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MessaggioInviato: 11/07/2009, 13:57 
RIVELAZIONI DI DAVID ADAIR

David Adair è contrariamente ad altri le cui credenziali sono state di difficile verifica, uno degli scienziati o meglio Geni che per anni ha lavorato anche per la NASA, ha conosciuto Von Braun e ha progettato il suo primo razzo a 14 anni.

David nel 1970 all'età di 17 anni, finanziato dalla stessa NASA e dal governo progetto' un razzo rivoluzionario che chiamo' Electromagnetic Fusion containment engine.

Era talmente veloce che nonostante l'utilizzo di materiali quali carbonio e leghe varie, l'accelerazione da fermo provocava una deformazione del razzo stesso. I test svolti nel deserto misurarono una accellerazione da fermo da 0 a 8000 miglia orarie in 4 secondi..ed era impossibile vederlo partire a occhio nudo perche semplicemente spariva, dando la sensazione che si disintegrasse, ma invece poi atterrava con il paracadute.

Vi copio l'intera intervista che una volta era stata pubblicata su Nexus in inglese ma ora non c'e' piu'.

In sostanza il suo motore lui lo distrusse quando capi' che l'Air Force voleva utilizzarlo per il "First Strike"... ovvero per l'atomica contro il nemico di allora: l'Unione Sovietica; fino ad allora il pericolo nucleare era stato scongiurato proprio perche' entrambe i Paesi avevano la stessa tecologia missilistica, quindi nessuno poteva spazzare via l'altro senza che l'altro facesse altrettanto. Ma con il suo motore era possibile, eccome! Quindi un giorno lo fece esplodere sulla rampa di lancio e bruciò tutta la documentazione cosicché non poterono più riprodurlo, e non ebbero il tempo di carpirne i segreti.

Il motore Alieno a suo dire era una versione molto piu' potente e capace di viaggiare alla velocita della luce, ma usava sostanzialmente la stessa sua tecnologia, molto piu' perfezionata. Il suo era grande come un cocomero( parole sue ) mentre quello che gli mostrarono era delle dimensioni di uno scuola-bus.

Il motore alieno era di una sofisticazione tale che lo definì "vivente", in pratica era una macchina talmente sofisticata da renderlo assolutamente impossibile per la tecnologia di quel tempo, ma anche di oggi. Descrive che era composto di un metallo che, più che metallo, sembrava un tessuto organico, resistentissimo, ma allo stesso tempo morbido; inoltre era attraversato da milioni di fibre ottiche, queste fibre gli permettevano di "sentire" quello che avveniva fuori, poggiandovi le mani, questo motore, poteva capire chi lo stava toccando e che intenzioni aveva.
Infatti con lui si comporatava in maniera differente che con i militari! Racconta infatti che quando penetra nel foro dell'esplosione riesce a penetrare in una camera segreta che i militari non avevano nemmeno idea che esistesse, in quella camera vide che la tecnologia era assolutamente FUORI DA QUALSIASI COSA da lui vista prima! E si ink....ò non poco, perché capì che lo avevano preso in giro.
I militari infatti gli dissero che il motore era stato costruito da un equipe loro, che però ora non poteva più lavorarci sopra.
David aveva solo 17 anni al tempo, era il 1971.

Dopo un battibecco derivato da questo episodio i militari lo fecero scendere, dal posto dove si trovava quel "motore" e da allora non gli diedero più il permesso di accesso!

Lui ipotizzò che il motore in questione aveva sicuramente le capacità di viaggiare alla velocita della luce e che la Nave che lo aveva ospitato, date le proprozioni, doveva essere grande almeno quanto un campo di calcio, forse più.

E' veramente bella l'intervista, purtroppo tentare di riassumerla la sminuisce parecchio. Perche' sono i dettagli che ti fanno capire che sta dicendo la verità, inoltre Adair è tutt'ora un pezzo da 90 nel settore aerospaziale... cioe' gli hanno perdonato tutto, anche questa confessione di qualche anno fa perché è praticamente un personaggio unico e, per loro, importante.

Pensate, che le formule matematiche che ha creato, quando ha progettato il suo motore, non le riusciva a capire nessuno degli scienziati di allora.. in poche parole un genio!

Questa è una sua recente intervista su you tube, ci sono anche dei disegni del motore che gli mostrarono.

episodio 1 di 3



Mi meraviglio come ancora sia...vivo!
Vi copio l'intera intervista che una volta era stata pubblicata su Nexus in inglese ma ora non c'e' piu'.

Space technology consultant David Adair goes on the record about his extraordinary experiences at Area 51 when, as a mere teenager, he was testing one of his electromagnetic fusion engine prototypes.
Extracted from Nexus Magazine, Volume 9, Number 5 (Aug-Sept 2002)
PO Box 30, Mapleton Qld 4560 Australia. editor@nexusmagazine.com
Telephone: +61 (0)7 5442 9280; Fax: +61 (0)7 5442 9381

Excerpt from an interview with David Adair
by Robert M. Stanley © 2002
Email: rstanley@socal.rr.com

ROBERT STANLEY: Tell me about the government disclosure letter you are circulating.

DAVID ADAIR: That letter is based on a series of events that occurred when I first testified for Dr Steven Greer in 1997. It's very simple what we want: a congressional hearing that will grant covert operatives total immunity from their national security oath. Dr Greer is telling us that he has hundreds of witnesses. I know he is not blowing smoke regarding this issue, because in 1971 I saw a lot of people working on these things.

ROBERT: At Area 51?

DAVID: Right. I saw them underground working on all these different craft and back-engineering lots of stuff. I believe there are people that have spent 30 years or more working on these types of projects. Imagine what they could tell us! But more importantly, they would be able to tell us who paid them, who signed the cheques.

ROBERT: So you are pushing for public hearings?

DAVID: Absolutely. I really want the world to hear what these hard-core engineers have to say.

ROBERT: You told me in our pre-interview that this event would radically change our lives, that we could begin integrating some of the more advanced technologies into our infrastructure.

DAVID: Exactly, but unravelling everything poses a problem. I know that while I was at Area 51 and was being taken through offices that were off to the side of the hangars and labs, they took me to a room and locked me in it. And that's where I stayed until General LeMay came and got me. But I saw a lot of people working down there as we were walking past these offices.

ROBERT: Wait a minute. General Curtis LeMay personally came to get you out?

DAVID: Yes. If you read his autobiographical book called Iron Eagle, he was a former commander of SAC [Strategic Air Command]. "General Curtis E. LeMay: retired February 1, 1965; died October 3, 1990. LeMay was the fifth Chief of Staff of the US Air Force." You will see, in the back of the book, he talks about his parents. They lived in Mount Vernon, Ohio. I lived in Mount Vernon, Ohio, when I built my first fusion rockets. I was on the cover of the local newspaper.

ROBERT: How did that happen?

DAVID: Well, because his parents' caregiver was my mother, Evangeline Adair.

ROBERT: What a strange coincidence!

DAVID: Yes, and that's how LeMay came to know me personally. And when our local congressman started funding my second rocket, that's when the Mount Vernon News got wind of the story. It was the fastest vehicle ever built on Earth.

ROBERT: Is this a picture of the second rocket I'm looking at?

DAVID: Yeah; there were all kinds of newspaper stories printed about me that I have saved. I was being funded by Congressman John Ashbrook. He was chairman of the Internal Security committees of Congress. That's a pretty powerful place to be. He was also on the Education and Labor committees, which is how he funded my work - through the Department of Education. Then when the Air Force showed up to inspect my second rocket, they were totally gung-ho for all the formulas and the prototype I built from scratch. They knew I was on to something, so they funded me through the NSF [National Science Foundation]. Then my mother got concerned because the government people were really getting involved in our lives. So she went and talked to General LeMay. Curtis really liked my mother a lot and he had seen the newspaper stories, so he came over to talk with me. Later he talked with Congressman Ashbrook. The next thing I know, LeMay told me: "David. I am going to be your buddy. I am going to be
your project manager." And actually, that was the greatest thing that could have happened to me because I found out much later that it was LeMay that saved my ass.

ROBERT: That's some powerful protection.

DAVID: Yeah, but what's really interesting is an investigator pulled the records for Congressman Ashbrook from the Library of Congress and found all this documentation. The investigator was shocked to learn that I was telling the truth. In one letter I told the Air Force that without the right electronics and the right formulas to compress and scale down the fusion engine I was building, I would need a really big vehicle to put the engine in and it was going to be a damn big engine! Eventually I found an ICBM, a Titan III, that had been pulled out of mothballs and had been given to the Center for Science and Industry in Ohio. They had recently pulled all the fuel out of it and parked this thing in a storage area. It was flight ready. After a while, I got the Titan. During that time, I had more information-based dreams and from that I eventually reconfigured the fusion engine down to a workable size. Everybody loved that, because hauling a Titan rocket around is pretty tough to do -
it's 30 storeys tall! After I told them I could compress this thing down to an engine that would fit in a 12-foot-tall rocket housing, I had to build everything from scratch.

ROBERT: Didn't you tell me there were two rockets?

DAVID: Yes. You're right. There were two of these prototypes. This one went to the science fair. But here is the one that no one ever saw publicly.

ROBERT: The one you told me was "stealth"?

DAVID: Right. We built one just for the local people to see what we were working on. The Air Force guys came over to my house every day. They took their uniforms off and walked around in T-shirts and shorts so the locals would think they were just average people helping out with all the rocket stuff I was building. So when the town folks came by, they just thought, "Boy, he's building a big one this time." But we had two of them in production. I set up one that I used to win the science fairs with, but here is the design we used to move past the prototype stage with. Anyway, we had a front operation and another in the back. And it worked well. That was my introduction to covert activitiesÉ Al this documentation that I am showing you here, I brought with me to CongressÉ I didn't want to testify because I was really treading the fine line of National Security. However, I could tell this particular story because I was only 17 years old when that happened. According to constitutional
law, the federal government is prohibited from signing a minor to a National Security Oath. Strom Thurman said to me one time, "You're the biggest loose cannon on the deck, boy."

ROBERT: Let's go back to your experience at Area 51 with General Curtis LeMay.

DAVID: Okay. What happened was, well, it was very simple. I had blown up my own engine. I sabotaged my rocket after it landed at Area 51. I blew it into a billion pieces. After they showed me the engine downstairs, I knew what they were after from my engine.

ROBERT: Which engine?

DAVID: The Electromagnetic Fusion Containment EngineÉbecause they are so fast. There is nothing like it. The liquid fuel and solid propellant engines are like Model Ts compared to a Lamborghini. This thing took off so fast. It went from zero mph to 8,754 mph in about 4.6 seconds. It was so fast that you couldn't even see it.

ROBERT: It went that fast from a standing start?

DAVID: Right. You couldn't even see it. It would be like trying to watch a bullet leave a rifle barrel.

ROBERT: That's not possible to see with the naked eye.

DAVID: Right. So everyone else at the launch site thought it blew up. I built most of it out of titanium. We also used inconel and carbonite. We had every kind of known material for lightness and strength incorporated in that rocket. And because of the extreme g-force of the launch, everything inside was just warped.

ROBERT: But the engine was still intact when the rocket landed at Area 51?

DAVID: Exactly. It came down on a parachute. And that is where it got weird, because there are a lot of characters in this story. The man that was really on my caseÉhe was a bad guy. Dr Wernher von Braun warned me. As a child, I knew von Braun because I was doing all this work with rockets in the early 1970s when we were landing men on the Moon. An hour-and-a-half's drive from my house was Wapakenneta, which is where Neil Armstrong lived. His mother Viola and I became friends. She became like a surrogate mother to me. So I was hanging out with her and I would see Neil around the house. And many times I would go over to her house and I would run right past Neil and go hang out with Viola. And Neil loved that about me because I wasn't interested in his fame; I just loved his mother. Neil was a very reclusive personÉalmost like a hermitÉbecause when he came back from the Moon mission he literally just disappeared.

Anyway, because I was in that kind of environment, I got to attend parties where all the original Apollo VII astronauts would show up, and von Braun showed up. And that's how we all crossed paths and I started interfacing with him. The thing is, von Braun warned me that if, during my rocket work, I should encounter a man named Dr Arthur Rudolph, I should be extremely careful because he was so dangerous.

Dr Arthur Rudolph was the chief architect of the Saturn 5 engines of our Apollo Moon rocket. He came into the US with von Braun and other German scientists under Operation Paperclip. Rudolph was a full colonel in the Gestapo. He had killed hundreds of Jews personally during the building of the V-2 rockets and Peenemünde. If you made a mistake, he would put a cable around your neck and slowly lift you up, which would strangle you. Then he would disembowel you and leave you hanging there for everyone to see. There were rotted corpses hanging all over the place. They would also feed you sawdust and water. This would take the hunger out of your stomach until you fell over dead, then they would just replace you with more fresh people. This man was the winner of the Most Distinguished Service award - the highest award NASA can give. The Mossad caught up with Dr Rudolph on May 25, 1984. Due to war crimes, he was deported out of LAX to Munich, Germany, where he died [in jail].

Anyway, General LeMay had sent me from Mount Vernon, Ohio, to Wright-Patterson in Dayton, Ohio, where the SAC headquarters was located. From there, me and my rocket and some other colonels all got on board a C-141 transport and flew to White Sands. Soon after we arrived at White Sands, a black DC-9 plane showed up. LeMay had told me that if this plane showed up, it would represent a real problem for me. Anyway, out stepped these guys wearing suits and mirrored sunglasses. And among them was this one little guy wearing khaki uniform. I knew that was Dr Rudolph because Dr von Braun had showed me his picture.

ROBERT: Whom was Dr Rudolph working for?

DAVID: I'm not sureÉone of those alphabet-soup intelligence agencies. But he was primarily working for NASA. And as soon as he got off the plane, he asked to see my rocket. When I asked him who he was, he told me, "Oh, I'm just a guy that inspects rockets for the government." Then I asked him if he was from NASA, and he said he had never worked there.

So we walked over to my rocket and I opened up a side panel. And when he leaned over to look at the engine, he began mumbling to himself and he seemed really upset - probably because I had built something he thought was impossible to do. So I took that opportunity to lean over and whisper in his ear, "Do you know that in proportional size, this engine has 10,000 times the thrust of the F-1, Saturn V engines, Dr Rudolph?" And he stood up and was furious. He wanted to know who I was and how I knew so much. And I told him, "I'm just a kid that launches rockets in the cow fields of Ohio." [Laughter] Anyway, I had friends around me who were Air Force colonels that LeMay had assigned to take care of me.

And I got upset when Dr Rudolph told me that he wanted to change the landing coordinates on my rocket. He was really nasty about it. The navigation system I was using was off-the-shelf stuff. Back in those days, it was all analogue. But I had my system programmed to where the rocket would come back down within a two-mile radius of the launch site. Dr Rudolph had me reprogram the coordinates so that my rocket would land 456 miles northwest of White Sands in an area called Groom Lake, in Nevada.

Well, I immediately pulled out my national survey maps and I looked at Groom Lake and thought, "My God! Why are we launching up to a dry lake bed in Nevada? It's so far away." That's when Dr Rudolph told me, "Just do it!" He was really hostile. And I had been warned many times by von Braun and LeMay that if I ran into Dr Rudolph, not to push his buttons.

So I reset the coordinates on the guidance system and we launched my rocket and it took off perfectly. And sure enough, it landed right on target. And you know, it wasn't until they made the movie Independence Day that I ever heard the term "Area 51".

ROBERT: How could that be?

DAVID: I always knew this place as Groom Lake. It was the only name I had ever heard for that place, growing up. So we were getting ready to board the plane to go and recover the rocket and I said, "Hey, do you see these rubber tyres on this plane? Would you please tell me how you are going to land this thing on a dry lake bed? This thing is going to plough into the ground and never leave." Someone yelled at me to shut up and get into the plane.

After a while, we arrived in Nevada. And as we flew over the landing site, I looked down at these twin 10,000-foot runways and I said, "My God! There's a huge base down there!"

So we landed at this place that doesn't exist on any map, and that's when I started getting really concerned. I was trying to locate any Air Force emblems, Navy emblems, any kind of logos or emblems that would identify the commanding authority, but there was nothing anywhere on any of the buildings. Normally, standard universal painting of water towers at an airstrip is an orange-and-white chequerboard pattern. But here, everything was painted either solid white or solid black. So they were not conforming to any code.

After we got out of the plane, we got on this go-cart&endash;looking thing. It looked kind of like the electric carts that you see at airports. Then we drove from the landing strip to a series of hangars and headed into the centre one. It was really cool, the way this place was built. There were all these really big lights at the top that had louvres on them so the light will shine down. And when I got close to the buildings, they looked old and ratty, but underneath it was alloy, unlike any alloy I had ever seen. It was an incredible-looking stainless steel type of metal that I thought was really unusual to use for buildings of that size.

When we got inside the hangar, we went down to the basement area. Actually, we drove into the hanger and there were little yellow lights flashing and big hangar doors, and out of the ground came all these little pipes with chains attached that blocked off all the doorways. Then the whole floor - about the size of a football field - slowly dropped down. The entire hangar was an unenclosed elevator.

ROBERT: So, it was more like a hydraulic lift in a garage?

DAVID: Yeah, but it was built to carry some really heavy stuff. The floor was made of concrete. God knows how much weight that was. The whole thing went up and down on giant worm-screws.

ROBERT: I see. That's a lot more stable than using a hydraulic system.

DAVID: Nothing can take the load like a worm screw. These things were the size of sequoia trees, and there were at least 12 of them lifting the floor! We went down at least 200 feet until we rested flush with the floor of an underground hangar that was huge. It had a huge arched ceiling, but it went so far that you couldn't see the end of it. It just went forever. And I thought, "My God! You could park a hundred 747s in here and they wouldn't even be in the way!" At that point I asked, "What in God's name did you do with all the dirt?" And they just looked really strangely at me. I guess they didn't expect me to try and figure things like that out. The walls were at least 30 feet high, and all along them were different workshops and laboratories and periodically there were big, huge, work bays. So we kept driving down past all kinds of aircraft that I had never seen. Some of them I had seen, like the XB-70.

ROBERT: Was this area carved out of dirt or was it rock?

DAVID: I don't know. Everything was coated with a ceramic- like material.

ROBERT: I thought there were mountains surrounding the dry lake bed? Those must be fairly solid?

