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 Oggetto del messaggio: Re: Movimento 5 Stelle (seconda parte)
MessaggioInviato: 03/12/2018, 13:25 
Finchè è questo a cui possono appellarsi gli oppositori (quali sono? Boh ormai sono indistinguibili gli uni dagli altri) possiamo stare tranquilli.



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la prima religione nasce quando la prima scimmia, guardando il sole, dice all'altra scimmia: "LUI mi ha detto che TU devi dare A ME la tua banana. (cit.)
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 Oggetto del messaggio: Re: Movimento 5 Stelle (seconda parte)
MessaggioInviato: 04/12/2018, 19:01 
scommetto che al comune cìè un sindaco pd..

ma quale piscina devono demolire?
quella è smontabile..
non c'è niente da demolire..

allucinante..

il resto dei fabbricati abusivi,
chissà quanti ce ne sono in giro da quelle parti,
invece possono stare tranquilli..

giacchè c sono io una capatina
nelle proprietà di questo sindaco la farei..



https://www.corriere.it/politica/18_dic ... 4191.shtml

Di Maio scioglie l’impresa di famiglia e nomina il fratello liquidatore. Abusi edilizi: il Comune dà il via alla demolizione
Il Comune invia al padre e alla zia del vicepremier gli atti che preludono all’ordinanza di abbattimento dei manufatti non autorizzati


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 Oggetto del messaggio: Re: Movimento 5 Stelle (seconda parte)
MessaggioInviato: 07/12/2018, 20:05 
ecco il razzi dei 5s..
chissà come l'hanno convinto..
capisco da 5s a leo o pd..
ma con berlusca!!

forse berlusca ha finanziato stuoli di bagasce o kili di coca..
chissà..
mi pare incredible..
pagasse i 100.000 di multa,
mi sembra più che giusto
anzi doveroso..


https://www.corriere.it/politica/18_dic ... d197.shtml

Matteo Dall’Osso: «I 5 Stelle umiliano i disabili, passo a Forza Italia» | Il ritratto | Gli insulti degli attivisti
Il deputato: «Avevo chiesto al gruppo M5S di firmare un emendamento per potenziare il fondo per i disabili, ma è stato bocciato. Erano solo 10 milioni in tre anni». Potrebbe essere multato: il «contratto» col M5S prevede una sanzione da 100 mila euro


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 Oggetto del messaggio: Re: Movimento 5 Stelle (seconda parte)
MessaggioInviato: 08/12/2018, 13:02 
che li paghi fino all'ultimo.



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 Oggetto del messaggio: Re: Movimento 5 Stelle (seconda parte)
MessaggioInviato: 08/12/2018, 17:16 
a questo qui berlusca gli ha offerto
della bamba quella buona
o messo a disposizione qualche ballerina quotata di canale 5..

sennò è pura follia..

non gli votano i suoi emendamenti,
allora se ne va
,
mica nel gruppo misto o con civati,
macchè..
con berlusconi..
normale no??


https://www.corriere.it/politica/18_dic ... d197.shtml

Matteo Dall’Osso: «Io, disabile, esco dal M5S: anche Di Maio mi ha preso in giro. Berlusconi? Un signore»
Matteo Dall’Osso, il deputato malato di sclerosi multipla entrato in Forza Italia: «Bocciate le mie proposte, non riuscivo a crederci. La penale da 100 mila euro? Mi viene da ridere»

E Forza Italia?
«In Forza Italia ci sono persone sensibili. Renata Polverini l’avevo conosciuta già nella scorsa legislatura, siamo diventati amici. Mara Carfagna è una che fa battaglie per i più deboli. Sono brave persone».
Ha visto Berlusconi.
«Sì, sono andato a Palazzo Grazioli e l’ho visto»
.
Come le è sembrato?
«Lui è sempre stato un signore. L’ho preso in giro, l’ho imitato con “mi consenta”. E abbiamo scherzato sul Milan. È uno giocoso. È il primo a scherzare, ma quando è serio è serio».
Ma come? Berlusconi per i 5 Stelle è il Male: è i festini, la corruzione, la mafia e ogni altra nefandezza.
«Lo so, lo so. Ma io sto ragionando in termini calcistici. Voglio portare a termine il risultato: aiutare i disabili».
Hanno cercato di trattenerla? Dal suo gruppo?
«Nessuno mi ha scritto. Nessuno dei 5 Stelle. Solo dall’opposizione».
Fico?
«Una persona carina. Ma non può capire, come gli altri che non sono disabili».
Dicono che l’ha fatto per soldi.
«Certo, certo».
Forse le chiederanno 100 mila euro di penale.
«Mi viene da sorridere. Perché non li chiedono ai leghisti? I deputati di Forza Italia vogliono fare la colletta. Non mi vogliono lasciare indietro».


eccerto!!
KAZ.ZO C'ENTRANO I LEGHISTI?!?!?
ma la disabilità era/è fisica o al cervello??

mi sa che sta peggio di quello che pensa..

forza e personalità =ZERO..


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 Oggetto del messaggio: Re: Movimento 5 Stelle (seconda parte)
MessaggioInviato: 08/12/2018, 20:28 
É cominciato il calciomercato...



