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Messaggio di cagliari79

Scoperta, ecco la proteina chiave per bloccare i tumori


Lunedì, 31 ottobre 2011 - 19:20:56

Potrebbe essere una scoperta fondamentale nella storia dell'oncologia: la chiave per bloccare le metastasi, ossia la diffusione del tumore dall'organo d'origine al resto del corpo. Gli scienziati canadesi della Dalhousie University hanno identificato un meccanismo chiave per le metastasi, bloccando il quale, sostengono, di fatto si interrompe il meccanismo perverso che porta quasi sempre al decesso.

Lo studio, pubblicato sulla rivista Cancer Research e condotto da David Waisman, professore presso il Dipartimento di Biochimica e Biologia Molecolare e Patologia della Dalhousie University, ha analizzato il ruolo chiave di una proteina posta sulla superficie del macrofagi, la S100A10, che consente proprio ai macrofagi di spostarsi sul sito della crescita tumorale, un processo essenziale per lo sviluppo del tumore.

"Eravamo soliti pensare - ha spiegato il ricercatore - che le uniche cellule che contavano in un tumore sono per l'appunto quelle tumorali, ma ora stiamo iniziando a vedere che le altre cellule devono collaborare con le cellule tumorali per guidare la crescita tumorale e consentire un'evoluzione delle cellule tumorali in cellule metastatiche. Questo cambiamento è ciò che provoca la prognosi infausta e in ultima analisi, ciò che uccide il paziente", Waisman e i colleghi hanno scoperto che i tumori non crescono senza l'assistenza dei macrofagi. Questi macrofagi devono provenire dal sangue o da altre aree nei tessuti. Come sono in grado di muoversi attraverso i tessuti o il sangue era sempre rimasto un mistero. Questi macrofagi letteralmente devono "masticare" la loro strada attraverso il tessuto che forma una barriera attorno al tumore in modo da entrare nel tumore stesso e combinarsi con le cellule tumorali. I ricercatori hanno scoperto sulla superficie esterna dei macrofagi una proteina chiamata S100A10, che consente al macrofagi per rimuovere le barriere del tessuto che ne ritardano la migrazione verso il sito del tumore. Teoricamente, il blocco dei macrofagi, bloccando la S100A10 chimicamente, potrebbe rallentare o addirittura fermare la crescita tumorale. "Abbiamo scoperto che la proteina, S100A10, agisce come un paio di forbici sulla parte esterna dei macrofagi, consentendo loro di 'masticare' la loro strada fino al tumore, dove poi stimolano la crescita delle cellule tumorali e quindi la metastasi", ha detto Waisman. Il prossimo passo è capire esattamente come funzioni S100A10, anche per individuare agenti farmaceutici che possano bloccare l'azione della proteina, impedendo così il movimento dei macrofagi al sito del tumore.


Fonte



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Messaggio di Blissenobiarella

Importante studio per verificare efficacia del bicarbonato di sodio contro cancro al seno
http://tuttouno.blogspot.it/2012/05/imp ... icare.html
PDF e traduzioni qui:
Nuovo metodo di MRI per verificare efficacia del bicarbonato di sodio contro cancro al seno
http://www.news-medical.net/news/201203 ... alian.aspx



Il cancro si cura con il bicarbonato di sodio, un problema per le case farmaceutiche
Di David Pascucci | 13.05.2012 12:2

Una buona notizia per tutti noi e una cattiva notizia per la case farmaceutiche arriva direttamente dal sito laleva.org.:
il Dr. Mark Pagel della University of Arizona Cancer Center, riceverà 2 milioni di dollari dal National Institutes of Health per studiare l'efficacia della terapia personalizzata con bicarbonato di sodio per il trattamento del cancro al seno.

In realtà, il bicarbonato di sodio è una delle cure più efficaci contro malattie acute come influenza e raffreddore, inoltre, se assunto per via orale e transdermica, ecco che il bicarbonato diventa una prima cura per il trattamento del cancro, malattie renali, diabete e, come detto prima, raffreddore e influenza.
In sostanza, il bicarbonato agirebbe sul grado di acidità del nostro sangue. Il pH del nostro sangue e dei nostri fluidi corporei non rappresenta altro che il nostro stato di salute e il bicarbonato rappresenterebbe un vero e proprio regolatore del pH agendo direttamente sul livello acido-alcalino alla base della salute umana.
La scala del pH è come un termometro del nostro stato di salute a tal punto che valori al di sopra o al di sotto di 7,35-7,45 possono segnalare sintomi di malattie o patologie gravi. Difatti, quando il corpo non riesce più a neutralizzare gli acidi, essi vengono trasferiti nei fluidi extracellulari e nel tessuto connettivo recando danni all'integrità cellulare.
Tanto più il nostro sangue è acido, tanto più manca ossigeno, elemento fondamentale per il funzionamento delle nostre cellule. Per farvi un esempio, un lago colpito da piogge acide, vedrà i suoi pesci morire soffocati per non disponibilità di ossigeno. Per riportare il lago in vita, e per portare ossigeno, bisogna alcalinizzare l'acqua.
Questo esempio è fondamentale in quanto il cancro è sempre legato ad un ambiente acido (mancante di ossigeno). Un altro esempio è riconducibile all'effetto negativo dello smog e dell'inquinamento. Come sappiamo, l'inquinamento diminuisce l'ossigeno e ben conosciamo come l'inquinamento influisce in modo negativo sul nostro stato di salute.
In tutto ciò, per praticare la cura del pH, non bisogna essere medici ma bisogna semplicemente capire qual è il funzionamento della cura e agire di conseguenza.
Quali ripercussioni per le case farmaceutiche? Sicuramente risentirebbero negativamente in quanto diminuirebbero domanda e consumi per medicinali chemioterapici, per la cura del cancro in genere, per la cura delle malattie come diabete e malattie più comuni come influenza e raffreddore. Un bel problema per le case farmaceutiche, un problema risolto per la nostra salute e per il nostro benessere.
Fonte:
http://www.tzetze.it/tzetze_news



Approfondimento:

Cita:



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Messaggio di catwalk

Arrivano nuove conferme: la marijuana combatte il cancro.

Con nuovi studi a confermarne l'efficacia, aumenta
tra i ricercatori la convinzione che il cannabidiolo (Cbd)
presente nella maijuana rallenta la crescita delle cellule tumorali
e inibisce la formazione di cellule che nutrono i tumori,
contribuendo così a combattere il cancro e le metastasi.

Già note, poi, le capacità di queste sostanze di ridurre
il dolore, la nausea e altri effetti correlati alla malattia e
alla chemioterapia.

