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 Oggetto del messaggio: Re: 11 Settembre: il complotto non esiste?
MessaggioInviato: 20/08/2019, 14:31 
MaxpoweR ha scritto:
Cita:

11 settembre, le torri del WTC erano minate? Una commissione di vigili del fuoco lo sostiene e per me è giusto ascoltarli

di Giulietto Chiesa - Il Fatto Quotidiano

Il 24 luglio scorso, 18 anni dopo la tragedia dell’11 settembre a New York, nel silenzio totale dei grandi media americani (e italiani), cinque uomini non “qualunque” si sono riuniti nel Distretto di Piazza Franklin e Munson, a un passo dai Queens di New York, per approvare, all’unanimità, una risoluzione.

Il cui testo proclama l’”incontrovertibile evidenza” del dato che “esplosivi preventivamente collocati” all’interno delle “tre torri” del World Trade Center, “ne hanno provocato la distruzione”.

Chiunque abbia seguito un poco le polemiche che da 18 anni ruotano attorno alla spiegazione dell’11 Settembre 2001, si renderanno conto immediatamente che una tale dichiarazione cancella in un colpo solo l’intero impianto della inchiesta ufficiale, contenuta nel famigerato “9/11 Commission Report”.

Dunque è importante sapere chi sono questi cinque uomini. Sono i membri della Commissione dei vigili del fuoco del Distretto di Piazza Franklin e Munson: un distaccamento di “volontari” (come lo sono i pompieri americani) che subì gravi perdite mentre portava aiuto nei primi momenti del dramma. I pompieri della Contea di Nassau che morirono nelle torri furono 24, ai quali si aggiunsero quattro residenti nel quartiere. La Commissione dei cinque (composta da uomini che 18 anni fa parteciparono a quelle operazioni e ne uscirono vivi) ha l’incarico di tenere viva la memoria di quell’evento.

I loro nomi vanno ricordati: Philip F Melloy, Dennis G. Lyons, Joseph M. Torregrossa, Christopher L. Gioia, Les Saltzman. Non perché siano famosi. Né probabilmente lo diventeranno. Ma sono importanti perché videro con i loro occhi, sentirono con le loro orecchie. Sono i primi esperti, sanno di che si tratta, portano i segni nei loro corpi.

Tuttavia non furono ascoltati, nemmeno interrogati dalla Commissione. E, se lo furono, le loro testimonianze vennero taciute o ignorate. Ci sono voluti 18 anni perché potessero trovare la forza e il coraggio di rendere pubblico, solennemente, quello che sanno. Ovviamente i grandi media americani e occidentali non diranno una parola di tutto ciò, ma questo non basterà per fermare la notizia. Non lo impedisce a noi in questo momento.

Questi cinque testimoni, pompieri di New York, cittadini americani, si sono mossi dopo che il Comitato degli Avvocati per una nuova inchiesta sull’11 settembre è riuscito a far arrivare una precisa richiesta sul tavolo del Procuratore del Distretto Sud di New York, Geoffrey S. Berman.

La richiesta era esattamente quella di riconoscere l’evidenza che il World Trade Center era stato preventivamente riempito di esplosivi, prima dell’arrivo degli aerei che colpirono due delle tre torri. Il fatto nuovo fu che l’Ufficio del Procuratore rispose (nel novembre scorso) riconoscendo che la petizione aveva il diritto di essere portata sul tavolo di un Gran Jury, cioè di fronte a un Tribunale dello Stato.

Il tempo passa, gli ostacoli ci sono e cresceranno, i ritardi si accumuleranno. Ma adesso ci sono testimoni e esperti che dichiarano pubblicamente di voler sostenere “ogni sforzo di altre istituzioni governative che “vorranno investigare e scoprire la verità — che continua a essere ostacolata — sugli eventi di quell’orribile giorno”. Così dice la risoluzione dei pompieri di New York, Contea di Nassau. Il commissario Gioia ha detto: “Noi siamo il primo Distretto che approva questa risoluzione. Non saremo gli unici”.

Ma allora risorge potente un interrogativo: chi piazzò quelle cariche esplosive nelle tre torri? Chi poteva condurre in porto una tale operazione? Non certo i 19 terroristi “islamici” che sarebbero stati (e non c’erano) a bordo degli aerei. Ci volevano squadre di specialisti ben protetti per farlo. Tutte cose di cui la Commissione Ufficiale neppure si è occupata, negando poi l’esistenza “inoppugnabile” delle esplosioni dal basso, che precedettero e accompagnarono i crolli.

