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superpippo ha scritto:

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Thethirdeye ha scritto:


...... [:0] [:0] [:0]




BERLINO - Due deputati tedeschi hanno oggi proposto al governo greco, alle prese con le conseguenze disastrose della crisi, di vendere alcune delle sue splendide isole per ripianare il debito. Lo riferisce oggi il giornale Bild che riassume così il senso delle loro dichiarazioni: "noi vi diamo la grana, voi ci date Corfù".E l'occhiello si spinge ancora più in là "...e vendete anche l'Acropoli".

Fonte: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche ... 99020.html

"Lo stato greco deve rinunciare alla sua partecipazione nelle società e vendere le sue proprietà fondiarie, come ad esempio le isole disabitate", ha detto al giornale Frank Schaffler, esperto di economia del partito liberaldemocratico. Rincara la dose il deputato della Cdu di Angela Merkel Marco Wanderwitz:"se l'Unione europea, e dunque la Germania, aiutano finanziariamente la Grecia, bisognerà che dia qualche garanzia in cambio". "Alcune isole, per esempio, potrebbero andare bene", ha aggiunto. Secondo il ministero del turismo, le isole greche sono 3054, di cui solo 87 abitate. Angela Merkel incontrerà oggi il primo ministro greco George Papandreu a Berlino.

"La cancelliera non può promettere alla Grecia alcun aiuto" ha aggiunto Schaeffler. In un'intervista alla televisione Ard il viceministro degli esteri greco Dimitris Droutsas ha liquidato l'offerta con poche parole: "Ho sentito che dovremmo vendere l'Acropoli. Questo tipo di suggerimenti non mi appropriati in questo momento".



Vi giuro che pensavo fosse uno scherzo!


Io pure..... [:D]



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"…stanno uscendo allo scoperto ora, amano annunciare cosa stanno per fare, adorano la paura che esso può creare. E’ come la bassa modulazione nel ruggito di una tigre che paralizza la vittima prima del colpo. Inoltre, la paura nei cuori delle masse risuona come un dolce inno per il loro signore". (Capire la propaganda, R. Winfield)

"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

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MessaggioInviato: 06/03/2010, 22:12 
un'interessante notizia apparsa sulla TV tedesca ProSieben
e riportata da Zerohedge.


Fonte: http://www.altrainformazione.it/wp/2010 ... iovono-tv/

Risulta infatti che la fonderia W.C. Heraeus, il più grande produttore e raffineria di metalli preziosi a capitale privato, ha individuato un blocco di tungsteno da mezzo chilo spacciato per lingotto d’oro.

La fonderia se n’e’ accorta poco prima della fusione.
Il lingotto falso è stato spacciato da una banca non meglio definita.
Qui il filmato.




La cosa in se’ non sarebbe di enorme gravità, non fosse che, come ben sanno gli affezionati lettori, che all’epoca della presidenza Clinton, la banda Robert Rubin – Alan Greenspan – Lawrence Summers ebbe la brillante idea di creare circa 1,5 milioni di lingotti di tungsteno da 400 once da una fonderia.

Di questi, 640.000 lingotti furono dorati e spediti a Fort Knox, dove in teoria sarebbero dovuti rimanere.
In questo modo, gli effetti della grande truffa della banda Rubin-Greenspan-Summers si sarebbero limitati a Fort Knox ed alla grassa plusvalenza tra il valore dell’oro ed il valore dell’tungsteno (circa 1000 volte di più) più il costo della realizzazione.
La truffa sarebbe potuta continuare ancora a lungo.

Tuttavia qualcosa deve essere andato storto.
Probabilmente i lingotti buoni si sono mescolati con quelli falsi, nonostante le marcature univoche (si spera) e qualche lingotto falso deve essere uscito da Fort Knox. Il che ci fa dubitare sulla marcatura univoca, ma passi. Comunque risulta che il 3 settembre dell’anno scorso Pechino ordinava il ritiro di tutte le sue riserve di oro fisico da Londra a Hong Kong.
E risulta che un mese dopo Pechino ha scoperto che non è tutto oro quello che luccica, e che alcuni dei lingotti d’oro che aveva in tasca sono in realtà blocchi di tungsteno ricoperto d’oro.
Oggi la notizia che nella più grande fonderia privata del mondo è stato scoperto un lingotto d’oro falso.
E’ segno che i lingotti al tungsteno stanno circolando, il che getta incertezza sul più certo ed ultimo degli asset rimasti: l’oro fisico.
Intanto Soros investe in oro, sapendo che è probabilmente una bolla.

Aggiornamento: segnalo anche questo interessante approfondimento: alla ricerca dell’oro perduto

http://bimboalieno.altervista.org/?p=309






Della serie che...... stanno falsificando anche
l'UNICO "bene rifugio"...[:246]

Siamo alla frutta.


Qui un ulteriore approfondimento:
Economia : Non è tutto oro quello che luccica
http://www.ufoforum.it/topic.asp?whichp ... Y_ID=80163



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MessaggioInviato: 07/03/2010, 16:39 
Il fatto è:
cosa ci rimarrà dopo la frutta?
Un regime (certamente non quello da operetta che abbiamo adesso), o l'anarchia?



