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 Oggetto del messaggio: Re: Atlantide - La collocazione
MessaggioInviato: 12/10/2018, 17:35 
Non ha senso chiedersi dove fosse Atlantide, ma ha senso chiedersi CHI fossero gli atlantidei..."ieri e oggi"...

Cita:
Etruschi: l’ombra dei Rasna

4 dicembre 2012
di Dino Vitagliano

Una gloriosa migrazione venuta da lontano approda sui lidi italici e da sempre sfugge alle ricerche più approfondite. Dov’era la loro patria? Perché scomparvero senza lasciar traccia? Un’analisi degli aspetti misterici e controversi degli Etruschi.

L’articolo non avrebbe la sua forma attuale senza il contributo prezioso e determinante di Romano Manganelli, da sempre appassionato cultore della civiltà etrusca, che con profonda umiltà mi ha permesso di comprendere i miei sbagli e rafforzare la validità delle mie ricerche. (n.d.A)

L’ombra dei Rasna

Gli Etruschi sono il popolo più enigmatico ed affascinante che appartiene all’Italia, territorio principe della loro influenza. Secondo il ricercatore Mario Gattoni Celli, le notizie storiche su di loro non coprono più di cinque o sei pagine di libro. Nulla di più esatto.

I testi scolastici sorvolano rapidamente sulla potente monarchia etrusca sviluppatasi per molte generazioni, formata da sette re che gli alunni ripetono in successione come una filastrocca, dopo i quali si giunge immediatamente alla nascita della repubblica romana. I saggi degli studiosi, dal canto loro, aggiungono soltanto che gli Etruschi erano autoctoni della nostra penisola che parlavano una lingua indecifrabile e raggiunsero livelli eccelsi nelle arti, nella politica e nell’architettura, evitando di sottolineare le conquiste umane e spirituali donate all’impero romano. Negli ultimi anni, dopo attente riflessioni, si è fatto in strada in chi scrive il sospetto, divenuto pian piano certezza, che un fitto velo di silenzio sia calato sulla stirpe etrusca, per nascondere segreti di vitale importanza. Gli Etruschi non sono mai morti e ci hanno donato un tesoro inestimabile che narra una storia, la nostra, iniziata molto tempo fa.

Discesero dai Giganti

I ricercatori più audaci pongono l’origine degli Etruschi in Lydia, a oriente di Smirne, citando Erodoto che scrive ne Le Storie, I, 94: “Raccontano i Lidi che sotto il re Atys, figlio di Manes, vi fu in Lydia una grande carestia; per un po’ la popolazione vi tenne fronte, ma poi, visto che non cessava, … il re divise il popolo in due parti… A capo dei designati a rimanere pose se stesso; degli altri designati a partire, il proprio figlio Tirreno. Gli esuli scesero a Smirne, costruirono delle navi…e salparono alla ricerca di una nuova terra…, finché dopo aver costeggiato molti paesi, giunsero presso gli Umbri dove fondarono città che tuttora abitano…”

Manes, analogo al primo faraone egizio Menes, è il leggendario monarca Manu, nome collettivo che incarna la guida delle sette razze–madri con le corrispettive sottorazze. Il Manu aveva condotto moltissime migrazioni in epoche antidiluviane dalla primordiale Isola Bianca nel Mar del Gobi, la mitica Thule, territorio tropicale lussureggiante che estendeva i suoi confini al Polo Nord, sino alla formazione dei continenti di Mu e Atlantide. Gli Etruschi chiamavano se stessi Rasna, dalla radice ra, analoga al Ramu, re–sacerdote di Mu, Rama in India e al Ra egizio, personificazione dell’energia solare, cuore vitale del Cosmo. Simboli la svastica ed il globo alato delle tavolette di Mu, effigiate rispettivamente sui muri di Sovana, a Grosseto, e nella Tomba dei Rilievi di Caere. Le vie commerciali degli Etruschi erano le Tule che giungevano sino in Himalaya, e il cui eco ritroviamo nel toponimo Caput–tolium, capo delle Tule, il Campidoglio. Roma, infatti, sorge sul Tevere che incarna la Via Lattea e ha sette colli come gli astri dell’Orsa Maggiore, vicina alla stella polare citata nel Rg-Veda indù, asse del cielo che pulsa a Thule.

Antenati degli Etruschi sono i Toltechi, terza sottorazza principe della stirpe atlantidea, come apprendiamo dall’opera di Arthur Powell, Il Sistema solare. Di colore rosso–bruno, avevano un’altezza prodigiosa e primeggiavano nell’arte edilizia con templi ciclopici, strade lastricate e ponti. Crearono un impero splendente durato diversi millenni, quando un cataclisma si abbattè su Atlantide e i Toltechi si spinsero nelle Americhe, fondando la civiltà incaica, mentre i suoi eredi edificarono nel IX sec d.C. Tula in Messico, con i loro enormi “atlanti”. Il gene tolteco si ritrova intatto nella sesta sottorazza akkadiana, propria degli Etruschi, che presentano legami inestricabili anche con gli Egizi, i Maya e gli Indiani del Nordamerica, altri discendenti dei Toltechi.

Un colore regale

Gli affreschi nella Tomba del Triclinio, a Tarquinia, ritraggono uomini rossi, mentre la Tomba degli Auguri presenta personaggi di rango elevato del medesimo colore che si stagliano sopra individui comuni. Un altro ancora tiene fra le mani un uovo, segno della creazione eterna. I re etruschi, durante le cerimonie rituali, si tingevano di rosso con il minio, e rosso sarà il colore preferito dall’imperatore Nerone. Il rosso, ammettono gli studiosi, ha carattere sacro, senza spiegarne però il motivo. Simboleggia gli ancestrali predecessori e rimanda al culto del pianeta Marte, incarnato dalla Sfinge leonina interamente rossa, a Giza, e dal giaguaro della piramide di Chichén Itzà. Il felino sacro ricompare di nuovo a Tarquinia, nella Tomba dei Leopardi e in quella delle Leonesse, in realtà giaguari. I pellerossa del Nordamerica, infine, come gli Etruschi conservano sepolcri a forma di tumulo e venerano i simboli dell’uovo e del serpente.

