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DA UN ESTRATTO DELL'OSSERVATORIO DI MONTE MARIO (ROMA)

Immagine

Durante gli ultimi 200 anni si sono osservati, casualmente, durante lo studio del nostro Satellite per mezzo di telescopi, Strani fenomeni, come CHIAZZE LUCENTI, PUNTI LUMINOSI,
LUCI INTERMITTENTI, OGGETTI IN PROSSIMITA' della Luna,etc...
Sono stati osservati a più riprese e studiati da nomi prestigiosi, come Herschell, Schroeder, Haas, Moore, Bareroft, Johnson, Wilckins e Tombaugh.

Tali Fenomeni Lunari Transitori, come in seguito furono chiamati, se ne sono contati più di 600 !
Vediamone alcuni:

1824-11 Febbraio: fra le ore 05.00 e le ore a.m. si accende ad intermittenza UN ENORME FASCIO DI LUCE nella parte in ombra della Luna.
Il fenomeno dura qualche minuto...




1835-25 Dicembre: nel cratere "aristarcus" brilla UNA LUCE ROSSA vivissima come una stella. Tale fenomeno si ripeterà altre volte .




1836-13 Febbraio: nella parte in ombra della Luna si osservano 2 STRISCIE PARALLELE DI LUCE tra le quali sono disposti simmetricamente MOLTI PUNTI LUMINOSI...




1860-4 Maggio: il fondo del cratere "Linneo" cambia inspiegabilmente colore: diventa bianco; mentre si osservano MACCHIE DISTINTE E LUMINOSE al centro...




1867-10 Giugno. nella regione lunare di "Sulpicious Gallus" appaiono 3 MACCHIE NERE dai contorni netti, visibilissime, che rimangono tali fino al 13.
Quindi scompaiono...




1870 -26 Settembre : si osserva il passaggio di'innanzi alla Luna di UN OGGETTO SCURO molto nitido, avente la forma di un'ellisse...




1867-9 Aprile : MOLTI PUNTI LUMINOSI appaiono nella parte in ombra della Luna...




1873 : il disco lunare è attraversato più volte da un GRAN NUMERO DI GLOBI LUCENTI...




1874 : si fotografano 4 OGGETTI volanti in movimento fra la Terra e la Luna, mentre la loro sagoma si profila contro lo sfondo del Satellite di cui si effettuano ricerche.




1874-24 Aprile : dalla superfice lunare OGGETTI DI ABBAGLIANTE SPLENDORE si staccano dirigendosi a gran velocità verso lo Spazio...




1875-13 Luglio : UN RAGGIO LUMINOSO come il fascio di un titanico riflettore è proiettato nello Spazio dal bordo inferiore della Luna...




1877-23 Novembre: sul fondo del cratere "Platone" si forma UN TRIANGOLO EQUILATERO LUMINOSO . Altri PUNTI BRILLANTI appaiono nelle zone circostanti, quindi si muovono convergendo verso il cratere, scomparendo poi nel TRIANGOLO...




1822 : 2 TRIANGOLI SCURI appaiono sul bordo superiore della Luna che, muovendosi da due punti differenti, s'incontrano e scompaiono...




1896-4 Aprile : la superfice lunare è attraversata nuovamente da UNA SCURA SAGOMA a forma di ellisse; la durata del passaggio è stata calcolata in 4"...




1896-31 Luglio : UN CORPO SCURO di forma sferica attraversa il disco lunare...




1912-27 Gennaio : l'Astronomo Harris, osservando la Luna, vede passare innanzi ad essa UN OGGETTO SCURO di dimensioni che egli giudica "enormi"...




1915-13 gennaio :nella regione lunare di "Littrow" compaiono 7 PUNTI LUMINOSI che si dispongono in fila formando la letera greca "GAMMA".




1917-20 Agosto : la Luna è attraversata per l'ennesima volta da un DISCO LUMINOSO...




1919-12 Febbraio : nella regione lunare di "Funerius" si proietta UN ENORME FASCO LUMINOSO, perfettamente rettilineo, verso lo Spazio...




1930 : in varie occasioni l'Astronomo Pickering, ha notato cambiamenti di colore e FORME SCURE SEMOVENTI nel cratere "Eratostene"...




1950 : vari Astronomi inglesi del "gruppo Wilckins", scoprono decine di STRANE STRUTTURE BIANCHE A FORMA DI CONO dai riflessi opachi, alte circa 20 m. o più. i coni sono perfettamente regolari, a giudicare dalle loro ombre.
Tali strutture vengono chiamate "DOMES".




1954-8 novembre : presso l'orlo del cratere "Keplero" si osserva UN ROSSO BAGLIORE...




1958- Novembre :per circa 30' si osserva UN ROSSO BAGLIORE sul fondo del cratere "Alphonsus".




1969-16 Luglio : gli Astronauti della missione "Apollo-11" osservano, a metà percorso tra la Terra e la Luna, STRANI PUNTI LUMINOSI muoversi dentro il cratere "Aristarcus"...




Queste sono alcune delle principali osservazioni in campo professionale. Sicuramente molte altre giacciono negli archivi...
E chissà perché queste "anomalie" lunari, come vengono chiamate, NON APPAIONO insieme alle altre cinquecento ufficialmente catalogate...
Sono stato davvero fortunato a potermele trascrivere al volo quell'anno! (Molti, a dire il vero).




Formazione di Dischi ripresa durante un'osservazione lunare, al telescopio.

Immagine


Ultima modifica di Bastion il 31/05/2011, 12:40, modificato 1 volta in totale.


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CONSTATAZIONE di fatti e Cose che sembrano avvenire nei nostri cieli; IRRIPRODUCIBILI, per ora, dalla nostra attuale civiltà.
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MessaggioInviato: 10/07/2009, 20:42 
Per non annoiarvi vi farò conoscere un caso curioso, per lo meno ...
Il Monte "olimpus", su Marte, era ovviamente sconosciuto. E allora...? Provate a leggere, sicuramente è un fatto che lascia perplessi...

LA BAMBINA CHE "VOLO'" SU UN U.F.O.

Il fatto è successo ad Adelaide ed è stato pubblicato dalla Società australiana di ricerche sugli UFO, bollettino” Australian Saucers Record”, vol. I, N°4, 1955.

Era stato richiesto lo psicologo a causa di un leggero disordine nervoso di una bambina.

Il trattamento consisteva nel mettere la bambina in trance profonda ipnotica , di breve durata, per dare suggerimenti di rilassamento e di distensione.

Quindi, il soggetto, non era consapevole dove si trovasse e cosa lo circondava, ma rispondeva soltanto alle domande dello psicologo che, per controllare le sue reazioni, le poneva delle domande.

Ad esempio le chiedeva: “dove sei Janet?” E lei rispondeva normalmente, “su una sedia” e via dicendo. Ma dopo altre domande di repertorio la bimba, di dieci anni, rispose inaspettatamente che si trovava a bordo di un Disco Volante!

L'ipnotizzatore sorpreso da quella risposta continuò per vedere cosa volesse dire... Ma ricevette delle risposte precise concernenti un viaggio all'interno di un U.F.O. Verso un altro pianeta.

La bambina descrisse l'atterraggio, le persone, una specie di città come se tutto ciò accadesse veramente e lei non facesse altro che descrivere quello che vedeva.

La società australiana, essendo stata informata del caso, aprì un'inchiesta, si assicurò della serietà dello psichiatra e, d'accordo con quest'ultimo, decise di ritentare l'esperimento con la registrazione della seduta. Ad un certo punto, gli inquirenti chiesero persino allo psicologo di lasciare la casa dove avveniva l'esperimento. Ma la sua assenza non ebbe alcuna conseguenza nella narrazione di Janet. Questa è la trascrizione completa della registrazione, ad eccezione del materiale senza interesse. Dapprima Janet fece unadescrizione del Disco, poi dei tre Occupanti, tre uomini con i capelli neri, che indossavano tute colorate.

Dott.: cosa fanno ora questi uomini?

Janet: si mettono sulle cuccette.

Dott.: perché?

Janet: vanno in gravità.

Dott: ora che fanno?

Janet:tirano una leva ( E qui, Janet, racconta che può vedere il Pianeta verso cui sono diretti su di una specie di “schermo”). Ha l'aspetto di una palla rossa e argento...

Dott. Puoi vedere ora la superficie?

Janet: sì.

Dott: che vedi?

Janet. Una montagna con un grande buco.

Dott. Vedi delle città?

Janet: no.

Dott: che fa ora il Disco?

Janet: entra nella grande montagna.

Dott. Entra attraverso il buco?

Janet: sì.

Dott: ora, cosa c'è in questa montagna?

Janet: una specie di grosso ascensore.

Dott: cos'altro c'è in questa grande montagna?

Janet: una città.

Dott: che specie di edifici?

Janet: in vetro.

Dott: puoi vedere attraverso il vetro?

Janet: no.

Le viene chiesto di andare in una di queste costruzioni. Janet descrive delle stanze, dei lunghissimi corridoi o passaggi. In fondo ad uno di questi si trovano degli uomini dai capelli neri, che indossano tute.

Dott: ti chiedo di andare nelle altre stanze. Che vedi ora?

Janet: un ascensore.

Dott: dove conduce?

Janet: dove ci sono gli operatori delle macchine.

Dott: ci sono dei quadri di comando lì? Ci sono dei bottoni o delle leve?

Janet: un mucchio di bottoni.

Dott: chi comanda questi bottoni?

Janet: degli uomini.

Dott: un uomo o degli uomini?

Janet: quattro uomini.

Dott: Janet, guardami. Dove sei ora?

Janet: sul ponte di comando.

Dott: che comandano quegli uomini?

Janet: le macchine.

Dott: che fanno quelle macchine?

Janet: fabbricano dei Dischi Volanti.

Dott: queste macchine fabbricano qualcos'altro?

Janet: i loro vestiti.

Interrogata sulla loro alimentazone, janet dice che “in alto”, nello stesso edificio, delle donne mangiano uva e bevono un liquido scuro che sembra vino.

Dott: che portano queste donne?

Janet: dei vestiti corti.

Dott: vorrei che tu andassi verso una di queste donne. Vorrei che tu le chiedessi di parlarmi.

Janet: vuole parlare?

Dott: vuoi dirmi quello che dice?

Janet: vuoi mangiare qualcosa?

Apparentemente questa gente è al corrente della presenza di Janet . Sono molto ospitali. I bambini, racconta Janet, sono a scuola con un'insegnante.

Dott: vedi la Terra di là?

Janet: su una specie di “schermo”.

Dott: puoi vedere il cielo?

Janet: no.

Dott: puoi andare fuori?

Janet: bisogna mettere una specie di casco sopra la testa.

Dott: puoi farlo, e uscire?

Janet: sì.

Dott: puoi vedere il Sole?

Janet: sì.

Dott: di che colore è?

Janet: lo stesso che dalla terra.

Dott: nonè più piccolo?

Janet: un poco.

Dott: ora è notte. Puoi vedere le stelle?

Janet: qualcuna.

Dott: puoi vedere la “Croce del Sud”?

Janet:sì.

Dott:puoi vedere la Luna?

Janet: una parte.

Dott: che forma ha?

Janet: una banana.

Dott: com'è grande?

Janet: più grande che dallaTerra.

Janet dice di vedere vegetazione, ma che c'è della neve per tera dove si trova. Domandandole di toccarla, essa annuncia con sorpresa che è calda.

Dott: puoi rientrare di nuovo?

Janet: sì.

Dott: come si rientra?

Janet: si schiaccia un bottone e si apre una porta. Si va in un ascensore e si scende e là c'è la città.

Dott: puoi dirmi se c'è aria fuori?

Janet: no.

Dott: puoi chiedere a qualcuno com'è l'aria?

Janet: com'è l'aria?...( Pausa ).. non si può respirare.

Dott: tu non puoi respirare, ma la gente sul Pianeta sì? Domanda a qualcuno.

Janet: potete respirare quest'aria? ( Pausa ) Sì

Dott: c'è vento fuori?

Janet: no.

Janet descrive il tipo di apparecchio televisivo che mostra un'immagine della Terra.

Poi le viene descritto Adamsky ed i suoi messaggi, chiedendole di farsi dire se fossero al corrente di tutto, ricevendo risposte positive... Era un uomo famoso che avvertiva la gente dei pericoli che si stavano correndo sulla terra. ( Tutte cose che la bambina, da sveglia , disse di non conoscere.

Vediamo l'ultima parte dell'ipnosi:

Dott: chiedigli se vuole parlarmi nella sua lingua, tramite te.

Janet: no.

Dott: chiedigli perché.

Janet: sarebbe troppo difficile.

Dott: c'è per caso qualcuno sulla Terra che ha già sentito questa lingua?

Janet: Adamsky.

Dott: cosa sono le tre sfere che si possono vedere sotto il Disco?

Janet: servono per l'atterraggio.

Dott: nient'altro?

Janet: no.

Dott: ci sono dei Dischi Volanti in questo momento sopra l'Australia?

Janet: sì.

L'esperimento ebbe luogo il 9 febbraio 1955 e, l'indomani i giornali australiani riferirono di avvistamenti nel cielo di Melbourne.

Janet è una scolara normale, di intelligenza media, forse leggermente superiore, non interessata ai viaggi spaziali come del resto la maggior parte delle sue coetanee.

I suoi interessi sono la musica ed il disegno piuttosto che la lettura.

Durante l'esperimento parlava con voce normale. I fatti sono riferiti senza alcun commento, se non quello che sono esatti ed autentici.

Fonte: Australian Saucers Record”, vol. I, N°4, 1955.
Un breve cenno riguardo i "contattisti", anzi, di uno in particolare; poi non ritornerò più su tale argomento, per ovvie ragioni.


Ultima modifica di Bastion il 03/06/2011, 11:37, modificato 1 volta in totale.


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MessaggioInviato: 10/07/2009, 20:44 
ADAMSKY

Vediamo questo controverso personaggio: Adamsky;
il fatto che quando si parla di contattisti si cammina su braci ardenti, e tutti poi ti "saltano" addosso.
Io, per principio, non escludo mai niente; aspetto, controllo e cerco d'informarmi.

Adamsky è seppellito proprio accanto alla tomba di J. F. Kennedy, ho visto la foto, anzi, ce l'ho da qualche parte...
A quei tempi si diceva con insistenza che i Servizi Segreti vollero in un certo modo sdebitarsi di tutte le accuse mossegli contro, per il solito "cover-up", ma ben sapevano che ciò che diceva era quasi tutto vero, o per lo meno riscontrabile (a parte i famosi messaggi di pace).
Come ebbi a dire, fu il più osannato ed il più denigrato contattista del mondo!
Come mai allora fu ricevuto da parecchie personalità? Ad esempio dalla regina d'Olanda, da Papa Givanni XXIII...
Anche di quegl'incontri ci sono le foto, e preciso, non erano foto di gruppo, nel senso che si vede Adamsky con il Papa.
Certo quando descrive, in uno dei suoi viaggi nello Spazio, che dall'altra faccia della Luna poteva osservare delle lepri correre... non so davvero cosa pensare, o meglio, ritengo che gli Alieni che lo "scarrozzavano" in giro, potessero avergli fatto credere cose...assurde per qualche LORO scopo!
Ma non tutti sanno che Adamsky era miope; e si diceva a proposito, che quando sorvolò a bassaquota la Luna con il Disco che proiettava la sua ombra sul terreno lunare circostante, Adamsky scambiò quell'ombra che correva per ciò che non era...
Perché per il resto ciò che descrisse dei Dischi Volanti, sia all'interno che all'esterno, risulta da molti altri avvistamenti in altre zone della Terra.
E allora?
Allora, non saprei; le prime "Astronavi Porta-Dischi" le fotografò lui, e furono viste ovunque nel mondo!
Io ho letto e gettato! per due volte i suoi libri... perché se rinvengo delle assurdità taglio tutto!
Ma certamente del vero deve pur esserci stato.
A meno che, come alcuni sono avvezzi a fare, per avvalorare di più la storia vissuta, ne condiscono un po l'avventura....
Come Meyer; avendo trovato alcuni modellini di UFO, smontano subito la sua storia!
E' fondamentalmente sbagliato! Anch'io ho molti modellini di aerei a casa, non per questo non esistono quelli veri, anzi è vero il contrario!
Comunque, se ricordo bene , era un prof. di matematica e come hobby aveva l'astronomia, poi divenne ufologo/contattista; tutto qui.