DAVID: Yeah. There are all kinds of mountain ranges around that area. I never saw any "dirt", though, because everything had concrete over it or was covered with some type of ceramic material. The most interesting thing about this to me still is how well lit the underground area was. There were no shadows, anywhere. And there were no light fixtures, anywhere. I was wondering how they generated that much light. It didn't look like the walls were glowing, or the floor or the ceiling. But every square inch of this place was lit, and yet there was no visible source of light.

And after we had been driving for a while and we had passed a lot of different aircraft, we took a road to the left that took us away from a lot of the other activities. I could see a lot of people working on stuff. These aircraft appeared to be operational. Some of them I have never seen before or since. They were shaped like a reverse teardrop. And there were others that looked similar to the flying wing. One aircraft, the XB-70, was a delta-wing bomber built in 1959.

ROBERT: And you were at Area 51 in 1971?

DAVID: Right. June 20, 1971. So, we get there and it was just amazing, because we drove up to the side of these big steel doors and one of the officers got out and put his hand on a scanner-type thing and it flashed a light at him. I thought it took his picture. In hindsight, I would have to guess that it was a retina scanning device. And after the guy was scanned, the door opened up, so I knew this was a security system of a kind. This was 1971.

Let me put this into perspective. In 1971, we had no laptops, no modems, no fax, no VCR, no cellphones; we didn't even have handheld calculators. Texas Instruments developed those about five years later. So where in the hell did these guys get all this technology?

As soon as we went into the room, I immediately noticed the temperature drop, because it was warm in the big open areas we had just come from. It was very cool in this room. You could almost see your breath. And as we entered the room, the lights - wherever they were coming from - came on. And again there were no shadows being cast, anywhere.

Then someone threw a switch and activated a hoist attached to some cables that were attached to a big tarp. The tarp was lifted straight up, and sitting on this huge steel platform was a giant electromagnetic fusion containment engine! And I immediately knew that, because its configuration was similar to mine but it was the size of a Greyhound bus. Mine was about the size of a large watermelon!

You can recognise engines that are comparable. If I had an internal combustion engine taken out of a Model A Ford and had it sitting on the ground and you pulled an engine out of a Viper today and placed it alongside, you would recognise that they operate on the same principle of internal combustion. However, the difference in performance between the two is unbelievable.

It was the same situation with my little engine and this thing they had stored underground. They both ran on the same principle, the same configuration, but the level of sophistication is like that of the Model A compared to the Viper engine. This thing they had was so powerful. There were so many design features that I didn't recognise, for reasons that became clear.

ROBERT: At this point you were just looking at the engine. Where was the rest of the craft?

DAVID: Well, that's where the argument started. They asked me if I liked what I saw. I said, "Well, yeah, but I'm confused. I thought I was the first one to build one of these engines."

And this is where things really started getting odd. The colonel that was with Dr Rudolph said, "Son, you want to help us with this design here since yours is very similar to it. You do want to help your country, don't you?"

Well, I had an American flag blanket. And I listened to Anita Bryant's record before I went to sleep. I was a real patriotic flag-waver even in the '70s. Of course, it wasn't real popular to do that then because the war in Vietnam was still raging. My peers couldn't understand why I loved America so much, but it was just the way I was raised.

So at first I agreed with the colonel that I wanted to help. However, I was very curious and asked, "Where are your people that built this engine?" He paused for a moment, then told me, "Well, they are on vacation right now. You're off on summer vacation, right?" And I said, "Okay! That's good. Did they leave any notes on their work that I can look at?" Then I was told, "Well, they took them with them as homework. You get homework." And I was thinking, "You know, this is really condescending. I am 17 years old." But that's how they treated 17-year-olds back then. So I thought, "Okay; I will play along with this ***."

I agreed to help them, but told them that I needed to get a closer look at the engine. And they agreed, at which point I walked up and got onto the platform. And the closer I got to it, the more I realised that these people had no idea what this engine was; they were still trying to figure it out. I could tell that it didn't belong to us. And when I was about three feet away, the first thing I noticed was a perfect shadow of myself on the engine. And what did I tell you earlier?

ROBERT: There were no shadows anywhere.

DAVID: Right. So how is my shadow showing up on this thing? And stranger still was that the shadow moved about a half a second behind me. That really got my attention. And I thought, "If this is what I think it isÉa heat sensitive recognition alloyÉ" And then I realised we don't have [any] known material that could do that. So I looked up at the engine and I asked for permission to climb to the top because I wanted to see the damaged area. The thing had a hole about four feet in diameter in the side of it, and this was the area that most interested me. Now, think of a figure eight, and right where the two circles cross each other is the eye of the hurricane. That's where the damage was located on this engine. Knowing my own engine, I was assuming that this thing had experienced some kind of breach in the electromagnetic flux field that acts as the containment wall that harnesses the power of the reactor engine.

These engines basically function like a magnetic bottle or sphere, and inside you have contained the power of the Sun or a hydrogen bomb continuously detonating. It's not impossible to figure out how this works, because it occurs all the time out in space. Black holes can suck an entire galaxy full of suns into their point of singularity. Obviously a black hole has no problem containing that fusion energy.

What I did was mathematically figure out a way to artificially create a synthetic black hole. And because it is based on a figure-eight design, once it has stabilised it will always implode and consume itself without pulling everything around it in. But this engine at Area 51 had lost its stabilisation in the figure eight, and that's why I was so curious about the hole.

The way this engine was built was really cool. There wasn't a single screw or rivet or weld seam anywhere on this entire device from end to end. It looked like it was grown rather than assembled. And I thought, "Man, whoever built this really has some incredible manufacturing techniques."

Over the years, I have been able to replicate this process to some extent in an experiment that I built. It flew onboard one of the 1993 Space Shuttle missions. It was part of the GAS (Get Away Special) program. That's where you rent space in a 55-gallon drum for your project. The first thing I did was melt alloys together, and when you spin them in a weightless environment you can create any type of dimension you want, because I figured out a way to control this. There was always a question about how you shape liquid metals in a weightless environment. It's a containerless process. It's a real phenomenon.

ROBERT: You made a form without using a mould?

DAVID: Right. I figured out how to take a fluid glob floating in this weightless environment and control it. For every geometric shape and dimension, we know there is a corresponding sound wave. So I created this machine that was attached to a Moog synthesiser, which allowed me to replicate any shape I wanted simply by playing notes. This machine generates interlocking standing sound waves that vibrate, even in space, and which allowed me to shape the liquid metal.

That process proved to me what I had suspected when I first saw the engine at Area 51 in 1971: whoever built that engine used this process. This raised an even larger question in my mind. Who could have built an engine of this size in space? I have never discussed this publicly. But I was curious and I wanted to replicate that engine design, which was clearly built in a weightless environment.

ROBERT: Which means outer space?

DAVID: It would have to be deep space. Like intergalactic deep space, away from any planets or stars.

ROBERT: I guess you wouldn't want your design process to encounter any gravitational fields?

DAVID: Right. The less the better. They are called "gravity convections". They didn't want any gravity convection currents to show up in the alloy shaping process.

Anyway, when I placed my hands on the engine to pull myself up, I began climbing up the exterior of the engine, which was designed with an exoskeletal structure. The best way to explain this is to look at the designs of H. R. Geiger; he is the designer that created all the sets of the Alien movies.

ROBERT: What happened when you touched it?

DAVID: It was warm, which didn't make any sense at all. It was so cold in that hangar, you could almost see your breath. I looked around on the floor and saw no power lines. And I asked myself, "How in the world could this alloy be staying warm?" And it was really hard. It was the hardest material I have ever touched. It didn't give anywhere. The surface cohesion tension on it felt more like a baby's skin. It was supple, but hard and warm.

ROBERT: That is weird, especially for metal.

DAVID: Yeah, and I was thinking, "What the heck is going on?" And as I was crawling up everywhere, I touched the surface and it reacted. When I turned and looked at the Air Force guys, all their mouths were hanging open. And so I assumed that the reaction they were seeing hadn't happened for them, because wherever I touched it there were these really amazing blue and white swirls moving down through the hull of this thing. It looked like wavelengths that you see on an oscilloscope. When I pulled my hands off, it stopped. And I said, "Wow! This thing is reacting!"

So I continued to climb up until I reached the centre area. It had these vertebrae that branched off, cascading, fibre-like. They looked almost like fibre optic cables filled with some kind of fluid. They were very small tubes the size of angel hair pasta. There were millions of these things cascading over the hull of this engine. And I thought, "Boy, these patterns look familiar." Then it dawned on me: they looked like neural synaptic firing patterns. There were millions of them going out everywhere on this thing. So I thought that maybe the engine was designed with an exoskeletal brain. And at that point, I reached out and grabbed some of the fibres and found that they were really tough and that there was fluid in them. And wherever I touched, no matter what I touched, there would be a reaction to it like a tremor of visual lights.

As I walked down into the damaged area of this thing, I finally said to the Air Force guys, "You know, this thing is a power plant. It is more than a propulsion system. It is a power plant. It obviously came out of a big vehicleÉa craft of some kind. Where is that craft located?" Now they were not happy with me, but I continued. "A craft like this must have had a crew. What did you do with those people? This is clearly not American or Soviet technology, is it, boys? This is some kind of extraterrestrial entity. How old is it? Did you dig it up? Is it millions of years old or did you guys shoot it down?" And man, they got really upset. They told the MPs to take me down off the engine. As I was coming down, I was really pissed off. I was so pissed off because I had had enough.

At this point, I knew where I was. I knew that this engine was from somewhere other than Earth. I didn't know where it had come from or how long they had had it, but it was obvious that my whole world was coming undone in that moment. I grew up in a world where the government would never lie. We had just landed on the Moon the year before. And here the Air Force had this technology and they weren't saying anything, which made me furious.

ROBERT: Let's back up a little. When you were on the engine, there was something that you saw, which you told me about in a previous conversation and which I found really fascinating. How and when did you see the interior of the reactor? Can you describe the crystals?

DAVID: What happened was I asked for permission to inspect the damaged area inside of the engine where it had been blown open. They hesitated on that request.

ROBERT: This was before you made them angry?

DAVID: Before I came out of that damaged area, totally pissed offÉbecause when I got down in this thing, they told me to make it brief. So I got down and looked in the area. Man, there was some incredible-looking technology up and down this engine. And I couldn't get more than three feet into it before I came up to a wall. And this wallÉit was like the iris/shutter on a camera lens. It had lots of interlocking fans that contract or expand - and I've always thought that would make the coolest door. Well, there was this little round pod-thing there, and I just put my hand on it; and when I did, the wall just shuttered open.

ROBERT: It opened for you?

DAVID: It made a slight noise.

ROBERT: Maybe that's where they got the inspiration for the door design you saw at Area 51?

DAVID: It could have been. I have no idea. But I got to look deeper into the engine. And what I saw in there was fascinating. It was such a trip being there because whenever I worked on my fusion engines, everything was so small; some parts I even had to machine under a microscope. Now, here was a replication of my basic design that was big enough to walk through. But man, this thingÉwhat I had manufactured to achieve a certain function in my engine, this thing would have something else in its place. And this something else would be stuff I couldn't begin to recognise. There were these crystals that were facing each other. They were fabulous-looking crystals. And they were integrated into this plasma duct type thing.

And in my engine, I had such a hard time getting a cyclotron to curve the blast waves I needed for propulsion. This thing had some kind of venting system that allowed them to flush their plasma out through an area that looked like the gills of a shark. The whole thing was so organic looking. It looked like a living machine - both organic and inorganic incorporated together. It was an oxymoron. How do you explain something like that? So anyway, I just got to see a lot of stuff in there that I couldn't believe.

ROBERT: How many minutes were you in the interior alone?

DAVID: I don't think I was in there more than five minutes. I know that doesn't sound like a very long time, but it felt like I was in there a week.

ROBERT: And I believe you said you have a photographic memory.

DAVID: Yeah. I was just clicking non-stop. I was just absorbing it all in. And when I left, I didn't touch that pod, right? But as soon as I passed that area, the door closed behind me. I never told the Air Force guys that I went into that part of the engine. I don't think they ever knew there was another compartment in the interior that they could enter.

ROBERT: Why?

DAVID: I don't believe that it allowed them access. There was a presence, though, about this engine. Just like you have a presence of a person and an entity. It just had its own. So I came out of the engine and was totally pissed off because I knew there was no way we could have built it. It was using some kind of crystal containment field power that we can't even imagine. I would have to work on it for a long time to figure out how they were doing the fractions. Where I was using the plasma in a linear mode, this thing was designed to go any direction it wanted with its plasma flows. That's impossible.

ROBERT: With a rocket?

DAVID: Yeah. This thing could do anything. And I really wondered who in the hell built it. So as I started coming down the outside of the engine. After we got into a big argument, I noticed that now, wherever I touched the engine, it was no longer reacting with the nice blue and white swirls of energy. They had changed to a reddish-orange flame-looking pattern. And as I calmed down to try and figure out what that was, it changed back to the bluish white, more tranquil-looking pattern.

That's when I realised that the engine is not just heat sensitive; it reacts to mental waves. It is symbiotic and will lock on to how you think and feel. This allows it to interface with you. And that means this thing was aware. And it knew it was there. And I knew that it knew I was thereÉ

About the Interviewee:

David Adair is an internationally recognised expert in space technology spinoff applications for industry and commercial use. At age 11, he built his first of hundreds of rockets which he designed and test-flew. At 17, he won "The Most Outstanding in the Field of Engineering Sciences" award from the US Air Force. At 19, he designed and fabricated a state-of-the-art mechanical system for changing jet turbine engines for the US Navy that set world-record turnaround times that still stand today. David Adair is the president of Intersect, Inc., and he lectures and provides consulting services to companies and organisations that want to know how to use the latest cutting-edge technological advances.

About the Interviewer:

Robert M. Stanley is a writer and researcher specialising in technology trends. His articles have been featured in numerous publications and he has appeared on various television and radio programs. Currently he is serving as an R&D consultant for an international corporation. He can.


Ultima modifica di Bastion il 07/06/2011, 12:56, modificato 1 volta in totale.


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"RETICULUM - 4" e "SOL - 3"

Il nostro sistema solare ha una stella, che è il nostro Sole. Ma la maggioranza di sistemi solari nella nostra Via Lattea sono sistemi di stelle binari e multipli che hanno più di un sole. Comunque, la terra non è rappresentativa di tutta la materia nel nostro universo. I due fattori principali che determinano quale residuo della materia rimane dopo la creazione di un sistema solare è l'ammontare di energia elettromagnetica ed l'ammontare di massa presente durante la creazione del sistema solare.

Molti sistemi solari a stella singola hanno stelle così grandi che il nostro Sole apparirebbe essere un nano in paragone. Tenendo tutto questo in mente, dovrebbe essere ovvio che un grande sistema stellare singolo, sistema stellare binario, o sistema stellare multiplo avrebbe avuto più della massa essenziale ed energia elettromagnetica presente durante la loro creazione. Questo rende possibile per questi sistemi possedere elementi che non sono nativi sulla terra.

Gli scienziati hanno a lungo formulato una teoria che ci sono combinazioni potenziali di protoni e neutroni che dovrebbero provvedere elementi stabili con numeri atomici più alti di quelli che appaiono sulla nostra tabella periodica, sebbene nessuno di questi elementi superpesanti esistono naturalmente sulla terra. Un elemento superpesante è qualsiasi elemento con un numero atomico superiore a 110.

Alcuni elementi più pesanti dell'uranio esistono in tracce sulla terra, ma in gran parte, sintetizziamo questi elementi più pesanti in laboratorio.

Questa tecnologia presentata in questo sito è stata portata in questo pianeta da alcuni esseri alieni dal sistema stellare di Zeta Retuculi 1&2. Queste stelle sono localizzate nella costellazione di Reticulum il quale può essere visto solo dall'emisfero meridionale. Zeta Reticuli è un sistema stellare binario, che significa che ha due stelle, ed è localizzato a circa 38 anni luce dalla terra. Questi esseri provengono da Reticulum 4 che è il quarto pianeta fuori da Zeta 2 Reticuli. Questo è il sistema stellare a cui si riferivano questi rapporti. Semplicemente designano il nome della stella ed il numero del pianeta dal più vicino al più lontano dal sole.

Per esempio la nostra stella, il Sole, è stata designata come Sol e la terra è stata assegnata come Sol 3 perché siamo il terzo pianeta fuori dal sole. Marte sarebbe Sol 4, Venere sarebbe Sol 2, e così via. E un giorno su Reticulum 4, il pianeta dal quale provengono questi alieni, è di 90 ore terrestri, che indica che, proprio come la terra, anche il loro pianeta ruota sul suo asse mentre orbita intorno a Zeta 2 Reticuli.

Prove dell'esistenza degli alieni: Search for Extraterrestrial Intelligence on Earth (SETIE)

Qui si elencano in modo cronologico le prove dell'esistenza di alieni.

I fatti riportati sono in maggioranza quelli più noti e significativi, al fine di permettere eventuali ricerche di approfondimento sull'argomento. Tutto è espresso in forma estremamente riassuntiva per non rendere tale documento eccessivamente lungo e difficoltoso da leggere.

La lista delle prove ovviamente non è completa, e mi scuso anticipatamente per la mancanza di alcuni fatti. Non sono state comunque prese in considerazioni le prove controverse o i noti falsi, ma solo elementi considerati attendibili in base a prove ed indizi.

Ho evitato di indicare i cosiddetti avvistamenti comuni o comunque gli eventi minori, al fine di non appesantire troppo il documento.

Al giorno d'oggi abbiamo abbondantemente superato le diecimila prove sull'esistenza di UFO e alieni, grazie a testimonianze, fotografie, filmati, documenti, ecc. Praticamente esistono più prove dell'esistenza degli UFO e degli alieni che prove della mia esistenza!

Tenete comunque presente che basta una sola di queste prove per dimostrare che gli alieni esistono e ci stanno visitando.......

Per ovvi motivi, non esistono UFO o alieni a disposizione che possono essere pubblicamente analizzati, ma esistono le tracce evidenti della loro presenza sulla Terra.

Ciononostante, esistono persone secondo cui tutto quello che segue non possono essere considerate prove: se queste non sono prove, allora l'unica prova rimanente può essere considerata la dichiarazione ufficiale della verità sugli alieni da parte delle autorità, il che è scientificamente impossibile che avvenga, dati gli enormi interessi in ballo.

