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 Oggetto del messaggio: Re: Germania: locomotiva d' Europa?
MessaggioInviato: 28/09/2019, 13:31 
Cita:

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Il crollo della Germania è reale e sta accelerando sempre di più

DI TOM LUONGO

tomluongo.me

Ad aprile vi avevo detto che la Germania era una “Dead Economy Walking”. Oggi posso dirvi che sono sparite le gambe.

La pubblicazione, stamattina, dell’indice PMI [Purchase Managers Index] è stata la peggior notizia che Angela Merkel potesse immaginare: 41,4.

Una figura così orribile che i cani vorranno rotolarcisi sopra.

Nel complesso l’economia tedesca, secondo i Purchase Managers, sta contraendosi.

E con la Merkel che sta mascherando il massiccio aumento delle tasse come un cedimento politico ai Verdi, il futuro della crescita economica sembra decisamente brutto, come si può vedere dal grafico seguente:

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A parte tutto ciò che è ovvio, il grande risultato che si può trarre da questo grafico è la coerenza con cui gli analisti — che sono pagati molto più di me — sopravvalutano questo numero. È una brillante rappresentazione della loro faziosità [differenza stima/dato reale].

E potete anche vedere perché questo accade.

La saggezza convenzionale ci dice che Banca Centrale accomodante e tassi d’interesse negativi rappresentano l’altezza dell’alloggio. Insieme, dovrebbero sostenere la continua crescita del manifatturiero perché il credito è a buon mercato.

Ma tutto questo non funziona se gli acquirenti di beni tedeschi non possono più indebitarsi.

I tassi d’interesse negativi dovrebbero far aumentare il flusso di valuta [verso gli acquisti] perché ….. chi è che vuole perdere denaro sui propri risparmi, giusto?

Ma, “paginando” [https://it.wikipedia.org/wiki/Paginazione] Larry Summers (quel mezzo cretino incompetente!), non è esattamente quello che stanno indicando ai mercati.

Stanno segnalando, al contrario, che le cose fanno schifo e che la Banca Centrale non ha fiducia nell’economia.

Nessuno dovrebbe essere sorpreso che la BCE si sia mostrata accomodante quando ha ricevuto i dati sull’economia tedesca, che sono in netta riduzione.

Perché, senza la Germania, non può esserci né crescita delle esportazioni né sostegno alla stabilità dell’euro, indipendentemente dalla Brexit.

E poiché i Remainiac continuano a “giocare” per affossare la Brexit, i loro argomenti sembrano piuttosto deboli perché è chiaro che è l’Europa ad aver bisogno del Regno Unito — e non viceversa.

Ma, ehi, non lasciate che i fatti ostacolino le concezioni religiose di alcune persone!

In effetti, ogni volta che fanno un “titolo di testa” stigmatizzando le incertezze sulla Brexit, sottolineano ulteriormente che sono loro a crearle trascinando il processo per le lunghe.

I dati di oggi provenienti dall’Europa hanno colpito duramente i mercati.
I prezzi del petrolio hanno ripreso a diminuire sulla scia di questa notizia e sul fatto che il Presidente iraniano Rouhani incontrerà sia il Presidente Trump che il Primo Ministro britannico Boris Johnson a margine dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite questa settimana.

Nonostante il Ministro degli Esteri iraniano Javad Zavir abbia escluso un incontro con Trump, egli ha comunque apparecchiato il tavolo a Johnson rilasciando la petroliera britannica “Stena Impero”.

Anche se sospetto fortemente che non succederà niente fintanto che Johnson sarà impelagato nella Brexit.

L’euro ha quotato 1,10 sul dollaro e l’oro ha ripreso ad aumentare su tutte le valute, compreso il dollaro USA.

E con i mercati di finanziamento del dollaro in grave tumulto, Martin Armstrong ci ha ricordato che sia la Fed che la BCE sono intrappolate. La Fed manterrà comunque aperta la finestra d’emergenza sui “pronti contro termine” fino al 10 ottobre.

“””La crescente pressione nei paesi soprattutto europei per eliminare il contante e confiscare denaro ai loro cittadini (per cercare di combattere il crollo delle loro economie), causa un grande panico che spinge il dollaro in alto.

