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MessaggioInviato: 27/11/2014, 16:09 
Risposte cliniche promettenti in pazienti con vari tipi di cancro sono state ottenuti grazie a terapie che mirano a risvegliare la risposta del sistema immunitario ai tumori. A riferirlo sono cinque nuovi studi pubblicati “Nature” che ampliano il numero dei tumori conosciuti che rispondono alle immunoterapie e aumentano le conoscenze sulle caratteristiche dei tumori che permettono di anticipare il livello di risposta dei tumori alle terapie. Queste nuove terapie mirano in particolare a sbloccare i freni molecolari – detti anche posti di blocco o checkpoint immunitari – che normalmente impediscono al sistema immunitario di diventare troppo distruttivo aggredendo anche cellule sane dell'organismo (come avviene nelle patologie autoimmuni). Alcuni tumori hanno però la capacità di cooptare questi freni molecolari indebolendo la risposta immunitaria contro le cellule degeneri del tumore. Sbloccare il sistema immunitaro per combattere il cancroLinfociti T che attaccano una cellula cancerosa. A innescare queste vie inibitorie è il legame di particolari molecole, i ligandi, a due recettori, chiamati CTLA-4 e PD-1, presenti sulla superficie dei linfociti T e di altre cellule del sistema immunitario; nel caso del recettore PD-1 questo legame porta addirittura alla morte diretta della cellula. Le nuove terapie immunologiche si basano appunto sulla somministrazione di anticorpi in grado di ostruire il sito di legame dei recettori CTLA-4 (anticorpo ipilimumab) e PD-1 (pembrolizumab e nivolumab), così da impedire che vengano raggiunti dai ligandi che li attiverebbero. Ma fino a poco tempo fa, l'efficacia di questi trattamenti era stata documentata solo in casi di melanoma e di carcinoma a cellule renali. Inoltre, non erano affatto chiari né gli esatti eventi cellulari innescati dal legame con gli anticorpi né i loro precisi obiettivi antigenici, ossia le strutture molecolari delle cellule immunitarie a cui si legano. Thomas Powles e colleghi e da Roy S. Herbst e colleghi ampliano l'applicabilità e la sicurezza dell'uso di anticorpi che bloccano le vie immuno-inibitorie su pazienti colpiti rispettivamente da carcinoma della vescica uroteliale, e da tumore del polmone non a piccole cellule, carcinoma renale, carcinoma a cellule squamose della testa e del collo, cancro colorettale e dello stomaco, anche se risultati duraturi della terapia sono stati riscontrati solo su un sottogruppo dei soggetti trattati. A questo sottogruppo – hanno mostrato sia Herbst e colleghi sia, in un altro studio, Paul C. Tumeh e colleghi – appartengono i soggetti nei quali il sistema immunitario aveva fatto in tempo a riconoscere l'iniziale sviluppo del tumore prima che questo riuscisse a bloccarne la risposta immunitaria. Inoltre, Tumeh e colleghi hanno anche dimostrato che analizzando i linfociti T CD8+ è possibile rilevare la presenza di un marcatore biologico che segnala se ciò è avvenuto o meno. Questo marcatore rappresenta quindi un utile predittore dell'efficaica della terapia immunologica. Negli ultimi due articoli, Mahesh Yadav e colleghi e Matthew M. Gubin e colleghi si sono concentrati sulle caratteristiche degli antigeni che permettono l'innesco dell'inibizione della risposta immunitaria e degli antigeni tumorali che potrebbero comunque scatenarla perché fortemente immunogenici. In questo modo hanno scoperto che essi sono codificati da geni la cui mutazione difficilmente contribuisce allo sviluppo del cancro e hanno confermato l'ipotesi, già da tempo avanzata, secondo cui cambiamenti nel livello di immunogenicità delle cellule tumorali possono derivare da mutazioni “secondarie”, che però potrebbero in prospettiva diventare un ulteriore obiettivo delle terapie immunologiche.] Risposte cliniche promettenti in pazienti con vari tipi di cancro sono state ottenuti grazie a terapie che mirano a risvegliare la risposta del sistema immunitario ai tumori. A riferirlo sono cinque nuovi studi pubblicati “Nature” che ampliano il numero dei tumori conosciuti che rispondono alle immunoterapie e aumentano le conoscenze sulle caratteristiche dei tumori che permettono di anticipare il livello di risposta dei tumori alle terapie.

