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 Oggetto del messaggio: Re: Piramidi , cosa sono veramente 2
MessaggioInviato: 26/03/2025, 13:47 
cari amici, vedere anche:
viewtopic.php?f=12&t=8537&start=225

e

https://www.youtube.com/watch?v=bM8vzUUZdVM&t=14s

ciao
mauro



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 Oggetto del messaggio: Re: Piramidi , cosa sono veramente 2
MessaggioInviato: 05/10/2025, 12:14 
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Robert Sepehr





Anthropologist Challenges "Out of Africa" Theory of Human Origins

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It is now scientifically irrefutable fact that the "human species" has been found to contain a substantial quantity of DNA (at least 20%) from other hominid populations not classified as Homo sapien; such as Neanderthal, Denisovan, African archaic, Homo erectus, and now possibly even "Hobbit" (Homo floresiensis).

If not given drugs to prevent infant death, the pregnant body of a rhesus negative mother will attack, try to reject, and even kill her own offspring if it is by a rhesus positive man.

The Domestic dog (Canis lupus familiaris) is a sub-species of the gray wolf (Canis lupus), and they produce hybrids. There are numerous other examples of where two separate species (for example with different numbers of chromosomes) can also produce viable offspring, yet are considered separate species. That said, humanity has been shown to be, genetically speaking, a hybrid species that did not all share the same ancestry in Africa.

Recent sequencing of ancient genomes suggests that cross-species interracial interbreeding went on between the members of several human-like groups more than 30,000 years ago, including an as-yet unknown human ancestor. "There were many hominid populations,” says Mark Thomas, evolutionary geneticist at University College London.


Recent genetic studies are touting shocking headlines about how ancient humans 'rampantly interbred' and indulged in inter-species interracial sex with multiple mystery sub-races in a "Lord Of The Rings"-style world of different creatures, including mystery DNA - neither human nor Neanderthal, not yet identified.

Scientific evidence refuting the theory of modern humanity’s African genesis is common knowledge among those familiar with the most recent scientific papers on the human Genome, Mitochondrial DNA and Y-chromosomes.

Regrettably, within mainstream press and academia circles, there seems to be a conspicuous – and dare we say it – deliberate vacuum when it comes to reporting news of these recent studies and their implications.




È ormai un fatto scientificamente inconfutabile che la "specie umana" contenga una quantità sostanziale di DNA (almeno il 20%) proveniente da altre popolazioni di ominidi non classificate come Homo sapiens; come l'uomo di Neanderthal, il Denisova, l'uomo arcaico africano, l'Homo erectus e ora forse anche l'"Hobbit" (Homo floresiensis).

Se non vengono somministrati farmaci per prevenire la morte infantile, il corpo gravido di una madre Rh negativa attaccherà, cercherà di rigettare e persino uccidere la propria prole se è di un uomo Rh positivo.

Il cane domestico (Canis lupus familiaris) è una sottospecie del lupo grigio (Canis lupus) e produce ibridi. Esistono numerosi altri esempi in cui due specie distinte (ad esempio con un diverso numero di cromosomi) possono produrre prole vitale, pur essendo considerate specie separate. Detto questo, è stato dimostrato che l'umanità è, geneticamente parlando, una specie ibrida che non condivideva tutte le origini africane.

Un recente sequenziamento di genomi antichi suggerisce che l'incrocio interrazziale tra specie diverse sia avvenuto tra i membri di diversi gruppi simili all'uomo più di 30.000 anni fa, incluso un antenato umano ancora sconosciuto. "Erano presenti numerose popolazioni di ominidi", afferma Mark Thomas, genetista evoluzionista presso l'University College di Londra.

Recenti studi genetici stanno pubblicando titoli scioccanti su come gli antichi umani si siano "ibridati in modo sfrenato" e si siano abbandonati a rapporti sessuali interrazziali tra specie diverse con molteplici sottorazze misteriose in un mondo in stile "Il Signore degli Anelli" popolato da creature diverse, tra cui un DNA misterioso, né umano né neanderthaliano, non ancora identificato.

Le prove scientifiche che confutano la teoria della genesi africana dell'umanità moderna sono di dominio pubblico tra coloro che hanno familiarità con i più recenti studi scientifici sul genoma umano, il DNA mitocondriale e i cromosomi Y.

Purtroppo, all'interno della stampa mainstream e degli ambienti accademici, sembra esserci un vuoto evidente – e osiamo dirlo – deliberato quando si tratta di riportare notizie su questi recenti studi e sulle loro implicazioni.