E questo nonostante i giornali stranieri avessero scaricato il debito degli Stati Uniti, all’inizio del 2019, sostenendo che il dollaro si sarebbe schiantato. In realtà, la vendita sui titoli del debito degli Stati Uniti fu uno sforzo per fermare la crescita del dollaro”””.

Martin ha sempre avuto ragione quando sostiene che è la caduta della fiducia sull’Europa e sull’Euro a guidare l’attuale crescita dei prezzi degli assets statunitensi.

La settimana scorsa ho ipotizzato che ci fosse una connessione fra la “finestra d’emergenza” e i prossimi 200 + miliardi/usd delle aste del Tesoro statunitense di questa settimana.

Le banche dei principali dealers, in effetti, devono avere sufficiente liquidità per assicurarsi di poter ritirare la propria parte dell’emissione.

La crisi sul finanziamento del dollaro è reale ed accelera l’implosione dell’economia tedesca.

E non si tratta più della sola Germania. I dati sulle PMI francesi sono terribili e quello complessivo dell’Eurozona sta contraendosi.

Ciò di cui tutti devono ora preoccuparsi è l’inversione sull’enorme debito sovrano europeo. I rendimenti obbligazionari hanno sfidato la gravità per tutto l’anno e non possono essere sostenuti contro un euro in calo.

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La curva dei rendimenti tedesca comincerà a salire a breve termine, mentre la domanda dei Titoli del Tesoro USA sarà ancora in aumento.

C’è da meravigliarsi se il Consiglio Europeo sta finalmente cominciando a cambiare i toni su un potenziale accordo con Boris Johnson sulla Brexit?

La Germania è nei guai e con essa l’intero progetto europeo. Bene!!!



Fonte: http://www.mittdolcino.com

Link: https://www.mittdolcino.com/2019/09/26/il-crollo-della-germania-e-reale-e-sta-accelerando-sempre-di-piu/

Fonte: https://comedonchisciotte.org/il-crollo-della-germania-e-reale-e-sta-accelerando-sempre-di-piu/




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 Oggetto del messaggio: Re: Germania: locomotiva d' Europa?
MessaggioInviato: 28/09/2019, 13:36 
Morley ha scritto:
Ovvio, l'ebrea Merkel ha USAto l'Euro per gonfiare le casse germaniche, pardon, le casse di Sion, ed ora che la divisa fake non serve più, vada in malora l'Europa dei goym.

Io l'unica cosa che so è che anche a questo servivano i sovranismi, cioè a garantire un Piano B a quei paesi come il nostro che come economia non è che stanno proprio alle stelle, ergo no era meglio se dall'euro ne usciamo con le nostre gambe anzicchè facendoci trascinare dall'uscita di altri??? (o pensate che i tedeschi non abbiano un Piano-B???). Nb: tanto poi loro ritornerebbero al Marco che è sempre stata una moneta forte.



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 Oggetto del messaggio: Re: Germania: locomotiva d' Europa?
MessaggioInviato: 28/09/2019, 13:50 
I compagni prodiani dell'Internazionale sionista hanno creato l'Euro senza il consenso popolare, per scippare metà dei depositi virtuali avendoli cambiati in marchi prima dell'Euro, poi hanno restituito i depositi, ma ad un potere d'acquisto dimezzato. Bravi.

Ora se uscite dall'Euro sarete totalmente azzerati, a meno che non avete cambiato in altro o non siete tanto pezzenti da plaudire a un tale scempio, ed è quello che vogliono loro, invece dovreste gestire l'Euro come si dovrebbe e dire ai crauti che vadano col marco all'Inferno.

Ma i "sovranisti" si sa, fanno sempre il gioco di Sion insieme ai compagni di Baal, e abbandonano il governo in mano loro quando c'è da fare danni, loro sono l'altra faccia di USrael.