Dunque la Commmissione ufficiale ha mentito. Ricordiamo che a capo dell’FBI in quel momento c’era (pura coincidenza?) colui che è al centro dell’inchiesta sul Russiagate, Robert Mueller.


Fonte: https://www.luogocomune.net/LC/24-11-settembre/5303-11-settembre%2C-le-torri-del-wtc-erano-minate-una-commissione-di-vigili-del-fuoco-lo-sostiene-e-per-me-%C3%A8-giusto-ascoltarli


Giulietto dovrebbe ricordarsi il martello di Thor a Berlino... di solito i Sioni le cariche le piazzano un bel po' prima.



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 Oggetto del messaggio: Re: 11 Settembre: il complotto non esiste?
MessaggioInviato: 01/09/2019, 11:06 
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 Oggetto del messaggio: Re: 11 Settembre: il complotto non esiste?
MessaggioInviato: 01/09/2019, 11:07 
[:302] Certo! E ci sono anche morti ...

(Ma del resto, la terra è piatta e nessuno è andato sulla Luna!) [:246]


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 Oggetto del messaggio: Re: 11 Settembre: il complotto non esiste?
MessaggioInviato: 01/09/2019, 12:30 
Tu di sicuro non ci sei andato, e tanti altri miliardi di bevitori mediatici.



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 Oggetto del messaggio: Re: 11 Settembre: il complotto non esiste?
MessaggioInviato: 01/09/2019, 13:03 
Ufologo 555 ha scritto:
[:302] Certo! E ci sono anche morti ...

(Ma del resto, la terra è piatta e nessuno è andato sulla Luna!) [:246]



Cosa c'entrano terra piatta e la l'allunaggio? Resta in tema se hai qualcosa da obiettare altrimenti taci invece di fare il troll. Poi però quando qualcuno scrive nel "tuo" topic ti metti a frignare come un bambinetto e pretendi che lo ripuliscano dai commenti "non graditi". Babbeo.



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 Oggetto del messaggio: Re: 11 Settembre: il complotto non esiste?
MessaggioInviato: 01/09/2019, 13:07 
Testa d'ingegnere! Ancora non hai capito, dopo 11 anni che quel topic è solo da consultare o ricercare?

Bambinetto? Magari, oppure sì, nei tuoi confronti (che ragioni da vecchio) sì!
Certo! Come si crede alla terra piatta e al fatto della Luna così si crede all'autodistruzione delle torri gemelle ...
Non comprendi i paragoni? Cosa ti hanno fatto studiare a scuola, solo i tralicci?


Ultima modifica di Ufologo 555 il 01/09/2019, 13:12, modificato 1 volta in totale.

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 Oggetto del messaggio: Re: 11 Settembre: il complotto non esiste?
MessaggioInviato: 01/09/2019, 13:10 
E chi lo dice tu? e chi sei il padrone del forum? Io non ci scrivevo solo per una questione di rispetto nei tuoi confronti, visto che ne l regolamento non è citato il divieto di scrivere le "tuo topic" ma viste le porcate che hai fatto in altri topic, cambiando addirittura i titoli dopo migliaia di messaggi solo perchè ti rode il culo, me ne sbatterò le palle e ci scriverò quanto mi pare e piace.



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 Oggetto del messaggio: Re: 11 Settembre: il complotto non esiste?
MessaggioInviato: 01/09/2019, 13:14 
Ma fa quello che te pare! Tanto moderatori non esistono più; il forum è diventato un immondezzaio per le cretiante che si scrivono; per cui, fottiti e fa quello che te pare .... (Alle male parole già ti stai applicando da un pezzo; continua e scrivi!) [:298]


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 Oggetto del messaggio: Re: 11 Settembre: il complotto non esiste?
MessaggioInviato: 01/09/2019, 13:34 
Ufologo 555 ha scritto:
[:302] Certo! E ci sono anche morti ...

(Ma del resto, la terra è piatta e nessuno è andato sulla Luna!) [:246]


Fà il bravo Ufologo [:)]
Non puoi negare che i WTC erano carichi di esplosivo.