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MessaggioInviato: 08/03/2010, 01:47 
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superpippo ha scritto:

Il fatto è: cosa ci rimarrà dopo la frutta?
Un regime (certamente non quello da operetta che abbiamo adesso),
o l'anarchia?


Dopo la frutta c'è il dessert.....
Cioè l'anarchia totale alimentata dal caos.

E dopo ancora c'è l'amaro.
Cioè un regime globale fascista.... chiamato NWO.
Che verrà messo in campo allo scopo di arginare e ripristinare il controllo.

Bello eh?



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MessaggioInviato: 08/03/2010, 22:34 
PANICO ALLA FEDERAL RESERVE O RITORNO ALLA NORMALITA’ ?

Immagine

Fonte: http://www.altrainformazione.it/wp/2010 ... normalita/

La decisione della Federal Reserve di alzare i tassi d’interesse non è certamente un segno di fiducia degli USA nella ripresa economica né un segnale che la politica della Fed stia lentamente tornando alla normalità come dichiarato. È più che altro un segnale di panico riguardo la debolezza dei mercati di obbligazione del governo statunitense, il cuore del sistema finanziario del dollaro.
I mercati finanziari hanno reagito con grande gioia, comprando dollari e vendendo euro, alla decisione della Fed di alzare i tassi per la prima volta dal 2006 nell’ambito del cosiddetto “tasso di sconto”, salendo dallo 0,5% al 0,75%. Il tasso di sconto è il tasso di interesse imposto alle banche per prendere prestiti dalla banca centrale. Allo stesso tempo la Fed ha lasciato invariato e storicamente basso – tra 0,0% e lo 0,25% – il suo ben più importante tasso a breve termine dei fondi-Fed.
Nel suo discorso ufficiale il consiglio di amministrazione ha dichiarato che la manovra sui tassi era intesa per riportare le banche private all’interno del mercato dei prestiti tra privati e sganciarle dalla dipendenza dei soldi sussidiati della Federal Reserve che erano stati stanziati fin dall’inizio della crisi nell’agosto 2007.
La decisione, in parole povere, era pensata per dare l’impressione di un “ritorno al business come al solito”. Allo stesso tempo, esperti finanziari come George Soros continuano a parlare apertamente di una sostanziale debolezza dell’euro. Il che ha l’effetto di tenere la pressione speculativa lontano dai fondamentalmente più gravi fondamenti economici e finanziari all’interno della zona dollaro e alle spese dell’euro. La verità è che il mondo del dollaro sta facendo tutt’altro che “tornare alla normalità”.
“Deficit insostenibili”
Il presidente conservativo della St. Louis Federal Reserve Bank, Thomas Hoenig ha recentemente avvisato in un piccolo discorso riportato che se l’entità del debito del Federal Reserve Budget non viene significativamente e drasticamente ridotto, il debito pubblico diventerà presto simile a quello di Italia e Grecia, superando il 100%. In un altro discorso Hoenig ha sottolineato che “le proiezioni fiscali per gli Stati Uniti sono così sconvolgenti che, in un modo o nell’altro, la riforma dovrà esserci. La politica sta seguendo un percorso insostenibile. Il governo degli Stati Uniti deve fare delle modifiche ai propri programmi di spesa e tasse. Del resto, è semplice. Se non vengono adottate misure preventive e correttive riguardo le prospettive fiscali, gli Stati Uniti rischiano di provocare la loro prossima crisi.”
Tradotto nel linguaggio profano, questo significa operare tagli selvaggi alle spese del Governo in un momento in cui la disoccupazione reale sta salendo a una portata ufficiosa del 23% della forza lavoro, e gli stati lottando per tagliare le proprie spese, mentre i dollari federali scompaiono.
In breve, l’economia degli Stati Uniti, anche se nessuno vuole ammetterlo, è nel bel mezzo di una “trappola da debiti” in stile Terzo Mondo. Se il Governo taglia il deficit, l’economia cadrà ancora di più in una fase di depressione. Ma se continua a stampare moneta e a vendere debiti, i compratori dei debiti del tesoro americani cominceranno a un certo punto a rifiutarsi di comprare, determinando un brusco innalzamento dei tassi di interesse nel bel mezzo di condizioni altrettanto catastrofiche per l’economia.
Boicottaggio dell’obbligazione ?