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Correte correte... che per pagare i mercanti e i loro camerieri dovrete rubare sempre di più, e attenti a non dimenticarvi la carta di credito a casa... che se vi rompete il muso per strada neppure il carroattrezzi viene più a prendervi.
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 Oggetto del messaggio: Re: Germania: locomotiva d' Europa?
MessaggioInviato: 22/10/2019, 12:14 
Rebbekah Dorothea Kasner, in arte ”Angela Merkel”
https://www.maurizioblondet.it/16892-2/



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“Questa crisi, questo disastro [europeo] è artificiale, e in sostanza questo disastro artificiale ha quattro lettere: EURO.”
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 Oggetto del messaggio: Re: Germania: locomotiva d' Europa?
MessaggioInviato: 22/10/2019, 14:04 
TheApologist ha scritto:
Rebbekah Dorothea Kasner, in arte ”Angela Merkel”
https://www.maurizioblondet.it/16892-2/


Già, ma chissà perchè nella moderna legge dell'NWO non c'è l'impiccagione di tutti i componenti delle associa-zioni segrete e di quelli che si coprono sotto un nome falso, sarà che il loro dio non vuole? Bel dio.



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 Oggetto del messaggio: Re: Germania: locomotiva d' Europa?
MessaggioInviato: 28/10/2019, 20:36 
A 30 anni dalla caduta del muro di Berlino......

https://www.corriere.it/dataroom-milena ... resh_ce-cp



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 Oggetto del messaggio: Re: Germania: locomotiva d' Europa?
MessaggioInviato: 02/11/2019, 21:27 
Cita:


Conti correnti a rischio: la locomotiva tedesca rischia di travolgerci


Il vero rischio per i conti correnti, anche quelli di casa nostra, si chiama Germania. Il 30 ottobre i risultati registrati da Deutsche Bank hanno messo in allarme il mercato di casa Merkel e non solo quello. La più importante banca tedesca ha registrato una perdita di oltre 800 milioni di euro, una perdita che si somma a quelle ancor più importanti registrate a luglio e che avevano superato i 3 miliardi di euro. Dall’Istituto fanno sapere che era tutto previsto, che tutto è dovuto alla profonda ristrutturazione avviata dalla banca. Ma intanto i numeri fanno preoccupare gli analisti che, più che alla calma, invitano gli investitori ad alleggerire le posizioni.

E’ legge di mercato: quando le cose vanno male, viene meno la fiducia e gli investitori si allontanano. Sarà importante che DB, nel prossimo trimestre dia chiari segnali di ripresa.

Ma l’eventuale ripresa rischia di passare anche per l’aumento dei costi dei conti correnti dell’istituto tedesco, che dovendo cercare di far quadrare i bilanci, potrebbe essere costretto a fare scelte forti circa il trasferimento del tasso negativo di -0,50%, imposto sui depositi dalla BCE, direttamente ai correntisti.

Indiscrezioni confermerebbero la volontà di cambiare lo status quo imposto da Mario Draghi, anche se ufficialmente non sono state prese posizioni precise.

Martedì scorso, attraverso un suo portavoce, Deutsche Bank, ha fatto sapere di osservare molto attentamente il mercato confermando di essere in stretto dialogo con i clienti che hanno i depositi più elevati, soprattutto quelli di istituzionali o di società internazionali, con i quali ci sarebbe il desiderio di concordare alternative di investimento o modelli di compensazione adeguati.

Cosa vorrebbe dire in parole povere? Vedremo nelle prossime settimane.

Il vero tema, però, quello che ci riguarda tutti da molto vicino, è quello delle commissioni applicate alle operazioni bancarie.

Secondo un recentissimo studio, 400 istituti in Germania quest’anno le hanno già aumentate in modo significativo, mentre la più grande Volksbank tedesca, la Berliner Volksbank, ha già introdotto tassi di interesse negativi per i nuovi clienti con depositi al di sopra dei 100mila euro. Ma le piattaforme internet, Verivox e Biallo che confrontano i costi dei servizi offerti in più settori commerciali, annunciano nuove prese di posizione da parte degli istituti di credito tedeschi.

Anche Commerzbank vorrebbe evitare di dover applicare i tassi negativi, così come più volte dichiarato, tuttavia né Commerzbank, né DB hanno smentito di potersi ritrovare ad aumentare le commissioni bancarie proprio a causa dei tassi negativi. Horst Biallo, ha spiegato che le banche opereranno più sul fronte commissionale che su quello di un costo secco dello 0,50%. Questo perché i correntisti sono talmente pigri che non vanno a guardare gli estratti conto, mentre l’applicazione di uno 0,50% di costo sarebbe così forte da scuoterli dal torpore portandoli ad eventuali cambi di banca.