Come riporta il Newsweek, già nel 2007 uno studio
del California Pacific Medical Center mostrava come il cannabidiolo
uccida le cellule tumorali nei pazienti con cancro al seno,
distruggendo i tumori maligni e "spegnendo" il gene ID-1,
una proteina che gioca un ruolo chiave nel diffondere
il male alle altre cellule.

Questo gene, nei soggetti sani, è attivo solo durante
lo sviluppo embrionale.
Ma nei malati di tumore al seno, e di molti altri tumori maligni
in stato avanzato, si è visto che questo gene è attivo e
provoca le metastasi, favorendo il passaggio della malattia
alle cellule sane.

"Ci sono dozzine di tumori aggressivi che attivano questo gene",
hanno spiegato i ricercatori, e il cannabidiolo riesce a fermarlo,
presentandosi quindi come una cura potenzialmente senza precedenti:
ferma il male come la chemioterapia ma, a differenza di quest'ultima,
che uccide ogni genere di cellula che incontra e devasta il corpo
e lo spirito dei malati, riesce a bloccare solo "quella" particolare
cellula maligna.

"Il cannabidiolo offre la speranza di una cura non tossica per migliaia
di pazienti",
ha detto lo studioso McAllister, a capo del gruppo di ricerca.

Da allora però non sono ancora stati condotti test clinici, indispensabili
per confermare nell'uomo l'effetto visto in laboratorio.
McAllister insomma sta ancora cercando fondi per testare sui malati
di tumore l'effetto di questa cura. Nel frattempo, il suo gruppo
di studio sta analizzando in laboratorio se è possibile e fruttuoso
combinare una cura a base di Cbd con una blanda chemioterapia.

Le sue ricerche hanno già mostrato che l'effetto del cannabidiolo
viene in questo modo potenziato: i chemioterapici diventano
allo stesso più potenti e meno tossici, perché è possibile
ridurli drasticamente.

La scoperta dell'efficacia di queste sostanze si deve a
Cristina Sanchez, una giovane biologa della
Complutense University di Madrid.

Stava studiando il metabolismo cellulare, analizzando le
cellule tumorali del cervello, che crescono molto più
velocemente delle cellule normali.

Per caso, notò che queste morivano ogni volta che erano esposte
ai tetracannabinoidi, il famoso Thc che provoca gli effetti
psicoattivi della marijuana.
Proseguì le sue ricerche e nel 1998 pubblicò i suoi studi,
dimostrando che il Thc induce l'apoptosi, ovvero la morte
delle cellule di una forma particolarmente aggressiva
di tumore cerebrale.

Successivamente furono molte le conferme, condotte in diversi
Paesi, che il Thc e altri derivati della marijuana — i cannabinoidi —
hanno effetti direttamente antitumorali.

Il primo test clinico sull'uomo fu condotto in Spagna nel 2006.
I ricercatori somministrarono THC a nove malati di tumore al
cervello, che non avevano avuto benefici dalle terapie tradizionali,
inserendolo direttamente nelle cellule malate con un catetere.
Tutti e nove videro la proliferazione del tumore ridursi
significativamente, e i risultati furono pubblicati su Nature.
Nel frattempo gli studiosi della Harvard University trovarono gli
stessi effetti per i tumori al polmone.

La cosa più sorprendente che notarono fu il fatto che il Thc
colpisce solo le cellule tumorali, lasciando indisturbate le cellule sane.

Recenti studi alla St. George's University di Londra hanno poi visto
effetti simili sulla leucemia, con test pre-clinici.

A fine luglio, l'ultimo congresso
della International Cannabinoid Research Society
ha messo intorno a un tavolo tutti i maggiori esperti sul tema a Friburgo,
in Germania, con interessanti contributi anche da parte
di studiosi italiani, che hanno parlato dei cannabinoidi come della
"più potente arma a disposizione per l'eliminazione
delle cellule tumorali nel cancro alla prostata", mentre ricercatori
della Lancaster University
hanno riportato simili conclusioni per quanto riguarda il tumore del colon.

Tutto questo apre nuovi e promettenti scenari nella lotta al tumore.
Ma è bene specificare che le conseguenze farmacologiche e
tossicologiche dell'uso "comune" di cannabis,
inteso come droga psicoattiva, sono tuttavia legate non solo
direttamente all'assunzione delle sostanze psicotrope,
ma anche all'esposizione delle altre sostanze che si producono
durante la pirolisi, ovvero il processo di combustione della sigaretta
o, meglio, della "canna".

I vapori che si producono fumando marijuana e hashish, infatti,
contengono ossidi di azoto, monossido di carbonio, cianuri,
nitrosammine.
Il particolato contiene fenoli, cresoli e vari idrocarburi aromatici,
tutti potenzialmente cancerogeni.

Fonte:Yahoo! notizie ;Wired news...(il mondo in evoluzione).



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MessaggioInviato: 19/12/2013, 00:27 
Tumori: scoperti campi magnetici che uccidono cellule malate

Un campo magnetico che uccide le cellule malate, nuova tecnica sviluppata da alcuni scienziati della Yonsei University di Seul, Corea. Una nuova scoperta che potrebbe aggiungere un nuovo e importante tassello alla lotta contro il cancro. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista "Nature Materials" e si concentra, quindi, su un metodo in grado di colpire le cellule malate senza toccare quelle sane.

Per avere questo effetto sulle cellule malate i ricercatori hanno indotto la cosiddetta apoptosi, la morte programmata delle cellule, uno dei modi con cui il corpo si sbarazza delle vecchie cellule difettose, causando di fatto la distruzione del tumore.

Per farlo hanno introdotto nanoparticelle di ossido di ferro nel sangue che si sono legate agli anticorpi. A loro volta gli anticorpi si sono legati ai ricettori delle cellule tumorali. Introducendo un campo magnetico in questa fase le nanoparticelle si raggruppano in cluster e innescano una risposta naturale: la morte delle cellule malate.

Durante gli esperimenti condotti dagli scienziati sulle cellule cancerose del colon, più della metà delle cellule malate esposte al trattamento è stata uccisa, quelle non trattate invece sono rimaste in vita. C'è comunque da dire che si è alle prime battute della ricerca e i primi problemi sono stati già riscontrati, come ad esempio alcune anomalie nella coda dei pesci-zebra coinvolti nei test. La strada è ancora lunga prima che questa tecnica sia pronta per i test sugli esseri umani.

I dettagli della ricerca, guidata dal professor Jinwoo Cheon della Yonsei University, si possono consultare a questo indirizzo.