La seconda opzione, quella di un boicottaggio da parte dei compratori delle obbligazioni americane, potrebbe essere già iniziata. L’11 febbraio, la tesoreria statunitense ha tenuto un’asta di 16 bilioni di dollari per 30 anni di obbligazioni e titoli per finanziare il suo deficit esplosivo. In un piccolo articolo di resoconto di una vendita che non era andata bene in termini di domanda, le banche centrali straniere hanno ridotto la propria quota di acquisto da una media recente del 43% da un totale di appena il 28%. Le più grandi banche centrali compratrici del debito statunitense negli ultimi anni sono stati quella cinese e quella giapponese. Inoltre, sembra che la stessa Federal Reserve sia stata obbligata a comprare la domanda debole, il 24% del totale delle obbligazioni vendute contro il 5% soltanto il mese precedente.
Il deficit della Federal raggiungerà un picco stimato di 1,6 trilioni di dollari nell’arco del corrente anno fiscale che finisce a settembre 2010 continuerà l’anno prossimo e per almeno un’altra intera decade, superando una media di 1 trilione all’anno.
La situazione si aggraverà ulteriormente perché la generazione successiva alla seconda guerra mondiale, la cosiddetta generazione del baby-boom nata tra il 1945 e il 1966, inizierà ad andare in pensione in grandi quantità. Ciò priverà il governo federale delle entrate di tasse alla sicurezza sociale, che passerà dal costituire un attivo per il budget della Federal Reserve a un passivo, perché dovrà pagare la pensione ai suoi ex lavoratori. Questo aggraverà molto l’entità del debito nel corso della prossima decade e anche oltre.
La super-inflazionata era del “budget surplus” di Clinton non era in realtà il risultato di niente di fatto da Clinton o dai suoi segretari del tesoro Robert Rubin e Larry Summers. È successo più a causa dell’ingannevole pratica di contare sulle entrate della Social Security fin da quella generazione. Questa entrata di tasse ha iniziato a trasformarsi in quella che diventerà un’enorme uscita durante la prossima decade.
“Una nuova sindrome cinese”
Ad ogni modo, in risposta a tutto questo sembra implementare una serie di politiche folli, con un’azione in diretta contraddizione rispetto a un’altra. È questo il caso dei recenti sviluppi nei rapporti tra Washington e la Cina, la più grande compratrice delle obbligazioni degli Stati Uniti, almeno negli ultimi mesi.
La Casa Bianca di Obama ha di recente imposto tariffe punitive per l’importazione di pneumatici da auto cinesi. Ha poi innalzato la frizione nelle relazioni con i suoi più grandi creditori annunciando una provocatoria vendita di armi di bilioni di dollari a Tawain, con grande protesta della Cina. In più, il segretario di Stato Hillary Clinton si è intromessa nella regolamentazione interna di Internt in Cina criticandola apertamente per presunta censura. Poi, tanto per gettare sale sulla ferita, il presidente Obama ha incontrato il Dalai Lama in una cerimonia ufficiale a Washington il 18 febbraio. Un genuino interesse per il benessere dei monaci tibetani non era probabilmente la ragione. Serviva piuttosto per segnalare una più forte pressione degli USA sulla Cina. Ufficialmente, a quell’appuntamento, Pechino ha reagito in modo calmo, anche se fermo e deciso. La sua risposta, ad ogni modo, potrebbe arrivare su un’arena finanziaria più che politica, qualcosa che il vecchio filosofo cinese militare, Sun Tzu, ha senza dubbio suggerito.
Sembra che il governo cinese abbia già iniziato a reagire all’inopportuna pressione degli Stati Uniti boicottando l’acquisto dei debiti della tesoreria statunitense. A dicembre i cinesi erano venditori netti delle obbligazioni del governo US, vendendo più dei 43 bilioni di dollari del valore dei debiti statunitensi. Ricavato il suo enorme surplus annuale di mercato dai suoi guadagni di esportazione, la Banca Nazionale Cinese attualmente detiene riserve di valute straniere e altri attivi, incluso oro, per un valore di 2,4 trilioni di dollari. O per lo meno il 60% di quanto è stimato essere nella tesoreria statunitense e altri debiti garantiti del governo, forse per una somma vicina a 1,4 trilioni. Se la Cina continua a riversare debiti sui mercati finanziari internazionali, il dollaro crollerà e un’ondata di crisi ne deriverà in tutta Wall Street e oltre.
Provare a contenere questa tendenza al boicottaggio dell’acquisto di obbligazioni statunitensi da parte delle banche centrali internazionali e delle altre, è stata probabilmente la vera ragione per la quale la Bernake Fed ha improvvisamente innalzato il tasso di interesse, nonostante il peggioramento dell’economia domestica in termini reali. Sembrano tutti essere coinvolti in un colossale gioco di bluff di mercato, per provare a convincere che “il peggio è passato”.