Il paradosso di Fermi si riassume solitamente nella domanda "Dove sono tutti quanti? Se ci sono così tante civiltà evolute, perché non abbiamo ancora ricevuto prove di vita extraterrestre come trasmissioni di segnali radio, sonde o navi spaziali?": la risposta è che se si studia l'ufologia e si prendono solo le cose attendibili, si scoprirà che si hanno ben oltre un milione di prove che mostrano le tracce evidenti della presenza di alieni che operano sulla Terra.

In ogni caso, ogni critica sull'esistenza di alieni che operano sul nostro pianeta è evidentemente basata sull'ignoranza della materia o sulla malafede.

Leggere l'articolo molto dettagliato e ben fatto: http://alieniemisteri.altervista.org


Ultima modifica di Bastion il 08/06/2011, 11:10, modificato 1 volta in totale.


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Philip Corso

Una interessante serie di articoli, pubblicati da "Ufo Notiziario", offre un quadro completo sulle affermazioni del più controverso, seppur credibile per il suo indiscutibile stato di servizio, dei "rivelatori": il Colonnello dell'Intelligence Usa Philip Corso, deceduto nel 1998.

Corso ha fatto però in tempo a vedere pubblicato il libro "Il giorno dopo Roswell", in posizione molto diversa da quella del governo USA sull'argomento.
Venuto in Italia e a San Marino, stabilì una importante serie di contatti con i massimi esponenti dell'ufologia italiana.
Negli articoli che riportiamo viene offerta al lettore una sintesi postuma dei suoi scritti originali e, come tali inediti, relativi al complesso problema della propulsione degli UFO. Si spazia da un raffronto tra la tecnologia aliena e terrestre, fino ad uno sconcertante episodio del 1968 in Italia, a conferma delle dichiarazioni di Philip Corso circa le Entità Biologiche Extraterrestri (EBE).

Gli scenari del "Dopo Roswell": le rivelazioni del "Philip Corso file".

PREMESSA
A distanza di cinque anni - da quando cioè il suo nome si è imposto all'attenzione della comunità ufologica internazionale - la controversa figura di Philip Corso non è stata ancora adeguatamente analizzata. Dopo la pubblicazione del suo libro "Il giorno dopo Roswell" in Italia, ci si attendeva dal Colonnello ulteriori elementi che però non sono venuti fuori. A ciò ha certamente concorso la sua morte nel 1998, poco dopo la sua accusa al Governo USA di avere dichiarato il falso sulla questione Roswell. Ma è anche una realtà che chi avrebbe potuto e dovuto pubblicare di più non lo ha fatto. Noi, che per primi abbiamo storicamente verificato le credenziali e le attività di Corso in Italia e in USA, che lo abbiamo ospitato al Simposio Mondiale di San Marino e che abbiamo (come altri) ricevuto da lui precise documentazioni, con l'impegno a renderle pubbliche se "in un ragionevole lasso di tempo" quanto da lui fornito per essere pubblicato nella forma di un secondo volume non fosse stato reso noto, ci troviamo oggi di fronte all'impegno morale di adempiere alle sue ultime volontà, comunicateci telefonicamente pochi giorni prima di morire. Un obbligo morale conferitoci in extremis, dunque, cui ormai a quattro anni di distanza non possiamo più sottrarci. Tanto più che - per l'interesse dell'ufologia - abbiamo da dire anche la nostra sul materiale di Corso, che ha avuto nel Console italiano Alberto Perego - come vedremo meglio nel prossimo numero - un vero e proprio precursore, e non certo a caso. Sui "Corso Files" in nostro possesso torneremo più volte perché non li consideriamo un semplice "prodotto editoriale" per fare soldi, a differenza di altri. Viceversa, chi come noi ha il "know how" (che non si improvvisa) per farlo, ha tanto da dire, commentare, comparare e spiegare. Di seguito, quindi, offriamo ai lettori una nostra sintesi di quanto prodotto da Corso in merito ad un problema di capitale importanza: il sistema propulsivo degli UFO.

LE RIVELAZIONI DI CORSO
Cosa direste se i nostri astronauti fossero nelle condizioni fisiche di viaggiare nello spazio per migliaia di anni luce attraversando distanze comprendenti intere galassie? Se avessero la capacità di vivere nello spazio senza perdita di peso o di massa corporea, senza effetti fisici dannosi e, una volta giunti in un altro mondo, di operare tranquillamente come se il programma di un computer funzionasse nelle loro menti? Se i nostri astronauti e le loro astronavi fossero in grado di convertire l'illimitata energia elettromagnetica presente nello spazio in carburante e se le superfici delle loro tute e navi spaziali utilizzassero quest'ultima per muoversi e navigare in funzione delle necessità? Immaginate inoltre che i nostri astronauti possiedano un'intelligenza del tipo di un computer, atta a governare le loro funzioni biologiche.
Se riuscite a concepire tutto questo, allora avrete un'idea di quale sia la natura di una Entità Biologica Extraterrestre (EBE, da "Extraterrestrial Biological Entity") e di quanto l'Esercito USA scoprì quando si procedette alle autopsie sui corpi degli "Alieni di Roswell" al "Walter Reed Hospital" dell'U.S. Army. Immaginate anche l'allora Ten. Col. Philip Corso mentre nel 1961 legge i relativi rapporti autoptici, sepolti fra i tanti dossiers del "caso Roswell" al Pentagono, a chiarimento di quanto aveva già visto a Fort Riley nel 1947, solo un mese dopo esservi stato assegnato al rientro dal suo incarico a Roma.
Quando l'allora giovane Capitano Corso vide i corpi degli alieni a Fort Riley la notte in cui era di Ufficiale di Picchetto alla base, egli non aveva idea di cosa si trovava di fronte. Nel suo libro "Il giorno dopo Roswell" egli ci dice che tutto ciò che sapeva era che si trattava di materiale super-segreto, tradotto su un camion militare dell'Esercito attraverso il Kansas fino a Dayton (Ohio), dove per via erano stati prontamente inviati i rottami dell'oggetto volante precipitato. Il viaggio per via di superficie era giustificato dall'esigenza di evitare il pur improbabile rischio di un incidente aereo, che avrebbe distrutto i preziosi cadaveri. La verità, egli spiega, l'avrebbe scoperta solo quasi 15 anni dopo, quando il Generale Arthur Trudeau cooptò l'allora Ten. Col. Corso al Pentagono per supervisionare uno dei progetti più segreti mai intrapresi dall'Esercito: gli studi di retro-ingegneria su artefatti alieni tratti dai rottami di Roswell dopo la caduta dell'UFO nella proprietà dell'allevatore Mac Brazel, e la successiva infiltrazione di quanto da essi ricavato nell'Industria americana. Portando avanti tutto ciò, Corso venne a contatto con un gruppo di scienziati ed industriali che lo ispirarono e lo incitarono a credere che si poteva avere "un nuovo mondo" se fossimo riusciti a conquistarlo, come predettogli durante il casuale incontro con una EBE che avrebbe avuto luogo a Red Canyon in New Mexico. Queste ed altre informazioni Corso intendeva approfondirle in un nuovo libro, ma com'è noto - poco tempo dopo avere accusato il Governo USA di affermare il falso su tutta la questione di Roswell - egli morì nel giugno del 1998, lasciando la maggior parte dei suoi scritti inediti in forma di note manoscritte, peraltro fornite in fotocopia a diverse persone, da una Linda Howe ed una Paola Harris in USA ad un Franco Mari, un Roberto Pinotti ed un Alberto Forgione in Italia. Persone che non hanno mai tradito le sue aspettative e i suoi desideri. Corso fu uno dei pochi militari ad avere avuto accesso ai dossiers su Roswell negli archivi governativi. E fu il solo di questo gruppo selezionato che ne avrebbe scritto, per quanto aveva visto e letto. Parte degli archivi governativi parlavano delle EBE (i piloti "progettisti" dell'UFO) i cui corpi furono estratti dai rottami e successivamente sottoposti ad autopsia al Walter Reed Hospital nel 1947. Le note di Corso entravano anche nei dettagli circa lo sforzo di ricerca dell'U.S. Army per sviluppare la tecnologia del "disco" precipitato, e circa il fatto che scienziati consulenti della Divisione Tecnologia Straniera al Comando R&D (Research & Development, ricerca e sviluppo) dell'Esercito, l'unità cui apparteneva Corso - tutti membri del circolo interno dei consulenti del Gen, Trudeau - avevano avuto le loro difficoltà a credere quanto avevano visto e letto circa il velivolo alieno ed i suoi occupanti, tanto l'impatto di tutto ciò era "fuori di questo mondo". Tutta la questione era considerata l'argomento più segreto in possesso del Governo USA, ben di più degli schemi progettuali per la costruzione della bomba atomica.
Uno dei più stretti amici di Corso nel circolo interno del Generale Trudeau fu il tedesco Hermann Oberth, uno degli scienziati progettisti a capo del poligono nazista di Peenemunde in Germania e superiore di Wernher Von Braun durante la Seconda Guerra Mondiale.
Oberth aveva detto a Corso che il "disco" di Roswell non disponeva di un propulsore nel senso proprio del termine. Non era caratterizzato né da una tradizionale propulsione a razzo né da motori atomici o di altro genere. Peraltro, spiegava Oberth, il mezzo sembrava in grado di utilizzare l'energia elettromagnetica, ricavandola dallo spazio stesso. L'Esercito, scrisse il Col. Corso nelle sue note, "riteneva che un campo elettromagnetico venisse creato attorno al 'disco'. Cambiamenti di intensità e di colorazione venivano causati nella lunghezza d'onda del campo elettromagnetico costruito attorno allo scafo dell'UFO, che traeva consistenza e forza dalla struttura atomica dello spazio stesso". Il propulsore, credeva l'Esercito, era qualcosa sul tipo di un "riciclatore", ovvero un mezzo atto a canalizzare e ridirigere l'energia elettromagnetica di fondo che permea lo spazio in un'onda strutturale ammantante il "disco" e in grado di muoverlo e di farlo navigare in assenza di carburanti come in tutti i motori convenzionali. Lo scafo del mezzo volante, al pari delle combinazioni di volo indossate dai piloti, erano di un materiale allineato dal punto di vista atomico e di struttura ad alta densità atomica, sul tipo dei filamenti di una ragnatela, in grado di fornire al velivolo una grande resistenza strutturale. Esso inviluppava il mezzo volante in modo tale da renderlo in grado di reagire all'elettromagnetismo intorno ad esso in termini impossibili ai tradizionali elementi terrestri.
Mentre il "disco" si spostava nello spazio prima e nella nostra atmosfera poi, il moto - per via dell'allineamento degli atomi costituenti lo scafo come pure dell'alta densità della sua struttura - conferiva all'apparecchio una sorta di trasparenza che talvolta lo faceva luccicare.
Corso ha scritto: "La superficie atomicamente allineata dell'UFO era caricata elettromagneticamente tanto da creare una forza elettrodinamica. Questa forza, muovendosi esso nello spazio, lo avrebbe rinforzato e riempito, propagandosi fino a che il mezzo avesse raggiunto velocità elevatissime e apparentemente vicine a quella della luce. Le onde gravitazionali nello spazio avrebbero attraversato questo scudo... Non c'erano linee di giunzione nell'UFO - continuano le note di Corso - né rivetti o punti di saldatura. Lo stesso era per gli indumenti delle EBE. I fili argentati delle loro fibre possedevano una grande resistenza, al pari delle strutture componenti l'involucro esterno del 'disco'...". Era come se le saldature che tenevano insieme le varie parti dell'UFO fossero costituite da una forma di energia elettromagnetica. Sembrava "fondere insieme i campi atomici e molecolari, e così non vi erano giunture di sorta, nessuna separazione, come un'entità unica...".
Lo scafo dell'UFO e gli indumenti delle EBE erano talmente diversi ed avanzati rispetto a quanto gli scienziati dell'Esercito avevano visto fino ad allora che - quando il Col. Corso cercò di trovare qualche ricerca in fase di sviluppo che potesse trarre vantaggio da quanto contenuto negli Archivi sul Caso Roswell dell'Esercito - egli si concentrò soltanto su industrie che stessero sperimentando le tecnologie più esotiche.
Nel corso di una particolare visita nel 1962, Corso assistette ad una dimostrazione, da parte di una di tali industrie, effettuata con "un equipaggiamento di pollici 10x10x8 con su uno dei lati un pannello di controllo, e al cui interno erano inseriti due pezzi di metallo. Poi gli ingegneri accesero quello che chiamavano un 'generatore elettromagnetico'. Parti un leggero ronzio e il tutto si attivò lentamente. Fu premuto un bottone, e udii una forte esplosione, che sembrava originata da una forza possente. Non era diversa dal suono di un grosso cannone o di un tuono, ma più concentrato e localizzato. Quando l'implosione si ebbe una seconda volta, due pezzi di metallo, che avevo inserito nella macchina dopo averli contrassegnati, ne vennero fuori senza linee di giunzione, punti di saldatura o giunti di connessione. Non percepii vibrazioni, tremori o urti di ritorno derivati dalla forza possente e dalla risultante implosione. Redassi un rapporto in merito per il Governo, ma poco dopo andai in pensione e quindi ignoro che cosa poi il Governo ne abbia fatto".
Corso scrisse che lo studio preliminare dell'Esercito suddivise la questione della propulsione dell'UFO di Roswell in quattro componenti così denominate:
1. Magnetronica - quando gli atomi sono alternativamente accelerati e decelerati
2. Magnetostrizione - quando si ha un cambiamento di dimensioni in un corpo ferromagnetico posto all'interno di un campo magnetico
3. Dinamica magneto-plasmatica - quando un gas ionizzato viene introdotto in un campo magnetico per produrre corrente elettrica
4. Magnetobottiglia - quando si ha un campo magnetico atto a confinare il plasma in una reazione termonucleare.
La magnetostrizione si verifica quando un corpo metallico è posto all'interno di un campo magnetico. Ciò, di contro, può causare in esso un cambiamento di dimensioni. Inoltre, l'energia generata dalle parti del mezzo in movimento orientate in direzioni opposte dalle EBE conferivano ad esso l'energia per decollare in qualsiasi direzione.
"I 'Foo-Fighters' tedeschi durante la Seconda Guerra Mondiale - ha scritto Corso - usavano una gravità zero attorno ai loro serbatoi, e i loro motori, in virtù dell'uso dello spin opposto dei propulsori, generavano campi elettromagnetici". Poi, quel tale "(Viktor) Shauberger fece uso della contro-rotazione. Attivato, il suo apparecchio sfondò il tetto di un capannone e i tedeschi concepirono un sistema per individuare dall'alto i carri armati muovendosi lungo il sistema magnetico a griglia terrestre".
Secondo Corso, gli ingegneri dell'Esercito ipotizzavano che circa gli UFO "il segreto delle alte velocità e della propulsione spaziale si basasse sul 'plasma' creato in prossimità del veicolo per produrre spinta, elevazione e cambiamenti di direzione. Una fascia costituita da un campo magnetico o 'plasma' intorno al veicolo dava origine ad uno splendore luminoso e a cambiamenti di colore di questo via via che la velocità aumentava. Ciò non poteva non suggerire ai testimoni un intervento intelligente, di natura probabilmente extraterrestre, utilizzante un sistema propulsivo elettromagnetico". Egli rilevò che nei film a colori il plasma magneticamente allineato produceva spesso una specie di alone o splendore multicolore tutt'intorno al veicolo.
Il plasma è un gas ionizzato prodotto a temperature elevate e che contiene quasi in uguale numero cariche positive e negative. È un buon conduttore di elettricità e risulta influenzato da un campo magnetico. Un motore al plasma è un motore a razzo utilizzante spinte prodotte da gas ionizzati accelerati magneticamente. Un campo magnetico esercita una forza su una particella caricata solo se essa è in moto, e le stesse particelle caricate, una volta in movimento, producono ulteriori forze magnetiche tanto da amplificare la somma dell'intera forza risultante.
In riferimento al tipo di materiale utilizzato per lo scafo come pure per i loro indumenti dalle EBE, è interessante notare quanto Corso riferisce di avere trovato negli Archivi su Roswell al Pentagono, ovvero un pezzo di "materiale metallico" proveniente dal "disco" schiantato al suolo. Esso era caratterizzato da una superficie incisa che sembrava un misto di plastica e ceramica. Inoltre, dalle informazioni acquisite quando sull'artefatto metallico furono condotti studi di retro-ingegneria dagli esperti missilistici dell'Esercito, "sviluppammo il cono anteriore per i nostri missili (civili) 'Explorer', derivazioni di quelli balistici intercontinentali (ICBM) 'Jupiter' basati sull'originale razzo 'Redstone'. Tale cono anteriore aveva una superficie esterna di plastica o ceramica atta ad assorbire il tremendo calore della penetrazione atmosferica, fondere lentamente e proteggere comunque gli elementi vitali della stessa struttura anteriore del missile".
Considerata la "caccia al tesoro" innescata dai reperti tecnologici prelevati dal luogo dello schianto, questo sarebbe stato solo uno dei vari apporti forniti dagli Archivi su Roswell del Pentagono al programma missilistico USA negli anni Sessanta. Per inciso, si consideri che nel 1957 il Col. Corso comandò il Battaglione Difensivo Missilistico dell'Esercito presso il Poligono Missilistico di Red Canyon, a White Sands (New Mexico), che fu la prima unità dell'Esercito USA che intercettò e abbatté con successo un aereo-bersaglio (drone) teleguidato.
Dal 1947, scrive Corso, gli USA hanno ripetutamente tentato, attraverso studi di retro-ingegneria, di "copiare" il "disco" di Roswell con tutte le sue componenti propulsive. Gli ingegneri hanno cercato di creare propulsori a ioni come pure atomici, sul tipo del reattore da 60 libbre sviluppato nei tardi anni Sessanta. Tali reattori relativamente piccoli sono anche stati usati in esperimenti sulla propulsione ionica e in vari prototipi di sonde spaziali. La NASA è ancora orientata allo sviluppo di piccole centrali nucleari applicabili al volo spaziale, ma non riesce a risolvere il problema della protezione dell'equipaggio dal pericolo delle radiazioni atomiche e dall'effetto dei raggi cosmici nel corso di voli spaziali di lunga durata.