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 Oggetto del messaggio: Re: Movimento 5 Stelle (seconda parte)
MessaggioInviato: 09/12/2018, 05:28 
mik.300 ha scritto:
Matteo Dall’Osso: «I 5 Stelle umiliano i disabili, passo a Forza Italia»



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Il Reddito di Cittadinanza lo dobbiamo a tutti loro: portate rispetto!


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di MoVimento 5 Stelle
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Nuovi dati allarmanti sulla povertà! Secondo quanto comunicato dall’Istat, circa il 29% delle persone residenti in Italia sono a rischio povertà o esclusione sociale, il 10,1% si trova in condizioni di grave deprivazione e l’11,8% vive in famiglie in cui nessuno dei componenti ha la possibilità di lavorare.

Questi dati ci confermano quanto sia urgente e fondamentale una misura come il Reddito di Cittadinanza. Di fronte a questa drammatica fotografia della realtà mostrata dall’Istat risulta ancora più squallido chi ha il coraggio, ancora oggi, ogni giorno in tv e sui giornali, di gettare fango sul Reddito di Cittadinanza.

A chi serve il Reddito di Cittadinanza? Serve a quel bambino che non trova il piatto a tavola la sera; serve a quel padre di famiglia che ha perso il lavoro e che si sente ferito nell’orgoglio perché non riesce a dare alle persone che ama tutto quello che meriterebbero; serve a quel giovane scoraggiato che sta pensando ad un biglietto aereo low cost di sola andata, perché vede mortificato il proprio talento e oscurato il proprio futuro; serve a tanti NEET, ossia coloro che né lavorano né si formano, che i Governi precedenti hanno abbandonato sul divano rendendoli dei fantasmi; serve a migliaia di laureati, che dopo anni di studio non vedono ripagati i sacrifici fatti da loro e dalla loro famiglia; serve a quei nonni e a quelle nonne, sotto forma di pensione di cittadinanza, che dopo aver lavorato una vita e averci lasciato in eredità questo Paese, sono costretti a rovistare nell’immondizia o a morire di freddo in casa perché non possono accendere i termosifoni.

I ciarlatani che, di fronte a questa triste realtà che è sotto i nostri occhi ogni giorno, minimizzano o addirittura sbeffeggiano il valore sociale del Reddito di Cittadinanza, dovrebbero guardarsi allo specchio, tirare fuori un briciolo di umanità e vergognarsi.

I rappresentanti della vecchia classe politica e tutti i soloni della carta stampata che blaterano di assistenzialismo, rinchiusi nei loro salotti e nei loro circoli privati, hanno per anni ignorato completamente le condizioni reali in cui versa una parte così consistente dei nostri concittadini. Ci sono cinque milioni di persone che vivono sotto la soglia di povertà assoluta!

Com’è possibile che alla vecchia classe politica non importi nulla delle sofferenze dei cittadini causate dalle politiche fallimentari degli ultimi 20 anni?

Ci è stato ripetutamente detto che il Reddito di Cittadinanza non si poteva fare e ancora oggi, nonostante abbiamo stanziato 9 miliardi nella Legge di Bilancio di cui 1 miliardo per riformare finalmente i centri per l’impiego, questi soloni continuano a dirci che non si farà, che non ci sono le risorse e che non serve a nulla. Tutte menzogne!

Il Reddito di Cittadinanza ci sarà e partirà nei primi mesi del 2019.

Non diamo mancette, diamo una opportunità. Non facciamo assistenzialismo, diamo una mano a rialzarsi e rimettersi in gioco. Chi si sente tradito, umiliato, abbandonato, senza speranza, finalmente tornerà ad avere uno Stato che gli tende la mano e che gli dice: “io non ti lascio solo, torna a credere nel tuo futuro”.

Il MoVimento 5 Stelle è e sarà sempre a fianco dei cittadini italiani.
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Fonte



Cita:
I ciarlatani che, di fronte a questa triste realtà che è sotto i nostri occhi ogni giorno, minimizzano o addirittura sbeffeggiano il valore sociale del Reddito di Cittadinanza, dovrebbero guardarsi allo specchio, tirare fuori un briciolo di umanità e vergognarsi.



A proposito di ciarlatani:

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 Oggetto del messaggio: Re: Movimento 5 Stelle (seconda parte)
MessaggioInviato: 13/12/2018, 10:22 
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 Oggetto del messaggio: Re: Movimento 5 Stelle (seconda parte)
MessaggioInviato: 14/12/2018, 01:51 
La mappa della corruzione in Italia

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di MoVimento 5 Stelle
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Pubblici ufficiali, manager, imprenditori, politici di ogni livello: nel nostro Paese, il malaffare ha mille volti, eppure i corrotti che scontano la loro pena in carcere sono pochissimi. Stando ai numeri, nel 2013, la percentuale di detenuti con condanne definitive per reati contro la pubblica amministrazione era talmente esigua da risultare irrilevante ai fini statistici: un paradosso, per una nazione in cui la corruzione è all’ordine del giorno! La realtà è che per decenni la politica, invece di preoccuparsi di fare leggi giuste ed efficaci a tutela dei cittadini onesti, si è impegnata soprattutto per garantire ogni tipo di impunità per sé stessa e per gli “amici”. Dalla prima alla Seconda Repubblica, si è passati da una impunità di fatto a vere e proprie leggi salva-delinquenti. Basta pensare ai tempi in cui il Parlamento negava sistematicamente le autorizzazioni “a procedere” nei confronti dei suoi membri, impedendo alla magistratura di fare il proprio lavoro, oppure alla legge ex Cirielli, che di fatto ha introdotto la “prescrizione” breve.