Il portale ha verificato come 400 di circa 1300 banche e casse di risparmio abbiano già aumentato i prezzi dei conti correnti privati. In media, per le banche e le casse di risparmio gli aumenti avrebbero sfiorato aumenti fIno al 30%

Molte banche hanno aumentato anche i prezzi per le carte di credito o introdotto nuove tariffe per i servizi che fino all’anno scorso erano ancora gratuiti, come depositi e prelievi in contanti.

Sempre più banche stanno trasferendo lo 0,50 dettato dalla BCE ai clienti con i maggiori depositi. Si tratta soprattutto di imprenditori ed imprese di media dimensione. Molte di queste stanno cercando di evitare di pagare le nuove tassazioni cercando forme d’investimento alternativo o investendo direttamente sulla propria azienda.

Un sondaggio, però, rivela che il 26% delle persone colpite ha risposto, all’applicazione dei tassi di interesse negativi, con un cambio di banca a dimostrazione che si stanno aprendo più scenari e che la pigrizia, nei confronti di impatti così forti dal punto di vista dei costi, finisce per sparire in un lampo.

E da noi?

Unicredit ha aperto una breccia importante sul fronte bancario che non appare compatto sull’applicazione e sulle modalità d’applicazione dello 0,50% direttamente ai correntisti. Ma siamo convinti che la strada aperta da Mustier verrà imboccata anche da altri. Intanto però, la ricerca di Banca d’Italia sui costi dei conti correnti ci fa comprendere che, dal punto di vista commissionale, la strada dell’aumento è stata già ben introdotta anche da noi e non ha nulla da invidiare a quella delle banche tedesche in quanto a forza ed entità dell’aumento determinato.

Forse, la pigrizia, di cui parlava la piattaforma tedesca dovremmo scrollarcela di dosso, dovremmo cominciare a guardarci attorno a comprendere, una volta per tutte, che se tutto è cambiato è giusto cominciare a considerare altre strade da seguire per gestire il nostro denaro: guidare una vecchia “Seicento” oggi, del resto, non ci porterebbe da nessuna parte.

Ebbene, i nostri soldi tenuti in conto rischiano di fare come la “Seicento”, di fare un viaggio anacronistico fuori dalla realtà, un viaggio che allontana sempre di più dal benessere persone e famiglie.




https://www.wallstreetitalia.com/conti- ... ravolgeci/


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 Oggetto del messaggio: Re: Germania: locomotiva d' Europa?
MessaggioInviato: 26/11/2019, 20:33 
La banca lancia un piano di "radicale trasformazione" per risparmiare 6 miliardi da qui al 2022


Deutsche Bank ha deciso di rivolgersi ai robot per raggiungere gli obiettivi della “radicale trasformazione” annunciata a luglio: riduzione dei costi e maggiore produttività. Risparmio atteso: 6 miliardi di dollari da qui al 2022. Con un effetto collaterale: il taglio di 18 mila posti di lavoro, un dipendente a tempo pieno su cinque.
Il robot in banca

Meno costi e più produttività vogliono dire una cosa sola: far fare più velocemente ai robot (o, meglio, ad algoritmi e intelligenza artificiale) il lavoro che facevano i dipendenti. Mark Matthews, il direttore delle operazioni nella branca d'investimenti (che ha una struttura parallela a quella consumer) ha raccontato a Financial News che l'automazione ha “aumentato in modo massiccio la produttività” e “redistribuito la capacità” nelle operazioni di back office. Cioè, in sostanza, tutte quelle operazioni senza contatti con la clientela. Gli ingranaggi del motore.