Che la mossa della Fed, così come i recenti fondi di contenimento e gli attacchi di Wall Street nel contesto degli avvenimenti greci, sembrano sempre di più economie coperte di guerra per la futura sopravvivenza del dollaro come principale valuta mondiale. Come spiega il mio ultimo libro Gods of Money:Wall Street e la morte del secolo americano il potere globale americano a partire dal 1945 è dipeso dall’avere il dollaro come valuta di riserva mondiale indiscussa e l’esercito americano come il potere dominante del mondo. Se il dollaro si svaluta, l’esercito diventa vulnerabile a sua volta.
La Fed è in una situazione tanto disperata da tentare di evitare un totale panico di vendite delle obbligazioni che potrebbe provocare un reazione di collasso finanziario a catena. Questo è il motivo per cui ha innalzato un tasso lasciando a zero il ben più importante tasso dei fondi Fed. È un bluff disperato. Fino ad ora i lemming del mercato finanziario sembrano aver abboccato. Fino a quando durerà non è chiaro.
Non appena la crisi greca sarà risolta e diventerà chiaro che la situazione, per quanto difficile, in Spagna, Portogallo e Italia non sono da considerare in default, perché i loro problemi non sono vicini a una fine, le prospettive per il dollaro e per l’euro potrebbero cambiare drammaticamente.
In questo scenario la banca centrale cinese possiede maggior potere per decidere il risultato. Uno delle possibili conseguenze della crescita globale dell’impasse è la prospettiva per cui la banca popolare cinese aumenterà drasticamente il suo acquisto delle riserve di oro e argento. Che, uno alla volta, potrebbero servire la Cina molto meglio che il comprare i debiti americani e servirebbero da base per stabilire un ruolo futuro della propria valuta nel mercato nazionale e internazionale, per di più in modo indipendente dall’euro e dal dollaro.
“Un’opportunità d’oro”
Le riserve cinesi di oro sono state fino a poco tempo fa relativamente basse in confronto alla portata delle sue riserve totali. Le riserve ufficiali di oro della banca centrale cinese erano 1054 tonnellate a marzo 2009, per un valore di circa 37 bilioni di dollari al prezzo attuale. Il che costituisce soltanto l’1,5% delle sue riserve totali e che è comunque cresciuto del 76% dal 2003. In media, le banche centrali internazionali mantengono circa il 10% delle loro riserve d’oro. La Bundensbank tedesca mantiene circa 3400 tonnellate di oro, la seconda quantità maggiore dopo la Federal Reserve. Solamente per raggiungere il 10% di quel livello, la Cina dovrebbe acquistare un valore di più di 200 bilioni di dollari- più o meno l’equivalente di due anni di produzione di una miniera globale.
L’argento non è in genere una parte consistente delle riserve della maggior parte delle nazioni, ma la Cina è storicamente un’eccezione, perché ai tempi dell’impero prima del 1900 basava la propria economia su uno standard di argento più che su uno d’oro, così ha mantenuto consistenti riserve d’argento. Uno degli scopi della “Guerra dell’Oppio” del 1840 contro la Cina era prosciugare lo stato cinese delle sue riserve di valuta d’argento in vantaggio dello standard d’oro britannico.
Nel 2001 e nel 2002 la Cina era uno dei maggiori venditori di argento, vendendo un totale di 100 milioni di once al prezzo di soli 5 dollari l’una. Da quel momento in poi, ha smesso di vendere argento. Lo scorso settembre, il governo cinese ha fatto passare un decreto che incoraggiava i risparmiatori cinesi a comprare l’argento, spiegando che l’acquisto di argento sarebbe stato un buon investimento dal momento che il rapporto di prezzo tra oro e argento era di 70 a 1, storicamente molto alto, offrendo così loro lingotti di piccola valuta con cui acquistarlo, e impedendogli di esportare l’argento dalla Cina.
Questa è stata quasi certamente una mossa studiata per smorzare la speculazione sui mercati di stoccaggio e per contenere la crescita della domanda di soldi, dal momento che i depositi delle banche convertite in argento sarebbero stati effettivamente sterilizzati. Inoltre, se la tanto attesa crisi del sistema bancario cinese si evolverà mai, l’effetto sul sofferente pubblico cinese sarebbe mitigato se le persone mantenessero un benessere minimo nella forma di lingotti prontamente negoziabili.
È molto verosimile che la Cina sia ora un compratore molto importante di argento, e ancora di più d’oro. Dunque, una liquidazione delle holding della banca popolare cinese delle tesorerie statunitensi potrebbe ricavare un compenso attraverso l’acquisto d’oro a proprio nome e d’argento per soddisfare il pubblico cinese.