Possedendo dei modellini ed un Telescopio anch'io, spero che un giorno seppelliscano anche me dall'altra parte della tomba di Kennedy!

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Questo sarebbe il presunto Disco Volante di Adamsky, osservato per latro in tutto il mondo; qualche anno dopo le sue foto, eccone una:

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dove ritrae lo "stesso" Disco Volante a Conison, Lancashire (Scozia) 15-Febbraio 1954. La foto fu scattata da un ragazzo, S. Durbishire, di 13 anni, insieme ad un coetaneo; erano nei pressi di un laghetto per fare delle foto della zona con una polaroid, quando, dissero, videro scendere verso di loro uno strano Oggetto circolare,argeneo, che si fermò a poche centinaia di metri di distanza da loro, per sparire poi diero una collina. Poi, ricomparso da dietro la collina, s'inchinò lateralmente e risalì velocemente verso il cielo come un lampo emettendo un suono simile allo schiocco di una frusta. Non prima però di avere avuto l tempo di immortalarlo...

Schema del Disco Volante di Adamsky

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Schema di una "Porta-Dischi"

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Astronave "Porta-Dischi" fotografata da Adamsky, osservata comunque in molte località del globo ed anche con i Dischi in movimento nelle vicinaze...

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Le fasi di uscita dalla "Porta-Dischi" di alcuni Dischi volanti, ripresi da Adamsky con il suo telescopio.

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Un'interessante lettera di George Adamsky inviata come risposta ad una corrispondenza col console Alberto Perego.

Testo estratto dal libro del Console Perego "L'aviazione di Altri Pianeti Opera tra Noi"

Dear Mr. Perego,

sono spiacente di aver dovuto tardare a rispondere alle Vostre gradite lettere del settembre e del novembre scorso, ma mi è umanamente impossibile poter curare la mia corrispondenza come vorrei. Sono stato assente da casa per gran parte del periodo trascorso da quando ricevetti le Vostre lettere; e devo tra l'altro occuparmi di altre richieste oltre alla corrispondenza.

Devo dirvi che il vostro rapporto di avvistamento è stato di grandissimo interesse per me; lo considero il migliore che abbia finora ricevuto.
Prima di procedere oltre desidero però rettificare un'impressione che potreste avere. E cioè: io non ho passato 200 ore "continuate" con gli abitanti di altri pianeti. Si tratta del corrispondente periodo di tempo accumulato nel corso di dodici differenti contatti, e cioè di una cifra complessiva.
Questi contatti sono continuati e l'ultima mia visita agli amici degli altri Pianeti ha avuto luogo meno di un mese fa (marzo 1956).

Siete perfettamente nel vero ritenendo che i dischi volanti siano azionati da energia elettromagnetica. Se uno Stato sulla Terra potesse dominare questa energia, esso potrebbe effettivamente controllare il mondo attraverso il dominio dell'aria. Io posso assicurarvi positivamente però che questi apparecchi non sono di natura terrestre.

Non dubito che vi siano Paesi in cui si stiano effettuando esperimenti per tentare di costruire apparecchi simili. Mi consta anzi che diversi gruppi industriali stiano cercando di scoprire i mezzi per dominare questa energia. Alcuni forse possono essere giunti molto vicino alla meta. Ma, per quanto mi consta, nessuno è ancora arrivato alla scoperta completa.

Questa energia è all'origine del movimento di tutti i corpi nello spazio. Prendete ad esempio il nostro pianeta. Come saprete, si calcola che esso si muova a 162 miglia al secondo, nella sua orbita, compiendo circa 600 milioni di miglia introno al Sole in 365 giorni. Nel medesimo tempo ruota su se stesso a circa 18 miglia e mezzo al secondo, nelle 24 ore.
Il nostro pianeta ha dunque un doppio movimento: da quanto ho appreso attraverso i miei contatti personali con gli abitanti di altri pianeti, essi hanno scoperto come dominare questa energia motrice.

Essi hanno costruito apparecchi azionati da questa energia, esattamente come ne sono azionati i pianeti. Con una eccezione: mentre un pianeta si muove in una orbita che è sempre la stessa, questi apparecchi possono essere manovrati attraverso lo spazio, secondo una libera volontà.

Questi apparecchi producono automaticamente una propria gravità, così come avviene nei diversi pianeti e nel nostro.
Pertanto coloro che viaggiano sui dischi non percepiscono il movimento; esattamente come noi non lo percepiamo sulla Terra che pure si muove attraverso lo spazio.

La ragione delle numerose ricognizioni su Roma, come quella di cui voi siete stato testimone il 6-11-'54, deve ricercarsi nell'intenzione di impressionare le popolazioni, dato che Roma è la sede della religione cristiana.

Queste impressioni sulla massa si ripercuoteranno sulla Santa Sede che finirà per proclamare l'esistenza di questa aviazione. Ciò condurrà il mondo ad accettare l'atteggiamento amichevole di questi visitatori interplanetari. E non più a considerarlo ostile e pauroso, così come è stato generalmente presentato.

Le apparizioni degli apparecchi in determinati anniversari di periodi rivoluzionari o politici avvengono per gli stessi motivi. Cioè per fare riflettere i governanti all'unisono (piuttosto che separatamente) nell'interesse generale.

Una guerra potrebbe scoppiare facilmente da accordi separati tra diversi Stati e sarebbe una guerra atomica: come tutti sanno, ciò vorrebbe dire la fine della nostra civiltà. Non sarebbe così se si giungesse ad un accordo unico tra tutti gli Stati. Ma sembra quasi troppo tardi! Giacché i continui esperimenti di queste bombe aumentano il veleno che si accumula nella nostra atmosfera; e ciò produrrà unicamente del danno agli uomini.

Se la verità fosse conosciuta, si potrebbe affermare che questi visitatori dello spazio hanno già avuto una funzione nel cambiare le idee di coloro che conducevano la guerra in Corea. Così nella situazione esplosiva dell'Indocina francese che poteva risolversi da un momento all'altro in una guerra. Così nella crisi di Formosa.

Noi abbiamo verso di loro, chiunque essi siano, un debito di riconoscenza, per aver prolungato la vita umana sulla Terra.
Voi mi chiedete la ragione delle esplosioni.
È noto nei circoli scientifici che nello strato sottile della nostra atmosfera rimangono, qua e là, residui di energia atomica a seguito degli esperimenti di bombe termonucleari.

Di tanto in tanto alcune di queste pesanti concentrazioni di energia esplodono da sole. Quando gli abitanti di altri pianeti attraversano con i loro apparecchi queste concentrazioni, non ancora esplose per fenomeno naturale, essi lanciano contro di esse un razzo per provocare l'esplosione ed annullare in tal modo il pericolo. In altre parole i nostri amici interplanetari, ogni qual volta raggiungono queste concentrazioni, cercano di prevenire che gli effetti venefici ricadano sulla Terra. Ciò che condurrebbe alla distruzione l'umanità.

Dato che la Croce è il simbolo della religione Cristiana, la ragione della formazione "a croce" su Roma, dimostra che questi visitatori sono ciò che noi chiameremmo "dei cristiani".

Essi riconoscono cioè lo spirito di Cristo che è universale e desiderano che gli abitanti della Terra comprendano che essi si comportano secondo il suo comandamento: essere fratelli. Essi cercano quindi di proteggerci in un periodo così pericoloso come l'attuale, in cui la nostra civiltà può essere distrutta.

Il fatto che la formazione da voi veduta (il 6-11-'54) fosse una "croce greca", che non è accettata sulla Terra come un simbolo cristiano, sta a significare sostanzialmente lo stesso concetto. Questi viaggiatori non vengono tra noi per salvare solamente "un gruppo" di popoli e trascurare un altro gruppo! Essi hanno un atteggiamento "uguale" rispetto a tutti i popoli del mondo. Così possono far vedere qualunque simbolo capace di essere inteso dalle masse, nelle diverse parti del mondo ove si presentano.

No, per quanto sia a mia conoscenza, io posso giurare davanti a Dio che questi popoli non sono ostili. Essi hanno interesse al benessere del genere umano e si adoperano perché le forze aggressive che si sviluppano attraverso la stessa umanità, non giungano a distruggere l'uomo.
Devo dire ancora una volta che io posso parlare solo per quei popoli che ho incontrato e non per i popoli dell'intero Universo. Quelli che sono apparsi in questi ultimi anni, per quanto io possa saperne, appartengono al nostro sistema solare. Vi potrebbero essere abitanti di altri sistemi solari ostili a noi o al nostro sistema solare. Ma, fino ad oggi, non mi risulta ne siano apparsi.

Riferendomi alla data dei Vostri avvistamenti io sto pensando se possa esservi qualche connessione con la visita avuta dal Papa. Infatti sono giunte voci qui negli Stati Uniti che proprio in quel periodo due atterraggi avrebbero avuto luogo nel territorio della Santa Sede.
Abbiamo avuto anche notizia che, ogni qualvolta è stata tenuta una Conferenza Internazionale tra le Grandi Potenze, per lo meno uno o due dischi sono stati veduti nel cielo sovrastante gli edifici ove la conferenza era tenuta.

Così è avvenuto alla Conferenza delle Bermude qualche anno fa. È risaputo pure che il Presidente Eisenhower dovette riscrivere il discorso già preparato che pronunciò poi di fronte alle Nazioni Unite. Fu questo il primo appello fatto al mondo per abolire o controllare le bombe A e H.
Sono convinto che nessuna soluzione pacifica potrà essere raggiunta attraverso le organizzazioni militari. Ciò potrebbe avvenire invece più facilmente attraverso le organizzazioni militari.

Ciò potrebbe avvenire invece più facilmente attraverso l'azione del Pontefice e di qualche grande Capo Spirituale. Ecco perché Roma è stata visitata dai dischi volanti molto più spesso di ogni altra località.
A prescindere da ogni fede religiosa, è un fatto riconosciuto che quasi tutti onorano e rispettano il Pontefice.

Non vi dovrebbero essere difficoltà da parte di qualunque Capo spirituale a riconoscere ciò che potrebbe essere chiamato il compimento delle profezie. La Bibbia è molto ben documentata su questi visitatori; naturalmente usando nomi diversi di quelli che noi diamo loro oggi: Elia, Enoch, Ezechiele, ecc.
Se questi avvenimenti ebbero luogo allora, perché non potrebbero ripetersi oggi? Non vi è dunque nulla contro la Religione; al contrario, questi visitatori appoggiano la Religione.

Se si tratta di salvare l'anima degli uomini, questo è il momento di salvare l'anima del mondo! Ed è questo il compito dei Capi Religiosi: giacché certamente non lo fanno i Capi militari!

Spero di avervi dato con questa lettera una chiara visione di quanto io penso.

Sinceramente Vostro,

George Adamski

Palomar Terraces - Star Route Valley Center
California, 20-4-'56

Fonte: http://www.progettoperego.it


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IL LEGGENDARIO GEORGE ADAMSKI

La leggenda di George Adamski. Alla scoperta del capostipite dei "contattisti".

Vediamo un po cosa scrive di lui il Direttore del C.U.N. :

dall'articolo di Roberto Pinotti

È considerato il capostipite dei "contattisti", ed anche il più discusso.
Per Adamski si arrivò a creare, negli Stati Uniti il neologismo: "contactee", in italiano "contattista", per indicare "chi dice di aver avuto un contatto con i piloti dei dischi volanti".
Ci si chiede se i suoi "contatti" sono realmente avvenuti e se i sei testimoni, che vi avrebbero assistito (le due coppie di coniugi George Hunt e Betty J. Williamson, Alfred C. e Betty M. Bailey, oltre a Lucy McGinnis ed Alice K. Wells), hanno dichiarato la verità.
Nel libro "The Saucers Speak" ("I dischi parlano"), sono trattati i contatti radio stabiliti prima e dopo il famoso 20 novembre 1952, proprio dai coniugi Williamson e Bailey, insieme agli studenti Betty Bowen e Ronald Tucker.
I contatti radio erano veri? Erano veri i calchi delle impronte che il presunto Venusiano avrebbe lasciato sul terreno, e le fotografie scattate, secondo Adamski, il 13 dicembre allo stesso veicolo atterrato 23 giorni prima a Desert Center mentre sorvolava la sua casa?
Nessuna prova di carattere scientifico può documentare come reali gli avvenimenti descritti in "Flying Saucers Have Landed" (tradotto in italiano: "I dischi volanti sono atterrati"), il primo libro scritto da Adamski, nel 1955, insieme a Desmond Leslie.

PROVE CONTRO E PROVE A SOSTEGNO
L'organismo civile americano per lo studio degli UFO, NICAP (National Investigations Committee on Aerial Phenomena) di Washington, non ha dato mai alcun credito a quanti hanno affermato di essere entrati in contatto con presunti extraterrestri.
Nel classico "The UFO Evidence" leggiamo a proposito delle foto adamskiane:
«A causa dei trascorsi del sig. Adamski, sedicente professore di filosofia mistica orientale (la cui validità gli sarebbe stata in seguito confermata dai suoi "extraterrestri") e per almeno una sua affermazione dimostratasi del tutto falsa in seguito alle indagini del NICAP, le sue fotografie sono considerate dubbie».
Fra i detrattori di Adamski:
Lo scrittore Frank Edwards, che identificò il "ricognitore venusiano" di Adamski, nella "parte superiore di un aspirapolvere", fabbricata nel 1937.
L'USAF, l'aeronautica Militare statunitense, che riconobbe "la parte di un umidificatore di tabacco".
Altri detrattori vollero vedervi un "lampione stradale"…
A favore di Adamski:
L'operatore cinematografico di Hollywood, Marley, il quale non esitò a definire le foto autentiche.
J.N. Mansour, della Jetex Ltd., ditta produttrice di aeromodelli, esaminò i negativi originali e la macchina fotografica montata sul telescopio di Adamski e confermò che l'oggetto delle foto non era un modello ma sembrava delle dimensioni dichiarate dall'autore: almeno 10 metri e mezzo di diametro.