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 Oggetto del messaggio: Re: 11 Settembre: il complotto non esiste?
MessaggioInviato: 01/09/2019, 13:44 
Ufologo 555 ha scritto:
il forum è diventato un immondezzaio per le cretiante che si scrivono; [:298]


Ma dimmi, per te le cose "serie" quali sono, le notizie mediatiche ufficiali del regime?
E secondo la tua intelligenza quelli dicono ai loro sudditi come stanno davvero le cose?

Se è così allora ti raccomando al clero...



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 Oggetto del messaggio: Re: 11 Settembre: il complotto non esiste?
MessaggioInviato: 02/09/2019, 18:33 
Un ricordo vivissimo dell' 11 settembre 2001:
il giorno dopo un giornale riporto' la notizia che quel giorno del fatto
gli impiegati ebrei del Pentagono non andarono al lavoro;
sara' facile verificare guardando l' archivio delle presenze...



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 Oggetto del messaggio: Re: 11 Settembre: il complotto non esiste?
MessaggioInviato: 04/09/2019, 20:52 
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 Oggetto del messaggio: Re: 11 Settembre: il complotto non esiste?
MessaggioInviato: 05/09/2019, 12:44 
Cita:
Nuova ricerca: l'edificio 7 non è crollato a causa del fuoco

Come molti ricorderanno, il NIST (che ha rappresentato la versione ufficiale del governo americano sui crolli del World Trade Center) aveva attribuito il crollo dell’edificio sette al cedimento iniziale della famosa colonna 79. In seguito all’indebolimento dovuto agli incendi - scriveva sempre il NIST - si sarebbe scatenata una progressiva reazione a catena in tutta la struttura portante, che causò il crollo dell’intero grattacielo.

Naturalmente, la implausibilità di questa spiegazione era stata chiara fin da subito a tutti coloro che avessero un minimo di buon senso: bastava guardare il crollo, rapido e simmetrico, dell’edificio, per capire che si fosse trattato di una demolizione controllata. Ma oggi arriva una conferma di tipo scientifico su questa ipotesi. Dopo quattro anni di ricerche, utilizzando simulazioni al computer basate su progetti originali dell’edificio sette, il dipartimento di ingegneria civile dell’Università dell’Alaska ha pubblicato un rapporto (ancora in versione provvisoria) nel quale si conclude che il crollo dell’edificio sette non fu dovuto agli incendi, bensì ad un cedimento quasi simultaneo di tutte le colonne portanti del grattacielo.

Il lungo e dettagliatissimo documento (che potete scaricare qui, in fondo all’articolo) analizza ogni singolo elemento della struttura portante ed ogni singola possibilità statistica. I risultati della conclusione (a pag. 111) sono i seguenti:

"Abbiamo quindi concluso che il crollo dell’edificio sette è stato un collasso globale che ha interessato il cedimento praticamente simultaneo di tutte le colonne portanti dell’edificio, e non è stato un crollo progressivo, che avrebbe comportato il cedimento sequenziale delle colonne.

Nonostante abbiamo simulato svariati scenari ipotetici, non siamo stati in grado di identificare nessuna sequenza progressiva di cedimenti che sia potuta accadere l’11 settembre 2001, e che abbia causato il crollo totale dell’edificio, per non parlare del vistoso crollo verticale con circa 2,5 secondi di caduta libera e con un differenziale minimo di movimento esterno."

Come abbiamo detto, questa è una versione provvisoria del rapporto, che resterà aperto a suggerimenti ed eventuali modifiche per i prossimi due mesi. Siamo certi che i debunkers nostrani vorranno intervenire per far sapere agli ingegneri dell’Università dell’Alaska dove abbiano sbagliato, e perché l’edificio sette sia invece crollato a causa dei semplici incendi.
Massimo Mazzucco

Fonte: https://www.luogocomune.net/24-11-settembre/5319-nuova-ricerca-l-edificio-7-non-%C3%A8-crollato-a-causa-del-fuoco



Non ci voleva certo un genio per capirlo, anche perchè la prima cosa che ti insegnano sulle strutture in acciaio, tra le caratteristiche peculiari, è che queste sono pressoché immuni ai collassi strutturali causati dal calore sviluppato incendi domestici.