Fonte originale



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MessaggioInviato: 19/12/2013, 00:29 
Wolframio ha scritto:

venerdì 14 dicembre 2012

Donna curata dal cancro in tre minuti proprio davanti ai vostri occhi

Intervento Gregg Braden Milano 2007 -

Quando proviamo qualcosa creiamo onde elettriche e magnetiche dentro il nostro corpo che si diffondono anche al di là di edifici, per chilometri e chilometri. Molti cuori sintonizzati sullo stesso "sentimento" possono cambiare la realtà. Diventando così una potente "tecnologia" dentro di noi. Queste riprese sono state girate all'interno di un ospedale senza medicine.I medici occidentali hanno detto alla donna che ha un tumore nella vescica che non potevano fare niente per lei. La donna crede nella tecnica dei professionisti cinesi, è cosciente e non è anestetizzata.

Barbara

Donna curata dal cancro in tre minuti proprio davanti ai vostri occhi

Questo è incredibile! Sono stato sorpreso quando ho visto questo (video). Aspetta di vederlo. Ad una donna è stato diagnosticato un cancro di 3 pollici nella vescica, questo cancro è stato curato a Pechino, Cina. Tre professionisti usano una tecnica antica e creano la sensazione dentro di loro che la donna sia stata già guarita. C'è un monitor che mostra l'immagine del tumore scattata poco prima ed accanto ad essa, una immagine rilevata ad ultrasuoni che mostra il tumore in tempo reale. Mentre i professionisti stanno cantilenando, si può osservare il tumore che si disintegra proprio davanti ai vostri occhi, assolutamente incredibile.

[BBvideo]ufVjdvRw4LM#![/BBvideo]

Source: DIETRO IL SIPARIO: Donna curat...roprio davanti ai vostri occhi



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MessaggioInviato: 19/12/2013, 00:30 
Cancro al seno, ecco la molecola che lo blocca


Una molecola che blocca la proliferazione delle cellule tumorali al seno: è la scoperta del gruppo di Oncogenomica Traslazionale dell'Istituto Regina Elena, in collaborazione con l'istituto israeliano Weizmann Institute of Science e pubblicata sull'ultimo numero della rivista scientifica Embo Molecular Medicine. Una scoperta che potrebbe portare progressi significativi alla lotta del tumore più diffuso tra le donne.

La particolare molecola individuata dai ricercatori si chiama microRNA 10b* (miR-10b*) e fa parte di una classe di cosiddetti mediatori cellulari, che agiscono regolando l'espressione di proteine coinvolte nella crescita e nello sviluppo del tumore. La ricerca negli ultimi anni si è concentrata moltissimo sullo studio di queste molecole, che si stanno rivelando come nuovi possibili biomarcatori sia nella diagnosi che nella prognosi di tumori tra cui quello al seno.

Questi esperimenti, condotti nei laboratori di Oncogenomica Traslazionale in collaborazione con l'Anatomia Patologica dell'Istituto Regina Elena, hanno dimostrato che nel tumore al seno esiste una diversa espressione di alcuni microRNA rispetto al tessuto circostante sano: "L'espressione del miR-10b* in particolare - illustra Francesca Biagioni, autrice del lavoro - viene persa nelle cellule tumorali rispetto alla controparte sana e la ricostituzione della sua espressione porta alla morte delle cellule tumorali stesse, attraverso la riaccensione dell'attività di tre proteine (PLK1, BUB1 e Ciclina A) coinvolte in processi chiave per la sopravvivenza della cellula trasformata. Inoltre esperimenti su cavie murine hanno evidenziato la capacità del miR-10b* di bloccare la crescita del tumore aprendo la possibilità di un suo impiego terapeutico".

La scoperta consente una maggiore comprensione sui meccanismi inerenti la trasformazione neoplastica e pone le basi molecolari per trattamenti personalizzati sui tumori: "La rilevanza di questa scoperta è data dal fatto che nonostante i grandi successi ottenuti dalla ricerca in campo oncologico, il tumore al seno rappresenta ancora un problema clinico in merito alla risposta terapeutica non sempre prevedibile e al potenziale manifestarsi di resistenze alle terapie", ha infine dichiarato Giovanni Blandino, coordinatore dei laboratori di oncogenomica traslazionale.

Fonte



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MessaggioInviato: 19/12/2013, 00:30 
nemesis-gt ha scritto:

Cuba. Quattro nuovi vaccini contro il cancro, ma i media tacciono

Cuba ha sviluppato quattro vicini contro altrettanti differenti tipologie di tumori. Peccato che la notizia sia stata deliberatamente ignorata dai media di tutto il mondo. La censura contro gli avversari politici è dunque più importante della salute degli esseri umani?

http://tribunodelpopolo.com/2013/01/29/ ... -tacciono/



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L'herpes che uccide il cancro
Terapia basata su un virus uccide in maniera mirata i tumori

Utilizzare i virus per eliminare in maniera selettiva i tumori. È quanto confermato da una ricerca dell'Università di Bologna pubblicata su PLoS Pathogens da un team diretto dalla dott.ssa Gabriella Campadelli-Fiume.
La terapia si basa su un particolare virus herpes programmato per uccidere le cellule tumorali senza provocare danni a quelle sane. La ricerca dimostra per la prima volta che l'approccio è positivo non soltanto se l'herpes viene iniettato direttamente all'interno della neoplasia in particolari condizioni di laboratorio, ma anche quando il virus viene somministrato per via generale.
I ricercatori hanno sperimentato l'efficacia della terapia diffondendo il virus per via sistemica, attraverso una somministrazione intraperitoneale, simulando quindi una pratica clinica più vicina alla realtà e avvicinandosi così alla messa a punto di un nuovo potente trattamento terapeutico per quelle pazienti colpite da tumore del seno o dell'ovaio.
A lavorare attorno a questo progetto sono due gruppi di ricerca dei Dipartimenti di Medicina Specialistica, Diagnostica e Sperimentale e di Farmacia e Biotecnologie dell'Università di Bologna.
Nel 2009, i ricercatori guidati dalla dott.ssa Campadelli-Fiume avevano realizzato un virus derivato da quello dell'herpes, programmandolo per operare all'interno delle cellule tumorali. "Molti scienziati nel mondo - spiega Gabriella Campadelli-Fiume a Repubblica - stanno cercando di produrre virus oncolitici, cioè che distruggono le cellule tumorali. Spesso le modificazioni operate, che rendono l'agente virale innocuo per l'organismo ospite, lo rendono anche scarsamente aggressivo nei confronti del tumore e quindi, dal punto di vista terapeutico, poco efficace. Noi siamo i primi a essere riusciti a ottenere un virus herpes riprogrammato in grado di colpire le cellule tumorali con marcatore HER-2, senza infettare le altre cellule sane, indirizzando così tutta la sua capacità distruttiva solo sulle cellule malate".
Lo studio appena pubblicato dimostra che il virus funziona anche su modello murino. A questo risultato hanno contribuito i ricercatori guidati da Pier Luigi Lollini in collaborazione con l'Istituto Rizzoli di Bologna: “è difficile studiare in laboratorio la diffusione metastatica dei tumori umani - spiega Lollini -. Per questo abbiamo sviluppato un sistema-modello che riproduce nei topi la diffusione metastatica dei tumori dell'ovaio e del seno, consentendoci di testare nuove terapie antitumorali in condizioni che rispecchiano quelle umane".

