LO SCACCHIERE FRANCESE L'ESAGONO E I DISCHI VOLANTIDi Alfredo Lissoni Fonte: http://www.alfredolissoni.net/france.htmLa Francia, ha dichiarato l'ufologo italiano Franco Ossola, "merita senza dubbio una citazione particolare per l'intensa attività ufologica di molti suoi ricercatori, per la valida apertura mentale della sua popolazione, per le iniziative lodevoli delle sue organizzazioni di investigazione sia private che governative, per l'elasticità dei suoi uomini politici in riferimento al tema".
Nel 1951 il giurista francese Marc Thirouin fondava la Commissione Internazionale di Inchieste Scientifiche Urano (Ouranos), in seguito ribattezzata Commissione Studi Urano. Tale gruppo, privato, per anni dominò nell'immenso panorama d'oltralpe, analizzando casi e raccogliendo documentazione, con scrupolo e puntiglio. Nel 1972, alla morte del fondatore, la primitiva organizzazione mutò nome e aprì ai nuovi aderenti, pur vantando già un centinaio di fedelissimi antichi collaboratori.
Attualmente Urano è stata sostituita da altri gruppi di ricerca, fra i quali torreggia la prestigiosissima e paludata redazione di "Lumières dans la nuit"; si tratta di una rivista nata nel 1967 e che ha al suo attivo preziosi collaboratori come l'astrofisico Pierre Guèrin e che ha avuto il merito di avvicinare al problema molti scienziati, un tempo chiusi verso il fenomeno. Altrettanto attivo è l'AESV SOS OVNI (ove OVNI è la sigla francese che indica gli UFO) che ha al suo interno due correnti in lotta, una scettica facente capo alla rivista "Ovni présence" con sezioni in Francia e Svizzera, l'altra, più possibilista, che ha come portavoce la rivista bimestrale Phénomèna, diretta da Renaud Marhic, Thierry Rocher, Perry Petrakis e Jean-Pierre Troadec. Ancora, a Brest esiste un Comitato di Ricerca Ufologica, a Saint-Jean-de-Bray una Commissione Nazionale di Ricerca, un Gruppo di Studio sulle tracce UFO a Perthuis ed un centro, l'IMSA, a Marsiglia, assolutamente convinto che il governo francese sappia e taccia di proposito, ingannando l'opinione pubblica. Fra le organizzazioni più attive e più arrabbiate per il cover up governativo spiccano la Banca Internazionale Dati UFO diretta da Franck Marie a Bagneux, che nel 1990 ha realizzato un monumentale dossier di oltre 400 testimonianze su un'ondata UFO locale, verificatasi il 5 novembre; il gruppo marsigliese CERPA, che periodicamente organizza convegni a livello internazionale ai quali partecipano personaggi "scomodi", pronti ad attaccare tutti i governi, come il profugo trotskista Dante Minazzoli (morto nel 1996, era convinto che gli UFO non fossero tanto un problema scientifico, quanto politico, di ordine pubblico), l'esule cinese Shi Bo, lo studioso russo Boris Shurinov (ripetutamente minacciato dal KGB). Il CERPA è stato fondato da tre gendarmi affatto d'accordo sulla necessità di celare al pubblico informazioni vitali; la lotta che il CERPA conduce contro le istituzioni è a volte aspra; basti pensare che, nel 1993, uno dei suoi membri, militare, è finito in carcere con l'accusa di spionaggio perchè, durante l'anno di leva, scoperto a fotocopiare illegalmente materiale riservato dell'Esercito sugli UFO. L'associazione in assoluto più rivoluzionaria è l'"Unione Europea Ricercatori per il diritto di sapere", retta da un comitato di scienziati letteralmente inferociti contro la congiura governativa, autori di articoli veementi ed infuocati contro le istituzioni, che scatenano spesso violenti dibattiti.
Quest'atteggiamento controcorrente che dagli inizi degli anni Novanta caratterizza l'ufologia d'oltralpe non è solo frutto della tendenza tipicamente francese alla contestazione; esso è dovuto principalmente a due fattori: il fatto che, sin dal 1954, la Francia sia stata al centro di importantissime ondate di avvistamenti UFO; l'atteggiamento ambiguo tenuto dalle autorità verso il fenomeno.
"In Francia abbiamo avuto molti casi interessanti", mi ha raccontato l'ufologo Dante Minazzoli; "casi così interessanti che abbiamo capito che, ad un certo punto, i servizi segreti francesi hanno smesso di passare tutta la documentazione alla CIA, decidendo di tenere tutto per sé e di studiare in proprio il fenomeno. Una volta, invece, essendo anche la Francia un Paese della NATO, tutti i carteggi sugli UFO finivano per competenza a Washington. Ma adesso non è più così".