Fonte: http://www.financialsense.com
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Traduzione per http://www.comedonchisciotte.org a cura di VIOLA CAON



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MessaggioInviato: 09/03/2010, 08:18 
ieri sera su rebus è andato in onda:signoraggio,debito pubblico,tassi di interesse e inflazione.e nn si è parlato piu' di tanto di brigantaggio(per nn dire peggio), diffuso a tutti i livelli.mi chiedo come facciamo a sopravvivere ancora.
bush in america inizia a chiedere se ci manchi già..ummhhh!!
mi sa' che ormai ci siamo..


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IL PIÙ GRANDE CATACLISMA ECONOMICO DELLA STORIA UMANA!
DI GILLES BONAFI

gillesbonafi.skyrock.com

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Fonte: http://www.altrainformazione.it/wp/2010 ... ria-umana/

Per quelli che non avessero ancora capito che il 1929 è stata una partita amichevole, paragonata alla distruzione economica in corso, ecco il grafico del centro di ricerca di ricerca della Federal Reserve di St. Louis, riguardante la base monetaria USA [vedi sotto N.d.r.].
Noterete come tutto si sia accelerato negli anni ’70 (Vietnam, choc petrolifero) ma soprattutto nel momento in cui il dollaro ha smesso di essere convertibile in oro (1971), diventando “fluttuante” (1973), cioè slegato dalla realtà economica. John Connelly, segretario del Tesoro, ha cosi dichiarato nel 1971: “ Il dollaro è la nostra moneta, ma è un vostro problema”.
Ora, certe fonti sembrano credere che gli USA affogheranno senza far niente. La loro potenza economica è distrutta, questo è vero, ma la loro potenza militare è intatta. Il peggio, quindi è ancora da venire, sperando che questo non degeneri in una terza guerra mondiale che porterebbe l’umanità alla sua dissoluzione.

Albert Edwards, responsabile di ricerca alla Société Générale, conferma (quello che già viene annunciato da oltre 2 anni), che non ci troviamo di fronte ad una crisi economica “classica”. D’altra parte, impiega il termine “Global Collapse”! Per quanto mi riguarda, si tratta piuttosto della fine del nostro sistema economico, un sistema penoso di captazione di ricchezze per un piccolo gruppo di predatori, un sistema squilibrato che trasforma tutto in modo esponenziale! Un sistema economico che funziona come un circuito aperto in una biosfera a circuito chiuso, una follia!


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Penso che siamo tutti responsabili di quanto accade oggi, dal momento che la nostra società funziona secondo la legge di potenza (legge di Pareto) e dei frattali. I peggiori tra di noi, (e non i migliori) riescono, quelli senza scrupoli e il cui ego è più sviluppato, in un certo senso dei super predatori. È terribile poiché qualunque sia il sistema messo in atto, la legge di potenza e quella dei frattali, si possono applicare (comunismo o capitalismo). Siamo in un pasticcio innominabile.
Questo mondo, il nostro sistema politico ed economico, non sono che i riflessi (frattali) di quello che siamo.
Certamente, non possiamo che rallegrarci della fine di un tale sistema che ha trasformato l’essere umano in merce, dal momento che non bisogna dimenticare che il primo impiego (sul piano quantitativo) per una donna o un bambino, nel mondo, è la prostituzione. Per vivere, certi vendono i propri organi. E dire che esistono ancora dei “pensatori”, dei “grandi intellettuali” che si inchinano al capezzale del moribondo per tentare di salvarlo!
Jean Guéhenno, ha detto tutto: “il vero tradimento è quello di seguire il mondo per come è e impiegare la nostra mente per giustificarlo”.
Tuttavia, sappiamo che il rischio della messa in atto di un sistema ancor peggiore, è possibile.
Non facciamo che entrare in una tormenta e vi posso garantire che ci scuoterà per bene.

La soluzione?
Bisognerebbe cominciare a prendere coscienza (ecco la mia definizione della spiritualità) di ciò che siamo, di quello che desideriamo essere. Ci troviamo in una società vuota, materiale, prigionieri dei nostri desideri. Tutti i saggi, i messaggeri (da Buddha a Gesù), l’hanno capito, e, non dimentichiamoci, la spiritualità e la religione sono due cose differenti: la religione ha sistematicamente rovesciato i messaggi originali al fine di modificarli a vantaggio di questo sistema di dominio.
Roger Guasco, ci fornisce qualche indicazione:
“Il modo di funzionare della società ci conduce all’annientamento generale, disgraziato l’uomo lucido (consapevole) che rifiuta di lasciarsi scivolare verso la morte poiché si cercherà in tutti i modi di metterlo a tacere. In occidente, la società paranoica lo tratterà da paranoico. In Russia, verrà internato, in Cina rieducato…”
Lui stesso pone la domanda chiave e dà una risposta:
“- Cosa possiamo dire a questi uomini che si ergono come nemici, gli uni contro gli altri, disprezzandosi vicendevolmente?
Questa è una cosa disperante ma il vero nemico è dentro te stesso e là dentro è riposta la speranza perché tu possa vincere ma sei solo tu a poterlo fare, l’insegnamento non può sostituirsi a te.”
Certamente, non si tratta di meditare in un angolo e aspettare che tutto passi. Bisogna smetterla di aver paura, mettendoci insieme per sbarazzarci dei nostri super predatori.
“L’uomo non progredisce dall’errore alla verità, ma di verità in verità, da una minore a una superiore.” Swami Vivekananda.

Titolo originale: "Le plus grand cataclysme économique de l’histoire humaine ! "

Fonte: http://gillesbonafi.skyrock.com
Link: http://gillesbonafi.skyrock.com/2799819 ... maine.html

27.02.2010

Traduzione per http://www.comedonchisciotte.org a cura di MICOL BARBA



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Grecia, sciopero generale e i maialini anticrisi del Corriere
mar 12th, 2010 di Felice Capretta

