Uno stralcio dal link postato sopra da Mauro
vi consiglio comunque di leggerlo tutto qui
http://www.crom.be/documents/societa-se ... ivoluzioniLA RIVOLUZIONE FRANCESE
<<La spiegazione classica della Rivoluzione francese è quella di un popolo che, stanco di subire l’oppressione di re Luigi XVI e di Maria Antonietta, si sollevò opponendosi alla monarchia e cominciò col prendere d’assalto la prigione della Bastiglia. Secondo gli archivi storici ufficiali, questo evento segna l’inizio della Rivoluzione che giunge al suo apogeo con la sostituzione della monarchia con la cosiddetta «Repubblica Francese».
I Francesi commemorano l’inizio della loro «rivoluzione» rendendo il 14 luglio, giorno della presa della Bastiglia, un giorno feriale, rafforzando in tal modo la tesi secondo cui il popolo francese si sarebbe realmente ribellato rovesciando il re di Francia.
Coloro che hanno studiato a fondo la Rivoluzione hanno tuttavia scoperto il vero motivo della presa della Bastiglia. Come spiega Nesta Webster, «era già stato elaborato un piano d’attacco della Bastiglia, non rimaneva altro che mettere il popolo in marcia.» Il piano consisteva nel prendere d’assalto la Bastiglia, non per liberare le centinaia di «prigionieri politici oppressi» che si supponeva vi fossero detenuti, ma per impossessarsi delle armi indispensabili all’avvio della Rivoluzione. Ciò è stato confermato dal fatto che, quando la folla giunse alla Bastiglia, vi erano soltanto sette prigionieri: quattro falsari, due pazzi e il Conte di Solages, imprigionato su richiesta della sua famiglia per «crimini mostruosi contro l’umanità». In realtà, «le oscure torri umide erano cadute completamente in disuso; dal primo ministero Necker, nel 1776, nessuno vi era più stato imprigionato» .
La seconda presunzione infondata per quanto riguarda le cause della Rivoluzione francese è che il sollevamento sia stata opera delle masse popolari francesi. La concezione secondo cui un gran numero di francesi avrebbero sostenuto la Rivoluzione è errata perché in realtà «sugli 800 000 abitanti di Parigi, soltanto un migliaio prese parte all’assalto della Bastiglia…» Per di più, coloro che parteciparono alla presa della Bastiglia furono, in realtà, pagati da coloro che avevano diretto l’intera operazione.
Il fatto che nel 1789 briganti del Sud della Francia fossero deliberatamente diretti su Parigi, assunti e pagati dai sobillatori della Rivoluzione, è confermato da troppe persone autorevoli per poterle citare; è inoltre determinante il fatto che i cospiratori ritenessero necessario adottare una tale misura: ciò significa che, dal loro punto di vista, non avrebbero potuto contare sulla popolazione di Parigi per condurre una rivoluzione. In altri termini, il ricorso a questi mercenari confuta in modo decisivo la tesi secondo cui la Rivoluzione sia stata un sollevamento incontenibile del popolo. Inoltre gli istigatori della Rivoluzione non si avvalsero soltanto di cittadini francesi, ma di «una banda di briganti eterocliti, assetati di violenza, costituita non solo di Marsigliesi (i suddetti uomini del Sud) e di Italiani, ma anche di Tedeschi…»
Il dottor Rigby, in visita a Parigi proprio in quei giorni, era ben piazzato per testimoniare della realtà della presa della Bastiglia. Le lettere che scrisse a sua moglie durante quelle giornate offrono un’impressione interessante di ciò che è effettivamente accaduto. Nel suo libro La Rivoluzione Francese, la storica Nesta Webster commenta la corrispondenza del dottor Rigby: «La presa della Bastiglia causò così pochi problemi a Parigi che il dottor Rigby, ignorando che stava accadendo qualcosa di inabituale, a inizio pomeriggio andò a visitare i giardini di Monceau.»
Un altro osservatore della Rivoluzione francese, Lord Acton, confermò che c’era una mano invisibile che operava a fomentare la rivoluzione: «Quello che è angosciante nella Rivoluzione francese non è il tumulto ma il disegno. Attraverso il fuoco e il fumo, si percepiva l’evidenza di una macchinazione orchestrata. I dirigenti rimangono accuratamente nascosti e mascherati; ma non vi è alcun dubbio per quanto riguarda la loro implicazione in questa faccenda.»
Il piano dei cospiratori era semplice: creare lagnanze «popolari» così da poterle sfruttare per i loro fini. Crearono cinque motivi di risentimento finalizzati a far apparire il re responsabile. Avevano dato per scontato che sarebbero bastate condizioni di sopravvivenza difficili per spingere un numero sufficiente di persone a unirsi ai mercenari. In questo modo la rivoluzione sarebbe apparsa realmente popolare. I complottisti avrebbero in seguito potuto controllare gli eventi e condurli ai risultati auspicati.