Era ora di dire basta a un sistema marcio, capace solo di umiliare gli italiani e la giustizia. Con la legge anticorruzione voluta dal Governo del Cambiamento, la svolta sarà epocale: pene più severe, daspo per corrotti e corruttori, strumenti migliori per inquirenti e investigatori, stop alla prescrizione dopo il primo grado di giudizio, agenti sotto copertura nella p.a, e trasparenza nei finanziamenti ai partiti. Per i furbi e i disonesti non ci sarà più spazio.


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Scarica qui il PDF della mappa della corruzione in Italia


Gli italiani sono convinti di vivere in uno dei Paesi più corrotti d’Europa e i fatti, purtroppo, gli danno ragione. Da nord a sud, non c’è angolo della penisola che non abbia avuto il suo scandalo a base di appalti e mazzette. Il Paese è pieno di opere inutili, spesso progettate solo per generare tangenti, che ai partiti tornano utili per far girare i soldi e prendere voti. E’ anche per questo che, che siamo pronti a intervenire per spezzare il legame che unisce, in molti casi, politica e criminalità organizzata. La legge sul voto di scambio politico-mafioso è stata già approvata in Senato e presto passerà alla Camera per un ultimo vaglio.

Qualche esempio? Partiamo da Genova. In questo caso, le inchieste della magistratura puntano sul cosiddetto “Terzo valico”: l’alta velocità ferroviaria tra il capoluogo ligure e Milano. Il valore dell’opera è di 6,2 miliardi di euro. Un bell’affare sul quale – secondo gli inquirenti – un gruppetto di imprenditori e funzionari pubblici avrebbero deciso di mettere le mani per arricchirsi illecitamente, grazie a un presunto giro di corruzione e turbative d’asta. Spostandosi verso est, passiamo a Milano. Qui, il forziere nel quale affondare le mani sembra essere stato quello dell’Esposizione universale. Nei vari filoni di inchiesta sono spuntati i nomi di politici locali, ex parlamentari, dirigenti pubblici, manager, avvocati, e imprenditori.

Le cose non vanno meglio in laguna. A Venezia, la vicenda del Mose (impianto da 5 miliardi) ha portato a processo persino un ex ministro. Anche qui le accuse, a seconda delle posizioni, vanno dalla corruzione al finanziamento illecito fino al millantato credito.

In uno dei filoni d’inchiesta sulle Grandi opere rientrano ipotetiche irregolarità in merito progetto “People Mover” di Pisa, e al VI Macrolotto dell’autostrada Salerno Reggio Calabria. Scendendo fino alla Sicilia, troviamo un altro appalto sospetto e un altro processo per un’autostrada – 3 lotti della Siracusa-Gela.

In tema di Grandi eventi, invece, spicca tristemente la questione “G8 2009” – originariamente destinato ad essere ospitato in Sardegna – e degli appalti per la realizzazione di opere pubbliche per i 150 anni dell’Unità d’Italia. Malgrado qualche assoluzione e la prescrizione di numerosi reati, il giudizio di primo grado si è concluso con diverse condanne, tutte comprese tra i 6 e i 4 anni di reclusione.

Abbandonando per un momento il binomio infrastrutture-corruzione, ci fermiamo a Roma. Qui, nella sentenza d’appello del processo “Mondo di mezzo”, troviamo Salvatore Buzzi e i suoi sodali condannati per mafia, pubblici ufficiali corrotti, delinquenti di strada e imprenditori senza scrupoli. Anche qui, tra i protagonisti principali di una delle peggiori pagine della storia recente della capitale spuntano i nomi di tanti politici locali finiti agli arresti e poi condannati dai giudici. In altre parole, la sintesi perfetta di quella miscela tossica fatta di criminalità organizzata, politica e mondo degli affari che sempre più spesso avvelena l’Italia.

Ovviamente non sono solamente le opere faraoniche ad attirare le attenzioni dei disonesti. Le cronache quotidiane sono piene di casi “minori”, che spesso passano in sordina ma che possono avere effetti gravissimi, non solo dal punto di vista economico. Rimanendo nel Lazio, a Sperlonga, in provincia di Latina, due imprenditori e un pubblico ufficiale sono finiti sotto inchiesta per i lavori di ampliamento e messa a norma di una scuola e un liceo della zona. Il reato contestato dai magistrati è quello di corruzione, ma a rendere la faccenda ancora più seria ci sarebbe un particolare: per i lavori in una dei due edifici scolastici sarebbero stati usati materiali non conformi. In questo caso, come purtroppo già accaduto in passato in altre circostanze, si è messo a rischio anche l’incolumità degli studenti.