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MessaggioInviato: 10/07/2009, 20:47 
IN MOLTI LUOGHI SI VEDONO UFO DELLO STESSO TIPO

UFO dello stesso tipo di quello descritto in "I dischi volanti sono atterrati" furono segnalati da altre parti:
Nell'ottobre del 1953 su Norwich (Inghilterra), l’astrofilo Potter della British Astronomical Association effettuò l'osservazione di un ordigno che descrisse come l'esatta riproduzione (rovesciata dal telescopio con cui la vide) della macchina di Adamski.
Nel 1954, il tredicenne Stephen Darbishire di Coniston (Inghilterra) fotografò un UFO che volava su una collinetta. L’immagine mostrava un oggetto brillante dai contorni indistinti.
Una proiezione ortografica, eseguita dall'ing. Leonard Cramp, confermò che gli oggetti delle foto di Coniston e di Adamski erano delle medesime proporzioni.
Il NICAP affermò: "Non sembra evidente alcun motivo per un trucco…"
L'ufologo spagnolo Antonio Ribera, si è chiesto: "Cosa c'è di vero nel caso Adamski?"
La cosa più sensata è credere, per il momento, nell'autenticità delle fotografie, tanto di George Adamski che di Stephen Darbshire e ipotizzare che queste abbiano ispirato al primo le sue fantastiche storie sui Venusiani.
Sempre secondo Ribera, un'altra osservazione sembra costituire una nuova conferma all'autenticità:
Il 15 settembre 1965, dalle cinque alle otto di sera, furono visti su Santa Coloma (Andorra) e così pure dalla vicina Engordany, due UFO del "tipo Adamski" (con le tre sfere o "dispositivo di atterraggio" nella parte inferiore e a forma di campana) posti uno sopra l'altro, che improvvisamente partirono verticalmente a gran velocità...
Probabilmente, Adamski ha costruito una storia fantastica su un episodio autentico…
In "I dischi volanti sono atterrati", però, Adamski dichiara che il decollo del "disco" da Desert Center doveva essere stato osservato da aerei militari in volo sulla zona, facendo riferimento ad un B-36 dell'USAF.
In una lettera inviata il 3 Agosto 1956 dal Centro Informazioni Aereotecniche della base USAF di Wright-Patterson al cittadino Richard Ogden, si ha la conferma delle segnalazioni di un UFO da parte di un pilota militare, sulla zona di Desert Center, appunto il 20 novembre 1952.
Un altro elemento, che potrebbe riferirsi direttamente al presunto contatto nel deserto, è il misterioso scritto avuto da Adamski, a suo dire, il 13 dicembre 1952.
Gli stranissimi segni impressi sulla pellicola sono stati da molti indicati come uno spettacolare ma ingenuo falso.
Nel 1949-50, il noto archeologo ed esploratore professor Marcel Homet, nelle impervie regioni del Brasile nord-orientale, aveva scoperto un ciclopico blocco roccioso ovoidale coperto da numerosi indecifrabili gruppi di ideogrammi: la Petra Pintada, frutto di un'ignota cultura preincaica.
Il professor Homet elaborava il materiale raccolto nel volume "I figli del sole", mentre Adamski pubblicava "I dischi volanti sono atterrati".
Uscito il libro di Homet, si costatò che gli ideogrammi erano gli stessi sia nella "Petra Pintada" sia nel messaggio adamskiano.
Non era pensabile che Adamski potesse essere venuto a conoscenza delle scoperte del professor Homet.

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MessaggioInviato: 10/07/2009, 20:51 
A BORDO DEI DISCHI VOLANTI

Nel 1955, uscì un secondo libro: "Inside the Space Ships" (tradotto in italiano: "A bordo dei dischi volanti"); dove Adamski affermava di essere stato avvicinato da emissari di extraterrestri nel febbraio del 1953, a Los Angeles, in California. I suoi contatti sarebbero avvenuti con un gruppo di piloti, a loro dire originari dei pianeti Venere, Marte, Saturno.
Adamski sarebbe stato portato, con degli apparecchi dello stesso tipo di quello da lui fotografato, a bordo di due gigantesche astronavi madri cilindriche orbitanti intorno alla terra. Qui egli avrebbe parlato a lungo con alcuni piloti (in particolare "Firkon" di Marte e "Ramu" di Saturno) e anche con il Venusiano "Orthon" incontrato il 20 novembre 1952; in seguito avrebbe parlato con due "Maestri" o "Saggi".
Adamski affermò che tutti gli extraterrestri dimostrarono di avere delle facoltà telepatiche e di conoscere molto bene la lingua inglese.
George Adamski nel libro descrive degli esseri molto superiori agli uomini della Terra, sia fisicamente sia spiritualmente; descrive con convincente efficacia alcuni aspetti della loro vita, la tecnica avanzatissima, gli eccezionali poteri psichici; parla della loro scienza, della filosofia sulla reincarnazione e dell'intima, gioiosa visione della vita, rivolta a una maggiore conoscenza della Creazione, dell’Uomo e dell'Ente Supremo.
Nel libro si legge che:
- Il nostro Sistema Solare sarebbe composto di più di nove pianeti, con condizioni ambientali, per molti di essi, non molto diverse da quelle della Terra.
- I principi del bene e del male sarebbero universali.
- La razza umana, adattatasi alle particolari condizioni ambientali di ciascun pianeta abitabile, sarebbe diffusa in gran parte della nostra Galassia.
È descritta anche quella che sarebbe la storia dimenticata delle origini dell'uomo.
Secondo Adamski, la specie umana sarebbe di origine extraterrestre e la Terra sarebbe solo uno dei tanti pianeti colonizzati. Sulla Terra - gli avrebbero rivelato i Fratelli (così da lui definiti) - si sarebbero stabiliti in epoche antichissime alcuni nuclei provenienti da diversi sistemi solari. Gli sconvolgimenti geologici, che fecero spesso a cambiare completamente l'aspetto della superficie terrestre portando interi continenti, come Atlantide, ad essere sommersi, li avrebbero successivamente distrutti e dispersi.
I pochi superstiti, resi barbari e degenerati, al colmo dell'abbrutimento, potrebbero essersi anche uniti a specie umanoidi autoctone, forse in fase di evoluzione dalle scimmie antropoidi, dando così origine a razze inferiori ibride, erroneamente considerate i vari "anelli" della "evoluzione" umana.

LA TERRA: UNA PRIGIONE PER EXTRATERRESTRI
Sulla Terra, considerata ormai un pianeta inadatto alla colonizzazione, sarebbero stati successivamente portati gruppi di elementi "indesiderabili" provenienti da vari pianeti: individui violenti che si sarebbero imposti agli ibridi terrestri che, con l'ignoranza propria dei primitivi, videro in essi degli dei.
Talvolta, sarebbe avvenuto l'intervento di "squadre di vigilanza", ma in generale, gli extraterrestri si sarebbero limitati a semplici azioni di ricognizione sistematica, senza interferire direttamente nelle nostre questioni.
I progressi dell'uomo della Terra, nei campi della fisica nucleare e dell'astronautica, avrebbero indotto gli extraterrestri ad intensificare le loro azioni di controllo nell’immediato dopoguerra, portando non pochi di loro ad operare segretamente fra noi, servendosi di basi d'appoggio nascoste.
La "Confederazione", di cui farebbero parte i mondi abitati del nostro settore galattico, pur deprecando il nostro tipo di civiltà ed in modo particolare la guerra e l'applicazione bellica dell'energia nucleare, non sembrerebbe intenzionata ad interferire, in nome del libero arbitrio; ma ci lascerebbe libertà nelle nostre azioni, purché queste ultime non si dimostrino pericolose per l'equilibrio del Sistema Solare o rivolte ad un olocausto nucleare con la distruzione della Terra.
Un contatto con loro non ci sarebbe assolutamente imposto, per evitare il trauma del confronto fra la nostra realtà e la loro: le popolazioni della Terra sarebbero impreparate ad un evento simile.
Adamski conclude affermando che il contatto con questi popoli extraterrestri dovrà esserci, presto o tardi, quindi i vari governi dovranno preparare le masse a questo avvenimento storico. I governi, però, non parlano. Comprensibilissimo: chi di loro avrà il coraggio di proclamare al mondo una realtà che comporterà inevitabilmente un sovvertimento o un ridimensionamento totale di tanti aspetti della vita sociale e statale?
Fantasie di un visionario?

UN "PREDICATORE" PER TUTTA LA VITA
Ray Palmer, editore americano del Wisconsin, alcuni anni dopo la pubblicazione di "I dischi volanti sono atterrati", affermò che Adamski gli aveva sottoposto nel 1943 un racconto avente la medesima trama del suo primo libro.
Al posto del pilota Venusiano, però, dall'UFO discendeva Gesù Cristo.
Palmer scrisse nel 1965:
«Noi non abbiamo mai definito Adamski un bugiardo ed ancora oggi accettiamo la sua storia per vera, pur sapendo che egli non incontrò nessun venusiano nel deserto nel 1952, che le impronte di quest'ultimo sono una contraffazione, e che egli non è mai salito a bordo del "ricognitore" di Venere».
Questa la sua conclusione:
«Adamski aveva un esperienza, genuina in ogni dettaglio, da rendere nota, ma dovette fare uso della saga dei dischi volanti come di un mezzo atto a proclamare il suo messaggio».
Adamski si dedicò completamente alla predicazione di tale "messaggio" di buona volontà dei "Fratelli" dello spazio, nonostante l'età avanzata.
Per rispondere alle migliaia di lettere che gli erano indirizzate, scrisse l'opuscolo "Questions and Answers" e quindi il volume "Flyincy Saucers Farewell" (tradotto in italiano: "I dischi volanti torneranno"), poi ancora "Cosmic Philosophy", "Telepathy" ed uno "Science of Life Study Course" limitato ad una ristretta cerchia di discepoli.
I fondi ricavati erano impiegati esclusivamente per alla sua predicazione.
Nel 1959 in un viaggio nel mondo, per un cielo di conferenze sulle sue esperienze, fu ricevuto dalla Regina Giuliana d'Olanda. In seguito visitò la Scandinavia e creò un International Get Acquainted Program (IGAP).
Nei giorni immediatamente precedenti la morte di Giovanni XXIII, ebbe un contatto con il Vaticano, contatto del quale non trapelò nulla.

UN INCONTRO SEGRETO CON PAPA RONCALLI
Adamski avrebbe portato un messaggio per il Pontefice, messaggio che si limitò a consegnare nelle mani di Papa Roncalli.
Giunto improvvisamente a Roma dagli USA e fattosi vivo con Lou Zinsstag, (una svizzera parente del caposcuola della psicanalisi post-freudiana Carl Gustav Jung,) e con il Console dottor Alberto Perego, egli fu visto entrare in Vaticano poco prima della morte del "Papa buono".
La Segreteria di Stato di Sua Santità, successivamente interrogata dall'inglese Ronald Caswell in merito alla natura della presunta visita di Adamski a Papa Giovanni morente, comunicò testualmente all'interessato, che "non era possibile fornire le informazioni richieste".
Rimane che Adamski sia giunto a Roma e ripartito dopo la visita in Vaticano, evitando qualsiasi pubblicità.

Il dottor Roberto Pinotti (autore dell'articolo da noi qui ripreso N.d.R.), porta la sua testimonianza sull'episodio e sulla personalità di Adamski:
«"Credo - scrisse Adamski in una lettera indirizzataci il 15 luglio 1964 - che il messaggio dei Fratelli per il Papa avesse a che fare con il suo successore, poiché quanto questi era il favorito di Papa Giovanni".
Cattolico praticante, Adamski vide nell'ecumenismo conciliare la migliore conferma della sintesi fra cristianesimo ed esoterismo orientale che, in un clima evangelico e comunitario, aveva perseguito fin dagli anni Trenta col suo "Ordine Reale del Tibet": una sintesi che a suo dire si identificava con la visione del mondo degli Extraterrestri.
Gentile, preciso e telegrafico nelle risposte agli interrogativi che gli ponevamo periodicamente nelle nostre lettere, a conferma del contenuto dei suoi libri, Adamski dimostrò di essere dominato, negli ultimi anni della sua vita, da una problematico di carattere esistenziale e spirituale, più che di tipo scientifico».

Nel 1961 Adamski dichiarò di essere stato portato su Venere e di avervi incontrato la moglie Mary scomparsa qualche anno prima, reincarnata in una bambina venusiana.
I "Fratelli", rispondendo in tal modo ai suoi dubbi circa la realtà dell'immortalità e della reincarnazione dell'anima, si trasformarono così per lui in una sorta di "guide spirituali".
Non era finita.
Dopo Venere, Saturno: dal 27 al 30 Marzo 1962, Adamski affermava di esservi rimasto, quale osservatore, nel corso di una riunione dei 12 consiglieri del nostro Sistema Solare.
A questo punto era sempre più difficile seguirlo.

FENOMENI MEDIANICI
Nel 1964, il suo ex-segretario C.A. Honey scrisse:
«Le affermazioni di Adamski, circa il suo viaggio su Saturno, sono in completo accordo con le esperienze dello stesso tipo che i sensitivi (medium) riferiscono ogni giorno. Un'altra ragione per cui credo che egli si sia ingannato, pensando di avere fatto un viaggio sul piano fisico, è che egli cominciò a fare ricorso alla trance medianica circa due anni fa…»
Concludendo:
«Reputo che i Fratelli lo abbiano sotto controllo ipnotico. Penso che il suo viaggio su Saturno si sia compiuto nello stesso modo».
Ci si chiede così se all'origine delle presunte esperienze di Adamski non vi siano stati dei fenomeni soggettivi di bilocazione, ma tutto ciò porta in una dimensione inesplorata e poco controllabile.
Si ritiene che Adamski avesse delle facoltà telepatiche.
Nel 1959, subito dopo l'udienza avuta dalla Regina Giuliana d'Olanda, Adamski si fermò a Roma dove fu ricevuto all'aeroporto dal console Alberto Perego, noto studioso della questione degli UFO.
Mario Maioli confermò a Roberto Pinotti che Adamski dimostrò di possedere delle facoltà inconsuete.
Adamski, Perego e Maioli erano stati a cena al ristorante, discutendo delle presunte esperienze di Adamski. I tre uscirono dal locale e si resero conto che sarebbe stato impossibile, ad un'ora simile, trovare un taxi. "Seguite me", disse Adamski ai suoi accompagnatori, "il taxi è da questa parte!". Sicuro di sé, come se avesse conosciuto Roma da sempre, Adamski si avviò per un dedalo di vicoli e strade finché, indicando una certa auto, esclamò: "Ecco il nostro tassista!", "Ma è un'auto privata, che fa?", obiettò Maioli. "...Ma er mestiere mio è proprio questo!", disse il conducente in romanesco. "Puro noi abusivi avemo da magnà... Su, venite..." Perego e Maioli si guardarono allibiti.
All'uscita del ristorante Adamski aveva "sentito" telepaticamente il pensiero di quell'abusivo?
La figura di quest'uomo costituisce un vero e proprio caso limite; chi lo vuole profeta, chi impostore, chi visionario.
Una cosa però è certa: se mai egli avesse voluto un epitaffio in grado di rendergli giustizia sulla propria tomba, probabilmente nessuna frase sarebbe stata più indicata delle frasi contenute nel quarto capitolo di "Inside the Space Ships", intitolato "Il mio primo sguardo allo spazio" e riferite al primo viaggio compiuto dall'autore a bordo di un "disco volante":
«...Ebbi una certa sorpresa nel costatare come lo sfondo dello spazio interplanetario sia totalmente nero. Nondimeno, mi resi subito conto che qualcosa stava accadendo tutt’intorno a noi, come se miliardi e miliardi di lucciole stessero svolazzando ovunque, muovendosi in tutte le direzioni, appunto come fanno le lucciole. Soltanto, erano di diversi colori, come in un gigantesco spettacolo di fuochi d'artificio, che era però di una tale bellezza da incutere un riverente timore…»
Nel suo libro, apparso in America nel 1955, Adamski aveva descritto le cosiddette "lucciole spaziali", osservate dai nostri astronauti in orbita intorno alla Terra e delle quali mai si poteva sospettare l'esistenza prima del 1961.