Fonte

Articolo pubblicato su PLoS Pathogens



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Mina Bissell: Esperimenti che mirano a una nuova interpretazione del cancro

Per decenni la ricercatrice Mina Bissell ha perseguito un'idea rivoluzionaria; che una cellula cancerogena non diventa tumore automaticamente, ma piuttosto, dipende dalle cellule che la circondano (il suo microambiente) e che le suggeriscono come svilupparsi. Essa ci mostra due esperimenti chiave che provano che l'idea prevalente riguardo la crescita dei tumori è sbagliata.

Qui il video:

http://www.ted.com/talks/lang/it/mina_b ... ancer.html


Trascrizione audio del video

A me di solito non piacciono le vignette Molti non le trovo divertenti, le trovo strane. Ma adoro questa del New Yorker.

(Testo: Mai e poi mai pensare fuori dagli schemi.) (Risate)

Quindi, il ragazzo sta dicendo al gatto, non ti permettere di pensare in modo non convenzionale. Beh, spiacente ma di solito io ero il gatto. Ho sempre voluto essere fuori dagli schemi. In parte perché mi sono avvicinata a questo campo da un background diverso, da chimica e da genetista dei batteri. Per cui, quello che le persone mi dicevano a proposito delle cause del cancro, delle origini del cancro, o, per quel che ne so, perché siamo quello che siamo, non aveva senso.

Per cui, permettetemi di cercare di spiegarvi perché pensavo ciò e cosa ho fatto. Per cominciare, pero', devo tenere un velocissima lezione di biologia dello sviluppo, e mi scuso con chi di voi conosce un po' di biologia. Quando vostra madre e vostro padre si sono incontrati, c'èra un uovo fecondato, che sistemava tutto con un segnale. Cresce e ancora cresce, per creare questo uomo meraviglioso.

(Applausi)

Quindi, tutte le cellule nel corpo di questo ragazzo hanno tutte le stesse informazioni genetiche. Quindi, come hanno fatto il suo naso e il suo gomito a diventare così, e come mai non si alza una mattina con il piede al posto del naso? Potrebbe accadere. Contiene informazioni genetiche. Tutti ricorderete Dolly, nata da una singola cellula mammaria. Quindi, perché non succede? Provate ad indovinare quante cellule contiene il suo corpo. Qualcosa tra i 10 e i 70 trilioni di cellule. Trilioni! Ora, come hanno fatto queste cellule, con le stesso materiale genetico, a creare tutti quei tessuti? E poi, la domanda che ho posto prima diventa ancora più interessante se avete pensato alla portata di questo fenomeno nel corpo di ognuno di noi.

Ora, la teoria dominante sul cancro direbbe che c'è un singolo oncogene in una singola cellula cancerogena, ed è questo che vi renderebbe vittime del cancro. Bene, questo per me non aveva senso. Avete la minima idea di come sia fatto un trilione? Diamogli un'occhiata. Eccolo, questi zeri che seguono zeri che seguono zeri. Ora, se lo 0.0001 di queste cellule muta, e lo 0.00001 è cancerogeno, voi sareste un grumo di cancro Avreste il cancro sparso per tutto il corpo. Ma non lo avete. Perché?

Così, ho deciso durante gli anni, grazie ad una serie di esperimenti che questo è dato dal contesto e dall'architettura.

E fatemi descrivere velocemente alcuni esperimenti decisivi che lo hanno realmente mostrato. Per cominciare, mi sono trovata a lavorare con questo virus che causa un orribile tumore ai polli. Rous lo scoprì nel 1911. Fu il primo virus cancerogeno scoperto, e quando lo chiamo "oncogene", voglio dire "gene del cancro." Così ha creato un filtrato, ha preso questo filtro che era il liquido dopo aver fatto passare il tumore attraverso il filtro, e lo ha iniettato in un altro pollo, e ha ottenuto un altro tumore.

A quel punto, gli studiosi erano entusiasti e si sono detti che era un singolo oncogene a farlo. Tutto quello di cui abbiamo bisogno è un singolo oncogene. Così, hanno messo le cellule di pollo in coltura, ci hanno versato sopra il virus, e si accumulava, e si dicevano, questo è maligno ed è normale.

E di nuovo questo non aveva senso per me. Così, per vari motivi, abbiamo preso questo oncogene, lo abbiamo evidenziato in blu, e lo abbiamo iniettato negli embrioni. Ora guardate un po'. C'è quella bellissima piuma nell'embrione. Ognuna di quelle cellule blu è un gene del cancro all'interno della cellula del cancro, e queste sono parte della piuma. Per cui, quando dissociamo la piuma e la mettiamo su una piastra, abbiamo una massa di cellule blu. Così, in un pollo si ha un tumore, nell'embrione no, ma se lo dissociate, lo mettete su una piastra, ottenete un altro tumore. Cosa vuole dire tutto questo? Questo vuole dire che il microambiente e il contesto che circonda quelle cellule in realtà dicono al gene del cancro e alle cellule del cancro cosa fare.

Ora prendiamo un esempio normale. Come esempio normale, prendiamo una ghiandola mammaria umana. Io mi occupo del cancro al seno. Ecco qui un bel seno umano. E molti di voi sanno come appare, tranne che al suo interno ci sono tutte queste strutture molto graziose, a forma di albero, che si sviluppano. Così decidiamo che quello che vogliamo fare è prendere una piccola parte della ghiandola mammaria, che è chiamata "acino," dove ci sono tutte queste piccole cose all'interno del seno dove va il latte, e che finisce nel capezzolo attraverso quel piccolo tubo quando il bambino succhia.