La lista di inchieste, processi e sentenze per episodi di malaffare è talmente lunga che segnarle tutte su una mappa è impossibile, ma la situazione cambierà presto. Grazie alla legge “Spazzacorrotti”, finalmente, ridaremo ai cittadini e agli imprenditori onesti tutto quello che gli è stato tolto.
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#SpazzaCorrotti: interdizione e divieto di contrattazione con la PA


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di MoVimento 5 Stelle
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Da decenni, in Italia, onesti cittadini e aziende pagano per la scorrettezza di alcune persone che, credendosi scaltre, con il proprio comportamento vanificano gli sforzi e l’impegno di tutti gli altri. È vergognoso. Chi aggira sistematicamente le regole, estorcendo o pagando tangenti in cambio di favori, colpisce più o meno consapevolmente il mondo degli appalti pubblici, il sistema sanitario, quello dei concorsi, e non per ultimi gli investimenti esteri.

La corruzione che dilaga negli uffici della Pubblica Amministrazione ad esempio, una piaga sociale che affligge il Paese dai tempi di Tangentopoli, ruba allo Stato milioni di euro ogni anno. La costruzione di infrastrutture, scuole, strade e ospedali viene a costare molto più del dovuto, complicando la realizzazione di opere necessarie alla cittadinanza. Una recente stima di Unimpresa documenta come la corruzione abbia divorato negli ultimi 10 anni, 100 miliardi di euro di Prodotto Interno Lordo.

Un danno che ha inciso sulla qualità della vita degli italiani e che ha anche macchiato la nostra reputazione all’estero, non solo per quel che concerne gli investimenti sul territorio. Per quanto lo stato di salute dell’Italia sembri essere migliorato ultimamente, il nostro Paese continua a indossare la maglia nera. Secondo Trasparency, siamo, infatti, al venticinquesimo posto nella lista delle trentuno nazioni con indice di percezione della corruzione più alto d’Europa. Al livello mondiale, occupiamo invece il cinquantaquattresimo posto. Dati che si commentano da soli e su cui non si poteva più tergiversare.

La legge “Spazzacorrotti” presentata dal ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, si propone di combattere questo fenomeno attraverso una vera e propria rivoluzione culturale, perché la corruzione è innanzitutto una questione etica. La modifica di alcuni articoli del codice civile, penale, e della procedura penale rappresenta, quindi, l’incipit di un percorso più lungo intrapreso dalle Istituzioni per cambiare rotta.

Elementi di spicco della riforma sono il Daspo, che vieta ai condannati per corruzione di lavorare con la Pubblica Amministrazione e l’annesso divieto di contrattazione con i pubblici uffici. Facciamo un esempio: Quando un appalto viene truccato dal dipendente pubblico che si fa pagare sottobanco e dall’imprenditore che paga la mazzetta, il primo non può lavorare più in uffici pubblici e il secondo non può più partecipare ad appalti pubblici.

Daspo senza sconti e divieto di contrattazione

Troppo spesso i reati di corruzione hanno visto protagonisti funzionari o dipendenti pubblici che, abusando del proprio potere, si sono facilmente arricchiti alle spalle degli italiani. La debolezza della normativa attuale ha consentito a queste persone di perpetuare il reato nel tempo. Adesso i cosiddetti “traffichini” saranno banditi rigorosamente dalla Pubblica Amministrazione, con l’interdizione dai pubblici uffici e con il divieto di fare affari con la stessa PA. Per condanne che non superano i 2 anni, la durata di allontanamento dei colletti bianchi va dai 5 ai 7 anni, mentre se la pena stabilita dal giudice è superiore, si parla di Daspo a vita.

Nessuno sconto, nemmeno per chi sceglie di “patteggiare” o ottiene la sospensione della pena, riuscendo magari ad evitare il carcere. Anche a questi, infatti, sarà possibile applicare il daspo.

L’altra importante novità consiste nel divieto temporaneo di contrattare con la PA per l’imputato in un processo per corruzione. Finché non si accerta se è colpevole, teniamo lo Stato al riparo dal pericolo di nuovo inquinamento.

Apriamo una stagione in cui diamo al popolo italiano l’opportunità di distinguersi per trasparenza e legalità.
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Ddl Anticorruzione, ok anche al Senato con la fiducia: 162 sì, 119 no e un astenuto. La legge tornerà alla Camera


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Il provvedimento era già stato approvato dall'Aula di Montecitorio, ma dopo l’ok di Palazzo Madama tornerà all’altro ramo del Parlamento perché era stata inserita una norma che salvava gli accusati di peculato: emendamento che aveva fatto cadere la maggioranza M5s-Lega. Quella modifica è stata cancellata e il ddl è tornato alla sua forma orginaria
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Via libera al Senato al disegno di legge Anticorruzione. Il maxiemendamento interamente sostitutivo del ddl su cui ieri il governo ha posto la fiducia è passato con 162 sì, 119 e un astenuto (il senatore a vita Mario Monti). Il provvedimento ora torna alla Camera: è già stato approvato dall’Aula di Montecitorio, ma dopo l’ok del Senato tornerà all’altro ramo del Parlamento perché era stata inserita una norma che salvava gli accusati di peculato : emendamento che aveva fatto cadere la maggioranza M5s-Lega. Quella modifica è stata cancellata a Palazzo Madama e il ddl è tornato alla sua forma orginaria. “Sarà una svolta epocale”, assicurano ora i Cinquestelle che hanno voluto il provvedimento (una “riforma bandiera” del Movimento) molto più dei soci di governo della Lega, tra le cui fila l’entusiasmo è molto inferiore. Anche per questo motivo (oltre che per l’inevitabile ingolfamento dei lavori parlamentari) il governo ha posto la questione di fiducia sulla legge: è la terza volta in una settimana e nello stesso giorno della fiducia alla Camera sul decreto Fisco. L’approvazione della legge deve ancora avvenire in via definitiva (anche se verosimilmente l’esecutivo metterà la fiducia anche alla Camera), ma il M5s ha già annunciato uno “Spazzacorrotti day” per il 22 dicembre. “Sarà un’intera giornata dedicata all’anticorruzione nelle piazze e nelle strade d’Italia”, dice il presidente della Commissione Antimafia Nicola Morra. “Quella che approviamo noi adesso è la legge che l’Italia aspetta dai tempi di Tangentopoli. Quasi 27 anni di attesa inutile. Con il Movimento 5 Stelle al governo sono bastati sei mesi. È un momento importante, una battaglia storica del Movimento, e abbiamo bisogno di voi per informare più cittadini possibile”.