AVVISTAMENTI E SMENTITE I casi interessanti sono molti, dicevamo; ed è dal '54 che le autorità parigine guardano al fenomeno con crescente preoccupazione.
In quell'anno Francia e Italia vennero infatti investite con una ridda di avvistamenti a catena, molte volte culminanti in atterraggi e contatti, davvero eccezionale. A Saint Père en Retz, Mèral e Vienne in Francia e A Firenze e Roma, in diverse occasioni, squadriglie di dischi volanti scaricarono centinaia di filamenti biancastri di boro e silicio, simili a bambagia, ricoprendo intere vie. I frammenti filamentosi, ribattezzati "capelli d'angelo" o "bambagia silicea" si dissolvevano molto rapidamente. Ciò che venne qualificato come una sorta di prodotto residuo, di scarto, del combustibile dei dischi volanti, analizzato in laboratorio risultò essere una prova materiale dell'esistenza degli UFO. In quell'anno una pagina fondamentale della storia degli UFO venne scritta proprio in Francia. Fu poi la volta degli atterraggi e della comparsa degli umanoidi macrocefali, la cui tipologia è in seguito diventata uno standard. Come il caso, accaduto a Quarouble il 10 settembre alle 22.30, di Marius Dewilde. "Uscii di casa attirato dai guaiti del mio cane", dichiarò Dewilde, "e mi trovai dinnanzi due creature che non avevo mai visto prima; portavano una tuta ed un elmetto; erano molto bassi e con le teste enormi. Come mi avvicinai, mi paralizzarono con un fascio di luce e si ficcarono dentro una navicella che si alzò verticalmente e sparì". Al suolo rimasero tre fori, dovuti ai sostegni di atterraggio dell'ordigno, che accurati calcoli dimostrano essere stati prodotti da una struttura pesante 14 tonnellate e mezzo (misure identiche vennero rilevate in Russia dopo un atterraggio UFO a Voronezh, nel 1989).
"La testimonianza di Dewilde", ha dichiarato l'ufologo inglese Timothy Good, "fu presa molto seriamente dalla polizia. Le indagini vennero in seguito affidate alla gendarmeria mobile e alla Direzione di Sorveglianza del territorio o DST, il corrispettivo francese dell'FBI americana".
Da allora i nanerottoli macrocefali cominciarono a farsi vedere sempre più spesso (ma casi analoghi, pur se sporadici, erano stati registrati in Italia già nel 1947).
Il clamore degli avvistamenti sopra citati portò, verso la metà dell'ottobre del 1954, alla creazione di una commissione ufficiale di studio. Essa si chiamava SEMOC, acronimo per Sezione di Studio dei Misteriosi Oggetti Volanti, e dipendeva dall'ufficio scientifico dello Stato Maggiore dell'Armata Aerea. Le inchieste erano condotte da ufficiali della polizia aerea, con la collaborazione della gendarmeria, agli ordini del colonnello Richard Martin. Ma i risultati veri di quelle inchieste non vennero mai divulgati.
Sebbene la casistica non mancasse, ed in Francia operassero validissimi ricercatori come il defunto Aimé Michel (autore di alcune idee rivoluzionarie sugli UFO - come il fatto che questi sembrassero seguire delle ben precise traiettorie di volo, ogni due anni), la SEMOC dichiarò ufficialmente al Paese che "non vi era materiale sufficiente per studiare gli UFO", e che quindi chiudeva i battenti. Con argomentazioni pretestuose il governo cercava di sbarazzarsi degli UFO, incurante del fatto che da diversi ambiti militari provenissero continuamente richieste di chiarificazione del fenomeno, come una domanda inviata dal generale Navereau al comandante Cotel, specialista delle Forze Antiaeree. Il 12 gennaio 1955 il Ministero dell'Aria rendeva nuovamente nota la posizione "ufficiale" dei militari francesi: gli UFO erano soltanto misinterpretazioni di fenomeni conosciuti; pure, in evidente contraddizione, le Armate dell'Aria erano comunque "invitate a redigere dei rapporti ogni qual volta veniva segnalato un UFO; il rapporto doveva poi essere inviato agli organi di grado più elevato". Si invitavano inoltre tutti i militari a filmare o a fotografare gli UFO.
Questa risposta ambigua suscitò lo sdegno del deputato Jean Nocher, diretto interlocutore proprio del Ministero dell'Aria, che contestò le conclusioni ufficiali, subito imitato dai deputati De Leotard e Dejeau. Quest'ultimo, in particolare, chiedeva al presidente del Consiglio francese "se fosse stato creato o no un servizio per vagliare la documentazione a questo proposito e per studiare la natura e l'origine di questi ordigni".