Avevamo detto: fantastico! Guarda questa struttura perfetta. Noi vogliamo creare una struttura così, e ci poniamo la domanda: coma fanno le cellule a farlo? Quindi, abbiamo preso le cellule rosse, vedete che le cellule rosse sono circondate dal blu, altre cellule che le schiacciano, e dietro di esse c'è della sostanza che si pensava fosse principalmente inerte, e che facesse solo da struttura per mantenere la forma, e così lo abbiamo fotografato per la prima volta con il microscopio elettronico molti anni fa, e vedete che questa cellula è in effetti molto graziosa. Ha una base, ha una parte superiore, secerne grandi quantità di latte perché arriva da un topo all'inizio della gravidanza.

Si prendono queste cellule, si mettono in una piastra, e nel giro di tre giorni, diventano così. Hanno completamente dimenticato. Si estraggono, si mettono in una piastra, e non producono più latte. Hanno completamente dimenticato. Per esempio, questa è una graziosa gocciolina gialla di latte sulla sinistra, mentre non c'è nulla a destra. Guardate i nuclei. Quello della cellula a sinistra si trova nell'animale, quello sulla destra è nella piastra Sono completamente diversi l'uno dall'altro.

Quindi, che cosa ci dice tutto questo? Ci dice che, anche in questo caso, è il contesto che conta. In contesti diversi, le cellule fanno cose diverse. Ma come si segnala il contesto? Einstein ha detto: "Per un'idea che all'inizio non sembra folle, non c'è speranza" Per cui potete immaginare il grande scetticismo che ho dovuto sopportare: non riuscivo ad avere fondi, e non potevo fare molte altre cose, ma sono contenta che alla fine tutto si sia risolto.

Così, abbiamo sezionato la ghiandola mammaria del topo, e tutti quei graziosi acini erano là, ognuna di quelle strutture col rosso intorno è un acino, e abbiamo detto: ok, ora proviamo a farlo, e io mi sono detta che forse quella roba rossa intorno all'acino, che si pensa sia solo una impalcatura di sostegno, forse contiene informazioni, forse dice alle cellule cosa fare, magari dice al nucleo cosa fare. Quindi ho detto che la matrice extracellulare, che è questa roba chiamata ECM, invia segnali e dice alle cellule cosa fare.

E abbiamo deciso di fare delle cose che le assomigliassero. Abbiamo trovato del materiale appiccicoso che conteneva la giusta matrice extracellulare, ci abbiamo messo le cellule, ed ecco guardate, in circa 4 giorni, si sono riorganizzate e sulla destra, c'è quello che possiamo fare in coltura. Sulla sinistra c'è quello che si trova nell'animale, che chiamiamo in vivo, e quello in coltura era pieno di latte, la graziosa parte rossa è piena di latte. Ecco, abbiamo il latte, per il pubblico americano. Bene. E qui c'è una bellissima cellula umana, e potete immaginare che anche qui il contesto conta.

Quindi, che cosa facciamo adesso? Ho avanzato un'ipotesi radicale. Mi sono detta, se è vero che l'architettura è dominante, ripristinare l'architettura di una cellula cancerogena dovrebbe far credere alla cellula di essere normale. Sarebbe possibile ottenere questo? Così ci abbiamo provato. Per farlo, comunque, avevamo bisogno di un metodo per distinguere il normale dal maligno e sulla sinistra vedete la singola cellula normale, seno umano, immersa in un gel appiccicoso tridimensionale che ha una matrice extracellulare, forma queste bellissime strutture. Sulla destra, vedete che appare orribile, le cellule continuano a crescere, quelle normali si fermano. E vedete qui, nell'ingrandimento l'acino normale e l'orribile tumore.

Ci siamo detti, che cosa c'è sulla superficie di questi orribili tumori? Potremmo controllarli, mandavano segnali a casaccio e mostravano tracciati disordinati, e portarli al livello di quelli normali? Beh, è stato meraviglioso. Mi sbalordisce. Questo è quello che abbiamo ottenuto. Possiamo portare alla normalità il fenotipo maligno.

(Applausi)

E per mostrarvi il fenotipo maligno non ne ho scelto soltanto uno, qui ci sono brevi video, un po' sfocati, ma potete vedere che sulla sinistra ci sono le cellule maligne, tutte quante sono maligne, aggiungiamo un singolo inibitore all'inizio, e guardate cosa succede, appaiono tutte in questo modo. Le iniettiamo in un topo, quelle sulla destra, e nessuna di queste genera tumori. Iniettiamo le altre nel topo, 100% di tumori.

Questo è un nuovo modo di pensare al cancro, è il pensare al cancro in maniera speranzosa. Dovremmo essere in grado di gestire queste cose a questo livello, e questi risultati ci dicono che crescita e comportamento maligno sono regolati a livello di organizzazione dei tessuti e che l'organizzazione dei tessuti dipende dalla matrice extracellulare e dal microambiente. In questo modo forma e funzione interagiscono in modo dinamico e reciproco. E qui altri cinque secondi di quiete, è il mio mantra. Forma e funzione.

E ovviamente, ora ci chiediamo, che direzione prendiamo ora? Ci piacerebbe portare questo modo di pensare negli ospedali. Ma prima di farlo, vorrei che voi rifletteste sul fatto che in qualunque momento mentre state lì seduti, nei vostri 70 trilioni di cellule, la matrice extracellulare comunica col vostro nucleo, il nucleo comunica con la vostra matrice extracellulare ed è così che l'equilibrio si mantiene e viene ristabilito.

Abbiamo fatto molte scoperte, abbiamo dimostrato che la matrice extracellulare parla alla cromatina. Abbiamo dimostrato che ci sono piccoli pezzi di DNA sui geni specifici della ghiandola mammaria che rispondono alla matrice extracellulare. Ci sono voluti molti anni, ma siamo stati ricompensati.

E prima di passare alla prossima diapositiva, vi devo dire che ci sono tante di quelle scoperte ancora da fare. C'è ancora tanto mistero che non conosciamo. E dico sempre agli studenti e ai ricercatori a cui insegno di non essere arroganti, perché l'arroganza uccide la curiosità. Curiosità e passione. Dobbiamo sempre pensare, cos'altro dev'essere scoperto? E forse la mia scoperta dev'essere completata o magari essere cambiata.

Per cui, ora abbiamo fatto una fantastica scoperta, un ricercatore in laboratorio mi ha chiesto: che cosa fanno le cellule quando le immergi? Che cosa fanno all'inizio? Ho risposto "non lo so", non potevamo guardarle. Non avevamo immagini di alta qualità prima. Così lei, essendo un fisco e occupandosi di immagini, ha fatto questa cosa incredibile. Questa è una singola cellula di seno umano in tre dimensioni. Guardate. Fa questo constantemente. Ha un movimento coerente. Mettete cellule cancerogene, e loro si distribuiscono, fanno questo. Non fanno questo. E quando portiamo alla normalità la cellula cancerogena, lo fa di nuovo. Assolutamente sbalorditivo. La cellula si comporta come un embrione. Che cosa emozionante.

