vogliono.

K: Hai visto "The Manchurian Candidate"?

D: No.

K: Non lo hai mai visto?

D: No.

K: Ok, sai pero' di cosa parla?

D: Si. So cosa sia The Manchurian Candidate, si.

K: Sai di cosa tratta, ok. E' possibile che tu venga attivato da una chiamata telefonica oggi?

D: L'ultima volta che ho fatto un lavoro, è così che è stato, ho ricevuto una telefonata nel mezzo della notte. Posso essere attivato ora? Non credo. Hanno messo fuori uso il chip.

K: Ok, sai se esista un tono o parole? Sai di cosa si tratta? E' musica?

D: Penso sia una combinazione e penso di piu' di una. Per rendere sicura una combinazione devi crearne una con piu' di un numero, penso che cio' che hanno fatto sia, hanno impostato..devi avere un sistema di controlli, bilanciamenti e misure di sicurezza al punto che se stai guardando la TV e in mezzo a tutto senti la parola giusta impazzisci e ammazzi tutti.
Cio' che accadde quella notte è che sono andato a letto, ero a letto con mia moglie, il telefono ha squillato, sono arrivato a prenderlo e l' ho messo all' orecchio, non passano piu' di tre secondi che ho agganciato, mi sono vestito e sono uscito. Sono stato via tre giorni e tre notti e a quei tempi stavamo a 11 miglia dall' aeroporto. Quando sono tornato 3 giorni dopo c' erano 22 miglia in piu' segnati sull' auto. Ero andato all' aeroporto.

K: Pero' non hai memoria di dove sei stato?

D: Sono stato in DC e ho fatto un lavoro di terminazione su un individuo.

K: Che anno era?

D: 1985.

K: E' stato poco tempo fa.

D: Si. C'e' qualcosa che voglio dirvi ma non dovrebbe restare su nastro.
(stacco e ripresa del filmato)

Sedevo in un ristorante messicano, un gran bel ristorante messicano, e ho sentito qualcuno ridere. Questo accadde quando il presidente attuale fu governatore del Texas. Guardai in giro e c' era George Jr. seduto al bar con le guardie dei servizi segreti, ubriaco con le guardie del corpo che cercavano di calmarlo. Questo è il punto in cui mi sono svegliato di botto. Non ricordo di aver guidato fino lì..mi guardavo attorno e, "Dove diavolo sono" e lui è ancora li e ho avuto un impulso, uccidilo. Termina. Avevo una pistola in tasca. Per qualche ragione ho fermato l' impulso e non l' ho ucciso.

K: In altre parole, ricordi chi è lui ora ma non sapevi chi era?

D: Al momento non avevo idea di chi fosse. Mi trovavo seduto lì qualche tempo dopo e guardavo il telegiornale quando ho sentito che il Governatore Bush si era candidato per la presidenza e l' ho guardato pensando, " Santo...".

B: Questo è avvenuto prima che divenisse presidente?

D: Si.

B: Capito.

D: Anni prima.

B: In questo contesto, potrebbe avere piu' senso?

D: Si, e lo rende piu' significativo.


K: Cosa sai dire sulle basi sotterranee? Pensi di esserci stato?

D: So dove si trova una di esse, giusto qua nello stato. Quando ero a metà dell'adolescenza, mi ricordo, la fattoria in cui vivevamo era situata in una valle dove si trovavano vecchie strade che la percorrevano tutta. Ho fatto delle belle corse di 5 miglia su e giu' per le montagne . Ci sono anche alcune miniere a sud est. Un giorno correvo nella zona e decisi di scendere dalla valle per dare un' occhiata. Appena arrivato ho sentito delle vibrazioni sottoterra e ho messo giu' l'orecchio come mi ha insegnato mio nonno e mi sono alzato, una piccola voce mi disse "vai via da qui" e ho iniziato a correre su per la collina.

Non ci sono piu' tornato, ma due giorni dopo sono accadute due cose. Mio fratello aveva un amico. Il suo nome è Paul Preston. Paul Preston era qualcuno ed è ancora qualcuno che ho terminato con estremo pregiudizio. Non mi importa di dirlo. Quando avevo 14 anni eravamo pronti per lavorare i campi, avevamo una fattoria e lavoravo su un trattore. Vivevamo circa a un miglio oltre la strada principale e sentivo arrivare un veicolo dalla strada prima che fosse a metà percorso. Mi sono fermato e ho guardato e potevo vedere questo furgone argentato arrivare dal viale, con una antenna UHF sopra. Sono avevo mai visto nulla del genere. Eravamo nel Kentucky a metà anni 70, nessuno aveva tutti quei soldi, questo avveniva prima del boom del carbone, prima della crisi energetica, prima che la gente guadagnasse 20 dollari all' ora, la gente era fortunata ad avere la paga minima. Ok. Questa persona uscì dal furgone e notai che aveva una targa del Texas.

Ho sentito mio padre parlare di questa persona, che erano amici d' infanzia e questo mi è stato confermato piu' tardi del fatto che erano insieme nella CIA e Paul Preston era capo stazione in diverse aree. Lui uscì dal furgone emi chiamò per nome. Non lo avevo mai conosciuto prima per quanto ne sapevo e mi vennero due pensieri, uno era di scappare, perchè questa persona portava brutte notizie, era pericoloso, correre, l' altra era di abbatterlo, ucciderlo prima che mi uccidesse. Avevo solo 14 anni, i miei capelli erano lunghi piu' di ora e mio padre uscì da casa e si diedero la mano in maniera particolare come amici. Mr. Preston guardò mio padre in modo serio e gli disse che dovevano parlare. L' espressione di mio padre cambiò e si allontanarono per 20 minuti e nel frattempo, mi rimisi a lavorare col trattore. Dopo 20-30 minuti, Paul Preston ritornò dalla casa di cattivo umore, salì sul furgone e se ne andò. Vidi appena mio padre nel resto della giornata, perchè era primo mattino. Non ti va di stargli attorno per il resto della giornata, era un vero Irlandese di cattivo umore. Quella notte, mia madre aveva l' abitudine di sedersi nella veranda difronte di notte e io dormivo al piano di sopra. Lei iniziò a piangere quella notte verso le 10-11 urlando a mio padre che c' era qualcosa vicino alla casa e lui uscì ma era già sparita e ho potuto sentire l' intera conversazione. Lei disse che era più grande della casa e aveva luci tutte attorno. Io non sapevo nulla degli UFO. Non sapevo nulla di queste cose. Coscevo il lavoro in fattoria, le arti marziali, come combattere, correre, colpire, cacciare, ecc.. non sapevo nulla di quell' argomento. La notte successiva accadde di nuovo. Il terzo giorno mi accadde qualcosa.
Tutto il tempo, lavoravo e mi allenavo, lavoravo e mi allenavo. Lavoravo cosi duramente come mai avevo fatto prima. Pensai che fosse perchè andavo a letto presto, perchè questo è ciò che facevo e andai a letto presto. Quella notte andai a letto e non so per quanto, ma mi sentivo andare a fuoco, quando mi svegliai di colpo, non potevo muovermi. Potevo solo aprire gli occhi, il piano superiore era pieno di luce e potevo vedere una creatura alta 5 piedi vicino al letto. Non potevo vedere la testa, potevo vedere le braccia, le gambe e basta e sapevo che mi stava parlando, mi stava dicendo qualcosa e la cosa seguente che ricordo è mio padre che mi scossava con i miei fratelli, perchè videro la luce e pensarono che il piano superiore andasse a fuoco.
Questo è tutto ciò che ricordo. Non ricordo altro fino all' età di 18 anni.

K: Non hai ricordi dall' età di 14 all' età di 18 anni?

D: Giusto. Non ho avuto la patente fino ai 18 anni. L' avrei potuta avere a 16 anni. Non l' ho avuta fino ai 18 anni perchè non avevo possibilità di prenderla.

K: Ricordi com' era la creatura a parte avere 2 braccia e 2 gambe?

D: Questo è tutto ciò che ho potuto vedere, il busto, 2 braccia, 2 gambe e la testa, non una testa a forma ovale, ma di forma normale. Penso fosse alto circa 6 piedi, era tutto luminoso e bianco, e nel resto della stanza tutto era di un colore piu' pallido. Penso che tutto fosse legato, la visita di Paul Preston e l'UFO sulla casa.

K: Tuo padre si arrabbiò?

D: Si, penso che avesse idea del motivo e per qualche ragione Paul Preston disse no. Non penso che avesse avuto scelta in merito. L' unica rabbia che provo verso di loro è di non essersi fatti avanti per dirmi qualcosa una volta adulto e quando ho iniziato a riaverne memoria e a farmi domande. Sapevo che qualcosa di strano mi era accaduto. Penso di meritare più della risposta "Non posso dirtelo". La prima cosa che ho fatto quando mi sono tornati i ricordi, è stato di cercare i vecchi amici. Volevo chiedere loro dove fossero negli anni 73,74,75, cosa stavate facendo? Uno di loro si spinse a dirmi "siamo venuti su alla fattoria a prenderti e tuo padre ci ha cacciati". Ho avuto memorie fasulle, i ricordi che avevo di andare in campeggio o altro del genere mi sono stati impiantati.

K: Hai anche scritto che hai una delle braccia cablate?

D: Il destro. L' impianto è qua ( punta alla spalla destra ). So che è lì per due ragioni, una perchè una persona lo ha rilevato con uno strumento e la seconda perchè mi prude, lo chiamo potenziatore, accresce la forza fisica e la velocità, ci sono come dei fili che arrivano alle dita e si trova solo in questa spalla.
Questa è la mano e il braccio col quale ho spaccato molti sacchi pesanti. In un caso ho preso un ragazzo più pesante di me di 40 pounds sollevandolo da terra e quando me ne sono accorto l' ho mollato. Non so quale scienza ci sia in questo, ma so che è legata al combattimento quando c' è pericolo, si inserisce, se si sente minaccia si inserisce. L' aumento di energia, si, questo mi ha spaventato quando è successo. Avevo un lavoro a Lexington, il posto veniva chiamato The Community Kitchen. Non era una cucina.

Era una struttura per senza tetto. Avevamo l' ufficio medico, l' ufficio dei servizi sociali, docce, vestiti, tutto, ma era anche il paradiso degli spacciatori, sfruttatori, abusatori, rapinatori, killer, erano tutti li. Potevamo avere da 60 a 100 persone nella struttura in una volta e io ero il capo della sicurezza e avvenivano tante risse al giorno, ok, ma arrivarono anche due ragazze. Si picchiavano peggio degli uomini, ok e un mio collega dovette trattenerne una a terra e io tenevo l' altra e quando dico tenerle a terra significa che le sedevo sopra con un braccio sulla sua spalla.

Lei rideva di questo. La cosa seguente che conosco, ho guardato su e ho visto questo enorme uomo sopra di me in piedi con 3 o 4 amici con lui e disse, "Sto per darti il conto per averla atterrata o sto per darti questo". Sono scattato, ero a terra, ho guardato su e ho visto che ero in inferiorità. Sono cambiato. Normalmente avremmo dovuto azzuffarci per buttarlo fuori dalla porta, ma no, mi sono alzato e l' ho colpito e chi ha visto ha detto che non l' ho colpito una, ma 12 volte nel giro di secondi. Si è rotto il collo. Il suo collo era piu' grande delle mie gambe e si è rotto. Quando è successo, l' intera struttura entro in escandescenza. Metà di loro vennero verso di me e il mio partner e l' altra metà sfruttarono il momento per colpire chiunque non gli piacesse e in questo momento è accaduto qualcosa che non mi spiego. E' come se fossi uscito dallo spazio e dal tempo, tutto divenne bianco e nero; tutto andava al rallentatore. E' come se avessi avuto tutto il tempo del mondo per andare dal punto A al punto B, perchè queste persone non si muovevano. Ok, mi spostavo, bam, bam, bam, cadevano giu' e urlavo nella mia mente. Un ragazzo si mosse su' e indietro. Non lo toccai. Quando accadde si fermo' l' intera lotta. Stavo in piedi lì e mi guardavo attorno ed ero consapevole che tutti mi fissavano e ad un certo punto venne chiamata la polizia. Arrivo' la polizia e l' ambulanza, i paramedici e parlai con uno dei poliziotti per dare un resoconto. Metà di loro vennero portati all' ospedale, l' altra metà vennero buttati fuori, alcuni vennero messi in prigione. Andai al bar più vicino che trovai. mi sedetti lì perchè non sapevo che fare. Sapevo che era accaduto qualcosa. Sapevo che era reale perchè delle persone mi dissero, "Cos'hai fatto?" "Come hai fatto?" E non avevo le risposte. Non lo so.

K: In che anno è accaduto?

D: 1989 o 1990. Ho fatto molti lavori, durante questo periodo, durante quegli anni, che è qualcosa di indicativo per noi usciti dalle operazioni oscure. Cio' che ho compreso in quegli anni è che non accadeva solo a me. Vogliono tenerti ad un passo dalla povertà, tenerti con la mente occupata in altre cose.

K: Giusto, sopravvivere, sopravvivenza giornaliera così non puoi fare ricerche in merito ai tuoi ricordi.

D: C' e' un' altra ragione per questo, ho raccontato questo a molti. Chi ascolta qualcuno che è povero ? Tutti ascoltano le persone benestanti..

B: Hai parlato anche di un fatto che hai descritto come una specie di auto-teletrasporto attraverso un muro.

D: Si, assolutamente.

B: Cosa ricordi?

D: Mi spavento ogni volta che ci penso. Accadde in casa nell' Oklahoma, stavo aiutando un amico in un trasloco e stavo in camera da letto e lei era in cucina. Per me, andare dal letto alla porta frontale significava fare un percorso intricato. Come ho detto lei era in cucina in linea retta, cucina, soggiorno, porta frontale, nessuna porta in mezzo, nessun muro. Lei stava leggendo e stava facendo le sue faccende in cucina e io dormivo e il suo figlio piu' grande si alzò urlando correndo verso la porta frontale per cercare di uscire. Erano le 2 o 3 del mattino. Lei saltò su per prenderlo. Sentii le grida, ricordo di essermi alzato su una spalla, mella mente vedevo il bimbo raggiungere e oltrepassare la porta. Lei ha detto che sono uscito dal muro di fronte a lei e tutto quello che ha potuto fare è stato dire WHOA. Penso che tutto ciò che ho fatto, se mi fossi bloccato dentro il muro, non sarebbe stato divertente. Mio nonno e mia nonna materna erano di sangue puro Cherokee e mi diedero il nome di piuma grigia e gli chiesi una volta, "Nonno, cosa significa piuma grigia ?" e disse "Io sono stato un uomo nel mezzo" e gli chiesi cosa intendesse, rispose "cammini fra i mondi" e questo accadde prima di tutto il resto.

L' ho scritto su internet e sono stato preso ingiro. Vivevo a Delaware in questo periodo, sulla costa est, a pochi passi dalla spiaggia. Avevo programmato un viaggio a Boston, due giorni prima ho ricevuto una telefonata con una voce metallizzata che mi disse di spostare il mio viaggio di qualche giorno, stava per accadere qualcosa di grosso a New York e non devi finirci in mezzo.

K: Ora, ci sono state altre premonizioni che non sono divenute reali?

D: Si, ho visto questo paese diviso a metà, intendo fisicamente diviso a metà. Vivevo a Delaware, è stata una di quelle volte in cui un minuto sono qua e l' altro sono là e vedevo in basso gli USA. Questo è stato prima che sapessi del supervulcano e ho visto quest' area finire nel Canada, spostarsi nel Messico, tutta la parte ovest del paese divisa dal resto degli Stati Uniti e ho visto come un fiume di fuoco scendere su tutto.

K: Hai una linea temporale per questo?

D: presto, molto presto.

K: Stai quindi facendo dei piani per te e la tua famiglia a causa di questi sogni?

D: Si.

K: Stai cercando un posto sicuro?

D: Non ci saranno posti sicuri. Il miglior modo di prepararsi è sapere di doversi spostare. Non c' è un posto sicuro. Ho iniziato a parlarne in pubblico quando vivevo a Delaware dopo un attentato alla mia vita.

K: Quando è successo circa?

D: Nel 2002. Altre cose mi sono accadute ma nessuna che trovavo connessa. Ora, ho trovato la connessione. Ero fuori per correre d' inverno e ho sentito una moto. Moto? Sei mai stata sulla costa est d'inverno quando tira il vento? E' gelante. Ero fuori a correre e ho sentito la moto, il pelo iniziò a sollevarsi e passai da corsa veloce al jogging e ho visto la motocicletta, completamente nera, senza scritte, solo nera, due piloti vestiti in nero con delle maschere nere. Ho cercato di immaginare cosa stesse accadendo e stava accadendo a me, mi vedevo in fuga, avevo dei pesi attaccati ai polsi e alle caviglie, ok, aspettavo di vedere una pistola, allora ho pensato che stessero per sparare e ho cercato di anticiparli, di prendere vantaggio. Il ragazzo aprì la sua tuta, mise la mano all' interno. Tutto ciò che ho visto è che ha mimato di spararmi con le dita. Penso sia stato un avvertimento, ok, e si sono allontanati sulla strada verso nord. Non ho fatto 10 passi che ho dovuto vomitare, tutto. Ho dovuto camminare verso casa, sono stato male per 3 giorni, andai infine dal dottore che mi ha detto di avere una specie di infezione virale. Mi sparo' un colpo..ma non con la pistola.

Metà delle persone che hanno sentito cosa ho da dire, hanno detto che sono un gran bugiardo. Sono tutte bugie, non possono accadere cose del genere, ecc..ecc.. Ho dato una risposta ad una persona in uno show radio una notte. Vorrei che fosse vero, desidererei poter prendere una pillola ogni giorno e avere una bella vita, ma non posso perchè è accaduto e non posso tenere tutta la storia per me. Cio' che mi è accaduto, parlo della separazione della personalità, è solo la punta dell' iceberg, ok. Ricordo le botte, l' essere stato buttato nudo in un frigorifero, una stanza frigorifera, perchè non avevo fatto qualcosa correttamente, ma non solo a me, a tutti quelli di questo particolare gruppo e questo tipo di cose non deve accadere.