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MessaggioInviato: 10/07/2009, 20:53 
IL VENUSIANO ADAMSKI

Antonio Ribera ha scritto:
«La principale obiezione che muoviamo al bel venusiano di Adamski, è proprio la sua bellezza tanto venusiana. Però, analizzando più dettagliatamente la questione, abbiamo scoperto anche di più: che l'essere dello spazio tanto bello è lo steso Adamski, idealizzato. È una proiezione, un'incarnazione degli ideali di questo filosofo pacifista con atteggiamenti da vegetariano e da teosofo.
Il suo venusiano è un Adamski biondo come era lui, però più giovane, più bello e che predica la pace e la fine della corsa agli armamenti atomici.
I suoi propositi innegabilmente buoni fanno sì che gli si possa perdonare, in parte.
Probabilmente, Adamski creò il suo mito basandosi su qualche fatto reale: l'osservazione di un UFO, le sue fotografie. Se il suo venusiano non gli somigliasse tanto, fino a sembrare quasi un suo figlio spirituale, crederemmo di più in lui. Però Adamski si è portato il suo segreto nella tomba, morendo il 23 Aprile 1965 di un attacco cardiaco nell'ospedale di Washington. Riposi in pace».

SEPOLTO NEL CIMITERO DEGLI EROI
Ma perché ad Arlington, il cimitero degli eroi?
Adamski aveva prestato servizio militare di leva, durante la Grande Guerra "imboscato" in cavalleria lungo il confine messicano. Quale servizio reso alla nazione gli si riconosceva accogliendone i resti ad Arlington?

Ancora il dottor Roberto Pinotti ricorda:
«Egli, dal canto suo, difese il suo primato: nelle numerose lettere indirizzateci nei due anni (dal 1963 al 1965) in cui siamo stati in rapporto epistolare, "GA" bolla con pesanti giudizi tutti gli altri contattisti americani e di altri paesi venuti alla ribalta nella sua scia, invitando a diffidare, in particolar modo, di quanti - per i loro pretesi contatti - facciano sistematicamente ricorso a fenomeni di ordine medianico e di quanti credono di ricevere messaggi "telepatici". Adamski, infatti, lo si consideri un abilissimo imbroglione od un fedele testimone, fa invariabilmente parlare i suoi extraterrestri, limitandosi solo a prendere atto delle loro rivelazioni e senza anzi mancare di rivelare come i suoi amici sembrassero talvolta volergli nascondere qualcosa: "Avvertii - leggiamo nel capitolo nove di "A bordo dei dischi volanti" che vi potevano essere delle cose che essi non intendessero farmi vedere...»

E se Adamski fosse stato ingannato dai suoi interlocutori anche sul loro luogo di provenienza...?
Leon Davidson, ha ravvisato nei "piloti" di Adamski dei terrestri, agenti della CIA, con l'incarico di presentarsi come originari di mondi inabitabili, con lo scopo di dare origine a testimonianze non credibili e quindi false; per gettare discredito sulla questione degli UFO e sulla loro origine extraterrestre.
Adamski, dunque, come strumento di controinformazione sugli UFO.
Una lettera del 1957, in fotocopia, fu fatta pervenire da Adamski al dottor Roberto Pinotti.
Nella lettera, indirizzatagli su carta intestata del Dipartimento di Stato da un certo R. E. Straith al quale non fu più possibile risalire; si dice al "contattista" di proseguire il suo operato.
Adamski lo ha fatto, autentico o falso che fosse l'invito.
Come afferma Aimé Michel, nessuno più di lui - in buona fede o no - ha contribuito a complicare il già complesso quadro dell'ufologia, screditando nel contempo l'intera questione agli occhi di quegli studiosi che avrebbero potuto e dovuto dare un contributo notevole alla sua soluzione.
In ogni caso, George Adamski ha acquisito un posto di primo piano nella storia del fenomeno UFO.


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ROBERT LAZAR

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Ai primi del 1989, il giomalista televisivo George Knapp, della KLAS di Las Vegas, stava conducendo una serie di trasmissioni sugli UFO. Nel mese di marzo, Knapp fu avvicinato da Robed Scott Lazar, un trentenne che dichiarò di essere un fisico, di aver lavorato nel complesso di Nellis e di avere una serie di rivelazioni da fare.Knapp controllò la sua storia e si convinse a renderla nota. Fu ciò che avvenne nel corso di due serate televisive, l' 11 e il 13 novembre. Area 51 esplodeva anche tra i mass-media.Lazar, senza mezzi termini, affermò che nell'Area 51 si lavorava a velivoli a propulsione gravitazionale di origine aliena, e che aveva subito accuse di spionaggio e minacce di morte. Egli avrebbe svolto le sue attività tra il dicembre 1988 e l'aprile 1989 in una zona denominata S-4, circa 16 km più a sud dell'Area 51 propriamente detta, presso il laghetto di Papoose. Ora, è certo che Lazar, nel 1982, abbia lavorato presso i Laboratori Nazionali di Fisica di Los Alamos (una circostanza che questo ente cercò invano di negare).Successivamente, con il suo impiego presso S-4, gli sarebbe stato dato accesso ad informazioni altamente riservate. Delle attività di S-4 non sarebbe stato al corrente nemmeno il Presidente degli Stati Uniti. Lì, dentro enormi hangar sotterranei fra loro collegati, in un'atmosfera di continui controlli ed intimidazioni, il primo giorno gli sarebbero stati fatti leggere circa 120 documenti sugli UFO: nove astronavi erano cadute in mano alle autorità - non era spiegato come - ed autopsie erano state eseguite su cadaveri di alieni provenienti dal quarto pianeta del sistema stellare binario Zeta Reticuli 2.Poi, Lazar avrebbe potuto lavorare ad un velivolo del diametro di 9-12 m, al cui interno c'era una colonna centrale che correva tra il pavimento e il soffitto del disco. Una consolle appariva rimossa, e le sedie sembravano esser state costruite per «bambini». Secondo Lazar il velivolo era propulso da un reattore ad antimateria, un apparato emisferico posto sul pavimento del velivolo, delle dimensioni di un pallone da basket. Gli sarebbe stato mostrato anche il reattore in funzione. Come «carburante» il disco avrebbe utilizzato poco più di due etti di un elemento con numero atomico 115, un minerale superpesante e secondo Lazar non sintetizzabile sulla terra. Questo sistema propulsivo permetterebbe di manipolare lo spazio-tempo e di rendere invisibili i velivoli.Il lavoro di Lazar sarebbe consistito in un tentativo di duplicare il reattore. Lazar avrebbe potuto osservare da lontano anche i nove tipi diversi di dischi posteggiati negli hangar, ad ognuno dei quali assegnò un nomignolo, e durante un breve volo dell'astronave su cui aveva lavorato: questa divenne blu, luminosa nella parte inferiore e cominciò a sibilare come un apparato ad alto voltaggio elettrico. Sconvolto, la sera del 22 marzo dell'89, per cercare di corroborare le sue paure, Lazar avrebbe condotto sua moglie Tracy, il discusso appassionato di UFO John Lear ed un amico, Gene Huff, in una località desolata a 24 km dalla zona dei presunti test. Qui, avrebbero osservato (Lear attraverso il suo telescopio Celestron) e filmato strane luci ellittiche compiere ardite manovre sulle Groom Mountains. Sul video si sentono anche i commenti eccitati dei testimoni.
In un'altra occasione, però, la sorveglianza li avrebbe scoperti.In seguito, Lazar sarebbe stato minacciato dafI'FBI, e nell'aprile (o maggio) 1989 cancellato dalla lista degli addetti ad Area 51. Sarebbe stato anzi a causa di minacce analoghe che, nel febbraio successivo, Lazar ruppe repentinamente un contratto con la Nippon Television.Poi, nel novembre dell'89, nel corso di un'intervista rilasciata a Benny Goodman della stazione radiofonica KVBG, un uomo che affermava di essere un elettricista della «Reynolds Electronics and Engineering» impiegato nella località di Camp Mercury, nella parte più meridionale dell'Area 51, si fece avanti sostenendo di aver lavorato in un tunnel sotterraneo profondo 1000 m. Lì avrebbero luogo enormi operazioni «coperte».Un marine lo avrebbe pesantemente minacciato quando vide medici in camice bianco portare via su lettini quattro corpi di piccoli esseri sconosciuti. Chiamando alcuni ufologi di Las Vegas, l'anonimo disse che lui e altri 50 lavoratori impiegati a Camp Mercury avevano deciso di appoggiare Lazar, ma pare che l'iniziativa non abbia avuto seguito.Sempre alla KVBG, in precedenza erano giunte le telefonate di un individuo che si nascondeva dietro lo pseudonimo di «Yellow Fruit». Egli avrebbe lavorato ad Area 51 come addetto alla sicurezza. Le sue affermazioni sono, se possibile, ancor più improbabili delle precedenti. Uno dei suoi compagni di lavoro sarebbe stato... un alieno «buono», mentre altri avrebbero fatto parte del gruppo degli EBE (termine usato per descrivere gli alieni nel famoso documento «Majestic 12», un falso quasi sicuro). Uno scontro cruento avrebbe avuto luogo tra i «buoni» e gli EBE, e i primi avrebbero preso il sopravvento sulla base, dove oggi lavorerebbero 37 «buoni» e 3 EBE sarebbero tenuti prigionieri!.L'ufologo William Hamilton si è recato nell'ottobre '89 presso il «Little Ale 'Inn», la birreria di Rachel, sulla statale 375, la cui proprietaria, Pat Travis, gli disse di conoscere di vista «Yellow Fruit». Questo buffo termine non sarebbe altro che il nome del primo livello delle unità di sicurezza dell'Area 51, oltre che l'appellativo di una vecchia unità congiunta Esercito-CIA. Hamilton riuscì a parlare soltanto per telefono con «Yellow Fruit», e questi gli ripete che sotto l'Area 51 c'erano enormi tunnel sotterranei che celavano un'intensa attività governo-alieni.
Su richiesta di Knapp, Lazar si è sottoposto più volte al test del poligrafo - la cosiddetta «macchina della verità» - con almeno quattro diversi esaminatori e con risultati incoraggianti ma non univoci. Uno degli esaminatori, Terry Tavernetti, ricevette a sua volta minacce telefoniche. Un ipnotista clinico che lavora spesso con la Polizia, Layne Keck, nell'89 ha inoltre sottoposto Lazar a ipnosi regressiva, ed ha concluso che l'uomo è sincero ma che durante il suo periodo di lavoro per i servizi gli sarebbe stato somministrato un farmaco e gli sarebbero state date istruzioni ipnotiche per indurlo a non ricordare i dettagli di ciò che aveva visto.Il giornalista George Knapp, lo «scopritore» di Lazar, ha confermato che le storie su Area 51 erano ricorrenti da anni, e che anche lui aveva raccolto direttamente indizi in senso positivo. Riuscì a contattare almeno quattro altri informatori fra i quali addetti alla sicurezza della base, che avrebbero fatto parziali ammissioni, anche sulla presenza di un velivolo discoidale ad Area 51. Un professionista di Las Vegas gli disse che, mentre lavorava li', vide atterrare un disco, e che perciò fu tenuto per parecchie ore sotto interrogatorio. Un controllore di volo addetto ai radar della base aerea di Nellis, invece, gli raccontò di oggetti che volavano sulle Groom Mountains a oltre i 1.000 km/h.
Un portavoce della base di Nellis, infine, ha confermato a Knapp l'esistenza di un'installazione interna denominata S-4, ma si è rifiutato di dare ulteriori dettagli in merito.Uno dei problemi con Bob Lazar è che é sempre stato stranamente difficile reperire tracce del suo background di specializzazioni universitarie e di impieghi qualificati. Tuttavia, la dichiarazione dei redditi del 1989, che Lazar ha esibito, cita un lavoro retribuito, svolto quell'anno in Nevada per i servizi segreti della Marina. Il modello contiene anche il numero di identificazione di Lazar, comprensivo della sigla «MAJ», che il fisico sostiene di aver avuto quando lavorava ad S-4. L'ufologo Bill Moore, che avversa Lazar, ha avanzato però seri dubbi sull'autenticità di tale dichiarazione. D'altro canto, Lazar é una persona la cui credibilità si presta senz'altro ad essere discussa. Nel 1990, infatti, é stato condannato ad una pena detentiva (sospesa) per aver partecipato alla gestione di una casa di tolleranza a Las Vegas. Lazar ha anche ammesso a mezza bocca di aver intravisto, dentro S-4, due uomini in camice bianco discutere con «qualcuno di piccolo, dalle lunghe braccia», ma si è rifiutato di sostenere che poteva trattarsi di un alieno. Fra i 120 documenti che egli avrebbe potuto leggere, vi sarebbero stati quelli concernenti i progetti «Galileo» (attività di volo con i dischi volanti), «Looking Glass» (studi sulla possibilità di vedere il passato) «Siderick» (su potentissime armi a raggi) e uno riguardante l'origine dell'umanità, che sarebbe nata grazie ad esperimenti genetici degli alieni, che peraltro avrebbero «programmato» anche la venuta di Gesù sulla Terra! Nel 1979, alieni presenti nella base avrebbero avuto uno scontro a fuoco con il personale. Poi, nell'aprile 1987, in un incidente avvenuto ad Area 51, erano morti almeno due addetti. Lazar sarebbe stato chiamato a sostituire uno di costoro.




Intervista a Bob Lazar

- Domanda : Che impressione ebbe quando entrò per la prima volta?

- Lazar : Sembrava tutto molto militare e non molto scientifico, c'erano molti controlli ed un massimo livello di sicurezza, ovunque si andasse bisognava essere accompagnati da una guardia armata anche nella toilette. Tutte le porte si aprivano e si chiudevano con dei badge di plastica magnetici, e c'era un'atmosfera molto oppressiva.

- Domanda : Quante volte è dovuto entrare in quella zona prima di poter vedere il velivolo?

- Lazar : Credo due o tre, forse due giorni prima di poterlo vedere.

- Domanda : Cos'ha provato la prima volta che visto l'oggetto?

- Lazar : Ma la prima volta che entrai nell’hangar dissi tra me e me : ecco questo finalmente spiega tutti quegli avvistamenti di strani oggetti, è un veicolo militare segreto in fase di sperimentazione.

In realtà fu la seconda volta che lo vidi quando entrai al suo interno che intuì cosa stava accadendo, e cioè che si trattava di un mezzo alieno, ma questo avvenne dopo che avevo letto il materiale informativo. Era tutto molto difficile da comprendere, mi sentivo come un’intruso.

- Domanda : Provi comunque :

- Lazar : Ha presente le foto di Billi Meier scattate durante i suoi avvistamenti? Era incredibilmente simile a quello delle sue foto, una linea sfuggente con lo scafo discoidale. E’ difficile descriverlo così senza disegnarlo, ma aveva la forma classica del disco volante.

- Domanda : Di un tipo solo o diversi?

- Lazar : In totale i dischi erano nove, ma io lavorai a livello di retroingegneria solo su un’oggetto, erano in hangar separati, ma tutti visibilmente differenti.

- Domanda : Le hanno detto in che modo erano stati recuperati dall’intelligence o dalla marina?

- Lazar : No, assolutamente no. Molta gente ha avanzato varie ipotesi, che erano stati abbattuti o che erano precipitati, ma non sembravano danneggiati, quindi nutro seri dubbi su queste ipotesi.

- Domanda : Ce ne può descrivere l’interno?

- Lazar : E’ molto semplice, c’è un solo colore dominante : è un grigio feltro, anche l’esterno è dello stesso colore, non ci sono scivoli.

All’interno tutte le attrezzature hanno una forma arrotondata, anche i sedili e gli alloggiamenti per gli amplificatori, è come se fossero stati fusi nella cera e poi modellati con queste forme curvilinee, incluse le giunture tra le pareti ed il pavimento. L’interno è essenziale, molto arioso : l’uso dello spazio non sembra per niente funzionale.