Molte sono azioni monotone, come le compensazioni bancarie. Ed è proprio qui che agisce – non solo ma soprattutto - quello che Deutsche Bank ha battezzato Operations 4.0, con un chiaro richiamo a “Industrie 4.0”, equivalente tedesco del piano che – con lo stesso nome – punta anche in Italia alla modernizzazione e alla digitalizzazione degli impianti. A oggi, i robot avrebbero già concluso 5 milioni di transazioni nella divisione corporate e 3,4 milioni di controlli nelle operazioni della banca d'investimenti. Matthews non ha rivelato quanti dipendenti la sua divisione abbia perso, ma afferma che gli impiegati sono 9 mila. Considerando il tipo di attività (che si presta alla sostituzione più di altre) e le proporzioni dei tagli annunciati a luglio (per un terzo già effettuati) è probabile comunque che siano nell'ordine delle migliaia.
“I dipendenti diminuiranno”

Al di là delle cifre, per il manager, “non ci sono dubbi” che “il numero dei dipendenti continuerà a diminuire”. In fondo è quello che – già due anni fa – aveva detto l'allora amministratore delegato di Deutsche, John Cryan: fino a metà della forza lavoro dell'istituto si sarebbe potuta sostituire con la tecnologia. Il gruppo, per Cryan, era “troppo manuale”, dunque “inefficiente e soggetto a errori”. A due anni di distanza, con le azioni ai minimi storici e quattro mesi dopo l'annuncio della più massiccia ristrutturazione aziendale della sua storia, il percorso della banca è sempre lo stesso. Solo che adesso corre più veloce.

Per Matthews il modello dell'istituto tedesco prevede di “ridurre i costi” e migliorare il servizio. Due obiettivi che, a quanto pare, non vanno molto d'accordo con gli umani. O almeno con le mansioni tradizionali. Lo spazio per i dipendenti, infatti, oltre che ridursi si sta trasformando. Matthews ha sottolineato che i nuovi assunti (che comunque non si avvicineranno neppure a ricolmare i posti persi) e parte del personale attuale riqualificato dovranno essere in grado di utilizzare diversi strumenti digitali e possedere quantomeno rudimenti di coding.
La “grande trasformazione”

Era già tutto scritto nell'annuncio di luglio. La banca avrebbe intrapreso “una ristrutturazione delle infrastrutturali”, con i processi di back office che sarebbero stati modificati in tutte le divisioni per diventare “più snelli, più innovativi e più digitali”. Deutsche Bank prevede di investire 13 miliardi di euro in tecnologia in tre anni. E ha definito una nuova figura, l'Head of technology, data and innovation. Cioè un manager (Bernd Leukert, pescato in una società di software come Sap) che coordinerà la transizione verso i nuovi processi. Il lavoro sporco, però, dovrà farlo l'italiano Fabrizio Campelli. Da novembre è la nuova figura che accentra nelle proprie mani la gestione delle risorse umane e la guida della ristrutturazione. Cioè, soprattutto, i licenziamenti.

Lo hanno chiamato “Chief transformation officer”, "capo della trasformazione”. Quando di mezzo ci sono la borsa e 18 mila tagli, anche il vocabolario ha la sua importanza. Oltre agli investimenti, l'istituto tedesco deve fare i conti con i “costi di ristrutturazione”: svalutazioni e indennità di licenziamento sono stimati in 7,4 miliardi in tre anni. Ma la prospettiva, spiegava la banca a luglio, è di lungo periodo: “Le misure annunciate dovrebbero liberare un capitale di 5 miliardi di euro, da restituire agli azionisti mediante riacquisto di azioni e dividendi a partire dal 2022”. Cioè a licenziamenti ultimati e con i robot sempre più presenti negli uffici.



https://www.agi.it/economia/deutsche_ba ... 019-11-26/


Auto, Audi taglierà 9.500 posti di lavoro entro il 2025
Risparmi di 6 miliardi di euro l'anno ma nessun licenziamento. L'obiettivo è quello di «aumentare la competitività» nel quadro della «trasformazione dell'industria auto verso la mobilità elettrica»



https://www.ilsole24ore.com/art/automot ... 25-ACDipT1


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 Oggetto del messaggio: Re: Germania: locomotiva d' Europa?
MessaggioInviato: 07/12/2019, 21:24 
La locomotiva va a sbattere? In Germania crolla la produzione industriale


Roma, 7 dic – La locomotiva d’Europa è fiacca. Pressoché ferma. Praticamente una zavorra che trascina al ribasso l’intera zona euro. E’ questo quel che ci raccontano gli ultimi dati sulla produzione industriale in Germania.
Crollo senza fine

Nel mese di ottobre, rispetto al precedente la produzione industriale tedesca è calata dell’1,7%, smentendo clamorosamente le aspettative che vedevano una (modesta) crescita dello 0,1%. Non va meglio su base annuale: la netta discesa è evidente e parla di un -5,3% contro una previsione del -3,6%. Sempre anno su anno, è dalla seconda metà del 2018 che non si registra un dato positivo.