Ci consideriamo una società civile e libera. Non c' è nulla di civile in questo, non c' è nulla di libero in questo. C' è forza nel numero. Vorrei vedere milioni di persone in marcia su Washington messi insieme da qualcuno al quale il governo ha riso in faccia. Perchè non possiamo fare la stessa cosa ? Questa roba deve finire. Sai, la gente, come ho detto suppone di vivere in una società libera e civile. Non è così. Quando quelli possono arrivare, prenderti da bambino, trasformarti in un killer e usarti, abusare di te e quando hanno fatto, buttarti via e mi chiedi cosa sia cio' che vorrei vedere dall' uscita del film o libro o altro .

Voglio sedere su una sedia come questa in Washington, DC di fronte al senato e chiedere risposte.


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MessaggioInviato: 26/08/2010, 18:47 
Il caso D’Ambros


Erano circa sei settimane che Angelo D’Ambros, nato a Fara Vicentina (Vicenza) l’8 novembre 1917 (attualmente pensionato, ha svolto varie professioni delle quali citiamo quella di muratore e di lavorante in un seccatoio) e residente a Gallio (Comune situato nell’Altopiano di Asiago, in provincia di Vicenza) in Via Sesto Alpini n. 4, si recava nei boschi che rivestono con la loro vegetazione i declivii montuosi sovrastanti il paese: precisamente nella parte alta di località Gastagh, dove tagliava degli arbusti per ricavarne della legna da ardere. Erano dunque le ore 11.45 circa di venerdì 24 novembre 1978 ed erano trascorsi circa 10 minuti dal momento in cui il D’Ambros si trovava nel punto dove doveva avvenire l’incontro con “qualche cosa” che scuoterà notevolmente il suo normale equilibrio nervoso. Voltatosi per deporre un ramo appena tagliato, egli osservò di colpo due esseri dai tratti umanoidi, ma nello stesso tempo dai caratteri somatici, nel loro complesso, differenti da quelli che rappresentano l’identikit umano (a tale punto, il D’Ambros nel corso delle nostre indagini, li definirà “due bestie”). A questo punto riteniamo oltremodo interessante per il lettore, onde riportare il più fedelmente possibile le parole stesse dell’interessato, stralciare il contenuto della registrazione su nastro magnetico dell’intervista.

Inquirente: a quanti metri si trovavano da lei?
D’Ambros: Un metro, un metro e mezzo circa.
Inquirente: erano l’uno a fianco dell’altro, oppure erano posti l’uno dietro all’altro?
D’Ambros: Nel momento iniziale in cui li ho visti erano affiancati. Subito dopo il più piccolo che era alto circa sessanta centimetri ha cominciato a muoversi qua e là a scatti rapidissimi mentre il più grande, che era alto circa ottanta centimetri, si muoveva anche lui ma poco poco. E’ bene che io vi dica subito che i due esseri erano costantemente innalzati dal terreno di circa 30-40 cm: quindi, se vi devo stimare la loro altezza dal livello del terreno, ai 60 ed 80 centimetri bisogna sommare i 30-40 centimetri del sollevamento da terra.
Inquirente: Ci descriva le sembianze dei due esseri.
D’Ambros: Erano estremamente magri, con la pelle giallastra chiara tirata sulle ossa a tale punto che ho potuto notare sulle mani dell’essere più alto, quello che si muoveva leggermente, delle vene grosse come una matita mentre anche sulla sua testa erano evidenti delle vene ma in modo meno accentuato. Avevano una testa grande, allungata, a pera, completamente sprovvista sia di capelli che di peli, ciglia e sopracciglia, ai lati della quale risaltavano due orecchie lunghe come quelle di un asino; ma, a differenza di quelle di questo animale, magrissime come il resto del corpo, e che si ergevano verticalmente e terminavano a punta. Sotto i due occhi bianchi, incassati, quasi incarnati nella testa, del diametro di circa 3cm, privi di palpebre, c’era un naso lungo in modo tale che quasi arrivava a toccare il labbro superiore abbastanza carnoso, giallo chiaro come la pelle, su di una bocca più o meno come la nostra ma più larga, alle cui estremità sporgevano per circa 3cm due denti bianchi e larghi, mentre sotto la bocca c’era un mento come il nostro ma molto magro anche quello. I due esseri erano ricoperti da una tuta scura, di un colore che potrebbe essere ottenuto mescolando insieme nero, grigio e verde, molto aderente, che copriva anche le braccia fino ai polsi e le gambe fino a subito sotto le ginocchia, lasciando le mani, il resto delle gambe nonché i piedi scoperti, e che terminava in alto a girocollo. Le mani ed i piedi erano di una lunghezza nettamente priva di proporzione rispetto al resto del corpo e per la precisione ho stimato che le dita delle mani, in numero di cinque, fossero lunghe circa 25cm, compresi circa 5cm di lunghezza delle unghie; mentre quelle dei piedi, anch’esse in numero di cinque e dotate ugualmente di unghie, erano lunghe circa 35-40cm.
Inquirente: ci dica quale è stata la sua reazione e che cosa è avvenuto.
D’Ambros: Appena ho visto quei mostri sono stato assalito da un tremito di paura e ho gridato, con tutto il fiato che avevo in gola <<aiuto!>>, sperando che qualcuno si trovasse li vicino e venisse in mio soccorso, questo per il motivo che non potevo sapere che intenzioni avessero nei miei confronti dal momento che, raccogliendo tutto il mio coraggio ed interpellandovi ripetutamente sulla loro provenienza, come risposta non sentivo che dei borbottii incomprensibili provenire dall’essere più piccolo di statura (che continuava a spostarsi con scatti rapidissimi, senza muovere minimamente i lunghi piedi, provocando con tali continui movimenti un leggerissimo rumore di spostamento d’aria). Contemporaneamente, appena ho guardato bene in faccia l’essere più alto, quello che rimaneva sempre nella stessa posizione e che si muoveva assai leggermente ad una distanza costante da me di circa un metro, questi con la sua lunga mano mi ha afferrato la roncola (una specie di grosso falcetto adunco spesso chiamati sull’Altopiano di Asiago con la dizione veneta “cortalaso”), prendendola dalla parte non tagliente della punta, e tentando di sottrarmela. La mia immediata decisione è stata quella di non cedergliela, perché quell’arnese rappresentava per me in quel momento l’unico mio strumento di difesa; pertanto ho fatto saldamente presa sul manico, che è avvolto da una spessa guaina di solido cuoio e munito alla sua estremità inferiore di un gancio che serve ad appenderla al muro e alla cintura. L’essere sembrava però volere impossessarsi proprio della roncola perché ha tentato un’altra volta di strapparmela vi afferrandola un po’ più in basso con la conseguenza che mi è sembrato di avvertire una leggera scarica elettrica nella mano e lungo il braccio. Constatata la mia ferma decisione di non lasciare la presa dell’arnese, è tornato alla carica usando questa volta, tutte e due le mani, per afferrare la roncola ancora più in basso, e molto più in pieno, sempre dalla parte non tagliente della lama. In quest’ultimo tentativo l’essere usò una forza eccezionale che riuscii a sostentare grazie soltanto al fatto che le mie forze risultavano notevolmente aumentate dalla disperazione in cui ero caduto nel constatare che le mie grida di aiuto on facevano accorrere nessuno, col risultato di avvertire nella mano e lungo il braccio nuovamente (e questa volta assai chiaramente) una scarica elettrica.
Inquirente: la prima volta che l’essere afferrò l’arnese, non avvertì alcuna scarica elettrica?
D’Ambros: non ho mai avuto la convinzione di aver sentito anche in quel momento una debolissima scarica elettrica.
Inquirente: sentendo una forte scarica elettrica nel braccio, non le venne spontaneo mollare la presa della roncola?
D’Ambros: non avevo che quell’arnese per difendermi da quei mostri ed in ogni caso non potevo sapere se, una volta che gliela avessi lasciata, non l’avrebbe usata contro di me.
Inquirente: prosegua nel racconto dei fatti.
D’Ambros: a questo punto mi sono arrabbiato, perché sembrava proprio che l’essere non volesse assolutamente desistere dal suo tentativo di sottrarmi la roncola e curvandomi un po’, ho preso con l’altra mano un grosso ramo deciso a colpirlo per porre termine a questa faccenda, che sulle prime mi aveva portato sull’orlo del terrore. Visto il mio gesto, l’essere mollò immediatamente la presa della roncola e, insieme al più piccolo, si diede alla fuga, voltandomi entrambi la schiena, con una velocità eccezionale, sempre sollevati da terra e senza muovere minimamente i lunghi piedi. Riacquistata la mia normale calma, stimolato ora da una irresistibile curiosità sulla provenienza di quei due esseri disumani, dalle sembianze uguali tranne la statura, come vi ho già detto, li inseguii correndo il più velocemente possibile verso il sentiero in cui si erano immessi. Siccome questa specie di mulattiera, addentrandosi tra le piante, fa una curva a gomito, li persi molto presto di vista, ma nonostante ciò continuai a cercarli sino a quando, dopo pochi istanti, dietro un grosso abete, a circa trenta metri di distanza, fui in grado di scorgere uno strano oggetto che stava sollevato su quattro zampe a circa un metro dal suolo. La forma era come quella che si ottiene mettendo due piattini uno sopra l’altro, ma leggermente più oblunga. Alla sommità, al centro, c’era una piccola cupola, di colore rosso vivo nella parte superiore, compresa la cupola, l’ordigno si presentava blu nella parte inferiore, mentre una striscia mediana bianca separava nettamente le due fasce diversamente colorate e le quattro zampe erano di colore grigio alluminio. Nel momento in cui vidi l’oggetto, che era lungo circa quattro metri e largo due, ho notato nella parte superiore, dove c’era la cupola, una di quelle lunghe mani che chiudeva dall’interno una specie di botola portandosela dietro. Dopo pochissimi stanti l’oggetto è decollato a velocità vertiginosa senza alcun rumore provocando una tale fiammata rossa che non mi ha permesso di distinguere le sue fattezze. Erano trascorsi circa 4 minuti dall’istante in cui mi ero accorto della presenza dei due esseri dietro di me.
Inquirente: l’oggetto si è sollevato in verticale oppure è partito in trasversale?
D’Ambros: è decollato trasversalmente, sparendo alla mia vista in un attimo dietro gli alti abeti.
Angelo D’Ambros, notevolmente sconcertato da questo scioccante incontro, rincasò immediatamente percorrendo di gran corsa il tragitto che lo separava dalla sua abitazione in appena circa 10 minuti (mentre normalmente ne impiegava una trentina per coprire la stessa distanza). Arrivato a casa, disse alla moglie di non voler pranzare appartandosi in una stanza per pensare o ripensare su quanto gli era capitato. Le figlie e la moglie, preoccupate da questo insolito comportamento del congiunto, gli chiesero più volte se si sentisse male ottenendo delle risposte evasive e nemmeno un minimo accenno su quello che gli era capitato nel bosco. Giunta l’ora di cena, deciso di sedersi a tavola anche perché era presente il genero, Luciano Munari nato a Gallio il 29 dicembre 1950, bidello al Liceo Scientifico “Jacopo da Ponte” di Asiago (residente a Gallio in via Leghen n. 1).

Ascoltando taciturno i consueti discorsi tra figlia e genero, ad un certo punto si rivolse al Munari con queste parole: “Se aveste visto quello che ho visto io nel bosco questa mattina, non avreste la minima volontà di discutere su queste cose”. Il genero gli chiese allora che cosa gli fosse capitato ed ecco che per la prima volta il D’Ambros raccontò il suo strano episodio. Il Munari rimase alquanto perplesso dal racconto del suocero, ma, nello stesso tempo, conoscendolo ormai da tempo come una persona della massima serietà, nonché fortemente equilibrata, e tenendo conto anche del fatto che non aveva mai acquistato riviste di fantascienza e che addirittura non era solito leggere alcun giornale e raramente guardava la televisione, gli attribuì una certa attendibilità, riservandosi, però, di farsi accompagnare l’indomani sul posto, dato che ormai era troppo tardi essendo già buio. Sabato 25 novembre, il Munari, dopo essere ritornato da scuola, verso le ore 14, si fece accompagnare dal suocero sul luogo dell’accaduto. Giunti in loco, il D’Ambros indicò al genero, da una certa distanza, il punto esatto dove si trovava l’oggetto. Grazie a tale indicazione, il Munari trovò nella radura una zona quasi circolare di circa 3 metri e mezzo di diametro nella quale l’erba appariva nera, più che bruciata, sporca come fosse oliata, nettamente schiacciata e ruotata in senso antiorario. Da rilevare che – come ci ha riferito il Munari – si poteva notare, da una parte, un prolungamento di circa due metri dell’impronta costituito da erba schiacciata e ruotata, ma che non appariva nera. Il genero del D’Ambros ritenne allora opportuno toccare l’erba che gli dava la netta impressione di essere sporca di nero e con sua grande sorpresa costatò che le mani gli rimanevano completamente pulite. Si fa inoltre presente che internamente alla zona di erba schiacciata, ruotata e nera dove il suocero gli aveva indicato che si trovavano le quattro zampe su cui si reggeva l’oggetto (la cui forma, a detta del D’Ambros, era come quella di avambracci che formano 90° con le mani, cioè “delle gambe che terminavano a taglio”, per usare le sue testuali parole), il Munari trovò due impronte profonde 2-3cm, larghe altrettanto e lunghe circa 20cm, praticamente a forma di U, distanti l’una dall’altra circa un metro e mezzo. Imputando la colpa alla presenza di alcuni sassi il fatto che non riusciva a notare quelle che dovevano essere state causate dalle altre due zampe. Ad ulteriore conferma – ci ha dichiarato il Munari – che il D’Ambros abbia effettivamente visto qualcosa di anomalo, si è potuto anche constatare dalla parte dove l’oggetto era partito c’erano alcuni cespugli, costituiti anche da rovi, completamente sradicati da terra, effetto questo dello spostamento d’aria provocato dalla partenza dell’oggetto.
Il guaio fu che il Munari non aveva pensato di portare con sé la macchina fotografica, con l’amara conseguenza di non essere creduto, una volta ritornato in paese, da molti compaesani. Agli increduli rispose che l’indomani sarebbe ritornato nel bosco per fare delle foto, ma purtroppo la notte di sabato 25 novembre nevicò sull’Altopiano di Asiago causando la circostanza che soltanto domenica 3 dicembre egli poté recarsi nel posto dell’osservazione dell’UFO assieme al fotografo del paese e ad altre persone che non avevano creduto né in suo suocero né in lui. Così spalarono la neve dove il Munari si ricordava di aver osservato le due impronte ad U per poterle fotografare e, una volta sviluppate le foto, essendo queste in bianco e nero, risultarono pochissimo evidenti i particolari delle impronte. Non soddisfatto di ciò, il Munari decise di recarsi in loco nuovamente domenica 10 dicembre per fotografare, questa volta con la sua macchina fotografica, le due impronte e temendo che dalle foto (in questa occasione a colori) ugualmente non si potessero notare bene, le attornio con della carta colorata di giallo. Luciano Munari è stato anche l’artefice della decisione del suocero di rivolgersi al “Giornale di Vicenza” per rendere edotta l’opinione pubblica su quanto era avvenuto. “Sono stato aggredito da due marziani: volevano la roncola”, di venerdì 1 dicembre 1978, falsando in gran parte, come purtroppo è peculiarità della stampa non specializzata ogni volta che si accosta alla problematica degli UFO. Il resoconto testimoniale. Appena pubblicato l’articolo, oltre ai moltissimi curiosi, fecero visita al D’Ambros alcuni appassionati di ufologia residenti a Vicenza allo scopo di rivolgergli alcune domande. Constatata (come gli stessi Munari e D’Ambros) sulla lama della roncola un’impronta grande più o meno quanto quella di un dito mignolo (ma costituita da linee orizzontali) e la insolita colorazione rosso scuro che aveva assunto la parte tagliente della lama, chiesero ed ottennero dietro il rilascio della loro carta d’identità) l’arnese in prestito onde portarlo in un laboratorio di ricerche di Vicenza perché fossero effettuate delle opportune analisi. Purtroppo – come ci ha dichiarato Carlo Spaliviero, uno di quegli appassionati, residente a Vicenza in via Spalato n. 14 – il laboratorio cui si erano rivolti chiese loro una forte somma di denaro, con il risultato che decisero di riportare la roncola a Gallio, non pensando nemmeno di fotografare l’impronta sulla lama. Come ci ha dichiarato il Munari, una volta riavuta la roncola, che appariva dalla parte tagliente della lama ancora di colore rosso scuro, il D’Ambros la usò nuovamente con il risultato che ben presto sia l’impronta che l’insolita colorazione non furono più visibili.
Quando ci recammo a Gallio la prima volta (cosa che avvenne soltanto nell’autunno del 1979, perché impegnati ad indagare su diversi altri strani episodi avvenuti in altre parti delle Tre Venezie che saranno oggetto di prossimi articoli), mi riferirono in casa D’Ambros che alcuni giorni prima, in seguito ad una loro visita nel luogo dell’osservazione dell’UFO, per raccogliere funghi, l’erba appariva ancora nera e sporca, non essendo, in quel punto, praticamente ricresciuta con la primavera.
Purtroppo non potemmo fare un immediato sopralluogo per il motivo che era nevicato sull’Altopiano di Asiago appena due o tre giorni prima; e il bosco, data l’altitudine, rimarrà ricoperto dalla neve sicuramente fino ai primi giorni del mese di aprile di quest’anno. Il Munari, nel corso della nostra seconda indagine, avvenuta nel febbraio del 1980, ci ha fatto anche presente quanto segue: “Se fossi stato io, che ho 29 anni, a raccontarvi questo strano episodio – io che leggo i giornali e guardo spesso la televisione – avreste anche potuto pensare che avessi fantasticato su una cosa del genere; ma, per mio suocero, sarebbe praticamente impossibile imbastire una tale storia. Anche se può aver travisato qualche particolare nel raccontare l’episodio, considerando lo stato di naturale sgomento in cui era precipitato e tenendo conto che può utilizzare la vista perfetta di un solo occhio, avendo danneggiato l’altro in un incidente di lavoro (per cui, e questo ce lo insegna l’oculistica, si potenzia la vista in lontananza, mentre diminuisce, comunque di molto poco, quella di cose poste a distanze assai ravvicinate), sono propenso, soprattutto dopo aver visto che cosa era successo nel bosco là dove mi aveva indicato che c’era l’oggetto, a concludere che senz’altro è stato coinvolto in un fatto che ha dell’incredibile. Vorrei ancora aggiungere che mio suocero mi disse che, rincorrendo gli esseri, era quasi caduto scivolando sul terreno. Ebbene, appena giunti sul posto l’indomani dell’accaduto, mi indicò anche, da una certa distanza, il punto dove era scivolato, ed effettivamente, una volta arrivato lì, ho potuto notare il segno lasciato dallo scivolone. Dopo l’episodio di mio suocero decisi di documentarmi un po’ sull’argomento degli UFO, ed acquistai il libro “Rapporto sugli UFO” di J. Allen Hynek con il risultato di poter verificare una evidentissima rassomiglianza delle due impronte ad U da me fotografate (soprattutto per come apparivano prima che cadesse la neve) con quella che è riportata in una foto del libro, tutta circondata da pietre (il Munari si riferiva alle impronte lasciate da un UFO a Soccorro nel New Mexico, il 24 aprile 1964 N.d.R.).
Venendo ora ad una nostra considerazione sul caso, possiamo affermare che on siamo riusciti a trovare alcuna spiegazione naturale, pertanto siamo convinti che il fatto debba essere catalogato come “fenomeno non identificato”. Fondamentalmente l’UFO di Gallio ha avuto un solo osservatore, sebbene vi siano altre non trascurabili testimonianze collaterali che si susseguono nel corso del 24 novembre 1978 in località situate nello stesso Altopiano di Asiago e ai suoi limiti, e sulle quali il Centro Ufologico Nazionale ha già da tempo aperto approfondite indagini che qui non citiamo per il motivo già espresso e sulle cui risultanze non mancheremo di informare il lettore. Avendo effettuato ripetute visite al pensionato di Gallio, onde completare il relativo dossier, siamo stati in grado di controllare più volte il carattere ed il modo di vivere dei componenti le famiglie D’Ambros e Munari, concludendo che si tratta di persone che godono di un’ottima reputazione in paese e che sono di una estrema semplicità, molto legate alle proprie attività quotidiane. In particolare il D’Ambros, avendo frequentato la scuola soltanto fino alla quarta elementare, come egli stesso ci ha riferito, ci è apparso come una persona non dotata di grande cultura, e dunque assai difficilmente soggetta ai voli di fantasia. L’UFO ci ha lasciato delle tracce sul terreno e la roncola, a detta di diverse persone, presentava un’impronta lasciata da una “mano” dell’essere ed aveva assunto dalla parte tagliente della lama una colorazione rosso scuro. La probabilità che l’avvistamento in oggetto abbia una spiegazione naturale è, a nostro avviso, minima se non nulla, in quanto, avendo noi effettuato indagini approfondite sul caso, ci siamo convinti che qualcosa di fisico e materiale sia avvenuto in località Gastagh coinvolgendo il pensionato. Non è possibile liquidare il caso imputandolo ad una allucinazione, non essendoci alcuna prova che sostenga tale soluzione; al contrario, esistono altri casi nelle Tre Venezie, sui quali abbiamo già da tempo aperto varie inchieste, che contengono degli elementi a sostegno della teoria che afferma la concretezza, ma nello stesso tempo l’origine ignota delle entità associate agli UFO. Vogliamo concludere con queste parole del D’Ambros, pronunciate nel corso della nostra inchiesta.
Inquirente: Premettendo che non le stiamo mancando di rispetto, secondo noi, lei può anche essere stato vittima di una allucinazione nell’osservare quei due esseri da lei definiti disumani.
D’Ambros: Assolutamente no!
Inquirente: Ci sono delle persone che non credono nell’esistenza degli UFO. Qual è, invece, al riguardo il suo convincimento?
D’Ambros: Dopo quello che ho visto, non posso rifiutarmi di credere che esistano effettivamente.