Parlavano sanscrito

Ma chi erano in verità gli Etruschi? La lingua ne penetra il mistero? L’imperatore Claudio, affascinato dal loro mondo, scrisse i Tirrenika in venti volumi, spariti nel nulla. Stessa sorte subirono gli Annuali Etruschi custoditi nel Tabularium Capitolinum, che narravano la vera origine dei Romani, i Libri Etruschi e i Tusci libelli, conservandosi soltanto qualche frammento negli autori latini. Strano, dato che gli scolari romani andavano a studiare l’etrusco nella prestigiosa Caere. La lingua dei Rasna, afferma il filologo Bernardini Marzolla, svela un’antica discendenza dal primo idioma del pianeta: il sanscrito. Il testo più completo è inciso sulle bende di una mummia scoperta in Egitto due secoli fa, ora al Museo di Zagabria. Le strisce di tela, quattordici metri, compongono il “Libro della Mummia”, aggiungendosi alle oltre dodicimila iscrizioni rinvenute.

Adepti della Grande Madre

Intorno al 1.000 a.C., gli abitanti della Lydia dimorarono nell’isola di Lemno con capitale Efestìa, nel Mar Egeo, disseminata di necropoli e santuari alla vergine nera Cibele, invocata come madre dell’Indo. Le fanciulle raticavano la sacra teogamia in collegi particolari, che ricordano quelli delle Mamacones inca e delle Vestali romane. La società etrusca era di tipo matriarcale, come Atlantide, con le donne che presenziavano ai sacri culti e godevano di un peso influente nelle decisioni più importanti. Prova ne è la tomba Regolini–Galassi, scoperta nel 1836 a Caere, che ospitava la principessa Larthia, con indosso un fibula intessuta di minuscole sfere granulate. Rivelatrice, poi, la storia di Lucumone, figlio di un nobile corinzio, che insieme alla moglie Tanaquilla giunge a Roma da Tarquinia nel VII sec. a.C. Alle porte di Roma, un aquila afferra il cappello di Lucumone per poi restituirglielo. Un presagio sacro, simile al mito azteco, e alla fondazione della metropoli di Cajamarquilla in Perù, dove un condor avrebbe incoronato il suo fondatore. Tanaquilla è un nome incaico, dato che quilla significa luna, suggerendo che la donna appartenesse ad un antico culto lunare. In etrusco, lo stesso nome è Thanakhvil, dove than è l’aspetto femminile del dio Tin e akhvil è ancella, in quechua aclla, indicante cioè “le ancelle degli dèi”, un ordine sacro.

Gli avamposti megalitici

Lucumone entrerà a Roma mutando il suo nome in Tarchunies Rumach, Lucio Tarquinio Prisco, e diverrà re nel 607 a.C. dopo la morte di re Anco Marzio (strana assonanza con il termine egizio Ank–hor). Sarà lui a drenare l’acqua che alimenterà il Tevere dai colli attorno a Roma, a creare il Foro Boario, il Tempio di Vesta e il Circo Massimo, luogo di culto. Suo è anche il magnifico tempio di Tinia–Giove sul Campidoglio. Roma, territorio di povere palafitte, entrerà a far parte delle dodici città sacre che coprivano l’intera Etruria, mentre un numero analogo di metropoli interessò la Campania. Nell’erezione di un sito, i geomanti etruschi tracciavano due linee ad angolo retto in direzione nord–sud, il cardo maximus, e il decumanus maximus con andamento est–ovest, ponendo nel punto d’intersezione la pietra omphalos, ritrovata spesso intatta dai moderni mezzi di rilevamento.

Le metropoli etrusche annoverano Cortona, Arezzo, Fiesole, Tarquinia, Vulci e Populonia. Il monumentale complesso urbano di Caere, con una necropoli che copre 360 ettari, era anticamente il porto più potente del Mediterraneo, insieme ad Hatria, e da innumerevoli altri sulla costa Tirrenica. Uno dei più antichi insediamenti è Vetulonia, che superava Atene con oltre centomila abitanti. Le sue pietre megalitiche un tempo si stagliavano sulla collina–tumulo, ugualmente a Ollantaytambo sulle Ande. Sulla ciclopica Cosa, vicino Orbetello, vigila una Sfinge di pietra e il contiguo monte di Ansedonia è scolpito con animali mitologici analoghi a Marcahuasi. Indistinguibili, poi, la cinta muraria di Volterra lunga 8 km e quella di Pisaq in Perù, come pure i blocchi poligonali di Alatri e Amelia, pesanti centinaia di tonnellate, e Sacsayhuaman, sovrastante Cuzco. Le profonde affinità degli Etruschi con gli Inca trovano autorevole conferma in Zecharia Sitchin, da noi interpellato, il quale ha risposto affermativamente circa la nostra intuizione di un simile legame con la lontana America.

Colpisce, poi, l’omofonia di Chianciano (probabilmente consolidatosi da un etrusco Clanikiane) e Chan Chan, capitale del Gran Chimù peruviano, le quali conservano anche identiche urne funerarie antropomorfe risalenti al VII sec. a.C. A Poggio Murlo, Siena, è stata rinvenuta anche una statuina con barba posticcia di un “antenato”, munita di uno strano sombrero simile al copricapo del Guerriero di Capestrano. Infine abbiamo Veio, patria dell’artista Velca, che scolpì la magnifica statua di Apollo, divinità la cui l’effige sul Palatino sarà alta 15 metri. La stirpe degli Amhara o Aymarà, che abitarono l’antic Ameria (Amelia) con il nome di Amr, adoravano Apu Illu, Signore dei fulmini, sul Monte Soracte in Bolivia, mentre i Romani costruirono sul Monte Soracte, cantato da Orazio nelle sue Odi, un santuario ad Apollo.