Le alte sfere lasciarono però cadere il problema; sino a che, ben diciassette anni più tardi, nel '71, la gendarmeria faceva sapere di interessarsi ai dischi volanti. Parte del suo materiale, una volta declassificato, sarebbe finito negli archivi degli ufologi che, alcuni anni dopo, avrebbero dato alle stampe dei libri pregevolissimi. É il caso delle inchieste del giornalista francese Jean-Claude Bourret, che ebbe modo di intervistare molti testimoni militari; le raccolte dati di François Lagarde, attivissimo investigatore UFO; il diario di François Gardes, pseudonimo dietro cui si celerebbe un notissimo funzionario dei servizi segreti francesi, incaricato di studiare gli UFO, interrogando direttamente i testimoni, e autore del volume "Cacciatori di UFO".
L'AFFARE DEL VERDON Proprio Gardes ha rivelato, nel 1977, il caso di un fotografo professionista di Cannes che, il 15 dicembre 1974 aveva filmato un tramonto sul Verdon. "Il testimone", ha raccontato Gardes, "aveva ripreso la zona di Moustiers-Sainte-Marie con una pellicola all'infrarosso; l'aveva poi spedita ad un laboratorio tedesco, per lo sviluppo, e si era sentito dire che la pellicola era bianca. Risposta cortese, incidente chiuso. Ma alcune settimane dopo il nostro uomo ricevette una copia della sua pellicola. Proiettandola, scopriva stupefatto di avere filmato un disco volante. Ho visto due immagini dell'oggetto; esse non lasciano alcun dubbio. L'UFO è circondato da un fantastico alone luminoso e ha la classica forma dei dischi volanti. É di grandi dimensioni e staziona al di sopra del triangolo Valensole-Monosque-Cadarache, ove si trova un centro nucleare sperimentale francese. La sua massa scura resta netta ed immobile mentre le nebbie grigie dell'orizzonte cambiano di forma e posizione. Una sottile striscia luminosa giallo-arancio ne sottolinea i contorni. Un caso eccezionale, ma mi chiedo: perchè inizialmente al testimone era stato detto che la pellicola del film non era stata impressionata?" Forse era servito del tempo perchè qualcuno, altrove, si facesse una copia del filmato?
Nella zona di Valensole, nel 1965, si sarebbe verificato un interessante incontro ravvicinato. Il testimone, signor Maurice Masse, disse di avere assistito all'atterraggio di un UFO nel suo campo di lavanda. Dal disco era poi uscito un umanoide macrocefalo. Nel campo erano poi rimaste le tracce dell'atterraggio. L'episodio è considerato uno dei migliori della casistica francese.
Sempre Gardes, a proposito di prove, ebbe a rivelare un altro caso ben documentato. "Migliaia di osservazioni e misurazioni hanno confermato la presenza di campi magnetici potenti al passaggio di un UFO. In Provenza, a Vins-sur-Caramy, il 14 aprile 1957, alcuni testimoni sentirono vibrare dei cartelli metallici di segnaletica stradale mentre vedevano una bizzarra trottola, di un metro e mezzo di altezza, saltare silenziosamente nei campi. La vibrazione a rapida cadenza dei cartelli rivelò un potente campo magnetico alternativo. L'assordante rumore di ferraglia fu dovuto alle vibrazioni dei bulloni rugginosi e consunti. Le nostre verifiche indicarono una deviazione di 15 gradi di un ago magnetico".
Casi di questo genere avevano in più occasioni attirato l'attenzione dei gendarmi.
COMMISSIONI DI GOVERNO Negli anni Settanta la gendarmeria aveva distribuito fra i propri agenti una rivista interna nella quale si diceva chiaramente che "i gendarmi credevano ai dischi volanti"; in quello stesso periodo l'Aeronautica aveva intensificato le ricerche, agendo però nell'ombra, registrando con cura tutti i fenomeni anomali segnalati dai piloti, e rifiutandosi tenacemente di offrire una chiave di lettura. Inoltre, sulla scia degli studi effettuati già nel 1954 da un team creato dal Ministero della Guerra, agli inizi degli anni Settanta anche il Centro Nazionale di Studi Spaziali di Tolosa aveva iniziato ad interessarsi del fenomeno; lo rivelava in un'intervista nel febbraio 1974 il ministro della Guerra Robert Galley.