Ringrazio l'utente Ufologo 555 per avermi inviato le scansioni del testo [;)]



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MessaggioInviato: 29/08/2010, 19:21 
Jumproom per Marte:
conversazione con David Wilcock



Los Angeles, Dicembre 2007
B:Bill
K:Kerry
D:David

B: Siamo a venerdì 7 Dicembre e siamo arrivati a Los Angeles da 3 giorni. Una delle prime cose che volevamo fare, era incontrare David Wilcock, divenuto nostro amico negli ultimi mesi dalla nostra ultima intervista.

Siamo in un bellissimo ristorante e abbiamo appena cenato. Abbiamo preso la videocamera dall' auto, dov' e' nata una conversazione molto interessante, perchè pensiamo di condividerla con chiunque non sia qua, questo è il modo di operare del Camelot.

Ora è come se foste con noi qua e questo è il meglio che possiamo fare..

D: Siamo al ristorante Inn of the Seventh Ray, a Topanga in California. Questo è uno dei posti che preferisco. Sono stati gentili e ci hanno fatto usare questa stanza, la Church Room.

Abbiamo discusso su argomenti molto intriganti. Come probabilmente molti di voi sanno ora, abbiamo girato un video...ho girato un video con Bill e Kerry, che si trovano ora con me e affronteremo una serie di argomenti: il punto principale sui cui ci concentreremo è cio' che sta accadendo nel mondo ora.

Stiamo vedendo incertezza e tensione come mai prima nella storia. Vediamo agitazione nei governi e nell' economia.
Molta gente vuole credere che il governo sia una sorta di figura benevola e materna alla quale affidarsi implicitamente. Abbiamo pero' sempre maggiori informazioni sul fatto che non esista solo corruzione istituzionale, ma anche sul fatto che siamo visitati da esseri di altri mondi in questo momento.

Sia Bill che Kerry stanno facendo una grandioso lavoro nel portare alla luce questa informazione al mondo. Avete sentito qualcosa da Bill e ora sentirete altro da Kerry.

K: Grazie, David. Veramente, cio' che stiamo facendo qua è confrontare informazioni ricevute da due dei nostri testimoni, "Daniel" conosciuto da David e il nostro "Henry Deacon". Abbiamo scoperto in passato che ci sono volte in cui le testimonianze combaciano su certi aspetti e su quanto sta avvenendo.
Abbiamo sentito diverse cose da Henry Deacon e in particolare Bill ha passato molto tempo con lui nella scorsa settimana.

Io ho passato poco tempo con lui, ma la maggioranza del tempo l'ha sfruttata Bill con lui, così sarà lui a speigarci cosa ha da dire Henry Deacon, ci darà alcuni aggiornamenti e in maniera specifica in merito al futuro.
David ha ottenuto alcune testimonianze da Daniel, che noi non abbiamo mai sentito, testimonianze su esperienze di Daniel che riguardano Montauk e altro.

D: Stiamo parlando dell' aspetto piu' nascosto del fenomeno UFO che possiate mai immaginare. Questi testimoni sono la crema del gruppo. Parliamo di argomenti che non avete sentito nel Disclosure Project, argomenti mai usciti prima.
Stiamo parlando del materiale piu' esoterico, piu' difficile da comprendere. Ho ricevuto e-mail da diverse persone, quando ho descritto parte della testimonianza di Daniel, che non potevano assolutamente superare l' incredulità. E' importante notare che questo video è la continuazione di cio' che abbiamo iniziato a fare prima.

L' intento è rendervi capaci di approfondire questa discussione. Ora, il perchè io sia così emozionato oggi, francamente, è che Bill è venuto qua con queste nuove informazioni che non conoscevo, così potrete vedere la mia reazione di prima mano ed è raro che accada durante una registrazione. Questo è cio' che rende buono il video di oggi.

Iniziero' col raccontarvi i retroscena di questa storia, perchè veramente è stato il mio scritto sulla storia di Henry Deacon che ha portato alla collaborazione col Camelot Project.
Riassumiamo la storia originale con Daniel:

Ho una grande esperienza nel campo UFO. Ho fatto ricerche per diversi anni e ho avuto cio' che sembrano contatti con la mia sorgente. In questo periodo ho potuto fare conoscenza con qualcuno che mi disse di aver lavorato nel progetto Montauk.

Ora dovete capire che questo è probabilmente l' argomento piu' controverso..intendo, cosa pensate possa essere piu' controverso di Montauk?

B: La mia esperienza con Montauk, la mia personale esperienza, è la stessa che hai descritto nella nostra prima intervista.

D: E' totalmente ridicolo...!

B: Pensavo che non avesse senso. Non avevo nemmeno letto il libro. So che hai preso il libro come intrattenimento. Non l' avrei mai letto..

D: Ho letto il primo..

B:...Così hai incontrato Daniel è ha iniziato a dire "Ascolta qua, questo è reale e io ero lì", ho avuto la stessa esperienza con Henry, Montauk è finito nella conversazione, non ricordo come.
Lui disse: "Si, certamente, è stato reale. C' è stato un ciclo di 40 anni, Al Bielek disse cose stranissime a volte, ma di base la cosa è vera."

A questo punto ho iniziato a porvi molta attenzione.

D: Alcune persone potrebbero non sapere di Montauk. Perchè non spieghiamo a tutti..

B:...Dopo di te.

D: Okay. Concetto di fondo:

Il sedile in un UFO è piu' di un semplice sedile. E' un' interfaccia con la vostra coscienza. Ora ricordate, se solo un' avvistamento UFO è reale, allora non siamo soli nel cosmo. Se solo un disco è qualcosa non costruito da noi ma da qualcun' altro, allora deve trattarsi di tecnologia warp, perchè abbiamo visto dischi sparire nel cielo.

Questa è l' idea: siete su questo sedile, concentrate la vostra mente nel posto in cui volete andare, si apre un wormhole difronte al disco, volate nel wormhole e finite a destinazione.
La testimonianza che ho sentito da quest' uomo che si è presentato come "Daniel", non è il suo vero nome, non è mai stata dupicata. Ho ricevuto alcune e-mail che dicevano: "Oh bene, ho sentito tutto quello che hai detto, prima". Abbiamo parlato solo della parte di testimonianza di Daniel nella nostra ultima intervista, che combaciava con quella dei libri su Montauk.

Ho sentito pero' altro che non era nei libri di Montauk. Il vostro Henry Deacon parla di altre cose che non si trovano ovunque, quando ho letto la sua testimonianza nel vostro sito, ho pensato:

Oh mio Dio, questa è la stessa testimonianza di Daniel.

Sono informazioni incredibilmente specifiche. Così specifiche da non poter essere un caso.
Quindi Montauk è basilarmente la retroingegnerizzazione di una nave, del sedile di un UFO, quindi degli esseri umani sono stati addestrati ad usare il sedile con la loro mente, ad aprire il vortice e a passarci dentro. Alcuni possono esserci riusciti e altri no. Avranno cercato di stabilizzarne il funzionamento per renderla una tecnologia utilizzabile.

Tutto questo sembra pazzesco. Dovete pero' capire che, come nel Philadelphia Experiment, se questo è vero, allora è probabilmente la prima volta che questo è stato fatto per alcuni anni.

B: Ho avuto un' esperienza affascinante stando vicino a Henry e mostrandogli il video di cui hai parlato.

D: Davvero? Non lo sapevo!

B: Eravamo seduti a vedere questo video ed era come scoprire da Henry cio' che diceva Daniel, attraverso di te, se fosse accurato o meno. Ha visto tutto o perlomeno l' intera sezione. Faceva cenni con la testa e la cosa interessante è che non poteva ricordare il tuo nome. Continuava a chiamarti il ragazzo biondo.

D: Il ragazzo biondo! (ride)

B: Così disse: "Cio' che dice questo ragazzo biondo, cio' che dice è assolutamente corretto."

D: Davvero? Non sono sorpreso.

B: Con una piccola variazione e questa è giusto uno dei piccoli tocchi..

D: Non avevo mai sentito nulla di simile..

B: Ma sai, è reale. Cio' che ha detto, era che non vengono chiamati stargates..

D: Jumpgates.

B: No, no no no...ha detto che sono JUMPROOMS (ndr "stanze di salto"), sono jumprooms. Ho iniziato a porvi molta attenzione, perchè è il tipo di..poi ho realizzato che tu la chiamavi tecnologia jumpgate. Però parlando con Henry, parlavo dei jumpgates, devo aver cambiato leggermente la parola con la mia memoria. Lui ha detto, No, sono jumprooms.

D: Daniel non sapeva..voglio dire che non so se ha avuto la parola "jumpgate" da loro o meno. Comunque concettualmente, un jumpgate è un wormhole stabile e attraversabile fra due luoghi, che funziona per ogni destinazione che si voglia raggiungere.
Ho sentito che è stato chiamato probabilmente "jumpgate", ma Daniel non ne era sicuro. Ora mi stai dicendo che in realtà è chiamata jumproom.

B: E' chiamata jumproom. Ora ti spiego cos' è e capirai mentre lo faccio. Henry mi ha spiegato e io ho detto "Intendi come un ascensore." Ha risposto, "Esattamente". Ha detto che è una stanza come un ascensore. Entri dalla porta. La porta si chiude dietro di te. La porta poi si riapre...e sei arrivato.


D: (ride)

B: Ha detto che non richiede tempo.

Ti senti un po' strano. Ha detto che se vai...ti trovi in Europa, in Inghilterra, o sottoterra da qualche parte. Ha detto che ne esistono diverse in luoghi diversi. Jumprooms. Vai nella jumproom...poi sai, sei su Marte.
Puoi andare lì per pranzare e tornare. Non serve tempo. L' equipaggiamento pesante va portato con queste grandi navi spaziali che possiedono.

D: Okay, quindi siamo nuovamente.., sento le persone ridere. Sarebbe stata una buona idea guardare il primo video e poi vedere questo, perchè, base su Marte, jumpgate, jumproom, Oh mio Dio. Ora devi capire: ci sono diversi testimoni e cio' che dicono è così esplosivo e così lontano da cio' che pensi, che pensi sia vero, che ora possiamo parlare di questo solo perchè tra noi abbiamo parlato ad almeno 30 di queste persone.

Sono sinceri. Pensi che siano sinceri, perchè a volte sono spaventati nel parlare. Intendo..

B: Si. Questa è..è una storia così grande, che persino dopo aver passato giorni con Henry, mentre leggevo le e-mail e materiale su forum e blog, pensavo: Queste persone non...non sanno davvero cosa sta accadendo.
La maggioranza della gente non sa davvero nulla. Non c' è solo una colonia su Marte, ce ne sono diverse.

D: Non lo sapevo.

B: E' qualcosa di cui abbiamo parlato. Una delle cose che ci ha detto Henry è che era riluttante nel parlare del cosiddetto programma spaziale segreto, il programma spaziale alternativo.

D: Oh?

B: Lui crede..è preoccupato del fatto che se facessimo l' impensabile e iniziassimo a fare richieste al congresso e investigazioni reali su dove siano finiti miliardi di dollari e su cosa questi scienziati stiano facendo in queste basi che non esistono e così via, in qualche modo l' intera cosa si bloccherebbe e Henry dice..che non deve accadere.

Ha detto che è molto importante. "Non capisci", continuava a dire. "Non capisci. Non capisci. E' molto, molto importante, ne puo' dipendere il futuro dell' umanità. NON DEVE ESSERE FERMATO. Ecco perchè è importante che sia classificato."

Ora la mia posizione filosofica, che credo sia anche la tua, è che l' umanità abbia il diritto di conoscere il proprio passato, la propria identità, quali amici e nemici abbia, cosa ci aspetti, ecc.. Abbiamo il diritto di sapere.

D: Okay..ma cosa ha detto sul Total Recall? So che è stato fatto un film. Arnold Schwarzenegger è su una sedia. La sedia è come quella di Montauk, della base su Marte, giusto? Cosa ne sai?

B: Per essere onesto..ho parlato molto con Henry e non ricordo se ha fatto riferimento a Total Recall. Tu ricordi Kerry?

K: No, non credo. Possiamo averne fatto cenno in passato, ma non ricordo nulla di specifico di quanto ha detto su questo film.

B: Sembra che ne abbia parlato Daniel.

K: Ora abbiamo alcune informazioni sul 2001: L' Odissea nello Spazio. E..

B: Questa è tutt' altra cosa. Bene..

D: Lasciatemi precisare cosa intendo per Total Recall, perchè possiamo collegarci molto rapidamente. Daniel mi ha precisato che c' è qualcosa in Total Recall che non notate se non fate attenzione.
Alla fine del film, se lo avete visto sapete che viene trovata una tecnologia aliena, Schwarzenegger mette la sua mano su questa cosa che attiva una sorta di tecnologia gigante che mette queste sbarre calde nella cappa di ghiaccio, sui poli nord e sud, i ghiacci si sciolgono e rendono respirabile l' aria di Marte, che quindi puo' essere colonizzato.

Cio' che vedete alla fine del film è questa montagna dove l' atmosfera ne fa esplodere la punta ed è esattamente a forma di piramide. Non si parla di questo...accade semplicemente.
Una delle cose che ha detto Daniel..ora lasciatemi spiegare prima qualcosa su Daniel cosi abbiamo un contesto su cui conversare.
Daniel ha detto che era un tecnico con grand esperienza, che è stato coinvolto in questo progetto, è stato preso dall' Aeronautica.
Ha detto che lavorava come guardia, ma ha avuto anche altre responsabilità e che questo progetto è stato finanziato principalmente da Nazisti Tedeschi che si erano spostati a sud del Brasile, dalla Seconda Guerra Mondiale. Si sarebbero finanziati con oreo che avevano in un treno. Tutto questo si trova nei libri su Montauk.

Lui ha lavorato sul posto e ha avuto molte informazioni. Il punto è che quando ha visto Total Recall, si è ricordato di discussioni sul fatto che Marte sia stato civilizzato, c' erano persone come noi su Marte in un lontano passato e sarebbe stato riempito di artefatti ovunque.