Le invisibili arterie di Porsenna

L’opera più imponente è il Mausoleo di re Porsenna a Chiusi, tratteggiato da Varrone e Plinio nei loro libri. La struttura sembra un tempio buddhista con ben quindici piramidi di altezza indescrivibile e una sfera di bronzo al centro, che emetteva particolari frequenze. I suoi pinnacoli antenne rivolte al cielo per incanalare l’energia cosmica. Costituiva il centro oracolare madre in Italia, legato con quelli di Delfi, Dodona, Tebe, Heliopolis e Metsamor, in Asia Minore. Sotto il vicino Poggio Gaiella si diparte una fitta rete di gallerie sotterranee inesplorate che formano il labirinto di Porsenna, cuore cerimoniale connesso con le dodici città–stato e le metropoli gemelle al di là dell’oceano.
Anche le catacombe sotto San Pietro, una volta templi etruschi, erano parte di questo disegno.

Funzione iniziatica avevano i cunicoli ad U, come quello lunghissimo ed inquietante di S.Valentino e altri a Pitigliano, Sorano e Sovana, un’area archeologica di notevole interesse, costellata delle famose “tagliate”. Queste enormi strade nel tufo, che paiono scavate con il laser, si ergono vertiginose nelle vicinanze di necropoli, templi, luoghi sacri, e spesso vicine le une alle altre. Sorte al ritmo del flauto, con cui gli Etruschi scandivano ogni attività, richiamano alla mente il musico greco Anfione, il quale edifica Tebe “alla musica delle sua lira”, presumibile scienza sonica antidiluviana. Se l’enorme traforo sotto Castel Gandolfo, più di 1 km, è un’opera di ingegneria idraulica, lo scopo delle “tagliate” non è ancora chiaro. Alla luce delle attuali cognizioni, rappresentano allineamenti astronomici o tellurici di rilevante importanza, istoriate da glifi cosmici. Il tufo, infatti è un materiale radioattivo, rinvenuto anche a Cuzco e sulla piana di Nazca.

Guardiani della vita

L’illustre linguista Georges Dumézil, in appendice alla sua opera La religione romana arcaica (Rizzoli, 2001), dichiara in toni concisi che i Romani mutuarono da un “passato indoeuropeo” un solido sostrato rituale, che “l’apporto etrusco” modificò lievemente. Una contraddizione in termini. Per amore di chiarezza, facciamo notare che gli Etruschi sono l’elemento indoeuropeo, e i Romani si limitarono ad adottare le loro elevatissime concezioni, come in precedenza i Greci, poi totalmente stravolte.

Gli Etruschi erano un popolo pacifico, costretto ad impugnare le armi soltanto a causa delle vessazioni di Roma. Avevano una visione animista, in cui l’Universo tutto pulsa di vita e ogni organismo è connesso. Da qui l’amore per la Terra, i boschi, le fonti, le montagne e il cielo, sinfonia sublime dell’Energia Prima, che nel corpo umano esprime la sua sacralità attraverso le funzioni sessuali. Il loro pantheon è formato da numerosi personaggi ed esseri ausiliari, esprimenti i molteplici aspetti di una lontana dottrina esoterica, invisibile ai profani. Similmente agli gnostici, ritenevano, infatti, l’uomo al centro delle forze luminose ed oscure, in grado di stabilire da solo quale via intraprendere per tornare in alto.

Il linguaggio della Natura

Le rivelazioni uraniche si ritrovano nei Libri acherontici, sulle dimensioni nascoste, rituales, fatales, e i Libri haruspicini riguardanti l’epatoscopia, o esame del fegato, per gli Etruschi un piccolo cosmo in movimento. Una scienza definita dai Romani “etrusca disciplina”. I volumi provenivano dal sapiente fanciullo Tages, spuntato da una zolla di terra, informazione che ci ricollega al regno sotterraneo di Agarthi. La Madreterra donò agli Etruschi la geometria sacra e il suono primordiale, con il quale ammaliavano gli animali. Notevole l’incisione del mandala esoterico “fiore della vita” a sei petali, di matrice indiana, trovato sulla stele del guerriero Avele Feluske, a Vetulonia. La disposizione reticolare dei massi negli edifici replica la struttura biologica della cellula, facendo sì che l’intera costruzione prenda vita e “comunichi” determinate frequenze, particolarmente attive presso i corsi d’acqua. L’elemento liquido aveva una funzione purificatrice, ancor oggi apprezzata nei centri termali di Saturnia e Petriolo. Numa Pompilio, che le tradizioni descrivono come monarca pacifico e illuminato, era in contatto con la ninfa Egeria, che abitava una sorgente nel bosco sacro vicino al fiume Almene. L’acqua sorgiva magnetizza i raggi cosmici, come gli infrarossi, rigenerando la terra e le forme di vita. Nell’uomo potenzia la memoria ancestrale e inonda l’ipotalamo di energia planetaria.

Il bagliore di Zeus

Numa compose dodici libri di “scienze naturali” che nascose in un’arca nel suo sepolcro, trovato poi vuoto, e introdusse il calendario solare di 365 giorni e ¼. Padroneggiava il “fuoco di Zeus”, l’elettricità, e i suoi templi possedevano parafulmini all’entrata. Il suo successore, Tullo Ostilio, morì invece incenerito dalle scosse fulminanti. Il segreto di Numa passò a Porsenna, che nel VI sec.a.C. polverizzò Bolsena, invocando una folgore celeste, e sconfisse con una scarica elettrica un essere feroce dal nome profetico: Volt.