A preoccupare è, soprattutto, la fiacca dinamica di settori al di fuori di quello dell’automobile, già da tempo in fibrillazione. Calano gli investimenti, le costruzioni, tracollano (-4,4% su base mensile) i beni capitali. Campanelli d’allarme che non depongono a fare di un rapido recupero.
Recessione in vista per la Germania?

“La debolezza economica nell’industria rimane”, ha spiegato in una nota il ministero dell’Economia, che ostenta comunque sicurezza: “Gli ultimi sviluppi di nuovi ordini e le aspettative commerciali indicano che nei prossimi mesi potrebbe emergere una tendenza stabilizzante”.

Leggi anche – Si chiama Germania il buco nero dell’economia europea

Scongiurata la recessione tecnica grazie al piccolo colpo di coda del terzo trimestre (+0,1% dopo il -0,2% del secondo), non è a questo punto detto che Berlino riesca a consolidare la sua posizione in terreno positivo anche nell’ultimo scorcio del 2019. Confermando così le più meste previsioni che si susseguono da inizio anno.



https://www.ilprimatonazionale.it/econo ... le-139161/


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 Oggetto del messaggio: Re: Germania: locomotiva d' Europa?
MessaggioInviato: 07/01/2020, 15:18 
Germania: la produzione di auto crolla ai livelli del 1996

Il dato preoccupa le grandi industrie tedesche che hanno prodotto nel 2019 il 9% in meno di un anno prima.


COME NEL ‘96 - Erano 25 anni che la produzione di auto tedesche non raggiungeva livelli così bassi. Un dato preoccupante che testimonia una volta di più la crisi che sta attraversando la grande industria dell’auto in Germania e nel mondo. Così nel 2019 colossi del calibro di Volkswagen, BMW e Mercedes hanno prodotto “appena” 4,66 milioni di veicoli, il numero appunto più basso dal 1996. A renderlo noto è la federazione dell’industria automobilistica VDA che ha evidenziato un calo del 9%, a causa, dicono, della diminuzione della domanda sui mercati del mondo. Sempre nel corso del 2019 le auto made in Germany esportate sono state quasi 3,5 milioni: un calo del del 13% rispetto al 2018.

CALANO LE ESPORTAZIONI - Sempre la VDA sottolinea che l’industria dell’auto è uno dei punti di forza per l’economia tedesca, ma una serie di eventi legati anche alle preoccupazioni sull’inquinamento, i vari conflitti commerciali dovuti alla guerra dei dazi e la frenata dell’economia globale hanno pesato fortemente sulla domanda. Tutto questo nonostante l’incremento della domanda interna con un aumento delle immatricolazioni pari al 5%, per un totale di 3,6 milioni. Ma il vero problema sono appunto le esportazioni che sono diminuite drasticamente.

POTREBBE ANDARE PEGGIO - Insomma se non è crisi vera poco ci manca e le prime conseguenze evidenti riguardano l’occupazione: Mercedes, Volkswagen e Continental hanno annunciato che ricorreranno a breve a piani di ridimensionamento dei posti di lavoro per tagliare i costi. Ma non è tutto. Nei prossimi anni infatti potrebbe andare anche peggio con la conversione dell’industria dell’auto verso i cosiddetti veicoli “ecologici”. Una rivoluzione che richiederà investimenti enormi, oltre che un nuovo approccio verso le nuove tecnologie. Un salto generazionale che, secondo le prime stime, metterebbe a rischio 800 mila posti nel settore.



https://www.alvolante.it/news/germania- ... 996-366896


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 Oggetto del messaggio: Re: Germania: locomotiva d' Europa?
MessaggioInviato: 08/01/2020, 12:50 
dispiace...



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 Oggetto del messaggio: Re: Germania: locomotiva d' Europa?
MessaggioInviato: 27/03/2020, 18:21 
La Germania ha dimenticato quando gli furono dimezzati i debiti di guerra.