Sembra anche che Atlernative 3, nonostante sia pieno di disinformazione, sia comunque concettualemente preso dalla realtà.
Apparentemente il film è un falso, ma in realtà che siano stati là e abbiano trovato ancora un certo livello di vita sulla superficie, sarebbe vero.

Comunque, stavate parlando di 2001, avete trovato alcune conferme su questo?

B: Da quando abbiamo conosciuto Henry, ci ha spinto urgentemente ad incontrare Arthur Clarke, Arthur C. Clarke.

D: Giusto.

K: Ci ha dato una lista di persone da incontrare, Arthur C. Clarke è uno di loro.

B: Arthur C. Clarke era una delle persone e ha detto: "Arthur Clarke sa tutto." Solo circa una settimana fa, ci ha detto il perchè.

D: Hmmm. Questa mi è nuova.

B: Okay. Ha iniziato con un indizio. Ha detto: "Sapete cosa sia Tycho, giusto? Tycho." Sembrava importante. T-Y-C-H-O..è un grande cratere sulla Luna.

D: Sulla Luna.

B: E' un posto reale, Tycho.

D: Mi pare sia nel lato sud. Ci sono tracce radiali tutte intorno al cratere.

B: Si, hanno trovato qualcosa su Tycho. Hanno davvero trovato qualcosa.

D: Oh?! Dato che lì hanno trovato qualcosa, ecco perchè lì trovano il monolite in 2001.

B: Lì è dove hanno trovato il monolite nero.

K: Esattamente.

B: Henry sa che hanno trovato qualcosa su Tycho, perchè creava anomalie magnetiche.

D: Esattamente come nel libro.

B: Esattamente come nel libro e nel film. Quindi abbiamo detto: "Cosa intendi, hanno trovato un monolite nero?" Non sapeva cosa fosse.

D: Giusto.

B: Non sapeva cosa fosse. Ma hanno trovato qualcosa.

K: Eccetto il fatto che esiste la testimonianza di Arthur C. Clarke del 2007, in novembre, dove dice "Se andate sulla Luna..", durante la manifestazione X-Prize per le idee spaziali innovative, "cercate anomalie magnetiche."

Ovviamente Henry parla di questo e Arthur C. Clarke lo ha ripetuto nel 2007.

B: Proprio ora mentre parliamo, stiamo cercando di contattare Clarke. Ha compiuto 90 anni il 16 Dicembre.

D: Vive in Sri Lanka.

B: Vive in Sri Lanka, giusto. Vive a Columbo. Va ancora forte. E' anziano. E' un massone, ne abbiamo parlato. Conosce tutto cio' che si possa conoscere.

K: Abbiamo due persone: abbiamo Henry e abbiamo un' altra persona che sta pensando di finanziarci per andare, perchè ha paura che Arthur C. Clarke possa andarsene e si perderebbero queste informazioni. Lui le rivelerà, dobbiamo aspettare.

D: Giusto.

K: Tornando all' argomento...

B: Questo è solo uno delle centinaia di commenti sul fatto che hanno trovato qualcosa su Tycho..

K: Henry ci ha detto di parlare con Arthur C. Clarke, Ben Pietsch e Richard Hoagland. Ha detto di portare queste persone in una stanza assieme. Anche altri..ricordi chi?

B: Stan Tenen.

K: Stan Tenen, giusto. Hanno tutti un pezzo del puzzle. L' idea è di riunirli in una stanza e filmare.

B: La cosa interessante è, scusandomi a nome di Henry per l' assenza del nome del ragazzo biondo..

D: (ride)

B: ..è che molto del lavoro sul sito Enterprise Mission, viene dalla collaborazione fra te e Richard.

D: Il documento del quale Deacon è rimasto colpito è quello sul Cambiamento Climatico Interplanetario. Richard ha detto pubblicamente che ho fatto io la ricerca: viene da piu' di 120 riferimenti a studi della NASA che affermano come in tutto il sistema solare avvengano cambiamenti climatici, non solo sulla Terra.
Tutti questi effetti, inclusi cambiamenti della luminosità, magnetici, di temperatura, stanno avvenendo in tutto il sistema solare.

Questo è un fatto documentato, non è superstizione. E' tutto rilasciato pubblicamente. Il fatto è che nessuno ha messo i pezzi assieme. E' cio' che ho fatto io. Ecco perchè era cosi colpito da questo. Perchè prova che sta accadendo qualcosa.

B: Nel suo lavoro col NOAA, National Oceanic and Atmospheric Administration, Henry lo ha saputo diversi anni fa.

D: Daniel ha detto la stessa cosa. Daniel ha detto che il NOAA ha scoperto che il sole sta divenendo..sta andando nella direzione opposta da quella in cui ci si aspetta che evolva una stella. Sta divenendo..piu' luminoso e loro sanno di questo cambiamento interplanetario e lo stanno nascondendo alla gente, in parte perchè non vogliono riscrivere i libri in merito a come evolvono le stelle, perchè hanno scoperto che è al contrario. Sai..

B: Una delle cose che mi ha detto Henry qualche giorno fa è che "il modo in cui funziona il sole non è quello che ti insegnano a scuola."

D: Oh, si.

K: Ha anche detto che esiste il secondo sole e che è una cosa risaputa.

B: Questo è cio' per cui funziona il South Pole Telescope. Henry me lo ha sottolineato, "Si," ha detto, "Il South Pole Telescope è lì per osservare l' oggetto in arrivo. Entrera' nell' emisfera sud..quando arriva."

D: Personalmente, non credo che il modello del Pianeta X sia valido. Sembra che la causa primaria dei cambiamenti climatici sia uno spostamento in una zona piu' energetica nella galassia. Quando parliamo della testimonianza di Dan Burisch, sentiamo che per lui nel 2012 verranno rilasciati dei micro-wormholes dal sole e questo avrà una sorta di effetto trasformativo iperdimensionale su ognuno nel pianeta.

B: Tutto cio' che ha detto Henry è che accadranno diverse cose allo stesso tempo. Faccio una mia analogia, uso mie parole, è come un triplice incrocio dei bioritmi in quel momento.
Avremo tutti questi fattori diversi. Ha a che fare col piano galattico, con l' attività solare, con..ah, tutti gli scenari che stanno accadendo su questo pianeta. Qualcosa a che vedere col problema della popolazione. Con cio' che alcune persone cercando di fare per prendere vantaggio dal chaos in cui ci troveremo..e tutto accadrà assieme.

Come il punto culminante di un film, sai, e ci troviamo poco prima a pensare se ci sarà una bella fine o meno (ride), e siamo entrambi molto ottimisti.
Questo film avrà un finale felice...ma sarà come, sai, teniamoci stretti alla sedia, perchè ci sarà un po da cavalcare, penso, nei prossimi pochi anni.

D: Si, per chi come voi sta guardando questo video senza aver fatto prima i compiti a casa, guardando l' altro, è importante notare che la parte filosofica di cui parlo si trova nella serie di libri La Legge dell' Uno. (ndr. vedi Stazioneceleste.it)
L' ho scoperta nel 1996 e contiene riferimenti a tutti questi argomenti che ho letto negli utlimi anni. Talmente specifici che ho pensato si trattasse di qualcosa di autentico e circa 11 mesi dopo aver iniziato a leggere la Serie della Legge dell' Uno, ho iniziato ad avere contatti con quella che inizialmente chiamavo "la voce del sogno".

Mi svegliavo al mattino, ascoltavo la voce di fondo nella mia mente e cercavo di estrappolarne frasi per cercare di capire di cosa si trattasse. Le scrivevo nella maniera piu' precisa possibile, ma senza fare analisi.
Le persone che dicono di "canalizzare", non fanno altro che scrivere e assicurarsi che il tutto suoni bene. La mente ha un certo influsso nel processo. Dici: voglio scrivere qualcosa. Oh, so dove sta andando, e la tua mente segue il flusso.

Quando usai questa tecnica, ne risultò qualcosa di molto criptico: non puoi immaginare di cosa si tratti. Suona in modo schizzofrenico, ma è perchè il subconscio si esprime in simboli.
Come risultato, mi sono convinto tramite la Legge dell' Uno e altre mie esperienze che prima di tutto esiste un Creatore. L' Universo è un organismo vivente e intelligente.

E' l' infinito. L' organismo ha creato il libero arbitrio per ogni co-creatore e noi siamo i co-creatori. Le persone come i pianeti e le stelle.
Sono diversi livelli dello stesso sforzo collaborativo in cui tutti abbiamo il libero arbitrio per fare cio' che scegliamo.
Da questo libero arbitrio possiamo riallinearci con l' Unità.
Questa è una curva evoluzionistica programmata in cui passiamo nella storia, partendo dagli organismi monocellulari, dal reame animale al reame umano e così via.

La Serie della Legge dell' Uno rende chiaro, nel 981, che la nostra galassia ha una sua personalità; è come un super-creatore, per dire.
La chiamano il Logos, e dicono che ha progettato il corpo umano come la forma in cui si mostra la vita intelligente di ogni pianeta nella galassia.
Stavate dicendo prima di filmare..cosa diceva Henry Deacon sugli ET e la base di Marte? Che loro sono..

B: Dovresti ricordarmi nello specifico..

D: ..sono tutti umani.

B: Sono tutti umanoidi. Tornando al commento sugli ET nella base di Marte, perchè lui ci è stato, parlando della sua esperienza, c' è una popolazione di 670.000 esseri.

D: Fantastico.

B: E ho detto.."Cosa? 670.000?" gli ho detto, "Sono tutti umani?" Mi ha risposto: "Dipende cosa intendi per umano".

D: (ride)

B: L' immagine che ci ha descritto è che c' è una tale complessità di interrelazione, in tutti i modi immaginabili, tra questi differenti visitatori, tutte queste agende. Abbiamo esseri benevoli, malevoli e semplici osservatori.

Ogni sistema, e ci sono molti sistemi: centinaia, migliaia di sistemi. Ognuno è umanoide. Questo è il modello.

D: Incredibile.

B: Questo è il modello.

D: Ok, sto ascoltando gli spettatori..sai, le ovvie domande. Immagino abbiate milioni di domande. Questo sembra completamente fantascientifico, se non potete accettarlo, seguiteci nella cavalcata. Prendetelo solo come qualcosa di affascinante.
Veniamo alla base su Marte. Come è stata fatta? Perchè? Perchè ci serve una jumproom per arrivarci?

B: E' stata lì per decine di migliaia di anni.

D: Decine di migliaia di anni.

B: O piu'.

D: E' sotto terra?

B: Sotto terra. E' sotto un antico fondale marino.

D: Oh?

B: Questo mi ha colpito, perchè significa che è stata posizionata quando lì c' era un mare.

D: Oh, capito.

B: Marte è stato.. Marte ha avuto diverse catastrofi. Sia a causa degli abitanti che per cause naturali.
Il sistema solare è passato attraverso diversi cicli di cataclismi..come una specie di avventura..

D: Certo..

B: ..un' avventura fra tempeste della Via Lattea.

D: Mi scuso..ha mai menzionato il Rapporto Gore? Non so se ne avete sentito parlare, ma Rush Limbaugh è intervenuto in radio parlando di cose che ha letto nel Rapporto Gore, ne ho una registrazione. Ha detto che Marte era civilizzato come ora sulla Terra e sono stati trovati resti di corpi ammassati come a Pompei. Erano corpi cotti dal fuoco. Sono stati effettuati test sul DNA e si è scoperto che parte del DNA trovato è ricollegabile a quello trovato in persone della società segreta Skull and Bones.

Ha detto questo nel suo programma radio. Non è uno scherzo, la trascrizione è scomparsa dal suo sito, ma ho un link col quale potete scaricare la registrazione in MP3.

B: Fantastico.

D: Non ha detto nulla di simile? (Henry)

B: Dacci il link, quando...

D: Si, lo farò.

B:...dacci il link così quando pubblichiamo la trascrizione, daremo accesso alle persone.

K: Henry Deacon ci ha parlato di Boriska, il ragazzo, il Bambino Indaco, che abbiamo intervistato in Russia e che ha parlato dei suoi ricordi sulla sua vita passata su Marte. Ha detto che c' è stato un cataclisma su Marte, che lo ha distrutto. Questo si lega alle parole di Dan Burisch, che ha parlato in modo criptico sulla Faccia su Marte e le ricerche in merito. Concettualmente ha detto che la Faccia su Marte rappresenta noi nel futuro, quando guardiamo la Faccia su Marte, stiamo guardando noi stessi nel futuro.

B: Ho fatto domande su questo a Henry e ha detto non ne sa nulla perchè è stato là al tempo presente. Gli ho chiesto: "Sei stato su Marte nel futuro? Cos' hai fatto?" Ha risposto di no, ha detto che il viaggio è stato nel presente.

K: Gli abbiamo detto, "Cos' hai fatto su Marte?" Ha risposto, "Ho giocato molto a ping-pong." Così ha risposto.

B: Gli ho fatto altre domande. Stava facendo lo stesso lavoro che faceva qua sulla Terra. Era lì come specialista di una certa attrezzatura.
Non ha potuto esplorare nulla. Non è stato in superficie. Avrebbe voluto uscire. C' erano solo piccole finestre.
Cio' che ha causato la discussione è una grande fotografia del Grand Canyon che si trovava nella stanza. La fissava con uno sguardo illuminato.

Mi ha detto: "Sai cosa mi ricorda questo?"

E' la roccia rossa. Ho capito subito di cosa parlasse. Di Marte. E ha rispoto "Si".

D: C' è un posto su Marte chiamato Valles Marineris..un enorme canyon.

K: Racconta cosa ha detto sulla persona che lo ha contattato..

B: Oh, bene. Ad un certo punto della carriera di Henry, venne arruolato nel NOAA, il National Oceanic and Atmospheric Administration. O dovrei dire, in un progetto del NOAA, perchè è tutto compartimentalizzato in queste agenzie. La persona che lo ha reclutato è stata su Marte. Sono diversi quelli che definisco veterani di Marte, c' è qualcosa di traumatico nelle loro esperienze, che Henry fatica a raccontare.

Mi ha detto che questi due brillanti scienziati, lavorando per queste organizzazioni classificate, si sono chiusi nel suo ufficio a piangere per l' esperienza che hanno avuto assieme.

Ho detto: "Cos'è successo?" Non mi ha potuto rispondere. Dico, sembra divertente, usi uno jumpgate, vai su Marte a pranzo. Giochi con un po di attrezzatura ed è cio' che fai anche sulla Terra.

D: Ping-pong con un ET...

B: Ping-pong con un ET, che forse è piu' facile perchè la gravità è minore e poi torni indietro. Voglio dire, sembra divertente. Non poteva rispondermi. Io gli dicevo sempre, "Qual' è il problema?", diveniva angosciato e non poteva parlare. Non perchè non voleva parlare...non poteva parlare.
Mi è sembrato che si trattasse di cose che non poteva e non voleva ricordare. Non gli è permesso ricordare. Questa è la mia impressione. Non so se ci sia qualcuno la fuori, che ne ha fatto parte..spero che possa contattare David o noi. Ora facciamo solo supposizioni, perchè non sappiamo.

D: Okay. Perchè ci serve una base su Marte? Qual' è il punto?

B: Gliel' ho chiesto...

D: E' per una evacuazione in caso di problemi sulla Terra?

B: Si, è una delle funzioni. Per questo Henry è stato categorico, non vuole che accada nulla che possa pregiudicare la continuazione di questo programma spaziale segreto. Ha detto che siamo su una barca e la barca puo' affondare. Queste sono le nostre scialuppe di salvataggio. Non dobbiamo romperle.

D: Sembra ancora come in Alternative 3.

B: Esattamente.

D: L' idea è di portare certe persone fuori da qua.

B: Certe persone. Lasciami dire altro. Queste persone sono state scelte. Un gruppo di illuminati, qualificati e abili rappresentanti della razza umana che sono stati addestrati come sopravvissuti. Se sulla Terra avvenisse qualcosa di catastrofico e fuori controllo, sarebbero loro..

D: E' come la banca dei semi per la fine dei tempi.

B: Assolutamente. Davvero. Tutta la cosa è come una storia fantascientifica. Lasciami finire, prima che ci sbattano fuori dal ristorante..

D: Lo hai già fatto capire.

B: Quando ho riportato le sue parole o quando gli ho chiesto sulle catastrofi che hanno reso Marte una terra rocciosa desolata.

D: Esatto.

B: Ho detto, c' è qualcosa che possiamo imparare. Guardiamo cosa è accaduto a quel pianeta. Dobbiamo avere cura di questo. Lui ha detto che la Terra è protetta. La Terra è stata protetta.

Ho risposto, "Cosa intendi?" Mi ha detto che in tempi antichi è stata messa una protezione intorno alla Terra per proteggere la sua straordinaria diversità. La sua straordinaria biosfera. Questa meravigliosa..alcune persone la definiscono zoo. Questa incredibile vita su questo pianeta.

Ho detto, "Di cosa si tratta?" Ha risposto, "Le fasce di Van Allen".

D: Le Fasce di Van Allen.

B: Le Fasce di Van Allen. Non sono un fenomeno naturale. Sono state messe lì da..

D: E' la radiazione che copre la Terra. Ci protegge dalle radiazioni cosmiche, proteggendoci dal cancro alla pelle che ci colpirebbe molto piu di ora. Se non ci fossero..non potremmo vivere.

B: "Sono state messe lì da nostri antenati? O dai nostri creatori?"
Ha risposto: "Entrambi".

Quindi ho detto: "Dimmi dell' altro, ora sono curioso". E' una domanda che non gli abbiamo fatto perchè molte persone, Bart Sibrel e altri, hanno esposto grossi dubbi sulle missioni Apollo, in quanto non avrebbero potuto arrivare sulla Luna a causa delle fasce di Van Allen.

E' come entrare in un reattore nucleare e uscire dall' altra parte. Non puoi farlo con quel tipo di tecnologia. Com' è successo? Non avrebbero potuto farlo, non avebbero potuto arrivare sulla Luna.