Tanto è vero che fu la scelta più ovvia dopo un terribile incendio che distrusse Boston nell'800 e diede vita ad una "scuola di architetti" che facevano dell'uso dell'acciaio un mantra proprio per scongiurare eventi simili.

Cita:
La scuola di Chicago è un movimento ed una vera e propria scuola di architettura che si è formata a Chicago tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento. L'ambiente in cui si sviluppò fu quello creatosi dopo l'incendio della città del 1871, e ad essa parteciparono due generazioni di architetti ed ingegneri di cui la prima era forte delle esperienze maturate durante la Guerra di secessione americana. La scuola, promosse, tra le prime, l'uso della nuova tecnologia delle strutture in acciaio nella costruzione degli edifici commerciali, e sviluppò anche nuovi canoni estetici (soprattutto nel disegno ripetitivo dei motivi delle facciate), influenzata anche dal corrispondente evolversi delle avanguardie architettoniche in Europa antecedenti al Movimento Moderno.

fonte: https://www.luogocomune.net/24-11-settembre/5319-nuova-ricerca-l-edificio-7-non-%C3%A8-crollato-a-causa-del-fuoco


quando si decideranno ad accettare la verità? Mai, sarebbero troppe le ripercussioni ed in fondo così a parte i morti, ed i parenti, in molti ci hanno guadagnato tantissimo, è stata una operazione davvero ben congegnata e ben riuscita, forse una delle ultime grandi operazioni made in USA.

Riporto qui quanto scritto da un'altra parte perchè ben si adatta anche a questo contesto.


Cita:
Ha proprio ragione Eusebio di Cesarea che riprendendo quanto detto da Filone di biblos (Fenicio del 64 D.c.) il quale a sua volta riprendendo le opere di un "sacerdote" fenicio, originario di Beirut, Sancugnato (1200 A.C.) dice:

"[...] I nostri orecchi, abituati fin dall'infanzia alle loro invenzioni [Esiodo ed i poeti ciclici] e martellati ormai da tanti secoli da queste fantasie, custodiscono quasi come un deposito la materia favolosa trasmessa da queste favole, che essi hanno appreso [...] rafforzate dal tempo, queste invenzioni fantastiche sono diventate un patrimonio di cui assai difficilmente ci si può disfare, tanto che la verità sembra una fantasticheria, mentre i racconti contraffatti sembrano avere tutti i caratteri della verità."



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 Oggetto del messaggio: Re: 11 Settembre: il complotto non esiste?
MessaggioInviato: 05/09/2019, 14:37 
Franco52 ha scritto:
Un ricordo vivissimo dell' 11 settembre 2001:
il giorno dopo un giornale riporto' la notizia che quel giorno del fatto
gli impiegati ebrei del Pentagono non andarono al lavoro;
sara' facile verificare guardando l' archivio delle presenze...


Neanche un morto ebreo, dio ama il suo popolo.



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 Oggetto del messaggio: Re: 11 Settembre: il complotto non esiste?
MessaggioInviato: 10/09/2019, 12:52 
Cita:

L’11 settembre e Jeffrey Epstein: la scorrettezza dei media al massimo grado

Immagine

KEVIN BARRETT
unz.com

Con l’avvicinarsi del 18° anniversario dell’11 settembre, l’arresto e il presunto suicidio di Jeffrey Epstein hanno fatto notizia, sollevando dubbi sulla credibilità delle narrazioni ufficiali. Come scrive Eric Rasmusen: “Sembra che tutti, nella società di New York, sapessero dal 2000 che Jeffrey Epstein e Ghislaine Maxwell stavano corrompendo ragazze adolescenti, ma [sapevano anche] che la stampa non ne avrebbe parlato.” Allo stesso modo, tutti, nella società di New York, sanno da tempo che Larry Silverstein, che aveva acquistato nel luglio 2001 quella cattedrale nel deserto piena di amianto del World Trade Center e che ne aveva immediatamente raddoppiato l’assicurazione, è un esponente del crimine organizzato amico di Netanyahu, nonchè complice reo confesso della demolizione controllata dell’WTC-7, da cui aveva guadagnato oltre 700 milioni dollari di assicurazione con il pretesto che era stato in qualche modo abbattuto al-Qaeda. Ma neanche di questo parlerà la stampa.