Queste nuove terapie mirano in particolare a sbloccare i freni molecolari – detti anche posti di blocco o checkpoint immunitari – che normalmente impediscono al sistema immunitario di diventare troppo distruttivo aggredendo anche cellule sane dell'organismo (come avviene nelle patologie autoimmuni). Alcuni tumori hanno però la capacità di cooptare questi freni molecolari indebolendo la risposta immunitaria contro le cellule degeneri del tumore.

Sbloccare il sistema immunitaro per combattere il cancroLinfociti T che attaccano una cellula cancerosa.
A innescare queste vie inibitorie è il legame di particolari molecole, i ligandi, a due recettori, chiamati CTLA-4 e PD-1, presenti sulla superficie dei linfociti T e di altre cellule del sistema immunitario; nel caso del recettore PD-1 questo legame porta addirittura alla morte diretta della cellula.

Le nuove terapie immunologiche si basano appunto sulla somministrazione di anticorpi in grado di ostruire il sito di legame dei recettori CTLA-4 (anticorpo ipilimumab) e PD-1 (pembrolizumab e nivolumab), così da impedire che vengano raggiunti dai ligandi che li attiverebbero. Ma fino a poco tempo fa, l'efficacia di questi trattamenti era stata documentata solo in casi di melanoma e di carcinoma a cellule renali. Inoltre, non erano affatto chiari né gli esatti eventi cellulari innescati dal legame con gli anticorpi né i loro precisi obiettivi antigenici, ossia le strutture molecolari delle cellule immunitarie a cui si legano.

Thomas Powles e colleghi e da Roy S. Herbst e colleghi ampliano l'applicabilità e la sicurezza dell'uso di anticorpi che bloccano le vie immuno-inibitorie su pazienti colpiti rispettivamente da carcinoma della vescica uroteliale, e da tumore del polmone non a piccole cellule, carcinoma renale, carcinoma a cellule squamose della testa e del collo, cancro colorettale e dello stomaco, anche se risultati duraturi della terapia sono stati riscontrati solo su un sottogruppo dei soggetti trattati.

A questo sottogruppo – hanno mostrato sia Herbst e colleghi sia, in un altro studio, Paul C. Tumeh e colleghi – appartengono i soggetti nei quali il sistema immunitario aveva fatto in tempo a riconoscere l'iniziale sviluppo del tumore prima che questo riuscisse a bloccarne la risposta immunitaria. Inoltre, Tumeh e colleghi hanno anche dimostrato che analizzando i linfociti T CD8+ è possibile rilevare la presenza di un marcatore biologico che segnala se ciò è avvenuto o meno. Questo marcatore rappresenta quindi un utile predittore dell'efficaica della terapia immunologica.

Negli ultimi due articoli, Mahesh Yadav e colleghi e Matthew M. Gubin e colleghi si sono concentrati sulle caratteristiche degli antigeni che permettono l'innesco dell'inibizione della risposta immunitaria e degli antigeni tumorali che potrebbero comunque scatenarla perché fortemente immunogenici. In questo modo hanno scoperto che essi sono codificati da geni la cui mutazione difficilmente contribuisce allo sviluppo del cancro e hanno confermato l'ipotesi, già da tempo avanzata, secondo cui cambiamenti nel livello di immunogenicità delle cellule tumorali possono derivare da mutazioni “secondarie”, che però potrebbero in prospettiva diventare un ulteriore obiettivo delle terapie immunologiche.

http://www.lescienze.it/news/2014/11/27 ... t-2390826/


Ultima modifica di ubatuba il 27/11/2014, 16:22, modificato 1 volta in totale.

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MessaggioInviato: 27/11/2014, 19:15 
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MaxpoweR ha scritto:

diciamo che da domani volessi iniziare a nutrirmi "come si deve" cosa dovrei fare ed a chi rivolgermi? Sono sostanzialmente contrario al vegetarianismo ed a tutte queste cose da fanatici dell'alimentazione, vorrei solo nutrirmi per come la natura mi ha fatto, con chi dovrei parlare? Un nutrizionista?