Mentre la Lega evita questi toni di euforia, arrivano le critiche – da posizioni diverse – da tutte le opposizioni. Si tratta, ha spiegato Valeria Valente durante la dichiarazione di voto per il Pd, di un “provvedimento profondamente antidemocratico ed illiberale che sacrifica garanzie, diritti e spazi di libertà in nome di una presunta lotta alla corruzione, senza però alcuna vera efficacia”. Tra le altre cose la Valente ha chiesto in Aula “che credibilità può avere chi ha sdoganato odiosi condoni edilizi, chi ha incassato e nasconde oggi illegittimamente 49 milioni dei cittadini, chi fa gestire e finanziare il suo movimento da un’azienda privata, chi si fa finanziare la campagna elettorale da produttori di sigarette elettroniche di cui condona i debiti, chi attacca ogni giorno i magistrati, chi non ascolta l’Autorità anticorruzione?”.

Per Luigi Vitali, avvocato, che ha parlato a nome di Forza Italia, il ddl Anticorruzione “contiene una serie di provvedimenti sbagliati che creeranno l’effetto opposto allo scopo che si propongono”. “Altro che spazzacorrotti. Questa è una legge spazzagiustizia, spazzagaranzie – dichiara la capogruppo berlusconiana Anna Maria Bernini – Con un colpo di ramazza il governo cancella le tutele previste da qualsiasi norma della Costituzione, introduce come regola la cultura del sospetto, trasforma tutti i cittadini italiani in presunti colpevoli, mette in ogni tribunale italiano una gogna giudiziaria perpetua, condanna gli italiani all’ergastolo processuale”.

Critico – ma per altri motivi – anche l’ex presidente del Senato ed ex procuratore nazionale antimafia Piero Grasso che al Senato ha preso la parola per il gruppo di Liberi e Uguali. Grasso, nel merito, ha spiegato che con la legge Anticorruzione si fanno due passi avanti: la previsione di una causa speciale di non punibilità per chi denuncia (sono i cosiddetti “pentiti delle mazzette“) e l’estensione ai reati contro la pubblica amministrazione della disciplina delle operazioni sotto copertura, normativa già utilizzata per indagini più delicate come quelle contro la mafia. Ma dal punto di vista politico Grasso se la prende con il M5s (“Urlavate in piazza ‘onestà e trasparenza’ e ora vi limitate a chiedere di non minimizzare indagini su milioni di euro”), ma anche con la Lega: “Io, che sono a favore della sospensione della prescrizione, sarò obbligato a votare contro la fiducia al Governo, perché delle politiche di questo Governo non condivido praticamente nulla a parte questo. Voi invece, per contratto, voterete a favore. Non sentite l’ironia della cosa? Se non ricordo male un vostro esponente, il ministro Roberto Castelli, ricopriva l’incarico che oggi ricopre Bonafede quando il gruppo Lega votò compattamente la Legge Ex Cirielli, che andava esattamente nella direzione opposta, accorciando i tempi della prescrizione”.
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 Oggetto del messaggio: Re: Movimento 5 Stelle (seconda parte)
MessaggioInviato: 15/12/2018, 03:02 
Con il MoVimento 5 Stelle la trasparenza diventa legge


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di Gianluigi Paragone
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La legge Spazzacorrotti è una rivoluzione. Non solo nella lotta alla corruzione, ma anche nella trasparenza dei finanziamenti ai partiti. Il MoVimento 5 Stelle vuole spazzare via quella opacità, quel mistero che copre il flusso di denaro che dai privati va alla politica. Soprattutto il variegato mondo delle fondazioni, perché è lì che adesso arrivano i soldi. Vogliamo sapere i nomi, vogliamo sapere quanti soldi ricevono. Guardate, da questo esempio, come tutto si intreccia.

Nella fondazione Aspen Institute Italia, ci troviamo Giuliano Amato (centrosinistra), Lucia Annunziata (conduttrice di “½h in più” e direttrice dell’Huffington Post), Gianni Letta (uno degli uomini più vicini a Berlusconi), Giulio Tremonti (da sempre nel centrodestra) e Luigi Abete (appartenente al mondo bancario). Luigi Abete lo ritroviamo in un’altra associazione che si chiama Astrid, la fondazione di Franco Bassanini (centrosinistra), quel Bassanini che, guarda caso, ritroviamo anche in un’altra fondazione che si chiama Italia Decide, nella quale ritroviamo Giuliano Amato che, appunto, è anche in Aspen Institute e in Astrid. Giulio Tremonti, invece, oltre che in Aspen, ce lo ritroviamo anche in Italia Decide, nella quale troviamo Pier Carlo Padoan (centrosinistra), e ce lo ritroviamo anche in ItalianiEuropei, dove c’è anche Lucia Annunziata. Insomma sono tutte persone che hanno in comune il fatto di appartenere agli stessi salotti. Ecco perché al di là delle relazioni personali vogliamo capire se c’è qualcosa di più. Vogliamo capire, in nome della trasparenza, quali sono i finanziatori di queste fondazioni.