Fonte: http://informazionescorretta.blogspot.c ... alini.html

Aeroporti chiusi.
Traghetti fermi.
Treni nelle stazioni, banche chiuse, ospedali fermi, scuole chiuse.
Ma dove sono tutti i greci?
Sono in piazza. Sciopero generale. Per dare il bentornato al primo ministro Papandreu che è appena rientrato dal suo viaggio tra Berlino, Parigi e Washington a rassicurare i creditori ed i detentori di interesse stranieri.
Prima pero’ uno sguardo al Corrierone, che dalla sua home page dedica "la foto del giorno" alle proteste in Grecia con la seguente didascalia…
La foto del Corriere
"Maialini anticrisi – Manifestazione ad Atene contro il pacchetto anti-crisi da 4,8 miliardi di euro annunciato dal governo"
Questa la foto dei "maialini anticrisi"


Immagine

i maialini anticrisi

Sembrano così carini. Roba da finire con una grigliata tra amici.
Le foto scorrette
Liquidata così la notizia degli scontri che oggi hanno infiammato la Grecia, con la popolazione che, stanca e ferocemente incazzata fatta di lavoratori che non credono giusto accollarsi il costo della crisi, ha fermato la nazione con uno sciopero generale di protesta.
Risulta infatti che è scoppiato un grosso casino.

Forse sarebbe stato più utile dedicare spazio a foto come queste:

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La caccia al maialino


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La scelta del maialino grasso


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La fase di affumicatura


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La rosolatura a fiamma alta


l Jazeera riporta che 200 poliziotti sarebbero passati dalla parte dei manifestanti, che hanno fronteggiato la polizia in consueto grembiulino antisommossa schierata a difesa del Parlamento.
Intervistato da Euronews, il portavoce di uno dei principali sindacati greci, Stathis Anestis ha dichiarato:

"Al nostro paese sono state imposte misure che sono socialmente ingiuste e colpiscono i lavoratori, riducendo i loro diritti. Noi invece diciamo che la gente, con i suoi bisogni, viene prima del mercato".

Il pranzo è servito.

Link Informazione Scorretta
http://informazionescorretta.blogspot.c ... alini.html



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MessaggioInviato: 14/03/2010, 15:15 
All'estero scommettono sull'Italia come successore della Grecia..

Fonte: http://www.theglobeandmail.com/report-o ... le1497312/

Why Italy faces a derivatives time bomb

Local governments eager to cut financing costs for years rushed to sign up for complex derivatives contracts

Financial markets are gripped by the role derivatives have played in Greece's debt crisis, but Italy also has a derivatives time bomb, and hundreds of cities are in the €24-billion blast zone.

Many local governments eager to cut financing costs for years rushed to sign up for complex derivatives contracts, even when the terms were in English. But some cities, facing big losses when interest rates go up, are now trying to pull out of derivatives and suing the international and local banks that arranged the deals.

In a test case, a judge in Milan will decide in coming weeks whether to try 13 people and four banks – UBS, Deutsche Bank, Germany's Depfa and JPMorgan Chase & Co – on aggravated fraud charges. The case stems from a derivatives swap over a €1.68-billion 30-year bond, the biggest issued by an Italian city.

Milan, Italy's financial capital, is facing a €100-million loss on the deal, city officials say. Milan is also suing the banks for €239-million in overall liabilities.

In the southern region of Puglia, prosecutors are seeking to bar Merrill Lynch, a unit of Bank of America Corp, from government contracts for two years. The move stems from derivatives losses from €870-million in regional bonds.

JPMorgan, UBS and Deutsche have denied wrongdoing, and Depfa has declined comment. Merrill has not commented.

Almost 500 small and large Italian cities are facing mark-to-market losses of €2.5-billion on the contracts, according to the Bank of Italy. Analysts say that figure will balloon when interest rates go up.

Most of the contracts involved switching fixed rates on loans to variable ones with banks.

“With the economic crisis, the problem has been lessened a bit (with lower rates) ... But in fact with a rate rise it becomes an even worse problem,” said Fabio Amatucci, an expert on local government finances at Milan's Bocconi University.

The European Central Bank is expected to start hiking rates at the end of this year or early next year.

U.S. and European officials are looking into how U.S. investment bank Goldman Sachs Group Inc. may have helped Greece disguise the size of its budget deficit through the use of cross-currency derivatives in 2001.

The Italian deals differ somewhat from the Greek case since the instruments were usually for switching rates on loans, but Italy stands out because of the vast number of cities, regions and public entities – even a theatre association – that turned to them from 2001 to 2008.

The Bank of Italy put the notional value of derivatives contracts at €24.1-billion in June 2009. However, Il Sole 24 Ore business newspaper on Thursday cited Treasury data to put the overall figure at €35.5-billion – a third of local governments' debt – when wider criteria were used.

Although central bank figures show 467 local governments had derivatives contracts at the end of September, Mr. Amatucci believes the real number could be around 3,000 as more deals emerge.

The government banned new contracts in 2008 pending new rules. Economy Minister Giulio Tremonti has said there is “no effect” from derivatives held by local governments.

Local governments rushed into derivatives in part because they helped ease the rigidity of a 2001 law that bars taking on new debt except to finance investment.

But another big draw was the upfront payment many cities got in advance for signing revamped agreements, usually done without a bidding process, analysts said.