Perchè il concetto di alimentazione corretta è abbastanza relativo mi sembra...


Non penso che per alimentarti correttamente tu debba per forza ricorrere ad un alimentarista. Basta fare mente locale e riflettere sul fatto, come riporta l'articolo sopra, che nei paesi del terzo mondo le malattie metaboliche sono pressoché inesistenti mentre negli Stati Uniti l'incidenza di queste ultime è molto alta.
E' risaputo che frutta e verdura fanno bene e che se ne deve assumere un certo quantitativo giornaliero per un giusto apporto di vitamine, fibre e liquidi etc, rispettando i limiti della sazietà (da tenere presente che in quantità esagerate anche l'acqua fa male).
In base a questo fare 2+2 [:)] [:o)]
La decisione sta a noi.. [8]



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MessaggioInviato: 28/11/2014, 11:21 
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MaxpoweR ha scritto:

diciamo che da domani volessi iniziare a nutrirmi "come si deve" cosa dovrei fare ed a chi rivolgermi? Sono sostanzialmente contrario al vegetarianismo ed a tutte queste cose da fanatici dell'alimentazione, vorrei solo nutrirmi per come la natura mi ha fatto, con chi dovrei parlare? Un nutrizionista?

Sì, con un nutrizionista.

Cita:
Perchè il concetto di alimentazione corretta è abbastanza relativo mi sembra...

Non sono d'accordo. Il concetto di alimentazione corretta viene
trasformato in "relativo", nel momento in cui il potere della
conoscenza è assoggettato agli interessi economici globali.



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"…stanno uscendo allo scoperto ora, amano annunciare cosa stanno per fare, adorano la paura che esso può creare. E’ come la bassa modulazione nel ruggito di una tigre che paralizza la vittima prima del colpo. Inoltre, la paura nei cuori delle masse risuona come un dolce inno per il loro signore". (Capire la propaganda, R. Winfield)

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MessaggioInviato: 28/11/2014, 16:03 
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Thethirdeye ha scritto:

Cita:
MaxpoweR ha scritto:

diciamo che da domani volessi iniziare a nutrirmi "come si deve" cosa dovrei fare ed a chi rivolgermi? Sono sostanzialmente contrario al vegetarianismo ed a tutte queste cose da fanatici dell'alimentazione, vorrei solo nutrirmi per come la natura mi ha fatto, con chi dovrei parlare? Un nutrizionista?

Sì, con un nutrizionista.

Cita:
Perchè il concetto di alimentazione corretta è abbastanza relativo mi sembra...

Non sono d'accordo. Il concetto di alimentazione corretta viene
trasformato in "relativo",
nel momento in cui il potere della
conoscenza è assoggettato agli interessi economici globali.



Il Nutrizionista è un essere umano con le Sue conoscenze, non tutti i nutrizionisti ti suggeriranno la stessa cosa, (come d'altra parte capita con i medici di altre specializzazioni), forse è in questo caso che il concetto di alimentazione corretta diventa relativo alle proprie conoscenze e tendenze personali (legate anche agli interessi economici globali).[8]



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MessaggioInviato: 01/12/2014, 14:20 
Cita:
Ohibò: il sale cura il cancro
Inviato da Redazione il 30/11/2014 19:50:00 (1925 letture)
di Federico Giovannini

Se vi dicessero che con delle iniezioni di sale si può sconfiggere il cancro, ci credereste? Ovviamente no.

Invece un articolo del Daily Mail di oggi si intitola proprio così: "Iniezione di sale 'uccide le cellule cancerogene' portandole all'auto-distruzione."

L'articolo cita la ricerca del Professor Philip Gale, dell'Università di Southampton dove hanno condotto degli approfonditi studi in cui avrebbero dimostrato di poter uccidere le cellule tumorali con il sale da cucina.

"Abbiamo scoperto che possiamo indurre la morte della cellula con il sale", ha dichiarato il professore.

Secondo Gale, all'Università starebbero sviluppando una molecola in grado di circondare il sodio per farlo entrare nelle membrane cellulari in modo da innescare l'apoptosi cellulare, ovvero la morte della cellula tumorale.