Ho detto a Henry: "E' una domanda pazza. Siamo stati sulla Luna?"

C' è stato un lungo silenzio.

Poi ha risposto: "Si. (lunga pausa) Ma non così semplicemente."

Stavo pensando quello che stai pensando tu ora. (verso la camera) Questa è una conversazione dal vivo ragazzi. Ha detto "Si. Siamo stati là con un aiuto".

D: Hmmmm.

B: Siamo stati là con un aiuto, ha detto.

D: Ogni missione Apollo ha riportato avvistamenti UFO. Ogni singola missione. Questo è documentato. E il fatto è che quasi tutti i membri delle missioni Apollo erano massoni.

B: Ha detto che si trattava di un nano-scudo di ingegneria non umana, nelle capsule Apollo, che le proteggeva dalle radiazioni.
Hanno avuto questo aiuto tecnologico. Anche un altro tipo di assistenza.

D: Dovrei avervelo detto, ma una delle cose che mi ha riferito Daniel riguarda una piccola scatola dalla Monsanto. E' circa grande così (mostra la dimensione di una fetta di pane con le mani). Potreste alimentare tutta la vostra casa con questa. E' free energy. Esiste dagli anni '60. L' hanno usata nelle missioni Apollo su alcuni dei landers. Veniva usata come fonte di energia quando serviva.

B: Si. Avevano qualcosa di simile, che funzionava come una sorta di deflettore per le radiazioni. Avevano questi due dispositivi. Avevano uno scudo e un deflettore. Avevano anche qualcosa, non è stato specifico, ha detto che permetteva al LEM, il modulo lunare, di atterrare e ripartire. Mi ha detto: " Cos' hai notato in merito alla ripartenza del LEM ? Ho risposto, nessun cratere causato da esplosioni.

D: Daniel ha detto la stessa identica cosa..

NOTA: A questo punto, come ha voluto il destino, le batterie sono finite. Abbiamo parlato ancora un po sulle missioni Apollo.

Alcuni degli astronauti dell' Apollo sapevano dell' assistenza da tecnologia avanzata. Solo un paio erano a conoscenza del programma spaziale segreto.
Questo spiega in parte la loro riluttanza ad essere intervistati o a parlare apertamente sull' argomento.
La loro rabbia verso chi dice che non sono mai stati sulla Luna è comprensibile, perchè in realtà hanno raggiunto la Luna. Erano uomini molto coraggiosi..e sono stati aiutati.
Presentiamo il seguente con spirito scherzoso.
Il video "Moontruth" è un falso ingegnoso e divertente.

Non intendiamo essere irrispettosi verso i coraggiosi astronauti che si sono avventurati sulla Luna e sono tornati.




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MessaggioInviato: 31/08/2010, 19:15 
[center][b][size=200][color=red]Bob Dean:
un Ufficiale e gentiluomo[/color][/size][/b][/center]

Intervista al Comandante Sergente
Maggiore Robert Dean
Phoenix, Arizona, Maggio 2007

Bob Dean: Dal mio punto di vista è la questione più importante nella storia dell’umanità. Non è semplicemente che non siamo soli, ma non siamo mai stati soli.

…è una fortuna che non sono finito in galera. Perché ho fatto diventare matti i miei amici, ho spinto la mia autorizzazione Top Secret al limite. Andavo in armadietti riservati, selezionando materiale, cercavo fotografie e riproducevo cose che non dovevano essere riprodotte.

…se ci fosse stata una minaccia da questi tizi (puntando verso l’alto) chiunque fossero, sarebbe tutto finito molto tempo fa. …Come uno dei nostri vecchi generali usava dire, “ avrebbero potuto azzerare il nostro orologio fin dall’inizio. ”

…perché quando cominciammo a sparargli, avevano un modo particolare per eliminare tutti i sistemi elettrici dei nostri aeroplani.

…Ma questi tizi potrebbero camminare su e giù i corridoi del quartier generale di SHAPE o del Pentagono o della Casa Bianca.

KC: Lo facevano?

BD: Ho sempre sospettato che lo facessero. Si.

…Come fai a dire ai fondamentalisti Cristiani che quel caro uomo della Galilea 2000 anni fa era parte del programma?

…Mi diede un colpetto e andò verso il caveau e tirò fuori questa cosa e la tirò sulla mia scrivania. Disse, “ Ehi, questo ti sveglierà. Leggilo.” Era il rapporto. …mi ha detto: “quando il vecchio ha letto quella storia , quel rapporto, fu come fosse stato colpito come da un camion.” mi disse che il generale scaglio il suo cappello sulla scrivania e disse: “Sai cosa diavolo vuole dire questo? Tutto ciò che abbiamo, tutto ciò che abbiamo fatto, tutto ciò che abbiamo avuto, non ha più alcun significato.”

…monumentale esasperazione e frustrazione per il governo che ha continuato per anni a mentire alle persone.

INIZIO INTERVISTA

KC: Sei un vero eroe, un vero eroe agli occhi di tanta gente perché ti sei fatto avanti, e hai detto “ho firmato un documento ma sai, non importa, venite a prendermi. Dirò la verità perché la gente ha bisogno di sapere”.

BD: L’hai detto, e lo direi di nuovo, e l’ho condiviso con Bill giù di sotto, ho creduto fin dall’inizio, e ancora ci credo dal profondo del mio cuore, che questa è la più grande storia dell’umanità. Questa è la storia di chi siamo, come ci troviamo ad essere qui, che tipo di specie siamo e dove stiamo andando. Dal mio punto di vista è la questione più importante nella storia dell’umanità.

Non e semplicemente che non siamo soli, ma non siamo mai stati soli. Abbiamo avuto una relazione intima con intelligenze extraterrestri avanzate dall’inizio della storia umana. E questo è dinamite.

Ho provato a condividere ciò che avevo appreso. Come ho detto a Bill prima, ti dirò quello che ho visto, quello che ho appreso e le mie conclusioni. Io credo che questa sarà la mia ultima intervista. Condividerò con te le cose nelle quali ho sempre creduto fermamente e nelle quali ancora credo oggi, è la storia più grande nell’umanità.

Ha a che vedere con chi siamo; implica che tipo di specie siamo. Ha a che vedere con come siamo venuti ad essere. Per molti anni sono stato dell’idea che una volta che fossimo venuti fuori con questo, molti di noi che sono militari avrebbero detto quello che avevamo visto, avevamo appreso e cosa avevamo concluso. Esperienze che avevamo avuto personalmente e io continuavo ingenuamente a pensare, una volta venute alla luce, il pubblico avrebbe chiesto a gran voce di saperne di più.

“Dicci di più, dicci di più, dicci di più”. Poi il governo risponderebbe aprendosi e dicendo la verità al pubblico. Bene, perdonami, ho sicuramente imparato la mia lezione. Quello non è accaduto e io credo che non accadrà perché la storia è semplicemente troppo grande.

Questo coinvolge le nostre origini come specie, come razza. Ho quasi raggiunto il punto in cui simpatizzo con il governo nel non dire la verità, dicendo che la massa di gente la fuori probabilmente NON è pronta per la verità. La massa di gente probabilmente non potrebbe gestire la verità, perché la verità è incredibile. E’ dinamite.

Uso l’analogia della scatola di Pandora, so che hai familiarità con la vecchia leggenda greca. Questa questione degli alieni, questo problema sulla presenza extraterrestre, è come la scatola di pandora. Non puoi aprirla nemmeno un po’. Non puoi togliere il coperchio e lasciarla uscire solo un pochino perché se apri la scatola …BOOM… tutto uscirà fuori.

La massa di gente domanderà di saperne ancora, ancora e ancora. Io credo ne abbiano tutto il diritto, ma quella massa di informazione sarà letteralmente sconvolgente.

KC: Non ti considereresti una persona ordinaria? Voglio dire ovviamente sei una persona abbastanza straordinaria.

BD: Si, ho sempre pensato di me stesso come di un persona tipicamente ordinaria.

KC: Va bene, e sai gestirla. Così perché…

BD: Non facilmente.

KC: Non facilmente… veramente.

BD: No

KC: Puoi dirmi com’è stato?

BD: Fammi dire che…

KC: Quando inizialmente hai scoperto…

BD: So questo da più da quaranta anni.

KC: Bene

BD: Quando inizialmente ho cominciato ad ottenere alcune informazioni di cosa si trattava, per me era come una dipendenza da droghe. Sai io non ho mai preso droghe. Beh io fumo un pochino, bevo caffè e ogni tanto un goccio di Bourbon.

KC: [ride]

BD: Ma ti dico, non ho mai preso droghe pesanti.

KC: Va bene.

BD: Era quasi come una dipendenza, una volta che ho ufficialmente appreso da documenti governativi ciò che stava accadendo. Mio dio non ne avevo mai abbastanza! Non potevo saperne abbastanza. Ero vorace nel averne di più e più. Divenni una seccatura per i miei amici. E’ sorprendente che sia riuscito ad andare in pensione onorevolmente senza finire a “Fort Leavenworth”, che è una caserma disciplinare. E’ una prigione militare. E’ sorprendente che io sia riuscito ad arrivare a questo punto della mia vita senza andare in prigione.

KC: Okay… eri molto rispettato, quando hai scoperto queste informazioni? Vorresti dire che nella tua carriera come militare…

BD: Si mi era stato dato un’autorizzazione “Cosmic Top Secret”.

KC: Giusto.

BD: Il quale era e è ancora la più alta classificazione di sicurezza che la Nato ha.

KC: Okay, “Cosmic Top Secret”. Voleva dire che tu avevi il permesso di accedere ai segreti delle nostre relazioni extraterrestri con altri pianeti?

BD: No, voleva semplicemente significare che mi era stato dato accesso a un documento militare, uno studio che la nato ha condotto dal 1961 al 1964. Quando sono arrivato a SHAPE (Suprime Headquarters of Allide Powers in Europe) a Parigi nel 1963, ho appreso di uno studio che era in corso.
Quando arrivai avevo un’autorizzazione Top Secret, la quale dovevi avere per poter accedere a quel tipo d’incarico. Parigi era un incarico per eletti, in quei giorni. Portai con me la mia famiglia e i miei figli frequentarono la scuola superiore a Parigi. Era un incarico per eletti, e non tutti ricevevano quest’incarico. Eri selezionato ed analizzato e dovevi avere così tanti più nella tua scheda per ottenere quell’incarico.

KC: Lo so ma, Top Secret a quei tempi? Voglio dire, eri ingenuo? Non avevi idea…

BD: No, no, no.

KC: …quando inizialmente ti sei imbattuto in quest’informazione?

BD: Avevo dei sospetti, ed ero curioso riguardo la questione degli extraterrestri.

KC: Quindi avevi dei sospetti già nel…

BD: Oh si, si.

KC: …negli anni ’60.

BD: Bene, entrai nell’Arma nel 1950.

KC: Giusto.

BD: Prestavo attenzione, leggevo molto e avevo un sospetto persistente che ci fosse qualcosa in più di quello che ci dicevano.

KC: A quel punto sapevi delle basi sotterranee?

BD: Non in quel periodo. Ora, essere esposto allo studio SHAPE nel 1964 per me era semplicemente un aperitivo. Mi apri la mente al punto che pesai “Mio Dio, è tutto vero!” Non solo vidi rapporti, studi, analisi e fotografie, c’erano rapporti di autopsie che potei studiare. Perché ci furono incidenti e recuperi di corpi e tutto il resto.

KC: Di quante pagine erano i rapporti?

BD: Oh lo studio in se era di circa 4 cm di spessore.

KC: Quindi era come un libro?

BD: Si, beh c’era un supplemento di circa 25 cm tra appendici e annessi.

KC: Ah davvero.

BD: Ce n’erano 10, quindi lo studio aveva esposto il problema, come fa qualsiasi studio militare. Espose il problema, lo scopo e il significato dello studio e alcune conclusioni. Poi si riferiva agli annessi, che avevano tutti i dettagli.

KC: Capisco.

BD: Per esempio c’era un annesso sul recupero di corpi e autopsie – con fotografie -. Con la mia autorizzazione Cosmic, ho avuto la possibilità di accedere ad essi, nel caveau.

KC: Potevi andare lì in ogni momento?

BD: Beh, ogni volta che ero di servizio a SHOC. SHAPE è Suprime Headquarters of Allied Forces in Europe. SHOC è Suprime Headquarters Operations Center. Era la “War Room”. Lavoravo la regolarmente. Organizzavo le tabelle dei turni. Ero un ufficiale superiore NCO a quei tempi, ero Senior Master Sergeant, la mia autorizzazione mi permetteva… avevo un scrivania in un angolo del centro operazioni, e organizzavo la tabella dei turni, e io assegnavo incarichi a tutti gli uomini impiegati. Ho persino organizzato tabelle di turni dei controllori che erano di rango O-6. Colonnelli, capitani nella marina. Eravamo nel bel mezzo della dannata guerra fredda.

KC: Okay, quindi era durante la guerra fredda.

BD: questi erano gli anni ’60. Io sono arrivato nel 1963 lo studio fu completato nel 1964. Il patto Varsavia e la NATO erano allineate in un’Europa divisa. Noi eravamo stracolmi d’armamenti. Avevamo 50 divisioni. I sovietici e quelli del patto di Varsavia avevano 100 divisioni. La terza guerra mondiale era a un passo. Era così vicina. I giovani d’oggi come te non possono immaginare come potrebbe essere.

KC: Quindi occupavi una scrivania importante. In altre parole era tanta responsabilità.

BD: Si, lavoravo nella “War Room”. Avevo accesso al caveau attraverso la mia autorizzazione.

KC: Quindi siamo nel bel mezzo di ciò che è chiamata la guerra fredda, e tu leggevi delle nostre relazioni e interazione con razze aliene.

BD: Bene, prima di tutto ti spiego alcune ragioni per le quali questo studio fu condotto. Nel febbraio del 1961 ci fu un massiccio sorvolo d’oggetti non identificati, che venivano dall’est dall’area del patto Sovietico di Varsavia volando verso ovest venendo verso le nostre linee, verso le linee della NATO sopra la Germania, sopra la Francia. Questi oggetti volavano molto alti, molto veloci, in formazione, ovviamente sotto controllo di un’intelligenza.

KC: Li hai visti?

BD: Erano dischi a forma circolare.

KC: Li hai visti?

BD: No non li ho visti. Non ero lì nel ’61.

KC: E’ stato filmato?

BD: Oh si, avevamo filmati.

KC: Quanti ce ne erano?

BD: il punto è che, Gordon Cooper il quale credo che tu lo conosca, uno dei nostri famosi astronauti dei vecchi tempi, Gordon se ne è andato adesso. Ma una volta lui condivise con me e con il pubblico: “Quando volavo sopra la Germania negli anni ’50, vedevamo sempre queste cose. Ci domandavamo che cosa fossero perché era ovvio che fossero controllati da un’intelligenza. Volavano sopra le nostre linee o uscivano fuori dal settore sovietico volando verso ovest”. Come dicevo sopra la Germania, Francia e Inghilterra. Giravano verso nord sopra la costa sud dell’Inghilterra, per poi scomparire dai radar NATO sopra il mar della Norvegia.

KC: Okay, presumo che il governo avesse capito che non erano Sovietici, giusto?

BD: All’inizio il governo non sapeva, -almeno la Nato non lo sapeva- cosa erano. Noi pesavamo che erano i Sovietici per un po’. Abbiamo appreso poi che i Sovietici pensavano che appartenevano a noi.

KC: Giusto.

BD: Ma volavano molto alto, ovviamente sotto controllo di un’intelligenza e in formazioni e a volte arrivavano in massa. Il sorvolo nel febbraio del ‘61 era composto da un paio di centinaia di loro… non hanno potuto contarli. E hanno pensato, oh mio Dio! E’ cominciata la terza guerra mondiale.

KC: Esattamente. A quel punto non si sparò dalla base?

BD: Tutti erano in allerta. Non avevamo la capacità di sparare perché erano troppo in alto, ed erano troppo veloci. E a quei tempi non avevamo ne gli aeroplani ne gli armamenti per affrontarli. E loro erano sotto controllo di un’intelligenza.

KC: Questo è il motivo per il quale lo studio fu intrapreso?

BD: Lo studio fu iniziato nel ’61. Io arrivai nel ’63. Fu concluso e pubblicato nel ’64. E quello fu come ho detto quello che cambiò la mia vita.

KC: Quale fu la conclusione? Hai detto che arrivarono a delle conclusioni?

BD: Lo studio era designato a determinare se c’era una minaccia alle forze alleate in Europa. Era uno studi militare… solo un inizio. Pensavano “che diavolo sta accadendo? C’è una minaccia?”

KC: C’è? C’era?

BD: Conclusero dopo 3 anni che apparentemente no. Nessuna minaccia.

KC: Davvero?

BD: E’ vero. Ora prima di tutto la ragione per cui hanno concluso questo è la tecnologia a cui erano stati esposti, la tecnologia che era stata ripetutamente dimostrata ai nostri militari, ai Sovietici, a tutti, era così lontana da ciò che avevamo o che potevamo mai immaginare, che la tecnologia veniva da un’altro mondo. Senza giochi di parole. Quindi se ci fosse stata una minaccia da questi tizi chiunque fossero, sarebbe tutto finito molto tempo fa.
Come uno dei nostri vecchi generali usava dire, “avrebbero potuto azzerare il nostro orologio fin dall’inizio. ” Perché ci hanno mostrato, ripetutamente, tecnologia che non potevamo neanche capire.

KC: Okay questo è negli anni ’60. Ma Eisenhower non ha avuto un incontro o fatto un trattato con queste persone molto tempo prima?

BD: Fammi tornare indietro e dirti che questo studio fu l’inizio per me.

KC: Okay.

BD: Ha aperto le porte della mia mente, per capirci. Non potevo lasciarlo, non potevo metterlo giù, non potevo allontanarmi da lì dopo questo. Ed ho continuato per anni apprendendo di più e studiando di più e come ho detto, è una fortuna che non sono finito in galera.
Perché ho fatto diventare matti i miei amici, ho spinto la mia autorizzazione Top Secret al limite. Andavo in armadietti riservati, selezionando materiale, cercavo fotografie e riproducevo cose che non dovevano essere riprodotte. Ero una dannata scocciatura, ne sono sicuro.