L'UFO E LE EBE
Il Col. Corso riteneva che vi fosse una interazione fra le EBE pilotanti l'UFO ed il mezzo spaziale tanto incredibile quanto fantastica, e cioè una interfaccia simbiotica di tipo bio-meccanico ed elettronico fra chi pilota ed il velivolo da lui controllato. Egli vide ciò come una forma di ergonomia digitale comprendente un flusso di elettromagnetismo che legava dal punto di vista neurologico l'EBE alla propria navicella. Era come se il pilota e il mezzo diventassero una sola entità, in cui il cervello della EBE si integrava con l'onda elettromagnetica propagantesi attorno all'UFO. Utilizzando una banda frontale atta a trasmettere i propri impulsi psichici, l'EBE appariva in grado di manipolare diversi campi elettromagnetici mediante le proprie onde telepatiche come pure mediante le punte delle dita attraverso dei cambiamenti sequenziali (come se suonasse un pianoforte) atti ad aumentare o diminuire la velocità della navetta, nonché di controllarne le varie manovre nell'atmosfera.
Le onde elettromagnetiche si manifesterebbero talvolta come collettori distribuiti tutt'intorno al veicolo, e ciò spiegherebbe i numerosi avvistamenti di UFO accompagnati da luci colorate mentre procedono nell'atmosfera. Il Col. Corso riteneva che le EBE fossero il prodotto di una ingegneria genetica aliena specificamente rivolta alla creazione di piloti atti ad affrontare il volo spaziale. Gli esseri umani, come i programmi USA e dell'URSS prima e russo poi hanno provato, non possono viaggiare su lunghe distanze senza registrare una serie di controindicazioni avverse. Anche in missioni spaziali di corta durata astronauti e cosmonauti hanno sperimentato perdita di massa corporea e di stabilità, danni al sistema immunitario, criticità digestive e spossatezza generale I nostri stessi esperimenti di clonazione hanno dimostrato che sarebbe teoricamente possibile costruire geneticamente un "perfetto" viaggiatore spaziale. È forse questo ciò che hanno davvero fatto gli Extraterrestri centinaia di migliaia se non milioni di anni fa? Di che genere di tecnologia disponevano per creare entità (le EBE) geneticamente progettate e computerizzate in grado di esplorare la galassia?
Le creature che viaggiano da un mondo all'altro su mandato dei loro creatori alieni sono allora state progettate a livello genetico specificamente per affrontare i viaggi spaziali? Cosa accadrebbe allora, si chiede Corso, se potessimo raggiungere il pianeta delle EBE di Roswell? Vi troveremmo forse una razza ben diversa dalle creature schiantatesi nel New Mexico nel 1947? Si trattava di entità bio-geneticamente prodotte in serie (clonate) per affrontare i rischi dei viaggi spaziali e non per operare nel mondo dei lori creatori?
Non certo a torto, Corso conclude che per viaggiare nello spazio su lunghe distanze dovremmo essere "più" che umani. Seguendo i criteri della presunta progettazione genetica delle EBE, i viaggi spaziali sarebbero grandemente agevolati da un corpo atto a proteggere l'organismo dalle radiazioni: Dovremmo dipendere da un elettromagnetismo autoprodotto piuttosto che da ossigeno e cibo. E un incredibile accorciamento nei tempi di viaggio sarebbe prodotto dall'uso di una propulsione elettromagnetica, una energia attivata in funzione delle nostre necessità, come l'elettricità. Sulla base delle relazione autoptiche del Walter Reed Hospital dell'Esercito, il Col. Corso riteneva che le EBE fossero esseri o clonati o comunque realizzati specificamente per il volo spaziale, dal momento che i loro sistemi bio-organici sembravano non solo adattarsi perfettamente ai rigori della esposizione per lunghi periodi alla gravità zero e alle radiazioni cosmiche, ma anche interfacciarsi perfettamente con il mezzo pilotato. Secondo Corso, il cervello delle EBE aveva quattro parti, due per così dire "computerizzate" e due normali. Era quest'organo che presiedeva alla loro "missione"?
Per esempio, il cervello era elettromagneticamente interconnesso con il sistema della navicella mediante impianti in silicio nei lobi cerebrali. Questi ultimi erano caratterizzati da quello che gli analisti medici dell'Esercito descrivevano come un insieme di "avvolgimenti esterni", sul tipo di quelli posti interfacciati ad una massa magnetica utilizzata per aumentare le emissioni elettromagnetiche. I patologi dell'Esercito non furono mai in grado di misurare alcuna di tali emissioni, in quanto le EBE erano morte e la loro attività cerebrale era cessata. Ma, ritenendo che ciò che i patologi avevano riscontrato indicasse quanto il cervello si supponeva fosse effettivamente in grado di fare, nulla esclude che tali "avvolgimenti esterni" attorno alle teste delle EBE fossero deputati a quanto sopra detto.
Il cervello delle EBE aveva quattro lobi dei quali il Lobo 1 era il più grande. Corso riteneva dalle sue dimensioni che esso non solo funzionasse quale "cervello principale", ma fosse altresì quello dello stesso velivolo, quale parte integrante dello stesso schema progettuale dell'UFO.
Il Lobo 2 sembrava agire come in funzione ausiliaria rispetto al Lobo 1, forse in quanto contenente varie istruzioni di programmazione, dati di navigazione, nonché istruzioni in caso di guasti o danni al mezzo o di decisioni critiche. Era come se tale lobo fosse simile ad un cervello umano primitivo caratterizzato da "reazioni di fuga", e cioè dalla capacità di reagire propriamente per salvare il mezzo e i suoi occupanti.
Il Lobo 3 era simile al cervello umano, controllante funzioni di supporto vitale come il cuore, il polmone e i muscoli. Esso era altresì in grado di ridurre i requisiti energetici di tali funzioni vitali nel caso di lunghi viaggi nello spazio.
Il Lobo 4 controllava la maggior parte del sistema dei muscoli volontari e consentiva alle EBE azioni indipendenti, forse nel caso di missioni ricognitive su pianeti lontani, in modo abbastanza simile alla programmazione che verrà usata dalle nostre sonde robotizzate lunari o marziane per consentire di condurre una esplorazione sulla base della situazione locale del momento.
Le EBE indossavano delle fasce frontali che intensificavano le onde celebrali per la comunicazione telepatica, di grande aiuto nel funzionamento "biologico" dell'UFO. Questa fascia frontale fu uno degli oggetti che Corso rinvenne fra i reperti allegati agli Archivi del Pentagono su Roswell, e che consegnò per le possibili applicazioni tecnologiche conseguenti alle industrie aerospaziali legate da contratto al Ministero della Difesa USA. Oggi, tale fascia frontale è utilizzata per aiutare individui fisicamente disabili a muovere un cursore sullo schermo di un computer e piloti collaudatori a tenere sotto controllo certune funzioni di volo del velivolo in volo.
Le EBE potevano altresì controllare l'UFO attraverso relays amplificatori di corrente a forma di coppa collegati alle estremità delle dita delle mani? Il Col. Corso notò che in tutte le punte delle dita delle EBE si riscontravano circa 80.000 punti di emissione. È dunque estremamente probabile che attraverso questi relays le EBE trasmettessero istruzioni di guida al sistema di navigazione del velivolo direttamente dalle loro menti mediante le dita delle mani.

CUORE E POLMONE
L'unico polmone e il cuore surdimensionato (rispetto al nostro) delle EBE funzionavano quasi come un unico organo. Gli scienziati credevano che il polmone immagazzinasse altresì grandi quantità dell'energia elettromagnetica (EM) dell'UFO per lunghi viaggi, che veniva periodicamente rinnovata dalla genesi e dalla trasmissione di energia EM. Il cuore, che non si dilatava nello spazio come un cuore umano, potrebbe non solo avere pompato energia EM alle strutture cellulari del corpo delle EBE, ma essere anche servito come un mezzo teso ad immagazzinare energia per lunghi viaggi, un po' come una batteria.

ORECCHIE
Le EBE avevano delle orecchie piccole, quasi indistinguibili. Probabilmente non avevano bisogno di percepire onde sonore in quanto non parlavano e comunicavano telepaticamente.


NASO
Analogamente, il naso era estremamente piccolo in quanto evidentemente l'atmosfera all'interno dell'UFO doveva essere molto concentrata. Inoltre, gli analisti medici del Walter Reed Hospital non riuscirono a determinare come funzionava il sistema olfattivo delle EBE. Pare che l'olfatto non fosse però un senso importante e fosse utilizzato solo per estreme necessità di allarme. Le atmosfere planetarie contenenti i necessari elementi non richiedevano alcuna protuberanza nasale alle EBE, per cui le narici erano alquanto piatte e molto piccole.

BOCCA
Le EBE presentavano un orefizio boccale appena pronunciato, privo di condotti per ingurgitare acqua o cibo.
Le EBE non avevano sistema digerente, e ciò spiega l'assenza di denti e di ogni apparato di elaborazione di nutrimenti solidi o liquidi. Così pure va rilevata l'assenza di lingua e corde vocali in quanto le EBE non parlavano ma comunicavano telepaticamente, forse mediante trasmissioni da cervello a cervello e senza bisogno di mezzi ausiliari.

OCCHI
Gli occhi delle EBE sembravano di tipo telescopico e avevano un cristallino mediano, che fungeva da collettore luminoso. Tale cristallino, o "terza palpebra", costituiva la base per quello che fu denominata "visione notturna". Ecco perché le grandi cornee esterne delle EBE apparivano nere. Secondo Corso, il Gen. Trudeau gli dette istruzioni di incoraggiare gli scienziati del Laboratorio per la Visione Notturna di Fort Belvoir perché utilizzassero la bio-tecnologia della "terza palpebra" come modello per gli occhiali da visione notturna. Nel relativo capitolo (intitolato "La Conquista della Notte") relativo alla storia pubblicata delle ricerche condotte a Fort Belvoir, i ricercatori citano il sostegno ricevuto dal Gen. Trudeau nei primi anni Sessanta per lo sviluppo di un sistema di "visione notturna" atto ad essere utilizzato dai soldati USA in Vietnam.

PELLE
Come descritto in "Il giorno dopo Roswell", il Col. Corso sosteneva che la pelle delle EBE, al pari della struttura esterna dell'UFO, sembrava come "costruita" attorno alle entità e al mezzo quasi come una ragnatela stratificata. E come una ragnatela, la struttura molecolare era atomicamente allineata in senso longitudinale ed estremamente denso in modo da essere caratterizzata da una estrema resistenza alla tensione per quando fosse leggera come una rete di filamenti. Tale resistenza strutturale proteggeva le EBE dalle radiazioni cosmiche, elettromagnetiche e dalle escursioni termiche proprie dello spazio.
Prima di morire, Corso disse in varie interviste che uno dei suoi maggiori crucci consisteva nel fatto che nessun laboratorio era stato in grado di duplicare la super-resistenza della struttura molecolare di fabbricazione aliena. Oggi, comunque, sono in attuazione esperimenti genetici facenti uso dei geni di ragni per duplicare la resistenza alla tensione delle tele di ragno.
Con la eccezione della colonna vertebrale, che appariva particolarmente atta a resistere alle sollecitazioni dovute ai rigori di un viaggio spaziale, e di uno scheletro che era più tensile che rigido, le altre funzioni biologiche delle EBE sembravano del tutto secondarie, come se dovessero essere utilizzate solo per missioni di ricognizione della superficie terrestre. Le EBE erano creature principalmente legate al loro mezzo e quasi tutt'uno con la sua programmazione di pilotaggio.
Corso credeva che gli aspetti più complessi e sofisticati delle creature fossero da ricercare nella loro interfaccia con l'UFO e con la capacità di comunicare telepaticamente. Al di là di ciò, esse mal si adattavano ad altri ambienti e contesti. Il che convinse Corso che ci si trovava davanti a degli esseri clonati per il fine di pilotare, navigare ed effettuare esperimenti nel corso di missioni specifiche. Le EBE, quindi altro non sarebbero state che versioni biologiche dei nostre sonde spaziali robotizzate, programmate per eseguire esperimenti sulla superficie dei pianeti visitati.
La vera potenza della tecnologia aliena, credeva il colonnello, consisteva nella capacità degli extraterrestri di manipolare telepaticamente lo spazio e il tempo. Tale forma di "proiezione astrale" ET affascinava ed atterriva ad un tempo l'Esercito USA, e così pure quanti ne vennero a conoscenza in altre branche del Governo, e fu una delle principali ragioni che innescarono il "cover up" conseguente all'UFO-crash di Roswell.
La comunicazione telepatica, la psicocinesi, l'ingegneria biologica, la capacità per un organismo di interfacciarsi con un computer: queste sono solo alcune delle esplorazioni di frontiera condotte oggi dalla specie umana. Che tutte queste discipline possano un giorno fondersi in una sola, come gli alieni di Roswell dimostrerebbero, è certo un concetto difficile da immaginare. La speranza sarebbe che lo studio delle implicazioni relative al loro uso e abuso non vada seriamente al di là degli sviluppi scientifici più prossimi a realizzarsi. Questo punto, in particolare, interessava Philip Corso e questo avrebbe voluto che si continuasse a seguire per il bene dell'umanità.

Fonte: "UFO Notiziario" Nuova Serie - N. 38 del Novembre 2002

Dalle note di Philip Corso: schizzo del sistema propulsivo
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[i]Dalle note di Philip Corso: lo schema del funzionamento energetico del "disco" di Roswell.

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Dalle note di Philip Corso: schizzo dell'aspetto esterno dell'UFO di Roswell.
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Dalle note di Philip Corso: lo schema del funzionamento dell'occhio delle EBE.
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Dal volume scritto dal Col. PHILIP CORSO, U.S. ARMY, U.S.A.

Nel 1964,dopo il mio congedo dall'Esercito,già inserito nello staff del senatore Strom Thurmond,per ironia della sorte,condussi indagini per conto del senatore Richard Russel,membro della Commissione Warren.Ma nel cuore di una doppia vita di cui nessuno aveva mai immaginato nulla,nascosto nel mio passato di uomo d'Intelligence ,sepolto nei recessi del mio lavoro al Pentagono ,c'era un piccolo armadio-archivio,che conteneva il segreto più impenetrabile e più protetto dell'Esercito:il ROSWELL FILE,composto da insieme di reperti e di rapporti informativi,frutto di una operazione notturna,condotta da uomini del 509° Stormo,di stanza nella Base Aerea dell'Esercito,a Roswell,nella prima settimana di Luglio 1947.La squadra aveva recuperato rottami di un DISCO VOLANTE precipitato nei pressi di Roswell,nel deserto del New Mexico.Il Roswell File rappresentava la testimonianza di ciò che avvennne nelle ore e nei primi giorni successivi all'incidente,quando scatto il cover-up governativo ufficiale.Mentre i militari si interrogavano sulla natura e la provenienza dell'oggetto,e le intenzioni dei suoi occupanti,un gruppo segreto alle dipendenze del direttore dell'Intelligence,l'ammiraglio Roscoe Hillenkoetter,studiava l'origine dei Dischi Volanti,si documentava sulla fenomenologia degli incontri e,nel contempo,doveva negarne ufficialmente e pubblicamente l'esistenza.Tale operazione è stata condotta per cinquant'anni sotto varie forme nel più totale e assoluto riserbo.
Ma a Roswell,nel 1947 un Disco Volante atterrò veramente.Altro che fantasie.I militari non poterono impedirlo e le autorità non desideravano affatto ritrovarsi con un'altra "Guerra dei Mondi".Ecco il perchè della disperata necessità di insabbiare tutta la storia.Inoltre,sulle prime,L'Esercito ritene che il veivolo potesse essere una nuova arma sperimentale sovietica;era simile ad alcuni veivoli tedeschi costruiti verso la fine del conflitto mondiale,in particolare all'ala volante progettata da Horton.
Chi poteva dire che i Sovietici non avevano sviluppato una loro versione dell'ala volante?I resoconti sull'incidente e su,nei dettagli,differiscono.
A prescindere dalle differenti versioni testimoniali,il file top secret su Roswell giunse nelle mie mani nel 1961,quando ricevetti l'incarico di dirigere l'Ufficio Tecnologie Straniere del Dipartimento Ricerche e Sviluppo.Il mio capo,il generale Trudeau,mi chiese di utilizzare i programmi di ricerca e di sviluppo delle Forze Armate per far affluire le scoperte sulla "tecnologia di Roswell" nei principali programmi di sviluppo industriale,mediante contratti d'appalto d'appalto nel campo della difesa.
Oggi diamo tutto per scontati i laser,i circuiti integrati,le reti a fibre ottiche,i dispositivi a fasci di particelle accellerate ed anche il Kevlar dei giubbotti antiproiettile.Ma le loro matrici furono scoperte all'interno dello Scafo Alieno precipitato a Roswell e le informazioni che le riguardavano le trovai nei fascicoli custoditi nel mio ufficio,14 anni dopo.E non è tutto!Durante le concitate ore che seguirono il ritrovamento di Roswell,l'Esercito concluse che,in mancanza di ulteriori informazioni,il veivolo doveva essere di provenienza EXTRATERRESTRE.
Ma la cosa più sconcertante e che quell'Oggetto ed altri Dischi Volanti,avevano ripetutamente sorvolato e sorvegliato le nostre postazioni difensive e sembravano evidenziare tecnologie precedentemente riscontrate presso i Nazisti .Ciò indusse i militari a ritenere che le intenzioni dei Dischi Volanti fossero ostili.
Recuperato l'Oggetto Alieno,ne studiammo la tecnologia e la impiegammo per fronteggiare una possibile minaccia proveniente dallo Spazio.In tal modo,riuscimmo anche a vincere la Guerra Fredda.Io stesso non riuscii a capacitarmene.
Tutto questo aveva contribuito allo sviluppo dei missili teleguidati,dei missili antimissile,del sistema antisatellite armato a fasci di particelle accellerate,raggi laser,ordigni a fasci di particelle accellerate,aerei a prestazioni "STEALTH"
Che ci si creda o meno, questo è il resoconto di quei giorni e di come un piccolo gruppo di ufficiali dell'Intelligence militare abbia cambiato il corso della Storia
dell'umanità.