Lo studio dei tuoni e dei fulmini era codificato nei Libri fulgurales, con le istruzioni per evocare, dominare e guidare le folgori. Riti complessi seguivano alla caduta di un fulmine in un determinato luogo, che veniva immediatamente recintato per precauzione e dichiarato sacro, per la presenza nel terreno di ferro meteorico dei bolidi stellari, vitale agli Etruschi. I fulguratores, provvisti di cera nelle orecchie, allontanavano le vibrazioni residue modulando una parola sacra. Alle Sorgenti della Nova, un’antica metropoli guarda da una scalinata il Monte Becco, santuario etrusco, dove ancor oggi avvengono strani fenomeni magnetici. Anche Costantino, sacerdote del Sol Invictus, consultava segretamente gli aruspici etruschi, disposti a lanciare folgori sui Goti di Alarico nel 410 d.C., sotto papa Innocenzo. I fulgurales erano una parte dei Libri Vegoici, dono della ninfa Vecu al tempio di Apollo, in cui possiamo ravvisare i famosi Libri Sibillini, portati all’imperatore Augusto da una donna misteriosa e distrutti dai cristiani nel 400 d.C.

Gli iniziati sonici

Numa istituì il collegio dei lucumoni, formato da 60 sommi sacerdoti abbigliati con la veste di porpora, la catena d’oro, il tutulo conico sul capo che funge da ricettore celeste. In mano il lituo, lo scettro ricurvo sormontato da un’aquila, che emetteva onde sonore. I lucumoni erano medici–sciamani che viaggiavano nei mondi astrali acquisendo prodigiose conoscenze utili alla guida della comunità, come avviene nella culture siberiane ed uralo–altaiche. Fra gli Inca assumevano il nome di astronomi Tarpuntaes. Sempre a Numa dobbiamo la creazione di un altro enigmatico collegio, quello dei Flamines Dialis, custodi del soffio terrestre, che nascondono nel nome l’energia fiammeggiante della kundalini, alla base della spina dorsale. Costretti da severissime norme, dormivano in grotte sacre sopra un piccolo pertugio nel terreno. Il loro abbigliamento consisteva in una “camicia” dalle ignote funzioni e una sorta di stetoscopio con un filo di lana che captava l’afflato tellurico, vestimento che nell’insieme lascia intravedere perdute operazioni geotecniche di vulcanologia.

La stirpe del silenzio

Centro iniziatico e cuore della vita etrusca è il Fanum Voltumnae, nella fitta selva del Lamone intorno al Lago di Bolsena, che estendeva i suoi confini sino a Tarquinia, formando un luogo sacro al confine tra cielo e Terra. Qui, nel sacro Tempio, i lucumoni delle dodici città sacre si riunivano ogni anno per eleggere un nuovo sacerdote e celebrare la cerimonia misterica della Paska, in cui si spezzava il pane e si beveva il vino, mentre i partecipanti ricevevano una melagrana, la rigenerazione. I Rasna erano a conoscenza che il loro compito sulla Terra volgeva al termine, come gli Incas che lessero nelle stelle uguale ammonimento. Dieci “saecula” durava la civiltà gloriosa che avevano creato, e nulla, nemmeno il più potente dei lucumoni, era in grado di opporsi. Scomparvero all’alba di un nuovo Sole, stirpe coraggiosa che in silenzio aveva plasmato il tempo.
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 Oggetto del messaggio: Re: Atlantide - La collocazione
MessaggioInviato: 16/11/2018, 19:07 
Cita:

Antiche rovine sommerse al largo della Spagna: potrebbe essere davvero Atlantide, la leggendaria isola perduta

L'isola perduta di Atlantide potrebbe essere stata finalmente scoperta: si troverebbe al largo di Cadice



L’isola perduta di Atlantide potrebbe essere stata finalmente scoperta. Atlantide compare negli scritti del filosofo greco Platone, che nel 400 a.C. descriveva un’avanzata civiltà che regnava su un grande impero marittimo, circa 9.000 anni prima dell’epoca in cui egli viveva. La città al centro dell’impero era descritta con un enorme porto, grandi colonne al suo ingresso, un tempio per il dio Poseidone e massicce sezioni circolari di terra create dagli abitanti per vivere. Si ritiene che un catastrofico disastro naturale, come uno tsunami o un evento vulcanico, abbia spazzato via Atlantide, consegnandola alla leggenda.

Gli scienziati devono ancora scoprire le prove decisive dell’esistenza della città, mentre alcuni studiosi ritengono che Platone abbia inventato la storia come un modo per presentare le sue teorie filosofiche. Ora gli esperti del Merlin Burrows credono che le rovine sommerse della leggendaria città si trovino al largo della costa della Spagna meridionale. In particolare a nord di Cadice, in Andalusia, centrate intorno al Doñana National Park, che gli storici ritengono fosse un tempo un grande mare interno. Gli esperti sostengono che a sud e nord del parco ci siano le prove dell’esistenza della civiltà, con altri 15 insediamenti punteggiati lungo la costa.