KC: Allora dov’è la roba che hai riprodotto?

BD: Vedi, io sapevo solo tanto così (indicando con le dita) ma volevo sapere tanto così (tenendo le braccia aperte).

KC: Capisco.

BD: E col passare degli anni ho scoperto così tanto (tenendo le braccia molto aperte).

KC: Okay, ma cosa ne è stato di tutta la roba che ai fotocopiato o altro?

BD: Oh mio Dio.

KC: E’ un segreto? E’ questo parte della ragione per cui non hai avuto…

BD: Il materiale che ho fotocopiato non ce l’ho più perché essendo in qualche modo intelligente, sapevo che avendo materiale classificato in mio possesso che io non ero autorizzato ad avere, significava la prigione. E come scherzosamente ho detto, andare a Fort Leavenworth per 30 anni. Così l’ho distrutto, ma l’ho messo qui (indicando la testa).

KC: Giusto.

BD: Ed ho ricordato, e memorizzato, ed ho tenuto appunti per anni e anni. Avevo tutta una serie di appunti.

KC: Okay, per ritornare alla mia domanda però… Eisenhower ha avuto teoricamente un incontro con gli alieni. Truman ha dato un ordine di abbatterli anni prima che tu hai letto questi studi.

BD: Eisenhower non ha mai dato quell’ordine. Venne dato da un Generale dell’Aviazione Militare. Non ricordo l’anno, ma credo fosse nei primi anni ’60 che un Generale dell’Aviazione diede l’ordine di abbatterli. Il quale fu revocato dopo 90 giorni. Perdemmo qualcosa come 30 aeroplani, perché quando cominciammo a sparargli, avevano un modo particolare per eliminare tutti i sistemi elettrici dei nostri aeroplani. Loro non sparavano proiettili su di noi. Noi sparammo proiettili a loro e missili e tutto il resto. Ma se noi li attaccavamo, loro avevano un incredibile procedura scientifica con la quale potevano letteralmente annullare tutte le apparecchiature elettriche nei nostri aeroplani.
Ora se stai volando un Jet ad alta prestazione, e sei a 30.000 piedi andando a 400-500 mph e d’un tratto tutto si spegne – i piloti di Jet dicevano che volare uno di quegli aeroplani serie 100 era come far volare un’incudine. Non avevano alcuna capacità di planare. Erano eccessivamente armati ed erano aeroplani pesanti.
L’unica cosa che li teneva in cielo era un potente motore Jet che li faceva andare. Quindi se perdevano tutti i loro controlli elettrici, non potevano nemmeno virare. L’aeroplano – come ho detto- cadeva come un’incudine.
Bene, abbiamo perso molti aeroplani, molti piloti riuscirono a uscire, si paracadutarono in tempo. Molti aeroplani andarono persi. Abbiamo perso alcuni piloti. Ora quell’ordine di abbatterli fu revocato dopo 90 giorni.

KC: Giusto.

BD: Non lo emanarono più perché avevano imparato la lezione. Meglio non averci a che fare con questi tipi.

KC: Okay, ma mi stai dicendo che hai letto un rapporto in cui i militari affermano che la loro tecnologia non è all’altezza quindi non possono competere con le persone che volano e invadono il loro spazio aereo, ecc. presumo che non conoscessero quale fosse il loro modus operandi, non sapevano cosa erano venuti a fare, giusto?

BD: Ti dirò brevemente quale fu la conclusione di questi tre anni di studio. Conclusero che apparentemente non c’era nessuna minaccia coinvolta, perché le loro ripetute dimostrazioni tecnologiche erano cosi avanti a tutto ciò che noi potevamo fare. Se fossero stati arrabbiati con noi o fossero stati ostili, sarebbe già tutto finito.

KC: Okay, ma la logica di questo non quadra….

BD: Fammi continuare.

KC: Solo perché non puoi competere non vuol dire che non è una minaccia. Può esserlo lo stesso.

BD: Fammi andare avanti.

KC: Potrebbe essere una minaccia sottintesa.

BD: In questi tre anni di studi non hanno trovato esempi di aperta ostilità da parte loro. (indica verso l’alto)

KC: Okay.

BD: Non sparavano ai nostri aeroplani. Noi gli sparavamo ma loro non ci prendevano nemmeno in considerazione, era come tirare sassolini a qualcuno, capisci? Loro conclusero dopo tre anni di studio che avevamo a che fare non con un gruppo. Avevamo a che fare con almeno quattro gruppi separati.
Fotografie di incidenti, recupero, atterraggi e contatti, dove hanno atterrato e contattato persone, indicavano che erano umanoidi, tutti e quattro i differenti gruppi. Di questi quattro gruppi, tutti umanoidi, un gruppo era così uguale agli umani,proprio come noi -potrebbe sedere accanto a noi in un ristorante, o in un teatro e non lo sapresti mai.
Erano loro che preoccupavano di più gli Ammiragli e i Generali: ma questi tizi potrebbero camminare su e giù i corridoi del quartier generale di SHAPE o del Pentagono o della Casa Bianca.

KC: Lo facevano?

BD: Ho sempre sospettato che lo facessero. Si

KC: Okay… ne hai mai incontrati?

BD: Si. Ne ho incontrato un paio che sono convinto venivano da qualche altra parte.

KC: Okay

BD: Ma questa è un altra storia, e staremmo qui fino a mezzanotte se comincio a parlarne. Fammi finire cosa ti stavo dicendo riguardo lo studio SHAPE. La valutazione concludeva che avevamo a che fare tecnologia incredibilmente avanzata. Avevamo a che fare con quattro gruppi diversi, tutti umanoidi, ma uno di loro sembrava totalmente umano.
In questo studio avevamo concluso che venivano da un altra parte. Un altro pianeta, sistema solare, forse un altra galassia. Concludemmo che non erano…non erano apertamente malevoli o ostili. Erano certamente in grado di difendersi. Ma non avevano un agenda aggressiva, che fosse ostile, perché non avevano devastato e distrutto i nostri militari.

KC: Questo è precedente allo scenario di rapimenti che da allora è venuto in prima linea?

BD: Oh si. Questo era lo studio iniziale del ’64 basato su tre anni di ricerca dai militari.

KC: Chi ha fatto lo studio?

BD: I militari.

KC: Chi nei militari? Presumo che non ne facevi parte?

BD: Non ne facevo parte. Lavoravo nella “War Room” a SHOC. Lo studio era già avviato quando arrivai. Era fatto da membri della NATO. C’erano tedeschi coinvolti, c’erano francesi coinvolti. C’erano italiani coinvolti.

KC: Scienziati?

BD: Ed americani… andavano in delle università e prendevano alcuni dei più bravi. Prendevano storici… Oxford, Cambridge. Prendevano fisici da svariate delle migliori università europee. Era uno studio a tutto campo.

KC: Era firmato da… in altre parole approvavano questi studi? Hai dei nomi?

BD: Le persone che contribuivano, a delle parti, mettevano le iniziali, sai, nella loro specifica parte . Avevi antropologi, storici, geologi…

KC: Okay, ma sai i loro nomi? Non so se me lo dirai.

BD: No, so i nomi delle persone con cui ero nel quartier generale di SHAPE che hanno letto la cosa, e che lo approvarono, si.

KC: Okay riguardo quelli che lavoravano allo studio di per se?

BD: No, non ho mai tenuto quei nomi, perché come ho detto era classificato. Se venivo beccato con un solo pezzetto dello studio, avrei potuto andare in galera.

KC: Ma qualcuno con cui lavoravi te lo diede da leggere.

BD: Beh, ti dirò come è andata. Una mattina l’una o le due del mattino, ero in questi lunghi turni. Ero annoiato a morte. Il caffé era così nero che non potevo berlo. I telefoni non squillavano. I telegrafi non lavoravano. Era una noia infernale.
Succede spesso. La storia è che la vita militare è 99% noia e l’1% un totale disastro, terrore totale. Ma stavamo attraversando il 99% di noia. Ero lì seduto mezzo addormentato, avevo letto tutti i vecchi giornali, riviste e il resto. Il controllore di turno a quel tempo era un Colonnello dell’Aviazione ciò che chiamavamo O-6. Tutti i controllori erano di 6°-livello, e io dirigevo le turnazioni. Mi guardò, andò verso il caveau, tirò fuori questa cosa e me la tirò sulla mia scrivania. Disse, “Ehi, questo ti sveglierà. Leggilo.” Era il rapporto, e aveva a che fare con gli UFO, e concludeva che c’erano degli extraterrestri che venivano qui, che venivano da molto tempo. A volte stimati in mille anni, duemila anni. I registri storici nel rapporto stesso indicavano che i Romani gli avevano prestato attenzione duemila anni fa.
Così, leggo questa cosa, la storia era una delle mie materie preferite al college. Dio mio, questa è dinamite! Più leggevo, più volevo leggere, e l’ho letto fino in fondo, e successivamente ogni volta che ero di turno a SHOC andavo verso il caveau, lo tiravo fuori, e lo leggevo di nuovo.

KC: Hai mai avuto una conversazione con questo ufficiale?

BD: Abbiamo avuto una conversazione limitata, perché non potevi parlare del materiale classificato fuori da SHOC perché c’erano troppe orecchie.
Stavamo avendo dei problemi in quei giorni. Ti dirò una piccola parte di storia. Eravamo nel mezzo di un vasto cerchio di spionaggio francese. Il quale se vuoi un seguito su questo, prendi un libro di Leon Uris chiamato Topaz.

KC: Oh, fantastico.

BD: Ne fecero un film.

KC: Giusto.

BD: Uris lo ha esposto. Un cerchio di spionaggio francese era in atto a Parigi. Io ero la’ a quel tempo e noi trovavamo ufficiali dell’Aviazione francese, una volta trovammo un generale francese nei boschi fuori lo SHAPE con un buco di proiettile in testa. Gente che saltava fuori da appartamenti a Parigi. Fu un grosso scandalo, De Gaulle era il presidente…

KC: Quale era l’obbiettivo dello spionaggio?

BD: Bene lo spionaggio era Sovietico, per cercare di sapere cosa noi sapevamo che loro non sapessero. Quindi stavano corrompendo e comprando gente da tutta Europa… Ungheresi, Francesi, Tedeschi…

KC: Allora cosa aveva a che vedere con il rapporto?

BD: Quello che aveva a che vedere era la questione UFO. Nessuna informazione veniva da Washington o Londra al quartier generale di SHAPE sulla questione UFO a causa dello spionaggio Francese. Tutto quello che veniva da Washington e Londra per Parigi finiva a Mosca.
C’era un Maresciallo d’Aviazione Britannica, Thomas Pike. Thomas Pike era Deputato al SACEUR (Supreme Allied Commander Europe). Era Assistente Deputato del mio capo, un Generale americano di quattro stelle di nome Lyman Lemnitzer. Sir Thomas Pike, dopo l’incidente del Febbraio ’61 disse, “Dobbiamo cercare di capire cosa diavolo sta succedendo qui. Non riceviamo niente da Washington o Londra riguardo questo problema. Noi chiediamo… non spediscono niente. Gli chiedevamo informazioni e un opinione su questi oggetti. Cosa sono, cosa sta succedendo? Niente.”
Nulla arrivava da Washington e Londra perché tutto finiva a Mosca grazie ai francesi, agli ungheresi e i tedeschi.
Quindi lo studio era iniziato come un’idea strettamente militare per concludere cosa diavolo stesse succedendo a noi.
C’è o no una minaccia? Conclusero che apparentemente no non c’era, perché questi tizi vanno e vengono da tanto tempo. L’annesso storico li fa risalire a due millenni fa. I registri, le fotografie, i disegni, i dipinti era un materiale incredibile. Questo era tutto troppo folle per me, capisci.

KC: Okay, ma questo era dopo la seconda guerra mondiale…

BD: Si.

KC: Era dopo che la Germania aveva, sai… Paper Clip… [progetto Paper Clip dove i principali scienziati missilistici nazisti furono portati in America dopo la guerra].

BD: La Germania era divisa.

KC: E tu eri nell’ovest…

BD: Noi eravamo nell’Europa dell’ovest

KC: Certamente.

BD: Il patto di Varsavia era Europa dell’est.

KC: Quindi stai dicendo che la tecnologia che era usata da Hitler e il suo gruppo, di cui parte fu portata negli Stati Uniti non era conosciuta dall’ovest, sai, dalle persone della NATO che stavano facendo questo rapporto?

BD: Certo che no, era altamente classificato.

KC: Ma è un documento classificato. Quindi stai dicendo che c’era una classificazione nella classificazione…

BD: Hai un documento classificato qui e hai un documento classificato la, e i tizi che scrissero questo avevano accesso a questo, ma non potevano leggere quello perché non ne avevano bisogno perché non avevano il bisogno di sapere. Ora quei tizi che avevano quest’altro e che lo scrissero, che lo lessero e che ne parlarono, non potevano leggere l’altro perché è un altro documento classificato separato.

KC: Okay… quindi questo tizio Pike, giusto, era il tizio in carica?

BD: Thomas Pike, Maresciallo d’aviazione Sir Thomas Pike, ha iniziato lo studio nel febbraio del ’61 e disse…

KC: Aveva il bisogno di sapere.

BD: “Voglio sapere che diavolo sta succedendo”, e cominciarono lo studio.

KC: C’era della certa ostilità, tuttora, fra la NATO, giusto e Stati Uniti e…

BD: Tesoro. Avresti dovuto vedere l’animosità che esisteva nel quartier generale di SHAPE.

KC: Ah, okay…

BD: Era così pessima che i greci e i turchi non potevano nemmeno camminare sullo stesso lato del corridoio. Cipro era un problema a quei tempi. Lo è ancora. Così avevamo greci e turchi che ringhiavano e si aggrottavano le sopracciglia a vicenda, ed avevamo i francesi. Uh ohi, ohi… Scusami, che Dio li benedica, i francesi erano un spina nel fianco fin dall’inizio.

KC: Perché?

BD: Beh prima di tutto De Gaulle odiava il fatto che Churchill e Truman non gli avevano dato il rispetto appropriato che riteneva meritasse. Una delle ragioni che ci furono mentre io ero li, era che la Francia si ritiro dall’alleanza militare. De Gaulle ci cacciò. Abbiamo dovuto trasferire baracca e burattini da Parigi a Brussel. Ero la quando è successo.

KC: Okay dove eri quando hai letto questo rapporto, prima o dopo che questo è accaduto?

BD: Ho letto il rapporto a Parigi. SHAPE era localizzato in una piccola città chiamata Chatou… Rocquencourt, appena fuori Parigi. Lì ci fu una piccola battaglia napoleonica da qualche parte. In ogni modo, c’era ostilità tra i francesi e tutti gli altri… i tedeschi, gli italiani, gli americani e i britannici erano tutti uniti (forma un pugno con le due mani). I francesi erano qui (punta verso destra).

KC: Ma dici che Pike è il tizio che ha iniziato lo studio?

BD: Pike.

KC: Dici, ovviamente aveva bisogno di sapere se cerano sorvoli e gli Stati uniti ne avevano sentito parlare, la Gran Bretagna anche. La gente in alto ne ha sentito parlare. Così lui fa il rapporto di sua iniziativa o…

BD: No.

KC: …o cosa… questo è quello che sembra. Aveva bisogno di sapere così teoricamente…

BD: Era un Maresciallo d’Aviazione di cinque stelle. Aveva l’autorità di iniziare uno studio come questo e così fece.

KC: Okay, da lì dove è andato il rapporto? Lo sai? E’ andato negli Stati Uniti? E’ andato a…

BD: No, no.

KC: Stava in una cassetta di sicurezza da qualche parte?

BD: Ne pubblicarono quindici copie.

KC: Bene.

BD: La prima, la copia n°1 andò al segretario generale della NATO. Ma non puoi immaginare com’è un quartier generale internazionale. E’ come un… nido di vespe.

KC: [ride]

BD: Come ho detto i greci e i turchi si ringhiavano tutto il tempo. I francesi erano sempre arrabbiati con tutti.

KC: Okay allora, come dici quindici copie…

BD: Quindici copie erano state pubblicate. Una copia andò agli Stati Uniti, una copia andò all’Italia, una andò alla Francia, una andò alla Gran Bretagna e così via. Quindici copie pubblicate. Una copia, credo la 14° o la 15°, arrivo nel caveau di SHOC

KC: Okay.

BD: Materiale di lettura per i controllori, i Colonnelli che facevano funzionare la “War Room” 24h al giorno.

KC: Quindi non eri l’unico ad averlo letto?

BD: Oh no,no,no. Oh no. Avemmo un Generale dell’Aviazione Americano dal nome di Robert Lee. Robert Lee lo lesse. Ho conosciuto il suo assistente abbastanza bene… era un Colonnello Lt. Nella “War Room” eravamo un gruppo selezionato. Avevamo tutti le più alte autorizzazioni possibili.
I reclutati e gli ufficiali erano a stretto contatto. Gli uomini reclutati avevano… i reclutati anziani, molti di noi erano TOP E-7 o E-8 e un paio di E-9. Quindi eravamo a stretto contatto ma non ci chiamavamo per nome, c’era sempre rispetto per i gradi. Ma quando lavori in una “War Room” così, si lavora a stretto contatto per anni, si finisce col conoscersi abbastanza bene.
L’assistente del generale Lee mi ha detto: “quando il vecchio ha letto quella storia, quel rapporto, fu come fosse stato colpito come da un camion.” Mi disse che il generale scaglio il suo cappello sulla scrivania e disse: “Sai cosa diavolo vuole dire questo? Tutto ciò che abbiamo, tutto ciò che abbiamo fatto, tutto ciò che abbiamo avuto, non ha più alcun significato.”
Lo shock fu piuttosto serio. Qui abbiamo un Generale dell’Aviazione altamente decorato della II° Guerra mondiale che è stato da tutte le parti… penso che abbia volato i B29 nel Pacifico… ha detto “Se questo è tutto vero, se questo è la realtà, quello che abbiamo, tutti le nostre Forse Armate, la nostra Aviazione, le nostre bombe, i nostri aeroplani, non hanno alcun significato.”
La conclusione dei tre anni di studio fu che era da moltissimo tempo che venivano qua. Che loro apparentemente erano coinvolti con l’origine della nostra specie. Un grande shock per i tradizionalisti, particolarmente per cristiani e i mussulmani. Era interessante perché all’apparenza non c’era minaccia. Se fossero stati ostili o aggressivi sarebbe tutto finito da molto finito da molto tempo.
Ora: quale era il loro scopo? Beh lo studio non fu in grado di rispondere a questo. Diceva che la commissione militare avrebbe continuato questa ricerca, il quale mi fa capire che lo studio è continuato… che questo documento del ’64 era semplicemente una conclusione iniziale.