Immagine

According to anthropologist Robert Sepehr, "the Egyptian kings lists reveal that the total number of years covered by all of their god-kings equals 36,525. This time frame perfectly matches the sudden appearance of Cro-Magnon in the human fossil record.” In his book, Species with Amnesia, he continues, "Manetho was an Egyptian historian and priest who lived during the Ptolemaic era, the 3rd century BC. He wrote the famous Aegyptiaca (History of Egypt), which is often used by us Anthropologists to identify the chronology of the reigns of pharaohs. His translation of the Egyptian king lists reveals that the total number of years covered by all the king-lists equals 36,525. According to the chronology of Manetho, about 36,525 years ago Gods on Earth began to rule Earth, lasting until about 22,625 years ago when Demigods succeeded them, until about 11,600 years ago when mortal humans began to rule until the present day. This time frame perfectly matches the period of Cro-Magnon man in the fossil record."




Secondo l'antropologo Robert Sepehr, "gli elenchi dei re egizi rivelano che il numero totale di anni coperti da tutti i loro re-dei è pari a 36.525.



Questo lasso di tempo corrisponde perfettamente alla comparsa improvvisa dell'uomo di Cro-Magnon nella documentazione fossile umana".


Nel suo libro, Specie con Amnesia, continua: "Manetone fu uno storico e sacerdote egizio vissuto durante l'era tolemaica, il III secolo a.C.

Scrisse la famosa Aegyptiaca (Storia d'Egitto), spesso utilizzata da noi antropologi per identificare la cronologia dei regni dei faraoni.

La sua traduzione delle liste dei re egiziani rivela che il numero totale di anni coperti da tutte le liste dei re è pari a 36.525.


Secondo la cronologia di Manetone, circa 36.525 anni fa gli Dei sulla Terra iniziarono a governare la Terra, durando fino a circa 22.625 anni fa, quando i semidei li sostituirono, fino a circa 11.600 anni fa, quando gli umani mortali iniziarono a governare fino ai giorni nostri.

Questo intervallo di tempo corrisponde perfettamente al periodo dell'uomo di Cro-Magnon nella documentazione fossile."


Immagine

Immagine

http://atlanteangardens.blogspot.it/201 ... frica.html





Guarda su youtube.com







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 Oggetto del messaggio: Re: Piramidi , cosa sono veramente 2
MessaggioInviato: 14/11/2025, 20:28 
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L'INCREDIBILE RIVESTIMENTO

DELLE PIRAMIDI



qwfsfaafaca chefren.jpg





Quello che resta del rivestimento che copriva la piramide di Chefren.



Civiltà antiche e antichi misteri



venerdì 12 dicembre 2014






Nel loro stato originale ognuno dei quattro lati delle Piramidi di Giza aveva un rivestimento liscio composto da lucidi blocchi perfettamente sagomati.

Questo rivestimento le copriva interamente e il sole d'Egitto le avrebbe fatte brillare come degli specchi giganteschi in mezzo al deserto. Gli antichi egizi chiamavano la Grande Piramide di Cheope "Ikhet", che significa "luce gloriosa".

Ci tengo a far notare la complessità del lavoro svolto dagli ingegneri che hanno realizzato questo capolavoro.

Del rivestimento che copriva le piramidi di Giza è rimasto soltanto quello della parte superiore della piramide di Chefren, una buona parte si è staccata in seguito a un devastante terremoto che colpì la zona del Cairo nel 1301 a.C., il resto invece è stato usato per edificare la città in un periodo storico in cui non c'era alcun interesse per le antichità, portando le piramidi di Giza ad una progressiva spogliazione.

Questo rivestimento e' un capolavoro dell'ingegneria, immaginate le enormi difficoltà che ci potevano essere nell'adattare i blocchi del rivestimento a quelli che compongono il corpo della piramide. I blocchi del rivestimento combacino alla perfezione e il raggiungimento di un simile risultato avrà sicuramente richiesto continue misurazioni. I blocchi del rivestimento dovevano essere tagliati e sagomati alla perfezione in quanto ogni pezzo doveva combaciare sia con i blocchi grezzi della piramide, sia con gli altri blocchi del rivestimento.


eafasfd cheope.jpg




Base del rivestimento della piramide di Chefren






Questo lavoro rappresenterebbe una sfida ardua per gli ingegneri di oggi che hanno a disposizione computer, gru, ruspe, strumenti idraulici e macchine di ogni genere, figuriamoci per quelli di migliaia di anni fa che potevano contare solo su strumenti tecnici di poco superiori a quelli dell'eta' della pietra. Inoltre non bisogna dimenticarsi di calcolare le enormi difficoltà che ci potevano essere nel muovere carichi di decine di tonnellate sull'inconsistente sabbia del deserto. Alla base del lato nord alcuni blocchi che componevano il rivestimento sono ancora intatti e hanno dimensioni enormi.