A molti di questi insediamenti gli archeologi hanno attribuito un’origine greca o romana, dal momento che queste civiltà all’epoca hanno occupato quell’area, ma ora utilizzando le tecniche di ricerca satellitare, la fotografia aerea e le osservazioni da terra, gli esperti britannici credono di aver trovato tutte le strutture di Atlantide descritte da Platone e le prove di come siano state distrutte. Tim Akers, storico del Merlin Burrows, dichiara che non hanno solo scoperto Atlantide, ma anche che i suoi abitanti erano incredibilmente avanzati. Gli esperti del gruppo credono che le loro scoperte rappresentino una volta per tutte le prove dell’esistenza di questa civiltà.
Le scoperte

Le immagini aeree del sito dove Merlin Burrows ritiene di aver scoperto Atlantide una volta presentavano quello che considerano essere il porto della città. Platone scriveva di un muro lungo quasi 9km. Le immagini del gruppo britannico mostrano le prove, visibili ancora oggi, di dune di sabbia dove questo enorme muro è stato distrutto da un gigantesco afflusso d’acqua. La stessa acqua che probabilmente ha riempito l’entroterra di sedimenti, distruggendo la città. Inoltre, i test eseguiti su una patina blu-verdastra ritrovata su alcune delle rovine hanno svelato che si tratta di un tipo di cemento non visto prima e hanno svelato anche una metallurgia avanzata. I test eseguiti nel laboratorio italiano Modena Centro Prove hanno dimostrato che l’età di ciò che è stato scoperto risale a prima dei Greci o dei Romani.

Akers ha dichiarato: “Il sito si estende per oltre 160km dall’Atlantico al Mediterraneo. Per quanto riguarda l’età, non siamo ancora riusciti a fornire una data stabilita per l’inizio, ma la fine è stata nell’ultima era glaciale circa 10.000 anni fa. Al centro della linea delle città costiere vi era un enorme mare interno lungo oltre 100km, pieno di molteplici isole, alcune naturali, altre create dall’uomo. Il complesso principale consiste in due diverse piattaforme “multi-isola”. Ognuna è fuori asse rispetto alle altre in modo che chiunque sulle isole possa vedere ogni isola del complesso. È unico, non esiste un posto nel mondo che somigli a questo e le strutture si abbinano perfettamente alle dimensioni descritte da Platone. È davvero fantastico. Le indagini nel Doñana hanno portato alla conclusione che ci sono stati due disastri naturali (tsunami) che hanno fatto affondare le isole e le aree asciutte, uno dei quali si è verificato intorno al 1500 a.C. e l’altro intorno al 200 d.C. Anche nella Bibbia ci sono le prove di uno tsunami”.
Il film-documentario

Merlin Burrows ha registrato “Atlantica”, un film documentario sulla missione condotta per svelare al mondo la città di Atlantide. Nel film, il team visita i siti che ritiene mostrino ancora gli indizi delle persone che un tempo hanno vissuto lì, fino alla denominazione dell’antica città nell’area di Medina-Sidonia. Si ritiene che l’insediamento sia la città più antica d’Europa e il suo nome significa Città di Sidone, nome che potrebbe essere collegato a Poseidone.

Ankers sostiene che tutto quello che è stato trovato oggi con la nuova tecnologia si deve alle descrizioni di Platone: “Platone descrive la posizione esatta e tutto quello che abbiamo fatto è stato seguire i suoi passi su come gli antichi naviganti avrebbero viaggiato nelle città. Spieghiamo perché la gente non ha compreso i cerchi di Atlantide e perché nessuno avesse visto questi meravigliosi complessi prima. Il sito ha aggiunte cartesiane, greche, fenicie e romane e le nostre analisi dimostrano molteplici occupazioni nel tempo fino alla distruzione definitiva. Presentiamo i fatti e cerchiamo di non cadere nella speculazione. Quel che è unico nella nostra presentazione è che tutto questo materiale non è mai stato visto prima”. Ora la Merlin Burrows spera che il riconoscimento della scoperta e la distribuzione del film aiutino a proteggere l’area per le generazioni future e che assicurino i fondi per ulteriori studi.

Michael Donnellan, regista del film, ha concluso: “Improvvisamente sappiamo, non pensiamo ma sappiamo che l’umanità in una fase avanzata di sviluppo è esistita molto tempo fa e che è esistita indisturbata per molte migliaia di anni prima della sua distruzione”. Di seguito il trailer del film.

Guarda su youtube.com




http://www.meteoweb.eu/foto/rovine-spag ... 1181795/#1


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 Oggetto del messaggio: Re: Atlantide - La collocazione
MessaggioInviato: 23/11/2018, 18:41 
spero che potete generare dei sottotitoli e capire, atlantide e' esattamente dove platone disse che era.
LA spagna era distaccata Dalla Francia, circa 12mila anni fa ci fu un evento catastrofico che distrusse un intera civilta' molto piu evoluta di noi, la societa' in cui viviamo associa l'evoluzione con la tecnologia, una fissazione tutta appartenente alla nostra civilta'.

ci sono state inondazioni enormi, ma i canali di atlantide, seppur dilatati e deformati, sono ancora li, ci sono ancora 7 isole sotto il mare vicino LA penisola ispanica, simbolicamente chiamate le 7 sorelle rappresentanti le pleiadi.

all centro di atlantide e' stato scoperto questo mese un geroglifico stile cerchio nel grano ma fatto sulla Terra dura, di circa 3 miglia di diametro, alcuni lo hanno tradotto come un conto alla rovescia che dice 2019.
comparando le immagini satellitari dell ultimo decennio
si e' scoperto che il geroglifico risale all 2011.

https://youtu.be/JxXNKaqAroM

non voglio entrare in polemica ma un tempo questo forum aveva informazioni di prima mano, invece oggi devo dire che e' deludente vedere come vengono ignorate moltissime cose che accadono per via della barriera linguistica, di conseguenza esistono ancora topic e teorie in questo forum, a mio avviso, superate da un pezzo.



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 Oggetto del messaggio: Re: Atlantide - La collocazione
MessaggioInviato: 18/07/2020, 20:56 
Inserisco un'altro tassello di prova sull'ipotesi Atlantide nel canale di Sicilia:
Tutti i territori bagnati dove vi era l'antico mare Mediterraneo Orientale (chiuso), sono caratterizzate da Coste di Marna Bianca generate dal prosciugamento e del relativo abbassamento del livello del mare durante tutto il periodo in cui era chiuso l'Istimo di terra che univa la Tunisia alla Sicilia.
Costoni di Marne che sono assenti nei litorali delle Coste del Mediterraneo Occidentale.