"L'ammontare del debito di guerra tedesco dopo il 1945 aveva raggiunto i 23 miliardi di dollari (di allora) pari al 100% del Pil tedesco. La Germania non avrebbe mai potuto pagare i debiti accumulati in due guerre. Guerre da essa stessa provocate. I sovietici pretesero e ottennero il pagamento dei danni di guerra fino all’ultimo centesimo. Mentre gli altri Paesi, europei e non, decisero di rinunciare a più di metà della somma dovuta da Berlino.
Il 24 agosto 1953 ventuno Paesi (Belgio, Canada, Ceylon, Danimarca, Grecia, Iran, Irlanda, Italia, Liechtenstein, Lussemburgo, Norvegia, Pakistan, Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, Repubblica francese, Spagna, Stati Uniti d'America, Svezia, Svizzera, Unione Sudafricana e Jugoslavia), con un trattato firmato a Londra, le consentirono di dimezzare il debito del 50%, da 23 a 11,5 miliardi di dollari, dilazionato in 30 anni. In questo modo, la Germania poté evitare il default, che c’era di fatto.
L’altro 50% avrebbe dovuto essere rimborsato dopo l'eventuale riunificazione delle due Germanie. Ma nel 1990 l’allora cancelliere Kohl si oppose alla rinegoziazione dell’accordo che avrebbe procurato un terzo default alla Germania. Anche questa volta Italia e Grecia acconsentirono di non esigere il dovuto. Nell’ottobre 2010 la Germania ha finito di rimborsare i debiti imposti dal trattato del 1953 con il pagamento dell'ultimo debito per un importo di 69,9 milioni di euro. Senza l’accordo di Londra, la Germania avrebbe dovuto rimborsare debiti per altri 50 anni".

Fonte: il sole 24 ore


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 Oggetto del messaggio: Re: Germania: locomotiva d' Europa?
MessaggioInviato: 27/03/2020, 21:56 
La KRANTE CERMANIA, non ha dimenticato niente, anzi ha fatto buon tesoro dell'esperienza passata.
Conoscendo bene le altre nazioni, che ha "visitato" negli anni 41/45 del secolo scorso, ha capito che sopratutto con i "latini", aveva una chance in più: erano un un pot pourri di etnie, mentre loro i krukken, i deustch, finti individui di religione calvinista ma realmente fetenti, come dicevo, hanno fatto tesoro delle ESPERIENZE PASSATE.

QUANDO IMPERAVANO QUI DA NOI, SAPEVANO BENE DOVE ASPETTARSI CONTRASTI E "RESISTENZE" E DOVE INVECE....



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MessaggioInviato: 27/03/2020, 22:27 
scommetto che se il coronavirus capitava ai crucchi
miliardi a palate..
senza nemmeno chiedere..

solidarietà aiuti, bla bla bla..

capita a noi, fanno le pulci..

che cialtroni



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https://roma.corriere.it/notizie/politi ... 0b7e.shtml
Conte ripercorre le tappe della crisi: «Vorrei ricordare che con la parlamentarizzazione della crisi la Lega ha poi formalmente ritirato la mozione di sfiducia, ha dimostrato di voler proseguire, sono stato io che ho detto “assolutamente no”perché per me quell’esperienza politica era chiusa».


http://www.lefigaro.fr/international/mi ... e-20190923
il stipule que les États membres qui souscrivent à ce dispositif de relocalisation des personnes débarquées en Italie et à Malte s’engagent pour une durée limitée à six mois - éventuellement renouvelable. Le mécanisme de répartition serait ainsi révocable à tout moment au cas où l’afflux de migrants vers les ports d’Italie et de Malte devait s’emballer.
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 Oggetto del messaggio: Re: Germania: locomotiva d' Europa?
MessaggioInviato: 27/03/2020, 22:37 
CIALTRONI LORO???
Noi lo siamo.
Se fossimo una nazione con le pelotas, li avremmo mandati a cag.are come nel 45.
Ma siccome ora NON siamo messi/condotti da gente con le pelotas...
E quello che fa incaxxare è che chi li "giustifica", li subisce e li accetta, non è a pochi chilometri di confine, ma molto e molto più distante.
Oltre la LINEA GOTICA.



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Schadenfreude, " POLENTONE APPESTATO" NON lo scordare quando andrai a votare.
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