Ma scusate - viene da chiedersi - perchè allora non fare delle infusioni di cloruro di sodio (sale da cucina) direttamente nei tumori? ...


E' davvero necessario trovare una molecola supertecnologica che faccia entrare il sodio nelle cellule?

Fra l'altro, negli Stati Uniti la guerra al cancro con del sale non è più una novità da tempo. Nel 2012 il National Institute of Health (NIH) ha concesso all’Università dell’Arizona un finanziamento di 2 milioni di dollari proprio per studiare gli effetti del bicarbonato di sodio sui tumori.

La differenza fra i due metodi è questa: Il Professor Gale attraverso la sua molecola sintetica pensa di innescare l'apoptosi cellulare con il sale (il sodio in particolare), mentre il Professor Pagel (Università dell' Arizona) spiega che "alcuni tumori possono produrre acidi attraverso un processo conosciuto come Effetto Warburg, che incentiva la degradazione dei tessuti intorno alla massa cancerosa, favorendo così la crescita tumorale e le metastasi". (come il CICAP si affretta a puntualizzare nella sua rivista online).

E noi, stiamo a guardare?

Niente affatto: da noi già molti anni fa un certo Dott. Tullio Simoncini fu radiato dall'albo dei medici - come recita la motivazione ufficiale - "per aver somministrato bicarbonato di sodio a pazienti affetti da tumori".

Come ormai è noto Simoncini utilizza il bicarbonato di sodio perchè è convinto che sia un'infezione fungina (di Candida Albicans) a innescare la reazione di crescita delle cellule (che non trovano altro mezzo se non quello della riproduzione esasperata, per fronteggiare l'infezione), quindi il bicarbonato di sodio, uccidendo la Candida, riavvierebbe l'apoptosi cellulare, dato che una volta scomparso il fungo, i tessuti (le famose "cellule impazzite") non avrebbero più motivo di crescere in maniera incontrollata e ricomincerebbero a morire come tutte le altre cellule.

Ma se tutti usano dei sali come mai a uno onori, all'altro denari, mentre al nostro riserviamo solo scherno e persecuzioni?

Federico Giovannini (Fefochip)

Fonte: http://www.luogocomune.net/site/modules ... oryid=4600


Risposta: perchè siamo un paese di papponi approfittatori.

La battuta di un utente:

Cita:
Certo, il sodio così semplice e così efficace! In più era anche la soluzione per il BLOB (vi ricordate il film? ) lo cancellarono con acqua di mare!!
La conseguenza più immediata che ne traggo (forse rubo la battuta a Pyter) è che l'acqua lete fa male perché ha solo una particella di sodio .


Battuta fino ad un certo punto mi sa però...


Ultima modifica di MaxpoweR il 01/12/2014, 14:25, modificato 1 volta in totale.


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MessaggioInviato: 01/12/2014, 18:45 
Cita:
MaxpoweR ha scritto:

Cita:
Ohibò: il sale cura il cancro
Inviato da Redazione il 30/11/2014 19:50:00 (1925 letture)
di Federico Giovannini

Se vi dicessero che con delle iniezioni di sale si può sconfiggere il cancro, ci credereste? Ovviamente no.

Invece un articolo del Daily Mail di oggi si intitola proprio così: "Iniezione di sale 'uccide le cellule cancerogene' portandole all'auto-distruzione."

L'articolo cita la ricerca del Professor Philip Gale, dell'Università di Southampton dove hanno condotto degli approfonditi studi in cui avrebbero dimostrato di poter uccidere le cellule tumorali con il sale da cucina.

"Abbiamo scoperto che possiamo indurre la morte della cellula con il sale", ha dichiarato il professore.

Secondo Gale, all'Università starebbero sviluppando una molecola in grado di circondare il sodio per farlo entrare nelle membrane cellulari in modo da innescare l'apoptosi cellulare, ovvero la morte della cellula tumorale.

Ma scusate - viene da chiedersi - perchè allora non fare delle infusioni di cloruro di sodio (sale da cucina) direttamente nei tumori? ...


E' davvero necessario trovare una molecola supertecnologica che faccia entrare il sodio nelle cellule?