Il New York Times, il quotidiano americano per antonomasia, ha il talento e le risorse investigative per mettere a nudo la grande corruzione di New York. Perché il Times ha fatto passare quasi due decenni ignorando i fin troppo ovvi e malsani comportamenti di Epstein e di Silverstein? Perché non sta scavando nell’assurda storia del presunto suicidio di Epstein? Perché non ha usato il lavoro di Architects and Engineers for 9/11 Truth, compreso il nuovissimo studio dell’Università dell’Alaska sulla demolizione controllata del WTC-7, per esporre il più grande scandalo del 21° secolo, se non di tutta la storia americana?

L’unica possibile risposta è che il New York Times sia in qualche modo complice di questi mostruosi crimini. Deve proteggere i suoi amici nei posti di responsabilità. Allora, chi sono questi amici e dove sono quei posti?

Una cosa che Epstein e Silverstein hanno in comune, oltre ai nomi che terminano in “stein,” è il presunto coinvolgimento nell’industria della prostituzione. Le stravaganze di Epstein, o almeno alcune di esse, sono ormai ben note. Non è così per Silverstein, che a quanto pare aveva iniziato la sua storia dalle stalle ai guadagni dell’11 settembre come magnaccia che forniva prostitute e spogliarelliste ai locali più sordidi di New York, insieme ad altre attività illecite tra cui “il commercio di eroina, il riciclaggio di denaro sporco e la corruzione della polizia di New York.” Tutto questo era venuto alla luce in una causa legale della metà degli anni ’90. Ma è praticamente impossibile trovare articoli investigativi sul New York Times.

Un altro legame tra Epstein e Silverstein è rappresentato dalle relazioni con le principali organizzazioni ebraiche americane. Anche mentre stava presumibilmente facendo prostituire le sue ragazze e vendeva eroina, Larry Silverstein era presidente dello United Jewish Appeal di New York. Per quanto riguarda Epstein, era il toy-boy e il protetto di Les Wexner, co-fondatore del Mega Group dei miliardari ebrei, associato al World Jewish Congress, alla Anti-Defamation League e ad altri gruppi filo-israeliani. In effetti, non ci sono prove che Epstein, il “miliardario che si era fatto da sé,” abbia mai guadagnato ingenti somme di denaro; il suo unico “cliente” di investimento era Les Wexner. Epstein, un ricattatore sessuale professionista, usava il suo presunto status di miliardario come una storia di copertura. In realtà, era solo un dipendente che lavorava per Wexner e per le reti criminali/di intelligence a lui associate.

Il che ci porta alla terza e più importante somiglianza tra Epstein e Silverstein: erano entrambi vicini al governo di Israele. Il controllore di Jeffrey Epstein era Ghislaine Maxwell, figlia della super spia del Mossad Robert Maxwell, tra i suoi amici c’era Ehud Barak, che attualmente sta sfidando Netanyahu per la leadership di Israele. Anche Larry Silverstein ha amici nelle alte sfere israeliane. Secondo Haaretz, Silverstein ha “stretti legami con Netanyahu” (gli parla al telefono ogni fine settimana) e con Ehud Barak, “a cui in passato Silverstein aveva offerto lavoro come suo rappresentante in Israele” e che aveva chiamato Silverstein subito dopo l’11 settembre.

Possiamo ragionevolmente supporre che sia Jeffrey Epstein che Larry Silverstein abbiano svolto un ruolo molto importante per conto dello stato di Israele. E possiamo anche supporre che questa sia la ragione per cui il New York Times ha coperto per quasi vent’anni gli scandali associati ai due agenti israeliani. Il Times, sebbene pretenda di essere il quotidiano americano per eccellenza, è sempre stato di proprietà e gestione ebraica. La sua copertura è sempre stata grottescamente parziale a favore di Israele. Non ha interesse ad esporre il modo in cui Israele controlla gli Stati Uniti ricattando i suoi leader (Epstein) o mettendo in scena un falso “attacco arabo-mussulmano contro l’America” (Silverstein). La terribile verità è che il New York Times fa parte della stessa rete ebraico-sionista “noi controlliamo l’America” di Jeffrey Epstein e Larry Silverstein.

Il “suicidio” di Epstein rivela il controllo sionista degli Stati Uniti e la decadenza e la depravazione del secolarismo occidentale.