Vorrei concludere con una poesia. Adoravo la letteratura inglese, ed ero indecisa al college, quale dei due scegliere? E sfortunatamente o fortunatamente, ha vinto la chimica. Questa è una poesia di Yeats, Vi leggerò gli ultimi due versi. Si intitola "In una scolaresca femminile". "O corpo oscillato alla musica / O fulgido sguardo / Come distingueremo la danzatrice dalla danza?" Ed ecco Merce Cunningham, sono stata fortunata a danzare con lui quando ero più giovane, ed ecco il ballerino, e mentre danza lui è sia il ballerino che la danza. Nell'istante in cui si ferma, non abbiamo nessuno dei due. Così, è come forma e funzione.

Ora, vorrei mostrarvi una foto attuale del mio gruppo di lavoro. Sono stata fortunata ad avere questi magnifici studenti e ricercatori che mi hanno insegnato così tanto, e ho avuto tanti di questi gruppi negli anni. Loro sono il futuro e io cerco di aiutarli a non avere il timore di essere il gatto a cui viene detto non pensare fuori dagli schemi.

E vorrei terminare con questo pensiero. Sulla sinistra c'è dell'acqua che scorre sulla spiaggia, ripresa da un satellite della NASA. Sulla destra, c'è un corallo. Se prendete una ghiandola mammaria e la spargete e rimuovete il grasso, su una piastra appare così. Sembrano uguali? Hanno lo stesso disegno? Perché la natura continua a farlo di continuo?

E vorrei ricordarvi che abbiamo ordinato in sequenze il genoma umano, sappiamo tutto sulle sequenze del gene, il linguaggio del gene, l'alfabeto del gene, ma non sappiamo niente di niente sul linguaggio e l'alfabeto della forma. Quindi questo è un nuovo meraviglioso orizzonte, è una meravigliosa cosa da scoprire per i giovani e per i vecchi appassionati come me.

Allora buttiamoci!

(Applausi)



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"Chi e' disposto a dar via le proprie liberta' fondamentali per comprarsi briciole di temporanea sicurezza non otterra' né la liberta' ne' la sicurezza ma le perdera' entrambe" - Benjamin Franklin

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Arrivano nuove conferme: la marijuana combatte il cancro!

Fonte: Huffingtonpost *
Trad: Terrarealtime *
Due scienziati del California Pacific Medical Center di San Francisco hanno scoperto che un composto derivato dalla marijuana potrebbe bloccare le metastasi in molti tipi di cancro aggressivo, riducendo la fatalità della malattia per sempre. "Ci sono voluti circa 20 anni di ricerca per capirlo, ma siamo molto eccitati", ha detto Pierre Desprez , uno degli scienziati che sta dietro la scoperta, al giornale The Huffington Post. "Vogliamo cominciare con le sperimentazioni il più presto possibile." Desprez, un biologo molecolare, ha trascorso decenni a studiare ID-1, il gene che provoca la diffusione del cancro. Nel frattempo, il collega ricercatore Sean McAllister stava studiando gli effetti del cannabidiolo, o CBD, un composto chimico che si trova nella pianta di cannabis. "Quello che abbiamo trovato e che il cannabidiolo potrebbe in sostanza 'spegnere' l'ID-1," ha detto Desprez.Quando abbiamo trattato cellule tumorali con questa sostanza, hanno smesso di diffondersi e sono tornate alla normalità. Desprez e McAllister avevano pubblicato un primo documento sulla scoperta nel 2007. Da allora, il loro team ha scoperto che CBD funziona sia in test di laboratorio che negli animali. "Abbiamo iniziato con la ricerca del cancro al seno", ha detto Desprez. "Ma ora abbiamo scoperto che il cannabidiolo funziona con molti tipi di tumori aggressivi - cervello, prostata -.
Qualsiasi tipo in cui questi livelli elevati di ID-1 sono presenti" "Non abbiamo riscontrato alcuna tossicità negli animali che abbiamo testato, il cannabidiolo è già usato nell'uomo per una serie di altri disturbi", ha detto. Infatti, il composto è usato per alleviare l'ansia e nausea, ed e' assolutamente innocuo.
http://www.informarmy.com/2014/01/arriv ... juana.html



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MessaggioInviato: 21/04/2014, 14:22 
cari amici,
e l'ARTEMISA ANNUA ?
di cui un link
http://scienza.panorama.it/salute/Artem ... ita-tumore

questa frase la dice tutta
Cita:
Anche se a prima vista si potrebbe pensare ad una di quelle notizie da lasciar perdere


ciò che fanno anche alcuni qui sul forum con certe notizie [;)] [8D]

ciao
mauro



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La ricerca scientifica
Per gentile concessione del dottor Giuseppe Di Bella - 27 aprile 2014

Nel 2014 sono stati pubblicati da Neuroendocrinology Letters, rivista scientifica recensita dalla massima banca dati scientifica mondiale http://www.pubmed.gov due studi clinici sull’impiego del Metodo Di Bella (MDB) nei tumori della prostata e della mammella. Con questi, i casi di varie neoplasie, complessivamente e favorevolmente trattate col Metodo di Bella salgono a 774. Il progresso rilevante e il dato innovativo, senza precedenti nella ricerca oncologica e nella terapia del cancro, è costituito dal fatto di aver ottenuto in tumori solidi, la completa e stabile remissione senza ricovero ospedaliero, senza intervento chirurgico, né radioterapia, né chemioterapia, ma unicamente mediante il Metodo Di Bella

Evaluation of the safety and efficacy of the first-line treatment with somatostatin combined with melatonin, retinoids, vitamin D3, and low doses of cyclophosphamide in 20 cases of breast cancer: a preliminary report.
Di Bella G, Mascia F, Ricchi A, Colori B. Neuro Endocrinol Lett. 2013;34(7):660-8.

The Di Bella Method (DBM) in the treatment of prostate cancer: a preliminary retrospective study of 16 patients and a review of the literature.
Di Bella G, Mascia F, Colori B. Neuro Endocrinol Lett. 2013;34(6):523-8. Review.