Ci sono tre ponti : quello più basso ospita gli amplificatori montati su basi mobili. Su quello di mezzo da dove si accede alla nave ci sono i sedili e gli amplificatori, e poi c’è il ponte superiore, con una sezione limitata a cui non avevo accesso, non so cosa ci fosse.

- Domanda : Per lei il velivolo era alieno?

- Lazar : Assolutamente sì, alieno. Prima di tutto, lo scopo del progetto era di analizzarlo, se si fosse trattato di un’apparecchio degli Stati Uniti non avremmo perso tempo a capire come lo avremmo costruito, in secondo luogo per le dimensioni delle attrezzature interne, dalle dimensioni dei sedili e per i materiali utilizzati, a noi totalmente estranei, e poi per il carburante : l’elemento 115, che è virtualmente inesistente. Ho sommato queste informazioni a quelle che mi erano state precedente fornite, in cui si affermava chiaramente che si trattava di un veicolo extraterrestre.

-Domanda : Le hanno detto come funzionava il sistema di propulsione?

-Lazar : Faceva parte del mio lavoro d’ingegneria inversa, cioè capire il sistema di propulsione, avevano già fatto qualche progresso, ma non so esattamente da quanto tempo il velivolo si trovasse lì, se lo stessero esaminando da uno o dieci anni, comunque con scarsi progressi.

Il sistema è fisicamente impressionante : è composto da due parti, dagli amplificatori di gravità e dal reattore che fornisce energia, il reattore funziona ad annichilazione completa alimentato da antimateria. L’annichilazione completa è praticamente la reazione nucleare più efficace tra le tre ovvero : fissione, fusione ed annichilazione. Utilizza un elemento superpesante, l’elemento 115, cioè questa sarebbe la sua collocazione nella tabella periodica che sulla Terra non è stato ancora sintetizzato.

A mio avviso, su alcuni sistemi stellari questa sintesi avviene spontaneamente. Questo elemento viene bombardato in un’accelleratore dalle dimensioni estremamente ridotte. L’elemento che viene bombardato subisce una scissione spontanea e produce particelle di antimateria. Queste, grazie ad un dispositivo termoelettrico efficace al 100% reagiscono con la materia gassosa e vengono trasformate in elettricità.

Ora l’efficienza al 100% di qualunque dispositivo elettrico è fisicamente impossibile, lo afferma la prima legge sulla termodinamica, perché si devono verificare dispersione di calore o altre perdite del genere, ma io non ne ho rilevata nessuna in questo sistema, è una tecnologia assolutamente stupefacente. L’incredibile quantità d’energia che viene generata dal sistema, alimenta gli amplificatori, e come prodotto collaterale del bombardamento dell’elemento 115, si genera un fenomeno interessantissimo, cioè una particolare onda detta “gravitazionale A” : tale onda viaggia in modo molto simile alle microonde. Viene applicata agli amplificatori gravitazionali e per mezzo della corrente elettrica generata dal reattore, viene amplificata e focalizzata.

Il segnale così amplificato viene reso leggermente “afasico”, e grazie a questo è possibile attirare o respingere qualsiasi corpo gravitazionale.

Il velivolo è in grado di decollare anche utilizzando un solo amplificatore. Questa nave in particolare era dotata di tre amplificatori, e quando attiva un solo amplificatore per allontanarsi dalla terra, utilizza la cosiddetta configurazione “omicron” : per viaggiare nello spazio la nave ruota su di un lato, focalizza i tre amplificatori su di un punto situato ad enorme distanza, poi il reattore e gli amplificatori vengono portati a massima potenza, e praticamente “attirano” il tessuto stesso dello spazio, distorno lo “spazio-tempo” e lo attirano verso la nave che così è in grado di coprire enormi distanze in un lasso di tempo praticamente nullo.

La nave non si sposta in maniera lineare, perchè distorce lo spazio. Il tessuto stesso dello spazio, quindi anche i campi gravitazionali ed il tempo sono strettamente connessi.

Quando si distorce un campo gravitazionale, si distorce anche lo spazio ed il tempo.

Queste non sono semplici teorie, sono cose che conosciamo già da molto tempo, solo che non abbiamo la possibilità di poterle verificare, ed apparentemente questa civiltà lo ha messo in pratica.

- Domanda : E voi siete mai riusciti a farne volare uno?

- Lazar : Sono stati fatti molti collaudi, ma non al di fuori dell’atmosfera, voli brevi e a bassa quota. Del resto hanno un’oggetto dal valore inestimabile e non intendono distruggerlo con rischi inutili o a causa del campo gravitazionale terrestre o volando a quote troppo elevate, ma ho assistito ad alcune prove al di fuori della recinzione di sicurezza ed in un’occasione ho visto tutto ma a non più di trenta metri dal velivolo.

- Domanda : L’oggetto come manovrava in volo?

- Lazar : era molto silenzioso, si alzava generando un debole sibilo, la superficie inferiore emanava una luce azzurra, probabilmente dovuta all’altissimo voltaggio generato. Dopo un po’, man mano che aumentava di quota, la luce scompariva. Sembrava che galleggiasse dolcemente nell’aria, per poi appoggiarsi al suolo, il tutto in modo assolutamente tranquillo e quasi totalmente silenzioso

- Domanda : Potrebbe descrivere i documenti informativi ed il loro contenuto?

- Lazar : Si trattava di un gran numero di documenti, circa 120 relazioni molto concise, in pratica mi consentivano un’idea in generale sulle altre ricerche condotte sul velivolo, ma la quasi totalità delle informazioni e dei dettagli tecnici riguardava il sistema di propulsione e generazione d’energia, cioè il campo in cui avrei dovuto lavorare.

C’erano anche documenti in cui si affermava che la nave era aliena. I rapporti di alcune autopsie non erano molto approfonditi perché non c’era nessuna ragione per fornirmi informazioni dettagliate su questo, ma con fotografie : anzi per l’esattezza c’erano due fotografie di un corpo alieno con il torace aperto, che aveva un solo organo che era stato rimosso e sezionato. Dal mio punto di vista non medico, sembrava che questo organo espletasse non una, ma più funzioni.

Poi vi erano altri documenti che descrivevano ricerche metallurgiche condotte in altre parti della nave, insomma erano brevi riassunti del lavoro svolto dai vari gruppi e viceversa, sicuramente anche loro avranno ricevuto dei resoconti e brevi relazioni del lavoro svolto dal mio gruppo.

- Domanda : Indicavano il luogo di provenienza degli alieni?

- Lazar : Sì : dal sistema Zeta Reticulis, non so se questa informazione sia stata ricavata dallo scafo stesso, da mappe astrali o da strumenti di bordo

- Domanda : C’erano informazioni su questa civiltà, sulla loro storia, o su precedenti contatti con il genere umano?

- Lazar : Non esattamente, non c’era scritto : è andata così, si faceva riferimento ad un’intervento alieno avvenuto nel passato, risalente a moltissimi anni fa, precisamente a milioni di anni fa. Dai documenti che ho visto, ripeto, erano documenti sintetici, riassuntivi che non so se fossero veri o falsi, posso solo fare supposizioni. Tuttavia, le informazioni sul sistema di propulsione erano tutte vere, ne sono certo, ci lavoravo. Per il resto c’erano solo accenni sul contatto con la Terra avvenuto più di 10.000 anni fa, ad alterazioni genetiche che hanno prodotto un’essere scimmiesco ed altre interazioni di questo tono.

- Domanda : Ha mai visto da vicino un’alieno? Vivo o morto?

- Lazar : No, solo in fotografia. Ho dichiarato più volte, che attraversando una certa zona, ho guardato in una finestra ed ho notato qualcosa di piccolo, ma non che fosse il corpo di un’alieno. E’ inutile saltare alle conclusioni che devo avere visto un’alieno. Potrebbe trattarsi di un manichino, creato come modello sulle loro differenze corporee e sulle dimensioni dei sedili, quindi ribadisco che in realtà non ho visto nessun corpo vivo che si muovesse, in linea di principio rispondo di no.

- Domanda : Perché hanno scelto lei per questo lavoro?

- Lazar : e’ molto difficile rispondere, non saprei. Sicuramente come fisico non sono molto indicato, quindi non ne ho la più pallida idea. Viste le diverse angolazioni forse si sentivano frustrati, non riuscivano a fare passi avanti, era da lungo tempo che non riuscivano ad andare da nessuna parte, o forse volevano un persona nuova, qualcuno che potesse vedere le cose in maniera diversa, d’altronde io ho la fama di essere così.

- Domanda : Perché ha deciso di divulgare queste informazioni?

- Lazar : E’ difficile rispondere, ci sono vari motivi ad esempio per le pressioni che ho subito o per mia protezione personale e perché è ingiusto che su queste informazioni venga mantenuto uno strettissimo riserbo.

- Domanda : dopo che lei ha reso pubbliche queste cose hanno cercato di chiuderle la bocca?

- Lazar : Oh sì, in ogni modo, mi hanno sparato mentre imboccavo l’autostrada qui a Las Vegas. Alcuni miei amici sono stati minacciati, hanno perso il posto di lavoro, è successo di tutto.

[align=right]Tratta dall’intervista originale su VHS : UFO DOSSIER/AREA 51 TECNOLOGIA ALIENA VOLUME 2/ FABBRI VIDEO 1997[/align]