Dal momento che il New York Times e gli altri media mainstream non tratteranno l’argomento, riflettiamo sui fatti e sulle lezioni dello scandalo del suicidio di Jeffrey Epstein, una vergogna nazionale che dovrebbe scioccare gli Americani e farli dubitare della loro visione del mondo in generale e della loro opinione sul mito ufficiale dell’11 settembre in particolare.

Sabato 10 agosto 2019, Jeffrey Epstein, già condannato per sfruttamento della prostituzione su minori, sarebbe stato trovato morto nella sua cella al Metropolitan Correctional Center (MCC) di New York City, una delle prigioni più corrotte d’America. Le autorità affermano che Epstein si sarebbe impiccato. Ma nessuno, nemmeno le testate giornalistiche più vendute dei media della propaganda corporativa americana, finge in modo convincente di credere alla storia ufficiale.

Jeffrey Epstein era un magnaccia pedofilo per presidenti e potenti. Il suo lavoro consisteva nel reclutare giovani ragazze per attività sessuali, offrendole poi a uomini potenti, in ambienti dotati di videocamere nascoste. Quando la polizia ha fatto irruzione nella sua casa di New York il 6-7 luglio 2019, [gli agenti] hanno trovato casseforti chiuse piene di immagini pornografiche di ragazze minorenni, insieme a pile di compact disc con l’etichetta “giovane (nome della ragazza) + (nome del VIP)”. Epstein aveva apertamente e sfacciatamente svolto questa attività per più di vent’anni, com’era stato riportato per gran parte di quel periodo dai media alternativi, come i miei Truth Jihad Radio e False Flag Weekly News. (Anche prima delle elezioni del 2016, il mio pubblico sapeva che sia Bill Clinton che Donald Trump erano clienti ricattati da Jeffrey Epstein, che Clinton era un frequent flyer del jet privato “Lolita Express” di Epstein e che Trump era stato accusato in modo credibile in un procedimento legale di essersi unito ad Epstein nel brutale stupro di una tredicenne, che poi Trump aveva presumibilmente minacciato di morte. Era stato solo nell’estate del 2019 che i media mainstream e i pubblici ministeri di New York City avevano iniziato a parlare di ciò che fino ad allora era stato relegato nel mondo delle “teorie della cospirazione.”

Quindi, per chi lavorava Epstein? Il suo principale datore di lavoro era senza dubbio il Mossad israeliano e la sua rete criminale sionista mondiale. Il gestore di Epstein era Ghislaine Maxwell, figlia della super spia del Mossad Robert Maxwell. Secondo le deposizioni giurate, Ghislaine Maxwell reclutava ragazze minorenni per Epstein e supervisionava le sue operazioni di sfruttamento della prostituzione. Come riportato dal New Yorker il 16 agosto: “Nei documenti del tribunale desecretati il 9 agosto si afferma che la Maxwell era stata il complice principale di Epstein, prima come fidanzata e, successivamente, come sua fidata amica e procuratrice, gestendo un flusso costante di ragazze, alcune di appena quattordici anni, costringendole a fare sesso con Epstein nelle sue varie residenze in tutto il mondo e, occasionalmente, partecipando lei stessa agli abusi sessuali.” Insieme alla Maxwell, il secondo gestore del Mossad di Epstein era Les Wexner, co-fondatore del famigerato Mega Group di spie israeliane miliardarie, che aveva originariamente reclutato lo spiantato Epstein, offendogli una ricchezza fasulla in modo che potesse passare per un playboy miliardario.

Anche dopo il misterioso “suicidio” di Epstein, la mega-Mossadnik Maxwell ha continuato ad ostentare la sua impunità dalla giustizia americana. Senza dubbio ha voluto lei stessa che il New York Post del 15 agosto pubblicasse una sua foto dove sorride e sembra “glacialmente serena,” scattata all’In-And-Out-Burger di Los Angeles, mentre legge The Book of Honor: The Secret Lives and Deaths of C.I.A. Operatives. [1] Quella nauseabonda foto ha indotto il New Yorker ad accusarla di avere “faccia tosta,” un eufemismo per la chutzpah yiddish, una qualità che fiorisce nelle comunità associate sioniste e di Kosher Nostra.