Fra l'altro, negli Stati Uniti la guerra al cancro con del sale non è più una novità da tempo. Nel 2012 il National Institute of Health (NIH) ha concesso all’Università dell’Arizona un finanziamento di 2 milioni di dollari proprio per studiare gli effetti del bicarbonato di sodio sui tumori.

La differenza fra i due metodi è questa: Il Professor Gale attraverso la sua molecola sintetica pensa di innescare l'apoptosi cellulare con il sale (il sodio in particolare), mentre il Professor Pagel (Università dell' Arizona) spiega che "alcuni tumori possono produrre acidi attraverso un processo conosciuto come Effetto Warburg, che incentiva la degradazione dei tessuti intorno alla massa cancerosa, favorendo così la crescita tumorale e le metastasi". (come il CICAP si affretta a puntualizzare nella sua rivista online).

E noi, stiamo a guardare?

Niente affatto: da noi già molti anni fa un certo Dott. Tullio Simoncini fu radiato dall'albo dei medici - come recita la motivazione ufficiale - "per aver somministrato bicarbonato di sodio a pazienti affetti da tumori".

Come ormai è noto Simoncini utilizza il bicarbonato di sodio perchè è convinto che sia un'infezione fungina (di Candida Albicans) a innescare la reazione di crescita delle cellule (che non trovano altro mezzo se non quello della riproduzione esasperata, per fronteggiare l'infezione), quindi il bicarbonato di sodio, uccidendo la Candida, riavvierebbe l'apoptosi cellulare, dato che una volta scomparso il fungo, i tessuti (le famose "cellule impazzite") non avrebbero più motivo di crescere in maniera incontrollata e ricomincerebbero a morire come tutte le altre cellule.

Ma se tutti usano dei sali come mai a uno onori, all'altro denari, mentre al nostro riserviamo solo scherno e persecuzioni?

Federico Giovannini (Fefochip)

Fonte: http://www.luogocomune.net/site/modules ... oryid=4600


Risposta: perchè siamo un paese di papponi approfittatori.


Quoto e aggiungo un link alla discussione del caso (Tullio Simoncini):
http://www.ufoforum.it/topic.asp?TOPIC_ ... hichpage=1



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MessaggioInviato: 01/12/2014, 19:05 
Cita:
shighella ha scritto:

Il Nutrizionista è un essere umano con le Sue conoscenze, non tutti i nutrizionisti ti suggeriranno la stessa cosa, (come d'altra parte capita con i medici di altre specializzazioni), forse è in questo caso che il concetto di alimentazione corretta diventa relativo alle proprie conoscenze e tendenze personali (legate anche agli interessi economici globali).[8]


Hai ragione. Ma come mi capita di dire spesso, credo che la "verità" in ambito scientifico, non possa essere ricondotta ad una mera interpretazione e/o ad una opinione personale. Ci sono dati statistici che parlano chiaro... anzi, che "cantano". In questo senso, i nutrizionisti della vecchia guardia, vedi ad esempio il Prof. Giorgio Calabrese (http://www.gcalabrese.it/), riconosciuto tra gli italioti come il MIGLIOR nutrizionista del bel paese, andrebbe messo in galera per come DISinforma i cittadini... per di più, utilizzando le televisioni di stato.

Quello dell'alimentazione e dei tumori è sicuramente uno dei temi più caldi dell'ultima stagione della trasmissione di Italia Uno. Nella puntata di ieri de Le Iene del 7 maggio Matteo Viviani è ancora una volta tornato sull'argomento. Ancora negli occhi di tutti sono le testimonianze di persone comuni come Antonio, Gianni e il padre di Paolo o i pareri scientifici di medici come Umberto Veronesi e Franco Berrino. Questa volta Viviani ha voluto intervistare Giorgio Calabrese, un medico in totale disaccordo con quanto affermato da questi medici e fermamente convinto dell'utilità di un'alimentazione completa che comprenda anche carne e latticini. Viviani ha così presentato al dottore uno studio effettuato da Colin Campbell, dottore statunitense fermamente convinto della profonda utilità di un'alimentazione vegana non solo nella cura dei tumori, ma anche nel miglioramento generale della vita dei pazienti.