Nella piramidi Romboidale di Snefru a Dahshur invece è rimasta intatta una considerevole parte del rivestimento. Guardando questa piramide possiamo immaginare meglio quale fosse l'aspetto originale delle tre piramidi di Giza ed avere un'idea di quanto fosse magnifico il lavoro svolto per creare una superficie liscia su tutti e quattro i lati delle piramidi







picture-066 snefru.jpg



9756_768881356518631_6505278898268217414_n sne.jpg






Piramide romboidale di Snefru (IV dinastia)






Piramide romboidale di Snefru. fonte immagine

https://copybard.wordpress.com/page/2/



https://civiltaanticheantichimisteri.bl ... T6-arqKyEQ




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Mauro , con calma , mi trovi materiale sui rivestimenti ?



zio ot [:305]





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 Oggetto del messaggio: Re: Piramidi , cosa sono veramente 2
MessaggioInviato: 16/11/2025, 11:28 
caro barionu,
in questo topic
viewtopic.php?f=12&t=18078&hilit=rivestimento+piramide+giza&start=90
se ne era parlato.
Tuttavia a pag 7 del presente topic dicesti:

Cita:
MAURO !

A INIZIO TOPIC PARLO DELLE PIETRE DI RIVESTIMENTO DI CHEOPE E CHEFREN ,

MA I LINK CHE TU AVEVI TROVATO , ARTICOLI E FOTO , SONO TUTTI INATTIVI !

URGE UN' AMPIA RICERCA .



e a pag 8 ho messo quelle qui postate, altre non ce ne sono,o sono...sparite! [8D]

ciao
mauro



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 Oggetto del messaggio: Re: Piramidi , cosa sono veramente 2
MessaggioInviato: 17/11/2025, 22:45 
Grande Piramide: Le Prove del più Grande Inganno della Storia

Guarda su youtube.com


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 Oggetto del messaggio: Re: Piramidi , cosa sono veramente 2
MessaggioInviato: 18/11/2025, 15:11 
se ne parla già qui:

Immagine

https://www.lacadutadeldogma.it/
a mio avviso un gioiello questo libro



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 Oggetto del messaggio: Re: Piramidi , cosa sono veramente 2
MessaggioInviato: 09/12/2025, 20:23 
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Liebherr


LR 13000

gru cingolata



Guarda su youtube.com










https://www.liebherr.com/it-it/autogru- ... xsJnYY_nLA


https://www.instagram.com/p/DRPhV_jkkno/

MAURO , TROVAMI TUTTO IL MATERIALE CHE ESISTE SU STA GRU ....


NON RIESCO A SCARICARE UNA SOLA IMMAGINE ! [:294]



zio ot [:305]



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 Oggetto del messaggio: Re: Piramidi , cosa sono veramente 2
MessaggioInviato: 10/12/2025, 10:38 
Immagine

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https://www.bing.com/videos/riverview/r ... ajaxhist=0



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 Oggetto del messaggio: Re: Piramidi , cosa sono veramente 2
MessaggioInviato: 10/12/2025, 10:51 
comunque, nel link che hai postato, ci sono foto e misure di altezze e di carico.

ciao
mauro



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 Oggetto del messaggio: Re: Piramidi , cosa sono veramente 2
MessaggioInviato: 09/01/2026, 11:57 
cari amici

Guarda su youtube.com


Copia

Nel 1977, un'azienda giapponese si offrì volontaria per costruire una copia più piccola della Grande Piramide sull'altopiano di Giza, utilizzando metodi e tecnologie costruttive che avrebbero dovuto guidare gli architetti dell'epoca dei faraoni.

La copia della piramide di Cheope avrebbe dovuto essere alta poco più di 10 metri, con una base 15 volte più piccola dell'originale

. Le dimensioni dei blocchi avrebbero dovuto variare da 1 a 3 tonnellate, mentre la massa di alcuni blocchi della Grande Piramide raggiungeva le 80 tonnellate.

L'impresa, sebbene insolita, sembrava fattibile e il tempo di costruzione della piramide fu stimato in un mese.