La Maxwell e The New York Post, entrambi beni di Kosher Nostra/Mossad, stavano ovviamente mandando un messaggio alla CIA: non scherzare con noi o esporremo la vostra complicità in questi scandalosi crimini. Questa è la procedura operativa standard del Mossad: infiltrare e compromettere i servizi di intelligence occidentali per impedire loro di interferire con le enormi nefandezze dei Sionisti. Secondo l’ipotesi dello storico francese Laurent Guyénot, un falso tentativo di assassinio della CIA nei confronti del presidente John F. Kennedy, progettato per darne la colpa a Cuba, era stato trasformato dal Mossad in un vero omicidio e la CIA non aveva potuto rivelarlo a causa della sua stessa complicità. (Il motivo: impedire a JFK di porre fine al programma nucleare israeliano). Lo stesso scenario, sostiene Guyénot, spiega le anomalie della vicenda Mohamed Merah, le uccisioni di Charlie Hebdo e l’operazione false flag dell’11 settembre. Non sarebbe sorprendente se elementi della CIA infiltrati dai Sionisti fossero stati resi complici delle attività di ricatto sessuale di Jeffrey Epstein, al fine di proteggere Israele nel caso in cui Epstein avesse dovuto essere “bruciato” (che, apparentemente, è proprio quello che alla fine è successo).

Allora, che cosa è veramente capitato ad Epstein? Forse lo scenario più probabile è che Kosher Nostra, che possiede New York in generale e il carcere del MCC in particolare, abbia permesso al Mossad di esfiltrare Epstein nella Palestina occupata, dove gli verrà data una faccia nuova, una pensione, un suite di lusso con vista sul Mediterraneo e un flusso costante di giovani schiave sessuali (Israele è la capitale mondiale della tratta di esseri umani, un onore che aveva ereditato dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale dall’enclave Kosher Nostra di Odessa). Una volta che l’interesse dei media si sarà raffreddato, Epstein godrà senza dubbio delle visite del suo ex gestore del Mossad, Ghislaine Maxwell, del suo buon amico Ehud Barak e di numerosi altri VIP sionisti. Potrebbe persino offrire nuove schiave sessuali ai congressisti americani in visita.

Questo non è solo un paranoico scenario fantasy. Secondo Eric Rasmusen: “Il Dipartimento di Giustizia non dovrebbere permettere che il corpo di Epstein sia cremato. E sarebbe meglio che ci dia prove convincenti che è veramente il suo corpo. Se avessi 100 milioni di dollari con cui uscire di prigione, procurarmi un cadavere e corrompere qualcuno per scambiare impronte digitali e DNA non sarebbe poi così difficile. Trovo preoccupante che il governo non abbia rilasciato le prove della morte di Epstein o una copia dell’autopsia.”

Ma la presunta autopsia non ha forse trovato fratture alle ossa del collo che sono più comunemente associate all’omicidio per strangolamento piuttosto che al suicidio [per impiccagione]? Questa polemica potrebbe essere stata creata per distrarre il pubblico da una rivelazione, apparsa su 4chan prima che si diffondesse la notizia del “suicidio” di Epstein, secondo cui Epstein sarebbe stato “scambiato” al MCC. In tal caso, il corpo con le ossa del collo spezzate non sarebbe stato quello di Epstein.

La vicenda di Epstein (come quella dell’11 settembre) mette in luce i due assiomi di fondamentale importanza nel secolarismo occidentale: non c’è verità e non ci sono limiti. Una società che non crede più in Dio non crede più nella verità, poiché Dio è al-haqq, la Verità, senza di cui l’intera nozione di verità non ha basi metafisiche. I filosofi postmoderni lo sanno perfettamente. Hanno insegnato ad un’intera generazione di studiosi occidentali di scienze umane che la verità è semplicemente una funzione del potere: le persone accettano qualcosa di “vero” solo nella misura in cui sono costrette dal potere ad accettarlo. Perciò, quando le persone più potenti del mondo insistono sul fatto che tre enormi grattacieli, con una struttura interna completamente in acciaio, l’11 settembre 2001 erano stati ridotti in briciole dagli incendi relativamente modesti di qualche ufficio, quell’assurda affermazione diventa la “verità” ufficiale, edificata dalla maggiori istituzioni occidentali: governi, tribunali, media e mondo accademico. Allo stesso modo, l’affermazione che Jeffrey Epstein si è suicidato in circostanze che rendono assurda tale asserzione diventerà probabilmente la “verità” ufficiale, messa agli atti e ratificata dalle istituzioni al potere in Occidente, anche se nessuno ci crederà mai davvero.