KC: Okay.

BD: Ma quando hanno concluso che c’erano quattro diversi gruppi di extraterrestri coinvolti, e un di loro era totalmente umano, che hanno lo stesso aspetto nostro, che fu un ENORME shock dal punto di vista militare tradizionale. Gli Ammiragli e i generali non erano in grado di affrontarlo.

KC: Disse anche che c’era qualcosa a che vedere con le religioni, che tutte le religioni del mondo…

BD: Bene ti dirò lo studio non era poi cosi accurato. Era un inizio per me. Fu l’evento iniziale che scaturì la mia curiosità. Mi lanciò in quaranta anni di ricerca. E molto di ciò che ho concluso è stato un risultato degli anni di studi fin da allora.
Vedi, ho continuato a scavare, ho continuato a sondare. Ho fatto diventare matti i miei amici.

KC: Okay hai visto questo materiale, hai appreso molto. Non eri l’unico. Mi hai convinto. Supponendo che queste persone che conoscevi lo abbiano letto anche loro. Non erano i tuoi amici più intimi, presumo?

BD: Beh non erano i miei amici più cari, no.

KC: Okay ma eri in grado di parlargli o di avere relazioni con loro dopo il 1967? Avete mai comparato gli appunti?

BD: Formammo in quei giorni quello che chiamavamo il “the old boys network”. Questa rete era fatta di persone come me, reclutate e commissionate. Di tutti i servizi, Aviazione, Marina, Esercito. Come ho detto tutti i ranghi.
C’erano altri come me che erano così presi e eccitati da questo e da ciò che significava. Ne senti alcuni di loro che stanno venendo fuori anche oggi, quelli che sono ancora vivi, dicendo quello che ho visto, quello che ho appreso, quello che ho concluso. I documenti che ho studiato, i contatti che so che sono avvenuti. Alcuni dei quali hanno avuto loro stessi contatti.

KC: Certo.

BD: Contatti personali con alcuni di quei tizi (puntando verso l’alto). Phil Corso era un esempio. Sei a conoscenza di chi era?

KC: Assolutamente.

BD: Io conoscevo Phil abbastanza bene. Lui ed io eravamo oratori a parecchie conferenze insieme. E in Italia ho avuto modo di conoscerlo abbastanza bene. Phil ha condiviso con me cose che gli erano successe. Non solo cosa aveva visto, ma che lui aveva avuto contatti personali con alieni a White Sands.
Lui era in carica della sicurezza del poligono a quel tempo. Qualcosa entrò, il radar lo captò. Saltò in macchina ed andò a vedere cosa diavolo fosse. C’era un UFO per terra. C’era un tizio in piedi accanto all’ UFO, Corso cammina verso di lui e dice, “Cosa diavolo sei, chi sei, da dove vieni e perché sei qui?
Questo tizio dice, “Sono solo venuto a parlare”. Corso gli chiede, “Bene, sei con noi, o contro di noi? Semplice domanda militare. Questo tizio dice, “Ne con voi ne contro di voi”. Ebbe una conversazione con questo tizio che durò oltre un ora.
Il tizio dice, “Per favore spegni il radar, disturba il mio controllo o il mio sistema di guida, così posso andare.”Corso tornò indietro al quartier generale, e spense il radar… e quello se ne andò. Ho avuto modo di conoscere attraverso l’”old boys network” dozzine di tipi come me, che erano eccitati e entusiasti riguardo questa cosa come me.

KC: Ma loro non divennero informatori. Quale è la differenza?

BD: Alcuni di loro lo divennero. Alcuni persero le loro commissioni, alcuni persero i loro gradi.

KC: Puoi nominare qualcuno? Se sono diventati informatori, li conosco?

BD: No, no, no.

KC: Cos’è successo?

BD: Molti sono andati in pensione e sono morti.

KC: Okay, quindi anno provato a parlare, ma non sono diventati conosciuti? Non sono durati…

BD: Fammi spiegare una cosa.

KC: …ma tu lo sei.

BD: Io ero il più chiassoso tra tutti, questo è nella mia natura. Sono andato in pensione come Comandante Sergente Maggiore. Questo grado mi da il privilegio di aprire la bocca con chiunque. I Generali, gli Ammiragli e tutti quelli fra di loro, capisci? E’ un tipo di grado unico da avere.

KC: Capisco.

BD: I Generali dipendono da te nel dirgli la verità che gli piaccia o no quindi impari a dirgli la verità. Beh, sono finito per diventare un chiacchierone. Non ho detto niente per… quando ho iniziato a parlare di questo?

KC: Giusto, okay dal 1967…

BD: Non ne ho parlato dal ’67 al ’92 o ’91? Credo che ho iniziato a parlare nel ’91.

KC: Okay, quindi un periodo abbastanza lungo.

BD: Si. Ho rispettato il mio giuramento. Ho giurato che non avrei mai condiviso nulla di quello di cui venivo a conoscenza in ambito classificato mentre ero in servizio. Sapevo che se lo avessi fatto, potevo andare in prigione per 10 anni, $10.000 di multa, perdita dello stipendio e privilegi, pensione e quant’altro per sempre.

KC: Okay quindi sei uscito fuori. Cosa ti è successo?

BD: Sono uscito fuori nel ’91 ad una conferenza a Tucson, Arizona. Il risultato fu una monumentale esasperazione e frustrazione per il governo che ha continuato per anni a mentire alle persone. Non solo stavano mentendo alle persone, stavano rovinando vite per continuare a mantenere il segreto sulla faccenda. Ne avevo abbastanza. Ho visto cari amici, tizi che… hanno detto cose alle persone sbagliate, nel modo sbagliato e nel momento sbagliato, e li hanno spediti in Islanda, sai?

KC: Gli fu conferito un altro incarico?

BD: Gli avevano assegnato un altro incarico in Islanda senza i loro familiari. Un incarico di tre anni in Islanda. E’ come i russi che ti spediscono in Siberia. Noi abbiamo questa possibilità in questo paese. Ci sono incarichi in varie parti, sai, non voglio usare una terminologia sbagliata e metterti in imbarazzo… hai mai sentito del termine anus mundi?
Abbiamo posti nel mondo dove abbiamo basi militari, e se ti spediscono li, tutti dicono, “Ciao, probabilmente non sentiremo più niente da te”, lo sai?

KC: Okay, ma questo a te non è successo.

BD: No non è successo. E ti dirò…

KC: Perché no? Sai il perché?

BD: Più venivo a conoscenza, più divenivo esasperato. E nel ’91, credo che fosse, quando uscii fuori… Wendelle Stevens è un mio caro amico. Ricordi l’”old boys network”? Il Luogotenente Colonnello, pilota fighter dell’Aviazione Militare Wendelle in pensione è tuttora vivo in Tucson.
Lui ed io eravamo amici intimi per anni. Quando poi sono andato in pensione dall’Arma, comprai una casa a Tucson e guarda caso, scopro che ero proprio dall’altra parte della strada da Stevens. Comunque, andò in prigione, fu un invenzione, un accordo politico organizzato. Io ho sempre sospettato che fosse perché aveva parlato apertamente dell’argomento.
Ora ci sono persone che dicono, “No, no Wendelle ha fatto solo un stupido sbaglio, ed ha violato la legge”, e così se ne andò. Trascorse tre anni in prigione. Bene questo è un esempio per te. La gente dice, “Beh, ha sbagliato”. Bene, io non ho mai creduto che lui avesse sbagliato in quella maniera. Credo che in parte il suo andare in prigione fosse il risultato di essere stato troppo schietto. Ora, questo è il trattamento che devi affrontare.
Nel ’91 ne avevo fin qui (mette la mano sulla fronte). Il mio primo matrimonio era alla fine per vari motivi. Avevo un nuovo lavoro. Presi un lavoro nel dipartimento dello sceriffo. Veramente lavoravo per la FEMA come un direttore delle emergenze. Ma ero così frustrato e esasperato, aspettando che il governo dicesse alla gente un poco di qualcosa.
Ed ero così frustrato e arrabbiato dal fatto che non solo non stavano dicendo la verità, ma che stavano sfacciatamente mentendo, e stavano anche distruggendo le vite di persone. C’erano persone che hanno avuto contatti, le quali il governo metteva in come si chiamano, cos’è quando la polizia ti mette in copertura…?

KC: custodia protettiva, una casa sicura?

BD: Beh non solo custodia, ti creano una nuova vita.

KC: Ah si, okay.

BD: Ho visto esempi di famiglie di militari distrutte perché…

KC: Perché la persona aveva parlato?

BD: Beh, un pilota poteva tornare da una missione, e prima che potessero arrivare a lui diceva qualcosa a qualcuno: “Mio Dio, avresti dovuto vedere coso ho visto li su! C’era una dannata nave che mi volava accanto e cerano delle facce che mi guardavano!”
Questo usci pubblicamente. E questo povero figlio di passeggiatrice, lo presero e lo spedirono in Kwajalein. Credo sia un piccolo atollo nel mezzo del pacifico, dove non puoi portare la tua famiglia. Ed andò in Kwajalein per chissà per quanto tempo, lontano dalla sua famiglia per aver detto una sola cosa.
Sono venuto a conoscenza di queste cose, mi colpì come qualche cosa d’ingiusto. Che nessun governo, maledizione, aveva il diritto di fare questo alle persone. Venni fuori in GRANDE.

KC: Giusto.

BD: Non solo ho condiviso tutto quello che avevo conosciuto a SHAPE nello studio, “The Assessment”, il quale di per se era dinamite. Ma la vera dinamite era tutto quello che avevo appreso da allora. E che ho appreso anche dopo che sono andato in pensione dall’Arma nel ’76.
Avevo ancora autorizzazioni. Ho lavorato per FEMA. Ricevetti quello che era l’equivalente di un Master in “management emergency” all’istituto in Emmitsburg, Maryland.

KC: Okay, ma loro non sono venuti a prenderti e spedirti in Siberia o Islanda…

BD: Non l’hanno fatto perché una volta che ho iniziato ad aprire la bocca ho avuto persone che sono venute da me a dirmi, “Bob, questa è la tua unica difesa, questa è l’unica sicurezza che tu hai. Continua a parlare. Perché se ti venissero a zittire adesso, sarebbe troppo ovvio…”

KC: Oh, capisco.

BD: …alla gente che saresti stato zittito, e che ciò che stavi dicendo dovesse essere vero.” Come ti ho detto, credo di averlo condiviso con Bill, sono stato intimidito. Ho avuto chiamate da persone che non si identificavano. Voci maschili che dicevano, “Non credi di aver parlato di questo abbastanza? Perché diavolo… è tempo che chiudi la bocca.
(mima il telefono all’orecchio) “Chi è?” “Non importa. Tieni la tua dannata bocca chiusa.” Click. Ne ho avute varie di queste.
Avevo una piccola casa in Tucson in un vicolo ceco. Vivevo li, l’ho comprata nel ’60 qualcosa. Un giorno sto li seduto leggendo o qualcosa, e sento (imitando il suono di un elicottero), un suono molto distinto. Conoscevo un elicottero. Conoscevo il suono di un Huey perché sono stato in Viet Nam, e l’Huey ha un suono tutto suo.
Ho pensato, sai, sta passando? E continuava (imitando il suono) e il dannato coso era li sopra la mia casa. Così esco dalla porta, nella strada d’accesso e guardo in alto, ed ecco li un elicottero tipo Huey totalmente nero, non più di 30m sopra la mia casa, violando le leggi dell’FAA, violando totalmente le regole.Il dannato coso era lì sopra e non aveva alcuna registrazione. Neanche un marchio, era totalmente nero e quella era una violazione della FAA. Questi tizi violano la legge ogni volta.
Stavo lì in piedi e pensavo, “Chi diavolo sei? Ho guardato in alto e l’ho studiato, e lì c’era un grande apparato circolare di vetro sulla base di questo coso. Era parte dell’aeromobile. Ed ho concluso più tardi che probabilmente era un di quelle finestre a 360°. C’erano sicuramente tizi seduti che mi guardavano attraverso il vetro.
Ma era nero, totalmente nero. Il vetro era nero. Il coso era lì su, come per sbeffeggiare. Voglio dire cosa ci puoi fare? Così ho agitato il mio pugno mostrando il dito medio, dicendo un paio di bestemmie. Li ho chiamati con alcuni nomi, “Io vi conosco, figli di passeggiatrice! So chi siete e cosa state facendo!”

KC: Okay.

BD: a quel punto lì stavo proprio mandando al diavolo. Sono sicuro che hanno pensato, “Va bene, abbiamo la sua attenzione”, e andarono via. Prima di tutto, totalmente nero, nessun marchio… una violazione. Stava volteggiando sopra una residenza privata… una violazione.

KC: Certamente.

BD: Lo sai, non gli importa. Era un’intimidazione. Questo era appena dopo che sono andato pubblicamente a quella conferenza a Tucson.

KC: Okay. Allora dimmi, avevi amici in alto, perché so che hai passato del tempo a Washington. Chi ti sta proteggendo? Perché… è umano, è extraterrestre…?

BD: Ti dirò cosa penso. Io credo che dopo che sono venuto fuori pubblicamente, parlando regolarmente. Dal ’91, ho viaggiato per il mondo, sono stato in 18 paesi.
Penso che uscire allo scoperto probabilmente è stata la cosa che mi ha salvato. Oltre alle telefonate e all’Huey nero e tutto il resto, ho avuto persone che venivano da me alle conferenze, tizi che non si introducevano, in completo, tu sai cosa significa il termine completo?

KC: Certo.

BD: Un completo a tre pezzi…

KC: Ride.

BD: …un tipica cosa da agenti governativi.” Hai parlato abbastanza apertamente di questa cosa, perché lo stai facendo?” “ Beh, chi sei?” “ Non importa, perché stai facendo questo?” ” Bene prima di tutto, la verità ha bisogno di essere detta.” “Ah, si, pensi di sapere la verità?” “ Penso di saperne un po’, come ti sembra? A dire la verità ne so un bel po’. Ancora meglio.” E mi sono capitate cose del genere negli anni.
Ho trascorso un periodo interessante… Ho parlato a Leeds ad una conferenza. Ho ricevuto una telefonata da un tipo che si identificò come “ Mr Sweeting.” Sai, un tipico nome inglese, immagino,” Mr Sweeting.” Abbiamo scoperto, Tony Todd controllò il numero telefonico di Mr Sweeting che mi chiamò e disse che era imperativo parlarmi prima che io andassi avanti.
Tony e io entrammo nella cabina telefonica insieme, stipati. Tony ascoltava mentre io parlavo con Mr Sweeting, e lui mi disse, “ è imperativo Mr Dean che io le parli prima che vada avanti. Cosa dirà?” E io dissi,”Bene, signor Sweeting se sei nella zona, perchè non viene alla conferenza a sentire?” “ Beh, no, non posso farlo. Volevo solo sapere cosa pensa di dire.” Io dissi,”ho intenzione di dire parecchio.”

KC: [Ride].

BD: E Tony controllò il numero. E indovina dove? C’è un enorme agenzia nazionale Americana per la sicurezza situata nello Yorkshire, chiamata, mm…

KC: Menwith hill.

BD: Menwith hill. Ci sono passato vicino. Tony mi ci ha portato varie volte.

KC: Certo.

BD: Il numero telefonico di Mr Sweeting era di Menwith Hill.

KC: Okay allora… tutto qui? Era quella la sostanza della vostra conversazione?

BD: Bene la sostanza della conversazione fu che Mr Sweeting non voleva dirmi niente di se stesso e del perché voleva parlarmi. E io gli ho detto, non avrei condiviso niente con lui per telefono. Se voleva parlarmi poteva venire alla conferenza e io sarei stato lieto di parlargli faccia a faccia.

KC: Va bene, ci sono mai stati informatori, gente che viene fuori a condividere cose con te da quando sei diventato un informatore?

BD: Oh si, ci sono state persone che sono venute da me e mi hanno detto, “ Sai, è da tanto che volevo condividere con te questo, Dean… e penso che posso condividerlo con te perché non prenderai il mio nome e indirizzo e telefono per denunciarmi. Ma questo è accaduto a me e so che è accaduto anche a te.” Siamo tutti membri di ciò che chiamiamo “ Old boys network ”.
Volevamo renderlo noto. Volevamo renderlo noto onestamente, davanti a tutti, democraticamente, maledizione!

KC: Ok mi hai convinto, ma non completamente. Sei mai stato sottoposto che tu sappia a controllo mentale e se non è così chi ti protegge?

BD: Beh, ti spiegherò. Ho condiviso questo con altra gente svariate volte perchè mia hanno chiesto la stessa domanda okay?

KC: Sicuramente.

BD: Quando sono diventato famoso, suppongo che sia la migliore parola, dove ho parlato apertamente, regolarmente ovunque nel pianeta e in tutti gli Stati Uniti, ad una considerevole quantità di persone con responsi positivi. Non solo militari che mi ringraziavano per aver parlato pubblicamente, ed ho un numero d’amici intimi che sono andati in pensione con alti gradi.
Un caro amico da Roswell, un sergente in pensione che dopo aver parlato pubblicamente, gli fu ucciso il figlio da un pirata della strada. Ed hanno concluso che era il risultato del suo parlare pubblicamente.

KC: Clifford Stone

BD: Clifford perse il figlio.

KC: Si lo abbiamo intervistato.