Intervista a Bob Lazar di George Knapp

K: Prego, ci descriva la sua esperienza.
L: Ho lavorato a Los Alamos, nei laboratori federali, come fisico, ed ero stato assunto come esperto di laboratori per la base S-4, che è una base dell’US Navy.
K: Dov’è ubicata questa base?
L: Si trova a circa 10/15 miglia a sud di Groom Lake e a circa 125 miglia a nord di Las Vegas.
K: Come ha avuto il lavoro?
L: Non voglio menzionare la persona attraverso la quale l’ho ottenuto, ma fui mandato da una persona, ad EG&E, a cui dare il mio curriculum; e la fui intervistato e mi fu detto che il mio lavoro era completamente slegato dalle attività dei EG&E (sponsor di Lazar sarebbe stato Edward Teller, uomo di fiducia, tra il 1980 ed il 1982, di Ronald Reagan).
K: Le hanno detto quale lavoro avrebbe fatto?
L: In effetti, non mi è mai stato detto, se non alla fine. Si trattava di un lavoro ad altro contenuto tecnico, qualcosa che mi avrebbe interessato molto.
K: Cosi è stato assunto. E poi, cosa successe?
L: Il primo giorno che sono arrivato alla base ho avuto dei colloqui orientativi e mi è parso evidente che la tecnologia con cui avremmo lavorato (propulsione gravitazionale, ecc…) era qualcosa che la scienza convenzionale aveva appena iniziato a sfiorare.
K: Parleremo tra breve di tutto ciò. Vorrei scoprire un altro aspetto: è da poco più di tre settimane che la sua identità è stata resa pubblica; qualche mese fa lei fu ripreso in televisione in controluce e sotto uno pseudonimo (come “Dennis”, Lazar fu confidente di John Lear); Dopo aver resa nota la sua identità che cosa è cambiato, per esempio, nel rapporto col pubblico?
L: In effetti, le persone che incontro hanno avuto reazioni di consenso, di supporto, e si sono interessate molto di questi fatti. Ho ricevuto anche delle lettere di dissenso, ma è normale che non tutti mi credano.
N: Ci sono state anche richieste da parte dei media? Volevano interviste?
L: Si, in effetti volevano interviste alla radio, alla televisione, molte persone volevano scavare nel mio passato e conoscere tutto di me.
K: Molte persone che ci hanno chiamato, hanno avuto l’impressione che ciò che dice è forzato o modificato in seguito a minacce ricevute,e che noi, come emittente, siamo statti censurati da forze molto potenti. Le è mai capitato qualcosa del genere?
L: Tutto ciò è ridicolo. Come si sa, la gente è sempre sulla difensiva. Nessuno mi ha mai detto niente eccetto quando ero alla base, ove mi avevano esortato a non dire niente.
N: E come facevano ad essere sicuri che lei non avrebbe detto niente?
L: Possono arrivare a tutto, fino alle minacce di morte.
K: Da quando ha cominciato a fare rivelazioni pensa che il suo telefono sia sotto controllo?
L: Si, ho un rilevatore che si attiva molte volte.
K: Qual è stata la ragione che l’ha spinta a divulgare queste informazioni? È stato perché la importunavano?
L: Si. Essenzialmente per fermare tutto questo. Quando tentai di avere copia del mio certificato di nascita, venni a sapere che non esisteva più e che io non ero mai nato all’ospedale ove vi nacqui. Questo mi fece riflettere seriamente su quello che stava succedendo. Cosi ho richiesto il curriculum dei lavori precedenti che avevo svolto e ho scoperto che anche tutto quello era sparito. Cosi presi la decisione di fare qualcosa prima che sparissi anch’io, come il mio passato.
N: Cosi anche a Los Alamos risultava che non l’avevano mai assunta?
L: Esatto.
K: Dopo che il suo resoconto è apparso in televisione cosa è successo?
L: Mi hanno fatto sapere che mi sono vicini.
K: Era preoccupato per la sua vita?
L: E’ questo il Motivo per cui ho detto tutto ai microfoni. E’ un modo per cautelarsi da eventuali sparizioni.
K: E’ ancora preoccupato?
L: Si.
K: Ha constatato che le persone le credono o vogliono solo più informazioni.
L: Penso che molte persone mi credano, ma penso che la maggior parte vogliano solo più informazioni.
K: Parliamo ora della tecnologia che ha visto, della prima volta che ha visto qualcosa che a suo parere non era terreno.
L: La prima esperienza fu con il reattore antimateria.
K: Ci spieghi cos’è, come funziona e cosa fa.
L: E’ un piatto di 18 pollici di diametro con una sfera sopra. All’interno della torre c’è una scaglia dell’elemento 115, che è un elemento molto pesante. Per il resto la macchina mi è sconosciuta. Il 115 nell’interno crea un campo gravitazionale ed espelle delle onde gravitazionali, che sono poi ampliate nella parte bassa dell’apparecchiatura. In generale questa tecnologia ci è virtualmente sconosciuta.
K: Abbiamo visto il modello e le foto. Ci sembra troppo semplice per farne qualcosa.
L: E’ vero.
K: Parti in movimento?
L: Non individuabili. Essenzialmente il lavoro era di progettazione inversa. Avere cioè un prodotto finito da analizzare a rovescio per capire come fosse fatto. E se si poteva riprodurre con materiali terrestri.
K: Da quando studia questo tecnologia?
L: Mi sembra da tanto, ma non so esattamente da quanto.
K: Cosa si può fare con un generatore di antimateria?
L: Trasformare la materia al 100% in energia, mentre la fissione nucleare ha come rendimento solo 8 decimi dell’1% della trasformazione della materia in energia.
K: Come funziona?
L: Quello che so è che quando il 115 è all’interno, la reazione comincia. Non ci sono automatismi o altro. Apparentemente il 115 bombardato con protoni rilascia particelle di antimateria che reagiscono con qualsiasi materia posta all’interno del reattore. Questo genera all’interno del calore. E all’interno del sistema c’è un generatore termoionico a rendimento 100% che trasforma il calore in energia elettrica.
N: Questo reattore antimateria come è collegato al campo gravitazionale?
L: Il reattore ha due funzioni: produce una fonte di energia elettrica molto grande e, sulla sfera, produce le onde gravitazionali grazie all’impiego del 115, il cui funzionamento è oggi sconosciuto. Le onde vengono poi incanalate verso al parte bassa del generatore, dove ci sono tre amplificatori di gravità che le aumentano.
K: Cosi si crea un campo gravitazionale tutto suo?
L: Esatto.
K: Crede che oggi gli scienziato non abbiano questa tecnologia? C’è alla base S-4, ma noi non l’abbiamo creata. Com’è possibile? Perché non possiamo? Che cosa ha imparato circa la gravità?
L: La gravità è un’ onda. Ci sono molte teorie sul fenomeno. E’ stato ipotizzato che la gravità sia una particella chiamata gravitone, ma questo non è esatto. E’ in definitiva in’onda che può essere ottenuta da un elemento. Di come questo sia possibile, non ne sono certo.
K: Cosi si può generare il campo gravitazionale. A cosa serve?
L: Si ha la possibilità di fare qualsiasi cosa. La gravità distorce il tempo e lo spazio. Cosi facendo si può avere un diverso modo di viaggiare. Cosi, invece di viaggiare in maniera lineare da A a B, si distorce tempo e spazio e si porta a sé la destinazione senza muoversi. Questo accade distorcendo il tempo. Si tratta di una cosa lontanissima dai nostri concetti.
N: Molti scettici dicono che gli alieni sono troppo distanti nello spazio-tempo per arrivare fino a noi. Ma questa tecnologia che ci illustra rende irrilevante questa considerazione, giusto?
L: Esattamente. Quando distorci il tempo non c’è più un riferimento normale del tempo, e questo è tutto ciò che fa la gravità che tu produci.
K: Cioè si può viaggiare avanti e indietro nel tempo?
L: Non necessariamente. Alla Base del disco ci sono i tre generatori di gravità. Quando si vuole viaggiare verso un punto, il disco si mette di fianco ed i generatori producono un raggio gravitazionale che viene puntato sulla destinazione. Aumentando la potenza dei generatori, questi tirano lo spazio verso quel punto E tutto questo avviene con la distorsione del tempo. Cosi il tempo non aumenta e la velocità è teoricamente infinità.
K: La prima volta che ha usato il reattore antimateria che esperimenti ha eseguito?
L: Gli scienziati che lo usavano hanno creato un campo gravitazionale molto forte, in cui dei piccoli dischi neri si sono formati come conseguenza della deviazione della luce.
K: Era come se avessero creato un buco nero?
L: Si, potrei dire che c’è un’analogia.
K: Qualche altro esperimento?
L: Si, hanno acceso una candela e l’hanno messa in un campo gravitazionale che distorceva il tempo. La candela bruciava senza consumarsi.
K: Era stupito nel vedere queste cose?
L: Si certo. Lo ero. Ma adesso ci rido sopra perché, sembrerà ridicolo a tutti ciò che sto per dire, quella era veramente tecnologia aliena.
N: Circa il 115, che cos’è e perché di ce che non può essere prodotto sulla terra?
L: E’ un elemento molto pesante. Nella carta degli elementi esistenti sulla Terra, che noi abbiamo sintetizzato, ne abbiamo 106. Dal 103 in avanti (immediatamente dopo il plutonio), questi elementi si disintegrano fino al 106. Gli scienziati ritengono comunque che, fra il 113 ed il 116, gli elementi dovrebbero essere stabili. E questo è vero perché il 115 esiste. E’ stabile. Ma sarebbe impossibile sintetizzarlo, come sintetizziamo elementi pesanti come il bismuto e il plutonio, che vengono messi in un acceleratore e vengono bombardati con protoni, immettendo cosi protoni nei loro atomi per incrementare il numero atomico. Per creare il 115 ci vorrebbe una quantità infinità di potenza e tempo.
K: Che altre proprietà ha un elemento cosi?
L: Ha una grande capacità di produrre energia. Non so di altre proprietà. Messo comunque nel generatore antimateria ha una grande capacità di distruzione. Inimmaginabile, usato come arma.
K: Come che cosa? Cosa causerebbe mezzo kilo di 115?
L: Un kilo di quella materia ha il potenziale di 47 testate all’idrogeno di 10 megatoni. Un kilo corrisponde, come dimensione a due prugne.
K: La gente che ci chiama non crede molto a queste affermazioni. Credono che lei abbia lavorato in S-4, ma credono che il 115, i dischi volanti, i generatori antimateria siano solo progressi nostri di cui lei non era a conoscenza.
L: Innanzitutto, è impossibile produrre il 115. E poi tutti quelli che lavorano alla base son là per scoprire come siano fatte queste cose. I materiali ci sono completamente sconosciuti. L’ idea del progetto è di riprodurre tutto ciò con materiali terrestri. Ovviamente, si trattava di cose trovate, o dateci.
K: Da dove arriva il 115? Che tipo di ambiente può produrlo?
L: Secondo me, il 115 può trovarsi alla periferia di una supernova, o attorno ad un sistema solare binario, dove c’era maggiore massa durante la formazione, dando cosi la possibilità di formazione di elementi pesanti.
K: Cosi ha visto un generatore antimateria, un sistema di propulsione gravitazionale, il 115 e ha anche letto dei rapporti con informazioni a dir poco sconvolgenti. Ce ne può parlare?
L: La ragione per cui non l’ho mai fatto prima d’ora è perché si trattava solo di rapporti. Erano solo parole scritte su carta, e potevano essere una fonte di disinformazione. Certamente, ciò che lessi sul 115 aveva avuto un riscontro pratico nel laboratori in cui ho lavorato. I rapporti erano sugli alieni e perfino sulla religione.
K: Precisiamo agli ascoltatori che, prima del servizio, abbiamo visionato il materiale. E abbiamo deciso per il momento di tralasciare la parte sugli alieni. Quindi non è lei che sta nascondendo qualcosa all’auditorio; è una nostra decisione. Ha comunque visto anche rapporti del governo che parlavano di alieni. Cosa dicevano?
L: C’erano fotografie di alieni, rapporti di autopsie, molte informazioni.
K: Qual’era il loro aspetto?
L: Erano tipici Grigi. Una creatura alta dai 3 ai 4 piedi, una testa larga priva di capelli, occhi neri inclinati, braccia lunghe, magri.
K: Cosa diceva l’autopsia?
L: Ho visto dei corpi in esame. L’interno era scuro, come se l’elemento principale che li componeva fosse il ferro e sembrava che vi fosse solo un grande organo che riassumeva in se le funzioni del cuore, fegato, polmoni, ecc… Il rapporto, in fin dei conti riportava solo pesi e misure senza peraltro tirare alcuna conclusione.
K: Diceva almeno da dove arrivavano?
L: Si, un rapporto diceva che arrivavano dal Reticolo 4.
K: Dove si trova questo Reticolo?
L: Mi è stato detto che venivano dalla costellazione Z, e per reticolo 4 intendevano il quarto pianeta di quel Sole. Nello stesso rapporto la Terra era indicata come Solar 3, cioè il terzo pianeta del nostro Sole.
N: Lei ha letto molto sugli UFO. E’ possibile che abbia mischiato quelle informazioni con queste apprese nei laboratori?
L: No. Io sto lontano dai ricercatori UFO e non voglio essere associato a loro. Non faccio ricerche in merito. Mi interessa leggere, ma niente di più.
K: Se è cosi riluttante ad essere associato al problema UFO, come si sente adesso che ne è coinvolto suo malgrado? Perché è cosi riluttante?
L: Ci sono molte storie in giro; ogni ricercatore ha il suo punto di vista, dice di avere la storia giusta. E cosi io non voglio prendere le parti di nessuno perché non so da che parte vengano le informazioni, sebbene tutti concordano sui fatti base, che ci sono astronavi aliene sulla terra.
N: Prima di esser messo nel programma S-4 lei si interessava agli UFO. Com’è possibile che qualcuno che ha un interesse venga poi assunto per lavorare in un programma che segue lo steso filone?
L: A quel tempo avevo inviato il mio curriculum in diversi posti, perché volevo rientrare nel campo scientifico. Quasi simultaneamente ho incontrato John Lear e, dopo aver letto qualcosa delle sue ricerche, ho pensato che fosse matto ma che evidentemente aveva buone fonti di informazione. Perché per parte di ciò che lessi, trovai riscontro nei laboratori durante i miei esperimenti.
K: Per quanto concerne gli UFO, come scienziato pensa che qualcosa sia stato mistificato?
L: Assolutamente no. Posso sostenerlo fino alla morte.
K: Molti ufologi vorrebbero aiutarla, proteggerla, sentire le sue esperienze. Ma lei ha sempre evitato tutto questo, facendo solo un paio di trasmissioni in tv e le interviste qui alla nostra radio, rifiutando il circuito degli UFO. Perché?
L: Per il motivo che ho detto innanzi. Non voglio essere associato a quel problema. E poi a quante persone devi aprire il tuo passato, investigatori, gruppi che studiano gli UFO…. E poi il mio scopo era rilasciare qualche informazione per proteggermi.
K: Qualche ricercatore UFO dice che lei ha fornito informazioni segrete mentre lavorava nei laboratori di S-4 e collaborava con loro. E’ vero?
L: Non con i gruppi ufologici. Ho detto qualcosa a qualcuno, ma di più non posso dire.
K: In definitiva stava rompendo i giuramenti fatti al governo. Cosa le ha fatto pensare che fosse necessario?
L: Pensi alla grandezza di cosa sta succedendo…. Tutta la tecnologia deve restare segreta, fino a che avremo il controllo della stessa, ma certamente il profilo generale di ciò che accade non può essere tenuto segreto ne agli americani ne al resto del mondo. Divulghiamo i fatti basilari. Ad esempio, che almeno una volta queste astronavi son venute sulla Terra e ci hanno lasciato qualcosa da analizzare. Non c’è bisogno di divulgare dati sul generatore antimateria, sul potenziale distruttivo, e cosi via.
K: Cosa significherebbe dare questa tecnologia ad un laboratorio che possa svilupparla in massa?
L: E’ difficile dirlo. Si avrebbe un modo di viaggiare completamente diverso. E cosa succederebbe se si potesse modificare il tempo? Questo prima di tutto sfocerebbe in un profondo dilemma filosofico.
K: Pensa che tutto questo verrà mai divulgato?
L: Personalmente no.




L'ELEMENTO 115

L'elemento 115 di Bob Lazar NON E' quello che potrebbe essere sintetizzato presumibilmente tra poco tempo nei grandi laboratori di ricerca internazionale. In realtà è un suo isotopo "esotico" incredibilmente molto pù pesante, ed è presumibile che non verrà sintetizzato sulla Terra per parecchi anni ancora.
Son passati più di dieci anni da quando Bob Lazar raccontò la sua incredibile storia. Agli scettici, questa poteva sembrava null'altro che un ben confezionato pezzo di finction, completo di tutti gli ingredienti necessari per apparire "scientificamente" fondato. E' in effetti non so perchè nessuno lo abbia ancora fatto ma la storia di Lazar, senza neanche modificare troppe cose, potrebbe essere facilmente tradotta in un eccellente film. La trama tra l'altro non avrebbe bisogno nemmeno di appartenere al genere della fantascienza, ma potrebbe benissimo rientrare nel novero di quei film con sfondo scientificamente altamente credibile, imperniati sulla vicenda di un cittadino-scienziato coinvolto senza averlo chiesto nelle attività dei laboratori supersegreti di una grande potenza. Il pezzo forte del film avrebbe potuto essere lo sconcerto che questa persona avrebbe provato nello scoprire che il mondo è effettivamente molto diverso da come lui lo aveva sempre creduto, e che perciò per tutta la vita fino a quel momento lui era stato vittima di un colossale raggiro come d'altronde il resto del mondo, tra cui noi. Certo che con un regista molto bravo sarebbe stato un successone. E poi, ve la immaginate la scena dove il protagonista si trova per la prima volta davanti ad una macchina non fabbricata da esseri umani? Vi immaginate il suo genuino stupore e la sua incredibile eccitazione nel poter esaminare da vicino una cosa fatta da mani non umane, per essere usata da mani non umane, da una cultura che non è la nostra, e che magari è completamente diversa dalla nostra, anche mettendo da parte l'enorme divario scientifico e tecnologico? E che dire poi della scena di quella in cui assiste al test di volo? Chi di noi non sarebbe disposto a tutto pur di trovarsi in una situazione simile?
Bene, da quando Lazar andò al pubblico sono accadute molte cose e molte di quelle informazioni che lui aveva rilasciato in televisione si sono andate rivelate corrette. Ad esempio nel 1994 è stato pubblicato sulla rivista scientifica "Classical and Quantum Gravity" un lavoro dal titolo "The Warp Drive: Hyper-fast Travel Within General Relativity". In questo lavoro il Dr. Miguel Alcubierre descriveva con grande rigore scientifico il metodo che teoricamente avrebbe consentito ad un'astronave di spostarsi tra le stelle a velocità incredibili al punto che persino i fotoni avrebbero potuto considerarsi al pari delle lumache. Il tutto veniva giustificato nell'ambito dello stesso formalismo della teoria della relatività generale di Einstein.
In pratica il trucco consisteva nel creare una bolla di spazio-tempo curvo intorno ad un'astronave, ma non mi soffermerà sui dettagli perchè questa è un'altra storia, che merito uno spazio a sè. Faccio soltanto notare che da allora molta altra gente ha lavorato sulla stessa questione, e che di questo argomento si parla da parecchio tempo ormai anche su alcuni siti Internet della NASA. La cosa, infine è andata agli occhi del grande pubblico con il numero di Gennaio 2000 (simbolico, no?) della rivista Scientific American, a cui è seguita la produzione italiana sul numero di Marzo 2000 di Le Scienze. Molti non hanno mancato di osservare, anche ovviamente sulla rivista che avete in mano, che il principio di propulsione basato sulla bolla spazio-temporale confermava in pratica cose che Lazar aveva già detto prima di Alcubierre e aveva anche illustrato a colori sul suo sito Internet. Allo stesso tempo, meraviglia delle meraviglie, sullo stesso numero di Gennaio di Scientific American, e quindi anche sul numero di Marzo di Le Scienze in Italia, compariva l'articolo sull'Isola di Stabilità che è stata finalmente trovata nel "mare" degli elementi transuranici. E il pensiero di tutti è andato di nuovo a Lazar, che aveva anche dichiarato che il combustibile del fantascientifoco reattore nucleare che forniva una quantità enorme di energia al disco volante alieno allo studio del quale lui lavorava, l'oramai leggendario elemento 115, era un transuranico stabile. Ci siamo tutti chiesti: possibile che sia stato solo un caso la contemporanea comparsa di questi due articoli proprio sul numero di Gennaio 2000 di Scientific American che proprio per la sua data di pubblicazione rivestiva in un certo senso il carattere "simbolico" di apertura di una nuova era? Non ci è dato, purtroppo, di conoscere la risposta a questa domanda. Tuttavia sento che è importante in questa fase far conoscere qual è la situazione reale per quel che riguarda questo "santo Graal" degli ufologi. Dal tempo in cui Lazar fece le sue rivelazioni, l'attenzione degli ufologi veniva frequentemente rivolta ai progressi fatti dai vari laboratori mondiali come Berkeley, Darmstadt e Dubna nel campo della sintesi degli elementi oltre l'uranio. Dopo la notizia della sintesi dell'elemento 114 nel Dicembre 1999 a Dubna, oramai si pensava vicino il momento in cui sarebbe stata annunciata la sintesi del 115, e confermata definitivamente la sostanza delle affermazioni di Lazar. Ritengo tuttavia che nella realtà le cose potrebbero non andare esattamente così. Permettetemi un momento di darvi alcune informazioni di base prima di entrare nel vivo dell'argomento. Quello che distingue un elemento da un altro nella tavola periodica è praticamente il numero dei protoni contenuti nel nucleo: così l'idrogeno è il primo di tutti (1 solo protone), mentre l'uranio si trova al posto 92 (92 protoni).
Elementi con oltre 92 protoni non si trovano sulla Terra e devono essere prodotti artificialmente. Poichè questi elementi stanno sulla tavola periodica dopo l'uranio, si chiamano tutti...transuranici. Oltre ai protoni, nei nuclei degli atomi ci sono anche i neutroni, ma mentre i protoni sono carichi elettricamente, i neutroni non lo sono; sono appunto...neutri.