Come potete vedere dal video, sembra che addirittura si siano ridotte le dimensioni delle masse tumorali di alcuni pazienti. Come mai nessuna casa farmaceutica nel mondo ha approfondito lo studio del Dott. Campbell?

VIDEO: http://www.dailymotion.com/video/x1vwjj ... -iene_news



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MessaggioInviato: 23/12/2014, 19:40 
Roma, 18 dicembre 2014 - Utilizzare la temibile capacità delle cellule tumorali di sopravvivere anche in condizioni di scarsa ossigenazione per renderle riconoscibili da parte di nanoparticelle d’oro in grado di individuarle e distruggerle. È quanto realizzato da un gruppo di ricercatori dell’Istituto di fisica applicata del Consiglio nazionale delle ricerche (Ifac-Cnr) e dell’Università di Firenze. La nuova tecnologia, illustrata su Advanced Functional Materials, è protetta da brevetto.

“Le cellule tumorali si distinguono da quelle sane per la loro 'sete' di ossigeno. Con il nostro lavoro abbiamo scoperto che proprio le caratteristiche sviluppate per far fronte all’ipossia possono essere utilizzate per la loro individuazione”, spiega Fulvio Ratto, autore dello studio e ricercatore dell’Ifac-Cnr. “In particolare, abbiamo constatato che le cellule cancerose ipossiche reagiscono alla carenza di ossigeno esprimendo sulla membrana un enzima chiamato anidrasi carbonica 9 (Ca9). Noi abbiamo reso riconoscibile questa sorta di impronta da parte di nanoparticelle d’oro fornite di un inibitore di Ca9, per esempio un sulfamidico: le nanoparticelle in tal modo identificano e attaccano le cellule tumorali ipossiche, che sono le più difficili da raggiungere con le terapie convenzionali”.

Una volta legate in maniera selettiva a queste cellule, le nanoparticelle possono essere attivate con un laser per scopi sia diagnostici che terapeutici. “A seconda del regime di esposizione luminosa, le nanoparticelle generano ultrasuoni oppure calore, che potrebbero essere rispettivamente impiegati per l’imaging diagnostico oppure per la rimozione ipertermica delle cellule maligne”, prosegue Ratto. “In pratica, le nanoparticelle d’oro possono evidenziare la presenza delle masse tumorali oppure distruggere con il calore le cellule che le compongono”.

Gli esperimenti condotti finora sono stati effettuati su cellule coltivate in laboratorio e dimostrano che, non appena subentrano le condizioni di ipossia, le cellule cancerose possono essere efficacemente riconosciute e distrutte. “La strada per applicare questa tecnologia all’uomo è però ancora lunga: sarà infatti necessaria una complessa fase di test preclinici in modelli animali, prima di accedere alla sperimentazione clinica. Tuttavia, abbiamo ragione di ritenere che la sinergia tra nanotecnologie, biofotonica e biologia cellulare - la disciplina alla base di questa ricerca - potrà fornire uno strumento efficiente e versatile per la diagnosi e la cura di molti tumori”, conclude il ricercatore dell’Ifac-Cnr.

http://www.lescienze.it/lanci/2014/12/1 ... 19-12-2014


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 Oggetto del messaggio: Re: molecole e cure anti cancro
MessaggioInviato: 24/03/2015, 23:59 
Cita:
Angelina Jolie si fa rimuovere anche le ovaie per paura del cancro


io le suggerirei di farsi rimuovere anche il cervello perchè visto che non lo usa può eliminare un altro fattore di rischio...



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 Oggetto del messaggio: Re: molecole e cure anti cancro
MessaggioInviato: 15/03/2016, 12:36 
Cita:
Farmaci anticancro, miliardi buttati per fiale fuori misura


Sono enormi gli sprechi provocati dai dosaggi fuori misura delle fiale dei farmaci anticancro. E' quanto emerge da uno studio del British Medical Journal su 20 medicine oncologiche prescritte negli Stati Uniti, molte delle quali usate anche in Italia. Secondo la ricerca, miliardi andrebbero persi a causa dei residui delle fiale che contengono una quantità di farmaco eccedente rispetto alla dose prescritta per un paziente tipo. Ecco i farmaci analizzati dallo studio e i relativi sprechi:

- Paclitaxel protein bound (Abraxane), indicato per tumore al seno, dosaggio fiale disponibile: 100 mg; dose per paziente tipo: 442 mg; quantità sprecata: 58 mg. Stima del costo totale del residuo del farmaco: 76.7 milioni di dollari.