Grazie alla nuova legge Spazzacorrotti, i partiti, fra poche settimane, saranno obbligati a rendere pubbliche tutte le donazioni superiori a 500 euro. Inoltre, dovranno rendere pubblici, entro 15 giorni dal loro ricevimento, tutti i contributi ricevuti nei mesi precedenti alle elezioni politiche.

Con lo Spazzacorrotti del MoVimento 5 Stelle sono equiparate ai partiti e ai movimenti politici le fondazioni, le associazioni e i comitati, i cui vertici siano nominati dai partiti o che al vertice abbiano le persone che vengono dai partiti oppure ex esponenti del Governo, del Parlamento o dei consigli regionali. Insomma, ciò che è politica e che riceve finanziamenti deve essere chiaro. Quindi continuino pure a fare attività politica, culturali, sociali, però ci dicano quanti soldi prendono, quanti soldi incassano e da chi. Con il MoVimento 5 Stelle la trasparenza diventa legge.
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#Spazzacorrotti: confisca beni anche senza condanna definitiva e meno benefici penitenziari


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di MoVimento 5 Stelle
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Lo Stato e i cittadini hanno tutto il diritto di riprendersi quello che gli è stato “rubato” dai corrotti. Anche quando il condannato riesce a farla franca grazie alla prescrizione, è giusto e doveroso che l’oggetto della corruzione gli venga sottratto dalle autorità. La legge oggi non prevede questo esplicitamente, ma la giurisprudenza l’ha detto tante volte: anche in questi casi deve essere possibile recuperare il denaro da un corrotto già riconosciuto colpevole in primo grado di giudizio. Nell’attesa che entri a regime la nostra nuova norma sulla prescrizione, che stabilisce di fermarla proprio dopo la sentenza di primo grado, con lo Spazzacorrotti colmiamo questo vuoto e stabiliamo una volta per tutte che il maltolto si recupera anche se nel corso del processo l’imputato chiude la sua vicenda per sopravvenuta prescrizione.

I reati contro la pubblica amministrazione hanno dei costi economici enormi per gli italiani ed è arrivato il momento di dire basta.

Approvando la prima vera legge anticorruzione diamo agli italiani quello che aspettavano con rabbia dai tempi di Mani Pulite, un’attesa lunga quasi 27 anni. Lo facciamo senza sconti, nemmeno quelli previsti per i detenuti. Con lo Spazzacorrotti, non solo per i reati di mafia ed altri più gravi, ma anche per reati di corruzione i detenuti dovranno collaborare positivamente con la giustizia e rispettare una serie di requisiti per poter accedere ai permessi premio, all’affidamento in prova ai servizi sociali e ad altre misure alternative al carcere.

Sono passati sei mesi da quando siamo al governo e fra pochi giorni portiamo a casa un risultato che ci rende molto orgogliosi, una legge che traduce in fatti concreti una delle battaglie per cui è nato il Movimento 5 Stelle.
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 Oggetto del messaggio: Re: Movimento 5 Stelle (seconda parte)
MessaggioInviato: 15/12/2018, 13:10 
Questa è la riforma più importante per questo paese, era fondamentale che non passasse troppo edulcorata e che restasse l'agente sotto copertura anche per i reati di corruzione nella pubblica amministrazione.

Questa legge equivale alle mancate olimpiadi a roma una pietra miliare del movimento a salvataggio di questo paese in mano a traditori collusi e corrotti.



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 Oggetto del messaggio: Re: Movimento 5 Stelle (seconda parte)
MessaggioInviato: 16/12/2018, 03:54 
A Torino ora puoi richiedere la colonnina elettrica sotto casa


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di Chiara Appendino
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La promozione della mobilità elettrica passa attraverso la creazione di una rete per la ricarica dei veicoli elettrici diffusa in maniera capillare sull’intero territorio cittadino e accessibile a tutti gli utenti, compresi quelli con disabilità motoria.

A Torino abbiamo fatto un grande passo in questa direzione: da oggi privati cittadini, operatori commerciali e professionisti potranno chiedere di disporre di una colonnina di ricarica elettrica sotto la propria abitazione o davanti al negozio o all’ufficio di cui sono titolari.

L’obiettivo è, nel giro di un anno, installare ben 266 colonnine nuove, andando a raddoppiare le colonnine presenti in città e addirittura triplicare i punti di ricarica.

Per farlo i privati cittadini devono essere residenti o domiciliati a Torino e possessori, acquirenti o interessati all’acquisto di un veicolo elettrico, e compilare un questionario dedicato collegandosi al link https://goo.gl/9PA51v.

Gli operatori commerciali e i professionisti che intendono incentivare i propri clienti dotati di auto elettrica dovranno invece compilare il modulo al link https://goo.gl/s76tWx.