Alla fine, l'intero processo di costruzione richiese un anno.

Questo nonostante l'utilizzo di gru moderne e persino di un elicottero per installare alcune parti della struttura.


Dopo il completamento della costruzione della piramide,

il responsabile del progetto affermò di aver capito come NON venivano costruite le piramidi

ciao
mauro



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MessaggioInviato: 10/01/2026, 12:57 
---------------

CARO MAURO !

Come sempre ottimo lavoro !

Ok vedi se riesci a trovare del materiale sull ' esperimento nova del 1997 !




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Decisamente comico , la questione dell' ESPERIMENTO NOVA



Ovvero di quella incredibile ciofeca -patacca che Lehner spacciò come esperimento dimostrativo riuscito

per la costruzione di Cheope ....


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Esperimenti di NOVA costruzione di una piramide

Nel 1997 Mark Lehner e Roger Hopkins, uno scalpellino di Sudbury, si unirono per condurre un esperimento di costruzione di una piramide per un episodio televisivo della serie NOVA. Costruirono una piramide alta sei metri e larga nove metri, per un totale di 162 m³ e 405 tonnellate.

Era formata da 186 pietre pesanti in media 2,2 tonnellate ognuna. Impiegarono solo tre settimane a farlo. Dodici cavatori scavarono le 186 pietre in 22 giorni. Furono in grado di impilarle utilizzando 44 uomini.

Utilizzarono martelli di ferro, scalpelli e leve (si tratta di una scorciatoia moderna, dato che gli Egizi potevano disporre solo di rame e legno).

Fecero la cosa anche con strumenti di rame, concludendo che era possibile farlo anche in quel modo, solo che serviva manodopera aggiuntiva per rimodellare costantemente nuovi attrezzi.

Stimarono di aver bisogno di altri venti uomini per questa operazione.

Un altro trucchetto fu l'uso di una pala caricatrice o di un carrello elevatore.

Comunque gli strumenti moderni non potevano essere utilizzati per la costruzione fisica della piramide.


Utilizzarono le leve per sollevare la pietra di punta della piramide ad un'altezza di sette metri. Quattro o cinque uomini erano in grado di usare le leve su pietre pesanti meno di una tonnellata, ruotarle e trasportarle facendole rotolare.

Le pietre più grosse andavano trascinate. Scoprirono che ponendo le pietre su slitte di legno, e trascinandole su percorsi di legno, potevano trascinare una pietra da due tonnellate usando da dodici a venti uomini.

Il legno usato per costruire slitte e tracciato andava importato dal Libano a costo molto elevato, dato che in Egitto se ne trovava poco.

Anche se questi neo-costruttori hanno faticato a ricreare l'unione perfetta tipica degli antichi Egizi, Hopkins era convinto che col tempo avrebbero fatto più pratica.[51][52]


https://it.wikipedia.org/wiki/Teorie_su ... idi_egizie




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Era il dicembre 2007 -- gennaio 2008 e la furiosa discussione che scaturì tra gli eretici e gli ortodossi

portò al definitivo ban di steiger - olbers : pdf 19 23

viewtopic.php?f=12&t=20773




Nel libro


https://www.lacadutadeldogma.it/


trovate il NOVA A PAG 290 -298

con la descrizione esaustiva dei fatti ,

ovvero che Lehner era dovuto ricorrere a strumenti di acciaio , camions et elevatori per costruire

un piccolo aborto di piramide .... [:297] [:297] [:297]




zio ot [:305]



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 Oggetto del messaggio: Re: Piramidi , cosa sono veramente 2
MessaggioInviato: 08/06/2026, 21:10 
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ALBERTO DONINI

ARCHEOLOGIA - ULTIME NOTIZIE ED APPROFONDIMENTI
Ingegnere italiano misura le erosioni del monumento egizio.”La piramide di Giza? Gli orologi della pietra indicano che potrebbe essere stata costruita 20mila anni fa, durante il Neolitico e poi restaurata da Cheope”. Lo studio



REDAZIONE28 GENNAIO 2026


Alla base della Grande Piramide di Giza, superfici calcaree contigue mostrano gradi di alterazione sensibilmente diversi, riconducibili a tempi di esposizione differenti agli agenti atmosferici. Su questa osservazione si fonda uno studio pubblicato nel gennaio 2026 dall’ingegnere italiano Alberto Donini, che propone un metodo di datazione alternativo — il Metodo dell’Erosione Relativa (REM) — applicato al monumento attribuito a Cheope. L’analisi, basata sul confronto quantitativo dell’erosione tra superfici esposte in epoche diverse ma appartenenti allo stesso contesto litologico, conduce a una stima cronologica che si discosta radicalmente dalla datazione tradizionale dell’Antico Regno, aprendo un dibattito metodologico sulle possibilità e sui limiti dell’erosione come indicatore temporale in archeologia monumentale.