Mentre l’informazione in Italia (anche se portata a conoscenza con documentazione dettagliata esauriente e completa) si è affrettata a censurare accuratamente ed ermeticamente quest’unico reale e documentato progresso nella terapia dei tumori solidi, (ottenuto senza chiedere e ottenere nulla per la ricerca scientifica, senza questue,sceneggiate televisive“giornate della vita” vendite di arance verdure e ortaggi vari), le istituzioni sanitarie, e la cosiddetta autodefinita“ comunità scientifica nazionale“ non si sono interessate alle pubblicazioni per prendere atto di un risultato rilevante, né per esaminare il razionale, i meccanismi biochimici e molecolari, le ampie conferme bibliografiche, che hanno consentito questo risultato. C’è stata al contrario una mobilitazione generale,hanno scagliato anatemi e lanciato scomuniche contro il MDB, si sono scomodate società scientifiche, istituzioni sanitarie, comitati etici per cercare ogni cavillo, ogni appiglio, ogni pretesto, ogni espediente, ogni scusa, per delegittimare, non il risultato, non le guarigioni, non l’essenza del problema, non le verità documentate e verificabili, (per cui non hanno assolutamente manifestato il benché minimo interesse, e che non potrebbero contestare), non la sostanza.

Dalle irraggiungibili altezze siderali della loro onniscienza hanno sprezzantemente criticato la forma, la procedura, la metodologia delle pubblicazioni, il livello di valutazione della rivista che ha pubblicato gli studi (Impact factor). Probabilmente a questi eccelsi luminari è sfuggito l’ormai noto e da più parti denunciato meccanismo con cui vengono manipolati dalle multinazionali l’impact factor e l’intera cosiddetta “Comunità scientifica”, basta leggere le dichiarazioni del Nobel per la medicina Randy Scheckman, che si ribella alle riviste scientifiche ai primissimi posti dall’Impact factor, come Science, Nature e Cell e ammette che la ricerca in campo scientifico non è affatto libera ma in mano ad una “cerchia ristretta”. (comunità scientifica). Dunque la ricerca scientifica per il premio Nobel, “sarebbe tutt’altro che indipendente” questa l’accusa di Randy Sheckman che incalza sostenendo che “ormai le riviste scientifiche non pubblicano contenuti in base alle ricerche ma in base all’interesse legato alle vendite”.(Per questo riviste indipendenti come Neuroendocrinology Letters, che hanno il coraggio di pubblicare le scomodissime verità scientifiche del Metodo Di Bella pagano la loro grande onestà morale con una grave penalizzazione dell’Impact factor). “In questo modo si crea un circolo vizioso perché anche i ricercatori sono spinti a modificare i risultati ottenuti e il loro lavoro per vedere pubblicate le loro ricerche”. Per questo Scheckman è convinto che questa sorta di “supervisore” (l’Impact factor) debba essere eliminato soprattutto per il bene della ricerca scientifica. La Prof.ssa Angell per 20 anni direttrice scientifica ,editoriale di una delle massime testate medico - scientifiche mondiali, New England Journal: Marcia Angell: nel suo volume " The truth about Drug Companies" (La verità sulle case farmaceutiche), conferma e condivide in pieno la denuncia di Sheckman e fa riferimento ad ulteriori gravi denunce di altri autori (tra i quali Melody Petersen,), lodandone l'impegno civile e l’approfondita indagine. Segnaliamo tre libri-inchiesta: - Melody Petersen: "Dacci oggi le nostre medicine quotidiane: venditori senza scrupoli, medici corrotti e malati immaginari" - Ray Moynihan e Alan Cassels: "Farmaci che ammalano: ...le case farmaceutiche che ci trasformano in pazienti" - Sauveur Boukris: "Quelle medicine che ci fanno ammalare". Ben Goldacre, medico ricercatore inglese nel suo libro:”La cattiva scienza”( Bad science) denuncia il sistema della “comunità scientifica” dalle dinamiche perverse e poco trasparenti in cui sono coinvolti … soggetti dalla dubbia integrità morale, …assecondano e diffondono il giudizio positivo su un determinato farmaco, basandosi su dati falsati dalle aziende farmaceutiche. Molto spesso, infatti, l'efficacia dei medicinali viene verificata in test clinici malamente progettati, condotti su un numero ridotto di pazienti poco rappresentativi e analizzati con tecniche che ne enfatizzano solo gli effetti positivi. Quando emergono dati negativi, la legge consente all'azienda di tenerli nascosti”. Ormai le denuncie documentate sono sempre più autorevoli, e numerose, es: Uno studio sul British medical journal rivela che l’87% dei ricercatori che diede parere favorevole al farmaco per il diabete Avandia prodotto dalla GlaxoSmithKline, sospettato di provocare infarti, avevano ricevuto denaro dai produttori del farmaco. Nel caso dell’Avandia la corruzione emerse anche fra i membri della commissione della Food and Drug Administration chiamata a valutare. Se consideriamo la manipolazione e l’asservimento della ricerca al profitto denunciate da autorevoli personalità, comprendiamo pienamente la desolante impotenza e la grave tossicità nei tumori solidi delle attuali terapie del cancro. I dati scientifici oncologici, quelli veri, non quelli degli imbonitori dell’informazione di regime, smentiscono i trionfali successi dei ”farmaci antineoplastici di provata efficacia” magnificati dalle istituzioni sanitarie ,documentandone un’inaccettabile percentuale di mortalità denunciata da un’agenzia della Reuters Healt [Wesport,CT]: “Unexspected high mortality rated associated with chemoterapy regimen...” (“Non ci si aspettava un tasso di mortalità così elevato associato ai protocolli chemioterapici...”). Il dato è confermato dalla pubblicazione di Gerrard [Br.J. Cancer 1998 Jun 77(12) 281-5] con l’undici per cento di decessi, non causati dal tumore ma unicamente da chemioterapia.Viene documentata una mortalità del 17% nella pubblicazione di Ghesquières H, Ferlay C e AA sulla rivista Ann Oncol. 2010 Apr;21(4):842-50. Epub 2009 Nov 13.dal titolo : Long-term follow-up of an age-adapted C5R protocol followed by radiotherapy in 99 newly diagnosed primary CNS lymphomas: a prospective multicentric phase II study of the Groupe d'Etude des Lymphomes de l'Adulte .La sopravvivenza dei malati di tumore, quella vera, delle verifiche scientifiche, non giornalistico-televisive, è essenzialmente dovuta alla chirurgia, molto meno alla radioterapia, e per il 2,5% con chemio e si riduce, nei pazienti operati , ad un 29% di sopravvivenza a 5 anni (Richards,BMJ2000;320:895–898). Del 29% pertanto solo il 2,5% era dovuto alla chemio, come pubblicato da Morgan G. e AA “The contribution of cytotoxic chemotherapy to 5- year survival in adult malignancies”, sulla prestigiosa rivista oncologica Clin. Oncol [2004 Dec.16(8):549-60]. Questa fondamentale pubblicazione si basa su 14 anni di osservazione, 225000 pazienti, 22 varietà tumorali, per accertare il reale contributo della chemio al raggiungimento dei 5 anni di sopravvivenza. L’avvilente risultato: su cento ammalati la chemioterapia consente solo al 2,5% di raggiungere i 5 anni, dopo i quali, Lopez nello studio clinico “Long–term results…Experience at the 20 th…” GacMed Mex [1998 mar. Apr,134(2):145-5] ha accertato che metà dei pazienti sopravvissuti a cinque anni, nel lungo termine muore per tumore.