La carriera di spudorato ricattatore sessuale di Epstein, chiaramente al servizio del Mossad, così come lo sfacciato colpo di stato dell’11 settembre, illustra anche un’altra verità fondamentale del secolarismo occidentale: se non c’è Dio, non ci sono limiti (in questo caso alla depravazione umana e fino a che punto si riesce a farla franca). O, come nella famosa frase di Dostoevskij: “Se Dio non esiste, tutto è permesso“. Dato che solo Dio può stabilire i limiti metafisici tra ciò che è permesso e ciò che è proibito, un mondo senza Dio non avrà questi limiti; in un mondo del genere il motto satanico di Aleister Crowley “Quello che farai diventerà la legge” sarà il solo e unico comandamento. Nell’Occidente senza Dio di oggi, perché gli uomini non dovrebbero “fare ciò che bramano” e soddisfare la loro libido violentando giovani donne, se poi riescono a cavarsela? Del resto, tutti gli altri tabù sessuali sono stati infranti, uno per uno. Fornicazione, adulterio, omosessualità, sadomasochismo, inclinazione di genere… tutti quanti sono stati trasformati nel corso della mia vita da crimini e vizi a “diritti umani” di cui godono i laici occidentali più liberali e alla moda. Perfino la bestialità e la necrofilia sono in procinto di diventare “identità sessuali” normalizzate, i cui praticanti marceranno presto a testa alta nelle parate dell’”orgoglio bestiale” e dell’”orgoglio necrofilo.” Quindi, perché non normalizzare la pedofilia e le altre forme di stupro perpetrate dai forti contro i deboli? E perché non aggiungere anche la tortura e l’omicidio a scopo di gratificazione sessuale? Dopotutto, la bibbia segreta del movimento per l’identità sessuale è l’opera completa del Marchese de Sade, il satanico profeta della liberazione sessuale, che l’Occidente laico progressista e liberista sta finalmente eguagliando. Non sorprenderà quindi se, pochi anni dopo che il “suicidio” di Jeffrey Epstein sarà stato sepolto nel buco della memoria, assisteremo a parate LGBTQBNPR, dove il BNPR significherà bestialità, necrofilia, pedofilia e stupro. (Avrebbe dovuto essere LGBTQBNPRG, con la G finale per Gropers [palpeggiatori], come il presidente Trump, solo che la G era già stata presa dai gay). I P, i pionieri delle parate dell’orgoglio pedofilo, celebreranno senza dubbio Jeffrey Epstein come un incompreso eroe del passato, ingiustamente perseguitato sulla base del suo insolito orientamento sessuale.

Sta diventando sempre più difficile fare della satira sulla decadenza e sulla depravazione dell’Occidente secolare, che insiste nella parodia di se stesso con sempre maggior stravaganza. Quando il libro su questa civiltà, un tempo potente, sarà stato scritto e l’inchiostro si sarà asciugato, i lettori rimarranno stupiti dalle menzogne senza limiti degli psicopatici ubriachi di insolenza che l’avevano portata alla rovina.

Kevin Barrett

[1] Sembra che il libro le sia piaciuto, visto che lo ha recensito su Amazon con 5 stelle su 5 [N.d.T.]
G. Maxwell
5.0 out of 5 starsA comforting read after a personal tragedy
August 15, 2019
Format: Kindle Edition
A good friend of mine died recently under very tragic circumstances. Some of us saw it coming for quite a while but it was still a huge shock when it finally happened. I picked up this book at the advice of a friend and absolutely couldn’t put it down. I’d read it walking the dog, getting fast food, or even just lounging around the house. It helped me realized that my friend really believed in something, and that giving your life for the CIA, NSA, FBI, Mossad, or other intelligence agency is truly a higher calling and not something to mourn. A wholehearted recommendation.



Fonte: unz.com
Link: https://www.unz.com/article/9-11-and-jeffrey-epstein-media-malfeasance-on-steroids/
05.09.2019
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org

Fonte: https://comedonchisciotte.org/l11-settembre-e-jeffrey-epstein-la-scorrettezza-dei-media-al-massimo-grado/



si avvicina l'11 Settembre col suo bombardamento carico di retorica spicciola e scemenze per bovini vendute un tanto al kg.



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