Col. Philip Corso


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IL CASO MONGUZZI

di Alfredo Lissoni, 18/06/2001

.. La mattina del 31 luglio 1952 .. Giampiero Monguzzi, un ingegnere della società Edison .. in gita con la moglie Pinuccia Radaelli sui monti del Bernina (SO) sopra il ghiacciaio Scerscen, .. tutt'a un tratto .. avvertì una brezza gelida che sembrava produrre un rumore simile a quello delle sartie di un antico veliero; poi, improvvisamente l'ambiente circostante diventava curiosamente silenzioso. "Ero vicinissimo a mia moglie, .. gridavo e mi accorgevo che lei non mi udiva. E vedevo anche che mia moglie apriva la bocca, ma non veniva fuori la voce. Era un 'silenzio compatto', un 'vuoto' da non stare in piedi. .." Subito dopo questa sensazione di "silenzio assoluto", tipica di molti avvistamenti e persino di alcuni rapimenti UFO, i Monguzzi avvistavano un grande oggetto scintillante salire dalla parte inferiore del ghiacciaio e posarsi silenziosamente sulla neve. Era un enorme piatto argenteo, largo almeno dieci metri. .. "Avevo a tracolla la macchina fotografica [ma quando] scattai non sentii il solito clik. Forse non avevo fatto nessuna fotografia. Rimasi a guardare. Il disco restò per pochi secondi ancora senza vita. [Poi vidi un] uomo coperto da uno scafandro dai riflessi metallici venire verso di me. L'istinto mi suggerì di scappare, ma la paura mi teneva inchiodate le gambe. Forse non mi aveva visto. Infatti l'uomo (almeno credo sia stato un uomo) andava verso l'esterno della circonferenza del disco. Lo percorse tutto intorno come se stesse eseguendo un'ispezione dell'apparecchio. Si fermava ogni due o tre passi guardando verso l'alto del velivolo. Camminava molto impacciato in quello scafandro che aveva i contorni non ben definiti e sembrava quasi peloso. Aveva in mano uno strumento cilindrico simile ad una torcia elettrica. Non so quanto sia durato tutto questo, forse cinque minuti da quando il disco si era appoggiato sul ghiacciaio, ma non posso stabilire con esattezza un tempo preciso". L'essere, a ispezione terminata, rientrò presumibilmente nel disco da un ingresso laterale, invisibile dal punto di osservazione di Monguzzi, visto che ad un certo momento l'UFO si alzò in volo, con una parte che si mise a ruotare, e sfrecciò via. In quel momento Monguzzi scattò altre due fotografie. "A mano a mano che il disco si allontanava sentivo tornare la vita intorno a me. Chiamai mia moglie e la voce veniva fuori. Il vento aveva ricominciato a fare quella strana musica come tra le sartie di un veliero". A quel punto i due, pur se spaventati, ebbero la forza di avvicinarsi al luogo dell'atterraggio; non trovarono però alcuna traccia della discesa del disco, neanche un'impronta. ".. Nemmeno noi .. lasciavamo impronte sul ghiaccio, ma il disco doveva avere un peso straordinario, era impossibile non avesse lasciato nemmeno un segno. Se mi si chiedesse come faceva a volare, penso ad una forza magnetica potentissima e contraria a quella di gravità terrestre. Solo quella forza silenziosa poteva assorbire le onde sonore e, respingendo la Terra, permettere il sollevamento dell'apparecchio. .. Comunque, quando il disco lasciò lo Scerscen superiore, lo fece ad una velocità fra i 200 ed i 300 chilometri orari"

.. Alcune settimane dopo Monguzzi divulgò la propria storia sulla stampa. Il clamore suscitato fu fortissimo .. e l'opinione pubblica si divise tra scettici e credenti. La storia varcò i confini nazionali. Un'agenzia francese si disse disponibile ad acquistare le foto per cinque milioni (una cifra enorme, per l'epoca); una pubblicazione americana si disse parimenti disponibile ed una casa cinematografica propose persino di girare un documentario sull'incontro ravvicinato. Ma quando ormai Monguzzi era all'apice della popolarità, il 22 ottobre, ospite presso la redazione milanese di Radio Sera, confessò pubblicamente di avere creato un falso! Le foto erano state realizzate in realtà utilizzando un modellino di cartone ed un pupazzetto; la truffa era stata architettata assieme a due suoi cugini, Mario e Alfredo Gaiani, con la collaborazione di una guida alpina dello Scerscen. Monguzzi ammise di avere realizzato il falso per beffare i giornalisti, per, scrisse la stampa, "dimostrare che lui, aspirante giornalista, aveva i numeri per essere assunto e non respinto, come era avvenuto sino al giorno prima". A dimostrazione di quanto affermato, Monguzzi si fece fotografare con il modellino di cartone ed il pupazzetto che simulava il visitatore alieno.

.. Moriva così il caso Monguzzi. E moriva tra le polemiche, visto che diversi ufologi sottolinearono ripetutamente, e invano, che i modellini mostrati da Monguzzi non corrispondessero alla perfezione a quanto si vedeva nelle foto. [Senonchè] nel bel mezzo di un'indagine su certe strane tracce in un campo della Lombardia [siamo venuti] a contatto con il signor Antonio Sprecapane. .. "Conoscevo Monguzzi", ci racconta Sprecapane, "perché lavoravamo entrambi alla Edison Gas. .. Un giorno Monguzzi mi chiamò dicendomi che voleva essere aiutato nella realizzazione di un bozzetto di modello dello Scerscen Superiore. Mi disse che doveva fare vedere che aveva fotografato un disco volante sulla bocca dello Scerscen, al limite della seraccata. Mi disse proprio così. Doveva dimostrare che era un bravo fotografo, questa fu la sua motivazione".

Quando chiediamo a Sprecapane se le foto fossero false, il nostro uomo scuote la testa. "Onestamente, io ho visto i negativi originali. Nelle prime sequenze si vedevano Monguzzi e la moglie sulla montagna, a metà c'erano le foto del disco, e poi ancora la montagna. Dunque, le fotografie erano state scattate sul Bernina e non a casa. .. Se osservate le foto del disco sul ghiacciaio, vi renderete conto che è impossibile ricreare la stessa pendenza. Le foto sono state scattate chiaramente da una persona che era molto più in basso rispetto al disco. Dato che, quando ricreammo il 'plastico' del Bernina, lo facemmo sul terreno, fu impossibile fotografare così dal basso. Tra l'altro, le montagne del plastico erano uno sgorbio, con la terra che cercava di simulare la roccia. Dopo che uscì la smentita, Monguzzi mi fece vedere il modellino del disco, era un cono di cartone tenuto assieme dallo scotch. Dell'alieno, mi disse che era un pupazzo assemblato con lana e filo di ferro. Mi sembrò una spiegazione ridicola". Ma perché dunque Monguzzi aveva preferito passare per visionario? .. "Quando uscirono le foto, si scatenò un putiferio. Monguzzi venne interrogato da agenti della CIA e dai nostri servizi segreti; mi disse che le sue foto erano state ingrandite ad altezza di parete dall'Aviazione (non mi disse di quale Paese). Era veramente terrorizzato. Ricordo che ad un certo momento mi disse di tirarmi fuori dalla vicenda, che era nei pasticci. Io, che avevo famiglia, preferii obbedire. Del resto, Monguzzi la pagò cara. Venne cacciato dalla Edison. I dirigenti, che in un primo momento facevano la fila per farsi fotografare dalla stampa assieme a lui, dopo la smentita si resero introvabili. E lo licenziarono. Ricordo che dopo una nostra intervista alla RAI fummo interrogati, mi chiesero se nelle foto, ormai dichiarate false, riconoscessi realmente il Bernina; fui torchiato anche dai dirigenti della Edison, che volevano sapere che ruolo avessi avuto nella vicenda. .." [Insomma:] Sprecapane sostiene che Monguzzi avrebbe realizzato il plastico prima ancora di divulgare le foto! Prima, e non dopo. Ciò significherebbe che l'ingegnere monzese, prevedendo delle noie, si sarebbe costruito una via di fuga. .. Cosa temeva dunque Monguzzi? La risposta è forse in una sua dichiarazione al giornale Il Popolo del 23 ottobre 1952: "Ho pubblicato le foto solo due mesi dopo l'avvistamento in quanto avevo paura. Sono giovane e ho un figlio, e a 29 anni non volevo essere sequestrato o ucciso. Perché, sebbene sia personalmente convinto che si trattasse di un abitante di un altro pianeta, pure il disco poteva appartenere ad una grande Potenza che avrebbe fatto tutto il possibile per eliminare l'indiscreto scopritore di un formidabile segreto militare..."

.. Monguzzi aveva realmente fotografato un prototipo top secret ed era stato poi costretto a passare per imbroglione, pena la morte? O più semplicemente era incappato nel classico debunking e cover up che toccò, negli anni della Guerra Fredda, a molti sfortunati UFOtestimoni? Si era del resto negli anni Cinquanta e l'America aveva messo in pista i suoi agenti della disinformazione migliori. .. Certo, per saperne di più occorrerebbe parlarne con il diretto interessato, ma Monguzzi sembra sia sparito dalla circolazione. Quando ne chiedemmo notizie a Sprecapane, ci fu risposto: "Non ho notizie precise, ma uno dei nostri ex colleghi dell'Edison mi ha detto che gli era successa una cosa strana, che era morto in un curioso incidente d'auto." ...


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MessaggioInviato: 11/07/2009, 14:02 
"CROPS-CIRCLE"

Riguardo ai "crop-circles" sono convinto che siano iniziati quelli autentici e poi qualche perditempo, o meglio, incaricato dal solito mandato governativo, abbia scimmiottato i "crops" autentici, ma ci casca solo chi è inesperto...
In più, il grano piegato ( non spezzato, come capita a molti fessi che ci provano ) continua a crescere tranquillamente, mentre dove è stato piegato si possono notare i cosiddetti nodi di accrescimento...
Ma queste cose, quando debbono svergognare il tutto, non le dicono...

Nei veri "crop-circles", molte volte, le macchine fotografiche, le video camere ed aggeggi vari, non funzionano nell'area! E' questo che non siamo in grado di fare: sviluppare un qualcosa di così potente da irradiare per pochissimo tempo un'area vasta, come quella dei "crop-circles". Evidentemente la zona rimane, per così dire, "impregnata" da questa energia elevata! per fare un esempio banale: come quando uno spillo viene attratto da una calamita; rimane per un certo periodo...
Certo, la gente comune non sa, ad esempio che in quelli veri, gli insetti non fanno in tempo a fuggire e rimagono uccisi all'istante con le loro ali aperte, in segno di spasmo improvviso!
Sottolineavo anche i nodi di accrescimento del grano piegato!
Per non parlare degli insetti che rimangono "fulminati" , attaccati (senza avere il tempo di fuggire) e con le ali aperte per lo spasmo subìto in modo assai repentino... Non c'è bisogno di molte prove...
O che i veri "crops" si formano anche in piena notte, in pochi istanti e con la nebbia? delle Sfere luminose sorvolare un pittogramma in allestimento, in pochi istanti più volte durante un'esecuzione di un pittogramma:
Sono state osservate e riprese, inoltre, delle Sfere luminose sorvolare la zona proprio mentre si formava, sotto gli occhi esterrefatti di testimoni oculari, un "crop-circle" in pochi istanti!
Una troupe televisiva giapponese, che si era recata in Gran Bretagna per studiare i "Crop-circles", mentre si trovavano, di notte, in una località ( che ora mi sfugge, e non ho intenzione di andarmela a ricercare ) dove avvenivano spesso questi "agroglifi", sentirono strani ronzii nell'aria notturna; uscirono immediatamente dalle tende, dentro le quali erano a dormire, ma videro solo un paio di luci soffuse che giravano nella nebbia...

Chi le scrive queste cose? Chi le legge?
Tutti, invece, sono pronti a fornire patetiche storie come quelle dei due vecchietti intenti a produrre quel po po di "roba"; o dei buon temponi....
Se non è fantascienza questa...
Il bello poi che i due personaggi avrebbero viaggiato in tutto il mondo... ( comunque,se non erro, sono pure morti, ora )
E, gli scettici, non si rendono neppure conto che gli agroglifi vengono rappresentati in pochi secondi! Mentre per farne uno falso ( evidentissimo e brutto ) occorrono ore...
Ma chi si sente dare queste ed altre spiegazioni del genere? In tv, nessuno!
Questo per "coprire" l'ennesima PRESENZA di chi ci vuol far sapere, gradatamente, qualcosa... magari con messaggi subliminali!

Ci sono due volumi interessanti, anche a livello di decifrazione; vediamo... eccoli qui :

"IL MISTERO DEI CERCHI NEL GRANO"
di Michael Hesemann Ed. Mediterranee

"I NUOVI CERCHI NEL GRANO"
( praticamente il secondo volume )

Immagine

Certo che quando vedo immagini così e ripenso alle "giustificazioni" che danno.... Non ce li vedete voi quei due vecchietti armati di santa pazienza, in piena notte, magari al freddo e con le torce a disegnare questi capolavori? O magari i militari, come qualcuno vorrebbe far credere...!



Cita:
mysterio ha scritto:

Ciao ufologo... un giorno se non lo farai te lo farò io... cosa?? [:D] Prendo tutto ciò che hai scritto qui e te lo stampo in libri a colori... ovviamente il libro sarà a tua firma [:D]

Non ho trovato da nessun' altra parte in internet una raccolta di informazioni con tanto di video e foto come la tua... e soprattutto con dei commenti da parte tua di indubbia intelligenza, obiettività e cultura... bravo!! [^]

Se vuoi però vorrei mi dessi qualche dritta anche a me in merito ai crop circle...e insieme fugare alcuni dubbi...

Nell'articolo sui crop hai scritto: "In più, il grano piegato ( non spezzato, come capita a molti fessi che ci provano ) continua a crescere tranquillamente, mentre dove è stato piegato si possono notare i cosiddetti nodi di accrescimento... "

In che senso il grano spezzato? Nei crop falsi da me visti le spighe erano spezzate ma ancora legate allo stelo e in ogni caso ho visto con i miei occhi che continuavano a crescere...

Sui nodi se ti riferisci all'allungamento o gonfiore devo però smentire che tale particolare è un fenomeno comune delle spighe che cercando di rialzarsi fanno leva sui nodi che hanno proprio il compito di cercare di tenere su la spiga... e questo provoca piegature e allungamenti... forse questo link potrebbe essere utile: http://www.ufoforum.it/topic.asp?TOPIC_ ... hichpage=2


Poi si legge: "E' questo che non siamo in grado di fare: sviluppare un qualcosa di così potente da irradiare per pochissimo tempo un'area vasta, come quella dei "crop-circles". Evidentemente la zona rimane, per così dire, "impregnata" da questa energia elevata! per fare un esempio banale: come quando uno spillo viene attratto da una calamita; rimane per un certo periodo... "

Giusto, però penso che oggi esistano strumenti in grado di irradiare una zona con radiazioni, l'esperimento degli studenti del MIT fu fatto usando un oggetto tecnologico che emanava radiazioni sul campo. Poi correggimi se sbaglio... [:)]



"i veri "crops" si formano anche in piena notte, in pochi istanti e con la nebbia"

ufologo su questa cosa sono sempre stato affascinato, ma ci sono delle cose che possono dimostrare che davvero appaiono in pochi secondi? Io in genere ho letto solo che vengono ritrovati al mattino dopo la notte... mi daresti la fonte o dei link per favore... Grazie [:)]

Infine ho visto che hai pubblicato il filmato delle sfere che fanno un crop... ma non era stato acclarato come falso? [8]

Scusa se mi sono intromesso nella tua splendida raccolta di info ufologiche... spero mi risponderai, vorrei togliere alcuni dubbi... grazie e buon lavoro [^]



Cita:
Ufologo 555 ha scritto:

Allora, vediamo se ho ancora un po di "forza" per rispondere (visto che io e Shantaram abbiamo finito da poco il lavoro di "recupero" di ben tre post, praticamente, e non siamo ancora a metà...);
L'affare dei "crops"è da sempre una questione delicata, nel senso che sì, si riescono ad emulare ma non così bene come quelli veri (e questo è già un punto a favore). Interessante quello che giustamente hai provato a fare con le spighe di grano... Allora, tii do ragione per molte cose (nel senso che si possono riprodurre), ma i termini del problema sono questi: in quanto tempo? Avvengono fenomeni abbastanza strani (all'interno di essi) come ho già descritto? Hai notato se vifossero insetti attaccati perché sorpresi dall'enorme energia irradiata? (E deve essere un'energia di pochi decimi di secondo, non come querlli del MIT (mi facevano sorridere!). mentre tu facevi il "crop", hai visto gironzolare qualche tipo di luce strana o UFO Telemetrico in zona? Non penso. (Il fatto è che non una persona ha assistito a questi sorvoli...)
I links sarebbero molti, in giro; ma puoi leggere i due volumi di Michael Hesemann ad esempio. Insomma quello chesi sa per certo è l'immediatezza dell'esecuzione (altrimenti occorrerebbero ore, poi vorrei sapere quale agricoltore permetterebbe una cosa simile...); il sorvolo frequente di elicotteri senza insegne, come per osservare/controllare il "crop"... E poi credi che vi siano tanti matti, in tutto il mondo che si dedicano a fare "disegni" in mezzo al grano? La storia dei due vecchietti, fu montata dal governo inglese per cercar di smontare il tutto! Ma quei due vecchietti erano così arzilli da girare quasi simultaneamente in tutto il mondo...? Queste sono le domande che mi pongo e che bisognerebbe porsi... Altro, sinceramente, non saprei!


Cita:
mysterio ha scritto:

Ciao ufologo grazie per avermi risposto...
in effetti a parte la storia dei nodi che sono un effetto naturale tutto il resto non trova spiegazione umana...
In ogni caso è un mistero affascinante [:D]

A proposito ho deciso di contribuire anche io insieme a te, shantaram e angel, ho creato la sezione MUTILAZIONI ANIMALI MISTERIOSE.
Siccome ho anche io un archivio su cd davvero vasto ho deciso che è un peccato non pubblicarlo nel forum in modo che tutti possano documentarsi... spero apprezziate... [:D]

ciao ciao


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MessaggioInviato: 11/07/2009, 14:03 
QUANTI SCIENZIATI VI RITROVO...

Lavoisier e i meteoriti...
Nel 1700 le meteorite cadevano già dal cielo non meno che oggi, come potrete benissimo immaginare; però esse non rientravano nello schema fisico e cosmologico a quei tempi accettato dal mondo scientifico, e quindi il bizzarro risultato di questa situazione era che nel 1700 le meteoriti ufficialmente non esistevano.

Non esistevano e basta, in barba alla notte di San Lorenzo ed a tutte le osservazioni dei singoli individui che venivano bollate come illusioni. Se poi qualcuno si ostinava proprio ad affermare che delle pietre cadevano giù dal cielo la scienza ufficiale affermava che si trattava solo di superstizioni.