- Brentuximab Vedotin (Adcetris), indicato per linfoma, dosaggio fiale disponibile: 50 mg; dose per paziente tipo: 126 mg; quantità sprecata: 24 mg. Stima del costo totale del residuo del farmaco: 29.2 milioni di dollari.

- Pemetrexed (Alimta), indicato per mesotelioma/tumore ai polmoni, dosaggio fiale disponibile: 100 mg e 500 mg; dose per paziente tipo: 850 mg; quantità sprecata: 50 mg. Stima del costo totale del residuo del farmaco: 54.6 milioni di dollari.

- Bevacizumab (Avastin), indicato per tumore del colon retto, dosaggio fiale disponibile: 100 mg e 400 mg; dose per paziente tipo: 350 mg; quantità sprecata: 50 mg. Stima del costo totale del residuo del farmaco: 284.5 milioni di dollari.

- Ramucirumab (Cyramza), indicato per tumore dello stomaco, dosaggio fiale disponibile: 100 mg e 500 mg; dose per paziente tipo: 560 mg; quantità sprecata: 40 mg. Stima del costo totale del residuo del farmaco: 28.8 milioni di dollari.

- Cetuximab (Erbitux), indicato per tumori della testa e del collo, dosaggio fiale disponibile: 100 mg e 200 mg; dose per paziente tipo: 425 mg; quantità sprecata: 75 mg. Stima del costo totale del residuo del farmaco: 29.2 milioni di dollari.

- Asparaginase Erwinia Chrysanthemi (Erwinaze), indicato per tutti i tumori, dosaggio fiale disponibile: 10000 IU (Unità internazionale: unità di misura della quantità di una sostanza, basata sul suo effetto o sulla sua attività biologica); dose per paziente tipo: 42500 IU; quantità sprecata: 7500 IU. Stima del costo totale del residuo del farmaco: 14.1 milioni di dollari.

- Eribulin (Halaven), indicato per tumore al seno, dosaggio fiale disponibile: 1 mg; dose per paziente tipo: 2.38 mg; quantità sprecata: 0.62 mg. Stima del costo totale del residuo del farmaco: 21.9 milioni di dollari.

- Cabazitaxel (Jevtana), indicato per tumore alla prostata, dosaggio fiale disponibile: 60 mg; dose per paziente tipo: 42.5 mg; quantità sprecata: 17.5 mg. Stima del costo totale del residuo del farmaco: 26.9 milioni di dollari.

- Ado-trastuzumab emtansine (Kadcyla), indicato per tumore al seno, dosaggio fiale disponibile: 100 mg e 160 mg; dose per paziente tipo: 252 mg; quantità sprecata: 8 mg. Stima del costo totale del residuo del farmaco: 23.7 milioni di dollari.

- Pembrolizumab (Keytruda), indicato per melanoma, dosaggio fiale disponibile: 100 mg; dose per paziente tipo: 140 mg; quantità sprecata: 60 mg. Stima del costo totale del residuo del farmaco: 197.9 milioni di dollari.

- Carfilzomib (Kyprolis), indicato per mieloma, dosaggio fiale disponibile: 60 mg; dose per paziente tipo: 34 mg; quantità sprecata: 26 mg. Stima del costo totale del residuo del farmaco: 231.4 milioni di dollari.

- Filgrastim (Neupogen), indicato per mieloma, dosaggio fiale disponibile: 300 mcg e 480 mcg; dose per paziente tipo: 350 mcg; quantità sprecata: 130 mcg. Stima del costo totale del residuo del farmaco: 106.0 milioni di dollari.

- Irinotecan Liposome (Onivyde), indicato per tumore al pancreas, dosaggio fiale disponibile: 43 mg; dose per paziente tipo: 119 mg; quantità sprecata: 10 mg. Stima del costo totale del residuo del farmaco: 7.1 milioni di dollari.