Renegotiated deals shoved back payment and costs in a “political manipulation” of signings, said Giampaolo Gialazzo with the Tiche consultancy in Treviso.

Revised deals also carried increasingly restrictive terms and higher costs for municipalities and other local governments.

“Greece did nothing more than get itself money right away and then pay it back slowly. Local administrations in Italy did the same thing,” said Massimiliano Palumbaro with CFI Advisors in Pescara.

Pescara, a southern Italian city, itself took out a total of €108-million in interest rate swaps and is suing UniCredit SpA and BNL, a unit of France's BNP Paribas, over them. UniCredit had no comment, while BNL had no immediate comment.

When rates are low, as they were when many contracts were agreed to, local authorities using a variable rate could find their costs shrinking. However, when rates rose, officials would find themselves owing more money.

Milan has argued, as have many other local administrations, that the contracts were murky, carried hidden costs and banks had failed to explain them.

However, a source close to the issue said Milan could not argue that it was ignorant about derivatives since the 2005 swap replaced a contract that had been renegotiated repeatedly.

The city also has wide securities markets experience given its joint control of listed utility A2A, the source said.

With banks putting in place a complex deal that had to be overseen for 30 years with hefty back-office costs, “the city could not expect that the banks were going to take that position for free,” said the source.

Despite the court cases, Milan is still interested in derivatives. The city council said on Wednesday it was studying a switch from a variable rate on the contract to a fixed one.


Ultima modifica di Lawliet il 14/03/2010, 15:15, modificato 1 volta in totale.


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dopo quest'ultimo intervento mi viene spontaneo dal cuore dare a tutti un caldo consiglio disinteressato: finchè siete in tempo, compratevi un letto a TRE piazze, ( nel senso 1 materasso + grosso possibile ) e ficcateci sotto quanti + euri potete!


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Un interessante servizio di "Report" andato in onda stasera
sulla situazione bancaria generale e sulla crisi che ha colpito l'America....

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/me ... 2.html?p=0

Nell'ultimo anno e mezzo sono fallite, nonostante gli aiuti del Governo
americano, la bellezza di 150 Istituti Bancari.... [8)]



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MessaggioInviato: 15/03/2010, 18:20 
Cita:
Thethirdeye ha scritto:

Un interessante servizio di "Report" andato in onda stasera
sulla situazione bancaria generale e sulla crisi che ha colpito l'America....

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/me ... 2.html?p=0

Nell'ultimo anno e mezzo sono fallite, nonostante gli aiuti del Governo
americano, la bellezza di 150 Istituti Bancari.... [8)]


Sono gli effetti collaterali della finanza creativa. Mi stupisce che non l' avessero messo in preventivo.



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LA DISCESA NEGLI INFERI DEGLI STATI–NAZIONE!


di GILLES BONAFI

Fonte: http://www.altrainformazione.it/wp/2010 ... i-nazione/

Immagine


Gli indicatori economici sono sottoposti a costanti cambiamenti: verranno qui riportati gli ultimi aggiornamenti delle cifre-chiave dell’economia globale riguardante il tema del debito pubblico e i prodotti derivati (le metastasi). Tutte le cifre qui riportate provengono da fonti chiaramente identificate, quali il FMI [Fondo Monetario Internazionale, ndt] o, per l’essenziale, dalla BRI [Banca dei Regolamenti Internazionali, ndt], fonti dunque assolutamente autorevoli.

Il debito
Il 92% del debito pubblico (rispetto al PIL) della Francia nel 2010 è confermato dal FMI (grafico qui sotto), ed è previsto un aumento al 99% per il 2011, cambiamento da me previsto già due anni fa.
Rilevante è il Giappone, il quale batte tutti i record con il 197% di debito pubblico, ma anche il 130% della Grecia e dell’Italia di cui nessuno ne parla.

(cliccare per ingrandire)

Immagine


Il debito pubblico dell’Irlanda esploderà nel 2011, raggiungendo un +12%. In confronto la Spagna è “poco indebitata” con il suo 68% nel 2010. Il 74% previsto mi sembra alquanto sottostimato, con un’impennata che io valuto possa invece raggiungere più dell’80% (BRI pag. 4).

I prodotti derivati
I prodotti derivati proseguono nella loro decrescita (salvo negli Stati Uniti). Avevano raggiungo la cifra sbalorditiva di 690000 miliardi di dollari all’inizio dell’anno 2008, mentre oggi non raggiungono che 444000 miliardi di dollari (8 volte il PIL mondiale) nel quarto trimestre del 2009, secondo l’ultimo rapporto trimestrale del BRI datato marzo 2010. Come si può notare, esiste una netta differenza tra le attività sui prodotti derivati riferite agli Stati Uniti rispetto a quelle del resto del mondo.