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Nel gennaio 2026 Alberto Donini ha pubblicato un articolo che propone un approccio di datazione non convenzionale, applicato alla Grande Piramide. I risultati, se presi alla lettera, portano a una conclusione dirompente: i modelli di erosione osservabili alla base del monumento sarebbero compatibili non con una costruzione intorno al 2560 a.C., come stabilito dalla cronologia egittologica, ma con un’epoca enormemente più remota, fino a decine di migliaia di anni fa, in pieno tardo Paleolitico. Un’ipotesi che, proprio per la sua portata, richiede di essere descritta con precisione e valutata con cautela.

Il cuore del lavoro di Donini è la convinzione che l’erosione della pietra possa funzionare come un orologio naturale, se letta in modo comparativo. REM non misura un tasso assoluto di degradazione, ma confronta superfici rocciose adiacenti, costituite dallo stesso materiale e soggette, almeno in teoria, alle medesime condizioni ambientali. A Giza, questo confronto sarebbe reso possibile da una circostanza storica ben documentata: la rimozione dei blocchi di rivestimento in calcare fine che, in origine, rivestivano la piramide rendendola liscia e riflettente.

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Le fonti medievali e le analisi archeologiche concordano sul fatto che gran parte di quel rivestimento fu smantellato dopo grandi eventi sismici, in particolare il terremoto del 1303 d.C., e riutilizzato nelle costruzioni del Cairo in epoca mamelucca. Di conseguenza, alcune superfici calcaree alla base della piramide sono state esposte agli agenti atmosferici solo da circa 675 anni, mentre altre, immediatamente adiacenti, sarebbero rimaste esposte fin dalla costruzione originaria del monumento. Secondo Donini, questa differenza temporale costituisce un laboratorio naturale ideale.

Il metodo prevede di misurare l’usura della pietra – sotto forma di vaiolatura, microcavità, perdita uniforme di materiale – e di confrontare quantitativamente le superfici “giovani” con quelle “antiche”. Se l’erosione procede in modo approssimativamente lineare, il rapporto tra i volumi o le profondità di materiale perso permetterebbe di stimare per quanto tempo le superfici più erose sono rimaste esposte.

Lo studio si basa su dodici punti di misurazione distribuiti attorno alla base della piramide. In ciascun punto Donini ha documentato e stimato l’erosione di lastre di pavimentazione o blocchi calcarei, distinguendo chiaramente il lato rimasto coperto fino al Medioevo da quello esposto sin dall’origine. In uno degli esempi più illustrativi, una stessa lastra mostra da un lato una superficie profondamente butterata, dall’altro un’erosione appena accennata. Applicando un modello di erosione lineare, il calcolo restituisce per quel singolo punto un tempo di esposizione superiore a 5.700 anni prima del presente, già più antico della cronologia ufficiale.

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Altri punti, tuttavia, producono valori molto più elevati. Diverse misurazioni suggeriscono equivalenti di 20.000, 30.000 o persino 40.000 anni di esposizione. La media aritmetica dei dodici punti porta a un valore di circa 24.900 anni prima del presente, che corrisponderebbe a circa il 22.900 a.C. Donini insiste sul fatto che REM non ambisce alla precisione cronologica fine, ma a individuare un ordine di grandezza temporale.

Per rendere esplicita l’incertezza, l’autore applica una semplice analisi statistica: calcola la deviazione standard dei risultati e costruisce una curva di probabilità di tipo gaussiano. In base a questo modello, la probabilità che la Grande Piramide sia stata costruita tra il 9.000 e il 36.000 a.C. risulterebbe pari al 68,2%, con un picco di probabilità concentrato intorno ai primi millenni del 20.000 a.C. È una forchetta amplissima, che riflette sia la dispersione dei dati sia la natura sperimentale del metodo.