Nel 1977 il CNES, la NASA francese, aveva dato vita al GEPAN, sigla che sta per Gruppo di studio sui fenomeni aerei non identificati; si trattava di una commissione d'inchiesta che avrebbe dovuto approfondire il fenomeno, basandosi sui rapporti di avvistamenti inoltrati dalla Gendarmeria. La sigla GEPAN sembrava un omaggio ad uno dei più rappresentativi centri ufologici francesi del passato, il GEPA, o Gruppo di studi dei fenomeni aerei, il cui direttore era stato negli anni Sessanta il generale dell'Aviazione Lionel Chassin.
Il GEPA era il gruppo ufologico meglio costituito; possedeva gli studiosi più competenti. Si era sciolto con la creazione del GEPAN.
Fondato nel 1962 dallo scienziato René Hardy, il GEPA divulgava le proprie indagini attraverso la rivista Phénomènes Spatiaux, diretta da René Fouéré, un pioniere dell'ufologia d'oltralpe.
Il GEPAN, chiuso nel 1988 ufficialmente senza avere trovato casi di rilievo, è stato sostituito da un'altra commissione governativa, con sede a Tolosa, nota come SEPRA, o Servizio di esperti sui fenomeni di rientro atmosferico. Tale gruppo, che già nella sigla evita di menzionare esplicitamente il termine UFO, consta di sole due persone ed è stato guidato, negli anni Novanta, dallo scienziato Jean-Jacques Velasco. Quest'ultimo, nonostante abbia ricevuto centinaia di rapporti dalla Gendarmeria, ha accreditato soltanto due casi UFO, il sorvolo di un oggetto sopra un albero di amaranto (con conseguente disidratazione delle foglie superiori della pianta) e l'atterraggio di un piccolo disco a Trans-en-Provence, nel 1981, dinnanzi all'abitazione di un signore di origine italiana, Bruno Nicolai. L'atterraggio dell'ordigno ha lasciato sul terreno una traccia circolare e ha disidratato la vegetazione.
Il fatto che questi risultati non siano stati adeguatamente mediatizzati dal SEPRA, eccezion fatta per un libro di Velasco uscito solo nel 1993, hanno spinto molti ufologi ad accusare la commissione di cover up. Qualcosa del genere era già accaduto all'epoca del GEPAN, i cui direttori, Claude Poher e Alain Esterle, molto vicini agli ambienti degli ufologi, avevano poi denunciato le pressioni restrittive imposte dal governo.
Contro quest'ultimo hanno da tempo puntato il dito alcuni fra i più autorevoli personaggi dell'establishment ufologico: lo scrittore Jean Sider e l'astronomo Pierre Guérin, entrambi convinti assertori dell'esistenza di un cover up internazionale, il primo da parte della CIA, il secondo anche da parte della NASA; il pilota Jean-Gabriel Greslé, autore di un memoriale intitolato "Un pilota di linea parla", ove ricostruisce numerosi avvistamenti UFO di cui fu testimone, in volo come a terra; il giornalista francese Robert Roussel, che ha ripetutamente denunciato l'incapacità del governo nel gestire i dati sugli UFO. "Negli anni Ottanta", ha dichiarato Roussel, "la Gendarmeria mi ha permesso di consultare i suoi archivi, presso la Direzione generale. Ero interessato ad una grande ondata di avvistamenti francesi, fra il 1979 ed il 1980. Sapevo dell'esistenza di almeno 312 rapporti. Con grande stupore scoprii che la maggior parte dei rapporti riferivano situazioni altamente strane, riportate da testimoni la cui serietà e moralità era confermata dai gendarmi. Questi casi non erano però stati studiati, se non a livello statistico, dalla commissione d'inchiesta del CNES. Questo è molto strano, dato che il GEPAN aveva costituito anni prima una banca dati di 1650 verbali della Gendarmeria, a partire dal 1974, la cui analisi statistica aveva permesso di individuare delle caratteristiche ricorrenti. Venti casi in particolare, frutto di inchieste approfondite, avevano consentito di risalire a certe caratteristiche fisiche standard del fenomeno, come gli effetti a corona (bruciature circolari) sul suolo o la calcificazione del terreno. Questo materiale avrebbe dovuto essere pubblicato ma, come mi confidò un giorno il direttore del GEPAN, la Direzione del CNES si era opposta alla divulgazione".
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_________________ "…stanno uscendo allo scoperto ora, amano annunciare cosa stanno per fare, adorano la paura che esso può creare. E’ come la bassa modulazione nel ruggito di una tigre che paralizza la vittima prima del colpo. Inoltre, la paura nei cuori delle masse risuona come un dolce inno per il loro signore". (Capire la propaganda, R. Winfield)
"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo
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