Il 13 settembre 1768 a Maine, villaggio della Francia, diversi abitanti udirono un rombo, un forte fischio e videro un oggetto cadere su un prato; raggiuntolo si accorsero di quanto calore emanasse, tanto da non potere essere toccato. Una volta che si fu raffreddato da tale oggetto venne staccato un pezzo e venne inviato all’Accademia delle Scienze di Parigi per un’analisi.

Tale analisi fu effettuata niente di meno che dal luminare Lavoisier (uno dei fondatori della chimica moderna) il quale dopo averlo frantumato e dopo avere fatto alcuni test ebbe la presunzione di affermare di avere dimostrato che l’oggetto non provenisse dal cielo, ma che si trattava di una normalissima pietra probabilmente colpita da un fulmine. Nel suo resoconto all’Accademia disse le testuali parole: “Nel cielo non ci sono pietre. Perciò le pietre non possono cadere dal cielo”.


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MessaggioInviato: 11/07/2009, 14:04 
M. A. M. (Mutilazioni Animali Misteriose)

Ed ora un accenno alle famose mutilazioni animali; qualcuno è riuscito ad osservare un Disco che prelevava un cavallo mediante un "raggio traente"

Il fenomeno delle mutilazioni animali misteriose (Mysterious Animal Mutilation o MAM, con acronimo anglosassone) o mutilazione di bestiame (cattle mutilations) incominciò negli Stati Uniti il 9 settembre 1967, nella contea di Alamosa, nella St. Louis Valley, zona sud del Colorado, nella proprietà dei coniugi Berle e Nelle Lewis. L’animale (un puledro di 3 anni, di razza Appalloosa e di nome Lady) fu rinvenuto morto, completamente dissanguato ed erano state rimosse alcune parti anatomiche (testa e collo erano totalmente scarnificati, completamente bianchi e puliti). Sul terreno c’erano tracce circolari; una guardia forestale controllò la zona con un contatore Geiger e rilevò tracce di radioattività in corrispondenza di questi cerchi. Furono interpellati vari patologi ed ematologi tra cui il dottor John Henry Atlschuler, patologo del Rose Medical Center a Denver, il quale dichiarò: “Quando mi avvicinai al cavallo, notai un taglio dal collo fino alla base del petto, un’incisione chiara e verticale. Sembrava che la carne fosse stata cauterizzata da un moderno laser (ma non esisteva la tecnologia laser nel 1967).
Ho eseguito centinaia di autopsie, ma in questo caso c’era una totale assenza di sangue. Al cavallo mancavano il cuore, i polmoni e la tiroide; il mediosterno era completamente vuoto e asciutto. Come si fa ad estrarre un cuore senza far uscire il sangue?”. Testimonianze successive riportarono la presenza di strane luci nei luoghi ove era stata trovata Lady ed anche la madre di Harry King (il rancher, fratello di Nelle Lewis, cui era stata affidata Lady al pascolo) osservò un “enorme oggetto luminescente”.
Esistono riferimenti a testimonianze di mutilazioni animali fin dal 1700, ma a partire dal caso di Alamosa sono ormai migliaia le carcasse ritrovate dai rancheros con gli stessi segni inequivocabili. Negli anni ’60 il fenomeno interessò il Montana, il Sud Dakota, il Texas ed il New Mexico, quindi nuovamente il Colorado, per poi estendersi – fra gli anni ’80 e ’90 – oltre i confini degli Stati Uniti. Numerosi casi sono stati segnalati, nel continente americano, dal Canada ai Caraibi, Porto Rico, Panama, Messico e Brasile (casi dei “Chupacabras”, i “succhia-capra”). A tutt’oggi si pensa di poter stimare le perdite totali su tutto il territorio americano in 1.000.000 di dollari. L’Europa invece sembra essere stata colpita in Francia, Spagna, Germania, Svezia e Italia. Infine, sono stati segnalati casi anche in Australia e in Estremo Oriente. Nei casi analizzati sino ad oggi gli ignoti chirurghi hanno proceduto pressoché analogamente ovunque: gli animali hanno subito tagli precisi come nessuna fauce animale o arma da taglio potrebbe fare, con residui di colore nerastro dovuti alla cauterizzazione immediata delle lacerazioni esposte ad alte temperature (dell’ordine di 400-500°C). In tutti i casi gli animali sono stati privati delle parti molli: occhi, lingua, labbra, mammelle, ano e genitali. Alcuni animali presentavano tutte le ossa di uno dei due fianchi fracassate, lasciando supporre che fossero stati sollevati in aria e quindi fatti precipitare al suolo (fino da qualche decina di metri) e abbiamo il caso di un toro rinvenuto con le corna conficcate nel terreno e di un altro animale mutilato incastrato su un albero a circa 20 metri dal suolo. Molti allevatori e mandriani hanno riportato di aver visto dischi luminosi in coincidenza del ritrovamento di animali mutilati, mentre altri hanno riferito di aver visto elicotteri neri, privi di contrassegni di riconoscimento, aggirarsi nei dintorni del loro territorio, sempre in coincidenza con questi ritrovamenti MAM.

Dal Sito: http://www.roswell.it/


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QUELLA NOTTE CHE UN B-52 H FU SEGUITO IN VOLO....

Immagine

28 Ottobre 1956, un bombardiere americano B-52 H "Stratofortress" è in volo di addestramento nel cielo del Nord Dakota.
Sono le ore 03.00 di un chiaro mattino.
La visibilità risulta ottima e le apparecchiature di bordo funzionano perfettamente.
48 chilometri a Nord-Ovest della Base Aerea statunitense di Minot, il B-52 H si prepara a svolgere la missione tattica assegnata.
Gli uomini dell'equipaggio si apprestano alla manovra di "penetrazione"nelle maglie della Difea Aerea di Minot, per portare a termine un bombardamento simulato delle installazioni della Base.
D'un tratto i piloti rilevano sullo schermo radar di bordo, la comparsa di un OGGETTO VOLANTE NON IDENTIFICATO.
L'U.F.O., poco dopo, si presenta visibile anche al resto dell'equipaggio : è di colore rosso-arancione, e si sta spostando rapidamente in contro al B-52 H, così velocemente che percorre in soli 3 secondi i 4 Km che lo separano dall'aereo...
L'eqipaggio rimane allibito : la velocità dell'U.F.O. è terrificante ed in più si dirige contro di loro, con rotta di collisione, di 4800 Km/ora !
Ma all'ultimo momento l'U.F.O. evita elegantemente il B-52 e lo...FIANCHEGGIA alla sua sinistra ! Ad altezza d'ala!
Poi, con manovra fulminea, passa dall'altra parte, sempre "scortando" il bombardiere...
Gli uomini dell'aereo, eccitati al massimo, non sanno più cosa fare... Soprattutto sono impressionati dall'estrema manegevolezza dell'U.F.O. e la sua rapidità d'azione !
Ma il radar "parla" chiaro : non è un'allucinazione dell'equipaggio, riavuti dalla sorpresa, due di loro fotografano prima fuori bordo e poi all'interno lo schermo radar, con innegabile sangue freddo . servirà come testimonianza-documentata in modo ineccepibile della sensazionale avventura !
Durante il volo si accorgono d'un tratto che gli strumenti di bordo del B-52 H , sembrano tutti impazziti !
E non c'è assolutamente niente da fare ( come se Qualcuno, là dentro abbia voluto dare un'ulteriore prova della realtà che stavano vivendo ).
Ma ci pensa il Disco Volante, il quale si "sgancia" di colpo e, altrettanto improvvisamente come era giunto, si allontana...
E gli strumenti di bordo tornano a funzionare correttamente !
Il B-52 H rientra alla Base regolarmente e l'equipaggio stende un rapporto sull'accaduto.
Il divieto di parlarne è assoluto... Gli esperti del "Blue Book" chiudono il caso alla svelta...


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MessaggioInviato: 11/07/2009, 14:08 
JOHN SPENCER E... LE PLEJADI

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Naturalmente anche questa non è una prova di niente! Ma nel mosaico... Del resto le cose principali della storia dell'uomo sono state tutte tramandate a voce all'inizio; poi, possono anche essere giunte come miti o leggende... però...
Comunque questo è un fatto che conoscevo da anni, e chissà...

MONGOLIA,1920. Il protagnista fu un certo John Spencer, si dice fosse un trafficante di armi e stupefacenti (certo non uno che pensava alle stelle), e nei ritagli di tempo batteva moneta per proprio conto.
Ad ogni modo non si sarebbe sentito più parlare di lui, se non avesse avuto la fortuna di svenire lungo un sentiero battuto dai monaci buddisti, che lo soccorsero misericordiosamente, lo portarono nella lamaseria dei Tuerin, lo curarono e lo rifocillarono.
Il caso volle che fosse ospite del monastero, in quel periodo, un bianco di tutt'altra statura morale: il viaggiatore americano William Thompson, un onesto commerciante affascinato dal mondo lamaista da qualche mese ospite del convento.
Thompson dovette "dipingere" con una preciptazione ed un entusiasmo alquanto eccessivi le meraviglie ed i tesori di Tuerin, se Spencer si diede a gironzolare nei dintorni, improvvisamente pervaso da enorme interesse per le meraviglie descritte dal suo connazionale.
Un mattino l'avventuriero scoprì nei pressi della lamaseria una modesta scaletta di pietra dai gradini consumati dal tempo.
Spinta una stretta porta di metallo, che si aprì senza difficoltà, si trovò in unaa stanza la cui pianta aveva la forma di un poligono, non si sa bene se a 12, 13 o più lati.
Sulle varie pareti, Spencer, scorse strani disegni che gli risultarono incomprensibili. Dopo averli esaminati e riesaminati, gli parve di riconoscerne uno : rappresentava la Costellazione del Toro, che gli era famigliare per il semplice motivo che egli era nato "sotto" quel segno.
Senza alcun particolare interese, o per accertarsi effettivamente del segno, l'uomo seguì con l'indice il tracciato e, giunto all'estremità di una linea, dove un'incisione rappresentava le Pleiadi (Spencer non sapeva neppure che esistessero; il punto venne identificato in seguito da William Thompson), vide, sbalordito, aprirsi la parete, dolcemente, senza rumore; al di là c'era buio...
Spenceresitò qualche istante, poi la curosità lo vinse. Avanzò a tentoni nele tenebre; stava per rinunciare all'esplorazionequando scorse, lontano, una luminescenza verde...
Non riuscì però a scoprire l'origine di quella strana luce, gli sembrò che "piovesse" dagli spigoli del soffitto. Ritenne superfluo approfondire la faccenda; gli bastò sapere che stava percorrendo una galeria stretta e solida.
Il tunnel aveva parecchie diramazioni, e Spencer decise in ogni caso la destra: per lui una irezione valeva l'altra, e non voleva correre il rischio di smarrirsi.
Ignorava naturalmente che quella era proprio la via indicata dalla raffigurazione delle Pleiadi, poste in alto a destra sulla parete che gli si era spalancata davanti!
L'avventuriero giunse alla fine della strada, in una sala dove la luce verde splendeva più forte e più cruda. Lungo una parete erano allineate parecchie casse rettangolari (da 25 a 30, riferirà in seguito), che parevano sospese a circa mezzo metro dal pavimento... Spencer trascurò il fenomeno, forse attratto dal contetenuto delle casse...
Vide subito che si trattava di... bare; ma la cosa anziché impressionarlo, lo spinse a congratularsi con se stesso, pensando ai tesori che potevano essere sepolti con i poveri estinti!

Fu con soddifazione chesi accorse che i coperchi si potevano sollevare e con estrema facilità; così si diede a passare in rassegna i sarcofagi. Nei primi tre scoprì le salme di monaci, vestiti come quelli che lo avevano ospitato; nella quarta una donna dagli abiti maschili, tagliati almeno cinquant'anni prima; nella quinta un indiano indossante un mantello di seta rossa; nella sesta un uomo dal costume che egli giudicò risalente a l1700.
Il nostro amico cominciò a rendersi conto di due cose:
che i cadaveri erano in perfetto stato di conservazione e che appartenevano ad epoche diverse, più lontano a mano a mano che si avvicinava alla parete di fondo della sala. Nella terz'ultima cassa vi riposava un uomo avvolto in un lenzuolo bianco; nella penultima una donna di cui l'avventuriero non seppe stabilire l'origine.
Dei monili sognati, non c'era la minima traccia. Spencer, irritato, solevò l'ultimo coperchio e rimase impietrito dallo stupore: nella bara giaceva un ESSERE vestito con una specie di maglia d'argento, che in luogo della testa aveva una palla, pure d'argento, con due buchi circolari al posto degli occhi ed una cosa ovale, un rilievo, piena di piccoli fori, al posto del naso. E non aveva bocca!
Vincendo la sorpresa, Spencer, cercò di toccare quel corpo, ma cambiò subito idea: i grossi, tondi occhi del morto si spalancarono, sprigionando un raccapricciante bagliore verde...!
L'avventuriero lasciò ricadere il coperchio e si precipitò , urlando, da dove era venuto. Ma quando tornò all'aperto ebbe un altro shock: sulla valle era calata la notte!
"Debbo aver camminato per due o tre ore in tutto, non di più" dichiarerà in seguito. "Non è possibile che abbia perso la nozione del tempofino a tal punto, là dentro!"
Rientrato al monastero, sconvolto, John Spencer raccontò la sua avventura a Thompson. Quest'ultimo non mostrò grande sorpresa, si limitò a rimproverarlo e che avrebbe riferito l'intera storia ai monaci.
L'indomani, l'avventuriero venne chiamato dai monaci, quindi fu accompagnato da un Lama che lo accolse sorridendo, trattandolo con una benevolenza a cui Spencer non osava credere. "Mio povero amico - gli disse - "la febbre le ha giocato un gran brutto scherzo! Perché non ha atteso nemmeno di essere guarito, per visitare i nostri santi luoghi?"
La cordialità del monaco incoraggiò Spencer a chiedere spiegazioni, ma il Lama rispose che non vi erano né labirinti, né cadaveri, laggiù; anzi, gli disse di seguirlo per tornare insieme a lui in quel posto.
Insieme scesero nella bizzarra stanza, il prete sfiorò con le dita una parete che si aprì su una galleria; i due camminarono per non più di dieci minuti e giunsero ad una saletta occupata da una mensola simile ad una latare.
Sulla mansola erano allineate molte piccole bare, lunghe non più di 12/13 cm. Il Lama le scoprì delicatamente una per una: contenevano figurine perfette, raffigranti le creature rinvenute da Spencer.
"Ecco quello che ha visto in realtà" sorrise il monaco. "Sì, delle immagini di persone che hanno arricchito la terra con la loro grande sapienza, ed alle quali noi rendiamo onore. E' stata la febbre, amico mio, a farle credere di trovarsi davanti a dei veri sarcofagi.
Spencer non osò replicare, avendo visto poi che erano premuniti di una prova forse fatta ad arte... Però non poté trattenersi dal domandare chi fosse il personaggio dalla testa rotonda, il primo della fila. "Un grande Maestro venuto DALLE STELLE..." rispose il Lama, ed indicò alcune linee tracciate sulla parete, contro cui era posto l'altare: ancora una volta si trattava della Costellazione del Toro, ancora una volta lo sguardo dell'avventuriero era indirizzato alle PLEIADI.
Quando Spencer rivide Thompson, dichiarò di non nutrire alcun dubbio sulla realtà della sua avventura; "può darsi benissimo che io abbia avuto qualche linea di febbre - osservò - ma escludo nel modo più assoluto d'aver sognato o d'essere stato in preda al delirio... Ho persino il tacco d'una scarpa là dentro, mi sono graffiato le mani almeno una decina di volte nel primo tratto, tastando le pietre per cercare di scoprire la presenza di eventuali trabocchetti! Ho sfiorato la stoffa degli abiti di cui erano rivestite quelle salme, ho notato le loro vene in risalto, le loro rughe... E poi la lastra aperta da me accidentalmente, era situata a sinistra della porta d'ingresso, quella aperta dal Lama stava invece di fronte, leggermente spostata a destra..
Il monaco ha tentato di convincermi mostrandomi una copia in miniatura di quanto avevo visto...!"
John Spencer partì dal monastero una settimana dopo, e di lui non si seppe più nulla...
William Thompson, però fece ritorno in America e narrò ad altri lo strano episodio (riportato anche dalla rivista "Adventure"), dicendosi persuaso che, le asserzioni dell'avventuriero corrispondevano a verità.
"Ho veduto io stesso, nei conventi mongoli, corpi conservati intatti da secoli, forse da millenni" aggiunse, " ed ho sentito parlare più volte di UOMINI D'ARGENTO giunti dalle stelle..."