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 Oggetto del messaggio: Re: Atlantide - La collocazione
MessaggioInviato: 19/07/2020, 01:49 
allora tutte le conformazioni geologiche simili dovebbero essere indizio di Atlantide
tu gira il mondo e vedi quante conformazioni simili trovi, e siamo punto e a capo...
invece devi trovare lì qualche specchietto con glifi atlantidei
tracce di insediamenti, anforette e utensili mai trovati prima, orologi... accendini in pietra pomice..
puoi provare a prendere una picozza e a scavare, si può fare, se il posto non è archeologicamente riconosciuto
poi se trovi qualcosa chiami archeologi e stampa



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 Oggetto del messaggio: Re: Atlantide - La collocazione
MessaggioInviato: 19/07/2020, 22:06 
Zelman ha scritto:
allora tutte le conformazioni geologiche simili dovebbero essere indizio di Atlantide
tu gira il mondo e vedi quante conformazioni simili trovi, e siamo punto e a capo...
invece devi trovare lì qualche specchietto con glifi atlantidei
tracce di insediamenti, anforette e utensili mai trovati prima, orologi... accendini in pietra pomice..
puoi provare a prendere una picozza e a scavare, si può fare, se il posto non è archeologicamente riconosciuto
poi se trovi qualcosa chiami archeologi e stampa

Io non so chi ti ha deputato a rompere sempre i "cabasisi" e non portare mai un discorso costruttivo. [:(]
Io non ho portato una prova , ma un'indizio per far capire che vi è stato un tempo in cui il mare mediterraneo orientale aveva un livello molto più basso rispetto al mare occidentale e i sedimenti formarono queste Falesie di Marna Bianca che si possono osservare in modo molto evidente nelle coste Siciliane, in Grecia e un po in tutte le Isole delle coste del medio-Oriente.
Posta le foto tu per vedere se in quelle Occidentali a cominciare dall'Algeria, Spagna, Francia o nelle coste del mar Tirreno dove si possono vedere. [:305]


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 Oggetto del messaggio: Re: Atlantide - La collocazione
MessaggioInviato: 19/07/2020, 23:11 
se il mito di Atlantide è vero parliamo di un periodo storico lontanissimo nel tempo penso almeno risalente al periodo dell'ultima glaciazione quando la morfologia dei continenti era molto diversa soprattutto nella linea costiera. In ogni caso gli Atlantidei non dovevamo essere granché visto che stando a Platone furono sconfitti dai greci (o presunti tali, visto che dubito vi fossero già popolazioni definibili come greche in quel periodo).



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 Oggetto del messaggio: Re: Atlantide - La collocazione
MessaggioInviato: 20/07/2020, 01:44 
bleffort ha scritto:
Zelman ha scritto:
allora tutte le conformazioni geologiche simili dovebbero essere indizio di Atlantide
tu gira il mondo e vedi quante conformazioni simili trovi, e siamo punto e a capo...
invece devi trovare lì qualche specchietto con glifi atlantidei
tracce di insediamenti, anforette e utensili mai trovati prima, orologi... accendini in pietra pomice..
puoi provare a prendere una picozza e a scavare, si può fare, se il posto non è archeologicamente riconosciuto
poi se trovi qualcosa chiami archeologi e stampa

Io non so chi ti ha deputato a rompere sempre i "cabasisi" e non portare mai un discorso costruttivo. [:(]
Io non ho portato una prova , ma un'indizio per far capire che vi è stato un tempo in cui il mare mediterraneo orientale aveva un livello molto più basso rispetto al mare occidentale e i sedimenti formarono queste Falesie di Marna Bianca che si possono osservare in modo molto evidente nelle coste Siciliane, in Grecia e un po in tutte le Isole delle coste del medio-Oriente.
Posta le foto tu per vedere se in quelle Occidentali a cominciare dall'Algeria, Spagna, Francia o nelle coste del mar Tirreno dove si possono vedere. [:305]

a me pare che le hai volute indicare come prova di atlantide in quel posto...
domani mi affitto un sommergibile e mi è venuta l'idea di andare anche fino al mar nero, lì sotto sembra ci siano tracce riferite al periodo storico di cui parliamo
il tempo in cui accadde il travasaggio del mediterraneo ad allagare quello spazio che oggi è il mar nero,
di questo non si parla, non è pertinente con atlantide?
faccio notare anche che nell'entroterra turco c'è un rimasuglio di una civiltà molto strana, quella di gobleki teple,
magari, non per allargare il discorso, è connessa con i superstiti di atlantide,
lo stretto del bosforo è molto somigliante con l'apertura detta delle colonnne d'ercole...
se gli atlantidei hanno rivaleggiato con la grecia, c'è vicinanza regionale...
faccio notare che le prime civiltà sono tutte in una zona geografica definita...
mesopotomia (assiri babilonesi sumeri) turchia (ittiti) persiani più a est, poi fenici, egiziani, greci, e se il mar nero era prima una depressione può darsi che atlantide sia nata lì... prima delle altre eventualmente...
colonne d'ercole si potrebbe intendere anche in senso negativo, ovvero qualcosa che prima teneva il mare (mediterraneo a ovest del bosforo) e con una forza sovrumana sono state diciamo "tolte"...
in una cultura se non animista del mondo ma attribuente ai fatti della natura una volontà questo caso regionale potrebbe essere un indizio...
immaginarsi i popoli limitrofi a cosa abbiano potuto assistere, sconvolgente anche per noi a vedersi, il travasaggio del mediterraneo nella depressione per rottura di una linea di terra...
salvo che platone abbia parlato espressamente di apertura all'estremo dell'occidente del mediterraneo
mi scoccia, ehm, leggere
magari fatelo voi che avete i faldoni e i papiri in copia [:o)]