Il primo motivo di risentimento, montato ad arte, fu relativo alla penuria di cereali. Secondo Webster: «Montjoie afferma che agenti al soldo del duca di Orléans acquistarono deliberatamente tutti i cereali; una parte la esportarono e l’altra la nascosero al fine di spingere il popolo alla rivolta.» Così, il duca di Orléans, membro degli Illuminati, acquistò una quantità importante di grano per spingere la popolazione a lamentarsi davanti al re, essendo stata indotta a ritenerlo responsabile della penuria. Evidentemente erano gli Illuminati che avevano diffuso la voce secondo cui il Re aveva provocato intenzionalmente la penuria.
La seconda delle recriminazioni ordite riguarda l’enorme debito contratto dal governo con l’unico scopo di farlo saldare dalla popolazione tramite il pagamento di imposte. Il debito nazionale è stato stimato a 800 milioni di dollari attuali. Questo denaro era stato preso in prestito dal governo francese per sostenere gli Stati Uniti durante la Rivoluzione americana del 1776: due terzi del debito francese sarebbero stati la conseguenza di tali prestiti.
La terza recriminazione provocata era che la popolazione francese soffrisse la fame. Il citato dottor Rigby menziona: «Abbiamo visto poche persone, nei ceti bassi della popolazione, che esprimevano rabbia, erano disoccupati e miserabili.»
Nesta Webster spiegherà più tardi: «Il dottor Rigby continua con lo stesso registro di ammirazione – che si potrebbe attribuire a una mancanza di discernimento se tale ammirazione non fosse tuttavia sparita all’improvviso al suo rientro in Germania che definisce "un Paese nei confronti del quale la Natura, data la fertilità del suolo, è stata altrettanto generosa come per la Francia, ma dove ciò nonostante gli abitanti vivono sotto l’oppressione del governo." Egli ritiene che a Colonia "la tirannia e l’oppressione hanno trovato la loro dimora."»
La quarta recriminazione maggiore, creata dagli Illuminati e dai loro complici in seno al governo, fu l’inflazione massiccia che portò alla rovina le classi lavoratrici. In un breve periodo furono emessi 35 milioni di assegnati, il che provocò, in parte, la penuria alimentare. La risposta del governo fu quella di imporre il razionamento, accrescendo così la rabbia della popolazione.
La quinta distorsione della verità riguarda la pretesa «oppressione» del regno di Luigi XVI. La verità è che prima della Rivoluzione la Francia era il Paese europeo più prospero. La Francia possedeva la metà della moneta in circolazione in tutta l’Europa e, tra il 1720 e il 1780, il commercio esterno era quadruplicato. La metà delle ricchezze della Francia era nelle mani della borghesia e i «servi» possedevano più terra di chiunque altro. Il re aveva abolito le corvée e bandito il ricorso alla tortura durante gli interrogatori. Inoltre aveva fondato ospedali, creato scuole, riformato le leggi, costruito canali, bonificato le paludi per aumentare la superficie di terre coltivabili e costruito numerosi ponti per agevolare la circolazione delle merci all’interno del Paese.
Attraverso la prima delle «rivoluzioni», possiamo quindi illustrare un tipico esempio della Cospirazione all’opera. Il re benevolo promuoveva l’ascesa della piccola borghesia favorendo l’avvento di una società più giusta e prospera. Questa situazione era intollerabile per coloro che si situavano nello strato immediatamente sotto la classe dirigente, mentre la piccola borghesia in ascesa cominciava ad assumere potere, cosicché i cospiratori tentarono di eliminare, oltre al re e alla classe al potere, anche la borghesia.
Il nemico della cospirazione è sempre stata la piccola borghesia: in altre rivoluzioni che analizzeremo in questo libro, mostreremo come la Cospirazione fomenti sempre queste «rivoluzioni» programmate per questo unico scopo.
La Rivoluzione francese fu quindi una falsificazione e una mistificazione. Il popolo venne manipolato per motivi che non sono mai stati portati a sua conoscenza>>.
E' incredibile constatare come il Progetto segua la stessa tecnica da sempre, problema, reazione, soluzione..e funziona da secoli!
![Compiaciuto [8)]](./images/smilies/UF/icon_smile_shy.gif)
Ancora più incredibile è riflettere sul fatto che non ce ne siamo accorti, ce lo siamo lasciato fare nonostante la presa per il cu.lo sia plateale trita e ritrita...