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IL CASO DELL' RB-47 "STRATOJET"

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Un altro avvistamento da non dimenticare...
Osservazioni di un Oggetto Non Identificato nella parte Meridionale-Centrale degli Stati Uniti da parte dell’USAF, in data 17 luglio 1957
Sommario:
Un velivolo RB-47 dell’Aeronautica USA, equipaggiato con apparati di Contromisure Elettroniche (ECM) e con sei ufficiali di equipaggio, fu seguito da un Oggetto Non Identificato per una di-stanza di ben oltre 700 miglia e per un periodo di tempo di un’ora e mezzo mentre si trovava in volo sul Mississippi, attraverso la Louisiana e Texas fino nell’Oklahoma. L’Oggetto fu visto in di-verse riprese dal personale ai comandi come una luce di elevata intensità, fu se-guito dai radar a terra ed avvistato sugli apparati ECM a bordo dell’RB-47.
Di particolare interesse in questo caso sono le numerose ricorrenze di avvista-menti e sparizioni simultanee su tutti e tre i distinti e fisicamente separati “cana-li”, nonché la inusitata rapidità delle manovre effettuate, che andava ben oltre qualsiasi esperienza dell’equipaggio.
Introduzione:
Nelle prime ore del mattino del 17 luglio 1957 un RB-47 partito dalla base del-l’USAF di Forbes a Topeka nello stato del Kansas, si trovava in volo per effettuare una missione composita che com-prendeva esercitazioni a fuoco sull’area del Texas-Golfo del Messico, esercita-zioni di aeronavigazione sul Golfo ed infine esercitazioni ECM (ovvero di con-tromisure elettroniche) previste nel corso della tratta di rientro attraverso la parte meridionale-centrale degli Stati Uniti. L’RB-47 aveva un equipaggio di sei uo-mini, tre dei quali erano ufficiali specializzati nella guerra elettronica ai comandi degli apparati ECM, siti nella parte posteriore del velivolo. I loro nomi sono i seguenti: Lewis D. Chase, pilota; James H. McCoid, copilota; Thomas H. Henlay, navigatore; John J, Provenzano, al Monitor 1; Frank B. McClure, al Monitor 2; Walter A. Tuchscherer, al Monitor 3. Per questa descrizione mi baserò sulle risultanze delle mie intervi-ste all’equipaggio e sui documenti che sono riuscito a reperire.
Questi consistono in un messaggio TWX di 3 pagine dal 745mo ACWRON di Duncanville, Te-xas protocollato il 17 luglio 1957 alle 1557Z ed un sommario di quattro pagine redatto da E.T. Piwetz, Ufficiale del Servizio Informazioni dell’USAF, 55mo Reparto Ricognizione, Base USAF di Forbes, e trasmesso al Quartiere Genera-le dell’ADC alla base di Ent, Colorado, in ottemperanza ad una richiesta del 15 agosto da parte del Col. F. T. Jeep, direttore del Servizio Informazioni presso l’ADC. Tale sommario, assieme ad un Rapporto di Osservazioni di dodici pagine fu trasmesso il 17 novembre al "Progetto Blue Book", e fu evidentemente la prima documentazione che il Progetto ricevette sul caso. Il rapporto di dodici pagine (AISOP n. 2) fu preparato dal Magg. Chase il 10 settembre e contiene diversi punti di interesse che non compaiono in altri documenti sul caso. Vi sono infatti precisi riferimenti temporali, geografici ed altre circostanze, ed in generale il documento ha il pregio di essere stato redatto quando tutti i dettagli degli eventi erano ancora freschi nella mente dei membri dell’equipaggio.


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LA GRANDE PIRAMIDE DI "CHEOPE"

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Il mistero delle piramidi di Egitto, che o con gli UFO o con una razza precedente, hanno a che fare...

Vorrei considerare alcune caratteristiche e scoperte per lo più trascurate o semplicemente interpretate dagli archeologi come "coincidenze", ma non ci spiegano come mai si trovino incorporate o esplicate solo in questo monumento...

1°) L'intera costruzione piramidale, avente m. 232.800 di lato e m. 148.208 d'altezza, è stata orientata a Nord con un errore di 4' e 35" di grado. Errore del tutto trascurabile se pensiamo che nel 1577 l'Osservatorio di Urianenborg ( dell'astronomo Ticho Brahe ) nonostante tutti i calcoli e strumenti a disposizione, è stato orientato con un errore di 18' d'arco... Se invece la costruzione piramidale fosse stata innalzata (come molti sostengono) molto prima della IV Dinastia, allora l'orientamento sarebbe stato perfetto (quindi l'errore attuale sarebbe dovuto alla variazione periodica dell'asse terrestre. Infatti, ogni 25826.6 anni, l'asse terrestre compie un'intera rotazione).

2°) Ebbene, questo particolare ciclo di 25826.6 anni, si può rilevare nella Grande Piramide, sommando le due diagonali della sua base quadrata.

3°) La pendenza delle sue quattro facce triangolari dà l'esatto valore di "Pi - greco": 3,1416; notevolmente più esatto di quello greco, calcolato in seguito. Lo stesso valore si ottiene anche in altri modi nella struttura, come ad esempio dividendo il perimetro di base 931,22 per il doppio dell'altezza, 296,416. Oppure, con opportune trasformazioni in cubiti egizi, dalla "Camera del Re". Cosicché questa grande costante matematica, cercata per secoli, si trova materializzata nella Grande Piramide e solo in questa!

4°) Le quattro facce triangolari rientrano leggermente in dentro, in verticale, che negli equinozi il Sole illumina 23andMe-Web-Site Nov-07 mezza faccia per volta!

5°) Il perimetro di base, espresso in cubiti, dà l'equivalente dei giorni dell'anno: 365,242. Lo stesso risultato si può ricavare moltiplicando per 3,1416 la lunghezza della "Camera del Re", in pollici piramidali. Il numero esatto non riuscì ad essere calcolato né dai Geci né dai Romani.

6° )Il cubito piramidale è quasi uguale al metro, ma in realtà più esatto: infatti, il cubito è basato su una frazione dell'asse terrestre (asse polare) anziché su un meridiano qualsiasi che varia secondo le latitudini e i contorni del pianeta.

7°) Il doppio del perimetro di base dà l'equivalente di 1' di grado all'equatore.

8°) Il peso dell'intera Piramide di Cheope per 10 alla 15a, dà il peso complessivo della Terra!

9°) L'altezza di ciascuna faccia triangolare dà l'equivalente di 1/600 di grado di latitudine! 10 ) Invece l'altezza complessiva della Piramide per 10 alla 9a, corrisponde alla distanza della Terra dal Sole: 248,208...

11°) Il pollice piramidale, moltiplicato per 100 miliardi, ci mostra inequivocabilmente il percorso della Terra lungo la sua orbita, con un'approssimazione superiore addirittura a quella ottenibile con la yarda o il metro francese!

12°) Il luogo di costruzione della Grande Piramide, situato al 30° parallelo, fa si che dista dal polo nord come quest'ultimo dal centro della Terra e di rimando alla Piramide, costituendo un perfetto triangolo equilatero basato sul raggio terrestre: Km. 6320.

13°) Si è detto che la Grande Piramide è stata eretta sotto il 30° parallelo Nord, ma anche sotto il 30° meridiano Est. Davvero spettacolare in quanto, quest'ultimo, attraversa più terre emerse, poiché entra dalla penisola Scandinava ed esce dalla punta meridionale dell'Africa (al contrario dello 0° di Greenwich ). Inoltre, questo meridiano, incrociandosi con il 30° parallelo Nord, fa sì che, a 45° (diagonalmente ad essi), dividono tutte le terre emerse in quattro parti uguali, cosicché la Grande Piramide viene a trovarsi AL CENTRO DEL MONDO!
Ma vi è un appunto che non deve sfuggire riguardo al 30° parallelo Nord: il vertice della Piramide si trova esattamente a 29°,58' e 51,22" di latitudine Nord; bene, quello che a prima vista sembra un dettaglio trascurabile è, al contrario, oltremodo accurato, poiché se si riflette che la posizione della Stella Polare appare spostata di 1' e 8",78 a causa della rifrazione atmosferica, si può comprendere perfettamente l'intenzione del costruttore...! Infatti, sommando 29°,58' e 51",22 alla percentuale fissa di rifrazione 1' e 8",78 si ottengono esattamente 30°...

14°) Il 30° parallelo Nord attraversa anche i due misteriosi "triangoli della morte": il "TRIANGOLO DELLE BEMUDA" (nell'oceano Atlantico) e il "TRIANGOLO DEL DIAVOLO" (nel Mare del Giappone). Infatti, queste aree, essendo distanti in ugual misura dal 30° meridiano Est, ed essendo i vertici di tali triangoli opposti tra loro, se prolunghiamo idealmente i due lati, formanti le punte opposte, fino a incrociarsi noteremo che si formerà un'ellisse al cui centro si troverà ... la Grande Piramide!

15° ) Il pavimento della "Camera del Re" (situata all'interno a un terzo dall'altezza dalla base) è un perfetto rettangolo aureo, le cui misure ci danno le dimensioni esatte dei due triangoli pitagorici fondamentali, ricorrendo sempre i numeri: 2,3,5 e 3.4.5!

16°) Il "Sarcofago" (dove non è stato mai sepolto nessuno, come nelle altre Piramidi, infatti i Re venivano sepolti nelle Mastabe!) costituito da granito rosso scuro, se percosso dà una tonalità sconosciuta.

17°) Ma la cosa più sensazionale è stata la scoperta di un flusso di ENERGIE emananti all'interno e all'esterno della costruzione piramidale, tutto ciò anche con modellini in scala della Piramide! (Esperimenti effettuati anche dal sottoscritto e alla portata di chicchessia. Ma questa è UN'ALTRA STORIA...) Mi scuso se sono stato lungo, ma ne sento poco parlare di queste caratteristiche per le quali ho avuto molte accese discussioni anche con mio fratello archeologo e alcuni egittologi UFFICIALI !

" VI FU UN'EPOCA IN CUI I SOVRANI D'EGITTO ERANO DEGLI DEI E QUESTI DEI VIVEVANO IN MEZZO AGLI UOMINI! L'ULTIMO DI LORO CHE REGNO' SULL'EGITTO FU HORUS, FIGLIO DI OSIRIDE."

( Erodoto,Libro II )

Quattro simboli sconosciuti presenti all'ingresso della Grande Piramide di Cheope (a sinistra). Sono simili a lettere dell'alfabeto greco, ed assomigliano molto ai simboli alieni rinvenuti sui rottami dell'UFO crash di Roswell (a destra).

Immagine

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MessaggioInviato: 11/07/2009, 14:17 
L'ENERGIA DELLA GRANDE PIRAMIDE

Nel 1972, l'attigua piramide di Chefren venne radiografata con i raggi cosmici per indagare le strutture interne e magari scoprire eventuali vuoti o stanze segrete ed ottenere così una specie di “lastra” dell'interno del complesso piramidale.
Ma l'esperimento fallì in maniera clamorosa quanto sconcertante ! ( Contrariamente alle volte in cui era stato effettuato con strutture varie ).
I dati ottenuti su nastri furono normalmente analizzati con un'apposito computer, ma i risultati furono INCOMPRENSIBILI...
Si provarono allora altri tipi di computers per leggere i nastri, ma i risultati CAMBIAVANO stranamente ogni volta... ( Tutt'al più sarebbero dovuti rimanere incomprensibili ma allo stesso modo ! ).
Erano contro tutte le leggi fisico-chimiche-elettroniche conosciute.
Il Dott. Gohed, direttore delle ricerche, ebbe a dire in seguito: “è una sfida a tutte le leggi conosciute; è scientificamente incomprensibile non penetrare in una normale struttura...!
Le speranze di una possibile ulteriore scoperta si sono rivelate come una massa di simboli privi di senso... E' come se UNA SPECIE DI INFLUSSO operi la dentro, sfidando le nostre cognizioni...”
Ed ecco spiegato il perché, secondo il mio modestissimo parere:
la cosa più sensazionale, riguardo la Grande Piramide ( che non chiamerò mai di Cheope ), è la scoperta di MISRERIOSE ENERGIE prodotte dalla sua forma geometrica !
Ma c'è di più: le stesse energie sono riscontrabili anche in tutti i modelli della Grande Piramide ed ogni tipo di modello costruito, “mummifica” qualsiasi tipo di materia organica morta!
Carne, pesce, uova, frutta, fiori, erbe, etc... Tutti vengono perfettamente conservati, anche per anni!
Di tutto questo gli Egizi non dovevano esserne a conoscenza..
E' risaputo infatti che non mummificavano i loro Re, ma imbalsamavano loro i corpi; in quanto svuotavano completamente il loro corpo privandolo di tutte le interiora e quelle parti che potessero causare putrefazione.
Quindi veniva trattato, con procedure speciali e cerimonie religiose appropriate, per sessanta giorni
( numero voluto più che altro dalla cerimonia religiosa , riportando tale trattamento, alla scomparsa periodica dal cielo Boreale della stella Sirio, Sothis ) in cui il corpo era tenuto in appositi bagni di aromi speciali, poi spalmati di unguenti appositi ed in fine, con cerimonie più o meno “sacre”che accompagnavano ogni atto, veniva in seguito fasciato con lunghe bende; alla fine di tutto questo, il corpo così preparato, veniva chiamato “mummia” e quindi deposto nel sarcofago, con una maschera d'orata, in luoghi sotterranei fuori dalla portata degli “sciacalli”, i profanatori di tombe per lucro.
La vera mummificazione, invece, avviene nei modellini in scala della Grande Piramide, con il soggetto intatto, così com'è, senza mai toccarlo o manometterlo per il periodo chiamato “d'incubazione”, che varia da alcuni giorni a qualche mese, a seconda delle dimensioni del soggetto da “trattare”e delle dimensioni della piramide.
Tale sconcertante ed affascinante scoperta avvenne per caso quando un giorno un certo Antoin Bovis, francese, durante un viaggio in Egitto, visitando la celeberrima Piramide, trovò nella “Camera del Re”, mummificati, alcuni topi e pipistrelli, entrati forse per caso ed in seguito morti forse per fame.
Invece di imputridirsi o marcire, come sarebbe stato naturale che avvenisse, erano lì, davanti ai suoi occhi stupiti!
Con un lampo d'intuizione, d'avvero provvidenziale, Bovis dedusse che proprio la forma geometrica della stessa piramide potesse essere la causa di ciò che era potuto avvenire in quella stanza, centro dell'intera costruzione: IL CUORE DELLA PIRAMIDE !
Così, più taedi, rientrato dal viaggio, volle provare se davvero la sua intuizione fosse davvero valida: realizzò un modellino in scala 1/500 della Grande Piramide, costruito con del semplice cartone, nel quale sistemò, ad 1/3 di altezza ( come è situata la “Camera del Re” ) dalla base, un gattino morto.
Attese una settimana e quando tornò a controllare, sotto la piramide, trovò il gattino perfettamente intatto e...solido, senza che emanasse alcun cattivo odore!
Provò allora con altre sostanze organiche: tutte puntualmente subivano lo stesso effetto...
La notizia, tra l'incredulità generale, fece comunque il giro del mondo, snobbata dagli egittologi e raccolta dai ricercatori privati; furono eseguiti altri svariati esperimenti, finché, da un ingegnere elettronico cecoslovacco, Karl Drbal, naccque addirittura il brevetto N° 91304, per modellini di piramide “tipo Cheope”.
Naturalmente anche questa stranezza si diffuse rapidamente dappertutto, poiché tale brevetto era stato concesso, senza capirne bene il funzionamento, come “affilatore di lamette da barba”.
Difatti questo piccolo modellino ( circa 10cm. D'altezza ) permette ad una semplice lametta da barba delle più comuni, di eseguire tra le 50 e le 100 rasature; purché, dopo l'uso, venga rimessa all'interno della piramide.
No è facile immaginare quanto abbia faticato quell'ingegnere a convincere la commissione per ottenere il brevetto, poiché in realtà non aveva argomenti validi per spiegare un tale fenomeno che avviene in una simile struttura di cartone!
Infatti passarono 10 anni prima che ottenesse il brevetto, dopo aver elaborato alcune sue teorie.
La Commissione non poté fare a meno di giudicare “del tutto eccezionale” l'invenzione ( la scoperta, direi io ) sottoposta ai loro occhi, proprio per l'alone di “mistero” che la circonda e per la semplicità della costruzione.
Approfittando della stranezza di questo brevetto, una ditta californiana di materie plastiche ( con evidente scopo di pubblicità ) mise in vendita alcune centinaia di modellini in plastica di piramide confezionati con una lametta da barba in omaggio...
Ma poco dopo la messa in circolazione dei modellini, quelli invenduti furono immediatamente ritirati dalla ditta, sospesa la produzione e tutto fu messo a tacere... il perché è fin troppo facile intuirlo!
Potrebbe essere un progresso, ma era un progresso al risparmio, e la “civiltà dei consumi” non perdona!
Possiamo fare qualsiasi paragone con le cose di tutti i giorni. Se fossero fatte per bene...
Si va nello Spazio, ma tutto ciò che usiamo è... difettoso.
Se c'è una cosa buona e utile e che durasse nel tempo viene celata o manomessa...
Questo è il progresso? Non importa la conoscenza! Che fine farà allora il libero pensiero?
Ma torniamo ad entusiasmarci delle meraviglie della Grande Piramide, o meglio, ai più trattabili modellini!
Si è del tutto incerti nel sapere cosa davvero succeda nello spazio racchiuso da tale forma geometrica.
Si sono fatte molte ipotesi, ma la più possibile pare sia quella delle ONDE COSMICHE provenienti dallo Spazio che vengono convogliate ed amplificate nel centro della piramide.
O all'azione DEL FLUSSO DEL TEMPO che, anch' essa amplificata dalla costruzione, rende capace di CONSERVARE la materia organica morta DISIDRADANDOLA così rapidamente da non permettere che abbia il tempo di impudritire.
Secondo recanti studi sembra invece che il tipo di energia che genera, amplifica ed irradia sia un tipo di RADIAZIONE ELETTROMAGNETICA sull'ordine di onde millimetriche ( Nano-onde ).
Tale energia, irradiata all'esterno e concentrata nello spazio interno, è dovuta al semplice fatto, a detta di alcuni ricercatori, di possedere 5 punte: l'apice ed i 4 vertici della base!
Questi angoli, o punte, fungono da ricetrasmettitori di nano-onde.
Le radiazioni delle molecole o degli atomi dello stesso materiale di cui è formata la piramide, vengono convogliate, dagli angoli di base e da quello del vertice, tutti ad 1/3 d'altezza dalla base della piramide: cioè, nella “Camera del Re”!
Con ciò si ottiene una vera e propria focalizzazione di tutta questa energia ( per questo fu chiamata piramide? Dal greco :“pyro” significa “fuoco” ed “amid” sta per “centro”; quindi mettere al centro; a fuoco, come usiamo dire...).
Le molecole o gli atomi presenti in quell'area assorbono a loro volta l'energia ivi concentrata per effetto della risonanza.
Con l'incremento dell'energia viene ad espandersi l'orbita degli elettroni.
Così, più energia viene assorbita più l'espansione AUMENTA !
Arrivati ad un certo punto , se venisse assorbita troppa energia, gli atomi si...disintegrerebbero!
( Forse per questo che “la Camera del Re” è spostata rispetto al piano perpendicolare? )
Ma perché ciò accada, l'energia necessaria dovrebbe essere di gran lunga superiore a quella che può fornire la Piramide, così assistiamo “soltanto” agli effetti che stiamo scoprendo...
Ma nella “Camera del Re”....Questo lo vedremo più avanti!
Comunque, l'energia che riesce a concentrare la Piramide crea lo stesso UN' ATMOSFERA FORTEMENTE SATURA, con lunghezze d'onda attorno ai 10 “nanometri” !
Lo stesso tipo di energia viene irradiato, in parte, anche all'esterno della punta superiore ( apice ), ma non sembra avere gli stessi effetti, comunque alcune compagnie aeree evitano di far passare i loro aerei sopra le piramidi , poiché a volte si hanno strane anomalie nella strumentazione di bordo.
Ugualmente sembra accadere ai modellini in scala quando ci si accinge ad orientare una faccia della piramide a Nord ( posizione essenziale per gli esperimenti ) , si mette improvvisamente a girare o a vibrare pur indicando il Nord...
Una parte di questa energia sembra avvolgere l'intera costruzione.
E' stato riferito che più di un osservatore, di sera, abbia visto attorno alla Grande Piramide una strana luminescenza verdastra...
Forse fu per questo che non si poté “radiografare” tale struttura?