NOTA: proprio all'inizio di questa pagina del thread, si citano gli Etruschi, altro mistero apparso dal nulla e con testimonianze (la lingua) enigmatiche...
si parla che fossero originari da est di Smirne, sulla costa turca,
non so se questa sia un'ipotesi, e comunque si sarebbero spostati per una carestia,
non quadra tanto con gli eventuali superstiti di Atlantide, mentre la regione, in relazione al cataclisma regionale nel mar nero sì... [:291]



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 Oggetto del messaggio: Re: Atlantide - La collocazione
MessaggioInviato: 20/07/2020, 07:53 
Zelman ha scritto:
si citano gli Etruschi, altro mistero apparso dal nulla e con testimonianze (la lingua) enigmatiche...
si parla che fossero originari da est di Smirne, sulla costa turca,
non so se questa sia un'ipotesi, e comunque si sarebbero spostati per una carestia


NO! gli Etruschi sono Troiani sfuggiti alla distruzione ultima!..studia di più e NON mischiare tutto!.. [:294] [:305]

RunaBianca del settembre 2011.pdf [498.34 KiB]
Scaricato 16 volte


Etruschi_e_Troiani_nellEneide_di_Virgili.pdf [202.8 KiB]
Scaricato 17 volte


e Gobekli Tepe NON C'ENTRA UNA MAZZA con Atlantide essendo stata costruita da una cultura che aveva origini da "cacciatori raccogitori" che divinavano gli "dei silvani"!..mentre gli atlantidei discendevano direttamente dal dio del mare Poseidone e da Atlas/Atlante, un suo figlio, che l'ha costruita e DALLA QUALE sorregge il mondo!.. [:305]

https://it.wikipedia.org/wiki/Atlantide

Atlantide capitale e REGINA dei mari PRIMA del 9000 bC!!! mentre nasce Göbekli Tepe a 780 mt.slm. come tempio politeista...uguale vero!?! la stessa cosa no?!?... [:302] [:297] [:305]

https://it.wikipedia.org/wiki/G%C3%B6bekli_Tepe

"le tue ipotesi" sono CIARLATANERIE di un pagliaccio che deve riempire pagine mestierando l'obolo...spaccando le balle ai puareti che sono "troppo buoni" -ed educati- per fanculizzarti! questa è la verità... [:246] [:297]

[:295]



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 Oggetto del messaggio: Re: Atlantide - La collocazione
MessaggioInviato: 20/07/2020, 08:19 
uhm, parli di "CIARLATANERIE",
non c'entra proprio,
io non dico di avere verità esclusive, riporto solo su quello che trovo,
non ho sul comodino il prontuario per esaminare tutte le ipotesi, se le espongo è solo per sapere se siano reali
perchè hai emergenza di dire che si tratta di "ciarlatanerie"? [:291]
penso che sia una proiezione tua

Ricorda comunque che a differenza tua e di qualcun altro che se scherzo io lo faccio capire tranne quando è ancora più comico lasciare la suspense



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 Oggetto del messaggio: Re: Atlantide - La collocazione
MessaggioInviato: 20/07/2020, 09:29 
ok...questo pdf non lo ha caricato! dice che è troppo grande, e allora aggiungo il link... [8]

https://www.academia.edu/14439906/A_Gob ... anit%C3%A0


@Z-man
ascolta! NON si tratta NE di "suspance", NE di essere "comici", NE di fare "ipotesi"! Basta studiare i link, i pdf, leggere libri, dispense, quant'altro di inerente! ma te NON lo fai, NON ti occorre! sai già TUTTO! sei nato poliglotta OLTRE che "Guardia di porta"... [:293] [:302] [:297] [:305]

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 Oggetto del messaggio: Re: Atlantide - La collocazione
MessaggioInviato: 20/07/2020, 10:05 
Scusate se mi intrometto nelle vostre diatribe che senza dubbio rivelano in ogni caso molta cultura e approfondimenti sul tema, ma la cosa che vi sfugge è che Atlantide anche all'epoca delle testimonianze che presentate, era una cultura estremamente antica, molto di più di quella che si crede, per cui non si può trovare la collocazione dell'isola secondo gli scrittori dell'epoca.
Era moooolto più antica e lontana nel tempo.



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 Oggetto del messaggio: Re: Atlantide - La collocazione
MessaggioInviato: 20/07/2020, 13:12 
andreacorazza ha scritto:
Scusate se mi intrometto nelle vostre diatribe che senza dubbio rivelano in ogni caso molta cultura e approfondimenti sul tema, ma la cosa che vi sfugge è che Atlantide anche all'epoca delle testimonianze che presentate, era una cultura estremamente antica, molto di più di quella che si crede, per cui non si può trovare la collocazione dell'isola secondo gli scrittori dell'epoca.
Era moooolto più antica e lontana nel tempo.


Esatto.



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MessaggioInviato: 20/07/2020, 15:45 
dalla conversazione con la signora Gomez e Neus, qualche anno fa a Quito

(...) Tiro fuori il foglio con le domande, lo apro e sto per cominciare a leggere la prima domanda, quando Diva mi ferma sorridendo.

“Cominciamo con la prima domanda, quella piu semplice, dunque…da decenni state cercando l’isola di Atlantide, dov’era, se c’e’ ancora, ma non avete ancora capito che non era solo un’isola, era una religione, una speranza, un modo di vivere avveniristico. L’isola principale, quello che e’ rimasto delle sue ciclopiche costruzioni, e’ ancora in fondo al mare, posso vedere le mura anche ora, tra le Galapagos, la punta settentrionale, e Rapa Nui, l’estremo meridionale. E’ tutto ciò che e’ ancora visibile, ma presto si scopriranno delle pietre, dei simboli, quelli di Atlan e Tin, da li’ comincerà la vera ricerca. Dalle Galapagos esisteva, esiste ancora visto che viene utilizzato dalle navi delle Confederazioni, un varco dimensionale che fa, diciamo cosi, risparmiare molte ore di viaggio. Esisteva un nesso diretto tra Atlan, Tin e le tue amate piramidi…tu sai quanti sono i pianeti del sistema solare?”