Lo scorso 28 settembre la Città di Torino aveva pubblicato un avviso per individuare gli operatori interessati a presentare la propria manifestazione di interesse all’installazione delle colonnine – 200 il numero massimo per ogni soggetto – e indicando nella domanda almeno 5 localizzazioni.

Ogni quattro colonnine richieste, un’altra dovrà essere realizzata in uno dei punti che noi indicheremo come strategici per lo sviluppo della mobilità elettrica in città.

Per individuare le aree dove posizionare le strutture di ricarica terremo conto anche dei suggerimenti dei residenti che già possiedono un’auto elettrica o stanno pensando di acquistarla intendendo così offrire un incentivo ulteriore a chi ha fatto o farà una scelta che va incontro a una non più procrastinabile esigenza ambientale.

Attualmente – il bando rimarrà aperto per 12 mesi – sono pervenute le richieste di 3 diversi operatori per un totale di 288 colonnine, 214 delle quali, dopo un primo esame da parte degli uffici, sono quelle ritenute autorizzabili.

L’impegno a carico dei concessionari, per ogni 4 strutture di ricarica, di installarne un’altra in aree scelte dall’Amministrazione consentirà di renderne disponibili ai cittadini altre 52, raggiungendo così un totale di 266 colonnine nuove. La maggior parte ricaricherà a 22kilowatt, ma una parte saranno a ricarica veloce (44kilowatt).

La Città ha anche scelto di essere pioniera nel riservare gli stalli anche ai veicoli elettrici in sosta e non soltanto, come prevede il codice della strada, ai veicoli che stanno compiendo la ricarica. Nell’ottica di venire incontro alle esigenze dei cittadini, infatti, stiamo lavorando con ANCI perchè questa fattispecie venga regolamentata all’interno del codice della strada e per rendere la segnaletica uniforme in tutte le città italiane.



Chi sceglie di muoversi con veicoli elettrici e quindi meno inquinanti ha bisogno di un’infrastruttura adeguata, e Torino sta creando proprio l’infrastruttura necessaria. Per un futuro più verde, vivibile e sostenibile.
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 Oggetto del messaggio: Re: Movimento 5 Stelle (seconda parte)
MessaggioInviato: 18/12/2018, 00:46 
Il taglio dei fondi all’editoria lo chiedono i cittadini


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di Gianluigi Paragone
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Siccome lo dicevo prima, a maggior ragione posso ribadirlo adesso: i giornalisti italiani sono una Casta, una delle Caste che esistono in Italia. Per questo motivo, quando cerchi di riformare un comparto, nel caso di specie il comparto dell’editoria, ecco che i sacerdoti di questa Casta immediatamente emettono sentenze.

Secondo la Federazione Nazionale della Stampa Italiana e secondo l’Ordine dei giornalisti, noi del MoVimento 5 Stelle e del Governo avremmo cominciato una sorta di regolamento di conti per seguire i desiderata sia del vicepremier e ministro Luigi Di Maio, sia del Sottosegretario con delega all’editoria Vito Crimi.

E quale sarebbe l’accusa che ci muovono? Quella di “soffocare il pluralismo dell’informazione e di colpire il diritto dei cittadini ad essere informati” con il taglio dei fondi per l’editoria. Bene, che il taglio dei fondi per l’editoria ci sia, è vero. Che sia richiesto dagli stessi cittadini è altrettanto vero. E che i cittadini e i lettori stiano abbandonando il sistema dell’editoria tradizionale è fuori dubbio.

Dunque, poiché molti giornalisti e soprattutto tutti i direttori si vantano sempre di una frase, e cioè “noi non abbiamo altri padroni se non i nostri lettori, noi non abbiamo altri azionisti se non i nostri lettori”, ecco che quando i lettori se ne vanno e non comprano più i giornali piccoli, medi o grandi, ecco che gli editori e i giornalisti si lamentano e chiedono ai governi di intervenire. Chiedono appunto di non tagliare i fondi per l’editoria, che sarebbe un po’ come dire: “Cari nostri azionisti, (cioè cari lettori) voi avete decretato l’insuccesso o la morte dei piccoli, medi e grandi giornali, ma in qualche modo dovete comunque continuare a pagarli attraverso i soldi per l’editoria, quindi attraverso soldi pubblici, soldi di tutti. Soldi, cioè, anche di coloro che liberamente avevano scelto di non comprare più quel tipo di giornale”.

Allora, non c’è nessun tentativo né di soffocare il pluralismo dell’informazione né di imbrigliare il giornalismo, come qualcuno lamenta nel nome della Casta. Ma c’è nient’altro che un riordino di un comparto ed è un riordino che parte da un dato di fatto: se è vero che gli unici azionisti sono i lettori e se è altrettanto vero che i lettori non ne vogliono più sapere di un giornale, non è concepibile che indirettamente tutti gli italiani debbano concorrere a tenere in vita dei giornali che in edicola non funzionano più.
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L’ennesimo attacco del Giornale di Sallusti/Berlusconi a Di Battista


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di Alessandro Di Battista
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Eccolo qua, puntualissimo, è arrivato l’attacco del Giornale di Sallusti/Berlusconi alla mia famiglia. Parliamo dello stesso giornale che mesi fa intitolò in prima pagina: “Furbata Di Battista, si ritira dalla politica ma piazza il padre in Parlamento”. Lo stesso giornale che l’anno scorso diede spazio – senza fare verifiche – al suo padrone Berlusconi quando disse che “non avevo studiato, non mi ero laureato etc etc”. Oggi, udite udite, tramite una visura camerale – una roba pubblica insomma – scopre che la piccola azienda di famiglia (3 dipendenti tra cui mia sorella) ha difficoltà. Chapeau! A questo punto gli consiglio di fare altre decine di migliaia di visure camerali ad altrettante PMI per scoprire la situazione delle piccole imprese italiane.