- Nivolumab (Opdivo), indicato per melanoma, dosaggio fiale disponibile: 40 mg e 100 mg; dose per paziente tipo: 210 mg; quantità sprecata: 10 mg. Stima del costo totale del residuo del farmaco: 68.9 milioni di dollari.

- Rituximab (Rituxan), indicato per linfoma non Hodgkin, dosaggio fiale disponibile: 100 mg e 500 mg; dose per paziente tipo: 637.5 mg; quantità sprecata: 62.5 mg. Stima del costo totale del residuo del farmaco: 253.9 milioni di dollari.

- Bendamustine HCI (Treanda), indicato per leucemia linfatica cronica, dosaggio fiale disponibile: 25 mg, 45 mg, 100 mg e 180 mg; dose per paziente tipo: 170 mg; quantità sprecata: 0 mg. Stima del costo totale del residuo del farmaco: 7.4 milioni di dollari.

- Panitumumab (Vectibix), indicato per tumore del colon retto, dosaggio fiale disponibile: 100 mg, 200 mg e 400 mg; dose per paziente tipo: 420 mg; quantità sprecata: 80 mg. Stima del costo totale del residuo del farmaco: 18.7 milioni di dollari.

- Bortezomib (Velcade), indicato per mieloma, dosaggio fiale disponibile: 3.5 mg; dose per paziente tipo: 2.2 mg; quantità sprecata: 1.3 mg. Stima del costo totale del residuo del farmaco: 308.7 milioni di dollari.

- Ipilimumab (Yervoy), indicato per melanoma, dosaggio fiale disponibile: 50 mg e 200 mg; dose per paziente tipo: 210 mg; quantità sprecata: 40 mg. Stima del costo totale del residuo del farmaco: 46.5 milioni di dollari.



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 Oggetto del messaggio: Re: molecole e cure anti cancro
MessaggioInviato: 29/06/2016, 20:24 
Cita:
Aspirina liquida 'batte' chemio contro cancro al cervello
Secondo scienziati britannici è 10 volte più efficace

L'aspirina liquida contro il cancro al cervello. E' l'ultima frontiera nella lotta ai tumori e secondo gli scienziati della Portsmouth University questa versione speciale della vecchia pasticca, usata per alleviare i dolori e sintomi influenzali, può essere dieci volte più efficace nell'uccidere le cellule tumorali rispetto alla tradizionale chemioterapia. Secondo gli esperti, che hanno presentato la ricerca alla conferenza Brain Tumours 2016 a Varsavia, questa versione liquida dell'aspirina è un 'cavallo di Troia' in grado di attraversare la barriera emato-encefalica, l'ostacolo che fino ad oggi ha impedito ai farmaci di attaccare il cancro al cervello.

I ricercatori - riporta il 'Daily Mail' - scommettono che la combinazione della soluzione di aspirina liquida ('IP1867B') con anti-tumorali potrebbe eliminare alla prima comparsa le cellule 'killer'. Il 'cambiamento di gioco' rispetto alla lotta al cancro del cervello, così è stata ribattezzata dagli esperti la nuova possibilità offerta dall'aspirina liquida, è stato sviluppato dalla Portsmouth University e da tre piccole 'start-up' di Manchester. Gli scienziati hanno testato le capacità della soluzione su pazienti adulti e bambini con una forma comune e aggressiva di tumore al cervello in cura con chemioterapia. La nuova arma - secondo i ricercatori - è risultata essere 10 volte più efficace di qualsiasi combinazione di altri farmaci attualmente usati contro il tumore al cervello.



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 Oggetto del messaggio: Re: molecole e cure anti cancro
MessaggioInviato: 25/03/2019, 14:09 
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"PSA: la proteina dalle uova d'oro" svela gli inquietanti segreti, i rischi e gli altarini economici di uno degli esami più diffusi al mondo... Il video è un estratto della lezione sul cancro tenuta da Marcello Pamio nella Scuola in "Scienza e Arte della Salute" di Castello di Godego (TV). Marcello Pamio, insegna "Nutrizione Superiore" in alcune scuole di Naturopatia, è autore di libri quali: "Cancro Spa", "La fabbrica dei malati", "Il marketing della pazzia". E gestisce dal 1999 il sito www.disinformazione.it



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