Faccio rapidamente il conto….”Sono nove, mi sembra”

“Allora, Plutone non viene considerato un pianeta ma solo una roccia anonima della fascia di Kuiper, per cui, sono otto. In realtà, i pianeti erano undici: quindicimila anni fa, il passaggio di una cometa dentro il sistema solare ha creato un disequilibrio che ha portato al cambio di orbite e allo scontro tra due pianeti originali, Naoma e Tarasalia, che caddero sulla Terra. Cosi si spiega la fine della civiltà atlantidea.”

“Signora Diva, ho contato dieci pianeti finora, ne manca uno?”

“Si Andrea, esiste un gran bel pianeta che ha una rivoluzione lunghissima, ma anche quando arriverà, non sarà visibile, perché appartiene ad un’altra dimensione. I suoi effetti gravitazionali, purtroppo, si faranno invece sentire. Tempo al tempo!”

“Quante dimensioni esistono, allora?”

“Noi viviamo in un sistema decadimensionale -interviene Neus- ma la realtà e’ ancora piu vasta”

Ecc ecc



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MessaggioInviato: 20/07/2020, 16:18 
andreacorazza ha scritto:
dalla conversazione con la signora Gomez e Neus, qualche anno fa a Quito

(...) Tiro fuori il foglio con le domande, lo apro e sto per cominciare a leggere la prima domanda, quando Diva mi ferma sorridendo.

“Cominciamo con la prima domanda, quella piu semplice, dunque…da decenni state cercando l’isola di Atlantide, dov’era, se c’e’ ancora, ma non avete ancora capito che non era solo un’isola, era una religione, una speranza, un modo di vivere avveniristico. L’isola principale, quello che e’ rimasto delle sue ciclopiche costruzioni, e’ ancora in fondo al mare, posso vedere le mura anche ora, tra le Galapagos, la punta settentrionale, e Rapa Nui, l’estremo meridionale. E’ tutto ciò che e’ ancora visibile, ma presto si scopriranno delle pietre, dei simboli, quelli di Atlan e Tin, da li’ comincerà la vera ricerca. Dalle Galapagos esisteva, esiste ancora visto che viene utilizzato dalle navi delle Confederazioni, un varco dimensionale che fa, diciamo cosi, risparmiare molte ore di viaggio. Esisteva un nesso diretto tra Atlan, Tin e le tue amate piramidi…tu sai quanti sono i pianeti del sistema solare?”

Faccio rapidamente il conto….”Sono nove, mi sembra”

“Allora, Plutone non viene considerato un pianeta ma solo una roccia anonima della fascia di Kuiper, per cui, sono otto. In realtà, i pianeti erano undici: quindicimila anni fa, il passaggio di una cometa dentro il sistema solare ha creato un disequilibrio che ha portato al cambio di orbite e allo scontro tra due pianeti originali, Naoma e Tarasalia, che caddero sulla Terra. Cosi si spiega la fine della civiltà atlantidea.”

“Signora Diva, ho contato dieci pianeti finora, ne manca uno?”

“Si Andrea, esiste un gran bel pianeta che ha una rivoluzione lunghissima, ma anche quando arriverà, non sarà visibile, perché appartiene ad un’altra dimensione. I suoi effetti gravitazionali, purtroppo, si faranno invece sentire. Tempo al tempo!”

“Quante dimensioni esistono, allora?”

“Noi viviamo in un sistema decadimensionale -interviene Neus- ma la realtà e’ ancora piu vasta”

Ecc ecc

io leggo un paio di balle molto più grandi di una casa:
che la regione o isola di Atlantide si sia inabbissata va bè, preso per vero, si deve capire come e DOVE
però che sia stato causato questo inabissamento:
1. quindicimila anni fa
2. da due "pianeti" addirittura, manco satelliti: pianeti;
sono le balle del racconto
perchè: in quindicimila anni addirittura due pianeti che collidono con la Terra non se ne tolgono i detriti manco se piove acido solforico, anzi... forse, ma così non è stato, nessuno ha visto piogge di acido solforico:
e CI SAREBBERO TRACCE DEGLI IMPATTI E DEI DETRITI DIVERSI DALLE ROCCE E OVUNQUE, E SE NE SAREBBERO ACCORTI DA TEMPO, ANCHE QUELLI CHE HANNO UN MINIMO DI CONOSCENZE DI GEOLOGIA
la Terra sarebbe un bitorzolo come una patata lunga

poi la questione del pianeta dell' altra dimensione
leggendo "non è visibile" stavo cominciando a pensare che potesse essere una testimonianza passata di mano riguardo al sospettato Primordial Black Hole che sarebbe nei pressi del sistema solare e nominato con terrore nelle testimonianza sumere per gli sconvolgenti effetti causati nel presunto avvicinamento (Nibiru)
poi ho letto che è un "gran bel pianeta" e quindi il racconto deve riferirsi a qualche altra cosa,
va bè... mettiamo che ci sia almeno una dimensione che non conosciamo, ne vengono avvisate dieci
mi sembra una faccenda troppo difficile e presa addirittura sul serio, almeno questa delle dieci dimensioni
che non si vedono e non si sentono, mah [:291]
ovviamente uno può dire che c'è quello che non esiste, che prova ne porta?
nemmeno la prova c'è, giusto perchè non si vede
andiamo bene con gli indizi



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