Ricordiamo infatti che il 30 giugno 2008 l’OCC (Office of the Comptroller of the Currency, l’autorità governativa a tutela delle banche), dichiarava che gli Stati Uniti possedevano 182100 miliardi di dollari di prodotti derivati (metastasi), dati questi confermati qualche mese fa dall’ultimo rapporto, il quale riportava la cifra di 200000 miliardi di dollari (controllati da 5 banche). La finanza statunitense ha dunque creato 200000 miliardi di dollari di prodotti derivati in un anno, ossia 1.5 volte il PIL degli Stati Uniti, proprio quando il resto del mondo prendeva coscienza del pericolo che essi rappresentano.
Ancora più inquietante, gli Stati Uniti detengono ormai quasi la metà di quei prodotti finanziari che rappresentano il centro del rischio sistemico.
Si può dunque comprendere perché Tim Geithner, ministro americano delle Finanze (segretario del Tesoro) ha vivamente criticato il piano che presenterà la Commissione Europea riguardo la regolamentazione dei prodotti derivati ed in particolare dei CDS [Credit Default Swaps, contratti la cui funzione è trasferire l'esposizione creditizia di prodotti a reddito fisso tra le parti, ndt], il cui fine è prevenire gli effetti “sistemici” di quei prodotti finanziari di cui la banca Golman Sachs (un cavallo di Troia) si è servita al fine di indebolire l’Europa a profitto degli Stati Uniti. Indebolire l’euro infatti rinforza il dollaro, una moneta che sembra essere in attesa di giudizio.
Per ciò che riguarda l’euro, non vi preoccupate, una soluzione è in corso (a presto le spiegazioni).

Fonti:
OCC pagina 12
Rapporto trimestrale BRI pagina 11.
Titolo originale: "La descente aux enfers des États-nations !"
Fonte: http://gillesbonafi.skyrock.com/
Link
12.03.2010
Traduzione per http://www.comedonchisciotte.org a cura di DANIELA DI PINTO



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CONFERMA: LA GRECIA SOTTO USURA

DI VALERIO LO MONACO
ilribelle.com

mar 26th, 2010

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Fonte: http://www.altrainformazione.it/wp/2010 ... tto-usura/

La conferma è arrivata ieri al summit specifico di Bruxelles. Sarkozy e Merkel (e altri sedici Paesi dell’area Euro a ruota), hanno trovato l’accordo, si fa per dire, per gli aiuti alla Grecia.

L’accordo prevede, sinteticamente, un intervento di aiuti "volontari e bilaterali" con una partecipazione complementare del Fondo Monetario Internazionale. Quest’ultimo sarà attivato "in caso di problemi molto seri e in assenza di alternative". Un modo elegante per indorare la pillola: i problemi sono già molto seri e non ci sono valide alternative. Come dire, appunto, conferma su quanto annunciato – e che avevamo denunciato – i giorni scorsi. "La partecipazione dei governi dell’Eurozona sarà maggioritaria": naturalmente anche questa è una sciocchezza, poiché bisognerà verificare, e presto, quali e quanti saranno effettivamente gli Stati europei che decideranno di acquistare dei titoli greci. E non ci pare che in Europa, al momento, vi siano Stati tanto in salute da poterlo fare, anzi. Ergo l’FMI, come detto, tornerà alla ribalta.

Si è parlato di una somma tra 20 e 30 miliardi di Euro, ovvero il totale dei titoli che la Grecia deve emettere entro due mesi. Guarda caso. Rammentiamo, solo di passaggio, un punto fondamentale, che precede (o dovrebbe) qualsiasi ragionamento in merito. Nel momento in cui uno Stato vende i propri titoli – letteralmente, "si vende" – vuol dire che diventa merce. E i cittadini di questo Stato – al momento, i greci, la loro ricchezza e il loro lavoro, ovvero il loro tempo, dunque la loro vita – sono oggetto di scambio. Come prodotti su uno scaffale di un supermercato. Un uomo oggetto di scambio è uno schiavo. Questo il punto.

Merkel & Co. hanno detto che i titoli greci saranno venduti e acquistati da "volenterosi" al prezzo di mercato. Il che significa al prezzo al quale verranno scambiati i Cds (Credit Default Swap), che come abbiamo visto poco tempo addietro su queste stesse pagine, essendo prodotti che garantiscono (dovrebbero) il rischio di insolvenza dello Stato, e che vengono scambiati sul mercato come merce qualunque, stabiliscono di fatto il "prezzo" di un titolo. Ovvero il valore dello Stato per il quale tali titoli e derivati sono scambiati. Detenuti da chi? Da Banche e speculatori, naturalmente. Il circolo è vizioso, perché nel momento in cui uno Stato comprerà titoli greci, e gli stessi arriveranno a scadenza senza che la Grecia sarà in grado di ripagarli, quest’ultima non avrà altra strada che emettere nuovi titoli, e titoli sui titoli, che qualcuno dovrà comprare… e saremo da capo. In una spirale perpetua e soffocante.

Brutalmente: strozzinaggio legalizzato.

Fonte: http://www.ilribelle.com
26.03.2010
Per gentile concessione de “La Voce del Ribelle”
La Voce del Ribelle è un mensile – registrato presso il Tribunale di Roma, autorizzazione N° 316 del 18 settembre 2008 – edito da Maxangelo
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Direttore Responsabile: Valerio Lo Monaco
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