E gli consiglio di sbattere in prima pagina tutto ciò che scopriranno. Ebbene sì, la nostra azienda va avanti, con enormi difficoltà. Mio padre, ad oltre 70 anni, lavora come un matto. Il carico fiscale è enorme. L’azienda ha avuto difficoltà a pagare puntualmente i 3 dipendenti (tra cui mia sorella). Ciononostante l’azienda tira avanti, così come tante altre, sperando che i colpevoli, che oltretutto oggi provano, in modo scomposto, a fare i carnefici, vengano cacciati, una volta per tutte, dalle Istituzioni. E adesso un paio di cosette:

1. Vi dico una cosa: Grazie. Pensate di indebolirmi ma ottenete il contrario. Oggi, grazie a voi, ogni piccolo imprenditore italiano sa che un ex-parlamentare, quando era in Parlamento, non si è occupato dell’azienda di famiglia.

2. Io sono così calmo e tranquillo ultimamente, ma se provocate mi tocca tornare ad Arcore sotto la villa del vostro padrone. Stavolta però per leggere dei pezzi della sentenza sulla trattativa Stato-Mafia. L’avete voluto voi evidentemente.

3. Ho visto che Renzi ci si è subito buttato a pesce su questa stupidaggine. Caro Matteo, so che ti brucia ancora che uno come me, senza guru della comunicazione, senza TV dalla sua parte, solo con un motorino, ti ha fatto il “culo” al referendum costituzionale. Cerca però di essere più discreto, così si nota troppo.

4. Vi ricordate quando B. si burlò di me dicendo, per l’appunto, che non avevo studiato, che ero fuori corso etc etc. L’ho querelato e lui alla fine ha accettato di scrivere la letterina che vi allego qui sotto. Quando torno me la stampo, ci faccio una gigantografia e l’attacco al muro tra il diploma di laurea e quello del master. Ovviamente dopo averne mandata una copia a Sallusti chiedendogli, come sempre, di obbedire al suo padrone e di chiamarmi “Illustre Signor Dottor Di Battista”.

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 Oggetto del messaggio: Re: Movimento 5 Stelle (seconda parte)
MessaggioInviato: 19/12/2018, 00:11 
Finalmmente. Era ora.

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Lo SpazzaCorrotti è legge #ByeByeCorrotti


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di MoVimento 5 Stelle
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In Italia, nonostante Tangentopoli, furbi e corrotti hanno avuto vita facile. E gli onesti si sono sentiti fessi.

Fin dalle nostre origini abbiamo creduto che la corruzione fosse il primo cancro da sconfiggere in questo Paese ed è per questo che abbiamo pensato ad una legge che sbatta corrotti e corruttori DEFINITIVAMENTE FUORI dai palazzi della Pubblica Amministrazione.

Abbiamo aspettato a lungo questo momento, quasi 30 anni, ma oggi colpiamo il malaffare realizzando quello che la vecchia politica non ha nemmeno saputo immaginare.

La nostra riforma dell’anticorruzione sta già facendo parlare di sé all’estero e restituirà all’Italia la giusta dignità agli occhi del mondo.

Siamo felici e orgogliosi perché stiamo compiendo una svolta senza precedenti che abbiamo voluto fortemente e non da quando siamo al Governo, bensì da molto, molto prima:
da quando Gianroberto Casaleggio ne parlava come uno dei pilastri per fare rinascere questo Paese.

Questa legge la dedichiamo a tutti i cittadini onesti, a tutti gli imprenditori che vogliono solo lavorare rispettando le regole, a tutte le persone che credono che un vantaggio personale scompare di fronte al bene collettivo.

Oggi abbiamo compiuto un altro importante passo per risollevare le sorti di questo Paese che amiamo tanto e sabato 22 dicembre festeggeremo in tutta Italia regalando ai cittadini questa grande legge!

C’è un intero popolo che aspettava questa legge, questo cambiamento culturale, facciamo sapere a tutti che finalmente è REALTÀ!
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#ByeByeCorrotti

'talli vostra e dei corrutttori.



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 Oggetto del messaggio: Re: Movimento 5 Stelle (seconda parte)
MessaggioInviato: 19/12/2018, 09:51 
ma nei giorni scorsi ho letto sempre sul corriere
che esiste un video repertato dai carabinieri
in cui si vede la spinta dell'uomo alla parlamentare grillina..
allora di che kaz.zo parla il corriere??


https://roma.corriere.it/notizie/politi ... ac5f.shtml

Mara Lapia, il giallo delle botte: 5 testimoni la smentiscono
La polizia verifica la versione della deputata grillina, che ha denunciato un 73enne con precedenti


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