Lo stesso Donini dedica ampio spazio alle fonti di incertezza. L’erosione della roccia calcarea non è un processo costante nel tempo. Il clima dell’Egitto nel tardo Pleistocene e nell’Olocene antico era probabilmente più umido dell’attuale, con piogge più frequenti che avrebbero potuto accelerare l’alterazione chimica della pietra. Al contrario, l’inquinamento moderno, le piogge acide e l’intenso calpestio turistico potrebbero aver aumentato i tassi di erosione negli ultimi secoli, falsando il confronto con le superfici esposte più di recente.

Anche l’azione umana introduce variabili difficili da modellare. La base della piramide è oggi attraversata da migliaia di visitatori ogni giorno, mentre in epoca faraonica e per gran parte della storia successiva l’area era molto meno frequentata. Inoltre, come nel caso della Sfinge, periodi di seppellimento sotto la sabbia potrebbero aver protetto alcune superfici dall’erosione per secoli o millenni, interrompendo la linearità del processo. Donini sostiene che l’uso di più punti di misurazione e della media riduca l’errore complessivo, ma riconosce che singoli valori possono sovrastimare o sottostimare l’età reale.

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Il contrasto con la cronologia consolidata è netto. L’egittologia colloca la costruzione della Grande Piramide nel regno di Cheope, nella IV dinastia, sulla base di un insieme coerente di evidenze: documenti storici, iscrizioni, segni di utensili compatibili con le tecnologie dell’Antico Regno, datazioni al radiocarbonio di materiali organici associati e un solido contesto archeologico. A fronte di questo quadro, le date suggerite dal REM appaiono difficili da integrare.

Per colmare la discrepanza, Donini riprende un’ipotesi presente da tempo nella letteratura marginale: la piramide potrebbe essere precedente a Cheope, che si sarebbe limitato a restaurarla o riadattarla. È un’idea che gli studi tradizionali hanno finora respinto, proprio perché non supportata da evidenze archeologiche indipendenti. Non a caso, il lavoro di Donini non è stato sottoposto a revisione paritaria su una delle principali riviste del settore e resta, allo stato attuale, fuori dal consenso accademico. Molti archeologi sottolineano che i tassi di erosione sono estremamente variabili e che modelli lineari applicati a decine di migliaia di anni rischiano di semplificare eccessivamente processi complessi.

Eppure, il valore del lavoro sta forse meno nelle date proposte che nella provocazione metodologica. REM invita a interrogarsi su quanto ancora si possa estrarre, in termini di informazione, dalle superfici lapidee dei grandi monumenti, e su come metodi mutuati dall’ingegneria e dalle scienze dei materiali possano dialogare – o scontrarsi – con l’archeologia storica. In questo senso, la Grande Piramide continua a funzionare come un dispositivo critico: non solo un oggetto del passato, ma un banco di prova per le nostre categorie interpretative.


Per ora, Akhet Khufu resta saldamente ancorata all’Antico Regno. Ma studi come quello di Donini mostrano che anche i monumenti più studiati del mondo antico non sono immuni da domande radicali. Come lo stesso autore riconosce, solo misurazioni indipendenti, verifiche incrociate e un confronto aperto con la comunità scientifica potranno stabilire se il Metodo dell’Erosione Relativa sia destinato a diventare uno strumento complementare o a rimanere un esercizio isolato. Nel frattempo, le superfici calcaree di Giza continuano a erodersi lentamente, accumulando un tempo che, comunque lo si interpreti, resta ancora in parte da decifrare.

Fonte. Donini, A. (2026). Rapporto preliminare sulla datazione assoluta della Piramide di Cheope utilizzando il metodo dell’erosione relativa (REM). Università di Bologna. DOI: 10.5281/zenodo.18315238



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https://www.stilearte.it/piramide-cheop ... -italiano/

https://www.goodreads.com/book/show/1154087.Thoth





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MATTHEW LACROIX



Sempre metodo dell' erosione ....







https://www.quotidiano.net/magazine/sim ... e-uwogs84d

https://www.agi.it/estero/news/2026-02- ... -35475109/

https://www.amazon.it/Missing-Key-Ancie ... B0GBS27RJX












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 Oggetto del messaggio: Re: Piramidi , cosa sono veramente 2
MessaggioInviato: 08/06/2026, 21:35 
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03 giu 2020 17:09




DA PAG 44


38.0000 A.C.




Questa data era già stata proposta da Ralph Ellis nel 1997 :



Immagine




https://www.amazon.it/Thoth-Architect-U ... 0932813186

http://www.ancientegypt.eu/the-great-py ... /index.php

basandosi su un calcolo delle erosioni delle pietre .

DA APPROFONDIRE .






zio ot [:305]



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