BD: Clifford è un caro amico e suo figlio fu ucciso subito dopo la pubblicazione del suo libro. Puoi dire,” Ah una coincidenza.” Stronzate! Ho visto tante coincidenze nella mia vita e non ci credo. Non credo alle coincidenze. Non ci sono coincidenze nella nostra vita. È tutto pianificato. Clifford è come me adesso, è diventato un recluso.

BD: La pura rabbia che sentivo riguardo quello che il governo stava facendo alle persone per tenere il segreto su questo – violava ogni concetto di tutta la mia idea di vita onore e democrazia di giustizia e decenza. Ed allora ho cominciato capire che il governo che noi pensiamo di avere non è il governo che abbiamo.
L’ho detto pubblicamente alle persone nelle conferenze. Dissi, “Voi persone lì fuori pensate spensieratamente di vivere in una repubblica democratica… beh, non e così.” e poi tutto quello che uscito fuori in questi anni – il governo ombra – non sappiamo chi sono. Non abbiamo idea. Abbiamo un sentore di chi potrebbe essere.

Ma questi tizi non sono eletti. Non lo sono… non sono responsabili, non hanno nessuna responsabilità verso il congresso, verso le persone, verso il paese.. verso nulla. E loro stanno dirigendo il maledetto programma. E questo mi manda in bestia! Potrei quasi uccidere… il mio senso di rabbia è così profondo… che questi auto-nominati così detti esperti che dirigono questo programma e tengono segreta… la più grande storia nella storia dell’umanità dalla gente. La gente ha diritto di sapere.
E ti dirò perché dico questo. Ho detto questo a Bill: ho sempre creduto che se questo venisse fuori – totalmente – grande com’è come dinamite, porterebbe un espansione nella coscienza nella gente. Smetteremmo di pensare a noi stressi come a Mussulmani, Cristiani, Ebrei, qualsiasi cosa… ci vedremmo come esseri umani da un piccolo, minuscolo pianeta sul bordo di una galassia di grandezza media. E che questa conoscenza di per se ci unirebbe come specie. Ed ho pensato, “Questa è la nostra salvezza.” Se possiamo unirci e pensare a noi come ad una sola razza, una persona, questa consapevolezza che noi non siamo soli e che non siamo mai stati soli credo che ci unirebbe. (sospira)

KC: Quindi…

BD: ma la storia è talmente grossa, tesoro. Ti dico un'altra cosa. Negli anni ho appreso... quello che ho appreso nel 1967 era niente rispetto a ciò che ho appreso dopo. Negli anni, scavando, parlando a persone… parlando a persone di alto livello.. persone che si sedevano ad una conferenza e dicevano, “Ehi sediamoci e parliamo. Ti dirò quello che ho appena saputo..” Sono quasi arrivato alla conclusione che la storia è così maledettamente grande che il governo potrebbe avere ragione: che la massa di gente non può affrontarla.
Come dici alla gente che questa specie, questa razza di cui siamo tutti parte.. è una razza ibrida? Che siamo stati geneticamente creati da una intelligenza extraterrestre.. come glielo dici? Ah con attenzione! Ti guardi intorno e glielo dici con attenzione, a secondo di dove sei. Ora se sei a Bagdad a parlare con dei Sunniti o Sciiti, nemmeno tiri fuori l’argomento. Come gli dici che ogni principale religione sul pianeta è stata iniziata e orchestrata da intelligenze extraterrestre? Come fai a dire ai fondamentalisti Cristiani che quel caro uomo della Galilea 2000 anni fa era parte del programma? Non glielo dici almeno che tu hai controllato le uscite e sai come diavolo puoi scappare dalla casa!

KC: Okay, bene..

BD: non tiri fuori questi argomenti. Come gli dici, per esempio che questi contatti e questi rapimenti… sono parte del programma genetico ancora in corso?! Che queste persone che sono state tirate fuori dalle loro stanze da letto e dalle loro automobili di notte, che sono esaminati e alle quali vengono presi campioni e tutto il resto.. ed è sconvolgente per loro.. ed è spaventoso per loro.. ed è straziante per loro. E quando alla fine devono confrontarlo, forse attraverso la regressione ipnotica, devono affrontarlo… come gli dici che tutto ciò è parte dello sviluppo di un programma genetico ancora in corso?

KC: Ma coma fai a non dirglielo, quando sono milioni, sai? Quando ce ne sono così tanti la fuori, adesso, che sono tanto coscienti quanto te.. e me e Bill…sai, e Marcia, voglio dire..
Noi non siamo tanto una minoranza quanto pensiamo di essere. E quello che è interessante, è che il governo e quello che hanno pianificato di fare negli anni passati quando erano in controllo del paese (che non controllano più)… sai, non fu la migliore decisione che presero. E adesso, la peggior cosa è continuare a tenere il segreto. E tu ovviamente credi che è ancora importante svegliare le persone.

BD: Io ancora credo che ci sono…

KC: Perché tu sei qui adesso.

BD: …grandi masse di persone li fuori che non lo sanno affrontare. Tu non sei caduta piangendo quando ti ho detto che questo è un fatto. Questa non è solo la mia idea… questi sono fatti di cui ho verifiche.

KC: Okay

BD: Vedi, so che… ho parlato con persone all'interno. Ci sono persone che si sono confidate con me, che sono all'interno.

KC: Ci scommetto… ci scommetto.

BD: …che dicono, “Ti dirò..ho avuto ufficiali militari confidarmi” , “Ho avuto uomini che lavoravano per me” mi dissero fuori Las Vegas, “Che una volta a confronto con questo...ho avuto uomini cresciuti con esperienze di combattimento che sono scoppiati a piangere come neonati.” Mi disse, “ Non possono affrontarlo. Ho dovuto spedire quegli uomini e assegnarli da un'altra parte.” Non potevano affrontarlo. Si sono trovati faccia a faccia con un alieno e sono scoppiati a piangere come neonati. Ora… tu dici che puoi affrontarlo, giusto?

KC: Okay, ma… queste sono tutte persone che… hanno una certa mentalità che molte persone di fuori – intendo civili – comunque non hanno. Voglio dire dipende solo con chi stai parlando, ma io e te sappiamo che siamo in un mondo che sta.. cambiando più velocemente di quanto chiunque possa pensare.

BD: Tu sei in un mondo che non è quello che pesi sia.

KC: Esattamente. Allora..

BD: Come ho detto, molte volte: stai vivendo dentro, una parte, di uno dei migliori, piu' maturi, giardini zoologici della galassia. E se pensi che ti ho detto che vivi in uno zoo... tu veramente vivi in uno zoo! Ora, non so come questo si confronta con il tuo ego e il tuo amor proprio, e cosa pesi di te stessa... tu sei. Ma tu sei un animale, che vive in uno zoo.
Ora, come fa una massa di persone, confrontandosi con questa realtà, ad affrontarla? Tu sei inusualmente illuminata e brillante su questo soggetto, perché penso che ti sei informata.

KC: Certamente.

BD: Tu hai intenzionalmente... hai provato ad apprendere tutto ciò che potevi al riguardo.

KC: Giusto.

BD: Così, hai preso piccoli pezzi di questo e li hai assorbiti e digeriti, e masticati, piccoli pezzetti alla volta. Quindi sei piuttosto sveglia riguardo a cosa sta veramente accadendo. E vai ancora in giro, come un normale essere umano!

KC: Certo.

BD: Ma tu sei un'eccezione. Sai, tu... ho visto un pubblico pieno di persone come te quando ho parlato l'ultima volta alla mia ultima presentazione. E stavo parlando a... stavo, come dicono... cantando al coro?

KC: Si..

BD: Si. Sei parte del coro.

KC: Va bene. Ma, chi viene da te? Voglio dire, riguardo Majestic? Hai familiarità con i Majestic-12?

BD: Oh, si. Si, si.

KC:Bene, come...

BD: Loro non si chiamano più così... ma esistono.

KC: Capisco. Come si chiamano? Qual'è il loro nuovo nome? Lo sai?

BD: Oh, si beh era... PI-40 l'ultimo termine che ho sentito.

KC: PI-40.. okay. Va bene, quindi sono 40...

BD: Non so cosa diavolo vuol dire... probabilmente ci sono quaranta membri adesso.

KC: Ti hanno avvicinato?

BD: Ne ho incontrati diversi, si.

KC: Perché sanno che sei bene informato...

BD: bene... possiamo ritornare al soggetto, di cui stavamo parlando poco fa... come diavolo me la sono cavata con quello che faccio. Ho una bocca grande, ne ho parlato schiettamente e onestamente ed ho... condiviso la mia rabbia.
Ma penso... e l'ho detto pubblicamente... dopo aver cominciato a parlare in tutto il mondo e in tutto questo paese, riguardo fatti sensibili come quelli di cui abbiamo appena parlato... ho concluso che c'era qualcuno, da qualche parte che voleva che io facessi questo.

KC: Certamente.

BD: ...o non me la sarei cavata.

KC: Assolutamente.

BD: E non so chi questo qualcuno sia... posso anche averlo o averla incontrata... poteva essere qualcuno che mi si è presentato in conferenza a stringermi la mano dicendo, “ bel lavoro. Continua così,” sai, qualcosa del genere.

KC: okay, quindi.. quello che Dan Burisch dice è che parte dei Majestic vuole che sia rivelato, e parte di Majestic non vuole.

BD: Beh ma... vent'anni fa erano divisi a meta.

KC: Okay.

BD: Noi sappiamo questo...

KC: Bene. Allora dove pensi... a che punto pensi sono oggi? ..pensi che..

BD: Robert Wood... sai chi è Bob Wood?

KC: Assolutamente.

BD: Okay, conosci suo figlio Ryan?

KC: Si.

BD: Bene. Bob Wood mi disse questo ad una conferenza a Long Beach tanto tempo fa... disse, “conosco due membri di Majestic.” Disse, ”Loro hanno detto che sono spaccati a metà ed è una battaglia feroce. E' feroce. Una metà dice, 'si portiamolo allo scoperto' e l'altra metà non solo 'no' ma 'diavolo no, mai e poi mai'” E quel gruppo sta ancora decidendo tutto.

KC: Okay.

BD: Vedi, abbiamo un governo ombra qui... questo mi interessa non poco, da Americano, e dovrebbe interessare anche te..

KC: Assolutamente.

BD: Sai quanti sono un Trilione di dollari?

KC: nessuna idea, ma capisco.

BD: Sono tanti.

KC: Si.

BD: Okay... in questo paese, per tre anni... '98, '99 e 2000.. ogni anno c'erano 2.7 trilioni di dollari mancanti dai conti del Pentagono che non si potevano spiegare dove i soldi erano finiti. Sapevano di averli, e poi non c'erano più. Ora, sono 2.7 trilioni all'anno per tre anni. Ora... pensi che questi tizi non sono finanziati bene?!

KC: [ride]

BD: Oh, sono finanziati meglio dell'Esercito degli Stati Uniti, per l'amor di Dio. L'esercito degli Stati Uniti non prende quel tipo... sai, noi prendiamo soldi in bilioni, ma non in trilioni. E non 2.7 trilioni all'anno per tre anni.

KC: Giusto. Ti stai riferendo a Cathrine Fitts, la sua ricerca?

BD: Beh non ho mai incontrato la signora... ma ho un grande rispetto per lei...

KC: Certamente.

BD: Ho un carissimo amico, il quale ti dico questo ma negherò di averlo mai detto. C'è un membro del PI-40 il quale gestisce un “Think Tank” a Washington, D.C...(pausa)... no? (guarda fuori campo verso Marcia)... beh, è una fonte, lei forse vorrà parlare con lui. È un uomo di cui mi fido, un uomo che ammiro e rispetto e lui è all'interno. Una volta lui ha detto a Cathrine, “vuoi incontrare un alieno? Posso organizzarlo..” e lei.. era visibilmente spaventata. E così, non fu mai obbligato a mantenere la promessa. Ma se mai ti capita di andare a Washington, e ne hai la possibilità, saluta John per me.

KC: Lo farò.

BD: Okay, io...

KC: Quella storia è sul sito di Cathrine...

BD: Ah davvero?!

KC: Lei dice che se ne è sempre pentita fino ad oggi...

BD: ...che non lo ha mai preso in parola? [ride]

KC: ...che non lo ha mai preso in parola.

BD: Okay. Bene, John è uno che non solo conosce alieni ma ne ha probabilmente un paio tra il suo gruppo.

KC: Ci credo.

BD: tanto è il nostro coinvolgimento con almeno un gruppo.

KC: Assolutamente.

BD: Ora tutti dicono, “quale gruppo?” “ Sono i 'Lizards' o sono i 'Reptiles',” o sono questi o quelli... non importa... abbiamo a che fare con qualche gruppo li fuori che sono un milione di anni avanti a noi nella evoluzione, tecnologia e sviluppo. Ci sono razze intelligenti che sono miliardi di anni avanti a noi. Abbiamo trovato stelle la fuori che probabilmente hanno pianeti, e che sono tre volte più vecchie delle nostre stelle... che vuol dire che probabilmente i pianeti e la vita intelligente su quei pianeti intorno a quelle stelle potrebbero essere tre volte più vecchie... noi ci siamo forse da, 11 miliardi? Beh, è niente.
L'universo, l'ultima volta che l'hanno calcolato, era 14 miliardi. E poi ci fu un astronomo... mi piace questo... un astronomo un giorno disse, “non riusciamo a capire... abbiamo trovato stelle che sono più vecchie dell'universo.”

KC: [ride]

BD: ...e ho pensato, “Imbecille. Non pensi che dovresti ritornare sui banchi? Che forse ti sei perso qualcosa in Astronomia 101?” Ad ogni modo..

KC: Beh veramente...

BD: Quello che sto cercando di dirti è che siamo immersi in un universo che è cosciente... che pullula di intelligenza cosciente. E ci sono pianeti la fuori come granelli di sabbia, pieni di vita intelligente. E ci sono culture civilizzazioni, società... che sono milioni di anni avanti a noi.
Ora... mi piace questo perché è un esercizio che mi piace dare ai bambini. Una volta ho messo insieme un programma di studio per una classe di bambini, su questo soggetto. La commissione scolastica mi avrebbe messo al rogo, se avessi mai cercato di farlo accettare.
Ma, quando ti fermi a pensare a queste realtà... che queste specie, in tutta la sua primitiva barbarie, con tutta la sua illimitata straziante ignoranza, stupido... modo di affrontare la vita... che ci sono culture e civilizzazioni e società li fuori che se non perfette, hanno raggiunto un livello talmente irraggiungibile da ciò che abbiamo qui. E che io so questo e io sento questo nelle mie viscere.
Ed è per questo che io prendo il giornale e leggo l'ultima spazzatura... e le uccisioni... e non mi meraviglio di essere diventato un recluso. Non posso più vivere in quel mondo, e la ragione che credo ti ho dato poco fa è che la mia visione del mondo..il mio paradigma... mi è collassato intorno venti anni fa.

KC: Certo.

BD: Ora, se mi ha fatto diventare a me un cinico recluso, cosa può fare alle masse di persone li fuori... che vanno avanti con il loro insignificante piccolo business... le loro piccole vite... andando al bowling... andando alle corse NASCAR... bevendo la loro birra... masticando le loro patatine... e pensando che quella è, una bella vita. ...quando tu ed io sappiamo che non è così.

KC: Bene, veramente, mi hai mostrato una notevole quantità di consapevolezza, di amore, di... tu hai uno spirito vitale che è molto sorprendente... sei molto eloquente... per te questo non è stato tutto negativo. Questa informazione ti ha illuminato, e ha fatto di te la persona che tu sei oggi.

BD: Si, certamente. Quello che sono oggi è il prodotto totale di non solo 78 anni su questo pianeta, mi è sempre piaciuto dire... ho vissuto... un paio di centinaia di vite, perché sono totalmente convinto della realtà della reincarnazione...

KC: Buon per te.

BD: Ho preso la decisione che non tornerò di nuovo qui.

KC: [ride]

BD: quello che voglio dire è che ho una relazione di odio e amore con la razza umana... davvero.

KC: Sicuro... comprensibile.

BD: Ho una relazione di odio e amore con questa razza... e se potessi prendere questa specie per il bavero e schiaffeggiarla lo farei. Ma quello che sto facendo qui con voi e la vostra telecamera è in un certo modo proprio questo. Se le mie parole hanno alcun significato o valore, non solo per voi , ma per qualsiasi persona che nel futuro vedrà questo, è che io amo questa razza...(sospiro)...
ne ho fatto parte per 78 anni questa volta, ho conosciuto l'inferno. Ho vissuto due guerre sono al mio terzo matrimonio, ho allevato due figli ne ho perso uno per suicidio...
Ho visto cose in questa vita che mi hanno influenzato tanto. Ma vedi, io so... e non dirmi e non chiedermi di spiegare esattamente come lo so e quanto so...
Perché, non ho mai condiviso questo precedentemente ma sono stato contattato. (profondo respiro) E' molto difficile parlarne. Sono stato rapito. Non lo considero un rapimento... lo considero un invito e... sono stato a bordo di quelle navicelle svariate volte. Ci sono pure stati amici che sono venuti da me e mi hanno detto , “ O mio Dio...”
Un amico di Sedona... un dottore... un dentista, mi disse, “Sono stato rapito” e lui disse, “quando mi ripresi la su, mi guardai attorno e vidi te in piedi in un angolo mentre chiacchieravi con questa gente!” e dissi, “Beh, non sono sorpreso.” Perché sono stato a bordo svariate volte.

KC: Hai dei ricordi coscienti di questo.

BD: Oh, si, si, senza nessun bisogno di regressione ipnotica. Quando quello... quando quello accade a te, lascia una tale impronta su di te che non hai bisogno della regressione ipnotica per ricordare. Voglio dire, è la. E' come una cicatrice – è la. No no, sono stato a bordo svariate volte, e sospetto che molte delle informazioni che ho circa la profondità... la profondità delle società e delle civilizzazioni e della culture... che esistono la fuori, mi fa sapere quanto alcune di loro sono gloriose...
E poi mi guardo in torno in questo cumulo di fango qui dove noi viviamo, e penso, sap



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