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MessaggioInviato: 11/07/2009, 14:18 
IL “CUORE” DELLA GRANDE PIRAMIDE : “LA CAMERA DEL RE”

Sono state fatte molte supposizioni riguardo tale locale sistemato proprio all'incrocio delle bisettrici degli angoli, a 49,40 m. di altezza dalla base ( 1/3, praticamente ).
Senz'altro vi sarà stato un preciso motivo per la sua locazione.
Abbiamo visto che è situata proprio al centro di tutta l'ENERGIA che concentra la struttura piramidale.!
La differenza costituzionale delle rocce usate per erigere la Grande Piramide, prevalentemente materiale calcare ( materiale isolante ), con quella della “Camera del Re”, costituita da granito rosso, lascia aperto il campo ad ulteriori ipotesi: certamente è stato usato delgranito per sopportare meglio il peso dei rimanenti 90 e più metri di materiale sovrastante, però, il GRANITO ( considerato dagli egizi “Pietra Spirituale” ) sappiamo anche ( oggi ) che può produrre effetti, o fenomeni, piezo-elettrici dovuti alla matrice dei cristalli di QUARZO, MICA, e FELSPATO presenti in esso!
Da ciò nessuno può impedirci di arguire che “la Camera del Re” possa essere una CAVITA' RISONANTE o Camera di Risonanza!
SI, perché c'è un altro particolare : sulla “Camera” sono poste, ad intervalli regolari, lternate da intercapedini d'aria, 5 lastre di granito.
Se dovevano solamente aiutare a sopportare il peso della costruzione sovrastante alla “Camera del Re”, come mai hanno prevalentemente spazi vuoti tra di esse?
Non si può fare a meno di pensare ad un sistema di CONDENSATORE AD ARIA di tipo semplice...
Il tutto, insomma, come per immagazzinare l'ENERGIA prodotta in tale locale! Sollecitata dalla concentrazione delle “nano-onde” della struttura piramidale, creando attorno INTENSI CAMPI DI ENERGIA COMBINATA , ritenuta , non a torto, da alcuni , di “tipo universale” per le svariate applicazioni a cui si presta...!
Ma esiste anche una seconda maniera per stimolare il quarzo: L'ATTRITO e LA PRESSIONE.
E di questi ne ha...! Oltre 70 m. di duro calcare premono dall'alto ed ai lati la “Camera del Re”, proiettando così UN ULTERIORE CAMPO fortemente carico di ENERGIA AGGIUNTIVA E PERMANENTE !
Cosa aveva in mente dunque il suo architetto?
O sono, come sostengono gli egittologi, banali coincidenze ed affrettate conclusioni?
In quanto a coincidenze siamo davvero fuori dalla norma!
E riguardo l'energia, basta provare con i modellini...
Le ricerche e le scoperte più interessanti si stanno effettuando proprio nella nostra Era, e le altre scienze seguono parallelamente: forse proprio come si aspettavano i lontani ignoti costruttori della Piramide...
Non sembra possibile che gli antichi Egizi fossero al corrente di tutto quello che man mano stiamo scoprendo attorno alla Grande Piramide, altrimenti qualche accenno avremmo dovuto trovarlo da qualche parte. Loro scrivevano tutto e da tutte le parti, ma sulla Piramide niente!
E neppure oggi noi, che ci riteniamo all'avanguardia, sappiamo svelare i suoi segreti; Abbiamo scoperto per ora ( a parte tutte le altre indicazioni già menzionate ) che sembra essere un fantastico GENERATORE DI RADIAZIONI a frequenze combinate e dai molteplici usi...
Ma forse non siamo abbastanza evoluti da scoprire altro...
Molte cose stanno ad indicare che la Grande Piramide è simile ad un microcosmo dell'Universo: le sue linee schematiche tracciano una mappa del mondo e dei cieli; la sua forma rappresenta le strutture geometriche della natura ; le sue misure interne ed esterne descrivono i rapporti matematici di verità universale; la sua struttura incorpora simbologie archetipe; e lo scopo, il fine ultimo della piramide doveva essere quello di fornire un'indistruttibile enciclopedia dell'uomo e del mondo ( specialmente se con le lastre del rivestimento esterno, piene di iscrizioni, non avessero costruito le Moschee de Il Cairo...! ), e nello stesso tempo rende disponibile un contenitore o generatore di Energia Cosmica incorporante, probabilamente, l'intero spettro di campi energetici noti ed ignoti; una forma di ENERGIA TOTALE : Biocosmica e Psicotronica.
Infatti è davvero singolare questa multiformità di coinvolgere ed influenzare una vasta gamma di sostanze o stati, varianti dalle cristallizzazioni più dense agli stati immateriali della coscenza!
Da esperimenti effettuati con modelli di piramide, atti a contenere una persona all'interno ( seduta, con la testa rivolta a nord, come un lato della piramide, ed all'altezza di 1/3 dalla base ), si è notata un'elevata percentuale di fenomeni psichici vari, quali: Telepatia, Chiaroveggenza, Precognizione, Telecinesi, viaggiando davvero ai confini della realtà...
Comunque di benessere generale, accentuazione della concentrazione, meditazione ed elevazione dello spirito.
Durante un confronto con vari esperimenti, prima e dopo una seduta meditativa, in un modello di piramide, è risultata una notevole crescita e viluppo delle onde cerebrali “Alfa” e “Teta”...
altrettanto sembra accadere con piccoli modelli posti direttamente sotto il corpo di sperimentatori o malati. Quest'ultimi, a loro insaputa, sembrano guarire o per lo meno riscontrare una forte attenuazione di dolori di vari o genere come: emicranie, artrosi, reumatismi, bruciature, contusioni ed altri vari tipi di disturbi, anche in soggetti affetti da nevrosi o depressi.
Mentre un individuo sano avverte sensazioni di miglioramento nello stato generale, come un'ulteriore “carica” nelle energie psicofisiche.
Altri esperimenti: Si è purificata acqua inquinata lasciandola per parecchi giorni dentro la piramide; il latte si conserva fresco per parecchi giorni, trasformandosi in fine in yogurt, mentre del latte conservato in un altro recipiente di controllo, all'esterno della piramide, inacidisce; gioielli e monete anneriti vengono apparentemente ripuliti dalle linee di forza operanti all'interno della piramide; carne, uova, ecc. si mummificano e si disidratano; anche i fiori si disidratano ma mantengono il loro profumo, bellezza, forma e colore; le piante crescono più in fretta e si sviluppano meglio ( così per le semenze ); l'acqua “trattata” sembra avere un'infinità di applicazioni: bevuta favorisce la digestione; sulle ferite le rimargina prima e meglio; innaffiandoci le piante le favorisce nella crescita; I sapori del vino, tabacco, caffé, succhi di frutta, ecc. migliorano sensibilmente; alcuni esperimenti con batterie sembra abbiano parzialmente ricaricato il loro voltaggio; e così via...
Senz'altro per il miglior sfruttamento della piramide occorrerà ancora del tempo....
Ma si è fatto abbastanza oggi per poter tranquillamente affermare che nello spazio interno della piramide si verifica QUALCOSA che sfugge alle solite leggi naturali?
Sappiamo benissimo che forza di gravità e magnetismo agiscono, pur non comprendendone bene la natura o le modalità d'azione...
Purtroppo i ricercatori specializzati non sono molti, non essendo la cosa riconosciuta!
Sembra proprio che quando uno scienziato non trova spiegazioni “logiche” è più portato ad ignorarle che a studiarle ed affrontare le critiche del “mondo scientifico”!
Così, gli egittologi ignorano il problema e non corrono il “rischio” di riscrivere la Storia; gli appassionati continuano silenziosamente le ricerche, e noi...meditiamo.
Anche il nome “Cheope”ha qualcosa di affascinante però, se rivolto alla Grande Piramide: poiché sta a significare “ORIZZONTE LUMINOSO”...! Chi? Lui o la Piramide ?

Robert Bauval, in un servizio Tv, che appunto faceva riflettere gli ascoltatori su chi potessero essere questi "Dei"; di cui, fra l'altro, gli egittologi preferiscono tacere...
D'altra parte vorrei sapere come abbiano fatto gli antichi Egizi ad edificare simili "monumenti", con un po di birra secca e strumenti di rame !
Mi risulta che in 5000 anni, dal primo Re Menes fino alla XVIII Dinastia, progressi non ne hanno fatti: sono rimasti alla....biga!
Ed i loro Faraoni e dignitari di corte li seppellivano nelle Mastabe, sotto terra, per nasconderle ai profanatori di tombe.
Insomma, esclusi dei monumenti, cose "strabilianti" ( se avessero edificato la Grande Piramide, con tutta la sapienza in essa inglobata ) non ne hanno davvero fatte, come ci si aspetterebbe da una civiltà così longeva!
E se avessero conosciuto il vero potere dele piramidi non avrebbero imbalzamato i loro Faraoni ( considerati "sacri", quindi intoccabili )espiantando gli organi principali, custoditi nei vasi canopici, ma avrebbero posto il corpo "sacro" del loro Faraone tutto intero, nella Piramide per qualche giorno, e si sarebbe mummificato da solo! Questo per effetto dell'ENERGIA che concentra ed EMANA la Piramide!
Basta fare esperimenti con i modellini in scala e si ottengono risultati stupefacenti!


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ESPERIMENTI

Gli esperimenti da eseguire con i modellini di piramide, sono disarmatamente semplici.
Cominciamo dal primo e facilmente verificabile:
si prenda un pezzetto di carne qualsiasi, con dimensione cm. 5 di lunghezza, e di cm. 2, O 3, di larghezza,questo per spiegare che se il frammento di carne ( come qualsiasi altra cosa ) è di forma allungata, il lato più lungo va posizionato in direzione Nord-Sud. Se l'oggetto è informe, o rotondeggiante, in questo caso non ha importanza, logicamente.
L'oggetto va posizionato al centro della base piramidale ( si possono tracciare le due diagonali del quadrato di base per trovare in questo modo il centro esatto ). N.B. un lato del modellino della piramide ( o faccia ) DEVE essere orientato a Nord !
Il supporto deve essere sempre di materiale dielettrico: cartone, plastica, ecc...e dovrà essere alto sempre 1/3 dell'altezza della piramide che viene usata; la forma di detto supporto non ha nessuna importanza; la larghezza, beh, per quel pezzo di carne precedentemente preso in esame, può essere di 3, o 4 cm. di diametro, oppure quadrato ( per fare prima si prende un cartoncino, lo si arrotola, incollandolo, e sopra ci si incolla un 'altro cartoncino come base per sostenere l'oggetto da sperimentare.
La durata dell'esperimento, dipende dalla grandezza ( potenza ) della piramide e dall'oggetto messo dentro; per quel pezzo di carne ( in seguito darò le misure del modellino ) già al terzo giorno è "mummificato"; se lo si lascia invece per una settimana, siamo sicuri di mantenerlo così per alcuni anni.
Più si tiene dentro più durerà negli anni!
Perderà alla lunga un po di colore, ma resterà sempre come un pezzo di...legno, inodore!
Se qualcosa non dovesse funzionare ( tipo: allineamento errato del modellino ) la carne impudrirà già al secondo giorno , emanando cattivo odore e mostrando superficialmente un leggero strato di muffa...
Per un modello più grande, in modo ad esempio da mettervi un bicchiere di latte ( la cima del bicchiere, in questo caso, potrà superare di poco il terzo di altezza )si può attendere anche un mese; in superfice si noterà una crosta di formaggio o panna, ma non inacidirà...
Per i fiori, ad esempio una rosa profumata, sarebbe meglio appenderla diretamente ,con un filo, sotto l'apice della piramide, questo per far si che i petali non vadano troppo giù.La rosa, così appesa, deve arrivar esempre ad un terzo d'altezza ( dal basso ), praticamente il centro del corpo della rosa.
Se invece poniamo del miele, in un contenitore di plastica, un tappetto, non so, dopo alcuni giorni si solidificherà; se girando , anche di poco il modellino della piramide ( cioè spostandolo dall'allineamento Nord-Sud ),si vedrà il miele sciogliersi.. Riallineando il tutto si risolidificherà!
Queste sono le cose più semplici da sperimentare e che riscono perfettamente.
Il modello dovrà essere, possibilmente, lontano da campi magnetici ( senza esagerare! ), io ho eseguito degli esperimenti con il modellino sul tavolo della sala ( con "somma gioia" di mia moglie...), oppure, se vi è spazio, su di un armadio.
L'importante che il modello abbia lo spazio per essere orientato con una faccia a Nord.
Per gli esperimenti descritti prima, a portata di mano, basta avere il cartoncino di due normalissime cartelline porta documenti o fogli A 4, 25 x 35 cm.; dovranno essere ritagliati, secondo le misure che darò, meglio possibile, una volta ritagliate le quattro facce, o triangoli, si accosteranno tra di loro e verranno unite con un normalissimo nastro adesivo trasparente.

La base del modellino rimarrà vuota, in quanto l'angolo con i quattro spigoli di base, lo farà al momento che il modellino si appoggerà sul tavolo o un'altra superfice qualsiasi, ma, ripeto, senza metallo.
le misure di questo modello sono:

Altezza del modello montato: cm. 20
( da ritagliare ):
Lato di base: cm.31,4
Altezza del triangolo : cm.25,4
Spigolo : cm.29,8
1/3 d'altezza: cm.6,6

Altri modelli:
Altezza del modello montato: cm.25
( da ritagliare ):
Lato di base :cm.39,25
Altezza del triangolo :cm.31,78
Spigolo :cm.37,25
1/3 d'altezza:cm.8,3


Altezza modello montato: cm.30
( da ritagliare )
Lato di base :cm.47,1
Altezza del triangolo :cm.38,1
Spigolo :cm.44,7
1/3 d'altezza :cm.10

Ragazzi questo è tutto, fin troppo semplice, penserete, ma è così.
Poi ci sarebbe un'altra cosa... ma mi prendereste in giro!
Vabbeh, ve la dico. Il fatto che non ci credo anch'io a questo, però, funziona, bah!
Allora si prende del tondino di rame o di ferro da 2, o 3 mm. di sez., e si fanno due bacchette da un metro l'una, si piegano all'altezza di cm.80, ad angolo retto e... si, sono due bacchette da rabdomante!
Si impugnano con le braccia tese, con le punte delle stesse leggermente inclinate verso terra, quello che basta per fare qualche passo in modo da tenerle ( delicatamente, appena appoggiate tra le dita )sempre parallele tra loro: ad un certo punto quando arriverete sul vertice del modellino di piramide, posto preventivamente a terra, sempre orientato a Nord, vedrete con stupore vostro e di chi assisterà, che le bacchette s'incroceranno!
Provate quanto volete...
Non ci credo, ma...succede!

Volumi che possono interessare simili argomenti sono:

"I POTERI SEGRETI DELLE PIRAMIDI " di Bill Schul e Ed Pettit
(Armenia)

"L'ENERGIA DELLA PIRAMIDE" di Max Toth e Greg Nielsen
(Edizioni mediterranee)

Sono datati, ma forse...
A proposito di esperimenti, mi è tornato alla mente un fatto accaduto anni fa:
mi ero costruito , non proprio bene in verità una piramide in modo da mettermici seduto dentro, con la testa ad 1/3 d'altezza, ma dopo un po che ero la sotto e mi si è cominciata a piegare la chiave di casa, sono...scappato.
Non ho più ripetuto niente di quel genere.
Sembra che possano avvenire anche fenomeni di bilocazione e quant'altro; beh, poi da soli...
Napoleone, da sempre appassionato di egittologia, trascorse, durante la campagna d'Egitto, qualche minuto nella "Camera del Re", da solo: quando uscì, fu sorretto da un paio di suoi generali che gli chiesero cosa fosse accaduto, egli rispose che era meglio non dire niente, tanto non lo avrebbero creduto!
Apuleio racconta che fu iniziato dai "sacerdoti" egizi; fece un digiuno poi si stese nel "sarcofago" ed ebbe visioni assurde, come l'Egitto visto dall'Alto con il cielo nero , anche se splendeva forte il Sole! Cosa ne poteva sapere che ad una certa quota il cielo diventa scuro, in pieno giorno, e si possono osservare anche le stelle..?
Ecco, di aneddoti simili ne è piena la storia, però, Nerone, come avrebbe potuto descrivere un televisore, se non conosceva neppure l'elettricità?
Certo che l'energia può essere misursta, ma quale? quella che conosciamo noi!
Li, è come se vi fosse un campo energetico, diciamo da A fino a Z, noi ne misuriamo da L ad N, e l'altra? Non esiste!
Diedi, una volta, una bottiglietta, usata per un medicinale, piena di acqua "trattata" sotto una piramide, ad una conoscente che si stava lamentando che era la seconda volta che si faceva bruciare una verruca sulla mano; io le dissi, senza spiegarle niente, di provare a fare dei "bagnoli" con del cotone, un quarto d'ora per giorno.
Dopo una settimana tornò trafelata per dirmi che le era scomparsa la verruca, ed assolutamente desiderava conoscere quel medicamento!
Quando glielo dissi rimase a bocca aperta, come a dire: ma chi vuoi prendere in giro!
Poi, le feci leggere quello che avete letto voi, un po più lungo, ma è lo stesso.
Spiegazioni?
Le attendo anch'io...


Ultima modifica di Bastion il 15/08/2011, 18:49, modificato 1 volta in totale.


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EVIDENZA DEI DUE FAMOSI "TRIANGOLI": Proiezione della "Grande Piramide"...?

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Esperimento con della carne risalente a più di 30 anni fà...

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Esperimento effettuato recentemente da SHANTARAM!
(Carne e Kiwi)

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Questi video sono un supplemento a ciò che ho scritto sulla "Grande Piramide" con le ricerche e gli seperimenti.





Ultima modifica di Bastion il 25/08/2010, 16:04, modificato 1 volta in totale.


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