Il dato di fatto che, senza alcuna delle note, gravi, non raramente mortali, complicazioni tossiche della chemio, il MDB abbia documentato nella massima banca dati mondiale http://www.pubmed.gov risposte obiettive rilevanti e complete, anche in stadi avanzati di carcinomi mammella in cui l’oncologia ammette notoriamente e chiaramente di essere impotente a ottenere simili risultati, per “La comunità scientifica”, è irrilevante, motivo? la rivista che ha pubblicato i risultati del MDB ha un basso impact, il Dr Di Bella fa parte del comitato editoriale e il lavoro non segue (secondo loro), la prassi metodologica. Pertanto un risultato scientifico e clinico di questa portata non conta niente. La logica del ragionamento è ovviamente perfetta e ineccepibile, degna delle più eccelse e codificate procedure metodologiche, di impeccabili raccolte dati, di un’ortodossia sancita in quintali di inutili pubblicazioni metodologicamente perfette che hanno portato al nulla, al fallimento noto , conclamato e tragico precedentemente riportato, della cura del cancro che porta a uccidere con chemio dall’undici al diciassette per cento di pazienti in alcune neoplasie, e a 5 anni, a ottenere col la chemio (in assenza di chirurgia) il 97,5 % di ammalati neoplastici morti.

A fronte di questi noti e certificati risultati delle attuali terapie oncologiche istituzionali “Di provata efficacia“ è etico, razionale scientifico, morale, disprezzare e interdire terapie come il MDB che non provocano mortalità e neppure la rilevante tossicità della chemio, conseguono percentuali nettamente più elevate di miglioramenti in tutti gli stadi, fino alla documentata e stabile remissione (sconosciuta all’oncologia) in carcinomi prostatici e della mammella, senza intervento chemio e radio, con abbattimento evidente ed elevatissimo delle spese sanitarie e conseguente crollo del fatturato delle multinazionali?

Sollevare col MDB da drammatiche sofferenze, prolungare esistenze più dignitose e accettabili, salvare vite, documentare il tutto sulla banca dati scientifica mondiale ufficiale http://www.pubmed.gov, non serve assolutamente a nulla, non viene degnato della minima attenzione, non merita alcuna considerazione ma la sprezzante scomunica di questa “comunità scientifica ”

http://www.disinformazione.it/ricerca_scientifica.htm



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MessaggioInviato: 28/04/2014, 15:20 
..purtroppo di bella e' andato a toccare grandi interessi,ed e' per cio' che tutto e' stato messo nell'oblio........................................................[;)]


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MessaggioInviato: 23/07/2014, 00:35 
Ci sono buone possibilità che io non contragga il cancro. [:p] [:24]

http://www.nocensura.com/2014/07/uno-st ... nabis.html

Uno Studio espone come la Cannabis agisce contro il Cancro

Un nuovo studio rivela il meccanismo alla base degli effetti della pianta di cannabis nella lotta contro il cancro .
Alcuni Scienziati nel Regno Unito hanno rintracciato la capacità della Cannabis nel prevenire la crescita e la diffusione del cancro tramite percorsi specifici presenti nelle cellule tumorali, conosciuti come recettori dei cannabinoidi.

Il Dr. Peter McCormick dell’ University of East Anglia (UEA) ‘s School of Pharmacy ha spiegato i risultati al Medical News Today :
“Il THC, il principale componente attivo della marijuana, ha proprietà anti-cancro. Questo composto è noto per agire attraverso una specifica famiglia di recettori cellulari chiamati recettori dei cannabinoidi. “

Lo studio, pubblicato lo scorso mese nel Journal of Biological Chemistry , ha dimostrato che l’iniezione di THC in topi con tumori impiantati ha causato alle cellule cancerogene l’auto-eliminazione – un processo noto come autofagia .

Ha inoltre rallentato la crescita di tumori al seno e nelle linee di cellule di cancro al cervello.


Mentre i rapporti aneddotici hanno suggerito che la Cannabis può combattere il cancro in alcuni pazienti , il dottor McCormick osserva che le aziende farmaceutiche si sono concentrate sullo sviluppo di materiali sintetici e che i reali meccanismi restano comunque “poco conosciuti”.

Ma il dottor McCormick spera che la scoperta della sua squadra aiuterà lo sviluppo di nuovi trattamenti contro il cancro.


“Identificando i recettori coinvolti abbiamo fornito un importante passo verso il futuro sviluppo di terapie in grado di sfruttare le interazioni che abbiamo scoperto per ridurre la crescita del tumore.”

Cellule tumorali di neuroblastoma (Foto: Wikimedia Commons)

Precedenti ricerche avevano già collegato gli effetti anti-cancro del THC al recettore CB1, che è il percorso cannabinoide più comune che si trova nel corpo. I Recettori CB1, quando attivati dal THC, sono anche responsabili dell’effetto psicoattivo della Cannabis.

Tuttavia il gruppo ha mostrato per la prima volta che sono coinvolti anche i recettori CB2 ed i recettori GPR55, dando ulteriore prova che la Cannabis può trattare vari tumori agendo attraverso più di una via.

Eppure il dottor McCormick ritiene che i pazienti non si dovrebbero trattare ancora con la Cannabis pura.


“I malati di cancro non dovrebbero ancora usare la cannabis per automedicazione, ma spero che la nostra ricerca porterà ad essere disponibile un equivalente sintetico sicuro per il futuro.”

Può non essere solo il THC della pianta che combatte il cancro, però.

Uno studio 2013 da un team di San Giorgio, Università di Londra ha individuato sei diversi composti della cannabis con proprietà anti-tumorali, tra cui il cannabidiolo (CBD), cannabigerolo (CBG) e cannabigevarin (CBGV), confermando il già conosciuto “effetto entourage” come migliore azione della Cannabis contro il cancro.

Fonte: LeafScience



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MessaggioInviato: 23/07/2014, 01:06 
mi sorge un dubbio ma non è che la cannabis è vietata a causa dei uso grandissimi effetti curativi? E la si vieta mettendo in piazza l'unico effetto collaterale (?????) che è quello di "sballare"? Mah il dubbio mi viene....



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