COSA è UN ISOTOPO?
Prendiamo un atomo di Carbonio. Questo ha sempre 6 protoni, e in genere ha anche 6 neutroni; ma non sempre ha 6 neutroni. C'è una piccola percentuale di atomi di carbonio che hanno meno di 6 neutroni o più di 6 neutroni. I più conosciuti sono quelli che hanno 7 oppure 8 neutroni. Sotto ogni punto di vista questi sono sempre atomi di carbonio esattamente come gli altri. Possono formare anche loro l'anidride carbonica, il metano o qualunque altro composto di questo elemento; soltanto sono un poco più pesanti perchè hanno 1 o 2 protoni in più. Ma in ogni caso occupano sempre il posto numero 6 della tavola periodica (perchè il posto dipende solo dal numero dei protoni). I fisici dicono che tutti gli atomi che occupano lo stesso posto nella tavola periodica si chiamano isotopi (e infatti in greco isotopo significa stesso posto). In particolare il carbonio con 6 neutroni si chiama carbonio 12, metre gli atomi di carbonio con sette e otto neutroni si cjiamano rispettivamente carbonio 13 e carbonio 14. I numeri 12,13,14 sono evidentemente la somma dei protini più i neutroni. Come si può vedere abbiamo definito in poche parole cos'è un isotopo, senza usare troppi termini tecnici; spero che i lettori me ne saranno grati.

Ultime note: mentre come detto le proprietà chimiche sono le stesse per tutti gli isotopi di uno stesso elemento,così non è per le proprietà nucleari: ad esempio, il carbonio 12 è stabile, mentre il carbonio 14 è radiottivo, cioè instabile! Nella tavola periodica questo è un fatto abbastanza comune. Il variare del numero dei neutroni,(non importa se in più o in meno) può dare luogo ad isotopi instabili o a isotopi radiottivi. E inoltre l'affermazione che faccio qui sotto è molto importante per capire l'enormità di quelloche dirò nel seguito a proposito del 115 di Lazar: in genere gli isotopi di un certo elemento sono pochi e si differenziano solo per pochissimi neutroni in più o in meno che in genere si posssono contare sulla punta delle dita. Se sapete un po' di Inglese e volete entrare nel mondo degli elemnti, e sapere un mucchio di cose interranti non solo sulla loro stabilità e su tutti i loro isotopi , ma anche sulla loro storia, su che aspetto ha, etc, vi consiglio di andare a vedere il sito: http//www.webelements.com/webelements/scholar/index.html.

L'ISOLA DI STABILITA'
Allora veniamo al punto: Cos'è questa storia dell'isola di stabilità di cui si parla su Scientific American? Diciamo subito che fino ad ora non è stato sintetizzato sulla Terra un solo atomo, dico uno solo, di un elemento transuranico che sia stabile. Gelo tra l'Uditorio... ma allora ? niente paura:
Oganessian e colleghi (gli autori dell'articolo pubblicato su Le Scienze) sono sicuri di avere trovato l'Isola di Stabilità perchè hanno ottenuto un isotopo dell'elemento 114 dalla vita lunghissima...ben 30 secondi. Ma allora se vive solo 30 secondi non è stabile! E' infatti io che avevo detto? Dovete sapere che, teoricamente, l'isotopo stabile del 114, quello che da parecchie decine di anni faceva immaginare ai fisici che ci fosse l'Isola di stabilità, a un totale di 298 tra protoni e neutroni. Quindi il suo nucleo contiene 114 protoni e 184 neutroni. Oganessian e colleghi hanno sintetizzato soltanto l'isotopo 289, quindi l'isotopo che ha 9 neutroni in meno di quanto sarebbe necessario. Questo, come già detto, ha una vita media di circa 30 secondi. La cosa grossa è che un isotopo del 114 con 2 neutroni in meno, il 287, anch'esso sintetizzato a Dubna, aveva vita media di 5 secondi, mentre il 285 (4 neutroni in meno), che era stato sintetizzato nel 1999 negli esperimenti di Nivov, Gregorich e colleghi a Berkeley (http://www.ibl.gov/Science-Articles/ Archive/elements-116-118.html ) aveva una vita media di soli 0,58 millisecondi [Phys. Rev. Lett. 83, 1104 (1999)]. 4 neutroni in più avevano allora fatto aumentare la vita media dell'elemento 114 di più di 10.000 volte! E mancano ancora altri 9 neutroni!
Si presuppone pertanto che aumentando i neutroni la vita media si allunghi a dismisura fino ad ottenere la totale stabilità. Un fatto analogo e forse ancora più spettacolare nei numeri è accaduto anche per l'elemento 112. Questi risultati hanno convinto tutti che: la stabilità è a portata di mano, ma a patto di riuscire infilare più neutroni in quei benedetti nuclei.
(Ricordatevi questa affermazione perchè è molto importante nel seguito). Pertanto l'isotopo 298 dell'elemento 114 sarà stabile con certezza quasi assoluta.
Perdonatemi se vi sto a riempire la testa di numeri e paroloni, tuttavia ho scoperto che nell'Ufologia è molto importante conoscere un po' di Fisica. Nel mio caso addirittura, dopo aver avuto un incontro ravvicinato del 1° tipo con un UFO qualche anno fa, è d'obbligo cercare d'applicare la Fisica per spiegare cose che so con certezza che esisitono, per averle viste. Magari sbaglierò e la nostra fisica è ancora lontanissima anche dai concetti più semplici utilizzati dagli ET, tuttavia io credo che noi abbiamo giù le conoscenze di base per capire molte cose, e perciò quello che vorrei sinceramente è stimolare una discussione che porit a ridurre le molte zone in ombra.
Ho avuto in questi anni dopo l'IR 1 molte interazioni con varie persone sull'argomento, e devo dire che i più scettici sono stati i non scienziati. In effetti gli scettici più accaniti erano le persone con meno conoscenze scientifiche, quelle per intenderci, che per credere a qualche cosa hanno bisogna che glielo dica il Prof. Zichichi alla televisione.
Mi piacerebbe parlare un giorno di quello che si può ipotizzare oggi sul principio della propulsione degli UFO partendo dalla fisica conosciuta, per far vedere a tutti in maniera scioccante che perfino George Adamski sapeva particolari intorno alla propulsione di un disco volante che in realtà non avrebbe dovuto sapere, sia per via della sua personale cultura di base, sia per il periodo storici in cui viveva.

L'ELEMENTO 115 STABILE
Dopo aver letto la notizia della sintesi dell'isotopo 289 dell'elemento 114, mi sono subito detto: allora l'elemento 115 stabile dovrebbe essere all'incirca l'isotopo 300 o 301 (cioè un protone più 1 o 2 neutroni in più dell'isotopo 298 teoricamente stabile del 114). Possibile che arrivati a questo punto la materia atomica consenta una "svolta" cosè straordinaria, sempre secondo quanto diceva Lazar? Forse siamo vicini ad un salto gigantesco della nostra fisica? Stiamo per sintetizzare l'elemento fondamentale per avere il volo interstellare? Mi è venuta subito la curiosità di vedere il suo sito (http://www.boblazar.com) quale isotopo del 115 usavano gli ET. E qui ho avuto la sorpresa: non era riportato l'isotopo. Guardate la tabella più sotto, che riporta gli stessi dati forniti da Lazar: la voce "peso atomico" che è quella importante per avere un'idea abbastanza precisa dell'isotopo, semplicemente non c'è. Dopo un primo attimo di smarrimento ho notato tuttavia che venivano dati gli elementi per calcolarlo, nelle voci densità e volume atomico.

[align=right](*) il 115 non è ancora stato ufficialmente sintetizzato: la data indicata da Lazar si riferisce alla scoperta di questo elemento durante la retroingegnerizzazione del reattore nucleare di un disco volante.[/align]

Senza che vi stia a fare tutti i conti si può da questi dati calcolare il peso dell'atomo 115 di Lazar in termini di unità di massa atomica, e cioè di neutroni e protoni contenuti. Il risultato non è 300 o giù di là, ma...420!!! Che vuol dire questo? Che il nucleo peso l'equivalente di ben 120 neutroni in più di quanto ci si aspetterebbe.
Non vorrei per ora stare a commentare o fare dietrologie sul significato di questo punto. Mi interessa tuttavia stimolare delle discussioni: perciò mi limiterò a mettere luce soltanto alcuni punti rilevanti che sicuramente sono utili per ogni discussione successiva.

Prima di tutto: Lazar si è sbagliato?

La mia opinione è no. Il peso atomico è un dato molto importante ed è sicuramente uno dei primi numeri che sono stati calcolati. Lui è sicuramente a conoscenza del fatto che questo isotopo del 115 èassolutamente esotico.

Allora perchè non lo ha voluto riportare espressamente nella tabella, anche se ha dato lo stesso i parametri per calcolarlo?

Non lo so, ma di certo questo è stato fatto deliberatamente.

Ma perchè è così eccezionale il fatto che questo sia l'isotopo 420 dell'elemento 115?

Per capirlo tenete presenti le due affermazione che ho fatto prima:

- in genere gli isotopi di un certo elemento sono pochi e si differenziano solo per pochissimi neutroni in più o in meno, che si possono contare sulla punta delle dita.

- la stabilità è a portata di mano, ma a patto di riuscire infilare più neutroni in quei benedetti nucle.

Bene, la prima mette in evidenza che la nostra esperienza accumulata nell'arco del ventesimo secolo con tutti gli elementi finora conosciuti, non contiene in alcuna maniera evidenza di isotopi con un numero enorme di neutroni, e quindi rende rivoluzionarie, se sono vere, queste dichiarazioni di Lazar nel campo della fisica atomica. La seconda mette in evidenza il fatto che noi già abbiamo oggi difficoltà a creare nuclei transuranici con un numero normale di neutroni (perchè questi nuclei vengono ottenuti facendo urtare e fondere assieme due nuclei più leggeri, che in proporzione hanno però meno neutroni di quelli pesanti: il risultato è perciò che siamo sempre a corto di neutroni). Quindi riuscire ad ottenere un nucleo con addirittura 120 neutroni in più del normale è aldilà delle possibilità attuali. Probabilmente questi esperimenti di sintesi dovrebbero essere fatti vicino a una sorgente brillante di neutroni, per poter migliorare le cose. In ogni caso, 120 neutroni in più sono tanti e la conclusione è una sola: che siamo ancora veramente molto lonatni dal poter sintetizzare quel tipo di nucleo.

E' plausibile che esista un nucleo simile?

Perchè no?

Ed e' plausibile che questo nucleo abbia le proprietà descritte da Lazar?

Perchè no? E se fosse un plasma di quark e gluoni stabile? (spero che vi riuscirà a parlare in seguito di questo nuovo stato della materia). In questo caso potrebbe, sotto forte eccitazione nucleare, emettere per emissione stimolata un fascio molto intensa di mesoni carichi con la carica del quanto della forza nucleare forte? Fascio che costituirebbe a tutti gli effetti l'onda della cosidetta "gravità A" di cui parla Lazar? (non si dimentichi che Lazar nella sua parentesi lavorativa a contatto con i dischi volanti aveva lavorato proprio al laboratori mesoni).

Visto che il 115 stabile di Lazar è l'isotopo 420, potrebbe allora accadere che il più normale isotopo 300 (cioè quello che potrebbe essere sintetizzato da qui a poco tempo) NON SIA STABILE?

Certo, potrebbe anche accadere che l'isotopo 300 o 301 dell'elemento 115 NON SIA STABILE! Con gravi conseguenze sull'Ufologia. Tutti superficialmente direbbero che il 115 di Lazar non è stabile e che lui è stato quindi un impostore. Per tale motivo ritengo sia molto importante prendere coscienza di questo fatto dell'isotopo 420.

E cosa accadrebbe invece se anche l'isotopo 300 o 301 del 115 fosse stabile?

Nulla; almeno in un primo momento non accadrebbe nulla. Tutti direbbero che le affermazioni di Lazar sono state confermate definitivamente, anche se da quello che avete letto pù sopra capite subito che non sarebbe la verità. I problemi salterebbero fuori dopo molto tempo, una volta sintetizzata una quantità significativa di questo isotopo, quando si scoprirebbe che non ha nessuna delle proprietà attribuitegli da Lazar. Anche in questo caso sarebbe un grosso colpo per l'Ufologia se si arrivasse impreparati a questo momento.

In realtà si capisce adesso che l'affermazione più forte del nostro Bob non è assolutamente, come tutti credono, la stabilità del banale isotopo 300 o 301 dell'elemento 115. Alla luce di quanto abbiamo infatti visto in questo articolo, lui non ha proprio detto nulla relativamente a questo isotopo 300 o 301. Lui ha sempre e soltanto parlato dell'isotopo 420 anche se non lo ha fatto capire mai chiaramente. Pertanto si può dire che la sua affermazione più forte (e pertanto la sua predizione da verificare) è la seguente:

"Possono esistere transuranici stabili con un numero enorme di neutroni nel nuclueo. Ad esempio può esistere l'isotopo 420, stabile, dell'elemento 115."

In conclusione ora sappiamo che il 115 di Lazar non è l'isotopo che tutti credono, e che potrebbe essere sintetizzato tra poco tempo. In realtà è un oggetto molto più sofisticato, e per comprederne le proprietà in termini di fisica terrestre sono ancora necessari parecchi anni.


Ultima modifica di Bastion il 03/06/2011, 11:46, modificato 1 volta in totale.


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MessaggioInviato: 10/07/2009, 20:59 
E ... L' ELEMENTO 115

di: Enrico Baccarini

Nuove conferme alle rivelazioni di Lazar?

Tra il 1989 ed il 1990 un personaggio alquanto controverso di nome Robert, Bob, Lazar si presentò al grande pubblico americano costernando ed affascinando i media su suoi presunti coinvolgimenti, all'interno di strutture governative segrete, inerenti studi di retroingegneria su velivoli di origine aliena. Fin da subito le affermazioni diffuse da questo sedicente fisico, a tutt'oggi non è stato infatti ancora possibile confermare la sua laurea in tale disciplina, scioccarono sia il mondo ufologico quanto quello dei mass media americani.



Robert Bob Lazar

Tali dichiarazioni portarono davanti al grande pubblico, forse per la prima volta concretamente, la prova e la possibilità della reale esistenza di velivoli alieni all'interno di installazioni militari americane ovvero di studi correlati di retroingegneria finalizzati alla comprensione e all'utilizzo delle tecnologie derivate. Affermazioni che, ormai da diversi decenni, circolavano già nell'ambiente ufologico ma che non sembravano possedere ancora quella base di concretezza che Lazar sembrò attribuirgli. A differenza di altri rivelatori le affermazioni rilasciate da Lazar non sembrarono infatti essere prive di quei fondamenti logici e scientifici che altri prima di lui avevano dimostrato di non possedere.

Lo stesso Lazar si era infatti addentrato, in numerose occasioni, in aspetti tecnico-scientifici che solo esperti o profondi cultori del settore avrebbero potuto esporre e commentare senza problemi di sorta. Vennero allo stesso tempo chiamate in causa diverse agenzie governative americane, nonché diversi autorità della fisica, di cui il più noto fu quell'Edward Teller padre della bomba H recentemente scomparso. Presunte minacce di morte e alcuni attentati portarono Lazar a rendere ancor più di pubblico dominio le proprie affermazioni, cercando in tal modo di costruire una sorta di immagine pubblica che lo potesse proteggere minimamente da attacchi alla sua persona.

Se questa strategia inizialmente sembrò funzionare, ritenendo ovviamente che tutto l'affaire Lazar sia reale, dopo poco tempo si poté assistere ad una vera e propria campagna denigratoria nei confronti del fisico traditore. Sicuramente, e se realmente la situazione è andata in questo modo, coloro che cercarono di screditare questo individuo non trovarono grosse difficoltà. Lazar infatti è sempre stato un soggetto molto eclettico ovvero “particolare” che ha alternato i suoi presunti studi universitari in fisica a divertimenti ben più mondani tra cui la gestione di un bordello nello stato del Nevada. Proprio quest'ultima “attività” gli costò una condanna in sede penale verso i primi anni ’90, fatto questo alquanto curioso visto che nello stesso stato del Nevada la prostituzione è un'attività «legalmente regolamentata» e non punibile ai termini di legge.

Questa breve panoramica ci rende edotti di come debbano essere prese con cautela le affermazioni e le ipotesi proposte da questo individuo nel corso degli anni, personaggio che, come vedremo successivamente, potrebbe essere stato altresì l'abile esecutore di una longa manus intenzionata ad inquinare il campo ufologico. Quanto però di vero, o di possibile, ci potesse essere in alcune sue affermazioni non sembrò apparentemente manifestarsi fin da subito. Solo diversi anni dopo, principalmente verso la metà degli anni ’90, si iniziò a rivedere in chiave critica ma costruttiva quelle che potevano essere basi scientifiche reali su cui Lazar sembrava avesse lavorato. Lo stesso sistema di propulsione da lui descritto, un motore warp-drive, o a curvatura spazio-temporale, inconcepibile scientificamente per la fine degli anni ’80, venne studiato e costruito a livello “teorico” già dagli inizi degli anni ’90 portando addirittura la NASA alla costituzione di un progetto denominato «Breakthrough Propulsion Project » per lo studio della distorsione spazio-temporale a fini spaziali ed esplorativi. Un bel salto di qualità che però non ci permette di giustificare né di avvalorare in toto le affermazioni di Lazar!

Elemento fondante del motore a curvatura sarebbe stato il combustibile che questi UFO avrebbero utilizzato per spostarsi nel cosmo, conosciuto fin dalle prime rivelazioni come l'elemento 115 della tavola periodica degli elementi. Pur se la distorsione spazio-temporale potrebbe permettere di “contrarre” enormemente le distanze che dovessero essere affrontate con sistemi propulsivi convenzionali, la generazione di una bolla di curvatura richiederebbe comunque l'utilizzo di quantitativi di energia veramente esorbitanti ovvero di altrettanta potenza per poter far funzionare il velivolo nelle diverse condizioni in cui si potrebbe venire a trovare. L'elemento 115, secondo Lazar, porrebbe rimedio a molti di questi inconvenienti generando altresì egli stesso un “campo gravitazionale inerziale” in grado di ottemperare al fabbisogno energetico e gravitazionale della nave stessa. Ancora oggi discutere in maniera così blanda di qualcosa che risulta essere ancora patrimonio quasi della fantascienza potrebbe far sorridere i più, ma non scordiamoci quali e quante siano state le scoperte effettuate solo negli anni ’90 nel campo scientifico. Nel corso di pochi anni, tre o quattro al massimo, dalle prime affermazioni di Lazar la scienza Ufficiale (quella appunto con la “U” maiuscola) ha avvalorato la possibilità di poter costruire, in un lontano futuro, motori che possano sfruttare proprietà della materia definite esotiche, come appunto la generazione di una contrazione dello spazio-tempo per la formazione di worm-hole.



«La fonte energetica della navicella è il reattore che utilizza l'elemento 115 come carburante primario causando una totale annichilazione dell'elemento che produce altresì una fonte di energia eccezionale […] solo 223 grammi di questo elemento potremmo essere utilizzati per 20 o 30 anni. All'interno del reattore l'elemento 115 viene bombardato da protoni che trasformano questo elemento in 116 a cui segue poi un decadimento quasi istantaneo con consequenziale produzione di antimateria. Questa antimateria viene incanalata all'interno di una struttura che la porta a reagire con la materia producendo altresì una reazione in cui si ottiene una conversione quasi totale in energia».

Affascinante ed intrigante questa descrizione, non tecnica, fornita da Lazar ha suscitato fin da subito enormi discussioni in campo sia ufologico che scientifico soprattutto per le ultime righe che vi abbiamo presentato. Secondo i principi della termodinamica infatti la resa quasi ottimale, al 100%, come paventata da Lazar in una conversione di questo tipo non è possibile per nessuna legge fisica conosciuta, violerebbe totalmente la i principi della termodinamica ovvero andrebbe contro i principi dell'entropia. Quindi o Lazar ha fornito un dato falso, fattore non impossibile, oppure il nostro livello tecnologico non ci permette ad oggi di possedere una struttura in grado di ottenere una reazione di questo tipo. Su questo ultimo punto non ci si dovrebbe fermare tanto alla leggera soprattutto se osserviamo come le recenti ipotesi e ricerche, soprattutto della fisica quantistica e delle alte energie, stiano conducendo il panorama scientifico internazionale ad una vera e propria rivoluzione delle antiche concezioni, o “dogmi”, fino ad oggi ritenuti inviolabili.

La scienza sembra però fornire ulteriori conferme a quanto affermato da Lazar verso la fine degli anni ‘80. Nei primi mesi del 2004 un team di scienziati del Lawrence Livermore National Laboratory ha infatti resa pubblica la notizia della sintesi in laboratorio dell'elemento 115, una nuova conquista della scienza che potrebbe altresì gettare nuova luce, oppure nuove ombre, sulle affermazioni di Lazar. La ricercatrice americana Linda Multon Howe è riuscita a contattare uno degli scienziati che hanno sintetizzato tale elemento intervistandolo e chiedendogli apertamente cosa ne pensasse delle affermazioni di Lazar. Le risposte sono risultate molto più interessanti di quanto ci si potesse aspettare accreditando, in certi casi, un alone di veridicità a diverse affermazioni rilasciate dalla fine degli anni ’90.

Joshua Patin (Ph.D., chimico nucleare del Lawrence Livermore) ha innanzitutto confermato l'ipotesi che nelle vicinanze dell'elemento 115 possa esistere quella che i fisici hanno definito “un'isola di stabilità” ovvero una zona in cui gli elementi transuranici non decadono rapidamente ma possiedono un tempo di vita medio relativamente alto, ovvero risultino a tutti gli effetti stabili. Tale isola di stabilità sarebbe direzionata proprio verso l'elemento 116, fatto questo asserito da Lazar ben quindici anni fa. Allo stesso tempo Patin ha confermato la possibilità che l'elemento 115, posto in condizioni particolari, possa essere altresì “condensato” per risultare a tutti gli effetti “solido”, e non in forma “volatile” atomica come è per gli altri elementi.

La ricercatrice Linda Howe, ospite all’ultimo Simposio Mondiale ufologico organizzato a San Marino, ha poi parlato a Patin di Bob Lazar, delle sue affermazioni e dei dati tecnici forniti oltre un decennio fa. Se sul versante ufologico Patin non si è pronunciato, sono stati oltremodo interessanti i suoi commenti ad alcune rivelazioni fornite da Lazar. Patin si è espresso principalmente sulle proprietà di stabilità che questo elemento potrebbe possedere. Analizzando la collisione tra atomi di calcio ed americio, il procedimento attraverso il quale si è ottenuto l'elemento 115 a Livermore, è stato possibile ipotizzare una sua forma nettamente stabile ovvero in grado di non decadere e quindi essere utilizzata per svariati scopi. Sulle proprietà intrinseche dell'elemento Patin non si è ovviamente pronunciato soprattutto perché l'anomalia dell'isola di stabilità non ha permesso ancora oggi, neanche a livello teorico, di predire le proprietà che questi elementi potrebbero possedere. Indubbiamente, afferma sempre Patin, elementi di questo genere potrebbero possedere proprietà veramente uniche che potrebbero ipoteticamente allinearsi con le descrizioni fornite anni fa da Lazar. Solo ulteriori esperimenti potranno confermare o smentire le affermazioni di questo sedicente fisico, anche se per negli ultimi anni al dubbio si sono sommate molte verifiche e molti riscontri.

Proprio per tali motivi, come affermavamo precedentemente, si potrebbe anche pensare ad un abile piano ben architettato. Da sempre, e non solo nel campo ufologico, il miglior modo per far conoscere e veicolare informazioni sensibili o destabilizzanti è sempre stato quello di integrarle con la pura fantasia, con dati che fossero inverificabili ovvero parto della creatività umana. In questo modo si sarebbero potute veicolare informazioni che sarebbero state allo stesso tempo attaccabili ed inverificabili, ma che avrebbero posseduto un “core” di realtà. In una parola si sarebbe compiuto del debunking. Lazar è stato più volte sottoposto al poligrafo, la macchina della verità, un metodo che pur se non attendibile totalmente pone comunque anche un soggetto ben allenato a mentire di fronte all'alto rischio di essere scoperto. La mente umana è una macchina fallibile e nessuno è in grado di mentire sempre e comunque.

Tre test al poligrafo hanno invece attestato la totale buona fede di quest'uomo rispetto a quanto aveva detto e gli era stato chiesto durante i test. Lo studioso Jacques Vallée, come anche altri ricercatori, sono rimasti stupefatti dalla preparazione che Lazar sembrava possedere in campo fisico e scientifico. Indice probabilmente di una reale conoscenza da parte di questo individuo di discipline e materie così complesse. Un'altro dato che potrebbe confermare ulteriormente le sue affermazioni sono i registri del laboratorio di Los Alamos in cui affermava di aver lavorato e in cui sarebbe stato contattato le prime volte per lavorare all'Area 51. Nella causa intentata contro di lui il governo e l'istituto in questione negarono totalmente un suo qualsiasi ruolo, ovvero contratto, all'intero di tale centro di ricerca, fatto che fu ben presto smentito dai suoi ex colleghi di lavoro ovvero da un cedolino di riconoscimento che attestava la sua presenza all'interno del LANL.

Tutto questo ci fa sorgere dubbi su quali e quanti siano gli artefici di questo grande gioco. Da una parte Lazar, pur trattandosi di un individuo alquanto controverso e discutibile, ha dato modo di attestare un certo livello di veridicità alle proprie affermazioni, veridicità che si è costruita principalmente negli anni e grazie alle scoperte e alle nuove ipotesi compiute dalla scienza. Allo stesso tempo nella sua storia e nella sua vita rimangono ancora dei lati oscuri, dei punti poco chiari, che lasciano presumente una qualche sorta di coinvolgimento in piani ben più ampi.

I dati di fatto su cui oggi ci possiamo basare hanno però in larga misura confermato molti dati forniti da Lazar, hanno altresì avvalorato la possibilità di costruire, in un lontano futuro, sistemi propulsivi che si basino sulla distorsione spazio-temporale ovvero hanno comprovato l’esistenza di un'isola di stabilità entro l'elemento 115 testimoniando in questo modo la presenza di una famiglia di elementi dalle proprietà fisiche veramente uniche. Mistificatore o rivelatore genuino? Il distico su Bob Lazar non sembra aver trovato ancora una soluzione ma a quanto pare il tempo ha trovato il modo avvalorare molte delle sue affermazioni. Quanto dovremmo ancora aspettare? ...

Bibliografia & Riferimenti:

- http://www.webelements.com

- http://www-cms.llnl.gov/e113_115/index.html

- http://www-cms.llnl.gov/e113_115/images.html

- http://www.llnl.gov (Lawrence Livermore National Laboratory)

- http://www.lanl.gov (Los Alamos National Laboratory)

- http://www.earthfiles.com

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Massimo non immagini quanto ti stimo e ammiro. Buon lavoro di "ricostruzione": sii fiero del Tuo topic e delle ricerche che hai compiuto con spirito, diligenza e temperanza nel corso di così tanti anni. Siamo fieri di avere un utente come te in questo forum [:I] [;)]



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quando le parole sono inutili..

meglio la birra [:D]


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Vi ringrazio per la stima e l'apprezzamento del lavoro svolto da un ignorante d'informatica! [:)]
Rivolgendomi agli Adm. riterrei, secondo me, più opportuno unire i due topic: nel senso, riuscire a fonderli insieme. Ad esempio (quando non ero in gerado di postare foto e video) di comporre un "insieme! Ad esempio :tutto quello che ho postato, di video o foto, riguardo l'avvistamento di Washington, sarebbe bello ed efficace aggiungere, dopo il resoconto, le foto; così da corredare, per ogni caso (vedendo le varie foto o filmati postati in seguito) la documentazione relativa! Io lo farei, ma non posso correggere... In questo caso annullerei la discussione "Intanto CONTINUANO a ... volare!" unificandola alla nuova, seguitando poi da lì....



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MessaggioInviato: 11/07/2009, 13:06 
ABBIAMO LA PROVA!!!
Falso un video dell' Apollo 20


L'Apollo 20 e' un falso clamoroso,anzi per me neanche tanto clamoroso a pensarci bene; per lo meno per i fatti sempre da me seguiti in quegli anni.Intanto prova ad immaginare come possa passare inosservato un lancio di un "Saturn IV", alto 110 m. con tutta la potenza dei suoi cinque motori udibili a decine di Km. di distanza... Poi come farebbe a passare inosservato dalle decine di satelliti spia di mezzo mondo (prima o poi si sarebbe saputo,vedi l'Area 51 fotografata dai russi). In più, si è scoperto recentemente il trucco del modellino dell'"astronave". Insomma assurdità dichiarate da un esperto (cose da pazzi).
Anche gli eretici erano preti!

http://www.cun-veneto.it/apollo20.htm


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MessaggioInviato: 11/07/2009, 13:07 
Quando un astronauta sovietico vide un UFO di enormi dimensioni!

Gli avvistamenti fatti dagli astronauti, sia americani che sovietici, sono tra i più attendibili, come quelli dei piloti di aereo civili e militari, sia per le capacità visive, sia per l’esperienza di volo decennale. Un avvistamento semisconosciuto ma molto importante è quello dell’astronauta sovietico Victor Afanasyev, il quale racconta che mentre era in orbita con la stazione spaziale sovietica Solyut 6, nel mese di aprile del 1979, vide uno strano oggetto avvicinarsi al mezzo sovietico.
Ciò avvenne a metà orbita, quando gli astronauti osservarono una sorta di struttura ingegneristica, composta da qualche tipo di metallo, di circa 40 metri di lunghezza. L’oggetto era stretto da un lato e più ampio da un altro. Aveva delle piccole protuberanze, come piccole ali. L’oggetto rimase molto vicino alla Solyut (dai 23 ai 28 metri) e fu poi fotografato. Oltre a fotografare l’UFO, Afanasyev riportò continuamente al Mission Control le dimensioni della nave, la sua forma e la sua posizione. Quando però il cosmonauta tornò a terra gli fu detto di dimenticarsi tutto e gli furono confiscate macchine fotografiche e pellicola. Quella immagine e la sua voce delle trasmissioni dallo spazio non è stata mai declassificata. Resta il fatto che l’oggetto è ancora classificato come UFO, perchè l’oggetto non è stato ancora identificato. E intanto son passati circa 30 anni...

(Da:http://www.altrogiornale.org/news.php)


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